STORICO VIAGGI

RUSSIA

 

RUSSIA

All'interno della Federazione Russa Amitaba ha svolto attività alpinistiche e attualmente organizza viaggi di gruppo principalmente nelle regioni che contornano il nord della Mongolia, dagli Altai e le Repubbliche di Chakassia e Tuva fino al lago Baikal in Siberia e Buriazia, utilizzando anche tratti della ferrovia transiberiana. In queste regioni s’incontra un inaspettato mosaico di numerose meraviglie naturali, con laghi purissimi immersi in boschi di conifere e circondati da monti ricchi di leggende, con un patrimonio storico di valore, come si è visto col recente ritrovamento del tesoro degli Sciti, che esprime tradizioni antiche ed affascinanti. Un’ulteriore attrattiva di queste regioni è che vi permangono importanti tradizioni sciamaniche con cui è abbastanza semplice riuscire ad avere un incontro.

Amitaba in Russia organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze. Siamo a vostra disposizione per organizzare anche viaggi su misura. Per valutare le diverse possibilità che la Federazione Russa ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare qui nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
FEDERAZIONE RUSSA 2018: Siberia - tradizioni sciamaniche e Festival di Naadym a Tuva
Estensione: Transiberiana al Lago Baikal, rientro il 22/8 - Prosecuzione a Mosca, rientro il 24/8
Periodo: 6 ago - 17 ago
Il viaggio inizia ad Abakan, capitale della Repubblica Federale Russa della Chakassia, dove si atterra dopo uno scalo a Mosca e si inizia un percorso in pulmino in direzione sud per la remota Repubblica di Tuva, la regione autonoma della Siberia Centrale che confina con la Mongolia. I paesaggi sono molto diversi, con alte montagne innevate, infinite distese di foreste verdissime e colline e altipiani di taiga. Oltre Kyzyl, la capitale di Tuva che ha la peculiarità di essere posta nel punto più centrale di tutto il continente asiatico, si esplorano le aree meridionali dove le popolazioni semi nomadi vivono nelle tipiche yurte, allevano capre, cavalli e yak, ed a volte anche i cammelli bactriani, conducendo uno stile di vita immutato nel tempo. Nella Valle di Ubsu Nuur, Riserva della Biosfera e Patrimonio dell’Unesco dal 2003, ci si immerge in uno dei paradisi della biodiversità mondiale, dove in uno spazio limitato è presente una molteplicità di ecosistemi, laghi, monti e colline, alti prati e pascoli, foreste di cedri e larici, che via via si tramutano in distese desertiche di sabbia e argilla, steppe aride e tundre paludose: la più nordica regione desertica al mondo infatti incontra qui la più meridionale delle zona di tundra. Si potrà avvicinare l’esperienza della vita nomadica pernottando nelle yurte e in tipiche e semplici baite in legno, con l’opportunità di apprendere, immersi nella natura silenziosa, i segreti del canto polifonico da uno dei suoi più grandi maestri. Un aspetto unico del viaggio è l’incontro con alcuni sciamani siberiani, uomini che il destino ha portato ad essere un anello di congiunzione con le entità e le forze della natura. Incontrare uno sciamano può avere un significato anche personale, in quanto in queste regioni oltre ad essere i guardiani dei riti e delle tradizioni delle proprie etnie e profondi conoscitori della natura e del mondo vegetale, possono avere il ruolo di veggenti, guaritori, medici, educatori e musicisti. Chi lo desidera potrà partecipare ai loro riti di gruppo ed anche chiedere una consultazione privata. Si torna quindi verso la capitale di Tuva, Kyzyl, dove si svolge per tre giorni l’annuale Festival di Naadym, la festa nazionale che si svolge verso la metà agosto. È un equivalente tuvino del festival del Naadam mongolo ma ancora pressoché sconosciuto all’esterno, un evento molto importante che attrae le gente di tutti i distretti ai confini con la Mongolia: si raduna così una popolazione semi nomadica e si svolgono diverse competizioni: appassionanti corse di cavalli, gare di tiro con l’arco e di atletica, l’esposizione di yurte e dimore di mandriani di renne e gare di bellezza per i paramenti equestri. I due eventi più tipici e popolari sono senza dubbio il khuresh (la lotta nazionale) ed i concerti di khoomei, il canto polifonico o canto di gola tuvino, che sfrutta il fascio di melodie che compongono la voce. Tuva non mancherà di sorprendere anche per il suo patrimonio storico di grande pregio: il Museo Nazionale di Kyzyl custodisce la collezione degli Ori degli Sciti, tra i reperti più preziosi delle recenti scoperte dell’archeologia. Il viaggio si conclude con il ritorno ad Abakan, dove si può scegliere di proseguire per l’estensione o rientrare. È un percorso che sfata il pregiudizio sulla Siberia come terra inospitale, piatta e gelida, la patria di esiliati tristi e alcolizzati, per scoprire l’inaspettato mosaico delle sue numerose meraviglie naturali, con laghi purissimi immersi in boschi di conifere e circondati da monti ricchi di leggende, e un patrimonio storico di valore che esprime tradizioni antiche e affascinanti. Estensione Transiberiana e Lago Baikal Chi prosegue con l’estensione del viaggio vivrà per due giorni l’emozione del mitico viaggio in treno sulla linea ferroviaria Transiberiana attraversando le immense distese della Siberia: un susseguirsi di laghi e steppe erbose, campagne e distese acquitrinose, boschi di betulle e larici, dacie dal tetto spiovente. Si arriva al Baikal, il lago più grande e profondo del mondo, il grande mare interno della Siberia contornato di miti e leggende considerato, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, dove