STORICO VIAGGI

KIRGHIZISTAN

 

KIRGHIZISTAN

Il Kirghizistan è un paradiso per gli amanti della natura, ornato da colossali catene di monti inframmezzate da pasture, dove si vedono ancora le yurte bianche dei pastori, impreziosite da laghi tra cui il più pittoresco è forse il Son Kul. Ed è anche interessante da un punto di vista storico, infatti era attraversato da diversi percorsi della Via della Seta e vi si trovano luoghi come l'antica città di Osh, ai bordi orientali della fertile valle di Fergana, punto di incontro/scontro dei tre gruppi etnici principali della regione, il cui bazar, tutt’ora indimenticabile da visitare, è stato per secoli punto di arrivo e di partenza per gli scambi nell’Asia centrale.

Amitaba in Kirghizistan organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze, questi quasi sempre prevedono dei circuiti che includono i Paesi limitrofi, inclusa la Via della Seta che conduce nel Sinkiang in Cina.

Siamo a vostra disposizione per organizzare anche viaggi su misura. Per valutare le diverse possibilità che il Kirghizistan ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba, e consultare la parte dedicata ai viaggi su misura in Kirghizistan.

Tutti gli itinerari riportati sono ben calibrati e studiati in ogni dettaglio, ottimi così come sono, e possono essere presi anche come punto di riferimento per ulteriori aggiunte e varianti.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
CINA E KIRGHIZISTAN 2019: La Via della Seta
Da Bishkek e Kashgar a Xian, una finestra sulla storia
Periodo: 17 ago - 1 set
Lasciata la capitale kirghisa di Bishkek, si ammirano resti storici a Burana ed a Tash Rabat, nei pressi del passo del Torugart; ma gli aspetti più accattivanti di questa parte iniziale sono la bellezza del contesto naturale, con le catene dei monti del Tien Shan che contornano laghi e pascoli punteggiati dalle yurte, e l’incontro con la grande ospitalità delle persone. Giunti nel Sinkiang in Cina si visita la mitica Kashgar e si dedica una giornata per raggiungere la valle forse più bella del Pamir, dove il possente Muztagata si specchia sulle acque di un lago dove pascolano i cammelli bactriani. Da Kashgar si vola ad Urumqi, capitale del Sinkiang, e da qui si raggiunge in treno la depressione di Turfan, dove si visitano tutti i siti storici importanti, da Bezeklik a Gao Chang e Jiahoe, includendo il villaggio di Toyuk. Giunti al “Cancello di Giada” ed a Dunhuang, con le imperdibili grotte di Mogao e le grandi dune di sabbia, il luogo che fu il punto di raccordo orientale dei percorsi storici della Via delle Seta, si continua per Jiayuguan, dove termina la Grande Muraglia con un grande castello storico, che è stato ricostruito, e Zhangye, dove si ammirano i vivacissimi colori del deserto del ‘Parco Geologico’. Arrivati da qui in volo a Xian si visitano gli importantissimi siti della città, includendo ovviamente l’Esercito di Terracotta, e si arricchisce il percorso recandosi alle celebri grotte di Longmen, nei pressi della città di Luoyang. La "Via della Seta", il viaggio di una vita Questo viaggio costituisce la terza parte di un percorso che copre l’intera Via della Seta con tre viaggi consecutivi, eseguibili anche singolarmente. La prima parte inizia il 21/7 con il programma “Da Khiva a Samarcanda”: un percorso che, iniziando da Nukus e Khiva nell’ovest dell’Uzbekistan, giunge, attraverso la parte uzbeka di Fergana ed i monti Fan del Tagikistan, a Dushambe, punto d’inizio del secondo programma. La seconda parte, “Tagikistan e Kirghizistan”, parte all’inizio di agosto da Dushambe, capitale del Tagikistan, e segue il corso del fiume Panj fino al corridoio del Wakhan e da qui attraversa il Pamir, col lago Karakul ed il Picco Lenin, arrivando ad Osh e, oltre le propaggini occidentali dei monti del Tien Shan, giunge a Bishkek, capitale del Kirghizistan, da dove inizia la parte finale qui presentata. Nota tecnica Il viaggio non presenta difficoltà particolari, richiede solo un minimo di spirito d’adattamento nelle soste in Kirghizistan, dove si utilizzano le case private, molto pulite e curate, ma non sono degli hotel. Per i trasporti si utilizzano mezzi di recente immatricolazione con aria condizionata e per i due tratti in treno si hanno posti numerati e comodi. Il percorso prevede alcuni passaggi a quote alte nella parte iniziale nei monti del Tien Shan e durante l’escursione sui monti del Pamir da Kashgar, con il punto più alto del tour al passo del Torugart (3800 mt); ma non vi sono problemi da adattamento alla quota perché si dorme sempre ad altezze al di sotto del limite fisiologico. Il clima previsto è caldo e secco, può essere freddo solo al lago Son-Kul, al passo Torugart e sull’altopiano del Pamir, ma dove difficilmente si arriva sotto ai 10°C; le temperature più alte si possono avere a Turfan, dove la media massima per agosto è di 30°C con possibili punte anche sopra i 40°C, mentre a Bishkek le temperature medie vanno da 23 a 31°C. ed a Xian da 22 a 32°C.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 17 agosto, volo per Bishkek Per raggiungere Bishkek, capitale del Kirghizistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Aeroflot; con questa compagnia la partenza da Milano Malpensa è alle 14.50 per Mosca con arrivo alle 20.25, o da Roma Fiumicino alle 14.20 con arrivo alle 20.05. Si parte poi da Mosca alle 21.25. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 18/8 Bishkek – Burana – Kochkor (1767 mt) L’atterraggio è previsto alle 4.50 del mattino; è in attesa dei partecipanti la guida locale kirghisa. Superate le formalità di arrivo si effettua una visita in città: il Parco delle Querce, le piazze di Ala-Too e della Vittoria, la statua di Manas ed il Teatro Filarmonico. Si parte quindi per Kochkor, che dista circa 196 km; si costeggiano i monti del Tien Shan e sul percorso si visitano le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo. Giunti a Kochkor si alloggia in una casa locale, una sistemazione comoda e pulita; il luogo è rinomato per la lavorazione del feltro e se ne potrà vedere la produzione presso una delle famiglie del villaggio. 3°g. 19/8 Kochkor – Lago di Son-Kul (3016 mt) - Passo Moldu-Ashu (3346 mt) – Naryn (2020 mt) Ci si addentra tra i monti a sud ovest di Kochkor salendo attraverso il panoramico passo di Kalmak-Ashu (3350 mt) al lago di Son-Kul, che dista circa 120 km. Situato a 3016 mt questo stupendo e vasto lago, dove si vedono anche diversi animali selvaggi, è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva; all’intorno si vedono le yurte, che sono l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Si avrà del tempo per passeggiare e gustare il luogo; per chi volesse è possibile fare un giro a cavallo. Si lascia la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul attraverso il passo Moldu-Ashu (3346 mt) e si prosegue a sud est per Naryn, che dista circa 180 km dal lago, dove si alloggia presso l’hotel Khan Tengri o Aska. 4°g. 20/8 Naryn – Tash Rabat – Passo Torugart (3800 mt) – Ingresso in Cina – Kashgar (1270 mt) Si continua il viaggio verso la Cina arrivando con una breve deviazione a Tash Rabat (115 km), un caravanserraglio dell’XI secolo in pietra, restaurato, che fungeva da rifugio per i viaggiatori della Via della Seta. Si prosegue incontrando il lago di Chatter Kul ed arrivando al punto di frontiera kirghiso nei pressi del passo di Torugart (3800 mt) al confine con la Cina (185 km da Naryn); la strada è sempre ottima. Qui si viene raggiunti al confine dalla guida e dai mezzi cinesi che arrivano solo dopo che il punto di frontiera sottostante viene aperto al transito, solitamente nel primo pomeriggio. Si prosegue per Kashgar, incontrando diversi punti di controllo che richiedono un poco di tempo ed altrettanta pazienza; la città dista circa 170 km dal confine e la strada è buona, ma si usa parecchio tempo per i vari controlli e si giunge così in serata. Si alloggia presso l’hotel Qinibagh (4*) o simile. 