STORICO VIAGGI

MYANMAR

 

MYANMAR

La cosa che colpisce maggiormente chi visita il Myanmar, il cui nome fino a tempi recenti era “Birmania”, è la cordialità dei suoi abitanti: nonostante le difficoltà economiche e politiche di un Paese in via di sviluppo dove il sistema democratico è solo agli inizi, le persone sono sempre gentili e sorridenti, dimostrando una serenità a dir poco sconcertante di fronte a risorse economiche che spesso sono ancora scarse. Per questo, senza nulla togliere alle eccezionali bellezze naturali e artistiche, ed al vasto patrimonio archeologico, il Myanmar è stato soprannominato il “Paese del sorriso”.

Amitaba, dopo alcuni anni di sospensione dovuta ai tragici avvenimenti politici che hanno visto come protagonista, tra gli altri, il Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, a partire dal 2010 ha ripreso ad organizzare con regolarità viaggi in questo Paese.

Amitaba in Myanmar organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze e siamo a vostra disposizione per organizzare viaggi su misura usufruendo se servisse di ottime guide locali che parlano la lingua italiana. Per valutare le diverse possibilità che Myanmar ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba e consultare la parte dedicata ai viaggi su misura in Myanmar.

Tutti gli itinerari riportati sono ben calibrati e studiati in ogni dettaglio, ottimi così come sono, e possono essere presi anche come punto di riferimento per ulteriori aggiunte e varianti.

Nel sito trovate una sezione con informazioni generali per un viaggio in Myanmar che fornisce in modo sintetico anche un utile compendio della storia e della cultura del Paese.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
MYANMAR 2019: Capodanno nel "Paese del sorriso"
Siti storici, etnie e natura della Birmania. Estensione finale a Hpa-An e Ngapali
Periodo: 26 dic - 6 gen
Il viaggio inizia da Yangon con un’interessante serata culturale nel palazzo storico di Karaweick; si visita la città con la grande pagoda di Shwedagon, centro spirituale della Birmania, e si raggiunge in volo Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Qui si arricchisce la conoscenza della regione con la visita di un villaggio e recandosi al Monte Popa, centro principale per il culto dei Nat, ovvero dell’antica anima sciamanica del Paese. Si vola per il Capodanno a Mandalay, immergendosi nelle visite di Ava e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni più settentrionali vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay con un breve volo ci si sposta un poco più a sud nella regione del lago Inle; qui ci si reca a Kakku, un sito ancora fuori dai grandi percorsi del turismo, dove ci accoglie una piccola ‘foresta di pagode’ in stile Shan (sono 2200!) in stile Shan, e, raggiunta Loikaw, ci si reca al mercato di Demorso e si esplorano i villaggi delle etnie Kayan e Kayah. Partendo da Phe Kon, nei pressi di Loikaw, si seguono con le lance i corsi d’acqua e si attraversa il lago di Moe Byae, dove sono ubicate l’antica Sanghar e Thahaung, giungendo al lago di Inle con un percorso fluviale di bellezza archetipa attraverso la regione più pittoresca della Birmania. Si completa il viaggio esplorando il lago di Inle in barca, tra gli orti galleggianti, i villaggi e i templi su palafitte, includendo un’escursione ad Indein e, tornati in volo a Yangon, dopo un sopralluogo al suo famoso mercato, dove si possono fare anche ottimi acquisti, ci si imbarca sul volo di rientro. ESTENSIONE. KYAIKTIYO e HPA-AN L’estensione porta a Kyaiktiyo, il monte dove si trova la celebre Roccia d’Oro (Golden Rock), importante luogo di pellegrinaggio immerso in una bellissima natura. Si prosegue quindi verso sud, nei bei territori dell’antico regno dei Mon, compresi tra il mare delle Andamane e la Tailandia, dove a Hpa-An tra le risaie si ergono irti monti calcarei ornati da pagode che nelle grotte custodiscono spettacolari templi rupestri. Rientrando a Yangon si visitano i siti dell’antica città di Bago. PROSECUZIONE DEL VIAGGIO A NGAPALI Avendo tempo a sufficienza, dopo un viaggio così ricco di contenuti, una sosta di qualche giorno sulla spiaggia più bella della Birmania è un’ottima opzione! Da Yangon si raggiunge in volo Thandwe e ci si accomoda in un comodo hotel in riva al mare. La durata minima del soggiorno suggerita è di tre notti e su richiesta può essere estesa. Al termine si rientra in volo per Yangon e si prosegue per l’Italia. Nota Tecnica Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 18 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, il cibo è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Per gli spostamenti a terra si utilizzano moderni pulmini dotati di aria condizionata; si prevede solo un breve tratto coi mezzi locali durante l’estensione per arrivare alla base del monte di Kyaiktiyo. Il tragitto in barca tra Phe Koh ed il lago Inle e l’esplorazione di quest’ultimo vengono eseguite con le lance, su cui sono predisposti comodi sedili; non vi sono onde o correnti, la navigazione è tranquilla, va solo tenuto presente che le barche sono strette e quindi a bordo non ci si deve spostare inavvedutamente. Un’ulteriore nota: in Birmania in quasi tutti i siti sacri si deve camminare a piedi nudi; fortunatamente il clima è caldo ed i luoghi sono tenuti molto puliti – è utile avere una borsa dove poter mettere le scarpe per tenerle con sé, perché spesso può capitare di uscire da punti diversi o di percorrere dei tratti dove possono essere usate. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto che avvicina nel modo più bello il mondo birmano, ma che non richiede particolare spirito di adattamento.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Giovedì 26 dicembre, partenza per Myanmar Il volo consigliato per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Qatar; la partenza da Milano Malpensa è alle 16:05 o da Roma Fiumicino alle 16:00 con un primo scalo a Doha; per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 27/12 Arrivo a Yangon Si parte da Doha per Bangkok alle 02:40 con arrivo alle 13:15; da Bangkok si parte alle 16:50 e si atterra infine a Yangon alle 17:45, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale birmana che parla la lingua italiana. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Ci si rilassa un po’ e per la cena ci si reca alla Karaweick Hall, lo storico palazzo posto sul lago reale di Yangon, dove si assiste anche ad uno spettacolo culturale. 3°g. 28/12 Yangon Ci si dedica alla visita della città, dove traspare il passato coloniale nella City Hall, nello storico hotel Strand e in diversi palazzi, oltre che nelle chiese cristiane di cui la più importante è dedicata a Emanuele Battista; si visitano l’antica pagoda di Sule e il Parco dell’Indipendenza, e ci si ferma in un mercato locale mattutino per le verdure. Dopo pranzo ci si reca al mercato di Yangon (Scott o Bogyoke market) e si completa il tour della città recandosi alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti offrono le proprie preghiere, e dove la grande costruzione centrale alta 98 metri è circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si gode da qui del tramonto e si cena in un ristorante tipico. 4°g. 29/12 Yangon - Bagan Si parte presto per raggiunge in volo Bagan, il volo è alle 7.00 con arrivo alle 8.20 (orari da confermare). E’uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni disposte in un’area molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e le pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Si visitano i siti più interessanti, iniziando dalla pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra, che risale all'XI secolo e presenta un antico stile architettonico in pietra e sabbia. Quindi i templi di Kyansitthar, famoso per le pitture murali, di Wetkyiinn Gupyaukgyi, con le pareti affrescate nel XIII secolo, di Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, di Ananda, dai battenti mirabilmente cesellati in legno di teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw, dove vi sono delle produzioni di oggetti fatti con la lacca, e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. Si alloggia presso l’hotel Thazin Garden o simile. 5°g. 30/12 Bagan e esc. a Monte Popa Dopo una visita al mercatino locale di Myinkabar a Bagan, con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che si erge sulle pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti che evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si rientra verso Bagan; sul percorso si visita una piantagione di palme dove si potrà osservare la vita rurale e le diverse attività, come la produzione dell’olio di arachide. Arrivati a Bagan si avrà il resto della giornata a disposizione per recarsi ancora tra le pagode e godere del tramonto. La cena viene organizzata presso un monastero birmano, dove si è gli unici ospiti e si viene intrattenuti con uno spettacolo culturale. Un nostro cuoco curerà il tutto (… non solo riso, anche se si è in un monastero!). 6°g. 31/12 Bagan – Mandalay, con Ava e Mingun Si parte in volo presto per Mandalay, una tratta di volo breve. Questa città è il centro più importante dopo Yangon, si considera la capitale culturale e religiosa della Birmania: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Ci si reca nei pressi di Mandalay ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati da cavalli. Si vedono alcuni antichi templi, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito in legno di tek con 267 pilastri, e molto interessante il Mye Bom Sam. Ci si sposta quindi a Mandalay dove si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto, che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Dopo la visita si sale a bordo di un battello privato sul fiume Irrawaddy, si pranza a bordo della barca e con una piacevolissima gita sul fiume si giunge in circa un’ora all’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è custodita anche un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Si rientra con le luci del tramonto. La cena di Capodanno si tiene presso l’hotel dove si alloggia, l’Ayarwaddy River View o simile. 7°g. 1/1 Mandalay – Heho – Kakku – Loikaw Si parte in volo per Heho alle 9.20, a sud di Mandalay, con arrivo alle 9.55. Dall’aeroporto si prosegue in pulmino per Kakku (circa 2 ore), che da qui dista 80 km: un sito a sud est del lago di Inle, immerso tra i villaggi dell’etnia Pa-O, che custodisce un gran numero (circa 2200) di piccole pagode in stile Shan edificate nel XVII secolo. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue quindi verso sud godendo anche in questo tratto di bei paesaggi ed attraversando alcuni villaggi, arrivando a Loikaw (110 km, circa 3 ore e mezza), dove si alloggia e si cena presso il Famous Hotel o simile. 8°g. 2/1 Loikaw: Demorso, Panpet (etnia Kayan) e Tanilarle (etnia Kayah) Si inizia questa interessante giornata recandosi al piccolo mercato di Demorso, a circa 20 km da Loikaw, dove le etnie dei Kayan e dei Kayah barattano e commerciano i propri prodotti; tra questi si possono assaggiare bevande alcoliche fatte con il riso. Si prosegue per altri 30 km circa arrivando al villaggio di Panpet dell’etnia Kayan, conosciuta in occidente con l’appellativo di etnia delle ‘donne giraffa’ per via degli ornamenti che vengono utilizzati per allungare, anche esageratamente, il collo. Si passeggia nel villaggio, dove i kayan hanno allestito anche alcuni negozietti di artigianato locale; i costumi tradizionali sono ancora utilizzati da un buon numero di persone. Nei pressi vi sono anche altri villaggi, raggiungibili con una passeggiata. Si torna quindi a Loikaw e nel pomeriggio ci si reca al villaggio di Tanilarle, dell’etnia Kayah, che qui è il gruppo maggioritario. Lo si potrà esplorare accompagnati dalle genti del luogo, osservando i costumi e le diverse attività, nel contesto di un interessante progetto locale di ‘turismo comunitario’. Rientrati a Loikaw, se vi è tempo, si visita Taung Kwe, un pittoresco insieme di pagode costruite sui diversi pinnacoli di un colle irto e roccioso; vi è un ascensore che porta in alto e si effettua una piacevole visita seguendo scalinate e ponticelli. Nei pressi del sito si trova anche un interessante monastero. Se fosse tardi, ci si reca qui il mattino successivo prima di lasciare la cittadina. Si cena in un ristorante locale. 9°g. 3/1 Loikaw – Sanghar – Thahanung – Lago di Inle Si raggiunge col pulmino Phe Kon (50 km a nord ovest, circa un’ora) dove si sale sulle lance (le ‘longboats’) che porteranno fino al lago di Inle. Le barche sono veloci, lunghe e strette con comodi sedili dove ci si accomoda per gustare nel modo migliore la bellissima navigazione; a bordo si indossa sempre il giubbotto salvagente. S’inizia attraversando il lago di Phekone e, continuando verso nord si arriva al villaggio di Sanghar (circa 2 ore di navigazione) posto sulla sponda orientale del lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, un luogo che nel XVIII secolo era tra le città principali della regione di Shan. Si visita il sito dove diverse antiche pagode emergono direttamente dall’acqua e si pranza in un ristorante del villaggio; si possono osservare anche alcune produzioni locali: un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati e una distilleria di liquore di riso. Proseguendo, si raggiunge la sponda occidentale un poco più a nord arrivando al sito di Thahaung, un sito straordinario dove si osservano centinaia di stupa che risalgono al XVIII secolo. Si prosegue verso Inle (altre 2 ore circa di navigazione); il contesto naturale è sempre magnifico, si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici e ci si trova forse più vicini ad una fiaba che al mondo reale! Arrivati al lago di Inle si approda all’hotel Golden Cottage Island o simile; la cena è in hotel. 10°g. 4/1 Lago di Inle, con Indein Si dedica la giornata all’esplorazione del lago di Inle con la barca (le ‘longboats’), includendo la visita ad un mercato locale. Questo lago, lungo 22 chilometri, largo 11 e adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù stando in equilibrio su una sola gamba, una tecnica di pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Lo specchio lacustre è ben abitato, vi sono 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le donne Kayan (“donne giraffa”), giunte fin qui per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono diverse interessanti pagode lacustri; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante. Molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, caratterizzato da una miriade di pagode che sorgono dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno, sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie che vendono prodotti locali molto particolari. Si pranza in un ristorante locale e si cena in hotel. Per chi rientra: 11°g. 5/1 Inle – Heho – Yangon e volo di rientro Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e, con un pulmino privato, si prosegue per l’aeroporto di Heho; tempo permettendo, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Giunti in volo a Yangon ci si reca al monastero di Kalawwa Tawya, cercando di giungervi all’ora del pasto dei monaci; nei pressi si trova il parco dell’elefante bianco. Si pranza in un ristorante tipico e da qui con il treno locale (una bella esperienza di per sé!) ci si reca nel centro di Yangon, dove ci si potrà sbizzarrire con gli acquisti allo Scott Market o si completa la giornata visitando la grande statua del Buddha reclinato di Chauk Htut Gyi. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro; chi è giunto con la Qatar parte alle 18:35 con arrivo a Bangkok alle 20:35. 12°g. Lunedì 6 gennaio, arrivo a destinazione Si riparte all’ 01:20 e l’arrivo a Doha è previsto alle 05:25; il volo per Milano Malpensa parte da qui alle 07:50 con arrivo alle 12:35 mentre quello per Roma Fiumicino parte alle 08:40 con arrivo alle 12:55. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. Per chi prosegue con l’estensione a Kyaiktyo e Hpa-An: (NB: chi preferisce, il 6/1 può recarsi a Ngapali, con un programma uguale a quello indicato sotto) 11°g. 5/1 Inle – Heho – Yangon Si segue il medesimo programma; si cena in un ristorante tipico e ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 12°g. 6/1 Yangon – Kyaiktiyo (Golden Rock) Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e si lascia il proprio mezzo; si lascia il bagaglio sul pulmino, in custodia dell’autista, e si porta con sé quanto possa essere necessario per la notte (se fosse necessario, si potrà ingaggiare un aiuto alla base del monte). Si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono per il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine (per chi volesse è possibile noleggiarne una). Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato ed una miriade di banchetti dove è possibile sostare per ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Yoe Yoe Lay o simile, situato sulla cima del monte; si pranza in un ristorante tipico e la cena è in hotel. 13°g. 7/1 Kyaiktiyo – Hpa-An Scesi dal sacro monte di Kyaiktiyio si raggiunge il proprio mezzo, tornando sulla strada principale. La si segue verso sud transitando da Thaton, una città che in tempi lontani (dal IV all’XI secolo, quando venne conquistata da Bagan) fu la capitale dell’antico regno dei Mon, e si prosegue per Hpa-An, una piccola cittadina adagiata sulle rive del fiume Saluen che dista in tutto circa 150 km, approssimativamente 4 ore di viaggio. Qui si alloggia presso l’hotel Hotel Zwekabin o simile, semplice ma pulito; si pranza in un ristorante locale. Nel pomeriggio si iniziano le visite recandosi con una breve escursione al tempio rupestre di Bayin Nyi, dove alla base del colle, che nasconde una grotta, si trovano diversi templi che si affacciano su un laghetto dove spesso i pellegrini birmani si bagnano. La salita è breve; l’ampia cavità, che si allunga profonda e più stretta verso un piccolo tempietto nel cuore del monte, offre un primo assaggio di quanto delizierà la visita in questa regione, dove ripidi monti calcarei si ergono tra campi ben accuditi e villaggi, ornati da diversi corsi d’acqua e specchi lacustri. Rientrati a Hpa-An ci si reca per godere del tramonto alla pagoda di Shweyinhmyaw, che si affaccia sul fiume Saluen. 14°g. 8/1 Hpa-An Questa intensa e ricca giornata inizia, per chi se la sente, godendo dell’alba dal lago di Hpa-An, quando il sole emerge dai contorni dei bei monti calcarei che ne ornano l’orizzonte. Dopo la colazione ci si reca a Kawkon, un tempio rupestre che trae le proprie origini dal VII secolo: notevoli sono le innumerevoli immagini sacre scolpite sulle falesie che portano all’ingresso della grotta e la qualità raffigurativa di molte statue. Si prosegue per Sadan, dove il monte calcareo, contornato da splendide risaie, è attraversato da una grotta con un amplissimo ingresso. Qui si trova una piccola pagoda adornata da statue e, superatela, si continua ad immergersi nella montagna incontrando, dopo un lungo tratto, una prima apertura impreziosita da un’altra pagoda. Si prosegue oltre, fino a sbucare sull’altro versante del monte in prossimità di un laghetto. Da qui un breve sentiero porta ad un’altra grotta, che si apre nel monte vicino. Per tornare si possono utilizzare delle barche a remi condotte, da persone del luogo, con cui si passa in una cavità del monte che porta in un’altra valle e si segue un canale tra le risaie che giunge a poca distanza dal punto di partenza. Dopo pranzo si visita Kyauk Kalat, dove su un’isoletta al centro di un piccolo lago si erge un ardito pinnacolo roccioso sulla cui sommità si trova una pagoda dorata, luogo simbolo di questa affascinante regione. Si completa la giornata al villaggio di Eaindu dove si osserva la tessitura tradizionale Kayin; vi sono diversi laboratori artigianali e si vedono i telai anche nelle case abitazioni private; è anche possibile fare degli acquisti. 15°g. 9/1 Hpa-An – Bago – Yangon Rientrando a Yangon si sosta per il pranzo nell’antica città di Bago, che da qui dista 210 km, un tragitto che richiede meno di 5 ore. Qui si visitano due gigantesche statue del Buddha reclinato, Mya Tha Lyaung, che si trova all’aperto, e Shwe Tha Lyaung, posta all’interno di una struttura con antistante un piccolo mercato. Ci si reca quindi al sito del palazzo imperiale del XVI secolo di Kambawza, dove negli anni ’90 vennero ricostruiti il padiglione del trono ed il palazzo dei ricevimenti; si completa con la pagoda di Shwe Tha Lyaung, che è la più alta della Birmania (114 metri) e contiene alcune reliquie del Buddha. Si prosegue il viaggio per Yangon (91 km, circa 2 ore e mezza), dove si alloggia nel medesimo hotel. 16°g. 10/1 Yangon e volo di rientro Ci si reca ai bordi della città a Pansonedan per prendere il traghetto per Dala, un paese rurale sulle rive del fiume di Yangon. Qui si visitano il villaggio ed il mercato locale utilizzando i mototaxi e ci si reca in un laboratorio dove vengono prodotte le candele. Completate le esplorazioni si rientra in traghetto a Pansoneadan. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro; chi è giunto con la Qatar parte alle 18:35 con arrivo a Bangkok alle 20:35. 17°g. Sabato 11 gennaio, arrivo a destinazione Si riparte all’ 01:20 e l’arrivo a Doha è previsto alle 05:25; il volo per Milano Malpensa parte da qui alle 07:50 con arrivo alle 12:35 mentre quello per Roma Fiumicino parte alle 08:40 con arrivo alle 12:55. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. Relax tropicale a Ngapali (NB: il soggiorno qui può essere esteso): 16°g. 10/1 Yangon – Thandwe - Ngapali Ci si imbarca sul volo per Thandwe, dove si viene accolti dal rappresentante dell’hotel e ci si accomoda presso il Pleasant View Resort o simile, posto sulla spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella della Birmania. 17°g. – 18°g. (11/1 – 12/1) Ngapali Giornate di relax a Ngapali. 19°g. 13/1 Ngapali – Thandwe - Yangon e volo di rientro Ci si reca al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon, dove si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba. Ci si reca nel centro di Yangon allo Scott Market (Bogyoke); i pasti sono liberi. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro; chi è giunto con la Qatar parte alle 18:35 con arrivo a Bangkok alle 20:35. 19°g. Martedì 14 gennaio, arrivo a destinazione Si riparte all’ 01:20 e l’arrivo a Doha è previsto alle 05:25; il volo per Milano Malpensa parte da qui alle 07:50 con arrivo alle 12:35 mentre quello per Roma Fiumicino parte alle 08:40 con arrivo alle 12:55. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba.