si visitano la costa incontaminata e le mitiche isole del Piccolo Mare intorno all’Isola di Olchon, luoghi sacri per le tradizioni sciamaniche, che anche qui come a Tuva sono molto vive. Giunti a Irkutsk, la capitale siberiana, si visitano i palazzi e le chiese dei tempi della vecchia Russia degli zar, che il tempo trascorso ha lasciato pressoché immutati. Estensione a Mosca Il volo di rientro da Irkutsk passa da Mosca… abbiamo così organizzato un’ulteriore breve estensione di due giorni per cogliere l’opportunità di visitare la spumeggiante e coltissima capitale russa, dopo che sarà già fortunatamente spento il palcoscenico dei mondiali di calcio. Per questa parte la presenza dell’accompagnatrice italiana c’è a partire da cinque partecipanti; in meno si utilizza una guida locale che parla la lingua italiana. Tuva, al centro dell’Asia La Repubblica di Tuva è una remota regione della Federazione Russa a nord ed a est dei monti Altai, situata nella parte più meridionale della Siberia dove si incontrano la taiga, la foresta boreale e la tundra e dalla neve e dal ghiaccio si passa lentamente alla steppa mongola; qui i fiumi Kha-Khem e Bi-Khem (Grande e Piccolo Enisej) confluiscono nell’Enisej: per i russi questo è il "padre di tutti i fiumi” ed un suo riferimento appare spesso nella loro letteratura. Un tratto importante del territorio, così lontano dai mari (Tuva è il punto geografico più centrale del continente asiatico!) sono i laghi che lo costellano e ne impreziosiscono gli orizzonti, con molte zone dove le acque hanno anche qualità terapeutiche note da secoli; i tuvini raccontano miti e leggende che popolano ognuno di questi specchi d’acqua, indicando anche il nome dello spirito della natura che secondo loro lo abita. Nella gran parte della Siberia si incontra una prevalenza di russi, mentre nella Repubblica di Tuva il 77% della popolazione è autoctona: l’etnia tuvina, che conta circa 300.000 persone, è uno dei maggiori gruppi etnici della Siberia con una propria lingua che, anche se viene utilizzato l’alfabeto cirillico nella scrittura, appartiene al ceppo turco. Buona parte della popolazione è tuttora nomade o semi-nomade e vive dell’allevamento di renne, di pesca e caccia e della raccolta di frutti selvatici, seguendo la propria tradizione. A seguito della caduta del sistema socialista la situazione economica e sociale dei tuvini è drasticamente peggiorata e si cerca di mantenere intatte le mandrie grazie alla creazione di cooperative ed alla vendita dei prodotti delle renne, ma la disoccupazione tra i giovani tocca ancora alte percentuali e molti migrano verso le città; la capitale, Kyzyl, conta oggi 90.000 abitanti. Nonostante le difficoltà i tuvini hanno però avuto successo nella difesa della propria cultura, che è molto ricca e raccoglie tratti con origini diverse, sia turchi che mongoli. Negli scorsi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla letteratura, ed è sorprendente come le tradizioni sciamaniche e del buddismo tibetano, che qui è la religione principale, siano rifiorite nonostante i tentativi di estirpazione condotti durante il regime sovietico; in particolare lo sciamanesimo qui  è vivissimo e rappresenta una forte esperienza quotidiana delle persone. Tuva e lo sciamanesimo Le tradizioni sciamaniche in Siberia sono molto radicate nelle regioni degli Altai, in Buriazia, sul lago Baikal, in Kamchatka ed in modo particolare a Tuva. Nel contesto di un immaginario popolato da diversi spiriti personificati in animali, montagne, fiumi o laghi vengono eseguiti affascinanti rituali immersi nella natura (conosciuti come Kamlaniye) quando gli sciamani per comunicare con gli spiriti della natura ballano intorno al fuoco, cantano, usano un linguaggio con cui cercano il contatto con gli animali e suonano un tipico tamburo. Sono rituali molto coinvolgenti ed interessanti a cui anche il visitatore, se ha opportuni contatti locali, può essere ammesso. Attualmente nella regione di Tuva si contano anche numerosi centri e cliniche sciamaniche, aperte sia alla popolazione locale che ai turisti, che offrono consulenza, trattamenti o rituali per il benessere dei pazienti e delle loro famiglie. Tuva, un breve cenno storico La storia di Tuva, già menzionata dallo storico greco Erodoto, può essere seguita a ritroso fino all’età della pietra: già nel neolitico (5.000 a.C.) la presenza umana è testimoniata da espressive pitture rupestri. Il grande momento storico di Tuva è legato al periodo dei leggendari Sciti, il cui regno 2.500 anni fa si estese dalla Mongolia alla costa del Mar Nero. Tra il 2000 ed il 2003 gli scavi archeologici in un’area che ora è stata battezzata "Valle dei Re" hanno portando alla luce migliaia di oggetti funerari d’oro che gli Sciti seppellivano coi loro re. In epoche più recenti, fu conquistata nel 1207 da Gengis Khan e qui regnarono gli uiguri, i kirghisi ed i mongoli. Poi dal XVIII secolo la regione fu parte dell’impero cinese, fino all’inglobamento nel vasto impero russo di cui han seguito le vicende fino ad oggi. La Siberia: “terra meravigliosa e pura” In lingua mongola Siberia significa “terra meravigliosa e pura”. E così si presentò, con la natura sconfinata, le montagne imponenti e le ricchezze minerarie ai primi coloni ed ai cosacchi che vi si avventurarono nel XVII secolo e che ne completarono la conquista nel corso di 80 anni. Ma la Siberia è anche stata una terra di confino e di esilio, ed oggi presenta un caleidoscopio di razze, religioni, etnie e tradizioni diverse. Questo spazio immenso, grande come il Canada e l’India