5°g. 21/8 Kashgar Si dedica la giornata alla visita di Kashgar, città che ebbe origine in epoca precristiana e fu il punto di passaggio obbligato per la Via delle Seta, un fatto che nella storia ha provocato un gran numero di conflitti per il suo controllo; oggi vi risiedono circa 500.000 persone, per la gran parte uiguri di religione musulmana. Si visitano la celebre moschea Id Kah, la più grande della Cina, che risale al 1442; le tombe islamiche di Apak Toja, considerato il sito più sacro dell’Islam in Sinkiang, edificato nei pressi della città nel XVII secolo, dove oltre al simulacro del potente re vi sono i resti di cinque generazioni della sua famiglia; il mausoleo del poeta uiguro Yusup Khass. Oltre a questi siti classici, è molto interessante la visita del cimitero islamico. Si  percorrono a piedi le parti centrali della città vecchia, in gran parte ora ben restaurate, e, se i restauri sono stati completati (al momento della redazione è chiuso), il quartiere di Gaotai, conosciuto come il ‘quartiere di fango’, che fornisce un’idea di come doveva apparire la città ai viaggiatori dei tempi antichi; alla sera nei pressi della moschea grande si anima un vivace mercatino dove vengono cucinate le diverse prelibatezze locali. 6°g. 22/8 Kashgar, escursione al Muztagata (3600 mt) Si lascia presto Kashgar in direzione sud verso il Pakistan per raggiungere l’altopiano del Pamir arrivando fino al lago Karakul (omonimo del lago situato più ad ovest in Tagikistan) che dista 194 km, circa 4 ore di viaggio lungo un strada molto comoda e ben progettata, ma lungo il percorso vi sono parecchi controlli di polizia che rallentano il viaggio ed un tratto iniziale con un limite di velocità molto basso. Su questo lago cristallino si specchiano lo spettacolare Muztagata (7509 mt) e il Kongur Tagh (7649 mt) e tra le pasture si aggirano placidi i cammelli bactriani: è uno dei punti più spettacolari di tutto il Pamir. Si rientra a Kashgar in serata. 7°g. 23/8 Kashgar – Urumqi – Turfan Ci si imbarca sul volo per Urumqi alle 10.00 con arrivo nella capitale del Sinkiang alle 11.45 (orari da confermare); oggi è una città che risente di un fortissimo sviluppo dell’industria e del commercio, e, con circa 3,5 milioni di abitanti, è la più grande dell’Asia centrale ed anche la città del mondo più lontana da un mare. In attesa di prendere il treno per Turfan si pranza, ci si reca al museo del Xinjiang, alla “Collina Rossa” per una visione panoramica della città ed all’interessante Gran Bazar. Il treno veloce per Turfan, situata circa 190 km a sud est, parte alle 16.02 con arrivo alle 17.10; qui si alloggia presso l’hotel Turpan Huozhou. 8°g. 24/8 Turfan: escursione a Bezeklik, Toyuk, Gao Chang Nei dintorni di Turfan vi sono diversi siti molto interessanti; si inizia recandosi tra le “Montagne Fiammeggianti” alle grotte buddiste di Bezeklik, affrescate durante il regno di Gao Chang; fu qui che il mitico esploratore Van Lecoq rivenne meravigliosi dipinti che rappresentano il più alto livello dell'arte manichea. Tornati nella vallata di Turfan si prosegue per un tratto verso est arrivando all’imbocco della valle di Toyuk, dove si passeggia in un interessante, tipico villaggio ai piedi di montagne policrome; si pranza qui in una casa privata. Si prosegue per le rovine dell’antica capitale di Gao Chang, che, come Jiahoe, fu distrutta dai mongoli e non più ricostruita. Il sito è molto grande ed il luogo caldissimo, ma fortunatamente lo si gira con l’ausilio di veicoli elettrici, potendo godere della bellezza del luogo senza troppa fatica. Rientrati in città si visitano la moschea ed il minareto di Emin, alto 40 metri, un’opera che è divenuta il simbolo di Turfan. 9°g. 25/8 Turfan – Jiahoe – Dunhuang Ci si reca alle rovine di Jiahoe, nei pressi di Turfan: queste impressionanti ed estesissime rovine, oggi parte del Patrimonio Unesco, contornano i bordi di un colle che si erge tra due corsi d’acqua. Grazie a questa posizione strategica la città non aveva mura di cinta perché protetta dai ripidi versanti su entrambi i lati. All’ingresso si viene accolti da un centro visitatori faraonico ma interessante. Ci si reca quindi in stazione dove alle 13.12 (orario da confermare) si parte col treno veloce in direzione est per Dunhuang, dove si arriva intorno alle 16.48. In stazione si trovano in attesa la nuova guida locale ed il nuovo autista; si prosegue in pulmino per Dunhuang, che dista circa 130 km a sud, circa due ore di viaggio. Si alloggia presso l’hotel Solar (4*) o simile. Per chi fosse interessato, alla sera si può assistere ad uno spettacolo teatrale che rievoca i tempi della Via della Seta, ben eseguito ed interessante, con una semplice e tipica trama. 10°g. 26/8 Dunhuang L'oasi di Dunhuang, situata all'estremo occidentale del corridoio del Gansu, fu lo storico punto di collegamento tra i territori periferici occidentali della Cina e le antiche capitali di Xian e Luoyang. Si iniziano le visite dalle Grotte di Mogao, Patrimonio dell’Unesco, dove si trovano 2000 sculture dipinte e 45000 metri quadrati di pareti affrescate che coprono un periodo artistico di 1000 anni, dal 386 d. C. fino alla dinastia mongola degli Yuan; fu qui che venne trovata la famosa libreria costituita per il 90% da manoscritti buddisti, spesso bilingue, dove è stato rinvenuto anche il testo stampato più antico del mondo (868 d. C.). La visita richiede l’intera mattina; si inizia dal centro visitatori, anche qui di concezione faraonica ma ben inserito nel cotesto, dove si inizia vedendo due filmati sulla storia e punti artistici principali, quest’ultimo in una sala video a cupola che funge da schermo a 360°. Si rientra alla vicina Dunhuang per il pranzo e quindi ci si reca allo storico ‘Cancello di Giada’, al passo di Yangguan, punto d’ingresso in Cina per le antiche carovane e punto di dogana e controllo dell’impero cinese, situato circa 70 km a sud ovest. Del forte originario resta oggi solo la torretta di avvistamento sulla cima del colle: la si raggiunge con un piccolo bus elettrico per ammirare i panorami sul deserto e vedere il punto dove sorgeva l’antica fortificazione; alla base vi è oggi un edificio di recente costruzione con un museo, edificato in modo che dicono essere simile a quello del nobile predecessore. Si rientra a Dunhuang dove ci si reca ai margini della cittadina per ammirare le gigantesche dune di sabbia (sono alte più di 200 metri) ed il piccolo “lago della luna” ai loro piedi; è un punto dove vi è un’affluenza straordinaria di turisti cinesi, uno spettacolo nello spettacolo, formano lunghissime colonne di dromedari che risalgono i bordi della dune calzando ghette colorate per evitare di avere la sabbia nelle scarpe, mentre i connazionali più abbienti decollano coi deltaplani a motore o l’elicottero per ammirare il tutto dall’alto… Per chi se la sente, è possibile salire le dune; per facilitare la cosa è stata predisposta un scalinata sopra la ripida sabbia – il panorama del deserto dall’alto fa dimenticare l’allegra carnevalata della folla di persone. 11°g. 27/8 Dunhuang – Jiayuguan Jaiyuguan dista 370 km, un viaggio di circa 4/5 ore. Si visita il sito funerario di Wei-Jin, dove si vede una tomba sotterranea del terzo secolo perfettamente conservata. La regione di Jiayuguan è lo storico punto di passaggio carovaniero del Gansu, con le montagne innevate della catena del Quillian a sud che giungono fino a 5800 mt di quota e segnano i confini naturali dei territori abitati dai tibetani, e le “Montagne nere” a nord, che delimitano i lembi meridionali dei vasti spazi dei mongoli. Qui si trova un grande forte fondato nel 1372 dai Ming per sigillare il confine orientale dell’impero, che in tempi recenti è stato ricostruito come l’originale; è posto nel punto dove termina la Grande Muraglia. Dopo la visita ci si reca sui contrafforti settentrionali della Grande Muraglia, che in questo punto sono stati restaurati. Si alloggia presso l’hotel Jiayuguan (4*) o simile. 