MYANMAR 2018: Conoscere la Birmania
Siti storici ed etnie del “Paese del sorriso”
Periodo: 26 dic - 6 gen
Per informazioni generali, si veda Myanmar. Per un’illustrazione dettagliata delle tappe: più sotto, nel Programma di viaggio. Estensione iniziale L’estensione iniziale porta a Kyaiktiyo, il monte dove si trova la celebre Roccia d’Oro (Golden Rock), importante luogo di pellegrinaggio immerso in una bellissima natura. Si prosegue quindi verso sud, nei bei territori dell’antico regno dei Mon, compresi tra il mare delle Andamane e la Tailandia, dove a Hpa-An, tra le risaie, si ergono irti monti calcarei ornati da pagode, che nelle grotte custodiscono spettacolari templi rupestri. Rientrando a Yangon si visitano i siti dell’antica città di Bago. Itinerario principale L’itinerario principale inizia con la visita della grande pagoda di Shwedagon a Yangon, centro spirituale della Birmania, e da qui si raggiunge in volo Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Da Bagan si segue un percorso che porta a Pakokku ed alle grotte di Powintaung, per ammirare antichi templi rupestri immersi in una natura selvaggia, ornati da statue e preziosi affreschi, ed arrivando a Monywa sul fiume Chinwin, dove si scopre cosa riesce a creare oggi la forte cultura religiosa del Paese. Si giunge per la fine d’anno a Mandalay, dove ci si immerge nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi, ed anche un lunghissimo ponte, costruiti in legno di tek. Da qui con un breve volo ci si sposta un poco a sud nella regione del lago Inle arrivando a Kakku, un sito ancora fuori dai grandi percorsi del turismo dove ci accoglie una piccola “foresta di pagode” (sono 2200!) in stile Shan, e, raggiunta Loikaw, si esplorano i villaggi delle etnie Kayan e Kayah ed il mercato di Demorso. Partendo da Phe Kon, nei pressi di Loikaw, si seguono i corsi d’acqua con le lance attraversando il lago di Moe Byae, dove sono ubicate l’antica Sanghar e Thahaung, giungendo al lago di Inle con un percorso fluviale di bellezza archetipa, nella regione più pittoresca della Birmania. Si completa il viaggio esplorando il lago di Inle in barca, tra gli orti galleggianti, i villaggi e templi su palafitte, includendo un’escursione ad Indein e, tornati in volo a Yangon, dopo le ultime visite e un po’ di acquisti si conclude con una bella serata culturale nel palazzo storico di Karaweick. Estensione a Mrauk U L’estensione a Mrauk U porta in un luogo difficile da raggiungere (motivo del costo elevato dell’estensione), una meta poco frequentata dal turismo. Lo si raggiunge arrivando in volo a Sittwe e da qui si risale il fiume Kaladan dalla foce fino alle magnifiche rovine della città imperiale, un percorso molto bello che emula quello della flotta che un tempo da Mrauk U dominava i mari di queste regioni. Si incontra un ambiente bucolico dove si resta impressionati dalla grandiosità dei resti storici, un connubio unico al mondo. Prosecuzione a Ngapali Avendo tempo a sufficienza, dopo un viaggio così ricco di contenuti, una sosta di qualche giorno sulla spiaggia più bella della Birmania è un’ottima opzione! Da Sittwe, anziché rientrare subito a Yangon, si vola fino alla più vicina Thandwe. La durata del soggiorno suggerita è di quattro notti; ma su richiesta può essere sia ridotta che estesa. Al termine si prosegue in volo per Yangon. Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 18 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, il cibo è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Per gli spostamenti a terra si utilizzano moderni pulmini dotati di aria condizionata; si prevede solo un breve tratto coi mezzi locali per arrivare alla base del monte di Kyaiktiyo. Il tragitto in barca tra Phe Koh ed il lago Inle e l’esplorazione di quest’ultimo vengono eseguite con le lance, su cui sono predisposti comodi sedili; non vi sono onde o correnti, la navigazione è tranquilla, va solo tenuto presente che le barche sono strette e quindi a bordo non ci si deve spostare inavvedutamente. Per chi si reca a Mrauk U, la navigazione viene eseguita con un battello privato. Un’ulteriore nota: in Birmania in quasi tutti i siti sacri si deve camminare a piedi nudi; fortunatamente il clima è caldo ed i luoghi sono tenuti molto puliti – è utile avere una borsa dove poter mettere le scarpe per tenerle con sé, perché spesso può capitare di uscire da punti diversi o di percorrere dei tratti dove possono essere usate. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto che avvicina nel modo più bello il mondo birmano, ma che non richiede particolare spirito di adattamento.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Estensione iniziale a Kyaiktiyo e Hpa-An 1°g.    Sabato 22 dicembre, partenza per Myanmar   Il volo consigliato per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Emirates; la partenza da Milano Malpensa è alle 21.00 o da Roma Fiumicino alle 20.45; per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    23/12 Arrivo a Yangon   L’arrivo a Dubai da Milano è alle 6.35 e da Roma alle 5.30. Si parte da qui alle 9.00 con arrivo a Yangon alle 16.45, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale birmana che parla la lingua italiana. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Prima di cena ci si reca per una visita alla pagoda di Botataung, situata nei presi del fiume, per un primo incontro con la cultura religiosa del Paese; il sito, molto curato e pittoresco con la struttura attuale rifatta dopo i gravissimi danni causati durante il secondo conflitto mondiale, è meta di pellegrinaggio perché, secondo la tradizione, qui viene preservata una ciocca di capelli del Buddha. 3°g.    24/12 Yangon – Kyaiktiyo (Golden Rock)   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e si lascia il proprio mezzo; si lascia il bagaglio sul pulmino, in custodia dell’autista, e si porta con sé quanto possa essere necessario per la notte (se fosse necessario, si potrà ingaggiare un aiuto alla base del monte). Si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. È un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono per il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine (per chi volesse è possibile noleggiarne una). Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali e artigianato, ed una miriade di banchetti dove è possibile sostare per ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Yoe Yoe Lay o simile, situato sulla cima del monte; si pranza in un ristorante tipico e la cena è in hotel. 4°g.    25/12 Kyaiktiyo – Hpa-An   Scesi dal sacro monte di Kyaiktiyio si raggiunge il proprio mezzo, tornando sulla strada principale. La si segue verso sud transitando da Thaton, una città che in tempi lontani (dal IV all’XI secolo, quando venne conquistata da Bagan) fu la capitale dell’antico regno dei Mon, e si prosegue per Hpa-An, una piccola cittadina adagiata sulle rive del fiume Saluen, che dista in tutto circa 150 km, approssimativamente 4 ore di viaggio. Qui si alloggia presso l’hotel Hotel Zwekabin o simile, semplice ma pulito; si pranza in un ristorante locale. Nel pomeriggio si iniziano le visite recandosi con una breve escursione al tempio rupestre di Bayin Nyi, dove alla base del colle, che nasconde una grotta, si trovano diversi templi che si affacciano su un laghetto dove spesso i pellegrini birmani si bagnano. La salita è breve; l’ampia cavità, che si allunga profonda e più stretta verso un piccolo tempietto nel cuore del monte, offre un primo assaggio di quanto delizierà la visita in questa regione, dove ripidi monti calcarei si ergono tra campi ben accuditi e villaggi, ornati da diversi corsi d’acqua e specchi lacustri. Rientrati a Hpa-An ci si reca per godere del tramonto alla pagoda di Shweyinhmyaw, che si affaccia sul fiume Saluen. [Nota bene: in quasi tutti i siti si deve camminare a piedi nudi; si consiglia di procurarsi una borsa dove riporre le scarpe per poterle portare con sé] 5°g.    26/12 Hpa-An   Questa intensa e ricca giornata inizia, per chi se la sente, godendo dell’alba dal lago di Hpa-An, quando il sole emerge dai contorni dei bei monti calcarei che ne ornano l’orizzonte. Dopo la colazione ci si reca a Kawkon, un tempio rupestre che trae le proprie origini dal VII secolo: notevoli sono le innumerevoli immagini sacre scolpite sulle falesie che portano all’ingresso della grotta e la qualità raffigurativa di molte statue. Si prosegue per Sadan, dove il monte calcareo, contornato da splendide risaie, è attraversato da una grotta con un amplissimo ingresso. Qui si trova una piccola pagoda adornata da statue e, superatela, si continua ad immergersi nella montagna incontrando, dopo un lungo tratto, una prima apertura impreziosita da un’altra pagoda. Si prosegue oltre, fino a sbucare sull’altro versante del monte in prossimità di un laghetto. Da qui un breve sentiero porta ad un’altra grotta, che si apre nel monte vicino. Per tornare si possono utilizzare delle barche a remi condotte da persone del luogo, con cui si passa in una cavità del monte che porta in un’altra valle e si segue un canale tra le risaie che giunge a poca distanza dal punto di partenza. Dopo pranzo si visita Kyauk Kalat, dove su un’isoletta al centro di un piccolo lago si erge un ardito pinnacolo roccioso sulla cui sommità si trova una pagoda dorata, luogo simbolo di questa affascinante regione. Si completa la giornata al villaggio di Eaindu dove si osserva la tessitura tradizionale Kayin; vi sono diversi laboratori artigianali e si vedono i telai anche nelle abitazioni private; è anche possibile fare degli acquisti. 6°g.    27/12 Hpa-An – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon si sosta per il pranzo nell’antica città di Bago, che da qui dista 210 km, un tragitto che richiede meno di 5 ore. Qui si visitano due gigantesche statue del Buddha reclinato, Mya Tha Lyaung, che si trova all’aperto, e Shwe Tha Lyaung, posta all’interno di una struttura con antistante un piccolo mercato. Ci si reca quindi al sito del palazzo imperiale del XVI secolo di Kambawza, dove negli anni ’90 vennero ricostruiti il padiglione del trono ed il palazzo dei ricevimenti; si completa con la pagoda di Shwe Tha Lyaung, che è la più alta della Birmania (114 metri) e contiene alcune reliquie del Buddha. Si prosegue il viaggio per Yangon (91 km, circa 2 ore e mezza), dove ci si incontra con i partecipanti giunti per la successiva parte del viaggio; si visita con loro Shwedagon e si cena in un ristorante tipico. Si alloggia nel medesimo hotel. Partenza del 26 dicembre 1°g.    Mercoledì 26 dicembre, partenza per Myanmar   Il volo consigliato per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Emirates; la partenza da Milano Malpensa è alle 21.00 o da Roma Fiumicino alle 20.45; per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    27/12 Arrivo a Yangon   L’arrivo a Dubai da Milano è alle 6.35 e da Roma alle 5.30. Si parte da qui alle 9.00 con arrivo a Yangon alle 16.45, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Ci si incontra con il capogruppo e la guida locale giunti oggi da Bago con chi segue l’estensione iniziale e ci si reca alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti offrono le proprie preghiere; la grande costruzione centrale, alta 98 metri, è circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si cena in un ristorante tipico. Programma principale 3°g. o 7°g. 28/12 Yangon – Bagan   Si raggiunge in volo Bagan, partendo alle 7.00 con arrivo alle 8.20, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e le pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Si visitano i siti più interessanti, iniziando dalla pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra, che risale all'XI secolo e presenta un antico stile architettonico in pietra e sabbia. Quindi i templi di Kyansitthar, famoso per le pitture murali, di Wetkyiinn Gupyaukgyi, con le pareti affrescate nel XIII secolo, di Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, di Ananda, dai battenti mirabilmente cesellati in legno di teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw, dove vi sono delle produzioni di oggetti fatti con la lacca, e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. Si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. La cena viene organizzata presso un monastero birmano, dove si è gli unici ospiti e si viene intrattenuti con uno spettacolo culturale. Un nostro cuoco curerà il tutto (… non solo riso, anche se si è in un monastero!). 4°g. o 8°g. 29/12 Bagan - Pakokku - Kyatsuukyinn - Powintaung – Monywa   Si parte attraversando il fiume Irrawaddy e arrivando a Pakokku, circa 40 km da Bagan, dove si visitano alcune produzioni locali facendo un giro della cittadina con i tuk tuk. Proseguendo, si incontra il villaggio di Kyatsuukyinn, ai cui margini vi è un pittoresco gruppo di antiche pagode, dove una delle occupazioni più importanti delle famiglie è la produzione dei bastoncini d’incenso. Si giunge quindi a Poiwantung (120 km da Pakokku); qui nelle falesie di questa zona poco popolata si contano 947 grotte, scavate tra il XIV e il XVIII secolo nell’arenaria; al loro interno vi sono statue (se si contano le figure piccole pare siano circa 400.000) e moltissimi affreschi, alcuni ben preservati, una sorprendente collezione che gli archeologi considerano tra le più vaste e ricche al mondo. Completata la visita si prosegue per altri 45 km circa, si attraversa il fiume Chindwin e si arriva a Monywa, dove si alloggia presso l’hotel Chindwin o simile. 5°g. o 9°g. 30/12 Monywa – Mandalay  Si visita il tempio di Thanboddy, la cui fondazione avvenne nel XIV secolo, ma fu ricostruito nel 1939. Nelle molte sale sono alloggiate con perfetta simmetria grandi statue del Buddha e le pareti sono decorate con un numero enorme, si dice 500.000, di piccole raffigurazioni dell’Illuminato, formando un insieme unico. All’esterno vi sono diverse costruzioni piuttosto bizzarre e dietro al tempio sorge una grande pagoda che ricorda la struttura di Borobudur. Si prosegue per la vicina collina del Maha Bodhi Ta Htaung, importante per un progetto iniziato da un sant’uomo nel 1960 e che oggi è diventato sorprendente. Nel corso di questi anni sono stati piantati circa 9000 alberi di ficus religiosa (l’albero dell’Illuminazione) su un’area che ora è giunta a coprire circa un kmq di spazio, e in questi boschi sono state posizionate un numero incredibile di statue che raffigurano il Buddha. Sul colle è stata costruita una gigantesca statua (131 mt di altezza!) con 31 piani interni e, appena sotto a questa, una statua, sempre colossale, del Buddha reclinato. Attorno vi sono altre statue gigantesche e dei templi, ma al di là della dimensione, si nota una qualità notevole dei lineamenti. Difficile trarre un giudizio su di un luogo come questo…; sicuramente è unico al mondo. Si parte quindi per Mandalay, che dista circa 130 km verso est. Giunti nell’area di Sagaing, nei pressi di Mandalay, si visita un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung e si prosegue per U Bein, dove si ammira un ponte interamente costruito in legno di tek, lungo circa 1.200 metri, che attraversa un tranquillo specchio d’acqua; all’ingresso del ponte, oggi divenuto famoso, vi è un vivo mercatino. Arrivati a Mandalay si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. Questa città è il centro più importante dopo Yangon, considera la capitale culturale e religiosa della Birmania: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. 6°g. o 10°g. 31/12 Mandalay, con Ava e Mingun   Ci si reca nei pressi di Mandalay ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati da cavalli. Si vedono alcuni antichi templi, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito in legno di tek con 267 pilastri, e molto interessante il Mye Bom Sam. Ci si sposta quindi a Mandalay dove si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto, che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Dopo la visita si sale a bordo di un battello privato sul fiume Irrawaddy, si pranza a bordo della barca e con una piacevolissima gita sul fiume si giunge in circa un’ora all’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è custodita anche un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Si rientra con le luci del tramonto e si cena in un ristorante tipico. 7°g. o 11°g. 1/1/2018 Mandalay – Heho – Kakku – Loikaw   Si parte in volo per Heho alle 9,20, a sud di Mandalay, con arrivo alle 9.55. Dall’aeroporto si prosegue in pulmino per Kakku (circa 2 ore), che da qui dista 80 km: un sito a sud est del lago di Inle, immerso tra i villaggi dell’etnia Pa-O, che custodisce un gran numero (circa 2200) di piccole pagode in stile Shan edificate nel XVII secolo. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue quindi verso sud godendo anche in questo tratto di bei paesaggi ed attraversando alcuni villaggi, arrivando a Loikaw (110 km, circa 3 ore e mezza), dove si alloggia e si cena presso il Famous Hotel o simile. 8°g. o 12°g. 2/1 Loikaw: Panpet (etnia Kayan) e Tanilarle (etnia Kayah)   Si inizia questa interessante giornata recandosi al piccolo mercato di Demorso, a circa 20 km da Loikaw, dove le etnie dei Kayan e dei Kayah barattano e commerciano i propri prodotti; tra questi si possono assaggiare bevande alcoliche fatte con il riso. Si prosegue per altri 30 km circa arrivando al villaggio di Panpet dell’etnia Kayan, conosciuta in occidente con l’appellativo di etnia delle ‘donne giraffa’ per via degli ornamenti che vengono utilizzati per allungare, anche esageratamente, il collo. Si passeggia nel villaggio, dove i kayan hanno allestito anche alcuni negozietti di artigianato locale; i costumi tradizionali sono ancora utilizzati da un buon numero di persone. Nei pressi vi sono anche altri villaggi, raggiungibili con una passeggiata. Si torna quindi a Loikaw e nel pomeriggio ci si reca al villaggio di Tanilarle, dell’etnia Kayah, che qui è il gruppo maggioritario. Lo si potrà esplorare accompagnati dalle gente del luogo, osservando i costumi e le diverse attività, nel contesto di un interessante progetto locale di ‘turismo comunitario’. Rientrati a Loikaw, se vi è tempo, si visita Taung Kwe, un pittoresco insieme di pagode costruite sui diversi pinnacoli di un colle irto e roccioso; vi è un ascensore che porta in alto e si effettua una piacevole visita seguendo scalinate e ponticelli. Se fosse tardi, ci si reca qui il mattino successivo prima di lasciare la cittadina. Si cena in un ristorante locale. 9°g. o 13°g. 3/1 Loikaw – Sanghar – Thahanung – Lago di Inle   Si raggiunge col pulmino Phe Kon (50 km a nord ovest, circa un’ora) dove si sale sulle lance (le ‘longboats’) che porteranno fino al lago di Inle. Le barche sono veloci, lunghe e strette con comodi sedili dove ci si accomoda per gustare nel modo migliore le bellissima navigazione; a bordo si indossa sempre il giubbotto salvagente. S’inizia attraversando il lago di Phekone e, continuando verso nor,d si arriva al villaggio di Sanghar (circa 2 ore di navigazione) posto sulla sponda orientale del lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, un luogo che nel XVIII secolo era tra le città principali della regione di Shan. Si visita il sito dove diverse antiche pagode emergono direttamente dall’acqua e si pranza in un ristorante del villaggio; si possono osservare anche alcune produzioni locali: un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati e una distilleria di liquore di riso. Proseguendo, si raggiunge la sponda occidentale un poco più a nord arrivando al sito di Thahaung, un sito straordinario dove si osservano centinaia di stupa che risalgono al XVIII secolo. Si prosegue verso Inle (altre 2 ore circa di navigazione); il contesto naturale è sempre magnifico, si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici e ci si trova forse più vicini ad una fiaba che al mondo reale! Arrivati al lago di Inle si approda all’hotel Golden Cottage Island o simile; la cena è in hotel. 10°g. o 14°g. 4/1 Lago di Inle, con Indein   Si dedica la giornata all’esplorazione del lago di Inle con la barca (le ‘longboats’), includendo la visita ad un mercato locale. Questo lago, lungo 22 chilometri, largo 11 e adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù stando in equilibrio su una sola gamba, una tecnica di pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Lo specchio lacustre è ben abitato, vi sono 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le donne Kayan (“donne giraffa”), giunte fin qui per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono diverse interessanti pagode lacustri; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante. Molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, caratterizzato da una miriade di pagode che sorgono dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno, sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie che vendono prodotti locali molto particolari. Si pranza in un ristorante locale e si cena in hotel. Per chi rientra 11°g. o 15°g. 5/1 Inle – Heho – Yangon   Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e, con un pulmino privato, si prosegue per l’aeroporto di Heho; tempo permettendo, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Il volo per Yangon parte alle 10.20 con arrivo alle 11.30; arrivati, ci si reca al monastero di Kalawwa Tawya, cercando di giungervi all’ora del pasto dei monaci; nei pressi si trova il parco dell’elefante bianco. Si pranza in un ristorante tipico e da qui con il treno locale (una bella esperienza di per sé!) ci si reca nel centro di Yangon, dove ci si potrà sbizzarrire con gli acquisti allo Scott Market e si completa la giornata visitando la grande statua del Buddha reclinato di Chauk Htut Gyi. Si cena alla Karaweick Hall, lo storico palazzo posto sul lago reale di Yangon, dove si assiste anche ad uno spettacolo culturale. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro. 12°g. o 16°g. Domenica 6 gennaio, volo di rientro   Il volo della Emirates per Dubai parte alle 2.10 con arrivo alle 5.55; il volo per Milano Malpensa parte da qui alle 9.10 con arrivo alle 13.10 mentre quello per Roma Fiumicino parte alle 9.00 con arrivo alle 12.40. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. Per chi prosegue per Mrauk U 11°g. o 15°g. 5/1 Inle – Heho – Yangon   Si segue il medesimo programma e dopo la cena alla Karaweick Hall si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 12°g. o 16°g. 6/1 Yangon – Sittwe – Mrauk U   Ci si imbarca sul volo per Sittwe alle 12.00 con arrivo alle 13.50. Giunti in questa cittadina portuale posta alla foce del fiume Kaladan ci si imbarca su di un vascello privato per risalire le acque fluviali fino a Mrauk U; si naviga in un ambiente naturale rigoglioso e tranquillo risalendo la corrente ed impiegando circa 5 ore. A Mrauk U ci si sistema presso l’hotel Shwe Thazin. 13°g. o 17°g. 7/1 Mrauk U   Giornata dedicata alla visita di Mrauk U, situata tra il fiume e colline rigogliose. Fondata nel XV secolo, è stata il centro di un potente regno che per secoli dominò il Golfo del Bengala grazie ad una grande flotta che poteva giungere fin qui risalendone le acque. Vi si contano una sessantina di templi principali, tra cui spiccano per bellezza il Shittaung, chiamato il "Tempio delle 80.000 immagini", edificato nel 1535, e le rovine del Koe Taung, conosciuto come il tempio dei 90.000 Buddha. Alcuni templi presentano una struttura architettonica unica, con corridoi a spirale interni che portano nel cuore della struttura. Oggi è un luogo remoto, non semplice da raggiungere, un fatto che lo ha protetto dagli afflussi turistici dando a chi lo visita la meravigliosa sensazione di essere immerso in un ambiente bucolico, fuori dal tempo, dove la grandezza di quello che fu un potente impero convive con la semplice vita contadina dei villaggi. Per chi rientra 14°g. o 18°g. 8/1 Mrauk U – Sittwe – Yangon   Tornati con il battello privato a Sittwe ci si imbarca alle 13.50 con arrivo a Yangon alle 15.10, dove si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba. La cena è libera; ci si reca in aeroporto per il volo di rientro. 15°g. o 19°g. Mercoledì 9 gennaio, volo di rientro   Il volo della Emirates per Dubai parte alle 2.10 con arrivo alle 5.55; il volo per Milano Malpensa parte da qui alle 9.10 con arrivo alle 13.10 mentre quello per Roma Fiumicino parte alle 9.00 con arrivo alle 12.40. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba. Relax tropicale a Ngapali (NB: il soggiorno qui può essere esteso) 14°g. o 18°g. 8/1 Mrauk U – Sittwe – Thandwe - Ngapali   Tornati con il battello privato a Sittwe ci si imbarca sul volo per Thandwe (il medesimo che va a Yangon e fa scalo qui), dove si viene accolti dal rappresentante dell’hotel e ci si accomoda presso il Pleasant View Resort o simile, posto sulla spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella della Birmania. 15°g. – 17°g o 19° - 21°g. (9/1 – 11/1) Ngapali   Giornate di relax a Ngapali. 18°g. o 22°g. 12/1 Ngapali – Yangon   Ci si reca al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon, dove si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba. La cena è libera; ci si reca in aeroporto per il volo di rientro. 19°g. o 23°g. Domenica 13 gennaio, volo di rientro   Il volo della Emirates per Dubai parte alle 2.10 con arrivo alle 5.55; il volo per Milano Malpensa parte da qui alle 9.10 con arrivo alle 13.10 mentre quello per Roma Fiumicino parte alle 9.00 con arrivo alle 12.40. Per i collegamenti con altre città e le possibilità offerte da altre compagnie contattare Amitaba
MYANMAR 2017: Siti storici, incontri etnici e natura
Capodanno nel Paese del sorriso
Periodo: 26 dic - 7 gen
