STORICO VIAGGI

INDIA

 

INDIA

L'India è uno dei Paesi maggiormente frequentati da Amitaba, che organizza percorsi su misura in tutta l’India, incluse le regioni himalaiane di cui siamo particolarmente esperti, e partecipa con viaggi organizzati ai maggiori eventi culturali.

Nel Calendario partenze trovate i prossimi viaggi condotti da nostre guide e tra i viaggi su misura abbiamo inserito un insieme di percorsi ben sperimentati e collaudati che consentono di esplorare in modo intelligente le regioni principali. Non si consideri quanto si trova esposto nel sito come un elenco esaustivo: in funzione degli interessi di ciascuno vi sono infinite altre possibilità e possibili combinazioni che vi potremo consigliare.

Per valutare le diverse opportunità che l’India ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si può iniziare consultando la parte dedicata ai viaggi su misura in India. E si possono esaminare i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba che si trovano nello storico: ve ne sono un gran numero e toccano anche gli aspetti culturali del Paese.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
INDIA 2020: Festival di Holi e Holla Mohalla
Un entusiasmante incontro la festa dei colori e la cultura dell’India
Periodo: 2 mar - 13 mar
LATH MAR HOLI Il festival di Holi, particolarmente intenso nelle regioni settentrionali dell’India, è la ricorrenza che dà il benvenuto alla primavera ed in ogni luogo ha dei propri connotati locali; ma la conclusione, con una profusione di polveri colorate lanciate a tutti, è una caratteristica comune. Il coloratissimo (anche … letteralmente!) evento del Lath Mar Holi che si tiene a Barsana ed a Nandgaon si svolge un poco in anticipo rispetto ai festival che si tengono nel resto dell’India e coinvolge tutte le persone del luogo oltre ad un gran numero di pellegrini e visitatori, accorsi per celebrare Holi nel modo più intenso. Qui siamo nella terra di Krishna, dove secondo la tradizione Egli nacque ed incontrò la consorte Radha, e “Lath Mar” significa “colpiti coi bastoni”: che in effetti è quello che avviene al festival! Secondo la leggenda infatti in questa giornata Krishna si recò a visitare il villaggio della sua amata Radha e giuntovi iniziò a stuzzicare lei e le sue amiche; questo fece infuriare le donne del villaggio che lo cacciarono. Quindi da allora gli uomini del villaggio di Khrisna, Nandgaon, si recano a Bersana, dove vi è l’unico tempio indiano dedicato a Radha ed è il suo luogo di nascita, per i festeggiamenti del Holi. Gli uomini, che spesso lanciano verso le donne parole provocanti, vengono accolti dalle ragazze del villaggio armate di lunghi bastoni che si cimentano nel gesto di picchiarli, mentre questi si proteggono con dei piccoli scudi tra una folla di persone che osannano e cantano inni sacri, uscendo poi da qui nelle strade e proseguendo con questi ‘duelli’ mentre le persone si lanciano addosso polveri colorate e bidoni di acqua colorata. Il giorno successivo gli uomini di Barsana si recano a Nandgaon, dove le donne locali riservano loro il medesimo trattamento. L’atmosfera generale è elettrizzata anche per le abbondanti bevute di thandal, un cocktail che contiene diverse sostanze inebrianti tra cui anche del bhang preparato impastando dell’hashish, che viene utilizzato con la motivazione di entrare più intensamente in contatto con le figure divine. Si dice che le donne dei due villaggi inizino a preparasi già un mese prima della ricorrenza, mangiando cibi nutrienti che le rendano forti per la grande occasione. HOLLA MOHALLA Il grande festival Sikh del Holla Mohalla inizia il giorno successivo alla festa di Holi; il nome ne rivela lo spirito, poiché ‘Holla’ deriva dalla parola halla, che significa carica militare, mentre ‘Mohalla’ significa colonna militare, si intende così il significato di ‘carica dell’esercito’. Questo importante raduno iniziò nel 1701 con il decimo guru dei Sikh, Gobind Singh; lo scopo era incontrarsi per eseguire esercitazioni e finte battaglie per ricordare alle persone la qualità del valore e la necessità di essere sempre pronti ad affrontare ogni ostacolo per difendere i principi nobili. Si tenga presente che in quel periodo i Sikh erano impegnati nella guerra con l’impero islamico dei Mughal e gli attori principali dell’evento erano, e sono tutt’ora, i Nihang Singh, ovvero l’esercito fondato dal decimo Guru. Le giornate al festival iniziano con le preghiere nei templi, a cui seguono gare di corsa coi cavalli con l’esibizione di diverse prodezze, dimostrazioni dell’arte del combattimento con la spada e del tiro con l’arco, ed anche battaglie simulate accompagnate dal tuono dei cannoni, un crescendo che culmina con la grande parata in cui i Nihang Singhs sfoggiano con grande orgoglio le uniformi tradizionali, ma sempre intervallato da momenti di preghiera ed incontri religiosi in cui vengono glorificati i valori su cui si fonda questa religione. Il festival dà così l’opportunità di condividere il peculiare e colorato mondo etico dei guerrieri Sikh, dove la forza è posta al servizio del cuore, e di immergersi nei costumi di questa parte importante dell’incredibile universo culturale indiano. Nota tecnica Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni sono tutte di buon livello, classe 4 o 5 stelle; solo ad Anandphur Sahib è necessario utilizzare per due notti un hotel più spartano (comunque pulito con camere dotate di servizi e acqua calda, e ottimamente posizionato per seguire gli eventi del festival). Le temperature previste vanno da un minimo di 15°C. – 17°C. notturni a massime diurne che possono arrivare a 28°C. Si ricorda ai partecipanti che nelle giornate a Barsana e Nadgaon è molto probabile venire sporcati da acque colorate e polveri, ed è quindi opportuno indossare vestiti idonei e, per chi fa delle foto, avere modo di proteggere l’attrezzatura.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Lunedì 2 marzo, volo per Delhi Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è della Etihad con partenza da Milano Malpensa alle 10.00 e arrivo ad Abu Dhabi alle 19.20 o da Roma Fiumicino alle 10.40 e arrivo a Abu Dhabi alle 19.30. Per i collegamenti da altre città o per gli orari di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 3/3 Delhi Si riparte da Abu Dhabi alle 2.55 con arrivo a Delhi alle 7.55, dove si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba. Trasferimento all’hotel Jaypee Siddharth o simile. Dopo un breve riposo si iniziano le visite partendo dalla città vecchia recandosi con la storica moschea Jama Masjid e continuando con un giro in rickshaw nell’antico bazar di Chandni Chowk. Si prosegue con la visita del mausoleo di Humayun, l’Indian Gate, gli edifici del parlamento e la casa del presidente. 3°g. 4/3 Delhi – Vrindavan: Lath Mar Holi a Barsana Si lascia la capitale in direzione sud per Vrindavan, 165 km, un percorso che richiede circa 4 ore. La cittadina, affacciata sul fiume Yamuna, è sacra a Krishna, la veneratissima ottava manifestazione di Vishnu, una meta di pellegrinaggio molto importante dell’India. Secondo la tradizione Egli soggiornò a Vrindavam nel periodo della fanciullezza e per questo vi si trovano centinaia di templi dedicati alla sua figura, a volte associata alla consorte Radha; di questi i più importanti sono il Banke Bihari e l’Iskon. Ci si sistema presso l’hotel Sarovar Portico Nidhivan o simile. Ci si reca nel pomeriggio al villaggio di Barsana (42 km) per la festa di Lath Mar Holi; si ricorda ai partecipanti che nelle giornate di oggi e domani è molto probabile venire sporcati da acque colorate e polveri, ed è quindi opportuno indossare vestiti idonei e, per chi fa delle foto, avere modo di proteggere l’attrezzatura. Oggi è la giornata in cui gli uomini di Nandgaon vengono “attaccati” dalle donne di Barsana, che era il villaggio di Radha, la consorte di Krishna, armate di lunghi bastoni (vedi la descrizione del festival sopra). 4°g. 5/3 Vrindavan: Lath Mar Holi a Nandgaon Oggi ci si reca a Nandgaon, un villaggio situato poco più a nord di Barsana, che dista da Vrindavan circa 50 km; secondo la tradizione indiana era il villaggio dove Khrisna trascorse la fanciullezza. A ricordo della vicenda mitica, quando Radha con le sue amiche gopi ricambiò l’audacia di Krishna tirandogli addosso acqua colorata, oggi gli uomini di Bersana, con al seguito un certo numero di uomini travestiti che rappresentano le donne di Bersana, si recano qui e vengono accolti con il lancio di acqua colorata e polveri. Il punto focale della festa è il cortile del tempio di Nadgaon, che esplode in una profusione di colori, e la gente dei due villaggi si siede, canta e danza assieme. Si rientra da qui a Vrindavan, avendo del tempo per visitare alcuni dei siti d’interesse di questa regione sacra dell’India. 5°g. 6/3 Vridavan - Agra Si completano le visite recandosi alla vicina Mathura, che con Vridavan si affaccia sul fiume Yamuna e ne condivide l’aura di santità, ed è una città santa con molti templi ed ashram. Quindi nel pomeriggio ci si reca al tempio di Banke-Bihari a Vrindavan dove oggi si svolge la celebrazione di Phoolonwaliholi, ovvero la celebrazione di Holi utlizzando però il lancio di fiori e non di colori, accompagnato da musiche e danze. Si parte quindi per Agra, situata 76 km più a sud, dove alloggia presso l’hotel Crystal Sarovar Premiere. 6°g. 7/3 Agra – Fatehpur Sikri - Delhi Si fa colazione presto per lascare l’hotel alle 8 e recarsi al Taj Mahal, il mausoleo divenuto simbolo dell’India, con le luci del mattino. Si prosegue quindi per il Forte Rosso, il magnifico palazzo – fortezza degli imperatori Mughal dell’India la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565. Ci si sposta quindi a Fatehpur Sikri (36 km), che venne fatta costruire da Akbar per fungere da capitale, ma venne abbandonata per la carenza d’acqua ed è splendidamente conservata. Dopo la visita di prosegue per Delhi, che dista 226 km. Si parte quindi in direzione nord per Delhi, che dista circa 226 km, un viaggio che richiede circa 5 ore; si alloggia presso l’hotel già utilizzato all’arrivo. 7°g. 8/3 Delhi – Amritsar Si prende il treno per Amritsar, capitale del Punjab a nord ovest di Delhi, che parte alle 7.20 con arrivo alle 13.45 (orari da confermare). A destinazione ci si accomoda presso l’hotel Ramada o simile. Nel pomeriggio verso le 16.00 ci si reca al punto di confine col Pakistan di Wagah (35 km), l’unico passaggio di frontiera aperto tra i due Paesi, per la cerimonia del ritiro della bandiera che si svolge alle 17.00; l’evento è diventato una specie di spettacolo nazionale con i soldati delle due parti che fanno una parata militare, interessante da vedere. Dopo cena verso le 21.00 ci si reca al Tempio d’Oro per assistere alla cerimonia serale del Palkhi Sahib, che si tiene alle 22.15. Ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sui cuscini del Palkhi Sahib e al canto di inni accompagnati dai tamburi viene portato sul trono. 8°g. 9/3 Amritsar – Anandpur Sahib Si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago che ora è al centro del tempio era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Buddha giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Nel pomeriggio si parte per Anandpur Sahib, situata 185 km ad est, un viaggio che richiede quasi 5 ore; si pernotta presso l’hotel White City o Palace Plaza. 9°g. 10/3 Anandpur Sahib Anandpur Sahib è uno dei centri storicamente più importanti della tradizione Sikh, il cui nome significa “Città della beatitudine”. Fu qui che nel 1699 Guru Gobind Singh fondò l’ordine dei santi guerrieri Sikh, caratterizzato da un’etica cavalleresca protesa all’aiuto dei deboli ed alla difesa dalla tirannia, dove il valore militare è soggetto agli scopi per i quali è nato: ed in effetti la prodezza degli eserciti Sikh è poi divenuta celebre nel mondo. Il grande festival del Holla Mohalla è una celebrazione di questo nobile intento marziale ed oggi anche della storia che ha contribuito a creare. Chi vorrà potrà anche condividere il cibo vegetariano preparato dai volontari Sikh per i pellegrini ed i visitatori, una pratica di assistenza e generosità chiamata ‘Gurdwara’: anche questo fa parte della tradizionale ospitalità di quest’ordine religioso. Si trascorre la giornata seguendo gli eventi (vedi la descrizione del festival sopra) tra la variopinta folla che ci si aspetta essere di circa 100.000 Sikh. 10°g. 11/3 Anandpur Sahib – Chandigarh Si prosegue con le attività del festival e quindi si lascia Anandpur Sahib per Chandigarh, situata circa 80 km più a sud; qui si alloggia presso l’hotel Park Plaza Zirakhpur. Tempo permettendo si effettua una visita della città, famosa perché fu un esperimento urbanistico progettato da Le Corbusier. 11°g. 12/3 Chandigarh - Delhi e volo di rientro L’aeroporto internazionale di Delhi dista da qui 261 km, un viaggio di circa 6 ore. Per chi preferisse, da Chandigarh a Delhi vi è anche la possibilità di prendere un volo, nel qual caso di viene accompagnati in aeroporto presto per consentire a chi prosegue in auto di giungere in tempo a destinazione. Il volo di rientro della Etihad parte alle 17.50 per Abu Dhabi con arrivo alle 20.30. 12°g. Venerdì 13 marzo, arrivo a destinazione Si prosegue da Abu Dhabi per Milano Malpensa alle 2.50 con arrivo alle 7.00 o per Roma Fiumicino alle 2.25 con arrivo alle 6.15. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.
INDIA 2020: Tamil Nadu e Kerala, un viaggio tra spiritualità e natura
Cultura, sapori e profumi dell’india del Sud. Estensione (durata a scelta): Kerala, mare tropicale e ayurveda
Periodo: 8 feb - 23 feb
Partendo da Chennai (Madras) il viaggio porta nella gran parte dei siti più importanti del Tamil Nadu, seguendo un percorso che rivela alcuni dei luoghi più preziosi e segreti, con i complessi templari più maestosi ed artisticamente affascinanti, da Kanchipuram e Tiruvannamalai fino a Madurai. Tutti luoghi vivissimi, dove oltre ad ammirare le forme architettoniche si è testimoni della vita religiosa e delle tradizioni. In questi i templi si ritrovano le caratteristiche architettoniche tradizionali, con le grandi torri (gopuram) decorate da sculture di divinità e demoni, e le vasche di abluzione; quando i bramini dovessero invitarci ad entrare, si potrà partecipare alle cerimonie e, lasciando una piccola offerta, si riceve il tilak di buono auspicio, un segno di polvere solitamente rossa che viene posto sulla fronte. Al cospetto del sacro monte Arunachala, si respira la potente spiritualità che ha lasciato Ramana Maharshi, e s’incontra l’eredità di Sri Aurobindo ad Auroville ed a Pondicherry, nel peculiare contesto di un Ashram distribuito tra le case della città. Questa enclave francese potrebbe darci, inoltre, l’occasione di immergerci nel quotidiano con particolare intensità. E nella regione del Chettinad si scopre un mondo a sé, creato dai ricchi mercanti che la resero prospera. Il Kerala ci offrirà il fascino delle lagune interne, del mare e delle spiagge ed anche l’atmosfera e l’esperienza delle piantagioni di tè e di cardamomo, passando dalle località di origine coloniale tra i monti che separano i due stati. E prima di ripartire ci regaleremo un momento di relax nel paradiso dell’ayurveda. Il tutto verrà condito da alcune simpatiche lezioni di cucina (a Pondicherry e Munnar) che ci faranno avvicinare ancora di più ai sapori ed alla cucina indiana, che comunque si potrà sperimentare in ogni ambito, dal cibo di strada, all’Ashram e nei ristoranti tipici. Al termine è prevista la possibilità di estendere il viaggio con un soggiorno di relax sulle rive del mare, immersi nella stupenda natura del Kerala soggiornando in un centro dove sono disponibili anche i trattamenti ayurvedici. Nota tecnica La stagione è ottima, si prevede un tempo secco ed un caldo non eccessivo: a Chennai (Madras) in febbraio la media stagionale indica la minima a 20°C e la massima a 31°C ed un unico giorno con possibilità di pioggia. Per gli spostamenti si utilizza un comodo pulmino privato dotato di aria condizionata e gli hotel sono di buona qualità. A Pondicherry si alloggia in un hotel che è parte dell’Ashram di Aurobindo, pulitissimo ma un poco spartano. In Kerala si utilizza per una notte una comoda casa galleggiante dotata di servizi privati.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 8 febbraio, partenza per Chennai Il volo consigliato per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Air India che parte per Delhi da Milano Malpensa alle 20.00 o da Roma Fiumicino alle 14.15; per i collegamenti con altre città e le possibilità di voli offerte da altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 9/2 Arrivo a Chennai L’arrivo a Delhi da Milano è alle 7.45 e da Roma alle 2.05. Si parte da qui per Chennai alle 9.45 con arrivo alle 12.40, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; si alloggia presso l’hotel Radha Regent. Chennai è la capitale del Tamil Nadu ed uno dei centri principali dell’India. In giornata si visita il tempio di Kabaleeswar che si trova in Mylapore, uno di quartieri più caratteristici e tradizionali della città. Il tempio di Kabaleeswar presenta i tipici elementi architettonici dei templi del Tamil Nadu: un gopurama (la torre) dai colori sgargianti, vari mandapa (padiglioni) e una grandissima vasca di abluzione; è consacrato al culto di Shiva, la divinità più venerata in queste regioni dell’India. Nel quartiere di Malyapore potremo gustare alcune prelibatezze tipiche dell’India del Sud, specialità tipiche quali vada, pav, idli e uttapam. 3°g. 10/2 Chennai – Kanchipuram - Mahabalipuram Viaggiando a sud di Chennai, il Tamil Nadu offre gradatamente un paesaggio di terra rossa, cieli azzurri, palme e campi verdi, punteggiato di cittadine e villaggi. In questo scenario ci si dirige verso Kanchipuram, che dista 80 km, un tragitto di circa due ore. La città è meta di pellegrinaggi da tutta l’India perché è una delle 7 città sacre dell’induismo e fu capitale della dinastia dei Pallava, cui si devono anche gli straordinari monumenti in pietra di Mamallapuram. Si visitano il Kailasanatha dedicato a Shiva, forse il più interessante dal punto di vista storico e scultoreo, che risale all’VIII secolo. L’Ekambareshwara, un grande complesso shivaita dove si celebra l’elemento terra, fondato nel VII secolo, dove il gopuram all’ingresso, alto 59 mt, è adornato di splendide sculture. Il Vaikunta Perumal, dedicato a Vishnu, e il Varadaraja Perumal, un grandissimo complesso in stile Chola dell’XI secolo, dove però non si può accedere al sancta sanctorum perché l’edificio principale del tempio della dea Kamakshi, che è uno dei luoghi sacri dedicati al culto delle Shakti (energie creatrici che si manifestano come divinità femminili), è inaccessibili ai non hindu. Completate le visite si prosegue, tornando sulla costa 67 km a sud est a Mahabalipuram, circa due ore di viaggio. Si alloggia presso l’hotel Ideal Beach Resort, posizionato lungo la spiaggia. 4°g. 11/2 Mahabalipuram (Mamallapuram) - Tiruvannamalai In mattinata si visita Mamallapuram che fu il più importante porto marittimo dell’antico regno dei Pallava, famosa anche per i templi di piccole dimensioni, prototipi architettonici ideali in scala dei templi dravidici assunti come modelli per la costruzione dei complessi templari del sud dell’India. Di particolare bellezza è il tempio di Shiva costruito nel VII secolo che sorge sulle sabbie di fronte all’oceano, dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. I templi conosciuti come “Cinque Ratha (Pancha Rata) hanno l’aspetto di normali edifici ma in realtà furono scavati in giganteschi blocchi di roccia; risalgono al VII secolo e sono dedicati a ciascuno dei 5 fratelli Pandava, mentre “Rhata” è il termine sanscrito per “carro” e potrebbe riferirsi alla forma dei templi o alla loro funzione di veicoli per le divinità. Ma il capolavoro scultoreo per eccellenza è il gigantesco bassorilievo dedicato ad Arjuna, una delle opere d’arte antica più importanti dell’India. Completata la visita ci si sposta a Tiruvannamalai (4 ore di viaggio). Questa località è una delle destinazioni più venerate del Tamil Nadu perché nel misticismo induista si ritiene che qui Shiva si manifestò sul monte Arunachala come elemento fuoco e la zona è nota per la presenza di forti energie spirituali, ragion per cui ospita molti Ashram e richiama viaggiatori interessati alla meditazione. Si visita il celebre ashram di Ramana Maharsh; è molto interessante salire per un tratto sul monte Arunachala seguendo un sentiero molto suggestivo che parte dallo Sri Ramanashram e raggiunge la grotta sacra di Skandashram, dove Ramana Maharshi ha passato molti anni della sua vita in ritiro, un luogo che ha una forza particolare. Qui ci si può fermare a meditare o restare semplicemente seduti in silenzio. Dalla terrazza di fronte alla grotta si dominano la città ed il tempio di Arunachaleshwar, posto alla sua base. Si alloggia presso l’hotel Arunai Anantha. 5°g. 12/2 Tiruvannamalai – Auroville – Pondicherry Si visita il tempio di Arunachhaleshwar, dove Shiva è venerato come Agnilingam, o elemento fuoco. Ci si sposta quindi ad Auroville, che dista 103 km da percorrere in circa 2 ore e mezza. “La città dell’Aurora” fu fondata nel 1968 da Mirra Alfassa (la Madre) co-fondatrice dell’Ashram di Sri Aurobindo di Pondicherry, ed è una comunità internazionale ispirata alla pace, alla sostenibilità e alla “consapevolezza divina”, dove persone provenienti da ogni parte del mondo, senza distinzione di credo, colore e nazionalità, lavorano insieme per realizzare una città universale nella quale non esistono denaro e religioni. Lo scopo sarebbe quello di creare le condizioni per cui ognuno possa liberamente seguire le proprie aspirazioni, in un luogo nel quale si possa realizzare l’unità tra uomini in assenza di autorità statale. Auroville non appartiene a nessuno, le prestazioni sanitarie vengono fornite equamente, l’educazione dei bambini non mira tanto al superamento di esami quanto allo sviluppo delle capacità personali indipendentemente dalla posizione sociale. I rapporti umani non sono di competizione ma di collaborazione. Tra i non adepti gli abitanti di Auroville suscitano reazioni diverse, dall’ammirazione alle critiche di chi vi vede un’enclave di gente in cerca di evasione rurale: quasi il 60% degli abitanti sono stranieri; la maggior parte dei membri spende più denaro di quanto la maggior parte degli indiani potrà mai possedere. Si visita il Matrimandir, che è il fulcro di Auroville, concepito come luogo di raccoglimento silenzioso dedicato alla Shakti, all’energia creatrice. Ci si reca poi a Pondicherry che dista 15 km, circa mezz’ora percorrendo una strada particolarmente suggestiva per la vita che vi scorre. A Pondicherry si dorme presso l'hotel Shenbaga. 6°g. 13/2 Pondicherry Il Territorio dell’Unione rimase sotto il dominio della Francia fino al 1954, e per questo motivo molti abitanti parlano ancora francese. La parte vecchia della città è un intreccio di tranquille viuzze spesso alberate sulle quali si affacciano case di epoca coloniale. La parte più nuova (il quartiere Tamil) è invece un frenetico e caotico mix di rumori tipicamente indiani. C’è poi “il villaggio”, una parte molto povera fatta di casette basse e strade sterrate. Una parte importante della città è occupata dall’Ashram di Sri Aurobindo. Si tratta di un Ashram “aperto” in quanto sparso nella città, non corrispondente ad un edificio fisico. Fondata nel 1926 da Sri Aurobindo e da Mirra Alfassa, la mistica francese conosciuta come “la Madre”, questa comunità spirituale conta attualmente 2000 persone occupate nei vari settori dell’Ashram. La filosofia di Sri Aurobindo si basa sullo “Yoga integrale”, ovvero nel far si che tutte le azioni del quotidiano vengano offerte al divino, e i suoi seguaci operano nel mondo anziché allontanarsene; diceva Aurobindo: "In verità, la vita tutta quanta è uno yoga". La mattina presto si assiste alla cerimonia che si tiene nel tempio indù e si visitano il mercato del pesce e una scuola in zona Muthialpet. Si pranza presso la mensa dell’Ashram, e poi nel pomeriggio si prende parte ad una lezione di cucina; si visita infine un laboratorio di batik nell’Ashram. Verso sera ci si reca al tempio di Sri Manakula Vinayagar, dedicato a Ganesh, dove l’elefante Laksmi benedice i pellegrini con la proboscide; il tempio si trova vicino al Samadhi, il luogo di sepoltura di Aurobindo, dove si potrà partecipare alla meditazione collettiva serale. Da non tralasciare il lungomare, una cornice incantevole per una passeggiata, specialmente all’alba e al tramonto, e il Quartiere Francese. 7°g. 14/2 Pondicherry - Chidambaram - Kumbakonam Si lascia Pondicherry verso sud per Chidambaram, che dista 63 km. Qui il tempio principale è un maestoso complesso dedicato a Nataraja, ovvero Shiva nel suo aspetto di Signore della Danza Cosmica; è uno tra i più sacri siti indiani dedicati a Shiva e uno dei massimi capolavori dell’architettura dravidica. Una leggenda narra che Shiva e Kali eseguirono una danza con Vishnu come giudice; Shiva perse un orecchino e lo raccolse con un gesto che Kali non riuscì a ripetere, e, quindi, il titolo di Nartaraja (signore della danza) spettò a Shiva. Letteralmente Chidambaram significa “il fluire della coscienza”, ed oltre ad essere un interessantissimo complesso templare è importante perché secondo la tradizione custodisce l’invisibile lingam dell’etere. All’ingresso principale si trova il Gopuram più antico, ornato da sculture che illustrano le 108 posizioni sacre della danza classica tamil; impressiona il visitatore anche la sala delle mille colonne. Completata la visita ci si trasferisce a Kumbakonam, che dista circa 70 km, 2 ore e mezza di viaggio. A prima vista può apparire come una piccola tipica città indiana, fino a che si notano le decine di variopinti gopuram che si innalzano verso il cielo dai templi, a testimonianza del fatto che è considerata la città santa dell’India meridionale e del ruolo svolto in passato. Oltre ai templi ospita grandi vasche di abluzione; tra queste la principale è quella del Mahamaham dove periodicamente si svolge uno dei festival più importanti del Tamil Nadu, il celebre “Kumbhamela del Sud”. Secondo la tradizione, infatti, qui ogni 12 anni, per via delle congiunzioni astrali, le 20 fonti che nutrono la grande vasca versano l’acqua di uno dei fiumi sacri dell’India, facendo sì che un’abluzione eseguita qui in questo momento d’auspicio equivalga ad un’abluzione eseguita contemporaneamente in tutte le acque sacre dell’India. Il prossimo evento sarà nel 2028. Dopo la visita di questo mitico luogo ci si reca al tempio di Nagesware, il più antico e dedicato a Shiva; quindi al Sarangapani dedicato a Vishnu e al Kumbeshwara. Si alloggia presso l’hotel Indeco Swamimalai, situato nel piccolo centro di Swamimalai (6 km da Kumbakonam). 8°g. 15/2 Kumbakonam - Thanjavur – Tiruchirappalli Prima di ripartire vale la pena visitare i due magnifici templi di epoca Chola dedicati a Shiva e dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO che si trovano nei dintorni: l’Airavatesvara, dove la scalinata è scolpita con suggestivi elefanti e carri trainati da cavalli, e il Gangaikondacholapuram. Ci si dirige poi verso Thanjavur che dista 40 km, circa 1 ora di viaggio, un luogo che fu la capitale del grandioso impero dei Chola all’epoca della sua massima espansione, uno dei pochi regni che diffusero l’induismo oltre i confini dell’India. Si visita il famoso tempio shivaita di Brihadeshwara, patrimonio dell’UNESCO, edificato nell’XI secolo, che viene paragonato per la maestosità della struttura alle cattedrali europee. Ci si sposta quindi a Tiruchirappalli (59 km, 1 ora e mezza circa), dove si alloggia presso l’hotel Sangam. 9°g. 16/2 Tiruchirappalli - Chettinadu Tiruchirappalli vanta un animatissimo bazaar e diversi templi importanti; ci si reca a visitare il più importante, il Sri Rangam (Ranganatha) dedicato a Vishnu che pare abbia 2000 anni di storia e fu edificato nella forma attuale tra il XIII e il XIV secolo e contiene anche un suo tempio che la tradizione afferma essersi autogenerato. Il luogo è famoso per i 7 cerchi di mura concentrici attorno al tempio centrale, ornati da 21 torri; si estende su un’area di 156 acri – è di fatto una cittadina religiosa, con innumerevoli avvenimenti quotidiani. Ci si reca anche al Forte, edificato su di un colle alto circa 90 mt, un luogo che nella storia ha vissuto innumerevoli battaglie; alla base si trova il tempio di Thayumanavar (VI secolo) dedicato a Shiva e sulla cima del colle, con una bella visuale, il tempio di Ganesh, del VII secolo. Completate le visite si parte per il Chettinadu, un’area che nel 2014 è stata inserita nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO per il valore artistico ed architettonico degli antichi palazzi appartenuti ai Chettiar, una comunità di mercanti che si arricchirono nel XIX secolo grazie alle attività bancarie e imprenditoriali nello Sri Lanka e nel sud-est asiatico. Nei 75 villaggi e paesi del Chettinadu costruirono un grande numero di magioni, sembra anche più di 10.000, straordinariamente opulente, dove in linea generale si riscontra al piano terra un’architettura tipica tamil, mentre i piani superiori hanno incorporato spesso un’influenza occidentale con l’utilizzo di materiali e competenze che provenivano da tutto il mondo. I villaggi furono costruiti in base a precise e sofisticate regole urbanistiche: strade ortogonali e particolari sistemi idrici. Dopo la seconda guerra mondiale gli affari non furono più così redditizi e la gran parte dei palazzi vennero lasciati andare in rovina. Il centro principale è Karaikuddi, dove si visitano due bei palazzi, mentre nel piccolo villaggio di Athangudi alcuni laboratori artigiani di piastrelle realizzate a mano, con i particolari disegni e modelli che decoravano i palazzi Chettiar. Si alloggia presso l’hotel Chettinadu Mansion a Kandukathan, una pittoresca residenza appartenente e abitata tuttora dalla famiglia originaria dove solo 12 camere delle oltre 100 sono state messe a disposizione dei clienti per preservare il patrimonio del Palazzo ed offrire un’atmosfera tranquilla e riservata, immersi nel passato. 10°g. 17/2 Chettinadu – Madurai Completate le visite a Chettinad si parte verso est per Madurai, che da qui dista 90 km, circa due ore di viaggio. La città è edificata attorno al magnifico tempio di Meenakshi, dedicato al dio Shiva; ha una storia di 2000 anni che risale ai tempi della dinastia dei Panda, e la costruzione nella forma attuale con le quattro grandi torri perimetrali decorate con migliaia di statue è dovuta alla dinastia dei Nayaks del XVI secolo. Vi si svolgono continuamente cerimonie religiose e rituali a cui è molto interessante assistere, un luogo eccezionale per ammirare il colorato vigore induista; in particolare alla sera quando viene portata a spalla dai bramini con un seguito di devoti e tridenti fiammeggianti l’effige di Shiva per condurla tra il rullare dei tamburi nel tempio della dea Parbati, sua consorte, per trascorrervi la notte. È molto interessante anche il Palazzo edificato dal re Thirumalai della dinastia dei Nayak nel XVII secolo, presenta uno stile proprio che raccoglie elementi dravidici e rajput, e impressiona per i grandi colonnati. Si alloggia presso l’hotel Fortune Pandiyan. 11°g. 18/2 Madurai - Munnar Si parte per il Kerala, la meta è Munnar, che dista 155 km, situata tra i bellissimi monti che lo separano dal Tamil Nadu. Il nome Munnar si ritiene che derivi da munu (tre) e aaru (fiume), riferendosi alla posizione strategica della località, che sorge alla confluenza di tre fiumi di montagna: Mudrapuzha, Nallathanni e Kundala. Situata a 1.600 metri sul livello del mare, durante il periodo coloniale era un luogo di rifugio prediletto dei britannici, per il clima e la tranquillità; nei dintorni si trova anche il monte più alto dell’India meridionale, l’Anamudi, di 2.695 mt. Oggi è il centro di un’area di piantagioni di tè e le dolci colline nei dintorni sono ammantate di piantagioni color smeraldo, curate ed accudite quasi fossero siepi ornamentali di quella che è la più grande regione di coltivazione del tè dell’India del Sud. L’origine di tutto questo si deve ad un ufficiale inglese che nel 1877 iniziò a piantare caffè, cardamomo e molte altre spezie ma ben presto scoprì che il terreno e l’ambiente erano ideali per la coltivazione del tè. Il tè di Munnar è pulito e mediamente tonico, di colore giallo dorato con una profondità di arancia, con un sapore corposo e vivace con un tocco di frutta e una nota sorprendentemente persistente di dolcezza nel finale. A Munnar si alloggia presso l’hotel Fort Munnar e si fa una piacevole passeggiata tra le piantagioni del tè per godere appieno di questi luoghi, con anche la visita del relativo museo, e si potrà partecipare ad una lezione di cucina. 12°g. 19/2 Munnar – Alappuzha Oggi si raggiungono le rive dell’Oceano Indiano ad Alappuzha, che dista 170 km, circa 5 ore di viaggio. Questa località, ancora comunemente nota come Allapey, è il cuore delle “backwaters”, le lagune interne del Kerala, una regione tropicale con bellissimi spazi d’acqua collegati da un’ampia rete di canali, un mondo immerso in una rigogliosa vegetazione con villaggi, canoe spinte da pertiche, rivendite di toddy (una bevanda leggermente alcolica ricavata dalla linfa degli alberi di palma) dove ci si può muovere utilizzando le case galleggianti. Si sale a bordo di una di queste, che sarà il nostro “hotel” fino a domani, iniziando a navigare fra le verdissime risaie, ammirando le chiatte per il trasporto del raccolto e isolati villaggi che si affacciano sulle rive, dove la vita dei contadini prosegue immutata da secoli. Si attraversano laghi orlati di palme e disseminati di reti da pesca e percorrono canali dove fibra di cocco, copra (polpa di cocco disidratata) e anacardi vengono caricati sulle chiatte. Si cena a bordo del vascello, godendo di una delle esperienze più gradevoli e rilassanti che si possano fare nel Kerala. 13°g. 20/2 Alappuzha – Kovalam Si lascia la casa galleggiante e si parte verso sud per Kovalam, che dista 165 km, circa 4 ore di viaggio; si alloggia presso l’hotel Travancore Heritage, dove sono disponibili trattamenti di terapia ayurvedica e massaggi. Il centro si affaccia in posizione panoramica su un’ampia spiaggia, un luogo che si presta in modo pressoché perfetto ad una pausa di relax. 14°g. 21/2 Kovalam Giornata di relax. Per chi rientra 15°g. Sabato 22 febbraio Kovalam – Trivandrum e volo di rientro Ci si reca all’aeroporto di Trivandrum, che dista 20 km. Per chi è giunto con Air India il volo per Delhi è alle 6.05 con arrivo alle 10.45. Si parte da qui per Milano Malpensa alle 14.20 con arrivo alle 18.20; per Roma Fiumicino alle 13.05 arrivando via Parigi alle 23.15. Per i collegamenti con altre città o i voli offerti da altre compagnie contattare Amitaba. ESTENSIONE: MARE TROPICALE E AYURVEDA DURATA DEL SOGGIORNO: a discrezione dei partecipanti 22/2 e a seguire: Kovalam, soggiorno di relax e ayurveda presso l’hotel Travancore Heritage. Per chi rientra Ci si reca all’aeroporto di Trivandrum, che dista 20 km. Per chi è giunto con Air India il volo per Delhi è alle 6.05 con arrivo alle 10.45. Si parte da qui per Milano Malpensa alle 14.20 con arrivo alle 18.20; per Roma Fiumicino alle 13.05 arrivando via Parigi alle 23.15. Per i collegamenti con altre città o i voli offerti da altre compagnie contattare Amitaba.
INDIA 2019: Le origini del Buddismo
Estensione finale: la vita del Budda
Periodo: 26 dic - 6 gen
BODHGAYA Bodhgaya è un villaggio nel cuore dell’antico regno Magadah, la terra santa del buddismo, cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (bhutanesi, birmani, giapponesi, tailandesi, tibetani, ecc.), dove sembra non essersi mai spento l’eco delle gesta di Budda. Dopo sei anni di ricerca spirituale e di stretta ascesi, Gautama interruppe l’austera disciplina a cui s’era sottoposto e s’incamminò lungo le rive del fiume Nairanjana che incornicia Bodhgaya, l’antica Uruvela. Qui si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) ottenendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Budda. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente in Sri Lanka. Nota Tecnica Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a fine dicembre ed a gennaio è secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono essere vicine allo zero; durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. È quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Portare delle foto per l’iscrizione agli insegnamenti e per l’ingresso in Nepal se si segue l’estensione “La vita del Buddha”. La radiolina per sentire la traduzione ed i cuscini per sedersi a terra possono essere acquistati a Bodhgaya. Gli hotel utilizzati sono sempre tra i migliori disponibili ed a Bodhgaya l’hotel dove si alloggia è vicino al luogo degli insegnamenti ed al Mahabodhi. Per i trasferimenti si utilizzano veicoli privati dotati di aria condizionata.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Estensione iniziale: NATALE A BODHGAYA 1°g. Domenica 22 dicembre, volo per Delhi Per raggiungere Delhi in India vi sono molti voli disponibili eseguiti da un gran numero di diverse compagnie e Amitaba prenota quello preferito dai viaggiatori. Il servizio di accoglimento in aeroporto a Delhi è previsto nella tarda mattina di lunedì 23; se si giunge in orari molto diversi o la sera precedente, Amitaba organizza l’accoglienza e il trasferimento in hotel chiedendo un piccolo contributo economico e le eventuali prenotazioni alberghiere aggiuntive richieste. 2°g. 23/12 Delhi Accoglimento in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Ashok Country Resort o simile nei pressi dell’aeroporto. 3°g. 24/12 Delhi – Gaya – Bodhgaya Il volo della Air India per Gaya nel Bihar parte alle 12.10 con arrivo alle 13.40 (orari da confermare); dall’aeroporto ci si trasferisce alla vicina Bodhgaya (10 km), dove si alloggia presso l’hotel The Royal Residency. Nel tardo pomeriggio ci si reca al giardino del Mahabodhi per una prima visita al giardino dove si trovano l’albero dell’illuminazione del Budda ed il tempio tra bellissimi stupa. 4°g. 25/12 Natale a Bodhgaya Si trascorre la giornata godendo delle opportunità offerte da Bodhgaya, in primo luogo l’immortale Mahabodhi. All’intorno vi sono molti templi e centri di diverse tradizioni buddiste, e si potrà scegliere con l’accompagnatrice quali si preferisce visitare. Tra i più significativi: il tempio bhutanese, il centro di meditazione zen, il Root Institute della FPMT, la grande statua del Buddha, il tempio nyingma, il Metta Buddharam (o tempio d’argento), il monastero di Tergar e così via. 5°g. e 6°g (26 - 27/12) Bodhgaya Si prosegue con le visite, in questo periodo sono presenti a Bodhgaya molti Lama di diverse tradizioni e vi è la possibilità di incontrarli. Nel corso di queste due giornate ci si reca anche al centro Maitri, un’istituzione caritatevole fondata da Adriana Ferranti che si occupa di sostegno umanitario, in particolare dei lebbrosi, ed anche della cura degli animali. Partenza del 26 dicembre 1°g. Giovedì 26 dicembre, volo per Delhi Per raggiungere Delhi in India vi sono molti voli disponibili eseguiti da un gran numero di diverse compagnie e Amitaba prenota quello preferito dai viaggiatori. È opportuno sceglierne uno che consenta una facile connessione con il volo per Gaya del 27/12; se per via del volo prescelto una connessione diretta non fisse possibile, Amitaba può predisporre ogni servizio ulteriore necessario (accoglienza, trasferimenti, hotel) chiedendo un piccolo contributo economico. 2°g. 27/12 Delhi – Gaya – Bodhgaya Il volo della Air India per Gaya nel Bihar parte alle 12.10 con arrivo alle 13.40 (orari da confermare). All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce alla vicina Bodhgaya (10 km), dove si alloggia presso l’hotel The Royal Residency e si incontrano l’accompagnatrice ed i partecipanti giunti qui in precedenza. Programma comune 3°g. (o 7°g.) 28/12 Bodhgaya, cuore del mondo buddista Ci reca al Mahabodhi, il giardino dove si trovano l’albero dell’illuminazione del Budda ed il tempio di Ashoka tra bellissimi stupa, un luogo che è il cuore pulsante del mondo buddista. Qui ad ogni ora del giorno e della sera un gran numero di devoti si raccoglie per le proprie pratiche: chi fa le prostrazioni, chi medita, chi recita i mantra, chi studia, chi esegue dei rituali, chi offre il Mandala, chi prega – un insieme molto intenso ma armonico e molto vivo. Nel corso del tempo all’intorno e nelle aree circostanti sono sorti un gran numero di templi ed istituti di diverse tradizioni (il tempio bhutanese, il centro di meditazione zen, il Root Institute della FPMT, la grande statua del Budda, il tempio nyingma, il Metta Buddharam (o tempio d’argento), il monastero di Tergar e così via. Saranno presenti a Bodhgaya molti Lama di diverse tradizioni e vi è la possibilità di incontrarli ed anche di partecipare agli insegnamenti che vengono conferiti. I tempi delle diverse visite vengono quindi scelti cercando di cogliere quello che vi è di più interessante. 4°g. (o 8°g.) 29/12 Bodhgaya, escursione a Gurpa Il monte di Gurpa (o Kukkutapadagiri), a sud est di Bodhgaya, si raggiunge con circa due ore di guida. È un luogo bello e meta di pellegrinaggi, e richiede una salita lungo una lunga scalinata che arriva sulla cima. Secondo la tradizione sarà qui che il Buddha del futuro, Maitreya, riceverà i vestiti monastici custoditigli da Kassapa, discepolo del Budda storico, che, sempre secondo la tradizione, non morì ma entrò in samadhi qui ed ora riposa tra queste rocce in attesa di quel giorno d’auspicio. 5°g. (o 9°g.) 30/12 Bodhgaya, escursione alla grotta di Mahakala Ci si reca nei pressi di Bodhgaya alla piccola grotta di Mahakala, che si raggiunge salendo le pendici del monte con un comodo sentiero. L’interno di questa venerata grotta ricorda la forma di una calotta cranica, ed è il luogo dove alcuni yogi tantrici si raccolsero in meditazione ed ebbero la visione di questo protettore del Dharma in forma terrifica, un sito che oggi è meta di pellegrinaggio. Nel tempo restante si continuano le attività a Bodhgaya. 6°g. (o 10°g.) 31/12 Bodhgaya, escursione allo Stupa di Sujata Si parte dal Mahabody per una bella passeggiata che, attraverso la parte più tipicamente indiana di Bodhgaya, s’inoltra per una bella campagna arrivando al fiume Niranjana, dove il Budda visse i suoi sei anni di stretta ascesi, e raggiunge il tempio e lo Stupa dedicati a Sujata (la pastorella che offrì del latte e del riso al Budda al termine delle sue austerità); lo Stupa venne edificato nel secondo seco avanti Cristo. Il tempo richiesto per arrivare è di circa un’ora. Rientrati, si terrà anche del tempo libero per dare un’occhiata ai negozietti che qui pullulano, dove si trovano diverse cose interessanti. 7°g. (o 11°g.) 1/1/2020 Bodhgaya, escursione a Nalanda e Rajghir Si raggiunge la grande università monastica di Nalanda (85 km). Secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Budda. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura ed i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. Terminata la visita ci si sposta alla vicina Rajghir, antica capitale del regno Magadha, e ci reca nella zona collinare nei pressi del paese dove sorge il “Picco degli Avvoltoi” (si può salire usando una comoda seggiovia!). Fu qui che venne trasmessa la Prajnaparamita (il Sutra della saggezza) che segna l’inizio della tradizione del cosiddetto “secondo giro della ruota del Dharma”, il sentiero buddista Mahayana. Questo fu anche il luogo dove venne tenuto il primo concilio buddista; sulla sommità i giapponesi hanno costruito una “Pagoda della Pace”. Il sentiero da cui si scende transita da alcune importanti grotte di meditazione e dal sito del primo concilio. Dopo la visita si rientra a Bodhgaya, che da qui dista 70 km. 8°g. (o 12°g.) 2/1 Bodhgaya – Varanasi Si parte con un veicolo privato alla volta di Varanasi, nello stato indiano dell’Uttar Pradesh, che dista circa 250 km, un viaggio di circa 6 ore. Qui ci si accomoda presso l’hotel Taj Gateways o il Ramada Plaza, i migliori della città. In serata si percorrono a piedi gli antichissimi ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e ci si potrà sedere sulle rive del fiume al Dasashvamedh, il ghat principale, per osservare l’aarti, una splendida cerimonia officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 9°g. (o 13°g.) 3/1 Varanasi Ci si reca al forte di Ramnagar, un palazzo del XVIII secolo in stile mughal posto panoramicamente sulla riva orientale del Gange dove vi è anche un vetusto museo, e, ai margini della città vecchia, si visitano l’ashram dell’esoterica scuola indiana degli Agora e l’Università di Benares, faro della cultura tradizionale indiana nel mondo. Ci si tuffa quindi nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo luogo, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! 10°g. (o 14°g.) 4/1 Varanasi e Sarnath Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Dopo colazione ci si reca a Sarnath nei pressi di Varanasi (10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Budda, conosciuto come “primo giro della ruota del Dharma”, e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) ed il bellissimo Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà anche visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno stupa ed un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, si avrà il tempo per un ultimo tuffo nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi. Per chi rientra 11°g. (o 15°g.) 5/1 Varanasi – Delhi e volo per l’Italia Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Delhi accompagnati dal corrispondente locale di Amitaba. Giunti nella capitale, ci si trasferisce ai voli internazionali per il volo di rientro; la maggior parte dei voli parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se si preferisse o fosse necessario per la scelta dei voli pernottare a Delhi, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza ogni servizio necessario: trasferimenti, pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri. 12°g. (o 16°g.) Lunedì 6 gennaio, arrivo a destinazione Estensione: LA VITA DEL BUDDA 11°g. (o 15°g.) 5/1 Varanasi – Kushinagar Si parte lasciando Varanasi verso nord per Kushinagar, coprendo la distanza di 230 km in circa 6/7 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Kushinagar è un tranquillo villaggio con un giardino pieno di pace che circonda il tempio dove una statua che raffigura il Budda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo. 12°g. (o 16°g.) 6/1 Kushinagar – Lumbini (Nepal) Chi lo desidera potrà tornare di prima mattina al sito sacro. Si parte quindi per Lumbini in Nepal, un percorso di circa 183 km che richiede approssimativamente 6 ore; il paese è a poca distanza dal confine. Sistemazione presso l’ottimo hotel Lumbini Hokke, posto in un giardino a breve distanza dai luogo della nascita del Budda. 13°g. (o 17°g.) 7/1 Lumbini Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Budda; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto dove si ritiene che sia avvenuta. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. A breve distanza da quest’area si visitano le rovine di Kapilvastu, la cittadina, capitale dei Shakya, dove viveva Siddharta; su questo punto vi è però una controversia, perché alcuni studiosi danno il lustro di questo ruolo ad un altro omonimo sito archeologico in India – in ogni caso, si visitano entrambe le località! 14°g. (o 18°g.) 8/1 Lumbini – Shravasti (India) Tornati in India ci si reca al sito indiano di Kapilvastu, ubicato nella località di Piprahwa a circa 110 km da Lumbini, molto meglio curato del ‘fratello’ nepalese. Si prosegue quindi per Shravasti, che da qui dista altri 126 km, un viaggio di circa 6 ore in tutto; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Shravasti fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Budda vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri e uno Stupa costruito sul luogo in cui il Budda compì dei miracoli ed a breve distanza si trovano le rovine dello stupa di Angulimala. 15°g. (o 19°g.) 9/1 Shravasti – Lucknow Si lascia Shravasti in direzione sud ovest per Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh, che dista circa 180 km, un percorso di circa 5 ore. Lucknow è una città interessante, che per le sue caratteristiche culturali e ambientali si fregiava del nome di “Costantinopoli dell’India”. Si alloggia presso l’hotel Clarks Avadh. 16°g. (o 20°g.) 10/1 Lucknow – Delhi e volo di rientro Ci si reca a visitare il sito di maggior interesse della città: il complesso di Bara Imambara, costruito nel 1784, dove la sala principale a volta, costruita senza pilastri di supporto, è tra le più ampie che si conoscano realizzate con mezzi tradizionali; la grande moschea e la parte chiamata “il labirinto” completano questo unico insieme. Il volo della Air India per Delhi parte alle 20.15 con arrivo alle 21.35 (orari da confermare), dove si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se si preferisse o fosse necessario per la scelta dei voli pernottare a Delhi, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza ogni servizio necessario: trasferimenti, pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri. 17°g. (o 21°g.) Sabato 11 gennaio, arrivo a destinazione
INDIA 2019: Meraviglie del Karnataka
Da Goa a Badami, Hampi, Sravanabelagola e Mysore. Estensione iniziale “Natale a Goa”; Estensione finale “Kerala, relax tropicale”.