12°g. 28/8 Jiayuguan – Zhangye – Xian Proseguendo ancora per un tratto lungo il percorso delle antiche carovane, che oltre Jiayuguan erano ormai giunte all’interno dell’impero cinese, si arriva al Parco Geologico di Danxia (225 km, circa 3 ore), un’area delle pendici settentrionali dei monti Quillian famosa per la cromaticità delle rocce; la visita è strutturata in modo preciso dall’organizzazione del Parco, con brevi percorsi a piedi che consentono un’ottima visione delle aree più belle. Si pranza qui e si prosegue per Zhangye (circa 50 km) da dove ci si reca in aeroporto: il volo per Xian, che fa scalo a Lhanzou, parte alle 18.40 con arrivo alle 21.35 (orario da confermare). All’arrivo è in attesa la guida locale; si alloggia presso l’hotel Skytel (4*) o simile. 13°g. 29/8 Xian Si inizia quest’interessante giornata recandosi fuori città al sito funerario del primo imperatore per ammirare l’Esercito di Terracotta; si pranza in loco. Si torna quini in città e ci si reca alla Pagoda dell’Oca Selvaggia, edificata nel 652, e quindi ci si immerge nel vivacissimo quartiere musulmano, alle spalle della Torre del Tamburo, visitando anche l’interessante Grande Moschea, il cui attuale edificio fu realizzato circa 600 anni fa in epoca Ming. Iin questa zona si trova un interessante mercato con anche una gran scelta di prelibatezze cibarie. In serata, per chi è interessato, è possibile assistere ad uno spettacolo folcloristico (il costo del biglietto non è incluso). 14°g. 30/8 Xian, escursione a Longmen Si prende il treno veloce in direzione est per Luoyang alle 7.35; l’arrivo è previsto alle 9.08. Dalla stazione ci si reca al sito rupestre di Longmen, situato ai bordi della città, considerato tra i più importanti e belli in assoluto della Cina e parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Sulle falesie ai bordi del fiume Yi a partire dal V secolo furono realizzate un gran numero di grotte e nicchie; i diversi stili si confrontano molto bene nelle tre grandi grotte che si ammirano all’inizio della visita ed il complesso di Vairochana, di epoca Tang, è tra le realizzazioni di arte rupestre più significative al mondo. Si pranza qui e nel pomeriggio si prende il treno veloce delle 15.59 per Xian, dove si arriva alle 17.56 (orari da confermare). 15°g. 31/8 Xian e volo di rientro Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto. Chi rientra a Milano Malpensa ha il volo della China Airlines alle 17.40 per Pechino con arrivo alle 19.40; chi rientra su Roma Fiumicino alle 17.55 con China Southern per Wuhan con arrivo alle 19.30. 16°g. Domenica 1 settembre, arrivo a destinazione Per Milano Malpensa si parte da Pechino alle 1.30 con arrivo alle 5.35; per Roma Fiumicino alle 1.00 con arrivo alle 6.00.
KIRGHIZISTAN 2019: Da Osh al Son-Kul e Bishkek
Tra i monti del Tien Shan, regno dei nomadi kirghisi
Periodo: 11 ago - 18 ago
Il viaggio costituisce la seconda parte del programma Tagikistan e Kirghizistan; vista l’alta qualità del percorso anche nella parte che si svolge tra Osh e Bishkek si è ritenuto di proporlo come itinerario a sé stante per consentire la partecipazione a chi non ha tempo sufficiente. Nota tecnica Il viaggio si svolge in aree non turistiche ed è quindi richiesto un certo grado di adattabilità. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici; si alloggia presso famiglie locali ad Arslanbob, a Kazarman ed a Kochkor, pulite e ben curate, ma non sono degli hotel, e ci si accomoda una notte nelle yurte a Son Kul (qui vengono posti i materassi su dei tappeti, in effetti è molto comodo). Per i trasporti si utilizza un pulmino Mercedes Sprinter. La stagione prescelta è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che a volte può piovere e alle quote più alte dei passi non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne nei luoghi più alti del percorso possono anche avvicinarsi allo zero termico mentre di giorno nei punti più caldi (es. Osh) si possono avere fino a 30 – 35 gradi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 11 agosto, partenza per Osh Per raggiungere Osh ai margini orientali della valle di Fergana in Kirghizistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Aeroflot; con questa compagnia la partenza da Milano Malpensa è alle 14.50 con arrivo a Mosca alle 20.25 o da Roma Fiumicino alle 14.20 con arrivo alle 20.25. Si parte poi da Mosca alle 21.15. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 12/8 Osh (950 mt) Si atterra a Osh alle 4.25; qui è in attesa dei partecipanti la guida locale e ci si trasferisce presso l’hotel Rayan, Sunrise o simile, dove sono alloggiati i compagni di viaggio e la guida italiana giunti fin qui col programma Tagikistan e Kirghizistan. Oggi si dedica la giornata alla visita di Osh; si visita il ‘Trono di Salomone’, importante luogo di pellegrinaggio musulmano, ed il museo. Oltre ai siti storici, una parte molto accattivante è il bazar di Jayma, ubicato nelle medesima posizione dai tempi del Via della Seta, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale; vi si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e vi si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 3°g. 13/8 Osh – Arslanbob (1700 mt) Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, che funse da capitale del canato di Kara-Khanid tra l’XI ed il XII secolo; si vista il mausoleo e si ci si reca al magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si arriva per il pranzo presso una famiglia locale dove si alloggia anche per la notte. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata in un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontra, con circa mezz’ora di cammino, anche una cascata. La tappa è di circa 240 km. 4°g. 14/8 Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt) Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi, simile come durata al tratto di ieri ma un poco più impegnativo. Quindi si parte tornando a Jalal Adab per il pranzo e si procede in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman, dove si alloggia in una comoda casa privata. La tappa è di circa 250 km. 5°g. 15/8 Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt) Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Si percorrono circa 240 km. Qui è possibile noleggiare un cavallo e fare un giro delle praterie accompagnati da un pastore, sia oggi che l’indomani mattina. 6°g. 16/8 Son-Kul – Passo Kalmak-Ashu (3350 mt) - Kochkor Si trascorre qui la mattina. Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km), superando il passo di Kalmak-Ashu con bei panorami sul vasto lago. A Kochkor si alloggia in una comoda casa privata e si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. 7°g. 17/8 Kochkor – Burana - Bishkek Si prosegue il viaggio in direzione nord arrivando in breve al bacino del lago Orto-Tokoi; da qui si valicano i monti del Kungey Ala-Too, la propaggine più settentrionale delle catene del Tien Shan che delinea il confine col Kazakistan, arrivando ai margini della vaste pianure che si aprono verso i vasti spazi dei nomadi kazaki. Prima di giungere a Bishkek si visitano le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo; in città ci si sistema presso l’hotel Asia Mountains 2, Garden o simile e si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. Si cena in un ristorante tipico. 8°g. Domenica 18 agosto, volo di rientro Il volo della Aeroflot parte alle 6.05 con arrivo a Mosca alle 7.45; si riparte per Milano Malpensa alle 9.10 con arrivo alle 10.55 o per Roma Fiumicino alle 9.40 con arrivo alle 11.45. Per gli orari di altre connessioni contattare Amitaba.