L’itinerario inizia con la visita della grande pagoda di Shwedagon, centro spirituale della Birmania; quindi da Yangon si vola nelle regioni settentrionali a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Pakokku e da qui si arriva a Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Tenendo Bagan come base si effettua un’escursione a Monte Popa, “l'Olimpo Birmano”, un sito di straordinario interesse cuore del culto animista dei Nat, cogliendo l’opportunità per visitare il villaggio di Set Set Yo e, nei pressi di Bagan, di Phwarsaw. Con un breve volo ci si sposta verso est nella regione del lago Inle; qui ci si reca a Kakku, un sito ancora fuori dai grandi percorsi del turismo se pur tra i più belli del Paese, e raggiunta Loikaw si esplorano i villaggi delle etnie Kayan e Kayah ed il mercato di Demorso. Partendo da Phe Kon, nei pressi di Loikaw, si seguono i corsi d’acqua con le lance arrivando al lago di Moe Byae dove è ubicata l’antica Sanghar e da qui si giunge a Taung To e il lago di Inle, con un percorso fluviale di bellezza archetipa che si svolge nella regione più pittoresca della Birmania. Si completa il viaggio esplorando il lago di Inle in barca, tra gli orti galleggianti e i villaggi e tempi su palafitta, includendo un’escursione a Indein e, tornati a Yangon, dopo le ultime visite, un po’ di acquisti ed una bella serata culturale, ci si imbarca sul volo di rientro. Per una illustrazione dettagliata delle singole tappe: vedi il “Programma del viaggio” che segue. Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 18 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Nella regione tribale dei Kayan si pranza presso alcune famiglie locali; anche qui è tutto molto pulito e curato. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto che avvicina nel modo più bello il mondo birmano, ma che non richiede particolare spirito di adattamento.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Martedì 26 dicembre, partenza per Myanmar   Il volo della Emirates per Yangon, la città principale ed ex capitale della Birmania, parte da Milano Malpensa alle 21.20; per eventuali collegamenti da altre città contattare Amitaba. 2°g.    27/12 Arrivo a Yangon   Si arriva a Dubai alle 6.35; si cambia aviogetto e riparte alle 9.00 con arrivo a Yangon alle 16.45, dove è in attesa dei partecipanti Su Su Tun, la guida locale birmana che parla la lingua italiana. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Per un ottimo inizio del viaggio ci si reca alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti offrono le proprie preghiere, dove la grande costruzione centrale alta 98 metri è circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si gode da qui del tramonto e si cena in un ristorante tipico. 3°g.    28/12 Yangon – Mandalay, con Ava e Mingun   Volo per Mandalay, situata circa 600 km più a nord; è il centro più importante dopo Yangon, considerato la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre antichi templi, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, ma sono molto belli anche lo Yadanar Simi e il Mae Nu Brick. Ci si sposta quindi a Mandalay dove si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto, che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Si pranza a bordo della barca che con una piacevolissima gita sul fiume conduce in circa un’ora all’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è custodita anche un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Si rientra con le luci del tramonto e si cena presso un ristorante tipico; si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. 4°g.    29/12 Mandalay – Monywa e Powintaung   La cittadina di Monywa dista 112 km verso ovest, un viaggio che richiede circa 3 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung (25 km), utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. 5°g.    30/12 Monywa – Bagan   Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si visitano le produzioni locali di bastoncini d'incenso e di cartapesta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Dopo il pranzo in un ristorante tipico con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Ci si reca per il tramonto in un punto panoramico da dove si ammira il grandioso insieme. 6°g.    31/12 Bagan   Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno di teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. La cena di fine anno viene organizzata presso un monastero birmano, saremo gli unici ospiti e un nostro cuoco curerà il tutto (… non solo riso, anche se si è in un monastero!) e si sarà intrattenuti con uno spettacolo culturale. 7°g.    1/1/2018 Bagan: escursione a Monte Popa e Set Set Yo   Dopo una visita al mercatino di Myinkabar, con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che si erge sulle pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti che evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si rientra verso Bagan; sul percorso con una deviazione su strada sterrata di circa 40 min., che a volte è necessario percorrere utilizzando dei mezzi locali, si raggiunge Set Set Yo, un interessante villaggio dove i giovani sono ancora agghindati con le acconciature tradizionali. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua per Bagan, arrivando in tempo per godere del tramonto. 8°g.    2/1 Bagan – Heho – Kakku – Loikaw   Si parte presto in volo per Heho, ad est di Bagan; il volo dura circa 40 min. Dall’aeroporto si prosegue in pulmino per Kakku (circa 2 ore), che da qui dista 80 km: un sito a sud est del lago di Inle immerso tra i villaggi dell’etnia Pa-O che custodisce un numero incredibile di Stupa in stile Shan edificati nel XVII secolo (circa 2200!), uno dei luoghi più particolari di Myanmar. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue quindi per Loikaw (110 km, circa 3 ore e mezza), dove si alloggia e si cena presso il Loikaw Lodge o simile. 9°g.    3/1 Loikaw: Panpet e Tanilarle   S’inizia questa interessantissima giornata recandosi al piccolo mercato di Demorso, a circa 20 km da Loikaw, dove le etnie dei Kayan e dei Kayah barattano e commerciano i propri prodotti; tra questi si possono assaggiare bevande alcoliche fatte con il riso. Si prosegue per altri 30 km circa arrivando al villaggio di Panpet dell’etnia Kayan, conosciuta in occidente con l’appellativo di etnia delle ‘donne giraffa’ per via degli ornamenti che vengono utilizzati per allungare, anche esageratamente, il collo. Con una tranquilla passeggiata si visitano 2 o 3 villaggi Kayan e si pranza nelle loro case. Iniziando il rientro a Loikaw ci si reca al villaggio di Tanilarle, dell’etnia Kayah, che qui è il gruppo maggioritario. Si potrà esplorare il villaggio e osservare le diverse attività, nel contesto di un interessante progetto locale di "turismo comunitario". Rientrati, si visitano la pagoda di Taung Kwe e l’adiacente monastero; si cena in un ristorante locale. 10°g.    4/1 Loikaw – Lago di Sanghar – Lago di Inle   Si raggiunge col pulmino Phe Kon (50 km, circa un’ora) dove si sale sulle lance (le “longboats”) che porteranno fino al lago di Inle. Prima meta, il villaggio di Sanghar (circa 2 ore di navigazione) posto sulla sponda orientale del lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, un luogo che nel XVIII secolo era tra le città principali della regione di Shan, rimasto sospeso nel tempo. Si pranza in un ristorante locale e si possono osservare alcune produzioni locali: un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati e una distilleria locale di liquore di riso. Si prosegue verso Inle (altre 2 ore circa di navigazione); il contesto naturale è sempre magnifico, si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici e ci si trova forse più vicini ad una fiaba che al mondo reale! Arrivando ad Inle si sosta per una visita al sito di Taung To, dove si osservano centinaia di stupa che risalgono al XVIII secolo. Si conclude questa bella avventura approdando all’hotel Golden Cottage Island o simile, nel lago di Inle; la cena è in hotel. 11°g.    5/1 Lago di Inle, con Indein   Si dedica la giornata all’esplorazione del lago di Inle: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si esplora con la barca il lago, dove si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le donne Kayan (“donne giraffa”), giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono anche interessanti pagode lacustri; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie vendendo prodotti locali molto particolari. Si pranza in un ristorante locale e si cena in hotel. 12°g.    6/1 Inle – Heho – Yangon   Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho; tempo permettendo, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Giunti in volo a Yangon ci si reca al monastero di Kalawwa Tawya, cercando di giungervi all’ora del pasto dei monaci; nei pressi si trova il parco dell’elefante bianco. Si pranza in un ristorante tipico nei pressi e da qui con il treno locale (una bella esperienza di per sé!) ci si reca nel centro di Yangon dove ci si potrà sbizzarrire con gli acquisti allo Scott Market e si completa visitando la grande statua del Buddha reclinato di Chauk Htut Gyi. Si cena alla Karaweick Hall, dove si assiste anche ad uno spettacolo culturale. Ci si trasferisce quindi all’aeroporto internazionale per l’imbarco sul volo di rientro. 13°g.    Domenica 7 gennaio, volo di rientro   Il volo della Emirates parte alle 2.10 con arrivo a Dubai alle 6.05; si riparte con un nuovo aviogetto per Milano Malpensa alle 9.10 con arrivo alle 13.10. Per i collegamenti con altre città contattare Amitaba.
MYANMAR 2017: Conoscere la Birmania
Estensione: meditazione Anapanna
Periodo: 29 ott - 12 nov
L’itinerario inizia con la visita della grande pagoda di Shwedagon, centro spirituale della Birmania; quindi da Yangon con una bella escursione di due giorni si visitano l’antica città di Bago e Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani, dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro e circondato dai templi è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un panoramico monte. Si lascia la ex capitale in volo per Heho, raggiungendo le falesie delle “grotte dei mille Buddha”di Pindaya e da qui si prosegue per Inle, considerato il luogo più pittoresco, dove, con un percorso molto ricco, si esplora la regione del lago con gli orti galleggianti e i villaggi su palafitta includendo Indein ed arrivando con le piroghe fino al lago di Moe Byae dove è ubicata l’antica Sanghar. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Pakokku arrivando a Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Tenendo Bagan come base si effettua un’escursione a Monte Popa, “l'Olimpo Birmano”, un sito di straordinario interesse cuore del culto animista dei Nat, cogliendo l’opportunità per visitare anche il villaggio di Set Set Yo, Si torna quindi a Yangon per il volo di rientro. Per una descrizione più dettagliata delle singole tappe si consulti il "Programma del viaggio". Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 22 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, la più semplice ma adeguata sarà a Kyaiktiyo  che non è un luogo turistico; i trasporti si effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto ma che non richiede particolare spirito di adattamento. Meditazione in Birmania La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana dove per molti è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Nei centri da noi identificati si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita. Dove – Alcuni centri sono accessibili agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa luogo è particolarmente adatto in quanto ubicato in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte poste tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne. La pratica – Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione.  Durata – Non vi è una durata prefissata, si può scegliere quanto fermarsi ma è necessario chiedere una conferma prima di arrivare lì per una verifica della disponibilità. Si consiglia si restare per almeno tre giorni onde poter sperimentare le istruzioni in modo adeguato. Costo – La serietà dell’organizzazione si misura anche dal … costo: si segue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un "costo" fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto. Il costo del trasferimento di andata e ritorno da Yangon al centro Chanmyay Yeiktha è di € 120 per un veicolo che porta due persone più il bagaglio. Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre con il periodo premonsonico particolarmente caldo. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: “Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita tutt’oggi irta di difficoltà materiali.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Domenica 29 ottobre, partenza per Myanmar   Per arrivare a Yangon, la città principale ed ex capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, ci sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dal viaggiatore. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi del viaggio, è quello della Etihad che offre diverse possibili partenze dall’Italia; da Milano Malpensa alle 10.05 con arrivo Ad Abu Dhabi alle 19.20, da Roma Fiumicino alle 10.40 con arrivo alle 19.30. Si riparte da qui per Bangkok alle 21.30. 2°g.    30/10 Arrivo a Yangon   Arrivo a Bangkok alle 6.55; si riparte alle 8.45 con il volo in connessione (si fa un unico check in del bagaglio alla partenza) della Bangkok Airways con arrivo a Yangon alle 9.40, dove è in attesa dei partecipanti la guida locale birmana che parla la lingua italiana e che seguirà l’intero viaggio. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. Dopo un breve relax si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale e si visitano l’antica pagoda di Sule, il Monument Park, la chiesa di Emanuele e ci si reca al piccolo mercato locale della verdura completando con il classico Strand Hotel. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si cena in un ristorante tipico. 3°g.    31/10 Yangon – Kyaiktiyo (Golden Rock)   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. È un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine (per chi volesse è possibile noleggiarne una). Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Yoe Yoe Lay o simile; si pranza in un ristorante tipico e la cena è in hotel. 4°g.    1/11 Kyaiktiyo – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trovano la pagoda di Shwemawdaw, che è la più alta della Birmania (114 metri) e che contiene delle reliquie del Buddha, la statua del Buddha reclinato di Shwethalyaung e il palazzo di Kanbawzathadi. Tempo permettendo, si sosterà poi al cimitero di guerra di Htauk Kyant, dove giacciono i resti di 27.000 soldati delle truppe alleate caduti durante il secondo conflitto mondiale. A Yangon si alloggia presso il medesimo hotel; pranzo e cena presso ristornati tipici. 5°g.    2/11 Yangon – Heho - Pindaya – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho alle 8.00 con arrivo alle 9.40 (orario da confermare), una località situata circa 600 km più a nord nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (60 km, circa un’ora e mezza di guida), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per altri 30 km circa fino al villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago Inle; arrivando, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si approda all’hotel Golden Cottage Island o simile. 6°g.    3/11 Lago di Inle, Indein   Si esplora con la barca il lago, dove si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono anche interessanti pagode; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie vendendo prodotti locali molto particolari. 7°g.    4/11 Lago di Inle, Sanghar   Si parte in barca dall’hotel per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan; dista circa 40 km, una navigazione interessantissima di circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Si attraversa il lago di Inle fino alla sponda meridionale da dove si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca. 8°g.    5/11 Lago di Inle – Heho – Mandalay  – Ava Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove il volo per Madalay, che è situata circa 200 km più a nord, parte alle 9.25 con arrivo alle 10.00 (orari da confermare). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre monasteri, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, ma sono molto belli anche lo Yadanar Simi Temple e il Mae Nu Brick. Dopo pranzo si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Ci si reca quindi nei pressi della città ad Amarapura, con una sosta per visitare l'industria della tessitura della seta. Qui si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon. Si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. 9°g.    6/11 Mandalay   Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 10°g.    7/11 Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista 112 km verso ovest, un viaggio che richiede circa 3 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 11°g.    8/11 Monywa – Bagan   Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 12°g.    9/11 Bagan   Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. 13°g.    10/11 Bagan, escursione a Monte Popa e Set Set Yo   Dopo una visita al mercatino di Myinkabar, con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti per evocare e onorare questi spiriti. Dopo la visita si rientra verso Bagan; sul percorso con una deviazione su strada sterrata di circa 40 minuti, che a volte è necessario percorrere utilizzando dei mezzi locali, si raggiunge Set Set Yo, un villaggio dove i giovani sono ancora agghindati con le acconciature tradizionali. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua per Bagan, arrivando in tempo per godere del tramonto. 14°g.    11/11 Bagan - Yangon e volo di rientro   Il volo per Yangon, situata circa 600 km più a sud, parte alle 10.55 con arrivo alle 12.15 (orari da confermare). Per chi è giunto con Etihad l’imbarco sul volo della Bangkok Airways per Bangkok è alle 17.25 con arrivo alle 20.10; si esegue qui il check in del bagaglio fino all’Italia. Si parte con Etihad per AbuDhabi alle 20.10. 15°g.    Domenica 12 novembre, arrivo a destinazione   Si arriva ad Abu Dhabi alle 0.05; la partenza da qui per Milano Malpensa è alle 2.50 con arrivo alle 7.00, per Roma Fiumicino alle 2.25 con arrivo alle 6.20.
MYANMAR 2017: Il Paese del sorriso
Visita dei siti storici e incontro con una cultura e natura affascinanti
Periodo: 6 ago - 19 ago
L’itinerario inizia da Mandalay dove ci si immerge nelle visite di quello che è considerato il centro culturale del Paese, includendo l’antica capitale di Ava, Amarapura e Mingun, luoghi ricchissimi di storia; in queste regioni risiede la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo un’approfondita visita e un’interessante escursione a Sale ed al Monte Popa, “l’Olimpo Birmano”, si parte in volo per Heho raggiungendo le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya; nei pressi si visita un interessante villaggio dell’etnia Danu. Da qui si prosegue per Kakku, uno stupefacente sito che raccoglie innumerevoli stupa, e Taunggyi, dove si trova un interessante mercato, e si arriva al lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Si esplora a fondo con la barca questo splendido specchio d’acqua con un percorso che porta al mercato di Mine Thauk e include siti di raro fascino come Indein e Taung To. Si torna quindi in volo a Yangon dove si visita la città e ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Nota tecnica Il viaggio si svolge nella tarda parte della stagione monsonica che è solitamente piuttosto intensa nelle aree costiere meridionali; l’itinerario tiene conto di questo  ed inizia dalle regioni settentrionali e si svolge da qui alle regioni centrali del Paese, ovvero le aree meno soggette al flusso monsonico. Il punto più meridionale è la città di Yangon, da dove si prende il volo di rientro. I valori stagionali indicano temperature minime di 25 gradi e massime di 33 gradi a Mandalay e massime di 30°C a Yangon; le precipitazioni a Mandalay in agosto indicano possibili piogge per 11 giorni nel mese con una caduta complessiva media di circa 130 millimetri su 31 giorni. Le sistemazioni sono comode e pulite, i trasporti si effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. È prevista un’escursione ai villaggi Danu nei pressi di Pindaya: circa un’ora e mezza a piedi in andata ed un’ora al ritorno; si consiglia di portare con sé scarpe adatte ai sentieri; chi preferisce potrà restare a rilassarsi presso il confortevole hotel Conqueror. In sintesi, il viaggio è molto ricco di contenuto e non richiede particolare spirito di adattamento.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Domenica 6 agosto, partenza per Mandalay in Myanmar   Per raggiungere Mandalay, nel nord della Birmania, vi sono molte possibilità di scelta e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori; una compagnia molto utilizzata è la Ethiad che offre collegamenti in connessione da molte città d’Italia. Con Etihad la partenza per Abu Dhabi da Milano Malpensa è alle 10.55 con arrivo alle 19.20; da Roma Fiumicino alle 11.15 con arrivo alle 19.15. Si riparte da Abu Dhabi per Bangkok alle 21.25. Per gli orari degli altri collegamenti contattare Amitaba. 2°g.    7/8 Arrivo a Mandalay   Arrivo a Bangkok alle 7.10; si riparte alle 12.00 con il volo in connessione (si fa un unico check in del bagaglio nell’aeroporto di origine) della Bangkok Airways con arrivo a Mandalay alle 13.20, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana che parla la lingua italiana e che seguirà l’intero viaggio. Si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. Mandalay è la città più importante dopo Yangon ed è considerata la capitale culturale e religiosa dello Stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nel pomeriggio si visitano il monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, e la pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste: motivo per cui è stata anche definita il “Libro più grande del mondo”. Si procede quindi per la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 3°g.    8/8 Mandalay   Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay, nel pomeriggio ci si reca ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati da cavalli. Si vedono tre monasteri, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, e sono molto belli anche lo Yadanar Simi Temple e il Mae Nu Brick. Si completa la giornata recandosi al tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro, e, dopo una visita al quartiere dove vengono realizzate le sculture di pietra, ad Amarapura, dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua: è interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri. 4°g.    9/8 Mandalay - Monywa    La cittadina di Monywa dista 112 km verso ovest, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, di cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale (utilizzato solo dal gruppo): qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli esperti considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 5°g.    10/8 Monywa – Pakokku - Bagan   Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. Si iniziano le visite, l’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 6°g.    11/8 Bagan   Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Per il tramonto si raggiunge il tempio di Dhamayangyi utilizzando i calessi trainati da cavalli. 7°g.    12/8 Bagan, escursione a Monte Popa e Sale   Dopo una visita al mercatino di Myinkabar a Bagan con circa un’ora e mezza di guida si arriva al Monte Popa. Questo irto colle di origine vulcanica che domina le pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti che evocano e onorano questi spiriti. Dopo pranzo si prosegue per la località di Sale (40 km) dove si visita il monastero di Sale Yoke Sone, che conserva interessanti lavori in tek che ritraggono le vite precedenti del Buddha. Si rientra a Bagan per la cena. 8°g.    13/8 Bagan – Heho - Pindaya   Si parte in volo per Heho alle 9.35 con arrivo alle 10.15 (orario da confermare), una località situata più ad est nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (40 km), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Si alloggia presso l’hotel Conqueror. Nel pomeriggio ci si reca con una passeggiata di circa un’ora e mezza ad un villaggio dell’etnia Danu, Taung Baw Gyi o Htut Ni: l’attività agricola più importate qui è legata alla produzione di tè; si potranno visitare le abitazioni e condividere per qualche ora le attività del villaggio. Si torna ai veicoli in circa un’ora; se il sentiero è bagnato è necessario avere scarpe da escursione per non scivolare. 9°g.    14/8 Pindaya – Kakku – Taunggyi – Lago di Inle   Si parte per Kakku, che dista circa 125 km (3 ore), un sito che custodisce un numero incredibile di Stupa in stile Shan (circa 2200!) edificati ne XVII secolo; all’intorno si trovano villaggi Pa O ed alcune pagode rupestri. Si prosegue per Taungyyi dove ci si reca al mercato e quindi si prosegue per il villaggio di Nyaung Shwe (30 km), sulle rive del lago Inle; arrivando, tempo permettendo (in alternativa ci si potrà fermare qui anche il 17/8), si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si approda all’hotel Golden Cottage o simile. 10°g.    15/8 Lago di Inle   Inle è interessantissimo da esplorare con la barca: sul lago si trovano 17 villaggi con molti templi costruiti su palafitte. Tra i diversi siti meritevoli di particolare nota è Phaungdaw Oo, il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. L’industriosa gente che popola Inle ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare, oltre ad aver sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa” dell’etnia Pa O, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. All’inizio della giornata ci si reca in barca al mercato locale di Mine Thauk, che ricorre ogni 5 giorni e si svolge oggi; dal mercato si prosegue per Taung To dove si ammirano Stupa del XVII secolo. 11°g.    16/8 Lago di Inle, Indein   Si proseguono le esplorazioni; tra le mete di oggi, navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, dove una miriade di pagode sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 12°g.    17/8 Lago di Inle – Heho – Yangon   Si parte con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove ci si imbarca alle 9.40 o alle 10.40 sul volo per Yangon, dove si arriva alle 10.50 o 11.40 (orari da confermare). Nel pomeriggio si visitano il monastero di Kalaywa Tawya e il parco dove vi è il venerato elefante bianco. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si alloggia presso l’hotel Jasmine Palace o simile. 13°g.    18/8 Yangon e volo di rientro   Si inizia la giornata con un giro di un’ora su di un treno locale, ottima finestra per osservare la vita locale; ci si reca quindi al tempio di Chauk Hut Gyi, che preserva una gigantesca immagine del Buddha reclinato. Si completa con lo “Scott Market”, storico paradiso per gli acquisti in Birmania. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 14°g.    Sabato 19 agosto, arrivo a destinazione   La partenza da Abu Dhabi per Milano Malpensa è alle 2.45 con arrivo alle 7.40; per Roma Fiumicino alle 2.35 con arrivo alle 7.05. Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre con il periodo premonsonico particolarmente caldo. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: “Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita tutt’oggi irta di difficoltà materiali.
