STORICO VIAGGI

LIBIA

 

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Sono parecchi anni ormai che non è più possibile andare per motivi turistici in Libia. Ci si auspica che la pace torni e che si riescano a riprendere le esplorazioni di questa parte del Sahara, che è di bellezza eccezionale, ed anche dei siti storici della parte mediterranea, cominciando dall’immortale Leptis Magna.

Viaggiare nel deserto di questo paese significava infatti visitare luoghi incontaminati dove le abitudini della gente non avevano subito influenze esterne incontrando un insieme di aree che, seppur desertiche, presentavano una notevole varietà: steppose e aride ma intercalate da coltivazioni, altopiani nudi uniformi e vuoti ma punteggiati da dune mobili o massicci sedimentari e distese vastissime di sabbia, tra le più ampie del Sahara. Si incontravano laghi incastonati nel deserto, monoliti di arenaria che creano sculture e archi naturali dalle geometrie straordinarie, ed anche improvvise esplosioni di vita in mezzo al nulla, incisioni e pitture rupestri che raccontavano la storia dei nostri antenati, il culto dell’acqua e la profondità dei cieli stellati.

Amitaba fino a che è stato possibile ha organizzato viaggi di gruppo e spedizioni in Libia condotti da nostre guide qualificate.

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
LIBIA 2010: Maghridet, Acacus e il Grande Erg di Murzuq
Periodo: 4 dic - 12 dic
Il percorso è adatto a persone che abbiano già precedenti esperienze di spedizione. L’attrezzatura da campo è fornita, basta portare il proprio sacco a pelo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 4 dicembre, volo per Tripoli - Sebha - Germa   Arrivo a Tripoli. Nel tardo pomeriggio volo di linea per Sebha. Da qui trasferimento su strada asfaltata attraverso la valle dell’Ajal fino a raggiungere Germa (170 km). Pernottamento in hotel 2°g.  5/12 Germa - Maghridet Si segue direzione sud lungo la strada asfaltata passando da Ubari fino a raggiungere il villaggio di Al Awaynat. Abbandonato l’asfalto il paesaggio si trasforma: piccole ondulazioni cui seguono piccole dune e rocce, pinnacoli isolati che creano un labirinto naturale in cui entrare e “perdersi” a piedi per ammirare questo piccolo eden di Maghridet. Campo. 3°g. – 5°g. (6 - 8/12) Acacus - col d’Anai   Dopo aver riattraversato la strada asfaltata si continua in direzione dell’Acacus, il massiccio che si sviluppa da nord a sud per più di 100 km,  fonte continua di sorprese. Si passa dalle rocce nere lucidate dal vento, ai merletti delle pareti più sottili, alle dune di sabbia che si appoggiano sulle pendici, agli wadi costellati da acacie, ciuffi d’erba e  thora,  ai ripari naturali che sono stati scelti da veri e propri artisti che hanno tramandato fino a noi pitture di grande bellezza. Se nella parte  settentrionale l’Acacus appare frastagliato, nella parte centro meridionale è più compatto, con wadi sempre più contorti e dalle pareti alte quasi a formare canyon. Dopo le dune di Uan Kaza  e la grande piana di Tilemsin, si  raggiunge il passo di Anai che dà accesso all’erg di Murzuq. Campi. 6°g. – 8°g (9 - 11/12) Erg di Murzuq – Sebha – Tripoli   L’erg inizia proprio lì: una grande piana ondulata costellata da alcuni cespugli, le prime onde di sabbia appena accennate. Si entra in un primo ampio corridoio, poi seguendo la direzione delle creste si segue la rotta stabilita. L’erg occupa il fondo di un vasto bacino coperto da dune, ammassi di sabbia, depositi eolici e affioramenti salini. Occorre mettere in conto numerosi scavalcamenti da un circo all’altro, da un ghassi (corridoio) a un altro. Si tratta di un percorso fortemente impegnativo che comporterà necessariamente un atteggiamento per un verso, paziente, e per un altro, collaborativo, da parte di tutti i partecipanti attraverso dune vive dove è impossibile ripetere traiettorie già riconosciute ma occorre volta per volta valutare i passaggi migliori. In quest’immensità si possono trovare mille occasioni per vivere la grande avventura, lo spirito libero per godere appieno delle ore che scorrono. L’8° giorno arrivo all’asfalto che conduce fino all’aeroporto di Sebha da dove si prenderà il volo di linea per Tripoli. L’8° giorno pernottamento in hotel a Tripoli (al Corinthia Bab Africa hotel, 5 stelle). 