Periodo: 26 dic - 6 gen
Sono previste due possibili estensioni. Un’estensione iniziale con partenza il 22/12, per un soggiorno di relax a Goa sull’Oceano Indiano nel periodo natalizio. Al termine è prevista un’estensione che porta in Kerala con un volo da Bangalore a Trivandrum; ci si accomoda presso un centro ayurvedico posizionato in un punto molto bello della costa; la durata suggerita è di sei notti, ma che può essere variata come si ritiene meglio. Nota Tecnica Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di ottimo livello ed alcune sono palazzi storici. Nel viaggio principale sono comprese le cene, incluso il cenone di Capodanno; non sono inclusi i pranzi per avere maggiore flessibilità nella gestione delle giornate. A Goa e durante le estensioni è prevista solo la colazione.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO ESTENSIONE INIZIALE, NATALE A GOA 1°g. Domenica 22 dicembre, volo per Goa Per raggiungere Goa in India Amitaba utilizza voli Air India, Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggioranza dei voli prevede un arrivo nel corso della giornata successiva; Amitaba può prenotare il volo preferito. 2°g. 23/12 Arrivo a Goa All’aeroporto di Goa si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce all’hotel Casa Anjuna, una struttura tranquilla a pochi passi dalla spiaggia scelta per il suo sapore tradizionale, ma collocata in una zona dove vi sono diversi ristoranti e punti di ritrovo, e anche diversi centri che offrono sia massaggi che i trattamenti ayurvedici. 3°g. – 6°g. (24/12-27/12) Soggiorno a Goa Soggiorno di relax. Il giorno 27 giungono in hotel i partecipanti che seguono la parte principale del viaggio. PROGRAMMA PRINCIPALE 1°g. Giovedì 26 dicembre, volo per Goa Per raggiungere Goa in India Amitaba utilizza voli Air India, Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggioranza dei voli prevede un arrivo nel corso della giornata successiva; Amitaba può prenotare il volo preferito. 2°g. 27/12 Arrivo a Goa All’aeroporto di Goa si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce all’hotel Casa Anjuna dove sono già presenti i partecipanti giunti a Goa per il Natale. PROGRAMMA COMUNE 3°g. o 7°g. 28/12 Goa Visita di Goa, dove i portoghesi giunsero nel XVI secolo e governarono fino al 1961, un passato che si riflette nel peculiare insieme architettonico e nella presenza di una grande comunità cristiana. Ci si reca a Vecchia Goa che fu la capitale dei portoghesi fino al XVII secolo, dove con una piacevole passeggiata si incontrano due siti che sono Patrimonio dell’Unesco, di cui il più famoso è la Basilica di Bon Jesus che custodisce i resti di San Francesco Saverio, la cui costruzione iniziò nel 1594. Sono molto belle anche la chiesa di San Francesco e la Cattedrale, mentre situata poco lontano, a pochi passi dall’arco di benvenuto dedicato a Vasco de Gama che si affaccia sul vecchio porto, vi è la chiesa di San Gaetano edificata prendendo a ispirazione la struttura della cattedrale di San Pietro a Roma. Si completa il tour con la visita di Panaji, il centro amministrativo del distretto di Goa, dove sono molto pittoreschi i “Quartieri Latini” e la cattedrale, edificata nel 1609. 4°g. o 8°g. 29/12 Goa - Badami Si parte per Badami, che dista circa 250 km, un viaggio che impegna per almeno 7 ore; si segue per un tratto la costa verso sud entrando in Karnataka, quindi si procede verso nord est superando i colli coperti di foreste ed arrivando sul plateau agricolo giungendo nel tardo pomeriggio nel piccolo centro di Badami, dove si trova la stupenda vallata cinta da rocce arenarie rosse dove sorgeva questa antica capitale dei Chalukya, uno dei punti più evocativi dell’India. Si alloggia presso l’hotel storico Badami Court o simile. 5°g. o 9°g. 30/12 Badami, Mahakuta e Banashankari Si dedica la mattina alle visite del sito archeologico di Badami, percorrendolo a piedi con una splendida passeggiata. I reperti più importanti sono i quattro templi rupestri edificati nel VI secolo, che presentano sculture magnifiche e suggestive; tre sono induisti dedicati uno a Shiva e due a Vishnu mentre il quarto, che fu il primo ad essere scolpito, è jainista. Sul lago di Agastya ai piedi delle colline, contornato quasi tutto dai ghat (scalinate), si affacciano due templi di pietra arenaria locale, dedicati a Shiva. Il forte che sovrasta i colli fu invece fatto costruire da Tippu Sultan nel XVIII secolo su fortificazioni precedenti che risalgono fino al V secolo; vi sono alcuni resti di quest’epoca più antica e torri d’avvistamento del XIV e XVI secolo. Nel pomeriggio ci si reca ai vicini templi di Mahakuta (16 km), ubicati dietro ai monti che cingono il bacino di Agastya, tutti dedicati a Shiva, che risalgono dal VI all’VIII secolo; il sito è molto vivo ed interessante, tra alberi secolari che sono un monumento della natura, con una vasca d’acqua alimentata da una fonte naturale, dove alcuni dei molti pellegrini che giungono fin qui fanno il bagno. Si prosegue per Banashankari, il tempio dedicato alla consorte di Shiva dove anche ai non induisti è consentito il darshan (vista) della divinità, anche questo molto frequentato dai pellegrini, nei pressi di un grande bacino artificiale di epoca Chalukya. Rientrando a Badami si fa una passeggiata nel mercato della cittadina. 6°g. o 10°g. 31/12 Badami – Pattadakal – Aihole – Hampi Ci si sposta per un tratto verso est (22 km) attraverso le belle campagne di questa regione arrivando a Pattadakal, una delle tre capitali storiche dei Chalukya costruita sulle rive di un fiume, un sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Qui, all’interno del ben tenuto parco archeologico, si trovano diverse magnifiche opere templari che consentono di osservare il processo qui avvenuto di fusione armoniosa degli stili dell’india del nord e del sud, con le torri dei templi (gli shikara) di Galaganatha e Jambulinga curvilinee, secondo i dettami settentrionali, mentre quelle di Sangameshvara ed altri sono squadrate seguendo lo stile meridionale, e si ha una sintesi di stile nei due templi più importanti. Tra questi, il principale è il tempio di Virupaksha, costruito tra il 740 ed il 745 d.C. che è ancora attivo; all’interno le colonne rivelano bassorilievi di straordinario interesse ed una statua di Durga, a destra del tempio del lingam, che è tra le più rimarchevoli dell’India; di fronte, un gigantesco e ottimamente realizzato Nandi monolitico è curato con devozione da… 1300 anni. Dopo la visita si prosegue per Aihole, altri 23 km circa a nord est. Questo villaggio fu la prima capitale dei Chalukya e vi si trovano 22 siti archeologici, con anche diversi templi che sono di fatto fusi con le case del villaggio: gli archeologi ne hanno classificati più di 100. Il sito principale contiene due edifici maggiori ed alcuni più piccoli, con il richiamo principale dato dal tempio di Durga (VII secolo) che presenta, caso rarissimo per un tempio induista, un’abside circolare nella parte posteriore, con sculture di ottima fattura. E’ interessante anche salire la collina dove vi sono le mura della cittadella ed un isolato tempio jainista, anche per una visuale d’insieme. Si pranza ad Aihole e si procede ora per Hampi, situata circa 130 km a sud, dove si alloggia e si festeggia il nuovo anno presso l’hotel Welcome Heritage Shivavilas Palace. 7°g. o 11°g. 1/1 Hampi Si dedica la giornata all’esplorazione del sito archeologico di Hampi, che dal 1986 è parte del Patrimonio Mondiale Unesco. Qui, nei pressi di un fiume che scorre tranquillo tra formazioni di rocce rosse dalle forme plastiche, si trovano i resti della capitale del potente impero Vijayanagara, una moltitudine di templi e rovine di edifici immersi in una natura stupenda. Dove sorge un grande tempio induista che i pellegrini raggiungono per i loro riti si trova un piccolo villaggio, che ora il governo indiano sta rimuovendo per non disturbare i siti archeologici, che è tutto quanto rimane di quello che nel XIV secolo fu il centro del grande regno induista che si oppose con successo all’espansione islamica nel meridione del Subcontinente fino alla sua soccombenza nel 1565. I punti artistici più celebri sono tantissimi, con i templi di Virupaksha, Vithala, Hazara Rama, Achuta Raya, il palazzo del Lotus Mahal e così via; ma la magia di Hampi si coglie anche solo passeggiando in questo grandioso insieme di storia e natura che ne fa uno dei luoghi imperdibili dell’India. 8°g. o 12°g. 2/1 Hampi – Chitradurga - Chikmagalur Si lascia Hampi in direzione sud per Chitradurga, che dista circa 130 km. Qui si visita il grande forte edificato tra le rocce granitiche dalle forme meravigliosamente plastiche del monte che sorge ai margini della tranquilla e colorata cittadina. Fu il centro di un regno che divenne indipendente dal 1568 dopo la caduta dell’impero Vijayanagara di Hampi e rimase autonomo fino alla conquista da parte di Tippu Sultan alla fine del XVIII secolo; il nome ‘Chitra’, che significa ‘dipinto’, lo ha ricevuto per via dell’ambiente naturale particolare dove alcune rocce sembrano avere le forme di animali. Salendo oltre il cancello si superano diverse porte arrivando nella parte alta, dove vi sono due templi molto interessanti, ancora attivi, e chi è in grado può provare ad arrampicarsi lungo le ripide rocce aiutato da piccoli intagli arrivando sul panoramico basamento circolare che sovrasta il sito, un’opzione che però può essere pericolosa. Si prosegue quindi per Chikmagalur, circa 160 km a sud ovest, attraverso un bell’ambiente rurale. La tappa di oggi richiede in tutto da 6 a massimo 7 ore e mezza; si alloggia presso l’hotel The Gateway o simile. 9°g. o 13°g. 3/1 Chikmagalur – Belur – Halebid – Sravanabelagola - Mysore Si visitano i gioielli architettonici della dinastia Hoysala, i templi di Belur e Halebid, edificati dove sorgevano le antiche capitali dinastiche Hoysala dal X al XII secolo. A Belur, situata a 25 km da Chikmagalur; all’interno delle mura del complesso vi sono diverse costruzioni che contornano il tempio di Vijaya Narayana: qui le sculture di finezza estrema rasentano una perfezione sovrannaturale, sia nel decoratissimo esterno che all’interno, dove si ha l’apice artistico in diverse figure ed in particolare nella rappresentazione di Mohini, forma femminile di Vishnu. Halebid, a 23 km da Belur, si chiamava in origine Dwarasamudra e fu la capitale del re Vishnuvardhana che vi fece erigere il celebre tempio dedicato a Shiva, una struttura molto particolare che presenta due cappelle affiancate che presentano ai loro ingressi due giganteschi Nandi monolitici, e sono collegate all’interno da un lungo colonnato. Anche qui si trovano sculture stupende eseguite nel particolare stile ornamentale del periodo Hoysala, e la struttura è analogamente posta sul tipico basamento che ne consente la circumambulazione ed è adornata da raffinate decorazioni in ogni suo punto. Dopo la visita si prosegue per Sravanbelagola, che dista 81 km, un antico sito e luogo di pellegrinaggio jainista che si sviluppò durante la dinastia Ganga, tra i secoli IX e X; ci sono due colline sacre, la Doddabetta o Vindyagiri e la Chikkabetta o Chandragiri, dove si trovano diversi templi jainisti. Il luogo è anche la sede principale dei Bhattaraka, o capi religiosi della tradizione jainista Digambara, i “Vestiti di Cielo” (asceti nudi). Si raggiunge con una scalinata la sommità del colle roccioso di Vindyagiri su cui è stata ricavata la colossale statua monolitica di Bahubali, alta 18 metri, che raffigura Bhagavan Gomatheshwara, che secondo la tradizione jainista fu il figlio minore di Adinath, il primo dei 24 illuminati, una figura molto venerata per la sua capacità di rinuncia ed ascetismo. E’ la più grande statua monolitica al mondo, una vera meraviglia non solo per le dimensioni ma per la qualità dell’esecuzione. Completata la visita si continua per Mysore, circa 80 km più a sud, dove si alloggia presso il Fortune Park JP Palace o simile (Southern Star). 10°g. o 14°g. 4/1 Mysore, Somanathapura e Srirangapatnam La città di Mysore è stata il centro di un regno indipendente retto da un’unica dinastia dal 1399 al 1947, quando è divenuta parte dell’Unione Indiana; l’atmosfera della cittadina riflette questo prestigioso passato. Nel corso della mattina si effettua un’escursione a Somanathapura (36 km) dove si trova il tempio di Chennakesava edificato nel 1258, un esempio tra i più eccellenti dell’architettura Hoysala, che, come Belur e Halebid, colpisce per la qualità dei bassorilievi. Si prosegue per l’isola fluviale di Srirangapatnam (35 km) formata dal fiume Kaveri, dove si visitano il palazzo estivo di Tippu Sultan ed il mausoleo da lui costruito per il padre, Hyder Ali, dove riposa anche il suo corpo, magnifici esempi di architettura islamica. Ci si reca anche all’interno delle mura del grande forte, che fu conquistato dagli inglesi nel 1799, dove si trova il tempio vishvaita di Ranganatha, la cui origine risale alla dinastia Ganga nel IX secolo, Rientrati (23 km), nel pomeriggio ci si reca al Palazzo di Mysore, che è tutt’oggi la residenza ufficiale della famiglia reale e venne edificato a fine ‘800 dal 24° reggente della dinastia Wodeyar e si effettua un giro in città. Per chi fosse interessato, vi è la possibilità di visitare al tramonto il tempio di Bramasthanam, nei pressi di Mysore, edificato in stile keralese nell’ashram di Mata Amritanandamayi, dove si tiene una celebrazione dell’arati molto suggestiva. PER CHI RIENTRA 11°g. o 15°g. 5/1 Mysore – Bangalore e volo di rientro Si raggiunge l’aeroporto di Bangalore, che dista 155 km, un percorso che richiede almeno 4 ore. In funzione dell’orario dei voli di rientro si potrà valutare se fare un giro in città. La gran parte dei collegamenti per il rientro parte in serata con arrivo a destinazione nel corso della giornata successiva. 12°g. o 16°g. Domenica 6 gennaio, arrivo a destinazione ESTENSIONE: KERALA, RELAX TROPICALE (NB: il soggiorno può essere sia esteso che ridotto) 15°g. 5/1 Mysore – Bangalore – Trivandrum – Kovalam Si raggiunge l’aeroporto di Bangalore, che dista 155 km, un percorso che richiede almeno 4 ore. Qui ci si imbarca sul volo per Trivandrum in Kerala; all’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce (20 km) presso il Travancore Heritage hotel. 12°g. – 16°g. o 16° - 20°g. (6/1 – 10/1) Kovalam, soggiorno di relax e ayurveda Presso il Travancore Heritage hotel ci sono trattamenti di terapia ayurvedica e massaggi. Il centro si affaccia in posizione panoramica su un’ampia spiaggia, un luogo che si presta in modo pressoché perfetto ad una pausa di relax. 13°g. o 21°g. Sabato 11 gennaio, Kovalam – Trivandrum e volo di rientro Ci si reca all’aeroporto di Trivandrum dove vi sono disponibili diversi collegamenti per l’Italia che giungono a destinazione nel corso della giornata.
INDIA 2019: SS il XIV Dalai Lama, insegnamenti e incontro con la cultura tibetana
Dal Tempio d’Oro e Tso Pema a Dharamsala
Periodo: 27 ott - 9 nov
INSEGMANTI SI S.S. IL XIV DALAI LAMA Nel corso di tre giorni, dal 4 al 6 novembre, S.S. il XIV Dalai Lama conferirà un ciclo di lezioni inerenti la filosofia del buddismo tibetano. Gli insegnamenti impegnano solitamente parte della mattina e il primo pomeriggio; per l’iscrizione, che si effettua in loco con l’assistenza di Teresa Bianca, serve portare 1 foto e solitamente è gratuita o richiede poche rupie. Vengono tenuti al monastero di Namgyal, edificato di fronte alla residenza di S.S. il XIV Dalai Lama; in origine il Namgyal a Lhasa era situato all’interno del Potala. Il Dalai Lama si accomoda su un seggio e le persone occupano i porticati ed il cortile antistante, sedendo su dei cuscini che ognuno porta lì con se (si possono acquistare localmente con poco); parla in tibetano e la traduzione viene fatta in diverse lingue e trasmessa con le radio. Per il nostro gruppo traduce in italiano Teresa Bianca; per ascoltare è sufficiente una normale radiolina FM. DHARAMSALA Dharamsala è uno dei luoghi più speciali del buddismo perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di S.S. il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo. Durante il soggiorno a Dharamsala si visiteranno i diversi istituti: dal Norbulingka al Mentzikhang, includendo il Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library e il tempio di Nechung. Sarà anche possibile incontrare alcuni dei Lama che risiedono abitualmente qui. MONASTERO DEL NAMGYAL E TEMPIO DI TEKCEN CIOELING Il tempio di Tekcen Cioeling, adiacente al monastero Namgyal, è un luogo molto speciale, voluto da S. S. il XIV Dalai Lama quando nel 1967 ricevette in segreto dal Tibet le preziose reliquie dei resti della statua di Avalokiteshvara che era rimasta nell’ala settentrionale del Jokhang, la cattedrale di Lhasa, per 1300 anni: era ora necessario costruire un luogo dove poterle ospitare. Quella veneratissima statua era considerata autogenerata e secondo la tradizione conteneva al suo interno al cuore un’altra statuetta in legno di sandalo, anch’essa autogenerata, che era stata portata a Lhasa dall’Imperatore del Tibet in persona; per i Tibetani in essa vi era poi anche la presenza spirituale dello stesso imperatore Songtsen Gampo e delle sue due consorti. Degli undici volti originali ne furono portati a Dharamsala alcuni e tre, se pur danneggiati, sono stati inseriti nella nuova statua, che rivolge lo sguardo ad est per significare l’auspicio che il popolo tibetano possa tornare ad essere libero nella sua terra. Il tempio venne completato nel 1970, e ad Avalokiteshvara vennero aggiunte le statue di Sakyamuni e Guru Padmasambhava. Il tempio è stato costruito in modo semplice ma secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama. Il monastero del Namgyal è aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica di diversi insegnamenti tantrici come quello di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Al tempio è stata aggiunta successivamente un'ala chiamata 'Tempio di Kalachakra' le cui pareti sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Nel monastero attualmente vivono centinaia di monaci. Una nota pratica Il viaggio si svolge nel periodo autunnale, solitamente secco. A MacLeodganj, sui monti dell’Himachal Pradesh, la sera può essere utile avere una felpa calda. Le sistemazioni sono tutte di buona qualità, anche 5*; a Tso Pema vi è un hotel di proprietà statale, piuttosto semplice ma adeguato, e con i tipici difetti che questo può comportare, ma non vi sono soluzioni migliori. Da Delhi ad Amritsar di utilizza il treno, altrove sempre veicoli privati comodi e dotati di aria condizionata. Le cene a MacLeodganj non sono incluse perché vi è un gran numero di ristorantini interessanti; i pranzi non sono compresi perché si preferisce avere flessibilità nella gestione delle giornate. E’ necessario munirsi del visto indiano prima della partenza.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 27 ottobre, volo per Delhi Per raggiungere Delhi in India vi sono molti voli disponibili eseguiti da un gran numero di diverse compagnie e Amitaba prenota quello preferito dai viaggiatori. Il servizio di accoglimento in aeroporto a Delhi è previsto nella tarda mattina di lunedì 28; se si giunge in orari molto diversi o la sera precedente, Amitaba organizza l’accoglienza e il trasferimento in hotel chiedendo un piccolo contributo economico e le eventuali prenotazioni alberghiere aggiuntive richieste. 2°g. 28/10 Delhi Accoglimento in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Royal Plaza (hoteltheroyalplaza.com) o simile in centro città, dove è in attesa dei partecipanti Teresa Bianca la guida del viaggio. Nel pomeriggio si effettua una visita in città, accompagnati anche da una guida locale: ci si reca al memoriale di Gandhi, al Forte Rosso ed alla grande moschea (Jama Masjid), ai margini della città vecchia, dove si completa il tour tuffandosi tra le stradine utilizzando un riksho. 3°g. 29/10 Delhi – Amritsar Si prende il treno per Amritsar che parte alle 7.20 con arrivo alle 13.45; l’hotel fornisce una prima colazione al sacco. A destinazione ci si accomoda presso l’hotel Hyatt Amritsar (hyatt.com/en-US/hotel/india/hyatt-regency-amritsar) o simile, pomeriggio libero. Dopo cena verso le 21.00 ci si reca al Tempio d’Oro per assistere alla cerimonia del Palkhi Sahib, che si tiene alle 22.15. Ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sul trono al canto di inni accompagnati dai tamburi. 4°g. 30/10 Amritsar Accompagnati anche da una guida locale si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago su cui sorge il tempio era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Buddha giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Nel pomeriggio verso le 16.00 ci si reca al punto di confine col Pakistan di Wagah (35 km), l’unico passaggio di frontiera aperto tra i due Paesi, per la cerimonia del ritiro della bandiera che si svolge alle 17.00; l’evento è diventato una specie di spettacolo nazionale con i soldati delle due parti che fanno una parata militare e diverse mimiche, interessante da vedere. Rientrando ad Amritsar ci si reca a visitare i templi di Durgiana, del XVI secolo dedicato a Durga, e di Mata Mandir, dove la sera è interessante osservare le famiglie indiane che vi si recano. Per chi lo desidera, è anche possibile tornare al Tempio d’Oro. 5°g. 31/10 Amritsar - Tso Pema (Rewalsar) Si lascia Amritsar in direzione est arrivando, con panorami sempre più belli, alle falde della catena himalaiana e, percorrendo vallate e attraversando cittadine e villaggi, si giunge al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema: Tso significa lago e Pema loto. L’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato anche con l'appellativo di 'Colui che è nato dal loto' (Guru Rimpoce). Il percorso oggi è di 270 km e richiede fino a 7 ore di viaggio, quindi un poco faticoso, ma molto bello. Si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor o simile. 6°g. 1/11 Tso Pema (Rewalsar) Il laghetto sacro di Tso Pema è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce (Padmasambhava) ed all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh, mentre sulla collina vi è un interessate complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce, tutti luoghi dove vi è una forte aura mistica. 7°g. 2/11 Tso Pema (Rewalsar) – Kangra - Dharamsala (MacLeodganj) Si seguono le pittoresche strade dell’Himachal Pradesh fino a Kangra, situata circa 135 km a nord ovest, dove si trovano un interessante forte, ben arroccato sui colli, ed i templi di Khangra e Jawalamukti, quest’ultimo considerato santo anche nella tradizione tibetana. Dopo le visite si prosegue per Dharamsala, che dista 21 km, e da qui si sale a MacLeodganj, un piccolo centro situato a 1800 mt di quota, dove si alloggia presso l’hotel Deodar Villa (deodarvilla.com). 8°g. – 12°g. (3/11 – 7/3) MacLeodganj e Dharamsala MacLeodganj è il cuore della comunità tibetana: vi sono la residenza del Dalai Lama, il tempio di Tekcen Cioeling ed il monastero del Namgyal, dove tra il 4 ed il 6 novembre S.S. il XIV Dalai Lama terrà i suoi insegnamenti. Nel corso della permanenza qui, oltre a seguire le lezioni tenute dal Dalai Lama, si visitano tutti i luoghi d’interesse e con un poco di fortuna si potranno anche incontrare alcuni dei Lama residenti. La sequenza delle visite e delle attività viene vista il loco con Teresa Bianca, la guida; di seguito sono indicati i punti principali del percorso di queste ricche giornate. Il monastero del Namgyal con i templi di Tekcen Cioeling e di Kalachakra, il cui Abate è Tamtok Rimpoce, che segue tra le sue responsabilità anche il centro italiano del Ghepelling,. Il Tushita, posto sopra MacLeodganj a circa 2000 mt, un importante centro di ritiri dove è conservato lo stupa di Lama Yeshe, che fu anche il fondatore del centro di Pomaia in Italia. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si può arrivare al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato anch’egli spesso in Italia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Il centro studi del Mentzikhang, dove si studiano la medicina e l’astrologia tibetane; è anche possibile essere visitati da un medico tibetano e chiedere il proprio oroscopo; quest’ultimo richiede poi dei tempi piuttosto lunghi per essere preparato e verrebbe quindi poi spedito da loro in Italia. Il Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi, che sono rifugiati e orfani tibetani. La sede del Governo Tibetano in esilio, dove si trovano la Libreria Tibetana e la casa dell’Oracolo di Stato, Nechung. L’istituto del Norbulingka, situato a circa 20 km da MacLeodganj, fondato per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Qui si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka ed un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Nei dintorni ci si potrà recare al monastero del Gyuto, dove risiede il Karmapa; al convento di Drolma Ling, che raccoglie monache di diverse tradizioni; al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguite da artisti bhutanesi; al centro per gli studi di Kalachakra di Chokyi Nangwa Rinpoche. 13°g. 8/11 Dharamsala – Khangra – Delhi e volo di rientro Si raggiunge il vicino aeroporto di Kangra dove il volo Air India per Delhi parte alle 13.05 con arrivo alle 14.50 (se questi orari non van bene vi sono anche alcune altre opzioni). A Delhi si resta nel medesimo terminal e ci si imbraca sul volo di rientro; se a Delhi fosse utile o necessario usufruire di servizi di accoglienza o qualsiasi altro servizio (albergo, escursioni, od altro) Amitaba potrà provvedere a tutto quanto fosse richiesto con costi aggiuntivi contenuti. 14°g. Sabato 9 novembre, arrivo a destinazione
INDIA 2019: Magia del Rajasthan
Un incontro con l’India dei nostri sogni
Periodo: 23 ott - 6 nov
La scelta degli hotel costituisce un viaggio nel viaggio: si utilizzano ovunque possibile gli esotici “heritage hotels” indiani, di valore anche storico. Per gli spostamenti si utilizza un comodo veicolo privato dotato di aria condizionata. La stagione è tra le migliori dell’anno, ci si apetta un clima secco e piacevolemte mite. Il viaggio offre un percorso molto completo, si segue un ampio anello che porta a sud ovest di Delhi fino al cuore del deserto, con gli antichi centri di Madawa, Bikaner e Jaisalmer, dove si arriva fino ai cordoni dunari del deserto del Thar. Si procede quindi verso est nella parte più centrale, con la “città blu” di Jodhpur e scoprendo il tempio di Ranakpur, l’opera scultorea più impressionante della cultura jainista; dopo un’approfondito incontro con la magica Udaipur, la “città dei laghi”, si visita l’epico forte di Cittogarh arrivando ora verso nord alla celebre “città rosa” di Jaipur, dove si entra nel palazzo di Amber a dorso di elefante. Si completa il tour con l’evocativa capitale abbandonata di Fatepur Sikri e l’imperdibile Agra, dove tra i suoi siti importanti vi è il Taj Mahal, divenuto il simbolo dell’India, e da qui si rientra a Delhi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Mercoledì 23 ottobre, volo per Delhi Per raggiungere Delhi in India vi sono molti voli disponibili eseguiti da un gran numero di diverse compagnie e Amitaba prenota quello preferito dai viaggiatori. Il servizio di accoglimento in aeroporto a Delhi è previsto nella tarda mattina di giovedì 24 e la stanza in hotel è diponibile dalle ore 12.00; se si giunge in orari molto diversi o la sera precedente, Amitaba organizza l’accoglienza e il trasferimento in hotel chiedendo un piccolo contributo economico e predispone le eventuali prenotazioni alberghiere aggiuntive richieste. 2°g. 24/10 Delhi Accoglimento in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Mantra Amaltas (boutique hotel). Nel pomeriggio si effettua una visita in città: ci si reca all’India Gate, il memoriale ai caduti indiani della prima grande guerra e del conflitto afgano, posto di fronte al maestoso palazzo del parlamento indiano. Si prosegue per il Qutab Minar, la torre alta 73 metri edificata nel 1193 per commemorare la vittoria islamica, ai cui piedi vi è la moschea più antica dell’India, e per la tomba di Humayun, un mausoleo annoverato tra i siti storici più belli di Delhi. Prossimi punti: Raj Ghaj, il memoriale dedicato a Gandhi, nel punto dove venne cremato, e il Forte Rosso, che dai tempi di Shah Jahan fu la residenza degli imperatori Mughal per due secoli. Per completare, utilizzando i riksho ci si tuffa tra le affollate stradine della città vecchia nel quartiere di Chandri Chowk, arrivando fino a Jama Masjijd, la grande moschea. 3°g. 25/10 Delhi – Mandawa Mandawa è situata 260 km a sud ovest di Delhi, un trasferimento di 5 o 6 ore. Situata al centro della regione rajasthana di Shekhawati, ai margini del grande deserto del Thar, è una cittadina dove la modernità non è ancora giunta e offre la possibilità di visitare molti haveli, le tipiche magioni costruite dai nobili e dai mercanti con una profusione di dipinti e intarsi. Si alloggia in un “Heritage Noble Castle”, l’hotel Castle Mansdawa. 4°g. 26/10 Mandawa – Bikaner Percorrendo circa 200 km in approssimativamente 5 ore si arriva a Bikaner, la capitale del deserto fondata nel 1488 da Rao Bikaji abbellita da diversi haveli e templi, dove si alloggia presso un albergo “Heritage”, il Lallgarh Palace. Nel pomeriggio si visita la celebre fortezza di Junagarh Fort, edificata nel XVI secolo, che contiene magnifici palazzi con importanti decorazioni ed affreschi ed un museo. Ci si reca poi nei dintorni della cittadina a visitare un grande allevamento di cammelli. 5°g. 27/10 Bikaner – Deshnoke – Jaisalmer A Deshnoke nei pressi di Bikaner (30 km) si sosta per una visita al tempio di Karni Mata, famoso perché vi vengono venerati i topi, in particolare i rari ratti bianchi. Il motivo più accreditato: una pia donna, Karni Mati, implorò il terrificante dio della morte Yama di resuscitarle il figlio Laxman; alla fine acconsentì, ma lo concesse nella forma di ratto per lui e per la sua discendenza. Si prosegue per Jaisalmer, un viaggio di 330 km che impegna circa 6 ore; questa città è la perla del deserto del Thar: cinta da mura di pietra color ocra si erge su di un colle e preserva pienamente il fascino della grandiosa capitale del deserto dei tempi passati. Si alloggia presso l’hotel “heritage” Mandir Palace. 6°g. 28/10 Jaisalmer Oltre al piacere di passeggiare tra le viuzze di una città fuori dal tempo si visitano gli Haveli di Patwon e Nathmalji, che sono i più significativi, il magnifico tempio jainista di Parswanath, che offre un’incredibile esempio di qualità degli intarsi su pietra, con figure particolarmente belle di uomini ed animali, il forte e la cittadella. Nel tardo pomeriggio ci si reca alle dune di Sam, nel deserto del Thar circa 40 km ad ovest della città, dove chi lo desidera potrà fare un’escursione con i cammelli. 7°g. 29/10 Jaisalmer – Jodhpur Si raggiunge Jodhpur, conosciuta come la “città blu” per il colore delle case che all’interno delle mura di cinta contornano la fortezza di Mehrangarh, l’imponente edificio del XV secolo che si erge sulla città e custodisce il palazzo dei principi Rajput della dinastia dei Rathore, uno dei clan più acclamati dell’India. La tappa è di 310 km, circa 6 ore; ci sia accomoda presso l’hotel Indana Palace (5 stelle). Si visitano la fortezzza di Mehrangarh, che vanta divesi palazzi ed un interessante museo, ed il mausoleo di Jaswant Thanda, edificato nel XIX secolo per commemorare Jaswant Singh. Nella città vecchia si passa dalla torre dell’orologio, punto di riferimento locale, ed il bazar di Sadar, dove tra le viuzze e gli infiniti negozietti si trova praticamente di tutto, anche se le merci più interessanti sono le spezie, vendute nella zona della torre, ed i tessuti di cotone stampati a mano di cui Jodhpur è orgogliosa. 8°g. 30/10 Jodhpur – Ranakpur – Udaipur Il tempio di Ranakpur risale al XV secolo, è edificato con 1444 colonne, cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara della religione jain (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”); sorge in un’area naturale selvaggia, gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Dopo la visita si prosegue per Udaipur, conosciuta come la “città dei laghi”; la tappa è di 280 km in tutto, circa 6 ore. Ci si accomoda presso l’hotel “heritage” Karohi Haveli. 9°g. 31/10 Udaipur Si iniza questa bella giornata recandosi al grandioso e candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando, ritiratosi dal forte di Chittoagarh che era caduto in mano all’imperatore musulmano Akbar, spostò qui la capitale del potente regno di Mewar; fu ampliato nel corso di 300 anni con un’ottima uniformità di stile. Nei pressi del Palazzo si visita il tempio di Jagdish, edificato nel 1651 e dedicato a Vishnu; da qui si raggiunge il Saheliyon-ki-Bari, o giardino delle cortigiane. Completa la mattina un giro con la barca sul lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), fino al Palazzo di Jag Mandir, posto su un’isoletta del lago. Nel pomeriggio si effettua una breve escursione nei pressi della città per visitare il complesso templare induista di Eklingji; originariamente fondato nell’VIII secolo, venne devastato per due volte dai musulmani e ripristinato nell’aspetto attuale nel XV. Da qui si raggiunge Ngada, una cittadina fondata nel VI secolo che preserva alcuni templi molto interessanti, di cui il più significativo è il Sas-Bahu del X secolo. 10°g. 1/11 Udaipur – Chittogarh – Jaipur Proseguendo 150 km verso est si arriva a Cittogarh, dove ci si reca a visitare il famoso forte, sito Unesco, teatro di molte pagine delle epiche guerre dei Rajput; le sue origini arrivano al VII secolo, e da quei tempi lontani ha visto il controllo da parte di diverse dinastie ed episodi di eroismo, il più famoso quello del suicidio di massa delle donne quando nel 1567 i musulmani di Akbar riuscirono a conquistarlo. Posizionato su di un colle cinto da 13 chilometri di mura, contiene un gran numero di edifici tra cui 4 palazzi e 19 templi, che testimoniano i diversi periodi storici e le successive fasi costruttive. Dopo la visita si prosegue verso nord per Jaipur, capitale dello stato del Rajasthan, la celebre “città rosa” dell’India, così chiamata per la colorazione delle case nella parte vecchia (fu dipinta così nel 1853 per onorare la visita del Principe del Galles). Si alloggia presso il palazzo storico Fort Hotel Mandawa Haveli, la tappa è di circa 400 km in tutto e richiede approssimativamente 8 ore. 11°g. 2/11 Jaipur Ci si reca sui colli nei pressi della città per raggiungere il palazzo di Amber (11 km), un magnifico sito parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: la costruzione di questa cittadella – palazzo fortificata venne iniziata nel 1592 e fu la capitale del regno fino a quando la corte si trasferì a Jaipur, fondata nel 1727. Qui si potrà entrare nel Palazzo a dorso di elefante, risalendo la strada regale che veniva percorsa così dai nobili del tempo; si segnala che è opportuno partire presto onde non trovare troppe altre persone in attesa. Completata la visita si sale al forte di Jaigart, posto sui monti più in alto di Amber; l’ultimo cortile di questo gradissimo forte rivela il giardino dove risiedeva il Maharaja quando veniva qui, con un bellissimo panorama che include la vista del Palazzo di Amber dall’alto. Tornati a Jaipur si sosta per ammirare la famosa facciata del Hawa Mahal, il Palace of Winds, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo. Si visitano il Palazzo Reale, che presenza una notevole fusioni degli stili architettonici rajput, mughal ed europei, ed il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico) Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Si completa la giornata al vecchio bazar, famoso in particolare per i tessuti ricamati, le pietre semi preziose e gli oggetti d’artigianato. 12°g. 3/11 Jaipur – Abhaneri - Fatehpur Sikri – Agra Si parte per Fatehpur Sikri, sostando sul percorso al villaggio di Abhaneri (95 km) dove si trova il baori di Chand, che risale al IX secolo, che attraverso 13 successivi livelli arriva con una scalinata di 3500 gradini ad una notevole profondità, un vero capolavoro ingegneristico di quell’epoca lontana. Fatehpur Sikri venne edificata dall’imperatore mughal Akbar per fungere da capitale, nel luogo dove vi era il santuario del santone sufi Salim Chisti a cui egli era devoto; ma dovette essere abbandonata per carenza di risorse idriche e gli eventi successivi della storia l’hanno risparmiata dalla distruzione, così da farne oggi un sito di eccezionale valore. Si prosegue per Agra (36 km), dove si alloggia presso l’hotel Crystal Sarovar Premier Double Tree; la tappa è di complessivi 235 km, circa 6 ore. 13°g. 4/11 Agra – Delhi e volo di rientro Ad Agra si visita il Taj Mahal, il candido mausoleo che è uno dei siti più famosi al mondo che si affaccia sul fiume Yamuna, il Forte Rosso, il magnifico palazzo – fortezza degli imperatori Mughal la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565, e il Sikandra, il mausoleo di Akbar. Si parte quindi per Delhi, che dista circa 200 km, un percorso di 4 ore se il traffico non è eccessivo. A Delhi si cena in un ristorante tipico e ci si reca in aeroporto per imbarcarsi sul volo di rientro, dove molti dei voli per l’Europa partono nelle tarde ore della sera o nelle prime del mattino. Se fosse utile o necessario usufruire di servizi di accoglienza o qualsiasi altro servizio (albergo, escursioni, od altro) Amitaba potrà provvedere a tutto quanto fosse richiesto con costi aggiuntivi contenuti. 14°g. Martedì 5 novembre, arrivo a destinazione
INDIA 2019: Gangotri, le fonti del Gange
I grandi Yatra, sentieri sacri tra le dimore degli dei
Periodo: 13 set - 29 set
Dopo una visita di Delhi si parte per Dehradun, dove risiede un’importante comunità tibetana; ci si reca così a visitare il grande monastero Nyingmapa che è il fulcro delle comunità. Quindi, saliti a Mussorie, si seguono i monti arrivando fino al primo sentiero, che porta a Yamunotri. Si parte da 2000 metri e si sale con un percorso di circa 7 km fino a 3291 mt, dove è ubicato il tempio; se necessario, qui come anche a Gangotri e Kedarnath, è possibile usufruire di un cavallo. Tornati a valle, la prossima meta è Gangotri (3148 mt), dove si giunge coi mezzi fino al paesino situato dove sorge il famoso, piccolo tempio. Da qui si segue il sentiero che porta a Gaumukh (3900 mt), un percorso di circa 18 km lungo una traccia larga e comoda. Si pernotta per due notti in un rifugio non lontano dalla bocca del ghiacciaio da dove sgorga il Gange, avendo così la possibilità di utilizzare una giornata per raggiungere Tapovan, un luogo di ritiro spirituale oltre il ghiacciaio alla base del monte Shivling; il percorso non è tecnico, si cammina sulle morene, sulle pietre sopra al ghiaccio, e non vi è rischio di caduta in crepacci. La bellezza della natura è, anche qui, formidabile. Prossimo meta, Kedarnath; qui si parte a piedi (o a cavallo) da Gaurikund (1982 mt) arrivando fino al santuario situato a 3583 mt ai piedi del gigantesco Kedar Dome, dove si trascorre una notte in rifugio. Il villaggetto pullula di sadhu e pellegrini, un posto che resta facilmente nel cuore. L’ultimo dei Char Dham è più facile da raggiungere: a Badrinath si arriva coi mezzi! Ma questo nulla toglie alla magia del luogo, il cui tempio è veneratissimo e, anche qui, molto frequentato dagli yogi e dai fedeli. Si completano le esplorazioni con la visita di Joshimat, dove si sale sui monti con una funivia, tornando nella pianure dell’India a Rishikesh, considerata una sorta di capitale dello yoga per via dei molti ashram che vi hanno sede, dove i rituali serali dell’aarati lungo il Gange sono particolarmente toccanti e, dopo la visita della vicina Haridwar, si rientra a Delhi. Nota tecnica, clima e attrezzatura Il viaggio prevede tre percorsi a piedi che portano a quote elevate; due dei sentieri possono anche essere percorsi con dei docili cavalli, mentre per la salita alle fonti del Gange-Baghirati a Gangotri è necessario camminare, non si possono usare i muli per le persone (questa è la regola al momento della redazione del programma). Le sistemazioni sono sempre tra le migliori disponibili e in diverse località, ove è possibile, di alto livello; si segnala però che alcune sistemazioni sono piuttosto spartane, in particolare a Bhojbasa, dove si alloggia in stanze comuni senza servizi privati e il cibo è molto semplice e solo vegetariano.  Il viaggio richiede quindi una certa forma fisica, ma forse ancor più che allenamento necessita di un certo spirito di adattamento. Per i percorsi a piedi, in particolare a Gangotri, è utile avere con sé delle barrette per integrare l’alimentazione e da usare lungo il cammino. Per i trasporti si utilizzano veicoli dotati di aria condizionata e comodi, Innova, Tempo o minibus in funzione del numero di partecipanti. A Delhi nella seconda metà di settembre è caldo e può essere ancora umido; sulle montagne il clima può essere variabile con anche delle piogge: la seconda metà di settembre è il momento più favorevole dell’anno per il Char Dham, non troppo freddo e generalmente abbastanza secco, ma vi sono fattori di variabilità di anno in anno. Non si prevedono temperature vicino allo zero, ma è necessario essere attrezzati adeguatamente. E' opportuno attrezzarsi con indumenti caldi ed avere anche una mantella impermeabile; molti portano un sacco lenzuolo in quanto le lenzuola a volte non sono bellissime e per il rifugio a Bhojbasa è necessario un sacco a pelo (il materassino viene fornito). Si suggerisce di portare indumenti in pile ed una giacca di piumino o meglio ancora una giacca da montagna in goretex piuttosto larga sotto cui indossare degli strati termici. Scarpe comode e un paio di scarponcini impermeabili comodi e caldi per camminare. Portare uno zaino. E’ importante un buon paio di occhiali perché la luce solare può essere particolarmente intensa; anche guanti, cappello, creme da sole efficaci, protettivo per le labbra, quanto serve per lavarsi e una pila, possibilmente frontale (quelle che si tengono in testa con una fascia elastica).   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 13 settembre, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi in India vi sono diverse possibilità di scelta per i voli e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello dell’Alitalia con partenza da Roma Fiumicino alle 14.15; il collegamento da Milano Malpensa è alle 12.00 con arrivo alle 13.10. Per gli orari di partenza da altre località e di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 14/9 Delhi L’arrivo a Delhi è previsto alle 1.15, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; ci si trasferisce presso l’hotel Jaypee Siddharth o The Suryaa, entrambi classificati 5*, dove si ha subito a disposizione la stanza. Oggi è previsto un giro della città; si inizia recandosi all’India Gate, punto commemorativo per eccellenza dello Stato indiano, ed al Parlamento. Si procede per Raj Ghat, il luogo dove fu cremato Mahatma Ghandi, e da qui ci si immerge nella storia imperiale mughal, con il Forte Rosso e la grande moschea Jama Masjid, inserendo tra questi imperdibili punti monumentali un giro coi rikshò tra le affollate viuzze della vecchia Delhi, nel mitico quartiere di Chandi Chowk. 3°g. 15/9 Delhi – Dehradun Si parte in direzione nord per Dehradun, che dista 260 km, un tragitto di circa 6 ore attraverso le pianure gangetiche; si alloggia in un comodo hotel, il Lemon Tree o il Four Point by Sheraton (entrambi 4*). Nella città di Dehradun sono confluiti parecchi profughi tibetani, tra cui il Venerabile Sakya Tritzin che tutt’ora vi risiede; ci si reca per una breve visita al grande monastero di Mindroling, di scuola Nyingmapa. 4°g. 16/9 Dehradun – Mussorie – Janki Chatti (1998 mt) La tappa di oggi porta nel cuore delle montagne, dove termina la strada all’imbocco del sentiero che porta a Yamunotri; un percorso che può richiedere anche più di 7 ore di guida, attraverso lo stupendo ambiente naturale delle montagne. Si sale sui monti e si transita dalla cittadina di Mussorie (35 km), abbarbicata sulle creste a circa 1880 mt; fu fondata nel periodo coloniale dai britannici per fuggire dal caldo delle pianure indiane che hanno lasciato la loro impronta nello stile di diversi palazzi e per la presenza di un gran numero di istituti di educazione privati. Da qui la strada serpeggia per 137 km fino a Janki Chatti; si transita da Barkot e Syanachatti e, giunti a destinazione, si alloggia presso il Camp Resort. 5°g. 17/9 Janki Chatti: Yamunotri (fonti dello Yamuna, 3291 mt) - Barkot Oggi si sale al tempio dedicato alla dea Yamunotri, un percorso a piedi di circa 7 km che partendo da 2000 mt arriva a 3291 mt. Chi non se la sentisse può noleggiare un cavallo, sono montature docili che vengono seguite dai loro proprietari, non richiedono alcuna esperienza di equitazione: vengono simpaticamente chiamate le “seggiovie dell’Himalaia”. La salita si svolge attraverso un bell’ambiente di foreste con un comodo sentiero dove vi è un costante flusso di pellegrini. Il tempio dedicato alla Dea è posto in una valletta sulle rive del torrente Yamuna, nei pressi vi sono alcune fonti di acque calde e si può fare un’abluzione; nella vasca di Surya (dio sole) i pellegrini spesso cuociono il cibo da donare in offerta alla dea e da portare a casa come cibo benedetto. Il luogo è permeato da un’aura di tranquilla devozione; la vera sorgente del fiume è costituita da un lago piuttosto inaccessibile posto a circa 4400 metri, che dista circa un chilometro, dove però non si reca nessuno: la celebrazione mistica è qui, al tempio. Tornati al punto di partenza a Janki Chatti, nel tardo pomeriggio di parte per Barkot (1220 mt), circa 45 km che richiedono un paio d’ore di guida, dove si alloggia presso l’hotel Himalayan Eco Resort. 6°g. 18/9 Barkot – Uttarkashi (1158 mt) – Gangotri (3060 mt) Si valicano i monti verso sud arrivando nel bacino fluviale del Baghirati, che i devoti considerano essere il Gange; in effetti l’Alaknanda, che scende da Badrinath e che si unisce poi col Baghirati, ha una portanza ed anche una lunghezza un poco maggiore, ma i fattori quantitativi valgono per i geografi, non per i mistici! Raggiunte le sue rive se ne risalgono le acque fino a Uttarkashi, in tutto circa 60 km; il nome ‘Uttarkashi’ già ne denota la sacralità: ‘uttar’ vuol dire ‘a nord di’ e Kashi è il nome sanscrito della città santa di Varanasi, ovvero, città sacra del nord. Nel cuore della cittadina vi è il tempio di Vishwanath, tra i più antichi dell’India settentrionale dedicati a Shiva, che custodisce un veneratissimo, grande tridente di ferro; di fronte vi è il piccolo tempio dedicato alla Shakti, consorte di Shiva. Dopo pranzo si prosegue il viaggio, sempre risalendo le acque del Baghirati attraverso la stupenda valle di Harsil, ornata da stupende conifere, arrivando con altri circa 100 km di strada a Gangotri, dove si alloggia presso l'hotel  Mandakni Annexe. Il tempio di Gangotri, costruito nel XVII secolo, ospita nel periodo estivo la statua della dea Ganga; per i mesi invernali, quando la neve ed il gelo spingono tutti, in questo caso sia dei che uomini, verso valle, la dea viene portata, durante la ricorrenza del Diwali, al villaggio di Mukhba. Nei dintorni del villaggio vi sono le tre vasche sacre della trimurti, dedicate rispettivamente a Brahma, Shiva e Vishnu. 7°g. 19/9 Gangotri – Bhojbasa (3802 mt) Si parte a piedi dal villaggio proseguendo lungo la valle; il percorso per Bhojbasa è di circa 14 km, una salita graduale lungo un comodo sentiero. Si lasciano gradatamente le foreste ed oltre Chirbasa (9 km) l’ambiente presenta le caratteristiche più spoglie dell’alto Himalaia; superato un tratto di terreno instabile si arriva a Bhojbasa, dove vi è un piccolo tempio e si alloggia in un rifugio con un dormitorio, il Garwal Mandal Vikash Nigam Tourist Bungalow, dal lungo nome ma di qualità scarsa … , il migliore disponibile. Si segnala che se fosse pieno (le prenotazioni a volte non vengono rispettate) ci si accomoda presso il Lalbaba Ashram dove non vi sono letti e si pongono i materassini, forniti dalla nostra organizzazione, a terra. Da qui si godono le luci della sera sul gruppo del Bhagirati. 8°g. 20/9 Bhojbasa: escursione a Gaumukh (fonti del Gange o Baghirati, 3890 mt) e Tapovan (4450 mt) Gaumukh, che significa ‘bocca della vacca’, è il punto dove sgorga il Gange – Bhagirati dal ghiacciaio e dista circa 4 km, lungo un comodo sentiero con lievi salite. Qui si potrà restare sorpresi dalla devozione degli indiani, non solo gli yogi ma molta gente comune ed anche donne anziane e bimbi si bagnano reverenti nelle acque gelide; il luogo beneficia di una luce particolare a cui sicuramente contribuisce molto il forte sentimento devozionale di tutti i pellegrini. Chi se la sente potrà proseguire per Tapovan, seguendo la nostra guida locale indiana. Per arrivarci si attraversa il ghiacciaio, che qui è coperto di sassi morenici; non vi è un vero sentiero, ma una traccia che ogni anno viene segnata coi segnavia di sassi e che ora di fine settembre, col passaggio delle persone, diventa quasi un sentiero naturale. L’uscita sull’altro lato per giungere ai prati di Tapovan può essere un poco impegnativa perché è ripida; la distanza non è molta (circa 5 km in tutto), ma è difficile dare un tempo preciso di percorrenza per via della quota e del percorso che richiede diversi saliscendi. ‘Tapovan’ significa ‘luogo di ritiro’, un nome nobile che viene concesso ai siti dove hanno praticato i grandi yogi della tradizione, e di per sé già denota la qualità del luogo, un’oasi di prati verdi tra il grande fiume di ghiaccio e le colossali montagne che lo cingono, sopra cui svetta l’ardita cuspide dello Shivling (6543 mt), un monte di proporzioni e bellezza sovrannaturali, che evoca il lingam di Shiva. Completate le esplorazioni si rientra a Gaumukh ed a Bhojbasa. 9°g. 21/9 Bhojbasa – Gangotri – Uttarkashi Si ripercorre il sentiero di salita fino a Gangotri, dove si ritrova il nostro mezzo con cui, dopo pranzo, si prosegue per Uttarkashi, dove si alloggia presso l’hotel Shivlinga. 10°g. 22/9 Uttarkashi – Rudraprayang – Guptakashi (1319 mt) Si valicano i costoni dei monti verso sud arrivando dopo un lungo tratto, oltre Lambgoan, al grande lago artificiale di Tehri, creato dalla colossale diga sul Gange - Baghirati che, con un’altezza di 260 metri, è la più alta dell’India e tra le più alte del mondo. Lo si contorna per un tratto e si prosegue valicando i monti a sud est giungendo nel bacino dell’Alaknanda, e, raggiunte le sue rive, se ne risalgono le acque fino a Rudraprayang a 174 km da Uttarkashi, dove vi è la confluenza col fiume Mandakini che giunge da Kedarnath. Si segue ora questo fiume verso nord arrivando a Guptakashi (altri 46 km, circa 2 ore), dove si alloggia presso il Village Resort. In questa località si trovano i templi shivaiti di Vishwanath e di Ardhanareshvara, una forma congiunta di Shiva e Parvati, la sua consorte, raffigurato con un corpo metà maschile e metà femminile. 11°g. 23/9 Guptakashi – Sonprayag - Gaurikund (1982 mt): salita a Kedarnath (fonti del Mandakini, 3583 mt) Ci si sposta di circa 30 km verso nord arrivando a Sonprayag, da dove, utilizzando le jeep locali, si raggiunge Gaurikund, punto d’inizio per la salita a Kedarnath. Per la salita è possibile utilizzare i cavalli, eventualmente le portantine, o … è anche possibile prenotare un passaggio in elicottero! La salita, a tratti anche ripida, segue un sentiero privo di pericoli che impegna solitamente per circa 6 ore; sui precipitosi versanti coperti dalle foreste si vedono parecchie cascate. Giunti nella parte alta della valle ci si trova al cospetto del gigantesco Kedar Dome, un colosso coperto dai ghiacci alto 6831 mt; attorno al tempio di Kedarnath vi è un piccolo villaggio, utilizzato solo nei mesi estivi, quando, come a Gangotri, umani e dei scendono in luoghi più miti, traslocando a Ukhimath anche l’effige del tempio. Il luogo è considerato di grande auspicio; dal ghiacciaio del Chorabari, formato dalle nevi perenni che scivolano dalle grandiose vette che cingono la testa di valle, sgorgano le acque sacre del Mandakini, uno dei tre affluenti principali che formano il Gange, e vi viene custodito uno dei 12 preziosi jyotirlingam dell’India, ovvero è uno dei 12 luoghi dove il grande dio Shiva si è manifestato nella forma di una colonna di luce infinita; attorno al tempio si incontrano yogi, swami, sadhu e molti pellegrini, in prevalenza di indirizzo shivaita. Si alloggia presso l’albergo Bikaner House. 12°g. 24/9 Kedarnath – Gaurikund – Guptakashi Si gode delle celebrazioni del mattino, quindi si torna a valle ripercorrendo in discesa il sentiero fino a Gaurikund, quindi con le jeep locali si arriva a Sonprayag dove si viene raggiunti dal nostro mezzo e si rientra a Guptakashi, dove si utilizza il medesimo hotel. 13°g. 25/9 Guptakashi – Joshimat (1875 mt) – Badrinath (fonti dell’Alaknanda, 3300 mt) Si procede in direzione est valicando i monti ed arrivando nella valle del fiume Alaknanda a Chamoli (94 km, circa 4 ore); da qui si risale il fiume giungendo prima a Joshimat (50 km, circa 2 ore) e quindi a Badrinath (46 km, un’ora e mezza), dove si alloggia presso l’hotel Sarovar Portico. Il tempio di Badrinath è considerato il più importante tra i 4 siti di questo grande pellegrinaggio himalaiano induista: un motivo importante è anche il legame che il luogo ha con la figura di Shankara, il grande mistico dell’VIII secolo che qui, secondo la tradizione, trovò la statua di Badrinarayan nelle acque del fiume Alaknanda. Giungono qui tantissimi pellegrini, forse anche per la maggior facilità di accesso, e le cerimonie che si tengono sono toccanti, in particolarmente l’aarati serale. 14°g. 26/9 Badrinath – Joshimat (salita ad Auli) – Rudraprayang Si torna a Joshimat, luogo importantissimo nella tradizione perché è la sede del monastero settentrionale dei quattro fondati da Shankara nei punti cardinali del subcontinente; quindi lo swami che lo presiede è uno dei quattro Shankaracharya dell’India, con l’incarico specifico di preservare l’Atharvaveda. Nel monastero vi sono alcuni templi e la grotta dove praticò il grande santo; un altro sito importante è il tempio dedicato a Narasingha, la quinta incarnazione di Vishnu, fondato secondo la tradizione dallo stesso Shankara. Da Joshimat parte una funivia che sale fino a circa 2500 metri ad Auli, un bel punto panoramico dove, condizioni permettendo, ci si reca. Si parte quindi per Rudraprayang, che dista 115 km, circa 4 ore di viaggio, la località che sorge alla confluenza tra l’Alaknanda e il Mandakini dove si è transitati il 22/9, dove si alloggia presso l’hotel Monal Resort. 15°g. 27/9 Rudraprayang – Rishikesh Si seguono le acque del possente fiume arrivando a Dev Prayag alla confluenza col Gange – Baghirati; da qui il Gange, ora composto nella sua pienezza dai tre grandi affluenti, procede verso le pianure. Se ne seguono le vallate fino a che sfocia a Rishikesh, che dista 142 km, circa 5 ore di viaggio. Qui si alloggia presso l’hotel Divine Resort (4*). Nelle città sante di Rishikesh e della vicina Haridwar nel corso del tempo hanno preso dimora alcuni delle più importanti figure del misticismo indiano, tra una miriade di siti sacri vivificati dal passaggio di esseri santi del presente e del passato. Rishikesh oggi è considerata la ‘capitale mondiale’ dello yoga, con un gran numero di scuole ed importanti ashram; la si esplora, godendo anche della pace che aleggia qui, ed alla sera si partecipa lungo le rive del fiume alla cerimonia dell’aarati, la quotidiana offerta fatta alla dea Ganga, presso il Parmarth Niketan Ashram di Swami Chidanandaji, Maestro spirituale di questa magnifica istituzione. 16°g. 28/9 Rishikesh – Delhi e volo di rientro Si prosegue per Haridwar (20 km), dove ci si reca a Har Ki Pauri, il punto di estrema sacralità dove secondo la tradizione cadde una delle quattro gocce di amrita, il nettare dell’immortalità, che ne fa uno dei quattro luoghi della grande saga del Kumbhamela: è qui che i pellegrini vengono a raccogliere l’acqua del Gange per portarla ai rispettivi templi e dimore. Si percorrono le viuzze della parte vecchia e si parte quindi per l’aeroporto di Delhi, che dista circa 250 km, un viaggio di 6 ore ma che può richiedere di più se vi è molto traffico. 17°g. Domenica 29 settembre, arrivo a destinazione Il volo dell’Alitalia per Roma Fiumicino parte alle 3.05 con arrivo alle 8.05; il collegamento per Milano Malpensa è alle 13.20 con arrivo alle 14.30. Se per motivi di orari di volo diversi od altro fosse utile usufruire a Delhi di un hotel o di ogni altro servizio richiesto, Amitaba potrà organizzate tutto quanto necessario.