uniti insieme, fa parte della Federazione Russa ed è diviso dalle regioni russe europee dai monti Urali. “Siberia” è un termine di riferimento geografico, non di regione amministrativa, in quanto il territorio è suddiviso tra diversi Stati e Repubbliche che dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica sono rimasti fedeli alla Russia entrando a far parte della nuova Federazione, che nel loro insieme compongono tre quarti del territorio federale ma solo un quarto della popolazione. La Transiberiana Voluta nella seconda metà dell’Ottocento dallo Zar Alessandro III per favorire lo sviluppo della Siberia, la costruzione ebbe inizio nel 1891 e durò circa un decennio. Nel secolo precedente, il Settecento, l’economia siberiana era stata legata al commercio delle pellicce e soprattutto alla scoperta delle miniere d’oro che aveva incentivato la colonizzazione da ovest. I trasporti avvenivano per la maggior parte via fiume, lungo i corsi che avevano portato i primi coloni russi. Già nel 1689 era iniziata la costruzione della Grande Strada Siberiana, nota anche come la Via del Tè per via delle grandi quantità di tè che erano trasportate dalla Cina all’Europa. La Via del Tè partiva da Mosca e attraversava le principali città dell’Impero: Murom, Kazan, Perm e Tara fino ad arrivare al lago Baikal e poi incrociare la Grande Muraglia e la città di Kyakhta, dove le carovane di cammelli attendevano per caricare le mattonelle di tè, le sete e il rabarbaro secco. La Via fu terminata solo alla metà del XIX secolo in quanto il canale di Suez aveva gradualmente ridotto gli scambi con la Cina ed il passaggio delle carovane. La strada per Kyakhta rimase in uso fino alla fine dell’Ottocento, e il suo declino iniziò con la costruzione della Ferrovia Transiberiana e l’ultima carovana percorse la Via del Tè nel 1925. La nuova ferrovia cambiò rapidamente la fortuna di alcune città siberiane. Inizialmente la ferrovia si interrompeva all’altezza del Lago Baikal e riprendeva sulla sponda opposta. Nel XX secolo infine, con la rivoluzione russa, l’impatto della transiberiana divenne importante sia come aiuto alle forze rosse nella conquista della regione sia nella successiva creazione dei terribili gulag, i campi di concentramento staliniani, che rovesciarono il ruolo della Siberia, da terra ambita a terra di esilio. Dopo ulteriori estensioni verso est, la linea Transiberiana fu sviluppata infine per tutta la sua attuale lunghezza di quasi 10.000 km, che ne fa oggi la più lunga al mondo. Il lago Baikal Il Lago Baikal è, come dicono i russi, un luogo di superlativi: il più profondo (1637 metri), il più antico, il più grande dell’Eurasia, il più limpido, il più pulito, quello col più alto grado di biodiversità, il più grande volume di acqua fresca del mondo. Tutti i fiumi del mondo insieme impiegherebbero un intero anno per riempire il suo bacino. La distesa del Baikal, le cui acque cristalline sono trasparenti fino a una profondità 40 metri, è inanellata da coste boscose, che nella stagione estiva sono coperte di colorati fiori di campo, ed è contornata da speroni di roccia, grotte naturali e promontori panoramici dove la vista spazia senza fine. Nota tecnica La stagione è buona con un clima mite e poche precipitazioni. I valori storici indicano per Mosca una temperatura minima di 12°C. e massima di 22°C., con 75 mm di precipitazioni; Abakan: 10°C.- 24°C. e 65 mm; Kyzyl: 11°C. – 27°C. e 9 mm; Irkutsk 9°C. – 21°C. e 90 mm. Le sistemazioni sono pulite ma per la maggior parte molto spartane: piccole baite essenziali o yurte comuni; si hanno a disposizione dei bagni privati solo a Kyzyl, ad Abacan e nelle estensioni, mentre in alcune località il bagno non c’è proprio e si utilizzano i vasti spazi della natura…. Si viaggia con un pulmino privato su strade asfaltate e con dei mezzi fuori strada dove necessario. La cucina locale è piuttosto modesta e a volte difficile per i vegetariani. Il visto d’ingresso per la Federazione Russa deve essere ottenuto prima della partenza; può essere richiesto al Consolato o fatto tramite agenzia (che è più consigliabile); per informazioni ulteriori contattare Amitaba. Il fuso orario: l’ora di Mosca è 2 ore prima dell’Italia, Abakan e Kyzyl 5 ore e Irkutsk 8 ore.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Lunedì 6 agosto, partenza per Mosca   Il volo suggerito per questo viaggio è della Aeroflot; la partenza per Mosca dall’aeroporto di Milano Malpensa è alle 18.20 con arrivo alle 22.40 e da Roma Fiumicino alle 15.30 con arrivo alle 20.15. 2°g.    7/8 Mosca - Abakan – Valle dei Re – Maral Farm   Si riparte sempre con Aeroflot alle 0.05 con arrivo ad Abakan, capitale della Repubblica Russa di Chakassia, alle 8.40 ora locale. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e partenza in pulmino privato verso sud est. Si segue una strada molto panoramica che attraversa i monti Sayan in direzione di Kyzyl, la capitale della Repubblica Russa di Tuva. Lungo il percorso si visita la Valle dei Re, situata su di un altopiano attraversato dal fiume Uyuk, dove si trovano i tumuli funerari degli sciti. Questa misteriosa popolazione nomade indoeuropea, citata anche da Erodoto, fu di probabile origine iranica; la mitologia classica le assegna un’origine mitica, con l’unione di un eroe greco ed una donna serpente. La Scizia originariamente era situata tra il Mar Nero ed i Monti Urali e si estese successivamente fino alle steppe del Kazakistan, all’attuale Cina ed alla Grecia, ma fu soprattutto nell’attuale Russia e Siberia che gli sciti dominarono per molti secoli, fino