STORICO VIAGGI

INDONESIA

 

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L’arcipelago indonesiano è il più vasto al mondo, costituito da circa 17.500 isole tropicali a cavallo tra l’Asia e l’Oceania di cui meno di mille abitate, una vastità che favorisce la straordinaria varietà dell’ambiente e la presenza di un caleidoscopio di diverse culture. La natura ha una forza dirompente, con mari corallini e foreste rigogliose dove vivono molte specie di animali, dagli orangutan ai rinoceronti e i varani, con le foreste che dai bordi delle spiagge tropicali giungono fino ai quasi 4000 mt di montagne e vulcani. Alla bellezza dell’ambiente si unisce una stupefacente ricchezza culturale, con oltre 300 etnie e diverse forme religiose: circa la metà dei circa 270 milioni di abitanti risiede nell’isola di Giava e nel Paese, a maggioranza musulmana (87%), sono diffuse tutte le principali religioni che si sovrappongono in molte zone dell’arcipelago agli originari culti animisti.

Questa affascinante porzione del nostro pianeta ha un’estensione straordinaria: tra la bucolica isola di Weh al largo di Sumatra ad occidente, fino alla lontanissima isola di Papua, dimora di interessanti etnie, ci sono più di 5000 chilometri, mentre di longitudine se ne contano circa 1500. Una scelta del dove andare dipende quindi dai propri interessi, non è facile vedere tutto il meglio dell’Indonesia in un unico viaggio! Si può comunque citare un insieme di luoghi irrinunciabili che vanno valutati, iniziando dalla celebre Bali che è anche ben posizionata e collegata alle altre parti dell’arcipelago, facendone un ottimo punto d’ingresso. Per le parti storiche i resti più importanti sono Borobudur e Pranbanan nella parte orientale di Giava, nei pressi della carinissima Yogyakarta. Da un punto di vista naturalistico vi sono parchi nazionali in tutte le isole principali e sono molto belli i vulcani. Tra questi ricordiamo i più interessanti e relativamente semplici da vedere: Bromo e Ijen ad est di Giava, il Kelimutu a Flores, e, più difficile ma incredibilmente bello, il Rinjani di Lombok. Per un incontro con le etnie vi sono ampie possibilità, dai famosi Toraja di Sulawesi, alla cultura Marabu di Sumba, ai villaggi di Timor ed ai i diversi gruppi di Papua; solo per menzionarne alcuni. Se poi la nostra passione è il mare tropicale corallino con anche nuoto pinnato e immersioni subacquee, le scelte sono infinite, con i luoghi più particolari fortunatamente ancora poco serviti dalle infrastrutture turistiche; spesso nell’organizzazione di un viaggio si abbinano dei soggiorni a parti di visita etnico culturale.

Tra le aree di maggior interesse spicca l’arcipelago del parco nazionale marino di Komodo e Rincia, un paradiso tropicale posto ad oriente di Bali: un insieme di piccole isole tra Sumbawa ad ovest e Flores ad est, immerse in un mare dai colori turchesi e smeraldo. Sono contornate da banchi di corallo tra i più colorati del pianeta e ornate da spiagge candide; la fauna marina è di un’abbondanza impressionante, e anche solo facendo snorkeling è usuale vedere mante e altri grandi animali marini. A terra su alcune isole si trovano i varani (il “Drago di Komodo”), un rettile che arriva a superare i 3 metri di lunghezza e ad un peso di un quintale e mezzo.

Amitaba in Indonesia organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze. Siamo a vostra disposizione per organizzare anche viaggi su misura. Per valutare le diverse possibilità che l'Indonesia ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
INDONESIA 2019: Bandaneira, arcipelago delle Molucche
Estensione: Isole Kai
Periodo: 26 ott - 8 nov
ISOLE BANDA Le isole Banda sono un piccolo arcipelago che fa parte delle Molucche meridionali: 10 isole di origine vulcanica che emergono dalle profonde acque del Mar di Banda e appartengono al “Triangolo dei Coralli”, ovvero la porzione del nostro pianeta dove si trova la maggior concentrazione e varietà di corallo marino, che preserva i tre quarti dei coralli dell’intero sistema sottomarino. Nell’area son state individuate circa 600 differenti specie di corallo, 2000 specie di pesci di barriera e 6 delle 7 specie di tartarughe marine. Le isole Banda in particolare vengono considerate anche il santuario del Pesce Napoleone, che si incontra sovente in gran numero e dimensioni nuotando anche solo a pochi metri dalle coste. Dal punto di vista storico Bandaneira, l’isola capoluogo delle Banda, conserva intatti i segni del fiorente periodo coloniale, quando il chiodo di garofano e la noce moscata si trovavano solamente in questo sperduto angolo di mondo; queste spezie, all’epoca preziosissime, venivano originariamente commercializzate da arabi, cinesi e giavanesi e successivamente dagli europei, che se ne contesero il possesso. I primi a giungere furono i portoghesi all’inizio del ‘500, ma gli attori principali all’inizio del ‘600 divennero gli olandesi che costruirono alcuni forti e respinsero con la forza la presenza inglese sulle isole, prima da Ai e quindi da Run, e si distinsero anche per la forte repressione ai danni dell’indipendente popolazione autoctona. Quindi dall’inizio dell’800 fino alla conclusione del periodo coloniale le sorti tornarono a favore degli inglesi. Oggi riesce difficile rendersi conto del fatto che il colonialismo europeo qui ebbe inizio dalla corsa alle ricchezze derivanti dal traffico delle spezie; si consideri che all’apice di queste fortune la noce moscata aveva una differenza di valore da 1 in acquisto a 300 in vendita, giustificando così difficoltà, violenze e rischi per mettervi mano. In un mondo dove ancora non si conosceva la refrigerazione queste spezie erano un’ottima soluzione per la conservazione dei cibi ed erano utilizzate anche per i trattamenti medici. Per dare un’ultima idea del valore ed importanza che ebbero queste isole basta ricordare che gli olandesi, per rafforzare il loro monopolio delle spezie, scambiarono il possesso di un lembo di terra nel Nord America che oggi corrisponde all’isola newyorkese di Manhattan con la piccolissima isola di Run, la più occidentale dell’arcipelago. ARCIPELAGO DELLE KAI Situato a sud est delle Banda, sperduto in mezzo all’Oceano Pacifico tra il mare di Banda e quello di Seram, l’arcipelago delle Kai è formato da circa 200 isole coralline che presentano le spiagge più belle tra tutte le 17500 isole che costituiscono l’Indonesia, con una vegetazione piuttosto arida, più simile a quella che si trova anche in Australia, ed un terreno che su gran parte delle isole è poco fertile. Il contesto naturale è incontaminato, il turismo è assente e si gode delle acque cristalline seguendo il tranquillo ritmo che qui è condiviso da tutti. La maggior parte della scarsa popolazione è di religione cristiana cattolica, ed a Kei Tanimbar vi è una comunità induista di origine balinese di circa 500 persone che pratica particolari culti a sfondo sciamanico; tra queste isole le figure più importanti ancora oggi sono i circa 22 “ratshcaap”, ovvero i capi delle diverse isole a cui le persone si riferiscono per sedare i propri confronti. Nota Tecnica Il clima tra fine ottobre e novembre è ottimale per una visita di queste regioni indonesiane perché relativamente secco e con i mari solitamente tranquilli; le temperature variano poco durante l’anno, con le massime che oscillano attorno ai 30 gradi. Si tenga presente che si viaggia in zone non frequentate dal turismo classico; gli alloggi utilizzati sono sempre tra i migliori disponibili e dotati di servizi privati, ma nelle isole non sono di standard europeo. Il cibo nelle isole è principalmente a base di pesce, ma si riescono ad avere pietanze anche per i vegetariani. Per le visite alle isole dei due arcipelaghi si utilizzano barche locali a disposizione del gruppo, potendo così sostare in tutti i punti più belli, per godere nel modo migliore del contesto naturale e dei magnifici fondali. Sono previste delle escursioni a piedi per visitare le piantagioni delle spezie ed i luoghi d’interesse; a Banda si prevede di salire sul panoramicissimo vulcano Gunung Api, alto 666 mt: il sentiero è semplice, ma comunque … non è obbligatorio!   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 26 ottobre, partenza in volo per l’Indonesia Per raggiungere Ambon, nell’arcipelago indonesiano delle Molucche, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale offerti, è quello della Turkish Airlines abbinato a Garuda Indonesia. La partenza da Milano Malpensa con Turkish è alle 19.45 con arrivo ad Istanbul alle 23.40 o da Roma Fiumicino alle 19.50 con arrivo ad Istanbul alle 23.25; per gli orari da altri porti di partenza contattare Amitaba. 2°g. 27/10 Arrivo a Giacarta Si parte da Istanbul per Giacarta alle 2.20 con arrivo alle 18.00. Da qui si riparte per Ambon con Garuda Indonesia alle 23.35. 3°g. 28/10 Arrivo ad Ambon L’arrivo ad Ambon è previsto alle 6.50. Qui è in attesa dei partecipanti Luca, la guida del viaggio. Ci si trasferisce presso l’hotel Swiss Belhotel; giornata di relax. 4°g. 29/10 Ambon – Bandaneira Nell’isola di Bandaneira vi è un piccolo aeroporto con collegamenti sporadici con Ambon; se nella giornata di oggi vi fosse un volo si potrà decidere di utilizzarlo per arrivare più velocemente. Il collegamento usuale è con le ‘fast boat’, che completano la traversata in 6 o 7 ore ed operano due giorni alla settimana, martedì o sabato, con il rientro ad Ambon nella giornata successiva. Giunti a Bandaneira, un pittoresco piccolo centro dal forte sapore coloniale, si alloggia presso l’hotel Maulana, che fungerà da base per le esplorazioni di questi giorni. Si potrà godere subito dello splendido mare nuotando tra i coralli ed i pesci colorati proprio di fronte all’hotel. 5°g. 30/10 Bandaneira Si dedica la giornata all’isola di Bandaneira, approfittando sempre nell’arco della giornata della possibilità di fare magnifici bagni nel mare corallino. Utilizzando anche una guida locale, che potrà illustrare l’interessante passato storico di questo luogo, si cammina per le quadre della cittadina, che sorge all’ombra del vulcano Gunung Api (666 m) che si erge formando un’isola proprio di fronte al paese. Si possono ancora ammirare gli edifici di epoca coloniale costruiti prima dagli olandesi e poi dagli inglesi, dove si svolsero tutti gli intrecci del periodo coloniale, ed il possente forte Belgica, una delle fortificazioni più grandi edificate dagli olandesi in queste aree del mondo. Dell’immensa ricchezza derivata dal monopolio globale delle spezie non è rimasto nulla, ma camminando per quelle strade si può ancora respirare lo splendore di quel periodo. 6°g. 31/10 Bandaneira, escursione alle isole di Pisang e Gunung Api Si raggiunge in barca l’isoletta di Pisang, ubicata ad est di Bandaneira nei pressi dell’isola maggiore di Banda Besar, dove vi sono magnifiche barriere coralline. Da qui si prosegue per l’isola di Gunung Api, posta di fronte a Bandaneira, dove si erge l’omonimo vulcano; anche qui il mare corallino è superbo. 7°g. 1/11 Bandaneira, escursione all’isola di Banda Besar L’isola di Banda Besar, lunga 12 km e larga 3, è la più grande dell’arcipelago. E’ tutt’ora ricoperta quasi esclusivamente da piantagioni di chiodi di garofano e noce moscata; quest’ultima cresce all’ombra di gigantesche piante di squisite mandorle piantate all’epoca dagli olandesi. Visitando queste coltivazioni ci si ritrova a camminare sotto alberi di oltre 500 anni messi uno vicino all’altro che formano una chioma di impareggiabile bellezza, ci si trova in luoghi di bellezza elfica. Sotto a questi alberi monumentali cresce la noce moscata, che dopo la maturazione viene raccolta e fatta essiccare, trasformandola così nella spezia vera e propria, che in passato veniva usata come un medicinale dalle proprietà ipnotiche (in effetti contiene un componente chimico con effetti simili a quelli dell’ecstasy). Oggi viene usata prevalentemente in cucina per la preparazione di torte, salse, pesce, ecc.; durante i pasti che si consumano su queste isole giunge spesso al gusto il suo sapore. Anche oggi non mancheranno dei favolosi bagni nel mare corallino. 8°g. 2/11 Bandaneira, escursione alle isole di Ai e Run Si raggiungono le isole più occidentali dell’arcipelago, Ai e Run. L’isola di Ai, come Banda Besar, è ricoperta dalle piantagioni; i sentieri che la percorrono offrono una magia assoluta: tra alberi antichi e scenari che si aprono sul mare sono tra i più belli che si possano scoprire. Ancora più ad ovest, l’isola di Run, anch’essa stupenda, fu l’ultimo punto di resistenza degli inglesi durante la conquista olandese; è storicamente celebre perché fu parte di un trattato tra le due potenze coloniali: gli olandesi la tennero a fronte della cessione della regione di Manhattan della futura Nuova York. Anche tra queste isole, oltre all’interesse naturalistico e storico, la qualità dei bagni nel mare corallino è superba. 9°g. 3/11 Bandaneira, Gunung Api Ci si reca all’isola del vulcano Gunung Api per salirne la vetta, alta 666 metri. La salita è piuttosto ripida e impegnativa, richiede circa due ore o poco più. In vetta i panorami sull’arcipelago sono stupendi. Si pranza al sacco sul bordo del cratere e quindi si rientra in barca a Bandaneira, dove ci si potrà rilassare e fare dei bagni. 10°g. 4/11 Bandaneira, escursione all’isola di Hatta Si dedica la giornata alle magnifiche barriere coralline dell’isola di Hatta, la più orientale dell’arcipelago. 11°g. 5/11 Bandaneira Giornata a disposizione; il capogruppo deciderà coi partecipanti le attività da svolgere. 12°g. 6/11 Bandaneira – Ambon Oggi parte la ‘fast boat’ per Ambon, una traversata che richiede da 6 a 7 ore; se oggi vi fosse un volo operativo si potrà valutare se prenderlo per tornare più velocemente. Ad Ambon si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. PER CHI RIENTRA 13°g. 7/11 Ambon – Giacarta e volo di rientro Mattina a disposizione. Il volo della Garuda Indonesia per Giacarta parte alle 15.30 con arrivo alle 16.55. Il volo della Turkish Airlines per Istanbul parte da qui alle 21.30. 14°g. Venerdì 8 novembre, arrivo a destinazione L’atterraggio ad Istanbul è previsto alle 5.55; il collegamento per Milano Malpensa è alle 12.00 con arrivo alle 13.00 e per Roma Fiumicino alle 9.05 con arrivo alle 9.45. ESTENSIONE ALLE ISOLE KAI 13°g. 7/11 Ambon – Kai Kekil (Pasir Panjang) Partenza in volo per le isole Kai, dove si atterra all’aeroporto di Langgur sull’isola di Kai Kekil. Ci si reca in auto al vicino villaggio di Pasir Panjang dove si alloggia presso il Coaster Cottage, che fungerà da base di partenza per le escursioni dei prossimi giorni. Si approfitta subito della favolosa spiaggia bianca e del mare turchese, rilassandosi nei pressi dell’hotel, che si affaccia verso il tramonto; sull’isola vi sono anche delle grotte con rinfrescanti acque cristalline, simili ai cenote messicani. 14°g. – 17°g. (8 – 11/11) Esplorazione delle isole Kai Nel corso di questi quattro giorni il capogruppo predisporrà il programma giornaliero in funzione delle migliori opportunità disponibili. Vi sono diversi luoghi superbi da visitare, e si cercherà anche di raggiungere l’isola di Kai Tanimbar dove metà della popolazione segue interessanti tradizioni sciamaniche di origine induista. Tra le possibili escursioni di questi giorni si potrà andare alle tre isole situate di fronte a Pasir Panjang, alle isole Baer, più rocciose con punti spettacolari per il nuoto pinnato, ed alla lingua di sabbia bianca di Ngurtavour, che con la bassa marea si protende lunghissima sull’oceano turchese, e dove è usuale vedere i pellicani. 18°g. 12/11 Kai Kekil – Ambon Si rientra in volo ad Ambon, dove si alloggia nel medesimo hotel. 19°g. 13/11 Ambon – Giacarta e volo di rientro Mattina a disposizione. Il volo della Garuda Indonesia per Giacarta parte alle 15.30 con arrivo alle 16.55. Il volo della Turkish Airlines per Istanbul parte da qui alle 21.30. 20°g. Giovedì 14 novembre, arrivo a destinazione L’atterraggio ad Istanbul è previsto alle 5.55; il collegamento per Milano Malpensa è alle 12.00 con arrivo alle 13.00 e per Roma Fiumicino alle 9.05 con arrivo alle 9.45.