INDIA 2019: Tamil Nadu, un mondo oltre il tempo
Storia, spiritualità e cultura dell’india meridionale. Est: Kerala, mare tropicale e ayurveda
Periodo: 23 feb - 9 mar
Partendo da Chennai (Madras) il viaggio porta nella gran parte dei siti più importanti, seguendo un percorso che rivela alcuni dei luoghi più preziosi e segreti, arrivando fino alla punta meridionale dell’India, Kanyakumari. Al termine è prevista la possibilità di estendere il viaggio con un soggiorno di relax sulle rive del mare, immersi nella stupenda natura del Kerala soggiornando in un centro dove sono disponibili anche i trattamenti ayurvedici. Nel “Programma del viaggio” il tour è presentato in dettaglio. L’itinerario è stato studiato per una visita completa, che interseca diverse tematiche di questo mondo straordinario. Partendo da Chennai (Madras) ci si immerge tra i complessi templari più maestosi ed artisticamente affascinanti, da Mahabalipuram a Kumbakonam, da Brihadishvara a Tanjavur, da Tirunchirapalli a Madurai, alla città santa di Kanchipuram, che dal IX secolo è sede di uno dei quattro Acharya, gli eredi di Shankaracharya, preposti alla guida spirituale dell’eterogeneo mondo induista. Sono tutti luoghi vivissimi, dove oltre ad ammirare le forme si è testimoni della vita religiosa, che qui permea il quotidiano. S’incontrano 4 dei templi dell’India dedicati agli elementi (Ekambareshwara – terra, Chidambaram – spazio, Arunachaleshwar – fuoco, Thiruvanaikoil – acqua; mancherà solo Kalahasti, in Andra Pradesh, dove si venera l’elemento aria). Da Suryanar Kovil (sole) a Thingalur (luna), da Naganathar (rahu) a Tirunageshwaram (ketu) si entra in 8 dei luoghi dedicati ai pianeti dell’astrologia vedica, lo Jyotisha, o “studio delle luci”, che individua in questi pianeti (i navagraha) le intelligenze divine preposte a garantire lo svolgimento della legge del karma, che pervade ogni cosa: nella cultura dell’India infatti l’astrologo agisce come un alchimista che trasmuta queste potenze, affinché la società e gli individui possano agire in armonia con il cosmo. Si sosta un giorno a Turuvannamali al cospetto del monte Arunachala, il Kailash del sud, considerato una manifestazione di Shiva, la cui energia ha ispirato la fondazione di eterici ashram dove ci si potrà sedere per condividerne la serena tranquillità. Tra Auroville e Pondicherry si vive l’eredità del grande Aurobindo, immersi nel peculiare contesto culturale di quella che fino a tempi recenti fu l’enclave francese in India, e, ancora più a sud, si giunge in due luoghi importanti nella tradizione cattolica dell’India, intrisi di fatti miracolosi: le basiliche di Velakanni, conosciuta come la "Lourdes dell’Asia", e Tuticorin. Mentre nella regione di Chettinad si scopre un mondo a sé, creato dai ricchi mercanti che la resero prospera. Giunti nella punta più meridionale del Subcontinente si arriva in barca al mausoleo di Vivekananda, sull’isolotto che vide la sua realizzazione spirituale, completando questo ricco percorso; da qui ci si reca nel vicino Kerala per rilassarsi al mare. Chi lo vorrà potrà fermarsi tutto il tempo che desidera e beneficiare anche di trattamenti ayurvedici. Nota tecnica La stagione è ottima, si prevede un tempo secco ed un caldo non eccessivo: a Chennai (Madras) in febbraio la media stagionale indica la minima a 20°C e la massima a 31°C ed un unico giorno con possibilità di pioggia. Per gli spostamenti si utilizza un comodo pulmino privato dotato di aria condizionata e gli hotel sono di buona qualità. Conducono il viaggio Christine Harris e un’esperta guida locale indiana che parla la lingua inglese.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 23 febbraio, partenza per Chennai   Il volo consigliato per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Air India che parte per Delhi da Milano Malpensa alle 20.00 o da Roma Fiumicino alle 14.15; per i collegamenti con altre città e le possibilità di voli offerte da altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    24/2 Arrivo a Chennai   L’arrivo a Delhi da Milano è alle 7.45 e da Roma alle 2.05. Si parte da qui per Chennai alle 9.45 con arrivo alle 12.40, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; si alloggia presso l’hotel Radha Regent. Chennai, affacciata sull’oceano, è la capitale del Tamil Nadu ed uno dei centri principali dell’India. Oggi si visitano il tempio di Kabaleeswar, fondato nel XIII secolo e poi rifatto nel XVI, dedicato a Shiva ed ornato da impressionanti torri in tipico stile dravidico, considerato il più importante; il tempio di Parthsarthy, anche questo rielaborato nel XVI sec.; la chiesa di San Tommaso, che si dice custodisca le spoglie dell’Apostolo; e il Ramakrishna Math, uno dei centri principali della scuola di Ramakrishna, fondato nel 1897 da Swami Ramakrishnananda, uno dei suoi discepoli principali. 3°g.    25/2 Chennai – Kanchipuram   Si lascia Chennai in direzione sud est per Kanchipuram, che dista 75 km, un tragitto di circa due ore. La città è meta di pellegrinaggi da tutta l’India perché è una delle 7 città sacre dell’induismo, e qui, secondo la tradizione, è possibile ottenere la liberazione. Vi sono molti templi e nel corso della permanenza si visitano i quattro principali: l’Ekambareshwara, un grande complesso shivaita dove si celebra l’elemento terra, fondato fu nel VII secolo; il Kailasanatha, forse il più impressionante, dedicato a Shiva, dell’VIII secolo; il tempio della dea Kamakshi (Occhio del Desiderio), un antico sito menzionato nei Tantra buddhisti e induisti - alcuni studiosi come ad esempio S.K. Rao pensano che Kamakshi fosse originariamente la dea Tara, venerata da buddhisti e induisti; il Varadaraja Perumal, un grandissimo complesso in stile Chola dell’XI secolo, dove non si può accedere al sancta sanctorum. Si alloggia presso l’hotel Regency Kanchipuram. La città è anche famosa in tutta l’India per la produzione della seta e chi è interessato potrà fare degli ottimi acquisti. 4°g.    26/2 Kanchipuram – Mahabalipuram (Mamallapuram)   Completate le visite a Kanchipuram si prosegue il viaggio, tornando sulla costa 67 km a sud est a Mahabalipuram, circa due ore di viaggio. Questo antico porto della dinastia Chola, rinomato per la bella spiaggia, è famoso per i templi di piccole dimensioni, prototipi architettonici ideali in scala dei templi dravidici che furono presi come esempi per la costruzione dei complessi templari del sud dell’India. Di particolare bellezza è il tempio di Shiva costruito nel VII secolo che sorge sulle sabbie di fronte all’oceano, dichiarato dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”; e molto interessanti sono anche i 5 templi monolitici, i Pancha Rathas, dedicati ai fratelli Padavas. In loco si trovano poi diversi bassorilievi rupestri, anche di grandi dimensioni, tra i quali la famosa Discesa della Ganga, entrato a far parte del repertorio fotografico dell’India. Completa le visite il tempio di Thirukadalmallai, dedicato a Vishnu. Si alloggia presso l’hotel Ideal Beach Resort, posizionato sulla spiaggia. 5°g.    27/2 Mahabalipuram – Gingee – Tiruvannamalai   Completate le visite a Mahabalipuram si parte per Tiruvannamalai; sul percorso si sosta a Gingee (112 km, circa 2 ore e mezza di viaggio). Il forte di Gingee presenta un insieme di costruzioni imponenti, con le fortificazioni che si estendono su tre colli; fu testimone delle principali vicende storiche dell’India del sud sin da quando nel IX secolo divenne una roccaforte della dinastia Chola e, nelle epoche a seguire, fino all’arrivo dei francesi. Il complesso, poco frequentato dal turismo, è interessantissimo da visitare anche per la bellezza paesaggistica dell’insieme. Da qui si procede ancora per circa 40 km in direzione ovest per Tiruvannamali, dove si alloggia presso l’hotel Arunai Anantha. Si potrà compiere una prima visita al grande tempio di Arunachaleshwar, dedicato all’elemento fuoco, un luogo dall’atmosfera mistica. 6°g.    28/2 Tiruvannamalai   Tiruvannamalai è fondamentale nelle saghe della spiritualità dell’India: secondo la tradizione mitica qui vi fu un incontro degli dei quando Brahma e Vishnu chiesero a Shiva, manifestatosi nella forma di una brillante colonna di luce che si estendeva all’infinito, di moderare il suo aspetto: egli acconsentì, generandosi istantaneamente nella forma del monte Arunachala, che per questa ragione è considerato il Kailash del Tamil Nadu. Per tutti gli induisti è un luogo di potenza mistica, in profondo rapporto con l’elemento fuoco nella sua forma divina di Agni, la forma suprema della divinità, l’elemento responsabile della trasformazione sia fisica che spirituale. Qui si trovano molti ashram; importanti sono le visite allo Sri Ramanashram (il celebre ashram di Ramana Maharshi) e allo Seshadri Ashram. Molto bello ed importante è il mistico tempio di Arunachaleshwar, dove Shiva è venerato come Agnilingam, o elemento fuoco. E’ molto interessante salire per un tratto sul monte Arunachala seguendo un sentiero molto bello che parte dallo Sri Ramanashram e raggiunge la grotta sacra di Skandashram, dove Sri Ramana Maharshi ha passato molti anni della sua vita in ritiro, un luogo che ha una forza particolare. Qui ci si può fermare a meditare o restare semplicemente seduti in silenzio. Dalla terrazza di fronte alla grotta si dominano la città ed il tempio di Arunachaleshwar, posto alla sua base. 7°g.    1/3 Tiruvannamalai – Auroville – Pondicherry   Chi lo desidera potrà recarsi di prima mattina per un’ultima visita alla grotta sacra di Skandashram. Si parte quindi per Auroville, che dista 103 km ad est (circa due ore e mezza di viaggio). Auroville fu fondata nel 1968 secondo un progetto delineato dall’architetto francese Roger Arger attorno al tempio di Matrimandir, situato in un vastissimo giardino ed ornato da una splendida cupola dorata, dedicato alla meditazione universale che prescinde da specifiche credenze. Lo scopo di Auroville è la realizzazione di una sorta di città ideale basata sui principi promulgati da Aurobindo, un’idea che vede impegnate migliaia di persone provenienti da tutto il mondo con un ampio insieme di attività. E’ consigliabile fermarsi qui per il pranzo, la cucina è veramente ottima e pulita. Si prosegue da qui per la vicina Pondicherry (15 km), dove si alloggia presso l’hotel Shenbaga. La città è stata un’enclave della Francia fino al 1954, quando è entrata a far parte dell’India indipendente; nella zona vivono ancora circa 10.000 persone di origine francese e si riscontrano caratteri culturali unici. Ci si reca allo Sri Aurobindo Ashram, dove sono conservate le sue spoglie; nei pressi si trova anche un bel tempio di Ganesh. Si avrà del tempo per passeggiare sul lungomare e nella zona francese. 8°g.    2/3 Pondicherry – Chidambaram – Gangaikonda Cholapuram – Suryanar Kovil – Kumbakonam   Da Pondicherry si procede verso sud per Chidambaram, che dista 63 km. In questa località si trova il famoso tempio di Shiva Nataraja, il signore della danza cosmica che dà inizio, sviluppa e distrugge l’universo, e vi si celebra l’onnipervadente elemento dello spazio. Letteralmente Chidambaram significa "il fluire della coscienza". Oltre ad essere un interessantissimo complesso templare, questo luogo è importante nella tradizione vedica perché secondo i saggi custodisce l’invisibile lingam dell’etere. Il complesso è altrettanto famoso per il tempio di Gopuram, dove è rappresentata la danza di bharatnathyam che riepiloga con le 108 posture di Nataraja gli stadi di trasformazione dell’universo; impressiona il visitatore anche la sala delle mille colonne. Dopo la visita si procede verso sud ovest arrivando dopo 43 km a Gangaikonda Cholapuram, dove si trova il tempio di Brihadishvara. Fu fondato dal grande re Rajendra Chola nell’XI secolo per celebrare le fortune imperiali della dinastia, con lo specifico scopo di rivaleggiare in bellezza e grandiosità con il tempio che all’epoca veniva considerato il più magnificente, quello di Tanjavur (che si visita il 4/3). Dedicato a Shiva, è uno degli esempi più eccellenti dell’arte dravidica, conserva sculture in bronzo stupende tra cui una di Ardhanari, ovvero il dio Shiva in aspetto ermafrodita, e importanti decorazioni murali. Si prosegue da qui per Suryanar Kovil (25 km), il tempio dedicato al sole: il dio Surya (Sole) è considerato dai devoti la divinità suprema del pantheon indù, tant’è che nella sua iconografia sono raffigurati simbolicamente tutti i concetti fondamentali dell’astronomia e dell’astrologia. Viene considerato il principale pianeta ed è proprio Surya che conferisce agli altri pianeti le loro caratteristiche peculiari. Qui a volte è anche possibile chiedere il proprio oroscopo ad uno degli astrologi del tempio. Si arriva quindi a Kumbakonam (15 km); si alloggia presso l’hotel Indeco Swamimalai, situato nel piccolo paese di Swamimalai (6 km dal centro di Kumbakonam). Tempo permettendo ci si reca al tempio di Swaminatha, la divinità che presiede e dà il nome al luogo: è una forma di Skanda o Muruga, figlio di Shiva. Il tempio è uno dei 6 siti principali dedicati a Muruga, ed è particolarmente significativo perché si dice essere il luogo dove egli divenne "guru" di suo padre Shiva, trasmettendogli il segreto del Pranava (l’Omkara – o suono primordiale) che Shiva aveva scordato. Una tradizione che probabilmente simboleggia una rivalutazione delle antiche tradizioni dravidiche rispetto a quelle ortodosse brahmaniche. Il tempio sorge su una collinetta artificiale a cui si accede salendo 60 gradini che rappresentano il ciclo di sessant’anni. 9°g.    3/3 Kumbakonam   La città di Kumbakonam è la città sacra più importante dell’India meridionale ed ospita un gran numero di templi e di vasche di abluzione; tra queste la più importante è quella del Mahamaham dove periodicamente si svolge uno dei festival più importanti del Tamil Nadu, il celebre “Kumbhamela del Sud”. Infatti qui ogni 12 anni, per via delle congiunzioni astrali, secondo la tradizione le 20 fonti che nutrono la grande vasca versano l’acqua di uno dei fiumi sacri dell’India, facendo sì che un’abluzione eseguita qui in questo momento d’auspicio equivalga ad un’abluzione eseguita contemporaneamente in tutte le acque sacre dell’India; l’ultimo di questi eventi è stato nel 2016. Nel corso della giornata ci si reca ai siti più importanti e belli, cercando di vederli tutti. A nostro avviso la scelta migliore, che tiene in considerazione anche l’aspetto astrologico, è di includere Darasuram, Keezhperumpallam, Thiruvenkadu, Tirunageshwaram, Kanjanur Sukran, Alangudi e Thingalur; tempo permettendo, anche Thirunallar. Il Darasuram, curato dall’ASI (Archeological Survey of India), è considerato un tesoro nazionale riconosciuto dall’UNESCO. Keezhperumpallam: qui si trova il tempio di Naganathar, dedicato al culto del pianeta Ketu. Secondo la tradizione mitica il dio Shiva apparve a Ketu in questo luogo rendendolo particolarmente adatto al culto di questo pianeta. Ketu è uno dei due nodi lunari, i famosi caput e cauda draconis della astrologia medievale, che segna dove l’orbita lunare incontra l’eclittica, ovvero il percorso apparente che il sole compie attorno alla terra; in queste posizioni avvengono le eclissi solari e lunari, e in queste rare occasioni Ketu o Rahu, nell’altro nodo lunare, per gli astrologi diventano i pianeti più potenti in cielo. Thiruvenkadu: viene propiziato il pianeta mercurio, il cui tempio risale all’XI secolo ed è uno dei più importanti luoghi di devozione al dio Shiva, che qui appare nella forma di Aghoramurthi. Tirunageshwaram: è il luogo di culto del pianeta Rahu. L’influenza di Rahu e Ketu, ovvero delle eclissi, secondo l’astrologia può essere drammatica, e questo tempio è il sito più importante dove compiere gli appropriati riti di pacificazione. Kanjanur Sukran: luogo di culto del pianeta Venere. Qui il dio Brahma ebbe la visione del matrimonio tra il dio Shiva e Parvati; in seguito il sito divenne famoso per la venerazione del pianeta Venere, simbolo della vita sessuale e della procreazione. Alangudi: legato a Giove, con il tempio di Sri Abathsagayeswara, ovvero "il signore che elargisce benedizioni", caratteristica che rispecchia gli effetti del pianeta. Thingalur, luogo di culto del pianeta Chandra (la Luna), uno dei protagonisti principali delle conformazioni celesti; nell’astrologia vedica è la Luna che determina il segno zodiacale di un individuo, ne determina inoltre la longevità e ordina la sequenza degli eventi. La Luna è il tramite tra gli effetti degli astri e la Terra, ed è anche considerata la parte femminile del Sole. Qui si compiono i riti per ottenere una lunga vita. Thirunallar è il tempio dedicato a Saturno. 10°g.    4/3 Kumbakonam – Velankanni – Thanjavur – Tiruchirapalli   Si lascia Kumbakonam in direzione sud est arrivando dopo circa 80 km di strada (approssimativamente due ore e mezza di guida) a Velankanni, che in antichità era il porto principale della regione. Qui si visita la basilica cattolica, conosciuta come la "Lourdes dell’Asia”, fondata nel XVI secolo e successivamente ampliata; secondo la tradizione la sua origine è collegata a dei miracoli, tra cui le apparizioni di Gesù e della Madonna, ed è meta di pellegrinaggi da tutta l’India e dal mondo (si stimano circa 20 milioni di visitatori all’anno). Da qui si torna quindi verso l’interno del Tamil Nadu, la meta ora è Thanjavur, antica capitale della dinastia Chola, dove si trova il famoso tempio shivaita di Brihadeshwara o Rajarajeshwara; edificato nell’XI secolo, è paragonato per la maestosità della struttura alle cattedrali europee. Ci si reca anche al Palazzo, del XIV secolo, dove risiede tutt’ora la famiglia reale dei Maharata, e si potrà visitarne una parte. Si prosegue verso ovest arrivando con 57 km di strada (poco più di un’ora) a Tiruchirapalli. Tempo permettendo, entrando in città si sosta per una visita al Forte, edificato su di un colle alto circa 90 mt, un luogo che nella storia ha vissuto innumerevoli battaglie; alla base si trova il tempio di Thayumanavar (VI secolo) dedicato a Shiva e sulla cima del colle, con una bella visuale, il tempio di Ganesh, del VII secolo. Si alloggia presso l’hotel Sangam. 11°g.    5/3 Tiruchirapalli – Chettinad   A Tiruchirapalli si trova uno dei più incredibili complessi templari, lo Sri Rangam (Ranganatha), che pare abbia 2000 anni di storia e fu edificato nella forma attuale tra il XIII e il XIV secolo; è considerato il tempio più importante dell’India dedicato a Vishnu e contiene anche un suo tempio che la tradizione afferma essersi autogenerato. Il luogo è famoso per le 7 mura concentriche attorno al tempio centrale, ornate da 21 torri; si estende su un’area di 156 acri – è di fatto una cittadina religiosa, con innumerevoli avvenimenti quotidiani. Si completano le visite andando al vicino tempio di Thiruvanaikoil (3 km), anch’esso posizionato sull’isola formata dai fiumi Kaveri e Kollidam, dedicato a Shiva nella forma di Jambukeshwara, manifestazione dell’elemento acqua; anche questo è un sito maestoso, alcuni asseriscono che per interesse architettonico con le sue ciclopiche mura, le sale colonnate, le vasche e le torri superi addirittura Sri Rangam. Nel pomeriggio ci si sposta nella regione di Chettinad (90 km a sud, circa due ore di viaggio) il cui centro principale tra i suoi 74 villaggi è Karaikkudi; una zona rurale che ha una storia particolare perché è la patria dei Nattukottai Chettiars, una ricca comunità di finanzieri che ramificò i propri interessi in tutta l’Asia. Questi benestanti personaggi hanno edificato un gran numero di dimore di classe, rivaleggiando tra loro e sviluppando un particolare stile, e molte di queste si possono oggi visitare. Si alloggia presso l’hotel Chettinadu Mantion. 12°g.    6/3 Chettinad – Madurai Completate le visite a Chettinad si parte verso est per Madurai, che da qui dista 88 km, circa due ore di viaggio. La città è edificata attorno al magnifico tempio di Meenakshi, dedicato al dio Shiva; ha una storia di 2000 anni che risale ai tempi della dinastia dei Panda, e la costruzione nella forma attuale con le quattro torri perimetrali decorate con migliaia di statue è dovuta alla dinastia dei Nayaks del XVI secolo. Vi si svolgono continuamente cerimonie religiose e processioni a cui è molto interessante assistere; le cerimonie serali in particolare sono da non perdere. E’ molto interessante anche il Palazzo edificato dal re Thirumalai della dinastia dei Nayak nel XVII secolo, presenta uno stile proprio che raccoglie elementi dravidici e rajput. Si alloggia presso l’hotel Fortune Pandiyan. 13°g.    7/3 Madurai – Thoothukudi (Tuticorin) – Tiruchendur – Kanyakumari   Da Madurai si procede verso sud arrivando sulla costa a Thoothukudi (147 km, circa tre ore di viaggio); in questa città portuale il punto d’interesse principale è la basilica cattolica dedicata alla Vergine (Our Lady of Snows), un luogo circondato da un mistico alone di eventi miracolosi, meta di pellegrinaggio, che assunse la forma attuale nel XVII secolo. Proseguendo sempre verso sud si arriva a Tiruchendur (40 km, circa un’ora), anche questa una cittadina di mare, dove si visita il tempio di Jyanthipuram dedicato a Muruga. Da qui a Kanyakumari, il punto più meridionale dell’India, mancano 92 km, circa due ore di viaggio; si alloggia presso l’hotel Sparsa Resort. A Kanyakumari ci si reca in barca sulle due isolette di fronte al capo, che ospitano il memoriale di Vivekananda, edificato nel 1970 sul luogo dove secondo la tradizione il sant’uomo ottenne l’illuminazione, e la statua di Thiruvalluvar. Sulla costa, vicino al capo, si trovano il Museo dello Tsunami, che colpì gravemente l’India meridionale nel 2004, e il Memoriale di Gandhi. 14°g.    8/3 Kanyakumari – Kovalam   Kovalam, situata in Kerala sulla costa sud occidentale dell’India, dista circa 90 km, meno di tre ore di viaggio. Si alloggia presso il Travancore Heritage hotel. La giornata è libera, per godere del mare e anche per recarsi a fare acquisti nel mercatino del paese; l’hotel offe servizi di massaggio e trattamenti ayurvedici. Per chi rientra: 15°g.    Sabato 9 marzo Kovalam – Trivandrum e volo di rientro   Ci si reca all’aeroporto di Trivandrum, che dista 20 km. Per chi è giunto con Air India il volo per Delhi è alle 6.05 con arrivo alle 10.45. Si parte da qui per Milano Malpensa alle 14.20 con arrivo alle 18.20; per Roma Fiumicino alle 13.05 arrivando via Parigi alle 2315. Per i collegamenti con altre città o i voli offerti da altre compagnie contattare Amitaba. Estensione: mare tropicale e ayurveda 15°g.    9/3 Kovalam, soggiorno di relax e ayurveda   Presso il Travancore Heritage hotel ci sono trattamenti di terapia ayurvedica e massaggi. Il centro si affaccia su un’ampia spiaggia, un luogo che si presta in modo pressoché perfetto ad una pausa di relax. DURATA DEL SOGGIORNO: a discrezione dei partecipanti. RIENTRO: ci si reca all’aeroporto di Trivandrum, che dista 20 km. Per chi è giunto con Air India il volo per Delhi è alle 6.05 con arrivo alle 10.45. Si parte da qui per Milano Malpensa alle 14.20 con arrivo alle 18.20; per Roma Fiumicino alle 13.05 arrivando via Parigi alle 23.15. Per i collegamenti con altre città o i voli offerti da altre compagnie contattare Amitaba.
INDIA 2019: Ardhmela a Prayaga
Da Gwalior a Varanasi, per il Kumbhamela di Allahabad
Periodo: 26 gen - 9 feb
Amitaba ha molta esperienza nella partecipazione ai Kumbhamela; a partire dal Mahakumbha del 2001 abbiamo seguito con dei nostri viaggi tutti gli eventi di questa grande saga mistica. Il nostro sito contiene diversi dettagli inerenti il Kumbhamela; suggeriamo di guardare queste pagine: India, il Kumbhamela, Eventi d’Oriente, il Kumbhamela. Questa prossima ricorrenza di gennaio – febbraio 2019 è un “Ardhmela”, ovvero la celebrazione che avviene a metà del ciclo astrale dei dodici anni. Per via del fatto che l’Ardhmela a Prayaga (Allahabad) supera per dimensioni i Kumbhamela di Ujjain e Nasik e arriva ad eguagliare il numero di persone di quello di Haridwar, le autorità indiane hanno deciso di denominarlo con il nome più noto di “Kumbhamela” – anche se per i mistici indiani è un “Ardhmela”. L’evento inizia il 15/1 al Triveni (la confluenza di Ganga, Yamuna e del mitico Saraswati a Prayaga) con la ricorrenza del Push Purnima, con un crescendo che ha il suo apice con l’abluzione principale del Mauni Amavasaya il 4/2. L’evento si conclude poi con l’ultimo atto di purificazione, il Mass Purnima, il 19/2. È difficile prevedere quante persone giungeranno al Triveni per questa ricorrenza; si tenga presente che l’abluzione principale (il Mauni Amavasaya) dell’Ardhmela nel 1995 vide la presenza di circa 20 milioni di pellegrini e al successivo, nel 2007, erano ancora di più! Nota tecnica Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a fine gennaio e inizio febbraio è secco, ma a volte alla sera e nelle prime ore del mattino può essere freddo, mentre durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. È quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Gli hotel sono tutti di qualità e per i trasporti si utilizzano veicoli privati di recente immatricolazione; è previsto un tratto di treno tra Delhi e Gwalior, circa 3 ore e mezza. Ad Allahabad per l’Ardhmela si alloggia in un campo fisso specificamente attrezzato per i visitatori occidentali: recintato e custodito, con tende arredate dove si sta comodamente in piedi dotate di letti con lenzuola e servizi igienici, dove si consumano anche tutti i pasti in condizioni di pulizia. Il campo è opportunamente posizionato per poter raggiungere in tempi ragionevoli (qui si può andare unicamente a piedi) l’area del Sangam (il mitico Triveni), dove sorgono gli immensi campi dei mistici e dei pellegrini giunti per l’Ardhmela. Si tenga comunque presente che la partecipazione all’Ardhmela richiede un elevato grado di adattabilità e capacità di immersione in una realtà ambientale e culturale totalmente diversa dalla nostra dimensione abituale. Partecipare all’Ardhmela Genti da tutte le parti dell’India confluiscono per l’Ardhmela nell’antica città di Prayaga (Allahabad), che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore del festival è però incarnato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia dagli ashram, dagli akara e dalle montagne himalaiane, a volte anche nudi, come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere funeraria. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni. Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma e facilitare così il raggiungimento degli obiettivi spirituali che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. La confluenza (Sangam) dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati a Prayaga è il punto dove al momento propizio, determinato da attenti studi astrologici, il sacro nettare dell’immortalità dai regni celesti scende sulla terra e in quel mentre un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutti i peccati. Dei tre fiumi, solo due sono visibili all’occhio non iniziato; ai puri è concesso di vedere il Saraswati, il fiume che fu la fonte di vita per la civiltà vedica e ha le sorgenti sul monte Meru. Nell’Ardhmela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 26 gennaio, volo per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; Amitaba può prenotare il volo preferito. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Air India, con partenza da Milano Malpensa alle 20.00 e da Roma Fiumicino alle 14.15; per gli orari dei collegamenti da altre città contattare Amitaba. 2°g.    27/1 Arrivo a Delhi   L’arrivo a Delhi per chi giunge da Roma Fiumicino è alle 2.05; da Milano Malpensa è alle 7.45. Si viene accolti in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Ashok Country Resort, posizionato nei pressi dell’aeroporto. Nel pomeriggio è previsto un giro in città; si scelgono i siti d’interesse in funzione dei desideri dei partecipanti. 3°g.    28/1 Delhi – Gwalior   Il treno per Gwalior parte alle 8.10 con arrivo alle 11.16. Qui è in attesa dei partecipanti l’autista con il mezzo che verrà utilizzato fino ad Allahabad. Si visitano il tempio Teli Ka Mandir dedicato a Vishnu, che risale al IX secolo, ed il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere. Nel pomeriggio ci si reca al forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre; nell’area del forte, le cui parti principali risalgono al XV secolo, si trovano anche alcuni antichi templi di squisita fattura. Si alloggia presso l’hotel Gwalior Regency. 4°g.    29/1 Gwalior – Sonagiri – Datya - Orchha   Si lascia Gwalior in direzione sud per Sonagiri (71 km, circa 2 ore), un luogo di pellegrinaggio jainista che origina dal IX secolo. Il monte è disseminato di templi, molti di recente costruzione; si segue il sentiero dei pellegrini che compie il giro del sito, potendo ammirare buona parte dei templi principali. Dopo la visita si prosegue per Datya (14 km), un interessante villaggio dove si trova il magnifico Palazzo Govinda, costruito nel 1620 da Bir Singh sul bordo di un laghetto. È un vero gioiello dell’architettura indiana, con corridoi e ponti che intersecandosi tra ricami di pietra su più piani sovrapposti formano un grandioso Mandala tridimensionale. Si prosegue da qui per Orchha, che dista circa 75 km, dove si alloggia presso l’hotel storico Amar Mahal. 5°g.    30/1 Orchha   Orchha è un tranquillo villaggio che nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i più interessanti per il connubio tra la realtà rurale dell’India, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, e un’ambientazione tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile. 6°g.    31/1 Orchha - Dhubela - Khajuraho   Si parte per Khajuraho, che dista 170 km, un percorso di circa 4 ore e mezza attraverso un ambiente rurale che include anche aree piuttosto selvagge. Dopo circa 100 km si sosta a Dhubela, dove nel vecchio forte si trova un museo con reperti del periodo Chandela e statue dei culti Shakti; nei pressi si possono visitare interessanti rovine e due magnifici mausolei, incredibili opere d’arte indiana, situati in un’area rurale al di fuori de tempo, molto piacevole da esplorare. Si prosegue per Khajuraho, dove si alloggia presso l’hotel Radisson Jass. Qui si visitano i famosi templi di epoca Chandela, costruiti tra il X e il XIII secolo, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri anche per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. E’ molto interessante anche il vicino sito jainista con i templi dedicati al Thirtankara Jaina. 7°g.    1/2 Khajuraho - Kalinjar - Chitrakoot   Partenza per Kalinjar (97 km a nord est), dove si erge un’antica roccaforte fondata dalla dinastia Chandela nel IX secolo, che fu espugnata solo brevemente da Akbar nel XVI. In magnifica posizione sulle propaggini dei monti Vindya, al centro di una foresta che si estende a perdita d’occhio, l’estesa superficie della rocca racchiude tesori di arte induista e moghul la cui solitaria e straordinaria bellezza regala ai rari visitatori, come a Dhubela, un forte contatto con l’India che prima di giungere in questi magici luoghi si poteva presumere esistere solo nel nostro immaginario. In particolare le gigantesche sculture rupestri di Shiva Bhairav, in corrispondenza di uno degli accessi alla rocca e nel tempio di Nilakanth, sono di grande bellezza. Da qui si prosegue sempre verso nord est per circa 60 km arrivando nella piccola città santa di Chitrakoot, un tragitto di circa due ore. Adagiata lungo il fiume Mandakini, è un importante centro per la spiritualità indiana; è conosciuta come  la “piccola Varanasi” per i molti templi e ghat: secondo l’epica è il luogo dove Rama e Sita trascorsero 14 anni di esilio nella foresta. È sede di ashram e meta di pellegrinaggio dei devoti che si bagnano lungo il Ramghat, centro dell’attività religiosa. Chi è interessato potrà percorre a piedi il circuito intorno alla collina di Kamadgiri (5 km), sulla cui cima era collocata la dimora di Rama e Sita, dove i luoghi sacri sono immersi in un bell’ambiente naturale, con le sorgenti di Hanuman, la vasca di Janki Kund e così via. Ci si accomoda nel semplice MPTDC Chitrakoot Mandakini Resort, il meglio che qui si possa trovare, situato nei pressi del fiume Mandakini; è gestito dall’ente del turismo dello stato, quindi a volte con poca cura, ma le stanze sono comode e dotate di aria condizionata. In serata ci si reca al Ramgath, cuore spirituale della cittadina, per assistere all’aarati; lo si può osservare anche prendendo una delle barche, che qui vengono addobbate in modo divertente. 8°g.    2/2 Chitrakoot – Allahabad   Si parte per Allahabad, che dista 130 km; il tragitto richiede normalmente circa 4 ore, ma per via dell’Ardhmela che fa confluire qui una grande moltitudine di persone è molto probabile che serva parecchio di più! Il nome sanscrito di questa città è Prayaga; il luogo è stato di grande importanza anche nella storia dell’India moderna, in quanto centro amministrativo del protettorato britannico e città d’origine della famiglia Nehru: ad Anand Bhawan nacque Jawal Lal Nehru. Ma la celebrità immortale di Prayaga è dovuta al Triveni, il punto di confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati: è considerato il luogo più sacro dell’India del Nord, perché secondo le scritture fu qui che cadde la goccia più preziosa del nettare dell’immortalità, ed è per questo che il raduno mistico del Kumbhamela vi viene celebrato sin dalla notte dei tempi. Arrivati nell’area del Triveni ci si accomoda nell’Aagman Camp, opportunamente posizionato per poter raggiungere in tempi ragionevoli (qui si può andare unicamente a piedi) l’area del Sangam, dove sorgono gli immensi campi dei mistici e dei pellegrini giunti per l’Ardhmela. Se si arriva in tempo, si iniziano già oggi le esplorazioni a piedi della vasta piana dove confluiscono i fiumi. 9°g. – 11°g. (3/2 – 5/2) ARDHMELA A PRAYAG   Giornate dedicate all’Ardhmela; l’abluzione principale (il Mauni Amavasaya) avviene dalle prime luci dell’alba del 4 febbraio. 12°g.    6/2 Allahabad – Varanasi   Varanasi dista circa 120 km, un tragitto che normalmente richiede tre ore; ma con il grande evento dell’Ardhmela in corso potrebbe essere richiesto parecchio tempo in più. Giunti a destinazione ci si accomoda presso l’hotel Taj Gateway, il migliore della città. Si iniziano subito le esplorazioni raggiungendo con una passeggiata nella città vecchia gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume al ghat principale, il Dasashvamedh, per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 13°g.    7/2 Varanasi   Ci si alza presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca; si torna quindi in hotel per la colazione. Dopo un poco di relax si torna nella parte centrale; ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente ed i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini ed altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo luogo, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! In serata si potrà tornare al Dasashvamedh ghat per l’aarati. 14°g.    8/2 Varanasi – Delhi   Dopo colazione ci si reca a Sarnath nei pressi di Varanasi (10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Qui ha la sede l’organizzazione umanitaria Progetto Alice, diretta da Valentino Giacomin, che potrà essere visitata. Svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. Nel primo pomeriggio ci si reca all’aeroporto di Varanasi, dove il volo Air India per Delhi parte alle 16.50 con arrivo alle 18.25. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; si ha a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città per la cena e si torna quindi in tarda serata all’aeroporto per il volo di rientro. 15°g.    Sabato 9 febbraio, volo di rientro e arrivo a destinazione   Il volo della Air India per Roma Fiumicino parte alle 3.55 con arrivo alle 8.15; chi si reca a Milano Malpensa parte da qui alle 10.00 con arrivo alle 11.15. Per gli orari dei collegamenti con altre città contattare Amitaba.