KIRGHIZISTAN 2018: Sci d’elicottero nel Tien Shan
Esplorazione di un nuovo paradiso bianco
Periodo: 24 feb - 4 mar
La base operativa per questa magnifica avventura è situata a circa 3000 metri di quota sui monti a sud ovest di Bishkek, nel piccolo centro sciistico di Too-Ashuu. Si alloggia in comodi bungalow, ve ne sono in tutto 4 con 4 stanze ciascuno, tutte dotate di servizi e vi è un edificio comune dove si consumano i pasti e ci si può rilassare. L’eliporto è a distanza di cammino (3 minuti) dagli alloggi. Nei pressi vi sono anche degli impianti di risalita, una seggiovia (lunga 1700 mt) ed uno skilift più ripido (lungo 800 metri), che si raggiungono a piedi senza difficoltà e che se lo si desidera possono essere utlizzati per sciare quando non si usa l’elicottero; la zona è anche idonea a praticare sci alpinismo e si consiglia di avere con sé un’attrezzatura che lo consenta: potrebbe essere utile da utilizzare se non si potesse volare in caso di maltempo. Sci d’elicottero in Kirghizistan, tra i monti Ala-Too del Tien Shan Si vola con un elicottero russo, l’MI-8-MTB, che è dotato di due turbine e non di un singolo motore, una caratteristica che produce maggior potenza ed è anche motivo di sicurezza; è uno dei modelli di elicottero oggi prodotto nel mondo in maggior quantità ed è utilizzato in oltre 50 Paesi diversi, sia a scopo militare che civile. Fornisce una capacità di carico di due tonnellate che in condizioni normali consente un unico carico di tutto il gruppo per ciascuna ascesa; il mezzo è tenuto in manutenzione costante, presso l’eliporto da due tecnici che sono sempre presenti alla stazione di partenza e periodicamente a Bishkek per la revisione generale. Viene portato sempre da due piloti, un fattore anche questo ottimo per la sicurezza, che hanno entrambi volato tra i monti del Tien Shan da diversi anni sia per lo sci che per dare supporto alle spedizioni alpinistiche e per effettuare azioni di soccorso nelle aree remote ed in alta quota. Vengono messe a disposizione del gruppo otto ore piene di volo effettivo: il tempo si calcola dall’accensione allo spegnimento dei motori di ciascuna ascesa (il gruppo sale a bordo, vengono quindi accesi i motori, ci si posa per lo scarico; quindi riparte e vola alla base di raccolta a fondo discesa, spegne e resta in attesa spento fino a che il nuovo carico del gruppo è completato). Si ha così a disposizione un grande dislivello potenziale. Se le condizioni meteo sono buone e si desiderasse volare di più, in aggiunta alle otto ore, è comunque possibile per il gruppo acquistare altro tempo di volo con un costo è di $ 3200 all’ora; e, nel caso si volasse in tutto meno di 8 ore, vengono restituiti $ 1800 / ora per tutto il tempo non usufruito. La tipologia di discese disponibili è molto varia, si arriva di norma fino a discese con un gradiente del 30% - 35%; i dislivelli vanno da un minimo di 600 ad un massimo di 1300 metri con uno sviluppo da 1,5 a 8 km con quote di partenza che arrivano al massimo a circa 4200 metri; le guide locali valuteranno con Fabio Locatelli dove sciare in funzione delle capacità tecniche del gruppo, delle condizioni di sicurezza e meteo. Nelle giornate buone è solitamente possibile fare circa 6 discese lunghe; il massimo eseguito in condizioni ottimali in passato è stato di 12 discese di cui la maggior parte lunghe. La copertura nevosa che ci si aspetta a febbraio è mediamente da 1,5 a 2 metri; la stagione dello sci d’elicottero qui inizia a dicembre e si protrae fino ad aprile, il momento scelto è tra i migliori. Il numero di giornate soleggiate nel Tien Shan occidentale a febbraio è variabile: statisticamente nel mese si rilevano da 10 a 15 giorni; la stagione 2017 ha visto un minimo di tre giorni belli nelle diverse settimane con spesso cadute nevose negli altri giorni, mentre nel 2016 si erano avuti mediamente 5 giorni su sette di sereno. Per eventuali necessità di soccorso il punto medico opportunamente attrezzato più vicino è a Bishkek, raggiungibile in ambulanza o, in caso di necessità, con l’elicottero. Una nota pratica: si segnala che non è possibile cambiare denari o utilizzare carte di credito alla base operativa. Attrezzatura e nota tecnica Ogni partecipante deve avere con sé il materiale previsto per la sicurezza: autosoccorso artva, pala e sonda, ABS. Il clima previsto a fine febbraio è freddo, le temperature difficilmente vanno sopra lo zero ed anche col sole ci si aspetta di arrivare al massimo a circa -5°C con minime di circa -15°C e non è raro avere delle punte di – 25°C o anche oltre, motivo questo che di norma consente di avere ottime condizioni di neve. Il periodo di fine febbraio offre un ottimo innevamento (la stagione per lo sci d’elicottero va da dicembre ad aprile). Per l’ingresso in Kirghizistan è necessario avere un passaporto con validità minima di sei mesi al momento dell’ingresso.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 24 febbraio, partenza per Bishkek   Partenza con Turkish Airlines da Milano Malpensa alle 10.55 per Istanbul con arrivo alle 15.40, dove ci si imbarca alle 18.40 sul volo per Bishkek; si effettua un unico imbarco per il bagaglio (sono consentiti 30 chili più un bagaglio a mano di massimo 8 kg ed un paio di sci; per l’ABS può essere portata una sola carica da massimo 200 mg ovviamente disattivata). 2°g.    25/2 Bishkek – Sussamyr   L’arrivo a Bishkek, capitale del Kirghizistan, è previsto alle 2.55. Si viene accolti in aeroporto dal corrispondente locale di Amitaba e si fa la prima colazione in hotel nei pressi; prima di lasciare la città ci si reca ad un ufficio di cambio – si segnala che non è possibile cambiare denari o utilizzare carte di credito alla base operativa. Si parte quindi per raggiungere la valle di Sussamyr, situata a sud ovest tra i monti della catena occidentale del Tien Shan; la distanza è di circa 130 km con un percorso che richiede al massimo 3 ore e segue la celebre strada militare russa “M41” portando dai 257 mt di quota di Bishkek ai 3180 mt del passo di Too Ashuu, per poi scendere da qui alla vicina base operativa per lo sci d’elicottero, che è situata sul versante meridionale del passo a circa 3000 mt di quota. Giunti a destinazione ci si accomoda nelle stanze assegnateci e chi lo desidera potrà sciare utilizzando i mezzi di risalita del luogo, iniziando così ad ambientarsi. 3°g. – 7°g.    (26/2 – 2/3) Sussamyr   Il programma di questi 5 giorni ne prevede 4 di volo ed uno di pausa; il giorno di pausa è solitamente posizionato a metà (il terzo giorno), ma si vedrà questo localmente in funzione delle previsioni meteorologiche e se opportuno lo si sposta. Le giornate iniziano consumando la colazione verso le 8 del mattino; l’appuntamento al punto di decollo è per le 10 e si parte solitamente entro le 10.30 per poi rientrare alla base verso le 16.00 – 16.30 al massimo, trascorrendo l’intera giornata sugli sci. Nella prima giornata si inizia con una discesa che serve anche per testare le capacità tecniche dei partecipanti: le guide locali devono verificare di persona le capacità tecniche del gruppo per poter scegliere discese del livello corretto. Nella giornata di pausa chi non volesse riposare si potrà dedicare a sciare con i mezzi di risalita meccanica o fare sci alpinismo nella zona. 8°g.    3/3 Sussamyr – Bishkek   Si utilizza anche questa giornata per lo sci d’elicottero, ma il rientro alla base sarà al massimo per le ore 15.00, in tempo così per preparare il bagaglio e partire in pulmino per Bishkek, dove si alloggia presso l’hotel Asia Mountain 1 o 2 (sono 3*). In serata è prevista una cena conviviale di commiato. 9°g.     Domenica 4 marzo, volo di rientro   Il volo della Turkish Airlines parte alle 4.05 per Istanbul con arrivo alle 7.10; si riparte per Milano Malpensa alle 8.55 con arrivo alle 9.55.
KIRGHIZISTAN E CINA 2017: La Via della Seta
Da Bishkek a Xian, una finestra sulla storia
Periodo: 29 ago - 16 set
Il viaggio parte da Bishkek in Kirghizistan e attraverso i monti del Tien Shan arriva a Kashgar; da qui si segue la via settentrionale, ovvero quella percorsa dal maggior numero di carovane del passato e lungo la quale si individua il maggior numero di siti storici. Per cogliere appieno la grandezza delle imprese dei nostri progenitori da Bishkek in Kirghizistan fino a Zhangye, una località cinese che era situata all’interno dei confini dell’impero cinese delimitati dalla Grande Muraglia, si effettua tutto il percorso via terra utilizzando il treno tra Turfan e Dunhuang. Si utilizza poi un volo tra Zhangye e Xian, nel tratto dove l’avventura della “Via” era oramai conclusa. In Kirghizistan si ammirano resti storici a Burana ed a Tash Rabat nei pressi del passo del Torugart; sicuramente gli aspetti più accattivanti della parte iniziale sono la bellezza del contesto naturale, con le diverse catene dei monti del Tien Shan che contornano laghi e pascoli punteggiati dalle yurte, e l’incontro con la grande ospitalità delle persone. Giunti nel Sinkiang in Cina si dedica una giornata per raggiungere la valle forse più bella del Pamir, dove il possente Muztagata si specchia sul lago Karakul, e, dopo avere goduto del mitico mercato di Kashgar, si prosegue lungo la via storica del Taklamakan settentrionale visitando tutti i siti del percorso con Kizil, Kumtura e Turfan. Giunti al “Cancello di Giada” e a Dunhuang, il punto di raccordo orientale dei percorsi storici, si continua per Jiayuguan e Zhangye. Arrivati a Xian si visitano con attenzione i siti della città e si arricchisce il percorso recandosi alle celebri grotte di Longmen nei pressi dell’antica città di Luoyang ed al sito di Shaolin. PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Martedì 29 agosto, volo per Bishkek   Per raggiungere Bishkek, capitale del Kirghizistan, vi sono diverse compagnie aeree tra cui Aeroflot, Pegasus e Turkish Airlines. Il volo utilizzato dall’accompagnatore, che fa da riferimento per i servizi del viaggio, è della Turkish Airlines che offre partenze possibili da diverse città italiane; da Milano Malpensa l’imbarco è alle 14.45 con arrivo a Istanbul alle 18.35. Si parte da qui per Bishkek alle 21.35. Amitaba può prenotare il volo preferito da ciascun viaggiatore; si tenga solo presente che se l’orario di arrivo a Bishkek richiedesse dei servizi aggiuntivi di trasferimento, accoglienza o altro questi verranno addebitati a parte – non sono comunque costi elevati. 2°g.    30/8 Bishkek – Burana – Kochkor   L’atterraggio è previsto alle 5.45 del mattino; è in attesa dei partecipanti la guida locale kirghisa. Superate le formalità di arrivo si effettua una visita in città: il Parco delle Querce, le piazze di Ala-Too e della Vittoria, la statua di Manas e il Teatro Filarmonico. Si parte quindi per Kochkor, che dista circa 240 km; si costeggiano i monti del Tien Shan e sul percorso si visitano le rovine dell’antica città dove si erge la torre di Burana, che risale al XII secolo. Giunti a Kochkor si alloggia in una casa locale, una sistemazione comoda e pulita; il luogo è rinomato per la lavorazione del feltro e se ne potrà vedere la produzione presso una delle famiglie del villaggio.   3°g.    31/8 Kochkor  – Lago di Son-Kul (3016 mt) - Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Naryn   Ci si addentra tra i monti a sud ovest di Kochkor salendo al lago di Son Kul, che dista circa 120 km. Situato a 3016 mt questo stupendo e vasto lago, dove si vedono anche diversi animali selvaggi, è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva; all’intorno si vedono le yurte, che sono l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Si avrà del tempo per passeggiare e gustare il luogo; per chi volesse è possibile fare un giro a cavallo. Si lascia la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul attraverso il passo Moldu-Ashu (3346 mt) e si prosegue a sud est per Naryn, che dista circa 150 km dal lago, dove si alloggia presso l’hotel Khan Tengri. 4°g.    1/9 Naryn – Tash Rabat – Passo Torugart (3800 mt) – Ingresso in Cina – Kashgar   Si continua il viaggio verso la Cina arrivando con una breve deviazione a Tash Rabat (115 km), un caravanserraglio dell’XI secolo in pietra, restaurato, che fungeva da rifugio per i viaggiatori della Via della Seta. Si prosegue incontrando il lago di Chatter Kul ed arrivando al punto di frontiera kirghiso nei pressi del passo di Torugart (3800 mt) al confine con la Cina (185 km da Naryn); la strada è sempre ottima. Qui si viene raggiunti al confine dalla guida e dai mezzi cinesi che arrivano solo dopo che il punto di frontiera sottostante viene aperto al transito, solitamente nel primo pomeriggio. Si prosegue per Kashgar, incontrando diversi punti di controllo che richiedono un poco di tempo ed altrettanta pazienza; la città dista circa 170 km dal confine e la strada è buona ma si usa parecchio tempo per i vari controlli e si giunge così in serata. Si alloggia presso l’hotel Qinibagh. 5°g.    2/9 Kashgar, escursione al Muztagata   Si lascia presto Kashgar in direzione sud verso il Pakistan per raggiungere l’altopiano del Pamir arrivando fino al lago Karakul che dista 194 km, circa 4 ore di viaggio, molto comoda e ben progettata, ma lungo il percorso vi sono parecchi controlli di polizia che rallentano il viaggio e un tratto iniziale con un limite di velocità molto basso. Su questo lago cristallino si specchiano lo spettacolare Muztagata (7509 mt) e il Kongur Tagh (7649 mt) e tra le pasture si aggirano placidi i cammelli bactriani: è uno dei punti più spettacolari di tutto il Pamir. Si rientra a Kashgar in serata.. 