STORICO VIAGGI

IRAN

 

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L’Iran è tra le mete più affascinanti per ogni cultore di viaggi: un Paese vasto con una storia antichissima che ha visto anche un suo ruolo di ponte tra Occidente e Oriente, con innumerevoli tracce del mirabile passato artistico islamico e pre-islamico, impreziosito da una natura bella e varia che offre paesaggi mozzafiato e incredibili deserti ancora sconosciuti al turismo. Chi ha avuto la fortuna di esserci già stato racconta spesso della sorprendente cordialità e del calore della sua gente.

Amitaba in Iran organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze. Per valutare le diverse possibilità che l'Iran ci offre, e farsi un'idea dei percorsi a cui potersi ispirare, si può iniziare consultando la parte dedicata ai viaggi su misura in Iran. E si possono esaminare i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba che si trovano nello storico: ve ne sono un gran numero e toccano gran parte delle regioni del Paese.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
IRAN 2019: Persia millenaria
Periodo: 11 ott - 20 ott
Si parte da Teheran, la capitale, posizionata a nord del paese e, seguendo un affascinante circuito, si esplora la regione centrale con i suoi altipiani desertici arrivando fino a Shiraz, nel sud; si utilizza lo stesso comodo pulmino privato per tutto il tour. S’inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti. La seconda tappa è a Kashan, che nella leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose e celebratissime bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli e giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Da qui ci si dirige verso Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva poi a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e alle imponenti e millenarie rovine della piana di Persepoli, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, includendo la vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro imperatori. Si completa il viaggio a Shiraz, splendida città ricca di monumenti, conosciuta come “la città della poesia e delle rose”. E, oltre a tutte queste bellezze della storia e della natura, una delle innumerevoli emozioni che questo ricco itinerario in Iran conta di procurare è il piacere di riscontrare la grande civiltà dei persiani, che esprimono una genuina cordialità verso i visitatori. Per chi si reca in Persia, oltre alle guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il Paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad ottobre a Teheran indicano 20°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Shiraz e a Yadz le massime stagionali indicano 26°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, di 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; in particolare gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure.  Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con l’autostrada nel tratto tra Tehran e Isfahan. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli.  Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale.  Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo orientale, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia e la nostra cultura occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale. Un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il Paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba, che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 11 ottobre, volo per Tehran  Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Turkish Airlines con partenza da Milano Malpensa alle 12.45 con arrivo ad Istanbul alle 16.30 o da Roma Fiumicino alle 13.45 con arrivo alle 17.15; si riparte da qui per Tehran alle 19.10 con arrivo alle 22.45 (per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba) Accoglienza all’aeroporto internazionale Khomeini di Tehran; trasferimento in città e sistemazione presso l’hotel Enghelab 4 * o similare. 2°g. 12/10 Tehran - Kashan  Dopo colazione visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite nella parte sud della città sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar (XIX secolo), una vera e propria cittadella nel cuore della città, dove tra i giardini si visitano varie sale magnifiche come la Sala degli Specchi e il Palazzo Badgir, famoso per le torri del vento, antico sistema persiano di aerazione e primo dei numerosi siti Patrimoni dell’Unesco che si visitano. Si passa poi al Museo Nazionale, o Museo Archeologico, che raggruppa capolavori dell’arte e civilizzazione iraniana, di epoca prevalentemente pre-islamica. Vi si trovano manufatti in bronzo del Lurestan, oggetti antichi in terracotta, sculture, bassorilievi, pezzi vari da Persepoli e mosaici sassanidi, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria che visiteremo. Dopo pranzo visita al ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, una stupefacente collezione tra le più inestimabili al mondo, installata nel caveau della Banca Nazionale, di pietre preziose, gioielli, troni e corone, da far eclissare quella della Regina di Inghilterra. Subito dopo si parte in direzione sud per Kashan, un percorso autostradale di 250 km; con sosta lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi: un bell’esempio di moderna architettura persiana, che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Si pernotta presso l’hotel Morshedir, un palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o similare. 3°g. 13/10 Kashan – Isfahan  Visita di Kashan, residenza favorita dello Shah Abbas I che chiese in punto di morte di esservi sepolto. Kashan è famosa per le case dei ricchi commercianti ed i curatissimi giardini, per le ceramiche, la seta e l’acqua di rose. Visite: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si parte nel pomeriggio in direzione sud per Isfahan, che dista 220 km di autostrada, dove si alloggia presso l’hotel Setarè o simile. 4°g. 14/10 Isfahan  Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite nella grande piazza dell’Imam coi suoi numerosi e sontuosi monumenti e moschee. La piazza, la terza nel mondo per ampiezza, è chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, con la sua rinomata cupola dagli spettacolari colori pastello, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu, dove la Sala della Musica è uno dei capolavori dell’arte persiana per originalità e maestria, ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam, detta anche Moschea blu. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti nella irresistibile varietà di artigianato, dai gioielli di turchesi alle miniature, dagli oggetti in rame ai tessuti locali, senza dimenticare i pistacchi, la frutta secca e le spezie. In serata tipica cena alla persiana nella zona della grandiosa piazza dell’Iman, illuminata da mille luci e magici riflessi e spesso animata anche di sera da giovani e famiglie che consumano allegramente un picnic sull’erba dei giardini. 5°g. 15/10 Isfahan  Si iniziano le visite dalla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico; ed offre un’occasione per familiarizzare con i vari stili che si sono succeduti nei secoli. Si proseguono le visite al Chehlo Sotoun, il maestoso Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza per il ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si proseguono le visite recandosi lungo la sponda sud del fiume Zayandeh-rood nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale. 6°g. 16/10 Isfahan – Yazd  Si completano le visite di Isfahan con i due bellissimi ponti di epoca safavide, sul fiume, che è senza acqua per alcuni mesi all’anno. Si parte quindi per Yazd, un percorso di 320 km lungo un’ottima strada. Questa città, situata nel deserto, fu un importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro; vi risiede ancora oggi la piccola comunità zoroastriana persiana. Nei pressi della città al tramonto ci si reca alle Torri del Silenzio, gli antichi luoghi funerari zoroastriani. Si alloggia presso l’hotel Moshir Garden o simile. 7°g. 17/10 Yadz  Giornata dedicata alla visita della città, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana ed anche una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, con i catteristici badghir, le torri del vento, condizionatori d’aria naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio si completa il tour con la visita al Tempio del Fuoco zoroastriano, dove la fiamma arde da oltre 1500 anni. In tardo pomeriggio vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh, che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, e compiono la pratica ritmati dal tamburo accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 8°g. 18/10 Yazd – Abar Kuh - Pasargadae - Shiraz  Partenza per Shiraz, lungo un percorso che fu descritto da Marco Polo; dista 450 km, un viaggio di circa sette ore. Sul percorso, dopo aver attraversato bei paesaggi di montagne, colline e deserti, si sosta brevemente a Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni e si sosta per pranzo o per un picnic. Si sosta poi a Pasagardae, Patrimonio dell’Unesco, fondata da Ciro il Grande, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide e di cui restano il suo solitario monumento funerario ed alcune rovine. Al tramonto arrivo a Shiraz e, se il tempo lo permette, passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez (venerato in tutto il paese e contemporaneo di Dante), posto in un rilassante e curato giardino, molto animato alla sera. Pernottamento in centro a Shiraz in hotel 4*. 9°g. 19/10 Shiraz ed escursione a Persepoli  Nota tecnica: la giornata è molto intensa e si consiglia una partenza presto dopo una lauta prima colazione e, per essere più efficaci, per il pranzo si consuma uno spuntino in pullman. Shiraz, conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, quindi i giardini di Narenjestan con gli aranceti ed il padiglione adibito a piccolo museo, poi l’Arg-e Karim Khan, l’antica cittadella che domina il centro con le sue mura. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le impressionanti tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide che raffigurano la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Venne edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem ed il Palazzo di Serse. Rientrati a Shiraz, cena in un ristorante tipico; si ha la camera a disposizione in hotel fino al trasferimento notturno all’aeroporto per il volo internazionale. 10°g. Domenica 20 ottobre, volo di rientro  Il volo della Turkish Airlines parte da Shiraz alle 2.10 con arrivo a Istanbul Sabiha alle 7.40; da qui si riparte alle 7.40 per Milano Malpensa con arrivo alle 9.30 o per Roma Fiumicino alle 8.15 con arrivo alle 9.55.
IRAN 2019: Paradiso persiano
Estensione iniziale: La terra degli ziggurat, partenza il 16 aprile
Periodo: 19 apr - 2 mag
Sul sito di Amitaba sono raccolte diverse informazioni sul Paese: vedi Iran; ed alcuni racconti: vedi Iran: si parte e Iran: Un mondo da conoscere. Questo ricchissimo itinerario inizia con una breve introduzione storica nei musei della capitale Teheran, da dove si vola per Kerman, nel lontano sud est del Paese al limitare del vasto deserto. Da qui utilizzando un pulmino privato s’inizia un percorso attraverso le regioni meridionali e centrali del Paese: un viaggio da sud a nord che ne ripercorre anche la storia millenaria. La prima tappa è a Bam, mirabile cittadella fortificata in paglia e fango, antico avamposto lungo la Via della Seta, conosciuta anche per l’ambientazione del film “Il deserto dei Tartari”. Da qui inizia la graduale risalita verso nord con tappe in mausolei e giardini ed un tuffo nell’incredibile deserto del Dasht-e Lut, dove si avrà a disposizione una giornata per passeggiate ed escursioni tra dune di sabbia e formazioni di guglie di argilla, sabbia e sale modellate dai venti, che creano l’illusione di addentrarsi tra città fantasma. A Mahan si resta colpiti dalla cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto ed a Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la Via della Seta, si ammirano le ricca vestigia del periodo islamico. Attraverso le piantagioni di pistacchio si arriva a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si continua lungo paesaggi montagnosi e desertici per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Shiraz, la città della poesia e delle rose. Da Shiraz si visitano le imponenti, millenarie rovine della piana di Persepoli, la capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Si continua poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "L'altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini e ponti che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo e all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, con splendide moschee e mausolei, dove ci si immerge per qualche ora nell’interessante cuore religioso del Paese. La terra degli Ziggurat L’estensione iniziale approfondisce l’esplorazione dei territori remoti dell’Iran: si svolge in Kuzestan, un territorio poco frequentato dal turismo con caratteristiche ambientali e paesaggistiche differenti. E’ la Terra degli Elamiti, situata nel sud ovest ed adiacente alla Mesopotamia; fu uno dei centri della prima urbanizzazione conosciuta dell’uomo, i cui albori secondo gli archeologi qui giungono almeno al 5.000 a. C. Di questo antichissimo passato sopravvivono molti resti, tra cui lo ziggurat meglio preservato che si conosca, nonostante i saccheggi effettuati dagli europei che hanno portato molti importantissimi reperti ai musei di Parigi, Londra e Berlino. Si raggiunge Ahwaz, nel sud della Persia, in volo da Tehran e con un pulmino privato si segue un tour che porta a Susa, una delle più grandi città del mondo antico, a Shushtar, con lo storico sistema idraulico,  e allo ziggurat di Choqa Zambil, questi ultimi entrambi Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Al rientro a Tehran, in attesa degli altri partecipanti, si visitano diversi interessanti, in particolare quelli più moderni ed originali. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile a Teheran indicano 23°C.) e più caldo nelle città meridionali (a Shiraz le massime stagionali ad aprile indicano 24°C e a Kerman 25°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; in particolare gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure. Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con l’autostrada nel tratto tra Isfahan e Tehran. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo orientale, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia e la nostra cultura occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale. Un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il Paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba, che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO Estensione iniziale: La terra degli Zigurrat 1°g.    Martedì 16 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. All'arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Howeyzeh o simile per il pernottamento. 2°g.    17/4 Tehran - Ahwaz - Shushtar   Rispetto alle altre località dell’Iran che hanno segnato la storia e hanno visto nascere fiorenti civiltà, Teheran ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar che qui venne incoronato nel 1795. La capitale è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah, che ha costruito il famoso Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Teheran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del paese. Trasferimento all’aeroporto domestico Mehrabad e imbarco sul volo per la città di Ahwaz, nel Khuzestan, una regione ricca di petrolio che si affaccia sul Golfo Persico. Trasferimento in minivan a Shushtar (95 km di strada, un’ora e mezzo circa), cena nell’affascinante corte di un ristorante di epoca qajara e pernottamento presso l’hotel Shushtar Traditional nel centro della cittadina. 3°g.    18/4 Shushtar - Susa - Choqa Zanbil - Ahwaz   In mattinata si visita la città di Shushtar. Già conosciuta nel periodo elamita con il nome di Adamdun, in epoca sassanide era un'isola sul fiume Karun, scelta come capitale estiva dell'Impero. Uno dei maggiori monumenti della città è il Band-e Qayṣar ("Ponte di Cesare"), che in passato era un grande ponte che fungeva da diga, lungo 550 metri; venne costruito per volontà del Re Sassanide Shapour I utilizzando la mano d’opera di circa 70.000 prigionieri romani, catturati dopo la sconfitta dell'imperatore Valeriano nella battaglia di Edessa. Il sistema idraulico di Shushtar, la cui costruzione viene fatta risalire al V secolo a.C. per ordine di Dario il Grande, è annoverato nel Patrimoni dell'Umanità UNESCO. Lo sviluppo che ha subito nel corso dei secoli permette di osservare le tecniche costruttive usate dagli Elamiti, dai popoli della Mesopotamia e dai Nabatei. Ci si reca quindi agli importanti siti archeologici di Susa e Choqa Zanbil. Susa, (83 km, 1 ora e mezza di strada), sorge nei pressi dell'odierna città di Shush, che in passato fu la capitale dell'antico regno dell'Elam e, in periodo più tardo, dopo essere stata devastata dal sovrano assiro Assurbanipal nel 646 a.C., divenne residenza imperiale dei persiani achemenidi. Da Susa si prosegue (45 km) per Choqa Zanbil, dove si visita un tempio dell’antica civiltà Elamita (1250 a.C.) e lo Zigurrat, il meglio conservato al mondo, divenuto nel 1979 il primo sito iraniano ad essere iscritto nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO. In origine era costituita da cinque piani concentrici, dei quali se ne sono conservati tre, che oggi raggiungono un'altezza di 25 metri. Al termine si torna ad Ahwaz (130 km - 2 ore), dove si alloggia presso l’hotel Pars o simile. 4°g.    19/4 Ahwaz - Teheran   Trasferimento alla mattina presto all’aeroporto e partenza in volo per Teheran alle 7.10 con arrivo alle 8.20 (orario da confermare). All’arrivo ci si reca in centro città sostando lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, e ci si dirige nella zona nord per visitare il Palazzo Museo di Sa’d Abad, ex residenza estiva dei Pahlavi composta da 18 lussuose ville  immerse in un immenso parco a ridosso delle montagne. Qui il Palazzo Verde, chiamato così per il marmo verde delle mura, ed il Palazzo Bianco tra marmi e tappeti rivelano le abitudini occidentali e sfarzose dello Shah e della sua famiglia dagli anni 20 fino alla caduta a fine anni 70. Dopo pranzo si visita il moderno ponte Tabiat, o ponte della Natura, un originale ponte pedonale che collega due parchi, passando sopra le arterie stradali cittadine. Progettato da una giovane iraniana e realizzato da italiani, ha vinto anche un concorso internazionale; è un luogo di passeggio molto in voga ed offre vari bar e ristoranti, dove si cena. Si pernotta presso l’hotel Howeyzeh o simile. Partenza per “Paradiso persiano” 1°g.    Venerdì 19 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. All'arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Howeyzeh o simile per il pernottamento, dove sono già arrivati i partecipanti e l’accompagnatrice italiana giunti oggi da Ahwaz. Programma principale: Paradiso persiano 2°g. o 5°g. 20/4 Tehran - Kerman   Visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Ci si reca nella parte sud al Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar (XIX secolo), una vera e propria cittadella nel cuore della città, dove tra i giardini si visitano le magnifiche sale, come la Sala degli Specchi, ed il Palazzo Badgir, famoso per le torri del vento, antico sistema persiano di aerazione e primo dei numerosi siti Patrimoni UNESCO che si visitano. Si passa poi al Museo Nazionale, o Museo Archeologico, che raggruppa capolavori dell’arte e civilizzazione iraniana, di epoca prevalentemente pre-islamica. Vi si trovano manufatti in bronzo, oggetti antichi in terracotta, sculture, bassorilievi e pezzi vari da Persepoli e Choga Zambil, e mosaici sassanidi, un’ottima introduzione alla storia della Persia millenaria che si visita nel viaggio. Dopo pranzo visita al ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, una stupefacente collezione di pietre preziose, gioielli, troni e corone tra le più inestimabili al mondo, installata nel caveau della Banca Nazionale. Nel pomeriggio ci si trasferisce all’aeroporto domestico Mehrabad sostando lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si imbarca sul volo per la città di Kerman, posta sull’altopiano a 1750 metri nelle remote regioni del sud est, che nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyidi, selgiuchidi, turche e mongole, ed ancora oggi abitata da numerosi beluchi. Pernottamento presso l’hotel Pars o simile. 3°g. o 6°g 21/4 Kerman - Bam   Si effettua una visita a piedi del centro di Kerman, che si snoda attorno all’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato nel modo tradizionale con una suddivisione in aree per i diversi prodotti: rame, oro, frutta e così via. Si visita al famoso hammam Ganjali Khan, la moschea del XIV secolo e chi vuole potrà acquistare la frutta secca di cui Kerman è famosa, grazie alla vicinanza con le piantagioni di pistacchio e con i palmeti di datteri di Bam. Dopo una pausa all’ora di pranzo, in un affascinante hammam trasformato in ristorante, si lascia la città in direzione sud per raggiungere la cittadina di Bam, la destinazione più remota, che dista 190 km, circa 2 ore e mezza di strada. Arrivati, si alloggia presso l’hotel ITTC Tourist o simile. L’antica cittadella di Bam, edificata in mattoni e fango, ha subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003, ma è stata in gran parte restaurata e mantiene il suo fascino; è un sito parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La si visita nel tardo pomeriggio e al tramonto, quando la temperatura è più piacevole e le luci sono indimenticabili. 4°g. o 7°g.  22/4 Bam – Raien - Mahan - Kerman   Per rientrare a Kerman si segue la medesima strada, lungo la quale con una deviazione di 25 km si raggiunge l’antica cittadella fortificata di Raien, le cui torri e bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa; da qui si gode anche di una bellissima visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Circa 30 km prima dell’arrivo a Kerman si sosta a Mahan, dove si trova uno stupendo complesso formato da una moschea ed un mausoleo arricchiti da splendide cupole turchesi (il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali). Nei pressi della cittadina ci si reca al Giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia, un inaspettato palazzo Qajar in mezzo al nulla, con freschi e ombreggiati giardini e fontane, Patrimonio UNESCO, dove si può sostare per un té sotto alberi centenari. Si riprende poi la via verso Kerman e arrivati in città si pernotta nel medesimo hotel. 5°g. o 8°g. 23/4 Kerman, escursione nel deserto del Dasht-e Lut   Si dedica la giornata ad un’escursione nel deserto del Dasht-e Lut, seguendo un percorso in direzione sud est che, con circa 90 km di guida e l’attraversamento di un passo sulle ultime propaggini dei monti Zagros, porta nel deserto, divenuto dal 2016 Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Lut significa brullo e arido, qui gli unici insediamenti umani sono nella parte occidentale del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato; spesso in questa stagione è ancora possibile vedere le loro cime innevate. Si giunge in una piccola eco locanda, situata in un villaggetto del deserto; lo si esplora a piedi, vedendo anche il caravanserraglio. Si arriva poi coi mezzi fuoristrada alla zona dei Kalut, un’area lunga 120 e larga 80 km; il paesaggio è stupendo, con sabbie e kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”, bizzarre formazioni naturali causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città fantasma. Si esplorano a piedi le guglie di sabbia e argilla, alte fino a 500 mt; qui si trovano anche grandissimi “nebkas”, montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi. Si torna quindi a Kerman (120 km). 6°g. o 9°g. 24/4 Kerman – Zenoiddin – Yazd   Si parte alla volta di Zenoiddin, che dista 300 km, un percorso di circa 4 ore e mezzo attraverso una regione dove abbondano i campi con gli alberi del pistacchio. Zenoiddin è un tipico caravanserraglio di epoca safavide posto vicino alla strada, dall’originale forma circolare, restaurato e adibito ad hotel tradizionale, e fa rievocare le soste delle carovane lungo la Via della seta. Se il tempo lo permette, si visita la cittadella fortificata di Saryazd, di epoca sassanide, a pochi chilometri di distanza. Si prosegue in auto per Yazd – altri 60 km di superstrada – per la visita alle Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani, posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad hotel), il Moshir o similare. 7°g. o 10°g. 25/4 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città di Yazd, situata nel cuore del deserto,  una delle più antiche città al mondo, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e annoverata dal 2017 nel Patrimonio UNESCO. S’inizia la visita dalla piazza centrale dell’Amir Chakhmaq, magnifico edificio con l’originale facciata a tre piani. Proprio accanto si trova l’interessante Museo dell’Acqua e dei Qanat, situato in una bella abitazione privata, e, attraversando le viuzze dell’antico bazar, si giunge alla moschea Masjed-e Jameh, costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale ornato da bellissimi mosaici, sovrastato dai due minareti più alti della Persia. Si continua la passeggiata attraverso il quartiere vecchio di Fahadan dove spiccano i badgir, le caratteristiche “torri del vento”. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia: nel primo pomeriggio si visita il Tempio del Fuoco, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni. In serata, per chi è interessato, vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è "casa della forza", un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ed eseguono la pratica ritmati dal tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 8°g. o 11°g. 26/4 Yazd – Pasargadae – Persepoli o Shiraz   Si parte per Shiraz, che si raggiunge nel pomeriggio, un viaggio lungo ma interessante, 440 km che richiedono circa 7 ore. Sul percorso, dopo aver attraversato bei paesaggi di montagne, colline e deserti, si sosta brevemente ad Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni. Si sosta poi a Pasagardae, Patrimonio UNESCO, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide fondata da Ciro il Grande, di cui restano il solitario monumento funerario ed alcune rovine. Si prosegue quindi per Persepolis dove si pernotta all’Hotel Apadana, nei pressi delle rovine; se per ragioni organizzative non fosse possibile alloggiare qui prosegue per Shiraz, dove si alloggia presso l’hotel Royal o simile. 9°g. o 12°g. 27/4 Shiraz, Persepoli e Naqsh-e Rostam   La giornata è molto intensa e si consiglia una partenza presto dopo una lauta prima colazione e, per essere più efficaci, per il pranzo si consuma uno spuntino in pullman. In caso di pernottamento a Persepolis si visita il sito alla mattina e poi nel pomeriggio si parte per Shiraz. In caso di pernottamento a Shiraz si inverte l’ordine e durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti ed il padiglione adibito a piccolo museo e l’Arg-e Karim Khan, l’antica cittadella murata che si erge nel centro. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil, in centro città, dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le impressionanti tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, ed alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al tramonto rientro a Shiraz e, se il tempo lo permette, passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez (venerato in tutto il paese e contemporaneo di Dante), posto in un rilassante e curato giardino, molto animato alla sera. Cena in un ristorante tipico. Si alloggia presso l’hotel Royal o simile. 10°g. o 13°g. 28/4 Shiraz - Isfahan   Partenza alla mattina presto per Isfahan (480 km, circa 6 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” del Paese, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. S’iniziano le visite dalla Moschea del Venerdì (patrimonio UNESCO), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico; la visita è anche un’occasione per familiarizzarsi con i vari stili che si sono succeduti nei secoli. In serata tipica cena persiana nella zona dalle grandiosa piazza dell’Iman, illuminata da mille luci e magici riflessi, spesso animata anche di sera da giovani e famiglie che consumano allegramente un picnic sull’erba dei giardini. La piazza è chiusa da portici e adorna su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 11°g. o 14°g. 29/4 Isfahan   Si proseguono le visite al Chehlo Sotoun, il maestoso Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza per il ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la grandiosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio UNESCO. Da qui ci si sposta nella vicina piazza dell’Imam dove si proseguono le visite ai suoi sontuosi monumenti e moschee, la Moschea dell’Imam, detta anche Moschea blu, la moschea Lotfollah con la sua rinomata cupola dagli spettacolari colori pastello, il palazzo Ali Qapu, dove la Sala della Musica è uno dei capolavori dell’arte persiana per originalità e maestria. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti in un’irresistibile varietà di artigianato, dai gioielli di turchesi alle miniature, dagli oggetti in rame ai tessuti locali, ed anche pistacchi, frutta secca e spezie. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane. 12°g. o 15°g. 30/4 Isfahan – Kashan   Si completa la visita della di Isfahan recandosi lungo la sponda sud del fiume Zayandeh-rood nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa, con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale. Ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, utilizzata per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti e si completano le visite con i due bellissimi ponti di epoca safavide, attraverso un fiume che in molte stagioni è privo di acqua. Nel pomeriggio si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel, o simile. 13°g. o 16°g. 1/5 Kashan – Qom – Teheran e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca, con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e, dopo pranzo, ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio UNESCO. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran o all’aeroporto, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 14°g. o 17°g. Mercoledì 2 maggio, arrivo a destinazione in mattinata
IRAN 2018: Il deserto del Dasht-e Lut
Tra i castelli di sabbia nel luogo più caldo del pianeta
Periodo: 27 ott - 4 nov
Sul sito di Amitaba sono raccolte diverse informazioni sul Paese: vedi Iran; ed alcuni racconti: vedi Iran: si parte e Iran: Un mondo da conoscere. Letture consigliate Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il Paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranée; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Nota tecnica Il periodo è ottimo, con un clima continentale secco e soleggiato, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad ottobre indicano 20°C.) e più caldo a sud (a Kerman le massime stagionali ad ottobre indicano 28°C.). Nel Dasht-e Lut le temperature notturne minime previste sono intorno ai 10-15 gradi. Si viaggia con un pulmino privato su strade ben asfaltate, mentre e per le escursioni nel deserto si utilizzano fuoristrada. I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella europea. Nel deserto le soste sono un poco più avventurose: a Bam l’alloggio è più modesto rispetto agli usuali hotel; a Shahdad, punto d’inizio per la spedizione in fuoristrada, si pernotta in una semplice locanda con bagno comune e poi in campo mobile tendato per tre notti consecutive (senza bagni ma con una opzionale “doccia del deserto” collegata a una tanica d’acqua sull’auto). L’attrezzatura viene tutta fornita da Amitaba, ad eccezione del sacco a pelo. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani; durante il tour del deserto il cibo viene preparato da un cuoco locale.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 27 ottobre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Per questo programma si suggerisce il volo Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 18.00 con arrivo a Tehran alle 0.20; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o similare per il pernottamento. 2°g.    28/10 Teheran – Kerman   Dopo colazione accompagnati dalla guida locale si visita Tehran, che è la capitale dall’epoca Qajar, fine XVII secolo. Si inizia dal Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar (XIX secolo), una vera e propria cittadella nel cuore cittadino, conosciuta per i suoi giardini e per le sue magnifiche sale, e il Palazzo Badgir, famoso per le torri del vento, antico sistema persiano di aerazione e primo dei numerosi siti Patrimoni dell’Unesco che si visitano. Si passa poi al Museo Nazionale, o Museo Archeologico, che raggruppa capolavori dell’arte e civilizzazione iraniana di epoca prevalentemente pre-islamica, un’indispensabile introduzione alla millenaria storia persiana per apprezzare meglio viaggio. Vi si trovano infatti manufatti in bronzo del Lurestan, mosaici sassanidi e oggetti antichi in terracotta, sculture, bassorilievi e pezzi vari di Persepoli e Chora Zambil. Dopo pranzo, trasferimento all’aeroporto domestico Mehrabad per imbarcarsi sul volo per Kerman, con sosta, lungo il tragitto, per ammirare la Torre Azadi. Fatta costruire nel 1971 dallo Shah Reza Pahlavi per celebrare i 2500 anni di monarchia persiana, questo monumento rappresenta un bell’esempio di moderna architettura persiana, che richiama elementi antichi. Kerman, posta su un altopiano a 1750 metri di altitudine nelle remote regioni del sud est, è stata un’importante tappa dei commerci lungo le vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole, ed ancora oggi è abitata da numerosi beluchi. Si alloggia presso l’hotel ITTC o simile, dove si incontrano l’accompagnatore italiano e i compagni di viaggio che seguono il programma Iran: magia di arte e storia. 3°g.    29/10 Kerman - Mahan - Raien – Bam   Si visita il famoso hammam di Ganjali Khan e si lascia quindi la città in direzione sud-est per raggiungere Bam, la destinazione più remota, che dista 190 km, circa 2 ore e mezza di strada. Lungo il percorso, dopo circa 30 km, si sosta a Mahan per amirare uno stupendo complesso formato da una moschea e da un mausoleo arricchiti da splendide cupole turchesi e, nei pressi della cittadina, il giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara per l’attività venatoria, e un inaspettato palazzo Qajar con fontane e ombreggiati giardini, Patrimonio dell’Unesco. Proseguendo, con una deviazione di 25 km, si raggiunge l’antica cittadella-castello di Raien, le cui torri e bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa; da qui si gode anche di una bellissima visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Arrivo a Bam, un tempo tappa obbligata lungo la Via della Seta, dove si allogia presso l’Hotel ITTC Tourist o simile. L’antica cittadella di Bam, edificata in mattoni e fango e cinta dalle mura di epoca sassanide ornate da 38 torri, ha subito gravissimi danni col terremoto del 2003, ma è stata in gran parte restaurata e conserva ancora il suo fascino; la si visita nel tardo pomeriggio, quando la temperatura è più piacevole e le luci sono indimenticabili. Bam anche è conosciuta per i migliori datteri dell’Iran e forse del mondo, grazie alle estese piantagioni di palma da dattero favorite da un clima ottimale. 4°g.    30/10 Bam - Deserto Dasht-e Lut (Shahdad)   Si ripercorre per un tratto la strada già utilizzata arrivando da Kerman, lasciandola poi in direzione nord sper seguire un percorso che, con circa 90 km di guida, porta nel deserto del Dasht-e Lut, divenuto nel luglio 2016 Patrimonio dell’Umanità. “Lut” significa brullo, arido e gli unici insediamenti umani si trovano nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e dove spesso, in questa stagione, è già possibile vedere le cime innevate Si viaggia su strada asfaltata fino alla zona dei kalut, o castelli di sabbia, un’area che si estende per 120 km e larga 80. Il paesaggio che si ammira è stupendo: i kalut, letteralmente “strutture formate dal vento”, sono bizzarre formazioni naturali causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città fantasma. Si salutano qui i compagni di viaggio che rientrano accompagnati da una guida iraniana e si raggiunge il vicino villaggio di Shahdad, dove vi è anche un caravanserraglio. Si pernotta presso una piccola eco-locanda, con sistemazione tradizionale persiana su tappeti e cuscini, dotata di spartani bagni comuni e di un piacevole giardino. 5°g.    31/10 Shahdad (kalut) - Deserto Dasht-e Lut   Si lascia il villaggio utilizzando i mezzi fuoristrada  per uno spettacolare percorso di tre giorni nel deserto, tra i kalut e i nebkas, le montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi che qui sono tra le più grandi conosciute. Il paesaggio è spettacolare a tutte le ore, ma lo è particolarmente al tramonto. Si pone il primo dei tre campi mobili richiesti dal percorso, in un luogo di particolare bellezza. 6°g.    1/11 Deserto Dasht-e Lut   Addentrandosi sempre di più nel deserto si costeggia uno stupefacente fiume salato, che scorre formando una schiuma di sale bianca lungo un tortuoso canyon, e si arriva a Gandon Beryan, zona vulcanica e lavica dove si è registrata la più alta temperatura della Terra: 70,7°C. Si pone il secondo campo in quest’area. 7°g.    2/11 Deserto Dasht-e Lut   Si prosegue l’esplorazione del deserto tra paesaggi stupendi, molto vari, un mondo di colori contrastanti e vasti spazi, dove il silenzio è interrotto solo dal vento. S’inizia a tornare nella direzione del villaggio che si è lasciato il 31/10 e si pone il terzo ed ultimo campo mobile. 8°g.    3/11 Deserto Dasht-e Lut - Shahdad (kalut) - Kerman - Teheran e volo rientro   Ritorno alla eco-locanda in tarda mattina. Nel pomeriggio si rientra a Kerman e si prende il volo per l’aeroporto domestico di Tehran, da dove si raggiunge direttamente in minivan l’aeroporto internazionale, 40 km circa, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in nottata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 9°g.    Domenica 4 novembre, arrivo a destinazione
IRAN 2018: Magia dell’arte e della storia
Un approfondito incontro con la stupefacente Persia. Est.: il Deserto del Dasht-e Lut
Periodo: 19 ott - 31 ott