INDONESIA 2019: Sumatra, dal lago Toba a Pulau Weh
Dai vulcani alle foreste degli oranghi, mondi etnici e l’isola del paradiso
Periodo: 3 ago - 19 ago
L’Indonesia occupa una delle aree tropicali più ampie ed interessanti al mondo; il viaggio porta in regioni poco conosciute al turismo, per un incontro con una natura incontaminata che funge da cornice a realtà etniche di elevato interesse culturale. Si scopre la magia del selvaggio Parco Nazionale del Leuser, percorrendo a piedi sentieri tra monti e fiumi termali dove s’incontrano gli oranghi nel loro habitat; si avvicina il mondo dei Batak, la temuta etnia storicamente guerriera che popola gli altipiani di Sumatra ed il lago Toba con l’isola si Samosir, che seducono per la loro aura mistica ed importanza geofisica; si completa godendo di un’isola che molti ritengono essere uno dei punti del pianeta che più assomiglia al paradiso terrestre. LAGO TOBA Il lago Toba è il più grande dell’Indonesia ed anche il più vasto lago di origine vulcanica al mondo; è situato a 900 metri di quota sull’altopiano della parte settentrionale di Sumatra, con una profondità di circa 500 metri ed un’ampiezza di 30 per 100 chilometri. Al di la delle dimensioni, è un luogo remoto molto bello per la natura in cui è immerso e le sue acque sono pulite e adatte alla balneazione; il suo gioiello è l’isola di Samosir, dove si incontra ancora la vita tradizionale dell’etnia dei Batak Toba. Entrò nell’immaginario culturale perché negli anni ’70 divenne la meta di molti giovani hippies che si rifugiavano qui per riscoprire un contatto con un modo di vita dall’apparenza bucolica. Motivo del fascino era dato anche dal suo significato geofisico: l’esplosione vulcanica che gli diede origine avvenne circa 74.000 anni fa e, da 25 milioni di anni a questa parte, fu la più grande e catastrofica di cui i vulcanologi sono a conoscenza e secondo i climatologi ha avuto un impatto che è giunto fino ai giorni nostri. Secondo gli studiosi l’entità del fenomeno fu tale da riuscire ad oscurare la luce solare in gran parte del pianeta provocando l’estinzione di diverse specie ed una decimazione dei nostri progenitori, causando anche i movimenti migratori che hanno portato a configurare la presenza umana sul pianeta come poi la si ritrova nel nostro periodo storico. Si può dire in sintesi che il luogo sia uno dei punti di ‘pelleginaggio geofisico’ più importanti del pianeta. ETNIA BATAK I Batak risiedono nelle regioni settentrionali di Sumatra; sono suddivisi in 6 gruppi distinti ma con tratti culturali, abitudini e lingue che hanno un ceppo comune, anche se i singoli dialetti possono essere poco comprensibili dagli uni agli altri. Ad esempio, tutti utilizzano le tipiche, elaborate abitazioni in legno decorato coi tetti “a dorso d’asino” con i due lati rialzati nelle parti frontali e posteriori. Nella mitologia tribale tutti ascrivono la propria origine ad un comune progenitore, il mitico Si Raja Batak, da cui discendono i clan, o “Marga”; ne consegue che la consapevolezza delle propria genealogia è un cardine della cultura patriarcale batak, ed ha il nome di “Tarombo” , un’idea che sintetizza il senso di identità e appartenenza. Nella storia furono temutissimi guerrieri ed erano anche sempre in costante conflitto tra di loro; già Marco Polo li cita per la notorietà delle loro pratiche di cannibalismo rituale. Su questo tema diversi missionari, antropologi ed esploratori hanno fatto interessanti ricerche; in effetti due missionari americani di scuola battista furono mangiati nel 1834. Da quanto risulta, il loro cannibalismo ha avuto un ruolo rituale più che ‘nutritivo’, e sembra fosse legato principalmente alle attività guerresche: venivano uccisi e mangiati i nemici catturati per prendere possesso della loro forza, il loro “tendi”, che si riteneva essere contenuto in particolare nel sangue, nei palmi della mani, nelle suole dei piedi e nella testa. Vi era anche il caso del cannibalismo per motivi di giustizia sociale; ad esempio per punire l’adulterio, ma anche il furto o il tradimento al clan ed altre cose. La pena era tremenda, il malcapitato era cannibalizzato vivo, e la famiglia del condannato forniva le guarnizioni necessarie come sale, peperoncini e limoni al fin di dimostrare di condividere il verdetto e quindi di rinunciare ad una vendetta. Difficile a credersi con un contesto simile, l’ideologia sociale a contorno era basata sul concetto di fondo di “masipasangapon”, ovvero di mutuo rispetto e di aiuto agli altri, fondato sui tre principi del rispetto alla famiglia delle moglie, della onestà e gentilezza verso le donne e l’attenzione ai rapporti con le persone più vicine; è significativo in questo ambito che le donne fossero escluse dai banchetti fatti con gli esseri umani. L’orizzonte di questi riguardi era limitato ovviamente al proprio clan, tutti gli altri ne erano esclusi ed erano potenzialmente nemici. Tutto questo pian piano giunse ad un termine con l’influenza islamica e cristiana a partire dal XIX secolo e la conversione a queste religioni; gli ultimi casi di cannibalismo rituale sembrano essere stati all’inizio del XX secolo. Oggi vi è una minoranza dei Batak che segue ancora le tradizioni animistiche, che in alcune aree sono state accomunate all’induismo; questo è stato necessario anche perché in Indonesia è obbligatoria l’identificazione anagrafica con un credo religioso ed i culti animistici sono stati esclusi dalle registrazioni. PARCO NAZIONALE Il Parco Nazionale del Gunung (monte) Leuser preserva l’area naturale selvaggia più vasta del sud est asiatico, un territorio caratterizzato dalla catena dei monti Barisan dove si erge il monte Leuser (3119 mt) e la vetta più alta, il Tampa Nama, arriva a 3466 mt. L’ampiezza è di circa 8000 kmq, un’area che misura circa 150 per 100 km di larghezza. E’ un paradiso naturale con scorci panoramici eccezionali dove vivono gli oranghi, oltre ad altre specie importanti come il rinoceronte, la tigre e l’elefante di Sumatra, il leopardo e varie specie di erbivori. Nel Parco è in corso un progetto per la tutela degli oranghi. Per i percorsi a piedi nella natura è uno dei punti più belli dell’Indonesia. PALAU WEH L’isola di Weh (o Sabang) è il punto più occidentale dell’Indonesia; è formata da diverse baie, offre bellissime spiagge e si affaccia su di un Parco Marino dove vivono molte specie di pesci con aree coralline stupende. Le colline sono in gran parte coperte da foreste, con il punto più alto a 617 metri, vi è una formazione vulcanica con emissioni sulfuree ed anche una bella cascata che si tuffa in una vasca naturale, balenabile, nella fitta foresta. Per la sua posizione di fronte al canale di Malacca, dove a partire dall’epoca coloniale vi è un forte traffico navale che oggi vede il transito di circa 50.000 vascelli all’anno, venne utilizzata come punto di rifornimento; abitano qui circa 25.000 persone, concentrate per la maggior parte a Sabang, il capoluogo. La popolazione locale è quasi tutta musulmana è qui vige la sharia, ma non vi è alcuna pressione sui visitatori e si trovano facilmente anche bevande alcoliche. L’isola offre possibilità di immersioni subacquee, gite in mare, trattamenti di massaggio, cibi appetitosi e così via; ma fortunatamente, forse per la sua remotezza, non è stata ancora approcciata dal turismo classico e consente di godere con pace e serenità di uno degli angoli tropicali più belli dell’Indonesia. Nota tecnica Agosto è un ottimo momento dell’anno per recarsi nelle regioni interne dell’altipiano di Sumatra, non è troppo caldo e la stagione è secca con pochi insetti; vi è comunque sempre la possibilità di piogge localizzate. Anche all’isola di Weh il clima è favorevole, solitamente soleggiato, con poche piogge e venti solitamente moderati. E’ opportuno avere con sé anche degli indumenti caldi per le serate nel parco nazionale. Per i trasporti si utilizzano veicoli privati locali, taxi e traghetti pubblici. Si tenga presente che si viaggia in zone non frequentate dal turismo classico; gli alloggi utilizzati sono sempre tra i migliori disponibili ma alcuni non sono di standard europeo. Le sistemazioni più semplici sono per le due notti nel Parco Nazionale, dove si utilizzano le capanne predisposte dai nostri assistenti locali, che sono dotate di letti e sacchi a pelo ma non di servizi. Alcune delle altre sistemazioni sono semplici ma pulite e sempre dotate di servizi, e la maggior parte ha i servizi in camera. Durante il soggiorno a Pulau Weh è molto comodo noleggiare uno scooter per girare autonomamente l’isola; il costo è molto contenuto, circa $ 5 al giorno; sono comunque disponibili taxi a prezzi molto ragionevoli.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 3 agosto, partenza in volo per l’Indonesia Per raggiungere Medan, capitale dell’isola di Sumatra in Indonesia, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale offerti, è quello della KLM con partenza da Milano Malpensa alle 6.40 ed arrivo ad Amsterdam alle 8.40, o da Roma Fiumicino alle 6.30 con arrivo Amsterdam alle 9.00; da qui si prosegue per Giacarta alle 12.05. Per gli orari da altri aeroporti contattare Amitaba. 2°g. 4/8 Arrivo a Medan L’arrivo a Giacarta è previsto alle 6.45; si parte per Medan con Garuda alle 9.00 con arrivo alle 11.25, dove è in attesa dei partecipanti la guida italiana, Luca Aldrovandi. Ci si trasferisce all’hotel Prime Plaza, dove si consuma anche la cena. Tempo libero. 3°g. 5/8 Medan – Lago Toba - Isola di Samosir Si lascia la costa settentrionale ed il tranquillo caos di Medan procedendo verso le regioni interne di Sumatra attraverso diversi villaggi; arrivando verso Toba s’incontrano foreste rigogliose e, dopo circa tre ore di guida, di arriva a Prapat, sulle rive del grande lago lago, incastonato nell’altipiano a 900 metri di quota. Qui ci si imbarca sul traghetto locale, ottima occasione per incontrare le persone del luogo ed i visitatori indonesiani che di recano all’isola. Si approda nei pressi dell’hotel, il Samosir Villa nel villaggio di Tuk Tuk; ci si può rinfrescare con un bagno nel lago. Per chi lo desidera, è possibile noleggiare delle biciclette e fare un giro nei dintorni con la guida italiana. 4°g. 6/8 Isola di Samosir Si dedica la giornata ad esplorare l’isola utilizzando un veicolo privato. Sull’isola di Samosir risiede l’etnia dei Batak Toba, un clan della grande famiglia dei Batak. La gran parte delle persone autoctone negli anni ha abbracciato il cristianesimo, ma la cultura locale è rimasta viva; la si incontra ammirando le case tradizionali, nei luoghi di giudizio dei clan, nei siti di sepoltura ed anche nel folclore delle danze. 5°g. 7/8 Isola di Samosir – Berastagi Si torna col traghetto al villaggio di Prapat ai bordi del grande lago e si parte per la cittadina di Berestagi seguendo per un tratto la costa del lago, con bei punti panoramici. Lungo l’altipiano, la rigogliosa regione che occupa la parte interna di Sumatra dove prospera l’etnia dei Batak Karo, si sosta alle cascate di Sipisu Pisu. Giunti a Berastagi, con un viaggio che richiede da 4 a 5 ore di guida, si alloggia presso l’hotel Sibayak International; la quota qui è di circa 1300 metri. Questa zona, oggi a maggioranza cristiana, fu sviluppata dai coloni olandesi dall’inizio del secolo scorso per via della fertilità e del suo ottimo clima; vi sono diverse piantagioni ed il mercato della frutta qui è particolarmente colorato ed interessante. 6°g. 8/8 Berastagi Nell’area di Berastagi vi sono due vulcani, il Sinabung e il Sibayak, la cui ultima eruzione di quest’ultimo avvenne circa un secolo fa. Con una passeggiata che richiede meno di un’ora si raggiunge la cima del Sibayak a 2212 mt, che offre stupendi panorami. Il cono è sempre attivo con emissioni sulfuree e vi è anche un piccolo lago, ma il percorso che si segue non è pericoloso. Ci si reca anche alle fonti d’acqua calda per un rilassante bagno nelle acque termali. Si visita poi un villaggio-museo dei Batak Karo, parenti stretti dei Batak Toba dell’isola di Samosir. 7°g. 9/8 Berastagi – Ketanbe (Parco Nazionale Gunung Leuser) Si continua il viaggio a nord ovest lungo l’altipiano, attraverso lo splendido ambiente naturale di questa regione di Sumatra. La meta è Ketanbe, che dista da 5 a 6 ore di guida, nel Parco Nazionale del Gunung Leuser; giunti a destinazione si alloggia presso la locanda Thousand Hill. 8°g. – 9°g. (10 – 11/8) Parco Nazionale Gunung Leuser Ci si dedica all’esplorazione del Parco Nazionale, dove si riuscirà sicuramente ad avvicinare gli oranghi e, con un poco di fortuna, anche alcune specie rare di scimmie. Ci si sposta accompagnati dalle guide locali camminando lungo i sentieri della foresta con tappe di circa due ore, o due ore e mezza per quelle più lunghe, un tratto al mattino ed uno dopo il pranzo, con lievi saliscendi. Il percorso è quindi adatto a tutti. La stagione non è umida e non si hanno problemi di insetti o malaria. Si alloggia in ripari semifissi in due punti diversi del parco, usufruendo di capanne dotate di tetto che protegge perfettamente anche da eventuali piogge, dove gli assistenti locali hanno predisposto letti corredati da sacchi a pelo e si occupano della preparazione del cibo, anche per i pranzi sul percorso. Il primo punto di sosta è nei pressi di un bel fiume. Nel secondo giorno si arriva in una zona di acque termali, un luogo molto speciale dove le rapide di un fiume selvaggio vengono scaldate da vene vulcaniche ottenendo pozze di diverse temperature, dove risollevarsi dalle fatiche della camminata; a breve distanza si potrà anche raggiungere una cascata. 10°g. 12/8 Parco Nazionale Gunung Leuser - Ketambe Con un’ultima tappa si torna a Ketanbe, dove si arriva dopo pranzo e ci si sistema nella medesima locanda; pomeriggio di relax. 11°g. 13/8 Ketambe – Takengon (Lago Tawar) Si continua il viaggio sull’altipiano in direzione nord ovest; la meta di oggi è la cittadina di Takengon sul lago Tawar, un tragitto che richiede da 5 a sei ore di guida circa. Si alloggia presso l’hotel Resort Danau Laut Tawar. 12°g. 14/8 Takengon – Banda Aceh – Pulau (Isola di) Weh Oggi si percorre l’ultima parte di Sumatra settentrionale, arrivando nella città d Banda Aceh, posta sulla punta nord occidentale della grande isola. Si parte presto per essere sicuri di arrivare in tempo per prendere il traghetto per l’isola di Weh, che parte alle ore 16 ed impiega circa un’ora per la traversata. All’arrivo ci si sposta dal porto alla costa nord orientale dell’isola, circa mezz’ora di strada, dove si alloggia nel confortevole resort Casanemo (casanemo.com). Qui si hanno a disposizione comodi bungalow con vista sul mare e sulla spiaggia bianca dell’hotel. Vi è un buon ristorante, sono disponibili trattamenti di massaggio e ayurvedici, dalla spiaggia si arriva facilmente a nuoto ai coralli e si possono organizzare immersioni subacquee. 13°g. – 15°g. (15 – 17/8) Pulau Weh Soggiorno di relax. Per chi ha piacere, è interessante fare dei giri nell’isola, facilmente eseguibili con gli scooter o utilizzando dei taxi che hanno costi ragionevoli. Vi sono diverse mete possibili: la piccola solfatara, la breve passeggiata che porta alla cascata nella foresta, nuotare con pinne e maschera per vedere un’attività vulcanica sottomarina, diverse spiagge e baie tra cui Iboih e la candida Long Beach, dove si trova la residenza di Luca, la guida del viaggio, o anche solo percorrere la rigogliosa costa fino alla punta dell’isola conosciuta come ‘Kilometro Zero’, in quanto è il luogo più nord occidentale dell’intero arcipelago indonesiano. Vi è poi la possibilità di dedicare un giorno ad una gita per l’avvistamento dei delfini, uscendo al mattino presto con la barca per incrociarli mentre sono vicini alla costa dell’isola, dove giungono per cacciare i tonni, e dedicando il resto del tempo al nuoto pinnato nei punti più interessanti dell’isola raggiungibili solo in barca. 16°g. 18/8 Pulau Weh – Banda Aceh e volo di rientro Ci si reca al punto d’imbarco per prendere il traghetto veloce che parte a inizio mattina ed arriva a Banda Aceh in un’ora circa. Si sbarca e si vanno a visitare un paio di siti a cielo aperto memorie dello tsunami del dicembre 2004, quindi si pranza e ci si reca all’aeroporto per il volo di rientro. Garuda parte per Giacarta alle 15.40 con arrivo alle 18.35. Qui ci si imbarca con KM per Amsterdam alle 22.45. 17°g. Lunedì 19 agosto, arrivo a destinazione L’arrivo ad Amsterdam è previsto alle 8.20; la partenza per Milano Malpensa è alle 10.20 e arrivo alle 12.00, per Roma Fiumicino alle 14.25 con arrivo alle 16.35. POSSIBILE ESTENSIONE A PULAU WEH Il soggiorno all’isola di Weh può essere esteso per il numero di giorni scelti dai viaggiatori. Per chi si ferma più a lungo il rientro fino all’aeroporto di Banda Ace viene organizzato usufruendo dell’assistenza di nostre guide locali.