MYANMAR 2016: Il festival di Taunggyi, nel paese del sorriso
Estensioni: mare tropicale e meditazione
Periodo: 6 nov - 19 nov
Taunggyi Inle, donna giraffa Taunggyi Al termine del programma sono previste due possibili estensioni: un soggiorno di relax sulla mitica spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella del Paese, che si raggiunge in volo da Yangon; si utilizza l’hotel Pleasant View. Un’esperienza di pratica meditativa condotta da monaci birmani nel centro Chanmyay Yeiktha a Hmawbi, situato a circa 45 km da Yangon, accogliente e immerso in un ampio spazio naturale in una tranquilla zona rurale. È anche possibile seguire entrambi i programmi, e la durata dell’estensione può essere decisa a discrezione dei partecipanti; nel programma che segue viene suggerita una durata minima. L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i tipici palazzi in stile coloniale. Si parte quindi in volo per Mandalay dove ci si immerge nelle visite di questa antica capitale e di Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni risiede la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo un’approfondita visita, estesa anche al villaggio di Phwarsaw, si parte in volo per Heho raggiungendo le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya. Da qui si prosegue per Taunggyi, dove si svolge il grande festival delle lanterne, una grande opportunità per incontrare il meglio del folclore birmano. Si visita Kakku, uno stupefacente sito che raccoglie innumerevoli stupa, e si continua per il lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale e dove è anche prevista una breve introduzione ‘pratica’ alla cucina birmana. Si esplora a fondo questo splendido specchio d’acqua con un percorso che include siti di raro fascino: Indein, Taung To e il remoto villaggio di Sanghar, che si raggiunge navigando con le piroghe lungo un fiume. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città e ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Quindi, chi non segue le estensioni, si imbarca sul volo di rientro. Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 22 e i 32°C. Le sistemazioni sono comode e pulite, la più semplice ma adeguata sarà a Taunggyi che non è un luogo turistico; i trasporti si effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. Nel corso del viaggio è anche prevista una classe di cucina con uno chef birmano. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto ma che non richiede particolare spirito di adattamento. Shwe Yan Pyae Bagan Yangon, Shwedagon Il festival di Taunggyi (Festival “delle lanterne”) Il festival di Taunggyi, consciuto come il “festival delle lanterne”, è forse il più particolare di tutto il folclore birmano. L’evento dura una settimana ed il momento culminante è negli ultimi due giorni; per l’occasione confluiscono persone di un gran numero di etnie, ottimo momento per apprezzare i diversi costumi della Birmania. È un evento gioioso e di grande festa con anche alcune parti di ritualità religiosa, come le processioni che portano le offerte ai monasteri; ma anche queste sono eseguite con il ritmo di musiche e le offerte sono portate con colorati cortei e posizionate su alberi o effigi di animali. Ovunque vi sono vivacissimi mercati e spettacoli. I momeneti più attesi sono le gare con le lanterne, preparate nelle forme più diverse e decorate, che vengono fatte salire in cielo da diverse squadre. Di giorno è molto spettaolare, ma la sera e poi col buio esplode una incredibile follia, con le lanterne che riempiono il cielo, contengono fuochi e portano in alto anche i fuochi d’artificio. Uno spettacolo unico al mondo! Meditazione in Birmania Meditazione in Birmania - La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita. Dove - Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne. La pratica - Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal… costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.   Bambine birmane Yangon, orchidea Inle PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Domenica 6 novembre, partenza per Yangon in Myanmar Per raggiungere Yangon vi sono molte possibilità di scelta e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori; una compagnia molto utilizzata è la Ethiad che offre collegamenti in connessione da molte città d’Italia. Con Etihad la partenza da Milano Malpensa è alle 10.55 per Abu Dhabi, dove si arriva alle 19.20; si riparte da Abu Dhabi per Bangkok alle 21.30. Per gli orari degli latri collegamenti contattare Amitaba. 2°g.    7/11 Arrivo a Yangon Arrivo a Bangkok alle 7.10; si riparte alle 8.50 con il volo in connessione (si fa un unico check in del bagaglio nell’aeroporto di origine) della Bangkok Airways con arrivo a Yangon alle 9.40, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana che parla la lingua italiana e che seguirà l’intero viaggio. Si alloggia presso l’hotel Central o simile. Nel pomeriggio si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale della zona centrale, il tempio di  Chauk Htut Gyi con la grande statua del Buddha reclinato, la zona cinese e in serata la pagoda di Botataung. 3°g.    8/11 Yangon – Mandalay Al mattino si parte in volo per Mandalay (partenza 8.15, arrivo 9.40; orario da confermare), situata circa 600 km più a nord. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. Si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. 4°g.    9/11 Mandalay - Monywa La cittadina di Monywa dista 112 km verso est, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 5°g.    10/11 Monywa – Pakokku - Bagan   Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. Si iniziano le visite, l’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 6°g.    11/11 Bagan Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Ci si reca al villaggio di Phwarsaw e per il tramonto si raggiunge una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. 7°g.    12/11 Bagan – Heho - Pindaya – Taunggyi Si parte in volo per Heho alle 8.35 con arrivo alle 9.15 (orario da confermare), una località situata più ad est nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (40 km), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per Taunggyi (68 km da Pindaya), dove si alloggia presso l’hotel Chindwin, tra i migliori disponibili, o simile (il luogo non è turistico e l’hotel è pulito ma senza pretese). Il festival delle lanterne stasera inizia ad entrare nel momento più vivo; le gare con le lanterne decorate e sagomate nelle forme più belle focalizzano le giornate, ma il momento più spettacolare inizia col calar della luce, quando le lanterne salgono in cielo contenendo fuochi ed anche fuochi d’artificio: si assisterà da una posizione sicura, perché nel cielo si scatena un vero putiferio e non si mai esattamente dove i fuochi possano cadere! 8°g.    13/11 Taunggyi   Si seguono le diverse attività del festival. Tra gli eventi più importanti ci sono le processioni con miriadi di persone accompagnate da vivaci musiche portano offerte ai monasteri, utilizzando come effigi alberi o a volte animali su cui vengono posti utensili e altri oggetti che i monaci possono prendere. Taunggyi è vivissima, con mercati ovunque e persone di tutte le etnie che si riversano ovunque in un grande clima di festa. Il momento più atteso è alla sera, quando… il cielo si scatena! 9°g.    14/11 Taunggyi – Kakku – Lago di Inle Oggi è ancora una gran giornata per il festival, ci sono diverse processioni di carattere etnico e prosegue il lancio diurno di lanterne. Verso l’ora di pranzo ci si sposta a Kakku, che dista 46 km a sud, un sito che custodisce un numero incredibile di Stupa (circa 2200!) edificati ne XVII secolo; all’intorno si vedono bei villaggi Pa O ed alcune pagode rupestri. Si rientra a Taungyyi e si prosegue per il villaggio di Nyaung Shwe (30 km), sulle rive del lago Inle; arrivando tempo permettendo (se no si visita il 17/11) si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si approda all’hotel Golden Cottage o simile. 10°g.    15/11 Lago di Inle, Indein Inle è interessantissimo da esplorare con la barca: sul lago si trovano 17 villaggi con molti templi costruiti su palafitte. Tra i diversi siti meritevoli di particolare nota Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. L’industriosa gente che popola Inle ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare, oltre ad aver sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Per il pranzo ci si reca presso una casa locale dove è prevista una classe di cucina condotta da uno chef birmano (circa 2 ore), e si mangerà qui assaporando le delizie preparate tutti assieme (… sperando che lo siano… ma con l’aiuto dello chef ce la si dovrebbe fare!). Nel pomeriggio navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 11°g.    16/11 Lago di Inle, Sanghar Si parte in barca attraversando il lago di Inle fino alla sponda meridionale; qui si sosta a visitare il sito di Taung To dove su di un colle si trovano centinaia di stupa costruiti nel XVII secolo, di cui solo alcuni restaurati. Si continua per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan, che dista circa 40 km dall’hotel; la navigazione è interessantissima e dura circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Oltre il lago si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca. 12°g.    17/11 Lago di Inle – Heho – Yangon Si parte con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove ci si imbarca alle 11.05 sul volo per Yangon, dove si arriva alle 12.15 (orario da confermare). Nel pomeriggio si visitano il monastero di Kalaywa Tawya e il parco dove vi è il venerato elefante bianco. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Per chi rientra 13°g.    18/11 Yangon e volo di rientro Ci si reca a fare acquisti ed a visitare un mercato. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 14°g.    Sabato 19 novembre, arrivo a destinazione   Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 7.40. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Per chi prosegue, opzione relax al mare tropicale (NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni) 13°g.    18/11 Yangon – Ngapali   Si parte in volo per Ngapali; all’arrivo si viene accolti all’aeroporto dal corrispondente locale per il trasferimento presso l’hotel Pleasant View. 14°g. – 16°g.   (19 – 21/11) Ngapali   Soggiorno di relax. 17°g.    22/11 Ngapali – Yangon e volo di rientro   Si parte in volo per Yangon in mattinata (orari da confermare). All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per l’assistenza con il trasferimento; per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 18°g.    Mercoledì 23 novembre, arrivo a destinazione   Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 6.55. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana 13°g.    18/11 Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha)   Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città. 14°g. – 16°g. (19 – 21/11) Chanmyay Yeiktha   Pratiche di meditazione. 17°g.    22/11 Hmawbi  - Yangon e volo di rientro   Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 18°g.   Mercoledì 23 novembre, arrivo a destinazione Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 6.55. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali.
MYANMAR 2016: Il festival di Inle, nel paese del sorriso
Estensioni: mare tropicale e meditazione
Periodo: 8 ott - 20 ott
Inle Inle Inle, Phaungdaw Oo Al termine del programma sono previste due possibili estensioni: un soggiorno di relax sulla mitica spiaggia di Ngapali, ritenuta la più bella del Paese, che si raggiunge in volo da Yangon; si utilizza l’hotel Pleasant View; un'esperienza di pratica meditativa condotta da monaci birmani nel centro Chanmyay Yeiktha a Hmawbi, situato a circa 45 km da Yangon, accogliente e immerso in un ampio spazio naturale in una tranquilla zona rurale. È anche possibile seguire entrambi i programmi, e la durata dell’estensione può essere decisa a discrezione dei partecipanti; nel programma che segue viene suggerita una durata minima. Nota tecnica L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i tipici palazzi in stile coloniale. Si parte quindi in volo per Mandalay dove ci si immerge nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava, Amarapura e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni risiede la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si raggiunge il monte Popa, centro animista principale della Birmania e simbolo delle più autentiche radici culturali del Paese: secondo la tradizione su questo quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potenti spiriti Nat, accudite da sacerdoti maestri di questo antichissimo culto. Nei pressi si visita anche un interessante villaggio birmano, Set Set Yo, e si prosegue per la vicina Bagan. Qui sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Dopo un’approfondita visita, estesa anche al villaggio di Phwarsaw, si parte in volo per Heho raggiungendo le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya. Da qui si prosegue per il lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale e dove è anche prevista una breve introduzione ‘pratica’ alla cucina birmana. Si giunge qui durante lo svolgimento del festival annuale di Phaungdaw Oo, potendo ammirare le colorate processioni con le barche che portano in modo trionfale le reliquie sacre lungo le acque del lago. Si segue il festival e si esplora a fondo questo splendido specchio d’acqua con un percorso molto ricco che include siti di raro fascino: Taung To, Indein e il remoto villaggio di Sanghar, che si raggiunge con una incredibile navigazione con le piroghe lungo un fiume. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città e ci si reca alla grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Quindi, chi non segue le estensioni, si imbarca sul volo di rientro. Il viaggio si svolge all’inizio della stagione secca con valori stagionali che indicano temperature tra i 24 e i 32°C; le sistemazioni comode e pulite, i trasporti si effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto ma che non richiede particolare spirito di adattamento. Il festival del lago di Inle Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. È una ricorrenza eccezionale per chi è interessato a incontrare il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. L’evento più atteso è la processione principale, quando tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa e anche un ampio mercatino con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.   Mandalay Monachelli birmani Ngapali Meditazione in Birmania Meditazione in Birmania - La pratica meditativa è parte integrante della cultura birmana e per molti qui è normale fare ritiri di meditazione in diversi momenti della vita; a volte nel corso di questi i partecipanti prendono anche i voti monastici, limitatamente alla durata dell’esperienza, per poi tornare alla normale vita quotidiana e di famiglia. Vi sono diversi centri dove i laici sono ammessi e le tecniche insegnate sono rigorose, sperimentate ormai da secoli. Si usufruisce di istruttori che sono monaci esperti, persone che dedicano la vita a queste pratiche, ma i contenuti non richiedono l’adesione al contesto religioso buddista e sono focalizzati sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza e il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita. Dove - Alcuni centri sono aperti agli stranieri; tra questi uno dei migliori, che abbiamo scelto per chi è interessato a questa esperienza, è il Chanmyay Yeiktha, che ha recentemente aperto una nuova sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questa nuova sede è particolarmente adatta in quanto ubicata in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari e dove vi sono alberi di alto fusto, con anche delle piattaforme coperte ubicate tra gli alberi per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero massimo di pochi stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano la lingua inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne. La pratica - Per i principianti l’attività si basa sull’Anapanna, ovvero un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza che pone grande enfasi all’attenzione sul respiro, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo. Non vi è una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti determinano cosa fare in funzione dell’esperienza della persona; ma è un impegno molto serio: viene sempre utilizzata l’intera giornata fin dalle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione. La serietà dell’organizzazione si misura anche dal … costo: si esegue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è un ‘costo’ fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.   Set Set Yo Madre birmana Indein   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 8 ottobre, partenza per Yangon in Myanmar Per raggiungere Yangon vi sono molte possibilità di scelta e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori; una compagnia molto utilizzata è la Ethiad che offre collegamenti in connessione da molte città d’Italia. Con Etihad la partenza da Milano Malpensa è alle 10.55 per Abu Dhabi, dove si arriva alle 19.20; si riparte da Abu Dhabi per Bangkok alle 21.30. Per gli orari degli latri collegamenti contattare Amitaba. 2°g. 9/10 Arrivo a Yangon Arrivo a Bangkok alle 7.10; si riparte alle 8.50 con il volo in connessione (si fa un unico check in del bagaglio nell’aeroporto di origine) della Bangkok Airways con arrivo a Yangon alle 9.40, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana che parla la lingua italiana e che seguirà l’intero viaggio. Si alloggia presso l’hotel Central o simile. Nel pomeriggio si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale della zona centrale, il tempio di Chauk Htut Gyi con la grande statua del Buddha reclinato, la zona cinese e in serata la pagoda di Botataung. 3°g. 10/10 Yangon – Mandalay Al mattino si parte in volo per Mandalay (partenza 8.15, arrivo 9.40), situata circa 600 km più a nord. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre monasteri, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, e sono molto belli anche lo Yadanar Simi Temple e il Mae Nu Brick. Dopo pranzo si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Ci si reca quindi nei pressi della città ad Amarapura, con una sosta per visitare l'industria della tessitura della seta. Qui si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon. Si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. 4°g. 11/10 Mandalay Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 5°g. 12/10 Madalay – Monte Popa – Set Set Yo - Bagan Si lascia Mandalay con un pulmino privato per Monte Popa, che dista 190 km (circa 3 ore e mezzo di guida). Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure non lontano da Bagan è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una lunga scalinata che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti con cui si evocano ed onorano questi spiriti. Dopo la visita si prosegue il viaggio per Bagan; sul percorso con una deviazione su strada sterrata di circa 40 min., che si percorre utilizzando dei mezzi locali, si raggiunge Set Set Yo, un villaggio dove anche i giovani sono ancora agghindati con le acconciature tradizionali. Si rientra quindi sulla strada principale e si continua per Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung (www.hotelkadayaung.com) o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 6°g. 13/10 Bagan Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli 7°g. 14/10 Bagan – Heho - Pindaya – Lago di Inle Si parte in volo per Heho alle 8.35 con arrivo alle 9.15 (orario da confermare), una località situata più ad est nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (60 km, circa un’ora e mezza di guida), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per altri 30 km circa fino al villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago Inle; arrivando, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo 22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si approda all’hotel Golden Cottage o simile. 8°g. 15/10 Lago di Inle, festival di Phaungdaw Oo e Taung To Inle è interessantissimo da esplorare con la barca: sul lago si trovano 17 villaggi con molti templi costruiti su palafitte. Tra i diversi siti meritevoli di particolare nota Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. L’industriosa gente che popola Inle ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare, oltre ad aver sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Nella giornata di oggi l’attività principale sarà seguire la grande processione sul lago, con la barca sacra (il Karaweick) che trasporta le preziose statue del Buddha seguita da uno stuolo di barche adornate e decorate, con tutti che indossano costumi tipici. Nella mattina il corteo di barche percorre il tratto tra i villaggi di Nampan a Magyiseik; nel pomeriggio un tratto più lungo, da Magyiseik fino a Kyine Kham, dove le statue del Bhudda sostano per la notte. Al termine delle attività del festival ci si reca a Taung To, un interessantissimo sito ubicato nella parte meridionale del lago dove su di un colle si trovano centinaia di stupa costruiti nel XVII secolo, di cui solo alcuni restaurati; per arrivare qui è molto bello anche il percorso in barca attraverso diversi villaggi e nei dintorni delle pagode si trova un villaggio dell’etnia Pa O, molto interessante da esplorare. 9°g. 16/10 Lago di Inle, festival e Indein La processione del lago continua, oggi le barche vanno da Kyine Khan a Mine Pyoe; si segue l’evento che oggi termina piuttosto presto (circa 9.30), molto interessante perché la barca sacra viene trascinata controcorrente, un’operazione di traino che per avere successo richiede l’intervento di un gran numero di ‘longboats’. Dopo questo avvincente spettacolo ci si reca presso una casa locale dove è prevista una classe di cucina condotta da uno chef birmano (circa 2 ore), e si pranzerà qui assaporando le delizie preparate tutti assieme (… sperando che lo siano … ma con l’aiuto dello chef ce la si dovrebbe fare!). Nel pomeriggio navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 10°g. 17/10 Lago di Inle, Sanghar Si parte in barca dall’hotel per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan; dista circa 40 km, una navigazione interessantissima di circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Si attraversa il lago di Inle fino alla sponda meridionale da dove si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca. 11°g. 18/10 Lago di Inle – Heho – Yangon Si parte con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove ci si imbarca alle 11.05 sul volo per Yangon, dove si arriva alle 12.15. Nel pomeriggio si visitano il monastero di Kalaywa Tawya e il parco dove vi è il venerato elefante bianco. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Per chi rientra 12°g. 19/10 Yangon e volo di rientro Ci si reca a fare acquisti ed a visitare un mercato. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 13°g. Giovedì 20 ottobre, arrivo a destinazione Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 7.40. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Per chi prosegue, opzione relax al mare tropicale (NB: la durata del soggiorno può essere estesa a piacere; e si possono seguire entrambe le opzioni) 12°g. 19/10 Yangon – Ngapali Si parte in volo per Ngapali; all’arrivo si viene accolti all’aeroporto dal corrispondente locale per il trasferimento presso l’hotel Pleasant View. 13°g. – 15°g. (20 – 22/10) Ngapali Soggiorno di relax. 16°g. 23/10 Ngapali – Yangon e volo di rientro Si parte in volo per Yangon in mattinata (orari da confermare). All’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per l’assistenza con il trasferimento; per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 17°g. Lunedì 24 ottobre, arrivo a destinazione Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 7.40. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Per chi prosegue, esperienza di meditazione birmana 12°g. 19/10 Yangon – Hmawbi (Centro Chanmyay Yeiktha) Ci si reca al centro Chanmyay Yeiktha di Yangon per effettuare la registrazione, quindi ci si trasferisce presso il centro di meditazione, a circa 45 km dalla città. 13°g. – 15°g. (20 – 22/10) Chanmyay Yeiktha Pratiche di meditazione. 16°g. Hmawbi - Yangon e volo di rientro Si rientra a Yangon in mattinata; si avrà del tempo per fare acquisti. Per chi è giunto con Etihad il volo per Bangkok parte alle 15.20 con arrivo alle 17.15; si parte da qui per Abu Dhabi alle 20.35 con arrivo alle 0.10. 17°g. Lunedì 24 ottobre, arrivo a destinazione Si parte da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 7.40. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali.