Sul sito di Amitaba sono raccolte diverse informazioni sul Paese: vedi Iran; ed alcuni racconti: vedi Iran: si parte e Iran: Un mondo da conoscere. Questo ricchissimo itinerario inizia con una breve introduzione storica nei musei di Teheran, da dove si parte per un percorso che, utilizzando un pulmino privato, porta attraverso le regioni centrali e meridionali del Paese: un viaggio da nord a sud che ne ripercorre la storia. La prima tappa è Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di splendidi palazzi privati del XIX secolo; la seconda è la mitica Isfahan, che dal XVII secolo divenne una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo grazie al mecenatismo dello Shah safavide Abbas I. A Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini e ponti. Si continua poi per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e per Shiraz, la città della poesia e delle rose. Da qui si parte per visitare le imponenti rovine di Persepoli, la capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si possono ammirare le tombe rupestri di quattro imperatori. Si arriva infine, lungo paesaggi montagnosi e desertici, a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Dopo una notte in uno storico caravanserraglio ed un percorso attraverso le piantagioni di pistacchio, si giunge a Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la Via della Seta, posto al limitare del vasto deserto del Dasht-e Lut. Da Kerman si percorre il tratto di strada più remoto, verso sud est, con tappe in antichi mausolei e inattesi giardini lussureggianti (a Mahan si resta colpiti dalla cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto), arrivando fino a Bam, mirabile cittadella fortificata in paglia e fango, conosciuta anche per l’ambientazione del film Il deserto dei Tartari. Da qui inizia una breve risalita verso nord con un tuffo nel deserto del Dasht-e Lut per ammirare le incredibili formazioni rocciose dei kalut. Chi rientra, riprende poi la strada per Kerman per imbarcarsi sul volo per Teheran; chi prosegue, invece, fa un’escursione di tre giorni nel deserto, spostandosi in fuoristrada e dormendo in campi mobili tendati, per una piena immersione nell’incontaminata vastità. Letture consigliate Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il Paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranée; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni '30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni '30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Nota tecnica Il periodo è ottimo, con un clima continentale secco e soleggiato, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad ottobre indicano 20°C.) e più caldo nelle città a sud (a Kerman le massime stagionali ad ottobre indicano 28°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella europea. Gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane situate nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure. Per la parte nel deserto ci sono delle soste un poco più avventurose: a Bam l’alloggio è più modesto rispetto agli usuali hotel; il caravanserraglio di Zeinoddin offre materassi stesi su tappeti in camere private, con bagni comuni puliti. Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con un’autostrada che collega Teheran e Isfahan. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Estensione nel Deserto del Dasht-e Lut - A Shahdad, punto d’inizio per la spedizione in fuoristrada, si pernotta in una semplice locanda con bagno comune e poi in campo mobile tendato per tre notti consecutive (senza bagni ma con una opzionale “doccia del deserto” collegata a una tanica d’acqua sull’auto). L’attrezzatura viene tutta fornita da Amitaba, ad eccezione del sacco a pelo. Le temperature notturne minime previste sono intorno ai 10-15 gradi. Il cibo durante il tour del deserto viene preparato da un cuoco locale.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 19 ottobre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Per questo programma si suggerisce il volo Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 18.00 con arrivo a Tehran alle 0.20; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o similare per il pernottamento. 2°g.    20/10 Tehran - Kashan   Dopo colazione si visita Tehran, che è la capitale dall’epoca Qajar, fine XVII secolo. Si inizia dal Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar (XIX secolo), una vera e propria cittadella nel cuore cittadino, conosciuta per i suoi giardini e per le sue magnifiche sale, e il Palazzo Badgir, famoso per le torri del vento, antico sistema persiano di aerazione e primo dei numerosi siti Patrimoni dell’Unesco che si visitano. Si passa poi al Museo Nazionale, o Museo Archeologico, che raggruppa capolavori dell’arte e civilizzazione iraniana di epoca prevalentemente pre-islamica, un’indispensabile introduzione alla millenaria storia persiana per apprezzare meglio viaggio. Vi si trovano infatti manufatti in bronzo del Lurestan, mosaici sassanidi e oggetti antichi in terracotta, sculture, bassorilievi e pezzi vari di Persepoli e Chora Zambil. Dopo pranzo, presso il caveau della Banca Nazionale, si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, un’inestimabile collezione di pietre preziose, gioielli, troni e corone, talmente ricca da far eclissare quella della Regina di Inghilterra. Verso metà pomeriggio si parte in direzione sud per Kashan, la città detta dell’acqua di rose e dei Re Magi: un percorso autostradale di 220 km, circa 3 ore. Si alloggia presso l’hotel Mahinestan Raheb, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel, o similare. 3°g.    21/10 Kashan - Isfahan   Visita di Kashan, residenza favorita dello Shah Abbas I che in punto di morte chiese di esservi sepolto. Kashan è famosa per le case dei ricchi commercianti, i curatissimi giardini, le ceramiche, la seta e l’acqua di rose. Si visita dapprima la Khan Tabatabei, casa d’epoca di un ricco commerciante, costruita nel tradizionale stile qajaro e dotata di splendidi cortili, decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate, e poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine, dopo pranzo, ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso Isfahan (200 km, circa 3 ore di strada), dove si pernotta presso l’hotel Setaré o simile, dopo una tipica cena persiana. Isfahan è il gioiello dell’antica Persia grazie soprattutto allo Shah Abbas I che, tra il XVI e XVII secolo, ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini, con il desiderio di farne la città più bella d’Oriente. Indimenticabili sono anche i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale e che la fanno ritenere, a ragione, il “capolavoro” dell’Iran. Non per niente Robert Byron, nel suo libro La via per l’Oxiana, la descrisse come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”. Per un primo incontro con il fascino di questa città, si consiglia una passeggiata serale fino alla magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e magici riflessi, spesso animata anche di sera da iraniani che consumano allegramente un picnic nei suoi giardini. 4°g.    22/10 Isfahan   Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da quattro gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti economici, religiosi e politici della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, a sud la grandiosa Moschea dell’Imam e ad ovest il palazzo reale Ali Qapu. Nel pomeriggio, terminate le visite ai numerosi monumenti e moschee, tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti: qui si trova un’irresistibile varietà di oggetti di artigianato che va dai gioielli di turchesi alle miniature, dagli oggetti in rame ai tessuti locali, senza dimenticare i pistacchi, la frutta secca e le spezie. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane. 5°g.    23/10 Isfahan   Si proseguono le visite alla Moschea del Venerdì (Patrimonio dell’Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico, ed un’opera che facilita la familiarizzare con i diversi stili che si sono succeduti nei secoli. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il maestoso Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza per il ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala sostenuta da esili colonne, il cui riflesso nell’adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, inclusi tra i nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si prosegue recandosi lungo la sponda sud del fiume Zayandeh-rood, nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale. Infine, si completano le visite con una passeggiata fino ai due bellissimi ponti di epoca safavide, sul fiume che però è in secca per alcuni mesi all’anno. 6°g.    24/10 Isfahan - Pasargadae - Shiraz   Partenza presto per Shiraz, un percorso di 480 km lungo un’ottima strada; si sosta brevemente a Izad Khast per ammirare un caravanserraglio ed un’antica cittadella, entrambi abbandonati. Tappa successiva, Pasagardae: Patrimonio dell’Unesco, venne fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funebre, e fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Si prosegue per Shiraz (mancano da qui 135 km, circa un’ora e mezza), dove si alloggia in un hotel a 4 stelle, il Royal o similare. Shiraz è situata in una valle fertile a 1525 metri di altitudine ai piedi del monte Allahakba e fu una delle più importanti città del mondo islamico medievale ed anche capitale del Paese nel XVIII secolo. Tutt’ora è considerata la capitale della cultura e della poesia. In serata, se non è troppo tardi, passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez (venerato in tutto il Paese, contemporaneo di Dante), posto in un rilassante e curato giardino, molto animato alla sera. 7°g.    25/10 Shiraz ed escursione a Persepoli   La giornata è molto intensa: ci si alza e si consiglia di fare  una lauta colazione e, per ottimizzare i tempi, si consumare uno spuntino in pullman per pranzo. Durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come la città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina. Da qui si raggiungono i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo, e l’Arg-e Karim Khan, l’antica cittadella che domina il centro con le sue mura. Si completa la visita col pittoresco bazar Vakil, in centro città, dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le impressionanti tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Se gli orari di apertura lo permettono, ci si ferma fino al tramonto per ammirare il calare del sole sulla piana di Persepoli. Rientro a Shiraz e cena in un ristorante tipico. 8°g.    26/10 Shiraz - Abar Kuh - Yazd   Si parte presto per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. È prevista una sosta ad Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni e dove si pranza in una locanda tipica. Prima di entrare in città si visitano le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, su cui si sale con una breve passeggiata, godendo della luce del tramonto che rende il sito ancora più magico. A Yazd, importante centro carovaniero medioevale che accolse per secoli mercanti e viaggiatori divenendo una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro, si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad albergo), il Moshir Garden o simile. Verso l’ora di cena vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkhaneh, che si svolge in una antica cisterna. La traduzione letterale di Zurkhaneh è “casa della forza”, un nome usato per denominare la “palestra” dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, e compiono la pratica ritmati dal tamburo ed accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 9°g.    27/10 Yazd - Zenoiddin   Giornata dedicata alla visita di Yazd, situata nel cuore del deserto, una delle più antiche città del mondo, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e annoverata dal 2017 tra i Patrimoni dell’Unesco. Si inizia la visita dalla piazza centrale dell’Amir Chakhmaq, magnifico edificio con l’originale facciata a tre piani. Proprio accanto si visita l’interessante Museo dell’Acqua e dei Qanat, situato in una bella abitazione privata, e, attraversando le viuzze dell’antico bazar, si giunge alla moschea Masjed-e Jameh, costruita nel XIV secolo con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato da bellissimi mosaici. Si continua poi la passeggiata attraverso il quartiere vecchio di Fahadan, dominato dai badgir, le caratteristiche “torri del vento” che fungono da condizionatori naturali, e si pranza in uno degli hotel tradizionali. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia e nel primo pomeriggio si visita il Tempio del Fuoco, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni. Si prosegue con una breve escursione fuori città per raggiungere, verso sud est, la località di Saryazd (circa 50 km), dove si visita una cittadella abbandonata di epoca sassanide (NB: Nel caso il tempo non lo permettesse, la visita sarà effettuata la mattina successiva). Si prosegue per pochi chilometri fino a Zenoiddin, un tipico caravanserraglio di epoca safavide, posto vicino alla strada. Dall’originale forma circolare, è stato restaurato e adibito ad affascinante hotel tradizionale, un luogo che fa rievocare le soste delle carovane lungo la Via della Seta, con pernottamento in vero stile persiano, su materassi adagiati su tappeti. Alcune sere i gestori improvvisano tipiche danze di origine belucha nel bel cortile interno. 10°g.    28/10 Zenoiddin - Kerman   Si parte alla volta di Kerman, che dista 300 km, un percorso di circa 4 ore e mezza attraverso una regione dove abbondano gli alberi di pistacchio. Kerman, posta su un altopiano a 1750 metri di altitudine nelle remote regioni del sud est, è stata un’importante tappa dei commerci lungo le vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole, ed ancora oggi è abitata da numerosi beluchi. Si effettua una visita al centro storico, che si snoda tutto intorno all’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato nel modo tradizionale con una suddivisione in varie aree a seconda dei diversi prodotti: rame, oro, frutta e così via. Sono consigliati gli acquisti di frutta secca di cui Kerman è famosa grazie alla vicinanza con le piantagioni di pistacchio e con i palmeti di datteri di Bam. Pernottamento presso l’hotel ITTC o simile, dove si viene raggiunti dai compagni di viaggio che seguono solo la parte del programma che si svolge nel deserto del Dasht-e Lut. 11°g.    29/10 Kerman - Mahan - Raien - Bam   Si visita il famoso hammam di Ganjali Khan e si lascia quindi la città in direzione sud-est per raggiungere Bam, la destinazione più remota, che dista 190 km, circa 2 ore e mezza di strada. Lungo il percorso, dopo circa 30 km, si sosta a Mahan per amirare uno stupendo complesso formato da una moschea e da un mausoleo arricchiti da splendide cupole turchesi e, nei pressi della cittadina, il giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara per l’attività venatoria, e un inaspettato palazzo Qajar con fontane e ombreggiati giardini, Patrimonio dell’Unesco. Proseguendo, con una deviazione di 25 km, si raggiunge l’antica cittadella-castello di Raien, le cui torri e bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa; da qui si gode anche di una bellissima visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Arrivo a Bam, un tempo tappa obbligata lungo la Via della Seta, dove si allogia presso l’Hotel ITTC Tourist o simile. L’antica cittadella di Bam, edificata in mattoni e fango e cinta dalle mura di epoca sassanide ornate da 38 torri, ha subito gravissimi danni col terremoto del 2003, ma è stata in gran parte restaurata e conserva ancora il suo fascino; la si visita nel tardo pomeriggio, quando la temperatura è più piacevole e le luci sono indimenticabili. Bam anche è conosciuta per i migliori datteri dell’Iran e forse del mondo, grazie alle estese piantagioni di palma da dattero favorite da un clima ottimale. Programma per chi rientra 12°g.    30/10 Bam - Deserto Dasht-e Lut - Kerman - Teheran e volo di rientro  Per rientrare a Kerman si percorre per un tratto la medesima strada dell’andata, lasciandola poi in direzione nord per seguire un percorso che, con circa 90 km di guida, porta nel deserto del Dasht-e Lut, divenuto nel luglio 2016 Patrimonio dell’Umanità. “Lut” significa brullo, arido e gli unici insediamenti umani si trovano nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e dove spesso, in questa stagione, è già possibile vedere le cime innevate. Si viaggia su strada asfaltata fino alla zona dei kalut, o castelli di sabbia, un’area che si estende per 120 km e larga 80. Il paesaggio che si ammira è stupendo: i kalut, letteralmente “strutture formate dal vento”, sono bizzarre formazioni naturali causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città fantasma. Si salutano qui i compagni di viaggio che proseguono con l’estensione nel deserto e si riprende la via verso Kerman (100 km) accompagnati da una guida iraniana, dove ci si reca all’aeroporto per imbarcarsi sul volo per l’aeroporto domestico di Tehran; l’orario alla data di pubblicazione del programma è alle 19.00 (potrebbe variare). Arrivati, si raggiunge direttamente in minivan l’aeroporto internazionale, 40 km circa, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in nottata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti. 13°g.    Mercoledì 31 ottobre, arrivo a destinazione Estensione: deserto del Dasht-e Lut 14°g.    30/10 Bam - Deserto Dasht-e Lut (Shahdad)   Si ripercorre per un tratto la strada già utilizzata arrivando da Kerman, lasciandola poi in direzione nord sper seguire un percorso che, con circa 90 km di guida, porta nel deserto del Dasht-e Lut, divenuto nel luglio 2016 Patrimonio dell’Umanità. “Lut” significa brullo, arido e gli unici insediamenti umani si trovano nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e dove spesso, in questa stagione, è già possibile vedere le cime innevate Si viaggia su strada asfaltata fino alla zona dei kalut, o castelli di sabbia, un’area che si estende per 120 km e larga 80. Il paesaggio che si ammira è stupendo: i kalut, letteralmente “strutture formate dal vento”, sono bizzarre formazioni naturali causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città fantasma. Si salutano qui i compagni di viaggio che rientrano accompagnati da una guida iraniana e si raggiunge il vicino villaggio di Shahdad, dove vi è anche un caravanserraglio. Si pernotta presso una piccola eco-locanda, con sistemazione tradizionale persiana su tappeti e cuscini, dotata di spartani bagni comuni e di un piacevole giardino. 15°g.    31/10 Shahdad (kalut) - Deserto Dasht-e Lut   Si lascia il villaggio utilizzando i mezzi fuoristrada per uno spettacolare percorso di tre giorni nel deserto, tra i kalut e i nebkas, le montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi che qui sono tra le più grandi conosciute. Il paesaggio è spettacolare a tutte le ore, ma lo è particolarmente al tramonto. Si pone il primo dei tre campi mobili richiesti dal percorso, in un luogo di particolare bellezza. 16°g.    1/11 Deserto Dasht-e Lut   Addentrandosi sempre di più nel deserto si costeggia uno stupefacente fiume salato, che scorre formando una schiuma di sale bianca lungo un tortuoso canyon, e si arriva a Gandon Beryan, zona vulcanica e lavica dove si è registrata la più alta temperatura della Terra: 70,7°C. Si pone il secondo campo in quest’area. 17°g.    2/11 Deserto Dasht-e Lut   Si prosegue l’esplorazione del deserto tra paesaggi stupendi, molto vari, un mondo di colori contrastanti e vasti spazi, dove il silenzio è interrotto solo dal vento. S’inizia a tornare nella direzione del villaggio che si è lasciato il 31/10 e si pone il terzo ed ultimo campo mobile. 18°g.    3/11 Deserto Dasht-e Lut - Shahdad (kalut) - Kerman - Teheran e volo rientro   Ritorno alla eco-locanda in tarda mattina. Nel pomeriggio si rientra a Kerman e si prende il volo per l’aeroporto domestico di Tehran, da dove si raggiunge direttamente in minivan l’aeroporto internazionale, 40 km circa, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in nottata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 19°g.    Domenica 4 novembre, arrivo a destinazione
IRAN 2018: Zoroastrismo e Cristianesimo, Iran del Nord
Estensione: Leggende dell’Armenia, perla del Caucaso - Rientro il 15/7
Periodo: 29 giu - 8 lug
Il viaggio è perfetto per chi desidera un intenso incontro con una regione sconosciuta al turismo dove l’intrico della storia emerge nella compresenza di numerosi luoghi sacri e ancor più nella vivace cultura della gente; è quindi anche  adatto a chi ha già visitato ed apprezzato l’Iran classico centrale delle città e del deserto e vuole completare la conoscenza del Paese esplorando un territorio di notevole fascino storico e paesaggistico, con testimonianze di un ricco crogiuolo di religioni e sette che hanno lasciato impronte importanti nella storia dell’umanità. Il tour inizia a Teheran, la capitale, dove si visitano alcuni interessanti musei e ci si immerge nella animata vita della metropoli e nella sua originale architettura più recente. Si parte da qui con un pulmino privato verso ovest arrivando a Qazvin, antica capitale safavide, e si attraversano le propaggini dei Monti Elburz, verdi vallate con case in mattoni di fango, risaie terrazzate e frutteti, per raggiungere l’isolata Valle di Alamut, dove sorgono le rovine del mitico Castello degli Assassini. Si prosegue verso nord per ammirare il Mausoleo di Oljeitu a Soltanyeh, forse il più bell’edificio mongolo esistente in queste regioni, ornato dalla più alta cupola di mattoni che si conosca, che si dice ispirò anche Brunelleschi. Dopo la sosta nella cittadina di Zanjan si riparte verso una regione montana dove sorge a duemila metri un solitario lago vulcanico, antico luogo di culto zoroastriano, Takht-e Soleyman. La tappa successiva è a Kandovan, conosciuta come la Cappadocia iraniana, dove si pernotta nelle grotte troglodite, dette camini delle fate. Tabriz ci accoglie poi con la sua storia di centro del commercio della Via della Seta e la frenesia allegra del bazar, prima di attraversare una regione di montagne di colori e forme spettacolari fino alla città di Jolfa, i cui artigiani di origine armena furono “deportati” a Isfahan nel XVII secolo per sfruttarne la maestria. Si continua quindi prima ad ovest e poi ad est di Jolfa, lungo la biblica e scenografica Valle del Fiume Aras, per visitare i tre magnifici complessi monastici cristiano-armeni di Santo Stefano, Dzor Dzor e San Taddeo, tutti situati in panoramici e remoti siti. È questa anche l’occasione di vivere l’esperienza del tradizionale ed immancabile picnic iraniano, immersi in bei paesaggi naturali. Si completa il tour rientrando verso Tabriz, da dove si vola direttamente verso l’Italia via Istanbul. Estensione in Armenia La naturale estensione di un viaggio nell’Iran del nord ovest è nella piccola nazione che confina con esso: l’Armenia, situata nel Caucaso meridionale, a cavallo tra Europa ed Asia, il cui territorio montuoso è, come il vicino Iran, posto per la gran parte su di un altopiano di almeno 1000 metri di altitudine. La storia qui è ugualmente intessuta di leggende e miti: Marco Polo e la Via della Seta, le montagne desertiche ed il diluvio universale, l’Arca di Noè ed il biblico monte Ararat, l’altopiano abitato da migliaia di anni da una civiltà, che, all'incrocio tra Occidente e Oriente, creò la prima nazione cristiana al mondo, e infine le misteriose cantine dove già 6000 anni fa veniva conservato il vino, che si dice siano le più antiche conosciute. Il percorso tocca tutti i luoghi di principale interesse iniziando dal confine iraniano con la parte meridionale del Paese, ricca di monasteri e antichi villaggi tra paesaggi montani dove “nacque” il vino, e sale verso nord attraverso il passo di Selim, lungo la antica via dei carovanieri, arrivando al grande lago di Sevan. Si prosegue per le boscose regioni settentrionali, che ricordano un poco la Svizzera alpina, caratterizzate da costruzioni con architetture medievali, per poi giungere alla capitale Yerevan, che funge anche da base per le escursioni che completano il programma, una città moderna ed al tempo stesso molto legata alle tradizioni religiose e culturali, tra le quali si annovera la musica riprodotta con strumenti antichi, che si apprezzeranno ad un concerto. Si scopre un mondo di una ricchezza storica insospettabile aggraziato da una natura bella, rigogliosa ed a tratti selvaggia, legato in modo tenace alle tradizioni: il collante fortissimo è l’unicità linguistica, etnica e religiosa degli armeni, che hanno resistito per secoli alle pressioni dei potenti imperi confinanti, (romano, persiano, bizantino, califfati arabi, turchi selgiuchidi e tartari mongoli, russi e turchi), subito deportazioni e il genocidio di un milione e mezzo di persone, facendo sempre quadrato attorno alla sentitissima istituzione della Chiesa Armena. Nota tecnica Il viaggio, si svolge nella stagione ottimale di inizio estate, quando il clima in montagna è mite e caldo in città. Le massime stagionali a Tehran indicano 33°C., a Tabriz 32°C. Le medie notturne vanno dai 18 ai 22 °C. Si pernotta una notte ad Alamut utilizzando una locanda privata che offre l’accoglienza tradizionale persiana, per la quale si consiglia di portare con sé un sacco lenzuolo. Le restanti notti sono in hotel a 4 stelle, di buon livello, tranne a Maku dove si pernotta in un hotel a 3 stelle; si tenga comunque conto che le ‘stelle’ non sono un vero standard internazionale riconosciuto, ma danno solo un’indicazione, ed in ogni caso le sistemazioni sono sempre adeguate e ben scelte. Per l’estensione in Armenia il clima è equivalente: la massima stagionale a Yerevan indica 33°C., la media notturna 22 °C. I pernottamenti dell’estensione sono in hotel 4 stelle, tranne la prima notte al confine irano-armeno. Letture consigliate Per chi si reca in Persia Andreana suggerisce, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, alcune letture, utili per capire il Paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranée; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 29 giugno, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o simile per il pernottamento. 2°g.    30/6 Tehran   Rispetto alle altre località dell’Iran che hanno segnato la storia e hanno visto nascere fiorenti civiltà, Tehran ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar che venne incoronato qui nel 1795. La capitale è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah, che ha costruito il famoso Palazzo del Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Teheran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del paese. Le visite previste in mattinata sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km. Si inizia con il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, sorprendente per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite. Quindi ci si reca all’incantevole Iranbastan, il Museo Archeologico Nazionale, dove sono custoditi preziosi reperti delle civiltà che hanno abitato la regione, una indispensabile ed ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Nel primissimo pomeriggio si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, una stupefacente collezione tra le più inestimabili al mondo di pietre preziose, gioielli, troni e corone, installata nel caveau della Banca Nazionale, tale da far eclissare quella della Regina di Inghilterra. La seconda parte delle visite è dedicata alla Tehran moderna. Ci si dirige dapprima alla Torre Azadi, bell’esempio di audace moderna architettura persiana che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si sposta poi nella parte nord della città per visitare il ponte Tabiat o ponte della Natura, un originale ponte pedonale che collega due parchi, passando sopra le arterie stradali cittadine. Progettato da una giovane iraniana e realizzato da italiani, ha vinto anche un concorso internazionale; è un luogo di passeggio molto in voga, offre vari bar e ristoranti. 3°g.    1/7 Tehran – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut)   Partenza per Qazvin (150 km – 2 ore di strada), una città che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Da qui si prosegue per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (un’ora circa – 100 km) situato a 1700 metri di altezza. Questa valle è divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui si dice il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, circondato da alberi di ciliegio con bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi. Cena e pernottamento ad Alamut presso una locanda privata ai piedi del castello, con camere spartane e bagno privato. Si consiglia un sacco lenzuolo. 4°g.    2/7 Valle degli Assassini (Alamut) - Qazvin – Soltaniyyeh - Zanjan   Si lasciano le aspre montagne degli Assassini seguendo la valle, con i bei campi con mandorli e alberi da frutto, per Qazvin. Si riprende l’autostrada che da Qazvin, con 130 kilometri e 1 ora e mezzo di guida costeggiando la splendida catena dei monti Elborz, porta a Soltaniyyeh, fondata dai mongoli nel XIII secolo e il cui nome significa "Città del sultano". Qui si visita Gonbad-e-Soltanieh, l’imponente e maestoso mausoleo del sovrano mongolo Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo, nonché la  terza più grande cupola in muratura dopo la Basilica di Santa Sofia a Istanbul e il Duomo di Firenze. Proseguimento per la vicina cittadina di Zanjan, famosa per l’artigianato di coltelli; pernottamento presso il Zanjan Grand Hotel. 5°g.    3/7 Zanjan – Takht-e Soleiman - Kandovan   Si parte di primissima mattina per una lunga tappa verso nord e la regione del Kurdistan, di cui si contornano i confini, passando tra villaggi curdi dove gli abitanti indossano i tipici costumi colorati. Dopo 150 km, circa 3 ore, lungo una strada secondaria si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico sito sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo alle montagne, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Si prosegue poi per il magico villaggio troglodita di Kandovan: altri 400 km (6 ore circa) dove si pernotta presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte. 6°g.    4/7 Kandovan – Tabriz   Dopo colazione si passeggia lungo i ripidi sentieri del paese, tra i bizzarri coni di roccia erosa, detti "camini fatati", simili ai più conosciuti della Cappadocia. Si lascia poi il magico villaggio troglodita di Kandovan per Tabriz (55 km circa, 1 ora circa), ex capitale persiana durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo, crocevia importante nella storia, posta lungo la Via della Seta, e oggi quarta città dell’Iran. Nel pomeriggio visita della città: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu, interno ed esterno, che ne faceva una delle più magnifiche dell’epoca, ed il ricco Museo dell’Azerbaijan, con pezzi preziosi e rari, come una collezione di monete e sigilli antichi. Si gironzola infine verso sera nei vicoli labirintici dell’immenso bazar di Tabriz, il bazar coperto più grande del mondo, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”, sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, con gli infiniti soffitti a volta e i numerosissimi caravanserragli, nominato anch’esso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, un tempo centro commerciale fiorentissimo e famoso sopratutto per i tappeti. Cena in ristorante tipico. Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel International o simile. 7°g.    5/7 Tabriz – Jolfa   Dopo una breve passeggiata in un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale ed un padiglione qajaro restaurato, un luogo dove passeggiano le giovani coppie locali e vengono a correre molti abitanti della città, si prosegue l’attraversamento della regione dell’Azerbaijan, ancora in direzione nord, verso Jolfa (180 km, 4 ore circa), un percorso molto scenografico che si svolge nella parte finale all’interno di un parco nazionale dove, oltre a paesaggi bucolici ed agli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Azerbaijan, lungo una strada panoramica in una valle multicolore che costeggia il fiume Aras (conosciuto nella tradizione biblica come fiume Ghilhon). Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan, senza chiedere il loro consenso, al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa presso l’hotel Altinaras o simile. 8°g.    6/7 Jolfa – Santo Stefano – San Taddeo – Maku   Lasciata la cittadina di Jolfa di prima mattina e proseguendo lungo la scenografica valle del fiume Aras si segue il confine con l’Azerbaijan fino alla magnifica chiesa armena di Santo Stefano, costruita nel XIV secolo e conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, patrimonio dell’Unesco. Ci si dirige poi ancora verso ovest lungo il fiume che si apre su di un lago e poi di nuovo lungo un paesaggio collinare per visitare il remoto monastero di San Taddeo, conosciuto col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. In un luogo remoto e accanto ad un piccolo villaggio di azeri vestiti con abiti colorati, è una splendida e scenografica chiesa di culto cristiano armeno, a strisce chiare e scure, che si dice fondata da San Taddeo (Tatavoos) addirittura nel 43 d.C e costruita in buona parte nel 371 d.C. Si ritiene sia una delle chiese più antiche del mondo. Lungo la strada ci si fermerà per un picnic in stile persiano, una delle tradizioni più diffuse e amate del paese. Si prosegue infine per Maku, situata a 30 km di distanza, in un profondo canyon di montagna, dove si pernotta al semplice Hotel Maku ITTC o simile. Per chi rientra 9°g.    7/7 Maku – Cappella di Dzorzor – Tabriz   Si parte in mattinata per la visita alla vicina Cappella di Dzorzor (40 km e un’ora e mezzo circa), terzo e magico complesso monastico parte del Patrimonio Unesco, costruito nel XIV secolo prima di essere distrutto nel XVII secolo, quando gli armeni furono deportati dai Safavidi a Isfahan. È situato in posizione panoramica e isolata sopra un lago, dopo essere stato spostato di 600 mt in seguito alla costruzione di una diga. Si salutano i compagni di viaggio che proseguono verso l’Armenia e si riparte da Maku in direzione sud est verso l’aeroporto di Tabriz (4 ore circa di strada), per imbarcarsi su un volo di rientro per l’Italia durante la notte. 10°g.    Domenica 8 luglio, volo di rientro da Tabriz   Arrivo a destinazione in mattinata. Per chi prosegue con l’estensione in Armenia 9°g.    7/7 Maku – Cappella di Dzorzor – Confine armeno di Norduz – Agarak   Si parte in mattinata per la visita alla vicina Cappella di Dzorzor (40 km e un’ora e mezzo circa), terzo e magico complesso monastico parte del Patrimonio Unesco, costruito nel XIV secolo prima di essere distrutto nel XVII secolo, quando gli armeni furono deportati dai Safavidi a Isfahan. È situato in posizione panoramica e isolata sopra un lago, dopo essere stato spostato di 600 mt in seguito alla costruzione di una diga. Salutati i compagni di viaggio che rientrano si riparte nuovamente verso Jolfa, ma seguendo una strada differente, per circa tre ore in direzione est (200 km). Da Jolfa verso il confine con l’Armenia la strada costeggia sempre il fiume Aras, lungo una valle di grande bellezza, che fu per secoli una via di transito per eserciti e commercianti ma anche per fedeli. Oggi il fiume segna il confine prima con l’Azerbaijan e poi con l’Armenia, in un panorama crescente di rocce e montagne bianche e rosse fino al Monte del Serpente, l’Ilan Dag, in territorio azero, dove alcune leggende narrano che si fosse arenata l’Arca di Noè andando verso l’Ararat e si snoda poi lungo un Parco Nazionale con bellissimi paesaggi e colori vivaci. Al confine armeno a Norduz disbrigo delle formalità doganali, cambio di mezzo e di autista. Nella cittadina di Agarak, proprio accanto, prima sosta armena dopo il confine, si pernotta al hotel ML. 10°g.    8/7 Agarak – Tatev – Khndzoresk – Goris   In queste regioni sud orientali dell’Armenia si visitano tre interessantissimi siti. Si inizia la giornata partendo per Halidzor (dove verso fine mattina si incontrano le persone che provengono da Yerevan) per salire sulla funivia che porta al monastero di Tatev, che attraversa la gola di Vorothan ed in pochi minuti conduce allo splendido monastero, il più grande centro culturale e spirituale del medioevo, arroccato in uno stupendo scenario. È un sito Unesco, una delle gemme dell’architettura medievale dell’Armenia, situato in uno scenario fantastico: gola profondissima, picchi montani e rocce selvagge che ne hanno fatto un convento inaccessibile. Si pranza in un ristorante locale e si proseguono le visite con il villaggio troglodita rupestre di Khndzoresk, affacciato a 1500 metri su un canyon dalle pittoresche formazioni rocciose e con le abitazioni stesse scavate nella roccia. Situato nei pressi del confine con il Nagorno-Karabakh e insediato già dai tempi preistorici, venne usato anche come nascondiglio durante le ribellioni indipendentiste del XVIII secolo. All’arrivo a Goris cena e pernottamento presso l’hotel Mirhav; oggi si percorrono circa 250 km. 11°g.    9/7 Goris – Karahunge – Selim – Noraduz – Sevan   Nei pressi di Goris ci si reca a Karahunje, l’antico osservatorio astronomico situato ad est del paese che risale al 6° millennio a.C. e che alcuni hanno voluto chiamare “la Stonehenge armena”. Si trova a 1770 metri sopra il livello del mare e si estende su 7 ettari, è composto da 223 lastre di basalto di cui 84 hanno delle aperture lunghe 4 – 5 centimetri mirabilmente intagliate nella pietra. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti molti petroglifi e graffiti che indicano un grande interesse per l’astronomia. Si prosegue verso nord arrivando al passo di Selim, conosciuto anche come passo di Vardenyats (64 km da Noratus), che era uno dei possibili passaggi della Via della Seta. Si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; gli armeni storicamente partecipavano al commercio internazionale con i propri prodotti esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro, ecc. Proseguimento verso il  cimitero medioevale di Nortus, che preserva la più grande collezione di khachkars (croci su pietra) dell’Armenia, risalenti dal VII al X secolo. Di seguito visita al Lago Sevan che copre il 5% della superficie dell’Armenia ed è posto a 2,000 metri sopra il livello del mare; se ne segue la costa passando dalla località di Sevan, la più popolare località di villeggiatura ai bordi del grande lago e arrivando all’hotel Avan Marak Tspatagh, posto in posizione panoramica sul lago. 12°g.    10/7 Lago Sevan – Dilijan – Goshavank – Haghpat – Sanahin – Dzoraget   Partenza per Dilijan, che da qui dista 60 km, uno dei luoghi di villeggiatura più famosi dell’Armenia: da queste parti si dice che: "Se il paradiso avesse delle montagne, boschi e sorgenti minerali, sarebbe proprio come Dilijan"; la località viene anche chiamata "Piccola Svizzera Armena". Da qui, con una deviazione di circa 20 km si raggiunge il monastero di Goshavank (XII o XIII secolo), che fu fondato da un famoso personaggio medievale, Mkhitar Gosh, autore del primo Codice armeno, un sito famoso anche per la rarissima croce-pietra armena che vi è conservata. Ci si reca ai monasteri di Sanahin (966 d.C.) e Haghpat (976 d.C.), situati vicino al confine settentrionale armeno con l’Azerbaigian, ritenuti tra le opere più belle dell’architettura medievale armena ed entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. I dettagli architettonici e le decorazioni dei monumenti hanno molto in comune e si ha motivo di supporre che siano stati creati da architetti della stessa scuola. Si prosegue quindi per Dzoraget, dove si cena e pernottamento presso l’hotel Avan Dzoraget. 13°g.    11/7 Dzoraget – Fortezza di Amberd – Saghmossavank – Yerevan   Partenza per Amberd (55 km a nord ovest) chiamata la "fortezza tra le nuvole" per la posizione a 2300 mt di quota sulle pendici del Monte Aragats (che è la cima più alta in Armenia, di 4095 mt – infatti l’Ararat, la vetta sacra per gli armeni, alta 5137 mt e ben visibile da Yerevan, è oltre il confine meridionale in Turchia). Dopo la visita si prosegue verso est per circa 30 km sostando al Parco delle Lettere per arrivare al monastero di Saghmossavank; risale al XIII secolo ed il suo nome significa "Monastero dei Salmi", è posto sopra la spettacolare gola di Qasagh e dal sito si gode di una bellissima vista su tutta la gola e fino al monte Ararat a sud. Il biblico monte Ararat, da cui secondo le leggende scese Noè dopo il diluvio universale piantando una vite come atto di speranza e rinascita, simbolo della rinnovata alleanza tra Uomo e Dio è, nonostante oggi esso si trovi in territorio turco, il cuore spirituale dell'Armenia e significa "luogo di Dio" in lingua armena. Partenza per la capitale Yerevan. Cena e pernottamento in albergo a Yerevan, dove per tutte le notti si utilizzerà l’hotel Tufenkian, un comodo 4*. 14°g.    12/7 Yerevan – Khor Virap – Noravank – Yerevan   Dopo la colazione visita al monastero di Khor Virap. Il sito ha una storia ricca e lunghissima, compresa tra il VII e il XVII secolo: si trova nella valle del monte biblico Ararat e la sua importanza è legata alla figura di Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia e divenne il primo Catolicos (Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena). Da qui si procede verso est (20 km) per il monastero di Noravank, un grande centro religioso e culturale del XIII secolo il cui nome significa "Monastero Nuovo". Si trova in un luogo inaccessibile, circondato da un paesaggio stupendo. Pranzo in una località rupestre vicino al monastero. Si sosta presso l’azienda vinicola di Areni per una degustazione del vino locale. Rientro a Yerevan. Si cena in un ristorante tipico. 15°g.    13/7 Yerevan ed escursione a Echmiadzin e Zvartnots   La storia della capitale armena inizia nell’VIII secolo a.C. ma della città originaria è sopravvissuta solo una piccola parte; in tempi recenti era preponderante lo stile dell’era sovietica ed oggi vi è un rifiorire di costruzioni più moderne. Verso le 10 ci si reca a Echmiadzin (18 km) – il Vaticano armeno che ospita anche la Santa Sede del Catolicos, capo supremo della Chiesa Armena, e si visita la cattedrale. Rientrando si visitano le rovine della cattedrale di Zvartnots, perla d’architettura armena del VII secolo, sito dell’Unesco. Tornati a Yerevan si effettua un giro della città e si pranza durante l’escursione: Piazza della Repubblica, progettata secondo lo stile dell’architettura tradizionale, il palazzo del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, l'ufficio postale centrale, la Galleria d’Arte, l’Opera del teatro e del balletto, il Parco della Vittoria con la statua di Madre Armenia, il Complesso sportivo e dei concerti, il ponte Kievyan, Baghramyan Avenue, il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Scienze, il Parlamento (Assemblea Nazionale), l’Unione degli Scrittori, il mercato della frutta, dove si può trovare la famosa frutta secca armena, e il Tsitsernakaberd – memoriale e museo delle vittime del Genocidio. Cena in un ristorante tipico. 16°g.    14/7 Yerevan ed escursione a Garni e Geghard   Visita del museo di Matenadaran che custodisce antichi manoscritti e documenti storici provenienti da tutta Europa e dall’Asia raccolti nel corso dei secoli, inclusa la prima copia della Bibbia e dei Vangeli in armeno, che affascinano con le belle miniature. Ci si reca quindi a Garni, 30 km ad est della città, dove si visitano la cittadella ed il tempio pagano di Garni, un suggestivo monumento del periodo ellenistico, impressionante esempio dell’architettura antica armena. Si partecipa poi ad un bel concerto di "Duduk" – strumento musicale tradizionale armeno. Si pranza in una casa locale dove si potrà partecipare alla preparazione del pane nazionale armeno, il "Lavash", che si cuoce in una tipica stufa posta sotto terra chiamata "tonir". A nord-est di Garni (10 km), nella valle superiore della gola del fiume Azat, si completa la giornata con la visita di un magnifico monumento d’architettura medievale armeno, il monastero di Geghard, iscritto nel patrimonio mondiale di Unesco. Rientro nella capitale e cena di arrivederci in ristorante tipico. 17°g.    Domenica 15 luglio, volo di rientro in Italia   Il volo della Austrian parte alle 4.25 con arrivo alle 6.25 a Vienna; da qui gli orari dei collegamenti sono 17.45 – 19.05 per Bologna, 12.50 – 14.20 per Firenze, 7.10 – 8.35 per Milano Malpensa, 12.45 – 14.20 per Roma e 9.10 – 10.20 per Venezia.