9°g.  Domenica 12 dicembre, volo di rientro
LIBIA 2010: Uau Namus, erg di Rabiana, Kufra e Mare di Sabbia; estensione: Cirenaica
Una spedizione di 15 giorni tra i luoghi più affascinanti del Sahara
Periodo: 23 gen - 6 feb
La spedizione tocca alcune delle aree meno esplorate dei deserti della Libia con un grande anello che da Sebha porta via Uau Namus all’oasi di Rabiana per poi risalire il Mare di Dune lungo i confini orientali con l’Egitto arrivando a nord fino a Augila e Bengasi. Al termine è prevista un’estensione in Cirenaica.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 23 gennaio, volo per Tripoli - Sebha - Germa   Partenza per Tripoli; da Tripoli si vola Sheba (20.00 – 21.10). Da qui trasferimento su strada asfaltata attraverso la valle dell’Ajal fino a raggiungere Germa (170 km). Pernottamento in hotel. 2°g.  – 3°g. (24 e 25/1) Tmissah - Uau Kebir - verso Uau Namus   Partenza lungo la strada asfaltata che porta in direzione est fino a Tmissah, ultimo punto di rifornimento prima della traversata che ha inizio percorrendo un tavolato di sabbia piatta e scorrevole. Mano a mano che  si procede il terreno si fa più aspro e si notano alcuni rilievi che punteggiano il paesaggio. Roccette e avvallamenti preannunciano l’approssimarsi a Uau Namus. Campi. 4°g.  26/1 Uau Namus   Arrivati inaspettatamente sul bordo del cratere appare una meraviglia: il cratere, che ha una circonferenza di 11 km, ha al suo centro un piccolo cono vulcanico di epoca più recente, circondato da laghi ai bordi dei quali sopravvivono appunto, in un clima impossibile, piccoli ciuffi di palme: un’oasi nel sito più sconcertante del Sahara. Un luogo mitico per i cammellieri che nel passato transitavano sulla piste del Fezzan verso Kufra grazie alle pozze di acqua dolce che circondano i laghi salati e quindi permettevano il rifornimento idrico; sogno per i geologi  che dopo la scoperta di Desio si sono interessati a questo fenomeno; meta ambita dai viaggiatori che possono vedere con i loro occhi questo luogo unico…. Scendendo a piedi il silenzio diventa quasi irreale, la natura avviluppa e prende il sopravvento….. Campo. 5°g. – 7°g. (27/1 – 29/1) Erg di Rebiana – Kufra   Ultimo ricordo di Uau Namus sono le ceneri e lapilli neri che sputati con inaudita violenza su di un raggio di alcuni chilometri formano una sorta di tappeto che si ferma bruscamente nel serir abbacinante. Appare l’erg di Rebiana con le dune che prendono il sopravvento. Si viaggia in un’alternanza di cordoni e barcane, passaggi a saliscendi, qualche tratto piatto fino a raggiungere l’oasi omonima, abitata prevalentemente dai Tubu e circondata da un bellissimo palmeto. Una sosta s’impone a Kufra, una volta importante centro carovaniero e commerciale e sede della Senussia. Ora è una città importante ai limiti del deserto dove effettuare delle formalità e rifornire di viveri, acqua e carburante i veicoli per affrontare le tappe successive della spedizione. Campi. 