INDIA 2018: Siti storici del Karnataka
Da Goa a Badami, Hampi, Sravanabelagola e Mysore - Est. iniziale a Goa, partenza suggerita il 21/12
Periodo: 26 dic - 6 gen
Vi è poi la possibilità di scegliere tra due estensioni iniziali, entrambe con partenza il 22/12; la prima prevede un soggiorno di relax a Goa sull’Oceano Indiano e la seconda di trascorrere il Natale a Lumbini in Nepal. Nota tecnica Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di buon livello; alcuni sono palazzi storici riconvertiti.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Estensione iniziale, relax a Goa Vi è la possibilità di partire prima del 26/12, arricchendo il programma con un’ estensione di relax a Goa in India. La partenza suggerita è venerdì 21 dicembre con arrivo a Goa il 22/12, ma si può partire anche prima o dopo in funzione delle proprie esigenze; il costo qui indicato prevede un soggiorno con inizio il 22/12. All’arrivo a Goa si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso il The Lalit Golf & Spa Resort, posizionato sul mare. Programma comune 1°g.    Mercoledì 26 dicembre, volo per Goa   Per raggiungere Goa in India Amitaba utilizza voli Air India, Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggioranza dei voli prevede un arrivo nel corso della giornata successiva; Amitaba può prenotare il volo preferito. 2°g.    27/12 Arrivo a Goa   All’aeroporto di Goa si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce al The Lalit Golf & Spa Resort, posizionato sul mare. L’accompagnatore italiano del viaggio, Alessandro Zuzic, arriva nel corso della serata. 3°g.    28/12 Goa   Visita di Goa, dove i portoghesi giunsero nel XVI secolo e governarono fino al 1961, un passato che si riflette nel peculiare insieme architettonico e nella presenza di una grande comunità cristiana. Ci si reca a Vecchia Goa che fu la capitale dei portoghesi fino al XVII secolo, dove con una piacevole passeggiata si incontrano due siti che sono Patrimonio dell’Unesco, di cui il più famoso è la Basilica di Bon Jesus che custodisce i resti di San Francesco Saverio, la cui costruzione iniziò nel 1594; sono molto belle anche la chiesa di San Francesco e la Cattedrale, mentre situata poco lontano a pochi passi dall’arco di benvenuto dedicato a Vasco de Gama che si affaccia sul vecchio porto, vi è la chiesa di San Gaetano edificata prendendo a ispirazione la struttura della cattedrale di San Pietro a Roma. Si completa il tour con la visita di Panaji, il centro amministrativo del distretto di Goa, dove sono molto pittoreschi i “Quartieri Latini” e la cattedrale, edificata nel 1609. 4°g.    29/12 Goa – Badami   Si parte per Badami, che dista circa 250 km, un viaggio che impegna per almeno 7 ore; si segue per un tratto la costa verso sud entrando in Katnataka, quindi si procede verso nord est superando i colli coperti di foreste ed arrivando sul plateau agricolo arrivando nel tardo pomeriggio nel piccolo centro di Badami, dove si trova la stupenda vallata cinta da rocce arenarie rosse dove sorgeva questa antica capitale dei Chalukya, uno dei punti più evocativi dell’India. Si alloggia presso l’hotel storico Badami Court (hotelbadamicourt.com) o simile. 5°g.    30/12 Badami ed escursione a Mahakuta e Banashankari    Si dedica la mattina alle visite del sito archeologico di Badami, percorrendolo tutto a piedi con una splendida passeggiata. I reperti più importanti sono i quattro templi rupestri edificati nel VI secolo, che presentano sculture magnifiche e suggestive; tre sono induisti dedicati uno a Shiva e due a Vishnu mentre il quarto, che fu il primo ad essere scolpito, è jainista. Sul lago di Agastya ai piedi delle collina, contornato quasi tutto dai ghat (scalinate), si affacciano due templi di pietra arenaria locale, dedicati a Shiva. Il forte che sovrasta i colli fu invece fatto costruire da Tippu Sultan nel XVIII secolo su fortificazioni precedenti che risalgono fino al V secolo; vi sono alcuni resti di quest’epoca più antica e torri d’avvistamento del XIV e XVI secolo. Nel pomeriggio ci si reca ai vicini templi di Mahakuta (16 km), ubicati dietro ai monti che cingono il bacino di Agastya, tutti dedicati a Shiva, che risalgono dal VI all’VIII secolo; il sito è molto vivo ed interessante, tra alberi secolari che sono un monumento della natura, con una vasca d’acqua alimentata da una fonte naturale, dove alcuni dei molti pellegrini che giungono fin qui fanno il bagno. Si prosegue per Banashankari, il tempio dedicato alla consorte di Shiva dove anche ai non induisti è consentito il darshan (vista) della divinità, anche questo molto frequentato dai pellegrini, nei pressi di un grande bacino artificiale di epoca Chalukya. Rientrando a Badami si fa una passeggiata nel mercato della cittadina. 6°g.    31/12 Badami – Pattadakal – Aihole – Hampi   Ci si sposta per un tratto verso est (22 km) attraverso le belle campagne di questa regione arrivando a Pattadakal, una delle tre capitali storiche dei Chalukya costruita sulle rive di un fiume, un sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Qui, all’interno del ben tenuto parco archeologico, si trovano diverse magnifiche opere templari che consentono di osservare il processo di fusione armoniosa qui avvenuto degli stili dell’india del nord e del sud, con le torri dei templi (gli shikara) di Galaganatha e Jambulinga curvilinee, secondo i dettami settentrionali, mentre quelle di Sangameshvara ed altri sono squadrate seguendo lo stile meridionale, e si ha una sintesi di stile nei due templi più importanti. Tra questi, il principale è il tempio di Virupaksha, costruito tra il 740 ed il 745 d.C. che è ancora attivo; all’interno le colonne rivelano bassorilievi di straordinario interesse ed una statua di Durga a destra del tempio del lingam che è tra le più rimarchevoli dell’India, di fronte, un gigantesco e ottimamente realizzato Nandi monolitico è curato con devozione da… 1300 anni. Dopo la visita di prosegue per Aihole, altri 23 km circa a nord est. Questo villaggio fu la prima capitale dei Chalukyas e vi si trovano 22 siti archeologici, con anche diversi templi che sono di fatto fusi con le case del villaggio: gli archeologici ne hanno classificati più di 100. Il sito principale contiene due edifici maggiori e alcuni più piccoli, con il richiamo principale dato dal tempio di Durga (VII secolo), che presenta, caso rarissimo per un tempio induista, un’abside circolare nella parte posteriore, con sculture di ottima fattura. E’ interessante anche salire la collina dove vi sono le mura della cittadella ed un isolato tempio jainista, anche per una visuale d’insieme. Si pranza ad Aihole e si procede ora per Hampi, situata circa 130 km a sud, dove si alloggia presso l’hotel Heritage Resort Hampi. 7°g.    1/1/2019 Hampi   Si dedica la giornata all’esplorazione del sito archeologico di Hampi, che dal 1986 è parte del Patrimomio Mondiale Unesco. Qui, nei pressi di un fiume che scorre tranquillo tra formazioni di rocce rosse dalle forme plastiche, si trovano i resti della capitale del potente impero Vijayanagara, una moltitudine di templi e rovine di edifici immersi in una natura stupenda. Il piccolo villaggio tra le rovine dove sorge un grande tempio induista che i pellegrini raggiungono per i loro riti, che ora il governo indiano sta rimuovendo per non disturbare i siti archeologici, è quanto rimane di quello che nel XIV secolo fu il centro del grande regno induista che si oppose con successo all’espansione islamica nel meridione del Subcontinente fino alla sua soccombenza nel 1565. I punti artistici più celebri sono tantissimi, con i templi di Virupaksha, Vithala, Hazara Rama, Achuta Raya, il palazzo del Lotus Mahal e così via; ma la magia di Hampi si coglie anche solo passeggiando in questo grandioso insieme di storia e natura che ne fa uno dei luoghi imperdibili dell’India. 8°g.    2/1 Hampi – Chitradurga – Chikmagalur   Si lascia Hampi in direzione sud per Chitradurga, che dista circa 130 km. Qui si visita il grande forte edificato tra le rocce granitiche dalle forme meravigliosamente plastiche del monte che sorge ai margini della tranquilla e colorata cittadina. Fu il centro di un regno che divenne indipendente dal 1568 dopo la caduta dell’impero Vijayanagara di Hampi e rimase autonomo fino alla conquista da parte di Tippu Sultan alla fine del XVIII secolo; il nome ‘Chitra’, che significa ‘dipinto’, lo ha ricevuto per via dell’ambiente naturale particolare dove alcune rocce sembrano avere le forme di animali. Salendo oltre il cancello si superano diverse porte arrivando nella parte alta, dove vi sono due templi molto interessanti, ancora attivi, e chi è in grado può provare ad arrampicarsi lungo le ripide rocce aiutato da piccoli intagli arrivando sul panoramico basamento circolare che sovrasta il sito, un’opzione che però può essere pericolosa. Si prosegue quindi per Chikmagalur, circa 160 km a sud ovest, attraverso un bell’ambiente rurale. La tappa di oggi richiede in tutto da 6 a massimo 7 ore e mezza; si alloggia presso l’hotel The Gateway o simile. 9°g.    3/1 Chikmagalur – Halebid – Belur – Halebid – Sravanabelagola – Mysore   Si visitano i gioielli architettonici della dinastia Hoysala, i templi di Belur e Halebid, edificati dove sorgevano le antiche capitali dinastiche Hoysala dal X al XII secolo. A Belur, situata a 25 km da Chikmagalur; all’interno delle mura del complesso vi sono diverse costruzioni che contornano il tempio di Vijaya Narayana che rivela sculture di finezza estrema, che rasentano una perfezione sovrannaturale, sia nel decoratissimo esterno che all’interno, dove si ha l’apice artistico in diverse figure ed in particolare nella rappresentazione di Mohini, forma femminile di Vishnu. Halebid, a 23 km da Belur, si chiamava in origine Dwarasamudra e fu la capitale del re Vishnuvardhana che vi fece erigere il celebre tempio dedicato a Shiva, una struttura molto particolare che presenta due cappelle affiancate, ammirate ai loro ingressi da due giganteschi Nandi monolitici, e collegate all’interno da un lungo colonnato. Anche qui si trovano sculture stupende eseguite nel particolare stile ornamentale del periodo Hoysala, e la struttura è analogamente posta sul tipico basamento che ne consente la circumambulazione ed è adornata da raffinate decorazioni in ogni suo punto. Dopo la visita si prosegue per Sravanbelagola, che dista 81 km, un antico sito e luogo di pellegrinaggio jainista che si sviluppò durante la dinastia Ganga, tra i secoli IX e X; ci sono due colline sacre, la Doddabetta o Vindyagiri e la Chikkabetta o Chandragiri, dove si trovano diversi templi jainisti, ed il luogo è anche la sede dei Bhattaraka, o capi religiosi della tradizione jainista Digambara, i “Vestiti di Cielo” (asceti nudi). Si raggiunge con una scalinata la sommità del colle roccioso di Vindyagiri su cui è stata ricavata la colossale statua monolitica di Bahubali, alta 18 metri, che raffigura Bhagavan Gomatheshwara, che secondo la tradizione jainista fu il figlio minore di Adinath, il primo dei 24 illuminati, molto venerato per la sua capacità di rinuncia ed ascetismo. E’ la più grande statua monolitica al mondo, una vera e propria meraviglia non solo per le dimensioni ma per la qualità dell’esecuzione. Completata la visita si continua per Mysore, circa 80 km più a sud, dove si alloggia presso il Fortune Park JP Palace 10°g.    4/1 Mysore, Somanathapura e Srirangapatnam   La città di Mysore è stata il centro di un regno indipendente retto da un’unica dinastia dal 1399 al 1947, quando è divenuta parte dell’Unione Indiana; l’atmosfera della cittadina riflette questo prestigioso passato. Nel corso della mattina si effettua un’escursione a Somanathapura (36 km) dove si trova il tempio di Chennakesava edificato nel 1258, un esempio tra i più eccellenti dell’architettura Hoysala, che, come Belur e Halebid, colpisce per la qualità dei bassorilievi. Si prosegue per l’isola fluviale di Srirangapatnam (35 km) formata dal fiume Kaveri, dove si visitano il palazzo estivo di Tippu Sultan ed il mausoleo da lui costruito per il padre, Hyder Ali, dove riposa anche il suo corpo, magnifici esempi di architettura islamica. Ci si reca anche all’interno delle mura del grande forte, che fu conquistato dagli inglesi nel 1799, dove si trova il tempio vishvaita di Ranganatha, la cui origine risale alla dinastia Ganga nel IX secolo, Rientrati (23 km), nel pomeriggio ci si reca al Palazzo di Mysore, che è tutt’oggi la residenza ufficiale della famiglia reale, edificato a fine ‘800 dal 24° reggente della dinastia Wodeyar e si effettua un giro in città. Per chi fosse interessato, vi è la possibilità di visitare al tramonto il tempio di Bramasthanam, nei pressi di Mysore, edificato in stile keralese nell’ashram di Mata Amritanandamayi, dove si tiene una celebrazione dell’arati molto suggestiva. 11°g.    5/1 Mysore – Bangalore e volo di rientro   Si raggiunge l’aeroporto di Bangalore, che dista 155 km, un percorso che richiede almeno 4 ore. In funzione dell’orario dei voli di rientro si potrà valutare se fare un giro in città. La gran parte dei collegamenti per il rientro parte in serata con arrivo a destinazione nel corso della giornata successiva. 12°g.    Domenica 6 gennaio, arrivo a destinazione
INDIA 2018: I feudi Rajput con Palitana, Girnar ed il leone asiatico
Estensioni: iniziale a Jaipur e Bundi; Natale a Goa; Capodanno a Hampi
Periodo: 10 dic - 23 dic
È prevista una breve estensione iniziale che inizia da Jaipur, la mitica “città rosa”, un luogo ornato da stupendi palazzi, e dalla vecchia capitale di Amber, dove si utilizza il primo dei molti alloggi in case patrizie previsti dal tour. Procedendo verso sud ci si reca alle cittadine rajput di Bundi e Kota, in un’area poco conosciuta del Rajasthan, e da qui a Cittogarh ed Udaipur, punto di partenza per chi non segue questa parte. Da Udaipur, con i celebri palazzi che si affacciano sul lago Pichola, si prosegue con la visita del tempio jainista di Ranakpur, di sorprendente bellezza artistica ma altrettanto attraente per la serena spiritualità che infonde; si continua con un percorso che porta a contatto con un mondo fiabesco tra i villaggi tradizionali e le case nobiliari del Rajasthan, da Jojawar a Chanoud, incontrando i membri della nobiltà locale e l’etnia dei Rabari che si dedica all’allevamento dei cammelli. Si approda in Gujarat a Balaram, e dopo la visita di Patan e di Modhera si giunge ad Ahmedabad, con l’ashram di Ghandi, il museo Calico, che vanta la collezione privata di tessuti antichi più pregiata dell’India, ed altri siti storici. Si prosegue verso sud arrivando a Lhotal, sito archeologico dell’antichissima civiltà di Harappa, e Bhavnagar, punto di partenza per l’escursione a Palitana, l’incredibile montagna sacra dei jainisti, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del subcontinente, ornata da ben 863 templi. Giunti sulla costa dell’oceano a Diu, cittadina di origine portoghese con lo storico forte, si torna un poco verso l’interno al Parco Nazionale di Sasan Gir, dove vive il leone asiatico, e, dopo un’esplorazione con i fuoristrada, si continua per Junagadh, base di partenza per salire la montagna sacra di Girnar, coronata di templi induisti e jainisti, meta di pellegrinaggio da tutta l’India. Proseguendo, dopo la visita di Gondal si arriva nella regione di Bhuj nel Gujarat occidentale fino ai margini del deserto bianco del Kutch, una regione dove risiedono diverse etnie ed alcuni gruppi nomadici. Da Bhuj si potrà rientrare o proseguire con un'estensione a Goa (vedi sotto), dove si potrà trascorrere il Natale. Per il Capodanno, da Goa si potrà proseguire col programma INDIA: Siti storici del Karnataka. Nota tecnica Per i trasporti si utilizzano veicoli privati comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Gli hotel scelti sono tutti di buon livello e i rispettivi siti internet sono indicati nel programma; in gran parte sono palazzi storici riconvertiti in alberghi e in alcuni si avrà anche l’opportunità di incontrare i proprietari di origine nobile. Il clima previsto è secco e soleggiato, con temperature che indicano medie stagionali minime notturne che possono arrivare fino a 9 gradi nel Rajasthan e massime di 28 gradi ad Ahmedabad.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Estensione iniziale a Jaipur e Bundi 1°g.    Giovedì 6 dicembre, partenza per Jaipur    Per raggiungere Jaipur, capitale dello Stato del Rajasthan, vi sono diverse possibilità di volo. Si può arrivare in India sia a Delhi che a Mumbai e proseguire da una di queste città con il volo per Jaipur; i transiti da Delhi oggi sono più comodi perché non vi è necessità di cambiare terminal ed il capogruppo segue questa opzione. Per raggiungere Delhi o Mumbai Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti di questi arrivano nelle prime ore del mattino successivo; se per gli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel e relativi trasferimenti la notte del 6/12 Amitaba può organizzare ogni servizio richiesto, inclusi eventuali trasferimenti tra gli aeroporti di Mumbai per chi transita da qui. 2°g.    7/12 Arrivo a Jaipur   Si viene accolti in aeroporto dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si accomoda presso un hotel heritage, il Madawa Haveli o il Shahpura House. Nel pomeriggio si visita Jaipur, capitale dello stato del Rajasthan, la celebre “città rosa” dell’India, così chiamata per la colorazione delle case nella parte vecchia (fu dipinta così nel 1853 per onorare la visita del Principe del Galles), dove si potranno vedere il Palazzo Reale, il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico), Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Palace of Winds, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo, e si completa la giornata al vecchio bazar, famoso in particolare per i tessuti ricamati, le pietre semi preziose e gli oggetti d’artigianato. 3°g.    8/12 Jaipur – Amber – Bundi  Andando all’ultimo cortile di questo gradissimo forte si arriva in un bel giardino dove risieda il Maharaja quando veniva qui, che spazia verso il cielo con un bellissimo panorama, dove si ammira il Palazzo di Amber visto dall’alto. Ci si reca sui colli nei pressi della città per raggiungere il palazzo di Amber (11 km), un magnifico sito parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: la costruzione di questa cittadella – palazzo fortificato venne iniziata nel 1592 e fu la capitale del regno fino a quando la corte si trasferì a Jaipur, fondata nel 1727. Si parte quindi verso sud per Bundi, che da qui dista circa 230 km, un percorso che richiede approssimativamente 4 ore; si alloggia presso un hotel heritage, l’Iswari Niwas o il Dev Niwas. Bundi è una cittadina storica situata tra i colli Aravalli, con diversi siti d’intesse culturale e la tranquilla atmosfera della “vecchia India”. 4°g.    9/12 Bundi   Si visitano i diversi siti e ci si immerge nella bella atmosfera quasi rurale del luogo. Il punto storico più importante sono il grande Palazzo di Bundi e il forte di Taragarh, fondato nel 1354 e teatro delle vicissitudini storiche della regione; nel Palazzo si ammirano importanti affreschi. Tra le riserve d’acqua per cui Bundi è famosa è molto particolare il baori di Raniji Ki, tra i più grandi e meglio preservati del Rajasthan, costruito nel 1699, è profondo 46 metri e presenta interessanti bassorilievi, e merita una vista anche il Dhabai Ka Kund. Nei pressi, il piccolo palazzo di Sukh Mahal che si affaccia su un bacino d’acqua artificiale, dove si fermò anche lo scrittore Kipling, e, anche questo ai margini della cittadina, l’elegante Cenotaffio dalle 84 Colonne. 5°g.    10/12 Bundi – Kota – Bijaipur   Si prosegue verso sud per Kota che dista 40 km, circa un’ora di viaggio, una città sulle rive del fiume Chambal. Il regno di Kota, originato dalla dinastia di Bundi, crebbe per diventare nel tempo più grande e potente, come si evince anche vistando il Palazzo di Kotah Garh, protetto da mura ai margini del fiume Chandal, ricco di reperti e con alcune stanze con affreschi molto interessanti. Si lascia Kota verso ovest sulla comoda strada che porta verso Chittogarh; dopo un tratto con una breve deviazione si raggiunge il bellissimo canyon formato dal fiume Chambal, dove sulle falesie a picco sul fiume si trova il piccolo tempio di Garadia Mahadev, un luogo con un panorama bellissimo e selvaggio. Si prosegue il viaggio, la prossima sosta è al tempio shivaita di Mahanal, fondato nell’VIII secolo e la cui parte principale è dell’XI; è posto sul ciglio di un grade salto di roccia che forma una profonda e stretta ansa dove in periodo monsonico si forma una grandiosa cascata che si tuffa tra una bellissima vegetazione. È molto interessante e tranquillo, con anche alcune raffigurazioni erotiche, e molto bella la passeggiata che porta al tempio edificato sul lato opposto del fiume. Si continua il viaggioe,prima di arrivare a Chittogarh, con una deviazione attraverso un territorio collinare piuttosto selvaggi si arriva nel villaggio di Bijaipur; qui si alloggia presso l’heritage Castle 6°g.    11/12 Bijaipur – Chittogarh - Udaipur   Ci si reca alla vicina Cittogarh, dove ci si reca a visitare il famoso forte, sito Unesco, teatro di molte pagine delle epiche guerre dei Rajput; le sue origini arrivano al VII secolo, e da quei tempi lontani ha visto il controllo da parte di diverse dinastie ed episodi di eroismo, il più famoso quello del suicidio di massa delle donne quando nel 1567 i musulmani di Akbar riuscirono a conquistarlo. Posizionato su di un colle cinto da 13 chilometri di mura, contiene un gran numero di edifici tra cui 4 palazzi e 19 templi, che testimoniano i diversi periodi storici e le successive fasi costruttive. Dopo la visita si prosegue verso ovest per 150 km arrivando ad Udaipur, un viaggio che richiede meno di 3 ore. Ci si accomoda presso un hotel storico, il Lake Pichola o l’Amet Haveli, dove nel corso della giornata arrivano anche i partecipanti che seguono il viaggio partendo da qui. Programma del viaggio con inizio da Udaipur 1°g.    Lunedì 10 dicembre, partenza per Udaipur   Per raggiungere Udaipur, nel sud del Rajasthan, vi sono diverse possibilità di volo. Si può arrivare in India sia a Delhi che a Mumbai e proseguire da una di queste città con il volo per Udaipur; i transiti da Delhi oggi sono più comodi perché non vi è necessità di cambiare terminal. Per raggiungere Delhi o Mumbai Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti di questi arrivano nelle prime ore del mattino successivo; se per gli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel e relativi trasferimenti la notte del 10/12 Amitaba può organizzare ogni servizio richiesto, inclusi eventuali trasferimenti tra gli aeroporti di Mumbai per chi transita da qui. 2°g.    11/12 Arrivo a Udaipur   All’arrivo a Udaipur si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel storico Lake Pichola o Amet Haveli. Programma comune 2°g. o 6°g. (11/12) Udaipur   Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”. Nel pomeriggio si visita il Saheliyon-ki-Bari, o giardino delle cortigiane, e si gode del tramonto percorrendo in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), arrivando al Palazzo di Jag Mandir, posto su un’soletta del lago. 3°g. o 7°g. (12/12) Udaipur – Jojawar   Si completano le visite della città recandosi al grandioso e candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando spostò qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato ma con ottima uniformità di stile. Ci si reca anche al tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651, e, tempo permettendo, al Museo. Si lascia quindi Udaipur per Jojawar; arrivati alla stazioncina del treno di Khamblighat (circa 2 ore e mezza di viaggio), rimasta identica a quando venne costruita durante il periodo coloniale inglese ai margini di un minuscolo paesello di campagna, si monta sul treno rurale. La ferrovia a scartamento ridotto si inoltra in un ambiente naturale selvaggio, privo di strade e presenza umana, che ospita anche diversi animali; si attraversano le colline zigzagando tra ponti e pendici rocciose, raggiungendo in poco più di un’ora una stazioncina sull’altro versante. Si riprende il nostro mezzo e si prosegue per la vicina Jojawar, dove si alloggia presso il Rawla Jojawar, una casa nobiliare situata tra le colline di Aravalli; costruita nel XVIII secolo, che era in origine una fortezza, ora trasformata in albergo heritage. 4°g. o 8°g. (13/12) Jojawar – Ranakpur - Chanoud   Utilizzando delle jeep si fa un giro nelle campagne circostanti, dove ci si ferma ad un villaggio dell’etnia Rabari, Si parte quindi per Ranakpur, circa due di viaggio, forse il sito più bello tra tutte le splendide realizzazioni della religione jain. Il tempio risale al XV secolo, è edificato con 1444 colonne, cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara della religione jain (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”); sorge in un’area naturale selvaggia, gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Si prosegue quindi per Chanoud, circa 95 km, da 2 a 3 ore di guida, un villaggio rurale del distretto rajasthano di Pali, che si potrà esplorare con calma. Si alloggia presso il Chanoud Garh,la residenza nobiliare di questa regione; il palazzo fortificato, recentemente restaurato con cura, è composto da due cortili, di cui uno utilizzato dagli ospiti mentre il secondo è la residenza dei Singh. Nel tardo pomeriggio si effettua un’escursione in fuoristrada in questa bella regione rurale, dove si possono anche vedere diversi animali selvatici come le antilopi, arrivando con le luci del tramonto ad una pianura salata contornata dai colli Aravalli, di peculiare bellezza. Si cena con la famiglia nobile che ci ospita. 5°g. o 9°g. (14/12) Chanoud – Balaram   Con una piacevole passeggiata si visita il villaggio con il mercato e la scuola, godendo anche della vista del vecchio forte ai bordi di un laghetto. Si parte quindi verso sud lasciando lo splendido ambiente rurale del Rajasthan meridionale entrando in Gujarat a Balaram, una regione che dista 210 km, un percorso che richiede da 4 a 5 ore; si alloggia presso il Balaram Palace, che è un sito storico “heritage classic hotel”. Nei pressi dell’hotel storico si trova il piccolo tempio shivaita di Balaram Mahadev, situato sul ciglio del corso d’acqua che attraversa questa bella zona collinare, con una raffigurazione particolarmente raffinata della divinità. 6°g. o 10°g. (15/12) Balaram – Patan – Modhera – Ahmedabad   Da Balaram si procede per la capitale del Gujarat, Ahmedabad, che dista circa185 km. Lungo il percorso si sosta alla cittadina fortificata di Patan, posta sul fiume Sarasawati, che fu a capitale della regione dall’VIII al XIV secolo; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito più importante è il Rani Ki Vav, un profondo pozzo scalinato nei pressi della cittadina noto per la struttura architettonica e le statue perfettamente preservate, di fascino ed importanza assoluti, tanto da essere ora entrato nel Patrimonio Unesco e, cosa più prosaica, essere anche scelto come immagine di una delle banconote indiane. Prossima tappa è Modhera, dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, una stupenda testimonianza dell’arte classica del Gujarat. Giunti a destinazione si alloggia in città presso l’hotel Sarovar Portico (sarovarhotels.com/sarovar-portico-ahmedabad). Ahmedabad, fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, è il centro principale del Gujarat; ci si reca al Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume, dove Mahatma Ghandi risedette fino al 1930 e da dove ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India, e si completa la giornata visitando il tempio jainista di Hathisingh. 7°g. o 11°g. (16/12) Ahmedabad – Lothal – Bhavnagar   Si percorrono a piedi le viuzze della città vecchia arrivando fino alla moschea di Jumma, dove si riscontra uno stile molto particolare con le decorazioni interne che riprendono alcuni dei temi induisti, come il fiore di loto e il vaso d’acqua; questi sincretismi hanno oggi guadagnato l’elezione della parte vecchia di Ahmedabad a Patrimonio Unesco. Altro punto d’interesse, la moschea di Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura dei pannelli di pietra, con la celebre rappresentazione dell’albero della vita, tema tipo induista, con una corona di palma. Alle 10.30, se possibile, si visita il Calico Museum (calicomuseum.org), che raccoglie una collezione di tessuti antichi (è un’istituzione privata che dà i permessi a propria discrezione). Si parte quindi per Bhavnagar; sul percorso, con una breve deviazione, si raggiunge Lothal (75 km), antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo. È consigliabile una visita del museo, che espone i reperti trovati qui, una necessaria introduzione per apprezzare quanto poi si vede nel sito archeologico, dove impressiona in particolare il bacino portuale, che risulta essere il porto più antico conosciuto al mondo. Si prosegue il viaggio sempre verso sud per altri 97 km arrivando a Bhavnagar, dove si alloggia presso il Nilambag Palace (nilambagpalace.com), una heritage property edificata nel 1859 che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città, situata vicino al mare, ha una parte vecchia interessante con un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi. 8°g. o 12°g. (17/12) Bhavnagar – Palitana Si parte presto per Palitana, che dista circa 50 km a sud, per salire al Shatrunjay (che significa “luogo della vittoria”), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km; se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono di corsa arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere in parole la visione delle due cime del Shatrunjay letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, con molti che portano il tipico bastone a punta; il tempio più importante di questa incredibile cittadella di templi sospesi nel cielo è dedicato ad Adinath, il primo profeta dei jain, dove si affollano i pellegrini per toccare la sua statua con un unguento di zafferano e sandalo, offrendo profumati fiori rossi. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva su un altro lato del monte; si alloggia nei pressi al Vijay Vilas Palace, una vecchia casa nobiliare che ci riporta indietro nel tempo. La sistemazione è decisamente affascinante ma manca di adeguata manutenzione, è un poco come essere alloggiati per una notte in un vetusto museo; la gestione è famigliare e le persone molto cortesi. 9°g. o 13°g. (18/12) Palitana – Diu – Sasan Gir   Da Palitana si raggiunge la costa dell’oceano a Diu, che dista 164 km, circa 3,5 ore di viaggio. Questa cittadina è stata parte del Portogallo fino al 1961; le tranquille stradine del centro testimoniano la recente presenza portoghese e il grande forte che si affaccia sul mare, interessante da visitare, ne fu il motivo. Costruito nel XVI secolo, era una base navale molto importante per il controllo dei traffici commerciali. Nel pomeriggio si prosegue per il Parco Nazionale di Sasan Gir che dista 80 km, circa due ore, in direzione nord. Si alloggia presso il Lion Safari Camp, un lussuoso campo situato lungo il fiume Hiran tra gli alberi di mango; le tende sono completamente arredate e dotate di bagno privato, acqua calda e aria condizionata, da far invidia agli ufficiali del vecchio Raj britannico! Il parco Nazionale di Sasan Gir è l’ultima dimora del leone asiatico e, oltre al ‘re della foresta’, ospita leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nelle acque si vedono i coccodrilli. Si effettua una prima escursione in fuoristrada per avvistare gli animali nella serata di oggi. 10°g. o 14°g. (19/12) Sasan Gir – Junagadh   Partendo prima dell’alba si torna con i fuoristrada nell’area chiusa; non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. Tornati al campo si fa colazione e si lascia il parco dirigendosi a Junagadh che dista 80 km, circa 2 ore di viaggio, dove si alloggia presso il Leo Resort, il migliore disponibile in questa località. Si esplora la cittadina, dominata da un forte dove si trovano cisterne d’acqua che impressionano per la qualità e magnitudine del lavoro ingegneristico; sul monte si trovano anche alcuni templi rupestri buddisti. Nella città vecchia il sito più interessante è il mausoleo di Mahabat Makbarn, con i minareti ornati da scalinate a spirale e una profusione di decorazioni in pietra, e meritano una visita le tombe dei Babi Nawabs, la dinastia che ottenne l’indipendenza dai Mughal nel 1748. 11°g. o 15°g. (20/12) Junagadh (Girnar)   Si dedica la giornata all’esplorazione del monte sacro di Girnar, che si erge alto circa 1100 mt ad est della città, chiamato Monte Neminath dai jainisti. È uno dei siti magici dell’India, poco visitato dai turisti, ininterrotta meta di pellegrinaggio per jainisti ed induisti a partire almeno dal III secolo. Lungo la salita e sulle diverse vette del monte si trovano numerosi templi; il sito più importante per i jainisti è il tempio di Neminath, posto appena al di sopra delle ripidissime pareti di roccia, che fu edificato nel XII secolo. Secondo la tradizione jainista fu qui che il 22° guru, il Tirthankara Neminath, lasciò il corpo dopo aver vissuto su questo sacro monte per 700 anni; il tempio sarebbe edificato esattamente in quel punto e conserva una sua rappresentazione in marmo nero. Proseguendo la salita si giunge sulla prima cima, dove si trova un importante tempio induista dedicato alla Dea Madre, consorte di Shiva. Oltre, si ha una bellissima visuale del percorso che ora segue la cresta del monte fino alla cima più alta, ora non lontana, dove secondo la tradizione visse e meditò Gorakhnath e si trovano le impronte di questo grande rishi. Giungere fin qui è impegnativo, la salita è lunga: 8500 gradini, si stimano circa 3/4 ore; per chi lo desidera è possibile affittare una portantina, che è piuttosto costosa. Proseguendo ancora si arriva alla vetta dove vi è il piccolo tempio di Dattatreya, una manifestazione di Shiva; il percorso è stupendo per i panorami e aggiunge altri gradini … se si arriva fin qui se ne passano in tutto 9999! 12°g. o 16°g. (21/12) Junagadh – Gondal – Bhuj   Si parte per Gondal, che dista 65 km, un tragitto di circa un’ora e mezza. La famiglia reale di Gondal è nota anche per la grande passione per le automobili; presso il palazzo si potrà ammirare una bella collezione d’auto d’epoca. Si visitano il Palazzo vecchio, dove sono allestite anche diverse collezioni del Raja, il Palazzo sul fiume, l’antica farmacia dove vengono prodotte le medicine ayurvediche e ci si reca al Palazzo di Naulakha per il pranzo. Si prosegue quindi per Bhuj, che dista 270 km, un viaggio di circa 5/6 ore. Si alloggia al Kutch Safari Resort nei pressi della città o all’hotel Prince. Per chi rientra 13°g. o 17°g. (22/12) Bhuj (Rann of Kutch) - Mumbai Nella regione di Bhuj e nel Rann of Kutch vivono diversi gruppi etnici, specializzati in produzioni artigianali e tessili; ci si reca a vistare alcuni dei villaggi più belli, come Bhujordi, Meghwa e Nirona. Nel pomeriggio si prende il volo per Mumbai (Jet Airways 16.10 – 17.45, orario da confermare). Si salutano la guida italiana ed i partecipanti che proseguono con le estensioni; i voli di rientro partono quasi tutti nelle tarde ore della sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto. 14°g. o 18°g. Domenica 23 dicembre, arrivo a destinazione Per chi prosegue con l'estensione 13°g. o 17°g. (22/12) Bhuj (Rann of Kutch) – Mumbai e prosecuzione per Goa    Nella regione di Bhuj e nel Rann of Kutch vivono diversi gruppi etnici, specializzati in una vasta produzione artigianale e tessile, ci si reca a visitare alcuni dei villaggi più belli. Nel pomeriggio si parte in volo da Bhuj con il medesimo volo di coloro che rientrano. Chi prosegue con la guida italiana per Goa ha diverse opzioni di volo; la Go Air parte alle 21.55 con arrivo alle 23.10. Natale a Goa Il 22/12 si viene ricevuti all’aeroporto di Goa dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si accomoda presso il The Lalit Golf & Spa Resort, posizionato sul mare. La durata suggerita, il cui costo è qui indicato, prevede di ripartire da Goa il 29/12 con arrivo in Italia il 30/12. Si tenga però conto che il soggiorno può essere della durata preferita e possono essere richiesti eventuali servizi aggiuntivi. Il giorno 27/12 giungono presso l’hotel i viaggiatori che seguono il programma di Capodanno in INDIA: Siti storici del Karnataka e la guida del viaggio di ritorno da Lumbini e Katmandu. Nella giornata del 28/12 è prevista una visita guidata di Goa e, se si segue il programma di Capodanno, si lascia Goa per Badami il 29/12 mattina. Capodanno in India a Hampi Il programma inizia da Goa il 27/12 e prevede una visita molto interessante del Karnataka: con un percorso ben misurato partendo da Goa lo si esplora da nord a sud arrivando fino a Mysore. Si incontra Badami, dove sul lago Agastya si affacciano templi rupestri ed antiche fortificazioni, in una regione preziosa dove stupiscono anche i templi di Mahakuta, Pattadakal e Aihole. Si arriva per il Capodanno a Hampi, il sito archeologico più stupefacente dell’India, e proseguendo verso sud si visitano il forte di Chitradurga, i gioielli artistici di Belur, Halebid e Sravanbelagola, luogo santo e centro principale della tradizione jainista dei Digambara, i “Vestiti di Cielo”, famoso per la gigantesca statua monolitica di Baubali. Giunti a Mysore e Srirangapatnam si raggiunge Bangalore per il volo di rientro. Per i dettagli, consultare il programma: INDIA: Siti storici del Karnataka.
INDIA 2018: Spiritualità ed antiche scienze
Dal Tempio d’Oro a Dharamsala e Tso Pema
Periodo: 24 mar - 4 apr
Dharamsala Dharamsala è uno dei luoghi più speciali e santi del buddismo perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di S.S. il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo. Durante il soggiorno a Dharamsala si visiteranno i diversi istituti: dal Norbulingka al Mentzikhang, dove si avrà anche l’opportunità di seguire due conferenze preparate appositamente per il nostro gruppo sulla medicina e sull’astrologia tibetane, e al Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library e il tempio di Nechung. Sarà anche possibile incontrare alcuni dei Lama che risiedono abitualmente qui. Monastero del Namgyal e tempio di Tekcen Cioeling Il tempio di Tekcen Cioeling, adiacente al monastero Namgyal, è un luogo molto speciale, voluto da S. S. il XIV Dalai Lama quando nel 1967 ricevette in segreto dal Tibet le preziose reliquie dei resti della statua di Avalokiteshvara che era rimasta nell’ala settentrionale del Jokhang, la cattedrale di Lhasa, per 1300 anni: era ora necessario costruire un luogo dove poterle ospitare. Quella veneratissima statua era considerata autogenerata e secondo la tradizione conteneva al suo interno al cuore un’altra statuetta in legno di sandalo, anch’essa autogenerata, che era stata portata a Lhasa dall’Imperatore del Tibet in persona; per i Tibetani in essa vi era poi anche la presenza spirituale dello stesso imperatore Songtsen Gampo e delle sue due consorti. Degli undici volti originali ne furono portati a Dharamsala alcuni e tre, se pur danneggiati, sono stati inseriti nella nuova statua, che rivolge lo sguardo ad est per significare l’auspicio che il popolo tibetano possa tornare ad essere libero nella sua terra. Il tempio venne completato nel 1970, e ad Avalokiteshvara vennero aggiunte le statue di Sakyamuni e Guru Padmasambhava. Il tempio è stato costruito in modo semplice ma secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama. Il monastero del Namgyal è aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica di diversi insegnamenti tantrici come quello di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Al tempio è stata aggiunta successivamente un'ala chiamata 'Tempio di Kalachakra' le cui pareti sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Nel monastero attualmente vivono centinaia di monaci. Nota tecnica Il viaggio si svolge nel periodo primaverile, solitamente secco. A MacLeodganj, sui monti dell’Himachal Pradesh, la sera può essere utile avere una felpa calda. Le sistemazioni sono tutte di buona qualità; a Tso Pema vi è un hotel di proprietà statale, adeguato ma con i tipici difetti che questo può comportare, ma non vi sono soluzioni migliori. Da Delhi ad Amritsar di utilizza il treno, altrove sempre veicoli privati comodi e dotati di aria condizionata. Le cene a MacLeodganj non sono incluse perché vi è un gran numero di ristorantini interessanti; i pasti non sonno compresi perché si preferisce avere flessibilità nella gestione delle giornate.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 24 marzo, volo per Delhi   Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è della Etihad con partenza da Milano Malpensa alle 21.15 e arrivo ad Abu Dhabi alle 6.30 o da Roma Fiumicino alle 22.00 e arrivo a Abu Dhabi alle 6.50. Per i collegamenti da altre città o per gli orari di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    25/3 Delhi   Si riparte da Abu Dhabi alle 8.45 con arrivo a Delhi alle 13.30, dove si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba; ci si trasferisce presso l’hotel Royal Plaza (hoteltheroyalplaza.com) o simile. Dopo un po’ di riposo si effettua una visita in città: ci si reca alla grande moschea (Jama Masjid), al Forte Rosso ed al memoriale di Gandhi. 3°g.    26/3 Delhi – Amritsar   Si prende il treno per Amritsar che parte alle 7.20 con arrivo alle 13.45; l’hotel fornisce una prima colazione al sacco. A destinazione ci si accomoda presso l’hotel Best Western Merrion o simile, pomeriggio libero. Dopo cena verso le 21.00 ci si reca al Tempio d’Oro per assistere alla cerimonia del Palkhi Sahib, che si tiene alle 22.15. Ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sul trono al canto di inni accompagnati dai tamburi. 4°g.    27/3 Amritsar – Dharamsala (MacLeodganj)   Si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago su cui sorge il tempio era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Buddha giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Nel pomeriggio si parte per Dharamsala, che dista da qui circa 200 km, un viaggio che richiede circa 4 - 5 ore. Si lasciano le pianure e, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj, sui monti sopra Dharamsala. Si alloggia presso l’hotel Pride Surya Mountain Resort o simile, tra i migliori disponibili. 5°g. – 8°g. (28/3 – 31/3) MacLeodganj e Dharamsala   MacLeodganj, un piccolo centro situato a 1800 mt di quota sopra a Dharamsala, è il cuore della comunità tibetana: vi sono la residenza del Dalai Lama, il tempio di Tekcen Cioeling ed il monastero del Namgyal. Nel corso di queste giornate si visitano tutti i luoghi d’interesse e si potranno anche incontrare alcuni dei Lama che risiedono qui. La sequenza delle visite e delle attività verrà fissata in loco perché alcuni incontri dipendono dalla disponibilità delle persone. Di seguito i punti principali del percorso di queste ricche giornate. Il monastero del Namgyal, il cui Abate è Tamtok Rimpoce, che segue tra le sue responsabilità anche il centro italiano del Ghepelling, con i templi di Tekcen Cioeling e di Kalachakra. Il Tushita, posto sopra MacLeodganj a circa 2000 mt, un importante centro di ritiri dove è conservato lo stupa di Lama Yeshe, che fu anche il fondatore del centro di Pomaia in Italia. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si può arrivare al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato anch’egli spesso in Italia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Il centro studi del Mentzikhang, dove si studiano la medicina e l’astrologia tibetane, dove verranno organizzate anche due conferenze per il gruppo. È anche possibile essere visitati da un medico tibetano e chiedere il proprio oroscopo; quest’ultimo richiede poi dei tempi piuttosto lunghi per essere preparato e verrebbe quindi da loro poi spedito in Italia. Il Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi, che sono rifugiati e orfani tibetani. La sede del Governo Tibetano in esilio, dove si trovano la Libreria Tibetana e la casa dell’Oracolo di Stato, Nechung. L’istituto del Norbulingka, situato a circa 20 km da MacLeodganj, istituito per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Qui si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka ed un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Nei dintorni ci si potrà recare al monastero del Gyuto, dove risiede il Karmapa; al convento di Drolma Ling, che raccoglie monache di diverse tradizioni; al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi; al centro per gli studi di Kalachakra di Chokyi Nangwa Rinpoche. 9°g.    1/4 Dharamsala – Khangra - Tso Pema (Rewalsar)   Si parte per Khangra (21 km da Dharamsala), dove si trovano un forte interessante e ben arroccato sui colli ed i templi di Khangra e Jawalamukti, quest’ultimo considerato santo anche nella tradizione tibetana. Si prosegue da qui per Tso Pema; sul percorso si transita da Mandi (126 km da Khangra), una cittadina situata a 750 mt di altitudine; qui si trovano due piccoli templi rupestri del XII secolo, purtroppo situati vicino alla strada. Da qui in circa mezz’ora si sale al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema, dove si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor o simile. Tso significa lago e Pema loto: l’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato anche con l'appellativo di 'Colui che è nato dal loto' (Guru Rimpoce). 10°g.    2/4 Tso Pema (Rewalsar)   Il laghetto sacro è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce finita da pochi anni e all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh; sulla collina vi è un complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce, dove vive sparpagliata una comunità di meditatori e monache. 11°g.    3/4 Rewalsar – Chandigarh – Delhi e volo di rientro   Si lascia Tso Pema per la città di Chandigarh, che dista 193 km, un viaggio di circa 6 ore. Ci si reca direttamente all’aeroporto dove ci si imbarca sul volo per Delhi (orario da confermare, vi sono diverse opzioni). All’arrivo ci si trasferisce alle partenza internazionali per il volo di rientro; la Etihad parte alle 21.00 per Abu Dhabi con arrivo alle 23.15. 12°g.    Mercoledì 4 aprile, arrivo a destinazione   Si prosegue per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 7.40  o per Roma Fiumicino alle 2.35 con arrivo alle 7.05. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.