INDONESIA 2018: Isole di Sumba, Komodo e Flores
Antiche culture, tra mari corallini e varani; con la magia del Kelimutu
Periodo: 5 lug - 20 lug
Il viaggio offre la possibilità di scoprire tutti questi luoghi ricchi di magia, e sono anche previsti tre giorni di crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia per poter visitare e godere appieno delle bellezze dell’arcipelago. Raggiunta Bali, dove si incontra il capogruppo giunto fin qui con il viaggio “Indonesia: natura, storia e cultura dei tropici”, si prosegue in volo per Sumba iniziando le esplorazioni di questo avvincente percorso, come si legge dettagliatamente nel Programma. Una brevissima nota sull’Indonesia Per chi ama viaggiare, l’arcipelago indonesiano rappresenta un’attrazione irresistibile. È il più vasto al mondo, costituito da circa 17.500 isole tropicali a cavallo tra l’Asia e l’Oceania di cui meno di mille abitate, una vastità che favorisce la straordinaria varietà dell’ambiente e la presenza di un caleidoscopio di diverse culture. La natura ha una forza dirompente, con mari corallini e foreste rigogliose dove vivono molte specie di animali, dagli orangutango ai rinoceronti e i varani, con alberi secolari che dai bordi delle spiagge tropicali giungono fino ai quasi 4000 mt di montagne e vulcani. In queste isole stupende si incontra una stupefacente ricchezza culturale con molte etnie e forme religiose: circa la metà dei quasi duecento milioni di abitanti risiede nell’isola di Giava e nel Paese, a maggioranza musulmana, vi sono diffuse tutte le principali religioni che si sovrappongono in molte zone dell’arcipelago agli originari culti animisti. La straordinaria cultura di Sumba L'isola ha una forma ovale, la zona centrale è collinare con picchi che superano i 1200 mt e la costa è bagnata da un mare di smeraldo in cui è un piacere immergersi; è una delle più brulle dell’Indonesia, ciononostante la natura riesce a sostentare l’economia e gli isolani sono, oltre che agricoltori, allevatori di cavalli e bufali d’acqua. L’artigianato vanta la produzione degli ikat più preziosi dell’arcipelago. Ma l’aspetto più interessante è che qui resiste la sorprendente cultura e religione dei Marapu; sull’isola sorgono villaggi megalitici con le abitazioni dai tetti altissimi dalle forme incredibili e si parlano ben sette lingue differenti. I Marapu sono gli spiriti ancestrali dei sumbanesi e trasmettono ai clan preminenti il diritto di dominare gli altri. Il villaggio tradizionale, per motivi di difesa, è solitamente costruito su un’altura e ha forma rettangolare. Un tempo era cinto da una fortificazione in pietra che oggi molto spesso è scomparsa; le case dai tetti altissimi sono disposte attorno a uno spazio centrale aperto dove sono poste le tombe megalitiche. Ogni villaggio ospita ancora “l’albero delle teste”, dove un tempo era appeso in esposizione il capo dei nemici sconfitti. La casa nella cultura marapu non è solo abitazione, ma rappresenta anche il gruppo sociale che la abita. “Uma” significa casa ma individua anche una discendenza patrilineare che si identifica nella stessa. L`impegno quotidiano di un sumbanese è mantenere un positivo e pacifico rapporto coi Marapu, cioè le anime degli antenati morti; tutto si svolge in funzione di ciò e durante ogni cerimonia vengono presentate offerte agli spiriti. Secondo la tradizione vi sono degli stregoni che hanno la facoltà di parlare la lingua dei morti e possono comunicare con loro. I funerali giocano un ruolo importantissimo nella vita rituale di Sumba, quando le appropriate offerte di doni e il sacrificio degli animali assicurano al defunto un viaggio tranquillo verso il mondo degli spiriti. Leggende, tradizioni e realtà a Sumba si mischiano rendendo difficile distinguere l’una dalle altre; ciò si avverte soprattutto entrando nei villaggi dove si è tenuti a non infrangere una serie di tabù che dovrebbero rappresentare le volontà dei Marapu delle Uma che costituiscono la comunità. Chi volutamente infrangesse tali tabù andrebbe incontro a tremende punizioni divine. Parco Nazionale di Komodo e Rincia: i varani Il “Dragone di Komodo” è il più grande rettile conosciuto, lungo anche più di tre metri per oltre un quintale e mezzo di peso: il re incontrastato di questa parte dell`arcipelago indonesiano. Scoperta solo nel 1911 da un ufficiale dell’esercito delle Indie Olandesi e catalogata l’anno successivo, questa gigantesca lucertola preistorica popola le isole di Komodo, Rinca e Nusa Kode, che costituiscono dai primi anni settanta il Parco Nazionale di Komodo e Ricia. Il Varanus Komodensis è noto anche per la straordinaria aggressività ed efficacia nella caccia. Si nutre di cervi, bufali e cavalli, animali largamente diffusi nel parco; i suoi unici veri nemici sono i cani selvatici che in branco ne stanano le uova nutrendosi dei piccoli. Nel corso degli anni sono riportati diversi attacchi dei dragoni ad incauti esseri umani, solitamente mortali; certamente il loro avvistamento deve avvenire con tutte le precauzioni del caso. Il primo anno di vita il dragone lo passa sugli alberi nutrendosi di insetti ma, raggiunto il metro di lunghezza, il peso lo costringe a trasferirsi a terra trasformandosi in un implacabile predatore. Sulle brulle isole collinose del parco, cosparse di palme di lontar, vivono anche bufali d`acqua, cervi, cavalli bradi, megapodi (rari uccelli che nidificano sotto terra), macachi, maiali selvatici ed una quantità di altre specie animali. Il Kelimutu Il Kelimuto è un vulcano inattivo situato nella parte orientale della lussureggiante isola di Flores. I suoi tre crateri, immersi nella leggenda, offrono un apice di incredibile bellezza naturale. Si resta basiti dalla purezza turchese del Tiwi Nuwamuri Koofai, che l’animismo tribale ha identificato come il limbo dei morti innocenti; e dagli inquietanti vortici in eterno movimento del Tiwi Atapalo, capiti dagli sciamani come la dimensione delle anime dannate. Il cratere dei beati, il Tiwi Atabupu, all’apparenza è forse il meno bello… ma se ci si siede in silenzio e si ascolta, si scopre il suo inimmaginabile segreto: uccelli di centinaia di specie diverse cantano festosi all’unisono creando una melodia che nessun artista ha potuto eguagliare. Nota tecnica Il periodo estivo presenta un ottimo clima per viaggiare, perché l’arcipelago indonesiano, situato a cavallo dell’equatore, presenta temperature pressoché costanti e le stagioni sono scandite solo dai monsoni che vanno da ottobre ad aprile, mentre da maggio a settembre la stagione è secca. Si utilizzano sempre sistemazioni di buona qualità e i tre giorni di navigazione non prevedono tratte di mare particolarmente mosse. L’acqua è meravigliosamente calda e comoda per bagnarsi ad ogni ora. La cucina indonesiana presenta un’infinita varietà e grande qualità con numerose specialità regionali, un fatto che contribuisce a rendere ancora più piacevole la permanenza nell’arcipelago.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Giovedì 5 luglio, partenza per l’Indonesia   Per raggiungere Dempasar nell’isola indonesiana di Bali un volo comodo è della Singapore Airlines, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento che fa da riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Singapore Airlines la partenza da Milano Malpensa è alle 13.00. 2°g.    6/7 Arrivo a Dempasar   Si arriva a Singapore alle 7.00 e da qui si riparte per Dempasar alle 8.20 con arrivo alle 11.00. Si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba ci si trasferisce presso l’hotel Puri Santrian (4*), dove si incontrano il capogruppo ed i partecipanti giunti fin qui con il programma “Indonesia: natura, storia e cultura dei tropici”. 3°g. 7/7 Dempasar – Bandara Tambolaka (Sumba) Ci si imbarca nel corso della mattina (orario da confermare) sul volo per l’aeroporto di Bandara Tambolaka di Sumba, situato nella parte occidentale dell’isola, una tratta di circa un’ora di volo; all’arrivo è in attesa la guida locale di Sumba. Si pranza nei pressi dell’aeroporto e da qui ci si reca nella parte occidentale dell’isola. Si sosta per visitare il primo villaggio tradizionale, Waitabar – Tarung (ha due nomi perché è utilizzato da due sottoclan diversi del gruppo dei Loli. Si alloggia presso l’hotel Sumba Nautil (3*), immerso in bel giardino che offre una bellissima vista sull’oceano, con la piscin posta in posizione panoramica. 4°g. 8/7 Sumba   Si continua l’esplorazione della regione occidentale di Sumba. Ci si immerge  nella cultura dell’isola visitando diversi villaggi tradizionali dove la cultura Marapu è ben preservata. Le case sono costruite con legno, paglia e bambù con tre livelli: sotto gli animali domestici, quindi il piano degli esseri umani (solitamente un grande spazio aperto con al centro il focolare) e l’altissima piramide del tetto che costituisce il terzo livello, che rende così tipiche le abitazioni, e che secondo la tradizione ospita gli spiriti degli antenati. Al centro dei villaggi, ma anche all’intorno, si trovano i sarcofagi di pietra dei defunti, che ospitano anche più di una persona, e si individuano diversi segni della cultura locale: il palo nella zona centrale che veniva utilizzato per esporre le teste dei nemici uccisi, le corna dei bufali sacrificati e le mascelle dei maiali all’ingresso della case, indice di benessere e stato sociale, e così via. Sorprende la cordialità delle persone, se pur spesso i maschi portino delle affilatissime spade assicurate con un panno al loro fianco. Si inizia con il villaggio di Whygali del clan dei Wanokaka, quindi Motodawu del clan dei Lamboya. Si consuma un pranzo al sacco sulla magnifica spiaggia di Morosi, perfetta per un bel bagno. Si completa la giornata con la visita del villaggio di Waruwora, anche questo del clan dei Lamboya. Si torna quindi in hotel, in tempo per un poco di relax ed un bagno nella panoramica piscina. 5°g. 9/7 Sumba   Ci si sposta verso la parte orientale di Sumba, dal territorio di Waikabubak a Waingapu. Si sosta al villaggio di Pusunga dove si vedono alcune tombe megalitiche con interessanti incisioni sulla pietra: appartengono alla dinastia reale di questa regione. Superate le colline di Wairinding, che offrono diversi punti panoramici molto belli, si scende verso Waingapu; si visita il villaggio di Kallu, famoso per i tessuti ikat, incontrando diversi villaggi e punti d’interesse lungo il percorso. Nei pressi di Waingapu si sale poi sulla collina di Bukit Perssaudaraan, il punto panoramico più alto. Si alloggia presso l’hotel Elvin, semplice ma pulito. 6°g. 10/7 Sumba (Waingapu) – Kupang – Lubuan Bajo – Isola di Seraya   Ci si trasferisce in volo all’isola  di Flores via Timor (non ci sono collegamenti diretti). Il volo per Kupang parte alle 7.20 con arrivo alle 8.20 (orario da confermare); da qui ci si imbarca per Labuan Bajo alle 9.45 con arrivo alle 11.40 (fa un breve scalo a Bajawa) o alle 15.00 con arrivo alle 16.30 (orari da confermare). E’ ovviamente preferibile il primo dei due, ma su queste tratte tra le isole non sempre vengono rispettati gli orari ed è meglio essere preparati per qualche variazione. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce al porto dove si raggiunge in barca all’hotel Seraya Resort (4*), posto sull’omonima isoletta, situata poco più  nord della baia di Lubuan Bajo. 7°g. 11/7 Isola di Seraya Giornata di relax. Il vasto arcipelago del parco nazionale marino di Komodo e  Rincia è un paradiso tropicale: un insieme di isole tra Sumbawa ad ovest e Flores ad est, immerse in un mare dai colori turchesi e smeraldo. Sono contornate da banchi di corallo tra i più colorati del pianeta e ornate da spiagge candide; la fauna marina è di un’abbondanza impressionante, ed anche solo facendo nuoto pinnato è usuale vedere mante ed altri grandi animali marini. A terra su alcune isole si trovano i varani, la specie di rettile più grande che si conosca (arrivano a superare i 3 metri di lunghezza e al peso di un quintale e mezzo). Per visitare l’arcipelago è necessario l’utilizzo di un’imbarcazione privata, perché qui ancora non esistono servizi; il mare tra le isole nel periodo del viaggio è tranquillo e nel caso di venti vi sono sempre aree protette. Così, nella giornata di domani si salpa dal molo del Resort per un’indimenticabile crociera. 8°g. 12/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia  Si salpa con il vascello che sarà la nostra “casa” per  i prossimi tre giorni; le cabine sono comode, dotate di aria condizionata. Si raggiunge l’isola di Kelor e da qui Rincia dove ci si addentra nel parco con un ranger per vedere i varani; si ormeggia per la notte all’isola delle Volpi Volanti, dove si ammira lo spettacolare volo serale di questi giganteschi pipistrelli che si lanciano verso Flores per cercare il cibo. 9°g. 13/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia   Si approda all’isola di Padar e quindi si prosegue  per il Parco Nazionale di Komodo, dove si avrà un secondo incontro con i giganteschi varani, sempre accompagnati da un ranger. Si prosegue quindi la navigazione per l’isola della "spiaggia rosa" e per l’Isola delle Volpi di Komodo (anche qui si ammirano le volpi volanti). 10°g. 14/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia   Si prosegue l’esplorazione navigando per Manta  Ray, Taka Makasar e l’isola di Kanawa. 11°g. 15/7 Lubuan Bajo – Ruteng   Si ormeggia presso l’isola di Bidadari e si pranza a bordo. Si approda  quindi a Lubuan Bajo e si parte in pulmino con una guida locale in direzione est, iniziano ad attraversare l’isola di Floes. L’ambiente naturale è bellissimo, con panorami su monti coperti di foreste con scorci verso il mare lontano, con diversi villaggi e terrazzamenti per la coltivazione del riso. Vi sono anche molte coltivazioni di chiodi di garofano e altre spezie. A Tuteng si ammirano i campi di riso ‘a ragnatela’ – partendo da un punto centrale si diramano allagandosi nelle varie direzioni: ogni spicchio era tradizionalmente assegnato ad una famiglia della comunità. Il capo del clan tutt’ora esegue riti di propiziazione per la semina e per il raccolto nel punto centrale; questa peculiare distribuzione geometrica richiama la forma del tetto delle capanne tradizionali ed ha l’intento di rappresenta l’unione della comunità. Giunti a Ruteng, che dista solo 125 km ma che richiedono circa 4 ore di viaggio (la strada, disegnata dagli olandesi nel 1925, è asfaltata e ben mantenuta ma piena di curve e saliscendi), si alloggia presso il Revayah Hotel. Tempo permettendo si visita la parte vecchia del villaggio, Ruteng Puu o, in alternativa, ci si reca lì il mattino successivo. 12°g. 16/7 Ruteng – Vulcano Inrie (Etnia Ngada) – Bajawa   Si prosegue la traversata di questa stupenda isola, sempre in direzione est; la natura è rigogliosa, si vedono molti bei villaggi e colli terrazzati per le coltivazioni. Giunti a Bajawa (137 km da Ruteng) nella regione del vulcano Inrie si visitano i bei villaggi dell’etnia Ngada di Bena e Luba; qui crescono, oltre al vasto insieme di specie tropicali, bambù di dimensioni colossali – si dice che siano i più grandi esemplari al mondo. Si alloggia presso l’hotel Senian. 13°g. 17/7 Bajawa – Ende – Kelimutu (tramonto)   Si prosegue il viaggio in direzione di Ende; per un bel tratto del percorso iniziale, sempre tra foreste tropicali, villaggi e colli terrazzati, si contorna il maestoso cono del vulcano attivo Ebulobo, con la vetta spesso ornata da emissioni sulfuree. Si tocca di nuovo la costa meridionale; qui un tratto della spiaggia scura è adorno di pietre azzurrine, e all’orizzonte si notano i coni vulcanici della penisola di Ende, di cui uno è attivo. Oltre la cittadina ci si addentra in una ripida valle che emerge tra le risaie e porta a Moni, dove si alloggia presso il Kelimutu Ecolodge. Da qui si sale in pulmino al Parco Nazionale del vulcano arrivando cin una facile passeggiata ai crateri colorati di questo magico luogo per godere del tramonto. 14°g. 18/7 Kelimutu (alba) – Maumere   Ci si reca al vulcano Kelimutu per ammirare l’alba. Rientrati, si parte per la costa settentrionale arrivando a Maumere, dove si alloggia presso il Capa hotel (4*), posoto poco oltre il centro abitato sulla sponda del golfo di Maumere. Chi è interessato nel pomeriggio potrà recarsi in città per una visita del mercato e del porto. 15°g. 19/7 Maumere – Dempasar e volo di rientro   Tra Maumere e Dempasar a Bali vi sono diverse possibili connessioni di volo tra la prima mattina ed il pomeriggio; Garuda parte alle 12.05 con arrivo alle 13.55. Un buon volo di rientro, che è abbinabile a quello di Singapore Airlines suggerito per l’arrivo, è della Malaysian Airlines che parte alle 19.20 per Kuala Lumpur con arrivo alle 22.15. 16°g. Giovedì 20 luglio Si riparte da Kuala Lumpur alle 2.10 con Emirates per Dubai con arrivo alle 4.55; si riparte ancora con Emirates per Milano Malpensa alle 9.45 con arrivo a Milano Malpensa alle 14.20.