8°g. – 11°g. (30/1 – 2/2) Grande Mare di Sabbia   Ancora una volta appaiono i grandi serir che proseguono anche oltre la frontiera egiziana e che introducono ad una splendida zona di rilievi sedimentari in parte invasi dalle dune, in cui il calcare bianco si mescola alla sabbia rosata e rossiccia. L’erosione ha creato forme bizzarre e per lo più slanciate alla base dove il vento, soffiando, erode maggiormente la roccia. Sul terreno tracce di un passato ormai lontano: amigdale, punte di freccia, pezzetti di uova di struzzo, macine e pestelli... Dopo i fondali marini di un bagliore accecante una nuova traversata delle dune che diventano un vero e proprio mare a perdita d’occhio. E’ uno degli angoli tra i più aridi del mondo ma la grandiosità della natura è tale da sedurre chiunque voglia “sentire” il deserto. Si prosegue a zig-zag, tra dune alte e dune arrotondate, sempre alla ricerca del passaggio migliore. Campi. 12°g. – 13°g. (3/2 – 4/2) Depressione di Giarabub – Augila   Nei dintorni dell’oasi di Giarabub si potranno ammirare paesaggi insoliti, immersi nelle varie  tonalità dal bianco abbacinante all’ocra chiara, al marrone scuro: enormi sebkha  (fondo di lago salato) circondate da ricchi palmeti, candide fungaie di calcari, laghetti tra le dune, merletti minerali creati dal vento nelle morbide arenarie, resti della seconda guerra mondiale e curiosità geologiche. E’ un immenso fondo marino, un ricchissimo giacimento di fossili animali e vegetali che bisogna attraversare: coralli, ricci di mare, conchiglie… Si  lascia poi un immenso tavolato tra i più estesi del Sahara fino a raggiungere il pugno di oasi nel quale si trova Augila. Campi. 14°g. 5/2 Augila – Bengasi – Tripoli   Incontro con il minibus con il quale si raggiungerà Ajdabiya sul golfo della Grande Sirte e poi Bengasi. Volo per Tripoli. Trasferimento in città e pernottamento in hotel privato (4 stelle). 15°g.  Sabato 6 febbraio, volo di rientro Estensione in Cirenaica 14°g.  5/2 Augila – Bengasi   Incontro con il minibus con il quale si raggiungerà Ajdabiya sul golfo della Grande Sirte e poi Bengasi. Trasferimento in città. Cena  e pernottamento in hotel, Tibesti (*****) o Auzu (****). 15°g.  6/2 Bengasi – Tolemaide - Apollonia     Si parte per Tolemaide una delle città che costituivano l’antica pentapoli cirenaica. Visita del piccolo museo che conserva mosaici e statue di epoca ellenistica e romana. Il sito, sebbene di notevole estensione, è solo parzialmente scavato. La visita avrà come oggetto il ginnasio ellenistico, poi foro romano, e lo straordinario complesso di cisterne sotterranee. Si prosegue verso l’odeon ed il palazzo delle colonne. Dopo Tolemaide la strada sale sulla sommità del gebel Lakhdar (la montagna verde) che costituisce l’ossatura della Cirenaica. Arrivo ad  Apollonia (l’odierna Susa) che conserva importanti resti sia di epoca greca che romana (cinta muraria ellenistica, acropoli, teatro greco rifatto dall’imperatore Domiziano, terme), sia bizantina (alcune chiese e un palazzo). Costruita in un ambiente suggestivo con le colline alle spalle e il mare di fronte, Apollonia fu un porto utilizzato dai Greci sin dall’inizio della colonizzazione. Cena e pernottamento in hotel (Al Manara ad Apollonia (***) o Hotel Loloat Djebel Lakhdar (***) ad Al Bayda). 16°g.  7/2 Cirene - Qsar Libya – Bengasi – Tripoli   Le origini di Cirene risalgono a un lontano passato: secondo Erodoto fu fondata da coloni di Thera (Santorini) nel VII secolo a.C. che, su consiglio dell’oracolo di Delfi, partirono alla ricerca di nuove terre per sfuggire ad una terribile siccità. La città legò il suo nome alla ninfa Cirene presente qui, secondo la tradizione, in una fonte sacra che fu inglobata nel grande santuario di Apollo. Nel IV secolo la sua importanza nel Mediterraneo era tale da essere considerata alla pari di Atene e di Roma. La città molto estesa è disposta su più terrazze con  edifici greci e romani. Nella zona dell’agorà si affacciano molti