Iran 2018: Il paradiso persiano
L’approfondito incontro con questa stupefacente terra antica
Periodo: 20 apr - 2 mag
Questo ricchissimo itinerario inizia con una breve introduzione storica nei musei della capitale Teheran, da dove si vola poi per Kerman, nel lontano sud est del Paese al limitare del vasto deserto. Da qui si inizia un percorso che, utilizzando un pulmino privato, porta attraverso le regioni meridionali e centrali del Paese: un viaggio da sud a nord che ripercorre anche la storia di questo millenario paese. La prima tappa è a Bam, mirabile cittadella fortificata in paglia e fango, antico avamposto lungo la Via della Seta, conosciuta anche per l’ambientazione del film “Il deserto dei Tartari”. Da qui inizia la graduale risalita verso nord con tappe in mausolei e giardini ed un tuffo nell’incredibile deserto del Dasht-e Lut; a Mahan si resta colpiti dalla cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto ed a Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la Via della Seta, si ammirano le ricca vestigia del periodo islamico. Attraverso le piantagioni di pistacchio si arriva a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si continua lungo paesaggi montagnosi e desertici per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Shiraz, la città della poesia e delle rose. Da Shiraz si visitano le imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, la capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si possono ammirare le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Si continua poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini e ponti che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, con le sue moschee e mausolei, dove ci si immerge per qualche ora nell’interessante cuore religioso del Paese. Letture consigliate Alcune letture, oltre alle guide che si trovano facilmente in libreria, possono essere utili per capire meglio il Paese; Andreana suggerisce: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile a Teheran indicano 23°C.) e più caldo nelle città meridionali (a Shiraz le massime stagionali ad aprile indicano 24°C e a Kerman 25°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; in particolare gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure. Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con l’autostrada nel tratto tra Isfahan e Tehran. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo orientale, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia e la nostra cultura occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il Paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 20 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30 (orari da confermare); per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o similare per il pernottamento. 2°g.    21/4 Tehran - Kerman   Dopo colazione visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite nella parte sud della città sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar (XIX secolo), una vera e propria cittadella nel cuore della città, dove tra i giardini si visitano varie sale magnifiche come la Sala degli Specchi e il Palazzo Badgir, famoso per le torri del vento, antico sistema persiano di aerazione e primo dei numerosi siti Patrimoni dell’Unesco che si visitano. Si passa poi al Museo Nazionale, o Museo Archeologico, che raggruppa capolavori dell’arte e civilizzazione iraniana, di epoca prevalentemente pre-islamica. Vi si trovano manufatti in bronzo del Lurestan, oggetti antichi in terracotta, sculture, bassorilievi e pezzi vari da Persepoli e Chora Zambil, e mosaici sassanidi, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria che visiteremo. Dopo pranzo visita al ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, una stupefacente collezione tra le più inestimabili al mondo, installata nel caveau della Banca Nazionale, di pietre preziose, gioielli, troni e corone, da far eclissare quella della Regina di Inghilterra. Trasferimento nel pomeriggio all’aeroporto domestico Mehrabad con sosta lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana, che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si imbarca sul volo per la città di Kerman, posta sull’altopiano a 1750 metri nelle remote regioni del sud est, che è stata nella storia un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole, ed ancora oggi abitata da numerosi beluchi. Pernottamento presso l’hotel ITTC o simile. 3°g.    22/4 Kerman - Mahan - Raien - Bam   In mattinata si effettua una breve visita al centro di Kerman, che si snoda tutto intorno all’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato nel modo tradizionale con una suddivisione in varie aree per i diversi prodotti: rame, oro, frutta e così via. Visita al famoso hammam Ganjali Khan e acquisti di frutta secca di cui Kerman è famosa grazie alla vicinanza con le piantagioni di pistacchio e con i palmeti di datteri di Bam. Si lascia quindi la città in direzione sud-est per raggiungere la cittadina di Bam, la destinazione più remota, che dista 190 km, circa 2 ore e mezza di strada. Sul percorso dopo circa 30 km si sosta a Mahan, dove si trova uno stupendo complesso formato da una moschea ed un mausoleo arricchiti da splendide cupole turchesi (il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali) e, nei pressi della cittadina, il Giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia, un palazzo Qajar con freschi e ombreggiati giardini e fontane, Patrimonio dell’Unesco. Proseguendo, con una deviazione di 25 km si raggiunge l’antica cittadella-castello di Raien, le cui torri e bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa; da qui si gode anche di una bellissima visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Arrivati a Bam si alloggia presso l’Hotel ITTC Tourist o simile. L’antica cittadella di Bam, edificata in mattoni e fango, ha subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003, ma è stata in gran parte restaurata e mantiene ancora il suo fascino; la si visita nel tardo pomeriggio e al tramonto, quando la temperatura è più piacevole e le luci indimenticabili. 4°g.    23/4 Bam - Deserto Dasht-e Lut - Kerman   Per rientrare a Kerman si segue la medesima strada, lasciandola poi in direzione nord seguendo un percorso che con circa 90 km di guida porta nel deserto del Dasht-e Lut, divenuto nel luglio 2016 Patrimonio dell’Umanità. Lut significa brullo, arido e gli unici insediamenti umani sono nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato. Spesso in questa stagione è ancora possibile vedere le cime innevate delle montagne ad ovest. Arriviamo su strada asfaltata fino alla zona dei Kalut, lunga 120 km e larga 80 km. Il paesaggio che si ammira è stupendo: le sabbie e i kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”, sono bizzarre formazioni naturali uniche al mondo, causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città fantasma. Si riprende poi la via verso Kerman (100 km) e arrivati in città si pernotta nel medesimo hotel. 5°g.    24/4 Kerman - Zenoiddin - Yazd   Si parte alla volta di Zenoiddin, che dista 300 km, un percorso di circa 4 ore e mezzo attraverso una regione dove abbondano i campi con gli alberi del pistacchio. Zenoiddin è un tipico caravanserraglio di epoca safavide posto vicino alla strada, dall’originale forma circolare, restaurato e adibito ad hotel tradizionale, e fa rievocare le soste delle carovane lungo la Via della seta. Se il tempo lo permette, visita alla cittadella fortificata di Saryazd, di epoca sassanide, a pochi chilometri di distanza. Si prosegue in auto per Yazd – altri 60 km di superstrada – per la visita alle Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani, posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate e adibite ad hotel), il Dad o similare. 6°g.    25/4 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città di Yazd, situata nel cuore del deserto,  una delle più antiche città al mondo, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e annoverata dal 2017 tra i Patrimoni dell’Unesco. Si inizia la visita dalla piazza centrale dell’Amir Chakhmaq, magnifico edificio con l’originale facciata a tre piani. Proprio accanto si visita l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata, e, attraversando le viuzze dell’antico bazar, si giunge alla moschea Masjed-e Jameh costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato da bellissimi mosaici. Continuando la passeggiata attraverso il quartiere vecchio di Fahadan dominato dai badgir, le caratteristiche “torri del vento”, si pranza in uno degli hotel tradizionali. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia: nel primo pomeriggio si visita nei pressi della città il Tempio del Fuoco, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni. In serata, per chi è interessato, vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ed eseguono la pratica ritmati dal tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 7°g.    26/4 Yazd - Pasargadae - Shiraz   Si parte per Shiraz, che si raggiungerà nel pomeriggio, un viaggio lungo ma interessante, 440 km che richiedono circa 7 ore. Sul percorso, dopo aver attraversato bei paesaggi di montagne, colline e deserti, si sosta brevemente a Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni e si sosta per pranzo o per un picnic. Si sosta poi a Pasagardae, Patrimonio dell’Unesco, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario. Si prosegue per Shiraz, dove si alloggia presso l’Hotel Royal o similare. In serata, se il tempo lo permette, passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez (venerato in tutto il paese e contemporaneo di Dante), posto in un rilassante e curato giardino, molto animato alla sera. 8°g.    27/4 Shiraz ed escursione a Persepoli   La giornata è molto intensa e si consiglia una partenza presto dopo una lauta prima colazione e, per essere più efficaci, per il pranzo si consuma uno spuntino in pullman. Durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo e l’Arg-e Karim Khan, l’antica cittadella che domina il centro con le sue mura. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le impressionanti tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella cittàà di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al tramonto, dopo aver goduto, se gli orari del sito ce lo permettono, della vista del calare del sole sulla piana di Persepoli, si rientra a Shiraz per una cena in un ristorante tipico. 9°g.    28/4 Shiraz - Isfahan   Partenza alla mattina presto per Isfahan (480 km, circa 6 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile dopo una tipica cena alla persiana. 10°g.    29/4 Isfahan   Si proseguono le visite alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico e un’occasione per familiarizzare con i vari stili che si sono succeduti nei secoli. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il maestoso Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza per il ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Nel pomeriggio, dopo il proseguimento delle visite alla vicina Piazza dell’Imam ed ai suoi numerosi monumenti e moschee, tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti nella irresistibile varietà di artigianato, dai gioielli di turchesi alle miniature, dagli oggetti in rame ai tessuti locali, senza dimenticare i pistacchi, la frutta secca e le spezie. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e magici riflessi e spesso animata anche di sera da giovani e famiglie che consumano allegramente un picnic sull’erba dei giardini. 11°g.    30/4 Isfahan - Kashan   Oggi si completa la visita della città di Isfahan recandosi lungo la sponda sud del fiume Zayandeh-rood nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Si completano le visite con i due bellissimi ponti di epoca safavide, sul fiume purtroppo senza acqua per alcuni mesi all’anno. Nel pomeriggio si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel, o simile. 12°g.    1/5 Kashan - Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 13°g.    Mercoledì 2 maggio, arrivo a destinazione in mattinata
IRAN 2018: Persia millenaria
Gli splendori di una profonda cultura
Periodo: 29 mar - 8 apr
Il tour inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, splendida città ricca di siti e conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, ci si reca alle imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e alla vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e da qui a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli e giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del Paese tra stupende moschee e mausolei. Una delle innumerevoli emozioni che questo ricco viaggio in Iran conta di procurare è il piacere di riscontrare la grande civiltà dei persiani, che esprimono un genuino interesse verso i visitatori. Letture consigliate Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il Paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranée; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile a Teheran indicano 23°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Shiraz e a Yadz le massime stagionali ad aprile indicano 26°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; in particolare gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure. Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con l’autostrada nel tratto tra Isfahan e Tehran. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani.   Alcune note sulla Persia (vedi anche la sezione Iran, Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte) La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, stimolando lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui è non mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Giovedì 29 marzo, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30 (orari da confermare); per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o simile per il pernottamento. 2°g.    30/3 Tehran   Visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar dalla fine del XVII secolo. Le visite previste in mattinata sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km.: il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, e il Museo Nazionale che contiene ben 300.000 oggetti e reperti, una indispensabile ed ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Nel primissimo pomeriggio si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, una stupefacente collezione tra le più inestimabili al mondo di pietre preziose, gioielli, troni e corone, installata nel caveau della Banca Nazionale, tale da far eclissare quella della Regina di Inghilterra. La seconda parte delle visite è dedicata alla Tehran moderna. Ci si dirige dapprima alla Torre Azadi, bell’esempio audace di moderna architettura persiana che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si sposta poi nella parte nord della città per visitare il ponte Tabiat o ponte della Natura, un originale ponte pedonale che collega due parchi, passando sopra le arterie stradali cittadine. Progettato da una giovane iraniana e realizzato da italiani, ha vinto anche un concorso internazionale. Luogo di passeggio molto in voga, offre vari bar e ristoranti. 3°g.    31/3 Tehran – Shiraz   In mattinata trasferimento all’aeroporto domestico Mehrabad per l’imbarco sul volo per Shiraz, dove si alloggia presso l’hotel Royal o simile. Visita di Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, quindi i giardini di Narenjestan con gli aranceti ed il padiglione adibito a piccolo museo e l’Arg-e Karim Khan, l’antica cittadella che domina il centro con le sue mura. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel tardo pomeriggio si effettua una breve passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez, venerato in tutto il paese e contemporaneo di Dante, con un rilassante e curato giardino, molto animato. Cena in ristorante tipico e pernottamento. 4°g.    1/4 Shiraz ed escursione a Persepoli, Naqsh-e Rostam e Pasargadae   Ci si reca a Persepoli, che dista 60 km - 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide; era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si prosegue per la località di Naqsh-e Rostam dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Si prosegue sul percorso verso nord e si visita Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Si rientra a Shiraz per cena. 5°g.    2/4 Shiraz – Yazd   Si parte presto per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Si sosta per una visita ad Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si pranza. Si prosegue per Yazd dove si visitano le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad hotel), il Moshir Garden o simile. 6°g.    3/4 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana ed anche una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio con una breve escursione fuori città si raggiunge verso sud est la località di Saryazd (circa 50 km) dove si visita una cittadella abbandonata di epoca sassanide alle propaggini del deserto. Al ritorno a Yazd per la cena per chi è interessato, se non si rientra troppo tardi, vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh, che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, e compiono la pratica ritmati dal tamburo accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 7°g.    4/4 Yazd – Isfahan   Dopo la visita, all’apertura mattutina, al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni, si parte per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron in La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Dopo una veloce pausa pranzo si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 8°g.    5/4 Isfahan   Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si completano le visite con i due magnifici ponti di epoca safavide, sul fiume purtroppo spesso asciutto. Nel pomeriggio, dopo il proseguimento delle visite alla Piazza dell’Imam,  tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 9°g.    6/4 Isfahan – Kashan   Oggi è venerdì, giorno di festa musulmano; si completa la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta “dell’acqua di rose e dei Re Magi”. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un palazzo qajaro recentemente restaurato ed adibito ad hotel, o simile. 10°g.    7/4 Kashan – Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si prende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 11°g.    Domenica 8 aprile, arrivo a destinazione
IRAN 2017: Viaggio nei vasti deserti persiani
Sulle antiche tracce della Via della Seta
Periodo: 28 ott - 6 nov
Per maggiori informazioni sul Paese vedi anche Iran, Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte! Da Tehran si vola a Kerman, nel profondo sud est dell’Iran. Da qui si inizia il percorso in pulmino scoprendo caravanserragli, cittadelle e tracce dei passaggi delle carovane che in antichità transitavano per i commerci con l’oriente. Si esplora la regione dapprima verso sud est arrivando fino alle remote cittadelle fortificate realizzate in mattoni di fango di Raien e di Bam, famosa per l’ambientazione del film “Il Deserto dei tartari” negli anni 70 e per il terremoto che la devastò nel 2003. Dopo la visita di Mahan, con la cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto, ci si addentra nel profondo deserto del Dasht-e Lut per ammirare gli spettacolari paesaggi formati dalle sabbie e dai kalut, le peculiari formazioni di guglie di argilla, sabbia e sale modellate dai venti; questo deserto è noto anche per aver conosciuto le più alte temperature raggiunte sul pianeta Terra: oltre 70 gradi centigradi. Per poter esplorare la regione si utilizza per due notti una semplice ma ben collocata locanda utilizzando dei mezzi 4x4 per il fuoristrada con cui attraversare il deserto, incontrando luoghi dove le bizzarre formazioni naturali e l’armonia delle distese di sabbia formano un’interminabile città fantasma quasi si fosse tra grattacieli nel vuoto deserto. Rientrando verso ovest si torna sulle strade asfaltate e si visita Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la “Via della Seta” e ricca di vestigia del periodo islamico. Si prosegue da qui per Yazd, sostando in un interessante sito Patrimonio dell’Unesco: l’antichissima città troglodita di Maymand, le cui origini risalgono a ben 12.000 anni fa. Le abitazioni rupestri sono ancora in parte abitate: una di queste sarà la sistemazione che si utilizza per la notte. Giunti a Yadz, capitale del deserto ed anche capitale della religione zoroastriana, con le case edificate con i mattoni di fango e rinfrescata dalle torri del vento, si può scegliere se tornare in volo a Tehran e da qui imbarcarsi sul volo di rientro o proseguire con l’estensione che porta alle oasi del Dasht-e Kavir. Estensione: le oasi del Dasht-e Kavir Lasciata Yadz si incontra dapprima l’antica cittadella di Meybod e quindi il villaggio di Kharanaq, inserito in un paesaggio bucolico e inatteso. Oltre, ci si addentra nel vasto Dasht-e Kavir giungendo fino alle distese salate nelle aree più interne di questo impressionante deserto giungendo in ultimo all’infinita serie di dune sabbiose che prosegue senza forme di vita per oltre 200 km. Dall’oasi di Garmeh, dove la sorgente nutre un fitto palmeto, attraversando le dune si arriva alla tranquilla cittadina di Anarak, dove si sosta per la notte in un caravanserraglio. Si lascia da qui il deserto arrivando al pittoresco villaggio di Abyaneh, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, situato in una verde vallata tra i monti Karkas, un luogo di rifugio estivo per gli abitanti della capitale. Tornando a nord in direzione dell’aeroporto di Tehran si visita la città santa di Qom, adorna con splendenti cupole dorate e ricca di un’intensa umanità religiosa, completando questo formidabile circuito ricco di paesaggi e di incontri umani.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 28 ottobre volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità e Amitaba può prenotare il volo scelto dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o similare per il pernottamento. 2°g.    29/10 Tehran – Kerman   In prima mattina ci si reca all’aeroporto domestico per volare a Kerman, situata a 1750 metri di quota sull’altopiano iranico a circa 1200 km a sud est della capitale. Kerman nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyidi, selgiuchidi, turche e mongole. Si pranza nella città vecchia, se possibile nel ristorante tipico Vakil collocato in un antico hammam all’interno del bazar, che offre anche musica dal vivo. Nel primo pomeriggio si visita l’hammam Ganjali Khan, la moschea del XIV secolo e l’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato in modo tradizionale con la suddivisione in varie aree per i diversi prodotti: rame, oro, frutta e così via, dove si potrà acquistare la frutta secca per cui Kerman è famosa grazie alla vicinanza con le piantagioni di pistacchio e con i palmeti di datteri di Bam. Pernottamento al ITTC Hotel. 3°g.    30/10 Kerman - Bam   Partenza in direzione sud est per Bam che dista 190 km (circa due ore mezza di viaggio), lungo una strada veloce e ben asfaltata che attraversa la zona desertica di Kerman e del Beluchistan iraniano, ornata da belle montagne. L’antica cittadella medievale fortificata di Ban, dove venne girato il film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini, dopo aver subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003 è stata in gran parte restaurata ed è un sito classificato nel Patrimonio dell’Unesco. Si visita la cittadella e si alloggia presso l’hotel Akhbar Tourist Guest House. 4°g.    31/10 Bam -  Raien – Mahan - Kerman   Si rientra verso Kerman lungo la medesima strada e con una deviazione (25 km) si raggiunge il castello di Raien, ben conservato e immerso in un bel paesaggio. Si sosta poi a Mahan, dove si visita il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV sec., ornato da un bella cupola turchese, e poi il Giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia. Si sosta qui per la cena e quindi si prosegue per Kerman (30 km) dove si pernotta al ITTC Hotel. 5°g.    1/11 Kerman – Shahdad (Kalut)   Si completano le visite a Kerman e verso fine mattina si parte in direzione est per il deserto del Dasht-e Lut (100 km) per visitare i kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”: bizzarre formazioni naturali formate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che sembrano formare una città. Lut significa brullo, arido e gli unici insediamenti umani sono nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e piove di più. La zona dei kalut è ampia, lunga 120 km e larga 80 km, ed il paesaggio è spettacolare, soprattutto al tramonto. Si alloggia nel piccolo villaggio del deserto di Shahdad in una piccola eco locanda, con sistemazione tradizionale persiana su tappeti e cuscini, con spartani bagni comuni ed un piacevole giardino. Si consiglia un sacco lenzuolo, in quanto le lenzuola non vengono fornite. Si potrà percorrere a piedi il villaggio, dove vi è anche un caravanserraglio. 6°g.    2/11 Shahdad   Giornata dedicata alla visita del villaggio di Shafiabad ed all’esplorazione del deserto in 4x4. A 30 km dal villaggio si trovano oltre ai kaluts i “nebkas” più grandi al mondo, montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi. Proseguendo oltre ancora si arriva a Gandon Beryan, dove sono state registrate le più alte temperature della Terra. Ritorno alla locanda e pernottamento. 7°g.    3/11 Shahdad – Maymand   Partenza per Maymand (320 km circa verso ovest, 6 ore di strada), un villaggio troglodita mesolitico risalente a 12.000 anni fa, Patrimonio dell’Unesco, ancora abitato da qualche centinaio di persone, uno dei più antichi insediamenti umani dell’altopiano iranico. Intorno al villaggio si trovano incisioni rupestri di 10.000 anni e depositi in ceramica che risalgono a quasi 6.000 anni fa. Pernottamento nel villaggio, in una delle grotte abitate che accolgono i turisti. 8°g.    4/11 Maymand – Saryazd - Zenoiddin   Lasciata Maymand si procede verso nord lungo la strada per Yazd costeggiando sconfinati campi di piante di pistacchio ed arrivando all’antica cittadella fortificata di Saryazd (250 km, 4 ore circa). Dopo la visita si raggiunge Zeinoddin, un antico caravanserraglio di epoca safavide posto vicino alla strada a sud di Yadz, dall’originale forma circolare, restaurato e adibito ad hotel tradizionale, che rievoca le soste delle carovane lungo la Via della seta. Si dorme in vero stile persiano su materassi adagiati su tappeti, a volte alla sera i gestori improvvisano tipiche danze di origine belucha nell’affascinante cortile interno. Per chi rientra 9°g.    5/11 Zenoiddin - Yazd – Tehran e volo di rientro   In mattinata partenza per Yazd (60 km), considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana ed anche una delle più antiche città del mondo. Visita del centro: si passeggiata tra le viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali. Ci si dirige poi all’aeroporto e ci si imbarca su un volo domestico (orario da confermare) per Tehran, dove si viene accolti dal corrispondente di Amitaba e ci si reca all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Se in funzione degli orari di partenza fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 10°g.    Lunedì 6 novembre, arrivo a destinazione   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata. Per chi prosegue con il programma “Le oasi del Dasht-e Kavir” 9°g.    5/11 Zenoiddin - Yazd   Completato il programma comune si salutano i compagni di viaggio che rientrano nel pomeriggio e ci si reca presso un’antica cisterna nel centro di Yazd per partecipare ad uno spettacolo di ‘Zurkaneh’. La traduzione letterale è ‘casa della forza’ ed è la ‘palestra’ dove si pratica questa attività sportiva tradizionale iraniana, un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ritmato dal tamburo e dai canti tramandati dal poeta mistico Hafez. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad hotel). 10°g.    6/11 Yadz   Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro ed è tutt’oggi considerata la capitale di questo antico culto. Durante la mattina ci si reca nei pressi della città alle Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata e nel pomeriggio ci si reca al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni. Si completano le visite recandosi alla moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, alla Prigione di Alessandro, alla tomba dei 12 Imam e infine all’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. 11°g.    7/11 Yadz - Meybod – Kharanaq – Garmeh  Partenza per il deserto del Dasht-e Kavir, il più vasto dell’Iran. Lasciando Yadz si visita la cittadella di Narin Qaleh a Meybod, che risale a 3000 anni fa, situata nei pressi; è piuttosto simile a Bam, e fortunatamente non ha subito i danni del terremoto che distrusse quest’ultima. Si prosegue per l’oasi di Kharanaq e proseguendo oltre si attraversa un susseguirsi di montagne colorate fino a raggiungere Garmeh. Quest’oasi, piccola e silenziosa, è alimentata da una sorgente d'acqua che permette la crescita di venticinque diversi tipi di palme da dattero. Si alloggia in una casa tradizionale del villaggio, con camere gradevoli dai pavimenti coperti con tappeti persiani su cui vengono sistemati materassi e coperte; i bagni sono comuni ma ben funzionanti e vengono forniti gli asciugamani. Alla sera si assiste a improvvisazioni musicali eseguite con strumenti tipici persiani. 12°g.    8/11 Garmeh - Mesr e Farahzad   Ci si immerge nel deserto profondo verso nord est con un’escursione di circa 200 km arrivando fino al lago salato nel cuore del Dasht-e Kavir. Nei pressi di Farahzad si passeggia tra le dune con i dromedari e si visitano il villaggetto di Mesr e altri piccoli paeselli come Arusan. Si pernotta a Farahzad in una locanda semplice e tipica, il Barandaz Lodge. 13°g.    9/11 Farahzad – Anarak   Si continua il percorso nel deserto, ora in direzione ovest per circa 200 km, incontrando diverse aree di dune e giungendo in tre ore circa ad Anarak, un villaggio con una bella fortificazione ed un’architettura tradizionale che definiremmo oggi bio-climatica: le case sono costruite con terra, paglia e legno cotti al sole. Pernottamento in un tipico caravanserraglio, il Robat Anarak. 14°g.    10/11 Anarak – Abyaneh   Partenza per Abyaneh, che dista 260 km verso ovest (4 ore di strada). Abyaneh, eletto a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, è un antico villaggio zoroastriano tra i pendii dei monti Karkas che visse un periodo di splendore durante la dinastia safavide. I costumi tradizionali delle donne sono molto colorati e le case, edificate con mattoni crudi ottenuti da un impasto di acqua, argilla e paglia, hanno un particolare colore ocra dato dalla terra utilizzata che qui è ricca di ossidi di ferro. Si sosta qui per la notte in un semplice alberghetto. 15°g.    11/11 Abyaneh – Qom – Tehran   Finite le visite ad Abyaneh si esce dalla vallata raggiungendo la strada principale che porta a nord verso la capitale; si transita dalla città di Kashan e proseguendo verso nord si sosta  Qom (114 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visita il complesso della grande moschea. Da Qom si riprende l’autostrada e si cena lungo il percorso raggiungendo in serata l’aeroporto internazionale che dista altri 110 km sempre in direzione nord, per il volo di rientro. Se in funzione degli orari di partenza fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 16°g.    Domenica 12 novembre, arrivo a destinazione   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata.
IRAN 2017: Persia Classica e millenaria
Gli splendori di una profonda cultura
Periodo: 20 ott - 29 ott
L'itinerario inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, splendida città ricca di siti e conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, ci si reca alle imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e alla vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e da qui a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese tra stupende moschee e mausolei. Una delle innumerevoli emozioni che questo ricco viaggio in Iran conta di procurare è il piacere di riscontrare la grande civiltà dei persiani, che esprimono un genuino interesse verso i visitatori. Letture consigliate Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile a Teheran indicano 23°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Shiraz e a Yadz le massime stagionali ad aprile indicano 26°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; in particolare gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure. Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con l’autostrada nel tratto tra Isfahan e Tehran. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia (vedi anche la sezione Iran, Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte!) La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui è non mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 20 ottobre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*, enghelab.pih.ir) o simile per il pernottamento, dove sono già giunti i viaggiatori proveniente dall’Iran settentrionale (programma “Iran, le regioni del nord” – in fase di redazione). 2°g.    21/10 Tehran – Shiraz   Visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar dalla fine del XVII secolo. Le visite previste sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km.: il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, e il Museo Nazionale che contiene ben 300.000 oggetti e reperti, una indispensabile ed ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Dopo pranzo si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, dove si resta basiti dalla quantità di tesori delle dinastie reali persiane. Trasferimento nel pomeriggio all’aeroporto domestico Mehrabad con sosta lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Ci si imbarca sul volo per Shiraz, dove si alloggia presso l’Hotel Royal o simile. 3°g.    22/10 Shiraz ed escursione a Persepoli   La giornata è molto intensa e si consiglia una partenza presto dopo una lauta prima colazione e, per essere più efficaci, per il pranzo si consuma uno spuntino in pullman. Durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo e la Scuola Teologica di Khan, dove con un po’ di fortuna si familiarizzerà cogli studenti. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km - 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella cittàà di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si prosegue per la località di Naqsh-e Rostam dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Si rientra a Shiraz in serata; se i tempi e il traffico lo permettono in serata si effettua una breve passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez, con un rilassante e curato giardino. 4°g.    23/10 Shiraz – Pasagardae - Yazd   Si parte presto per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Sul percorso si visita Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Ripresa la strada per Yazd si visita Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si visitano le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad hotel), il Moshir Garden o simile. 5°g.    24/10 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana ed anche una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio con una breve escursione fuori città si raggiunge verso sud est la località di Saryazd (circa 50 km) dove si visita una cittadella di epoca sassanide abbandonata alle propaggini del deserto. Al ritorno a Yazd per la cena per chi è interessato, se non si rientra troppo tardi, vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh, che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, e compiono la pratica ritmati dal tamburo accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 6°g.    25/10 Yazd – Isfahan   Dopo la visita, all’apertura mattutina, al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni, si parte per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Dopo una veloce pausa pranzo si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 7°g.    26/10 Isfahan   Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità e si ammirano i magnifici affreschi interni;, si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si completano le visite con i tre ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio, dopo il proseguimento delle visite alla Piazza dell’Imam, tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 8°g.    27/10 Isfahan – Kashan   Oggi è venerdì, giorno di festa musulmano; si completa la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Si completano le visite con i due magnifici ponti di epoca safavide, sul fiume purtroppo spesso asciutto. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta “dell’acqua di rose e dei Re Magi”. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o simile. 9°g.    28/10 Kashan – Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma 10°g.    Domenica 29 ottobre, arrivo a destinazione
IRAN 2017: Dasht-e Lut, il deserto della via della seta
Estensione: Persia Classica e millenaria
Periodo: 13 ott - 22 ott
Per maggiori informazioni sul Paese vedi anche Iran, Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte! Da Tehran dopo una breve introduzione storica nei musei della capitale si vola a Yazd, al centro dell’Iran desertico. Da qui si inizia il percorso in pulmino dirigendosi verso Kerman nel profondo sud est dell’Iran scoprendo caravanserragli, cittadelle e tracce dei passaggi delle carovane che in antichità transitavano per i commerci con l’oriente. Si giunge così nell’affascinante regione del Beluchistan iraniano e del deserto del Dasht-e Lut, quasi del tutto disabitato e noto anche per aver conosciuto le più alte temperature raggiunte sul pianeta Terra: oltre 70 gradi centigradi. Si esplora la regione dapprima verso sud est arrivando fino alle remote cittadelle fortificate realizzate in mattoni di fango di Raien e di Bam, quest’ultima famosa per l’ambientazione del film “Il Deserto dei tartari” e per il terremoto che la devastò. Mahan, con la cupola turchese che si staglia sull’ocra del deserto, dà una forte emozione di colori prima di addentrarsi nel deserto più profondo per ammirare gli spettacolari paesaggi formati dalle sabbie e dai kalut, le peculiari formazioni di guglie di argilla, sabbia e sale modellate dai venti, che creano l’illusione di addentrarsi tra città fantasma. Giunti infine a Shiraz, dopo una giornata trascorsa tra la vivace folla del ricco bazar del 1700 e la pace dei giardini e degli aranceti, chi non segue l’estensione parte in volo per Tehran e da qui si imbarca sul volo di rientro. Chi prosegue il viaggio si unisce alle persone giunte per seguire il programma Persia Classica e millenaria. Estensione: Persia Classica e millenaria Partendo da Shiraz si segue un circuito che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale. Da Shiraz si inizia con le imponenti rovine di Persepoli, la capitale achemenide, e Naqsh-e Rostam, dove si visitano le tombe di quattro imperatori achemenidi. Si continua per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro. Si prosegue quindi per la mitica Isfahan, conosciuta come "L'altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per poter ammirare piazze, moschee, palazzi, giardini e ponti che ne fecero una delle città più belle ed apprezzate. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, e Qom, città santa degli sciiti, adorna di moschee e mausolei. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad ottobre indicano 20°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Kerman le massime stagionali ad ottobre indicano 28°C.). Per la parte nel deserto le temperature notturne previste sono intorno ai 10-15 gradi. I servizi sono di buona qualità e gli alberghi nelle città puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo. Nel deserto ci sono delle soste un poco più avventurose: a Bam l’alloggio è più modesto rispetto agli usuali hotel; il caravanserraglio di Zeinoddin offre materassi stesi su tappeti, con bagni comuni puliti; a Shahdad si pernotta in una semplice guest-house con bagno comune, una sistemazione un poco spartana ma molto bella per chi ama il vero viaggiare, che offre una base di partenza ottima per visitare la regione. Per godere appieno del deserto si utilizza per due notti un campo mobile tendato senza bagni ma con una opzionale “doccia del deserto” collegata ad una tanica d’acqua sull’auto; si potrà così godere appieno delle bellezze naturali e disporre del tempo necessario per esplorare le dune ed i kalut con piacevolissime passeggiate. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani. Per gli spostamenti si utilizza un pulmino privato e si percorrono strade ben asfaltate. Letture consigliate Alcune letture, oltre alle guide che si trovano facilmente in libreria, possono essere utili per capire meglio il Paese; Andreana suggerisce: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni '30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 13 ottobre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità e Amitaba può prenotare il volo scelto dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) per il pernottamento. 2°g.    14/10 Tehran – Yazd – Zeinoddin   Dopo colazione si visita Tehran, una città che rispetto alle altre località dell’Iran che hanno segnato la storia e hanno visto nascere fiorenti civiltà ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar, che venne incoronato qui nel 1795. La capitale è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah, che ha costruito il famoso Palazzo del Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Tehran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del paese. Si iniziano le visite con il Palazzo del Golestan (Palazzo dei Fiori), il più antico dei monumenti storici di Tehran, costruito sulla cittadella nel XVI secolo insieme ad un gruppo di edifici reali e poi continuamente restaurato, rinnovato ed arricchito in quanto utilizzato come residenza reale; sorprende per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite. Ci si reca quindi al Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria. Dopo pranzo si visitano il ricchissimo Museo dei Gioielli Nazionali e la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Si raggiunge quindi l’aeroporto domestico per volare a Yazd., dove all’arrivo si parte direttamente per Zeinoddin (60 km), un antico caravanserraglio di epoca safavide dall’originale forma circolare posto vicino alla strada, restaurato ed adibito ad hotel tradizionale, un luogo che fa rievocare le soste delle carovane lungo la Via della seta. Si dorme in vero stile persiano su materassi adagiati su tappeti. Se fosse possibile rispetto agli orari dei voli e al traffico, si visiterà anche l’antica cittadella fortificata di Saryazd, di epoca sassanide, a pochi chilometri di distanza. 3°g.    15/10 Zeinoddin – Kerman – Bam   In mattinata partenza per Kerman, posta sull’altopiano a 1750 metri di quota nelle regioni del sud est, attraversando inizialmente una regione dove abbondano i campi con gli alberi del pistacchio e, superata Kerman, si prosegue per Bam. Si copre una lunga distanza, 470 km, su strade lisce e ben asfaltate, un percorso di circa 6-7 ore nelle zone desertiche di Kerman e del Beluchistan iraniano, orante da belle montagne. L’antica cittadella fortificata di Bam, edificata in mattoni e fango resa celebre anche dal film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini, dopo aver subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003 è stata in gran parte restaurata e mantiene ancora il suo fascino. E’ un sito classificato come Patrimonio dell’Umanità. Si alloggia presso l’hotel Akhbar Tourist Guest House. 4°g.    16/10 Bam – Raien – Mahan – Shahdad (Kalut)   Si visita la cittadella di Bam e dopo pranzo si rientra verso Kerman lungo la medesima strada e con una deviazione (25 km) si raggiunge l’antica cittadella-castello di Raien, ancora ben conservata e immersa in un bel paesaggio. Le torri e i bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa; da qui si gode una bellissima visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Si sosta poi a Mahan, dove si visitano il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV sec., ornato da una bella cupola turchese, ed il Giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia: un incredibile luogo di frescura, bellezza e pace in mezzo al deserto. Si prende poi la strada in direzione est per il deserto del Dasht-e Lut (100 km). Si pernotta presso una piccola eco locanda situata a Shahdad, un villaggetto del deserto: una sistemazione tradizionale persiana su tappeti e cuscini con spartani bagni comuni ed un piacevole giardino. Si consiglia un sacco lenzuolo, in quanto non sono fornite lenzuola. All’arrivo sistemazione e visita a piedi del villaggio e del caravanserraglio locale. 5°g.    17/10 Shahdad (Kalut)   In mattinata partenza dalla locanda per due giorni e due notti di escursione nel deserto, utilizzando mezzi a quattro ruote motrici. Si raggiungono i kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”: bizzarre formazioni naturali uniche al mondo, create dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città. Lut significa brullo o arido: qui gli unici insediamenti umani sono nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e piove di più. La zona dei kalut è lunga 120 km e larga 80 km. Il paesaggio è spettacolare, soprattutto al tramonto. Notte in tenda in campo mobile. 6°g.    18/10 Shahdad – Dasht-e Lut   Giornata dedicata ad esplorare le guglie di sabbia e argilla, alte fino a 500 mt; si visitano anche i “nebkas” più grandi del mondo, montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi. Proseguendo oltre ancora, costeggiando uno stupefacente fiume salato che scorre con una schiuma di sale bianca lungo un tortuoso canyon nel deserto, si arriva a Gandon Beryan, zona vulcanica e lavica dove si è registrata la più alta temperature della Terra (70,7° C.). Notte in tenda in campo mobile. 7°g.    19/10 Dasht-e Lut – Kerman   Ritorno in mattinata alla locanda di Shahdad dove ci attende il pulmino. Partenza per Kerman attraverso un piccolo passo di montagna (90 km circa). Nel pomeriggio visita del centro della suggestiva cittadina con il bel bazaar, uno stupendo hammam e la moschea del XIV secolo. Kerman nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyidi, selgiuchidi, turche e mongole. Il centro di Kerman si snoda tutto intorno all’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato in modo tradizionale con una suddivisione in varie aree per i diversi prodotti: rame, oro, frutta e così via. Pernottamento all’ITTC Hotel. 8°g.    20/10 Kerman – Shiraz   Partenza alla mattina presto per Shiraz (570 km, 8 ore circa). Durante il viaggio si possono ammirare quattro differenti tipologie paesaggistiche dell’altopiano iraniano: lacustre, desertico, montano e pianeggiante. Arrivo a Shiraz al tramonto; si alloggia presso l’Hotel Royal o similare. Per chi rientra 9°g.    21/10 Shiraz – Tehran e volo di rientro   Visita in città, acquisti nel bazar e passeggiate nei famosi giardini Eram di Shiraz con aranceti, rose e un orto botanico. Ci si dirige all’aeroporto di Shiraz dove ci si imbarca su un volo domestico (orario da confermare) per Tehran, dove si viene accolti dal corrispondente di Amitaba e ci si reca all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Se in funzione degli orari di partenza fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 10°g.    Domenica 22 ottobre, arrivo a destinazione   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata. Per chi prosegue con il programma “Persia Classica e millenaria” 9°g.    21/10 Shiraz   Visita della città, acquisti nel bazar e passeggiate nei famosi giardini di Shiraz. In serata si viene raggiunti in hotel dalle persone che seguono solo questa parte del viaggio. 10°g.    22/10 Shiraz ed escursione a Persepoli   La giornata è molto intensa e si parte presto dopo una lauta prima colazione e, per ottimizzare i tempi, per il pranzo si consuma uno spuntino in pullman. Durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo e la Scuola Teologica di Khan, dove con un po’ di fortuna si familiarizzerà con gli studenti. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km - 1 ora abbondante di strada, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si prosegue per la località di Naqsh-e Rostam dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Si rientra a Shiraz in serata; se i tempi e il traffico lo permettono in serata si effettua una breve passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez, con un rilassante e curato giardino. 11°g.    23/10 Shiraz – Pasagardae - Yazd   Si parte presto per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Sul percorso si visita Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Ripresa la strada per Yazd si visita Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si visitano le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate ed adibite ad hotel), il Moshir Garden o simile. 12°g.    24/10 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana ed anche una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio con una breve escursione fuori città si raggiunge verso sud est la località di Saryazd (circa 50 km) dove si visita una cittadella di epoca sassanide abbandonata alle propaggini del deserto. Al ritorno a Yazd per la cena per chi è interessato, se non si rientra troppo tardi, vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh, che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, e compiono la pratica ritmati dal tamburo accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 13°g.    25/10 Yazd – Isfahan   Dopo la visita, all’apertura mattutina, al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni, si parte per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Dopo una veloce pausa pranzo si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 14°g.    26/10 Isfahan   Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si completano le visite con i tre ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio, dopo il proseguimento delle visite alla Piazza dell’Imam,  tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 15°g.    27/10 Isfahan – Kashan   Oggi è venerdì, giorno di festa musulmano; si completa la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Si completano le visite con i due magnifici ponti di epoca safavide, sul fiume purtroppo spesso asciutto. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta “dell’acqua di rose e dei Re Magi”. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o simile. 16°g.    28/10 Kashan – Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro. Se in funzione degli orari di volo fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 17°g.    Domenica 29 ottobre, arrivo a destinazione   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata.