INDONESIA 2018: Natura, storia e cultura dei tropici
Da Borobudur ai vulcani di Giava, Bali e i paradisi di Nusa Penida e Lembogan
Periodo: 22 giu - 7 lug
Per chi ama viaggiare, l’arcipelago indonesiano rappresenta un’attrazione irresistibile. È il più vasto al mondo, costituito da circa 17.500 isole tropicali a cavallo tra l’Asia e l’Oceania di cui meno di mille abitate, una vastità che favorisce la straordinaria varietà dell’ambiente e la presenza di un caleidoscopio di diverse culture. La natura ha una forza dirompente, con mari corallini e foreste rigogliose dove vivono molte specie di animali, dagli orangutango ai rinoceronti e i varani, con alberi secolari che dai bordi delle spiagge tropicali giungono fino ai quasi 4000 mt di montagne e vulcani. In queste isole stupende si incontra una stupefacente ricchezza culturale con molte etnie e forme religiose: circa la metà dei quasi duecento milioni di abitanti risiede nell’isola di Giava e nel Paese, a maggioranza musulmana, vi sono diffuse tutte le principali religioni che si sovrappongono in molte zone dell’arcipelago agli originari culti animisti. Estensione a Sumba, Komodo e Flores Sono rare le aree tropicali che possono uguagliare per interesse e bellezza le isole indonesiane ad est di Bali; ornate da spiagge con diversi tipi di sabbie e lambite da acque meravigliosamente calde color smeraldo e turchese, con fondali corallini che pullulano di vita in un arcobaleno di colori, sono contornate da foreste e montagne. Qui, nel Parco Nazionale dell’arcipelago di Komodo e Rincia si vedono i varani, simpaticamente conosciuti come ‘i draghi di Komodo’. Tra queste isole il fascino culturale è al suo apice nell’incontro con la cultura animistica dei Marapu di Sumba, e sono anche molto interessanti i villaggi Ngada della lussureggiante regione del vulcano Inrie nella regione centrale di Flores. E, tra i vulcani inattivi del mondo, le tre grandi caldere del Kelimutu sono un altro apice, di incredibile bellezza naturale in questo caso, se pur immersi nella leggenda: la purezza turchese del Tiwi Nuwamuri Koofai, che l’animismo tribale ha identificato come il limbo dei morti innocenti; gli inquietanti vortici in eterno movimento del Tiwi Atapalo, capiti come la dimensione delle anime dannate. E il cratere dei beati, il Tiwi Atabupu, all’apparenza forse il meno bello… ma se ci si siede in silenzio e si ascolta, si scopre il suo inimmaginabile segreto: uccelli di centinaia di specie diverse cantano assieme festosi creando una melodia che nessun artista ha potuto eguagliare. La straordinaria cultura di Sumba L`isola ha una forma ovale, la zona centrale è collinare con picchi che superano i 1.200 mt e la costa è bagnata da un mare di smeraldo in cui è un piacere immergersi; è una delle più brulle dell’Indonesia, ciononostante la natura riesce a sostentare l’economia e gli isolani sono, oltre che agricoltori, allevatori di cavalli e bufali d’acqua. L’artigianato vanta la produzione degli ikat più preziosi dell’arcipelago. Ma l’aspetto più interessante è che qui resiste la sorprendente cultura e religione dei marapu; sull’isola sorgono villaggi con le abitazioni dai tetti altissimi dalle forme incredibili e si parlano ben sette lingue differenti. I marapu sono gli spiriti ancestrali dei sumbanesi e trasmettono ai clan preminenti il diritto di dominare gli altri. Il villaggio tradizionale, per motivi di difesa, è solitamente costruito su un’altura e ha forma rettangolare. Un tempo era cinto da una fortificazione in pietra che oggi molto spesso è scomparsa; le case dai tetti altissimi sono disposte attorno a uno spazio centrale aperto dove sono poste le tombe megalitiche. Ogni villaggio ospita ancora “l’albero delle teste”, dove un tempo era appeso in esposizione il capo dei nemici sconfitti. La casa nella cultura marapu non è solo abitazione, ma rappresenta anche il gruppo sociale che la abita. “Uma” significa casa ma individua anche una discendenza patrilineare che si identifica nella stessa. L'impegno quotidiano di un sumbanese è mantenere un positivo e pacifico rapporto coi marapu, cioè le anime degli antenati morti; tutto si svolge in funzione di ciò e durante ogni cerimonia vengono presentate offerte agli spiriti. Secondo la tradizione vi sono degli stregoni che hanno la facoltà di parlare la lingua dei morti e possono comunicare con loro. I funerali giocano un ruolo importantissimo nella vita rituale di Sumba, quando le appropriate offerte di doni e il sacrificio degli animali assicurano al defunto un viaggio tranquillo verso il mondo degli spiriti ed anche per una possibile buona rinasciata. Leggende, tradizioni e realtà a Sumba si mischiano rendendo difficile distinguere l’una dalle altre; ciò si avverte soprattutto entrando nei villaggi dove si è tenuti a non infrangere una serie di tabù che dovrebbero rappresentare le volontà dei marapu delle Uma che costituiscono la comunità. Chi volutamente infrangesse tali tabù andrebbe incontro a tremende punizioni divine. Parco Nazionale di Komodo e Rincia: i varani Il "Dragone di Komodo" è il più grande rettile conosciuto, lungo anche più di tre metri per oltre un quintale e mezzo di peso: il re incontrastato di questa parte dell`arcipelago indonesiano. Scoperta solo nel 1911 da un ufficiale dell’esercito delle Indie Olandesi e catalogata l’anno successivo, questa gigantesca lucertola preistorica popola le isole di Komodo, Rinca e Nusa Kode, che costituiscono dai primi anni settanta il Parco Nazionale di Komodo e Rincia. Il Varanus Komodensis è noto anche per la straordinaria aggressività ed efficacia nella caccia. Si nutre di cervi, bufali e cavalli, animali largamente diffusi nel parco; i suoi unici veri nemici sono i cani selvatici che in branco ne stanano le uova nutrendosi dei piccoli. Nel corso degli anni sono riportati diversi attacchi dei dragoni ad incauti esseri umani, solitamente mortali; certamente il loro avvistamento deve avvenire con tutte le precauzioni del caso. Il primo anno di vita il dragone lo passa sugli alberi nutrendosi di insetti ma, raggiunto il metro di lunghezza, il peso lo costringe a trasferirsi a terra trasformandosi in un implacabile predatore. Sulle brulle isole collinose del parco, cosparse di palme di lontar, vivono anche bufali d`acqua, cervi, cavalli bradi, megapodi (rari uccelli che nidificano sotto terra), macachi, maiali selvatici ed una quantità di altre specie animali. Nota tecnica Il periodo estivo presenta un ottimo clima per viaggiare, perché l’arcipelago indonesiano, situato a cavallo dell’equatore, presenta temperature pressoché costanti e le stagioni sono scandite solo dai monsoni che vanno da ottobre ad aprile, mentre da maggio a settembre la stagione è secca. Si utilizzano sempre sistemazioni di buona qualità e i tre giorni di navigazione previsti nell’estensione non prevedono tratte di mare particolarmente mosse. L’acqua è meravigliosamente calda e comoda per bagnarsi ad ogni ora. La cucina indonesiana presenta un’infinita varietà e grande qualità con numerose specialità regionali, un fatto che contribuisce a  rendere ancora più piacevole la permanenza nell’arcipelago.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 22 giugno, partenza per l’Indonesia  Per raggiungere Yogyakarta nell’isola indonesiana di  Giava un volo comodo è della Singapore Airlines, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento che fa da riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Singapore Airlines la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 13.00. 2°g.  23/6 Arrivo a Yogyakarta  Si arriva a Singapore alle 6.00 e da qui si riparte per Yogyakarta alle 7.30  con arrivo alle 8.20. Si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e si portano i bagagli presso l’hotel The Phoenix, un albergo storico (5*) dove si alloggia e si consuma la cena. Ci si reca a visitare il Palazzo del Sultano, un sito tra i più interessanti dell’Indonesia con diversi padiglioni e cortili, dove sono custoditi anche molti cimeli del celebre ottavo sultano (ora risiede qui il nono, che è una figura carismatica ma senza poteri effettivi). Dopo il pranzo in un ristorante della città ci si accomoda in hotel per un pomeriggio di relax, con possibilità di massaggi e un bagno in piscina. 3°g. 24/6 Yogyakarta: Borobudur e visita della città   Ci si reca a Borobudur, situata 42 km a nord ovest della città. Questo tempio buddista dell’VIII secolo sorge tra le risaie ed i palmeti e rivaleggia con Angkor Wat e Bagan per essere il sito archeologico più affascinante del sud est dell’Asia. Poco dopo il suo completamento venne abbandonato e solo in tempi recenti ha giovato di restauri e manutenzione. Secondo diversi studi la struttura rappresenta il mandala di Kalachakra in forma tridimensionale. All’intorno è stato creato un parco con diversi esemplari di piante. Prima di rientrare si visitano anche il tempio di Maitreya e l’adiacente monastero, situato nei pressi, ed arrivati Yogyakarta si pranza in un ristorante tipico. Nel pomeriggio si torna nel quartiere reale del Kraton per ammirare il Palazzo di Piacere del Sultano e passeggiare tra i pittoreschi vicoli, dove colpisce anche il sereno sorriso delle persone; è particolarmente interessante la struttura in parte sotterranea della moschea di Tammansari. È anche possibile la visita di alcuni mercati. Si cena in un ristorante tipico. 4°g.  25/6 Yogyakarta – Pranbanan – Surakarta   Si lascia Yogyakarta per i templi di Pranbanan, situati a  circa 17 km. Sono un capolavoro dell’arte induista, costruiti tra l’VIII ed il X secolo, costituti da tre templi principali dedicati alla Trimurti induista, con Shiva Mahadev al centro ed ai lati Brahma e Vishnu con di fronte i templi dei rispettivi veicoli: cigno, bue e garuda. È impressionante la profusione di decorazioni e la qualità scultorea di molti bassorilievi, che suggerisce anche diversi elementi sincretici con l’arte buddista; nei pressi vi è poi il tempio buddista di Sewu, anch’esso stupefacente, a testimonianza della fusione dinastica che avvenne in quel periodo. Dopo la visita si prosegue per Surakarta, che dista in tutto 65 km, e si prosegue oltre la città le pendici del vulcano Lawu (3265 mt). Tra le coltivazioni di tè e piccoli villaggi lassù si trovano alcuni templi induisti, di cui due particolarmente interessanti; per raggiungerli si lascai il mezzo con cui si è giunti e si prosegue con un piccoli pulmino: le strade sono strette e tortuose, ma asfaltate. Si raggiunge prima Candi Cheto, posto a circa 1500 mt di altezza; una ripida scalinata porta ai diversi livelli del tempio, una delle cui peculiarità è l’assenza di una statua dedicata ad una divinità principale. Si prosegue quindi per Candi Sukuh, situato a 910 mt di quota, che risale al 1437. Anche qui, una struttura a tronco di piramide costituisce la parte alta del tempio, un’articolazione questa pressoché unica di quest’area, e le tematiche sono peculiari, con raffigurazioni scultoree inerenti la vita prima della nascita e l’attività sessuale e diversi basamenti che venivano utilizzati probabilmente per i sacrifici. Rientrati a Surakarta si alloggia e si cena presso l’albergo Alila Solo (5*). 5°g. 26/6 Surakarta - Mojokerto – Wonokitri (Vulcano Bromo) Si lascia Surakarta in treno alle 7.41 arrivando a Mojokerto (210 km), una cittadina situata circa 40 km prima di Surabaya, alle 11.40; qui è in attesa lo stesso pulmino utilizzato nei giorni precedenti e si prosegue il viaggio per Wonokitri (circa 100 km). Giunti alle falde del vulcano si utilizza anche qui un mezzo più piccolo per arrivare fino all’hotel, il  Jiwa Jawa Bromo (4*), posizionato a circa 1900 mt, dove si alloggia e si cena. 6°g.  27/6 Vulcano Bromo (alba) – Paltuding (Vulcano Ijen)  Si parte prestissimo per recarsi ad ammirare l’alba  sul Bromo, utilizzando delle jeep. Oltre a questo, nella caldera vi sono altre due coni, il Batok ed il Kursi, e all’orizzonte oltre la caldera si staglia il vulcano Semeru (3676 mt), il punto più alto di Giava. Il luogo è decisamente spettacolare. Si scende quindi alla base del cono fumante e chi lo desidera può arrivare con una bella passeggiata fino al bordo del cratere (poco più di mezz’ora) da dove sgorga senza sosta il fumo. Si torna in hotel per la colazione e quindi si parte per Paltuding (240 km, circa 6 ore); sul percorso si sosta al villaggio di pescatori dell’etnia Madura. Risalndo le pendici dei vulcani si lascia il pulmino e si raggiunge l’hotel Jiwa Jawa Ijen (3*) con le jeep, situato su un piccolo colle nella foresta rigogliosa. 7°g. 28/6 Vulcano Ijen – Ketapang   Si parte anche oggi presto con le jeep risalendo le pendici dei vulcani (oltre al cratere Ijen qui si ergono il Raung, l’Andong e il Maranti, che si affaccia sopra all’Inje); si attraversano coltivazioni di caffè, chiodi di garofano ed altre spezie, e si percorre bellissimo tratto di foresta impenetrabile. Si lasciano i mezzi e con una passeggiata si raggiunge il cratere: sono circa 3 km che si percorrono solitamente in massimo un’ora e mezza, partendo da circa 1800 mt ed arrivando a 2368 mt – qui è anche possibile utilizzare un carretto trainato dai portatori dello zolfo. Lo spettacolo è grandioso, con un lago sulfureo dai colori sorprendenti dati dai depositi di zolfo giallo da cui sale costantemente del fumo, dove viene ancora oggi estratto manualmente lo zolfo, che viene trasportato a valle da portatori. Si rientra quindi all’hotel e da qui si procede per Ketapang dove si alloggia presso l’hotel Ketapang Indah (4*), sulle rive del mare; si avrà il pomeriggio a disposizione – l’hotel, dotato di una bella piscina, offre anche servizi di massaggio. 