alle invasioni degli Ostrogoti e degli Unni tra il IV ed il VI secolo d.C.. Il numero totale dei tumuli preistorici sciti del sito, chiamati kurgans, è di numerose centinaia e sono disposti in file parallele. Il più famoso è certamente quello di Arzhaan, che si ritiene risalire al 700 a.C., che nel 2001 ha regalato la straordinaria scoperta storica di una tomba scita intatta. Vi furono trovati vari chili di reperti d’oro ed i resti di un Re e della consorte, nonché di alcuni cavalli. Dopo la visita ed il pranzo si prosegue per il campo di yurte di Maral Farm, dove si alloggia in baite di legno non dotate di servizi e si cena.   3°g.    8/8 Mara Farm – Lago Dus Khol   Ci si dirige verso il lago salato di Dus-Khol (Svatikovo), che dista circa 200 km, uno specchio d’acqua poco profondo le cui acque ed i cui fanghi hanno proprietà terapeutiche per le articolazioni, l’apparato digerente, il sistema nervoso centrale e periferico, le malattie della pelle e ginecologiche; questo grazie alla alta composizione di sale ed all’artemia salina, un minuscolo organismo rosso che vive solo in condizioni saline come queste ed il cui contributo è quello di pulire l’acqua. Si può nuotare e si effettuano bagni coi fanghi. Tempo libero nel pomeriggio per una passeggiata. Si pernotta presso il Dus Khol resort, dove si cena in una yurta adibita a ristorante. 4°g.    9/8 Lago Dus Khol – Chagytay   Si raggiunge il remoto lago Chagytay, che dista circa 50 km. Situato a 1000 metri di altezza, è il più grande e profondo di Tuva e vi prosperano diverse specie di pesci, tra cui lucci, pagelli e carpe. Si alloggia per due notti sulle coste del lago presso un campo turistico, spartano e con servizi piuttosto rudimentali, dove in serata, allietati da un falò sotto le stelle, si assiste ad un concerto folcloristico di khoomei, il sorprendente canto polifonico. 5°g.    10/8 Chagytay, escursione a canyon di Durgen   Nel corso della mattina si raggiunge il canyon di Durgen, che dista 18 km; il luogo, circondato dalla foresta e dalla taiga e impreziosito dalla vicina cascata, è tra i più belli della regione. Si trascorre il pomeriggio sulle rive del lago, con la possibilità  di effettuare un incontro privato con uno sciamano che sarà presente con noi. Di ritorno al campo si partecipa ad un appassionante Kamlaniye, un rituale con cui lo sciamano si connette con gli spiriti del lago cantando e suonando il tipico tamburo intorno al fuoco e pregando per la benedizione di tutti i presenti. Dopo il rituale per chi è interessato ci sarà un’altra possibilità di avere un breve consulto privato riguardo alla propria salute o proprio futuro, o anche per richiedere un eventuale rito di purificazione (si ricorda che per questi consulti è parte della tradizione dare un’offerta). 6°g.    11/8 Chagytay – Valle di Ubsunur – Lago Tore-Khol   Si prosegue il viaggio in direzione sud per l’area di Erzin, che confina con la Mongolia, dove si trova la remota valle di Ubsunur, che è stata designata Riserva della Biosfera grazie all’altissimo grado di purezza ambientale ed al bassissimo impatto della presenza umana. Lungo la strada si sosta alla Montagna del Cammello (il Teve-Khaya), dove si consuma un picnic. Nei pressi del lago Tore-Khol, che è parzialmente ubicato in territorio mongolo, ci si reca in una delle aree protette della valle di Ubsunur: le dune di sabbia ”Tsugeer Els”, che con la chiarezza particolare della sabbia formano un paesaggio particolarmente suggestivo. Cena e pernottamento al campo del lago Tore-Khol; si utilizzano case di legno, con l’elettricità ma senza servizi privati. 7°g.    12/8 Lago Tore-Khol   Ci si dirige al monte Kezhege, letteralmente “treccia d’uomo”, per una escursione alla montagna, che è considerata sacra e la dimora di una potente entità di protezione; è un luogo ricco di leggende, un monte di forma circolare ricco di altari di pietra, statuette e simboli buddisti. Ci si reca quindi tra gli allevatori nomadi di cammelli Bactriani e chi lo desidera potrà fare una breve passeggiata a dorso di cammello. Questi cammelli che vivono nelle zone desertiche e steppose dell’Asia Centrale rispetto ai più comuni dromedari hanno due gobbe egualmente sviluppate ed un pelame più folto, particolarmente lungo nella zona inferiore del collo. Si pranza con un picnic e ci si dirige a Yamaalyg, un’altra delle aree protette di Ubsunur, dove si trovano circa 300 tumuli funerari delle tribù scite, unne e turche, oltre a dipinti rupestri preistorici dell’Età del Bronzo rappresentanti diversi animali, tra cui cavalli, tori e montoni. Questa regione vide infatti il transito di diverse popolazioni quali gli Unni, i Turchi ed i Mongoli che vi lasciarono le proprie tracce, motivo per cui tumuli e antiche lapidi sono un elemento ben presente nel paesaggio. Passando accanto a diversi laghi salati si torna al campo del Tore-Khol, in tempo per una possibile nuotata nell’acqua purissima del lago. 8°g.    13/8 Lago Tore-Khol – Erzin - Aldyn Bulak   Dopo un pranzo nel villaggio di Erzin si lascia la regione meridionale di Tuva e si riprende la strada in direzione della capitale, Kyzyl, arrivando al campo di yurte di Aldyn-Bulak, che dista circa 250 km. Si cena qui e si alloggia nelle yurte che ospitano 7 persone l’una. (E’ possibile utilizzarle in due o da soli pagando un extra localmente, circa € 60 in due e circa € 100 in singola). Alla sera si assiste ad una eccezionale rappresentazione dei migliori cantanti tuvini di canto polifonico khoomei. 