MYANMAR 2015: Conoscere la Birmania
Un viaggio nel paese del sorriso
Periodo: 26 dic - 6 gen
L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i tipici palazzi in stile coloniale e la grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Da qui ci si sposta in volo a Heho, raggiungendo prima le “grotte dei mille Buddha” a Pindaya e quindi il lago di Inle, considerato da molti viaggiatori il gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Lo si esplora a fondo, con un percorso molto ricco che porta anche a Indein e al remoto villaggio di Sanghar. Si procede quindi in volo per Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava, Amarapura e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano stupendi templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Si torna quindi in volo a Yangon per imbarcarsi sul volo di rientro. La stagione è ottima, si prevede clima secco con temperature gradevoli; le sistemazioni comode e pulite, i trasporti si effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. In sintesi, è un viaggio molto ricco di contenuto ma che non richiede particolare spirito di adattamento.   Mandalay, Sagaing Lavori di ricamo Bagan   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 26 dicembre, partenza per Myanmar Si parte da Milano Malpensa alle 10.35 con il volo della Etihad per Abu Dhabi, dove si arriva alle 19.40; si riparte da Abu Dhabi per Bangkok alle 21.45. 2°g.  27/12 Arrivo a Yangon   Arrivo a Bangkok alle 6.50; si riparte alle 8.45 con il volo in connessione (si fa un unico check in del bagaglio a Milano) PG701 della Bangkok Airways con arrivo a Yangon alle 9.40, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana che parla la lingua italiana e che seguirà l’intero viaggio. Si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale e si visitano l’antica pagoda di Sule, il Monument Park, la chiesa di Emanuele e ci si reca al piccolo mercato locale della verdura completando con il classico Strand Hotel. Completa la giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si alloggia presso l’hotel Central o simile. 3°g.  28/12 Yangon – Heho - Pindaya – Lago di Inle    Si parte in volo per Heho alle 8.00 con arrivo alle 9.40 (orario da confermare), una località situata circa 600 km più a nord nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (60 km, circa un’ora e mezza di guida), una graziosa cittadina dello stato di Shan con un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale nel corso dei secoli sono state poste oltre 8000 statue del Buddha. Dopo la visita si torna verso Heho e si prosegue per altri 30 km circa fino al villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago Inle; arrivando, si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae, realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Si lascia il paese in barca navigando lungo il canale che immette sul lago di Inle, iniziando l’esplorazione di questo luogo incantato: lungo22 chilometri e largo 11, adagiato a 800 mt di altitudine, è una perla di bellezza naturale dove i pescatori utilizzano con grande maestria le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba, una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Si approda all’hotel Golden Island Cottages Thale U o simile. 4°g.  29/12 Lago di Inle, Indein   Si esplora con la barca il lago, dove si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono anche interessanti pagode; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano genti appartenenti a diverse etnie  vendendo prodotti locali molto particolari. 5°g.  30/12 Lago di Inle, Sanghar   Si parte in barca dall’hotel per il villaggio di Sanghar, un luogo che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan; dista circa40 km, una navigazione interessantissima di circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Si attraversa il lago di Inle fino alla sponda meridionale da dove si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, che fu formato in antichità con la costruzione di una diga, sulla cui sponda orientale si trova Sanghar; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà anche una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca. 6°g.  31/12 Lago di Inle – Heho – Mandalay   Si parte presto con la barca arrivando sulla sponda settentrionale del lago a Nyaung Shwe e con un pulmino privato si prosegue per l’aeroporto di Heho dove il volo per Madalay, che è situata circa 200 km più a nord, parte alle 9.25 con arrivo alle 10.00 (orari da confermare). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre monasteri, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, e molto belli anche lo Yadanar Simi Temple e il Mae Nu Brick. Dopo pranzo si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Ci si reca quindi nei pressi della città ad Amarapura, con una sosta per visitare l'industria della tessitura della seta. Qui si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon. Si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o simile. 7°g.  1/1/2016 Mandalay   Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 8°g.  2/1 Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista 112 km verso est, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio di Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cuila Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 9°g.  3/1 Monywa – Bagan   Si percorrono 120 km in direzione sud arrivando a Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utilizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida (40 km) si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 10°g.  4/1 Bagan   Si visitano i siti più interessanti, tra cui la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar, famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak, ed altri. Si visita il villaggio di Phwarsaw e per il tramonto ci si reca ad una panoramica pagoda utilizzando i calessi trainati da cavalli. 11°g.  5/1 Bagan - Yangon e volo di rientro   Il volo per Yangon, situata circa 600 km più a sud, parte alle 10.55 con arrivo alle 12.15 (orari da confermare). Si saluta la guida del viaggio e alle 15.20 ci si imbarca facendo qui il check del bagaglio fino a Milano sul volo della Bangkok Airways, con arrivo a Bangkok alle 17.15. Il volo della Etihad parte alle 19.50 con arrivo ad Abu Dhabi alle 23.45. 12°g.  Mercoledì 6 gennaio, arrivo a destinazione   Si parte da Abu Dhabi alle 2.30 con arrivo a Milano Malpensa alle 6.30.   Inle, Indein Inle, Phaungdaw Oo Inle   Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali.
MYANMAR 2015: Il mondo meraviglioso della Birmania
Un viaggio nel paese del sorriso
Periodo: 7 nov - 22 nov
Kyaiktiyo Preghiere Birmania, per strada   L’itinerario inizia con la visita di Yangon, con i tipici palazzi in stile coloniale e la grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese, e un’escursione di due giorni all’antica città di Bago e Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro e circondato dai templi è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte da dove la visuale spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si procede in volo per Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Ava, Amarapura e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Da qui ci si sposta in volo a Heho, raggiungendo prima Pindaya e quindi il lago di Inle, un luogo che da molti viaggiatori è considerato il vero gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Lo si esplora a fondo, con un percorso molto ricco che porta anche a Indein e al remoto villaggio di Sanghar. Si torna quindi in volo a Yangon dove si completano le visite della città prima del rientro. La stagione è ottima, si prevede clima secco con temperature gradevoli; le sistemazioni comode e pulite, i trasporti effettuano con mezzi privati, tranne nei pochi tratti dove è obbligatorio l’utilizzo di mezzi locali. Il cibo – incluso nel prezzo del viaggio – è molto vario; solitamente si consumano i pranzi nei pittoreschi ristorantini locali e la sera si cena o in hotel o in ristoranti tipici. In sintesi, è un viaggio che non richiede particolare spirito di adattamento.   Monachello Monchelli per la questua Birmania, un volto   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 7 novembre, partenza per Myanmar 2°g.  8/11 Arrivo a Yangon Arrivo a Yangon, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana. Si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale e si visitano l’antica pagoda di Sule, il Monument Park, la chiesa di Emanuele e ci si reca al piccolo mercato locale della verdura completando con il classico Strand Hotel. Completa questa ricca giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati in diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Si alloggia presso l’hotel Central o Wardan o simile. 3°g.  9/11 Yangon– Kyaiktiyo (Golden Rock)   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, verso zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine (il monte ha un’altezza di 1100 mt). Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Yoe Yoe Lay. 4°g.  10/11 Kyaiktiyo – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trovano la pagoda di Shwemawdaw, che è la più alta della Birmania (114 metri) e che contiene delle reliquie del Buddha, la statua del Buddha reclinato di Shwethalyaung e il palazzo di Kanbawzathadi. Tempo permettendo, si sosterà poi al cimitero di guerra di Htauk Kyant, dove giacciono i resti di 27.000 soldati delle truppe alleate caduti durante il secondo conflitto mondiale. A Yangon si alloggia presso il medesimo hotel. 5°g.  11/11 Yangon – Mandalay   Volo per Mandalay (orario da confermare), dove si alloggia presso l’hotel Ayarwaddy River View o il Yadanar Bon o simile. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga8 km e alta8 metri, circondata da un fossato di70 metri di ampiezza. Dall’aeroporto ci si reca direttamente ad Ava (o Inwa), che fu la capitale delle Birmania per circa 400 anni e di cui restano alcuni siti interessanti immersi in un bell’ambiente rurale; la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati dai cavalli. Si vedono tre monasteri, tra cui il più celebre è il Bagayar Kyaung, interamente costruito con il legno di tek con 267 pilastri di legno, e molto belli anche lo Yadanar Simi Temple e il Mae Nu Brick. Dopo pranzo si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Ci si reca quindi nei pressi della città ad Amarapura, con una sosta per visitare l'industria della tessitura della seta. Qui si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon. 6°g.  12/11 Mandalay   Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta di Pahtodawgyi, dove è anche custodita un’enorme campana (90 tonnellate!) che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay nel pomeriggio si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. 7°g.  13/11 Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cuila Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chindwin o simile. Dopo pranzo ci si reca alle grotte di Powintaung, utilizzando per un tratto un mezzo locale: qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 8°g.  14/11 Monywa – Bagan   Si percorrono con circa 4 ore di automobile i120 chilometri che separano Monywa e Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta; si effettua un giro della cittadina utlizzando i tuk tuk. Con circa un’altra ora di guida si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’hotel Kaday Aung o simile. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. 9°g. – 10°g. (15/11 – 16/11) Bagan   Nel corso di queste due giornate si effettua una visita completa di Bagan. Citando i siti principali, si vedono la pagoda di Shwezikone, particolarmente sacra; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi i templi di  Kyansitthar famoso per le pitture murali, e di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel XIII secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak. Poi anche i templi e le pagode di Munuhar, Nan Pha Yar, Mya Zay Di, Myin Ka Bar Gu Pyauk Gyi, ecc. Si avrà anche tempo per una digressione profana quanto interessante presso l’industria locale di lacche, ci si reca al mercato locale di Myinkabar a Bagan e chi vorrà potrà percorre col calesse le stradine tra le centinaia di pagode di questo sito immortale. Si godono i tramonti da diversi punti particolari e una sera non si potrà mancare la pagoda di Buu, posta sulle rive del fiume, frequentata dai pellegrini birmani. 11°g.  17/11 Bagan - Heho – Pindaya   Si parte in volo per Heho (orario da confermare), nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya (circa un’ora e mezza di guida), una graziosa cittadina dello stato di Shan un laghetto su cui si affacciano le falesie dove si nascondono le “grotte dei mille Buddha”. Nella grotta principale sono state poste nel corso dei secoli oltre 8000 immagini del Buddha. In un vicino villaggio si potrà visitare una fabbrica di ombrelli di carta. Si pernotta all’hotel Conqueror o simile. 12°g.  18/11 Pindaya - Lago di Inle, Indein   Si torna verso Heho, proseguendo poi per circa 30 km fino al villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago Inle; da qui si raggiunge con una barca privata l’hotel Golden Island Cottages o simile. Si esplora con la barca il lago, lungo 22 chilometri e largo 11 adagiato a 800 mt di altitudine, una perla di bellezza naturale e animato dai pescatori che, abilmente, utilizzano le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba: una pesca unica che per il visitatore è un intrattenimento sorprendente. Sul lago si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte particolari forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i gambi dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra gradito. Si vedono anche interessanti pagode; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante; molto conosciuto è anche il monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. 13°g.  19/11 Lago di Inle, Sanghar   Si parte in barca dall’hotel per il villaggio di Sanghar che nel XVIII secolo era una delle città principali della regione di Shan; dista circa 40 km, un viaggio stupendo che dura circa 3 ore attraverso il magnifico ambiente naturale della regione, impreziosito dalle case dei pescatori e dai monasteri costruiti su palafitte. Si attraversa il lago di Inle fino alla sponda meridionale da dove si seguono corsi d’acqua che attraversano diversi villaggi etnici arrivando al lago di Moe Byae, creato con la costruzione di un’antica diga, sulla cui sponda orientale si trova Sangha; qui, ed anche in altri punti, si vedono diversi gruppi di stupa in stile shan. Si pranza nel villaggio di Thar Khaung, si sosta a Naung Bo, dove viene prodotto un particolare tipo di vasellame realizzato con più strati, e si vedrà una distilleria locale di liquore di riso. Si rientra quindi in hotel, sempre in barca. 14°g.  20/11 Lago di Inle – Heho – Yangon   Si torna con la barca al villaggio di Nyaung Shwe per riprendere il pulmino per l’aeroporto di Heho per imbarcarsi sul volo per Yangon (orari da confermare). Sul percorso si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Giunti a Yangon ci si reca al monastero di Kalaywatawya, dove migliaia di monaci novizi apprendono i precetti buddisti, e si arriva in hotel, il medesimo utilizzato all’arrivo. Nel pomeriggio si utilizza il treno locale per fare un circuito della città fino alla stazione di Danyin Gone. 15°g.  21/11 Yangon e volo di rientro   Chi lo desidera potrà andare col capogruppo al mercato del pesce rientrando in hotel per la colazione. Prima di recarsi all’aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro si utilizza la mattina per una visita del parco di Kyauktawgyi dove su uno specchio d’acqua galleggia la Karaweik Hall, una grande chiatta dorata la cui prua rappresenta due creature mitiche dalla testa di uccello; ci si reca quindi a vedere una colossale statua di Buddha reclinato lunga ben 70 metri e la pagoda di Chauk Htut Gyi, compresa in un esteso complesso monastico. Il volo di rientro parte nel pomeriggio. 16°g.  Domenica 22 novembre, arrivo a destinazione   Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali.
MYANMAR 2014: Festival di Inle e siti classici
Cultura, arte e storia del Paese del Sorriso
Periodo: 28 set - 11 ott
Inle, tessitura Lago di Inle   L’itinerario inizia con la visita di Yangon (Rangoon), la capitale, dove si trova la pagoda di Shwedagon, il centro spirituale della Birmania. Si parte quindi con un volo per l’area archeologica di Bagan, un luogo tra i più affascinanti al mondo, dove sorgono centinaia di templi e pagode, edificati in gran parte tra l’XI ed il XIII secolo quando la città fu la capitale dell’impero birmano, immersi nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy. Da Bagan si vola a Heho e si prosegue per il lago di Inle dove si avrà l’opportunità di godere dei momenti più belli del grande festival annuale; si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene prodotto anche un raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. Oltre ai mercati in piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla, e il remoto sito di Sanghar, un luogo speciale poco conosciuto dal turismo che si raggiunge con un’escursione in barca. Si lascia quindi Inle recandosi a Pindaya alle “grotte dei mille Buddha” e ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Nella regione di Mandalay si partecipa al festival della ‘Danza dell’elefante’ di Kyaukse, un intenso momento del folclore birmano. Da Mandalay si rientra in volo a Yangon e ci si imbarca sul volo di rientro.   Bagan, Ananda Pahto Yangon, Shwedagon Bagan al tramonto Il festival del lago di Inle Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. E’ una ricorrenza eccezionale per chi è interessato a incontrare da vicino il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. L’evento più atteso è la processione principale, quando tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa e anche un ampio mercatino con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.   Mandalay, Ava Mandalay, Sagaing Etnia Patao   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 28 settembre, partenza per Myanmar 2°g.  29/9 Arrivo a Yangon   Arrivo a Yangon, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana. Si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale e si visitano l’antica pagoda di Sule, il Monument Park, la chiesa di Emanuele e ci si reca al piccolo mercato locale della verdura completando con il classico Strand Hotel. Si pranza in un ristorante tipico e si prende alloggio presso l’hotel My o simile. Completano questa ricca giornata la visita di Chauk Htut Gyi, che contiene un’immagine del Buddha reclinato lunga 70 mt, e della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati con diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Cena in un ristorante tipico. 3°g.  30/9 Yangon – Bagan   Il volo per Bagan parte al mattino presto (orari da confermare). Giunti a destinazione si prende alloggio presso l’hotel Arthawka o simile e si inizia ad esplorare quello che è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con centinaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, su circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Nel corso di queste due giornate si visitano tutti i monumenti più importanti e belli. Citando i principali, si vedono la pagoda di Shwezikone, la cui sacralità è grande, che risale all'undicesimo secolo e presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Kyansitthar, famosa per le pitture murali, il tempio di Wetkyiinn Gupyaukgyi, con le pareti affrescate nel tredicesimo secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda, dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak. Nell’arco della prima giornata si avrà anche tempo per una digressione profana quanto interessante presso la locale industria di lacche. Pranzo e cena si consumano in ristoranti tipici. Uno dei momenti più preziosi si ha al tramonto, che si ammira da una delle antiche pagode. 4°g.  1/10 Bagan   Si prosegue con l’esplorazione di Bagan; sarà molto interessante anche recarsi al mercato locale e al villaggio di Phwar Saw. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti. Si gode il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy. 5°g.  2/10 Bagan - Heho – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho al mattino presto (orari da confermare), nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto si prosegue per il lago di Inle; si sosta per una visita del monastero di tek di Shwe Yan Pyae, dove studiano dei piccoli monaci. Dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge in barca l’hotel Golden Island Cottages o l’Inle Palace. Si dedica il pomeriggio all’esplorazione con la barca del lago, lungo 22 chilometri e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Tra i diversi luoghi che si visiteranno vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. 6°g.  3/10 Lago di Inle: festival di Phaungdaw Oo   Oggi è in corso la grande processione, con la barca sacra (il Karaweick) che trasporta le preziose statue del Buddha seguita da uno stuolo di barche adornate e decorate, con tutti che indossano costumi titpici. Si segue l’evento e al termine si proseguono le esplorazioni del lago. 7°g.  4/10 Lago di Inle, festival e visita di Indein   La processione del lago continua, oggi le barche vanno da Mine Tauk a Tha Le; si segue l’evento e quindi, navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago, ci si reca al villaggio di Indein. Alle spalle del villaggio si raggiunge uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima a un colle a cui si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 8°g. 5/10 Lago di Inle, escursione a Sanghar   Ci si reca al mercato locale, dove affluisce gente delle diverse etnie della regione con diverse mercanzie; un momento festoso e molto colorato. Si prosegue lungo il lago e, giunti al bordo meridionale, accompagnati anche da una guida dell’etnia Pa-O, si imbocca un fiume fino a un secondo lago seguendo un percorso molto panoramico e interessante che richiede circa 3 ore di navigazione. Si arriva a Sanghar, un remoto villaggio che nel XVIII secolo era un’importante città dello stato di Shan; è molto interessante da visitare, nei pressi si trovano un gran numero di Stupa e si potranno anche osservare attività artigianali. 9°g.  6/10 Lago di Inle – Pindaya - Heho – Mandalay   Raggiunto con la barca Nyaung Shwe si prosegue in auto per Pindaya. Questo paese dello stato di Shan è famoso per le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Si torna quindi verso Heho, dove ci si imbarca sul volo per Mandalay (orari del volo da confermare). A Mandalay ci si accomoda presso l’hotel Ayeyarwaddy Riverview o il Mandalay City. Mandalay è il centro più importante dopo Yangon, ed è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una sontuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato pieno d’acqua di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. 10°g. 7/10 Mandalay, escursione a Kyaukse   Oggi a Kyaukse, a circa 50 km da Mandalay, si svolge il festival della ‘Danza dell’elefante’: viene creata una grande effige d’elefante col bambù che viene portata da due uomini che danzano con grande perizia tra il suono di strumenti e tamburi ed eseguono per tre volte la circumambulazione della pagoda di Shwe Tha Lyaung. Per la ricorrenza affluiscono qui un gran numero di persone da tutti i villaggi della zona e anche da Mandalay e si forma una grande festa. Si potrà anche visitare la panoramica pagoda di Shwe Tha Lyaung, posta su di un colle, che si raggiunge con una passeggiata. Si rientra quindi a Mandalay. Nell’arco di questi giorni si visiteranno anche diverse attività artigiane di questa regione, come la scultura di statue in pietra, la tessitura della seta e la preparazione delle foglie d’oro. 11°g.  8/10 Mandalay, escursione ad Ava e Sagaing   Ava (o Inwa), posta 17 km a sud di Mandalay, è stata la capitale della Birmania dal 1364 per circa 400 anni; qui tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Si effettua la visita con un calesse trainato da un cavallo. Nel pomeriggio ci si reca a Sagaing, che fu capitale nel 1315, e presenta una collina disseminata di templi e pagode. E’ considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e molti centri di meditazione; i punti d’interesse principale sono il tempio di U Minn Thone Sel e la pagoda di Hsun Oo Pone Nya Shin. Si gode da qui il tramonto e s rientra a Mandalay. 12°g.  9/10 Mandalay, escursione a Mingun Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo. Rientrati a Mandalay si visitano il monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione; la pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste: motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. In serata si ammira il tramonto dalla panoramica collina di Mandalay, dove si erge un interessante tempio. 13°g.  10/10 Mandalay – Amarapura – Yangon   Ci si reca al tempio di Mahamuni, principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Si raggiunge quindi la vicina città di Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si trasferisce quindi in aeroporto per imbarcarsi sul volo per Yangon (orari da confermare); a destinazione si alloggia presso l’hotel My o simile. 14°g.  Sabato 11 ottobre, volo di rientro  
MYANMAR 2014: Conoscere la Birmania
Visita ai siti storici e culturali del paese del sorriso
Periodo: 9 ago - 23 ago