IRAN 2017: Kurdistan iraniano e Terra degli Elamiti
La Persia, un universo da scoprire
Periodo: 5 ott - 14 ott
Il percorso porta dapprima nella regione del Kurdistan iraniano, tra spettacolari montagne ed altopiani dove il glorioso e spesso perseguitato popolo curdo, che rappresenta il 10% circa della popolazione dell’Iran, ha vissuto una vita principalmente nomadica, mantenendo vive le proprie tradizioni, la propria lingua e la propria religione, pur integrandosi nella nazione. Si scopre così un Iran molto diverso ed estremamente interessante, un nuovo mondo rispetto a quanto si incontra nelle più frequentate regioni classiche del centro-sud. Nella seconda parte si attraversa una regione con caratteristiche ambientali e paesaggistiche differenti: la Terra degli Elamiti, situata nel sud ovest dell’Iran, accanto alla Mesopotamia, uno dei grandi centri della prima urbanizzazione conosciuta dell’uomo i cui albori secondo gli archeologi qui risalgono almeno al 5.000 a. C. Di questo antichissimo passato sopravvivono molti resti, tra cui lo ziggurat meglio preservato che si conosca, nonostante i saccheggi effettuati dagli europei che hanno portato molti importantissimi reperti ai musei di Parigi, Londra e Berlino. Completa il percorso la visita della capitale Tehran, sia la parte storica con i suoi ricchi musei, sia la parte moderna. Per maggiori informazioni sul Paese vedi anche Iran, Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte! Alcune note sui Curdi I Curdi sono un gruppo etnico indoeuropeo che oggi conta circa 35-40 milioni di persone. Il Kurdistan iraniano è da loro considerato come una delle 4 parti del Grande Kurdistan, insieme al Kurdistan del Nord (la zona a sud est della Turchia), il Kurdistan dell’Ovest (la Siria del Nord) e il Kurdistan del Sud (Iraq del Nord). I governi di questi stati si sono sempre opposti attivamente alla costituzione di un unico Stato curdo, facendone così di questo popolo uno dei più grandi gruppi etnici al mondo ancora privo di unità nazionale. Si ritiene che i Curdi discendano dagli antichi Carduchi, a loro volta discendenti dagli antichi Medi, con apporti di Sciti e Galati di stirpe celtica. Oggi in Iran costituiscono il terzo maggiore gruppo etnico (10% circa), dopo i Persiani e gli Azeri. Oltre la metà dei Curdi iraniani sono musulmani sunniti, quindi non sciiti come la maggioranza degli iraniani. Inoltre, sopratutto nella regione di Hewraman verso il confine con l’Iraq, sono tuttora seguite religioni arcaiche e vi si trovano antichi luoghi sacri, in particolare di fede Yarsan, il cui significato è “Gente di verità”. Secondo la religione Yarsan, praticata da circa un milione di persone, e gli insegnamenti del mistico Sultano Sahak (XIV secolo), l’universo è composto da due mondi distinti interconnessi: quello interiore (Batini) e quello esteriore (Zahiri), ognuno con le sue regole e ordine. Sebbene gli essere umani siano consapevoli soltanto del mondo esteriore, le loro vite sono governate secondo le regole dell’interiore, tra le quali si considera la trasmigrazione dell’anima. Secondo gli studiosi nella regione di Hewraman si individuano anche forti connessioni con la fede zoroastriana, conosciuta anche come mazdeismo, che qui è anch’essa tutt’ora seguita da piccole comunità; il nome dato alla regione ed al villaggio, che prima dell’invasione musulmana araba era un’importante zona di pellegrinaggio, fu ispirato dal nome del dio zoroastriano Ahura Mazda (Ahuraman). Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione ideale di primo autunno, quando il clima non è ancora troppo freddo in Kurdistan e non più caldo al sud. Le massime stagionali a Tehran indicano 24°C., a Sanandaj 16°C, a Ahwaz 35°C.  Le medie notturne in Kurdistan vanno dai 5 ai 10°C. Si pernotta alcune notti in villaggi utilizzando locande che offrono l’accoglienza tradizionale persiana o curda, con materassi adagiati su tappeti, oppure, dove disponibili, in hotel a 3-4 stelle, e alcune notti in hotel di livello internazionale.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Giovedì 5 ottobre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità e Amitaba può prenotare il volo scelto dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) per il pernottamento. 2°g.    6/10 Teheran - Soltaniyyeh - Zanjan   Si parte in mattinata per Zanjan (3 - 4 ore di strada in funzione del traffico della capitale – 290 km) accompagnati da una guida iraniana. Poco prima di Zanjan si arriva a Soltaniyyeh per la visita all’imponente e maestoso mausoleo di Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo. Arrivo nel pomeriggio a Zanjan, conosciuta come ‘la patria dei coltelli’; si alloggia presso lo Zanjan Grand Hotel dove si incontrano la guida italiana del gruppo ed i partecipanti giunti fin qui con il programma Regioni del Nord Ovest e Mar Caspio. 3°g.    7/10 Zanjan – Takht-e Soleiman – Sanandaj   Si lascia Zanjan di prima mattina per un lungo percorso verso la regione del Kurdistan iraniano. Dopo 150 km (2 ore e mezzo) lungo una panoramica strada secondaria sulle montagne si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico luogo sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo ai monti, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’Acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, che tradotto significa “Prigione di Salomone”, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Nel primo pomeriggio proseguimento per Sanandaj, il capoluogo del Kurdistan iraniano (230 km, altre 5 ore); pernottamento presso il Sanandaj Hotel. 4°g.    8/10 Sanandaj – Marivan – Hewraman   Partenza per le remote valli del Kurdistan dell’impervia catena degli Zagros, a ridosso del confine con l’Iraq. Dopo 130 km si sosta a Marivan, adagiata sulle rive del lago Zarivar, il cui dialetto era l’idioma preferito dai poeti curdi e dove la religione è prevalentemente sunnita e non sciita. Ripresa la strada ci si inerpica verso un alto passo montano, con paesaggi mozzafiato, fino alla spettacolare valle di Hewraman (o Oraman). Dopo 60 km si giunge al villaggio di Hewraman, dove risiedono i curdi che non sono dediti al nomadismo, con le case di pietra abbarbicate sul costone costruite l’una sull’altra. Si visita il santuario di Pir Shaliar, musulmano ma di vocazione animista, con retaggi di varie religioni, quali le strisce di stoffa votive buddiste, il festival mitraico e la venerazione dell’angelo. Pernottamento in paese in casa privata. 5°g.    9/10 Hewraman – Palangan - Kermanshah   Si prosegue con l’esplorazione di questa regione selvaggia e montuosa del Kurdistan più remoto. Dopo 4 ore abbondanti e 120 km lungo una panoramica strada si giunge al famoso villaggio curdo di Palangan, disseminato di casette di pietra e abbarbicato anch’esso sul pendio scosceso dei monti e collegato alla strada da piccoli ponti su un torrente; un luogo dove i locali ancora mantengono le tradizioni e il folclore curdi, nonostante la modernità anche qui stia incombendo. Anche l’ospitalità curda fa a gara con quella straordinaria persiana e, nonostante la difficoltà di comunicazione dovuta ai dialetti della lingua curda che sono diversi persino tra le diverse valli, si potrà godere di un tè bevuto con gli uomini del villaggio abbigliati coi tipici pantaloni ampi con l’alta fascia in vita, o scambiare un sorriso con le donne, coloratissime nei loro abiti lunghi. Dopo una passeggiata si lascia il villaggio seguendo un percorso lungo la catena dei monti Zagros; si lascia la regione propriamente detta del Kurdistan arrivando nella città di Kermanshah, (110 km, 2 ore e mezzo), che è un vero crogiuolo di razze ed etnie: curda, lur e altre. Si pernotta al Jamshid Hotel o similare. 6°g.    10/10 Kermanshah – Taq-e Bostan -  Bisotun – Khorramabad   Ci si reca di prima mattina nella zona centrale di Kermanshah, accanto al grazioso bazar coperto, per visitare il mausoleo dell’Hosseinieh Takieh Mo-aven ol-Molk, con i bei mosaici blu. A Taq-e Bostan, alla periferia nord di Kermanshah con alle spalle le rosse montagne curde, si visitano le falesie dove si trovano importanti bassorilievi di epoca sassanide. Sono particolarmente interessanti le scene di caccia a dorso d’elefante del re Cosroe II, abbigliato con un’armatura completa, simile a quelle che vennero in uso centinaia di anni più tardi in Europa. Pranzo nel complesso di Taq-e Bostan nel ristorante posto sul laghetto artificiale, da dove si possono ammirare i bassorilievi. Si parte quindi per Bisotun (40 km, un’ora di strada), Patrimonio dell’Unesco, dove si ammirano le sculture rupestri a bassorilievo del 521 a.C. raffiguranti Dario il Grande, impreziosite da iscrizioni in caratteri cuneiformi trilingue. Queste iscrizioni per importanza sono equivalenti alla Stele di Rosetta perché hanno consentito la decifrazione di tre lingue scomparse: alamita, accadiana e persiana antica, consentendo di comprendere meglio la storia delle civiltà persiane. Proseguimento per Khorramabad (170 km, 3 ore circa), dove si pernotta presso il Shardari Inn Hotel o simile. 7°g.    11/10 Khorramabad  – Shushtar   Partenza in direzione di Ahwaz. Lungo la strada si passa per la regione del Lorestan, conosciuta per le meravigliose montagne, che prende il nome dai Lor, una popolazione che abita questa e le regioni contigue del Khuzestan e dell'Ilam. Proseguendo il viaggio si entra nel Khuzestan, una regione ricca di petrolio che si affaccia sul Golfo Persico, per effettuare la visita alla città di Shushtar (240 km, 4 ore). Questa cittadina, già conosciuta nel periodo elamita con il nome di Adamdun, in epoca sassanide era un'isola sul fiume Karun, scelta come capitale estiva dell'Impero. Uno dei maggiori monumenti della città è il Band-e Qayṣar ("Ponte di Cesare"), che in passato era un grande ponte diga lungo 550 metri, fatto costruire per volontà del Re Sassanide Shapour I utilizzando la manodopera di circa 70.000 prigionieri romani catturati dopo la sconfitta dell'imperatore romano Valeriano nella battaglia di Edessa. Il sistema idraulico di Shushtar è stato incluso tra i Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco, la cui costruzione eseguita per ordine di Dario il Grande viene fatta risalire al V secolo a.C. Lo sviluppo che venne apportato alle strutture nel corso dei secoli permette di osservare le tecniche usate dagli Elamiti, dai popoli della Mesopotamia e dai Nabatei. Al termine della visita si cena nell’affascinante cortile di un ristorante di epoca qajara e si pernotta presso il Shushtar Traditional Hotel nel centro della cittadina. 8°g.    12/10 Shushtar - Susa - Choqa Zanbil - Ahwaz e volo per Tehran   In mattinata partenza per l’escursione alla scoperta di due importanti siti archeologici, Susa e Choqa Zanbil (si percorrono 300 km in tutto). Susa, nei pressi della città di Shush, fu la capitale dell'antico regno dell'Elam e, in periodo più tardo, dopo essere stata devastata dal sovrano assiro Assurbanipal nel 646 a.C., divenne residenza imperiale dei Persiani achemenidi. Si prosegue per Choqa Zanbil dove si visita di il tempio dell’antica civiltà Elamita e lo ziggurat considerata meglio conservato al mondo, divenuto nel 1979 il primo sito iraniano iscritto alla lista dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. In origine era costituita da cinque piani concentrici, dei quali se ne sono conservati solo tre, che oggi raggiungono un'altezza di 25 metri. Al termine delle visite trasferimento all’aeroporto di Ahvaz e partenza in volo per Teheran in serata. Pernottamento a Teheran presso l’hotel Enghelab o similare. 9°g.    13/10 Tehran   Visita di Tehran che, rispetto alle altre località dell’Iran che hanno segnato la storia e hanno visto nascere fiorenti civiltà, ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar, che venne incoronato qui nel 1795. La capitale è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah, che ha costruito il famoso Palazzo del Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Tehran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del paese. La prima tappa è al Palazzo del Golestan (Palazzo dei Fiori), il più antico dei monumenti storici di Tehran, costruito sulla cittadella nel XVI secolo insieme ad un gruppo di edifici reali e poi costantemente restaurato, rinnovato e arricchito in quanto utilizzato come residenza reale; sorprende per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite. Si prosegue con l’interessante Iranbastan, il Museo Archeologico Nazionale dove sono custoditi numerosi preziosi reperti delle antiche civiltà che hanno abitato la regione. Dopo pranzo si visita la Teheran moderna. Ci si dirige dapprima alla Torre Azadi, bell’esempio di audace architettura persiana moderna che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si sposta poi nella parte nord della città per visitare il ponte Tabiat, o ponte della Natura, un originale ponte pedonale che collega due parchi passando sopra le arterie stradali cittadine. Progettato da una giovane iraniana e realizzato da italiani, ha vinto anche un concorso internazionale; è un luogo di passeggio molto in voga, offre vari bar-ristoranti. In serata ci si reca all’aeroporto internazionale per il rientro in Italia. Se in funzione degli orari di volo fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 10°g.    Sabato 14 ottobre, volo di rientro   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata.
Iran 2017: Regioni del Nord Ovest e Mar Caspio
Estensione: Kurdistan iraniano e Terra degli Elamiti
Periodo: 29 set - 8 ott
Il tour è estremamente vario ed interessante: si vedono mausolei di importanti santi Sufi, complessi monastici e chiese cristiane armene, bazar coperti con soffitti a volta decorati e caravanserragli. Tra questi, 5 siti appartengono a periodi storici ed a culture differenti e sono parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si attraversa la catena montuosa degli Elborz con caratteristiche orografiche, ambientali e paesaggistiche diverse a seconda del versante, sud o nord, e si percorrono numerosi canyon e valli multicolori. Si visitano villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove le popolazioni autoctone mantengono tradizioni secolari, si pernotta in grotte troglodite ancora oggi abitate, ci si arrampica su colli e impervi monti leggendari dove sorgevano i castelli della Setta degli Assassini, si costeggiano valli di fiumi biblici, risaie terrazzate e foreste pluviali verdeggianti. E si completa con le visite a Tehran: la cittadella, il palazzo reale del Golestan ed il ricco Museo Nazionale. Per maggiori informazioni sul Paese vedi anche Iran,  Iran: Un mondo da conoscere e Iran: si parte! Per approfondire ulteriormente l’esplorazione dei territori remoti dell’Iran al termine si potrà proseguire con l’estensione che si svolge nel Kurdistan iraniano e nella Terra degli Elamiti (eseguibile anche come programma a se stante), un percorso nuovo, ancora lontano dal turismo, dove si ammirano anche 6 diversi siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Si inizia dalla regione del Kurdistan iraniano valicando i monti della catena degli Zagros, percorrendo anche numerosi canyon e valli nascoste tra spettacolari montagne ed altopiani, dove il glorioso e spesso perseguitato popolo curdo, che rappresenta il 10% circa della popolazione dell’Iran, ha vissuto una vita principalmente nomadica mantenendo vive le proprie tradizioni, lingua e religione con spinte indipendentiste minori rispetto alle popolazioni curde delle nazioni limitrofe. Si verrà sorpresi nell’incontrare antichi luoghi di culto zoroastriano e villaggi tradizionali dove i santuari curdi musulmani rivelano una sorprendente vocazione animista e mitraica. Nella seconda parte si attraversa una regione con caratteristiche ambientali e paesaggistiche differenti: la Terra degli Elamiti, situata nel sud ovest dell’Iran, accanto alla Mesopotamia, uno dei grandi centri della prima urbanizzazione conosciuta dell’uomo i cui albori secondo gli archeologi risalgono almeno al 5.000 a. C. Di questo antichissimo passato sopravvivono molte testimonianze, nonostante i saccheggi effettuati dagli europei che hanno portato molti importantissimi reperti ai musei di Parigi, Londra e Berlino. Si visitano i resti di Susa, che fu una delle più grandi città del mondo antico, uno ziggurat di epoca elamita ancora ben conservato e si vedono alcune del le più antiche iscrizioni multilingue, che hanno permesso agli esperti di decifrare la scrittura cuneiforme e conoscere eventi fondamentali nella storia dell’umanità. Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione ideale di inizio autunno, quando il clima non è ancora troppo freddo, ma spesso le cime delle montagne sono già innevate arricchendo i panorami di ulteriori colori. Le massime stagionali a Tehran indicano 26°C., a Tabriz 24°C, ad Ardebil 19°C, a Kandovan 16°C. Le medie notturne vanno dai 5 ai 10°C. Si pernotta una notte in un villaggio utilizzando una locanda che offre l’accoglienza tradizionale persiana con bagni privati; in generale hotel a 3-4 stelle, e alcune notti in hotel di livello internazionale.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 29 settembre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità e Amitaba può prenotare il volo scelto dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) per il pernottamento. 2°g.    30/9 Tehran – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut)   Partenza da Tehran la mattina presto per Qazvin (150 km – 2 ore di strada), che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Proseguimento da Qazvin per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (100 km - tre ore abbondanti) situato a 1700 metri di altezza. Questa valle è divenuta famosa in occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, posto non lontano dall’omonimo villaggio e circondato di alberi di ciliegio. Cena e pernottamento ad Alamut presso una locanda privata ai piedi del castello, con camere spartane ma dotate di bagno privato. 3°g.    1/10 Alamut – Masuleh - Bandar Anzali   Si lasciano le aspre montagne degli Assassini seguendo la valle, con i bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate, campi con mandorli e alberi da frutto e pinnacoli rocciosi.  Dopo 290 kilometri e 6 ore circa di strada attraverso la verde regione del Gilan e la splendida catena dei monti Elborz, con il caratteristico boscoso entroterra del Mar Caspio, si giunge al millenario villaggio rurale di Masuleh. Fondato nel X secolo e caratterizzato da un'architettura unica, è uno dei più caratteristici e celebri della Persia, posto a 1000 metri di altitudine, aggrappato al fianco della montagna e terrazzato in modo che ogni tetto della casa inferiore costituisca il cortile e l’entrata di quella superiore. Si passeggia per il paese e si cena in una casa da tè posta su un terrazzo del villaggio, quando al tramonto il panorama è ancora più pittoresco. Al termine trasferimento nella vivace cittadina portuale di Bandar Anzali sul Mar Caspio dove si pernotta presso la Aram Guesthouse. 4°g.    2/10 Bandar Anzali - Ardebil - Tabriz   Dopo una breve passeggiata nel centro cittadino e nel bazar all’aperto con una sosta ad una tipica e allegra casa da té e narghilè si parte per Ardebil (250 km circa, 4 ore e mezzo). Si attraversa l’Azerbaijan orientale in direzione nord tra le montagne che si affacciano sul Mar Caspio e la spiaggia. Ardebil, ex capitale e patria dello sceicco Safi-od Din, mistico sufi e derviscio, e di Ismail Safavi, patriarca della dinastia safavide (poi trasferitasi coi suoi successori a Isfahan), ospita un magnifico sito Patrimonio dell’Unesco: il Mausoleo di Safi-od Din che, oltre alla torre col sarcofago e alle incantevoli cupole di maioliche colorate e smaltate, presenta nella Casa delle Lanterne e nella Sala delle Porcellane splendidi interni con decorazioni in oro e blu. Dopo l’acquisto dell’ottimo miele locale proseguimento per Tabriz (4 ore, 230 km), quarta città dell’Iran. Collocata lungo la Via della Seta ed importante crocevia nella storia, fu testimone di diverse invasioni, come del resto tutto l’altopiano, ad opera di orde di Arabi, Turchi e Mongoli e fu ex capitale persiana durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo. Pernottamento all’hotel El Goli Pars o similare. 5°g.    3/10 Tabriz – Kandovan   Si effettua una breve passeggiata in un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale ed un padiglione qajaro restaurato, ameno luogo di incontro per le giovani coppie locali e dove vanno a correre molti abitanti. Si visita il centro di Tabriz: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu; il ricco Museo dell’Azerbaijan, con pezzi preziosi e rari, come una collezione di monete e sigilli antichi. Ci si reca quindi all’immenso bazar, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”: sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, colpisce anche per gli immensi soffitti a volta ed i numerosi caravanserragli, famoso sopratutto per l’area dedicata ai tappeti. Dopo pranzo si parte per il magico villaggio troglodita di Kandovan, (55 km circa, 1 ora circa). Passeggiata lungo gli antichissimi e ripidi sentieri tra i bizzarri coni di roccia erosa, detti “camini fatati”, simili a quelli più conosciuti della Cappadocia. Pernottamento nel villaggio presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte. 6°g.    4/10 Kandovan - Jolfa   Si prosegue l’attraversamento dell’Azerbaijan orientale, ancora in direzione nord, alla volta di Jolfa, un percorso che si svolge in parte all’interno di uno scenografico parco nazionale dove, oltre gli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, un monte che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Azerbaijan, lungo una strada tortuosa e molto panoramica in una valle multicolore che costeggia infine il fiume Aras (conosciuto nella tradizione biblica come fiume Ghilhon). Nei pressi della cittadina di Jolfa si visita la magnifica chiesa armena di Santo Stefano, costruita nel XIV secolo, conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, Patrimonio dell’Unesco. Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan (fu di fatto una deportazione), al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa, che oggi è oggi città porto franco, presso l’hotel Altin Aras. 7°g.    5/10 Jolfa – San Taddeo – Tabriz   Lasciata la valle del fiume Aras ci si dirige 150 km verso ovest per visitare il monastero di San Taddeo, conosciuto anche col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. In un luogo remoto posto accanto ad un piccolo villaggio di azeri vestiti con costumi colorati, è una splendida ed anche scenografica chiesa medievale di culto cristiano armeno con una struttura colorata a strisce chiare e scure, che secondo le tradizioni locali fu fondata da San Taddeo (Tatavoos) nel remoto 43 d.C. Lungo la strada ci si fermerà per un picnic in stile persiano, una delle tradizioni più diffuse e amate del Paese. Si riparte poi in direzione sud verso Tabriz (3 ore e mezzo circa, 220 km). Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel El Goli Pars Hotel o similare. 8°g.    6/10 Tabriz – Maraqeh - Soltaniyyeh – Zanjan   Si parte in mattinata per Soltaniyyeh. Lungo il tragitto, dopo 2 ore e mezzo circa, ci si ferma a Maraqeh, che fu anch’essa capitale dal 1255. Qui, nel più grande osservatorio astronomico dell’epoca, poi distrutto da Tamerlano, fu calcolato il diametro esatto della Terra, secoli prima che in occidente si scoprisse che era tonda! Dopo altre 4 ore di strada ed una sosta per il pranzo si arriva a Soltaniyyeh per la visita all’imponente e maestoso mausoleo di Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo. Si prosegue per la vicina cittadina di Zanjan, conosciuta come la ‘patria di coltelli’, dove si pernotta presso il Zanjan Grand Hotel, dove si viene raggiunti in serata dalle persone giunte per seguire solo l’estensione con il programma Kurdistan e Terra degli Elamiti. Per chi rientra 9°g.    7/10 Zanjan - Tehran   Chi rientra in Italia parte in mattinata da Zanjan per Tehran (3- 4 ore di strada in funzione del traffico della capitale – 290 km). Si incontra a Tehran la guida iraniana che parla la lingua italiana e nel pomeriggio si iniziano le visite. Rispetto alle altre località dell’Iran che hanno segnato la storia e hanno visto nascere fiorenti civiltà, Tehran ha un passato recente che inizia con la fine del XVIII secolo, data in cui la città venne scelta come capitale da Agha Mohammad Khan, fondatore della dinastia Qajar, che venne incoronato qui nel 1795. La capitale è stata ampliata in seguito dal suo successore Fath-Ali Shah, che ha costruito il famoso Palazzo del Golestan, divenuto sede della stessa dinastia. Oggi Tehran è una metropoli moderna che conta dodici milioni di abitanti, ed è il fulcro economico del paese. La prima tappa è l’incantevole Iranbastan, il Museo Archeologico Nazionale dove sono custoditi preziosi reperti delle antiche civiltà che hanno abitato la regione. Si visita poi il Palazzo del Golestan (Palazzo dei Fiori), il più antico dei monumenti storici di Tehran, costruito sulla cittadella nel XVI secolo insieme ad un gruppo di edifici reali e poi continuamente restaurato, rinnovato e arricchito in quanto utilizzato come residenza reale; sorprende per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite. In serata ci si reca all’aeroporto internazionale per il rientro in Italia. Se in funzione degli orari di volo fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 10°g.    Domenica 8 ottobre, volo di rientro   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata. Per chi segue l’estensione Kurdistan iraniano e Terra degli Elamiti 9°g.    7/10 Zanjan – Takht-e Soleiman – Sanandaj  Chi prosegue per l’estensione con la guida italiana ed i nuovi partecipanti giunti per questa parte del viaggio lascia Zanjan di prima mattina per un lungo percorso verso la regione del Kurdistan iraniano. Dopo 150 km (2 ore e mezzo) lungo una panoramica strada secondaria sulle montagne si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico luogo sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo ai monti, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’Acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, che tradotto significa “Prigione di Salomone”, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Nel primo pomeriggio proseguimento per Sanandaj, il capoluogo del Kurdistan iraniano (230 km, altre 5 ore); pernottamento presso il Sanandaj Hotel. 10°g.    8/10 Sanandaj – Marivan – Hewraman   Partenza per le remote valli del Kurdistan dell’impervia catena degli Zagros, a ridosso del confine con l’Iraq. Dopo 130 km si sosta a Marivan, adagiata sulle rive del lago Zarivar, il cui dialetto era l’idioma preferito dai poeti curdi e dove la religione è prevalentemente sunnita e non sciita. Ripresa la strada ci si inerpica verso un alto passo montano, con paesaggi mozzafiato, fino alla spettacolare valle di Hewraman (o Oraman). Dopo 60 km si giunge al villaggio di Hewraman, dove risiedono i curdi che non sono dediti al nomadismo, con le case di pietra abbarbicate sul costone costruite l’una sull’altra, come a Masuleh. Si visita il santuario di Pir Shaliar, musulmano ma di vocazione animista, con retaggi di varie religioni, quali le strisce di stoffa votive buddiste, il festival mitraico e la venerazione dell’angelo. Pernottamento in paese in casa privata. 11°g.    9/10 Hewraman – Palangan - Kermanshah   Si prosegue con l’esplorazione di questa regione selvaggia e montuosa del Kurdistan più remoto. Dopo 4 ore abbondanti e 120 km lungo una panoramica strada si giunge al famoso villaggio curdo di Palangan, disseminato di casette di pietra e abbarbicato anch’esso sul pendio scosceso dei monti e collegato alla strada da piccoli ponti su un torrente; un luogo dove i locali ancora mantengono le tradizioni e il folclore curdi, nonostante la modernità anche qui stia incombendo. Anche l’ospitalità curda fa a gara con quella straordinaria persiana e, nonostante la difficoltà di comunicazione dovuta ai dialetti della lingua curda che sono diversi persino tra le diverse valli, si potrà godere di un tè bevuto con gli uomini del villaggio abbigliati coi tipici pantaloni ampi con l’alta fascia in vita, o scambiare un sorriso con le donne, coloratissime nei loro abiti lunghi. Dopo una passeggiata si lascia il villaggio seguendo un percorso lungo la catena dei monti Zagros; si lascia la regione propriamente detta del Kurdistan arrivando nella città di Kermanshah, (110 km, 2 ore e mezzo), che è un vero crogiuolo di razze ed etnie: curda, lur e altre. Si pernotta al Jamshid Hotel o similare. 12°g.    10/10 Kermanshah – Taq-e Bostan -  Bisotun – Khorramabad   Ci si reca di prima mattina nella zona centrale di Kermanshah, accanto al grazioso bazar coperto, per visitare il mausoleo dell’Hosseinieh Takieh Mo-aven ol-Molk, con i bei mosaici blu. A Taq-e Bostan, alla periferia nord di Kermanshah con alle spalle le rosse montagne curde, si visitano le falesie dove si trovano importanti bassorilievi di epoca sassanide. Sono particolarmente interessanti le scene di caccia a dorso d’elefante del re Cosroe II, abbigliato con un’armatura completa, simile a quelle che vennero in uso centinaia di anni più tardi in Europa. Pranzo nel complesso di Taq-e Bostan nel ristorante posto sul laghetto artificiale, da dove si possono ammirare i bassorilievi. Si parte quindi per Bisotun (40 km, un’ora di strada), Patrimonio dell’Unesco, dove si ammirano le sculture rupestri a bassorilievo del 521 a.C. raffiguranti Dario il Grande, impreziosite da iscrizioni in caratteri cuneiformi trilingue. Queste iscrizioni per importanza sono equivalenti alla Stele di Rosetta perché hanno consentito la decifrazione di tre lingue scomparse: alamita, accadiana e persiana antica, consentendo di comprendere meglio la storia delle civiltà persiane. Proseguimento per Khorramabad (170 km, 3 ore circa), dove si pernotta presso il Shardari Inn Hotel o simile. 13°g.    11/10 Khorramabad  – Shushtar   Partenza in direzione di Ahwaz. Lungo la strada si passa per la regione del Lorestan, conosciuta per le meravigliose montagne, che prende il nome dai Lor, una popolazione che abita questa e le regioni contigue del Khuzestan e dell'Ilam. Proseguendo il viaggio si entra nel Khuzestan, una regione ricca di petrolio che si affaccia sul Golfo Persico, per effettuare la visita alla città di Shushtar (240 km, 4 ore). Questa cittadina, già conosciuta nel periodo elamita con il nome di Adamdun, in epoca sassanide era un'isola sul fiume Karun, scelta come capitale estiva dell'Impero. Uno dei maggiori monumenti della città è il Band-e Qayṣar ("Ponte di Cesare"), che in passato era un grande ponte diga lungo 550 metri, fatto costruire per volontà del Re Sassanide Shapour I utilizzando la manodopera di circa 70.000 prigionieri romani catturati dopo la sconfitta dell'imperatore romano Valeriano nella battaglia di Edessa. Il sistema idraulico di Shushtar è stato incluso tra i Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco, la cui costruzione eseguita per ordine di Dario il Grande viene fatta risalire al V secolo a.C. Lo sviluppo che venne apportato alle strutture nel corso dei secoli permette di osservare le tecniche usate dagli Elamiti, dai popoli della Mesopotamia e dai Nabatei. Al termine della visita si cena nell’affascinante cortile di un ristorante di epoca qajara e si pernotta presso il Shushtar Traditional Hotel nel centro della cittadina. 14°g.    12/10 Shushtar - Susa - Choqa Zanbil - Ahwaz e volo per Tehran   In mattinata partenza per l’escursione alla scoperta di due importanti siti archeologici, Susa e Choqa Zanbil (si percorrono 300 km in tutto). Susa, nei pressi della città di Shush, fu la capitale dell'antico regno dell'Elam e, in periodo più tardo, dopo essere stata devastata dal sovrano assiro Assurbanipal nel 646 a.C., divenne residenza imperiale dei Persiani achemenidi. Si prosegue per Choqa Zanbil dove si visita di il tempio dell’antica civiltà Elamita e lo ziggurat considerata meglio conservato al mondo, divenuto nel 1979 il primo sito iraniano iscritto alla lista dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. In origine era costituita da cinque piani concentrici, dei quali se ne sono conservati solo tre, che oggi raggiungono un'altezza di 25 metri. Al termine delle visite trasferimento all’aeroporto di Ahvaz e partenza in volo per Teheran in serata. Pernottamento a Teheran presso l’hotel Enghelab o similare. 15°g.    13/10 Tehran   Visita di Tehran. La prima tappa è al Palazzo del Golestan (Palazzo dei Fiori), il più antico dei monumenti storici di Tehran, costruito sulla cittadella nel XVI secolo insieme ad un gruppo di edifici reali e poi costantemente restaurato, rinnovato e arricchito in quanto utilizzato come residenza reale; sorprende per la ricchezza e la raffinatezza delle decorazioni, per l’arredamento e per le raccolte d’arte antica che ora vi sono custodite. Si prosegue con l’interessante Iranbastan, il Museo Archeologico Nazionale dove sono custoditi numerosi preziosi reperti delle antiche civiltà che hanno abitato la regione. Dopo pranzo si visita la Tehran moderna. Ci si dirige dapprima alla Torre Azadi, bell’esempio di audace architettura persiana moderna che richiama elementi antichi, costruita nel 1971 da Reza Pahlavi per la celebrazione dei 2500 anni di monarchia persiana. Ci si sposta poi nella parte nord della città per visitare il ponte Tabiat, o ponte della Natura, un originale ponte pedonale che collega due parchi passando sopra le arterie stradali cittadine. Progettato da una giovane iraniana e realizzato da italiani, ha vinto anche un concorso internazionale; è un luogo di passeggio molto in voga, offre vari bar-ristoranti. In serata ci si reca all’aeroporto internazionale per il rientro in Italia. Se in funzione degli orari di volo fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 16°g.    Sabato 14 ottobre, volo di rientro   La maggior parte dei voli parte nella notte ed arriva in Italia in mattinata.
IRAN 2017: Damavand (5610 mt), via meridionale
Spedizione alla massima vetta del Medio Oriente e visita di Isfahan
Periodo: 23 giu - 3 lug
Come ci si può immaginare, la bellezza ed unicità di questo monte gli ha meritato un ruolo importante nella mitologia, tanto da essere scelto da scrittori e poeti come simbolo dello spirito indipendente del popolo persiano. Per l’antica religione di Zoroastro era la dimora dove era prigioniero il possente drago che sarebbe riapparso quando il destino della Terra si fosse compiuto. La reverenza verso il Damavand deriva forse anche dal grande dislivello che vi è tra la base e la sua sommità, che lo fa stagliare maestoso nel cielo: la differenza è di ben 4667 mt – che per questa considerazione viene classificato 12° al mondo (vedi wikipedia). Vi sono diverse vie utilizzate per raggiungere la cima; abbiamo scelto questa volta il versante sud (nel 2016 la spedizione di Amitaba ha salito la vetta dal versante nord). Organizzazione e nota tecnica L’organizzazione di Babak Kianpour, che accompagna con Giuseppe Magrin l’ascensione, cura l’allestimento dei campi per la salita. Al Campo 3 si utilizzano tende quadrangolari alte 2 mt allestite con letto, materassi e cuscino; vi è un generatore di corrente e la tenda comune per i pasti. Il cibo ai campi è molto vario e preparato da un cuoco professionista. Il bagaglio viene trasportato ai campi nella parte bassa da un camioncino e fino al Campo 3 dai muli. Le temperature previste minime possono arrivare anche a -5°C al Campo 3; si deve portare pertanto un sacco a pelo adeguato. Per la salita, a parte i bastoncini, può essere utile avere dei ramponi leggeri in caso di condizioni di neve; la quantità di neve varia moltissimo da stagione a stagione, ma molto difficilmente a giugno rende la salita non eseguibile. Il clima previsto è secco, il momento prescelto presenta il miglior insieme medio tra stabilità atmosferica e visibilità panoramica; è però necessario essere ben attrezzati perché la posizione e altezza del monte possono causare cambiamenti del tempo rapidi portando perturbazioni in ogni momento dell’anno. La salita al Damavand non richiede delle particolari capacità alpinistiche e le sue maggiori difficoltà sono dovute al dislivello ed alla quota. È pertanto consigliabile un certo allenamento nel camminare in montagna. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 23 giugno, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori; un volo consigliato è quello di Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 16.30 con arrivo a Tehran alle 23.40, raggiungibile in connessione da un gran numero di aeroporti italiani (da Milano Linate ad esempio si parte alle 13.00 con arrivo a Roma Fiumicino alle 14.10). Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento al Enghelab Hotel per il pernottamento. 2°g.    24/6 Tehran – Monte Shelter (Shirpala)  Si lascia Tehran seguendo la strada che porta in direzione nord est attraverso la catena dei monti Alborz. Si lasciano i veicoli e con una camminata di circa 2 ore e mezza si arriva al rifugio Shirpala situato a 2750 metri di quota sul monte Shelter. 3°g.   25/6 Shirpala - Tochal – Damavand (Polur/Rineh, 2300 mt)    Salita al picco del Tochal (3900 mt); per l’ascensione si prevedono circa 5 ore e 2 e mezzo per la discesa. Ci si trasferisce quindi al Damavand arrivando in auto al rifugio Polur/Rineh, situato a 2300 metri di quota. 4°g.   26/6 Polur/Rineh (Campo 1) – Gusfandsara (Campo 2, 3050 mt) e salita di acclimatazione al Campo 3 Si sale con la jeep fino la Campo 2 (Gusfandsara, 3050 mt). Si parte da qui per il Campo 3 (4200 mt), che si raggiunge in circa 5 ore, ridiscendendo quindi al Camo 2 (circa 2 ore e mezza). Si sale poi al Campo 3, posto a 4200 mt, in circa 5 ore.. 5°g.   27/6 Gusfandsara - Campo 3 (4200 mt)    Il bagaglio viene trasportato fino al Campo 3 dai muli. Si ha a disposizione una tenda comune per mangiare e si dorme in tende ampie a due posti con letti dotati di materassi e cuscino. 6°g.   28/6 Campo 3, salita alla vetta (5610 mt)   Si parte prestissimo; la salita richiede da 7 a 8 ore e non è tecnica, è possibile per i più allenati arrivare anche in 6 ore, ma è consigliabile muoversi piano e mantenere il gruppo unito. La visuale dalla cima, a 5610 mt, nei giorni limpidi spazia fino al Mar Caspio a nord ed alla città di Kashan, 250 km a sud. La discesa al campo 3 richiede da 4 a 5 ore. 7°g.   29/6 Campo 3 – Gusfandsara - Polur/Rineh - Tehran  Si torna al Campo 2, Gusfandsara. Ci si rilassa un po’ e quindi si scende in auto fino al Campo 1 e si parte per Tehran, che da qui dista circa 150 km circa, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Serata libera nella capitale. 8°g.   30/6 Tehran - Isfahan Trasferimento all’aeroporto domestico Mehrabad della capitale e volo per Isfahan (orario del volo da confermare). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran. Venne descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”; fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla piazza principale; chiusa da portici, è adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Sosta per un pranzo in un ristorante tipico nelle vicinanze della piazza e nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti nella irresistibile varietà di artigianato, dai gioielli di turchesi alle miniature, dagli oggetti in rame ai tessuti locali, senza dimenticare i pistacchi, la frutta secca e le spezie. Cena in ristorante tipico persiano e passeggiata libera serale alla piazza illuminata. Pernottamento presso il Sunrise Hotel. 9°g. 1/7   Isfahan Nella seconda giornata di visite di Isfahan si prosegue con la Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Proseguimento al Chehlo Sotun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Visita dei due magnifici ponti di epoca safavide. Passeggiata libera serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane. 10°g.   2/7 Isfahan - Kashan - Aeroporto di Teheran   Si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta “dell’acqua di rose e dei Re Magi”, che dista 220 km, circa 3 ore e mezzo di autostrada. Pranzo e visita della città: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam Sultan Mir Ahmad. Infine ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Da Kashan si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, altri 200 km circa sempre in direzione nord. Volo in nottata per l’Italia. 11°g.    Lunedì 3 luglio, volo di rientro e arrivo a destinazione in Italia   Chi è giunto con Alitalia parte alle 4.30 con arrivo a Roma Fiumicino alle 7.15; chi continua per Milano Linate parte alle 8.40 con arrivo alle 9.50 – per gli orari di altre località contattare Amitaba.