9°g.    14/8 Aldyn Bulak – Kyzyl; festival di Naadym e visita   Il programma di oggi e domani sarà in accordo con quello ufficiale del festival di Naadym, non ancora disponibile al momento della nostra pubblicazione. Usualmente inizia con una cerimonia di apertura, un concerto dei cantanti polifonici di Tuva e competizioni a cui partecipano cantanti da tutto il mondo; la serata conclusiva propone poi un concerto dei vincitori delle competizioni canore. Il programma del festival inoltre include: l’apertura del camping delle yurte, la premiazione degli allevatori campioni, l’esibizione degli animali agricoli, una fiera di prodotti fatti a mano, corse di cavalli, gare di tiro con l’arco, parate e la tipica lotta locale (lo xuresh), la gara per la migliore yurta tra i nomadi delle 17 regioni di Tuva e la cerimonia della consegna dei premi ai vincitori delle varie competizioni. Raggiunta Kyzyl, che dista 45 km dal campo di yurte, si visita la città: prima di tutto il Museo Nazionale che ospita gli incredibili reperti rinvenuti nel sito funerario degli Sciti di Arzhaan che risalgono al VII secolo a.C., chiamati “Gli Ori degli Sciti”. Ci si reca quindi al monumento dell’Asia Centrale, vicino alla confluenza dei due fiumi della città, il Bii-Khem (Grande Enissej) e il Ka-Khem (Piccolo Enissej), ed a una clinica sciamanica dove si potranno osservare degli sciamani locali durante il loro lavoro quotidiano di guarigione. Si pernotta presso l’hotel Odugen. 10°g.    15/8 Kyzyl, festival di Naadym   Si prosegue con la partecipazione al festival di Naadym, che oggi è nella giornata conclusiva. Cena e pernottamento in hotel. 11°g.    16/8 Kyzyl - Shushenskoye – Abakan   Partenza per Abakan; si pranza lungo la panoramica strada. Dopo 330 km - 4 ore circa - si sosta, prima dell’arrivo ad Abakan, nel villaggio di Shushenskoye, conosciuto come il “luogo di Lenin” in quanto nel 1897 Vladimir Lenin e sua moglie vi furono inviati per tre anni di confino. Si visitano il villaggio con le ben conservate case in legno dell’ ‘800 e il piccolo museo. Si prosegue quindi per altri 80 km fino ad Abakan, dove si pernotta presso l’hotel Chakassia o simile. Per chi rientra 12°g.    Venerdì 17 agosto, volo di rientro   Il volo per Mosca parte alle 9.50 con arrivo alle 10.40; si riparte da qui per Milano Malpensa alle 14.45 con arrivo alle 17.20 o per Roma Fiumicino alle 14.30 con arrivo alle 17.25. Per chi prosegue 12°g.    17/8 Abakan – Krasnoyarsk – Transiberiana   Partenza in auto per la città di Krasnoyark (470 km, 6 ore circa) dove alla sera (orario da verificare - 22.00 circa) si prende il treno per Irkutsk (19 ore circa fino a Irkutsk) in seconda classe (simile ad un nostro vagone cuccetta a 4 letti). Il servizio è comodo e mette a disposizione materasso, cuscino e lenzuola. In ogni vagone, gestito da un capo carrozza, ci sono sempre il samovar e tazze per il the, ma non il servizio ristorante. 13°g.    18/8 Transiberiana – Irkutsk   Arrivo a Irkutsk verso le 16.00 (orario da confermare), dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba, e trasferimento all’hotel Mariott o simile in centro città. Irkutsk, che si è guadagnata l’appellativo di “Parigi della Siberia”, è ricca di edifici dipinti a vivaci colori edificati a partire dal XVII secolo: abitazioni, palazzi pubblici, teatri e biblioteche. Storicamente trasse un suo ruolo per i commerci con la Mongolia e la Cina, fu un avamposto dell’esercito zarista e luogo di confino di aristocratici estromessi, che contribuirono allo sviluppo urbanistico e culturale della città. Passeggiata a piedi in serata nel centro storico della città, con le settecentesche cattedrale dell’Epifania e chiesa della Croce, la statua dello Zar Alessandro III e le abitazioni d’epoca, in parte adibite a musei, caratterizzate da stili architettonici diversi: dalle case in legno dei vecchi quartieri ingentilite da raffinate decorazioni a intaglio, alle dimore della vecchia aristocrazia in stile classicista russo, ai moderni palazzi di stampo sovietico. Si cena in un ristorante tipico. 14°g.    19/8 Irkutsk – Lago Baikal (Stretto di Olchon)   Si parte in pulmino per il Baikal. Questo vastissimo lago si estende per 42 km da est a ovest e circa 600 da nord a sud ed è profondo 1.620 mt; è la perla della Siberia ed offre un incredibile paesaggio naturale. Il suo nome nella lingua locale buriata significa “lago giallo”, e gli fu dato perché le acque sono calde, confortevoli anche per nuotarvici. La destinazione di oggi, distante 3 ore circa di auto da Irkutsk, è la costa di fronte all’isola di Olchon, la più grande isola del lago, lunga un centinaio di chilometri, il cosiddetto Stretto del Cancello di Olchon. All’arrivo ci si accomoda presso l’hotel Fregat, in una pittoresca località su di un lungo promontorio roccioso. Dopo pranzo con vista sul lago si effettua una escursione panoramica a piedi sulle sponde del lago, circondati da speroni di roccia e dalle montagne della catena Primorskii. 15°g.    20/8 Lago Baikal, escursione in fuoristrada   Giornata dedicata ad una escursione in fuoristrada (3 persone per jeep) lunga la costa ovest del lago Baikal per raggiungere la cima del monte Tankhan da dove si gode un magnifico panorama sull’isola di Olkhon, sul cosiddetto Piccolo Mare e sulla costa verso sud per circa un centinaio di chilometri. Si esplora poi la valle degli Spiriti di Pietra, famosa localmente per un gruppo di impressionanti colonne di roccia che si ergono nel mezzo della steppa. La sosta successiva è sulla vetta del Capo Orso, prima di un pranzo a picnic in un angolo panoramico del Capo Aya, che offre una vista a 360 gradi del lago, sugli archi di pietra e le numerose grotte. Su questo sperone roccioso circondato su tre lati dall’acqua blu senza fine si assiste ad un rituale: uno sciamano vestito col tradizionale abito cerimoniale celebrerà un sacrificio intorno ad un falò, per offrire doni agli spiriti locali. Nel pomeriggio si raggiunge l’affascinante valle del fiume Anga, che serpeggia tra i campi verdi, e si vedono le antiche pitture su roccia e i muri in pietra, risalenti all’età del ferro, della enigmatica civiltà nomade dei Kurikan, che visse in questa zona. Si rientra quindi in hotel in serata. 