L’itinerario inizia con la visita di Yangon, la capitale, con i tipici palazzi in stile coloniale e la grandiosa pagoda di Shwedagon, centro spirituale del Paese. Si procede in volo per il lago di Inle, vero gioiello di Myanmar, uno spazio fuori dal tempo con villaggi su palafitte, orti galleggianti, pagode e mercati dove si vedono anche molte lavorazioni di artigianato tradizionale. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Amarapura e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si prosegue sempre con un mezzo privato per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Tenendo Bagan come base si effettua un’escursione a Monte Popa, l’ “Olimpo Birmano”, un sito di straordinario interesse cuore del culto animista dei Nat. Rientrati in volo a Yangon si completano le visite della capitale e quindi con una bella escursione di due giorni si visitano l’antica città di Bago e Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro e circondato dai templi è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte, con la visuale che spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si torna quindi a Yangon per il volo di rientro.   Myanmar Mandalay, Sagaing   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 9 agosto, partenza per Myanmar Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, ci sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dal viaggiatore. 2°g. 10/8 Arrivo a Yangon   Arrivo a Yangon, dove è in attesa dei partecipanti la guida birmana. Si inizia con un giro della città di Yangon con i tanti edifici in stile coloniale e si visitano l’antica pagoda di Sule, il Monument Park, la chiesa di Emanuele e ci si reca al piccolo mercato locale della verdura completando con il classico Strand Hotel. Si pranza in un ristorante tipico e si prende alloggio presso l’hotel My o il Central o il Clover City Center; ci si potrà poi immergere nel mercato di Scott (Bogyoke), che è ospitato in una tipica struttura coloniale. Completa questa ricca giornata la visita della pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere, con la grande costruzione centrale alta 98 metri circondata da una profusione di templi minori che, anche se realizzati con diversi stili, creano un insieme sorprendentemente armonico. Cena in un ristorante tipico. 3°g.11/8 Yangon - Heho – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho al mattino presto (orario da confermare), nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto si prosegue per il lago di Inle, che dista circa 30 km; si sosta per una visita del monastero di Shwe Yan Pyae realizzato in tipico stile Shan con il legno di tek, dove studiano dei piccoli monaci. Dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge con una barca privata l’hotel, il Golden Palace Resort o Golden Island Cottages o simile. Si esplora con la barca il lago, lungo 22 chilometri e largo 11 adagiato a 800 mt di altitudine, una perla di bellezza naturale e animato dai pescatori che, abilmente, utilizzano le caratteristiche reti coniche di bambù in equilibrio su una sola gamba: una pesca unica che, per il visitatore, è un intrattenimento sorprendente. Sul lago si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante e spesso si incontrano le “donne giraffa”, giunte fin qui di fatto per farsi fotografare in cambio di piccole mance, un effetto questo dell’arrivo del turismo ma che a loro sembra compiacere. Si vedono anche interessanti pagode; tra queste, Phaungdaw Oo è il tempio più importante. Si pranza in un ristorantino tipico e la cena è in hotel. 4°g.  12/8 Lago di Inle, escursione a Indein   Navigando lungo i canali che si diramano dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle. Si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia di legno sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. Si pranza in un ristorante tipico e nel pomeriggio si prosegue l’esplorazione del lago con la visita del grazioso villaggio di Inthar, la cui sussistenza è affidata all’agricoltura ed alla cucina di gallette di riso. Cena in hotel. 5°g.  13/8 Lago di Inle – Heho – Mandalay   Si inizia la giornata con la visita di un colorato mercato locale, dove affluiscono diversi gruppi etnici con le proprie mercanzie. Ci si reca quindi al bel monastero di Nga Phe Kyaung costruito in tek con molti pilastri decorati, dove si trovano statue di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho per prendere il volo per Mandalay (orario da confermare), dove si alloggia presso l’Ayarwaddy River View o il Mandalay City Hotel o lo Smart Hotel o simile. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Si pranza e cena in ristoranti tipici. 6°g.  14/8 Mandalay   Ci si reca nei pressi della città ad Amarapura, con una sosta per visitare l'industria della tessitura della seta. Qui si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi vi è il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Rientrati a Mandalay si fa tappa al monastero di Shwe Kyaung, adornato di sculture lignee di raffinata esecuzione, ed alla pagoda di Kuthodaw, recentemente assurta a patrimonio dell'umanità, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste e motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. Si procede quindi in automobile per guadagnare la sommità di Mandalay Hill, dai cui 200 metri di altitudine la vista spazia su tutta la città ed i dintorni, un punto stupendo per godersi il tramonto. Pranzo e cena sono previsti in ottimi ristoranti locali. 7°g.  15/8 Mandalay   Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo. Si rientra con la barca a Mandalay e nel pomeriggio si visita il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Dopo la visita si vedono le lavorazioni artigianali; le specializzazioni più importanti sono la scultura delle statue in marmo e dei manufatti di foglie d’oro, con anche un ampio insieme di altre lavorazioni. Pranzo e cena sono previsti in ristoranti tipici. 8°g.  16/8 Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista circa 112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore; nei pressi di Mandalay è prevista una sosta per visitare un interessante laboratorio orafo nel villaggio Ywa Htaung, vicino a Sagaing. A Monywa si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso l’Hotel Chin Dwin o il Win Unity Resort Hotel. Pranzo e cena sono previsti in ristoranti locali. Per recarsi alle grotte di Powintaung si prende un traghetto per la sponda opposta del fiume Chinwin (circa 20 minuti) e con dei pick up locali si prosegue per circa 45 min arrivando alle grotte. Qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 9°g.  17/8 Monywa – Bagan   Si percorrono con circa 4 ore di automobile i 130 chilometri che separano Monywa e Pakokku, dove si può visitare la produzione di bastoncini d'incenso e di giocattoli di carta. Con circa un’altra mezz’ora di guida si giunge quindi a Bagan, dove si alloggia presso l’Arthawka Hotel o il  Kumudara o il Shwe Yee Pwint; pranzo e cena presso i ristoranti locali. Bagan è uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Si iniziano le visite nel pomeriggio. 10°g.  18/8 Bagan   Si dedica la giornata alla visita dei siti di Bagan: citando i siti principali, si visitano la pagoda di Shwezikone, la cui sacralità è grande; risalente all'undicesimo secolo, presenta un antico stile architettonico in pietre e sabbia. Quindi Kyansitthar famoso per le pitture murali, il tempio di Wetkyiinn Gupyaukgyi con le pareti affrescate nel tredicesimo secolo, Htilo Minlo, egregio esempio di architettura, il celebre tempio di Ananda, dai battenti mirabilmente cesellati in legno teak. Si avrà anche tempo per una digressione profana quanto interessante presso la locale industria di lacche, e si conclude la giornata percorrendo col calesse le stradine tra le centinaia di pagode di questo sito immortale. Pranzo e cena si consumano in ristoranti tipici. 11°g.  19/8 Bagan, escursione a Monte Popa   Dopo una visita al mercatino di Myinkabar, con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa. Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una scalinata di 777 gradini che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti per evocare e onorare questi spiriti. Dopo la visita si rientra a Bagan; sul percorso si può visitare una piantagione dove viene anche prodotto l’olio di arachidi. Si completa la giornata con delle visite ad alcuni templi e pagode (Munuhar, Nan Pha Yar, Mya Zay Di, Myin Ka Bar Gu Pyauk Gyi, ecc.), in funzione del tempo disponibile; si gode il tramonto dalla pagoda di Buu, posta sulle rive del fiume, assieme ai pellegrini birmani. Pranzo e cena si consumano in ristoranti tipici. 12°g. 20/8 Bagan – Yangon   Dopo colazione si parte in volo per Yangon (orario del volo da confermare). Giunti nella capitale si visita Kalaywatawya, dove migliaia di monaci novizi apprendono i precetti buddisti; ci si reca quindi alla pagoda di Kyauktawgyi e al parco dove vengono tenuti gli elefanti bianchi. Nel pomeriggio si passeggia nel rigoglioso giardino di Kandawgyi, dove su uno specchio d’acqua galleggia Karaweik Hall, una grande chiatta dorata, la cui prua rappresenta due creature mitiche dalla testa di uccello; ci si reca quindi a vedere una colossale rappresentazione di Buddha reclinato lunga ben 70 metri e la pagoda di Chauk Htut Gyi, compresa in un esteso complesso di monasteri. Le soste per il pranzo e la cena avverranno in ristoranti locali mentre il pernottamento sarà presso il medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 13°g.  21/8 Yangon – Kyaiktiyo (Golden Rock)   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. È un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine. Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Moutain Top o  Kyaikhto o simile; si pranza in un ristorante tipico e la cena è in hotel. 14°g.  22/8 Kyaiktiyo – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trovano la pagoda di Shwemawdaw, che è la più alta della Birmania (114 metri) e che contiene delle reliquie del Buddha, la statua del Buddha reclinato di Shwethalyaung e il palazzo di Kanbawzathadi. Tempo permettendo, si sosterà poi al cimitero di guerra di Htauk Kyant, dove giacciono i resti di 27.000 soldati delle truppe alleate caduti durante il secondo conflitto mondiale. A Yangon si alloggia presso il medesimo hotel; pranzo e cena presso ristornati tipici. 15°g.  Sabato 23 agosto, volo di rientro   Per chi è giunto con Qatar Airways il volo di rientro parte da Yangon alle 8.10 con arrivo a Doha alle 11.10; si riparte per Milano Malpensa alle 13.40 con arrivo alle 19.05. Per gli orari di altre destinazioni e di altre compagnie contattare Amitaba. Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali.
MYANMAR 2013: Conoscere la Birmania
Periodo: 27 dic - 7 gen
Bagan Grotte di Pindaya Lago di Inle   Il tour inizia da Yangon [Rangoon] con la visita della città e della grandiosa pagoda di Shwedagon. Si vola quindi a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si segue quindi il fiume con una comoda barca (dotata di servizi e dove si pranza a bordo) arrivando così nel modo più romantico all’immortale sito di Bagan. Qui sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Si rientra da qui in volo a Yangon e quindi in Italia.   Mandalay, Mingun Monaca birmana Mandalay, Mahamuni   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.      Venerdì 27 dicembre, partenza per Myanmar (Birmania)   Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento; la maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva, quasi tutti via Bangkok. Il volo da noi suggerito è quello della Qatar Airways che parte da Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo a Doha alle 18.55 (per i collegamenti da altre città italiane contattare Amitaba); si riparte alle 21.05 per Yangon. 2°g.     28/12 Arrivo a Yangon   Arrivo a Yangon alle 6.30; si viene ricevuti dalla guida locale che parla la lingua italiana e seguirà l’intero viaggio fino alla partenza per l’Italia. Si inizia la giornata con una visita della città; dopo il pranzo ci si sistema presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina. Si completano le visite della città e ci si reca alla pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti si dedicano alle proprie preghiere. 3°g.      29/12 Yangon – Heho – Pindaya   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese (partenza 7.30 arrivo 8.30, orari da confermare). Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si alloggia presso il Conqueror Hotel (3 stelle). 4°g.      30/12 Pindaya – Lago di Inle   Si parte per Inle, fermandosi nei pressi del lago al monastero di Shweyan Pyay; dal villaggio di Nyaung Shwe si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). Si inizia l’esplorazione del lago; lungo 22 km e largo 11, è una perla di bellezza naturale. Vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Ci si sposta in barca muovendosi tra orti galleggianti, siti e villaggi con i pescatori che conducono le piccole barche con maestria muovendo un remo con la gamba. Tra i diversi luoghi che si visitano tra la giornata di oggi e di domani vi sono il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano, e la pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago. 5°g.      31/12 Lago di Inle   Si prosegue l’esplorazione del lago e navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima a un colle a cui si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. Serata di Capodanno in hotel. 6°g.      1/1/2014 Lago di Inle – Heho – Mandalay   Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho; il volo per Mandalay è alle 12.25 con arrivo alle 12.55 (orari da confermare). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia. Quindi con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. Si alloggia presso l’hotel Mandalay Hill Resort (4 stelle). 7°g.      2/1 Mandalay   Questa ricca giornata inizia con la visita del veneratissimo tempio buddista di Mahamuni. Ci si reca quindi alla vicina Amarapura dove è situato il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Nei pressi si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri. Ci prosegue per l’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese: vivono qui circa 3000 monaci e si vi sono un centinaio di centri di meditazione. Ci si sposta quindi ad Ava (o Inwa), che è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni; qui tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Rientrati in città se si dispone di tempo sufficiente si sale sulla collina di Mandalay per ammirare il tramonto. 8°g.      3/1 Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista circa 112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore. Vi si trovano diverse pagode e templi, tra cui la Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso il Win Unity Hotel (3 stelle). Per recarsi alle grotte di Powintaung si prende un traghetto per la sponda opposta del fiume Chinwin (circa 20 minuti) e con dei pick up locali si prosegue per circa 45 min arrivando alle grotte. Qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 9°g.      4/1 Monywa – Myin Mu e crociera per Bagan   Si raggiunge con circa un’ora di guida il porticciolo fluviale di Myin Mu, dove ci si imbarca per Bagan. La crociera inizia intorno alle 10 del mattino e l’arrivo è previsto verso le 16.30; gli orari sono indicativi, possono variare in funzione del livello dell’acqua nel fiume. Giunti a Bagan si alloggi presso l’hotel Amazing Bagan Resort, un bel 4 stelle dotato di piscina. 10°g.   5/1 Bagan   Si dedica la giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy; è molto interessante anche recarsi al mercato locale. Si gode il tramonto da una barca sul fiume. 11°g.   6/1 Bagan – Yangong   Si utilizza la mattina per completare le visite a Bagan; nel pomeriggio ci si imbarca sul volo per Yangon (orari da confermare). Si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace. 12°g.   Martedì 7 gennaio, rientro in Italia   Per chi è giunto con il volo della Qatar Airways, la partenza è alle 8.00 con arrivo a Doha alle 11.45; si riparte per Milano Malpensa alle 14.15 con arrivo alle 18.55. Per gli orari di altre destinazioni italiane contattare Amitaba.   Bagan, un interno Mandalay, Sagaing Pagode di Indein   Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente.
MYANMAR 2013: Festival di Inle e siti classici
Periodo: 9 ott - 21 ott
Mahamuni, Mandalay Shwe Yan Pyae Mandalay L’itinerario inizia con la visita di Yangon (Rangoon), la capitale, dove si trova la pagoda di Shwedagon, il centro spirituale della Birmania. Si parte quindi con un volo per l’area archeologica di Bagan, un luogo tra i più affascinanti al mondo, dove sorgono centinaia di templi e pagode immersi nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, edificati in gran parte tra l’XI ed il XIII secolo quando la città fu la capitale dell’impero birmano. Da Bagan si vola a Heho e si prosegue per il lago di Inle dove si avrà l’opportunità di godere dei momenti più belli del grande festival annuale e si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene prodotto anche un raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. Oltre ai mercati in piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla, e il remoto sito di Sanghar, un luogo speciale poco conosciuto dal turismo che si raggiunge con un’escursione in barca. Ci si sposta quindi in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si rientra in volo a Yangon e si ritorna in Italia. Il festival del lago di Inle Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. E’ una ricorrenza eccezionale per chi è interessato a incontrare da vicino il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. L’evento più atteso è la processione principale, quando tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa e anche un ampio mercatino con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.   Mandalay Inle Inle PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Mercoledì 9 ottobre, partenza per Myanmar   2°g.  10/10 Arrivo a Yangon    Arrivo a Yangon; ci si trasferisce presso l’hotel My. Si visitano la città e la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacemente armonico, dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere. 3°g.  11/10 Yangon – Bagan   Il volo per Bagan parte al mattino presto (orari da confermare). Giunti a destinazione si prende alloggio presso l’hotel Arthawka e si inizia a esplorare il vasto sito, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, su circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Uno dei momenti più preziosi si ha al tramonto, che si ammira da una delle antiche pagode. 4°g.  12/10 Bagan   Si prosegue con l’esplorazione di Bagan; sarà molto interessante anche recarsi al mercato locale. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti. Si gode il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy. 5°g. 13/10 Bagan - Heho – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho al mattino presto (orari da confermare), nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto si prosegue per il lago di Inle; si sosta per una visita del monastero di tek di Shwe Yan Pyae, dove studiano dei piccoli monaci. Dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge in barca l’hotel Golden Island Cottages. Si dedica il pomeriggio all’esplorazione con la barca del lago, lungo 22 chilometri e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. 6°g. 14/10 Lago di Inle: festival di Phaungdaw Oo   Oggi è in corso la grande processione, con la barca sacra (il Karaweick) che trasporta le preziose statue seguita da uno stuolo di barche adornate e decorate, con tutti che indossano costumi titpici. Si segue l’evento e al termine si proseguono le esplorazioni del lago. 7°g.  15/10 Lago di Inle, festival e visita di Indein   La processione del lago continua, oggi le barche vanno da Mine Tauk a Tha Le; si segue l’evento e quindi, navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago, ci si reca al villaggio di Indein. Alle spalle del villaggio si raggiunge uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima a un colle a cui si accede risalendo una stradina gradinata, interamente coperta da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali d’artigianato genti appartenenti a diverse etnie. 8°g. 16/10 Lago di Inle, escursione a Sanghar   Giunti al bordo meridionale del lago, accompagnati anche da una guida dell’etnia Pa-O, si imbocca un fiume fino a un secondo lago seguendo un percorso molto panoramico e interessante che richiede circa 3 ore di navigazione. Si arriva a Sanghar, un remoto villaggio che nel XVIII secolo era un’importante città dello stato di Shan; è molto interessante da visitare, nei pressi si trovano un gran numero di Stupa e si potranno osservare attività artigianali. 9°g. 17/10 Lago di Inle – Heho – Mandalay   Si raggiunge in barca il villaggio di Nyaung Shwe, dove oggi è giorno di mercato, un’ulteriore occasione di incontro con la vita e il colore birmani. Si prosegue per l’aeroporto di Heho per prendere il volo per Mandalay (12.25 – 13.00, orari da confermare). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una sontuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato pieno d’acqua di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. Si alloggia presso l’hotel Ayeyarwaddy Riverview o il Mandalay City. 10°g. 18/10 Mandalay   Si iniziano le visite con il tempio di Mahamuni, il principale luogo di culto di Mandalay che contiene una veneratissima statua del Buddha ricoperta di foglie d’oro. Ci si reca quindi nei pressi della città ad Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi si trova il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si reca quindi all’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode; è considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e molti centri di meditazione. In serata si ammirerà il tramonto dalla panoramica collina di Mandalay, dove si erge un interessante tempio. 11°g. 19/10 Mandalay, escursione a Kyaukse   Oggi a Kyaukse, a circa 50 km da Mandalay, si svolge il festival della ‘Danza dell’elefante’: viene creata una grande effige d’elefante col bambù che viene portata da due uomini che danzano con grande perizia tra il suono di strumenti e tamburi ed eseguono per tre volte la circumambulazione della pagoda di Shwe Tha Lyaung. Per la ricorrenza affluiscono qui un gran numero di persone da tutti i villaggi della zona e anche da Mandalay e si forma una grande festa. Si potrà anche visitare la panoramica pagoda di Shwe Tha Lyaung, posta su di un colle, che si raggiunge con una passeggiata. Rientrati a Mandalay si visita la pagoda di Kuthodaw, celebre perché vi sono incise su 729 lastre di marmo diverse scritture buddiste, motivo per cui è stata anche nominata il ‘Libro più grande del mondo’. 12°g. 20/10 Mandalay – Yangon   Si visita lo Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era posizionato nel Palazzo Reale. Ci si reca quindi ad Ava (o Inwa), che si raggiunge con un piccolo traghetto e la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati da cavalli; Ava è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni, e tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Nel pomeriggio si parte in volo per Yangon, dove si alloggia presso il medesimo hotel. 13°g.  Lunedì 21 ottobre, volo di rientro   Inle Inle Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente.
MYANMAR 2012: Conoscere la Birmania
Periodo: 26 dic - 13 gen
  Si inizia da Yangon [Rangoon] con la visita della grandiosa pagoda di Shwedagon. Da qui con una bella escursione di due giorni si visitano l’antica città di Bago e Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte tra i templi, con la visuale che spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si vola quindi a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si sposta a Monywa sul fiume Chinwin, nei cui pressi si trovano le  grotte di Powintaung dove tra gli innumerevoli templi rupestri sono custodite 400.000 statue e preziosi affreschi. Si segue quindi il fiume con una comoda barca (dotata di servizi e dove si pranza a bordo) arrivando così nel modo più romantico all’immortale sito di Bagan. Qui sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Da Bagan con un’escursione si visita il monte Popa, centro animista principale della Birmania, che ci avvicina alle radici culturali del Paese: su di un quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potenti spiriti Nat, accudite da sacerdoti che sono i maestri di questo antichissimo culto. Completa il tour un soggiorno sulla stupenda spiaggia tropicale di Ngapali, che si raggiunge in aereo da Bagan via Yangon.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Mercoledì 26 dicembre, partenza per Myanmar (Birmania)    2°g.  27/12 Arrivo a Yangon   Si viene ricevuti all'aeroporto dalla guida locale che seguirà i partecipanti per l’intero viaggio fino alla partenza per l’Italia; ci si trasferisce presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina. Dopo il pranzo presso il ristorante Padonmar si visita la città e la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere. 3°g.  28/12 Yangon – Kyaiktiyo   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine. Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Mountain Top (3 stelle). 4°g.  29/12 Kyaiktiyo – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trova la pagoda di Shwemawdaw, la più alta della Birmania (114 metri), che contiene delle reliquie del Buddha. A Yangon si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace, il medesimo del 27/12. 5°g.  30/12 Yangon – Heho – Pindaya   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese (partenza 7.30 arrivo 8.30, orari da confermare). Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si alloggia presso il Conqueror Hotel (3 stelle). 6°g.  31/12 Pindaya – Lago di Inle   Si parte per Inle, fermandosi nei pressi del lago al monastero di Shweyanpay; dal villaggio di Nyaung Shwe si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). Si inizia l’esplorazione del lago; lungo22 km e largo 11, è una perla di bellezza naturale. Vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Ci si sposta in barca iniziando dal villaggio di Ywama; tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Serata di Capodanno in hotel. 7°g. 1/1/2013 Lago di Inle   Navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein, dove oggi è giorno di mercato, per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. Rientrando ci si reca alla pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago. 8°g. 2/1 Lago di Inle – Heho – Mandalay   Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho; il volo per Mandalay è alle 12.25 con arrivo alle 12.55 (orari da confermare). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia. Quindi con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. Si alloggia presso l’hotel Manday City Hotel. 9°g.  3/1 Mandalay   Questa ricca giornata inizia con la visita del veneratissimo tempio buddista di Mahamuni. Ci si reca quindi alla vicina Amarapura dove è situato il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Nei pressi si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri. Ci prosegue per l’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese: vivono qui circa 3000 monaci e si vi sono un centinaio di centri di meditazione. Ci si sposta quindi ad Ava (o Inwa), che è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni; qui tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Rientrati in città se si dispone di tempo sufficiente si sale sulla collina di Mandalay per ammirare il tramonto.     10°g.  4/1 Mandalay – Monywa   La cittadina di Monywa dista circa112 km, un viaggio che richiede quasi 4 ore. Vi si trovano diverse pagode e templi, tra cuila Thanboddhay Paya è il sito più interessante da visitare; si alloggia presso il Win Unity Resort (3 stelle). Per recarsi alle grotte di Powintaung si prende un traghetto per la sponda opposta del fiume Chinwin (circa 20 minuti) e con dei pick up locali si prosegue per circa 45 min arrivando alle grotte. Qui nelle falesie si contano 947 grotte scavate nell’arenaria che preservano circa 400.000 statue e innumerevoli affreschi, un’incredibile collezione che gli archeologi considerano la più vasta e ricca esistente al mondo. Dopo la visita si rientra a Monywa seguendo lo stesso percorso. 11°g.  5/1 Monywa – Myin Mu e crociera per Bagan   Si raggiunge con circa un’ora di guida il porticciolo fluviale di Myin Mu, dove ci si imbarca per Bagan. La crociera inizia intorno alle 10 del mattino e l’arrivo è previsto verso le 16.30; gli orari sono indicativi, possono variare in funzione del livello dell’acqua nel fiume. Giunti a Bagan si alloggi presso l’hotel Amazing Bagan Resort, un bel 4 stelle dotato di piscina. 12°g. 6/1 Bagan   Si dedica la giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area è molto estesa, circa10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy; è molto interessante anche recarsi al mercato locale. Si gode il tramonto da un’antica pagoda. 13°g.  7/1 Bagan ed escursione a Monte Popa   Con circa un’ora e mezza di guida si arriva a Popa, dove un monte di origine vulcanica che domina le pianure è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una lunga scalinata che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti per evocare e onorare questi spiriti. Dopo la visita si rientra a Bagan, dove nel pomeriggio si percorrono col calesse le stradine tra le centinaia di pagode di questo sito immortale. 14°g. 8/1 Bagan – Yangong – Thandwe (Ngapali)    Ci si imbarca sul volo per Yangon da dove si riparte sempre in volo alle 13.00 (orario da confermare) per Thandwe, sulla costa a nord ovest della capitale. Con pochi minuti di guida si arriva presso l’hotel Silver Beach. 15°g. – 17°g.  (9/1 – 11/1)  Ngapali   Giornate di relax a Ngapali. 18°g. 12/1 Ngapali (Thandwe) – Yangon e volo di rientro Ci si reca in mattinata al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon (orario da confermare). Giunti in città si ha a disposizione un veicolo per recarsi in centro; si va quindi in aeroporto per l'imbarco sul volo di rientro. 19°g. Domenica 13 gennaio, arrivo a destinazione   Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre2.000 kmdall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali e tutt’ora priva di diritti politici.