8°g. 29/6 Ketapang – Traghetto per Bali – Gilimanuk – Ubud   Si lascia l’hotel con la nuova guida locale balinese e un nuovo mezzo; la traversata per Bali è piuttosto veloce, l’isola da qui dista solo circa 5 km. Giunti a Bali si segue la costa per un tratto e quindi ci si dirige verso il centro dell’isola godendo della visuale dei terrazzamenti di riso e della natura lussureggiante, tra tipiche casette coloniche e i tempietti induisti che ornano anche le case private, impreziositi dai fiori. Si ammirano i laghi di Tamblingan e Buyan e si visita il tempio del lago Beratan, contornato da un stupendo giardino tropicale. Si prosegue da qui per Ubud, dove si alloggia presso l’hotel Plataran Ubud (5*). Si cena al ristorante Bebek Tepi Sawah, ambientato attorno a dei campi di riso con un giardino tenuto magnificamente, famoso per i piatti tipici. 9°g. 30/6 Ubud  Un’intesa giornata di interessanti visite, ci si reca a Gua Gaiah, a Gunung Kawi, al villaggio di  Kintamani, dove si pranza in vista del vulcano e del lago Batur, si visita il Tempio della Madre e Kerta Gosa, dove si ammirano gli affreschi tradizionali più interessanti dell’isola. La cena è prevista al Cafè Wayan di Ubud. 10°g. 1/7 Ubud – Sanur (Dempasar)   Ci si reca al villaggio di Pura Puseh per assistere ad una rappresentazione di danza Barong, la danza sacra balinese che qui è particolarmente ben eseguita, sia prr le musiche che per le mimiche ed i costumi. Si prosegue per il tempio reale di Taman Ayun, un sito Unesco; sul percorso si sosta per vedere la produzione del batik, dove si possono fare anche degli acquisti. Si raggiunge la riva del mare dove si pranza e si visita il sito di Tanah Lot, il tempio posto su di uno scoglio sul mare (non si può entrare nel tempio, lo si ammira dalla costa).  Ci si sposta quindi a Sanur, che oggi si può ormai considerare un sobborgo di Dempasar, la città principale dell’isola, dove si alloggia e si cena presso l’hotel Puri Santrian (4*), posizionato sulla spiaggia. 11°g. 2/7 Sanur – Traghetto - Nusa Penida   Si lascia l’hotel verso le 7.30 per imbarcarsi sul motoscafo veloce per l’isola di Nusa Penida, situata a sud est di Bali, una traversata di circa un’ora; si segnala che per salire sull’imbarcazione non vi è un molo e si cammina nell’acqua (il bagaglio è trasportato dagli assistenti). Si approda sulla costa est, dove si scende facilmente utilizzando un molo galleggiante; qui è in attesa la guida locale con i mezzi che si utilizzeranno per esplorare il territorio e soprattutto la stupenda costa. L’isola è piccola ma non minuscola, misura circa 20 km per 12 km; le strade sono tortuose e strette, spesso anche con delle buche – quindi si viaggia molto piano. Si alloggia presso l’hotel Namaste o simile situato nella parte a nord ovest dell’isola, dove si arriva in serata. Nella giornata di oggi la prima meta è Peguyangan, sulla costa ovest, dove si raggiungono il tempietto e le cascatelle che cadono in mare scendendo lungo una ripida e panoramicissima scala (è lunga, se non si è in forma può essere faticoso). Si prosegue da qui per la collina di Teletubies e si continua per un punto panoramico molto spettacolare sulla costa sud ovest, Thousand Island, da dove lo sguardo spazia fino all’isola di Lombok; su di uno sperone sottostante le falesie a picco sul mare si trovano anche alcune casette costruite sugli alberi. Dopo pranzo si prosegue per la vicina spiaggia di Atuh, nella parte più orientale dell’isola, dove è piacevole fare un bagno. Ultima tappa, la grotta di Goa Giri Putri, porta sulla costa orientale: è il luogo più sacro dell’isola, all’interno vi sono i bramini che benedicono i pellegrini e sul fondo, dove vi è un tempietto che è sia induista che buddista, vi è un’apertura che guarda verso la valle dietro al monte. 12°g. 3/7 Nusa Penida   Si completa l’esplorazione con i siti più belli della costa nord ovest: la caletta di Angel Billabong con l’adiacente arco di roccia di Broken Beach, le altissime falesie a picco sul mare sulla spiaggia bianca di Kelingking, e, dopo pranzo, si completa con Crystal Bay, dove vicino alla spiaggia vi sono i coralli colorati. 13°g. 4/7 Nusa Penida – Nusa Lembongan   Oggi, utilizzando un battello privato, ci si trasferisce con meno di mezz’ora di navigazione alla vicina isola di Nusa Lembongan, dove ci si accomoda presso l’hotel The Jingga Villas (3*). Utilizzando i piccoli pulmini che si usano qui, si vedono i punti più belli dell’isola: Dream Beach, Devil's Tears, Mushroom Beach, The Panorama e, giunti nel punto più settentrionale, si fa un giro in barca tra le mangrovie. Si pranza in un ristorantino sull’ampia spiaggia di Mahagiri e si rientra all’hotel, posto sul mare e dotato di una bella piscina tra i fiori. 14°g. 5/7 Nusa Lembongan, escursione all’isola di Nusa Ceningan  L’isoletta di Ceningan è collegata con un piccolo ponte di ferro; ci si reca al punto naturale più bello, la Laguna Blu, ed alla vicina punta del Ciff Jump, dove si vedono i surfisti alle prese con le grandi onde oceaniche. Si pranza ai bordi della baietta di Mahana Point, sempre in vista dei surfisti, dove è piacevole fare un bagno. Si rientra quindi a Nusa Lembongan. Per chi rientra 15°g. 6/7 Nusa Lembongan – Traghetto – Dempasar e volo di rientro   Si trascorre la mattina in relax e dopo pranzo ci si trasferisce col traghetto veloce all’isola di Bali; ci si imbarca da Mashroom Beach, senza pontile, e si cammina nell’acqua (il bagaglio è trasportato dagli assistenti). A Sanur è in attesa il corrispondente di Amitaba che si occupa del trasferimento all’aeroporto internazionale dove l’imbarco, per chi è giunto con Singapore Airlines, è alle 20.00 per Singapore, dove si arriva alle 22.40 e si riparte per Milano Malpensa alle 23.30. Se per via degli orari di volo od altro fossero richiesti ulteriori servizi a Bali Amitaba può predisporre tutto quanto possa essere necessario. 16°g. Sabato 7 luglio, arrivo a destinazione L’arrivo a Milano Malpensa è previsto alle 6.10. Per chi si reca a Sumba, Komodo e Flores 15°g. 6/7 Nusa Lembongan – Traghetto – Dempasar   Si trascorre la mattina in relax e dopo pranzo ci si trasferisce col traghetto veloce all’isola di Bali; ci si imbarca da Mashroom Beach, senza pontile, e si cammina nell’acqua (il bagaglio è trasportato dagli assistenti). A Sanur ci si trasferisce presso l’hotel già utilizzato in precedenza, il Puri Santrian. 16°g. 7/7 Dempasar – Bandara Tambolaka (Sumba) Ci si imbarca nel corso della mattina (orario da confermare) sul volo per l’aeroporto di Bandara Tambolaka di Sumba, situato nella parte occidentale dell’isola, una tratta di circa un’ora di volo; all’arrivo è in attesa la guida locale di Sumba. Si pranza nei pressi dell’aeroporto e da qui ci si reca nella parte occidentale dell’isola. Si sosta per visitare il primo villaggio tradizionale, Waitabar – Tarung (ha due nomi perché è utilizzato da due sottoclan diversi del gruppo dei Loli. Si alloggia presso l’hotel Sumba Nautil (3*), immerso in bel giardino che offre una bellissima vista sull’oceano, con la piscina posta in posizione panoramica. 17°g. 8/7 Sumba   Si continua l’esplorazione della regione occidentale di Sumba. Ci si immerge  nella cultura dell’isola visitando diversi villaggi tradizionali dove la cultura Marapu è ben preservata. Le case sono costruite con legno, paglia e bambù con tre livelli: sotto gli animali domestici, quindi il piano degli esseri umani (solitamente un grande spazio aperto con al centro il focolare) e l’altissima piramide del tetto che costituisce il terzo livello, che rende così tipiche le abitazioni, e che secondo la tradizione ospita gli spiriti degli antenati. Al centro dei villaggi, ma anche all’intorno, si trovano i sarcofagi di pietra dei defunti, che ospitano anche più di una persona, e si individuano diversi segni della cultura locale: il palo nella zona centrale che veniva utilizzato per esporre le teste dei nemici uccisi, le corna dei bufali sacrificati e le mascelle dei maiali all’ingresso della case, indice di benessere e stato sociale, e così via. Sorprende la cordialità delle persone, se pur spesso i maschi portino delle affilatissime spade assicurate con un panno al loro fianco. Si inizia con il villaggio di Whygali del clan dei Wanokaka, quindi Motodawu del clan dei Lamboya. Si consuma un pranzo al sacco sulla magnifica spiaggia di Morosi, perfetta per un bel bagno. Si completa la giornata con la visita del villaggio di Waruwora, anche questo del clan dei Lamboya. Si torna quindi in hotel, in tempo per un poco di relax ed un bagno nella panoramica piscina. 18°g. 9/7 Sumba   Ci si sposta verso la parte orientale di Sumba, dal territorio di Waikabubak a Waingapu. Si sosta al villaggio di Pusunga dove si vedono alcune tombe megalitiche con interessanti incisioni sulla pietra: appartengono alla dinastia reale di questa regione. Superate le colline di Wairinding, che offrono diversi punti panoramici molto belli, si scende verso Waingapu; si visita il villaggio di Kallu, famoso per i tessuti ikat, incontrando diversi villaggi e punti d’interesse lungo il percorso. Nei pressi di Waingapu si sale poi sulla collina di Bukit Perssaudaraan, il punto panoramico più alto. Si alloggia presso l’hotel Elvin, semplice ma pulito. 19°g. 10/7 Sumba (Waingapu) – Kupang – Lubuan Bajo – Isola di Seraya   Ci si trasferisce in volo all’isola di Flores via Timor (non ci sono collegamenti diretti). Il volo per Kupang parte alle 7.20 con arrivo alle 8.20 (orario da confermare); da qui ci si imbarca per Labuan Bajo alle 9.45 con arrivo alle 11.40 (fa un breve scalo a Bajawa) o alle 15.00 con arrivo alle 16.30 (orari da confermare). È ovviamente preferibile il primo dei due, ma su queste tratte tra le isole non sempre vengono rispettati gli orari ed è meglio essere preparati per qualche variazione. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce al porto dove si raggiunge in barca all’hotel Seraya Resort (4*), posto sull’omonima isoletta, situata poco più  nord della baia di Lubuan Bajo. 20°g. 11/7 Isola di Seraya Giornata di relax. Il vasto arcipelago del parco nazionale marino di Komodo e  Rincia è un paradiso tropicale: un insieme di isole tra Sumbawa ad ovest e Flores ad est, immerse in un mare dai colori turchesi e smeraldo. Sono contornate da banchi di corallo tra i più colorati del pianeta e ornate da spiagge candide; la fauna marina è di un’abbondanza impressionante, ed anche solo facendo nuoto pinnato è usuale vedere mante ed altri grandi animali marini. A terra su alcune isole si trovano i varani, la specie di rettile più grande che si conosca (arrivano a superare i 3 metri di lunghezza e al peso di un quintale e mezzo). Per visitare l’arcipelago è necessario l’utilizzo di un’imbarcazione privata, perché qui ancora non esistono servizi; il mare tra le isole nel periodo del viaggio è tranquillo e nel caso di venti vi sono sempre aree protette. Così, nella giornata di domani si salpa dal molo del Resort per un’indimenticabile crociera. 21°g. 12/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia  Si salpa con il vascello che sarà la nostra “casa” per  i prossimi tre giorni; le cabine sono comode, dotate di aria condizionata. Si raggiunge l’isola di Kelor e da qui Rincia dove ci si addentra nel parco con un ranger per vedere i varani; si ormeggia per la notte all’isola delle Volpi Volanti, dove si ammira lo spettacolare volo serale di questi giganteschi pipistrelli che si lanciano verso Flores per cercare il cibo. 22°g. 13/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia   Si approda all’isola di Padar e quindi si prosegue  per il Parco Nazionale di Komodo, dove si avrà un secondo incontro con i giganteschi varani, sempre accompagnati da un ranger. Si prosegue quindi la navigazione per l’isola della "spiaggia rosa" e per l’Isola delle Volpi di Komodo (anche qui si ammirano le volpi volanti). 23°g. 14/7 Crociera nell’arcipelago di Komodo e Rincia   Si prosegue l’esplorazione navigando per Manta  Ray, Taka Makasar e l’isola di Kanawa. 24°g. 15/7 Lubuan Bajo – Ruteng   Si ormeggia presso l’isola di Bidadari e si pranza a bordo. Si approda  quindi a Lubuan Bajo e si parte in pulmino con una guida locale in direzione est, iniziano ad attraversare l’isola di Floes. L’ambiente naturale è bellissimo, con panorami su monti coperti di foreste con scorci verso il mare lontano, con diversi villaggi e terrazzamenti per la coltivazione del riso. Vi sono anche molte coltivazioni di chiodi di garofano e altre spezie. A Tuteng si ammirano i campi di riso ‘a ragnatela’ – partendo da un punto centrale si diramano allagandosi nelle varie direzioni: ogni spicchio era tradizionalmente assegnato ad una famiglia della comunità. Il capo del clan tutt’ora esegue riti di propiziazione per la semina e per il raccolto nel punto centrale; questa peculiare distribuzione geometrica richiama la forma del tetto delle capanne tradizionali ed ha l’intento di rappresenta l’unione della comunità. Giunti a Ruteng, che dista solo 125 km ma che richiedono circa 4 ore di viaggio (la strada, disegnata dagli olandesi nel 1925, è asfaltata e ben mantenuta ma piena di curve e saliscendi), si alloggia presso il Revayah Hotel. Tempo permettendo si visita la parte vecchia del villaggio, Ruteng Puu o, in alternativa, ci si reca lì il mattino successivo. 25°g. 16/7 Ruteng – Vulcano Inrie (Etnia Ngada) – Bajawa   Si prosegue la traversata di questa stupenda isola, sempre in direzione est; la natura è rigogliosa, si vedono molti bei villaggi e colli terrazzati per le coltivazioni. Giunti a Bajawa (137 km da Ruteng) nella regione del vulcano Inrie si visitano i bei villaggi dell’etnia Ngada di Bena e Luba; qui crescono, oltre al vasto insieme di specie tropicali, bambù di dimensioni colossali – si dice che siano i più grandi esemplari al mondo. Si alloggia presso l’hotel Senian. 26°g. 17/7 Bajawa – Ende – Kelimutu (tramonto)   Si prosegue il viaggio in direzione di Ende; per un bel tratto del percorso iniziale, sempre tra foreste tropicali, villaggi e colli terrazzati, si contorna il maestoso cono del vulcano attivo Ebulobo, con la vetta spesso ornata da emissioni sulfuree. Si tocca di nuovo la costa meridionale; qui un tratto della spiaggia scura è adorno di pietre azzurrine, e all’orizzonte si notano i coni vulcanici della penisola di Ende, di cui uno è attivo. Oltre la cittadina ci si addentra in una ripida valle che emerge tra le risaie e porta a Moni, dove si alloggia presso il Kelimutu Ecolodge. Da qui si sale in pulmino al Parco Nazionale del vulcano arrivando cin una facile passeggiata ai crateri colorati di questo magico luogo per godere del tramonto. 27°g. 18/7 Kelimutu (alba) – Maumere   Ci si reca al vulcano Kelimutu per ammirare l’alba. Rientrati, si parte per la costa settentrionale arrivando a Maumere, dove si alloggia presso il Capa hotel (4*), posoto poco oltre il centro abitato sulla sponda del golfo di Maumere. Chi è interessato nel pomeriggio potrà recarsi in città per una visita del mercato e del porto. 28°g. 19/7 Maumere – Dempasar e volo di rientro   Tra Maumere e Dempasar a Bali vi sono diverse possibili connessioni di volo tra la prima mattina ed il pomeriggio; Garuda parte alle 12.05 con arrivo alle 13.55. Un buon volo di rientro, che è abbinabile a quello di Singapore Airlines suggerito per l’arrivo, è della Malaysian Airlines che parte alle 19.20 per Kuala Lumpur con arrivo alle 22.15. 29°g. Giovedì 20 luglio Si riparte da Kuala Lumpur alle 2.10 con Emirates per Dubai con arrivo alle 4.55; si riparte ancora con Emirates per Milano Malpensa alle 9.45 con arrivo a Milano Malpensa alle 14.20.