edifici pubblici, civili e religiosi. Su una collina boscosa le grandiose rovine del tempio di Zeus, il più grande d’Africa in stile dorico, con il colonnato quasi interamente in piedi. Nella parte più bassa della città si colloca l’imponente santuario di Apollo, con la fonte sacra e il tempio più antico di Cirene (VII secolo a.C.). Lungo il percorso in direzione di Bengasi, vicino al villaggio di Qsar Libya si trova una straordinaria e solitaria basilica bizantina il cui pavimento era fregiato con 50 pannelli musivi formanti un affresco di grande bellezza. I mosaici, datati del VI secolo d.C. e ora conservati in un museo, mostrano immagini di animali, scenari nilotici, rappresentazioni di città, tritoni, mostri mitologici e, infine, l’unica rappresentazione dell’imponente faro di Alessandria, una delle sette meraviglie dell’antichità. Volo per Tripoli. Trasferimento e sistemazione in hotel privato (4 stelle). 17°g.  Lunedì 8 febbraio, volo di rientro
LIBIA 2008: Spedizione nel deserto, da Ghadames a Maghridet e Sebha
Periodo: 20 mar - 30 mar
La nostra spedizione prevede di attraversare il deserto libico dalla costa fino ai margini più meridionali, seguendo un avvincente itinerario fuori pista che inizia dalla leggendaria oasi di Ghadames, ubicata a sud della punta più meridionale della Tunisia nei pressi del confine algerino, ritenuta la più bella della Libia. Raggiunta nel primo giorno Ghadames da Tripoli si lasciano le strade immergendosi negli spazi incontaminati del deserto con un percorso che procedendo verso sud attraversa in alcuni giorni il vasto erg di Ubari arrivando nella regione delle falesie di Tekiumet, per spingersi ancora oltre, tra le formazioni di Aramat, una regione a ridosso dell’Algeria simile come conformazione al famoso Akakus, ma ancora più selvaggia e ancora poco conosciuta. Quindi, dopo l’esplorazione dei labirinti naturali di Maghridet, un mondo di spazi e forme quasi irreali, si incontrano le sabbie di Titersin e si emerge dal vasto nulla al villaggio di Al Awaynat, dove si incontra la prima strada dopo Ghadames, che in direzione nord ovest porta a Germa ed a Sebha, da dove ci si imbarca sul volo che riporta a Tripoli. Si passano sette notti consecutive in campi mobili che vengono attrezzati con tende a igloo dotate di materassini e copri materassini; il montaggio delle tende viene eseguito dai partecipanti. Sacco a pelo, cuscino e torcia elettrica non vengono forniti. Saranno serviti pasti caldi al mattino e alla sera al riparo di una tenda frangivento con tavolini e sgabelli; per il pranzo si consumano dei pic nic utilizzando stuoie e materassini per sedersi a terra. Gli spostamenti avvengono da Tripoli a Ghadames in pulmino e dall’oasi fino a Sebha con veicoli fuoristrada tipo Toyota che portano al massimo 4 passeggeri più autista, con al seguito anche una jeep adibita al carico di provviste e rifornimenti. Il viaggio richiede una certa adattabilità ed anche la disponibilità a sopportare potenziali imprevisti, in parte dovuti proprio al fatto che l’apertura della Libia al turismo è un fatto recente ed i servizi a volte possono essere poco affidabili, anche per il peculiare sistema organizzativo del paese: ad esempio, se dovessero giungere degli inattesi membri dell’entourage ufficiale in un hotel, le camere migliori verrebbero de facto date a loro, e gli ospiti si arrangiano… O può accadere che un volo venga annullato senza preavviso e sostituito con faticosi trasferimenti in bus. Infine, si consideri che la maggior parte dei popoli africani interpretano il tempo in maniera molto diversa rispetto agli europei; quindi orari e tempistiche sono a volte poco rispettati. Tutto ciò viene esplicitato non per scoraggiare, ma per informare i nostri amici viaggiatori del fatto che ci si reca in un paese dove alcune regole differiscono dalle nostre e fanno parte di un meraviglioso viaggio che si allontana dalle classiche mete turistiche, alla scoperta delle zone più incontaminate del Sahara libico.