16°g.    21/8 Lago Baikal, escursione in battello   Oggi si raggiungono in battello le numerose isole della zona del Piccolo Mare. La prima sosta è all’isoletta di Ogoy, che conserva un monumento buddista, e all’isola sacra di Borakchin, luogo di incontro degli sciamani locali. Dopo un simpatico pranzo a picnic con barbecue sulla spiaggia sabbiosa dell’isola di Zamogoy, nel pomeriggio si visita il magnifico Capo Hushun, con spettacolari formazioni rocciose, archi naturali e grotte, dove con una breve passeggiata si scoprono gli angoli più pittoreschi delle isole. In serata ritorno all’hotel per la cena; vi è la possibilità di sperimentare la Banya, o sauna russa, sulla riva del lago, per completare con un ottimo relax questa ricca giornata. Per chi rientra 17°g.    Mercoledì 22 agosto, lago Baikal - Irkutsk e volo di rientro   Si parte presto per l’aeroporto di Irkutsk (3 ore e mezzo di strada circa) per l’imbarco sul volo Aeroflot per Mosca che parte alle 13.10 con arrivo alle 14.15, si parte per Milano Malpensa alle 19.50 con arrivo alle 22.25 o per Roma Fiumicino alle 18.40 con arrivo alle 21.40. Per chi prosegue 17°g.    22/8 Lago Baikal – Irkutsk – Mosca   Si parte presto per l’aeroporto di Irkutsk (3 ore e mezzo di strada circa) per l’imbarco sul volo dell’Aeroflot per Mosca che parte alle 13.10 con arrivo alle 14.15. Giunti a  destinazione si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e si raggiunge il centro città dove si alloggia presso l’hotel Pushkin o similare. In serata si effettua una minicrociera sul fiume Moskva, che regala la più suggestiva prospettiva della città di Mosca: dai parchi Luzniki e Gorky ai grandi palazzi monumentali, magicamente illuminati, la capitale della Russia possiede un'eredità storica notevole e dal fiume si ammirano il Cremlino, le svettanti cattedrali ortodosse, la sontuosità esuberante della Chiesa del Cristo Salvatore e le sale dell’Armeria. La durata della crociera è di circa due ore e mezza. 18°g.    23/8 Mosca   Giro della città ed anche della metropolitana, dove sono interessanti da vedere alcune tra le più vecchie e belle stazioni. Si percorre la centrale via Arbat, piena di negozi e contornata da bei palazzi, e si visita la celebre Galleria Tretyakov, che viene considerata un irrinunciabile monumento della città. Continuazione della visita della città. 19°g.    Venerdì 24 agosto – Mosca e volo di rientro   Si completano le visite con il Cremlino, simbolo di due culture imperiali, quella zarista e sovietica, con le Cattedrali e le chiese storiche magnificamente conservate che spiccano all'interno delle mura. Nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro; Aeroflot parte per Milano Malpensa alle 19.50 con arrivo alle 22.25 o per Roma Fiumicino alle 18.40 con arrivo alle 21.40.
FEDERAZIONE RUSSA 2015: Viaggio a Tuva, un mondo sconosciuto
Tra Mongolia e Siberia, un affascinante percorso al centro dell'Asia
Periodo: 5 set - 18 set
Il viaggio tocca i diversi aspetti di questo luogo unico, posto proprio al centro del continente asiatico. Si visita la capitale Kyzyl, con il museo di storia e le vestigia socialiste che si mischiano alla rinascita del buddismo, e si giunge sino alle propaggini più meridionali di Tuva, ai confini con la Mongolia. Si gode delle bellezze naturali come la taiga e i tantissimi laghi che costellano il territorio, tra cui il Tore Xol, circondato da dune sabbiose, e il Dos Xol, particolarmente salato e colorato. Si avrà un contatto approfondito con i pastori nomadi e le loro tradizioni, una popolazione che come i mongoli vive nelle yurte, ed anche un incontro ravvicinato con la spiritualità sciamanica che qui permea il rapporto tra l’uomo e la natura. Arricchisce l’esperienza un laboratorio per avvicinarsi al famoso canto polifonico, condotto da un esperto cantante tuvino. Tuva, al centro dell’Asia Molti associano la Repubblica di Tuva al canto polifonico, allo scrittore Galsan Tschinag e allo sciamanesimo che dalla fine dell’Unione Sovietica sta vivendo una rinascita. Tuva si trova a nord dei monti Altai, nella punta più meridionale della Siberia, dove dalla neve e dal ghiaccio si passa lentamente alla steppa mongola; qui i fiumi Kha-Khem e Bi-Khem (Grande e Piccolo Enisej) confluiscono nell’Enisej: questo "padre di tutti i fiumi", come è chiamato dai russi, è più grande del Gange o del Congo, ed appare spesso nella loro letteratura. Un tratto importante del territorio, così lontano dai mari, sono i laghi che lo costellano e ne impreziosiscono gli orizzonti, con molte zone dove le acque hanno anche qualità terapeutiche note da secoli; se si parla coi tuvini ci racconterebbero i miti e le leggende che popolano ognuno di questi specchi d’acqua, indicando il nome dello spirito della natura che lo abita. Tuva si è formata nella storia con l’incontro di diverse culture: unni, mongoli, cinesi, russi e ovviamente i tuvini ne hanno forgiato arte, paesaggi, cultura e religione. I tuvini, che sono una delle maggiori minoranze etniche della