INDIA 2018: Etnie del Nord Est, con il Festival di Aoleang
Da Calcutta all’Assam, Arunachal Pradesh e Nagaland
Periodo: 23 mar - 8 apr
Dopo una visita della città di Calcutta si raggiunge in volo Guwahati in Assam arrivando via Tezpur a Kaziranga e, compiuta l’esplorazione del Parco, si raggiunge Itanagar, capitale dell’Arunachal Pradesh, arrivando quindi tra i monti della regione a Ziro. In questa terra risiedono gli Apatani, una tra le etnie più interessanti dell’Asia; si sosta qui due giorni potendo esplorare a fondo le aree tribali. Gli Apatami preservano tenacemente un’evoluta forma di animismo legato al culto di sole e luna, espletando complessi rituali in cui è preponderante il sacrificio di animali. Nelle vallate circostanti si avrà modo di incontrare anche l’etnia Mishi, dove  si vedono le peculiari "long house", abitazioni che raccolgono sotto un medesimo tetto un intero clan. Si lasciano i monti dell’Arunachal rientrando in Assam arrivando in traghetto nella bucolica isola del Brahmaputra di Majuli, Patrimonio dell’Unesco, dove si incontrano le comunità vishvaite dell’isola, custodi di diverse forme d’arte a sfondo sacro tra cui la famosa danza Satriya, e dove si visitano anche i villaggi du palafitte dei Mishing, un’etnia di origine tibeto-burmese. Si prosegue riattraversando il grande fiume e lasciando il vasto bacino del Brahmaputra per accedere alla regione di Mon nel Nagaland, a ridosso del confine birmano. È la patria dell’etnia Konyak, dove si sosta a Mon per due giorni per seguire le attività del festival annuale e ci si recherà a visitare diversi villaggi, tra cui Longwa, sul confine con Myanmar. Si rientra quindi in Assam visitando Sivsagar e le rovine di Ahom arrivando tra le piantagioni di tè a Dibrugarh, dove ci si imbarca per il volo di rientro. Il festival di Aoleang Monyu Il festival tribale più importante dei Konyak, la popolazione del Nagaland conosciuta e temuta fino al recente passato come tagliatori di teste, è la celebrazione della primavera che avviene all’inizio di aprile dopo che è stata completata la semina (anche a dicembre vi è un festival, promosso dall’ente del turismo e conosciuto come "Hornbill", interessante ed anche vario ma meno sincero). Dell’antico retaggio del taglio del capo dei nemici fortunatamente rimane oggi solo la collana a cui sono appese delle teste di metallo, ma osservando gli anziani che le portano con un peculiare senso di fierezza impressiona rendersi conto che per questi uomini il simbolo manifesta non solo l’orgoglio di guerrieri ma… anche il numero delle persone da loro uccise in gioventù. Nel corso del festival vengono eseguiti diversi rituali, danze, feste e sacrifici per propiziare le forze divine che possano così portare un buon raccolto. L’evento dura diversi giorni, la parte iniziale serve principalmente come preparazione per mettere a punto i costumi, scegliere gli animali per i sacrifici, preparare i cibi e la birra di riso, con un crescendo progressivo; nella giornata principale i Konyak esibiscono i costumi più belli e le celebrazioni si protraggono per gran parte della giornata con canti e balli che rievocano le tradizioni tribali, incluso il taglio delle teste. La parte finale è poi più tranquilla, con le persone che si scambiano visite e celebrazioni nelle famiglie. Nota tecnica Si ricorda che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e che le carte di credito spesso non sono accettate. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di servizi, acqua calda e lenzuola, ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani e in alcune località possono richiedere un minimo di adattabilità (ad esempio l’acqua calda può venir fornita in un secchio). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli comodi, tipo Scorpio o Tata Safari. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere precipitazioni locali. Le temperature minime previste sono a Ziro, dove le minime notturne possono arrivare anche a 5°C, con massime di 20°- 25°C. A Majuli si trovano le temperature sono più alte, con massime che possono andare oltre i 30°C.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (NB: i tempi di tappa indicati possono a volte subire variazioni significative dovuti allo stato delle strade) 1°g.    Venerdì 23 marzo, partenza in volo per l’India   Per arrivare a Calcutta vi sono diverse opzioni nella scelta dei voli e Amitaba può prenotare quello di maggior gradimento; un collegamento comodo è quello della Air India, che fa da riferimento per i servizi del viaggio. Air India parte da Roma Fiumicino alle 19.40 (orario da confermare); il collegamento d Milano è alle 17.00 da Linate con arrivo a Roma Fiumicino alle 18.10. 2°g.    24/3 Arrivo a Calcutta   Con Air India l’arrivo a Delhi è previsto alle 7.15, dove si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba. Si riparte dal medesimo aeroporto alle 14.25; per chi lo desidera, in aeroporto è possibile prenotare la Premium Plaza Lounge da utilizzare fino alla ripartenza, per fare la colazione e rilassarsi. L’arrivo a Calcutta è previsto alle 16.40, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. Ci si trasferisce presso l’hotel Peerless Inn e si fa una prima passeggiata in città, il ‘New Market’, un coloratissimo mercato coperto con diverse mercanzie, è vicinissimo all’albergo. 3°g.    25/3 Calcutta   Calcutta è considerata la "capitale culturale" dell’India e, durante l’impero britannico, ne fu per lungo tempo anche la capitale politica. È una città interessantissima, in molte delle zone della parte centrale si respira ancora la particolare dimensione del periodo del Raj, mentre in altre si ha quasi la sensazione di essere in un vasto villaggio, ma dove transitano anche i tram! Si iniziano le viste dal Mercato dei Fiori, un primo forte e coloratissimo impatto con l’India più vera; quindi nell’arco della giornata ci si reca alla casa di Madre Teresa, si vedono le vestigia del periodo imperiale britannico con i grandiosi palazzi, ancora oggi utilizzati, si visitano il Museo, il tempio Jain, il tempio di Kali e si sosta per un caffè alla storica Indian Coffee House, luogo di ritrovo degli intellettuali. 4°g.    26/3 Calcutta – Guwahati (Assam)– Parco Nazionale di Kaziranga   Il volo per Guwahati in Assam, nell’estremo est dell’India, parte da Calcutta alle 9.20 con arrivo alle 10,35 (orario da confermare), dove è in attesa dei partecipanti la guida locale che parla la lingua inglese. Si lascia l’aeroporto in direzione est per Tezpur e da qui si prosegue per il Parco Nazionale di Kaziranga, dove si alloggia presso l’hotel Iora – The Retreat o simile. La tappa è di 200 km e richiede massimo 5 ore di viaggio. 5°g.    27/3 Parco Nazionale di Kaziranga   Il Parco Nazionale di Kaziranga, situato lungo la sponda meridionale del Brahmaputra, è inserto nella lista "World Heritage" dell’ONU. È particolarmente importante per il grande numero di rinoceronti asiatici ed ospita una grandissima varietà di specie diverse, tra cui circa 1000 elefanti e, all’ultimo censimento, 81 tigri. Si effettua una prima escursione alle prime luci con l’elefante, sono possibili due orari, alle 5.30 o alle 6.30 – decidono l’assegnazione i rangers. Si proseguono le esplorazioni dopo il pranzo utilizzando le jeep; si parte tra le 13.30 e le 15.00. 6°g.    28/3 Kaziranga – Itanagar (Arunachal Pradesh)   Ci si reca per un’ultima escursione nel Parco con la jeep; la partenza è tra le 7.30 le 9. Si parte quindi per Itanagar, la capitale dell’Arunachal Pradesh. Si riattraversa il Bramaputra tornando verso Tezpur e, oltre la cittadina, si procede verso est fino a Ghopur e da qui si devia verso nord entrando in Arunachal; il viaggio è di circa 200 km e richiede al massimo 6 ore. Si alloggia presso l'hotel SC Continental o simile. 7°g.    29/3 Itanagar - Ziro   Si prosegue tra le foreste ed i monti dell’Arunachal Pradesh arrivando a Ziro, centro principale della regione dove risiede l’etnia Apatami, con circa 4 ore di viaggio – il percorso è solo di 112 chilometri ma la strada è lenta. Si alloggia presso l’hotel Blu Pine o simile. Nel pomeriggio si iniziano le visite ai villaggi. 8°g. – 9°g. (30 e 31/3) Ziro   Si esplora l’altopiano degli Apatani, si visitano i villaggi di Hong, il principale, Hari, Hija e altri minori con i loro mercati locali, ed anche il museo di Ziro. Ciascun villaggio evidenzia caratteristiche proprie e si riscontra una particolare benevolenza coi visitatori; se i partecipanti sono d’accordo si potrà organizzare il pranzo in una delle loro case. La partecipazione a dei riti sciamanici non è prevedibile, non vi è un "calendario", ma se ne svolgono quasi ogni giorno: nella peculiare cosmologia di queste persone il rapporto con le propiziazioni è un divenire pressoché quotidiano di cui si rilevano i segni ovunque, iniziando dalle bandiere bianche col simbolo rosso del sole innalzate sulle case, testimonianza della devozione verso i registi  dell’universo Apatani, le grandi divinità del Sole e della Luna. Nel corso di queste giornate è prevista anche un’escursione tra i villaggi Mishi; si possono visitare le loro case, lunghissime strutture (le “long house”) che raccolgono degli interi clan sotto un medesimo tetto, dove però ogni nucleo ha un proprio braciere al centro dello spazio comune, e osservare la semplice vita rurale. 10°g.    1/4 Ziro – Isola di Majuli (Assam)   Si segue la strada utilizzata arrivando qui da Itanagar fino al bivio che conduce in direzione sud ovest verso North Lakhimpur, rientrando in Assam. Si attraversa il Bramaputra in traghetto arrivando all’isola di Majuli, eletta a Patrimonio dell’Unesco. Si alloggia presso il Mepo Okum Eco Camp; la tappa è di circa 220 km e richiede circa 6 ore in tutto. 11°g.    2/4 Isola di Majuli   Majuli è la più grande isola fluviale abitata della Terra, eletta a Patrimonio dell’Unesco, con villaggi tradizionali delle etnie Assamese e Mishing. Un mondo dall’aspetto bucolico, fuori dal tempo, che dal XVI secolo a seguito dell’opera di Srimanta Shankerdev ha visto una fioritura di comunità vishnavite. Si inizia l’esplorazione dell’isola con queste comunità guidati da un monaco che accompagna nei templi e tra le comunità illustrando le attività; si pranzerà con loro in uno dei templi. Alcuni centri sono dei monasteri in senso più stretto, dove l’enfasi è posta sulle pratiche devozionali e mistiche, in altri luoghi risiedono monaci sposati che si dedicano alla produzione di maschere per la danza; si incontrano i custodi della Satriya, un’antica forma di danza, di cui spesso è possibile, contribuendo con una piccola donazione, vederne un’esecuzione. Nel pomeriggio si visita un villaggio Mishing. Questa etnia di origine tibeto-burmese proviene dai monti dell’Arunachal; si trasferì qui a partire dal XIII secolo, alla ricerca di terre fertili dove fermarsi stabilmente. I Mishing hanno mantenuto la tecnica di costruzione delle capanne su palafitta, originariamente motivata dalla protezione dalle fiere e qui ottima per sopravvivere alle periodiche inondazioni causate dalle piene del Bramaputra. Hanno in gran parte mantenuto l’aderenza al proprio credo religioso tribale, integrandolo in parte con l’induismo; alcuni hanno adottato il cristianesimo. 12°g.    3/4 Majuli – Mon (Nagaland)   Si raggiunge il punto d’imbarco per il traghetto che porta a Neematighat; da qui si prosegue verso est per la vicina Garhgaon e da qui per Mon nel Nagaland, che dista in tutto circa 195 km, un tragitto di massimo 7 ore incluso il traghetto. Si alloggia presso l’hotel Tiepha Cottage o simile. Questo villaggio del Nagalad, posto a 900 mt di quota, è il centro dell’etnia dei Konyak Nagas, caratterizzata dai tipici tatuaggi sui volti, che sono particolarmente abili in diverse attività artigianali tra cui la scultura del legno; il governo dei vari gruppi è affidato agli Angh, ovvero a capi tribù a carica ereditaria. 13°g.  – 14°g. (4 e 5/4) Mon, Aoleang Monyu festival   In queste due giornate l’attività principale sarà seguire le attività previste per il festival tribale, il cui giorno principale è il 5/4; in funzione dei tempi e della qualità degli eventi si sceglierà dove recarsi tra i villaggi della regione. Tra i più interessanti vi è Longwa, che dista 60 km. È peculiarmente edificato tra l’India e Myanmar, con molte delle abitazioni oltre il confine, un luogo remoto dove è ancora diffusa l’abitudine di fumare l’oppio, che viene prodotto oltre il confine birmano. Sul percorso si possono visitare anche i villaggi di Tang e Shangnyu dove si possono vedere alcune interessanti magioni tradizionali degli Angh e, nell’ultimo, una scultura lignea importante, forse il pezzo più particolare che si trova in questi villaggi – localmente si dice che sia stata incisa da angeli. Un altro villaggio interessante è Hongpoi, dove è più facile osservare un ampio numero di anziani agghindati con tutti gli ornamenti tradizionali (se non saranno tutti al festival!), compresa la grande collana che ritrae in ottone un certo numero di teste recise: tradizionalmente indicava il numero di nemici uccisi, motivo di ostentato orgoglio. Molte case tradizionali Konyak sono ben preservate con gli usci ornati da corna di bufalo dipinte; si potranno visitare le magioni degli Angh, i capi villaggio, dove vengono conservati centinaia di teschi di cervi. 15°g.    6/4 Mon – Sivsagar – Dibrugarh (Assam)   Si lascia Mon ripercorrendo la strada seguita all’arrivo fino a Garhgaon rientrando in Assam; si continua verso nord per Sivsagar (103 km), una cittadina che fu per circa 600 anni la capitale dell’impero Ahom, fondato dagli Shan tailandesi nel XIII secolo. Qui si visitano il tempio di Shiva e le rovine dei palazzi nei pressi dell’abitato. Si prosegue quindi in direzione nord est per Digrugarh (82 km), completando la tappa in 5 o 6 ore. Si alloggia presso i tipici Heritage Chang Bungalow, costruzioni coloniali di epoca britannica poste su palafitte, immersi in una tranquilla natura tra le piantagioni di tè, o nella casa coloniale della piantagione di Mancotta; se il gruppo è pieno si utilizzeranno entrambi, ma i pasti in questo caso si consumano sempre a Mancotta. 16°g.    7/4 Dibrugarh – Calcutta e volo di rientro   Al mattino si potranno visitare le piantagioni di tè potendo vedere l’intero ciclo di lavorazione dalla raccolta alla preparazione, e un centro artigianale di produzione tessile. Il volo per Calcutta parte alle 14,45 con arrivo alle 16,15 (orari da confermare), da qui si prosegue con il volo di rientro; se in funzione degli orari fosse utile pernottare a Calcutta o a Delhi Amitaba potrà provvedere alla prenotazione di tutto quanto necessario. 17°g.    Domenica 8 aprile, arrivo a destinazione   
INDIA 2018: Lath Mar Holi e Holla Mohalla
Un entusiasmante incontro con la cultura ed il variopinto folclore
Periodo: 21 feb - 5 mar
Il viaggio è eseguibile anche come estensione del programma "India: Mahamastakabhisheka, il grande festival dei Jain". Lath Mar Holi Il festival di Holi, che è particolarmente sentito nelle regioni settentrionali dell’India, è la ricorrenza che dà il benvenuto alla primavera ed in ogni luogo ha dei propri connotati locali; ma la conclusione con una profusione di polveri colorate lanciate a tutti è una caratteristica comune. Il coloratissimo (anche … letteralmente!) evento del Lath Mar Holi che si tiene ogni anno a Barsana ed a Nandgaon si svolge un poco in anticipo rispetto ai festival che si tengono nel resto dell’India e coinvolge tutte le persone del luogo oltre ad un gran numero di pellegrini e visitatori, accorsi per celebrare Holi nel modo più intenso. Qui siamo nella terra di Krishna, dove secondo la tradizione Egli nacque ed incontrò la consorte Radha, e “Lath Mar” significa “colpiti coi bastoni”: che in effetti è quello che avviene al festival! Secondo la leggenda infatti in questa giornata Krishna si recò a visitare il villaggio della sua amata Radha e giuntovi iniziò a stuzzicare lei e le sue amiche; questo fece infuriare le donne del villaggio che lo cacciarono. Quindi da allora gli uomini del villaggio di Khrisna, Nandgaon, si recano a Bersana, dove vi è l’unico tempio indiano dedicato a Radha ed è il suo luogo di nascita, per i festeggiamenti del Holi. All’interno del tempio gli uomini, che spesso lanciano verso le donne parole provocanti, vengono accolti dalle ragazze del villaggio armate di lunghi bastoni che si cimentano nel gesto di picchiarli, mentre questi si proteggono con dei piccoli scudi tra una folla di persone che osannano e cantano inni sacri, uscendo poi da qui nelle strade e proseguendo con questi "duelli" mentre le persone si lanciano addosso polveri colorate e bidoni di acqua colorata. Il giorno successivo gli uomini di Barsana si recano a Nandgaon, dove le donne locali riservano loro il medesimo trattamento. L’atmosfera generale è elettrizzata anche per le abbondanti bevute di thandal, un cocktail che contiene diverse sostanze inebrianti tra cui anche del bhang preparato impastando dell’hashish, che viene utilizzato con la motivazione di entrare più intensamente in contatto con le figure divine. Si dice che le donne del villaggio inizino a preparasi già un mese prima della ricorrenza, mangiando cibi nutrienti che le rendano forti per la grande occasione. Holla Mohalla Il grande festival Sikh del Holla Mohalla inizia il giorno successivo alla festa di Holi; il nome ne rivela lo spirito, poiché “Holla” deriva dalla parola halla, che significa carica militare, mentre "Mohalla" significa colonna militare, si intende così il significato di "carica dell’esercito". Questo importante raduno iniziò nel 1701 con il decimo guru dei Sikh, Gobind Singh; lo scopo era incontrarsi per eseguire esercitazioni e finte battaglie per ricordare alle persone la qualità del valore e la necessità di essere sempre pronti ad affrontare ogni ostacolo per difendere i principi nobili. Si tenga presente che in quel periodo i Sikh erano impegnati nella guerra con l’impero islamico dei Mughal e gli attori principali dell’evento erano, e sono tutt’ora, i Nihang Singh, ovvero l’esercito fondato dal decimo Guru. Le giornate al festival iniziano con le preghiere nei templi, a cui seguono gare di corsa coi cavalli con l’esibizione di diverse prodezze, dimostrazioni dell’arte del combattimento con la spada e del tiro con l’arco, ed anche battaglie simulate accompagnate dal tuono dei cannoni, un crescendo che culmina con la grande parata in cui i Nihang Singhs sfoggiano con grande orgoglio le uniformi tradizionali, ma sempre intervallato da momenti di preghiera ed incontri religiosi in cui vengono glorificati i valori su cui si fonda il movimento. Il festival dà così l’opportunità di condividere il peculiare e colorato mondo etico dei guerrieri Sikh, dove la forza è posta al servizio del cuore, e di immergersi nei costumi di questa parte importante dell’incredibile universo culturale indiano. Nota tecnica Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di buon livello; ad Anandphur Sahib sono previste tre notti in un campo attrezzato: le tende sono arredate con letti e lenzuola e sono fornite di servizi e doccia; le temperature previste qui vanno da un minimo di 15°C. – 17°C, notturni a massime diurne che possono arrivare a 30°C. o poco più.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Mercoledì 21 febbraio, volo per Delhi   Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è della Etihad con partenza da Milano Malpensa alle 10.00 e arrivo ad Abu Dhabi alle 19.20 o da Roma Fiumicino alle 10.40 e arrivo a Abu Dhabi alle 19.30. Per i collegamenti da altre città o per gli orari di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    22/2 Delhi   Si riparte da Abu Dhabi alle 2.55 con arrivo a Delhi alle 7.55, dove si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba. Trasferimento all’hotel Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto, dove nel pomeriggio ci si incontrerà con la guida indiana che parla la lingua italiana e le persone che hanno seguito il programma “India: Mahamastakabhisheka, il grande festival dei Jain”. 3°g.    23/2 Delhi – Vrindavan - Mathura   Si lascia la capitale per Vrindavan e Mathura, circa 185 km, un percorso che richiede 4 o 5 ore. Queste due cittadine affacciate sul fiume Yamuna sono sacre a Krishna, la veneratissima ottava manifestazione di Vishnu, una meta di pellegrinaggio molto importante dell’India. Secondo la tradizione Egli soggiornò a Vrindavam nel periodo della fanciullezza e per questo vi si trovano centinaia di templi dedicati alla sua figura a volte associata alla consorte Radha; di questi i più importanti sono il Banke Bihari e l’Iskon. Mathura fu il luogo della nascita ed anche qui vi è una profusione di templi; lungo il fiume un gran numero di scalinate consentono le abluzioni dei fedeli. Ci si sistema presso l’hotel Brijwasi Lands Inn o simile. Tempo permettendo, si completa la giornata con una visita al tempio di Dwarkadheesh, il più importante, dove però a volte nel periodo di Holi non è concessa l’accesso interno. 4°g.    24/2 Mathura: Lath Mar Holi a Barsana   Ci si reca a Barsana (42 km) dove si dedica la giornata a seguire la festa di Lath Mar Holi; si ricorda ai partecipanti che nelle giornate di oggi e domani è molto probabile venire sporcati da acque colorate e polveri, ed è quindi opportuno indossare vestiti idonei e per chi fa delle foto avere modo di proteggere l’attrezzatura. Oggi è il giorno in cui gli uomini si recano al tempio di Radha, dando il via alle celebrazioni. 5°g.    25/2 Mathura: Lath Mar Holi a Nandgaon; Fatepur Sikri – Agra   Ci si reca a Nandgaon dove gli uomini di Barsana ricambiano la visita e le donne del luogo riservano loro la medesima accoglienza preparata da quelle dell’altro villaggio! Si lascia quindi Nandgaon per Fatehpur Sikri (80 km); fu costruita da Akbar per fungere da capitale, ma venne abbandonata per la carenza d’acqua ed è splendidamente conservata. Dopo la visita di prosegue per Agra, che dista 36 km; si alloggia presso l’hotel Crysatal Sarovar Premiere o simile. 6°g.    26/2 Agra – Delhi   Ci si reca al Taj Mahal all’alba per godere di uno dei momenti più magici offerti da questo armonioso mausoleo, divenuto simbolo dell’India. Nel corso della mattina ci si reca poi al Forte Rosso, il magnifico palazzo – fortezza degli imperatori Mughal dell’India la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565. Prima di lasciare Agra ci si reca al mausoleo di Sikandra, dove sono conservati i resti di Akbar. Si parte quindi per Delhi, che dista circa 250 km, un viaggio che richiede massimo 4 ore; si alloggia presso l’hotel Royal Plaza o simile. 7°g.    27/2 Delhi – Amritsar  Si prende il treno per Amritsar che parte alle 7.20 con arrivo alle 13.45; l’hotel fornisce una prima colazione al sacco. A destinazione ci si accomoda presso l’hotel Best Western Merrion o simile, pomeriggio libero. Dopo cena verso le 21.00 ci si reca al Tempio d’Oro per assistere alla cerimonia serale del Palkhi Sahib, che si tiene alle 22.15. Ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sui cuscini del Palkhi Sahib e al canto di inni accompagnati dai tamburi viene portato sul trono. 8°g.    28/2 Amritsar   Si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Buddha giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione.  Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Nel pomeriggio verso le 16.00 ci si reca al punto di confine col Pakistan di Wagah (35 km), l’unico passaggio di frontiera aperto tra i due Paesi, per la cerimonia del ritiro della bandiera che si svolge alle 17.00; l’evento è diventato una specie di spettacolo nazionale con i soldati delle due parti che fanno una parata militare, interessante da vedere. Rientrando ad Amritsar ci si reca a visitare i templi di Durgiana, del XVI secolo dedicato a Durga, e di Mata Mandir, dove la sera è interessante osservare le famiglie indiane che vi si recano. 9°g.    1/3 Amritsar – Anandpur Sahib   Oggi ci si trasferisce ad Anandpur Sahib, che dista circa 195 km, uno dei centri storicamente più importanti della tradizione Sikh, il cui nome significa “Città della beatitudine”. Fu qui che nel 1699 Guru Gobind Singh fondò l’ordine dei santi guerrieri Sikh, caratterizzato da un’etica cavalleresca protesa all’aiuto dei deboli ed alla difesa dalla tirannia, dove il valore militare è soggetto agli scopi per i quali è nato: ed in effetti la prodezza degli eserciti Sikh è poi divenuta celebre nel mondo. Il grande festival del Holla Mohalla è una celebrazione di questo nobile intento marziale ed oggi anche della storia che ha contribuito a creare. L’alloggio per le tre notti di permanenza al festival è in un campo attrezzato, dove si utilizzano tende arredate dotate di servizi igienici e doccia, ed i pasti si consumano qui; chi vorrà potrà anche condividere il cibo vegetariano preparato dai volontari Sikh per i pellegrini ed i visitatori, una pratica di assistenza e generosità chiamata "Gurdwara": anche questo fa parte della tradizionale ospitalità di quest’ordine religioso. 10°g. – 11°g. (2 e 3/3) Anandpur Sahib: Holla Mohalla   Si trascorrono queste due giornate seguendo gli eventi del festival. 12°g.    4/3 Anandpur Sahib – Chandigarh – Delhi e volo di rientro   Si parte presto per Chandigarh, che dista circa 95 km, dove il volo per Delhi parte alle 12.00 con arrivo alle 13.00 (orari da confermare). All’arrivo ci si trasferisce alle partenza internazionali per il volo di rientro; la Etihad parte alle 17.50 per Abu Dhabi con arrivo alle 20.30. 13°g.    Lunedì 5 marzo, arrivo a destinazione   Si prosegue per Milano Malpensa alle 2.50 con arrivo alle 7.00  o per Roma Fiumicino alle 2.25 con arrivo alle 6.15. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.
INDIA 2018: Mahamastakabhisheka, il grande festival dei Jain
Con Goa e i siti storici del Karnataka, da Badami e Belur a Hampi - Estensione: Lath Mar Holi e Holla Mohalla, rientro il 5/3
Periodo: 9 feb - 24 feb
Da Goa è prevista l’estensione "India: Lath Mar Holi e Holla Mohalla" con rientro il 5 marzo, eseguibile anche come programma a se stante. Ci si reca in volo a Delhi per raggiungere Barsana e Nandgaon, nella terra di Krishna ai margini del fiume Yamuna dove si affacciano Vrindavan e Mathura, per assistere alle celebrazioni del Lath Mar Holi, la versione più strepitosa dei festeggiamenti per la primavera che ricorrono nell’India settentrionale. Dopo la visita di Fatepur Sikri ed Agra si rientra Delhi e si prosegue per Amritsar e Anandpur Sahib, città sante dei Sikh, per seguire il loro festival annuale, il pittoresco ed energetico Holla Mohalla. Mahamastakabhisheka a Sravanabelagola Sravanabelagola è un antico sito jainista dove si raggiunge con una scalinata la sommità di un colle roccioso su cui è stata ricavata la colossale statua monolitica di Bahubali, alta 18 metri, che raffigura Bhagavan Gomatheshwara, uno dei più venerati capostipiti mitici della scuola. È la più grande statua monolitica al mondo, una vera e propria meraviglia. A Sravanabelagola, che si sviluppò durante la dinastia Ganga, tra i secoli IX e X, ci sono due colline sacre, la Doddabetta o Vindyagiri su cui si trova la grande statua, e la Chikkabetta o Chandragiri dove si trovano diversi templi jainisti. Sravanabelagola è anche la sede dei Bhattaraka, o capi supremi della tradizione jainista Digambara, i “Vestiti di Cielo” (asceti nudi). Qui ogni dodici anni qui si aggrega una moltitudine di devoti della religione jainista: un nugolo di persone dal comportamento serafico e sereno, la gran parte vestita con candidi abiti bianchi, giunte per l’ottimo auspicio che si riceve presenziando a questa cerimonia. Il significato di “Mahamastakabhisheka” ne esplica bene i contenuti: “Maha”, grande o eccellente, “Masthaka”, testa, “Abhisheka”, incoronazione o purificazione. L’evento inizia il 17/2 e prosegue fino al 25; la parte iniziale è la più spettacolare. Il rituale inizia spruzzando sui devoti l’acqua santa contenuta in 1008 apposite anfore ed a seguire la statua viene lavata con diverse sostanze usufruendo di un’apposita piattaforma, montata per l’occasione, che consente di raggiungere la sommità del capo del colossale monolite: da qui vengono versati latte, succo di canna da zucchero, acqua e zafferano, polvere di sandalo e così via, e spesso anche una profusione di petali di fiori; i devoti portano poi offerte di pietre preziose, monete d’oro e d’argento e così via. Lath Mar Holi Il festival di Holi, che è particolarmente sentito nelle regioni settentrionali dell’India, è la ricorrenza che dà il benvenuto alla primavera ed in ogni luogo ha dei propri connotati locali; ma la conclusione con una profusione di polveri colorate lanciate a tutti è una caratteristica comune. Il coloratissimo (anche … letteralmente!) evento del Lath Mar Holi che si tiene ogni anno a Barsana ed a Nandgaon si svolge un poco in anticipo rispetto ai festival che si tengono nel resto dell’India e coinvolge tutte le persone del luogo oltre ad un gran numero di pellegrini e visitatori, accorsi per celebrare Holi nel modo più intenso. Qui siamo nella terra di Krishna, dove secondo la tradizione Egli nacque ed incontrò la consorte Radha, e “Lath Mar” significa “colpiti coi bastoni”: che in effetti è quello che avviene al festival! Secondo la leggenda infatti in questa giornata Krishna si recò a visitare il villaggio della sua amata Radha e giuntovi iniziò a stuzzicare lei e le sue amiche; questo fece infuriare le donne del villaggio che lo cacciarono. Quindi da allora gli uomini del villaggio di Khrisna, Nandgaon, si recano a Bersana, dove vi è l’unico tempio indiano dedicato a Radha ed è il suo luogo di nascita, per i festeggiamenti del Holi. All’interno del tempio gli uomini, che spesso lanciano verso le donne parole provocanti, vengono accolti dalle ragazze del villaggio armate di lunghi bastoni che si cimentano nel gesto di picchiarli, mentre questi si proteggono con dei piccoli scudi tra una folla di persone che osannano e cantano inni sacri, uscendo poi da qui nelle strade e proseguendo con questi “duelli” mentre le persone si lanciano addosso polveri colorate e bidoni di acqua colorata. Il giorno successivo gli uomini di Barsana si recano a Nandgaon, dove le donne locali riservano loro il medesimo trattamento. L’atmosfera generale è elettrizzata anche per le abbondanti bevute di thandal, un cocktail che contiene diverse sostanze inebrianti tra cui anche del bhang preparato impastando dell’hashish, che viene utilizzato con la motivazione di entrare più intensamente in contatto con le figure divine. Si dice che le donne del villaggio inizino a preparasi già un mese prima della ricorrenza, mangiando cibi nutrienti che le rendano forti per la grande occasione. Holla Mohalla Il grande festival Sikh del Holla Mohalla inizia il giorno successivo alla festa di Holi; il nome ne rivela lo spirito, poiché “Holla” deriva dalla parola halla, che significa carica militare, mentre “Mohalla” significa colonna militare, si intende così il significato di “carica dell’esercito”. Questo importante raduno iniziò nel 1701 con il decimo guru dei Sikh, Gobind Singh; lo scopo era incontrarsi per eseguire esercitazioni e finte battaglie per ricordare alle persone la qualità del valore e la necessità di essere sempre pronti ad affrontare ogni ostacolo per difendere i principi nobili. Si tenga presente che in quel periodo i Sikh erano impegnati nella guerra con l’impero islamico dei Mughal e gli attori principali dell’evento erano, e sono tutt’ora, i Nihang Singh, ovvero l’esercito fondato dal decimo Guru. Le giornate al festival iniziano con le preghiere nei templi, a cui seguono gare di corsa coi cavalli con l’esibizione di diverse prodezze, dimostrazioni dell’arte del combattimento con la spada e del tiro con l’arco, ed anche battaglie simulate accompagnate dal tuono dei cannoni, un crescendo che culmina con la grande parata in cui i Nihang Singhs sfoggiano con grande orgoglio le uniformi tradizionali, ma sempre intervallato da momenti di preghiera ed incontri religiosi in cui vengono glorificati i valori su cui si fonda il movimento. Il festival dà così l’opportunità di condividere il peculiare e colorato mondo etico dei guerrieri Sikh, dove la forza è posta al servizio del cuore, e di immergersi nei costumi di questa parte importante dell’incredibile universo culturale indiano. Nota tecnica Il viaggio si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di buon livello; alcuni sono palazzi storici riconvertiti. L’estensione ad Anandpur Sahib prevede tre notti in un campo attrezzato: le tende sono arredate con letti e lenzuola e sono fornite di servizi e doccia; le temperature previste qui vanno da un minimo di 15°C. – 17°C, notturni a massime diurne che possono arrivare a 30°C. o poco più.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 9 febbraio, volo per Goa   Per raggiungere Goa in India Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è della Etihad con partenza da Milano Malpensa alle 10.00 e arrivo ad Abu Dhabi alle 19.20 o da Roma Fiumicino alle 10.40 e arrivo a Abu Dhabi alle 19.30. Per i collegamenti da altre città o per gli orari di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    10/2 Arrivo a Goa   Si riparte da Abu Dhabi alle 3.20 con arrivo a Mumbai alle 8.15, dove si esegue l’ingresso di frontiera in India. Si riparte alle 12.50 per Goa con arrivo alle 14.05 dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio. Ci si trasferisce all’hotel Bagallo Beach Rersort o simile per relax e riposo dopo il viaggio. 3°g.    11/2 Goa - Badami   Si parte per Badami, che dista circa 250 km, un viaggio che impegna per 6 o 7 ore e porta nella stupenda vallata di arenarie rosse di questa antica capitale dei Chalukyas, uno dei punti più evocativi dell’India. Si alloggia presso l’hotel storico Badami Court o simile. 4°g.    12/2 Badami e Mahakuta   Si dedica la mattina alle visite di Badami. I quattro templi rupestri presentano sculture magnifiche e suggestive; tre sono induisti dedicati a Shiva e Vishnu mentre il quarto è jainista. Sul lago di Agastya ai piedi delle collina si affacciano due templi edificati con pietra arenaria locale, dedicati a Shiva. Il forte fu invece fatto costruire da Tippu Sultan nel XVIII secolo su fortificazioni precedenti che risalgono fino al V secolo; vi sono alcuni resti di quest’epoca più antica e torri d’avvistamento del XIV e XVI secolo. Nel pomeriggio ci si reca ai vicini templi di Mahakuta (16 km), tutti dedicati a Shiva, che risalgono dal VI all’VIII secolo, rientrando quindi a Badami. 5°g.    13/2 Badami – Pattadakal – Aihole – Hampi   Ci si sposta per un tratto verso est (22 km) arrivando a Pattadakal; il tempio, edificato tra il VII e l’VIII secolo, è un esempio finissimo dell’ecletticismo artistico ottenuto ai tempi delle dinastie dei Chalukya, una fusione armoniosa degli stili dell’india del nord e del sud. Dopo la visita di prosegue per Aihole, circa altri 23 km a nord est; il tempio è considerato un prototipo dello stile di costruzione dravidico, venne iniziato nel V secolo e rivela diverse fasi e stili che si sono sovrapposti nel tempo. Si procede ora per Hampi, situata circa 130 km a sud, dove si alloggia presso l’hotel Heritage Resort Hampi. 6°g.    14/2 Hampi   Si dedica la giornata all’esplorazione del sito archeologico di Hampi, che dal 1986 è parte del Patrimomio Mondiale Unesco. Qui, nei pressi di un fiume che scorre tranquillo tra formazioni di rocce rosse dalle forme plastiche, si trovano i resti di un’antica capitale, una moltitudine di templi e resti di edifici immersi in una natura stupenda. Il piccolo villaggio tra le rovine, dove sorge un grande tempio induista che i pellegrini raggiungono per i loro riti, è quanto rimane di quello che nel XIV secolo fu il centro di un grande impero. I punti artistici più celebri sono tantissimi, con i templi di Virupaksha, Vithala, Hazara Rama, Achuta Raya, il palazzo del Lotus Mahal e così via; ma la magia di Hampi si coglie anche solo passeggiando in questo grandioso insieme di storia e natura che ne fa uno dei luoghi imperdibili dell’India. 7°g.    15/2 Hampi – Chitradurga - Chikmagalur   Si lascia Hampi in direzione sud per Chitradurga, che dista circa 130 km. Qui si visita il grande forte che domina la città; gli accessi sono ornati con figure mitiche e all’interno dei possenti bastioni si trovano anche diversi templi, tra cui il principale è considerato quello di Banashankari. Si prosegue quindi per Chikmagalur, circa 160 km a sud ovest. La tappa di oggi richiede in tutto da 6 a massimo 7 ore e mezza; si alloggia presso l’hotel The Gateway o simile. 8°g.    16/2 Chikmagalur – Belur – Halebid - Mysore   Si visitano i gioielli architettonici della dinastia Hoysala, i templi di Belur e Halebid, dove sorgevano le antiche capitali dinastiche Hoysala dal X al XII secolo. Halebid, situata a 25 km da Chikmagalur, si chiamava in origine Dwarasamudra e fu la capitale del re Vishnuvardhana che vi fece erigere il tempio. A Belur, a 23 km da Halebid, si trova il tempio di Vijaya Narayana conosciuto anche come Chenna Keshava (il bel Krishna). In questi templi si trovano sculture stupende eseguite nel particolare stile ornamentale caratteristico del periodo Hoysala. Si prosegue quindi per Mysore, situata 150 km più a sud, dove si alloggia presso l’hotel “heritage” Royal Orchid Metropole o simile. 9°g.  – 10°g. (17 e 18/2) Mysore: escursione a Sravanabelagola per il Mahamastakabhisheka   Si dedicano queste due giornate al grande evento del Mahamastakabhisheka; Sravanagelabola dista circa 80 km a nord ed il 17/2 si partirà presto per assistere alle fasi iniziali delle celebrazioni. Chi ha già vissuto un’esperienza di partecipazione ai grandi festival dell’India resterà sorpreso dalla signorilità e tranquillità della moltitudine dei partecipanti, che dimostrano grande dignità ed una predisposizione molto amichevole verso i visitatori. (NB: Durante il festival è molto difficile alloggiare a Sravanabelagola, è una cosa fattibile solo dai pellegrini; quindi è necessario eseguire questi spostamenti tenendo Mysore come base). 11°g.    19/2 Mysore – Srirangapatnam - Bangalore   La città di Mysore è stata il centro di un regno indipendente retto da un’unica dinastia dal 1399 al 1947, quando è divenuta parte dell’Unione Indiana; l’atmosfera della cittadina riflette questo prestigioso passato. Ci si reca al Palazzo di Mysore, che è tutt’ora la residenza ufficiale della famiglia reale, edificato nel 1912 dal 24° reggente della dinastia Wodeyar; si prosegue per il tempio di Chamundeshwari, situato su si un panoramico colle e dedicato a Durga, uno dei più antichi. Quindi si lascia Mysore arrivando in breve a Srirangapatnam (19 km) dove si visita il grandioso tempio vishvaita di Ranganatha, costruito durante la dinastia Ganga nel IX secolo sull’isola di Srirangapatnam, formata dal fiume Kaveri. Nei pressi ci si reca poi al palazzo estivo ed al mausoleo di Tippu Sultan, magnifici esempi di architettura islamica. Si prosegue quindi per Bangalore; la tappa oggi è di 150 km. Si alloggia presso l’hotel The Royal Orchid nella zona dell’aeroporto. 12°g.    20/2 Bangalore – Goa   Il volo per Goa parte alle 6.30 con arrivo alle 7.45. La guida indiana accompagna i partecipanti all’aeroporto e procede per Delhi, a Goa si viene seguiti dalle nostre guide locali; chi prosegue con l’estensione l’incontrerà poi nuovamente all’arrivo a Delhi. A Goa si alloggia presso il The Lalit Golf & Spa Resort o simile; in attesa del rilascio delle camere si potranno utilizzare le strutture dell’hotel con la piscina e la spiaggia. (Per chi preferisse, vi è anche un volo che parte alle 15.50 con arrivo alle 17.00; se si sceglie questa opzione verranno conteggiati i costi dei trasferimenti aeroportuali). 13°g.    21/2 Goa   Soggiorno di relax. Per chi rientra (NB: per chi volesse, è possibile estendere il soggiorno a Goa) 14°g.    22/2 Goa  Oggi sono previste delle visite a Goa, che fu l’enclave portoghese in India. Questo passato si riflette nel peculiare insieme architettonico e nella presenza di una grande comunità cristiana. Si visitano i quartieri coloniali, le chiese più belle e il tempio shivaita di Mangheshi. 15°g.    23/2 Goa, volo di rientro   Ci si reca all’aeroporto per il rientro; il volo per Mumbai parte alle 14.35 con arrivo alle 15.50; da qui il volo per Abu Dhabi parte alle 19.25 con arrivo alle 21.25. 16°g.    Sabato 24 febbraio, arrivo a destinazione   Si prosegue per Milano Malpensa alle 2.50 con arrivo alle 7.00 o per Roma Fiumicino alle 2.25 con arrivo alle 6.15. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba. Per chi prosegue con Holi e Holla Mohalla 14°g.    22/2 Goa – Delhi   Partenza in volo per Delhi alle 14.35 con arrivo alle 16.35 (orario da confermare), dove si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Ashok Country Resort. Ci si incontrerà qui con la guida indiana che ha seguito la prima parte del viaggio e le persone giunte per seguire questa parte del programma. 15°g.    23/2 Delhi – Vrindavan - Mathura   Si lascia la capitale per Vrindavan e Mathura, circa 185 km, un percorso che richiede 4 o 5 ore. Queste due cittadine affacciate sul fiume Yamuna sono sacre a Krishna, la veneratissima ottava manifestazione di Vishnu, una meta di pellegrinaggio molto importante dell’India. Secondo la tradizione Egli soggiornò a Vrindavam nel periodo della fanciullezza e per questo vi si trovano centinaia di templi dedicati alla sua figura a volte associata alla consorte Radha; di questi i più importanti sono il Banke Bihari e l’Iskon. Mathura fu il luogo della nascita ed anche qui vi è una profusione di templi; lungo il fiume un gran numero di scalinate consentono le abluzioni dei fedeli. Ci si sistema presso l’hotel Brijwasi Lands Inn o simile. Tempo permettendo, si completa la giornata con una visita al tempio di Dwarkadheesh, il più importante, dove però a volte nel periodo di Holi non è concessa l’accesso interno. 16°g.    24/2 Mathura: Lath Mar Holi a Barsana   Ci si reca a Barsana (42 km) dove si dedica la giornata a seguire la festa di Lath Mar Holi; si ricorda ai partecipanti che nelle giornate di oggi e domani è molto probabile venire sporcati da acque colorate e polveri, ed è quindi opportuno indossare vestiti idonei e per chi fa delle foto avere modo di proteggere l’attrezzatura. Oggi è il giorno in cui gli uomini si recano al tempio di Radha, dando il via alle celebrazioni. 17°g.    25/2 Mathura: Lath Mar Holi a Nandgaon; Fatepur Sikri – Agra   Ci si reca a Nandgaon dove gli uomini di Barsana ricambiano la visita e le donne del luogo riservano loro la medesima accoglienza preparata da quelle dell’altro villaggio! Si lascia quindi Nandgaon per Fatehpur Sikri (80 km); fu costruita da Akbar per fungere da capitale, ma venne abbandonata per la carenza d’acqua ed è splendidamente conservata. Dopo la visita di prosegue per Agra, che dista 36 km; si alloggia presso l’hotel Crysatal Sarovar Premiere o simile. 18°g.    26/2 Agra – Delhi   Ci si reca al Taj Mahal all’alba per godere di uno dei momenti più magici offerti da questo armonioso mausoleo, divenuto simbolo dell’India. Nel corso della mattina ci si reca poi al Forte Rosso, il magnifico palazzo – fortezza degli imperatori Mughal dell’India la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565. Prima di lasciare Agra ci si reca al mausoleo di Sikandra, dove sono conservati i resti di Akbar. Si parte quindi per Delhi, che dista circa 250 km, un viaggio che richiede massimo 4 ore; si alloggia presso l’hotel Royal Plaza o simile. 19°g.    27/2 Delhi – Amritsar  Si prende il treno per Amritsar che parte alle 7.20 con arrivo alle 13.45; l’hotel fornisce una prima colazione al sacco. A destinazione ci si accomoda presso l’hotel Best Western Merrion o simile, pomeriggio libero. Dopo cena verso le 21.00 ci si reca al Tempio d’Oro per assistere alla cerimonia serale del Palkhi Sahib, che si tiene alle 22.15. Ogni sera, dopo una giornata di preghiere e devozioni, viene preparata una portantina (il Palkhi) placcata di oro e d’argento ed adorna di fiori dove viene riposto su cuscini di broccato di seta il testo sacro dei Sikh, il Guru Grant Sahib, per portarlo per la notte dal tempio al trono dell’Akal Takht: il Maestro esce con il testo sacro riposto su di un cuscino sopra al proprio capo e, con grande solennità, lo ripone sui cuscini del Palkhi Sahib e al canto di inni accompagnati dai tamburi viene portato sul trono. 20°g.    28/2 Amritsar   Si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Le origini del luogo sono antichissime, in passato il lago era immerso nella foresta ed era un luogo di ritiro e meditazione per gli eremiti; pare che lo stesso Buddha giunse fin qui. Il fondatore della religione Sikh, Guru Nanak (1469-1539), visse qui e vi meditò a lungo; dopo la sua morte i discepoli continuarono a frequentare il luogo che in breve divenne il centro della loro religione.  Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Nel pomeriggio verso le 16.00 ci si reca al punto di confine col Pakistan di Wagah (35 km), l’unico passaggio di frontiera aperto tra i due Paesi, per la cerimonia del ritiro della bandiera che si svolge alle 17.00; l’evento è diventato una specie di spettacolo nazionale con i soldati delle due parti che fanno una parata militare, interessante da vedere. Rientrando ad Amritsar ci si reca a visitare i templi di Durgiana, del XVI secolo dedicato a Durga, e di Mata Mandir, dove la sera è interessante osservare le famiglie indiane che vi si recano. 21°g.    1/3 Amritsar – Anandpur Sahib   Oggi ci si trasferisce ad Anandpur Sahib, che dista circa 195 km, uno dei centri storicamente più importanti della tradizione Sikh, il cui nome significa “Città della beatitudine”. Fu qui che nel 1699 Guru Gobind Singh fondò l’ordine dei santi guerrieri Sikh, caratterizzato da un’etica cavalleresca protesa all’aiuto dei deboli ed alla difesa dalla tirannia, dove il valore militare è soggetto agli scopi per i quali è nato: ed in effetti la prodezza degli eserciti Sikh è poi divenuta celebre nel mondo. Il grande festival del Holla Mohalla è una celebrazione di questo nobile intento marziale ed oggi anche della storia che ha contribuito a creare. L’alloggio per le tre notti di permanenza al festival è in un campo attrezzato, dove si utilizzano tende arredate dotate di servizi igienici e doccia, ed i pasti si consumano qui; chi vorrà potrà anche condividere il cibo vegetariano preparato dai volontari Sikh per i pellegrini ed i visitatori, una pratica di assistenza e generosità chiamata "Gurdwara": anche questo fa parte della tradizionale ospitalità di quest’ordine religioso. 22°g.  – 23°g. (2 e 3/3) Anandpur Sahib: Holla Mohalla   Si trascorrono queste due giornate seguendo gli eventi del festival. 24°g.    4/3 Anandpur Sahib – Chandigarh – Delhi e volo di rientro   Si parte presto per Chandigarh, che dista circa 95 km, dove il volo per Delhi parte alle 12.00 con arrivo alle 13.00 (orari da confermare). All’arrivo ci si trasferisce alle partenza internazionali per il volo di rientro; la Etihad parte alle 17.50 per Abu Dhabi con arrivo alle 20.30. 25°g.    Lunedì 5 marzo, arrivo a destinazione   Si prosegue per Milano Malpensa alle 2.50 con arrivo alle 7.00 o per Roma Fiumicino alle 2.25 con arrivo alle 6.15. Per gli orari di altre destinazioni contattare Amitaba.
INDIA 2017: Il magico mondo dei Rajput
Con un percorso a piedi tra i bucolici villaggi degli Aravalli
Periodo: 27 dic - 7 gen
Il tour inizia da Delhi e si svolge nello stato indiano del Rajasthan. La prima tappa è Jaipur, la mitica “città rosa” dove si alloggia in un “heritage hotel”, luogo ornato da stupendi palazzi e dalla vecchia capitale di Amber, ove si accede a dorso d’elefante; quindi Jodhpur, l’altrettanto mitica “città blu”, roccaforte inespugnabile del potente clan Rajput dei Rathore, ricca dell’eco delle gesta eroiche di secoli di storia con un interessantissimo bazar nella città vecchia. Da qui ci si immerge nel cuore della regione tra i colli degli Aravalli, iniziando con una sosta a Jojawar dove si alloggia nella casa nobiliare di Rawla e si visitano i villaggi utilizzando un carinissimo trenino rurale, condividendolo con le persone del luogo, quindi Chanoud, dove si sarà la sera del 31/12, un villaggio al cui centro ci trova il castello dove si sarà ospiti della nobile famiglia, con cui si esplorano i dintorni. Per godere appieno di questa regione nei tre giorni successivi sono previsti dei percorsi a piedi, si tratta di lunghe passeggiate che toccano diversi villaggi e luoghi naturali stupendi, facendo sosta la sera in hotel molto belli e ben posizionati, tra cui il maniero di Ghanerao; in questa parte si visita anche il castello di Kumbhalgarh e nell’ultima giornata il sentiero transita da un importante tempio shivaita e giunge a Ranakpur. Si prosegue da qui per Udaipur, la candida “città dei laghi”, capitale del potente regno Rajput di Mewar, un luogo intensamente evocativo dove completare questo fantastico viaggio. I percorsi a piedi La tappa del primo giorno è di 11 km senza salite (solo lievi saliscendi) e richiede mediamente da 3 a 4 ore. La seconda è la più lunga, circa 14 km, e nella parte finale vi è un tratto in salita abbastanza lungo con uno sviluppo di circa 700 metri di dislivello che porta a circa 1100 mt; se la si percorre tutta servono da 5 a 6 ore, o in alternativa ci si può accontentare di fare circa metà del percorso e completandolo con le jeep nell’ultima parte (che fanno un giro diverso dal sentiero). L’ultimo giorno il sentiero parte da 1100 metri ed arriva a circa 500, con quasi tutto il percorso di 13 km in leggera discesa; circa 4 o massimo 5 ore. Non serve portare con se bagagli perché questi vengono recapitati direttamente agli hotel, serve solo quanto utile per passeggiare e il picnic viene portato dalla guida. Il clima in questa stagione è ottimo, piacevolmente caldo e secco.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Mercoledì 27 dicembre, volo per Delhi   Amitaba consiglia la partenza da Milano Malpensa con il volo Mahan Air delle ore 11.45, che arriva a Teheran alle 19.00, da dove si ripartirà alle 22.00 per Delhi. Per le partenze da Roma o da altre città italiane, si prega di contattare direttamente Amitaba. 2°g.    28/12 Delhi – Jaipur   Arrivo a Delhi alle 3.30, dove è in attesa del gruppo la guida di Amitaba, e proseguimento con il volo interno che parte alle 7.35 e arriva a Jaipur alle 8.55. Trasferimento in hotel, mattinata di riposo e pranzo. Nel pomeriggio si visita Jaipur, capitale dello stato del Rajasthan, la celebre “Città rosa” dell’India, così chiamata per la colorazione delle case nella parte vecchia (fu dipinta così nel 1853 per onorare la visita del Principe del Galles), dove si potranno vedere il Palazzo Reale, il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico), Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Palace of Winds, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo e si completa la giornata al vecchio bazar, famoso in particolare per i tessuti ricamati, le pietre semi preziose e gli oggetti d’artigianato. 3°g.    29/12 Jaipur – Jodhpur   Sveglia al mattino presto per una breve escursione sui colli circostanti e visita al palazzo di Amber (XVI secolo), che prima della costruzione di Jaipur fungeva da capitale. Si potranno salire le scalinate che portano a questa affascinante reggia a dorso di elefante; il sito è parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Ci si sposta poi in auto a Jodhpur, che dista 345 km a sud ovest, un percorso che si snoda lungo comode strade e richiede da 5 a 6 ore di viaggio. Jodhpur è invece conosciuta come la “città blu” per il colore delle case all’interno delle mura di cinta che contornano la fortezza di Mehrangarh, l’imponente edificio del XV secolo che si erge imponente sulla città e che custodisce il palazzo dei principi Rajput della dinastia dei Rathore, uno dei clan più acclamati dell’India. All’interno della città vecchia si visitano la torre dell’orologio, punto di riferimento locale, ed il bazar di Sadar, dove tra le viuzze e gli infiniti negozietti si trova praticamente di tutto, anche se le merci più interessanti sono le spezie, vendute nella zona della torre, ed i tessuti di cotone stampati a mano di cui Jodhpur è orgogliosa. Completa l’esplorazione un giro in calesse. Si alloggia presso l’hotel Ranbanka o simile. 4°g.    30/12 Jodhpur – Jojawar   Ci si reca al forte di Mehrangarh, posto su di un colle che sovrasta di 150 metri la città: venne concepito nel XV secolo da Rao Jodha per essere una fortezza inespugnabile – e tale fu nella storia! È anche tra i più belli dell’India per la qualità degli interni, le splendide corti ed il suo museo che è tra i più ricchi del Rajasthan. Completata la visita si parte in direzione sud est per Jojawar, che dista 170 km, un percorso che richiede da 3 a 4 ore; qui si alloggia presso il Rawla Jojawar o simile. Questa casa nobiliare situata tra le colline di Aravalli, costruita nel XVIII secolo, era in origine una fortezza, ora trasformata in “heritage hotel”. 5°g.    31/12 Jojawar – Chanoud   Si utilizza la mattina per un percorso tra i villaggi utilizzando il treno rurale, godendo del mondo bucolico che l’India conserva tra queste remote colline del Rajasthan, una realtà fuori dal divenire del tempo. Si parte quindi per Chanoud, circa 95 km ad ovest, da 2 a 3 ore di guida, un villaggio del distretto rajasthano di Pali, che si potrà esplorare con calma. Si alloggia presso il Chanoud Garh, la residenza nobiliare di questa regione; il palazzo fortificato, recentemente restaurato con cura, è composto da due cortili, di cui uno utilizzato dagli ospiti mentre il secondo è la residenza dei Singh. Si gode del tramonto dalla terrazza e si cena con un barbecue fatto con la cucina locale, che utilizza ingredienti di qualità prodotti localmente; ci sarà un falò e si ascolta un concerto di musica rajasthana. 6°g.    1/1/2018 Chanoud   Con una piacevole passeggiata si visita il villaggio, con il mercato e la scuola, godendo anche della vista del vecchio forte ai bordi di un laghetto. Si pranza nella residenza e si trascorre un pomeriggio di relax, chi lo desidera potrà sperimentare i massaggi ai piedi e le signore farsi decorare con l’hennè. In serata si effettua un’escursione in jeep ai villaggi dell’etnia Rabari, dove si potranno visitare le case ed osservare la vita di queste persone, ed arrivando ad una pianura salata contornata dai colli Aravalli, di peculiare bellezza, dove si gode delle luci del tramonto gustando un buon tè. Rientrati nella residenza si cena nella sala di ricevimento in compagnia della famiglia nobile. 7°g.    2/1 Chanoud – Desuri – Bagho Ka Bagh   Ci si sposta a Desuri, 70 km a sud est, punto d’inizio del percorso a piedi. Si segue un sentiero che si snoda per circa 11 km attraverso alcuni villaggi di pastori incontrando anche dei laghetti, uno splendido ambiente naturale dove si sosta per un picnic; la meta è Bagho Ka Bagh, un percorso che richiede da tre a quattro ore. Da qui con i veicoli si raggiunge il vicino castello di Ghanerao (5 km circa), dimora per la notte. 8°g.    3/1 Bagho Ka Bagh – Kumbhalgarh   Si prosegue col percorso a piedi partendo dal castello; oggi vi sono più salite su un percorso complessivo di circa 14 chilometri, che richiede da 5 a 6 ore. Per chi dovesse ritenere troppo lunga la tappa a circa metà percorso (a Kali Audh, circa 5, 5 km) si incontrano le jeep che possono condurre da lì all’hotel o, se si preferisse, al punto dove termina il sentiero. Si attraversano tratti di foresta e in questa zona è piuttosto comune incontrare antilopi, cinghiali ed una grande varietà di uccelli; si passa dal lago dei coccodrilli e si attraversa un solitario villaggio dell’etnia Bhil. Nella parte finale si sale verso Kumbhalgarh arrivando al Wild Retreat o simile, dove si alloggia. Più tardi nel pomeriggio ci si reca a visitare il forte di Kumbhalgarh: edificato a partire dal XV secolo ed utilizzato fino al XIX è incluso nel Patrimonio dell’Unesco, presenta uno sviluppo delle mura di ben 39 km, uno tra i più estesi al mondo. Spesso alla sera le parti più belle per un breve tempo vengono illuminate. 9°g.    4/1 Kumbhalgarh – Ranakpur – Udaipur   Si raggiunge il sentiero a Foota Deval; il percorso a piedi di oggi è di circa 13 km, meno impegnativo con poche salite, si prevedono circa 4 ore di cammino o poco più. Si cammina nella foresta, anche qui ricca di fauna, incontrando il tempio shivaita di Parshuram Mahadev e si emerge al cospetto del grandioso tempio di Ranakpur. È forse il sito più bello tra tutte le splendide realizzazioni della religione jain. Risale al XV secolo ed è edificato con 1444 colonne, cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara della religione Jain (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”); sorge in un’area naturale selvaggia, gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Si incontrano qui i veicoli con cui si prosegue per Udaipur (95 km a sud, circa 2 ore e mezza), dove si alloggia presso l’Amet Haveli o simile. 10°g.    5/1 Udaipur   Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”. Si iniziano le visite della città recandosi al grandioso candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando mosse qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato, ma con ottima uniformità di stile. Ci si reca quindi al Museo ed al tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651, completando con il Saheliyon-ki-Bari, o giardino delle cortigiane. Si gode del tramonto percorrendo in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), arrivando al Palazzo di Jag Mandir, posto sul lago. 11°g.    6/1 Udaipur – Delhi e volo di rientro   Mattinata di relax; verso le 12.00 ci si reca all’aeroporto di Udaipur per imbarcarsi sul volo per Delhi (15.00 – 16.10, orari da confermare). Arrivati a destinazione, trasferimento all’hotel Ashok Country Resort e, a mezzanotte, partenza per l’aeroporto di Delhi per il volo delle ore 3.00, con arrivo a Teheran alle 5.10. 12°g.    Domenica 7 gennaio, arrivo a Milano Il volo da Teheran riparte alle 07.10 con arrivo a Malpensa alle 10.05.