INDONESIA 2012: Isole della Sonda
Sumba e crociera nel parco marino di Komodo e Rincia
Periodo: 20 lug - 6 ago
Tra le aree di maggior interesse dell’Indonesia spicca il vasto arcipelago del parco nazionale marino di Komodo e Rincia, un paradiso tropicale posto ad oriente di Bali: un insieme di piccole isole tra Sumbawa ad ovest e Flores ad est, immerse in un mare dai colori turchesi e smeraldo. Sono contornate da banchi di corallo tra i più colorati del pianeta e ornate da spiagge candide; la fauna marina è di un’abbondanza impressionante, e anche solo facendo snorkeling è usuale vedere mante e altri grandi animali marini. A terra su alcune isole si trovano i varani, la specie di rettile più grande che si conosca (arrivano a superare i 3 metri di lunghezza e al peso di un quintale e mezzo). Questo paradiso per essere visitato necessita dell’utilizzo di un’imbarcazione privata, perché qui ancora non esistono servizi; il mare tra le isole nel periodo della nostra visita è tranquillo e nel caso di venti vi sono sempre aree protette: Amitaba per questa esplorazione ha così deciso di utilizzare un comodo yacht, il “Felicia”, un veliero di 30 metri con 6 cabine a due posti dotate di servizi e aria condizionata attrezzato anche per le immersioni subacquee. Il vascello è stato selezionato sia per le ottime caratteristiche che per la qualità dell’equipaggio, che lavora in modo continuativo da alcuni anni per un nostro amico italiano specializzato in viaggi esplorativi in tutta l’Indonesia, che sarà con noi per parte del viaggio. L’itinerario prevede di raggiunger Bali in volo dall’Italia e da qui di andare il giorno successivo all’isola di Sumba, situata a sud dell’arcipelago di Komodo e Rincia. Sumba è ancora poco turistica con punti di bellezza naturale assoluta e custodisce l’affascinante cultura animistica dei Marapu; saremo guidati in questo incontro da una guida italiana, un genuino esploratore antropologo che ha già avuto diversi contatti con queste etnie, che ci porterà a conoscere le parti di folclore e naturali più belle dell’isola. Si soggiorna qui per 4 notti utilizzando due validissime strutture, posizionate in modo ideale anche per godere dell’ambiente marino. Ci si imbarca quindi sulla Felicia a Waikedo, un porticciolo della costa nord occidentale, e, attraversato lo stretto di Sumba verso nord, si inizia l’esplorazione dell’arcipelago. Si utilizza lo yacht per 8 notti, avendo modo di vedere il meglio di uno dei luoghi tropicali più belli in assoluto al mondo, recentemente nominato tra le 7 prime meraviglie naturali del Pianeta Terra! La crociera termina presso l’isoletta di Sebayur, sempre nell’arcipelago ma non lontana dalla costa occidentale di Flores, dove alcuni nostri amici italiani hanno appena inaugurato un piccolo ma comodissimo resort, dove tra l’altro (…come ci si spetta da nostri connazionali…) viene ben curata anche la cucina; si sosta qui due notti e si parte quindi per il viaggio di rientro, andando in barca a Lubuan Bajo e volando da qui a Bali e proseguendo per l’Italia. Clima e condizioni del viaggio Il periodo estivo presenta un ottimo clima per viaggiare, perché l’arcipelago indonesiano, situato a cavallo dell’equatore, presenta temperature pressoché costanti e le stagioni sono scandite solo dai monsoni che vanno da ottobre ad aprile, mentre da maggio a settembre la stagione è secca. Si utilizzano sempre sistemazioni di buona qualità e la navigazione non prevede tratte di mare particolarmente mosse: l’unica parte più aperta è la traversata iniziale del Canale di Sumba. L’acqua è meravigliosamente calda e comoda per bagnarsi ad ogni ora.   Il veliero “Felicia” e la crociera nel Parco Marino La barca è riservata esclusivamente al nostro gruppo. Dotata di vele e motore è lunga 30 metri e larga 7, pesa 80 tonnellate ed è dotata di 6 cabine per i passeggeri con servizi e aria condizionata; si tratta di una bellissima “pinisi” costruita nel 2005, un tipo di veliero che un tempo i pirati utilizzavano per le scorribande tra lo stretto di Malacca, il Mar di Flores e il Mar Cinese meridionale. I pasti potranno essere serviti all’aperto sul ponte sotto un tendalino o nella parte chiusa del veliero. Di vere navigazioni ne avremo solo una per coprire la distanza che separa Komodo dall’isola di Sumba (circa 50 miglia), per il resto si tratterà solo di piccoli spostamenti da isola a isola all’interno del parco marino. Durante la navigazione, tra una visita e l’altra, ci sarà la possibilità di fare bagni, snorkeling sulle barriere coralline delle varie isole o immersioni con le bombole (incluse nel costo, escluso il noleggio dell’attrezzatura). Si tratta di barriere e di siti per snorkeling ed immersioni considerati decisamente tra i migliori del pianeta. E’ frequentissimo incontrare, anche facendo solo snorkeling: mante giganti, tartarughe marine, squali di barriera e ogni tipo di pesce e flora marina. Si visiteranno numerose isole minori, veri paradisi tropicali, dove oltre ai bagni sulle belle spiagge si effettueranno delle camminate per ammirare le bellezze naturali dell`interno. Ci sarà spesso la possibilità di rilassarsi sulle spiagge bianche coralline e deserte su fantastiche isole che offrono panorami e opportunità più che mai variegati. Le giornate nel parco di Komodo saranno sicuramente uniche ed indimenticabili; alcuni dei punti forti saranno l’incontro con i varani giganti e lo spettacolo di migliaia di volpi volanti che al tramonto offuscano il cielo per andare alla ricerca di cibo. Anche altri animali come i cervi, cavalli bradi, bufali d’acqua, cinghiali, scimmie mangiatrici di granchi e tantissimi uccelli popolano questo fantastico arcipelago. Si prevede una passeggiata di tre ore tra animali e scenari unici sull’isola di Rinca, e un giro di circa due ore sull’isola di Komodo. Parco Nazionale di Komodo: i varani Il Dragone di Komodo, il più grande rettile conosciuto, lungo anche più di tre metri per oltre un quintale e mezzo di peso, è il re incontrastato di questa parte dell`arcipelago indonesiano. Scoperta solo nel 1911 da un ufficiale dell’esercito delle Indie Olandesi e catalogata l’anno successivo, questa gigantesca lucertola preistorica popola le isole di Komodo, Rinca e Nusa Kode, che costituiscono dai primi anni settanta il Parco Nazionale di Komodo. Il Varanus Komodensis è noto anche per la straordinaria aggressività ed efficacia nella caccia. Si nutre di cervi, bufali e cavalli, animali largamente diffusi nel parco; i suoi unici veri nemici sono i cani selvatici che in branco ne stanano le uova nutrendosi dei piccoli. Nel corso degli anni sono riportati diversi attacchi dei dragoni ad incauti esseri umani, solitamente mortali; certamente il loro avvistamento deve avvenire con tutte le precauzioni del caso. Il primo anno di vita il dragone lo passa sugli alberi nutrendosi di insetti ma, raggiunto il metro di lunghezza, il peso lo costringe a trasferirsi a terra trasformandosi in un implacabile predatore. Sulle brulle isole collinose del parco, cosparse di palme di lontar, vivono anche bufali d' acqua, cervi, cavalli bradi, megapodi (rari uccelli che nidificano sotto terra), macachi, maiali selvatici ed una quantità di altre specie animali.   La straordinaria cultura di Sumba L`isola ha una forma ovale, la zona centrale è collinare con picchi che superano i 1.200 mt e la costa è bagnata da un mare di smeraldo in cui è un piacere immergersi; è una delle più brulle dell’Indonesia, ciononostante la natura riesce a sostentare l’economia e gli isolani sono, oltre che agricoltori, allevatori di cavalli e bufali d’acqua. L’artigianato vanta la produzione degli ikat più preziosi dell’arcipelago. Ma l’aspetto più interessante è che qui resiste la sorprendente cultura e religione dei marapu; sull’isola sorgono villaggi megalitici con le abitazioni dai tetti altissimi dalle forme incredibili e si parlano ben sette lingue differenti. I marapu sono gli spiriti ancestrali dei sumbanesi e trasmettono ai clan preminenti il diritto di dominare gli altri. Il villaggio tradizionale, per motivi di difesa, è solitamente costruito su un’altura e ha forma rettangolare. Un tempo era cinto da una fortificazione in pietra che oggi molto spesso è scomparsa; le case dai tetti altissimi sono disposte attorno a uno spazio centrale aperto dove sono poste le tombe megalitiche. Ogni villaggio ospita ancora “l’albero delle teste”, dove un tempo era appeso in esposizione il capo dei nemici sconfitti. La casa nella cultura marapu non è solo abitazione, ma rappresenta anche il gruppo sociale che la abita. “Uma” significa casa ma individua anche una discendenza patrilineare che si identifica nella stessa. L`impegno quotidiano di un sumbanese è mantenere un positivo e pacifico rapporto coi marapu, cioè le anime degli antenati morti; tutto si svolge in funzione di ciò e durante ogni cerimonia vengono presentate offerte agli spiriti. Secondo la tradizione vi sono degli stregoni che hanno la facoltà di parlare la lingua dei morti e possono comunicare con loro. I funerali giocano un ruolo importantissimo nella vita rituale di Sumba, quando le appropriate offerte di doni e il sacrificio degli animali assicurano al defunto un viaggio tranquillo verso il mondo degli spiriti. Leggende, tradizioni e realtà a Sumba si mischiano rendendo difficile distinguere l’una dalle altre; ciò si avverte soprattutto entrando nei villaggi dove si è tenuti a non infrangere una serie di tabù che dovrebbero rappresentare le volontà dei marapu delle Uma che costituiscono la comunità. Chi volutamente infrangesse tali tabù andrebbe incontro a tremende punizioni divine. Potrà capitare che l’accesso ad un villaggio venga accordato o meno solo dopo aver “letto” il fegato di una gallina sacrificata per l`occasione: questa è Sumba.   Volpe volante Varano   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 20 luglio, partenza per l'Indonesia 2°g. 21/7 Arrivo a Bali Arrivo a Dempasar (Bali) e trasferimento presso l’hotel Ramada Resort Benoa, dove è in attesa dei partecipanti il capogruppo. 3°g. 22/7 Bali – Sumba In mattinata trasferimento all’aeroporto per imbarcarci sul volo che in un’ora porta sull’isola di Sumba; si procede con un pulmino privato verso la costa sud ovest arrivando in 3 / 4 ore all’hotel Sumba Nautil Resort. Si faranno delle esplorazioni a piedi con brevi passeggiate nei dintorni della magnifica spiaggia di Marosi. 4°g. – 6°g (23 – 25/7) Sumba Si esplora la parte ovest dell`isola, la più tradizionale e incontaminata, con interessanti villaggi Marapu immersi in splendidi scenari naturali. In questi giorni ci farà da guida un amico italiano del capogruppo, persona particolarmente esperta del territorio; il 23/7 si sosta ancora presso il Sumba Nautil mentre il 24 e il 25 ci si trasferisce presso il Newa Resort, nella zona di Kodi sulla punta occidentale dell’isola. Incontreremo i villaggi e le tombe di Ratenggaro e Paronabororo, incastonati come gemme nella foresta con una splendida spiaggia di sabbia bianca con il mare turchese di fronte ed una laguna di acqua dolce verde smeraldo alle spalle. I villaggi di questa zona hanno le case con uno stile differente rispetto al resto dell`isola, in particolare presentano i tetti più alti di tutta Sumba. Nel distretto di Waikabubak, all’interno dell’isola, vedremo i villaggi sacri di Tarung e Waitabar con le case tradizionali tipiche di quest’area e le interessanti tombe reali megalitiche. Faremo una bella passeggiata lungo il corso di un fiume nella foresta per scoprire il villaggio tradizionale Marapu di Sodan e i molti altri che sorgono nei dintorni. Dai nostri resort potremo partire a piedi per passeggiate che ci faranno scoprire spiagge bianche coralline splendide, deserte e bagnate da un mare color turchese e si potranno visitare villaggi tradizionali tra i meno conosciuti, che sorgono numerosi lungo la costa. Ci sarà tempo per godersi queste bellezze naturali in tutto relax. I pranzi saranno a pic-nic in spiaggia o lungo i fiumi e le cene nei resort. 7°g. 26/7 Sumba, imbarco da Waikelo Raggiunto il piccolo porto di Waikelo, posto sulla costa nord occidentale non lontano dall’aeroporto, ci si imbarca sul veliero Felicia. Lasciato il porto ci si dirige verso ovest lungo la costa di Sumba per poi puntare decisamente a nord per attraversare il Canale di Sumba, largo circa 50 miglia, in direzione di Komodo. In serata si raggiunge il canale di Nusa Kode dove si trova un buon riparo per la notte. 8°g. – 14°g. (27/7 – 2/8) Crociera nel parco Nazionale Marino di Komodo Il giorno successivo sulla spiaggia di Rincia Sud faremo probabilmente il nostro primo incontro con i varani di Komodo; ci sarà la possibilità di fare snorkeling o immersioni nel canale, in particolare dalle parti di Cannibal Rock (il costo delle immersioni durante la crociera è incluso, tranne per il noleggio dell’attrezzatura). Nei giorni che seguono la barca ci porterà verso le spettacolari spiagge rosa di Padar, dove non è raro vedere al tramonto i cervi scendere dai colli e avvicinarsi all’acqua cristallina della baia. Poi ancora verso l’isola di Komodo per un piccolo trekking e, proseguendo sempre più a nord sino a raggiungere la costa settentrionale di Rincia, sbarcheremo per andare alla scoperta della bellissima isola e degli animali che la abitano; non solo dei varani ovviamente. Si passa da Kalong dove al crepuscolo migliaia di volpi volanti lasciano il loro riparo nell’isola di mangrovie e volano alla ricerca di cibo verso l’entroterra di Flores offuscando il cielo. La navigazione ci porterà sino all’estremità nord del parco di Komodo ed alle magnifiche isole Gili Lawa Darat e Gili Lawa Lahut, con lo snorkeling strepitoso tra mante e squali e, per chi vuole, immersioni tra le migliori che il pianeta offra. Si chiude poi il circuito a ovest verso Tatawa e Sebayur, dove si sbarca. Avremo così attraversato ed esplorato tutto il Parco Nazionale di Komodo, dal 2011 annoverato tra le sette meraviglie naturali del mondo: grazie alla nostra crociera ne potremo scoprire e assaporare i motivi! 15°g. 3/8 Approdo a Sebayur Al termine della crociera si sbarca sull’isola di Sebayur, alle porte del parco situata a poca distanza dalla costa occidentale di Flores; qui si riprenderà l’abitudine alla terraferma nel confort di un nuovo bellissimo resort, il Komodo Resort & Diving Club. 16°g. 4/8 Sebayur Giornata di relax; chi lo desidera potrà anche fare delle immersioni subacquee (il costo di queste non è però incluso). 17°g. 5/8 Sebayur – Labuan Bajo – Dempasar e imbarco per l’Italia Si lascia Sebayur in barca approdando a Lubuan Bajo, il porto più occidentale di Flores, dove ci si prende il volo per Bali. Tempo permettendo si potrà organizzare un giro di acquisti nella famosa area commerciale di Kuta. Ci si reca quindi in aeroporto per l'imbarco sul volo di rientro. 18°g. Lunedì 6 agosto, arrivo a destinazione