Siberia, rappresentano il 77% della popolazione della Repubblica, che conta circa 300.000 abitanti, e dove vivono anche Russi, Komi e Chakassi, un popolo di lingua turcofona sudsiberiano. I tuvini parlano una propria lingua appartenente alla famiglia turca e usano l’alfabeto cirillico; la religione è il buddismo tibetano. Buona parte della popolazione vive dell’allevamento di renne, di pesca e caccia e della raccolta di frutti selvatici, seguendo la propria tradizione. Una parte dei tuvini è tuttora nomade o semi-nomade. Tuva oggi è una repubblica autonoma della Federazione Russa e la capitale Kyzyl, che conta 90.000 abitanti, è il centro geografico dell’Asia. Dopo la caduta del sistema socialista e l’introduzione del capitalismo la situazione economica e sociale dei tuvini è drasticamente peggiorata. Oggi cercano di mantenere intatte le mandrie grazie alla creazione di cooperative e alla vendita dei prodotti delle renne, ma ciò nonostante la disoccupazione tra i giovani tocca alte percentuali e molti migrano verso le città abbandonando lo stile di vita tradizionale. Nonostante tutte le difficoltà i tuvini hanno avuto successo nella difesa della propria cultura. Negli scorsi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla letteratura ma è sorprendente anche come i tuvini siano riusciti a far rivivere le tradizioni sciamaniche e buddiste, che sono rifiorite nonostante i tentativi di estirpazione condotti durante il socialismo. Tuva, un breve cenno storico La storia di Tuva, già menzionata dallo storico greco Erodoto, può essere seguita a ritroso fino all’età della pietra: già nel neolitico (5.000 a.C.) la presenza umana è testimoniata da espressive pitture rupestri. Poi fu territorio dei leggendari Sciti; 2.500 anni fa il loro regno si estese dalla Mongolia alla costa del Mar Nero. In questa terra dell’estremo sud siberiano tra il 2000 e il 2003 scienziati dell’Istituto Archeologico Tedesco di Berlino e dell’Ermitage statale di San Pietroburgo hanno effettuato scavi in un’area che ora è stata battezzata "valle dei re", portando alla luce migliaia di reliquie in oro e altri oggetti funerari che gli Sciti seppellivano insieme ai loro re. Nel 1207 Tuva fu conquistata da Gengis Khan e qui regnarono gli uiguri, i kirghizi e i mongoli. Nel 18° secolo la regione era parte dell’impero cinese fino all’inglobamento nel vasto impero russo. PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 5 settembre, partenza per Mosca e prosecuzione per Abakan 2°g. 6/9 Arrivo ad Abakan e trasferimento a Kyzyl Arrivo ad Abakan, nella Repubblica Russa di Abkhazia, al mattino. Si lascia Abakan dopo il pranzo con un pulmino privato; percorrendo una strada molto panoramica si attraversano in direzione sud est i monti Sayan arrivando a Kyzyl, capitale della Repubblica Russa di Tuva, che dista circa 400 km. Sistemazione in hotel. 3°g. 7/9 Kyzyl Visita delle capitale di Tuva. Ci si reca al Museo Nazionale, i cui reperti più interessanti sono gli implementi d’oro rinvenuti nell’antico sito funerario degli Sciti di Arzhaan, che risalgono al VII secolo. Dopo pranzo si ammirano passeggiando i siti principali: il monumento dell’Asia Centrale, il tempio buddista di Tsechenling e un centro sciamanico, dove sarà possibile incontrare uno sciamano per un primo contatto con questo mondo di credenze d’antica quanto misteriosa origine. 4°g. 8/9 Kyzyl – Dus-Khol Ci si reca al lago salato di Dus-Khol, che dista 45 km. La peculiarità di questo specchio d’acqua, che non è particolarmente profondo o vasto, è l’incredibilmente alta concentrazione di sale e la presenza di particolari microorganismi rossi che mantengono l’acqua pulita. L’acqua e i fanghi sono apprezzati per le qualità terapeutiche. Si alloggia nelle tipiche casette di legno del Resort Dus-Xol. 5°g. 9/9 Dus-Khol – Chagytay Ci si sposta al lago di Chagytay, che dista 50 km. E’ il lago più grande e profondo di Tuva, posto a 1003 metri di altezza; si trovano diverse specie di pesci, tra cui le carpe. Si alloggia presso un campo turistico; in serata vi sarà un falò e una rappresentazione di canto polifonico. 6°g. 10/9 Chagytay, canyon di Durgen Si effettua un’escursione al canyon di Durgen, che dista 18 km. Il canyon e la cascata vengono considerati tra i siti più belli della regione, un luogo pittoresco circondato dalla foresta e dalla taiga. Si trascorre il pomeriggio sulle rive del lago. 7°g. 11/9 Chagytay – Aldyn-Bulak Ci si trasferisce ad Aldyn-Bulak. Qui ci si accomoda nelle yurte, che ospitano 5 persone ognuna; è possibile utilizzarle in due o singole pagando un extra localmente (circa € 60 in due e circa € 100 singole). In serata è previsto un rito sciamanico col fuoco. 8°g. 12/9 Aldyn-Bulak – Bai-Taiga Ci si sposta in direzione ovest nella regione di Bai-Taiga; prima di giungere a destinazione si pranza nel villaggio di Kyzyl-Mazhalyk. Si prosegue per circa 30 km arrivando al villaggio di Kyzyl-Dag, conosciuto per le lavorazioni tradizionali artigiane di Tuva in pietra e metallo; verranno illustrate le antiche arti produttive, si potranno vedere le botteghe e chi è interessato potrà acquistare degli artefatti. Si raggiungono quindi le fonti termali di Shiviling, dove si alloggia nelle tipiche case di legno; il percorso di oggi richiede circa 6 ore, inclusa la sosta per il pranzo. 9°g. 13/9 Bai-Taiga (Shivilig) Si trascorre qui la giornata, godendo dell’ambiente naturale e delle fonti termali, esplorando la zona a piedi. 