IRAN 2017: Il paradiso persiano
L’approfondito incontro con questa stupefacente terra antica
Periodo: 29 apr - 11 mag
Kerman, un anziano (foto D&GB) Yazd, Zurkaneh (foto D&GB) Donna iraniana (foto D&GB)   Letture consigliate Questo ricchissimo itinerario inizia a Tehran con una breve introduzione storica nei musei della capitale, e si vola da qui per Kerman, nel lontano sud est del Paese al limitare del vasto deserto. Da qui si inizia un percorso che, utilizzando un pulmino privato, porta attraverso le regioni meridionale e centrale del Paese: un viaggio da sud a nord che ripercorre anche la storia di questo millenario paese. La prima tappa è a Bam, mirabile cittadella fortificata in paglia e fango, antico avamposto lungo la Via della Seta, conosciuta anche per l’ambientazione del film “Il deserto dei Tartari”. Da qui inizia la graduale risalita verso nord con tappe in mausolei e giardini ed un tuffo nell’incredibile deserto del Dasht-e Lut; a Mahan si resta colpiti dalla cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto ed a Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la Via della Seta, si ammirano le ricca vestigia del periodo islamico. Attraverso le piantagioni di pistacchio si arriva a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si continua lungo paesaggi montagnosi e desertici per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Shiraz, la città della poesia e delle rose. Da Shiraz si visitano le imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, la capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si possono ammirare le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese tra stupende moschee e mausolei. Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini.   Bam (foto D&GB) Kashan (foto D&GB) Shiraz, bazar (foto D&GB)   Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile a Teheran indicano 23°C.) e più caldo nelle città meridionali (a Shiraz le massime stagionali ad aprile indicano 24°C e a Kerman 25°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, e nelle città decisamente ottimi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Per gli spostamenti si utilizza un pulmino privato su strade comode e ben asfaltate. Alcune note sulla Persia (vedi anche Iran e Iran: si parte!) La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.   Yadz, i Badghir Mahan, giardini Qajar (foto D&GB) Naqsh-e Rostam   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 29 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) per il pernottamento. 2°g.    30/4 Tehran - Kerman   Dopo colazione visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite nella parte sud della città sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, e primo dei numerosi siti Patrimoni dell’Unesco che si visitano, e il Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria. Dopo pranzo visita al ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, dove si resta basiti dalla quantità di tesori delle dinastie reali persiane. Trasferimento nel pomeriggio all’aeroporto domestico Mehrabad con sosta lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana, dove ci si imbarca sul volo per Kerman. Questa città, posta sull’altopiano a 1750 metri nelle remote regioni del sud est, è stata nella storia un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole, ed ancora oggi abitata da numerosi beluchi. Pernottamento presso l’hotel ITTC o simile. 3°g.    1/5 Kerman – Mahan – Raien - Bam   Dopo una breve visita al centro di Kerman, che si snoda tutto intorno all’animato bazar, uno dei più antichi dell’Iran, organizzato nel modo tradizionale con una suddivisione in varie aree per i diversi prodotti: rame, oro, frutta e così via, si lascia la città in direzione sud-est per raggiungere la cittadina di Bam, che dista 190 km, circa 2 ore e mezza di strada. Sul percorso dopo circa 30 km si sosta a Mahan, dove si trova uno stupendo complesso formato da una moschea ed un mausoleo arricchiti da splendide cupole turchesi e, nei pressi della cittadina, un palazzo Qajar con freschi e ombreggiati giardini e fontane, Patrimonio dell’Unesco, dove si può sostare a degustare un buon tè. Proseguendo, con una deviazione di 25 km si raggiunge l’antica cittadella-castello di Rayen, le cui torri e bastioni risalgono ad almeno 1000 anni fa; da qui si gode anche di una bellissima visuale sul territorio desertico contornato da alte catene di monti. Arrivati a Bam si alloggia presso l’Hotel ITTC Tourist o simile. L’antica cittadella di Bam, edificata in mattoni e fango, ha subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003, ma è stata in gran parte restaurata e mantiene ancora il suo fascino; la si visita nel tardo pomeriggio e al tramonto, quando la temperatura è più piacevole e le luci indimenticabili. 4°g.    2/5 Bam – Deserto Dasht-e Lut - Kerman   Per rientrare a Kerman si segue la medesima strada, lasciandola poi in direzione nord seguendo un percorso che con circa 90 km di guida porta nel deserto del Dasht-e Lut, divenuto nel luglio 2016 Patrimonio dell’Umanità. Il paesaggio è stupendo, si ammirano paesaggi formati dalle sabbie e dai kalut, le peculiari formazioni di guglie di argilla, sabbia e sale modellate dai venti, che creano l’illusione di addentrarsi tra città fantasma. Arrivati a Kerman si pernotta nel medesimo hotel. 5°g.    3/5 Kerman – Zenoiddin – Yazd   Si parte alla volta di Zenoiddin, che dista 300 km, un percorso di circa 4 ore e mezzo attraverso una regione dove abbondano i campi con gli alberi del pistacchio. Zenoiddin è un tipico caravanserraglio di epoca safavide posto vicino alla strada, dall’originale forma circolare, restaurato e adibito ad hotel tradizionale, e fa rievocare le soste delle carovane lungo la Via della seta. Se il tempo lo permette, visita alla cittadella fortificata di Saryazd, di epoca sassanide, a pochi chilometri di distanza. Si prosegue in auto per Yazd – altri 60 km di superstrada – dove si visitano alle Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani, posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate e adibite ad hotel), il Moshir Garden o simile. 6°g.    4/5 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città di Yazd, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si inizia la visita dalla piazza centrale dell’Amir Chakhmaq, magnifico edificio con l’originale facciata a tre piani. Proprio accanto si visita l’interessante Museo dell’Acqua e, attraversando le viuzze dell’antico bazar, si giunge alla moschea costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato da bellissimi mosaici. Continuando la passeggiata attraverso il quartiere vecchio di Fahadan dominato dai badgir, le caratteristiche “torri del vento”, si pranza in uno degli hotel tradizionali. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia: nel primo pomeriggio si visita nei pressi della città il Tempio del Fuoco, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni. In serata si assiste ad un tipico spettacolo di Zurkaneh che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ed eseguono la pratica ritmati dal tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 7°g.    5/5 Yazd – Pasargadae – Shiraz   Si parte per Shiraz, che si raggiungerà nel pomeriggio, un viaggio lungo ma interessante, 440 km che richiedono circa 7 ore. Sul percorso, dopo aver attraversato bei paesaggi di montagne, colline e deserti, si sosta brevemente a Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni. Si sosta poi a Pasagardae, Patrimonio dell’Unesco, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario. Si prosegue per Shiraz, che fu capitale del paese nel XVIII secolo, nonché una delle più importanti città del mondo Islamico sotto il regno di Karim Khan, noto come Vakil (reggente), primo re della dinastia Zand nel 1750. Shiraz è famosa per il vino, le rose, la poesia e gli usignoli. Sistemazione all’Hotel Royal o similare. In serata passeggiata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez, posto in un rilassante e curato giardino. 8°g.    6/5 Shiraz ed escursione a Persepoli   Durante la mattina si visita Shiraz, si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo, e la Scuola Teologica di Khan, dove con un po’ di fortuna si familiarizzerà cogli studenti. Si visita il pittoresco bazar Vakil dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia. Fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Si rientra a Shiraz in serata. 9°g.    7/5 Shiraz - Isfahan   Partenza per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 10°g.    8/5 Isfahan   Si proseguono le visite alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza per il ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si completano le visite con i tre ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti, utilizzabile anche per completare le visite della piazza dell’Imam se non fossero state completate nel giorno precedente. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 11°g.    9/5 Isfahan – Kashan   Oggi si completa la visita della città recandosi lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel, o simile. 12°g.    10/5 Kashan - Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 13°g.    Giovedì 11 maggio, arrivo a destinazione in mattinata
IRAN 2017: Persia Classica e millenaria
Gli splendori di una profonda cultura
Periodo: 21 apr - 30 apr
  Tombe Achemenidi, bassorilievi Shiraz, Nassir el Molk Isfahan, Chehlo Sotun   Il tour inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, splendida città ricca di siti e conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, ci si reca alle imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e alla vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e da qui a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese tra stupende moschee e mausolei. Una delle innumerevoli emozioni che questo ricco viaggio in Iran conta di procurare è il piacere di riscontrare la grande civiltà dei persiani, che esprimono un genuino interesse verso i visitatori. Letture consigliate Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile a Teheran indicano 23°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Shiraz e a Yadz le massime stagionali ad aprile indicano 26°C.). I servizi sono di buona qualità e gli alberghi puliti e comodi, 4 stelle, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; in particolare gli affascinanti hotel tradizionali nelle città di Yazd e Kashan sono case tipiche persiane nei centri storici, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure. Si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, in prevalenza diritte, con l’autostrada nel tratto tra Isfahan e Tehran. I tratti da percorrere tra le città sono a volte lunghi, ma con panorami molto belli che variano dal deserto a montagne dalle forme e colori ammirevoli. Le visite ai siti storici e artistici ed ai musei sono molto numerose e i programmi delle giornate intensi; si segnala che in alcuni palazzi è necessario utilizzare le scale. Si consigliano scarpe comode. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia (vedi anche Iran e Iran: si parte!) La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.     Sepolcro di Ciro il grande Yazd, i-badghir Persepoli, Porta delle Nazioni   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 21 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o simile per il pernottamento, dove sono già giunti i viaggiatori proveniente dall’Iran settentrionale (vedi programma Iran, le regioni del nord). 2°g.    22/4 Tehran – Shiraz   Visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar dalla fine del XVII secolo. Le visite previste sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km.: il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, e il Museo Nazionale che contiene ben 300.000 oggetti e reperti, una indispensabile ed ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Dopo pranzo si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, dove si resta basiti dalla quantità di tesori delle dinastie reali persiane. Trasferimento nel pomeriggio all’aeroporto domestico Mehrabad con sosta lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Ci si imbarca sul volo per Shiraz, dove si alloggia presso l’Hotel Royal o simile. 3°g.    23/4 Shiraz ed escursione a Persepoli   La giornata è molto intensa e si consiglia una partenza presto dopo una lauta prima colazione; per il pranzo si farà uno spuntino in pullman. Durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, ed i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km (circa un’ora o più), il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Si rientra a Shiraz in serata, dopo aver goduto del calare del sole sulla piana di Persepoli. Se i tempi ed il traffico lo permettono si effettua una breve passeggiata a piedi in serata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez, con un rilassante e curato giardino. 4°g.    24/4 Shiraz – Pasagardae - Yazd   Si parte presto per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Sul percorso si visita Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Ripresa la strada per Yazd si visita Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si visitano le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle numerose khan-e sonnati (case tipiche persiane nel centro storico, restaurate ed adibite ad hotel, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure), il Moshir Garden o simile. 5°g.    25/4 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio con una breve escursione fuori città si raggiunge verso sud est la località di Saryazd (circa 50 km) dove si visita una cittadella di epoca sassanide abbandonata alle propaggini del deserto. Al ritorno a Yazd per chi è interessato vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, un nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ed eseguono la pratica ritmati dal tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 6°g.    26/4 Yazd - Isfahan   Dopo la visita, all’apertura mattutina, al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni, partenza per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Dopo una veloce pausa pranzo si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 7°g.    27/4 Isfahan   Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità; si ammirano i magnifici affreschi interni e si gode degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Nel pomeriggio, dopo il proseguimento delle visite alla Piazza dell’Imam,  tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 8°g.    28/4 Isfahan – Kashan   Oggi è venerdì, giorno di festa musulmano; si completa la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Si completano le visite con i due magnifici ponti di epoca safavide, sul fiume purtroppo spesso asciutto. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta “dell’acqua di rose e dei Re Magi”. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o simile. 9°g.    29/4 Kashan - Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma 10°g.    Domenica 30 aprile, arrivo a destinazione
IRAN 2017: Le regioni del nord, alle origini della storia
Estensione: Persia classica e millenaria, rientro il 30/4
Periodo: 13 apr - 22 apr
  Tabriz, Moschea Blu Villaggio di Kandovan Takht-e Soleiman   Il tour è estremamente vario ed interessante: si vedono mausolei di importanti santi Sufi, complessi monastici e chiese cristiane armene, antichi luoghi di culto zoroastriani, bazar coperti coi soffitti a volta decorati e caravanserragli; tra questi, sono inclusi 6 siti parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, che appartengono a periodi storici ed a culture differenti. L’itinerario attraversa la catena montuosa degli Elborz, con caratteristiche orografiche, ambientali e paesaggistiche diverse a seconda del versante, sud o nord, e si percorrono anche numerosi canyon e valli multicolori. Si visitano villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove le popolazioni autoctone mantengono tradizioni secolari, si pernotta in grotte troglodite ancora oggi abitate – e, nel nostro caso, trasformate in hotel a 5 stelle!, ci si arrampica su colli e impervi monti leggendari dove sorgevano i castelli della Setta degli Assassini, si costeggiano le valli di fiumi biblici, risaie terrazzate e foreste pluviali verdeggianti. In sintesi, è un percorso che ci fa scoprire un mondo ancora sconosciuto, che pur diversissimo condivide con la Persia più classica l’ottima benevolenza, ospitalità e cordialità delle persone. E chi volesse estendere ulteriormente l’esplorazione dei territori remoti dell’Iran potrà partire un poco prima, l’8 di aprile, seguendo il programma che si svolge nel Kurdistan persiano, e si congiunge con questo programma ad Alamut il 14/4. Estensione: Persia Classica e millenaria Al termine del tour è prevista un’estensione, eseguibile anche come programma a se stante, che porta in tutti i siti classici della Persia, da Shiraz a Persepoli e Isfahan, da Yadz a Qom. Questa parte inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, splendida città ricca di siti e conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, ci si reca alle imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e alla vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e da qui a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese tra stupende moschee e mausolei.   Persepoli Isfahan, Moschea Lotfollah Shiraz, hammam   Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione ideale di primavera, quando il clima non è più troppo freddo, ma spesso le cime delle montagne sono ancora innevate arricchendo i panorami di ulteriori colori. Le massime stagionali a Tehran indicano 23°C., a Tabriz 17°C. e ad Ardebil 16°C. Le medie notturne vanno dai 5 ai 10°C. Le sistemazioni sono di livelli diversi, si utilizza ovunque quanto di meglio vi è di disponibile, compatibilmente col fatto di essere fuori dai circuiti turistici; si avranno alcune notti in hotel di livello internazionale, dove disponibili si utilizzano hotel a 3-4 stelle e si pernotta una notte in una locanda. Per i trasferimenti si utilizza un pulmino privato; le strade sono asfaltate con molti panoramici tratti di montagna. La cucina locale è varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Letture consigliate Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Alcune note sulla Persia (vedi anche Iran e Iran: si parte!) La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.   Monastero di San Taddeo Azerbaijan persiano Ardebil   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Giovedì 13 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Quello da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 00.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) o simile per il pernottamento. 2°g.    14/4 Tehran – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut) Partenza da Teheran accompagnati dal corrispondente locale di Amitaba per Qazvin (150 km – 2 ore di strada), una città che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Proseguimento da Qazvin per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (un’ora circa – 100 km) situato a 1700 metri di altezza, dove ci si incontra con la guida del viaggio e i partecipanti giunti dal Kurdistan iraniano. Questa valle è divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, circondato da alberi di ciliegio con bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi. Cena e pernottamento in una piccola locanda sotto al castello. 3°g.    15/4 Alamut – Masuleh   Dopo 320 kilometri e 5 ore di strada attraverso la verde regione del Gilan e la splendida catena dei monti Elborz, con il caratteristico boscoso entroterra del Mar Caspio, si giunge al millenario villaggio rurale di Masuleh. E’ uno dei più caratteristici e celebri della Persia, posto a 1000 metri di altitudine, aggrappato al fianco della montagna e terrazzato in modo che ogni tetto della casa inferiore costituisca il cortile e l’entrata di quella superiore. Si passeggia per il paese e si cena in una casa da tè posta su un terrazzo con vista sul villaggio, quando alla sera il panorama è ancora più pittoresco. Pernottamento in loco in una locanda dotata di bagni privati. 4°g.    16/4 Masuleh - Ardebil   Partenza per Ardebil (280 km, 4 ore e mezzo). Si attraversa la regione iraniana dell’Azerbaijan orientale in direzione nord, tra le montagne che si affacciano sul Mar Caspio. Ardebil, ex capitale e patria dello sceicco Safi-od Din, mistico sufi e derviscio, e di Ismail Safavi, patriarca della dinastia safavide (poi trasferitasi coi suoi successori a Isfahan), ospita un magnifico sito Patrimonio dell’Unesco: il Mausoleo di Safi-od Din che, oltre alla torre che conserva il suo sarcofago e alle incantevoli cupole di maioliche colorate e smaltate, presenta nella Casa delle Lanterne e nella Sala delle Porcellane splendidi interni con decorazioni in oro e blu. Si visitano anche la bella moschea di Haji Fakr e, non lontano, la chiesa di Maryam, con l’originale piramide di pietra. Se si sarà fortunati si potrà assistere ad uno spettacolo di zurkhaneh, la “ginnastica spirituale” persiana. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, a ritmo di tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. Pernottamento al Darya Grand Hotel o simile. 5°g.    17/4 Ardebil - Jolfa   Si prosegue l’attraversamento della regione dell’Azerbaijan orientale, ancora in direzione nord ovest, verso Jolfa (350 km, 6 ore), un percorso che si svolge nella  parte finale all’interno di un parco nazionale dove, oltre gli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, un monte che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Armenia, lungo una strada panoramica in una valle multicolore che costeggia il fiume Aras (conosciuto nella tradizione biblica come fiume Ghilhon). Nei pressi della cittadina di Jolfa si visita la magnifica chiesa armena di Santo Stefano costruita nel XIV secolo, conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, patrimonio dell’Unesco. Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan (… non venne chiesto il consenso …), al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa, presso l’hotel Altinaras o simile. 6°g.    18/4 Jolfa – San Taddeo – Tabriz   Lasciata la valle del fiume Aras di mattina presto ci si dirige 150 km verso ovest per visitare il monastero di San Taddeo, conosciuto anche col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. E’ una splendida e scenografica chiesa medievale di culto cristiano armeno, a strisce chiare e scure, si dice fondata da San Taddeo (Tatavoos) addirittura nel 43 d.C. Si riparte ora in direzione sud verso Tabriz, ex capitale persiana (durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo), crocevia importante nella storia, posta lungo la Via della Seta, e oggi quarta città dell’Iran (3 ore, 220 km). Visita serale dell’immenso bazar di Tabriz, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”, sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, con gli infiniti soffitti a volta e i numerosissimi caravanserragli, nominato anch’esso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel El Goli Pars Hotel o simile. 7°g.    19/4 Tabriz – Kandovan   Visita di Tabriz: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu, interno ed esterno, che ne faceva una delle più magnifiche dell’epoca; il ricco Museo dell’Azerbaijan; l’Arg-e Tabriz, ciò che resta della antica cittadella medievale (se visitabile alla data); un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale e un padiglione qajaro restaurato e dove oggi, soprattutto nei giorni di festa, passeggiano le giovani coppie locali. Dopo pranzo si parte per il magico villaggio troglodita di Kandovan, (55 km circa, 1 ora). Passeggiata nel pomeriggio lungo gli antichissimi e ripidi sentieri del paese, coi suoi bizzarri coni di roccia erosa, detti “camini fatati”, simili ai più conosciuti della Cappadocia; si pernotta nel villaggio presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte. 8°g.    20/4 Kandovan – Takht-e Soleiman – Zanjan   Si parte di primissima mattina per una lunga tappa verso sud e la regione del Kurdistan, che costeggeremo. Dopo 400 km (5 ore e mezzo) lungo una strada secondaria si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico luogo sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo alle montagne, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Nel pomeriggio proseguimento per Zanjan: altri 150 km, circa 3 ore. Pernottamento presso lo Zanjan Grand Hotel. 9°g.    21/4 Zanjan – Soltaniyyeh - Teheran   Dopo mezzora di strada si arriva a Soltaniyyeh per la visita all’imponente e maestoso mausoleo di Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo. Si parte poi per Tehran arrivando nel pomeriggio (3 ore di strada – 290 km). Chi prosegue con l’estensione si reca in hotel, il medesimo utilizzato all’arrivo, dove nella notte arrivano i partecipanti che seguono solo questa parte. Chi rientra si reca in aeroporto dove il volo Alitalia parte in tarda serata (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). Su richiesta Amitaba può organizzare un prolungamento individuale per la visita della capitale Tehran. Per chi rientra 10°g.    Sabato 22 aprile, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione 10°g.    22/4 Tehran – Shiraz   Visita di Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar dalla fine del XVII secolo. Le visite previste sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km.: il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, e il Museo Nazionale che contiene ben 300.000 oggetti e reperti, una indispensabile ed ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico. Dopo pranzo si visita il ricchissimo Museo Nazionale dei Gioielli, dove si resta basiti dalla quantità di tesori delle dinastie reali persiane. Trasferimento nel pomeriggio all’aeroporto domestico Mehrabad con sosta lungo il tragitto per ammirare la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Ci si imbarca sul volo per Shiraz, dove si alloggia presso l’Hotel Royal o simile. 11°g.    23/4 Shiraz ed escursione a Persepoli   La giornata è molto intensa e si consiglia una partenza presto dopo una lauta prima colazione; per il pranzo si farà uno spuntino in pullman. Durante la mattina si visita Shiraz: conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli, nel 1750 divenne la capitale di Karim Khan, re della dinastia Zand (noto nella storia anche come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici. Si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, detta Moschea Rosa, dove i riflessi di mille colori delle maioliche si godono soprattutto di prima mattina, ed i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo. Si completa con la visita del pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti. Nel primissimo pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km (circa un’ora o più), il sito archeologico più bello e spettacolare della Persia, insieme alla vicina località di Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Persepoli fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi bassorilievi, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Si rientra a Shiraz in serata, dopo aver goduto del calare del sole sulla piana di Persepoli. Se i tempi ed il traffico lo permettono si effettua una breve passeggiata a piedi in serata fino al mausoleo dell’amatissimo poeta Hafez, con un rilassante e curato giardino. 12°g.    24/4 Shiraz – Pasagardae - Yazd   Si parte presto per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Sul percorso si visita Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Ripresa la strada per Yazd si visita Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si visitano le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto, che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle numerose khan-e sonnati (case tipiche persiane nel centro storico, restaurate ed adibite ad hotel, composte da cortili interni con sale comuni e camere affacciate sui cortili, di grandezza variabile, a volte poste al primo piano (senza ascensore) con bagni in genere piccoli e senza persiane o tende scure), il Moshir Garden o simile. 13°g.    25/4 Yazd   Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e ornato di bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio con una breve escursione fuori città si raggiunge verso sud est la località di Saryazd (circa 50 km) dove si visita una cittadella di epoca sassanide abbandonata alle propaggini del deserto. Al ritorno a Yazd per chi è interessato vi è la possibilità di assistere ad uno spettacolo di Zurkaneh che si svolge in una antica cisterna in centro città. La traduzione letterale di Zurkhaneh è “casa della forza”, un nome usato per denominare la “palestra” dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale iraniana; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ed eseguono la pratica ritmati dal tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. 14°g.    26/4 Yazd - Isfahan   Dopo la visita, all’apertura mattutina, al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni, partenza per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Dopo una veloce pausa pranzo si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setarè o simile. 15°g.    27/4 Isfahan   Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità; si ammirano i magnifici affreschi interni e si gode degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Nel pomeriggio, dopo il proseguimento delle visite alla Piazza dell’Imam,  tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 16°g.    28/4 Isfahan – Kashan   Oggi è venerdì, giorno di festa musulmano; si completa la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Si completano le visite con i due magnifici ponti di epoca safavide, sul fiume purtroppo spesso asciutto. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord per Kashan, la città detta “dell’acqua di rose e dei Re Magi”. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Raheb, un palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o simile. 17°g.    29/4 Kashan - Qom e volo di rientro   Visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine dopo pranzo ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma 18°g.    Domenica 30 aprile, arrivo a destinazione
IRAN 2017: Il Kurdistan persiano
Estensioni: Le regioni del nord, rientro il 22/4; ed a seguire, Persia Classica, rientro il 30/4
Periodo: 8 apr - 16 apr
È un percorso nuovo e assolutamente unico, che partendo da Tehran attraversa la regione dell’ovest dell’Iran seguendo un anello che attraversa un territorio naturale molto bello ed a volte anche impervio e porta a visitare vestigia storiche di epoche molto antiche e culture differenti, incluso un sito Patrimonio dell’Umanità Unesco. Si visitano remoti villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove le popolazioni autoctone mantengono tradizioni secolari, si ammirano santuari curdi musulmani a vocazione animista e mitraica, si visita Ectabana, una delle più grandi città del mondo antico che fu capitale di Dario il Grande, si sale alla leggendaria fortezza della cosiddetta "setta degli assassini”, tristemente famosa per la sistematica eliminazione fisica dei rivali politici e si vedono alcune tra le più antiche iscrizioni multilingue al mondo, che hanno permesso agli esperti di decifrare la scrittura cuneiforme e conoscere eventi fondamentali nella storia dell’umanità.   Marivan cerimonia Kermanshah Taq-e Bostan   Alcune note sui Curdi I Curdi sono un gruppo etnico indoeuropeo che oggi conta circa 35-40 milioni di persone. Il Kurdistan iraniano è da loro considerato come una delle 4 parti del grande Kurdistan, insieme al Kurdistan del Nord (la zona a sud est della Turchia), il Kurdistan dell’Ovest (la Siria del Nord) e il Kurdistan del Sud (Iraq del Nord). I governi di questi stati si sono sempre opposti attivamente alla costituzione di un unico Stato curdo, facendone uno dei più grandi gruppi etnici del mondo che ancora oggi sono privi di unità nazionale. Si ritiene che i Curdi discendano dagli antichi Carduchi, a loro volta discendenti dagli antichi Medi, con apporti di Sciti e Galati di stirpe celtica. Oggi in Iran costituiscono il terzo maggiore gruppo etnico (10% circa), dopo i Persiani e gli Azeri. Oltre la metà dei Curdi iraniani sono musulmani sunniti, quindi non sciiti come la maggioranza degli iraniani. Inoltre, sopratutto nella regione di Hewraman verso il confine con l’Iraq, che si visita con il programma, sono tuttora seguite religioni arcaiche e vi si trovano antichi luoghi sacri, in particolare di fede Yarsan, il cui significato è “Gente di verità”. Secondo la religione Yarsan, seguita da circa un milione di persone, e gli insegnamenti del mistico Sultano Sahak (XIV secolo), l’universo è composto da due mondi distinti interconnessi: quello interiore (Batini) e quello esteriore (Zahiri), ognuno con le sue regole e ordine. Sebbene gli essere umani siano consapevoli soltanto del mondo esteriore, le loro vite sono governate secondo le regole dell’interiore, tra le quali si considera la trasmigrazione dell’anima. Secondo gli studiosi nella regione di Hewraman si hanno anche forti connessioni con la fede zoroastriana, conosciuta anche come mazdeismo, anch’essa ancora praticata qui da piccole comunità, e fu il dio zoroastriano Ahura Mazda (Ahuraman) che ispirò il nome dato alla regione ed al villaggio, che prima dell’invasione musulmana araba era un’importante zona di pellegrinaggio. Estensione: Le regioni del nord L’estensione, eseguibile anche come viaggio a se stante (Iran: Le regioni del nord, alle origini della storia) porta nella parte più settentrionale della Persia, nell’Azerbaijan iraniano. È un percorso che completa in modo ottimo la prima parte del viaggio esplorando le regioni popolate dagli azeri, con un alternarsi di paesaggi magnifici intervallati da inaspettati gioielli storici e artistici, anche in quest’area perlopiù sconosciuti al turismo. Si vedono mausolei di importanti santi Sufi, complessi monastici e chiese cristiane armene, antichi luoghi di culto zoroastriani, bazar coperti coi soffitti a volta decorati e caravanserragli; tra questi, sono inclusi 6 siti parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, che appartengono a periodi storici ed a culture differenti. L’itinerario attraversa la catena montuosa degli Elborz, con caratteristiche orografiche, ambientali e paesaggistiche diverse a seconda del versante, sud o nord, e si percorrono anche numerosi canyon e valli multicolori. Si visitano villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove le popolazioni autoctone mantengono tradizioni secolari, si pernotta in grotte troglodite ancora oggi abitate – e, nel nostro caso, trasformate in hotel a 5 stelle!, ci si arrampica su colli e impervi monti leggendari dove sorgevano i castelli della Setta degli Assassini, si costeggiano le valli di fiumi biblici, risaie terrazzate e foreste pluviali verdeggianti.   Masuleh Kandovan Ardebil, mausoleo   Ulteriore estensione: Persia Classica e millenaria Rientrati dalle regioni settentrionali è possibile continuare con un’ulteriore estensione, anche questa eseguibile anche come programma a se stante, che porta in tutti i siti classici della Persia, da Shiraz a Persepoli e Isfahan, da Yadz a Qom. Questa parte inizia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, splendida città ricca di siti e conosciuta come “la città della poesia e delle rose”, ci si reca alle imponenti, millenarie rovine della piana di Persepolis, capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e alla vicina Naqsh-e Rostam, dove si ammirano le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Attraverso un bell’ambiente naturale lungo paesaggi montagnosi e desertici si arriva a Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, e da qui a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si prosegue poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini che dal XVII secolo, grazie al mecenatismo ed all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate al mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di giardini e splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese tra stupende moschee e mausolei. Nota tecnica In questa regione, considerata la più fredda dell’Iran e più piovosa della media, il clima ad aprile è ancora fresco. Le massime stagionali a Tehran indicano 23°C., a Hamadan 17°C. ed a Sanandaj 17°C. Le medie notturne vanno dai 5 ai 10°C. Le sistemazioni sono di livelli diversi, si utilizza ovunque quanto di meglio vi è di disponibile, compatibilmente col fatto di essere fuori dai circuiti turistici; si avranno alcune notti in hotel di livello internazionale, alcuni hotel a 3-4 stelle e si pernotta due notti in locande o case private tradizionali nei villaggi curdi, per le quali si consiglia di portare un sacco a pelo, in quanto le temperature notturne possono essere ancora relativamente basse. La sistemazione tradizionale persiana consiste in materassi adagiati su tappeti persiani. Per i trasferimenti si utilizza un pulmino privato; le strade in massima parte sono asfaltate e molto buone, solo nella regione più remota la qualità delle strade non è ottimale, ma con molti panoramici tratti di montagna. La cucina locale è abbastanza varia e gustosa ed adatta anche ai vegetariani. Per chi si reca in Persia, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, possiamo suggerire alcune letture, utili per capire il paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. F. Stark, Le valli degli Assassini, ed. Guanda; una memorabile avventura in Persia di questa scrittrice degli anni 30, alla ricerca del famigerato castello della setta degli Assassini. Alcune note sulla Persia (vedi anche Iran, Iran: un mondo da conoscere e Iran: si parte!) La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche ed il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che influenzarono fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno plasmato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. L’invasione araba (633 - 656) portò l’avvento dell’Islam, un processo che si è consolidato nel corso dei secoli successivi portando ad un progressivo declino del zoroastrismo. Nel 1219 arrivarono i mongoli e fu solo nel 1501 che la Persia venne riunificata e tornò indipendente. Da quel tempo si succedettero diverse dinastie persiane, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale, un sistema che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica basata sul credo sciita; motivo questo che ne fa, in aggiunta alle motivazioni storiche legate alla brutale invasione araba che qui non è mai stata perdonata, un oppositore naturale degli arabi sauditi di fede sunnita.   Bisotun, iscrizioni Hewraman Taq-e Bostan     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 8 aprile, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Quello da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 00.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab o simile per il pernottamento. 2°g.    9/4 Tehran – Hamadan   Si parte per Hamadan (3 ore e mezzo di buona strada – 320 km circa). Nel pomeriggio visita di questa città, l’antica Ecbatana, una delle più grandi del mondo antico, fondata dai Medi nel 712 a.C. e fortificata nel 650 a.C.; fu scelta come capitale estiva dagli Achemenidi per via del clima fresco, in quanto è posta a 1830 mt di quota. Le sue massicce mura formavano 7 cerchi concentrici, dei quali i 2 più interni pare fossero rivestiti d’oro e d’argento. Purtroppo resta poco della gloria e ricchezza dell’epoca. Si vedono il leone di pietra Shir Sanghi, attribuito ad Alessandro Magno, posto 2300 anni fa a guardia delle porte della città; la cupola di Alawian, decorata da magnifici disegni floreali e geometrici; il Ghanj Nameh, con le incisioni su pietra di Dario I e di suo figlio Serse; le tombe di Ester e Mordekhai, eroi leggendari dell’Antico Testamento, sepolti dove ora si trova una torre funeraria del XIV secolo; e il Mausoleo di Avicenna, un torre del 1954 dedicata a questo medico e filosofo del Medioevo, oggi simbolo della città. Si pernotta presso il Parsian Azadi Hotel o simile. 3°g.    10/4 Hamadan – Kangavar - Bisotun – Taq-e Bostan – Kermanshah   Si parte per Kangavar, a 90 km di distanza da Hamadan, dove si visita il tempio di Anahita, dea persiana protettrice delle acque (corrispondente alla greca Artemide) di epoca parta o sassanide, forse di ispirazione ellenistica, che domina una vallata in posizione panoramica. Si prosegue poi per Bisotun (60 km, 1 ora di strada), Patrimonio dell’Unesco, dove si ammirano le sculture rupestri a bassorilievo del 521 a.C. raffiguranti Dario il Grande, impreziosite da iscrizioni in caratteri cuneiformi trilingue. Queste iscrizioni per importanza sono equivalenti alla Stele di Rosetta. Infatti hanno consentito la decifrazione di tre antiche lingue scomparse: alamita, accadiana babilonese e persiana antica, consentendo di comprendere meglio la storia delle civiltà persiane. Bisotun fu un luogo di importante passaggio di carovane, mercanti e soldati, lungo la Strada Reale achemenide che congiungeva la capitale Susa alla cittadina di Sardi nell’odierna Turchia. Proseguimento in direzione di Kermanshah (145 km), dove ci si reca a Taq-e Bostan, alla periferia nord della città con alle spalle le prime rosse montagne curde. Si visitano le falesie dove si trovano i famosi bassorilievi di epoca sassanide. Sono particolarmente interessanti le scene di caccia a dorso d’elefante del re Cosroe II, abbigliato con un’armatura completa, simile a quelle che vennero in uso centinaia di anni più tardi in Europa. Cena nel complesso di Taq-e Bostan, con ristorante sul laghetto artificiale, da dove si possono ammirare i bassorilievi ben illuminati anche la sera. Si pernotta presso il Parsian Azadi Hotel o simile. 4°g.    11/4 Kermanshah – Palangan   Dopo una passeggiata mattutina nella zona centrale di Kermanshah, accanto al grazioso bazar coperto, per visitare il mausoleo dell’Hosseinieh Takieh Mo-aven ol-Molk, con i bei mosaici blu, si lascia la città e la piana, seguendo un percorso che sale lungo la catena dei monti Zagros per arrivare nella regione propriamente detta del Kurdistan che è un vero crogiuolo di razze ed etnie: curda, lur e altre. Si giunge (dopo 110 km, 2 ore) al famoso villaggio curdo di Palangan. Abbarbicato anch’esso sul pendio scosceso dei monti e congiunto alla strada da piccoli ponti su un torrente, è disseminato di casette di pietra dove i locali ancora mantengono le tradizioni e il folclore curdi, nonostante la modernità stia incombendo. Anche l’ospitalità curda fa a gara con quella straordinaria persiana e nonostante la difficoltà con la lingua curda, i cui dialetti sono diversi persino tra le valli, si potrà godere di un tè bevuto con gli uomini del villaggio, abbigliati coi tipici pantaloni ampi con l’alta fascia in vita, o scambiare un sorriso con le donne, coloratissime nei loro abiti lunghi. Pernottamento in casa privata del villaggio. 5°g.    12/4 Palangan – Hewraman   Si prosegue con l’esplorazione di questa selvaggia e montuosa regione del Kurdistan più remoto, a ridosso del confine con l’Iraq. Dopo 4 ore e 120 km lungo una panoramica strada parzialmente asfaltata ci si inerpica verso un alto passo montano (2500 mt circa), con paesaggi mozzafiato, fino alla spettacolare valle di Hewraman (o Oraman). Si arriva al villaggio di Hewraman, dove risiedono i curdi non dediti al nomadismo e dove le case di pietra abbarbicate sul costone sono costruite l’una sull’altra, in modo simile al villaggio di Masuleh (che si visita il 15/4 se si segue l’estensione “Le regioni del nord”). Si visita il santuario di Pir Shaliar, musulmano ma di vocazione animista, con retaggi di varie religioni, quali le strisce di stoffa votive buddiste, il festival mitraico e la venerazione dell’angelo. Pernottamento in paese in casa privata. 6°g.    13/4 Hewraman – Marivan – Sanandaj   Si prosegue l’itinerario per le remote valli del Kurdistan dell’impervia catena degli Zagros. Dopo 60 km si sosta a Marivan, adagiata sulle rive del lago Zarivar, il cui dialetto curdo era l’idioma  preferito dai poeti curdi e dove la religione è prevalentemente sunnita e non sciita. Ripresa la strada si lascia la regione più montuosa per Sanandaj, il capoluogo del Kurdistan iraniano (230 km, altre 5 ore).  