INDONESIA 2010: Isole e culture dei tropici
Da Giava a Bali e Lombok, con l’opzione di salire il vulcano Rinjani
Periodo: 6 ago - 22 ago
Il programma prevede la visita di Giava orientale, Bali e Lombok; si arriva a Giacarta e da qui si raggiunge in volo Yogyakarta, il centro culturale principale dell’Indonesia. Si utilizzano alcuni giorni per esplorare la regione, recandosi all’altopiano del Dieng, ai templi di Borobudur e Pranbanan, a Surakarta, una delle antiche capitali di Giava orientale, ed ai siti vicini. Si procede quindi verso est per i parchi nazionali del vulcano del Bromo e di Ijen, dove si effettuano delle esplorazioni utilizzando le jeep ed i cavalli, arrivando poi all’estremità orientale dell’isola da dove si rientra a Bali con un traghetto. A Bali si sosta a Jimbaram, utilizzando un ottimo hotel sulla spiaggia, e si procede quindi per Ubud, un paesino situato sui dolci pendii che salgono verso le montagne centrali immerso in una rigogliosa natura, considerato tra le località più belle dell’isola, caratterizzato dalla quiete e da un’atmosfera rilassante resa ancor più gradevole dalle numerose dalle SPA, ideali per coccolarsi. Si effettua un circuito completo della parte interna dell’isola, godendo dei laghi di Batur e Bratan, dove si trovano i templi più emblematici del mondo balinese. Si torna quindi a Dempasar da dove chi deve rientrare vola a Giacarta e da qui prosegue per l’Italia. Chi esegue il viaggio completo prosegue volando da Dempasar all’isola di Lombok per raggiungere l’incantevole isoletta di Gili Travangam, un piccolo paradiso con un mare stupendo ideale anche per le immersioni subacquee dove, non circolando neppure automobili, ci si sposta passeggiando o utilizzando calessi col cavallo. Durante il soggiorno di una settimana chi lo desidera potrà recarsi per un’escursione di tre giorni al vulcano Rinjani, uno dei luoghi naturali più spettacolari dell’Indonesia, considerato sacro dalle religioni animiste della regione. Il periodo estivo presenta un ottimo clima per viaggiare, perché l’arcipelago indonesiano, situato a cavallo dell’equatore, presenta temperature pressoché costanti e le stagioni sono scandite solo dai monsoni che vanno da ottobre ad aprile, mentre da maggio a settembre la stagione è secca. Si utilizzano sistemazioni di ottima qualità nella gran parte delle località e alloggi piuttosto semplici ma puliti solo in alcuni luoghi più remoti: sull’altopiano di Dieng, sul vulcano del Bromo e, per chi sceglie questa opzione, durante la salita al Rinjani nell’isola di Lombok. Per i trasporti si utilizzano comodi pulmini privati dotati di aria condizionata. La cucina indonesiana presenta un’infinita varietà e grande qualità con numerose specialità regionali, un fatto che contribuisce a  rendere ancora più piacevole la permanenza nell’arcipelago. L’indonesia L’arcipelago indonesiano è il più vasto del mondo, costituito da circa 17.500 isole tropicali a cavallo tra l’Asia e l’Oceania di cui meno di mille abitate, una vastità che favorisce la straordinaria varietà dell’ambiente e la presenza di un caleidoscopio di diverse culture. La natura ha una forza dirompente, con mari corallini e foreste rigogliose dove vivono molte specie di animali tra cui gli orang-utang ed un rarissimo rinoceronte, con alberi secolari che troviamo dalle spiagge tropicali fino ai quasi 4000 mt di montagne e vulcani, producendo una varietà arborea che arriva ad avere, cosa straordinaria a queste latitudini, dei boschi di pini ai bordi di laghi colorati incastonati tra le vette. In queste isole stupende si incontra una stupefacente ricchezza culturale con molte etnie e forme religiose: circa la metà dei quasi duecento milioni di abitanti risiede nell’isola di Giava e nel Paese, a maggioranza musulmana, vi sono diffuse tutte le principali religioni che si sovrappongono in molte zone dell’arcipelago agli originari culti animisti. L’insieme è impreziosito da importanti siti storici ed alcuni dei resti archeologici più affascinanti al mondo, primo tra tutti il grandioso tempio di Borobudur, la rappresentazione di estrema qualità artistica del complesso mandala tridimensionale di Kalachakra, un gioiello nella giungla testimone del susseguirsi delle civiltà e della storia.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 6 agosto, partenza per l’Indonesia 2°g.  7/8 Arrivo a Yogyakarta   A Yogyakarta ci si accomoda presso l’hotel Hyatt Regency (5 stelle). 3°g. 8/8 Yogyakarta   Esplorazione della stupenda parte centrale di questa città storica che conta meno di 500.000 abitanti; si ha la sensazione è di essere in un villaggio, non si ha un vero centro storico come ce lo immaginiamo dall’Europa. Si visitano dei molti siti storici e dei mercati; tra tutti spicca il Kraton, ovvero il Palazzo dei Sultani, con diverse sale e cortili, tra i più interessanti dell’Indonesia. Molto interessante è anche la visita della zona di Kota Gede con le sue botteghe argento, ora inglobata nella cittadina, che fu la prima capitale del regno di Mataram. 4°g. 9/8 Yogyakarta – Borobudur – Wonosobo (Dieng)   Borobudur dista 42 km a nord ovest della città, un tempio buddista dell’VIII secolo che sorge tra le risaie  ed i palmeti e rivaleggia con Agokor Wat e Bagan per essere il sito archeologico più affascinante del sud est dell’Asia. Poco dopo il suo completamento venne abbandonato e solo in tempi recenti ha giovato di restauri e manutenzione. Secondo recenti studi la struttura rappresenta il mandala di Kalachakra in forma tridimensionale. Dopo un’attenta visita, che include il tempio di Maitreya situato nei pressi, si prosegue sempre verso nord ovest fino a Wonosobo (circa 2 ore), dove si alloggia presso l’hotel Kresna, un alberghetto locale, semplice ma pulito. 5°g.  10/8 Dieng – Yogyakarta   Si raggiunge l’altopiano di Dieng che dista 26 km, un bacino vulcanico posto a 2000 mt di quota con una zona di emissioni sulfuree e un laghetto, incastonato tra ripidi monti ornati con i terrazzamenti per le coltivazioni il cui nome tradizionale significa “dimora degli dei”. Nella parte centrale si trova il complesso templare di Arjuna; in origine si trovavano quassù ben 400 templi, in quello che è uno dei siti più evocativi di Giava. Dopo la visita di rientra a Yogyakarta, dove si completa la giornata facendo un giro nella parte vecchia; sistemazione presso l’hotel Hyatt Regency. 6°g.  11/8 Yogyakarta – Pranbanan – Surakarta   Il grandioso sito di Pranbanan dista solo 17 km lungo la strada che porta a Surakarta; è un capolavoro dell’arte induista costruito tra l’VIII ed il X secolo, costituto da quattro templi principali, con una fantastica profusione di decorazioni ed elementi sincretici con l’arte buddista, a testimonianza della fusione dinastica che avvenne in quel periodo. A Sukarta, un centro appena più grande di Yogyakarta a soli 65 km, si alloggia presso l’hotel Novotel. Si visitano i due palazzi principali, il Kraton (Palazzo del Sultano) ed il Puri Mangkunegaran; sono interessanti i mercati dei batik, dell’antiquariato e delle spezie. 7°g.  12/8 Surakarta – Candi Sukuh - Monte Bromo   Appena fuori città si sale a Candi Sukuh, un sito molto interessante e assolutamente particolare, con diversi riferimenti iniziatici induisti. Si prosegue quindi verso est con una lunga tappa che richiede circa 9 ore di guida arrivando al parco nazionale del vulcano Bromo, dove si alloggia al Bromo Cottage a Tosari. Oltre al monte Bromo, che emette fumi vulcanici, all’orizzonte oltre la caldera si staglia il Semeru, il più alto punto di Giava. 8°g.  13/8 Monte Bromo – Ijen   Si inizia la giornata prestissimo, recandosi in jeep a godere l’alba dal monte Penanjakan sul bordo della grande caldera, con il vulcano Semeru che si staglia sull’orizzonte. Si scende quindi con le jeep nella caldera ed a piedi (30 min c.a.) si raggiunge la scalinata (ca 250 gradini) che porta sul bordo del Bromo. Con una passeggiata si può percorrere in circa un’ora il perimetro del cratere, con visuali anche sul piccolo cono verde del Batok. Si torna quindi in hotel per la colazione. Si parte quindi in direzione est per Ijen, un tappa di circa  sei ore, dove ci si accomoda presso il Palm hotel a Bondowoso, vicino al vulcano di Ijen, comodo e dotato di piscina. 9°g. 14/8 Ijen   Si parte presto anche oggi seguendo la stradina di montagna che porta a Paltuding, da dove parte la passeggiata che conduce sull’orlo del cratere dell’Ijen: circa 3 km che si percorrono solitamente in massimo un’ora e mezza, arrivando a 2368 mt. Lo spettacolo è grandioso, con un lago sulfureo dai colori sorprendenti dati dai depositi di zolfo giallo con i minatori di zolfo che fan la spola. Si rientra quindi in hotel; pomeriggio di relax. 10°g.  15/8 Ijen – Gilimanuk – Bali (Jimbaran)  Da Ijen si arriva a Ketapang, all’estremo est dell’isola di Giava, dove si prende il traghetto per la vicinissima Bali. Giunti al porto di Gilimanuk si prosegue lungo la costa fino Denpasar e, oltre la città, si arriva alla spiaggia di Jimbaran, dove ci si accomoda presso il Keraton Resort (4 stelle). Il viaggio richiede in tutto massimo 8 ore. 11°g. 13°g. (16 – 18/8) Jimbaran Giornate di relax. 14°g.  19/8 Jimbaran – Ubud    Si parte verso le regioni centrali di Bali; la prima sosta è all’imponente tempio di Pura Taman Ayun che risale al XVII secolo. Si raggiunge poi il villaggio di Candikuning, un vivace mercato della frutta affacciato sul lago vulcanico di Bratan; nelle vicinanze si trova un suggestivo tempio indo-buddista dedicato a Dewi Danu, la dea delle acque. Si prosegue per un’ampia vallata che è il cratere di un vulcano spento arrivando a due laghi, il Danau Buyan e il Danau Tamblingan, lungo le cui rive sorgono minuscoli villaggi e templi abbandonati. La strada che li costeggia attraversa un paesaggio lussureggiante e offre spettacolari panorami verso l’oceano e la parte settentrionale dell’isola. Si torna quindi ad Ubud, una cittadina considerata il centro culturale dell’isola. Armoniosamente inserita nella rigogliosa natura circostante, la cittadina offre varie amenità: dalle piacevolissime passeggiate lungo le risaie tra le palme da cocco verso piccoli villaggi di artigiani, agli spettacoli di danza e musica e, per chi desidera rilassarsi, numerosi saloni di bellezza e Spa, perfetti per coccolarsi un po’. Si alloggia presso l’hotel Tepi Sawahvillas. 15°g.  20/8 Ubud   Si effettua un’escursione nella parte nord orientale dell’isola; la prima tappa è il Palazzo di giustizia del XVIII secolo, un interessante esempio di architettura locale. Si prosegue poi per il Pura Besakih, un complesso di 23 templi considerato il più importante di Bali, arroccato a quasi 1000 metri sulle pendici del vulcano Gunung Agung. Ci si sposta quindi a nord ovest fino al lago di Batur ed il villaggio di Kintamani, da dove si gode di una spettacolare vista sulla caldera del vulcano. Si prosegue quindi per Gunung Kawi, un luogo famoso per le tombe scolpite nella roccia situato in fondo ad una lussureggiante vallata. L’ultima tappa, prima del rientro all’hotel, è alla suggestiva Goa Gajah, o grotta dell’elefante, scavata nella roccia verso l’XI secolo e riccamente adornata. Per chi rientra 16°g.  21/8 Ubud – Denpasar e volo di rientro   Si lascia Ubud assieme ai compagni di viaggio che proseguono per Lombok; giunti a Denpasar ci si reca all’aeroporto per imbarcarsi sul volo di rientro. 17°g.  Domenica 22 agosto, arrivo a destinazione Per chi prosegue 16°g.  21/8 Ubud – Denpasar – Lombok – Gili Travangam   Si ha a disposizione la mattina di relax o per un’ultima visita dei mercati; quindi con circa un’ora di guida si arriva a Denpasar dove ci si imbarca sul breve volo (circa mezz’ora) per Lombok alle 12.00. All’arrivo ci si sposta in pulmino sulla costa a nord dell’aeroporto e si raggiunge la vicina isoletta di Gili Travangam in barca. Le prime suggestioni di Lombok sono i profumi, i suoni e la profonda calma di quest’isola, unite alla presenza maestosa del vulcano Rinjani, che con i suoi 3726 mt. è la seconda montagna per altezza di tutta l’Indonesia. Le isolette di Gili, di cui Travangam è la maggiore, sono un luogo ideale per godere il meglio di quanto ci possano offrire i tropici. Sull’isola non circolano vetture e la si può agevolmente percorre a piedi o, se si preferisce, rilassandosi su dei calessi trainati dai cavalli. Vi sono deliziose spiaggette che guardano un tranquillo mare verde – azzurro con l’imponente siluette del monte Rinjani che troneggia su Lombok all’orizzonte. I fondali sono molto ricchi e perfetti per le immersioni subacquee; ma basta nuotare con maschera e boccaglio per godere della splendida natura sottomarina. Si alloggia presso l’hotel Vila Ombok. 