INDIA 2017: Diwali a Jaipur e Tripunithura in Kerala
Un incontro con l’India più bella. Estensione ayurveda in Kerala
Periodo: 15 ott - 28 ott
A Kovalam è prevista una possibile estensione di 3 o di 7 giorni presso il Travencore Heritage, che offre un ottimo standard di trattamenti e dieta ayurvedici con la supervisione di un medico specializzato, immersi nel contesto di bellissimi giardini con vista sull’oceano indiano e di un’ottima spiaggia; per questa parte è previsto un "pacchetto" che include trattamenti, pensione completa, lezioni di yoga per chi lo desidera oltre agli altri servizi dell’hotel. Dev Diwali Dev Diwali, o “festa delle luci”, è una delle più importanti ricorrenze induiste. Si celebra Lakshmi, dea del benessere; le case per l’occasione vengono ripulite da cima a fondo, decorate con i fiori e ornate di luci e si crea un momento conviviale allietato spesso dai fuochi d’artificio. Si gode della ricorrenza con una sontuosa cena con una famiglia nobile Rajput nel castello di Kanota, nei pressi di Jaipur. Festival di Tripunithura A Tripunithura nei pressi di Kochi in Kerala si trova il grande tempio di Sree Poornathrayesa, dedicato a Vishnu, un sito molto importante per gli induisti perché legato alle figure del dio Krishna e di Arjuna, protagonisti del testo mistico più importante dell’India, la Baghavad Gita: il mito vuole che la statua della divinità principale del tempio sia stata donata da Vishnu ad Arjuna nel contesto di uno degli episodi del grande poema epico. Il sito è tra i principali luoghi di culto dell’India meridionale e annualmente vi si tiene un grande festival che si è arricchito di alcune interessanti fasi dal 1920, anno in cui un grande incendio distrusse una parte del complesso, poi magistralmente ricostruita. Le statue sacre furono risparmiate dalla furia delle fiamme, e questo importante dettaglio fece aggiungere nella fase finale delle celebrazioni una parte dove vengono accese all’esterno del tempio una miriade di lanterne che bruciando tutte assieme danno quasi l’impressione che il tempio sia in fiamme, rievocando il drammatico episodio. La parte più spettacolare resta però forse il grande schieramento di elefanti, adornati di paramenti cerimoniali, con cui si dà l’avvio alla grande festa. Alcune note sul Kerala Il Kerala è una lunga, verdissima striscia di terra situata sulla costa sud occidentale dell’India, dove la natura è molto rigogliosa: campi di riso, boschi di mango, di anacardi e palmeti di noci di cocco si alternano a fitte foreste tropicali che si estendono fino ai monti che ad oriente formano una barriera naturale separandola dal resto del subcontinente indiano. Questa peculiare conformazione ha contribuito a proteggere nel tempo la zona dalle invasioni e sconvolgimenti che hanno coinvolto la maggior parte delle altre popolazioni dell’India. Gli abitanti sono sempre stati protesi ai contatti via mare con il resto del mondo, e in Kerala vive tutt’ora una comunità di discendenti di palestinesi giunti qui 2000 anni or sono. La posizione dei porti del Kerala, situati sul lembo più meridionale dell’India a metà strada tra Europa e Cina, ne ha fatto un punto di incontro e scambi commerciali nei millenni: dai tempi più antichi, con fenici, romani, arabi e cinesi e quindi con le potenze coloniali europee. Ancora oggi i pescatori, per esempio, usano le reti costruite alla maniera cinese. Grazie a queste radici il Kerala offre un panorama culturale arricchito di una visione del mondo cosmopolita, dove nella matrice indiana si sono fusi tratti diversi. La storia ha fatto della gente del Kerala un popolo intraprendente e di viaggiatori, che ha saputo anche cogliere le opportunità offerte dalla grande estensione dell’impero britannico di cui era parte, formando comunità in varie parti del mondo. Il Kerala, nell’ambito dell’Unione Indiana, è stato costituito con gli attuali confini tra il ‘56 e il ‘57; vi venne eletto un governo locale molto incline allo sviluppo delle politiche sociali, tanto che qui il livello d’istruzione è tra i più elevati dell’India. Tutti i visitatori che vi si recano restano colpiti dall’atmosfera particolarmente rilassante data dall’ambiente naturale, dal clima e dalla pacatezza della gente. Nota tecnica Il viaggio giova dell’esperta conduzione di Swaroop Kumar Bhargav e si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di buon livello ed i rispettivi siti internet sono indicati nel programma; alcuni sono palazzi storici riconvertiti, dove si avrà anche l’opportunità di incontrare le famiglie nobili locali.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Domenica 15 ottobre, volo per Delhi   Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Etihad, Emirates o altre compagnie scelte dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è della Emirates con partenza da Milano Malpensa alle 11.20 e arrivo a Dubai alle 19.20 o da Roma Fiumicino alle 11.30 e arrivo a Dubai alle 19.20; si riparte da qui con un nuovo aviogetto alle 22.00. Per i collegamenti da altre città o per gli orari di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    16/10 Delhi – Agra (Rajasthan)   Arrivo a Delhi alle 2.45, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; ci si trasferisce presso l’Ashok Country Resort hotel nei pressi dell’aeroporto. Si riposa e ci si rinfresca e verso fine mattina si parte per Agra che dista 200 km, un percorso di circa 4 ore. Nei pressi della città si visita Sikandar, il bellissimo mausoleo del grande imperatore Akbar, uno dei capolavori dell’architettura moghul la cui costruzione fu completata da suo figlio Jahangir nel 1613. Sistemazione presso l’hotel Crystal Sarovar Premier. 3°g.    17/10 Agra   Ad Agra si visitano il Taj Mahal, il candido mausoleo costruito tra il 1632 ed il 1653 che è uno dei siti più famosi al mondo; il Forte Rosso, il magnifico palazzo – fortezza degli imperatori Mughal dell’India la cui costruzione venne iniziata dall’imperatore Akbar nel 1565; ed il magnifico sepolcro marmoreo di  Itimad-Ul Daula. 4°g.    18/10 Agra – Fathepur Sikri – Jaipur   Ci si reca a Fatehpur Sikri (anche questo sito è parte dell’Unesco World Heritage) che dista 36 km da Agra. Questa antica capitale mughal è splendidamente conservata; costruita da Akbar, venne abbandonata quasi subito per la carenza d’acqua. Si prosegue da qui per Jaipur, la celebre “città rosa” del Rajasthan per via del colore con cui è dipinta tutta la parte vecchia. Si percorrono in tutto 250 km in 5 o massimo 6 ore. A Jaipur si alloggia presso l’hotel Ramada Jaipur o simile. 5°g.    19/10 Jaipur e celebrazioni di Dev Diwali   Questa ricca giornata inizia con una sosta al Hawa Mahal, il celebre Palace of Winds, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo. Si prosegue con una breve escursione (11 km) sui colli nei pressi della città per raggiungere il palazzo di Amber, un magnifico sito che è parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: la costruzione di questa cittadella – palazzo fortificata venne iniziata nel 1592 e fu la capitale del regno fino a quando la corte si trasferì a Jaipur, fondata nel 1727. Rientrati in città, nel pomeriggio si visitano  il Palazzo Reale e il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico), Patrimonio Mondiale Unesco. Oggi ricorre la festa di Diwali, o “festa delle luci”; per le celebrazioni ci si reca al Kanota Castle, nei pressi della città (25 km), dove si cena con la famiglia nobile. 6°g.    20/10 Jaipur – Baroli – Bhainsrorgarh   Si parte in direzione sud per Bhainsrorgarh. Giunti nella regione ci si reca a visitare i templi di Baroli, situati nei pressi di un’ansa del fiume Chambal, un tesoro artistico dell’India ben fuori dai circuiti turistici. All’interno di un bel giardino si trovano 8 piccoli templi che risalgono dal IX all’XI secolo, tra i più antichi del Rajasthan, con mirabili lavori di intarsio su pietra in particolare nelle finiture dei tetti; erano dedicati a Shiva, Durga ed alla Trimurti. Dopo la visita ci si reca al forte di Bhainsrorgarh, un sito storico ed anche “Heritage Hotel” dove si alloggia e si cena, situato nei pressi in una posizione panoramica a picco sul fiume. Il forte, ricco di trascorsi e bello di per sé, è tutt’ora la residenza della nobile famiglia che ha avuto qui la residenza dal XVIII secolo, che si potrà incontrare. La tappa è di 320 km, un percorso di massimo 6 ore. 7°g.    21/10 Bhainsrorgarh   Al mattino ci si reca con la barca sul fiume Chambal, dove si trova un’isola fluviale, e si risale per un tratto il fiume affluente Bamani; si vedono spesso i coccodrilli. Si pranza in hotel, pomeriggio libero. Verso sera ci si reca con le jeep per un’esplorazione della bellissima area rurale, dove si vedono diversi piccoli villaggi tribali, spesso ancora senza corrente elettrica, immersi in un ambiente di bellezza bucolica; si sosta nei presi del villaggio di Balapura ai margini del lago per gustare un tè alle luci dell’imbrunire, tra i suoni della natura ed i rintocchi della campana del piccolo tempo del villaggio. Si rientra quindi al forte per la cena. 8°g.    22/10 Bhainsrorgarh – Chittogarh - Udaipur   Si lascia questo luogo sospeso nel tempo in direzione ovest per Chittogarh (123 km). Cittorgarth conserva i resti di un immenso forte (Unesco Patrimonio Mondiale), il più celebre e cantato nelle saghe del Rajasthan per le sue vicende storiche. Le mura lunghe 5 chilometri cingono un alto colle dove sorgono diversi palazzi, portali e templi, tra i più famosi l’elaborata torre di Jaya Stambha alta 37 metri dedicata a Vishnu, edificata nel 1448 da Rana Kumbha per celebrare una grande vittoria militare. Si prosegue quindi sempre verso ovest per Udaipur (120 km) dove si arriva nel tardo pomeriggio; ci si accomoda presso l’hotel Radisson Udaipur. 9°g.    23/10 Udaipur   Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”, con il grandioso candido palazzo del Maharaja che si erge sulle acque. Si visitano il palazzo del Maharaja; il tempio di Jagdish, dove si gode di un esempio eccezionale dei ricami su pietra che solo i templi dell’India possono offrire; ed il giardino delle cortigiane, lo stupendo Saheliyon-ki-Bari. Si percorre con la barca il lago Pichola con le luci del tramonto tra i palazzi lacustri, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat, le scalinate per le abluzioni. 10°g.    24/10 Udaipur – Mumbai – Kochi (Kerala)   Ci si reca all’aeroporto di Udaipur dove ci si imbarca sul volo IndiGo per Mumbai alle 9.40 con arrivo alle 11.35 (orari da confermare), da qui ci si imbarca sul volo IndiGo per Kochi alle 13.20 con arrivo alle 15.30 (orari da confermare). La città di Kochi (meglio conosciuta come Cocin) è uno dei centri più interessanti del Kerala: situata sulle costa dell’oceano con una bella spiaggia tropicale ornata da un antico forte, Cochin rivela la natura cosmopolita del Kerala con la presenza di molte case di vecchio stile europeo, chiese e anche sinagoghe. Un luogo dove è gradevolissimo e rilassante anche solo passeggiare, curiosando tra mercatini e negozietti. Si alloggia al Casino Hotel. In serata si assiste ad uno spettacolo di Kathakali, l’antica arte di danza e mimica del Kerala con le rappresentazioni che seguono tematiche di tipo teatrale ispirate ai Purana ed alle saghe mistiche dell’India, impreziosite da elaborati costumi e con un trucco quasi esagerato dei volti degli attori, che tradizionalmente erano solo uomini. A differenza di altre forme di danza indiana, di origine quasi completamente religiosa, la Kathakali si è sviluppata in buona parte nel contesto delle corti della nobiltà locale creando un insieme molto particolare. 11°g.    25/10 Kochi, festival di Tripunithura   Ci si reca al mattino presto al tempio di Sree Poornathrayesa, dedicato a Vishnu, situato a Triphunitura (10 km) per assistere alle cerimonie mattutine del festival che si svolgono tra le 7.30 e le 10; è particolarmente  impressionante la schiera di elefanti adornata di paramenti con i conduttori in costume che tengono i parasoli colorati. Si rientra quindi in hotel e dopo una pausa di relax ci si dedica alla visita di Kochi; ci si reca al forte, dove si vedono i pescatori all’opera con le reti fisse, alla chiesa di San Francesco, che è la più antica dell’India, al palazzo di Mattancherry e nel quartiere ebraico. In tarda serata si torna a Sree Poornathrayesa per seguire al parte serale del festival, quando dopo il tramonto vengono accese le lanterne attorno al tempio per commemorare il grande incendio del 1920. 12°g.    26/10 Kochi – Alleppey (“Backwaters”)    Si raggiunge la località di Alleppey (Alappuzha) circa 60 km a sud,  una cittadina dove si trovano alcuni templi e chiese cristiane, situata tra l’oceano ed una miriade di laghi e fiumi d’acqua dolce contornati da una rigogliosa natura tropicale, dove sono ormeggiate le case galleggianti: le famose "Backwaters". Un gradevolissimo territorio da esplorare con la comoda casa galleggiante su cui ci si imbarca per percorrere le affascinanti acque interne del Kerala. Si pernotta e si consumano i pasti a bordo, iniziando dal pranzo di oggi; i vascelli sono dotati di aria condizionata ed hanno al massimo due cabine. 13°g.    27/10 Alleppey – Kovalam   Si sbarca dopo la colazione e si procede in auto per Kovalam, 160 km più a sud, con un bellissimo tragitto di massimo 4 ore attraverso lo stupendo ambiente tropicale del Kerala; la zona di Kovalam è celebre per le bellissime spiagge e l’atmosfera di completo relax. Si alloggia presso il Travencore Heritage godendo del clima tropicale; si possono fare dei bagni nell’oceano o in piscina, o concedendosi dei trattamenti di massaggio ayurvedico presso il professionale centro dell’hotel. Per chi rientra 14°g.    Sabato 28 ottobre, volo di rientro   Trasferimento all’aeroporto di Trivandrum (15 km, circa 30 minuti). L’imbarco del volo Emirates per Dubai è alle 10.05 con arrivo alle 12.50; si riparte per Milano Malpensa alle 15.45 con arrivo alle 20.30 o per Roma Fiumicino alle 15.45 con arrivo alle 20.05. La guida indiana saluta i partecipanti e rientra a Delhi. Soggiorno breve in Kerala (Kovalam) 14°g.  – 16°g. (28/10 - 30/10) Soggiorno a Kovalam, ayurveda e relax   Durante il soggiorno presso il Travencore Heritage si hanno a disposizione due ore e mezza di trattamenti al giorno presso il centro ayurvedico dell’hotel, con la supervisione di un medico specializzato, e la pensione completa offerta con cibi ayurvedici, oltre alla possibilità di seguire lezioni di yoga e all’utilizzo delle diverse strutture dell’hotel. 17°g.    Martedì 31 ottobre, volo di rientro   Trasferimento all’aeroporto di Trivandrum (15 km, circa 30 minuti). L’imbarco del volo Emirates per Dubai è alle 4.30 con arrivo alle 7.15; si riparte per Milano Malpensa alle 9.10 con arrivo alle 13.10 o per Roma Fiumicino alle 9.00 con arrivo alle 12.40. Soggiorno completo in Kerala (Kovalam) 14°g. – 20°g. (28/10 – 3/11) Soggiorno a Kovalam, ayurveda e relax   Durante il soggiorno presso il Travencore Heritage si hanno a disposizione due ore e mezza di trattamenti al giorno presso il centro ayurvedico dell’hotel, con la supervisione di un medico specializzato, e la pensione completa offerta con cibi ayurvedici, oltre alla possibilità di seguire lezioni di yoga e all’utilizzo delle diverse strutture dell’hotel.    21°g.    Sabato 4 novembre, volo di rientro   Trasferimento all’aeroporto di Trivandrum (15 km, circa 30 minuti). L’imbarco del volo Emirates per Dubai è alle 10.05 con arrivo alle 12.50; si riparte per Milano Malpensa alle 15.40 con arrivo alle 19.35 o per Roma Fiumicino alle 15.05 con arrivo alle 18.45.
INDIA e BHUTAN 2017: Durga Puja a Calcutta e Cham del Bhutan
Un intenso incontro con le culture dell’Asia
Periodo: 26 set - 7 ott
Il viaggio non presenta particolari difficoltà o pericoli, a Calcutta ci si mischia spesso tra la folla di persone festanti ma non si incontra alcuna aggressività, sarà anzi a volte difficile declinare gli inviti ad unirsi nell’innumerevole insieme di celebrazioni. Si utilizzano alberghi comodi, mezzi di trasporto moderni e il viaggio si svolge nella stagione secca. Durga Puja Tra le ricorrenze dell’India ha una considerazione molto particolare la grande festa di Durga, il momento religioso e celebrativo più sentito del Bengala, quando in un crescendo di intensa e sorridente devozione a Calcutta tra gli innumerevoli e coloratissimi altari dedicati a Durga, la Dea Madre, prendono corpo le processioni che portano le sue effigi al fiume per ricongiungersi all’onnipotente dio Shiva. Nel variopinto pantheon induista Durga, la Grande Madre, è l’impersonificazione della Shakti, la divina forza di natura femminile che nutre l’universo; ella emerse grazie all’unione degli sforzi di tutti gli dei, inclusa la Trimurti degli dei supremi, per una missione che nessuno di loro poteva compiere: debellare il demone Mahishasura. Durga, il cui nome significa “inaccessibile” o “impenetrabile”, è così la salvatrice compassionevole dell’universo e di ogni cosa che esiste; ma è anche, grazie alla polivalenza così affascinante dell’induismo, la madre di Ganesh e Kartikeya, prole di Shiva, in quanto lei è anche una forma irata di Parbati, consorte del grande dio. Per renderle adeguato onore si tiene questo festival annuale, che per gli induisti bengalesi è il più importante dell’anno. Le celebrazioni durano in tutto dieci giorni con un fervente crescendo devozionale che diventa sempre più effervescente e negli ultimi 2 / 3 giorni è decisamente dirompente; per nove giorni si onorano le nove diverse manifestazioni di Durga e quindi nel decimo (nel 2017 cade il 30/9) si celebra la sua vittoria contro il male. In questa ultima giornata le sue effigi vengono portate in processione al fiume per un’abluzione, simbolico ricongiungimento della dea col consorte Shiva. La preparazione inizia già mesi prima, con la costruzione di una quantità enorme di idoli di terracotta eseguita da artigiani specializzati con dimensioni per lo più simili a quelle degli esseri umani, ma anche più piccole o grandi. Le statue vengono decorate in modo sfavillante e vengono costruiti un’infinità di pandals, o tempietti temporanei fatti di bambù ma finemente rifiniti, dove vengono poste. Questi altari sono oggetto di intense preghiere e il momento per molti è anche fortemente introspettivo e utile per la purificazione spirituale ed anche fisica: si modera la dieta e chi beve rinuncia all’alcool almeno per questi giorni in cui cercherà di avvicinarsi a Durga. Con la solenne processione al fiume si completa il cerimoniale e inizia un nuovo anno: il momento è ottimo e di buon auspicio per chi deve intraprendere nuove attività. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È forse improprio chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Martedì 26 settembre, partenza in volo per l’India   Per arrivare a Calcutta vi sono diverse opzioni nella scelta dei voli e Amitaba può prenotare quello di maggior gradimento; un collegamento comodo è quello della Air India, che fa da riferimento per i servizi del viaggio. Air India parte da Milano Malpensa alle 20.00. 2°g.    27/9 Arrivo a Calcutta   Con Air India l’arrivo a Delhi è previsto alle 7.45, dove si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba. Si riparte dal medesimo aeroporto alle 14.25; si farà colazione e ci si potrà rilassare presso la Premium Plaza Lounge in aeroporto fino alla partenza. L’arrivo a Calcutta è previsto alle 16.35, dove è in attesa dei partecipanti l’accompagnatore italiano; ci si trasferisce presso l’hotel Peerless Inn e si fa un primo giro in città. Nell’arco dei successivi tre giorni si seguiranno gli eventi della grande festa di Durga, il momento di folclore più bello ed intesto di Calcutta e di tutto il Bengala; si avrà anche il tempo per visitare i siti principali della città, con la piazza di Dalhousie, eletta a Patrimonio dell’Umanità, la Casa di Santa Maria Teresa, la cattedrale di San Paolo, il mercato dei fiori e così via. 3°g. – 5°g. (28 – 30/9) Calcutta e festival di Durga   Ci si dedica a seguire gli eventi della grande festa. Ovunque nella città si vedono i pandals, gli altari costruiti appositamente per la ricorrenza, e le strade sono percorse da fiumane di persone che si spostano da punto a punto, una sorta di intersecatissimo pellegrinaggio urbano tra le diverse migliaia di pandals costruiti per onorare la Dea; anche con grande impegno se ne potrà ammirare solo una piccola parte! L’intera città è un mondo in festa, e la moltitudine delle persone esprime un momento di gioia collettiva; è molto accattivante seguire dei percorsi a piedi, e nel cuore delle celebrazioni l’utilizzo dei veicoli è limitato e non ci si può avvicinare ai pandals con le auto. Le persone seguono diversi momenti principali: si inizia al mattino con il pushpanjali (la recitazioni di preghiere e l’offerta di fiori alla dea), quindi il rituale del bhog (quando il cibo benedetto dalla dea viene servito alle persone), e l’immancabile coloratissimo rito devozionale dell’aarati che si tiene la sera con la danza di dhunuchi, eseguita di fronte alla dea al ritmo dei tamburi. Nell’ultimo giorno gli idoli vengono portati in processione al fiume Hooghly e le donne si affollano attorno alle statue per porre sulla fronte della dea la polvere rossa rituale, donarle dolci e foglie di betel, e pregandola di tornare l’anno successivo. 6°g.    1/10 Calcutta – Thimpu   Il volo della Druk Air per il Bhutan parte alle 11.10 con arrivo a Paro alle 12.50 dove è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Dopo pranzo ci si visita lo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e il museo posto presso la torre di Ta Dzong; ci si reca anche al Dungtse Chorten, costruito da Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede quasi 2 ore; per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. A Thimpu si alloggia presso l’hotel Pendling o Galingkha. (NB: se ci si iscrive al viaggio tardi vi è la possibilità che il volo della Druk tra Calcutta e Paro sia pieno; nel qual caso si volerà da Calcutta a Bagdogra (10.35 – 11.45) dove si viene accolti dalla guida bhutanese e si parte in auto per Puntsholink al confine col Bhutan e da qui si prosegue per Thimpu dove si incontrano gli altri partecipanti; è un percorso lungo ma molto interessante perché si parte con i mezzi dalla pianure indiane e si può osservare la trasformazione ambientale e culturale man mano che si ci addentra tra i monti himalaiani). 7°g.    2/10 Thimpu (festival)    Oggi nel grande spazio a nord dello Dzong di Trashichhoe si tiene l’ultima e principale giornata del grande Tsechu di Thimpu, uno dei momenti più importanti di tutto l’animato folclore del Bhutan. Dalle balconate del grande Dzong, che è sede della sala del trono reale, del governo e dell’Abate di Druk Yul, si affiancano al Je Kempo (l’abate) i diversi dignitari ed i membri della famiglia reale, e, spesso, lo stesso Re. Le danze in costume occupano buon parte della giornata; il momento più atteso è la sfarzosa rappresentazione delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce (Padamsambhava) ma ognuna delle danze ed anche le scene a sfondo comico sono eseguite con grande maestria dai monaci che utilizzano costumi e maschere di fattura squisita accompagnati da musiche tradizionali. Assiste all’evento con grande attenzione una grande folla di persone agghindate con gli abiti più belli, sembra quasi una gara a chi ha il broccato più bello; ma lo spirito di tutti è molto gioviale, non austero, e partecipare è interessantissimo. Nell’arco della giornata si eseguiranno anche alcune visite, in funzione di quanto tempo si dedica al festival; i luoghi di maggior interesse sono Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica ed il vicino tempio di Dechen Phu, oltre a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe, ed al tempio di Changangkha Lhakhang. 8°g.    3/10 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si sosta in un rifugio per consumare la prima colazione e si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile. 9°g.    4/10 Punakha – Gangte (festival)   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; la vallata è anche il punto d’arrivo delle gru dal collo nero che migrano qui dal Tibet, e a volte all’inizio di ottobre si vedono già le prime. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte retto da Lama Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si giunge qui durante la seconda giornata del festival annuale, che si completa domani; è un evento di ottima qualità con diverse rappresentazioni di danze con costumi tradizionali, ma molto meno formale del grande Tsechu di Thimpu, qui prevale l’atmosfera di villaggio e, pur senza nulla togliere alla sacralità dell’insieme, si ha la sensazione di condividere con le persone un lieto momento di allegra condivisione. Si alloggia in un semplice albergo: il Dewachen, il Thegchenprodrang o simile. 10°g.    5/10 Gangte – Paro   Si assiste alle parti finali del festival; la partenza per Paro sarà al più tardi nel primo pomeriggio perché la strada (190 km circa) richiede approssimativamente sei ore, un percorso lungo ma allietato dai magnifici paesaggi che includono un secondo transito dal passo del Dochu. Si alloggia presso il Dewachen Hotel o il Rema Resort. 11°g.    6/10 Paro, escursione a Taktshang   A nord di Paro si trova Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo di ritiro più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 12°g.    Sabato 7 ottobre, rientro   Il volo della Druk Air per Delhi parte alle 9.25 con arrivo alle 11.15; per chi è giunto con Air India il volo da qui per Milano Malpensa parte alle 14.20 con arrivo alle 18.30. Se per via degli orari di volo od altro fosse necessario predisporre dei servizi aggiuntivi a Delhi, Amitaba è a disposizione per ogni esigenza.
INDIA 2017: Gujarat e Madya Pradesh
Festival di Holi con Vikramsinhji, il Raja di Jambhugoda
Periodo: 4 mar - 18 mar
Rann of Kutch, deserto bianco Villaggio di Meghwa, Bhuj Nomade Jath, Rann of Kutch   La festa di Holi Oltre ai diversi punti di grande interesse inerenti gli aspetti storici, religiosi e naturali, il tour consente l’incontro con diverse realtà etniche rurali, che rappresentano un’importante sfaccettatura del variegato mondo dell’India. Un momento intenso sarà nella ricorrenza di Holi, che si trascorrerà con la famiglia nobile del Raja Vikramsinhji, alloggiando presso la loro residenza. Holi è fondamentalmente un festival del raccolto con diverse interpretazioni religiose, tra queste: la storia di Holika e Prahalada; l’eliminazione del demone Putana da parte di Krishna; o la celebrazione di Kama, divinità del piacere e del destino. Di fatto è la celebrazione forse più gioiosa ed esuberante dell’India; nella sera della prima giornata ogni villaggio prepara un falò per la celebrazione del Holika Dahan, e chi partecipa lancia un cocco nelle fiamme al momento opportuno per ricordare con questo come si preservò dal fuoco il principe Prahalada, protetto dalle vesti magiche di Holika, la malvagia sorella di un re cattivo che cercò di usurpare Vishnu. Il giorno seguente è poi usanza bagnarsi con acqua colorata e spargersi di polveri colorate, con danze e canti, un momento conviviale tra amici e parenti, che è anche la fase di maggior esuberanza collettiva: se ci si avvicina troppo, si esce quasi sempre… colorati dalla testa ai piedi!   Ahmedabad, Hathisingh Junagadh, Mahabat Makbarn Omkareshwar   Nota tecnica Il viaggio giova dell’esperta conduzione di Vikram Singh e si svolge in un’ottima stagione, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Le sistemazioni utilizzate sono tutte di buon livello ed i rispettivi siti internet sono indicati nel programma; alcuni sono palazzi storici riconvertiti, dove si avrà anche l’opportunità di incontrare le famiglie nobili locali.   Diu, forte portoghese Jambughoda Mandu, palazzo reale   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 4 marzo, volo per Mumbai Per raggiungere Mumbai in India Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Etihad o altre compagnie scelte dai viaggiatori di cui la maggior parte dei voli prevede di arrivare nella giornata successiva. 2°g.    5/3 Mumbai – Bhuj   Accoglienza da parte del nostro corrispondente presso il terminal degli arrivi internazionali di Mumbai e trasferimento alle partenze nazionali per l’imbarco sul volo per Bhuj con partenza alle 6.25 e arrivo alle 7.45 – orari da confermare. A Bhuj è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio; si alloggia al The Kutch Safari Lodge, situato circa 15 km fuori città, dove si utilizzano comodi bungalow dotati di servizi. Nel pomeriggio si visita la cittadina di Bhuj, il centro principale del distretto di Kutch nel Gujarat orientale, dove tra i punti di maggior interesse vi sono i palazzi di Aina Mahal e Prag Mahal. 3°g.    6/3 Bhuj, villaggi e Rann of Kutch Nella regione desertica del Rann of Kutch, a nord di Bhuj a ridosso del confine col Pakistan, e nel territorio circostante vivono diversi gruppi etnici, sia sedentari che nomadi; si utilizza la giornata per esplorare la zona ed incontrare le popolazioni principali visitandone alcuni tipici villaggi, dove si potranno osservare anche interessanti produzioni artigianali e tessili. In serata ci si reca ai margini del vasto Deserto Bianco, una distesa di sale che si estende fin oltre la linea dell’orizzonte: un luogo magico per ammirare il tramonto. 4°g.    7/3 Bhuj – Gondal Si lascia Bhuj in direzione sud est, la meta è Gondal che dista 275 km, un viaggio di circa 5 ore. A Gondal si alloggia presso l’hotel Orchard Palace, un sito storico che appartiene alla famiglia reale di Gondal, nota anche per la grande passione per le automobili: presso il palazzo si potrà ammirare una bella collezione d’auto d’epoca. Si visitano il Palazzo sul fiume, l’antica farmacia ayurvedica Bhuvaneshwari e il Palazzo di Naulakha. 5°g.    8/3 Gondal – Junagadh – Sasan Gir Proseguendo 64 km a sud est si arriva alla cittadina di Junagadh, poco conosciuta dal turismo ma molto importante nelle tradizioni dell’India. È dominata da un forte dove si trovano cisterne d’acqua che impressionano per la qualità e la magnitudine del lavoro ingegneristico; sul monte si trovano anche alcuni templi rupestri buddisti. Nella città vecchia il sito più interessante è il mausoleo di Mahabat Makbarn, con i minareti ornati da scalinate a spirale e una profusione di decorazioni in pietra, e meritano una visita le tombe dei Babi Nawabs, la dinastia che ottenne l’indipendenza dai Mughal nel 1748. Nei pressi della cittadina ad est si staglia il monte sacro di Girnar, un vulcano estinto alto circa 1100 mt, meta di pellegrinaggio per jainisti ed induisti a partire dal III secolo: sulla cima del monte si notano diversi templi, che i devoti raggiungono a piedi. Si lascia Junagadh in direzione sud ovest per il Parco Nazionale di Sasan Gir che dista 80 km, circa 2 ore di viaggio. Qui si alloggia presso il Lion Safari Camp, un lussuoso campo situato lungo il fiume Hiran tra gli alberi di mango; le tende sono ben arredate, dotate di bagno privato, acqua calda e aria condizionata, da far invidia agli ufficiali del vecchio Raj britannico! Il Parco è l’ultima casa del leone asiatico e, oltre al ‘re della foresta’, ospita leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nella acque si vedono i coccodrilli. Si effettua una prima escursione in jeep nel tardo pomeriggio per vedere gli animali; non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. 6°g.    9/3 Sasan Gir – Diu – Palitana Si effettua una seconda escursione in jeep al mattino presto, prima di colazione. Si parte quindi in direzione sud per la costa dell’oceano arrivando a Diu, che dista 80 km, circa 2 ore di viaggio. Questa cittadina è stata parte del Portogallo fino al 1961; le tranquille stradine del centro testimoniano la recente presenza portoghese. Il grande forte che si affaccia sul mare, interessante da visitare, fu costruito nel XVI secolo e fu una base navale molto importante per il controllo dei traffici commerciali. Completate le visite si parte per Palitana che dista 164 km verso nord ovest, un viaggio di circa 4 ore. Si alloggia nei pressi del monte sacro al Vijay Vilas, una vecchia casa nobiliare che ci riporta indietro nel tempo. La sistemazione è decisamente affascinante ma manca di adeguata manutenzione, è un po’ come essere alloggiati per una notte in un vetusto museo; la gestione è familiare e le persone sono molto cortesi – un luogo speciale per chi ama l’India! 7°g.    10/3 Palitana – Bhavanagar Oggi si esplora il Shatrunjay (che significa ‘luogo della vittoria’), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Per salire si percorre un lungo sentiero con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km, un tragitto che non tutti gradiscono percorrere interamente, ma riuscendovi ne vale decisamente la pena. Se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono al galoppo arrivando sparati fino in alto! Difficile rendere in parole la visione delle due cime del monte letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini jainisti vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un nobile portamento e tenendo il tipico bastone a punta. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva in un altro lato del monte. Si parte quindi verso nord ovest per Bhavanagar (50 km), dove si alloggia presso il Nilam Bag Palace, una heritage property, edificata nel 1859, che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città è situata vicino al mare ed ha un suo porto, ma la parte più interessante sono le stradine della parte vecchia, un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi. 8°g.    11/3 Bhavnagar – Lothal – Ahmedabad Si parte in direzione nord per Ahmedabad, capitale del Gujarat fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, uno spostamento di 170 km che richiede circa 4 ore. Sul percorso con una breve deviazione di raggiunge Lothal, un antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo, dove il bacino portuale è particolarmente ben preservato. Ad Ahmedabad si visitano il tempio jainista di Hathisingh, il baori di Adhaladj, le tre moschee principali: Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura; Jama Masjid, del 1423, edificata da Ahmed Shah; Rani Rupmati, del 1430, famosa per lo stile con diversi tratti di origine induista. Un’importanza particolare ha poi la visita del Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume: Mahatma Ghandi vi risedette fino al 1930 e fu qui che ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India; sono interessanti anche il Museo e la mostra fotografica. Si alloggia presso l’hotel Radisson Blu. 9°g.    12/3 Ahmedabad – Champaner – Jambughoda (Holi) La meta di oggi è Jambughoda che dista 190 km, un viaggio di circa 4 ore: si parte presto per utilizzare appieno la giornata seguendo l’autostrada verso sud est fino a Vadodara e da qui si continua in direzione est. Poco prima di giungere a destinazione si visita Champaner, Patrimonio Mondiale Unesco; i siti di questa vasta area archeologica datano dall’VIII al XIV secolo. Si individuano le vecchie mura e sul monte di Pavagadh che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista; i monumenti principali sono le due moschee, di cui la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Si prosegue per la regione collinare di Jambughoda (27 km), dove si alloggia presso l’hotel “A home for nature lovers”, la residenza del Raja della regione, Vikramsinhji, che risiede in loco con la moglie. Tra queste colline immerse in una bella natura ricca di foreste di teak vivono diverse minoranze etniche; ci si reca a visitare dei villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif eseguiti con colori naturali, che vengono realizzati in occasione di una ricorrenza di buon auspicio come una nascita, un matrimonio o una festa importante. In serata si partecipa alla celebrazione del Holika Dahan, che completa la prima giornata del festival di Holi, in un villaggio vicino alla residenza del Raja: unico nostro dovere sarà lanciare un cocco nel falò al momento opportuno; si ricorda con questo come si preservò dal fuoco il principe Prahalada, protetto dalle vesti magiche di Holika, la malvagia sorella di un re cattivo che cercò di usurpare Vishnu. 10°g.    13/3 Jambughoda (Holi) Si celebra Holi con la famiglia del Raja, condividendo il pranzo. Holi è fondamentalmente un festival del raccolto con diverse interpretazioni religiose, tra queste: la storia di Holika e Prahalada; l’eliminazione del demone Putana da parte di Krishna; o la celebrazione di Kama, divinità del piacere e del destino. Nella giornata di oggi è usanza bagnarsi con acqua colorata e spargersi di polveri colorate, con danze e canti, un momento conviviale tra amici e parenti. Nel pomeriggio, compatibilmente con le condizioni locali, si visitano alcuni villaggi (vi è molta esuberanza festosa, alcuni bevono un po’, e potrebbe succedere di ritrovarsi coperti di acqua colorata da capo a piedi!). 11°g.    14/3 Jambughoda – Chhota Udepur – Dhar – Mandu Chhota Udepur (circa 40 km); situata sulle rive di un lago, era la sede di un piccolo principato del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. Si prosegue per il Madya Pradesh, la meta è Mandu, che dista da qui 180 km; sul percorso si visita il forte di Dhar, le cui parti più importanti risalgono al XVII secolo; dalle mura che cingono il colle si ha una bella vista sulla cittadina ed il suo lago. Si prosegue quindi per Mandu, situata in magnifica posizione a 650 metri di quota su di un altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya, 200 ettari di natura incontaminata che si affacciano sulla valle del fiume Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. Si alloggia presso il Malwa Resort, la migliore sistemazione disponibile. 12°g.    15/3 Mandu Si dedica la giornata all’esplorazione dello straordinario ambiente naturale e artistico di Mandu, un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo. L’origine di questo incredibile insieme risale alla dinastia afgana dei Ghauri, che nel 1401 conquistò l’indipendenza dal sultanato di Delhi e si dedicò ad una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori architettonici, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, si visitano il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo e importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo. Quindi il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il tempio di Nilakanth e il Rewa Kund. 13°g.    16/3 Mandu – Maheshwar – Omkareshwar Maheshwar, posta sulle rive del fiume Narmada ad est dell’altopiano di Mandu, dista 40 km. È un luogo di antichissime origini, menzionato anche nelle epiche classiche, ma legato più saldamente alla memoria di Rani Ahilya Bhai, una principessa vissuta nel XVIII secolo ancora oggi straordinariamente venerata per le sue molte opere benefiche, tra cui i restauri di templi e luoghi sacri. Il complesso è un piccolo gioiello di architettura preziosamente ornato e incastonato lungo la riva del fiume, che qui raggiunge una vasta ampiezza, e consiste di un’alta cinta di mura con alcune verande sui sottostanti ghat che contornano due templi e un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani; il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso a un’industria locale di artigianato tessile, che ancora oggi fa della cittadina un importante centro per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Si prosegue il viaggio verso est per la città santa di Omkareshwar, che dista circa 70 km, dove si alloggia presso il Narmada Resort. Qui, su un’isola formata dal fiume Narmada, vi è il tempio shivaita di Shri Omkareshwar Mahadev che ospita uno dei due Jyotirlingam del Madya Pradesh, costante oggetto di venerazione da parte di una folla interminabile di pellegrini. Vi sono anche altri templi, tra cui è particolarmente interessante la visita a quello di Vardheshwar. 14°g.    17/3 Omkareshwar – Indore – Mumbai e volo di rientro Si raggiunge l’aeroporto di Indore, circa 80 km a nord, dove il volo per Mumbai parte alle 14.30 con arrivo alle 15.45 (orari da confermare). A Mumbai è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba che si occupa del trasferimento alle partenze internazionali. I voli di rientro partono quasi tutti nelle tarde ore della sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto con un piccolo costo aggiuntivo. 15°g.    Sabato 18 marzo, arrivo a destinazione
INDIA 2017: Kerala, mondo dell’Ayurveda
Soggiorno terapeutico e di relax sulla costa dell’Oceano Indiano
Periodo: 14 gen - 28 gen
Si alloggia presso i Madathil Cottages ai bordi di una spiaggia solitaria e affascinante lungo la rinomata costa del Malabar, a pochi minuti a piedi dalla allegra e vivace cittadina di Varkala, ricca di templi e conosciuta, oltre che per i numerosi negozi situati sul pittoresco sentiero a picco sull’oceano, come centro spirituale di pellegrinaggio induista. Si utilizzano graziosi bungalow posizionati sotto un palmeto dove la pace regna sovrana, disturbata solo dal suono delle onde dell’oceano a pochi passi, e si potrà beneficiare delle cure e delle pratiche di armonioso rafforzamento olistico ayurvediche. In funzione dei trattamenti quotidiani e degli orari previsti, sarà possibile organizzare brevi gite o escursioni in giornata, sia a piedi che in auto: la zona delle “backwaters”, la rinomata rete di canali adiacenti la costa che collegano piccoli villaggi e attraversano foreste di palme con ogni varietà di piante tropicali, è a pochi chilometri di distanza. Il clima in Kerala è tropicale con temperatura stabile tutto l’anno tra i 22 e i 30 gradi centigradi. Gennaio è considerato il mese migliore, con clima secco e assenza di piogge. Trattamenti presso il centro ayurvedico Il Centro Ayurveda e Yoga Sanjeevani, situato a pochi minuti di distanza dall’hotel, offre terapie, trattamenti e massaggi sotto controllo medico quotidiano finalizzati sia alla cura che al mantenimento della salute, coadiuvati dal potere curativo delle seicento e più erbe e piante medicinali ayurvediche utilizzate in circa 10.000 possibili combinazioni diverse. Il lavoro svolto dal Centro è molto serio e prevede un’attività che si prolungherà per 12 giorni consecutivi, al fine di ottenere dei veri risultati positivi; i partecipanti devono solo indcare prima della partenza il ciclo di trattamenti prescelto in funzione delle proprie esigenze e preferenze; a tal fine se vi sono dei dubbi si potrà chiedere un consiglio alla conduttrice del viaggio. Le possibilità sono: un ciclo di Panchakarma, un percorso di Ringiovanimento o una sequenza calibrata di Massaggi Terapeutici – non è possibile "mischiare" i programmi, perché i primi due in particolare prevedono una sequenza che richiede 12 giorni. Le attività terapeutiche sono incluse nel costo del viaggio. A - Panchakarma Il trattamento di Panchakarma è la sequenza terapeutica più intensa e forse anche più famosa dell’ayurveda; lo scopo è la rimozione delle impurità del corpo e facilitare oltre alla purificazione del corpo anche il benessere mentale. La parola ‘panchakarma’ si traduce con "cinque azioni": cioè i cinque trattamenti che agiscono sul sistema nervoso, la circolazione del sangue, il sistema linfatico e vitalizzano l’intero corpo. Gli effetti del Panchakarma sono: riduzione dello stress, rilassamento e rivitalizzazione del corpo, in particolare dell’organo intestinale. Le cure favoriscono inoltre la prevenzione di malattie degenerative e nervose  e del cervello (es. Alzheimer, Parkinson, paralisi, reumatismi, obesità o altro). Questo percorso di 12 giorni prevede: giorni 1 – 4: massaggi e dhara (terapie rilassanti a base di oli caldi); giorni 5 -9:  massaggi e khizi (terapie rinvigorenti e antinfiammatorie); giorno 10: pulizia; giorni 11 – 12: massaggi e nasyam (terapia di inalazioni di oli curativi). Vengono prescritti e forniti alcuni medicinali naturali necessari per facilitare e coadiuvare il trattamento. B - Ringiovanimento Il trattamento di Ringiovanimento prevede una sequenza di massaggi particolari, effettuati sull’intero corpo in gran parte da due terapeuti che  utilizzano oli caldi e erbe curative con movimenti circolari. Attraverso l’espansione e lo stretching gli arti vengono riscaldati e risvegliati; la spina dorsale, i muscoli, i tendini e i depositi di grasso vengono attivati attraverso la pressione. I massaggi vengono effettuati anche con i piedi al fine di aumentare una salutare pressione in alcune parti del corpo. Gli effetti sono una stimolazione completa che crea una nuova consapevolezza vitale del corpo. Questo percorso di 12 giorni prevede: giorno 1: massaggi con polvere e kizhi (terapie rinvigorenti e antinfiammatorie) con polvere; giorni 2-3: massaggi e dhara (terapie rilassanti con oli caldi); giorni 4-6: massaggi e kizhi (terapie rinvigorenti e antinfiammatorie); giorni 7-9: massaggi e bagni di oli ed erbe; giorni 10-12: massaggi e massaggi col riso. C - Massaggi terapeutici Si sceglie, se utile con l’aiuto del  Dottor T. Manoj, fondatore della clinica, una sequenza di dodici massaggi da 75 minuti l’uno da svolgere quotidianamente tra l’ampia gamma dei moltissimi massaggi terapeutici ayurvedici disponibili per il corpo ed il viso.   Ayurveda Kerala, Varkala Ayurveda   Alcune note sul Kerala Il Kerala è una lunga, verdissima striscia di terra situata sulla costa sud occidentale dell’India, dove la natura è molto rigogliosa: campi di riso, boschi di mango, di anacardi e palmeti di noci di cocco si alternano a fitte foreste tropicali che si estendono fino ai monti che ad oriente formano una barriera naturale separandola dal resto del subcontinente indiano. Questa peculiare conformazione ha contribuito a proteggere nel tempo la zona dalle invasioni e sconvolgimenti che hanno coinvolto la maggior parte delle altre popolazioni dell’India. Gli abitanti sono sempre stati protesi ai contatti via mare con il resto del mondo, tant’è che in Kerala vive tutt’ora una comunità di discendenti di palestinesi giunti qui 2000 anni or sono. La posizione dei porti del Kerala, situati sul lembo più meridionale dell’India a metà strada tra Europa e Cina, ne ha fatto un punto di incontro e scambi commerciali nei millenni: dai tempi più antichi, con fenici, romani, arabi e cinesi e quindi con le potenze coloniali europee. Ancora oggi i pescatori, per esempio, usano le reti costruite alla maniera cinese. Grazie a queste radici il Kerala offre un panorama culturale arricchito di una visione del mondo cosmopolita, dove nella matrice indiana si sono fusi tratti diversi. La storia ha fatto della gente del Kerala un popolo intraprendente e di viaggiatori, che ha saputo anche cogliere le opportunità offerte dalla grande estensione dell’impero britannico di cui era parte, formando comunità in varie parti del mondo. Il Kerala, nell’ambito dell’Unione Indiana, è stato costituito con gli attuali confini tra il ’56 e il ’57; vi venne eletto un governo locale molto incline allo sviluppo delle politiche sociali, tanto che qui il livello d’istruzione è tra i più elevati dell’India. Tutti i visitatori che vi si recano restano colpiti dall’atmosfera particolarmente rilassante data dall’ambiente naturale, dal clima e dalla pacatezza della gente.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 14 gennaio, partenza per Trivandrum in Kerala   Per raggiungere Trivandrum nello stato del Kerala in India Amitaba utilizza voli Emirates, Etihad, Lufthansa, KLM o altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli prevede di arrivare nella giornata successiva. Una delle compagnie che offre un volo con brevi pause d’attesa (non vi sono voli diretti per Trivandrum) è la Etihad. Con questa compagnia la partenza da Milano Malpensa è alle 10.05 con arrivo ad Abu Dhabi alle 19.20, mentre da Roma Fiumicino si ha 10.40 – 19.30 (per le connessioni disponibili da altre città contattare Amitaba); si riparte per Trivandrum alle 22.00 con arrivo alle 3.40 del mattino del 15/1. 2°g.    15/1 Trivandrum – Varkala   Arrivo all’aeroporto di Trivandrum e trasferimento in pulmino o auto a Varkala (45 km) presso l’hotel Madathil Cottages dove i bungalow verranno dati anche prima del normale orario, secondo disponibilità. Per chi preferisse, vi è la possibilità di prenotare una notte in più avendo così la certezza dell’immediata disponibilità al momento dell’arrivo. L’hotel è situato in zona isolata e immersa nella natura e dispone di dieci bungalows in muratura ben posizionati sotto le palme che si affacciano sulla spiaggia di Odayyam. Nel pomeriggio ci si reca al Centro Ayurvedico Sanjeevani dove si incontra il Dottor T. Manoj, fondatore della clinica, che coordina i trattamenti. 3°g. – 14°g. (16/1 – 27/1) Varkala, trattamenti al Centro e relax in spiaggia   Si iniziano le cure oggi, ciascuno seguendo  il programma prescelto: Panchakarma, Ringiovanimento o ciclo di Massaggi Terapeutici. Le attività non impegnano per tutta la giornata; si avranno degli orari un poco diversi in funzione delle cure prescelte, e si potrà arrivare e rientrare dal Centro utilizzando un riksho – il costo dei transfer è incluso. Nel tempo a disposizione ci si potrà rilassare in spiaggia e presso l’hotel. La capogruppo potrà organizzare delle attività extra di gradimento dei partecipanti (la visita delle ‘Backwaters’, ecc). Per i pasti, l’hotel offre una cucina buona e ben curata; poi nei pressi vi sono tantissimi ristorantini che offrono cibi diversi, adatti ad ogni tipo di dieta,  a prezzi veramente modici. 15°g.    Sabato 28 gennaio, Varkala – Trivandrum  e volo di rientro   Transfer all’aeroporto di Trivandrum per il volo di rientro. Per chi è giunto con Etihad, la partenza è alle 4.45 con arrivo ad Abu Dhabi alle 7.35; la qui la prosecuzione per Milano Malpensa è alle 8.55 con arrivo alle 12.55, mentre per Roma Fiumicino è alle 9.10 con arrivo alle 13.00 (per gli orari altre città italiane contattare Amitaba). NB: Per chi lo desidera, è possibile prenotare un’estensione del soggiorno.