6°g.    3/9 Kashgar, mercato domenicale   Oggi è domenica e si tiene il grande mercato di Kashgar, forse il più interessante dell’Asia Centrale. Si avrà il tempo necessario per gustarselo e per passeggiare nella parte vecchia della città. 7°g.    4/9 Kashgar – Aksu - Kucha   Si inizia il tratto della Via della Seta che contorna il bordo settentrionale del temibile deserto del Taklamakan. La tappa di oggi percorre un lungo tratto verso est, reso facile dal fatto che si segue una comoda autostrada. Si lambisce il bordo meridionale dei monti del Tien Shan, che stupiscono per la policromia delle rocce. Dopo circa 470 km si transita da Aksu, centro principale di questa parte del Sinkiang ma privo di particolare interesse; si continua per Kucha, con altri 166 km di strada arrivando nel tardo pomeriggio. Si alloggia presso il Kuche Grand Hotel. 8°g.    5/9 Kucha, escursione a Kizil e Kumtura    Si dedica la mattina alla visita del sito di Kizil, situato circa 75 km a nord est della città; il percorso attraversa impressionanti monti formati dall’innalzamento quasi verticale delle stratificazioni, di colore prevalentemente rosso. A Kizil si trova un grande numero di templi rupestri buddisti posizionati sulle falesie a nord del fiume Muzat. I più antichi risalgono al IV secolo, quando questa religione raggiunse la regione; gli affreschi rivelano una mescolanza di influenze kashmire, indiane, partiche sassanidi e della più antica civiltà ellenistica di Gandhara, testimonianza dell’influenza indoeuropea in Asia centrale. E’ molto spettacolare la passeggiata che porta fino in fondo al canyon che divide in due il sito stesso, dove dalle falesie verticali occhieggiano diversi siti rupestri. Dopo la visita si pranza e si torna a Kucha; da qui si raggiunge verso est (circa 25 km) il sito di Kumtura, affacciato anch’esso al fiume Muzat in una posizione stupenda, conosciuto come “Le mille grotte del Buddha”, che colpisce per la bellezza di alcuni affreschi e per l’architettura dei templi che in diversi punti erano connessi gli uni agli altri da passaggi scavati nella morbida roccia. Rientrati a Kucha si completa la giornata passeggiando nel vecchio quartiere uiguro, con le tipiche vecchie case ad un solo piano, dove si resterà piacevolmente sorpresi anche dalla cordialità delle persone. 9°g.    6/9 Kucha – Lago Bosten – Turfan   Si prosegue per la lontana Turpan (674 km), un viaggio che impegna per più di 8 ore. A circa metà del percorso nei pressi di Yanqi tempo permettendo – a volte i controlli di polizia sul percorso richiedono parecchio tempo - con una breve deviazione si visita il lago di Bosten. Superata la catena di monti che separano il vasto bacino del Tarim ed il deserto Taklamakan dalla depressione di Turfan, un territorio selvaggio con bellissimi panorami, si arriva a destinazione in serata, si alloggia presso l’hotel Turpan Huozhou. 10°g.    7/9 Turfan: escursione a Bezeklik, Toyuk, Gao Chang e lago Ajdingcol    Nei dintorni di Turfan vi sono diversi siti molto interessanti; si inizia recandosi tra le “Montagne Fiammeggianti” alle grotte buddiste di Bezeklik, affrescate durante il regno di Goa Chang; fu qui che il mitico esploratore Van Lecoq rivenne meravigliosi dipinti  che rappresentano il più alto livello dell'arte manichea. Tornati nella vallata di Turfan si prosegue per un tratto verso est arrivando all’imbocco della valle di Touyk, dove si passeggia in un interessante, tipico villaggio ai piedi di montagne policrome; si pranza qui in una casa privata. Si prosegue  visitano le rovine dell’antica capitale di Gao Chang, che, come Jiahoe, fu distrutta dai mongoli e non più ricostruita. Il sito è molto grande e il luogo caldissimo, ma fortunatamente lo si gira con l’ausilio di veicoli elettrici, potendo godere della belle zza del luogo senza troppa fatica. Rientrati in città si visitano la moschea e il minareto di Emin, alto 40 metri, un’opera che è divenuta il simbolo di Turfan. Si completa la giornata recandosi con le luci della sera al lago di Ajdingcol, che è il punto più basso della depressione di Turfan (-154 mt): l’area coperta d’acqua non è molto grande perché l’afflusso idrico della grande vallata viene utilizzato per l’agricoltura e in ogni caso il fattore di evaporazione qui è elevatissimo. 11°g.    8/9 Turfan – Jiahoe – Dunhuang   Ci si reca alle rovine di Jiahoe, nei pressi di Turfan: queste impressionanti ed estesissime rovine, oggi parte del Patrimonio Unesco, contornano i bordi di un colle che si erge tra due corsi d’acqua. Grazie a questa posizione strategica la città non aveva mura di cinta perché protetta dai ripidi versanti su entrambi i lati. All’ingresso si viene accolti da un centro visitatori faraonico ma interessante. Ci si reca quindi in stazione dove alle 12.16 si parte col treno veloce in direzione est per Dunhuang. Si arriva intorno alle 16.00 ed in stazione si trovano in attesa la nuova guida locale ed il nuovo autista; si prosegue in pulmino per Dunhuang, che dista circa 130 km a sud, circa due ore di viaggio. Si alloggia presso l’hotel Dunhuang. Per chi fosse interessato alla sera si può assistere ad uno spettacolo teatrale che rievoca i tempi della Via della Seta, ben eseguito ed interessante, con una semplice e tipica trama. 12°g.    9/9 Dunhuang   L'oasi di Dunhuang, situata all'estremo occidentale del corridoio del Gansu, fu lo storico punto di collegamento tra i periferici territori occidentali della Cina e le antiche capitali di Xian e Luoyang. Si iniziano le visite dalle Grotte di Mogao, Patrimonio dell’Unesco, dove si trovano 2000 sculture dipinte  e 45000 metri quadrati di pareti affrescate che coprono un periodo artistico di 1000 anni, dal 386 d. C. fino alla dinastia mongola degli Yuan; fu qui che venne trovata la famosa libreria costituita per il 90% da manoscritti buddisti, spesso bilingue, dove è stato rinvenuto anche il testo stampato più antico del mondo (868 d. C.). La visita richiede l’intera mattina; si inizia dal centro visitatori, anche qui di concezione faraonica ma ben inserito nel cotesto, dove si inizia vedendo due filmati sulla storia e punti artistici principali, quest’ultimo in una sala video a cupola che funge da schermo a 360°. Si rientra alla vicina Dunhuang per il pranzo quindi ci si reca allo storico ‘Cancello di Giada’ al passo di Yangguan, punto d’ingresso