17°g. 22/8 Gili Travangam   Relax tropicale. 18°g. – 20°g. (23 – 25/8) Escursione al Rinjani o relax a Gili Travangam   L’escursione al vulcano Rinjani richiede 3 giorni ed è facoltativa; chi preferisce potrà stare tranquillo a godersi il paradiso tropicale di Gili. La salita al Rinjani richiede una discreta forma fisica perché i dislivelli sono marcati e la salita sulla parte sommitale del cono vulcanico avviene su terreno piuttosto morbido e quindi faticoso; ma sicuramente ne vale la pena! Si gode di fantastici panorami e di un incredibile passaggio dalle foreste tropicali ad un ambiente simile a quello alpino. La partenza è di prima mattina con la barca per l’isola di Lombok; con un pulmino si sale a Sembalun Lawang, un interessante isolato villaggio dell’etnia Sasak immerso nella foresta dove la quota, 1400 mt, rende l’aria fresca. Da qui inizia il cammino; al bagaglio, all’allestimento dei campi ed alla cucina pensano i portatori. Il bordo del cratere, a quota 2900 mt, si raggiunge gradualmente, aiutati, se occorre, anche da cavalli. Da questa cresta ci si affaccia all’improvviso sul Segara Anak, un vasto e profondo bacino contornato da boschi di pini e fonti termali, colmato da un incredibile lago verde a forma di mezzaluna, impreziosito da un cono vulcanico di cenere. Le sue acque nascondono i gioielli che i pellegrini immergono durante il plenilunio per onorare gli dei che secondo gli animisti indonesiani abitano qui. Si pone il campo, ormai sopra le foreste in un ambiente che ricorda quello della sierra, con una visuale sugli orizzonti equatoriali e il Segara Anak ai nostri piedi. Prima dell’alba ci si incammina per la vetta: il sorgere del sole da lassù è un privilegio di bellezza, lo sguardo spazia fino alle isole di Bali ad ovest e di Sumbawa ad est, e ci si specchia nella luna d’acqua del cratere. Si scende quindi fino alle rive del lago dove si pone un secondo campo per immergersi nelle acque rigeneratrici di queste terme naturali, preservate e nascoste nel cuore del maestoso vulcano. L’indomani, dopo aver completato l’esplorazione, si torna al bordo del cratere e scendendo si gode della cascata di Sindanggila, nei pressi di Senaru, da dove si torna all’imbarco per Gili Travangam in pulmino. In funzione delle scelte dei partecipanti si potrà in alternativa soggiornare la seconda notte già a Senaru. 21°g.– 22°g. (26 – 27/8) Gili Travangam   Relax tropicale. 23°g.  28/8 Gili Travangam – Lombok – Giacarta – Volo di rientro   Si trascorre la mattina a Gili e si lascia l’isola per andare all’aeroporto di Lombok e raggiungere in volo Giacarta con il volo della Garuda Airlines delle 14.25 con arrivo alle 15.10. Da qui ci si imbarca sul volo di rientro. 24°g.  Domenica 29 agosto, arrivo a destinazione   
INDONESIA 2009: Flores, Komodo e Bali
Isole e culture dei tropici
Periodo: 11 lug - 26 lug
La posizione geografica e la frammentazione in un gran numero di isole hanno inoltre contribuito a creare una stupefacente ricchezza culturale. L’Indonesia è abitata da un insieme di genti così vasto da essere un caleidoscopio sul mondo. Pur essendo a maggioranza musulmana sono diffuse tutte le principali religioni, che si sovrappongono in alcune zone dell’arcipelago agli originali culti animasti. Il programma prevede di raggiungere l’isola di Bali in volo dall’Italia, e, dopo una breve sosta, di spostarsi in volo a Maumere sulla verdeggiante Flores, un’isola attraversata da una catena di vulcani, un territorio pressoché impenetrabile fino a qualche anno fa. Il dominio portoghese ne ha fatto un’isola dalla religione in prevalenza cattolica affiancata da rituali animisti. Da Maumere, un porto marittimo che si affaccia su una baia ricca di isole con fondali corallini dove la visibilità marina è di 50 metri e la temperatura media dell’acqua di 30 gradi, si segue la strada che attraversa l’isola verso ovest, raggiungendo il giorno seguente Moni, base di partenza per il vulcano Kelimutu. Il cratere offre un ambiente che non è riconducibile ad alcunché di terrestre: tre laghi dai colori diversi, in costante cambiamento per il continuo disciogliersi dei minerali nelle loro acque. Proseguendo attraverso le colline terrazzate a risaie si raggiunge l’altopiano di Bajawa per visitare i villaggi tradizionali del popolo Ngada sulle pendici del vulcano Inerie, dove si trovano anche i megaliti ed i totem, tipici di questa etnia e si continua verso il villaggio di Ruteng, cuore della regione di Manggarai. Giunti al lembo più occidentale di Flores a Labuhanbajo, si effettueranno una serie di escursioni che ci porteranno a scoprire le  isole del parco marino di Komodo, patrimonio dell’UNESCO, circondate da barriere coralline e abitate dai varani. Da Labuhanbajo si torna a Bali in volo, dove si soggiorna per alcuni giorni ad Ubud, un paesino situato sui dolci pendii che salgono verso le montagne centrali immerso in una rigogliosa natura, considerato tra le località più belle dell’isola, caratterizzato dalla quiete e da un’atmosfera rilassante resa ancor più gradevole dai numerosi saloni di bellezza e dalle SPA, ideali per coccolarsi. Qui, al riparo dal turismo caotico delle spiagge, si avrà il tempo di immergersi nella cultura balinese e di scoprire con delle gite giornaliere le bellezze dell’isola; la cucina è ottima, si possono fare belle passeggiate nelle risaie e lungo il fiume attraversando gole boscose, raggiungendo villaggi di artigiani dove si possono anche fare acquisti, assistere a spettacoli di danza e visitare i molti templi e musei. Il clima dell’arcipelago indonesiano, situato a cavallo dell’equatore, è pressoché costante e le stagioni sono scandite solo dai monsoni: il periodo umido va da ottobre ad aprile, da maggio a settembre la stagione è secca ed il mese di luglio è il miglior periodo per una visita. I servizi offerti a Bali sono di ottima qualità, mentre a Flores gli alberghi sono più modesti ma comunque puliti e confortevoli, le strade sono asfaltate ma di lenta percorrenza; d’altro canto il fantastico scenario ripaga ampiamente le fatiche del viaggio. I trasferimenti via terra saranno con pulmino privato. L’infinita varietà  e la grande qualità della cucina indonesiana, con le sue numerose specialità regionali, renderà ancora più piacevole la nostra permanenza in questo arcipelago.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (Nota: su richiesta, sono possibili estensioni del viaggio; ad esempio, soggiorni balneari e la salita al vulcano Rinjani di Lombok) 1°g. Sabato 11 luglio, partenza in volo per Bali Per raggiungere Bali Amitaba utilizza voli Singapore Airlines, Lufthansa, Air France o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. 2°g. 12/7 Bali   Arrivo a Bali (Dempasar) ed accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indonesiano di Amitaba; trasferimento all’hotel Keraton Jimbaran o simile. 3°g.  13/7 Bali - Maumere   In mattinata volo per Maumere, nell’isola di Flores. Trasferimento all’hotel Sea World Club o similare. Nel pomeriggio breve giro della città con visita al mercato e, se il tempo lo permette, anche ad un villaggio rinomato per la tessitura artigianale. 4°g.  14/7 Maumere – Moni  Inizia il viaggio attraverso l’isola di Flores, utilizzando un comodo pulmino privato. La tappa di oggi porta a Moni, un grazioso villaggio adagiato tra vette imponenti, base di partenza per la visita al vulcano Kelimutu. Durante il viaggio si visita un villaggio di pescatori costruito su palafitte, il seminario cattolico di Ledalero con il museo sulla cultura dell’isola di Flores, villaggi risalenti all’insediamento portoghese del XVI secolo e i centri di tessitura dell’ikat, il caratteristico tessuto decorato tipico della cultura indonesiana. A Moni si alloggia all’hotel Flores Sare o  simile. 5°g.  15/7 Moni - Bajawa  Una comoda strada porta fino alla cima del vulcano Kelimutu, dove si ammirano in tutta la loro bellezza i tre laghi colorati incastonati nei profondi crateri della vetta. Il monte è considerato sacro dagli abitanti locali ed in base ad una leggenda questi specchi d’acqua raccolgono le anime dei morti: un racconto che  amplifica ulteriormente la suggestione del luogo. Il viaggio prosegue verso Nduria, un pittoresco mercato della frutta, visitando i villaggi tradizionali nei dintorni; la strada tocca in più punti la costa e le spiagge e poi all’interno attraversa le colline terrazzate a risaie arrivando così a Bajawa. Si alloggia all’hotel Wisma Kembang o simile. 6°g.  16/7 Bajawa - Ruteng    Bajawa è un bel villaggio posto a 1100 metri di altitudine, dominato dal vulcano Ineire. Nella zona vivono i gruppi etnici degli Ngada, di cui si visitano i tradizionali villaggi con le tombe megalitiche. Si prosegue poi verso ovest raggiungendo Ruteng dove si alloggia all’hotel Wisma Dahlia o simile. 7°g.  17/7 Ruteng – Labuhanbajo  Ruteng, città mercato, è il cuore della regione dei Manggarai, e si potranno visitare i villaggi tradizionali di questa etnia. Si prosegue poi verso Labuhanbajo, un’incantevole villaggio di pescatori dove si godono tramonti superbi sulle isole del parco marino di Komodo. Si visitano il porto ed una serie di suggestive grotte, conosciute come Batu Cermin. Si alloggia al Bajo Komodo Eco Lodge o simile. 8°g.  18/7 Labuhanbajo - Rinca   In mattinata partenza in barca verso l’isola di Rinca. Si naviga nel Parco Nazionale di Komodo, patrimonio dell’UNESCO, che oltre alle due isole maggiori, Komodo e Rinca, include numerose piccole isole circondate da barriere coralline e mangrovie. La meta di oggi è la selvaggia e bellissima isola di Rinca, popolata dal Drago di Komodo, un varano le cui dimensioni medie superano i 2 metri di lunghezza e i 100 chili di peso; gli esemplari più grossi superano i 3 mt e sfiorano i 170 chili. In serata rientro in hotel. 9°g.  19/7 Labuhanbajo – Komodo   Komodo è l’isola più grande del parco marino e prende il suo nome dal varano indonesiano. Quest’isola arida e selvaggia, battuta dal vento e solcata da burroni, ha un fascino molto particolare; durante la visita si vedranno i famosi Draghi di Komodo, che in lingua locale sono chiamati “ora”. In serata rientro in hotel. 10°g.  20/7 Labuhanbajo - Kanawa Si trascorre la giornata nella piccola isola di Kanawa, paradiso per gli appassionati del nuoto con maschera e pinne, tra spiagge bianche e mare cristallino; in serata rientro in hotel. 11°g. 21/7 Labuhanbajo - Bali - Ubud Trasferimento in volo a Bali dove si raggiunge in pulmino la bella cittadina di Ubud, centro culturale dell’isola. Armoniosamente inserita nella rigogliosa natura circostante, la città offre piacevolissime passeggiate lungo le risaie tra le palme da cocco, verso piccoli villaggi di artigiani, o nella fitta foresta popolata dalle scimmie; i sentieri si possono percorrere anche con le mountain bike. Spettacoli di danza e musica e un’ottima cucina allietano la permanenza e per chi desidera rilassarsi ci sono numerosi saloni di bellezza e Spa, perfetti per coccolarsi un po’. Il vicino fiume Sungay Ayung offre per i più sportivi la possibilità di fare del rafting. Musei, gallerie e librerie completano l’offerta culturale di Ubud. Si alloggia presso l’hotel Tegal Sari o simile. 12°g.  22/7 Ubud    La giornata è a disposizione. 13°g.  23/7 Ubud In mattinata si parte per visitare la parte orientale di Bali; la prima tappa è il Palazzo di giustizia del XVIII secolo, un interessante esempio di architettura locale. Si prosegue poi per il Pura Besakih, un complesso di 23 templi considerato il più importante di Bali, arroccato a quasi 1000 metri sulle pendici del vulcano Gunung Agung. Si pranza a Kintamani godendo di una spettacolare vista sulla caldera del vulcano e sul lago Danau Batur. Nel pomeriggio si raggiunge Gunung Kawi, un luogo famoso per le tombe scolpite nella roccia situato in fondo ad una lussureggiante vallata. L’ultima tappa, prima del rientro all’hotel, è alla suggestiva Goa Gajah, o grotta dell’elefante, scavata nella roccia verso l’XI secolo e riccamente adornata. 14°g.  24/7 Ubud Si dedica la giornata ad esplorare la zona delle montagne vulcaniche della regione centrale dell’isola. La prima sosta è all’imponente tempio di Pura Taman Ayun che risale al XVII secolo. Si raggiunge poi il villaggio di Candikuning, un vivace mercato della frutta affacciato su di un bel lago vulcanico. Nelle vicinanze si trova un suggestivo tempio indo-buddista dedicato a Dewi Danu, la dea delle acque. Dopo il pranzo si prosegue per un’ampia vallata che è il cratere di un vulcano spento arrivando a due laghi, il Danau Buyan e il Danau Tamblingan, lungo le cui rive sorgono minuscoli villaggi e templi abbandonati. La strada che li costeggia attraversa un paesaggio lussureggiante e offre spettacolari panorami verso l’oceano e la parte settentrionale dell’isola. Si arriva quindi a Manduk in un sublime paesaggio montuoso dove numerosi sentieri raggiungono cascate, risaie e piantagioni di caffé; il villaggio conserva alcuni edifici olandesi risalenti all’occupazione avvenuta intorno al 1890. Da qui, percorrendo una strada che offre splendidi panorami verso la parte occidentale di Bali, si rientra ad Ubud. 15°g.  25/7 Partenza in volo da Bali   Partenza dall’aeroporto internazionale di Bali; la maggior parte dei vettori parte in serata. 16°g.  Domenica 26 luglio, arrivo a destinazione