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Giovedì 20 marzo, arrivo a Tripoli    A Tripoli accoglienza da parte di un incaricato del nostro corrispondente che si occuperà delle procedure d’ingresso. Trasferimento in hotel a 4 stelle (Hotel Bab, Kebir o Al Kendy); cena libera. 2°g.  21/3 Tripoli – Ghadames   Si parte da Tripoli in pulmino iniziando la traversata della parte settentrionale del deserto libico; fino a Ghadames la strada è asfaltata. Pochi chilometri dopo Tripoli si incontra e si attraversa la Gefarà, pianura costiera steppica dove nomadizzano greggi di capre e montoni. Una serie di tornanti da cui si gode di un ampio panorama porta fino alla sommità del gebel. La cittadina di Nalut è  abbarbicata in alto sul ciglione di uno sperone strapiombante, dove lo ksar, la cittadina vecchia che contiene anche il granaio collettivo fortificato, si confonde con le rocce e con il colore del terreno. Si punta verso sud: inizia il deserto pietroso, l´hammada El Hamra (che significa di colore rosso) che conduce a Ghadames, dove si arriva in serata. La tappa è di 650 km e richiede circa 7 ore di viaggio; cena e pernottamento sono nel confortevole hotel in stile berbero Ghadames Dar Ghadames. 3°g.  22/3 Ghadames - Hammada El Hamra   La città vecchia berbera s´incunea profondamente con i suoi sette quartieri nell’oasi: è un susseguirsi di vie coperte che prendono luce a tratti, piazzette con i banchi per riposare e discutere alla frescura, vicoli ciechi che servono quartieri di abitazioni compatti. Un blocco urbanistico chiuso verso l´esterno, dove presenta alte mura, e articolato al suo interno da percorsi labirintici a terra per gli uomini e sulle terrazze per le donne. La luce e il calore del sole penetrano attraverso pozzi aperti in questi blocchi abitativi creando forti contrasti chiaroscurali ma soprattutto una penombra fresca e riposante che avvolge le stradine della città vecchia. Nel pomeriggio a bordo delle jeep  si lascia Ghadames iniziando la spedizione; si pone il primo campo. 4°g. – 7°g. (23 – 26/3) Traversata dell’erg di Ubari - Tekiumet – Aramat   Si attraversa un vasto penepiano con rari ciuffi d´erba solcato da una rete idrica fossile di uadi. Un tratto di hammada con vegetazione sempre più rada lascia posto quasi d´improvviso alla sabbia. La direttrice da seguire è in linea d´aria nord sud ma le dune devono essere tagliate o aggirate per riprendere l’asse giusto. Dune, corridoi, distese sabbiose chiare, dislivelli del terreno si susseguono dando vita ad un paesaggio sempre mutevole e di grande bellezza. Si toccheranno alcuni pozzi, rari punti d’acqua in quest’immensità, tappa obbligata per i viaggiatori che nei secoli hanno cercato di attraversare questa distesa per recarsi dall’oasi di Ghadames al Fezzan, l’arida terra del sud. Spazi e silenzio ci circondano fino ad arrivare in vista di alcune palme isolate, ciuffi di tamerici e qualche stelo che faticosamente emerge dalla sabbia. Prima di arrivare alla zona di Tekiumet l’erg finisce e ci si avvicina all’ambiente più austero di Aramat, un territorio formato da falesie rocciose intagliate da uadi che separa la Libia dall’Algeria. Pernottamenti in campo. 