in Cina per le antiche carovane e punto di dogana e controllo dell’impero cinese, situato circa 70 km a sud ovest. Del forte originario resta oggi solo la torretta di avvistamento sulla cima del colle: la si raggiunge con un piccolo bus elettrico per ammirare i panorami sul deserto e vedere il punto dove sorgeva l’antica fortificazione; alla base vi è oggi un edificio di recente costruzione con un museo, eseguito in modo che dicono essere simile a quello del nobile predecessore. Si rientra a Dunhuang dove ci si reca ai margini della cittadina per ammirare le gigantesche dune di sabbia (sono alte più di 200 metri) ed il piccolo “lago della luna” ai loro piedi; è un punto dove vi è un’affluenza straordinaria di turisti cinesi, uno spettacolo nello spettaco0lo, formano lunghissime colonne di dromedari che risalgono i bordi della dune calzando ghette colorate per evitare di avere la sabbia nelle scarpe, mentre i connazionali più abbienti decollano coi deltaplani o l’elicottero per ammirare il tutto dall’alto… Per chi se la sente, è possibile salire le dune; per facilitare la cosa è stata predisposta un scalinata sopra la ripida sabbia – il panorama del deserto dall’alto fa dimenticare l’allegra carnevalata della folla di persone. 13°g.    10/9 Dunhuang – Jiayuguan   Jaiyuguan dista 370 km, un viaggio di circa 4/5 ore. In questo storico punto di passaggio del Gansu con le montagne innevate della catena del Quillian a sud, che giungono fino a 5800 mt di quota e segnano i confini naturali dei territori abitati dai tibetani, e le “Montagne nere” a nord, che delimitano i lembi meridionali dei vasti spazi dei mongoli, si trova un grande forte, ora ricostruito come l’originale, che è il punto dove termina la Grande Muraglia, e venne costruito nel 1372 dai Ming per sigillare il confine orientale del’impero. Dopo il pranzo si iniziano le visite dal sito funerario di Wei-Jin, dove si vede una tomba del terzo secolo perfettamente conservata; quindi il forte e per finire si sale sui contrafforti settentrionali della Grande Muraglia, che in questo punto sono stati restaurati. Si alloggia presso l’hotel Jiayuguan. 14°g.    11/9 Jiayuguan – Zhangye – Xian   Proseguendo ancora per un tratto lungo il percorso delle antiche carovane, che oltre Jiayuguan erano ormai giunte all’interno dell’impero cinese, si arriva al Parco Geologico di Danxia (225 km, circa 3 ore), un’area delle pendici settentrionali dei monti Quillian famoso per la cromaticità delle rocce; la visita è strutturata in modo preciso dall’organizzazione del Parco, con brevi percorsi a piedi che consentono un’ottima visione delle aree più belle. Si pranza qui e si prosegue per Zhangye (circa 50 km) da dove ci si reca in aeroporto: il volo della Tianjiin Air per Xian, che fa scalo a Lhanzou, parte alle 16.30 (orario da confermare). All’arrivo è in attesa la guida locale; si alloggia presso l’hotel Westin o simile. 15°g.    12/9 Xian   Si inizia quest’interessante giornata recandosi fuori città al sito funerario del primo imperatore, per ammirare l’esercito di terracotta; si pranza in loco. Ci si reca quindi alla Pagoda dell’Oca Selvaggia, edificata nel 652, ,e tornati in centro città, ci si immerge nel vivacissimo quartiere musulmano, alle spalle della Torre del Tamburo, visitando anche l’interessante Grande Moschea, il cui attuale edificio fu realizzato circa 600 anni fa in epoca Ming. 16°g.    13/9 Xian – Luoyang ed escursione a Shaolin    Si prende il treno veloce in direzione est per Luoyang alle 7.35; l’arrivo è previsto alle 9.08. Dalla stazione si parte in direzione sud est per Shaolin. Dopo circa un’ora si arriva al tempio buddista di Baima (il “Tempio del cavallo bianco”) che secondo la tradizione fu il primo della Cina, edificato nel 68 d.C.; dei tempi antichi resta la tomba di uno dei monaci che giunsero qui, il sito attuale è stato rifatto negli anni ’80 con un lavoro molto ben eseguito ed il luogo, dove risiedono diversi monaci, è impreziosito da una bella atmosfera spirituale. Si prosegue per Shaolin dove si arriva per il pranzo. Questo tempio è giunto a grande notorietà come punto d’origine delle arti marziali cinesi; oggi ospita un collegio di arti marziali con migliaia di studenti, ed è impressionante vederli impegnati in grandi gruppi con le arti di combattimento – ogni cosa in Cina viene eseguita con dimensioni a noi non abituali! L’area è molto interessante da esplorare, il complesso è situato in un’amena vallata tra monti boschivi e nel tempio, ottimamente curato, il padiglione alto è antico; proseguendo oltre il tempio vi è il mausoleo dei maestri di Shaolin e nel pomeriggio verso l’ingresso viene tenuta una dimostrazione di arti marziali. Completate le visite si rientra in città dove si cena in un ristorante locale e si alloggia presso l’hotel Peony Plaza. 17°g.    14/9 Luoyang (Longmen) – Xian   Ci si reca al sito rupestre di Longmen, situato ai bordi della città, considerato tra i più importanti e belli in assoluto della Cina e parte del Patrimonio Mondiale Unesco: sulle falesie ai bordi del fiume Yi a partire dal V secolo furono realizzate un gran numero di grotte e nicchie; i diversi stili si confrontano molto bene nelle tre grandi grotte che si ammirano all’inizio della visita e il complesso di Vairochana, di epoca Tang, è tra le realizzazioni di arte rupestre più significative al mondo. Si pranza qui e nel pomeriggio si prende il treno veloce delle 15.00 per Xian, dove si arriva alle 17.00 (orari da confermare). Si alloggia nel medesimo hotel. 18°g.    15/9 Xian e volo di rientro   Dopo colazione ci si reca in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro. 19°g.    Sabato 16 settembre, arrivo a destinazione
KIRGHIZISTAN e KAZAKISTAN 2015: Selvaggio Tien Shan e grandi laghi
Un tour tra le meraviglie dell'Asia Centrale
Periodo: 11 lug - 23 lug