MYANMAR 2012: Festival di Inle e siti classici
Periodo: 20 ott - 3 nov
L’itinerario inizia con la visita dell’antica città di Bago e di Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte tra i templi, con la visuale che spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si parte quindi per l’area archeologica di Bagan, un luogo tra i più affascinanti al mondo, dove sorgono centinaia di templi e pagode immersi nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, edificate in gran parte tra l’XI ed il XIII secolo quando Bagan fu la capitale dell’impero birmano. Ci si sposta quindi a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Mingun, Amarapura, Sagaing e Ava, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si prosegue per Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; tra qui e Inle si avrà anche l’opportunità di visitare due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento del buddismo theravada. Arrivati al lago di Inle si avrà l’opportunità di godere dei momenti più belli del grande festival annuale e si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene prodotto anche un raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. Oltre ai mercati in piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Il viaggio di conclude con la visita di Yangon (Rangoon), la capitale, dove si trova il sito più importante di Myanmar, la grandiosa pagoda di Shwedagon.   Alcune note generali sulla Birmania, “Unione di Myanmar” L’Unione di Myanmar (nome ufficiale della Birmania dal 1988) si estende per oltre 2.000 km dall’istmo di Kra nella penisola di Malacca sino alla regione himalaiana, dove si trova la montagna più alta del Paese, il Hkakabo Razi di c.a. 5900 mt. Il clima è principalmente monsonico con precipitazioni consistenti soprattutto nelle parti vicine alla costa; le piogge iniziano in maggio e durano fino a settembre. Il periodo premonsonico è particolarmente caldo; i mesi più indicati per una visita vanno quindi da ottobre a febbraio. I birmani sono circa 46 milioni. La gran parte della popolazione (70%) vive nelle pianure centrali, dal golfo di Martaban sino a Mandalay; il resto del Paese è generalmente poco popolato, con densità tra i 5 e 25 abitanti per chilometro quadrato. Tre quarti della popolazione vive in aree rurali; la città principale è Yangon (il cui precedente nome era Rangoon) dove vivono circa 4 milioni di abitanti; altre città importanti sono Mandalay (circa 800.000 ab.), Pathein, Mawlamyine, Taunggyi e Sittwe, ciascuna con 2-300.000 abitanti. Nel mosaico delle oltre 40 etnie che formano la popolazione del Paese il gruppo principale è il Birmano, originario del Tibet, stabilitosi nella regione tra l’VIII e il X secolo della nostra era. Al medesimo gruppo etnico appartengono anche le popolazioni Rakhine, Chin, Kachin, Lisu, Lahu, Akha ed altre minori. Le principali popolazioni di origine non tibetana sono i Mon-Khmer (nel golfo di Martaban), i Cino-Siamesi (Shan, nel nord e nord est del Paese) e i Karenni (Karen e Khaya, di origine cinese, che abitano lungo il confine orientale tra Birmania e Thailandia). La lingua ufficiale è il birmano, parlato dal 75% della popolazione, a cui si accompagnano una quarantina di differenti lingue e dialetti; è una lingua di origine indo-ariana che presenta forti analogie con il sanscrito. La scrittura deriva direttamente dal pali, l’antica scrittura indiana, tuttora considerata la lingua letteraria della Birmania. Il buddismo approdò in questa regione in epoca precristiana tramite i missionari inviati dall’imperatore indiano Ashoka, e si radicò in seguito all’influsso cingalese a partire dal VI secolo. La fede buddista ha costituito il profondo elemento di coesione delle tradizioni e della cultura della gente attraverso tutti gli stravolgimenti subiti da queste terre: la storia della Birmania è costellata di intricate vicissitudini che hanno visto invasioni, insurrezioni, guerre, lotte fratricide e regicidi, sino alla dominazione inglese durata quasi un secolo e terminata con l’indipendenza ottenuta nel 1948. Il buddismo Theravada praticato in Birmania, dove si contano circa 600.000 monaci, ha accolto elementi del buddismo Mahayana, dell’induismo e dell’animismo / spiritismo autoctono, dove i nat, spiriti dei defunti e della natura, svolgono un ruolo basilare. Un famoso proverbio birmano dice: ”Adora Buddha, ma temi i nat”. L’influsso induista è forte soprattutto nell’astrologia birmana, che è fondamentale per decidere le date e l’ora di tutti gli avvenimenti importanti della vita. La Birmania è costellata da un’infinità di pagode erette nel corso dei secoli da generazioni di fedeli, ma quel che resta maggiormente impresso a chi visita questo meraviglioso Paese è il sorriso e la cordialità della gente, che dimostra una sconcertante serenità pur conducendo una vita irta di difficoltà materiali e tutt’ora priva di diritti politici.   Lago di Inle Bagan Il Festival del Lago di Inle Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. E’ una ricorrenza eccezionale per chi è interessato a incontrare da vicino il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. Ma l’evento più atteso si svolge nella giornata del 30/10, quando si tiene la processione principale e tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa e anche un ampio mercatino con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.   Lago di Inle Lago di Inle   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 20 ottobre, partenza per Myanmar Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, ci sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dal viaggiatore. 2°g. 21/10 Arrivo a Yangon Si viene ricevuti dalla guida che seguirà i partecipanti per l’intero viaggio fino alla partenza per l’Italia e ci si trasferisce presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina. 3°g. 22/10 Yangon – Kyaiktiyo Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine. Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Mountain Top o il Kyaiktiyo, entrambi 3 stelle. 4°g. 23/10 Kyaiktiyo – Bago – Yangon Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trova la pagoda di Shwemawdaw, la più alta della Birmania (114 metri), che contiene delle reliquie del Buddha. A Yangon si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace, il medesimo del 21/10. 5°g. 24/10 Yangon – Bagan Il volo per Bagan parte al mattino presto (orari da confermare). Giunti a destinazione si prende alloggio presso l’hotel Amazing Bagan Resort, un comodissimo 4 stelle, e si inizia a esplorare il vasto sito, una delle archeologiche più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, su circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Uno dei momenti più preziosi si ha al tramonto, che si ammira da una delle antiche pagode. 6°g. 25/10 Bagan Si prosegue con l’esplorazione di Bagan; sarà molto interessante anche recarsi al mercato locale. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti. Si gode il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy. 7°g. 26/10 Bagan – Mandalay Il volo per Mandalay parte al mattino presto (orari da confermare); si alloggia presso il Mandalay Hill Resort (4 stelle). Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una sontuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato pieno d’acqua di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Si iniziano le visite con l’importantissimo sito buddista di Mahamuni e con lo Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era posizionato nel Palazzo Reale. Nel pomeriggio con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. 8°g. 27/10 Mandalay Ci si reca nei pressi della città ad Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi si trova il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si reca quindi all’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode; è considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e un centinaio di centri di meditazione. Nel pomeriggio ci si reca ad Ava (o Inwa), che si raggiunge con un piccolo traghetto e la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati da cavalli; Ava è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni, e tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Tempo permettendo, si ammirerà il tramonto dalla collina di Mandalay. 9°g. 28/10 Mandalay - Heho – Pindaya Si parte in volo per Heho al mattino (orari da confermare), nella regione centrale del Paese. Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya dove si trovano le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. In questa zona è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si alloggia presso l’hotel Conqueror (3 stelle). 10°g. 29/10 Pindaya – Lago di Inle Si parte per Inle, fermandosi nei pressi del lago al monastero di Shweyanpay, un luogo molto speciale; dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). Si dedica il pomeriggio all’esplorazione con la barca del lago, lungo 22 chilometri e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare e ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Si inizia l’esplorazione recandosi al villaggio di Mine Thauk dove oggi si tiene il mercato, cercando di non giungervi troppo tardi. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura e i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. 11°g. 30/10 Lago di Inle: festival di Phaungdaw Oo Oggi si svolge la grande processione, quando la barca sacra (il Karaweick) parte con le preziose statue seguita da uno stuolo di barche adornate e decorate, con tutti che indossano costumi titpici. Si segue l’evento e al termine si proseguono le esplorazioni del lago. 12°g. 31/10 Inle Navigando lungo i canali che si dipartono dal bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein dove oggi è il giorno del mercato locale, frequentato da un gran numero di persone di tutte le etnie locali. Alle spalle del villaggio si raggiunge uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. 13°g. 1/11 Inle – Heho – Yangon Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho per prendere il volo per Yangon che parte verso le 9.30 (orario da confermare). Giunti nella capitale si visita la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande pagoda centrale circondata da una profusione di templi minori costruiti con diversi stili che creano un insieme stupefacemente armonico, dove frotte di devoti eseguono le proprie devozioni. Si alloggia ancora presso l’hotel Kandawgyi Palace. 14°g. 2/11 Yangon e volo di rientro Si dedica la giornata alla visita della città e dei suoi mercati, dove si trova una profusione di oggetti interessanti e tessuti. In serata ci si trasferisce all'aeroporto perl'imbarco sul volo di rientro. 15°g. Domenica 3 novembre, arrivo a destinazione    Bagan
MYANMAR 2011: Mrauk U e Birmania classica
Estensione: mare tropicale
Periodo: 26 dic - 8 gen
Amitaba ha organizzato questo viaggio grazie alla collaborazione di diversi amici birmani, con l’obbiettivo di realizzare una visita completa, che porti ad avvicinare un po’ a fondo questo straordinario Paese abitato da un popolo sorridente, che trasmette un grande senso di cordialità e infonde al visitatore un sereno senso di pace. L’itinerario spazia dai luoghi giustamente famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari alla cultura della popolazione. Abbiamo incluso nel tour un sito fantastico raramente toccato dal turismo: l’antica capitale di Mrauk U, un luogo di estremo interesse che rivaleggia per fascino con Bagan, che si raggiunge in barca risalendo il fiume Kaladan da Sittwe, immersi in un ambiente naturale di bellezza poetica. Il viaggio inizia da Yangon [Rangoon] con la visita della grandiosa pagoda di Shwedagon. Si lascia la capitale volando a Heho, nella regione centrale del Paese, avvicinando lo spirito contemplativo birmano a Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli; si vedranno anche due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento tipica del buddismo theravada. Al lago di Inle si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate abilità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto fatto con la fibra ricavata dagli steli del fiore di loto. Oltre ai templi e ai mercati sulle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle ci si sposta in volo a Mandalay per immergersi nelle visite dei siti di questa antica capitale e di Amarapura, Sagaing e Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay si raggiunge il monte Popa, centro animista principale della Birmania, che ci avvicina alle radici culturali del Paese: su di un quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potenti spiriti Nat, accudite da sacerdoti che sono i maestri di questo antichissimo culto. Si prosegue per la vicina Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy; un luogo ritenuto tra i siti archeologici più affascinanti al mondo. Completa il tour l’esplorazione di Mrauk U, che dona la peculiare sensazione di un mondo bello ed armonioso abbandonato dagli uomini, dove l’antico e la natura formano una nuova simbiosi. Al termine, è possibile estendere il viaggio passando alcuni giorni di relax sulla spiaggia tropicale di Ngapali.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Lunedì 26 dicembre, partenza per Myanmar (Birmania)   Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, si possono utilizzare diversi voli; Amitaba prenoterà quello preferito dai viaggiatori. 2°g.  27/12Arrivo a Yangon   A Yangon si viene ricevuti dalla guida locale che seguirà i partecipanti per l’intero viaggio; ci si trasferisce presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina. Dopo il pranzo presso il ristorante Padonmar si visita la città e la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande costruzione centrale circondata da una profusione di templi minori realizzati con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove numerosi devoti eseguono le proprie preghiere. 3°g.  28/12 Yangon – Heho – Pindaya – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese (partenza 7.30 arrivo 8.30, orari da confermare). Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si parte quindi per Inle, fermandosi sul percorso al monastero di Shweyanpay, un luogo molto speciale; dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). 4°g.  29/12 Lago di Inle   Giornata dedicata all’esplorazione con la barca del lago di Inle, lungo 22 km e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con gli steli dei fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura ed i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Ci si reca al villaggio di Ywama, dove oggi è giorno di mercato. 5°g.  30/12 Lago di Inle   Navigando lungo i canali sul bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. Ci si reca alla pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 veneratissime statue d’oro oggetto dell’annuale festival del lago; nei pressi oggi si tiene un mercato che attrae persone dei diversi gruppi che popolano la regione. 6°g. 31/12 Lago d Inle – Heho – Mandalay   Raggiunto con la barca il villaggio di Nyaung Shwe si parte in pulmino per l’aeroporto di Heho; il volo per Mandalay è alle 12.25 con arrivo alle 12.55 (orari da confermare). Si alloggia presso il Mandalay Swan, un comodo hotel dotato di piscina dove si festeggerà la fine dell’anno. Questa città, il centro più importante dopo Yangon, è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza di cui resta l’imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città e lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Nel pomeriggio si iniziano le visite con l’importantissimo sito buddista di Mahamuni e con lo Shwe Nan Daw, il “monastero d’oro”, costruito in legno di tek che originariamente era una reggia. 7°g.  1/1/2012 Mandalay   Ci si reca nei pressi della città ad Amarapura dove si trova il ponte di U Bein che attraversa un tranquillo specchio d’acqua, interamente costruito in legno di tek e lungo circa 1.200 metri; nei pressi si trova il grande monastero di Mahagandayon, dove si può assistere alla processione e pranzo dei monaci e osservare lo svolgimento della loro vita quotidiana. Ci si reca quindi all’antica capitale di Sagaing che presenta una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume; è considerata il centro spirituale del paese con circa 3000 monaci e un centinaio di centri di meditazione. Nel pomeriggio con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge in circa un’ora l’antico sito di Mingun, dominato dalla mastodontica massa di una pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana che si dice essere la più grande al mondo; tornando, si godrà del tramonto sul fiume Irrawaddy. 8°g.  2/1 Mandalay – Monte Popa – Bagan   Si lascia Mandalay con un pulmino privato per Monte Popa, che dista circa 3 ore e mezzo di guida. Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure non lontano da Bagan è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat, ovvero gli spiriti dei defunti ed entità, abitino qui. Dalla cima del monte, che si raggiunge con una lunga scalinata che attraversa molti punti di interesse, si gode di una vista magnifica affacciandosi tra i molti templi bizzarramente decorati. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani spesso si svolgono dei pittoreschi rituali condotti dai truccatissimi sacerdoti per evocare ed onorare questi spiriti. Dopo la visita si prosegue per Bagan, che dista circa un’ora e mezza; si alloggia presso il Bagan Resort, un bel 4 stelle dotato di piscina. Si gode il tramonto da un’antica pagoda. 9°g. 3/1 Bagan   Si dedica l’intera giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti; è anche molto interessante recarsi al mercato locale. Si vede il tramonto da una barca sul fiume Irrawaddy. 10°g. 4/1 Bagan – Yangong – Sittwe – Mrauk U   Ci si imbarca sul volo per Yangon da dove si riparte sempre in volo alle 13.00 (orario da confermare) per Sittwe con arrivo alle 14.45 (l’aereo fa scalo a Thandwe). Da questa cittadina portuale posta alla foce del fiume Kaladan ci si imbarca su di un vascello privato per risalire le acque fluviali fino a Mrauk U; si naviga in un ambiente naturale rigoglioso e tranquillo risalendo la corrente impiegando circa 5 ore. A Mrauk U ci si sistema all’Hotel Nawarat (3 stelle), tra i migliori disponibili, pulito, gradevole e ottimamente posizionato. 11°g. 5/1 Mrauk U   Giornata dedicata alla visita del sito. Situata tra il fiume e colline rigogliose Mrauk U, fondata nel XV secolo, è stata il centro di un potente regno che per secoli dominò il Golfo del Bengala grazie ad una grande flotta che poteva giungere fin qui risalendone le acque. Vi si contano una sessantina di templi principali, tra cui spicca per bellezza il Shittaung, chiamato il ‘Tempio delle 80.000 immagini’, edificato nel 1535. Per chi rientra 12°g.  6/1 Mrauk U – Sittwe – Yangon   Tornati con il battello privato a Sittwe ci si imbarca col capogruppo sul volo per Yangon, dove si alloggia presso il medesimo hotel dell’arrivo, il Kandawgyi Palace. 13°g.  7/1 Yangon e partenza   Ci si reca in aeroporto per l'imbarco sul volo internazionale. 14°g. Domenica 8 gennaio, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione ‘Mare Tropicale’ 12°g.  6/1 Mrauk U – Sittwe – Thandwe – Ngapali   Tornati con il battello privato a Sittwe ci si imbarca sul volo per Thandwe alle 15.00 (orario da confermare) con arrivo alle 15.40. Con pochi minuti di guida si arriva all’Amazing Ngapali Resort (www.amazingngapaliresort.com), una magnifica sistemazione in stile tradizionale a 4 stelle dotata  di piscina posta sulla spiaggia di Ngapali, considerata forse la più bella della Birmania. Le stanze hanno vista mare e il resort dispone di un centro benessere con costi molto validi che offre un ampio numero di trattamenti con massaggi tradizionali, aromaterapia, terapie con gli oli profumati, riflessologia plantare e così via. 13°g. – 15°g. (7/1 – 9/1) Ngapali   Giornate di relax a Ngapali. 16°g. 10/1 Ngapali – Thandwe – Yangon e partenza   Dall’Amazing Ngapali Resort ci si reca in mattinata al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon (orario da confermare). A Yangon si prosegue il viaggio con il volo internazionale. 17°g.    Mercoledì 11 gennaio, arrivo a destinazione
MYANMAR 2011: Festival di Inle e soggiorno tropicale
Periodo: 9 ott - 23 ott