8°g. - 9°g. (27 – 28/3) Aramat - Maghridet - Erg Titersin   Nelle anse di antichi letti di fiumi secchi alcuni ripari racchiudono una serie di pitture e incisioni rupestri di ottima fattura. Oltre Aramat si incontrano ancora dune, qualche palma, laghi secchi e poi la "cittadella dei mufloni", così battezzata per le curiose formazioni che ricordano il dorso di balena. E poi il labirinto di Maghridet guglie di roccia rosa con lingue di sabbia con brevi passaggi tra una e l´altra in cui inoltrarsi a piedi per godere del silenzio del Sahara. L’erg di Titersin, dove si pone l’ultimo campo tra le sue belle dune è ormai sempre più vicino. 10°g.  29/3 Erg Titersin - Al Awaynat - Sebha – Tripoli   Dall’erg Titersin si  raggiunge il villaggio di Al Awaynat, dove si ritrova la strada asfaltata e si procede in direzione nord ovest seguendo il bordo settentrionale dei contrafforti del Masak Mastafat verso Ubari e Germa, che dista circa tre ore di viaggio da Al Awaynat, nei cui pressi si trovano le rovine dell’antica capitale dei Garamanti. Si prosegue poi fino a Sebha, che da qui dista meno di due ore di viaggio, dove ci si imbarca sul volo per Tripoli. A Tripoli sistemazione in hotel a quattro stelle. 11°g.  Domenica 30 marzo partenza da Tripoli 
LIBIA 2006: Akakus, Una Kaza, Messak, Erg di Murzuk e Ubari
L'infinita magia del deserto libico
Periodo: 1 dic - 11 dic
L’itinerario prevede di raggiungere in aereo Sebha da Tripoli, catapultandoci direttamente nel cuore del deserto, dove la prima tappa porta a Germa ed all’antica capitale dei Garamanti. Si lasciano quindi le strade esplorando gli spazi incontaminati del deserto e si gode della magia dell’Acacus, ritenuto una delle zone più belle in assoluto del Sahara, seguendo un percorso che riemerge infine ancora a Sebha toccando tutti i luoghi naturali più belli. Prima del rientro in Italia si visita la città di Tripoli. Si passano otto notti consecutive in campi mobili che vengono attrezzati con tende a igloo dotate di materassini e copri materassini; il montaggio delle tende viene eseguito dai partecipanti. Sacco a pelo, cuscino e torcia elettrica non vengono forniti. Per mangiare alla sera al mattino si avranno a disposizione tavolini e sgabelli con il riparo di una tenda frangivento e vengono preparati pasti caldi; per il pranzo si consumano dei pic nic utilizzando stuoie e materassini per sedersi a terra. Gli spostamenti avvengono con un minibus Iveco o simile a Tripoli e con veicoli fuoristrada tipo Toyota utilizzati al massimo in 4 passeggeri più autista. Il viaggio richiede una certa adattabilità ed anche la disponibilità a sopportare potenziali imprevisti, in parte dovuti proprio al fatto che l’apertura della Libia al turismo è un fatto recente ed i servizi a volte possono non essere totalmente affidabili, anche per il peculiare sistema organizzativo del paese: ad esempio, se dovessero giungere degli inattesi membri dell’entourage ufficiale in un hotel, le camere migliori verrebbero de facto date a loro, e gli ospiti si arrangiano… O può accadere che un volo venga annullato senza preavviso e sostituito con faticosi trasferimenti in bus. Infine, si consideri che la maggior parte dei popoli africani interpretano il tempo in maniera molto diversa rispetto agli europei; quindi orari e tempistiche sono a volte poco rispettati. Tutto ciò viene esplicitato non per scoraggiare, ma per informare i nostri amici viaggiatori del fatto che ci si reca in un paese dove alcune regole differiscono dalle nostre e fanno parte di un meraviglioso viaggio che si allontana dalle classiche mete turistiche, alla scoperta delle zone più incontaminate del Sahara libico.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 1 dicembre, Italia – Tripoli – Sheba o Germa Partenza da Roma Fiumicino alle 12.00 con volo di linea Libyan Arab Airlines con arrivo a Tripoli alle 14.00. Per raggiungere Fiumicino da altre città Amitaba può prenotare i colleganti aerei richiesti. A Tripoli accoglienza da parte di un incaricato del nostro corrispondente che si occuperà delle procedure d’ingresso e dell’imbarco sul volo per Sheba. L’orario di partenza di questo volo, che dura un’ora, può variare. Se si atterra a Sheba in orario conveniente si procede con le jeep fino a Germa, che dista 170 km. Pernottamento in hotel. 