Si segnala che il programma Tagikistan, grande traversata del Pamir, che parte il 28/6 o l’1/7, può essere seguito in congiunzione con questo.   ​ ​ ​ Kirghizistan Elicottero per Engilchek Ghiacciaio Engilchek Nota tecnica Il viaggio prevede due notti nelle yurte, una presso una famiglia locale e 3 intenda. E’ necessario portare il proprio sacco a pelo; per chi va sul ghiacciaio di Engilchek si consiglia un gradiente termico minimo di -10°C, considerando che spesso i valori di tabella dei sacchi è indicato in modo ottimistico. Come attrezzatura personale serve il solito materiale che si usa nei trekking (scarponi adatti, vestiario anti acqua e vento, ecc); il materassino viene fornito dall’organizzazione. Per i trasporti in Kirghizistan si utilizzano minivan 4 x 4 tipo Toyota Delica, con massimo 4 passeggeri per mezzo; in Kazakistan veicoli tipo Toyota Previa/T9 o Hyundai Starex che porta fino a 6 passeggeri. La stagione prescelta per il viaggio è statisticamente la migliore; bisogna però tener presente che può sempre piovere e, alle quote più alte, non sono escluse precipitazioni nevose. Le temperature notturne possono a volte scendere fino allo zero termico, in particolare sul ghiacciaio di Engilchek dove si possono avere anche punte più basse mentre di giorno nei punti più caldi dell’itinerario si possono avere anche 25 gradi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 11 luglio, partenza per Osh   2°g.  12/7 Osh - Jalal Abad – Kazarman   L’arrivo a Osh è previsto alle 3.55; è in attesa all’aeroporto la guida kirghisa. Si raggiunge per un breve riposo l’hotel dove sono alloggiati i partecipanti giunti con il programma “Tagikistan, grande traversata del Pamir”. Si lascia Osh contornando il confine uzbeco che delimita la parte più orientale della valle di Fergana, transitando da Uzgen dove è molto interessante una sosta per visitare il mercato, e arrivando a Jalal Abad (104 km). Si procede quindi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana, con un valico di circa 3000 mt, arrivando a Kazarman, che è situata a 1310 mt di quota. Si alloggia in una locanda; la tappa è di 244 km, 5 / 6 ore. 3°g.   13/7 Kazarman – Lago di Son-Kul (3100 mt)   Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn superando diversi panoramici costoni incontrando alcuni villaggi e ampie aree dove si vedono le yurte dei pastori; si ridiscende fino al fiume Naryn e si lascia l’ampia valle del fiume andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul, uno stupendo e vasto lago posto a 3000 mt di altezza dove si vedono tantissime yurte e vaste mandrie, con cavalli, yak, pecore, capre e vacche. La regione è utilizzata per la transumanza estiva e si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. 4°g.   14/7 Son-Kul – Kochkor (1800 mt)   Dopo pranzo si parte per Kochkor, transitando da Sary-Bauk; dista 120 km a nord est, circa 3 ore di viaggio. Si alloggia presso una famiglia locale; si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. 5°g.   15/7 Kochkor – Lago Issyk-Kul - Jety-Oguz   Si prosegue verso est arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issyk-Kul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Se ne segue la costa meridionale e prima di Karakol si lascia la strada principale verso sud con una breve deviazione che porta alla valle di Jety-Oguz. Si alloggia nelle yurte; la tappa è di 280 km, circa 5 ore di guida. Si esplora la valle a piedi raggiungendo una bella cascata, con un percorso di circa 2 ore, o anche più lungo se si desidera addentrarsi maggiormente nel canyon. 6°g.   16/7 Jety-Oguz – Karakol – Karkara   Raggiunta la vicina città di Karakol (1760 mt) si visitano il museo Prjevalski, la chiesa ortodossa e la moschea cinese; si pranza presso una famiglia uigura. Nel pomeriggio ci si trasferisce a Karkara (2250 mt); il campo, dove si pernotta in tenda ed è il punto di partenza per l’elicottero, è situato a circa 25 km a sud del villaggio nella valle nell’area di Churduk. Programma Alto Tien Shan 7°g. –  8°g. (17/7 – 18/7) Karkara: Ghiacciaio di South Engilchek (4050 mt)   Si decolla al mattino; vengono utilizzati elicotteri russi tipo MI-8 MTF di recentissima produzione, condotti dai migliori piloti disponibili in Kirghizistan, che lavorano abitualmente tra le montagne del Tien Shan anche per operazioni di salvataggio in alta quota e per lo sci con l’elicottero. Il volo dura circa 40 minuti attraverso un ambiente estremamente spettacolare di altissima montagna; si atterra ad una quota di circa 4050 mt al campo allestito sul ghiacciaio Engilchek, il più lungo di tutta la catena del Tien Shan. Le visioni più spettacolari da qui sono a nord est la vetta del magnifico Khan Tengri (7010 mt), mentre sul lato sud del possente ghiacciaio si affaccia il massiccio del Jengish Chokusu (o Peak Pobeda) di 7439 mt, il più alto della catena. Si effettuano diverse passeggiate esplorative, prive di pericoli, accompagnati dal capogruppo italiano; non serve attrezzatura alpinistica. Programma alternativo di trekking 7°g. –  8°g. (17/7 – 18/7) Trek di Altyn-Arashan   Dal campo ci si trasferisce al canyon di Karakol utilizzando un camion militare. Si inizia da qui il percorso a piedi che nella prima giornata impegna da 4 a 5 ore; si parte da una quota di circa 2500 mt e si sale al lago di Alakul, situato a circa 3600 mt, dove viene posto il campo. Il giorno successivo si attraversa il passo di Alakul (3860 mt) arrivando nella valle di Keldike, e si scende fino alle fonti termali di Altyn-Arashan (2500 mt); sono previste da 5 a 6 ore di cammino. Si rientra quindi al campo di Karkara con un camion militare. Prosecuzione 9°g.  19/7 Karkara – Laghi di Kolsay (Kazakistan)   I viaggiatori che si sono recati sul ghiacciaio rientrano in volo al campo di Karkara, dove si ricongiungono ai partecipanti che hanno optato per il trekking. Si parte per il confine kazako, che da qui dista solo circa 35 km. Si salutano la guida e gli autisti kirghisi e, superate le formalità di frontiera, si prosegue con la nuova guida e i mezzi kazaki per i laghi di Kolsay, che distano 140 km in direzione ovest; si alloggia presso lo Zhibek Zholy Cottage sul lago Kolsay I (1800 mt). 10°g. 20/7 Laghi di Kolsay   Si esplora la valle, partendo a piedi dal Cottage. La meta è il secondo lago, situato a 2250 metri di quota, che dista circa 9 km, da molti ritenuto il più bello; per chi se la sente, è possibile provare  a raggiungere il terzo lago, che è però più lontano e posto a 2800 mt. 11°g. 21/7 Laghi di Kolsay – Charyn Canyon – Almaty   Si torna per un tratto verso est e quindi si raggiunge a nord il Charyn Canyon, scavato dalle acque nella steppa kazaka; il punto più spettacolare è stato denominato la ‘valle dei castelli’ per la spettacolarità e cromia delle formazioni. Si effettua un’escursione a piedi di circa 2 ore. Si continua quindi il viaggio verso ovest per Almaty, dove si alloggia presso l’hotel Kazzhol; la tappa è di 350 km e richiede circa 5 ore di guida. 12°g. 22/7 Almaty, Medeo Gorge e ghiacciaio Bogdanovich   Ci si reca sui monti a sud della città, che separano il Kazakistan dal Kirghizistan e dal lago Issyk-Kul. Si sale con le funivie da Medeo (1691 mt) a Shymbulak (2230 mt) e da qui a Talgar (3168 mt); dalla stazione d’arrivo di Talgar si può proseguire a piedi fino al ghiacciaio di Bogdanovich, che si raggiunge con circa 1 ora e mezza di cammino. 13°g. Giovedì 23 luglio, volo di rientro