Il viaggio spazia dai luoghi famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari ai birmani, offrendo un forte contatto con la cultura del Paese; nella regione del lago di Inle si avrà l’opportunità di assistere al festival della pagoda di Phaungdaw Oo con le gare delle barche, uno dei momenti più belli del folclore. E’ un percorso che porta ad avvicinare un popolo che, nonostante le difficoltà causate da un regime politico dittatoriale, è splendidamente sorridente e trasmette un grande senso di cordialità, infondendo al visitatore un sereno senso di pace. Al termine del tour si avranno dei giorni di tranquillo relax sulla spiaggia di Ngapali, luogo ideale per godere del clima tropicale con l’opportunità di sperimentare diversi trattamenti per il benessere. L’itinerario inizia da Yangon [Rangoon] con la vista della grandiosa pagoda di Shwedagon e un’escursione all’antica città di Bago e a Kyaiktiyo, una delle mete di pellegrinaggio più care ai birmani, dove un gigantesco masso ricoperto di foglie d’oro è inspiegabilmente posto in bilico sulla cima di un monte tra i templi, con la visuale che spazia su di un vasto orizzonte di natura incontaminata. Si parte quindi per Heho avvicinando lo spirito contemplativo di queste misteriose regioni visitando le grotte di Pindaya, dove falesie che ornano un bel laghetto rivelano grotte che custodiscono migliaia di statue raccoltevi nel corso dei secoli, e due interessanti monasteri che comunicano la sensazione di raccoglimento del buddismo theravada. Al lago di Inle si avrà l’opportunità di godere dei momenti più belli del grande festival e si scopre un microcosmo con templi e villaggi costruiti su palafitte dove la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene prodotto un raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. Oltre ai mercati in piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono in special modo i resti di Indain, dove centinaia di piccole pagode emergono dalla giungla. Completate le esplorazioni a Inle si raggiunge l’area archeologica di Bagan, un luogo tra i più affascinanti al mondo, dove sorgono centinaia di templi e pagode immersi nella bella natura di una grande ansa del fiume Irrawaddy, edificate in gran parte tra l’XI ed il XIII secolo quando Bagan fu la capitale dell’impero birmano. Da Bagan ci si reca poi alla spiaggia di Ngapali per un bel soggiorno tropicale e da qui si rientra in Italia. Il festival del lago di Inle Il viaggio si svolge in occasione del festival del lago di Inle, o più precisamente il festival della pagoda di Phaungdaw Oo. E’ una ricorrenza eccezionale per chi è interessato a incontrare da vicino il folclore birmano in una delle sue manifestazioni più belle, nel contesto particolarmente accattivante del lago di Inle dove si trovano villaggi e templi in legno di tek su palafitte e la vita si svolge in simbiosi con l’acqua, con i mercati che si tengono sulle barche e le coltivazioni sviluppate con gli orti galleggianti. Durante il festival le immagini sacre della pagoda di Phaungdaw Oo, le più venerate della regione dello Shan di cui il lago è parte, vengono trasportate con tutti gli onori con una barca speciale (il Karaweick) in processione da villaggio a villaggio. Ma l’evento più atteso si svolge nella giornata del 15/10, quando si tengono le tradizioanli gare dell’etnia Shan con donne e uomini vestiti nei propri abiti tradizionali che si affrontano in competizioni con le barche a remi. Tutto attorno si crea una situazione gioiosa e di festa, con rappresentazioni di danza in costume ed anche un ampio mercatino con miriadi di banchetti che propongono cibi e mercanzie, dove si vedono anche spettacolini di pupazzi e teatrali. Passeggiando si incontra un gran numero delle diverse etnie che sfoggiano i propri costumi migliori, in particolare gruppi di Danu, Inntha, Pa-O, Palaung, Kachin e Taung Yoe, oltre ovviamente agli Shan.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 9 ottobre, partenza per Myanmar (Birmania)   Per arrivare a Yangon, la capitale della Birmania il cui nome coloniale era Rangoon, ci sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dal viaggiatore. 2°g.  10/10 Arrivo a Yangon   A Yangon si viene ricevuti dalla guida locale che seguirà i partecipanti per l’intero viaggio fino alla partenza per l’Italia e ci si trasferisce presso l’hotel Kandawgyi Palace, un comodo 4 stelle con un bel giardino dotato di piscina. Dopo il pranzo presso il ristorante Padonmar si visita la città e la pagoda di Shwedagon, immortale centro spirituale della Birmania, con la grande pagoda centrale circondata da una profusione di templi minori costruiti con diversi stili che creano un insieme stupefacentemente armonico, dove frotte di devoti eseguono le proprie devozioni. 3°g.  11/10 Yangon – Kyaiktiyo   Si parte per il villaggio di Kyaiktiyo, che dista circa 190 km, un bel viaggio attraverso campagne e piantagioni di gomma, che conduce in zone sempre più selvagge. Giunti nei pressi di Kyaiktiyo si entra in un territorio dove non transitano i veicoli privati e, lasciato il proprio mezzo, si percorre con un trasporto locale una stradina che porta tra i monti in uno dei luoghi più sacri della Birmania: un grande masso sovrastato da uno Stupa in bilico sulla cima di un monte, entrambi ricoperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale, dove i pellegrini birmani salgono il sentiero che conduce allo Stupa con circa un’ora di cammino, alcuni seduti su comode portantine. Lungo il percorso e sulla cima del monte si trovano negozietti che propongono erbe medicinali, artigianato e una miriade di banchetti dove è possibile sostare per mangiare e ristorarsi. Si alloggia presso l’hotel Mountain Top o il Kyaiktiyo, entrambi 3 stelle. 4°g. 12/10 Kyaiktiyo – Bago – Yangon   Rientrando a Yangon ci si reca a visitare l’antica città di Bago, dove si trova la pagoda di Shwemawdaw, la più alta della Birmania (114 metri), che contiene delle reliquie del Buddha. A Yangon si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace, il medesimo del 10/10. 5°g.  13/10 Yangon – Heho – Pindaya – Lago di Inle   Si parte in volo per Heho, nella regione centrale del Paese (partenza 7.30 arrivo 8.30, orari da confermare). Dall’aeroporto ci si reca a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste in una falesia nei pressi di un bel laghetto; nella grotta principale sono state collocate nel corso dei secoli oltre 8.000 statue del Buddha. Qui è molto interessante anche la visita al monastero di Sin Gaung Kyaung. Si parte quindi per Inle, fermandosi sul percorso al monastero di Shweyanpay, un luogo molto speciale; dal villaggio di Nyaung Shwe, sulle rive del lago, si raggiunge in barca il Paramount Inle Resort (3 stelle). 6°g.  14/10 Lago di Inle   Giornata dedicata all’esplorazione con la barca del lago di Inle, lungo 22 chilometri e largo 11, una perla di bellezza naturale; vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte. L’industriosa gente che vi abita ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare ed ha sviluppato molte interessanti forme di artigianato, compresa una filatura eseguita con i fiori di loto; la visita delle botteghe di produzione è molto interessante. Tra i diversi luoghi che si visitano vi è il bel monastero di Nga Phe Kyaung, dove si trovano statue e decorazioni di ottima fattura ed i monaci fanno esibire dei gatti che saltano. Navigando lungo i canali lungo il bordo del lago ci si reca al villaggio di Indein per raggiungere uno dei siti più interessanti, una miriade di pagode che sorge dalla giungla in cima ad un colle a cui si accede risalendo un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano, e vendono prodotti locali molto particolari, genti appartenenti a diverse etnie. 7°g.  15/10 Lago di Inle: festival di Phaungdaw Oo   Oggi si svolgono l’attesa gara delle barche a remi, un momento di gioioso confronto tra i vari gruppi dell’etnia Shan, e la cerimonia di chiusura del festival di Inle presso la pagoda di Phaungdaw Oo, che custodisce le 5 statue d’oro che vengono portate in processione durante il festival. Si seguono tutti gli eventi più interessanti e al termine delle festività si proseguono le esplorazioni del lago. 8°g.  16/10 Lago di Inle – Heho – Bagan   Ci si reca al villaggio di Mine Thauk dove oggi è giorno di mercato, un’ulteriore ottima occasione per godere dell’intenso folclore che offre questo viaggio. Ci si sposta quindi all’aeroporto di Heho e ci si imbarca sul volo per Bagan alle 15.45 con arrivo alle 17.05 (orari da confermare); si alloggia presso il Bagan Resort, un bel 4 stelle dotato di piscina. 9°g.  17/10 Bagan   Si dedica l’intera giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, su circa 10 chilometri quadrati, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume Irrawaddy. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti; è anche molto interessante recarsi al mercato locale. Un dei momenti più preziosi si ha al tramonto, che si ammira da una delle antiche pagode. 10°g.  18/10 Bagan - Thandwe – Ngapali   Da Bagan si prende il volo per Thandwe alle 7.50 con arrivo alle 9.45 (orario da confermare); a destinazione con pochi minuti di guida si arriva all’Amazing Ngapali Resort, una magnifica sistemazione in stile tradizionale a 4 stelle dotata  di piscina,  posta sulla spiaggia di Ngapali, che a detta di molti è forse la più bella della Birmania. Le stanze hanno vista mare e il resort dispone di un centro benessere di ottima qualità dove vengono eseguiti, con dei costi molto validi, un ampio numero di trattamenti con massaggi tradizionali, aromaterapia, terapie con gli oli profumati, riflessologia plantare e così via. 11°g. – 13°g. (19 – 21/10) Ngapali, soggiorno tropicale   Giornate di relax a Ngapali. 14°g.  22/10 Ngapali - Thandwe – Yangon   Dall’Amazing Ngapali Resort ci si reca in mattinata al vicinissimo aeroporto di Thandwe per imbarcarsi sul volo per Yangon (orario da confermare); all’arrivo si ha a disposizione un veicolo con autista da utilizzare fino alla partenza del volo internazionale. 15°g. Domenica 23 ottobre, arrivo a destinazione
MYANMAR 2010: Conoscere la Birmania
In occasione dell’eclissi di sole
Periodo: 12 gen - 24 gen
È un percorso che porta ad avvicinare i luoghi ed un popolo che, nonostante le difficoltà causate da un regime politico dittatoriale, è splendidamente sorridente e trasmette un grande senso di cordialità, infondendo al visitatore un sereno senso di pace. L’itinerario spazia dai luoghi giustamente famosi per qualità artistica e importanza storica ai siti più cari alla cultura della popolazione. L’itinerario inizia da Yangon [Rangoon] con la vista della grandiosa pagoda di Shwedagon e porta alle antiche capitali del nord: Mandalay, Amarapura, Ava ed al sito di Mingun, ricchissimi di storia; in queste regioni vivono la maggior parte dei monaci birmani e si trovano templi costruiti in legno di tek. Da Mandalay ci si reca a Shwe Bo per ammirare l’eclissi di sole. Si parte quindi per Bagan, dove sorgono centinaia di pagode immerse nella bella natura di una grande ansa del fiume che ricorda la savana; un luogo ritenuto tra i siti più affascinanti al mondo, destinato a diventare una delle mete preferite del turismo di qualità. Da Bagan un’escursione al monte Popa, il centro animista principale della Birmania, ci avvicina alle radici culturali del Paese: su di un quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potentissimi spiriti Nat, accudite da sacerdoti che sono i maestri di questo antichissimo culto. Completa il viaggio la visita dell’incredibile microcosmo del lago di Inle, dove monasteri e villaggi sono costruiti su palafitte e la gente coltiva gli orti galleggianti, mantenendo attive raffinate capacità artigianali: qui viene prodotto il raro tessuto creato con gli steli del fiore di loto. Oltre ai mercati formati dalle piroghe che scivolano sull’acqua, colpiscono i resti del sito di Indain, dove, sui colli ai margini del lago, centinaia di piccole pagode emergono dalla foresta.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 12 gennaio, partenza per Myanmar 2°g.   13/1 Arrivo a Yangon  Arrivo a Yangon; si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace.  Nel pomeriggio visita della città e della pagoda di Shwedagon. 3°g.  14/1 Yangon – Mandalay Trasferimento in aeroporto e partenza per Mandalay, dove si alloggia presso l’hotel Mandalay City. Mandalay è considerata la capitale culturale del paese per le interessanti testimonianze religiose situate nei dintorni: a Mingun, che verrà raggiunta percorrendo in barca un tratto del fiume Ayeyarwady, si trovano la colossale pagoda incompiuta e la pagoda di Settawya che conserve un’enorme impronta del Buddha, oltre ad una campana che si dice essere la più grande del mondo. 4°g.   15/1 Mandalay: escursione a Shwe Bo per l’eclissi    Ci si reca all’antico sito di Shwe Bo, a circa due ore di guida a nord ovest della città, che oltre ad ospitare testimonianze di interesse storico e religioso è il luogo dove si potrà ammirare al meglio il fenomeno dell’eclissi. Rientro in serata a Mandalay, cena e pernottamento in hotel. 5°g.  16/1 Mandalay  Giornata dedicata alla visita delle antiche capitali di Amarapura ed Ava. Nella zona di Amarapura ci si reca all’importantissimo sito buddista di Mahamuni e al grande monastero di Mahagandayon, per assistere alla processione e al pranzo dei monaci. Ci si sposta quindi ad Ava (o Inwa), che si raggiunge con un piccolo traghetto e la si percorre piacevolmente utilizzando dei calessi trainati da cavalli. Ava è stata la capitale della Birmania per circa 400 anni, e tra i molti spunti interessanti si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek. Nel tardo pomeriggio rientro a Mandalay. 6°g.   17/1 Mandalay – Bagan   Trasferimento in aeroporto e partenza per Bagan. Difficile descrivere la bellezza di questo luogo: più di mille templi e pagode costruiti tra il IX e il XIV secolo sparsi in un’area d’interesse molto estesa, con i templi e pagode principali nei pressi della grande ansa del fiume. Sistemazione presso l’hotel Thazin Garden. 7°g.   18/1 Bagan: escursione a Monte Popa Escursione al Monte Popa, che dista circa 45 km e si raggiunge in circa un’ora. Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure di Bagan è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat [spiriti dei defunti ed entità] abitino qui, e sulla cima del monte si trovano molti templi da cui si gode di una vista magnifica. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani dove spesso si svolgono dei pittoreschi rituali per evocare ed onorare questi spiriti. 8°g.   19/1 Bagan   Si dedica l’intera giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo. Per chi lo desidera, è anche possibile noleggiare delle biciclette e percorrere tra le pagode i sentieri più tranquilli, scoprendo luoghi preziosi e sconosciuti. E’ molto interessante recarsi al mercato locale. 9°g.   20/1 Bagan – Lago di Inle Trasferimento in aeroporto e partenza per il lago di Inle, dove si alloggia presso l’hotel Golden Island Cottage. Situato a circa 900 mt di altezza, abitato dall’etnia degli Intha, il lago rivela una miriade di piccoli paesini, pagode, giardini e mercati galleggianti, un luogo di incomparabile bellezza. 10°g.  21/1 Lago di Inle   Esplorazione del lago con la barca tra villaggi e templi su palafitte, dove si visitano anche le botteghe artigiane; tra le molte mete interessanti, tra cui spiccano le pagode di Phaung Daw U (dove sono custodite le 5 statue d’oro utilizzate nella festa di Inle) e il monastero di Nga Phe Kyaung (con statue e decorazioni stupende, dove i monaci fanno esibire dei gatti che saltano), ci si reca anche al villaggio di Indein. Qui, per raggiungere la miriade di pagode che sorgono nella giungla in cima ad un colle, si percorre un sentiero interamente coperto da una tettoia sotto cui sostano e vendono prodotti locali molto particolari genti appartenenti alle diverse etnie della regione. 11°g.  22/1 Lago di Inle - Yangon Trasferimento in aeroporto per la partenza per la capitale, dove si alloggia presso l’hotel Kandawgyi Palace. Pomeriggio a disposizione, cena e pernottamento in hotel. 12°g. 23/1 Yangon, volo di rientro    Ci si reca in aeroporto per imbarcarsi sul volo di rientro. 13°g.  Domenica 24 gennaio, arrivo a destinazione
MYANMAR 2004: Siti classici e cultura di un popolo sorridente
Un percorso che include i luoghi più vicini alle tradizioni della Birmania
Periodo: 26 dic - 9 gen
Si spazia da Yangon e dal poetico tempio d’oro di Kyaiktiyo, posto su di un gigantesco masso in bilico su di un monte e importante meta di pellegrinaggio, alle antiche capitali del nord ricchissime di storia, dove risiedono la maggior parte dei monaci birmani in templi costruiti in legno di tek. Si esplora l’area archeologica di Bagan, dove centinaia di templi sparpagliati nella bella natura di una grande ansa del fiume rendono questo luogo uno tra i più affascinanti al mondo, destinato a diventare una delle mete preferite del turismo di qualità. Ci si immerge nelle radici culturali del Paese recandosi al centro animista di Popa, dove su di un quiescente vulcano risiedono le entità maggiormente venerate dei potentissimi spiriti Nat e vivono degli asceti che si dedicano a questo antichissimo culto; si tocca poi lo spirito contemplativo di queste misteriose regioni visitando le grotte di Pindaya, dove le falesie ornano uno splendido lago e si trovano migliaia di statue con cui nel corso dei secoli sono stati adornati questi luoghi di ritiro. Si scopre il microcosmo del lago di Inle, dove monasteri e villaggi sono costruiti su palafitte e la gente coltiva sugli orti galleggianti e fa i mercati con le barche, scivolando tranquilli  sull’acqua con le piroghe.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1° g.    Domenica 26 dicembre, partenza per Bangkok 2° g.    27/12 Bangkok – Yangon  Arrivo a Bangkok nelle prime ore del mattino, il volo per Yangon parte alle 10.15 con arrivo alle 11.00. Sistemazione all’hotel Kandawgyi Palace. Nel pomeriggio visita alla grandiosa Shwedagon Paya, la famosissima pagoda di Yangon, uno dei siti più spettacolari dell’Asia. 3° g.    28/12 Yangon – Kyaiktiyo  Si parte con un pulmino privato per il villaggio di Kyaikto, che dista circa 190 km. Nelle vicinanze sui monti si trova uno dei luoghi più sacri della Birmania, uno stupa posto su un grande masso in bilico sulla cima di un monte, coperti di foglie d’oro. E’ un luogo di grande bellezza anche naturale; per raggiungere lo Stupa si cammina per circa un’ora. Alloggio al Golden Rock hotel. 4° g.    29/12 Kyaiktiyo – Yangon  Tornando a Yangon si vista l’antica città di Bago, dove si conservano i resti dell’antico palazzo Mon e si trova la pagoda di Shwemawdaw, alta 114 metri, che contiene delle reliquie del Buddha. Sistemazione all’hotel Kandawgyi Palace. 5° g.    30/12 Yangon – Bagan  Partenza in volo da Yangon alle 6.30 con arrivo alle 7.50 e  sistemazione all’hotel Bagan. Si dedica l’intera giornata alla visita di Bagan, uno dei siti archeologici più incredibili al mondo, con migliaia di costruzioni di circa 800 anni. L’area d’interesse è molto estesa, ma i templi e pagode principali sono nei pressi della grande ansa del fiume. 6° g.    31/12 Bagan  Escursione in pulmino privato al Monte Popa, che dista circa 100 km. Questo monte di origine vulcanica che domina le pianure di Bagan è considerato l’Olimpo birmano: si pensa che molti Nat [entità] abitino qui, e sulla cima del monte si trovano molti templi da cui si gode di una vista magnifica. Alla base del monte in un tempio che raccoglie le statue dei 37 principali Nat birmani vengono spesso eseguiti dei pittoreschi rituali per evocare ed onorare questi spiriti. Si rientra a Bagan per il pranzo  Nel pomeriggio si proseguono le visite a Pagan. 7° g.    1/1/2005 Bagan – Mandalay  Partenza in volo da Bagan alle 8.10 con arrivo a Mandalay alle 8.40. Mandalay è il centro più importante dopo Yangon, ed è considerata la capitale culturale e religiosa dello stato: vi risiede oltre la metà dei monaci birmani. Già capitale del regno birmano settentrionale, il re Mingon vi eresse nel 1856 una suntuosa fortezza in tek, che venne completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale; sopravvive la imponente cinta muraria, lunga 8 km e alta 8 metri, circondata da un fossato di 70 metri di ampiezza. Nei dintorni della città, lungo l’Irrawaddy (il fiume degli elefanti), si trovano località e monumenti di commovente bellezza. Si inizia l’esplorazione recandosi direttamente dall’aeroporto in pulmino privato a Monywa, posta a circa 130 km a nord ovest di Mandalay, con un viaggio che impegna per circa tre ore e mezza. A Monywa si trova il complesso di Thanboddhay, con 845 piccoli stupa che contornano la struttura centrale; nel tempio sono custodite più di mezzo milione di immagini del Buddha. Nella vicina località di Alantayar si trova la statua di un Buddha disteso lunga 90 metri e altri luoghi interessanti. Si rientra in serata a Mandalay, dove si alloggia all’hotel Mandalay Swan. 8° g.    2/1 Mandalay  Con una piacevolissima gita in barca sul fiume si raggiunge l’antico sito di Minguin, dominato dalla mastodontica massa della pagoda incompiuta, dove è anche custodita un’enorme campana, che si dice essere la più grande al mondo. Nel pomeriggio si visitano il “monastero d’oro”, una ex reggia, costruito in legno di tek, l’importantissimo sito buddista di Mahamuni e ci si reca sulla collina di Mandalay per ammirare il tramonto. 9° g.    3/1 Mandalay  Si completano le visite recandosi alle antiche capitali di Amarapura, Ava e Sagaing, nei dintorni della città. Ad Amarapura, dove si trova il ponte di U Bein che è costruito in legno di tek e lungo circa 1200 metri, si visita il grande monastero di Mahagandayon. Ava (o Inwa) si raggiunge con un piccolo traghetto e la si percorre piacevolmente utlizzando dei calesse trainati dai cavalli; è stata la capitale delle Birmania per circa 400 anni. Tra i molti spunti interessanti, si trovano dei bellissimi monasteri, tra cui il Bagaya Kyaung, interamente costruito con il legno di tek.  L’antica capitale di Sagaing offre una collina disseminata di templi e pagode da cui si gode la visuale del fiume, luogo ideale per godere un bel tramonto; è considerata il centro spirituale del paese, vi si trovano circa 3000 monaci e un centinaio di centri di meditazione. 10° g.    4/1 Mandalay – Heho – Pindaya  Partenza in volo per Heho alle 9.05 con arrivo alle 9.40. Da Heho ci si reca in pulmino privato a Pindaya per visitare le “grotte dei mille Buddha”, poste su una falesia che domina un bel lago. Nella grotta principale sono state poste nel corso dei secoli oltre 8000 immagini del Buddha. Si pernotta al Conqueror Hotel. 11°g.    5/1 Pindaya – Lago di Inle  Il lago di Inle, lungo 22 chilometri e largo 11, è una perla di bellezza naturale. Vi si trovano 17 villaggi e molti templi costruiti su palafitte; l’industriosa gente che abita qui ha creato dei giardini galleggianti per poter coltivare. A Inle si alloggia al Hupin Khaungdaing Resort, posto sull’acqua. 12° g.    6/1 Lago di Inle Esplorazione del lago con la barca; ci si reca anche al villaggio di Indein, dove sorge una pagoda tra le più interessanti di tutta l’Indocina. 13° g.    7/1 Lago di Inle – Yangon - Bangkok  Dal lago di Inle si raggiunge il vicino aeroporto di Heho. Il volo per Yangon è alle 10.05, con arrivo alle 11.15. Si dedica il tempo che resta completando la visita della città di Yangon (Pagoda di Sule, Lago Reale); alle 19.50 parte il volo per Bangkok, dove si arriva alle 21.35. A Bangkok trasferimento all’hotel Rembrandt. 14° g.    8/1 Bangkok e volo di rientro  Giornata libera a Bangkok; in serata ci si imbarca sul volo di rientro. 15° g.    Domenica 9 gennaio, arrivo a destinazione