Pernottamento presso il Sanandaj Hotel. 7°g.    14/4 Sanandaj – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut) Partenza di primissima mattina per Qazvin (400 km – 6 ore di strada), una città che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Proseguimento da Qazvin per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (un’ora circa – 100 km) situato a 1700 metri di altezza, dove ci si incontra con i partecipanti giunti per seguire il programma “Le regioni del nord”. Questa valle è divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima e famosa setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, fondata nel 1090 da Hassan-I-Sabbah, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora a piedi alle rovine del castello, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, circondato da alberi di ciliegio con bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi. Cena e pernottamento in una piccola locanda sotto al castello. Per chi rientra 8°g.    15/4 Alamut– Teheran   Si saluta l’accompagnatore italiano e chi prosegue per l’estensione “Le regioni del Nord”, e si riparte per Qazvin (1 ora di viaggio) dove si visita la cittadina accompagnati dalla guida iraniana: dapprima un antico caravanserraglio recentemente restaurato che offre ora un ricco bazar e una caffetteria, poi all’interno di un bel parco il palazzo reale di Bist Sotun dello scià Tahmasp che risale al 1510, bell’edificio quadrato, circondato da 20 colonne che gli danno il nome (più 20 specchiate nelle vasche intorno, come il più famoso palazzo Chelo Sotun, delle 40 colonne, di Isfahan), ampliato poi in epoca qagiara,. Infine si visita l’antico hammam, oggi sede del Museo di Antropologia. Nel pomeriggio si parte per l’aeroporto di Tehran (3 ore e mezzo di strada – 290 km) dove il volo Alitalia parte in tarda serata (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). Su richiesta Amitaba può organizzare un prolungamento individuale per la visita della capitale Tehran. 9°g.    Domenica 16 aprile, arrivo a destinazione Per chi prosegue con l’estensione “Le regioni del nord” 8°g.   15/4  Alamut – Masuleh   Dopo 320 kilometri e 5 ore di strada attraverso la verde regione del Gilan e la splendida catena dei monti Elborz, con il caratteristico boscoso entroterra del Mar Caspio, si giunge al millenario villaggio rurale di Masuleh. È uno dei più caratteristici e celebri della Persia, posto a 1000 metri di altitudine, aggrappato al fianco della montagna e terrazzato in modo che ogni tetto della casa inferiore costituisca il cortile e l’entrata di quella superiore. Si passeggia per il paese e si cena in una casa da tè posta su un terrazzo con vista sul villaggio, quando alla sera il panorama è ancora più pittoresco. Pernottamento in loco in una locanda dotata di bagni privati. 9°g.    16/4 Masuleh - Ardebil   Partenza per Ardebil (280 km, 4 ore e mezzo). Si attraversa la regione iraniana dell’Azerbaijan orientale in direzione nord, tra le montagne che si affacciano sul Mar Caspio. Ardebil, ex capitale e patria dello sceicco Safi-od Din, mistico sufi e derviscio, e di Ismail Safavi, patriarca della dinastia safavide (poi trasferitasi coi suoi successori a Isfahan), ospita un magnifico sito Patrimonio dell’Unesco: il Mausoleo di Safi-od Din che, oltre alla torre che conserva il suo sarcofago e alle incantevoli cupole di maioliche colorate e smaltate, presenta nella Casa delle Lanterne e nella Sala delle Porcellane splendidi interni con decorazioni in oro e blu. Si visitano anche la bella moschea di Haji Fakr e, non lontano, la chiesa di Maryam, con l’originale piramide di pietra. Se si sarà fortunati si potrà assistere ad uno spettacolo di zurkhaneh, la “ginnastica spirituale” persiana. La traduzione letterale di Zurkhaneh è ‘casa della forza’, nome usato per denominare la ‘palestra’ dove si pratica questa particolare attività sportiva tradizionale; gli adepti eseguono un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, a ritmo di tamburo e accompagnati dai canti tramandati dal poeta mistico sufi Hafez. Pernottamento al Darya Grand Hotel o simile. 10°g.   17/4 Ardebil - Jolfa   Si prosegue l’attraversamento della regione dell’Azerbaijan orientale, ancora in direzione nord ovest, verso Jolfa (350 km, 6 ore), un percorso che si svolge nella  parte finale all’interno di un parco nazionale dove, oltre gli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, un monte che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Armenia, lungo una strada panoramica in una valle multicolore che costeggia il fiume Aras (conosciuto nella tradizione biblica come fiume Ghilhon). Nei pressi della cittadina di Jolfa si visita la magnifica chiesa armena di Santo Stefano costruita nel XIV secolo, conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, patrimonio dell’Unesco. Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan (… non venne chiesto il consenso …), al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa, presso l’hotel Altinaras o simile. 11°g.    18/4 Jolfa – San Taddeo – Tabriz Lasciata la valle del fiume Aras di mattina presto ci si dirige 150 km verso ovest per visitare il monastero di San Taddeo, conosciuto anche col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. È una splendida e scenografica chiesa medievale di culto cristiano armeno, a strisce chiare e scure, si dice fondata da San Taddeo (Tatavoos) addirittura nel 43 d.C. Si riparte ora in direzione sud verso Tabriz, ex capitale persiana (durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo), crocevia importante nella storia, posta lungo la Via della Seta, e oggi quarta città dell’Iran (3 ore, 220 km). Visita serale dell’immenso bazar di Tabriz, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”, sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, con gli infiniti soffitti a volta e i numerosissimi caravanserragli, nominato anch’esso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel El Goli Pars Hotel o simile. 12°g.    19/4 Tabriz – Kandovan   Visita di Tabriz: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu, interno ed esterno, che ne faceva una delle più magnifiche dell’epoca; il ricco Museo dell’Azerbaijan; l’Arg-e Tabriz, ciò che resta della antica cittadella medievale (se visitabile alla data); un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale e un padiglione qajaro restaurato e dove oggi, soprattutto nei giorni di festa, passeggiano le giovani coppie locali. Dopo pranzo si parte per il magico villaggio troglodita di Kandovan, (55 km circa, 1 ora). Passeggiata nel pomeriggio lungo gli antichissimi e ripidi sentieri del paese, coi suoi bizzarri coni di roccia erosa, detti “camini fatati”, simili ai più conosciuti della Cappadocia; si pernotta nel villaggio presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte. 13°g.    20/4 Kandovan – Takht-e Soleiman – Zanjan   Si parte di primissima mattina per una lunga tappa verso sud e la regione del Kurdistan, che costeggeremo. Dopo 400 km (5 ore e mezzo) lungo una strada secondaria si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico luogo sacro zoroastriano, affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo alle montagne, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Nel pomeriggio proseguimento per Zanjan: altri 150 km, circa 3 ore. Pernottamento presso lo Zanjan Grand Hotel. 14°g.    21/4 Zanjan – Soltaniyyeh - Teheran   Dopo mezzora di strada si arriva a Soltaniyyeh per la visita all’imponente e maestoso mausoleo di Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo. Si parte poi per Tehran arrivando nel pomeriggio (3 ore di strada – 290 km). Chi prosegue con l’estensione si reca in hotel, il medesimo utilizzato all’arrivo, dove nella notte arrivano i partecipanti che seguono solo questa parte. Chi rientra si reca in aeroporto dove il volo Alitalia parte in tarda serata (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). Su richiesta Amitaba può organizzare un prolungamento individuale per la visita della capitale Tehran. Per chi rientra 15°g.    Sabato 22 aprile, arrivo a destinazione Per chi prosegue con l’estensione “Persia Classica” NB: Per la descrizione delle tappe consultare il programma Iran : Persia Classica e millenaria 15°g.    22/4 Tehran – Shiraz 16°g.    23/4 Shiraz ed escursione a Persepoli 17°g.    24/4 Shiraz – Pasagardae – Yazd 18°g.    25/4 Yazd 19°g.    26/4 Yazd – Isfahan 20°g.    27/4 Isfahan 21°g.    28/4 Isfahan – Kashan 22°g.    29/4 Kashan – Qom e volo di rientro 23°g.    Domenica 30 aprile, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Grandi deserti della Persia
L’esplorazione completa di Dasht-e Lut, Dasht-e Kavir, Maranjab e Garmsar
Periodo: 22 ott - 6 nov
È un programma speciale, preparato per i cultori del vero deserto, che prevede l’utilizzo di campi mobili opportunamente allestiti dove la cucina è seguita da un cuoco professionista. Vi è anche la possibilità di anticipare la partenza al 14 ottobre per partecipare al viaggio Iran: Persia classica e millenaria. Il viaggio inizia volando da Tehran a Bam nel profondo e caldo sud est dell’Iran e da qui si risale verso nord ovest fuori dai circuiti turistici e dalle strade di grande percorrenza del paese attraversando i due grandi deserti del Dasht-e Lut, quasi del tutto disabitato e conosciuto per le più alte temperature raggiunte nel mondo (più di 70 gradi centigradi), per gli spettacolari Kaluts e per essere divenuto recentemente Patrimonio dell'Umanità, e del Dasht-e Kavir, il grande deserto salato. L’ambiente presenta profili, colori e paesaggi diversi con altopiani brulli, guglie di argilla, sabbia e sale, distese di laghi salati prosciugati, formazioni di sabbia e roccia che evocano le forme di città, morbide dune di sabbia, piccole oasi, caravanserragli abbandonati, parchi nazionali con specie protette come il ghepardo asiatico. Si esce dal profondo deserto arrivando ad Esfahan, dove si ammirano le bellezze artistiche e architettoniche di questa splendida città, e si completa il tour con la visita di Kashan, del vicino deserto del Maranjab e ammirando gli ultimi meravigliosi colori del deserto di Garmsar.   Caravanserraglio, Dasht-e Lut Dune al tramonto Deserto salato, Dasht-e Kavir Nota tecnica Il programma prevede l’utilizzo di 9 o 10 campi mobili nel deserto di cui 8 consecutivi, dove le temperature notturne sono intorno ai 5-12 gradi con diurne tra i 16 e i 27. A Esfahan, Kashan e Bam si pernotta in hotel a 3 stelle e a Teheran 4 stelle. Nell’oasi di Garmeh si alloggia nella Ateshooni House, tipica locanda persiana con materassi su tappeti e bagni comuni. L’attrezzatura da campo è tutta fornita ad eccezione del sacco a pelo che bisogna portare con sé. Per gli spostamenti si utilizzano fuoristrada tipo Toyota Hilux, Nissan Patrol o Pajan in tre persone per veicolo più autista; si percorrono lunghi tratti di fuoripista e strade sterrate con i tratti di lunga percorrenza su comode strade asfaltate.   Kaluts Fiume salato, Gandom Beryan Esfahan, Moschea dell'Imam   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 22 ottobre, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è di Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 00.50; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. O in alternativa il volo Mahan Air diretto da Milano Malpensa (orari da verificare). Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4* - enghelab.pih.ir). 2°g.    23/10 Tehran - Bam   Visita di Tehran, che a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo è stata la capitale. La città è divisa da nord a sud dalla Valiasr Ave, lunga ben 20 km. Le visite previste sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, e il Museo Nazionale. Nel pomeriggio ci si dirige verso l’aeroporto domestico per volare a Bam, sostando lungo la strada alla Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Arrivo in serata a Bam e pernottamento all’hotel Tourist. 3°g.    24/10 Bam - Golbaf   In mattinata visita della antica cittadella di Bam, posta sull’altopiano nelle remote regioni del sud est, distrutta dal terremoto e in ricostruzione. Si lascia Bam iniziando l’avventura nel Deserto del Dasht-e Lut. Dopo aver percorso 100 km della bella strada asfaltata che da Bam risale verso la città di Kerman la si lascia per visitare il villaggio di Golbaf ed i resti del suo caravanserraglio. Si pone il primo campo nei pressi del villaggio. 4°g.    25/10 Golbaf - Shahdad (Regione dei kaluts)   Ci si addentra nel Deserto del Dasht-e Lut attraversando la regione caratterizzata dalle formazioni dei kaluts, famosa per le colossali formazioni color ocra e rosso. Sul percorso si visitano il villaggio di Shafi Abad, con il caravanserraglio e i qanat, gli antichi canali sotterranei di trasporto dell’acqua molto diffusi in Iran Si pone il campo 30 - 40 km a nord del villaggio di Shahdad, nel cuore dell’area dei kaluts più particolari; si percorrono in fuoripista circa 80 km. 5°g.    26/10 Shahdad – Gandom Beryan (Dasht-e Lut)   Si inizia la giornata esplorando a piedi le grandiose guglie di sabbia e argilla, alte fino a 500 m. Si parte quindi per visitare i “nebkas”: montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi, che si ritiene essere le più grandi al mondo. Proseguendo per altri  80 km verso nord si arriva a Gandom Beryan, un vulcano circondato da un magnifico canyon dove scorre un fiume salato, dove si sono registrate le più alte temperature sulla Terra, superiori ai 70 gradi. Campo nel Dasht-e Lut. 6°g. – 7°g. (27 – 28/10)  Traversata del deserto di Dasht-e Lut – Nehbandan   Si prosegue in direzione nord sempre in fuoripista completando la traversata integrale del deserto del Dasht-e Lut arrivando con un percorso di circa 300 km a Nehbandan; si pone un campo sul tragitto e uno nei pressi di Nehbandan. 8°g.    29/10 Nehbandan – Birjan - Nayband    Oltre il Dasht-e Lut si continua ancora in direzione nord per 450 km circa verso il Parco Nazionale di Nayband (6 ore circa di percorso). Sul percorso si visita la piccola oasi di Nayband, un gioiello nel cuore del deserto, con piantagioni di palme e alberi da frutto. Si pone il campo nei pressi dell’oasi. 9°g.    30/10 Nayband – Tabas   La direttrice dell’itinerario continua verso nord ovest, e per un tratto oggi si rivede l’asfalto; si prevede una tappa di circa 200 km. Si attraversa la più grande Riserva Naturale iraniana: il Parco Nazionale di Nayband, dove con un po’ di fortuna si potranno ammirare animali tipici della zona come volpi, capre selvatiche, mufloni, gazzelle o avvistare uccelli quali aquile, upupe e gufi. Vive qui anche il leopardo persiano o caucasico, o ghepardo asiatico, ormai in via di estinzione. Usciti dalla riserva naturale si arriva sempre verso nord nella zona di Tabas, teatro del tentativo di sbarco americano nel 1979. Pernottamento in campo. 10°g.    31/10 Tabas – Mesr o Arousan   Si parte in direzione ovest per attraversare il grande deserto di Dasht-e Kavir, il cui significato è “Distesa di Sale”: ben 77.600 km quadrati!  I “kavir” sono paludi dal fondo salato con intermezzi sabbiosi. È proprio in questa zona che si possono ammirare le grandi distese di deserto salato, caratteristiche per le incredibili incrostazioni ottagonali che si formano per l’evaporazione dopo le rare piogge. La tappa è di circa 250 km; si pone il campo presso l’oasi di Mesr o di Arousan. 11°g.    1/11 Mesr - Arousan – Garmeh (Dasht-e Kavir)   Vicino all’oasi di Mesr vi sono colline di sabbia con forme particolari, erose ed appiattite dai forti venti e chiamate “troni”. Da qui inizia, per un’estensione di più di 200 km, un incontaminato deserto di dune sabbiose. Giornata di esplorazione della zona. Partenza in fine pomeriggio per una breve tappa di 85 km, all’interno del Dasht-e Kavir, fino all’oasi di Garmeh. Pernottamento all’Ateshooni Guest House. 12°g.    2/11 Dasht-e Kavir - Anarak  Ancora una mattinata di percorso fuoristrada nel deserto del Dasht-e Kavir, seguita da 80 km di strada statale asfaltata fino alla cittadina di Anarak. Si pernotta qui al caravanserraglio Robak (se aperto) o in alternativa si pone un campo nelle vicinanze. 13°g.    3/11 Anarak – Esfahan   Esfahan dista 230 km di veloce strada asfaltata. Questa città è considerata il gioiello della Persia, con i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale, il vero capolavoro dell’Iran. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici, che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi, voluti dallo Shah della dinastia safavide Abbas I nel XVI  e XVII secolo: a nord l’entrata del Bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Setaré o similare. 14°g.    4/11 Esfahan – Kashan – Nushabad – Deserto di Maranjab   Partenza di prima mattina per Kashan, 200 km di autostrada, dove si visita il centro città ed i suoi famosi giardini. Nel pomeriggio si percorrono circa 60 km fuoristrada verso nord est arrivando nel deserto del Maranjab. Sul percorso si sosta a Nushabad, una delle più grandi città sotterranee al mondo, utilizzata nei secoli come rifugio durante le invasioni. Si pernotta nei pressi dell’antico caravanserraglio di Maranjab, ai bordi del deserto di sale e di dune. 15°g.    5/11 Deserto di Maranjab – Deserto di Garmsar – Aeroporto di Teheran  In questa ultima tappa (300 km circa) si attraversa la zona del colorato deserto del Garmsar e si raggiunge infine l’autostrada che porta all’aeroporto di Tehran, dove si arriva nel tardo pomeriggio. Il volo di rientro è in tarda serata se si vola con Alitalia. Chi dovesse partire con volo Mahan Air o altra compagnia pernotterà su richiesta una notte in più a Teheran o in hotel all’aeroporto. 16°g.    Domenica 6 novembre, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Persia classica e millenaria
Gli splendori di una profonda cultura
Periodo: 14 ott - 23 ott
Il tour comincia con la visita del centro e degli splendidi musei di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, incontrando qui i partecipanti che hanno seguito il tour nel deserto del Dasht-e Lut,e iniziando un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale a nord. Da Shiraz, la città della poesia e delle rose, si inizia con le imponenti millenarie rovine della piana di Persepolis, la capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si potranno ammirare le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Si continua lungo paesaggi montagnosi e desertici per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si continua poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini e ponti che dal XVII secolo la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate del mondo, grazie al mecenatismo e all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, con le sue moschee e mausolei, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese.   Shiraz, Narenjestan Qom, nella moschea Kashan, Hammam   Una delle innumerevoli emozioni che questo viaggio in Iran conta di procurare è il piacere di riscontrare la grande calorosità e civiltà dei persiani, che esprimono un genuino interesse verso i visitatori. Per chi si reca in Persia si suggeriscono, a parte le guide che si trovano facilmente in libreria, alcune letture, utili per capire il Paese: F. Ad-Din Attar, La lingua degli uccelli, ed. Mediterranéé; il classico della letteratura Sufi, una favola esoterica del viaggio metaforico dell'anima. R. Byron, La Via per l'Oxiana, ed. Adelphi; il libro di viaggio che Bruce Chatwin portava con sé, un racconto colto e appassionante del viaggio verso Afghanistan e India attraverso Palestina, Siria e soprattutto Iran, negli anni 30. R. Kapuscinski, Sha-in-Shah, ed. Feltrinelli; dal famoso corrispondente estero e reporter del secolo scorso la cronaca-storia dell'Iran dei Pahlavi e degli eventi che condussero alla rivoluzione khomeinista nel 1979. Rumi, Poesie mistiche, ed. Bur; alcuni dei versi del Divan, composto dal massimo poeta mistico della letteratura persiana. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad ottobre a Teheran indicano 25°C.), più caldo nelle città più a sud (a Shiraz e a Yazd le massime stagionali ad ottobre indicano 28°C.). I servizi sono di buona qualità, e gli alberghi puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, autostrade nel tratto tra isfahan e Tehran. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Naqsh-e Rostam Qom, la moschea Yadz, Torri del silenzio   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 14 ottobre, volo per Tehran Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*, enghelab.pih.ir) per il pernottamento. 2°g.    15/10 Tehran – Shiraz Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite previste sono nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km.: il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, una vera e propria cittadella nella metropoli, incluso tra i Patrimoni dell’Unesco, e il Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico, con 300.000 oggetti e reperti. Dopo pranzo si visita il ricchissimo Museo dei Gioielli Nazionali, la maggior collezione al mondo di gioielli e pietre preziose e la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana, e ci si reca all’aeroporto domestico per volare a Shiraz. Si alloggia presso l’Hotel Royal o similare, dove si incontrano la guida italiana e i partecipanti giunti fin qui con il programma Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della seta. 3°g.    16/10 Shiraz ed escursione a Persepoli Durante la mattina si visita Shiraz, conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli; si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, coi suoi riflessi di mille colori che si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo, e la Scuola Teologica di Khan, dove con un po’ di fortuna si familiarizzerà cogli studenti. Nel pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, il siti archeologico più bello e spettacolare della Persia. Fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui Romani. Si rientra a Shiraz in serata. 4°g.    17/10 Shiraz – Pasagardae - Yazd Si parte per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Si sosta a Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Ripresa la strada per Yazd visita di Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si arriva prima del tramonto per visitare le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani, posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate e adibite ad hotel), il Moshir Garden o similare. 5°g.    18/10 Yazd Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e i bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio ci si reca al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni; poi con una breve escursione fuori città si visitano un antico caravanserraglio e una cittadella abbandonata alle propaggini del deserto. Ritorno a Yazd per la cena. 6°g.    19/10 Yazd - Isfahan Partenza per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Ali Qapu o similare. 7°g.    20/10 Isfahan Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si completano le visite con i tre ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 8°g.    21/10 Isfahan – Kashan Oggi è il giorno festa musulmano e si prosegue la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord verso Kashan, la città detta dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Ameriha, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o al Raheb similare. 9°g.    22/10 Kashan -- Qom e volo di rientro In mattinata visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma 10°g.    Domenica 23 ottobre, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della seta
Estensione, Persia Classica e millenaria
Periodo: 7 ott - 16 ott
Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della seta Da Tehran dopo una breve introduzione storica nei musei della capitale si vola a Yazd, al centro dell’Iran desertico. Da qui si inizia il percorso in pulmino dirigendosi verso Kerman nel profondo sud est dell’Iran, scoprendo caravanserragli, cittadelle e tracce dei passaggi delle carovane che in antichità transitavano da qui per i commerci con l’oriente. Si giunge così nell’affascinante regione del Beluchistan iraniano e del deserto del Dasht-e Lut, quasi del tutto disabitato e noto anche per aver conosciuto le più alte temperature raggiunte sul pianeta Terra: oltre 70 gradi centigradi. Si esplora la regione dapprima verso sud est arrivando fino alle remote cittadelle fortificate realizzate in mattoni di fango di Raien e di Bam, quest’ultima famosa per l’ambientazione del film “Il Deserto dei tartari” e per il terremoto che la devastò. Dopo aver ammirato Mahan, con la cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto, si arriva a Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la “Via della Seta” e ricca di vestigia del periodo islamico. Ci si addentra poi nel deserto più profondo per ammirare gli spettacolari paesaggi formati dalle sabbie e dai kalut, le peculiari formazioni di guglie di argilla, sabbia e sale modellate dai venti, che creano l’illusione di addentrarsi tra città fantasma. Per poter esplorare la regione si utilizza per due notti una semplice locanda, una sistemazione un poco spartana ma molto bella per chi ama il vero viaggiare e che consente di godere appieno delle bellezze naturali e di disporre del tempo necessario per esplorare le dune e i kalut con piacevolissime passeggiate. Rientrando verso ovest si torna sulle strade asfaltate e si prosegue per Shiraz, sostando in un interessante sito Patrimonio dell’Unesco: l’antichissima città troglodita di Maymand, risalente a 12.000 anni fa, le cui abitazioni rupestri sono in parte ancora abitate: una di queste sarà la nostra sistemazione per la notte. A Shiraz, dopo una giornata trascorsa tra la vivace folla del ricco bazar del 1700 e la pace dei giardini e degli aranceti, chi non segue l’estensione parte in volo per Tehran e da qui si imbarca sul volo di rientro. Chi prosegue il viaggio si unisce alle persone giunte per seguire il programma Persia Classica e millenaria.   Mahan, il mausoleo Kerman, Hammam Bagh-e Shahzde Estensione: Persia Classica e millenaria Partendo da Shiraz si segue un circuito con un pulmino privato attraverso la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale: un viaggio da sud a nord che ripercorre anche la storia di questo millenario paese. Da Shiraz si inizia con le imponenti millenarie rovine della piana di Persepolis, la capitale della dinastia achemenide e di Dario il Grande, e la vicina Naqsh-e Rostam, dove si potranno ammirare le tombe rupestri di quattro di questi imperatori. Si continua lungo paesaggi montagnosi e desertici per Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro e dei badghir, le torri del vento. Si continua poi verso la mitica Isfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirarne le numerose bellezze: piazze, moschee, palazzi, hammam, bazar, caravanserragli, giardini e ponti che dal XVII secolo la resero una delle città culturalmente e architettonicamente più apprezzate del mondo, grazie al mecenatismo e all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi, ricca di splendidi palazzi privati del XIX secolo, e Qom, città santa degli sciiti, con le sue moschee e mausolei, dove ci si immerge per qualche ora nel cuore religioso del paese. Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad ottobre a Teheran indicano 25°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Shiraz le massime stagionali ad ottobre indicano 28°C e a Kerman 26°C.). I servizi sono di buona qualità, e gli alberghi puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani. Nelle città gli hotel sono di buona qualità. Per la parte nel deserto ci sono delle soste un poco più avventurose: a Bam l’alloggio è più modesto rispetto agli usuali hotel; il caravanserraglio di Zeinoddin offre materassi stesi su tappeti, con bagni comuni puliti; a Shahdad e a Maymand si pernotta presso gli abitanti in case private con bagni comuni. Si consiglia per questa parte di portare con sé un sacco lenzuolo. Si viaggia con un pulmino privato su strade ben asfaltate. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Shahdad, Kalut Shiraz, la moschea Kerman, venditore del bazar   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 7 ottobre, volo per Tehran Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*, enghelab.pih.ir) per il pernottamento. 2°g.    8/10 Tehran – Yazd – Zeinoddin Visita di Tehran, capitale a partire dall’epoca Qajar (fine del XVII secolo), nella parte sud della città, che si estende per una lunghezza di 20 km.: il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar inclusa tra i Patrimoni dell’Unesco, una vera e propria cittadella nella metropoli, e il Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria da un punto di vista archeologico, con 300.000 oggetti e reperti. Dopo pranzo si visita il ricchissimo Museo dei Gioielli Nazionali, la maggior collezione al mondo di gioielli e pietre preziose, e la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Quindi ci si reca all’aeroporto domestico per volare a Yazd (orari da confermare). Giunti a destinazione si parte direttamente dall’aeroporto per l’antico caravanserraglio di Zeinoddin (75 km, circa un’ora); di epoca safavide, è l’unico esistente a forma circolare, adibito ora a hotel tradizionale, dove si dorme in vero stile persiano su materassi adagiati su tappeti. 3°g.    9/10 Zeinoddin – Bam Partenza in direzione sud est per Bam con una lunga tappa di 470 km che si svolge lungo strade lisce e ben asfaltate; servono circa 6 ore di guida attraverso le aree desertiche di Kerman, città da cui si transita nelle vicinanze e che sarà la meta della giornata di domani, e del Beluchistan iraniano, un percorso reso pittoresco anche dalle panoramiche sui monti. L’antica cittadella medievale fortificata di Bam, teatro del film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini tratto dal libro di Dino Buzzati, dopo aver subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003 è stata in gran parte restaurata ed è classificata nel Patrimonio dell’Umanità; grazie alla ricostruzione, che è stata resa possibile con i numerosi aiuti internazionali, divenne per un periodo … il più grande cantiere al mondo in mattoni di fango. Si alloggia presso l’hotel Akhbar Tourist. 4°g.    10/10 Bam - Raien – Mahan - Kerman Visita della cittadella di Bam, un tempo tappa obbligata lungo una delle Vie della Seta, con le mura sassanidi ornate da 38 torri che si stagliavano nel deserto. Bam è conosciuta anche per i migliori datteri dell’Iran e forse del mondo intero, grazie alle estese piantagioni di palma da dattero favorite dal clima ottimale. Dopo pranzo si rientra verso Kerman (190 km) lungo la medesima strada; con una deviazione di 25 km si raggiunge il castello di Raien, ancora ben conservato e immerso nel bel paesaggio dell’infinito altopiano, con le montagne innevate che fanno da sfondo. Si sosta poi a Mahan, dove si visita il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV sec., ornato da un bella cupola turchese. Ultima tappa: il giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia, che è incluso tra i giardini persiani Patrimonio dell’Unesco, molto suggestivo soprattutto con le fontane illuminate alle luci del tramonto. Si cena qui, in un piacevole ristorante situato nel parco. Per arrivare a Kerman, posta sull’altopiano a 1750 mt, mancano solo 30 km; si alloggia presso il ITTIC Hotel. 5°g.    11/10 Kerman – Shahdad (Kalut) Visita della suggestiva cittadina di Kerman, che nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyidi, selgiuchidi, turche e mongole: il bazar, uno dei più antichi dell’Iran, l’hammam del Ganj Ali Khan, decorato con meravigliosi affreschi che ospita un museo con statue in cera, e la moschea di Masjed-e Jameh del XIV secolo. Kerman. Si lascia Kerman in fine mattinata attraversando i monti in direzione est per il deserto del Dasht-e Lut,  (100 km) per visitare i kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”: bizzarre formazioni naturali causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città. Lut significa brullo o arido, infatti gli unici insediamenti umani sono nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e piove di più. La zona dei kalut è lunga 120 km e larga 80 km. Si cammina nella zona di Kootoos fin verso il fiume salato; il paesaggio è spettacolare, soprattutto al tramonto. Si pernotta presso una piccola locanda nel villaggio più vicino. 6°g.    12/10 Shahdad (Kalut) Giornata dedicata ad esplorare passeggiando le guglie di sabbia e argilla, alte fino a 500 mt; si visita il villaggio di Shafiabad. Se le condizioni lo favoriscono vi è la possibilità di organizzare un’escursione in 4x4 per visitare i “nebkas” più grandi del mondo, montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi. Proseguendo oltre si trova Gandon Beryan, dove sono state registrate le più alte temperature della Terra: nel 2005 si è arrivati a ben 70,7°C! Ritorno a Shahdad per la cena e il pernottamento. 7°g.    13/10 Shahdad – Maymand Si lascia il Dasht-e Lut tornando verso Kerman e proseguendo per Maymand (320 km circa), un villaggio troglodita mesolitico risalente a 12.000 anni fa, Patrimonio dell’Unesco, ancora abitato da qualche centinaio di persone, uno dei più antichi insediamenti umani dell’altopiano iranico. Intorno al villaggio si trovano incisioni rupestri di 10.000 anni fa e depositi in ceramica di circa 6.000 anni. Si passeggia per il paese e le colline intorno, si visita il piccolo museo e, se aperto, l’hammam e si possono comprare dalle donne del paese erbe mediche locali. Pernottamento nel villaggio, in una delle grotte abitate che accolgono i turisti, su tappeti adagiati nelle nicchie delle rocce. 8°g.    14/10 Maymand – Shiraz Partenza alla mattina presto per Shiraz (400 km, 6 ore circa). Durante il viaggio si possono ammirare quattro differenti tipologie paesaggistiche dell’altopiano iraniano: lacustre, desertico, montano e pianeggiante. L’alternarsi di steppe aride e verdi oasi tra le montagne rende il tragitto molto piacevole.  Dalla strada si intravedono campi di cotone, alberi di noci, mandorli e fichi, vigne e piantagioni di zafferano. A Shiraz si alloggia presso l’Hotel Royal o similare. Per chi rientra 9°g.    15/10 Shiraz – Tehran e volo di rientro Shiraz nel 1750 divenne la capitale Karim Khan, il re della dinastia Zand (noto come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici; si visita il pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti; poi si passeggia negli stupendi giardini di Shiraz, i Bagh-e Eram, classificati come Giardini Persiani tra i Patrimoni dell’Umanità, luogo di ritrovo dei giovani e delle coppie locali. Nel pomeriggio ci si dirige all’aeroporto per imbarcasi sul volo per Tehran (orario da confermare), dove all’arrivo si viene accolti dal corrispondente di Amitaba e ci si reca all’aeroporto internazionale per il volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 10°g.    Domenica 16 ottobre, arrivo a destinazione Per chi prosegue con il programma “Persia Classica e millenaria” 9°g.    15/10 Shiraz Shiraz nel 1750 divenne la capitale Karim Khan, il re della dinastia Zand (noto come Vakil, cioè reggente), che la abbellì con splendidi edifici; si visita il pittoresco bazar Vakil in centro città dove si possono fare interessanti acquisti (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti; poi si passeggia negli stupendi giardini di Shiraz, i Bagh-e Eram, classificati come Giardini Persiani tra i Patrimoni dell’Umanità, luogo di ritrovo dei giovani e delle coppie locali. In serata si viene raggiunti in hotel dalle persone che seguono solo questa parte del viaggio. 10°g.    16/10 Shiraz ed escursione a Persepoli Durante la mattina si visita Shiraz, conosciuta come città delle rose, della poesia, del vino e degli usignoli; si passeggia nel centro storico visitando dapprima la moschea di Nassir el Molk, coi suoi riflessi di mille colori che si godono soprattutto di prima mattina, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il padiglione adibito a piccolo museo, e la Scuola Teologica di Khan, dove con un po’ di fortuna si familiarizzerà cogli studenti. Nel pomeriggio ci si reca a Persepoli, che dista 60 km, il siti archeologico più bello e spettacolare della Persia. Fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era situato nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui Romani. Si rientra a Shiraz in serata. 11°g.    17/10 Shiraz – Pasagardae – Yazd Si parte per Yazd, una tappa di 440 km verso nord est che si percorre in circa 7 ore. Si sosta a Pasagardae, antica città della Persia Patrimonio dell’Unesco fondata da Ciro il Grande, di cui resta il solitario monumento funerario, che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Ripresa la strada per Yazd visita di Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si arriva prima del tramonto per visitare le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani, posti su due isolate colline, dove si sale con una breve passeggiata godendo della luce del tramonto che rende il sito ancor più magico. Yazd, importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro. Si pernotta in un hotel tradizionale del centro, una delle khan-e sonnati (case tradizionali restaurate e adibite ad hotel), il Moshir Garden o similare. 12°g.    18/10 Yazd Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana e una delle più antiche città del mondo. In mattinata passeggiata in centro nelle viuzze e lungo il bazar nell’antico quartiere di Fahadan, dominato dai badghir, le caratteristiche torri del vento, condizionatori naturali; si visitano la moschea Masjed-e Jameh del XV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia e i bellissimi mosaici, la Prigione di Alessandro, la tomba dei 12 Imam e infine l’Amir Chakhmaq con l’originale facciata a tre piani e, proprio accanto, l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, situato in una bella abitazione privata. Nel pomeriggio ci si reca al Tempio del Fuoco, centro della piccola comunità zoroastriana di Persia e luogo di pellegrinaggio, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni; poi con una breve escursione fuori città si visitano un antico caravanserraglio e una cittadella abbandonata alle propaggini del deserto. Ritorno a Yazd per la cena. 13°g.    19/10 Yazd – Isfahan Partenza per Isfahan (320 km, circa 4 ore di strada). Isfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran, descritta da Robert Byron nel suo libro La via per l’Oxiana come “uno di quei rari luoghi, come Atene e Roma, in cui l’umanità trova comune sollievo”.  Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che tra il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, moschee, caravanserragli, ponti e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Ali Qapu o similare. 14°g.    20/10 Isfahan Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì (patrimonio Unesco), il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla moschea ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala di ricevimento sostenuta da venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni; si sorseggia qui un tè, godendo degli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani Patrimonio dell’Unesco. Si completano le visite con i tre ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale all’Hotel Abbasi, antico caravanserraglio con uno splendido giardino con fontane, e lungo la magnifica piazza dell’Imam, illuminata da mille luci e riflessi. 15°g.    21/10 Isfahan – Kashan Oggi è il giorno festa musulmano e si prosegue la visita della città lungo la sponda sud del fiume e nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo si lascia Isfahan in direzione nord verso Kashan, la città detta dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Ameriha, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel o al Raheb similare. 16°g.    22/10 Kashan - Qom e volo di rientro In mattinata visita della città di Kashan: dapprima la Khan Tabatabei, casa tradizionale qajara di un ricco commerciante dell’epoca con splendidi cortili e decorazioni in stucco, specchi e nicchie affrescate; poi lo stupefacente Hammam-e Sultan Mir Ahmad. Si attraversa quindi a piedi il centro storico fino all’entrata del bazar, dove si passeggia per le viuzze e si visita il bel caravanserraglio di Khan Amin al-Dowleh Timche e infine ci si reca fuori città al giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea, un’immersione nel profondo Iran sciita. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma. 17°g.    Domenica 23 ottobre, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Azerbaijan e Kurdistan
Alle origini della storia
Periodo: 23 set - 8 ott