INDIA 2017: SS il XIV Dalai Lama, insegnamenti e iniziazione di Kalachakra
Estensione: “La vita del Buddha”, rientro il 22/1/2017
Periodo: 7 gen - 16 gen
Bodhgaya Bodhgaya è un villaggio situato nel cuore dell’antico regno di Magadah, la terra santa del buddismo, cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, bhutanesi, giapponesi, tailandesi, ecc.), dove sembra non essersi mai spento l’eco delle gesta di Buddha. Dopo sei anni di ricerca spirituale e di stretta ascesi, Gautama interruppe l’austera disciplina a cui s’era sottoposto e s’incamminò lungo le rive del fiume Nairanjana che incornicia Bodhgaya, l’antica Uruvela. Qui si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) ottenendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka. Ricevere qui l’iniziazione di Kalachakra da SS il XIV Dalai Lama, la massima autorità del buddismo tibetano, è un’opportunità di ottimo auspicio.   Il Dalai Lama Bodhgaya Mahabodi Kushinagar Stupa   Il Kalachakra: un’introduzione di SS il XIV Dalai Lama Il tantra di Kalachakra è una pratica di meditazione buddista che appartiene alla classe dei tantra dello yoga supremo, i più profondi insegnamenti del veicolo del bodhisattva. Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta di Suchandra, re di Shambala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. E’ detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo fra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell’Himalaia. Il Kalachakra è stato uno degli ultimi e più complessi sistemi tantrici introdotti in Tibet dall’India. A differenza di quanto accade negli altri tantra, che non consentono di iniziare più di venticinque persone alla volta,  al rito di Kalachakra partecipano, per tradizione, più vaste moltitudini. Le iniziazioni di Kalachakra vengono conferite sulla base di un mandala, la sacra dimora con le sue divinità residenti, di solito raffigurato in forma grafica. La tradizione che seguo utilizza un mandala formato da sabbie colorate, costruito con estrema accuratezza prima di ogni iniziazione e distrutto alla fine della cerimonia. E’ importante capire quali sono gli aspetti fondamentali del sentiero buddista che forniscono il contesto al cui interno i mandala possono essere usati come oggetto di meditazione. Il primo è il forte desiderio di mettere fine alle esperienze di sofferenza degli esseri ordinari. Queste vanno dal piacere relativo degli dei e degli umani fino al dolore e ai tormenti degli animali, degli spiriti famelici e degli abitanti delle regioni infernali. Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà. All’origine, il mandala  di Kalachakra era soprattutto associato al regno di Shambala, cioè a un’intera comunità. Oggi, nessuno sa dove si trovi Shambala, ma pare che esista tuttora, nonostante non si possa più vederla, né comunicare con essa in modo ordinario. Qualcuno avanza l’ipotesi che si trovi su un altro pianeta, altri sostengono che sia una terra pura. Quale che sia la risposta, secondo le scritture Shambala entrerà un giorno di nuovo in contatto con il nostro mondo, tornando a far sentire il suo influsso benefico. Mentre tutti gli altri mandala riguardano solo il singolo praticante, il mandala di Kalachakra coinvolge l’intera comunità, la società nel suo complesso. Uno dei benefici più evidenti che derivano dal ricevere l’iniziazione è che, pur non essendo completamente preparati, si stabilisce una connessione con Shambala. Di conseguenza, quando Shambala tornerà in contatto con la comunità del nostro mondo, gli effetti saranno positivi. Credo inoltre che conferire l’iniziazione a una grande moltitudine di persone crei un forte legame positivo tra tutti coloro che sono presenti e sparga quindi fertili semi di pace. SS IL DALAI LAMA, 24 gennaio 1996 Organizzazione del viaggio Si raggiunge e si rientra da Bodhgaya in volo da Delhi via Patna, facendo così un viaggio comodo. Seguire la trasmissione Per partecipare è necessario registrarsi quando si arriva a Bodhgaya (portare 1 foto). Le attività inerenti la trasmissione di Kalachakra impegnano solitamente parte della mattina ed a volte anche il primo pomeriggio; prima dell’inizio dell’evento solitamente vengono rilasciati gli orari delle singole giornate. Si tenga però presente che gli orari possono variare di giorno in giorno e vengono riconfermati al temine delle diverse sessioni. Tutte le attività vengono tenute in un vasto spiazzo alle spalle della via principale di Bodhgaya, dove viene allestito un grande palco e l’area è quasi tutta coperta da tendoni, sotto cui si assiepa una vasta folla di pellegrini giunti da tutta l’India, dalle regioni himalaiane ed anche dal Tibet, oltre ad un folto numero di persone di tutti i paesi del mondo. Dagli altoparlanti si sentono il tibetano e a volte la traduzione in Hindi, mentre le traduzioni in inglese e in italiano si ascoltano con una normale radiolina, reperibile anche in loco. E’ usuale che i partecipanti corrispondano ai traduttori un’offerta per questo difficile lavoro. Nota tecnica Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a gennaio è secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono avvicinarsi allo zero; durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. È quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Portare delle foto per l’iscrizione agli insegnamenti e per l’ingresso in Nepal se si segue il programma dell’estensione “La vita del Buddha”. La radiolina per sentire la traduzione ed i cuscini per sedersi a terra possono anche essere acquistati a Bodhgaya. L’hotel dove si alloggia è tra i migliori di Bodhgaya, situato in posizione tranquilla ma vicino al luogo degli insegnamenti ed al Mahabodi; è dotato di stanze con bagno, acqua calda e telefono. Estensione: “La vita del Buddha” Al termine è prevista un’estensione del viaggio condotta da Teresa Bianca che porta nei principali luoghi di pellegrinaggio della tradizione buddista. Da Bodhgaya ci si sposta a Varanasi, dove si visita la città e ci si reca a Sarnath, dove l’Illuminato iniziò ad insegnare; quindi si va a Kushinagar, luogo dove egli morì, a Lumbini dove nacque, Kapilvastu dove visse come principe, e Shravasti, il sito dove soggiornò più a lungo trascorrendovi 25 stagioni delle piogge. Da Shravasti si raggiunge Lucknow e da qui Delhi in volo, da dove si rientra. Ci si sposta con un pulmino privato e si utilizzano alberghi di ottima qualità per tutto il percorso.   Kushinagar Nalanda, monaci Theravada Lumbini   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 7 gennaio, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; se fosse utile disporre di un hotel la sera del 31/12 a Delhi Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.    8/1 Delhi – Patna - Bodhgaya   Il volo della Go Air (G8 143) per Patna, capitale dello stato del Bihar, parte alle 10.35 (orario da confermare) con arrivo alle 12.15. All’aeroporto è in attesa il corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento con veicolo privato a Bodhgaya, un viaggio di circa 4 ore. Si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, dove si incontra Teresa Bianca e i partecipanti giunti in precedenza. Ci si reca ad eseguire la registrazione. 3°g.    9/1 Bodhgaya: danze rituali   Le fasi preparatorie sono già state completate e nella giornata di oggi i monaci eseguono un ultimo rituale di preparazione danzando in costume nel luogo dove è stato posto il Mandala di sabbia; viene solitamente utilizzato il costume dello Sha Nha Cham, la danza dei Cappelli Neri. 4°g. – 7°g. (10/1 – 13/1) Bodhgaya: conferimento dell’iniziazione di Kalachakra   Il conferimento dell’iniziazione di Kalachakra da parte di SS il XIV Dalai Lama del Tibet inizia il 21/1 con una parte preliminare seguita dalla trasmissione effettiva che dura tre giorni. Gli orari vengono comunicati giorno per giorno, nel programma indicato l’inizio tra le 12.00 e le 12.30. Per un approfondimento sulle modalità del conferimento e sul contenuto del Kalachakra si possono consultare le pagine del sito di Amitaba dedicate a questo tantra. 8°g.    14/1 Bodhgaya: Jenang di lunga vita    In quest’ultima giornata viene conferita una trasmissione per la lunga vita; SS il Dalai Lama solitamente conferisce un Jenang di Tara o di Avalokiteshvara (alcuni traducono Jenang con ‘iniziazione’, ma il significato più appropriato è ‘trasmissione’ o conferimento di energia spirituale). Per chi rientra 9°g.    15/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro   Si raggiunge l’aeroporto di Patna per imbarcarsi sul volo per Delhi; il volo GoAir parte alle 17.55 con arrivo alle 19.00 (orari da confermare); all’arrivo si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 15/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 10°g.    Lunedì 16 gennaio, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione “La vita del Buddha” 9°g.    15/1 Bodhgaya - Varanasi   Si parte con un veicolo privato per Varanasi, un viaggio di circa 6 ore, dove  si alloggia presso l’hotel Taj Gateway (5*) o simile. Ci si reca nella città vecchia, un tuffo nell’incredibile realtà di questa città; al calar del sole si sosta sul Ghat principale per godere del coloratissimo “aarati”, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 10°g.    16/1 Varanasi, escursione a Sarnath   Ci si alza presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca a Sarnath (circa 10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli,  puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa ed un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi a Varanasi, in tempo per un ultimo giro nella città vecchia e ai Ghat. 11°g.    17/1 Varanasi – Kushinagar   Si lascia Varanasi verso nord coprendo la distanza di 265 km per Kushinagar in circa 8 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo. 12°g.    18/1 Kushinagar – Kapilvastu - Lumbini   Si parte per Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Ci si reca al sito di Kapilvastu, la capitale del regno dei Shakya di cui il padre di Gautama era il sovrano. A Kapilavastu c’era la reggia che ospitò il giovane principe tra gli agi e le delizie finché Siddharta decise di intraprendere il sentiero spirituale. Sistemazione presso l’ottimo hotel Lumbini Hokke. 13°g.    19/1 Lumbini   Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto esatto dove avvenne la nascita. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. La nascita del Buddha Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque  circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto. 14°g.    20/1 Lumbini – Shravasti   Tornati in India ci si reca al sito indiano di Kapilvastu, ubicato nella località di Piprahwa a circa 110 km da Lumbini, molto meglio curato del ‘fratello’ nepalese (secondo alcuni studiosi infatti la reggia di Siddharta era qui, non vicino a Lumbini). Si prosegue quindi per Shravasti, che da qui dista altri 126 km, un viaggio di circa 6 ore in tutto; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko (lotusnikkohotels.com/sravasti-room.php). 15°g.    21/1 Shravasti – Lucknow – Delhi e volo di rientro   Si visita il sito di Shravasti, che fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri, uno Stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli ed a breve distanza le rovine dello stupa di Angulimala. Si parte quindi per Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh che dista circa 220 km, un percorso di circa 6 ore per raggiungere l’aeroporto dove il volo per Delhi parte alle 18.30 con arrivo alle 19.40 (rari da confermare) e procedere all’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 21/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 16°g.    Domenica 22 gennaio, arrivo a destinazione
INDIA 2017: SS il XIV Dalai Lama, insegnamenti e iniziazione di Kalachakra
Estensione: “La vita del Buddha”, rientro il 22/1/2017
Periodo: 1 gen - 16 gen
Bodhgaya Bodhgaya è un villaggio situato nel cuore dell’antico regno di Magadah, la terra santa del buddismo, cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, bhutanesi, giapponesi, tailandesi, ecc.), dove sembra non essersi mai spento l’eco delle gesta di Buddha. Dopo sei anni di ricerca spirituale e di stretta ascesi, Gautama interruppe l’austera disciplina a cui s’era sottoposto e s’incamminò lungo le rive del fiume Nairanjana che incornicia Bodhgaya, l’antica Uruvela. Qui si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) ottenendo l’illuminazione completa e realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka. Ricevere qui gli insegnamenti e l’iniziazione di Kalachakra da SS il XIV Dalai Lama, la massima autorità del buddismo tibetano, è un’opportunità di ottimo auspicio. Insegnamenti Il Dalai Lama inizierà la costruzione del Mandala e condurrà i complessi rituali a contorno dal 3 al 5 gennaio. Tra il 6 e l’8 gennaio terrà l’esposizione di due testi fondamentali della tradizione buddista: “Stadi di meditazione” di Kamalashila, una eccelsa sintesi del percorso di sviluppo interiore con la pratica di meditazione, e  la “Guida allo stile di vita del Bodhisattva” (Bodhisattvacharyavatara) di Shantideva, un’opera che delinea molto precisamente i contenuti delle sei saggezze (Paramita) sia dal punto di vista comportamentale che del loro fondamento nella più profonda visione filosofica della vacuità. Pur entrando nel merito anche dei temi più raffinati d’interpretazione filosofica, il percorso delineato da Shantideva mantiene però sempre un riferimento con ciò che in fondo più conta, l’indicazione di come inserire queste visioni di saggezza in una pratica personale (Il testo è disponibile in un’ottima versione in italiano di Chiara Luce edizioni, “Bodhisattvacharyavatara” di Geshe Yeshe Tobden). Seguire le spiegazioni che SS il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti dalla sua entusiastica e cristallina esposizione, consente  di avvicinarne il significato più vivo e profondo. Dopo questa potente introduzione alla pratica buddista Sua Santità darà il conferimento dell’iniziazione di Kalachakra, e concluderà con un Jenang (trasmissione) per un auspicio di lunga vita.   Assi del Mandala Costruzione Mandala Mandala finito   Il Kalachakra: un’introduzione di SS il XIV Dalai Lama Il tantra di Kalachakra è una pratica di meditazione buddista che appartiene alla classe dei tantra dello yoga supremo, i più profondi insegnamenti del veicolo del bodhisattva. Secondo la tradizione, Buddha Shakyamuni si manifestò come Kalachakra nel sud dell’India ed espose questo tantra su richiesta di Suchandra, re di Shambala. In seguito, il re Suchandra diffuse gli insegnamenti di Kalachakra tra gli abitanti di Shambala. E’ detto che questi insegnamenti e la loro pratica ricomparvero in India soltanto nell’XI secolo, poco prima di essere introdotti in Tibet. Da allora, fino agli sconvolgimenti del secolo attuale, si sono propagati non solo fra i tibetani, ma anche nelle zone mongole a nord, così come nel Sikkim, nel Bhutan, nel Nepal e nelle regioni a sud e a ovest dell’Himalaia. Il Kalachakra è stato uno degli ultimi e più complessi sistemi tantrici introdotti in Tibet dall’India. A differenza di quanto accade negli altri tantra, che non consentono di iniziare più di venticinque persone alla volta,  al rito di Kalachakra partecipano, per tradizione, più vaste moltitudini. Le iniziazioni di Kalachakra vengono conferite sulla base di un mandala, la sacra dimora con le sue divinità residenti, di solito raffigurato in forma grafica. La tradizione che seguo utilizza un mandala formato da sabbie colorate, costruito con estrema accuratezza prima di ogni iniziazione e distrutto alla fine della cerimonia. E’ importante capire quali sono gli aspetti fondamentali del sentiero buddista che forniscono il contesto al cui interno i mandala possono essere usati come oggetto di meditazione. Il primo è il forte desiderio di mettere fine alle esperienze di sofferenza degli esseri ordinari. Queste vanno dal piacere relativo degli dei e degli umani fino al dolore e ai tormenti degli animali, degli spiriti famelici e degli abitanti delle regioni infernali. Il praticante deve inoltre provare un forte desiderio di realizzare l’illuminazione per il bene degli altri e avere una corretta visione della realtà. All’origine, il mandala di Kalachakra era soprattutto associato al regno di Shambala, cioè a un’intera comunità. Oggi, nessuno sa dove si trovi Shambala, ma pare che esista tuttora, nonostante non si possa più vederla, né comunicare con essa in modo ordinario. Qualcuno avanza l’ipotesi che si trovi su un altro pianeta, altri sostengono che sia una terra pura. Quale che sia la risposta, secondo le scritture Shambala entrerà un giorno di nuovo in contatto con il nostro mondo, tornando a far sentire il suo influsso benefico. Mentre tutti gli altri mandala riguardano solo il singolo praticante, il mandala di Kalachakra coinvolge l’intera comunità, la società nel suo complesso. Uno dei benefici più evidenti che derivano dal ricevere l’iniziazione è che, pur non essendo completamente preparati, si stabilisce una connessione con Shambala. Di conseguenza, quando Shambala tornerà in contatto con la comunità del nostro mondo, gli effetti saranno positivi. Credo inoltre che conferire l’iniziazione a una grande moltitudine di persone crei un forte legame positivo tra tutti coloro che sono presenti e sparga quindi fertili semi di pace. SS IL DALAI LAMA, 24 gennaio 1996   Organizzazione del viaggio Amitaba ha una lunga esperienza nella partecipazione a questi eventi; a Bodhgaya abbiamo seguito tutti gli insegnamenti che vi ha tenuto il Dalai Lama e le iniziazioni di Kalachakra del 2002 (che non fu completata), 2003 e 2012. Conosciamo quindi bene le difficoltà che si possono generare per l’affollamento e la situazione ambientale: si è immersi in un momento fantastico di condivisione dei più profondi contenuti della scienza della mente buddista dove però chi viene dall’occidente rischia di essere disturbato e negativamente distratto dalla quantità di gente che crea turbini di polvere, dai numerosi mendicanti che ti attorniano, dalle povere condizioni igieniche generali e così via. Un evento come questo può anche essere faticoso, quando si seguono gli insegnamenti ci si siede a terra per molte ore tra una folta folla di persone che si accalca; arrivare ed uscire dallo spazio sacro coperto da grandi tendoni dove si tengono gli insegnamenti e l’iniziazione implica a volte code lunghe per i controlli di sicurezza. Si è così deciso di utilizzare per il soggiorno un hotel tra i migliori disponibili, il Lotus Nikko, che offre un’isola tranquilla di confort e relax ed è posizionato a pochi minuti di cammino dal Mahabodi e dal sito degli insegnamenti: per raggiungerli da qui non serve neppure il rikshò. Si raggiunge e si rientra da Bodhgaya in volo da Delhi via Patna, facendo così un viaggio comodo. Seguire gli insegnamenti e la trasmissione Per partecipare è necessario registrarsi quando si arriva a Bodhgaya (portare 1 foto). Gli insegnamenti e la trasmissione impegnano solitamente parte della mattina ed a volte anche il primo pomeriggio; prima dell’inizio dell’evento solitamente vengono rilasciati gli orari delle singole giornate. Si tenga però presente che gli orari possono variare di giorno in giorno e vengono riconfermati al temine delle diverse sessioni; quando non si è impegnati chi è interessato può seguire le attività rituali che occupano i monaci e spesso anche il Dalai Lama personalmente. Tutte le attività vengono tenute in un vasto spiazzo alle spalle della via principale di Bodhgaya, dove viene allestito un grande palco e l’area è quasi tutta coperta da tendoni, sotto cui si assiepa una vasta folla di pellegrini giunti da tutta l’India, dalle regioni himalaiane ed anche dal Tibet, oltre ad un folto numero di persone di tutti i paesi del mondo. Dagli altoparlanti si sentono il tibetano e a volte la traduzione in Hindi, mentre le traduzioni in inglese e in italiano si ascoltano con una normale radiolina, reperibile anche in loco. E’ usuale che i partecipanti corrispondano ai traduttori un’offerta per questo difficile lavoro. Chi partecipa agli insegnamenti per la prima volta o è poco preparato in merito ai contenuti che verranno esposti potrà avvalersi dell’aiuto della capogruppo, che potrà ripercorrere con i partecipanti interessati i contenuti delle lezioni, condividendo l’analisi ed il dibattito utili ad una comprensione personale. Nota tecnica Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a gennaio è secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono avvicinarsi allo zero; durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Portare delle foto per l’iscrizione agli insegnamenti e per l’ingresso in Nepal se si segue il programma dell’estensione “La vita del Buddha”. La radiolina per sentire la traduzione ed i cuscini per sedersi a terra possono anche essere acquistati a Bodhgaya. L’hotel dove si alloggia è tra i migliori di Bodhgaya, situato in posizione tranquilla ma vicino al luogo degli insegnamenti ed al Mahabodi; è dotato di stanze con bagno, acqua calda e telefono. Estensione: “La vita del Buddha” Al termine degli insegnamenti a Bodhgaya è prevista un’estensione del viaggio condotta da Teresa Bianca che porta nei principali luoghi di pellegrinaggio della tradizione buddista. Da Bodhgaya ci si sposta a Varanasi, dove si visita la città e ci si reca a Sarnath, dove l’Illuminato iniziò ad insegnare; quindi si va a Kushinagar, luogo dove egli morì, a Lumbini dove nacque, Kapilvastu dove visse come principe, e Shravasti, il sito dove soggiornò più a lungo trascorrendovi 25 stagioni delle piogge. Da Shravasti si raggiunge Lucknow e da qui Delhi in volo, da dove si rientra. Ci si sposta con un pulmino privato e si utilizzano alberghi di ottima qualità per tutto il percorso.   Rajghir Nalanda Alice Project   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Domenica 1 gennaio, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; se fosse utile disporre di un hotel la sera del 31/12 a Delhi Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.    2/1 Delhi – Patna - Bodhgaya   Il volo della Go Air (G8 143) per Patna, capitale dello stato del Bihar, parte alle 10.35 (orario da confermare) con arrivo alle 12.15. All’aeroporto è in attesa il corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento con veicolo privato a Bodhgaya, un viaggio di circa 4 ore. Si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, dove si incontra Teresa Bianca e i partecipanti giunti con il programma India: Regioni gangetiche. Ci si reca ad eseguire la registrazione. 3°g. – 5°g. (3/1 – 5/1) Bodhgaya: preparazione e inizio della costruzione del Mandala In questi giorni SS il Dalai Lama con in monaci del Namgyal (il monastero che prima dell’invasione cinese si trovava all’interno del Potala a Lhasa ed ora è situato di fronte alla Sua residenza a Dharamsala dove vive in esilio) che sono particolarmente esperti nello studio e pratica del Kalachakra, eseguiranno i rituali e le danze per la preparazione del luogo dove viene trasmessa l’iniziazione e la sua consacrazione. Verrà quindi iniziata la costruzione del mandala di sabbia: le coordinate del diagramma vengono fissate personalmente e con estrema precisione ed attenzione dal Dalai Lama; i monaci poi cominciano a disporre le sabbie colorate impreziosite da opportune sostanze, mentre all’intorno spesso si susseguono rituali e cerimonie. Questa fase non richiede la presenza dei partecipanti, ma molti pellegrini siedono in meditazione e preghiera nel recinto sacro per condividere anche questa fase. Si avrà il tempo per esplorare Bodhgaya, dove si trovano un gran numero di monasteri che avranno alcuni importanti Lama presenti; ma il punto focale, il magnete assoluto, è il Mahabodi, il sacro Stupa nel giardino dell’illuminazione del Buddha, un luogo dove a molti viene spontaneo eseguire le circumambulazioni recitando mantra e sedersi a meditare tra gli stupa del giardino. In questa fortunata ricorrenza del Kalachakra anzichè essere ‘soli’ si condividerà lo spazio con migliaia di monaci e pellegrini, immergendosi così in una potente, inimmaginabile onda devozionale. 6°g. – 8°g. (6/1 – 8/1) Bodhgaya: insegnamenti di SS il XIV Dalai Lama   Mentre continuano i rituali e la preparazione del Mandala in questi giorni vengono tenuti gli insegnamenti, solitamente al mattino, ma gli orari possono variare ed a volte si svolge una sessione anche nel pomeriggio. Ci si accomoda in terra nel vasto spazio di fronte al palco, cercando di tenere il medesimo posto per l’intera durata degli insegnamenti. 9°g.    9/1 Bodhgaya: danze rituali   Le fasi preparatorie saranno state completate e nella giornata di oggi i monaci eseguono un ultimo rituale di preparazione danzando in costume nel luogo dove è stato posto il Mandala di sabbia; viene solitamente utilizzato il costume dello Sha Nha Cham, la danza dei Cappelli Neri. 10°g. – 13°g. (10/1 – 13/1) Bodhgaya: conferimento dell’iniziazione di Kalachakra   Il conferimento dell’iniziazione di Kalachakra da parte di SS il XIV Dalai Lama del Tibet inizia il 10/1 con una parte preliminare seguita dalla trasmissione effettiva che dura tre giorni. Gli orari vengono comunicati giorno per giorno. Per un approfondimento sulle modalità del conferimento e sul contenuto del Kalachakra si possono consultare le pagine del sito di Amitaba dedicate a questo tantra. 14°g.    14/1 Bodhgaya: Jenang di lunga vita In quest’ultima giornata viene conferita una trasmissione per la lunga vita; SS il Dalai Lama solitamente conferisce un Jenang di Tara o di Avalokiteshvara (alcuni traducono Jenang con ‘iniziazione’, ma il significato più appropriato è "trasmissione" o conferimento di energia spirituale). Per chi rientra 15°g.    15/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro   Si raggiunge l’aeroporto di Patna per imbarcarsi sul volo per Delhi; il volo GoAir parte alle 17.55 con arrivo alle 19.00 (orari da confermare); all’arrivo si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 15/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 16°g.    Lunedì 16 gennaio, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione “La vita del Buddha” 15°g.    15/1 Bodhgaya - Varanasi   Si parte con un veicolo privato per Varanasi, un viaggio di circa 6 ore, dove  si alloggia presso l’hotel Taj Gateway (5*) o simile. Ci si reca nella città vecchia, un tuffo nell’incredibile realtà di questa città; al calar del sole si sosta sul Ghat principale per godere del coloratissimo “aarati”, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 16°g.    16/1 Varanasi, escursione a Sarnath   Ci si alza presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca a Sarnath (circa 10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli,  puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa ed un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi a Varanasi, in tempo per un ultimo giro nella città vecchia e ai Ghat. 17°g.    17/1 Varanasi – Kushinagar   Si lascia Varanasi verso nord coprendo la distanza di 265 km per Kushinagar in circa 8 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo. 18°g.    18/1 Kushinagar – Kapilvastu - Lumbini   Si parte per Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Ci si reca al sito di Kapilvastu, la capitale del regno dei Shakya di cui il padre di Gautama era il sovrano. A Kapilavastu c’era la reggia che ospitò il giovane principe tra gli agi e le delizie finché Siddharta decise di intraprendere il sentiero spirituale. Sistemazione presso l’ottimo hotel Lumbini Hokke. 19°g.    19/1 Lumbini   Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto esatto dove avvenne la nascita. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. La nascita del Buddha Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque  circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto. 20°g.    20/1 Lumbini – Shravasti   Torn ati in India ci si reca al sito indiano di Kapilvastu, ubicato nella località di Piprahwa a circa 110 km da Lumbini, molto meglio curato del ‘fratello’ nepalese (secondo alcuni studiosi infatti la reggia di Siddharta era qui, non vicino a Lumbini).  Si prosegue quindi per Shravasti, che da qui dista altri 126 km, un viaggio di circa 6 ore in tutto; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko (lotusnikkohotels.com/sravasti-room.php). 21°g.    21/1 Shravasti – Lucknow – Delhi e volo di rientro   Si visita il sito di Shravasti, che fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri, uno Stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli ed a breve distanza le rovine dello stupa di Angulimala. Si parte quindi per Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh che dista circa 220 km, un percorso di circa 6 ore per raggiungere l’aeroporto dove il volo per Delhi parte alle 18.30 con arrivo alle 19.40 (rari da confermare) e procedere all’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 21/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 22°g.    Domenica 22 gennaio, arrivo a destinazione.
INDIA 2016: Rajasthan, Gujarat e Madya Pradesh
Da Ranakpur a Palitana e Mandu: storia, leggende e mondo rurale
Periodo: 27 dic - 8 gen
  Champaner Ranakpur Mandu Hoshang Shah Il viaggio inizia da Udaipur, con i celebri Palazzi che si affaccino sul lago Pichola, e prosegue con la visita del tempio jainista di Ranakpur, di sorprendente bellezza artistica ma altrettanto attraente per la serena spiritualità che infonde; si segue quindi un percorso che porta a contatto con un mondo fiabesco tra i villaggi tradizionali e le case nobiliari del Rajasthan, da Jojawar a Chanoud, incontrando anche i membri della nobiltà locale e l’etnia dei Rabaris che si dedica all’allevamento dei cammelli. Si approda in Gujarat a Balaram, dove gravitano diverse etnie tribali, e dopo la visita di Patan e di Modhera si arriva ad Ahmedabad, con l’ashram di Ghandi, il museo Calico, che vanta la collezione privata di tessuti antichi più pregiata dell’India, ed altri siti. Si continua quindi verso sud arrivando a Lhotal, sito archeologico dell’antichissima civiltà di Harappa, e Bhavnagar, punto di partenza per l’escursione a Palitana, l’incredibile montagna sacra dei jainisti, sicuramente uno sei luoghi più incredibili del subcontinente. Prossima tappa Champaner , Patrimonio dell’Unesco, e Jambugodha, nel cuore di un’interessante area tribale dell’India, dove si alloggia presso la residenza del Raja e si esplorano mercati, villaggi etnici e la cittadina di Chhota Udepur, un piccolo gioiello dell’India. Si continua verso est e si entra nel Madya Pradesh arrivando a Mandu, luogo di ineguagliabile fascino situato su di altopiano, un’area naturale molto bella, che dal XV secolo fu prescelto come capitale da diverse dinastie reali che sembrano aver gareggiato nella realizzazione di grandiosi palazzi e mausolei. Si completa il tour con la visita del forte di Dhar e giunti ad Indore ci si imbarca per il rientro. Per i trasporti si utilizzano veicoli privati comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Gli hotel scelti sono tutti di buon livello e i rispettivi siti sono indicati nel programma; buona parte sono palazzi storici riconvertiti dove si avrà anche l’occasione di incontrare le famiglie di origine nobile. Il clima previsto è secco e soleggiato, con temperature che indicano medie stagionali minime notturne che possono arrivare fino a 9 gradi ad Udaipur e massime di 28 gradi ad Ahmedabad.   Pithora Ahmedabad, tempio Hathisingh Donna Nakyas   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Martedì 27 dicembre, partenza per Udaipur Per raggiungere Udaipur, nel sud del Rajasthan, vi sono diverse possibilità di volo. Si può arrivare in India sia a Delhi che a Mumbai e proseguire da una di queste città con il volo per Udaipur; i transiti da Delhi oggi sono più comodi perché non vi è necessità di cambiare terminal e il capogruppo segue questa opzione. Per raggiungere Delhi o Mumbai Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti voli arrivano nelle prime ore del mattino successivo; se per via degli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel e relativi trasferimenti la notte del 27/12 Amitaba può organizzare ogni servizio richiesto, inclusi eventuali trasferimenti tra gli aeroporti di Mumbai. 2°g.    28/12 Udaipur Il volo da noi suggerito da Delhi a Udaipur parte alle 12.35 con arrivo alle 14.00 (Spicejet) o da Mumbai, per chi arriva lì, partenza 12.35 con arrivo alle 14.05 (Air India) – orari da confermare. All’arrivo a Udaipur si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Radisson Blu Udaipur Palace Resort (radissonblu.com/en/resort-udaipur). Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”. Nel pomeriggio si visita il Saheliyon-ki-Bari, o giardino delle cortigiane, e si gode del tramonto percorrendo in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat (le scalinate per le abluzioni), arrivando al Palazzo di Jag Mandir, posto sul lago. 3°g.    29/12 Udaipur – Ranakpur – Jojawar Si completano le visite della città recandosi al grandioso candido palazzo del Maharaja che si erge sul bordo del lago; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando mosse qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato ma con ottima uniformità di stile. Ci si reca anche al Museo e al tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651. Si lascia quindi Udaipur arrivando al tempio jainista di Ranakpur, forse il sito più bello tra tutte le splendide realizzazioni della religione jain. Il tempio risale al XV secolo, è edificato con 1444 colonne, cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara della religione Jain (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”); sorge in un’area naturale selvaggia, gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Dopo la visita si prosegue per Jojawar dove si alloggia presso il Rawla Jojawar, una casa nobiliare situata tra le colline di Aravalli; costruita nel XVIII secolo, era in origine una fortezza, ora trasformata in albergo, un “heritage hotel” (jojawar.com). Il percorso complessivo è di circa 170 km, da 3 a 4 ore di guida. 4°g.    30/12 Jojawar – Chanoud Si utilizza la mattina per un percorso tra i villaggi utilizzando il treno rurale, godendo del mondo bucolico che l’India conserva tra queste remote colline del Rajasthan, una realtà fuori dal divenire del tempo. Si parte quindi per Chanoud, circa 95 km, da 2 a 3 ore di guida, un villaggio rurale del distretto rajasthano di Pali, che si potrà esplorare con calma. Si alloggia presso il Chanoud Garh (chanoudgarh.com), la residenza nobiliare di questa regione; il palazzo fortificato, recentemente restaurato con cura, è composto da due cortili, di cui uno utilizzato dagli ospiti mentre il secondo è la residenza dei Singh. In serata si effettua un’escursione in jeep ai villaggi dell’etnia Rabari, dove si potranno visitare le case e osservare la vita di queste persone, arrivando con le luci del tramonto ad una pianura salata contornata dai colli Aravali, di peculiare bellezza. Si cena con la famiglia nobile che ci ospita. 5°g.    31/12 Chanoud – Balaram Con una piacevole passeggiata si visita il villaggio, con il mercato e la scuola, godendo anche della vista del vecchio forte ai bordi di un laghetto. Si lascia lo splendido ambiente rurale del Rajasthan meridionale entrando in Gujarat a Balaram, una regione che dista 210 km dove risiedono diversi gruppi tribali, un percorso che richiede da 4 a 5 ore; si alloggia presso il Balaram Palace, che è un sito storico “heritage classic hotel” (balarampalace.com). 6°g.    1/1/2017 Balaram – Patan - Modhera – Ahmedabad Da Balaram si procede per la capitale del Gujarat, Ahmedabad, che dista circa 185 km. Lungo il percorso si sosta alla cittadina fortificata di Patan, posta sul fiume Sarasawati; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito forse più interessante è il Rani ki Vav, noto per la struttura architettonica e le statue; merita menzione anche la riserva d’acqua di Sahastralinga Talav. Prossimo tappa è Modhera, dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, un’interessante testimonianza dell’arte classica del Gujarat, che purtroppo ha sofferto parecchi danni da parte dei musulmani. Giunti a destinazione si alloggia in città presso l’hotel Radisson Blu (radissonblu.com/en/hotel-ahmedabad). Ahmedabad, fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, è il centro principale del Gujarat; ci si reca al Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume, dove Mahatma Ghandi risedette fino al 1930 e da dove ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India, e si completa la giornata visitando il tempio jainista di Hathisingh. 7°g.    2/1 Ahmedabad - Lothal – Bhavnagar Prima di lasciare la città ci visita la moschea di Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura e alle 10.00 se possibile si visita il Calico Museum (calicomuseum.com), che raccoglie una collezione di tessuti antichi (è un’istituzione privata che dà i permessi a propria discrezione). Si parte quindi per Bhavnagar; sul percorso con una breve deviazione di raggiunge Lothal (75 km), antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo, dove impressiona in particolare il bacino portuale particolarmente ben preservato. Si prosegue il viaggio sempre verso sud per atri 97 km arrivando a Bhavnagar, dove si alloggia presso il Nilam Bag Palace (nilambagpalace.com), una heritage property edificata nel 1859 che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città, situata vicino al mare, ha una parte vecchia interessante con un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi. 8°g.    3/1 Bhavnagar, escursione a Palitana Si parte presto per Palitana, che dista circa 50 km a sud, per esplorare il Shatrunjay (significa ‘luogo della vittoria’), il monte sacro alla religione jainista, ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Per salire si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km, un lungo tragitto che non tutti percorrono interamente, ma se si riesce ne vale decisamente la pena. Se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono al galoppo arrivando fino in cima! Difficile rendere in parole la visione delle sommità dei due monti letteralmente coperti di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini jainisti vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, portando il tipico bastone a punta. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva in un altro lato del monte, e si rientra a Bhavanagar. 9°g.    4/1 Bhavnagar – Champaner - Jambughoda Si parte presto, circa alle 7; la meta di oggi è Jambughoda che dista in tutto 280 km, un viaggio di circa 7 ore. Si ripercorre per un tratto verso nord la strada del 2/1 per poi deviare ad est per Champaner (240 km). Questo sito, Patrimonio Mondiale Unesco, presenta un’ampia area archeologica con resti che datano dall’VIII al XIV secolo; si individuano le vecchie mura e sul monte di Pavagadh che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista. I monumenti principali sono le due moschee, con la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Si prosegue da qui per la vicina regione collinare di Jambughoda, dove immerse in una bella natura ricca di foreste di teak vivono diverse minoranze etniche. Si alloggia presso l’hotel “Home for nature lovers” (jambughoda.com), la residenza del Raja della regione, Vikramsinhji, che risiede in loco con la moglie. Si visitano i villaggi nei dintorni, abitati dalle etnie Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif realizzati con colori naturali. 10°g.    5/1 Jambughoda - Chhota Udepur – Mandu Ci si reca ad un mercato settimanale di villaggio dove confluisce la popolazione locale con automezzi di ogni tipo stracarichi di gente, potendo ammirare i diversi costumi e gli interessanti gioielli delle donne nel contesto variopinto degli scambi di semplici prodotti locali, implementi di prima necessità e vendita di animali. Si prosegue quindi per Chhota Udepur (circa 40 km); situata sulle rive di un lago, era la sede di un piccolo principato del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. Si prosegue per il Madya Pradesh, la meta è Mandu, che dista da qui 180 km; è posta in magnifica posizione a 650 metri di quota su di un altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya, 200 ettari di natura incontaminata che si affacciano sulla valle del fiume Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. Si alloggia presso il Malwa Resort, la migliore sistemazione disponibile. 11°g.    6/1 Mandu Si dedica la giornata all’esplorazione dello straordinario ambiente naturale e artistico di Mandu, un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo. L’origine di questo incredibile insieme risale alla dinastia afgana dei Ghauri, che nel 1401 conquistò l’indipendenza dal sultanato di Delhi e si dedicò ad una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori architettonici, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, si visitano il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo e importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo. Quindi il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il tempio di Nilakanth e il Rewa Kund. 12°g.    7/1 Mandu – Dhar – Indore e volo di rientro Prima di lasciare l’altopiano si potrà tornare ad ammirarne alcuni dei punti più spettacolari. Si parte quindi per Indore per il volo di rientro. Sul percorso si visita il forte di Dhar (36 km), le cui parti più importanti risalgono al XVII secolo; dalle mura che cingono il colle si ha una bella vista sulla cittadina ed il suo lago. Si prosegue da qui per l’aeroporto di Indore (63 km) dove il volo per Delhi parte alle 17.00 con arrivo alle 18.20 (Indigo) e per Mumbai alle 16.40 con arrivo alle 18.10 (Air India) - orari da confermare. A destinazione si prosegue con l’imbarco sul volo di rientro; se per qualsivoglia motivo fosse richiesta assistenza in aeroporto o il trasferimento tra gli aeroporti a Mumbai, Amitaba può organizzare quanto richiesto, incluso un proseguimento del soggiorno in India. 13°g.    Domenica 8 gennaio, arrivo a destinazione.
INDIA 2016: Regioni gangetiche e Capodanno a Varanasi
Estensione: Kalachakra a Bodhgaya, rientro il 16 o il 22/1/2017
Periodo: 26 dic - 6 gen
  Khajuraho Orchha, venditore Sarnath Nota tecnica Il clima nelle pianure gangetiche dell’India a gennaio è secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono avvicinarsi allo zero; durante il giorno con il sole le temperature sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi. Gli hotel sono tutti di qualità e per i trasporti si utilizzano veicoli privati di recente immatricolazione; è previsto un tratto di treno tra Delhi e Gwalior, circa 3 ore e mezza.   Gwalior Orchha Dhubela   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Lunedì 26 dicembre, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo. 2°g.    27/12 Delhi   Arrivo a Delhi e accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba; Teresa Bianca, che accompagna il viaggio, sarà già a Delhi in attesa dei partecipanti. Oggi si prevede la visita dei siti classici della città, iniziando dal Red Fort e dalla grande moschea. La sistemazione è presso l’hotel Royal Plaza nel centro di Delhi; se per via degli orari di volo fosse necessario o preferibile utilizzare una notte in hotel anche il 26/12 questa verrà addebitata a parte. 3°g.    28/12 Delhi – Gwalior    Il treno per Gwalior parte alle 6,00 con arrivo previsto alle 9,35. Qui è in attesa dei partecipanti l’autista con il mezzo che verrà utilizzato fino a Khajuraho. Si visitano il tempio Teli Ka Mandir dedicato a Vishnu, che risale al IX secolo, e il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere. Nel pomeriggio ci si reca a visitare il forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano delle splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre; nell’aera del forte, le cui parti principali risalgono al XV secolo, si trovano anche alcuni antichi templi di squisita fattura. Si alloggia presso l’hotel Gwalior Regency. 4°g.    29/12 Gwalior – Datya – Orchha   Si lascia Gwalior in direzione est arrivando dopo circa 50 km di guida a Datya, un interessante villaggio dove si trova il magnifico Palazzo Govinda, costruito nel 1620 da Bir Singh sul bordo di un laghetto. E’ un vero gioiello dell’architettura indiana, con corridoi e ponti che intersecandosi tra ricami di pietra su più piani sovrapposti formano un grandioso Mandala tridimensionale. Si prosegue da qui per Orchha, che dista circa 75 km, dove si alloggia presso l’hotel Amar Mahal. Orchha è un tranquillo villaggio che nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i più interessanti per il connubio tra la realtà rurale dell’India, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, ambientata tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile. 5°g.    30/12 Orchha – Dhubela - Khajuraho   Si completano le visite a Orchha e quindi si parte per Khajuraho che dista circa 170 km, un percorso di circa 4 ore attraverso un ambiente rurale con anche aree piuttosto selvagge. Dopo circa 100 km si sosta a Dhubela dove nel vecchio forte si trova un museo con reperti del periodo Chandela e statue dei culti Shakti; nei pressi si possono visitare interessanti rovine e due magnifici mausolei, incredibili opere d’arte indiana, situati in un’area rurale al di fuori de tempo, molto piacevole da esplorare. Si prosegue per Khajuraho, dove si alloggia presso l’hotel Radisson Jass. 6°g.    31/12 Khajuraho – Varanasi   Si visitano i famosi templi di epoca Chandela, costruiti tra il X e il XIII secolo, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri anche per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. E’ molto interessante anche il vicino sito jainista con i templi dedicati al Thirtankara Jaina. Il volo per Varanasi parte alle 14.05 con arrivo alle 15.55 (orari da confermare). Accoglienza in aeroporto da parte del nuovo autista; si alloggia presso l’hotel Taj Gateway (gateway.tels.com/en-in/ganges-varanasi). Si iniziano subito le esplorazioni raggiungendo con una passeggiata nella città vecchia gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume al ghat principale, il Dasashvamedh, per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Un momento particolarmente intenso e coinvolgente, in un luogo decisamente magico, per chiudere il 2016! Si rientra in hotel per la cena. 7°g.    1/1/2017 Varanasi   Dopo colazione ci si reca a Sarnath nei pressi di Varanasi (10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Qui ha la sede l’organizzazione umanitaria Progetto Alice, diretta da Valentino Giacomin, che potrà essere visitata. Svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. Tornati a Varanasi ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo luogo, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! 8°g.    2/1 Varanasi – Bodhgaya   Ci si alza presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione si parte per Bodhgaya, che dista 255 km, un viaggio di circa 6 ore. Si giunge qui alla vigilia del grande raduno buddista del Kalachakra, quando SS il Dalai Lama tra il 3 e il 14 gennaio tiene un importante ciclo di insegnamenti e conferisce questa importante trasmissione spirituale: un momento molto intenso che attira migliaia di monaci e stuoli di pellegrini. Si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, il migliore disponibile situato a pochi passi dal Mahabodi. Chi si fermerà a Bodhgaya per seguire questo grande evento e chi è interessato ad entrare nell’area degli insegnamenti dovrà effettuare la registrazione (serve una foto). 9°g.    3/1 Bodhgaya   A Bodhgaya si trova un gran numero di monasteri dove in questa importante ricorrenza vi saranno alcuni importanti Lama presenti; ma il punto focale, il magnete assoluto, è il Mahabodi, il sacro Stupa nel giardino dell’illuminazione del Buddha, un luogo dove a molti viene spontaneo eseguire le circumambulazioni recitando mantra e sedersi a meditare tra gli stupa del giardino. Qui durante il Kalachakra anziché essere ‘soli’ si condividerà lo spazio con migliaia di monaci e pellegrini, immergendosi così in una potente, inimmaginabile onda devozionale. Nell’area degli insegnamenti oggi iniziano le attività con la consacrazione del luogo, un preliminare necessario per poter iniziare la costruzione del grande mandala sabbia utilizzato per la trasmissione. 10°g.    4/1 Bodhgaya, escursione a Rajghir e Nalanda   Ci si reca a Nalanda, 84 km a nord est di Bodhgaya. La grande università monastica di Nalanda secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Buddha. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove risplesero alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. Tornando verso Bodhgaya si arriva a Rajghir (15 km); nella zona collinare nei pressi del paese sorge il “picco degli avvoltoi”, dove venne trasmessa la Prajnaparamita (il sutra della saggezza) che segna l’inizio della tradizione del cosiddetto ‘secondo giro della ruota del Dharma’, il sentiero buddista mahayana; per salire (se funziona) c’è anche una seggiovia! La panoramica via del sentiero di discesa transita dal punto dove venne tenuto il primo concilio buddista. Per chi rientra 11°g.    5/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro   Si salutano l’accompagnatrice e le persone che si fermano a Bodhgaya e accompagnati da autista del corrispondente locale di Amitaba si raggiunge l’aeroporto di Patna per imbarcarsi sul volo per Delhi alle 17.55 con arrivo alle 19.00 (orari da confermare); giunti a Delhi si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 5/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 12°g.    Venerdì 6 gennaio, arrivo a destinazione. Per chi si ferma a Bodhgaya Dal 5/1 ed a seguire: vedi il programma Insegnamenti e conferimento dell’iniziazione di Kalachakra.