2°g. 2/12 Sheba o Germa – Garama - Al Awaynat Dopo una visita di Garama, l’antica capitale del famoso regno dei Garamanti di cui restano alcune vestigia, si prosegue in fuoristrada seguendo l’asfalto che bordeggia la falesia del Messak e ammirando in lontananza le dune dell’erg di Ubari. Arrivati ad Al Awaynat si lascia l’asfalto per procedere verso l’Acacus. Primo campo mobile. 3° – 6°g. (3 - 6/12) Acacus e Erg di Uan Kaza Ci si avvicina all’Acacus percorrendo un ambiente in cui le formazioni sono frammentate, smozzate fino a presentarsi come faraglioni emergenti dalla sabbia. Qui è tutto da scoprire e sempre mutevole: rocce sedimentarie intersecate da uidian (fiumi), letti secchi di antiche vie d’acqua, piccole dune caoticamente intrecciate, rada vegetazione, brevi pianure nerastre, pareti rocciose erose dalle forme più bizzarre, archi pietrificati, creste seghettate, torrioni isolati emergenti dalla sabbia. Nei canyon scavati dall’erosione, in ampi ripari o su pareti erose, si possono vedere pitture e incisioni risalenti a epoche lontanissime che fanno scoprire mondi e spazi sconosciuti. Appare maestoso l’arco di Fozzigiaren in uno slargo in cui i rami di vari uadi hanno creato una sorta di bacino interno. Colpiscono le pitture e le incisioni di Anshal e Afozzigiar, e ancora l’uadi Teshuinat, con le sue meraviglie naturali. Abbandonando il dedalo roccioso dell’Acacus il paesaggio ancora una volta cambia e preannuncia le dune dell’erg di Uan Kaza. Campi mobili. 7°g. 7/12 Erg di Uan Kaza – Messak Settafet – Dune del Murzuq Si supera la barriera naturale di dune di Uan Kaza che separa l’Acacus dal Messak Settafet arrivando a uno dei punti di accesso a questo altopiano roccioso dove lungo i meandri che sono stati formati nei millenni dai fiumi ormai fossilizzati si trovano migliaia di incisioni, testimonianza di un lungo periodo di frequentazione da parte di antiche popolazioni. Seguendo alcune piste petrolifere che si districano nell’altopiano si esce su di una vasta piana che conduce verso le grandi dune del Murzuq, dove si appresta il campo serale. 8°– 9°g. (8 - 9/12) Messak Settafet – Erg di Ubari – Sheba - Tripoli Si ritorna al Messak per visitare il sito di Tiksatin, splendidamente isolato, dove su alcuni diedri appaiono incisioni di bovidi, personaggi mascherati e soprattutto una splendida scena corale da cui emerge la “mungitura”. Abbandonato il Messak ci si dirige verso Germa e, dopo aver attraversato la strada asfaltata, si raggiunge l’erg di Ubari: un mare di dune con corridoi, creste affilate, improvvisi zigzag. Tra la sabbia qui appaiono all’improvviso, alle spalle di imprevisti filari di palme, dei piccoli laghi che punteggiano, a sorpresa, le grandi dune. Sono particolarmente belli il lago Mandara con la cromatica crosta salata che varia dal bianco al rosa-violetto e Umm-el- Maa (la madre delle acque) con una caratteristica forma ad imbuto, frangiato da palme da dattero e canne. Si raggiunge l'aeroporto di Sheba la sera del 9° giorno imbarcandosi sul volo per Tripoli. Accoglienza e trasferimento in hotel. 10°g. 10/12 Tripoli Al mattino visita del museo archeologico, dell’Arco di Marco Aurelio e passeggiata nel cuore della città vecchia. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio giro nell’ex quartiere italiano, ora centro della città. Cena libera e pernottamento in hotel. 11°g. Lunedì 11 dicembre Partenza da Tripoli alle 9.15 con volo di linea Libyan Arab Airlines. Arrivo a Roma Fiumicino alle ore 11.15.