È difficile fornire una sintesi di un viaggio così ricco di contenuto… Si visitano 7 siti storici che sono parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, che appartengono a periodi storici ed a culture differenti, mausolei di importanti santi Sufi, complessi monastici e chiese cristiane armene, antichi luoghi di culto zoroastriani, bazar coperti coi soffitti a volta decorati e caravanserragli. Si attraversano due catene montuose con caratteristiche orografiche, ambientali e paesaggistiche molto differenti: gli Elburz, a nord di Tehran e in Azerbaijan, e gli Zagros nel Kurdistan, percorrendo anche numerosi canyon e valli multicolori. Si visitano villaggi inerpicati su pendii scoscesi, dove antiche popolazioni ancora mantengono tradizioni secolari, si pernotta in grotte troglodite ancora oggi abitate, ci si arrampica su colli e impervi monti leggendari dove sorgevano i castelli della Setta degli Assassini, si costeggiano le valli di fiumi biblici, con risaie terrazzate e foreste pluviali verdeggianti, si attraversano le spettacolari montagne dove il glorioso e spesso perseguitato popolo curdo ha vissuto nomade, si ammirano santuari curdi musulmani a vocazione animista e mitraica, si visita una delle più grandi città del mondo antico e si vedono alcune tra le più antiche iscrizioni multilingue, che hanno permesso agli esperti di decifrare la scrittura cuneiforme e conoscere eventi fondamentali nella storia dell’umanità.   Alamut Kermanshah, Ercole Ardebil Nota tecnica Il viaggio si svolge nella stagione ideale di fine estate - primissimo autunno, quando il clima non è ancora troppo freddo, ma spesso le cime delle montagne sono già innevate arricchendo i panorami di ulteriori colori. Le massime stagionali a Tehran indicano 28°C., a Tabriz 24°C, ad Ardebil 20°C e a Sanandaj 16°C. Le medie notturne vanno dai 5 ai 10°C. Le precipitazioni medie sono di 3 giorni al mese. Si pernotta diverse notti in villaggi utilizzando locande e case private che offrono l’accoglienza tradizionale persiana o curda, con materassi adagiati su tappeti, oppure dove disponibili in hotel a 3-4 stelle, e alcune notti in hotel di livello internazionale. Si consiglia di portare con sé un sacco a pelo.   Palangan Ardebil Kandovan   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 23 settembre, volo per Tehran Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello scelto dai viaggiatori. Quello da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 00.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4*) per il pernottamento. 2°g.    24/9 Tehran – Qazvin – Valle degli Assassini (Alamut) Partenza da Teheran per Qazvin (150 km – 2 ore di strada), che nel XVI secolo fu per breve tempo capitale. Proseguimento da Qazvin per la celebre valle di Alamut, detta anche Valle degli Assassini, fino alla base del castello di Alamut (un’ora circa – 100 km) situato a 1700 metri di altezza. Questa valle è divenuta famosa in Occidente ad opera della scrittrice e viaggiatrice Freya Stark, grazie al libro Le Valli degli Assassini da lei pubblicato negli anni ’30: Alamut è punteggiata da 50 forti disseminati nella valle e fu sede di una temutissima setta mercenaria, di fede spirituale ismailita, i cui seguaci per guadagnarsi il paradiso uccidevano sotto effetto dell’hashish. Da qui il nome “Hashish-iyun”, radice del termine “assassino”. Si sale in circa mezz’ora alle rovine del castello in circa mezz’ora, da cui si ammira uno splendido panorama, e si esplora brevemente la zona. Si cercherà anche di raggiungere il lago Ovan, posto non lontano dal villaggio circondato di alberi di ciliegio dove si sosta. Cena e pernottamento a Alamut presso una locanda o una casa privata. 3°g.    25/9 Alamut – Masuleh Si lasciano le aspre montagne degli Assassini seguendo la valle, con i bei villaggi in mattoni di fango che si alternano a risaie terrazzate e pinnacoli rocciosi.  Dopo 290 kilometri e 4 ore e mezzo di strada attraverso la verde regione del Gilan e la splendida catena dei monti Elburz, con il caratteristico boscoso entroterra del Mar Caspio, si giunge al millenario villaggio rurale di Masuleh. È uno dei più caratteristici e celebri della Persia, posto a 1000 metri di altitudine, aggrappato al fianco della montagna e terrazzato in modo che ogni tetto della casa inferiore costituisca il cortile e l’entrata di quella superiore. Si passeggia per il paese e si cena in una casa da tè posta su un terrazzo con vista sul villaggio, quando alla sera il panorama è ancora più pittoresco. Pernottamento in loco in casa privata o locanda dotata di bagni privati. 4°g.    26/9 Masuleh - Ardebil Partenza per Ardebil (280 km, 4 ore e mezzo), si attraversa l’Azerbaijan orientale in direzione nord tra le montagne che si affacciano sul Mar Caspio. Ardebil, ex capitale e patria dello sceicco Safi-od Din, mistico sufi e derviscio, e di Ismail Safavi, patriarca della dinastia safavide (poi trasferitasi coi suoi successori a Isfahan), ospita un magnifico sito Patrimonio dell’Unesco: il Mausoleo di Safi-od Din che, oltre alla torre col sarcofago e alle incantevoli cupole di maioliche colorate e smaltate, presenta nella Casa delle Lanterne e nella Sala delle Porcellane splendidi interni con decorazioni in oro e blu. Si visitano anche la bella moschea di Haji Fakr e, non lontano, la chiesa di Maryam, con l’originale piramide di pietra. Se si sarà fortunati si potrà assistere ad uno spettacolo di zurkhané, la ginnastica spirituale persiana. Pernottamento al Darya Grand Hotel. 5°g.    27/9 Ardebil - Forte di Babak – Kaleybar Si prosegue l’attraversamento dell’Azerbaijan orientale, ancora in direzione nord, alla volta di Kaleybar (230 km – 3 ore e mezzo). All’arrivo ci si reca al mitico Forte di Babak (13 km da Kaleibar, 30 min di strada), una roccaforte abbarbicata su un impressionante sperone roccioso. Fu il quartier generale dell’eroe nazionale azero del IX secolo, Babak Khorramdin, una sorta di Robin Hood locale che combatté strenuamente contro gli arabi abbassidi ed è ancor oggi festeggiato dalla popolazione azera. Pernottamento a Kaleybar presso l’Anza Hotel. 6°g.    28/9 Kaleybar – Jolfa Partenza per Jolfa (250 km, 4 ore e mezzo), un percorso che si svolge in parte all’interno di un parco nazionale dove, oltre gli agglomerati di rocce di vari colori, si intravedono le vette innevate del Caucaso; tra queste il Monte del Serpente, un monte che gareggia con l’Ararat quale candidato per aver avuto l’approdo dell’Arca di Noè. Nell’ultimo tratto il percorso segue il confine con l’Armenia, lungo una strada panoramica in una valle multicolore che costeggia il fiume Aras (conosciuto nella tradizione  biblica come fiume Ghilhon). Nei pressi della cittadina di Jolfa si visita la magnifica chiesa armena di Santo Stefano costruita nel XIV secolo, conosciuta anche come Kelisa Darré Sham, patrimonio dell’Unesco. Jolfa nell’antichità fu la patria di esperti artigiani armeni il cui talento e la cui fama erano tali che lo Shah Abbas I decise di trasferire l’intera popolazione a Isfahan (… non venne chiesto il consenso …), al fine di contribuire alla costruzione della sua nuova, sontuosa capitale. Pernottamento a Jolfa, presso l’hotel Altinaras. 7°g.    29/9 Jolfa – San Taddeo – Tabriz Lasciata la valle del fiume Aras ci si dirige 150 km verso ovest per visitare il monastero di San Taddeo, conosciuto anche col nome di Qareh Kelisa, anche questo Patrimonio dell’Unesco. È una splendida e scenografica chiesa medievale di culto cristiano armeno, a strisce chiare e scure, si dice fondata da San Taddeo (Tatavoos) addirittura nel 43 d.C. Si riparte ora in direzione sud verso Tabriz, ex capitale persiana (durante il periodo turkmeno e safavide, nel XV e XVI secolo), crocevia importante nella storia posta lungo la Via della Seta, e oggi quarta città dell’Iran (3 ore, 220 km). Visita serale dell’immenso bazar di Tabriz, citato anche da Marco Polo ne “il Milione”, sicuramente uno dei più affascinanti dell’Iran, con gli infiniti soffitti a volta e i numerosissimi caravanserragli, nominato anch’esso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Pernottamento a Tabriz  presso l’hotel El Goli Pars Hotel. 8°g.    30/9 Tabriz – Kandovan Visita di Tabriz: la Moschea Blu, costruita nel XV secolo, ora parzialmente restaurata dopo un violento terremoto che ne distrusse l’intricato mosaico di maioliche blu, interno ed esterno, che ne faceva una delle più magnifiche dell’epoca; il ricco Museo dell’Azerbaijan; l’Arg-e Tabriz, ciò che resta della antica cittadella medievale (se visitabile alla data); un parco cittadino dove si trovano un grazioso lago artificiale e un padiglione qajaro restaurato e dove oggi, che è venerdì e quindi giorno di festa, passeggiano le giovani coppie locali. Dopo pranzo si parte per il magico villaggio troglodita di Kandovan, (55 km circa, 1 ora). Passeggiata lungo gli antichissimi e ripidi sentieri e pernottamento nel villaggio presso l’affascinante e lussuoso Hotel Laleh, ricavato nelle antiche grotte. 9°g.    1/10 Kandovan – Maraqeh - Soltaniyyeh – Zanjan Si prosegue in mattinata con la visita di Kandovan e dei suoi bizzarri coni di roccia erosa, detti “camini fatati”, simili a quelli più conosciuti della Cappadocia; si parte quindi per Soltaniyyeh. Lungo il tragitto, dopo 2 ore, ci si ferma a Maraqeh, che fu anch’essa capitale dal 1255. Qui, nel più grande osservatorio astronomico dell’epoca, poi distrutto da Tamerlano, fu calcolato il diametro esatto della Terra, secoli prima che l’Occidente scoprisse che era tonda! Dopo 3 ore e mezzo di strada e una sosta per pranzo si arriva a Soltaniyyeh per la visita all’imponente e maestoso mausoleo di Oijeitu, Patrimonio dell’Unesco, che presenta la più alta cupola conosciuta costruita in mattoni e la maggiore doppia cupola del mondo. Ritorno alla vicina cittadina di Zanjan per il pernottamento presso il Zanjan Grand Hotel. 10°g.    2/10 Zanjan – Takht-e Soleiman – Sanandaj Si lascia Zanjan di prima mattina per un lungo percorso verso la regione del Kurdistan iraniano. Dopo 150 km (2 ore e mezzo) lungo una strada secondaria si giunge a Takht-e Soleiman, l’antico luogo sacro zoroastriano affascinante sito Patrimonio dell’Unesco. Posto a 2150 metri di altezza, in mezzo alle montagne, fu il centro spirituale nel periodo della dinastia sassanide (III secolo d.C.), quando lo zoroastrismo divenne religione ufficiale. I 4 elementi zoroastriani vi erano tutti presenti: acqua, vento, terra e fuoco; il suggestivo lago di origine vulcanica posto al suo centro, dove ancora oggi si specchiano i resti del complesso, forniva l’acqua al Tempio dell’acqua, un Tempio del Fuoco garantiva una fiamma continua e lunghe mura circondavano la fortezza interna. Non lontano sorge Zendan-e Soleiman, letteralmente Prigione di Salomone, uno scenografico cono vulcanico alto 100 metri, dove un tempo sorgeva un santuario e dove le esalazioni sulfuree erano causa di morte sicura. Nel primo pomeriggio proseguimento per Sanandaj, il capoluogo del Kurdistan iraniano (230 km, altre 5 ore) e pernottamento presso il Sanandaj Hotel. 11°g.    3/10 Sanandaj – Marivan – Hewraman Partenza per le remote valli del Kurdistan dell’impervia catena degli Zagros, a ridosso del confine con l’Iraq. Dopo 130 km si sosta a Marivan, adagiata sulle rive del lago Zarivar, il cui dialetto curdo era l’idioma  preferito dai poeti curdi e dove la religione è prevalentemente sunnita e non sciita. Ripresa la strada ci si inerpica verso un alto passo montano, con paesaggi mozzafiato, fino alla spettacolare valle di Hewraman (o Oraman). Dopo 60 km si giunge al villaggio di Hewraman, dove risiedono i curdi non dediti al nomadismo e dove le case di pietra abbarbicate sul costone sono costruite l’una sull’altra, come a Masuleh. Si visita il santuario di Pir Shaliar, musulmano ma di vocazione animista, con retaggi di varie religioni, quali le strisce di stoffa votive buddiste, il festival mitraico e la venerazione dell’angelo. Pernottamento in paese in casa privata. 12°g.    4/10 Hewraman – Palangan Si prosegue con l’esplorazione di questa selvaggia e montuosa regione del Kurdistan più remoto. Dopo 4 ore e 120 km lungo una panoramica strada si giunge al famoso villaggio curdo di Palangan. Abbarbicato anch’esso sul pendio scosceso dei monti e congiunto alla strada da piccoli ponti su un torrente, è disseminato di casette di pietra dove i locali ancora mantengono le tradizioni e il folclore curdi, nonostante la modernità stia incombendo. Anche l’ospitalità curda fa a gara con quella straordinaria persiana e nonostante la difficoltà con la lingua curda, i cui dialetti sono diversi persino tra le valli, si potrà godere di un tè bevuto con gli uomini del villaggio, abbigliati coi tipici pantaloni ampi con l’alta fascia in vita, o scambiare un sorriso con le donne, coloratissime nei loro abiti lunghi. Pernottamento in casa privata del villaggio. 13°g.    5/10 Palangan – Taq-e Bostan - Kermanshah Dopo una passeggiata mattutina si lascia il villaggio seguendo un percorso lungo la catena dei monti Zagros; si lascia la regione propriamente detta del Kurdistan arrivando nella città di Kermanshah, (110 km, 2 ore), che è un vero crogiuolo di razze ed etnie: curda, lur e altre. A Taq-e Bostan, alla periferia nord di Kermanshah con alle spalle le rosse montagne curde, si visitano le falesie dove si trovano i famosi bassorilievi di epoca sassanide. Sono particolarmente interessanti le scene di caccia a dorso d’elefante del re Cosroe II, abbigliato con un’armatura completa, simile a quelle che vennero in uso centinaia di anni più tardi in Europa. Cena nel complesso di Taq-e Bostan, con ristorante sul laghetto artificiale, da dove si possono ammirare i bassorilievi ben illuminati anche la sera. Si pernotta al Jamshid Hotel. 14°g.    6/10 Kermanshah - Bisotun – Hamedan  Ci si reca di prima mattina nella zona centrale di Kermanshah, accanto al grazioso bazar coperto, per visitare il mausoleo dell’Hosseinieh Takieh Mo-aven ol-Molk, con i bei mosaici blu. Si parte quindi per Bisotun (40 km), Patrimonio dell’Unesco, dove si ammirano le sculture rupestri a bassorilievo del 521 a.C. raffiguranti Dario il Grande, impreziosite da iscrizioni in caratteri cuneiformi trilingue. Queste iscrizioni per importanza sono equivalenti alla Stele di Rosetta, infatti hanno consentito la decifrazione di tre antiche lingue scomparse, alamita, accadiana e persiana antica, consentendo di comprendere meglio la storia delle civiltà persiane. Proseguimento in direzione di Hamedan (145 km, 2 ore di strada), dove si pernotta presso il Pars Hotel o simile. 15°g.    7/10 Hamedan – Tehran e volo di rientro Visita di Hamadan, l’antica Ecbatana, una delle più grandi città del mondo antico, fondata dai Medi nel 712 a.C. e fortificata nel 650 a.C.; fu scelta come capitale estiva dagli Achemenidi per via del clima fresco, in quanto è posta a 1830 mt di quota. Le sue massicce mura formavano 7 cerchi concentrici, dei quali i 2 più interni pare fossero rivestiti d’oro e d’argento; il sito è ricchissimo: si vedono il leone di pietra Shir Sanghi, attribuito ad Alessandro Magno, posto 2300 anni fa a guardia delle porte della città; la cupola di Alawian, decorata da magnifici disegni floreali e geometrici; il Ghanj Nameh, con le incisioni su pietra di Dario I e suo figlio Serse; le tombe di Ester e Mordekhai, eroi leggendari dell’Antico Testamento, sepolti dove ora si trova una torre funeraria del XIV secolo; e il Mausoleo di Avicenna, un torre del 1954 dedicata a questo medico e filosofo del Medioevo, oggi simbolo della città.  Si parte per l’aeroporto di Tehran nel pomeriggio (3 ore di strada – 290 km) dove il volo Alitalia parte in tarda serata (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). Su richiesta Amitaba può organizzare un prolungamento individuale per la visita della capitale Tehran; ed è anche possibile rimanere in Iran e continuare col programma Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della Seta. 16°g.    Sabato 8 ottobre, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Città d’arte e nomadi dei monti Zagros
Visita dei siti classici della Persia, arricchita dall’incontro con le tribù Khamseh
Periodo: 26 ago - 5 set
Il tour comincia da Tehran, capitale e centro più popolato con circa 12 milioni di abitanti, con la visita della città e dei suoi affascinanti e ricchi musei; da qui si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud iniziando da un circuito che, utilizzando un pulmino privato dotato di aria condizionata, riporta fino alla capitale attraversando gli altopiani desertici e le valli coltivate della regione centrale del Paese. Con questo percorso si incontrano i siti più importanti della Persia, iniziando da Shiraz, città delle rose e della poesia, e visitando le imponenti e millenarie rovine di Persepoli, capitale achemenide, e Naqsh-e Rostam, dove si visitano le tombe rupestri di quattro imperatori. Si continua per l'antico sito di Pasagardae, città fondata da Ciro il Grande, e si effettua una deviazione di grande interesse etnico culturale sulle montagne della catena degli Zagros, dove tra i pascoli d’alta quota d’estate si rifugiano le popolazioni nomadi dei khamseh con i loro grandi greggi di pecore e capre. Si prosegue da qui per Yadz, la “città di paglia e argilla”, capitale del culto di Zoroastro famosa per i badghir, le torri del vento, e si arriva nella mitica Esfahan, conosciuta come "L'altra metà del mondo", dove si sosta due giorni per ammirare piazze, moschee, palazzi, giardini e ponti costruiti grazie al mecenatismo e all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I, che diede un decisivo contributo nel creare una delle città più belle e apprezzate del mondo. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda fu la patria dei Re Magi e fu abbellita nel XIX secolo da splendide dimore private, e Qom, città santa degli sciiti, con interessantissimi moschee e mausolei, dove immergersi per qualche ora nel cuore religioso del Paese.   Persepoli Dipinto piccolo Kashan Nota tecnica Il clima di stagione è caldo secco e soleggiato. Le temperature massime storiche ad agosto sono tra i 34° C. e i 37° C., mentre le minime stagionali indicano tra i 20°C e i 25° C.. I servizi sono di buona qualità e gli alberghi nelle città puliti e comodi, a 3 e 4 stelle , anche se la loro classificazione non corrisponde a quella dello standard europeo. Nella regione delle tribù nomadi nei monti Zagros si pernotta in una piccola locanda, con bagni comuni, dove sono in genere fornite lenzuola e coperte. Si viaggia con un pulmino privato dotato d aria condizionata su strade ben asfaltate, in alcuni tratti autostrade. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani.   Yadz- torri del silenzio Persepoli, bassorilievo Esfahan, moschea   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 26 agosto, volo per Tehran Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Quello da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 00.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4* - http://enghelab.pih.ir) per il pernottamento. 2°g.    27/8 Tehran – Shiraz Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite previste sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, e primo dei numerosi Patrimoni dell’Unesco che visiteremo, ed il Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria. Dopo pranzo si visita il ricchissimo Museo dei Gioielli Nazionali e la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana. Ci si reca poi all’aeroporto domestico per volare a Shiraz, la città delle rose, delle arance, del vino, degli usignoli e soprattutto della poesia. All’arrivo passeggiata serale alla Tomba di Hafez, poeta amatissimo e venerato in tutto il paese, contemporaneo di Dante, ed ai bei giardini circostanti. Cena e pernottamento presso l’Hotel Royal o similare. 3°g.    28/8 Shiraz ed escursione a Persepoli La prima visita è alla moschea di Nassir el Molk, che alla luce del primo mattino impressiona con riflessi di mille colori. Quindi a piedi si visita il centro storico con la Scuola Teologica di Khan, dove con un po’ di fortuna familiarizzeremo con gli studenti, i giardini di Narenjestan con gli aranceti e il bel padiglione adibito a piccolo museo, e l’Arg-e Khan, la cittadella fortezza costruita nel 1750 dallo Shah Karim Khan. Nell’ora più calda godiamo dell’atmosfera e del fresco dell’antico bazar coperto di Vakil, dove effettuare acquisti vari (tappeti, stoffe, foulard, profumi, gioielli, pietre, spezie o altro) negli oltre 200 negozi presenti e di una breve sosta per pranzo, prima di partire alla volta di Persepoli, che dista 60 km da Shiraz, uno dei siti archeologici più belli e spettacolari. Si iniziano le visite nella località di Naqsh-e Rostam, pochi chilometri più lontano, dove si ammirano le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, la Bun Khanak, un tempio del fuoco achemenide, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui romani. Si prosegue per Persepoli, una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide e sede delle celebrazioni rituali, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Attendiamo il tramonto sulla piana di Persepolis, tra le millenarie colonne dei suoi palazzi, prima di rientrare a Shiraz in serata per la cena e il pernottamento. 4°g.    29/8 Shiraz – Pasagardae – Bavanat - Shah Hanzeh Bazm Si parte per le montagne di Zagros, dove vivono i nomadi della tribu Khamseh, una tappa di 250 km che si percorrono in circa 4 ore. Si sosta a metà strada a Pasagardae, antica città della Persia che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide, patrimonio dell’Unesco. Venne fondata da Ciro il Grande di cui resta il solitario monumento funerario. Si riprende la strada e attraversando belle vallate e boschi di noci, dopo un paio d’ore si giunge per pranzo al villaggio di Bavanat e dopo un’altra ora all’ancor più piccolo paese di Shah Hanzeh Bazm. I nomadi Khamseh migrano su queste montagne ogni anno tra i mesi di aprile e settembre, gli alti pascoli per godere del clima più fresco e trovare miglior foraggi per le loro greggi. In Iran vivono oggi circa un milione di nomadi; i Khamseh, che appartengono al ceppo turco, formano un gruppo di cinque piccole tribù con un proprio linguaggio a cui si sono affiancati farsi ed arabo, famose per i lunghi e coloratissimi abiti e i bei gioielli delle donne e per gli alti cappelli degli uomini. Scopriamo il loro stile di vita e si pernotta in una piccola locanda del villaggio, una casa di famiglia. 5°g.    30/8 Shah Hanzeh Bazm - Yazd In tarda mattinata si lascia la tranquillità e la pace dei pascoli montani e si riprende la strada per Yazd, fermandosi dopo 2 ore di strada per una visita di Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e per una sosta per un pranzo o un picnic. Si prosegue attraversando la catena dei monti Zagros fino a Yazd, dove si arriva due ore dopo circa, in tempo utile per visitare le Torri del Silenzio, antichi e maestosi luoghi funerari zoroastriani, situati su due colline solitarie, dove si sale con una breve passeggiata con la bella luce e la temperatura più mite del tramonto. Si cena e si pernotta in un romantico hotel tradizionale in centro città, il Moshir Garden o similare. 6°g.    31/8 Yazd Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si approfitta del fresco della mattina per una passeggiata in centro nelle viuzze dell’antico e affascinante quartiere di Fahadan, con le caratteristiche Torri del Vento, simbolo della città. Si visita la moschea Masjed-e Jameh costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia, la Tomba dei dodici Iman, l’Amir Chakhmaq, con l’originale facciata a tre piani e proprio lì accanto l’interessante Museo dell’Acqua e dei qanat, gli antichi canali sotterranei. Yadz è anche il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia, e dopo pranzo si visita il Tempio del Fuoco, luogo di pellegrinaggio per tutti i seguaci di questa religione (detto anche mazdeismo in onore del dio Ahura Mazda), dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni.  Nel tardo pomeriggio dopo un breve giro nel bazar in una antica cisterna del centro si assiste al tipico spettacolo dello Zurkhaneh, letteralmente ‘casa della forza’, la tradizionale ginnastica fisico spirituale persiana, ritmata da tamburi, da canti mistici sufi religiosi e da brani dei grandi poeti Hafez e Ferdowsi. 7°g.    1/9 Yazd – Meybod - Esfahan Partenza per Esfahan (circa 4 ore di strada); dopo 55 km breve sosta a Meybod per ammirare la cittadella di Narin Qaleh, che risale a 3000 anni fa, il caravanserraglio e la ghiacciaia. Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che durante il XVI  e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, ponti, moschee e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite nel pomeriggio dalla grandiosa piazza Nagsh-e Jahan, o Piazza dell’Iman, una delle più grandi del mondo, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del grande Bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Cena in ristorante tipico e passeggiata serale lungo la magnifica piazza illuminata. Si pernotta presso l’hotel Setaré o similare. 8°g.    2/9 Esfahan Si prosegue la visita della città, oggi è venerdì giorno di festa musulmano, sulla sponda sud del fiume, nell’allegro quartiere armeno cristiano di Jolfa con i suoi caffè, la bella Cattedrale di Vank e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo ci si sposta al Chehlo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza safavide di ricevimento di dignitari e ambasciatori, dove si visita la grande sala con le venti esili colonne, il cui riflesso nella adiacente piscina ne raddoppia la maestosità, e si ammirano i magnifici affreschi interni. Si sosta per sorseggiare un tè negli splendidi e freschi giardini, facenti parte dei nove giardini persiani riconosciuti come Patrimonio dell’Unesco. Si completa la giornata con la visita al tramonto dei tre magnifici ponti di epoca safavide, luogo di incontro e di passeggio dei giovani della città. 9°g.    3/9 Esfahan – Kashan In mattinata ci si reca alla Moschea del Venerdì il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Si visita quindi nei pressi il bellissimo e fresco Hammam-e Ali Gholi, ora museo. Ultimi acquisti nel bazar e dintorni verso l’ora di pranzo, prima di lasciare Esfahan in direzione nord verso Kashan, la città dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore. A Kashan visita in tardo pomeriggio di Khan Tabatabei, una casa tradizionale qajara che fu di un ricco commerciante dell’epoca, con diversi cortili ed ornata con splendidi stucchi, specchi e nicchie affrescate. Si alloggia presso uno dei bellissimi palazzi di epoca qajara recentemente restaurati e adibiti ad hotel, il Mahinestan Raheb o similare. 10°g.    4/9 Kashan - Tehran e volo di rientro Proseguimento della visita della città di Kashan con il bazar, il caravanserraglio Khan Amin al-Dowleh Timche e in tarda mattinata, fuori città, il giardino di Fian, archetipo del giardino persiano e Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi dopo pranzo la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. (Se in funzione degli orari di volo di altra compagnia aerea fosse utile o necessario pernottare a Tehran, Amitaba predisporrà tutti i servizi richiesti, che non sono però inclusi nel prezzo del programma). 11°g.    Lunedì 5 settembre, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Salita al Damavand (5610 mt), vetta mitologica di Zoroastro
Una bella spedizione al più alto vulcano dell’Asia, massima vetta del Medio Oriente
Periodo: 18 giu - 26 giu
La reverenza verso il Damavand deriva forse anche dal grande dislivello che vi è tra la base e la sua sommità, che lo fa stagliare maestoso nel cielo: la differenza è di ben 4667 mt – che per questa considerazione viene classificato 12° al mondo (vedi wikipedia). Vi sono diverse vie utilizzate per raggiungere la cima; abbiamo scelto la più bella ed interessante, e meno battuta, che risale il versante nord est. E’un percorso che gode anche di una maggior presenza di vegetazione e porta ad un maggior contatto con i pastori della regione che in questa stagione portano le loro greggi sui pendii alla base del monte. Non è una salita tecnica, si consiglia solo di portare con se dei ramponi e dei bastoncini per camminare. Giunti a Tehran si prevede di raggiungere subito i monti Alborz salendo il Tiz Kuh (3400), a meridione del Damavand, e di raggiungere quindi il versante nord orientale per la salita alla vetta. Prima del rientro si effettua una visita guidata della città di Tehran.   Campo 3 Campo 3 Campo 3 Organizzazione e nota tecnica A Nandal, campo base e nostro punto di transito, vi è un allestimento con tenda comune dove mangiare e rilassarsi prima della partenza e al ritorno. Al Campo 2 si utilizzano tende tipo North Face a cupola e simili e al Campo 3 tende quadrangolari alte 2 mt allestite con letto, materassi e cuscino; vi è un generatore di corrente e la tenda comune per i pasti. Il cibo ai campi è molto vario e preparato da un cuoco professionista. Il bagaglio viene trasportato ai campi nella parte bassa da un camioncino e fino al Campo 3 dai muli. Le temperature previste minime possono arrivare anche a -5°C al Campo 3; si deve portare pertanto un sacco a pelo adeguato. Per la salita, a parte i bastoncini, può essere utile avere dei ramponi leggeri in caso di condizioni di neve; la quantità di neve varia moltissimo da stagione a stagione, ma molto difficilmente a giugno rende la salita non eseguibile. Il clima previsto è secco, il momento prescelto presenta il miglior insieme medio tra stabilità atmosferica e visibilità panoramica; è però necessario essere ben attrezzati perché la posizione e altezza del monte possono causare cambiamenti del tempo rapidi portando perturbazioni in ogni momento dell’anno. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 18 giugno, volo per Tehran   Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Mahan Air che parte da Milano Malpensa alle 12.00 con arrivo a Tehran alle 19.30. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento al Marlik Hotel per il pernottamento. 2°g.  19/6 Tehran – Polour e Tiz Kuh   Si lascia Tehran seguendo la strada che porta in direzione nord est verso Amol (Haraz) attraverso la catena dei monti Alborz. Si transita dal valico dell’Imam-zadeh Heshem (2750 mt) da dove si ha una stupenda visuale dei monti. Proseguendo si ha una prima visuale del Damavand e si arriva al villaggio di Polour (circa 2 ore e mezza di viaggio) situato a 2300 mt di quota, dove si alloggia presso un rifugio. Obbiettivo di oggi, salire il Tiz Kuh (3400), la cui sommità si raggiunge in circa 4 ore di cammino partendo dal villaggio. Da qui il panorama sui versanti sud occidentali del Damavand è eccezionale, mentre ad ovest si ammira il grande lago di Lar. 3°g.  20/6 Polour – Nandal – Campo 2   Si continua lungo la panoramica strada che porta verso Haraz aggirando la base orientale del Damavand; si lascia la strada principale percorrendo un tratto ad est arrivando nel villaggio di Nandal, alla base del versante settentrionale del monte. Dopo una pausa al villaggio si parte a piedi per il Campo 2, che è situato a 3000 mt di quota, un percorso con una salita graduale che richiede 3 o 4 ore; già da sotto si ha una visuale di tutta linea di salita fino alla vetta. L’attrezzatura viene trasportata fin qui con un camioncino, che giunge fin qui seguendo una mulattiera. In quest’area del monte si incontrano diversi nomadi e pastori che pascolano le greggi di pecore e capre. Volendo si può proseguire a piedi un poco oltre il campo, ma si rientra qui per la notte, in quanto è un campo ben attrezzato e comodo. 4°g.  21/6 Campo 2 – Campo 3   Si sale al Campo 3, posto a 4350 mt, in circa 6 ore. Il bagaglio viene trasportato fin qui dai muli. Riposo e relax per il resto della giornata; si ha a disposizione una tenda comune per mangiare e le tende sono ampie a due posti con letti dotati di materassi e cuscino. 5°g.  22/6 Campo 3 Giornata di acclimatazione. 6°g.  23/6 Campo3, salita alla vetta Si parte prestissimo; la salita richiede da 7 a 8 ore e non è tecnica, è possibile per i più allenati arrivare anche in 6 ore, ma è consigliabile muoversi piano e mantenere il gruppo unito. La visuale dalla cima, a 5610 mt, nei giorni limpidi spazia fino al Mar Caspio a nord ed alla città di Kashan, 250 km a sud. La discesa al campo richiede da 4 a 5 ore. 7°g.  24/6 Campo 3 – Nandal - Tehran    Si torna al Campo 2 in 3 o 4 ore; i muli portano il bagaglio. Al Campo 2 sono in attesa i camioncini che portano i partecipanti fino a Nandal. Ci si rilassa un po’ e quindi si parte per Tehran, che da qui dista circa 150 km, dove si alloggia nel medesimo hotel. 8°g.  25/6 Tehran     La visita di Tehran inizia dalla zona nord della città, che è situata a più di 1600 metri: il palazzo Niyavaran, ex sede della famiglia Pahlavi e ora adibito a museo, e se il tempo sarà buono, la salita sulla Torre Milad (435 mt) per ammirare il panorama. Ci si sposta poi nella parte meridionale e più popolare della città per ammirare il Museo Nazionale, ricco di reperti antichi di Persepoli, e il complesso del Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar. 9°g. Domenica 26 giugno, volo di rientro   Per chi è giunto con Mahan Air il volo parte alle 7.25 con arrivo  Milano Malpensa alle 10.30.
IRAN 2016: Persia Classica e millenaria
Gli splendori di una profonda cultura
Periodo: 22 apr - 1 mag
Il tour comincia con la visita di Tehran, capitale e città più popolata del Paese con circa 12 milioni di abitanti, da dove si raggiunge in volo Shiraz nelle regioni del sud, incontrando qui i partecipanti che hanno seguito il tour nel deserto del Dasht-e Lut . Da Shiraz si segue un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale. Da Shiraz si inizia con le imponenti rovine di Persepoli, la capitale achemenide, e Naqsh-e Rostam, dove si potranno visitare le tombe di quattro imperatori achemenidi. Si continua per l'antico sito di Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro. Si continua verso la mitica Esfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni ad ammirare piazze, moschee, palazzi, giardini, ponti che ne fecero una delle città più belle e apprezzate del mondo, grazie al mecenatismo e all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda era la patria dei Re Magi, e Qom, città santa degli sciiti, con le sue moschee e mausolei.   Donna di Kashan Yadz, torri del silenzio Ragazze iraniane   La stagione è ottima, con un clima secco e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale, più caldo più a sud. I servizi sono di buona qualità, e gli alberghi puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate, autostrade nel tratto tra Esfahan e Tehran. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani.   Esfahan, Lotfollah Esfahan, moschea Imam Shiraz, Narenjestan Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Persepoli Yadz Tombe Achemenidi   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 22 aprile, volo per Tehran Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4* - http://enghelab.pih.ir) per il pernottamento. 2°g. 23/4 Tehran – Shiraz Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite previste sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar e il Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria. Dopo pranzo si visitano il ricchissimo Museo dei Gioielli Nazionali e la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana, e ci si reca all’aeroporto domestico per volare a Shiraz. Si alloggia presso l’Hotel Royal o similare, dove i incontrano la guida italiana e i partecipanti giunti fin qui con il programma Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della seta. 3°g. 24/4 Shiraz ed escursione a Persepoli Si visita Shiraz nella mattina e Persepoli nel pomeriggio. Oltre a godere dell’atmosfera dell’antico bazar coperto di Vakil si visitano i giardini di Narenjestan, la moschea di Nassir el Molk, coi suoi riflessi di mille colori e la Scuola Teologica di Khan. Persepoli, che dista 60 km da Shiraz, è uno dei siti archeologici più belli e spettacolari. Fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui Romani. Si rientra a Shiraz in serata. 4°g. 25/4 Shiraz – Pasagardae - Yazd Si parte per Yazd, una tappa di 440 km che si percorrono in circa 7 ore. Si sosta a Pasagardae, antica città della Persia che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide, patrimonio dell’Unesco. Venne fondata da Ciro il Grande di cui resta il solitario monumento funerario. Ripresa la strada per Yazd visita di Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, dove si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si arriva prima del tramonto per visitare le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani. Si pernotta in un hotel tradizionale, il Moshir Garden o similare. 5°g. 26/4 Yazd Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si visita la moschea costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia, la Tomba dei dodici Iman, l’Amir Chakhmaq, il Museo dell’Acqua e si passeggia per il quartiere vecchio di Fahadan con le caratteristiche Torri del Vento. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia: si visita il Tempio del Fuoco, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni; nei pressi della città ci si reca dopo pranzo ad un antico caravanserraglio e ad una cittadella abbandonata alle propaggini del deserto. Ritorno a Yazd per la cena. 6°g. 27/4 Yazd - Esfahan Partenza per Esfahan (circa 4 ore di strada). Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che durante il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, ponti, moschee e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del Bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Ali Qapu o similare. 7°g. 28/4 Esfahan Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla Moschea ci si sposta al Chehelo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne ornato da stupendi gisrdini, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, e si completa la giornata con la visita dei tre magnifici ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. 8°g. 29/4 Esfahan – Kashan Ci si reca nell’allegro quartiere armeno con i suoi caffè, la bella Cattedrale e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo si lascia Esfahan in direzione nord verso Kashan, la città dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Ameriha, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel. 9°g. Sabato 30 aprile Tehran e volo di rientro In mattinata visita dellacittà di Kashan, con le case tradizionali di epoca qajara, il bazar, il caravanserraglio e il giardino di Fian, uno dei più famosi della Persia, Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. 10°g. Domenica 1 maggio, arrivo a destinazione
IRAN 2016: Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della seta
Estensione, Persia Classica e millenaria
Periodo: 15 apr - 24 apr
Dasht-e Lut e Bam, il deserto della via della seta Da Tehran dopo una breve introduzione storica nei musei della capitale si vola a Yazd, al centro dell’Iran desertico. Da qui si inizia il percorso in pulmino dirigendosi verso Kerman nel profondo sud est dell’Iran, scoprendo caravanserragli, cittadelle e tracce dei passaggi delle carovane che in antichità transitavano da qui per i commerci con l’oriente. Si giunge così nell’affascinante regione del Beluchistan iraniano e del deserto del Dasht-e Lut, quasi del tutto disabitato e noto anche per aver conosciuto le più alte temperature raggiunte sul pianeta Terra: oltre 70 gradi centigradi. Si esplora la regione dapprima verso sud est arrivando fino alle remote cittadelle fortificate realizzate in mattoni di fango di Raien e di Bam, quest’ultima famosa per l’ambientazione del film “Il Deserto dei tartari” e per il terremoto che la devastò. Ci si addentra poi nel deserto più profondo per ammirare gli spettacolari paesaggi formati dalle sabbie e dai kalut, le peculiari formazioni di guglie di argilla, sabbia e sale modellate dai venti, che creano l’illusione di addentrarsi tra città fantasma. Per poter esplorare la regione si utilizza per due notti un campo o una semplice locanda, una sistemazione un poco spartana ma molto bella per chi ama il vero viaggiare e che consente di godere appieno delle bellezze naturali e di disporre del tempo necessario per esplorare le dune e i kalut con anche delle piacevolissime passeggiate. Rientrando verso ovest si torna sulle strade asfaltate e si visita Mahan, con la cupola turchese che si staglia sui colori ocra del deserto, e Kerman, storico punto di transito delle carovane che percorrevano la “Via della Seta” e ricca di vestigia del periodo islamico. Si prosegue da qui per Shiraz, sostando in un interessane sito Patrimonio dell’Unesco: l’antichissima città troglodita di Maymand, risalente a 12.000 anni fa, le cui abitazioni rupestri sono in parte ancora abitate: una di queste sarà la nostra sistemazione per la notte. A Shiraz, dopo una giornata trascorsa tra la vivace folla del ricco bazar del 1700 e la pace dei giardini e degli aranceti, chi non segue l’estensione parte in volo per Tehran e da qui si imbarca sul volo di rientro. Chi prosegue il viaggio si unisce alle persone giunte per seguire il programma Persia Classica e millenaria.   Yadz, torri del silenzio Yadz, tempio Zoroastriano Yadz, tempio Zoroastriano Estensione: Persia Classica e millenaria Partendo da Shiraz si segue un circuito con un pulmino privato che esplora la regione centrale del Paese con i suoi altipiani desertici e riporta fino alla capitale. Da Shiraz si inizia con le imponenti rovine di Persepoli, la capitale achemenide, e Naqsh-e Rostam, dove si potranno visitare le tombe di quattro imperatori achemenidi. Si continua per l'antico sito di Pasagardae, fondata da Ciro il Grande, arrivando a Yadz, la città di paglia e argilla, capitale del culto di Zoroastro. Si continua verso la mitica Esfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni ad ammirare piazze, moschee, palazzi, giardini, ponti che ne fecero una delle città più belle e apprezzate del mondo, grazie al mecenatismo e all’amore per l’arte dello Shah safavide Abbas I. Le ultime due tappe sono Kashan, che secondo la leggenda era la patria dei Re Magi, e Qom, città santa degli sciiti, con le sue moschee e mausolei.   Mahan, Bagh-e Shahzde Mahan Dasht-e Lut, kaluts Nota tecnica La stagione è ottima, con un clima secco continentale e soleggiato di mezza stagione, leggermente più fresco nella capitale (le massime stagionali ad aprile indicano 20°C.) e più caldo nelle città più a sud (a Kerman le massime stagionali ad aprile indicano 28°C.). I servizi sono di buona qualità, e gli alberghi puliti e comodi, anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani. Nelle città gli hotel sono di buona qualità. Per la parte nel deserto ci sono delle soste un poco più avventurose: a Bam l’alloggio è più modesto rispetto agli usuali hote; il caravanserraglio di Zeinoddin offre materassi stesi su tappeti, con bagni comuni puliti; a Shadad si pernotta in un campo attrezzato, dove le temperature notturne previste sono intorno ai 10 gradi; a Maymand si pernotta presso gli abitanti nella città di rupestre. Si consiglia per questa parte di portare con sé un sacco a pelo o quantomeno un sacco lenzuolo. Si viaggia con un pulmino privato su strade ben asfaltate. Un aspetto non secondario sarà il piacere di riscontrare la grande signorilità e civiltà dei persiani, che esprimono una genuina apertura ed interesse verso i visitatori. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato più di 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Persepoli, statue all'ingresso Esfahan, Moschea dell'Imam Dasht-e Lut   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 15 aprile, volo per Tehran Per raggiungere Tehran vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo da noi suggerito per questo programma è della compagnia Alitalia che parte da Roma Fiumicino alle 17.30 con arrivo a Tehran alle 23.30; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghelab (4* - http://enghelab.pih.ir) per il pernottamento. 2°g. 16/4 Tehran – Yazd – Zeinoddin Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite previste sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar e il Museo Nazionale, una indispensabile e ottima introduzione alla storia della Persia millenaria. Dopo pranzo si visitano il ricchissimo Museo dei Gioielli Nazionali e la Torre Azadi, bell’esempio di moderna architettura persiana, e ci si reca all’aeroporto domestico per volare a Yazd. Si parte direttamente dall’aeroporto per l’antica cittadella di Saryazd (60 km) e dopo la visita si raggiunge il Zeinoddin, un antico caravanserraglio adibito a hotel, dove si dorme in vero stile persiano su materassi adagiati su tappeti. 3°g. 17/4 Zeinoddin - Bam In mattinata partenza per Kerman, posta sull’altopiano a 1750 metri nelle regioni del sud est e proseguimento per Bam, la destinazione più remota; si copre una lunga distanza, 470 km, su strade lisce e ben asfaltate, un percorso di circa 6 ore. La strada attraversa la zona desertica di Kerman e del Beluchistan iraniano, con belle montagne ai lati. L’antica cittadella medievale fortificata, teatro del film “Il Deserto dei Tartari” di Zurlini, dopo aver subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003, è stata in gran parte restaurata ed è un sito classificato nel Patrimonio dell’Umanità. Si alloggia presso l’hotel Akhbar Tourist Guest House. 4°g. 18/4 Bam - Raien – Mahan - Kerman Si visita la cittadella di Bam e dopo pranzo si rientra verso Kerman lungo la medesima strada e con una deviazione (25 km) si raggiunge il castello di Raien, ancora ben conservato e immerso in un bel paesaggio. Si sosta poi a Mahan, dove si visita il mausoleo funerario del santo sufi Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV sec., ornato da un bella cupola turchese, e poi il Giardino di Bagh-e Shahzde, costruito in epoca qagiara da un principe che vi risiedeva per le attività di caccia, dove si cena. Arrivo a Kerman dopo 30 km. Pernottamento al Kerman Pars Hotel 5°g. 19/4 Kerman – Shadad (Kalut) Visita del centro della suggestiva cittadina di Kerman, del bel bazaar, del famoso hammam e della moschea del XIV secolo. Kerman nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyidi, selgiuchidi, turche e mongole. Si lascia Kerman in fine mattinata in direzione est per il deserto del Dasht-e Lut (100 km) per visitare i kalut, o castelli di sabbia, letteralmente “strutture formate dal vento”: bizzarre formazioni naturali uniche al mondo, causate dall’erosione eolica e disposte parallelamente le une alle altre, come torri e castelli che formano una città. Lut significa brullo, arido e gli unici insediamenti umani sono nella parte ovest del deserto, vicino alle montagne, dove il terreno è meno salato e piove di più. La zona dei kalut è lunga 120 km e larga 80 km. Si cammina nella zona di Kootoos fin verso il fiume salato. Il paesaggio è spettacolare, soprattutto al tramonto.Top of FormBottom of Form Notte in campo fisso, posizionato a 27 km da Shahdad (il Shahdad Desert Camp) allestito tra i pergolati e dotato di acqua, elettricità, e WC; o in alternativa presso una piccola locanda. 6°g. 20/4 Shadad Giornata dedicata ad esplorare passeggiando le guglie di sabbia e argilla, alte fino a 500 mt; si visita il villaggio di Shafiabad. Vi è la possibilità di organizzare un’escursione in 4x4 a 30 km dal campo, se le condizioni lo favoriscono, per visitare i “nebkas” più grandi del mondo, montagnole di sabbia, argilla, limo e ghiaia tenute insieme da piccoli alberi. Proseguendo oltre ancora si trova Gandon Beryan, dove si registrano le più alte temperature della Terra. 7°g. 21/4 Shadad – Maymand Partenza per Maymand (320 km circa), un villaggio troglodita mesolitico risalente a 12.000 anni fa, Patrimonio dell’Unesco, ancora abitato da qualche centinaio di persone, uno dei più antichi insediamenti umani dell’altopiano iranico. Intorno al villaggio si trovano incisioni rupestri di 10.000 anni e depositi in ceramica che risalgono a quasi 6.000 anni fa. Pernottamento nel villaggio, in una delle grotte abitate che accolgono i turisti. 8°g. 22/4 Maymand – Shiraz Partenza alla mattina presto per Shiraz (450 km, 6 ore circa). Durante il viaggio si possono ammirare quattro differenti tipologie paesaggistiche dell’altopiano iraniano: lacustre, desertico, montano e pianeggiante. Arrivo a Shiraz al tramonto; si alloggia presso l’Hotel Royal o similare. Per chi rientra 9°g. 23/4 Shiraz – Tehran e volo di rientro Visita in città, acquisti nel bazar e passeggiate nei famosi giardini di Shiraz. Ci si dirige all’aeroporto di Shirazdove ci si imbarca su un volo domestico (orario da confermare) per Tehran, dove si viene accolti da corripondente di Amitaba e ci si reca all’aeroporto internazionale per il volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. 10°g. Domenica 24 aprile, arrivo a destinazione Per chi prosegue con il programma “Persia Classica e millenaria” 9°g. 23/4 Shiraz Visita della città, acquisti nel bazar e passeggiate nei famosi giardini di Shiraz. In serata si viene raggiunti in hotel dalle persone che seguono solo questa parte del viaggio 10°g. 24/4 Shiraz ed escursione a Persepoli Si visita Shiraz nella mattina e Persepoli nel pomeriggio. Oltre a godere dell’atmosfera dell’antico bazar coperto di Vakil si visitano i giardini di Narenjestan, la moschea di Nassir el Molk, coi suoi riflessi di mille colori e la Scuola Teologica di Khan. Persepoli, che dista 60 km da Shiraz, è uno dei siti archeologici più belli e spettacolari. Fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide ed era la sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era nella città di Susa. Persepoli, edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e il IV secolo a.C.; tra le sue numerose strutture architettoniche colpiscono maggiormente l’Apadana, famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si vedono le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra cui Dario il Grande e Serse, e alcuni bassorilievi di epoca sassanide rappresentanti la vittoria sui Romani. Si rientra a Shiraz in serata. 11°g. 25/4 Shiraz – Pasagardae - Yazd Si parte per Yazd, una tappa di 440 km che si percorrono in circa 7 ore. Si sosta a Pasagardae, antica città della Persia che fu la prima capitale dell’Impero Achemenide, patrimonio dell’Unesco. Venne fondata da Ciro il Grande di cui resta il solitario monumento funerario. Ripresa la strada per Yazd visita di Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, dove si sosta per pranzo o per un picnic. Si prosegue per Yazd dove si arriva prima del tramonto per visitare le Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani. Si pernotta in un hotel tradizionale, il Moshir Garden o similare. 12°g. 26/4 Yazd Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si visita la moschea costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato dai due minareti più alti della Persia, la Tomba dei dodici Iman, l’Amir Chakhmaq, il Museo dell’Acqua e si passeggia per il quartiere vecchio di Fahadan con le caratteristiche Torri del Vento. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia: si visita il Tempio del Fuoco, dove la fiamma arde ininterrottamente da oltre 1500 anni; nei pressi della città ci si reca dopo pranzo ad un antico caravanserraglio e ad una cittadella abbandonata alle propaggini del deserto. Ritorno a Yazd per la cena. 13°g. 27/4 Yazd - Esfahan Partenza per Esfahan (circa 4 ore di strada). Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, dove i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere a ragione il “capolavoro” dell’Iran. Fu lo Shah della dinastia safavide Abbas I che durante il XVI e XVII secolo ordinò la costruzione di palazzi, ponti, moschee e giardini con il desiderio che diventasse la città più bella d’Oriente. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del Bazar, a est la moschea Lotfollah, una delle rarissime senza minareti, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea dell’Imam. Si pernotta presso l’hotel Ali Qapu o similare. 14°g. 28/4 Esfahan Si prosegue con la visita alla Moschea del Venerdì il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla Moschea ci si sposta al Chehelo Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne ornato da stupendi gisrdini, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, e si completa la giornata con la visita dei tre magnifici ponti di epoca safavide. Nel pomeriggio tempo libero per visitare il bazar e fare acquisti. 15°g. 29/4 Esfahan – Kashan Ci si reca nell’allegro quartiere armeno con i suoi caffè, la bella Cattedrale e l’interessante complesso museale; ci si reca quindi a vedere un’antica torre piccionaia, esempio di castello per piccioni utilizzato per la raccolta del loro guano a scopi fertilizzanti. Dopo pranzo si lascia Esfahan in direzione nord verso Kashan, la città dell’acqua di rose e dei Re Magi. La tappa è di 220 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Ameriha, un bellissimo palazzo qajaro recentemente restaurato e adibito ad hotel. 16°g. Sabato 30 aprile Tehran e volo di rientro In mattinata visita della città di Kashan, con le case tradizionali di epoca qajara, il bazar, il caravanserraglio e il giardino di Fian, uno dei più famosi della Persia, Patrimonio dell’Unesco. Si riprende poi la strada principale che procede verso nord; ci si ferma, ultima tappa di questo magnifico percorso, a Qom (110 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si visitano il mausoleo della sorella dell’Imam e la grande moschea. Da Qom si raggiunge direttamente l’aeroporto internazionale, 100 km circa sempre in direzione nord, per imbarcarsi sul volo di rientro; Alitalia parte in tarda serata. 17°g. Domenica 1 maggio, arrivo a destinazione