10°g. 14/9 Shivilig – Sai-Xonash Si parte per Kyzyl-Mazhalyk; si visita il sito preistorico di Bizhiktig-Xaya dove si trovano interessanti pitture rupestri e si vede la statua di pietra di Kizhi-Kozhee, che risale al periodo turco. Si sosta per il pranzo a Kyzyl-Mazhalyk e prosegue per Sai-Xonash, dove si alloggia nelle yurte; il percorso richiede circa 6 ore, inclusa la sosta per il pranzo. I nomadi di questa remota regione allevano pecore, capre, vacche, cavalli e yak conducendo uno stile di vita immutato, rimasto intatto per secoli. Si verrà accolti con la tradizionale offerta di una tazza del tipico tè al latte di Tuva. 11°g. 15/9 Sai-Xonash Si inizia la giornata con l’incontro con un cantante di Xoomey, il canto polifonico, che illustrerà le diverse tecniche e possibilità sonore che si possono ottenere con questa peculiare tecnica. Si dedica il resto della mattina a scoprire come si svolge la vita di questi nomadi e ad esplorare la zona. Nel pomeriggio, dopo una spiegazione e delle prove, si parte per un’escursione a cavallo nella foresta. Nel corso del soggiorno chi è interessato potrà anche seguire delle lezioni private di canto polifonico, pagando una piccola cifra. 12°g. 16/9 Sai-Xonash Si collabora con i nomadi per produrre il byshtak, il tipico formaggio fresco di Tuva; ci si potrà poi cimentare, con l’aiuto del cantante locale, in una sessione di canto polifonico. Nel pomeriggio è prevista un’escursione a piedi. In serata si vedrà come viene prodotto l’araka, la tipica bevanda alcolica di Tuva preparata col latte fermentato. 13°g. 17/9 Sai-Xonash – Abakan Abakan dista circa 400 km in direzione nord, un percorso che offre belle panoramiche e dura circa 8 ore; si alloggia in hotel. 14°g. Venerdì 18 settembre, volo di rientro via Mosca
FEDERAZIONE RUSSA 2015: Salita al Monte Elbrus (5642 mt)
Sul tetto del Caucaso, la vetta più alta d’Europa
Periodo: 27 giu - 5 lug
La salita all’Elbrus, alto 5642 metri, non è tecnica; il problema principale può essere presentato dal vento e dal freddo, oltre che dalla quota. Le tempistiche previste tengono conto delle problematiche di acclimatazione. Come attrezzatura personale serve avere con sé quanto necessario per una normale progressione alpina su ghiaccio e neve, ed eventualmente i ramponi possono essere noleggiati a Terskol; è necessario un abbigliamento adatto all’alta quota e alle basse temperature. Si consiglia di portare con sé un sacco a pelo, anche leggero, da utilizzare al rifugio del Barrels.   Barrels, quota 3700 In salita, a 5350 mt Verso la vetta! La salita all’Elbrus, alto 5642 metri, non è tecnica; il problema principale può essere presentato dal vento e dal freddo, oltre che dalla quota. Le tempistiche previste tengono conto delle problematiche di acclimatazione. Come attrezzatura personale serve avere con sé quanto necessario per una normale progressione alpina su ghiaccio e neve, ed eventualmente i ramponi possono essere noleggiati a Terskol; è necessario un abbigliamento adatto all’alta quota e alle basse temperature. Si consiglia di portare con sé un sacco a pelo, anche leggero, da utilizzare al rifugio del Barrels. Il viaggio prevede di raggiungere in volo Mineralnye Vody nel Caucaso; si viene ricevuti qui da Yildrim Secmen e si prosegue in direzione sud est con un pulmino privato per Terskol, una stazione sciistica Russa situata ai piedi dell’Elbrus a circa 2000 mt di altezza. Si sosta qui in hotel due notti, utilizzando un giorno per salire o a Chequet Hill (3100 mt) o a Mir Meteo Station (3400 mt), per iniziare il processo di acclimatazione. Si sale quindi con la funivia da Azau al Barrel, punto di partenza per la salita a 3750 mt, dove si alloggia in un semplice rifugio; si dorme qui tre notti facendo una salita fino a quota 4700 per favorire l’adattamento. La partenza per la vetta è alle prime ore del mattino e richiede normalmente da 7 a 8 ore. Dopo la salita, il giorno seguente si rientra da Barrels ad Azau in funivia e si sosta Terksol per la notte. Si torna quindi a Mineralnye Vody, dove si effettua una visita della città e il mattino seguente ci si imbarca sul volo di rientro. Il programma è costruito in modo da avere dei margini di tempo per far fronte ad eventuali problemi climatici. PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 27 giugno, volo per Mineralnye Vody e prosecuzione per Terskol   Arrivati ar Mineralnye Vody, si prosegue per Terksol, che dista 180 km, una località sciistica che si raggiunge in circa 3 ore di viaggio. Si alloggia presso l’hotel Teberda Cheget o simile. 2°g.  28/6 Terskol (2000 mt)   Si dedica la giornata ad un’escursione, utile per iniziare l’acclimatazione; solitamente si sale in vetta al Mir Meteo Station, arrivando a circa 3400 mt di quota, con un percorso che richiede da 4 a 5 ore. 3°g.  29/6 Terskol – Azau – Barrels (3750 mt) Si prende la funivia per il Barrels da Azau, a circa 8 km dal paese. Questo spartano rifugio è posto a 3750 metri di altezza. 4°g.  30/6 Barrels Si sale fino a Pastukhow Rocks, arrivando a 4700 metri di altezza, impiegando in tutto da 5 a 7 ore di cammino. 5°g.  1/7 Barrels   Giornata di riposo 6°g.  2/7 Salita alla vetta ell’Elbrus (5642 mt) Si parte verso le 3 del mattino utilizzando dei gatti delle nevi che portano fino a circa 4700 di quota, alla base della salita. Per arrivare in vetta servono da 7 a 8 ore. 7°g.  3/7 Barrels – Terskol Si scende con la funivia ad Azau; si alloggia per la notte a Terksol presso il medesimo hotel. 8°g.  4/7 Terskol - Mineralnye Vody   Ci si trasferisce a Mineralnye Vody, dove si alloggia presso l’hotel City & Business, situato in centro città. Si effettua una visita della città. 9°g. Domenica 5 luglio, volo di rientro