IRAN 2015: Persia classica e millenaria; est. nel deserto di Dasht-e Kavir
Una stupenda immersione nella storia e nella vastità del deserto
Periodo: 2 ott - 11 ott
Il programma prevede la visita completa dei siti storici principali e un’estensione nel cuore del deserto. Si inizia con la visita di Tehran, capitale e città più popolata situata nel nord dell’Iran, da dove con un pulmino privato si segue un percorso che porta fino alle regioni più meridionali incontrando la bella cittadina di Kashan e la mitica Esfahan, conosciuta come "l'Altra metà del mondo", dove si sosta due giorni. Si prosegue per l'antico sito di Pasagardae e si arriva fino a Shiraz, città delle rose e dei poeti, con le splendide rovine di Persepoli. Da Shiraz si continua verso est per Yadz, capitale del culto di Zoroastro, e da qui si può rientrare a Tehran con un volo interno. Per chi segue l’estensione, oltre Yadz si incontra la cittadella del deserto di Meybod e ci si addentra nel vasto Dasht-e Kavir, giungendo fino alle distese salate delle aree più interne di questo impressionante deserto. Dall’oasi di Garmeh attraversando le dune si arriva ad Anarak e lasciato il deserto si arriva al villaggio di Abyaneh, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco posto tra i monti Karkas; tornando a nord fino a Tehran si visita la città santa di Qom.   Shiraz Esfahan Tombe Achemenidi   La stagione è ottima, con un clima secco e soleggiato di mezza stagione, più fresco nella capitale, più caldo nelle città più a sud. Per i trasporti terrestri si usano comodi pulmini privati e le strade sono di buona qualità, con superstrade tra Tehran e Shiraz. Gli hotel utilizzati sono 4 stelle, puliti e di buona qualità, alcuni sono veri e propri gioielli tradizionali. Per l’estensione i pernottamenti sono più spartani, in piccole locande o caravanserragli, dove spesso si dorme su materassi adagiati su un pavimento di tappeti. La cucina locale è varia e gustosa e adatta anche ai vegetariani. Alcune note sulla Persia La Persia (oggi Iran) è un paese affascinante, vasto e ricco di storia, impreziosito da una natura bella e varia. Occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran dove le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse dinastie che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia con a capo lo Shah come regime sociale resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Yadz, Torri del Silenzio Shiraz, Vakil bazar Kashan, hammam A. Ahmad   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 2 ottobre, volo per Tehran   All'arrivo a Tehran trasferimento in città e sistemazione presso l’hotel Enghelab. 2°g.  3/10 Tehran - Kashan   Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. Le visite previste sono il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar, il Museo Archeologico Nazionale, il ricchissimo Museo dei Gioielli e il Museo del Vetro e della Ceramica. Verso metà pomeriggio si parte in direzione sud per Kashan, un percorso autostradale di 250 km; si pernotta presso l’hotel Mahin Saraye Rahe. 3°g.  4/10 Kashan – Esfahan   Visita di Kashan, residenza favorita dello Shah Abbas I che chiese in punto di morte di esservi sepolto. Kashan è famosa per le case dei ricchi commercianti ed i curatissimi giardini, per le ceramiche, la seta e l’acqua di rose. Visita della Casa di Brujerdi, del giardino di Fiane, che è uno dei più famosi della Persia, e del ricco bazar. Quindi nei pressi della città sulle collinette di Sialk si visita un importante sito preistorico, dove sono stati rinvenuti reperti che risalgono a circa 8000 anni fa. Si parte nel pomeriggio in direzione sud per Esfahan, che dista 200 km di autostrada, dove si alloggia presso l’hotel Sheykh Bahaei. 4°g.  5/10 Esfahan   Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, per secoli crocevia di commerci, mercanti e artigiani, che lascia senza fiato per la bellezza dei monumenti. Il periodo di maggior splendore è stato durante il regno di Abbas I (1587-1629), sovrano safavide che fece costruire moschee, palazzi e dimore di pregevole fattura trasformando Isfahan in un centro artistico e culturale di prima grandezza. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza Nagshe Jahan, conosciuta come piazza dell’Imam, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici del XVII secolo che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del Qaysariyyeh Bazar, a est la moschea  Lotfallah, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea Shah. Nel pomeriggio si esplora il bazar, dove tra le varie attività artigianali una delle più interessanti è la lavorazione delle miniature. Proseguimento al palazzo safavide Hasht-Behesht (gli otto paradisi), e allo storico ponte e rito del tè al tramonto. 5°g.  6/10 Esfahan   Si proseguono le visite; ci si reca al Chelo Sotun, conosciuto come il Palazzo delle quaranta colonne, che fu una residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, e alla Moschea del Venerdì con l’antico e vasto complesso architetturale. Si prosegue con la visita del quartiere armeno, della cattedrale di Vank con il suo complesso museale e di un’antica torre piccionaia. Aperitivo nel giardino con fontane e ponticelli dell’hotel Abbasi, ex caravanserraglio. 6°g.  7/10 Esfahan – Pasargadae – Shiraz   Partenza per Shiraz, un percorso di 480 km lungo un’ottima strada; si sosta a Izad Khast per la visita di un caravanserraglio e un’antica cittadella abbandonati. Prossima tappa, Pasagardae: patrimonio dell’Unesco, venne fondata da Ciro il Grande, di cui resta il monumento funerario, e fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Si prosegue per Shiraz (mancano da qui 135 km, circa un’ora e mezza), dove si alloggia in un hotel a 4 stelle. Shiraz, situata in una valle fertile a 1.525 metri ai piedi del monte Allahakbar, fu una delle più importanti città del mondo Islamico medievale ed anche capitale del paese nel XVIII secolo, ed è tutt’ora considerata la capitale della cultura e della poesia. Si alloggia presso l’hotel Elyze. 7°g.  8/10 Shiraz: escursione a Persepoli   Ci si reca a Persepoli, che dista 60 km da Shiraz. È uno dei siti archeologici più belli e spettacolari, fu una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, utilizzata come sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era ubicato dove ora è la città di Susa. Persepoli era edificata su una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht; fu fondata da Dario I nel 518 a.C., completata dai suoi successori e distrutta poi secondo la leggenda da Alessandro Magno.Tra le sue  numerose strutture architettoniche si potrà visitare l’Apadana, luogo famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si prosegue per la località di Nagash-e Rostam, dove si vedono le imponenti tombe di quattro imperatori achemenidi, tra Dario il Grande e Serse, ricavate intagliando le pareti rocciose dei monti. Rientrati a Shiraz si visita la città, nota per i giardini e per la mitezza del clima, patria d'illustri poeti quali Saadi e Hafez; possiede importanti monumenti come il complesso di Vakil, la Moschea del Venerdì, la fortezza di Karim Khan e il mausoleo di Hafez. Da non perdere il bazar di Vakil, che risale al XVIII secolo. 8°g.  9/10 Shiraz – Yadz   Partenza per Yazd, lungo un percorso che fu descritto da Marco Polo; dista 450 km, un viaggio di circa sette ore. Yadz, situata nel deserto, fu un importante centro carovaniero medioevale, accolse per secoli mercanti e viaggiatori e divenne una roccaforte dei seguaci del culto di Zoroastro; vi risiede ancora oggi la piccola comunità zoroastriana persiana. Nei pressi della città al tramonto ci si reca alle Torri del Silenzio, gli antichi luoghi funerari zoroastriani. Si alloggia presso l’hotel Moshir Garden. Per chi rientra 9°g.  10/10 Yadz - Tehran Visita dei monumenti più significativi della città di Yazd: la moschea Jamé, costruita nel XIV con i due tipici minareti, il giardino di Dolat Abad, le tombe dei dodici Imam, la prigione di Alessandro Magno; si passeggia nel quartiere di Fahadan, caratterizzato dalle particolari torri di areazione ‘badgir’. Si completa il tour con la visita al Tempio del Fuoco zoroastriano, dove la fiamma arde da oltre 1500 anni.  Ci si reca quindi all’aeroporto per imbarcarsi sul volo per Tehran . Si atterra all’aeroporto Mehrabad, da dove ci si trasferisce all’aeroporto internazionale Khomeini con breve sosta lungo la strada alla Tour Shayad, bell’esempio di architettura moderna, per il volo di rientro. 10°g.  Domenica 11 ottobre, arrivo a destinazione     Meybod, Narin Qaleh Dune a Mesr Abyaneh Per chi prosegue 9°g.  10/10 Yadz   Si segue il programma comune previsto per oggi fino al Tempio del Fuoco; si salutano i compagni di viaggio che rientrano e ci si reca presso un’antica cisterna nel centro di Yazd per partecipare ad uno spettacolo di ‘Zurkaneh’. La traduzione letterale è ‘casa della forza’ ed è la ‘palestra’ dove si pratica l’attività sportiva tradizionale iraniana, un insieme di allenamento fisico e purificazione spirituale, ritmato dal tamburo e dai canti tramandati dal poeta mistico Hafez. 10°g. 11/10  Yadz – Meybod – Zenoiddin Ci si reca alla cittadella di Narin Qaleh a Meybod, che risale a 3000 anni fa, situata nelle vicinanze di Yazd; è piuttosto simile a Bam, e fortunatamente non ha subito i danni del terremoto che distrusse quest’ultima. Si prosegue per Zenoiddin, dove si pernotta nel deserto in un affascinante caravanserraglio. 11°g.  12/10  Zenoiddin – Kharanaq – Garmeh Partenza per il deserto del Dasht-e Kavir, il più grande dell’Iran; prima tappa l’oasi di Kharanaq. Oltre, si prosegue attraverso un susseguirsi di montagne colorate fino a raggiungere Garmeh. Quest’oasi, piccola e silenziosa, è alimentata da una sorgente d'acqua che permette la crescita di ben venticinque diversi tipi di palme da dattero. Si alloggia in una casa tradizionale del villaggio, con camere gradevoli e pulite dai pavimenti coperti con tappeti persiani su cui vengono sistemati materassi e coperte; i bagni sono comuni ma ben funzionanti e vengono forniti gli asciugamani. Alla sera si assiste alle improvvisazioni musicali dei proprietari eseguite con strumenti tipici persiani. 12°g.  13/10 Garmeh, escursione a Mesr e Farahzad   Ci si immerge nel deserto profondo verso nord est con un’escursione di circa 200 km, arrivando al lago salato al cuore del Dasht-e Kavir. Nei pressi di Farahzad si passeggia tra le dune con i dromedari e si visitano il villaggetto di Mesr e altri piccoli paesi come Arusan Kure-gaz e Amir Abad. Si rientra a Garmeh per la notte. 13°g.  14/10 Garmeh – Anarak   Si continua il percorso nel deserto, ora in direzione ovest per circa 200 km, incontrando diverse aree di dune e giungendo in tre ore circa ad Anarak, un villaggio con una bella fortificazione e un’architettura tradizionale che definiremmo oggi bio-climatica: le case sono costruite con terra, paglia e legno cotti al sole. Pernottamento in un tipico caravanserraglio, il Robat Anarak. 14°g.  15/10 Anarak – Abyaneh   Partenza per Abyaneh, che dista 260 km verso ovest. Sul percorso si visitano le antiche città di Zavareh, Ardestan e Nain, famosa per i tappeti, dove si trova la moschea Jame che risale all’VIII secolo e fu tra le prime quattro ad essere costruite in Persia. Si prosegue per Abyaneh, che da qui dista ormai solo 40 km, dove si sosta per la notte. 15°g.  16/10 Abyaneh – Qom – Tehran   Abyaneh, eletto a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, è un antico villaggio zoroastriano sui pendii dei monti Karkas che visse un periodo di splendore durante la dinastia safavide. I costumi tradizionali delle donne sono molto colorati e le case edificate con mattoni crudi ottenuti da un impasto di acqua, argilla e paglia che hanno un particolare colore ocra, dato dalla terra utilizzata che qui è ricca di ossidi di ferro. Finite le visite si esce dalla vallata raggiungendo la strada principale; si transita dalla città di Kashan e proseguendo verso nord ci si ferma a Qom (114 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si proverà a visitare la grande moschea; non è assicurato potervi entrare, le regole d’accesso per gli stranieri variano molto. Da Qom si raggiunge Tehran, 150 km sempre in direzione nord, dove si cena e ci si trasferisce in tarda serata all’aeroporto internazionale Khomeini per il volo di rientro. 16°g.  Sabato 17/10, arrivo a destinazione  
IRAN 2015: Conoscere la Persia
Gli splendori di una profonda cultura
Periodo: 4 apr - 18 apr
Raiin Kerman, bazar Mahan, ragazze   I servizi sono di buona qualità, il cibo buono e gli alberghi puliti e comodi anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate. Un aspetto non secondario sarà il piacere di riscontrare la grande signorilità e civiltà dei persiani, che esprimono una genuina apertura ed interesse verso i visitatori Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Yadz Shiraz, hammam Kashan     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 4 aprile, volo per Tehran Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento e trasferimento all’Hotel Enghlab o simile. 2°g.  5/4 Tehran - Kerman   Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. La città è divisa da nord a sud dalla Valiasr Ave, lunga ben20 km. Le visite previste sono il museo di Saad Abad, il bazar di Tajrish, che è il più antico del’Iran, il Museo Nazionale, il ricchissimo Museo dei gioielli e il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar. Nel tardo pomeriggio ci si trasferisce all’aeroporto per volare a Kerman, posta sull’altopiano a1750 metri nelle remote regioni del sud est; all’arrivo trasferimento presso l’hotel Kerman Pars (5*). Kerman nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole; è molto interessante il bazar. 3°g.  6/4 Kerman, esc. a Bam, Raien e Mahan    Si lascia Kerman di prima mattina in direzione sud est per raggiungere la cittadina di Bam, che dista190 km a sud est, circa 2 ore e mezza. L’antica cittadella, che aveva subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003, è stata in gran parte restaurata. Si rientra verso Kerman lungo la medesima strada e con una deviazione (25 km) si raggiunge il castello della cittadina di Raien; rientrati sulla strada principale prima di arrivare in città si sosta a Mahan, situata circa30 km da Kerman. Qui si trova una stupenda moschea e nei pressi della cittadina un palazzo Qajar. 4°g.  7/4 Kerman – Yadz Si trascorre la mattina a Kerman visitando i qanat e il bazar, e ci si reca al museo di Hamam Ganj Ali Khan. Si parte quindi per Yadz, che dista360 km, un percorso di circa 4 ore; la strada attraversa i campi di pistacchio e lungo il percorso si visita Zenoidl Din, un tipico caravanserraglio. Si alloggia in un hotel tipico. Si alloggia presso l’hotel Dad. 5°g.  8/4 Yadz    Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si visita la moschea costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato da due minareti,la Tomba dei dodici Iman, l’Amir Chakhmaq e il quartiere vecchio di Fahadan. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia, si vedrà il Tempio del Fuoco dove la fiamma arde da oltre 1500 anni; nei pressi della città ci si reca alle Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani. 6°g.  9/4 Yadz – Pasagardae - Shiraz    Il percorso si dirige verso Shiraz che si raggiungerà nel pomeriggio, una tappa di440 km che si percorrono in circa 7 ore. Sul percorso si sosta a Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e a Pasagardae (320 km, circa 4 ore e mezza). Questa antica città della Persia, patrimonio dell’Unesco, venne fondata da Ciro il Grande, di cui resta il monumento funerario, e fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Si prosegue per Shiraz (135 km, circa un’ora e mezza); si alloggia presso l’hotel Pars International. Shiraz fu una delle più importanti città del mondo Islamico medievale e capitale del paese nel 18° secolo. 7°g.  10/4 Shiraz: escursione a Persepoli   La giornata sarà dedicata alla visita di Persepoli, che dista 60 km da Shiraz. È uno dei siti archeologici più belli e spettacolari, una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era in quella che ora è la città di Susa. Persepoli era edificata in una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e i IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche si potrà visitare l’Apadana, luogo famoso per i meravigliosi rilievi su pietra,la Porta delle Nazioni,la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si potranno visitare le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra Dario il Grande e Serse. Si rientra a Shiraz in serata. 8°g.  11/4 Shiraz    Giornata dedicata alla visita della città. Oltre a godere dell’atmosfera dell’antico bazar coperto di Vakil si visitano i giardini di Eram e Narenjestan, le moschee di Atiq e Nassirolmolk,la Porta Coranica,la Scuola Teologica di Khan e i mausolei dei poeti Hafez e Sadi; alla sera ci si reca al mausoleo di Aliebnehamze famoso per le decorazioni eseguite con gli specchi. 9°g.  12/4 Shiraz – Yasuj Si lascia Shiraz in direzione nord ovest per il sito archeologico di Bishabur, circa 2 ore di viaggio (130 km), dove si trovano interessanti bassorilievi della dinastia Sasanide, ultima dinastia indigena prima del dominio islamico. Si prosegue per Yasuj, che da qui dista circa 2 ore (140 km): una cittadina di circa 100.000 abitanti costruita nei pressi di un fiume a 2000 mt di quota sui monti Zagros. Sistemazione presso l’Hotel Azadi (4*). 10°g. 13/4 Yasuj - Esfahan    Si visitano le cascate nei pressi della cittadina che si lascia quindi in direzione nord per Shahrekord, nella regione dei nomadi Bactriani, che dista 270 km (circa 4 ore) attraverso scenari naturali montani particolarmente belli. Si prosegue quindi per Esfahan, che dista circa 100 km, un tratto di circa un’ora e mezza. Si alloggia presso l’hotel Kowsar. 11°g. 14/4 Esfahan   Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere il “capolavoro” dell’Iran. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici del XVII secolo che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del Qaysariyyeh Bazar, a est la moschea Lotfollah, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea Shah. Nel pomeriggio si esplora il bazar, dove una della attività artigianali più interessanti è la lavorazione della miniature. 12°g. 15/4 Esfahan    Nella giornata di oggi ci si reca alla Cattedrale Armena e al suo complesso museale.  Si proseguirà con la visita alla Moschea del Venerdì il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla Moschea ci si sposta al Chehel Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, e si completa la giornata con la visita del ponte. Dopo queste intense giornate, ci si rilasserà in una casa del tè tradizionale. 13°g. 16/4 Esfahan – Natanz - Abyaneh    Si lascia Esfahan in direzione nord per Natanz, che dista crica 140 km, un tragitto di meno di due ore; a Natanz si visitano la vecchia moschea e il bazar. Si prosegue per Abyaneh (40 km) e si esplora questo antico villaggio posto sui pendii dei monti Karkas che visse il suo periodo di splendore durante la dinastia safavide. La tappa è di 170 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Abyaneh. 14°g. 17/4 Abyaneh – Kashan - Tehran    Si lasciano i monti Karkas raggiungendo la strada principale che procede verso nord per Tehran; dopo circa 80 km si arriva nella città di Kashan, dove si visita il  giardino di Fiane, uno dei più famosi della Persia. Nei pressi della città sulle collinette di Sialk si visita un importante sito preistorico dove sono stati rinvenuti reperti che risalgono a circa 8000 anni fa. Proseguendo verso nord ci si ferma a Qom (114 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si vedono il museo coranico e la grande moschea; non è assicurato potervi entrare, le regole d’accesso per gli stranieri variano molto. Da Qom si raggiunge Tehran, 150 km sempre in direzione nord, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 15°g. Sabato 18 aprile, volo di rientro   
IRAN 2014: Conoscere la Persia
Periodo: 25 ott - 8 nov
Yadz, torri del silenzio Yadz, torre del silenzio Tombe Achemenidi   L’itinerario inizia dalla visita di Tehran, capitale e città più popolata con circa 12 milioni di abitanti, raggiungendo poi in serata in volo Kerman, il punto più lontano del percorso, nella regione sud orientale, da dove si segue un circuito con un pulmino privato che riporta a Tehran. Visitata Kerman e l’area circostante, con Bam, Raiin e Mahan, si esplora la regione centrale del paese iniziando da Yadz e proseguendo con Pasagardae, Shiraz e Persepoli. Da Shiraz si procede sempre verso nord per Bishabur, Yasuj e Shahrekord fino alla mitica Esfahan, dove si sosta due giorni. Prossima tappa, Natanz e l’antico villaggio di Abyaneh, quindi Kashan e  la città santa di Qom. I servizi sono di buona qualità, il cibo buono e gli alberghi puliti e comodi anche se la loro classificazione non corrisponde a quella di standard europeo; si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate. Il periodo prescelto offre un buon clima, a nord non è ancora troppo freddo e nelle regioni più desertiche il caldo è moderato; gran parte delle regioni che si visitano sono aride e la probabilità di piogge è bassa. A Tehran, il punto più a nord dell’itinerario, tra fine ottobre e inizio novembre la temperatura minima media è di circa 8°C e la massima di 20°C e si ha una media di tre giorni di pioggia in un mese. Alcune note sulla Persia La Persia occupa un vasto spazio geografico tra il Mar Caspio e il Golfo Persico, caratterizzato da una grande varietà climatica ed ambientale: una posizione fisica che ne ha favorito il ruolo di ponte tra le civiltà mediterranee e mesopotamiche con il mondo d’oriente, favorendo lo sviluppo di importanti movimenti religiosi e filosofici che hanno influenzato fortemente l’antica Grecia ed il nostro mondo occidentale. L’eco degli insegnamenti di Zoroastro e l’antica lingua persiana, il cui alfabeto è molto vicino al sanscrito, hanno tracciato molti dei nostri archetipi culturali; e, nei secoli più vicini, i santi sufi persiani sono stati fonte d’ispirazione per il misticismo islamico. La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un unico regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione musulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica.   Kerman Esfahan, il bazar Abyaneh   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 25 ottobre, volo per Tehran Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’Hotel Enghlab (4*). 2°g.  26/10 Tehran - Kerman   Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale a partire dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. La città è divisa da nord a sud dalla Valiasr Ave, lunga ben 20 km. Le visite previste sono il museo di Saad Abad, il bazar di Tajrish, che è il più antico del’Iran, il Museo Nazionale, il ricchissimo Museo dei gioielli e il Palazzo del Golestan, residenza storica della dinastia reale dei Qajar. Nel tardo pomeriggio ci si trasferisce all’aeroporto per volare a Kerman, posta sull’altopiano a 1750 metri nelle remote regioni del sud est; all’arrivo trasferimento presso l’hotel Kerman Pars (5*). Kerman nella storia è stata un’importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia, governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole; è molto interessante il bazar. 3°g.  27/10 Kerman, esc. a Bam, Raien e Mahan    Si lascia Kerman di prima mattina in direzione sud est per raggiungere la cittadina di Bam, che dista 190 km a sud est, circa 2 ore e mezza. L’antica cittadella, che aveva subito gravissime distruzioni col terremoto del 2003, è stata in gran parte restaurata. Si rientra verso Kerman lungo la medesima strada e con una deviazione (25 km) si raggiunge il castello della cittadina di Raien; rientrati sulla strada principale prima di arrivare in città si sosta a Mahan, situata circa 30 km da Kerman. Qui si trova una stupenda moschea e nei pressi della cittadina un palazzo Qajar. 4°g.  28/10 Kerman – Yadz Si trascorre la mattina a Kerman visitando i qanat e il bazar, e ci si reca al museo di Hamam Ganj Ali Khan. Si parte quindi per Yadz, che dista 360 km, un percorso di circa 4 ore; la strada attraversa i campi di pistacchio e lungo il percorso si visita Zenoid Din, un tipico caravanserraglio. Si alloggia presso l’hotel Dad (4*). 5°g.  29/10 Yadz    Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si visita la moschea costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato da due minareti, la Tomba dei dodici Iman, l’Amir Chakhmaq e il quartiere vecchio di Fahadan. Yadz è il centro della piccola comunità zoroastriana della Persia, si vedrà il Tempio del Fuoco dove la fiamma arde da oltre 1500 anni; nei pressi della città ci si reca alle Torri del Silenzio, antichi luoghi funerari zoroastriani. 6°g. 30/10 Yadz – Pasagardae - Shiraz    Il percorso si dirige verso Shiraz che si raggiungerà nel pomeriggio, una tappa di 440 km che si percorrono in circa 7 ore. Sul percorso si sosta a Abar Kuh, dove si trova un cipresso di ben 4000 anni, e a Pasagardae (320 km, circa 4 ore e mezza). Questa antica città della Persia, patrimonio dell’Unesco, venne fondata da Ciro il Grande, di cui resta il monumento funerario, e fu la prima capitale dell’Impero Achemenide. Si prosegue per Shiraz (135 km, circa un’ora e mezza); si alloggia presso l’hotel Pars International. Shiraz fu una delle più importanti città del mondo Islamico medievale e capitale del paese nel 18° secolo. 7°g.  31/10 Shiraz: escursione a Persepoli   La giornata sarà dedicata alla visita di Persepoli, che dista 60 km da Shiraz. E’ uno dei siti archeologici più belli e spettacolari, una delle antiche capitali dell’Impero Achemenide, sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era in quella che ora è la città di Susa. Persepoli era edificata in una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e i IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche si potrà visitare l’Apadana, luogo famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di Naqsh-e Rostam, dove si potranno visitare le tombe di quattro imperatori achemenidi, tra Dario il Grande e Serse. Si rientra a Shiraz in serata. 8°g.  1/11 Shiraz    Giornata dedicata alla visita della città. Oltre a godere dell’atmosfera dell’antico bazar coperto di Vakil si visitano i giardini di Eram e Narenjestan, le moschee di Atiq e Nassirolmolk, la Porta Coranica, la Scuola Teologica di Khan e i mausolei dei poeti Hafez e Sadi; alla sera ci si reca al mausoleo di Aliebnehamze famoso per le decorazioni eseguite con gli specchi. 9°g.  2/11 Shiraz – Yasuj Si lascia Shiraz in direzione nord ovest per il sito archeologico di Bishabur, circa 2 ore di viaggio (130 km), dove si trovano interessanti bassorilievi della dinastia Sasanide, ultima dinastia indigena prima del dominio islamico. Si prosegue per Yasuj, che da qui dista circa 2 ore (140 km): una cittadina di circa 100.000 abitanti costruita nei pressi di un fiume a 2000 mt di quota sui monti Zagros. Sistemazione presso l’Hotel Azadi (4*). 10°g. 3/11 Yasuj - Esfahan    Si visitano le cascate nei pressi della cittadina che si lascia quindi in direzione nord per Shahrekord, nella regione dei nomadi Bactriani, che dista 270 km (circa 4 ore) attraverso scenari naturali montani particolarmente belli. Si prosegue quindi per Esfahan, che dista circa 100 km, un tratto di circa un’ora e mezza; si alloggia presso l’hotel Abbasi (5*), che fu ricavato da un antico caravanserraglio. 11°g.  4/11 Esfahan   Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle moschee che si affacciano sulla piazza centrale la fanno ritenere il “capolavoro” dell’Iran. Si iniziano le visite dalla grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici del XVII secolo che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del Qaysariyyeh Bazar, a est la moschea  Lotfallah, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea Shah. Nel pomeriggio si esplora il bazar, dove una della attività artigianali più interessanti è la lavorazione della miniature. 12°g.  5/11 Esfahan    Nella giornata di oggi ci si reca alla Cattedrale Armena e al suo complesso museale.  Si proseguirà con la visita alla Moschea del Venerdì il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla Moschea ci si sposta al Chehel Sotoun, il Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, e si completa la giornata con la visita del ponte. Dopo queste intense giornate, ci si rilasserà in una casa del tè tradizionale. 13°g.  6/11 Esfahan – Natanz - Abyaneh    Si lascia Esfahan in direzione nord per Natanz, che dista crica 140 km, un tragitto di meno di due ore; a Natanz si visitano la vecchia moschea e il bazar. Si prosegue per Abyaneh (40 km) e si esplora questo antico villaggio posto sui pendii dei monti Karkas che visse il suo periodo di splendore durante la dinastia safavide. La tappa è di 170 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’hotel Abyaneh. 14°g.  7/11 Abyaneh – Kashan - Tehran    Si lasciano i monti Karkas raggiungendo la strada principale che procede verso nord per Tehran; dopo circa 80 km si arriva nella città di Kashan, dove si visita il  giardino di Fiane, uno dei più famosi della Persia. Nei pressi della città sulle collinette di Sialk si visita un importante sito preistorico dove sono stati rinvenuti reperti che risalgono a circa 8000 anni fa. Proseguendo verso nord ci si ferma a Qom (114 km), una delle città sante per i musulmani sciiti, dove si vedono il museo coranico e la grande moschea; non è assicurato potervi entrare, le regole d’accesso per gli stranieri variano molto. Da Qom si raggiunge Tehran, 150 km sempre in direzione nord, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 15°g.  Sabato 8 novembre, volo di rientro   
IRAN 2009: Conoscere la Persia
Periodo: 11 apr - 25 apr
La Persia è stata testimone di un affascinante percorso storico durato 4000 anni, che ha visto nascere potenti imperi ed ha lasciato un’eredità archeologica tra le più impressionanti al mondo. Fu nel 625 a.C. che i Medi unificarono in un regno la regione che corrisponde all’attuale Iran, e le dinastie Achemenide, Parsi e Sasanide vi si succedettero per circa 1000 anni. Dopo l’avvento dell’Islam e l’invasione araba dal 1501 si succedettero diverse  dinastie, che promossero la religione mussulmana sciita a religione dell’Impero, e la monarchia, con a capo l’imperatore, o Shah, come regime sociale che resse fino al 1979 con la dinastia Pahlavi, quando il paese è diventato una Repubblica Islamica. Il programma che abbiamo preparato si propone di avvicinare questo fantastico paese, toccandone i siti più interessanti pur non potendo vedere “tutto” in 15 giorni, ma sicuramente ci si potrà fare un’idea abbastanza completa sostando un tempo sufficiente nelle località più affascinanti: a Kerman, Yadz, Persepoli, Shiraz ed Esfahan. Un aspetto non secondario sarà il piacere di riscontrare la grande signorilità e civiltà di questo popolo, che esprime una genuina apertura ed interesse verso i visitatori. I servizi sono di buona qualità, il cibo buono e gli alberghi puliti; si viaggia comodi con un pulmino privato e le strade sono asfaltate e ben tracciate. L’itinerario inizia dalla visita di Tehran, capitale del paese e la città più popolata con circa 12 milioni di abitanti, raggiungendo poi in serata in volo Kerman, il punto più lontano nella regione sud orientale. Visitata Kerman e l’area circostante si inizia il percorso che porta a Yadz in direzione nord ovest, nella regione centrale del paese dove si trovano Persepoli e Shiraz. Da Shiraz si procede verso nord per Yasuj fino alla mitica Esfahan, dove si sosta per due giorni. Procedendo verso Tehran, si sosta una notte nell’antico villaggio di Abyaneh e si visita la città santa di Qom. Il periodo scelto è quello della stagione primaverile: il migliore per visitare il paese. Si troverà un clima temperato e secco che presenta una escursione termica rilevante con temperature che possono variare dai 5 gradi del mattino ai 25 gradi del giorno.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 11 aprile, partenza per Tehran   All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente iraniano di Amitaba e trasferimento all’ Hotel Kowsar o simile. 2°g.  12/4 Tehran - Kerman   Dopo colazione si visita Tehran, che è stata la capitale fin dall’epoca Qajar alla fine del XVII secolo. La città è divisa da nord a sud dalla Valiasr Ave, lunga ben 20 km. La visita della città include l’Iran Bastan Museum e il Museo dei gioelli e dei tappeti. Nel tardo pomeriggio ci si trasferisce all’aeroporto per volare a Kerman, posta sull’altopiano a 1750 metri; all’arrivo trasferimento presso l’Hotel Mehmansara o simile. 3°g.  13/4 Kerman    Di prima mattina si parte per Mahan (circa 60 km) per visitare la tomba di Shah Nematollah, uno del più importanti siti della Persia. Ritornati a Kerman, da sempre importante tappa dei commerci sulle vie dell’Asia governata da diverse dinastie arabe, buyids, selijuq, turche e mongole, potremo visitare il complesso di Ganjakikhan con le sue sculture splendide e passeggiare nell’antico bazar. 4°g.  14/4 Kerman – Yadz Appena fuori Kerman si visita il Gombad-E-Jabaliye, la Montagna di Pietra, uno dei monumenti più impressionanti del sud dell’Iran: una costruzione in pietra con doppia cupola a pianta ottagonale che alcuni studiosi datano al II secolo a.c. e classificano come edificio Zoroastriano. La strada attraversa i campi di pistacchio e lungo il percorso si visita un tipico esempio di caravanserraglio; il percorso è di 330 km e richiede circa 4 ore. Si alloggia presso l’Hotel Bagh Moshir. 5°g.  15/4 Yadz   Giornata dedicata alla visita della città, situata nel cuore del deserto, considerata tra le più tipiche per l’architettura persiana. Si visiterà la moschea costruita nel XIV secolo, con il caratteristico portale sovrastato da due minareti, la Tomba dei dodici Iman, l’Amir Chakhmaq e  il Tempio del Fuoco. 6°g.  16/4 Yadz – Shiraz    Il percorso oggi si dirige verso Shiraz che si raggiungerà nel pomeriggio, una tappa di 440 km che si percorrono in circa 6 ore. Shiraz fu una delle più importanti città del mondo Islamico medievale e capitale del paese nel 18° secolo. Si visiterà la Tomba di Shah Cherah, il luogo di pellegrinaggio piu’ importante di questa regione del paese. Si alloggia presso l’Hotel Park-e-Saad o simile. 7°g.  17/4 Shiraz: escursione a Persepoli   La giornata sarà dedicata alla visita di Persepoli, che dista 60 km da Shiraz. E’ uno dei siti archeologici più belli e spettacolari, una delle antiche capitali del regno Achemedine, sede delle celebrazioni rituali, mentre il centro amministrativo era in quella che ora è la città di Susa. Persepoli era edificata in una roccaforte che domina le pianure di Marvdasht, venne costruita tra il V e i IV secolo a.C.; tra le sue  numerose strutture architettoniche si potrà visitare l’Apadana, luogo famoso per i meravigliosi rilievi su pietra, la Porta delle Nazioni, la Sala del Trono, il Palazzo di Dario, l’ Harem e il Palazzo di Serse. Al termine si proseguirà per la località di  Nagash-e Rostam, dove si potranno visitare le tombe di quattro  imperatori achemenidi, tra Dario il Grande e Serse. 8°g.  18/4 Shiraz    Giornata dedicata alla visita della città. Oltre a godere dell’atmosfera dell’antico bazar coperto di Vakil si visitano le moschee di Atiq e Nassirolmolk, i giardini di Eram e Narenjestan. 9°g.  19/4 Shiraz – Yasouj La strada che porta a Yasouj permette con una breve deviazione di far visita a Bishapur, dove si trovano interessanti bassorilievi della dinastia Sasanide, ultima dinastia indigena prima del dominio islamico. Costruita nei pressi di un fiume Bishapur, Yasouj rivive nei rilievi segnati nella roccia il suo antico splendore. La tappa è di 180 km, circa 3 ore; sistemazione presso l’Hotel Azadi o simile. 10°g.  20/4 Yasouj - Esfahan    Si prosegue verso nord in direzione di Esfhan visitando lungo il percorso l’area naturale delle cascate di Margoon, situate vicino alla città di Sepidan. L’arrivo è previsto nel pomeriggio. Tappa di 300 km, circa 5 ore; si alloggia presso l’hotel Abbasi (5 stelle), che fu ricavato da un antico caravanserraglio. 11°g. 21/4 Esfahan   Esfahan è il gioiello dell’antica Persia, i mosaici dall’inconfondibile colore blu delle sue costruzioni e lo stupendoponte la fanno ritenere il “capolavoro” dell’Iran. La giornata sarà dedicata alla visita della Cattedrale Armena e del suo complesso museale.  Si proseguirà con la visita alla Moschea del Venerdì’ il cui complesso architettonico rivela 800 anni di sviluppo, dall’XI al XVIII secolo, e ne fa una delle più imponenti del mondo islamico. Dalla Moschea ci si sposterà al Palazzo delle 40 Colonne, antica residenza di ricevimento di dignitari e ambasciatori, e si completa la giornata con la visita del ponte. 12°g.  22/4 Esfahan   Questa seconda giornata si concentra sulla visita della grandiosa piazza dell’Iman, chiusa da portici e adornata su ogni lato da 4 gioielli architettonici del XVII secolo che simboleggiano gli ambiti politici, economici e religiosi della Persia safavide: a nord l’entrata del Qaysariyyeh Bazar, a est la moschea  Lotfallah, ad ovest il palazzo reale Ali Qapu ed infine a sud la grandiosa Moschea Shah. 13°g.  23/4 Esfahan – Abyaneh    Lungo il tragitto a Natanz si visita la Moschea del Venerdì e la tomba di Abdol Samad; giunti ad Abyaneh si esplora questo antico villaggio posto sui pendii dei monti Karkas che visse il suo periodo di splendore durante la dinastia safavide. La tappa è di 170 km, circa 3 ore; si alloggia presso l’ Hotel Abyaneh. 14°g.  24/4 Abyaneh – Tehran  Il percorso che riposta nella capitale, che dista 270 km – circa 3 ore di viaggio - permette di visitare lungo il tragitto la città di Kashan e nel pomeriggio di fermarsi a Qom, una delle città sante per i musulmani sciiti. A Tehran, dopo la cena, trasferimento in aeroporto. 15°g.  Sabato 25 aprile, volo di rientro