INDIA 2016: Festival di Sonepur, Assam e Nagaland
Estensione: Apatani e Mishi nell’Arunachal
Periodo: 11 nov - 26 nov
Da Majuli si può rientrare o proseguire con un’estensione che porta tra i monti dell’Arunachal Pradesh nel distretto di Ziro, tra i Mishi e gli Apatani, custodi questi di una viva e ben preservata cultura etnica.   Majuli, danza Satriya Hong, donna Apatani Longwa, fumo dell'oppio L’itinerario prevede di partire da Delhi in treno per Patna, capitale dello stato indiano del Bihar, utilizzando un treno con cuccette (si avranno posti riservati in vagoni dotati di aria condizionata), il primo grande tuffo nella grande India di questo eccezionale viaggio. Da Patna ci si trasferisce a Sonepur, dove si svolge il festival, una località situata a circa 25 km di distanza, ma dove non risulta semplice arrivare nei giorni principali del festival perché sono i maggiormente frequentati dai pellegrini; si alloggerà così per tre notti in un campo fisso opportunamente attrezzato e ubicato in modo ottimale, allestito con tende arredate dove si sta comodamente in piedi, dotate di letti e servizi igienici. Si seguono le attività del festival con le grandi abluzioni di massa, il colossale mercato degli animali che include l’area dove vengono esposti gli elefanti, spesso opportunamente agghindati per attrarre gli acquirenti, e gli eventi a contorno. Ci si sposta quindi in volo a Calcutta, dove si visita la città includendo nel tour la casa di Madre Teresa. Il giorno successivo si parte sempre in volo per Dibrugarh nell’Assam orientale, base di partenza per raggiungere Sivsagar, antica capitale del regno Ahom, e Mon nel Nagaland, a ridosso del confine birmano, patria dell’etnia Konyak; qui ci si spinge fino a Longwa, sul confine con Myanmar, e si visitano i villaggi più interessanti della regione. Si prosegue quindi verso nord ovest raggiungendo le sponde del Bramaputra arrivando nella bucolica isola di Majuli, Patrimonio dell’Unesco, dove si visitano gli interessanti monasteri vishnaviti e si osservano le particolari arti da loro custodite, tra cui una forma particolare di danza devozionale e la produzione di maschere, e i villaggi di capanne di bambù su palafitte dell’etnia Mishing, di origine tibeto-birmana, dedita ad una semplice attività agricola. Chi completa il viaggio con Majuli da qui si reca accompagnato dalla nostra guida locale a Tezpur e da qui a Guwahati, da dove ci si imbarca sul volo per Delhi per il rientro. Chi segue l’estensione prosegue col capogruppo lasciando il vasto bacino del Bramaputra verso nord e arrivando nel distretto di Ziro nell’Arunachal Pradesh orientale, dove risiedono gli Apatani. È una tra le etnie più interessanti dell’Asia, preserva tenacemente un’evoluta forma di animismo legato al culto di sole e luna, espletando complessi rituali in cui è preponderante il sacrificio di animali. Nelle vallate circostanti si avrà modo di incontrare anche l’etnia Mishi, dove si vedono le peculiari ‘long house’, abitazioni che raccolgono sotto un medesimo tetto un intero clan. Si lasciano i monti dell’Arunachal rientrando in Assam a Tezpur, da dove si raggiunge Guwahati per prendere il volo per Delhi per il rientro.   Donne Apatani Majuli, monaci vishnaviti Nagaland, uomini Konyak Festival di Sonepur Il festival di Sonepur come per molti dei grandi momenti d’incontro dell’India ha il suo punto focale nella confluenza delle acque di due fiumi, che qui sono il Gange e il Gandak. È una festa antichissima di origine rurale, le cui origini si trovano già dai tempi dell’impero Maurya all’inizio dell’era cristiana, e storicamente ha attirato commercianti fin dalle regioni dell’Asia centrale. Oggi è la più grande fiera per lo scambio di animali dell’Asia, con una grande varietà di specie trattate, dai cavalli ai bufali, includendo cani e ogni tipo di volatile; ma la parte che più attrae è l’Haati Bazar dove vengono esposti ben agghindati gli elefanti, che possono essere avvicinati ed a volte gli si può anche dare del cibo. Non vi è altro luogo dove si possa vedere un tale numero di questi pacifici giganti radunati assieme. A questa fiera si affianca un interessante contorno religioso: secondo la tradizione fu qui che il dio Vishnu pose fine al conflitto tra il re Indrayamuna e Huhu, re dei Gandarva, che erano stati imprigionati nella forma di un elefante e di un coccodrillo. Quando l’elefante stava per soccombere chiese aiuto a Vishnu, che uccidendo il coccodrillo liberò Huhu e quindi anche l’altro re: questo avvenne nel luogo dove ora si trova il tempio di Sonepur, il venerato Harihar Nath, la cui edificazione originaria è attribuita a Rama, che nell’induismo è l’ottava reincarnazione di Vishnu stesso. Il festival inizia con la luna piena del kartik purmina (che quest’anno cade il 14 novembre), che nella religione induista è di estremo buon auspicio per eseguire le abluzioni rituali nelle acque sacre del fiume. Il kartik purmina è un momento molto atteso, quel mattino sul Gange si riversa una grande folla, e tradizionalmente viene eseguita anche l’abluzione degli elefanti; si noti però che per motivi di sicurezza a volte questo rituale viene sospeso, non è sicuro che si svolga. Dopo questo fausto momento, che è il punto focale dello svolgimento e vede la partecipazione di uno straordinario numero di pellegrini, la fiera continua poi per circa un mese, ed a contorno di questo coloratissimo evento si incontra l’incredibile, variegato insieme di attività e personaggi accorsi per l’occasione, un insieme che solo l’India può offrire. Nota tecnica Si ricorda che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e che le carte di credito spesso non sono accettate. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di servizi, acqua calda e lenzuola, ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani e in alcune località possono richiedere un minimo di adattabilità (ad esempio l’acqua calda può venir fornita in un secchio). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli comodi, tipo Scorpio o Tata Safari. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere precipitazioni locali. Le temperature minime previste sono a Ziro, dove le minime notturne possono arrivare anche a 5°C, con massime di 20°- 25°C.   Sivasagar, palazzo Ahom Donne Apatani Majuli, casa Mishing   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (NB: i tempi di tappa indicati possono a volte subire variazioni significative dovuti allo stato delle strade) 1°g.    Venerdì 11 novembre, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Ashok Country Resort, nei pressi dell’aeroporto. 2°g.    12/11 Delhi – Patna Si parte in treno per Patna alle 16.15, il Poorva Express; si utilizzano carrozze con cuccette dotate di aria condizionata. 3°g.    13/11 Patna – Sonepur L’arrivo a Patna è previsto per le 7.55. Si viene accolti in stazione dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce a Sonepur. Si alloggia in un campo allestito con comode tende quadrangolari arredate e dotate di servizi igienici; si ha a disposizione anche un’ampia tenda comune dove si consumano i pasti, che vengono preparati da cuochi professionisti. Si inizia ad esplorare l’area del festival. 4°g. – 5°g. (14 e 15/11) Sonepur, il grande festival Si dedicano queste due giornate a seguire le attività del festival, iniziando con le grandi abluzioni alle prime luci del 14/11. Non vi è un programma ‘fisso’, ci si immerge nella coloratissima atmosfera del festival utilizzando appieno queste due galvanizzanti giornate. 6°g.    16/11 Sonepur – Patna – Calcutta Da Sonepur ci si reca all’aeroporto di Patna dove ci si imbarca sul volo per Calcutta alle 10.00 con arrivo alle 11.00 (Indigo Air 6E-634 – orario da confermare). Si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba e ci si accomoda presso l’hotel Peerless Inn o simile. Si dedica il pomeriggio ad un visita guidata della città; tra i siti più interessanti vi sono il Victoria Memorial, il Museo Indiano, la casa di Madre Teresa, i templi Jain e di Kali, le chiese di S. John e la cattedrale di S. Paolo; il capogruppo deciderà il percorso più completo in funzione degli interessi dei partecipanti. 7°g.    17/11 Calcutta – Dibrugarh Il volo per Dibrugarh in Assam, una cittadina nell’estremo est dell’India adagiata sulle rive meridionali del maestoso fiume Bramaputra, parte da Calcutta alle 12.35 con arrivo alle 14.10 (Indigo Air 6E-591 - orario da confermare); qui è in attesa dei partecipanti la guida locale che parla la lingua inglese. Si alloggia presso i tipici Heritage Chang Bungalow, costruzioni coloniali di epoca britannica poste su palafitte, immersi in una tranquilla natura tra le piantagioni di tè, o nella casa coloniale della piantagione di Mancotta; se il gruppo è pieno si utilizzeranno entrambi, ma i pasti in questo caso si consumano sempre a Mancotta. Si visitano le piantagioni potendo vedere l’intero ciclo di lavorazione dalla raccolta alla preparazione, e un centro artigianale di produzione tessile. 8°g.    18/11 Dibrugarh – Sivasagar - Mon Si transita da Sivasagar in Assam, una cittadina che fu per circa 600 anni la capitale dell’impero Ahom, fondato dagli Shan tailandesi nel XIII secolo; si visitano il tempio di Shiva e le rovine dei palazzi nei pressi dell’abitato. Si prosegue in direzione sud per Mon nel Nagaland, che dista in tutto circa 170 km, un percorso di circa 6 ore; giunti a destinazione si alloggia alla Paramount Guest House – un alloggio molto semplice ma quantomeno pulito. Il villaggio di Mon, posto a 900 mt di quota, è il centro dell’etnia dei Konyak Nagas, contraddistinta nei suoi tratti tradizionali dai tatuaggi sui volti e da tipici costumi, che si ammirano ancora nei villaggi più isolati. Qui vengono curate diverse attività artigianali tra cui la scultura del legno; il governo dei vari gruppi è affidato agli Angh, ovvero a capi tribù a carica ereditaria. La quasi totalità dei Konyak Nagas è oggi convertita al cristianesimo, ma le abitudini arcaiche permangono molto radicate, tranne fortunatamente le forme di confronto cruento che fino a tempi recenti erano la norma. I membri dell’etnia hanno diritto a portare un fucile, a colpo singolo e prodotto in modo artigianale localmente; motivo che spiega la quasi totale assenza di animali selvatici nelle pur fitte foreste. 9°g.    19/11 Mon, escursione a Longwa, Tang e Shangnyu Ci si reca a Longwa, uno dei villaggi più importanti del distretto di Mon, che dista 60 km. È peculiarmente edificato tra l’India e la Birmania, con molte delle abitazioni oltre il confine, un luogo remoto dove è ancora molto diffusa l’abitudine di fumare l’oppio, che viene prodotto oltre il confine birmano. Rientrando, ci si reca ai villaggi di Tang e Shangnyu dove si possono vedere alcune interessanti magioni tradizionali degli Angh e, nell’ultimo, una scultura lignea importante, forse il pezzo più particolare che si trova in questi villaggi – localmente si dice che sia stata incisa da angeli. 10°g.    20/11 Mon, escursione a Hongpoi e Shenga Chingnyu Hongpoi è uno dei villaggi dove è più facile osservare un ampio numero di anziani agghindati con tutti gli ornamenti tradizionali, compresa la grande collana che ritrae in ottone un certo numero di teste recise: tradizionalmente indicava il numero di nemici uccisi, motivo di ostentato orgoglio. Si vedono molte case tradizionali Konyak ben preservate con gli usci ornati da corna di bufalo dipinte; si potranno visitare le magioni degli Angh, i capi villaggio, dove vengono conservati centinaia di teschi di cervi. Nel pomeriggio si visita un mercato locale. 11°g.    21/11 Mon – Isola di Majuli Si lascia Mon verso nord ovest arrivando a Neematighat (140 km, circa 5 ore), il punto d’imbarco per il traghetto sul Bramaputra che porta all’isola di Majuli; si prevede circa un’ora di navigazione, ma la durata dipende molto dalla quantità d’acqua e dal flusso del fiume. Si alloggia presso il Mepo Okum Eco Camp. 12°g.    22/11 Isola di Majuli Majuli è la più grande isola fluviale abitata della Terra, eletta a Patrimonio dell’Unesco, con villaggi tradizionali delle etnie Assamese e Mishing. Un mondo dall’aspetto bucolico, fuori dal tempo, che dal XVI secolo a seguito dell’opera di Srimanta Shankerdev ha visto una fioritura di comunità vishnavite. In questa prima giornata ci si concentra su queste comunità guidati da un monaco che accompagna nei templi e tra le comunità illustrando le attività; si pranzerà con loro in uno dei templi. Alcuni centri sono dei monasteri in senso più stretto, dove l’enfasi è posta sulle pratiche devozionali e mistiche, in altri luoghi risiedono monaci sposati che si dedicano alla produzione di maschere per la danza; si incontrano i custodi della Satriya, un’antica forma di danza, di cui spesso è possibile, contribuendo con una piccola donazione, vederne un’esecuzione. 13°g.    23/11 Isola di Majuli Nella giornata di oggi il punto focale è la visita dei villaggi Mishing. Questa etnia di origine tibeto-burmese proviene dai monti dell’Arunachal; si trasferì qui a partire dal XIII secolo, alla ricerca di terre fertili dove fermarsi stabilmente. I Mishing hanno mantenuto la tecnica di costruzione delle capanne su palafitta, originariamente motivata dalla protezione dalle fiere e qui ottima per sopravvivere alle periodiche inondazioni causate dalle piene del Bramaputra. Hanno in gran parte mantenuto l’aderenza al proprio credo religioso tribale, integrandolo in parte con l’induismo; alcuni hanno adottato il cristianesimo. In serata verrà tenuta una rappresentazione di danze tradizionali Mishing presso il lodge. Per chi rientra 14°g.    24/11 Isola di Manjuli – Dibrugarh Si lasciano i compagni di viaggio e il capogruppo che proseguono per l’Arunachal Pradesh e si torna a Dibrugarh; si attraversa il Bramaputra in traghetto approdando a Neematighat, da dove si procede verso est transitando da Sivasagar e arrivando a Dibrugarh, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato il 17/11; si percorrono circa 170 km in circa 5 ore. 15°g.    25/11 Dibrugarh – Delhi e volo di rientro  Il volo per Delhi parte alle 14.35 con arrivo alle 19.10 (Indigo Air 6E-206, orari da confermare; fa uno scalo a Guwahati). All’arrivo si procede direttamente con l’imbarco per il volo di rientro; se la sera del 25/11 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 16°g.    Sabato 26 novembre, arrivo a destinazione Per chi prosegue 14°g.    24/11 Isola di Majuli – Ziro Si attraversa il Bramaputra in traghetto verso nord arrivando a North Lakhimpur e si lascia l’Assam entrando nelle montagne dell’Arunachal Pradesh percorrendo le valli che portano a Ziro (120 km da Lakhimpur), una tappa che richiede circa 6 ore in tutto. Si alloggia presso il confortevole Hotel Blue Pine. Ziro è posto a circa 2000 mt su di un plateau tra monti coperti di foreste di pino, una delle zone più belle dell’Arunachal. È il territorio degli Apatani, un’importante etnia caratterizzata da molta amichevolezza; hanno un aspetto particolare per via dell’utilizzo di tatuaggi facciali e le donne portano inserti nasali tipici fatti col legno, la cui ampiezza è motivo di distinzione. 15°g.– 16°g. (25 - 26/11) Ziro Si esplora l’altopiano degli Apatani, si visitano i villaggi di Hong, il principale, Hari, Hija e altri minori con i loro mercati locali, ed anche il museo di Ziro. Ciascun villaggio evidenzia caratteristiche proprie e si riscontra una particolare benevolenza coi visitatori; se i partecipanti sono d’accordo si potrà organizzare il pranzo in una delle loro case. La partecipazione a dei riti sciamanici non è prevedibile, non vi è un ‘calendario’, ma se ne svolgono quasi ogni giorno: nella peculiare cosmologia di queste persone il rapporto con le propiziazioni è un divenire pressoché quotidiano di cui si rilevano i segni ovunque, iniziando dalle bandiere bianche col simbolo rosso del sole innalzate sulle case, testimonianza della devozione verso i grandi registi dell’universo Apatani, le grandi divinità del Sole e della Luna. Nel corso di queste giornate è prevista anche un’escursione tra i villaggi Mishi; si possono visitare le loro case, lunghissime strutture che raccolgono degli interi clan sotto un medesimo tetto, dove però ogni nucleo ha un proprio braciere al centro dello spazio comune, e osservare la semplice vita rurale. 17°g.    27/11 Ziro – Tezpur Si ripercorre la strada fino a North Lakhimpur, nelle pianure dell’Assam; si prosegue da qui verso ovest per circa 200 km arrivando a Tezpur, una tappa che richiede da 6 a 7 ore. Sistemazione presso l’hotel KRC Palace. A Tezpur si potranno eseguire delle visite, in funzione degli interessi del gruppo; si trovano qui il tempio shivaita di Mahabhairab, le rovine di Bamuni, il parco di Chitralekha Udyan e la collina di Agnigarh, punto panoramico sul Bramaputra e Tezpur il cui nome significa ”Fortezza di fuoco”, per via della leggenda che lega il luogo al mitologico amore tra Usha e Aniruddha. 18°g.    28/11 Tezpur – Guwahati – Delhi e volo di rientro Si parte per Guwahati percorrendo le pianure dell’Assam verso ovest; l’aeroporto dista 185 km, un viaggio di massimo 5 ore. Il volo per Delhi parte alle 17.00 con arrivo alle 19.25 (Air India 0890, orari da confermare). All’arrivo a Delhi si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 28/11 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 19°g.    Martedì 29 novembre, arrivo a destinazione
INDIA 2016: I sentieri di Siddharta
Un viaggio tra storia e significati che trascendono il tempo
Periodo: 22 ott - 5 nov
Molti dei luoghi che si visitano godono di una particolare atmosfera, sono un potente magnete che attira pellegrini e visitatori da ogni angolo del mondo; visitarli è un’esperienza che può essere molto arricchente. Si entra in contatto con un gran numero di persone che si dedicano ad un percorso di ricerca e la sensazione che si coglie è spesso pura e intensa. Questa realtà un poco eterica è immersa nel contesto dell’India, con l’intenso colore e le sue forti contraddizioni, una cornice che contrasta e in egual modo rafforza il pacato mondo che si incontra attorno agli Stupa.   Rajghir Nalanda Kushinagar Ci si sposta con un pulmino privato e si utilizzano alberghi di ottima qualità per tutto il percorso. La stagione è secca e il clima è il migliore dell’anno per queste regioni: si raccomanda solo di portare anche degli indumenti caldi (tipo felpa) perché di sera può essere fresco (ad es. a Varanasi le minime stagionali sono di 18°c e le massime di 30).   Lucknow Albero della nascita del Bhuddha Kapilvastu indiana PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 22 ottobre, partenza per Delhi Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Emirates, Lufthansa o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli parte in serata ed arriva a Delhi il giorno successivo. Se, in base al volo scelto od altro, fosse utile pernottare a Delhi anche la sera del 22/10, Amitaba fornisce ogni servizio richiesto con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.    23/10 Delhi  Arrivo a Delhi, accoglienza in aeroporto da parte del nostro corrispondente indiano e trasferimento all’Ashok Country Resort, situato a breve distanza, dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio. Riposo e relax; l’hotel è dotato di piscina. 3°g.    24/10 Delhi – Patna - Vaishali  Si parte presto in volo per Patna (6.20 – 7.55); all’arrivo è in attesa il corrispondente locale. Ci si trasferisce utilizzando un mezzo privato, che verrà utilizzato per l’intero viaggio fino a Lucknow, presso l’hotel The Vaishaly Residency, situato a circa 75 km dall’aeroporto a nord di Patna, un trasferimento che richiede più di due ore. Ci si reca al vicino sito di Vaishali, sito archeologico dell’antica capitale dell’impero Licchavi, dove nel 599 a.C. nacque Mahavira, il fondatore della religione jainista, e dove nel 483 a.C. il Buddha trasmise il suo ultimo insegnamento pubblico e fu anche il luogo che ospitò il secondo concilio buddista. Tra i resti più importanti vi sono lo Stupa dove venne posizionata una parte importante delle reliquie del corpo del Buddha, il monastero d Kutagarasala dove risiedeva l’Illuminato nelle sue frequenti visite in questa città, e il pilastro di Ashoka sormontato qui da un solo, maestoso, leone. 4°g.    25/10 Vaishali – Nalada – Rajghir  Si parte verso sud per Nalanda, che dista circa 160 km, transitando da Patna; il tragitto richiede 4 ore o più. La grande università monastica di Nalanda secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Buddha. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. Terminata la visita ci si sposta alla vicina Rajghir, antica capitale del regno Magadha, dove si alloggia presso l’hotel Indo Hokke. 5°g.    26/10 Rajghir – Bodhgaya Ci si reca nella zona collinare nei pressi del paese dove sorge il “picco degli avvoltoi” (si può salire usando una comoda seggiovia!). Fu qui che venne trasmessa la Prajnaparamita (il sutra della saggezza) che segna l’inizio della tradizione del cosiddetto ‘secondo giro della ruota del Dharma’, il sentiero buddista mahayana. Questo fu anche il luogo dove venne tenuto il primo concilio buddista; sulla sommità i giapponesi hanno costruito una ’Pagoda della Pace’. Il sentiero da cui si scende transita da alcune importanti grotte di meditazione e dal sito del primo concilio. Dopo la visita si parte per Bodhgaya, situata 70 km circa a sud ovest, dove si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, a distanza di passeggiata dal Mahabodhi. Chi è interessato potrà recarsi già stasera col capogruppo per una prima visita al mistico giardino dell’illuminazione: è il sito di pellegrinaggio più importante in assoluto nella tradizione buddista, che tocca il cuore di tutte le persone che vi si recano. 6°g.    27/10 Bodhgaya Si visitano i diversi siti di Bodhgaya. Il Mahabodhi (lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha) regala a molti un’esperienza indimenticabile; ci si potrà immergere nel vortice di persone che circumambulano ad ogni ora il giardino sacro recitando mantra e preghiere, tra i molti stupendi stupa e le persone impegnate nel ritiro delle prostrazioni e nelle diverse pratiche del Dharma. L’onda devozionale che pervade ogni cosa è al di la di ogni forza descrittiva. All’intorno vi sono monasteri di diverse tradizioni buddiste e si potranno visitare i più interessanti. Si potranno anche fare acquisti curiosando tra le moltissime bancarelle allestite nei pressi del Mahabodhi. 7°g.    28/10 Boghgaya - Grotta di Mahakala - Varanasi  Ci si reca nei pressi di Bodhgaya alla piccola grotta detta di Mahakala, a forma di calotta cranica, in cui alcuni yogi tantrici si raccolsero in meditazione ed ebbero la visione di questo protettore del Dharma in forma terrifica, un sito che oggi è meta di pellegrinaggio. Si parte quindi per Varanasi, un viaggio di 260 km che richiede circa 6 ore; si alloggia presso l’hotel Taj Gateway (5*) o simile. 8°g.    29/10 Varanasi ed escursione a Sarnath Ci si reca a Sarnath (circa 10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà anche visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa ed un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 9°g.    30/10 Varanasi – Kushinagar Ci si alza presto (… chi vuole …) per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Si sbarca nei pressi del luogo delle cremazioni più antico, e da qui si cammina attraverso il dedalo di strette viuzze per arrivare ai mezzi e tornare in hotel per la colazione. Quindi si parte lasciando Varanasi verso nord per Kushinagar, coprendo la distanza di 265 km in circa 8 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. 10°g.    31/10 Kushinagar – Lumbini  Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo. Dopo le visite si parte per Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Sistemazione presso l’ottimo hotel Lumbini Hokke, posto in un giardino a breve distanza dai siti. 11°g.    1/11 Lumbini Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto dove si ritiene sia avvenuta la nascita. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. A breve distanza da quest’area si visitano le rovine di Kapilvastu, la cittadina, capitale dei Sakya, dove nacque il Buddha; su questo punto vi è però una controversia, perché alcuni studiosi danno il lustro di questo ruolo ad un altro omonimo sito archeologico in India – in ogni caso, si visitano entrambe le località! La nascita del Buddha Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa. C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente l’inizio della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il padre, che se fosse rimasto nel mondo egli sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto. 12°g.    2/11 Lumbini – Shravasti Tornati in India ci si reca al sito indiano di Kapilvastu, ubicato nella località di Piprahwa a circa 110 km da Lumbini, molto meglio curato del ‘fratello’ nepalese.  Si prosegue quindi per Shravasti, che da qui dista altri 126 km, un viaggio di circa 6 ore in tutto;  si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. 13°g.    3/11 Shravasti – Lucknow  Shravasti fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri e uno Stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli ed a breve distanza si trovano le rovine dello stupa di Angulimala. Si lascia Shravasti in direzione sud ovest per Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Lucknow è una città interessante, che per le sue caratteristiche culturali e ambientali si fregiava del nome di ‘Costantinopoli dell’India’. Si alloggia presso l’hotel Clarks Avadh. 14°g.    4/11 Lucknow – Delhi e volo di rientro Ci si reca a visitare il sito di maggior interesse della città: il complesso di Bara Imambara, costruito nel 1784, dove la sala principale a volta, costruita senza pilastri di supporto, è tra le più ampie che si conoscano realizzate con mezzi tradizionali; la grande moschea e la parte chiamata ‘il labirinto’ completano questo unico insieme. Il volo per Delhi parte alle 18.50 con arrivo alle 20.05, dove si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se per vari motivi si preferisse pernottare a Delhi, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza ogni servizio necessario: trasferimenti, pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri. 15°g.    Sabato 5 novembre, arrivo a destinazione.
INDIA 2016: SS il XIV Dalai Lama, la Via di Mezzo
Esposizione di Aryadeva nella “Piccola Lhasa” dell’Himachal Pradesh
Periodo: 30 set - 10 ott
Dharamsala è uno dei luoghi più speciali e santi del buddismo perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di SS il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo. Durante il soggiorno a Dharamsala, dove si rimane per sei notti, si visitano i diversi istituti: dal Norbulingka al Menzikhang e al Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library e il tempio di Nechung. Contenuto degli insegnamenti Aryadeva visse tra il II e il III secolo d.C. e fu il discepolo principale di Nagarjuna, il grande illuminato che offrì la più precisa e profonda sintesi del tema più coinvolgentge e complesso della filosofia e pratica buddista, la visione della vacuità. La tradizione riporta che Aryadeva era il figlio del re di Singala (ci sono diverse interpretazioni su dove fosse questo luogo: alcuni lo identificano con l'attuale Sri Lanka e altri con l'odierno stato del Tamil Nadu, nel sud dell'India); viene poi aggiunto che nacque miracolosamente, ma altri sostengono che sia nato in modo naturale dal ventre materno. Visse la prima parte della sua vita come principe e con il tempo giudicò che regnare era in realtà privo di valore e prese i voti da monaco in quello stesso luogo. Successivamente viaggiò nel sud dell'India dove incontrò Nagarjuna, prese dimora nelle sue vicinanze e divenne il so discepolo principale. Aryadeva era un eccellente esperto di sutra, tantra e grammatica e conseguì elevatissime realizzazioni spirituali. Le quattrocento strofe sulla Via di Mezzo illustrano ed esplicitano i contenuti del trattato di Nagarjuna sulla Via di Mezzo. Il testo è composto da sedici capitoli di venticinque strofe ognuno, per un totale di quattrocento strofe, che possono essere divisi in due parti: la prima tratta dei metodi per addestrare la mente (in generale) e la seconda dei metodi della pratica della saggezza. I primi otto capitoli spiegano gli stadi del sentiero basati sulla verità convenzionale e gli ultimi otto gli stadi del sentiero basati sulla verità ultima. La prima parte può poi essere distinta in due sezioni di quattro capitoli ciascuna, di cui la prima offe una sintesi delle tesi fondamentali buddiste, con l’esplicazione dei “quattro sigilli” che contraddistinguono la visione buddista: 1) tutti i fenomeni condizionati (o composti) sono impermanenti; 2) tutti i fenomeni contaminati producono sofferenza; 3) tutti i fenomeni sono vuoti e privi di un sé; 4) il nirvana è pace. Seguire le spiegazioni che SS il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti dalla sua entusiastica e cristallina esposizione, consente  di avvicinarne il significato più vivo e profondo.   MacLeodganj Il TBC (Orfanotrofio) Il TBC (Orfanotrofio) Seguire gli insegnamenti Gli insegnamenti impegnano solitamente parte della mattina e il primo pomeriggio; per partecipare è necessario iscriversi all’arrivo a MacLeodganj (portare 1 foto, è solitamente gratuito o richiede poche rupie). Vengono tenuti al Monastero di Namgyal, edificato di fronte alla residenza di SS il XIV Dalai Lama; in origine il Namgyal a Lhasa era situato all’interno del Potala, ed era il suo monastero. Il Dalai Lama si accomoda su un seggio e le persone occupano i porticati ed il cortile antistante, sedendo su dei cuscini che ognuno porta lì con se (si possono acquistare localmente spendendo poco); parla in tibetano e la traduzione viene fatta in diverse lingue e trasmessa con le radio. Per il nostro gruppo traduce in italiano Teresa Bianca; per ascoltare è sufficiente una normale radiolina FM (anche questa acquistabile in loco). Il Monastero del Namgyal con il tempio di Tekcen Cioeling Il tempio di Tekcen Cioeling (adiacente al monastero Namgyal) è un luogo molto speciale, voluto da SS il XIV Dalai Lama quando nel 1967 ricevette le preziose reliquie portate in segreto dal Tibet dei resti della statua di Avalokiteshvara che era rimasta nell’ala settentrionale del Jokhang, la cattedrale di Lhasa, per 1300 anni: era ora necessario costruire un luogo dove poterle ospitare. Quella veneratissima statua era considerata autogenerata e secondo la tradizione conteneva al suo interno al cuore un’altra statuetta in legno di sandalo, anch’essa autogenerata, che era stata portata a Lhasa dall’Imperatore del Tibet; per i Tibetani in essa vi era poi anche la presenza spirituale dello stesso imperatore Songtsen Gampo e delle sue due consorti – per questo venne chiamata “il nobile auto-generato dotato di cinque”. Degli undici volti originali ne furono portati a Dharamsala alcuni e tre, se pur danneggiati, sono stati inseriti nella nuova statua, che rivolge lo sguardo ad est per significare l’auspicio che il popolo tibetano possa tornare ad essere libero nella sua terra. Il tempio venne completato nel 1970, e ad Avalokiteshvara vennero aggiunte le statue di Sakyamuni e Guru Padmasambhava. Il tempio è stato costruito in modo semplice ma secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama. Il monastero Namgyal è aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica di diversi insegnamenti tantrici come quello di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Al tempio è stata aggiunta successivamente un'ala chiamata 'Tempio di Kalachakra' le cui pareti sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Nel monastero attualmente vivono centinaia di monaci.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 30 settembre, partenza per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si reca in hotel, l’Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto. 2°g.    1/10 Delhi – Dharamsala (MacLeodganj) Si parte per Dharamsala con un mezzo privato con autista (tipo Toyota Innova o simile, che verrà utilizzato per tutti gli spostamenti indicati nel programma). Il tragitto richiede circa 11 ore; si attraversano le pianure verso nord fino a Chandigart (4/5 ore) e poi, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj, dove è in attesa dei partecipanti Teresa Bianca. Si alloggia presso l’hotel Surya Pride o simile, tra i migliori disponibili. Questo piccolo centro, situato a 1800 mt di quota, è il cuore della comunità tibetana, con la residenza del Dalai Lama, il tempio di Tekcen Cioeling e il monastero del Namgyal. 3°g.    2/10 Dharamsala (MacLeodganj) Tra le attività di oggi ci si occuperà della registrazione necessaria per partecipare agli insegnamenti. Ci reca alla biblioteca tibetana, che contiene una vasta raccolta di testi che ha lo scopo di preservare nel tempo la tradizione, e al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di Stato del Tibet. Si visita poi il Menzinkhang, che è la scuola di astrologia e di medicina tibetane. Per chi è interessato è possibile chiedere un consulto; sono in vendita incensi, creme, tisane, ecc. prodotti naturali che vengono realizzati. 4°g. - 7°g. (3 – 6/10) Insegnamenti di SS il XIV Dalai Lama al monastero di Namgyal Gli insegnamenti impegnano buona parte della giornata; per chi è interessato Teresa Bianca dopo le lezioni potrà ripercorrere i contenuti esposti da S. S. il Dalai Lama. Nel corso di queste giornate si effettueranno alcune visite interessanti, al Tushita, posto a circa 2000 mt sopra MacLeodganj, un importante centro di ritiri dove è conservato lo stupa di Lama Yeshe. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si può arrivare al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato spesso in Italia, anche a Pomaia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Un’altra visita molto interessante sarà al Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi, che sono rifugiati e orfani tibetani. Nel corso di queste giornate, in funzione dei tempi in cui si svolgono gli insegnamenti, si potrà organizzare un’escursione all’istituto del Norbulingka, situato a circa 20 km da MacLeodganj; questo centro è stato istituito per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka e un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Nei dintorni ci si potrà recare anche al convento di Drolma Ling, che raccoglie monache di diverse tradizioni, e al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi. 8°g.    7/10 Dharamsala – Khangra - Tso Pema Si parte per Khangra (21 km da Dharamsala), dove si trovano un forte e i templi di Khangra e Jawalamukti, considerato santo anche nella tradizione tibetana. Si prosegue quindi per Tso Pema; sul percorso si transita da Mandi (126 km da Khangra), una cittadina situata a 750 mt di altitudine; qui si trovano due piccoli templi rupestri del XII secolo, purtroppo situati vicino alla strada. Proseguendo, in circa mezz’ora si sale al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema, dove si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor o simile. Tso significa lago e Pema loto: l’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato anche con l'appellativo di 'Colui che è nato dal loto' (Guru Rimpoce). 9°g.    8/10 Tso Pema Il laghetto sacro è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce finita da pochi anni e all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh; sulla collina vi è un complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce, dove vive sparpagliata una comunità di meditatori e monache. 10°g.    9/10 Tso Pema – Delhi e volo di rientro Si salutano qui Teresa Bianca e Alessandro Zuzic, che rientrano a Dharamsala, e si lascia Tso Pema per Delhi dove si arriva in serata e ci si reca direttamente in aeroporto, che da qui dista circa 450 km. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata con arrivo il mattino successivo; se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto ed anche organizzare delle interessanti estensioni. 11°g.    Lunedì 10 ottobre, arrivo a destinazione.
INDIA 2016: SS il XIV Dalai Lama, esposizione di Shantideva
Nella "Piccola Lhasa" dell’Himachal Pradesh; con Amritsar
Periodo: 3 giu - 14 giu
Dharamsala è uno dei luoghi più speciali e santi del buddismo perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di S.S. il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo. Durante il soggiorno a Dharamsala, dove si rimane per sei notti, si visiteranno i diversi istituti: dal Norbulingka al Menzikhang e al Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library e il tempio di Nechung. Il testo di Shantideva che verrà commentato da S.S. il Dalai Lama è disponibile in un’ottima versione in italiano di Chiara Luce edizioni, “Bodhisattvacharyavatara” di Geshe Yeshe Tobden. Lo scritto delinea molto precisamente i contenuti delle sei saggezze (Paramita) sia dal punto di vista comportamentale che del loro fondamento nella più profonda visione filosofica della vacuità. Pur entrando nel merito anche dei temi più raffinati d’interpretazione filosofica, il percorso delineato da Shantideva mantiene però sempre un riferimento con ciò che in fondo più conta, l’indicazione di come inserire queste visioni di saggezza in una pratica personale. Seguire le spiegazioni che S.S. il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti dalla sua entusiastica e cristallina esposizione, consente di avvicinarne il significato più vivo e profondo.   MacLeodganj Il TBC (Orfanotrofio) Il TBC (Orfanotrofio) Seguire gli insegnamenti Gli insegnamenti impegnano solitamente parte della mattina e il primo pomeriggio; per partecipare è necessario iscriversi all’arrivo a MacLeodganj (portare 1 foto, è solitamente gratuito o richiede poche rupie). Vengono tenuti al Monastero di Namgyal, edificato di fronte alla residenza di S.S. il XIV Dalai Lama; in origine il Namgyal a Lhasa era situato all’interno del Potala, ed era il monastero del Dalai Lama. Il Dalai Lama si accomoda su un seggio e le persone occupano i porticati ed il cortile antistante, sedendo su dei cuscini che ognuno porta lì con se (si possono acquistare con poco localmente); parla in tibetano e la traduzione viene fatta in diverse lingue e trasmessa con le radio. Per il nostro gruppo traduce in italiano Teresa Bianca; per ascoltare è sufficiente una normale radiolina FM. Il Monastero del Namgyal con il tempio di Tekcen Cioeling Il tempio di Tekcen Cioeling (adiacente al monastero Namgyal) è un luogo molto speciale, voluto da S. S. il XIV Dalai Lama quando nel 1967 ricevette le preziose reliquie portate in segreto dal Tibet dei resti della statua di Avalokiteshvara che era rimasta nell’ala settentrionale del Jokhang, la cattedrale di Lhasa, per 1300 anni: era ora necessario costruire un luogo dove poterle ospitare. Quella veneratissima statua era considerata autogenerata e secondo la tradizione conteneva al suo interno al cuore un’altra statuetta in legno di sandalo, anch’essa autogenerata, che era stata portata a Lhasa dall’Imperatore del Tibet; per i Tibetani in essa vi era poi anche la presenza spirituale dello stesso imperatore Songtsen Gampo e delle sue due consorti – per questo venne chiamata “il nobile auto-generato dotato di cinque”. Degli undici volti originali ne furono portati a Dharamsala alcuni e tre, se pur danneggiati, sono stati inseriti nella nuova statua, che rivolge lo sguardo ad est per significare l’auspicio che il popolo tibetano possa tornare ad essere libero nella sua terra. Il tempio venne completato nel 1970, e ad Avalokiteshvara vennero aggiunte le statue di Sakyamuni e Guru Padmasambhava. Il tempio è stato costruito in modo semplice ma secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama. Il monastero Namgyal è aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica di diversi insegnamenti tantrici come quello di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Al tempio è stata aggiunta successivamente un'ala chiamata 'Tempio di Kalachakra' le cui pareti sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Nel monastero attualmente vivono centinaia di monaci.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 3 giugno, partenza per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si reca in hotel, l’Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto. 2°g.    4/6 Delhi – Amritsar Si lascia Delhi verso nord entrando nello stato indiano del Punjab; Amritsar dista circa 450 km, un viaggio che richiede da 7 a 8 ore. Ci si accomoda presso l’hotel Hyatt Amritsar e ci si reca con una guida locale per una prima visita serale al Tempio d’Oro, che con le luci notturne è particolarmente suggestivo. 3°g.    5/6 Amritsar - Dharamsala (MacLeodganj) Accompagnati dalla guida locale si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Dopo pranzo si parte per Dharamsala, che dista circa 200 km, un tragitto di 4 – 5 ore. Si lasciano le pianure e, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj, dove è in attesa dei partecipanti Teresa Bianca. Questo piccolo centro, situato a 1800 mt di quota sopra a Dharamsala, è il cuore della comunità tibetana, con la residenza del Dalai Lama, il tempio di Tekcen Cioeling e il monastero del Namgyal. Si alloggia presso l’hotel Surya o simile, tra i migliori disponibili. 4°g.    6/6 Dharamsala (MacLeodganj) Tra le attività di oggi ci si occuperà anche della registrazione necessaria per partecipare agli insegnamenti. Ci reca alla biblioteca tibetana, che contiene una vasta raccolta di testi con lo scopo di preservare nel tempo la tradizione, e al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di Stato del Tibet. Si visita poi il Menzinkhang, che è la scuola di astrologia e di medicina tibetane. Per chi è interessato è possibile chiedere un consulto; sono in vendita incensi, creme, tisane, ecc. prodotti naturali che vengono realizzati. 5°g.- 8°g.    (7 – 10/6) Insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama al monastero di Namgyal Gli insegnamenti impegnano buona parte della giornata; per chi è interessato Teresa Bianca dopo le lezioni potrà ripercorrere i contenuti esposti da S. S. il Dalai Lama. Nel corso di queste giornate si effettueranno alcune visite interessanti, al Tushita, posto a circa 2000 mt sopra MacLeodganj, un importante centro di ritiri dove è conservato lo stupa di Lama Yeshe. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si può arrivare al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato spesso in Italia, anche a Pomaia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Un’altra visita molto interessante sarà al Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi, che sono rifugiati e orfani tibetani. Nel corso di queste giornate, in funzione dei tempi in cui si svolgono gli insegnamenti, si potrà organizzare un’escursione all’istituto del Norbulingka, situato a circa 20 km da MacLeodganj; questo centro è stato istituito per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka e un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Nei dintorni ci si potrà recare anche al convento di Drolma Ling, che raccoglie monache di diverse tradizioni, e al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi. 9°g.    11/6 Dharamsala – Khangra - Tso Pema Si parte per Khangra (21 km da Dharamsala), dove si trovano un forte e i templi di Khangra e Jawalamukti, considerato santo anche nella tradizione tibetana. Si prosegue quindi per Tso Pema; sul percorso si transita da Mandi (126 km da Khangra), una cittadina situata a 750 mt di altitudine; qui si trovano due piccoli templi rupestri del XII secolo, purtroppo situati vicino alla strada. Proseguendo, in circa mezz’ora si sale al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema, dove si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor o simile. Tso significa lago e Pema loto: l’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato anche con l'appellativo di 'Colui che è nato dal loto' (Guru Rimpoce). 10°g.    12/6 Tso Pema Il laghetto sacro è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce finita da pochi anni e all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh; sulla collina vi è un complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce, dove vive sparpagliata una comunità di meditatori e monache. 11°g.    13/6 Tso Pema – Delhi e volo di rientro Si saluta qui Teresa Bianca, che rientra a Dharamsala, e si lascia Tso Pema per Delhi dove si arriva in serata e ci si reca direttamente in aeroporto, che da qui dista circa 450 km. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata con arrivo il mattino successivo; se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto ed anche organizzare delle interessanti estensioni. 12°g.    Martedì 14 giugno, arrivo a destinazione.
INDIA 2016: Kumbhamela a Ujjain; est. Madya Pradesh e Maharashtra
Il più emozionante incontro con la spiritualità dell’India
Periodo: 15 mag - 23 mag
Ad Ujjain si alloggia in un campo ottimamente attrezzato collocato ad est del fiume, a circa 2,5 km dal tempio di Mahaleshwar, centro spirituale di Ujjain. Le tende sono grandi, ci si sta comodamente in piedi, sono dotate di bagno, arredate con letti e fornite di luce elettrica; si ha a disposizione un’ampia tenda comune dove si consumano i pasti.   Abluzione Sadhu, Niranjani Akhara Sadhu, Nirvani Akhara Ujjain La città santa di Ujjain è uno dei centri spirituali principali dell’India, situata in uno dei punti del subcontinente dove secondo la tradizione caddero le gocce del nettare dell’immortalità: motivo per cui è una delle quattro località in cui periodicamente si svolge il colossale raduno del Kumbhamela. Testimonia l’importanza anche culturale di Ujjain la circostanza che la sua longitudine costituisce il meridiano di origine nei calcoli orari dell’astronomia indiana tradizionale; l’osservatorio astronomico costruito qui nel 1733 dal Maharaja Jai Singh II, che edificò anche i due famosi osservatori di Jaipur e Varanasi, a differenza di questi ultimi due è ancora attivo. Tra i molti templi che la ornano il sito più importante è il Mahakaleshwar, che contiene uno dei due Jotyrlingam del Madya Pradesh, simbolo della inestinguibile forza generatrice del dio Shiva. Il punto più importanti per le abluzioni sul fiume Shipra è il Ramghat, e tutti gli argini sono costellati di tempietti e ashram dove avvengono quotidianamente i riti di purificazione dei fedeli. Anche nei dintorni di Ujjain vi sono numerosi luoghi sacri sulle rive del Shipra, come ad esempio i diversi templi dedicati a divinità planetarie come Saturno (Shani), Marte (Mangalam) ed i Nove Pianeti (Navgraha), ulteriori testimonianze della forza che qui si riscontra dell’antica tradizione cosmologica induista. Partecipare al Kumbhamela Il Kumbhamela è un evento epico dove molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue tutti gli eventi di questa grande saga dell’India dal Mahakumbhamela di Prayag del 2001, dove produsse anche un documentario cercando di ritrarre i contorni di un evento che coinvolse circa 50 milioni di persone. Ognuna di queste occasioni è stata memorabile e ricca di spunti per gli amici viaggiatori che l’hanno condivisa con noi; nel sito di Amitaba si possono trovare diverse testimonianze fotografiche e materiale che ha l’obbiettivo di avvicinare ai contenuti di questo incredibile fenomeno. Possiamo definirci ormai dei ‘veterani’ di questi grandi eventi; l’esperienza acquisita ce li fa affrontare con tutta l’accortezza ed attenzione che richiedono, affinché non vi sia da temere questa ciclopica aggregazione: faremo in modo di godere assieme di uno dei momenti più vasti e intensi che la cultura dell’uomo è riuscita a creare. Detto tutto questo, partecipare richiede comunque un buon senso di adattabilità, il viaggio è per persone che amano l’India e desiderano incontrarla in uno dei suoi momenti più intensi e veri. Kumbhamela, oceano del Sanatana Dharma Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Così egli facilita il raggiungimento degli obiettivi spirituali che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per tutti i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. Il Kumbhamela è il momento più propizio, determinato da attenti studi astrologici: il sacro nettare dell’immortalità, che cadde durante la mitica saga di dei e demoni che se ne contesero il possesso, genera un’apertura sottile verso i regni celesti. Quando gli astri lo indicano, un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutti i peccati, perché chi partecipa con devozione può beneficiare della eccezionale e transitoria risonanza armonica purificatrice tra microcosmo e macrocosmo, simboleggiata dalle gocce di Amrita cadute sulla terra; il processo viene considerato possibile perché le congiunture astrali hanno una corrispondenza con gli elementi della fisiologia del corpo sottile: le nadi ed i chakra corrispondono ai corpi celesti ed ai luoghi che identificano le coordinate spazio-temporali del raduno. Per questa ricorrenza così d’auspicio genti da tutte le parti dell’India confluiranno nella città santa di Ujjain, che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore del festival è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, spesso anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni. Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile. Essere parte di questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo e la potenza di aggregazione rituale. E’ un’esperienza che richiede però di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere difficile diventare un goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…   Forte di Dhar Mandu, palazzo reale Ellora, tempio rupestre   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 15 maggio, partenza per Delhi Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Emirates, Lufthansa o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli parte in serata dall’Italia ed arriva a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. Se per via del scelta dei voli od altro fosse utile pernottare a Delhi Amitaba fornisce ogni servizio richiesto con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g. 16/5 Delhi – Indore – Ujjain Giunti a Delhi e superate le formalità doganali ci si imbarca sul volo delle 6.15 per Indore, la città più popolosa del Madha Pradesh, con arrivo alle 7.40 (orari da confermare). Dall’aeroporto si prosegue direttamente per Ujjain, la città santa sulle rive del fiume Shipra situata circa 60 km più a nord, dove si prende alloggio presso il campo attrezzato. Dopo un po’ di riposo si inizia a fare una prima perlustrazione della zona. 3°g.– 7°g. (17 – 21/5) Ujjian Kumbhamela La data dell’abluzione principale, l’Ujjain Purmina, è il 21 maggio; il 17 e il 19 si svolgono altre due abluzioni importanti, che sono state messe a calendario per alleggerire la pressione della folla nella giornata del 21. Si avrà così l’opportunità di seguire l’epico evento da punti diversi e anche di prepararsi opportunamente per il giorno principale, avendo del tempo a diposizione per capire come muoversi nel modo più sicuro ed efficace. A parte le abluzioni di massa, è interessantissima la visita dei grandi campi che radunano i pellegrini e le diverse scuole mistiche, braminiche e di yoga confluite qui. Altro aspetto importante, il numero infinito di attività di folclore a contorno, dalle rappresentazioni teatrali delle epiche indiane del Mahabaratha e Ramayana, alle diverse forme di intrattenimento e ai commerci più disparati. Tutta l’area principale del Kumbhamela viene chiusa al traffico e ogni giorno per vedere quanto d’interesse si faranno dei percorsi a piedi. Per chi rientra 8°g. 22/5 Ujjain – Indore – Delhi e volo di rientro Si procede per Indore dove ci si imbarca sul volo per Delhi alle 12.30 con arrivo alle 14.30 (orari da confermare). All’arrivo si avrà a disposizione un veicolo con autista per fare un giro in città fino al momento dell’imbarco sul volo di rientro; la gran parte dei voli parte in tarda serata. Se per via del scelta dei voli od altro fosse utile pernottare a Delhi Amitaba fornisce ogni servizio richiesto con un piccolo costo aggiuntivo. 9°g. Lunedì 23 maggio, arrivo a destinazione Per chi prosegue 8°g. 22/5 Ujjain – Dhar - Mandu Si lascia Ujjain in direzione sud ovest per Dhar, che dista 115 km, che fu la capitale della dinastia Ghauri prima della costruzione di Mandu; si sosta a visitare il forte:. Si prosegue per Mandu (36 km), dove si alloggia presso il Malwa Resort (mptourism.com/inner-page/accomodation/stay-Mandu.html), si inizia ad esplorare lo straordinario ambiente naturale ed artistico di questo magico altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya, 200 ettari di natura incontaminata che si affacciano sulla valle della Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. 9°g. 23/5 Mandu A Mandu si trova un grande complesso di palazzi, moschee del XV e XVI secolo risalenti alla dinastia afgana dei Ghauri, che nel 1401 conquistò l’indipendenza dal sultanato di Delhi e si dedicò a una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche. L’opera proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, si visitano il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo e importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo. Quindi il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il tempio di Nilakanth e il Rewa Kund. 10°g. 24/5 Mandu – Maheshwar - Omkareshwar Maheshwar dista circa 50 km e si raggiunge in meno di due ore di viaggio. Posto sulle rive della Narmada, è un luogo legato alla memoria di Rani Ahilya Bhai, una principessa vissuta nel XVIII secolo ancora oggi straordinariamente venerata per le molte opere benefiche, tra cui i molti restauri di templi e luoghi sacri finanziati durante la sua vita. Questo piccolo gioiello di architettura preziosamente ornato posto lungo la riva del fiume, che raggiunge in quel punto una vasta ampiezza, consiste di un’alta cinta di mura con alcune verande sui sottostanti ghat che contornano due templi e un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani; il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso a una industria locale di artigianato tessile, che fa ancora oggi della cittadina un importante centro per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Si prosegue il viaggio verso est per Omkareshwar (circa 70 km), importante località sacra dell’India, anch’essa posta lungo il Narmada, dove si trova il tempio shivaita di Shri Omkareshwar Mahadev, collocato su un’isola del fiume, che ospita l’altro dei due Jotyrlingam del Madya Pradesh (il primo è ad Ujjain), costante oggetto di venerazione da parte di una folla interminabile di pellegrini. Si alloggia presso il Narmada Resort (omkareshwar.org/narmada-resort). 11°g. 25/5 Omkareshwar - Burhanpur - Ajanta Si lascia Omkareshwar in direzione sud arrivando a Burhampur (circa 120 km), una cittadina sulle rive del fiume Tapti dall’intenso passato storico che traspare dai palazzi, in particolare dal celebre Shahi Qila che si affaccia sul fiume. Si prosegue da qui in direzione sud ovest per altri 125 km circa entrando nel Maharashtra ed arrivando ad Ajanta, dove si alloggia presso l’Ajanta Tourist Resort dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile. 12°g. 26/5 Ajanta – Ellora Si visita il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. Dopo la visita si prosegue per Ellora, che dista 103 km, 3 - 4 ore di viaggio; si transita dalla città di Aurangabad che fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo, dove si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani, la sua prima moglie. Giunti ad Ellora si alloggia presso l’hotel Kailash (hotelkailas.com). 13°g. 27/5 Ellora – Aurangabad – Mumbai e volo di rientro Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora i cui 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro raffinatezza e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. In serata ci si reca ad Aurangabad, che dista circa 30 km, per imbarcarsi sul volo per Mumbai (20.40 – 21.40; orari da confermare); all’arrivo è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Se per via della scelta dei voli od altro fosse utile pernottare a Mumbai Amitaba fornisce ogni servizio richiesto con un piccolo costo aggiuntivo; per chi lo desidera, su richiesta è possibile prolungare il soggiorno con un’interessante visita della città e dei siti rupestri di Kanheri e dell’isola di Elephanta. 14°g. Sabato 28 maggio, arrivo a destinazione
INDIA 2016: Shivaratri e cultura gangetica
Un incontro intenso con spiritualità, arte e storia dell'India
Periodo: 5 mar - 15 mar
  Gwalior Dhubela Khajuraho Nota tecnica Il clima previsto è secco e gradevole: a Varanasi troviamo le temperature massime sui 30°c e mediamente un solo giorno al mese con possibili precipitazioni. Per i trasporti si usano sempre mezzi privati con anche un comodo tratto di treno tra Gwalior e Delhi e gli hotel sono di buona qualità (i siti dei medesimi sono indicati nel programma); l’unica sistemazione un poco semplice è a Chitrakoot.    Shivaratri, aarati Shivaratri Shivaratri, aarati Alcune note su Shivaratri La notte di Shivaratri, notte di luna nuova del mese lunare di febbraio-marzo (Phalgun), si celebra la festa per le nozze di Shiva e Parvati, la coppia divina dalla cui unione si manifesta l’energia del cosmo. Questa celebrazione dell’atto creativo che dà vita all’universo viene vissuta dai fedeli del Grande Dio e della Dea in uno spirito di totale, festoso abbandono, e trova il suo più naturale luogo di celebrazione a Varanasi, l’antica Kashi, la città sacra ancora esistente più antica al mondo, considerata nella tradizione vedica il ventre di Shiva. Qui, secondo il mito, il Dio stesso ha cercato l’espiazione e la liberazione dal peccato di brahamanicidio commesso con la decapitazione del dio vedico Daksha. La benevolenza della coppia divina che garantisce la liberazione dal ciclo delle rinascite si festeggia con una notte di purificazione (Yoga) e di ebbrezza (Bhoga), la cui indissolubile complementarità,  quintessenza dello spirito di Kashi, viene rappresentata in un antico rilievo del tempio di Kardameswara, dove, accanto al guru che sgrana il rosario immerso nella recitazione dei mantra, il discepolo prepara il bhang, l’inebriante mistura che è tradizionalmente consumata dai devoti durante Shivaratri. Panchakroshi A contorno della grande processione di Shivaratri viene eseguito il pellegrinaggio di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo e poi tornando alle rive del fiume Gange ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha.    Varanasi Orchha Orchha   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 5 marzo, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi partono nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; se fosse utile disporre di un hotel la sera del 5/3 a Delhi Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.  6/3 Delhi - Varanasi   Il volo per Varanasi parte da Delhi alle 13.00 con arrivo alle 14.20 (IndiGo 6E 118, orari da confermare); all’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba per il trasferimento presso l’hotel Clarks (clarkshotels.com) dove giungono anche il capogruppo ed i partecipanti provenienti dal Madya Pradesh (programma Etnie dell’Orissa  e parchi del Madya Pradesh). Chi lo desidera potrà iniziare già oggi l’esplorazione della città con il capogruppo; ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Benares, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga 3°g.  7/3 Varanasi: Shivaratri   Oggi è il giorno di Shivaratri e nella serata si svolge la grande processione. Per chi lo desidera, questa grandiosa giornata inizia alzandosi presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del Gange. Dopo la colazione ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, ci si trasferisce all’hotel Gateway Ganges (thegatewayhotels.com/ganges-varanasi/gallery.html) e ci si reca su Gange per l’aarati serale: al termine  si avvicina ai ghat la grande, coloratissima processione di Shivaratri, uno dei momenti più intensi del viaggio, dove ci si potrà immerge tra la folla dei devoti, tra rulli di tamburi, carri addobbati e personaggi che raffigurano il pantheon induista, condividendo l’ebbrezza della gente con molte persone piuttosto gioiose anche per aver bevuto abbondanti dosi di bhang. 4°g.  8/3 Varanasi: Panchakroshi   Oggi si svolge il circuito sacro di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo dalle rive del sacro fiume ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha. Si segue parte del circuito… con un veicolo privato. Si torna quindi sui ghat di Benares proseguendo l’esplorazione della parte più antica della città e godendo di un ultimo aarati al tramonto. 5°g.  9/3 Varanasi – Allahabad – Chitrakoot   Si lascia Varanasi in direzione ovest per Allahabad, che dista circa 120 km, circa 3 ore di guida. Allahabad, l’antichissima Prayaga, è un centro spirituale induista e città di grande importanza anche nella storia dell’India moderna, in quanto centro amministrativo del protettorato britannico e città d’origine della famiglia Nehru. Si visita Anand Bhawan, dove nacque Jawal Lal Nehru, e ci si reca al tempio di Nagavisuki dedicato al Re dei Serpenti e al Triveni, la confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati. Questo è considerato il luogo più sacro dell’India del Nord, dove ogni 12 anni si celebra il ciclopico raduno mistico induista del Kumbhamela. Si prosegue il viaggio verso ovest arrivando a Chitrakoot, che dista 130 km, con altre 3 ore circa di viaggio; ci si accomoda nel semplice Tourist Bungalow, il meglio che qui si possa trovare, situato lungo la riva del fiume Mandakini. Ci si reca al Ramgath, cuore spirituale della cittadina, per assistere all’aarati. 6°g. 10/3 Chitrakoot   Questa piccola cittadina adagiata lungo il fiume Mandakini è un importante centro per la spiritualità indiana, conosciuta come  la ’piccola Varanasi’ per i molti templi e Ghat: secondo l’epica è il luogo dove Rama e Sita trascorsero 14 anni di esilio nella foresta. È sede di ashram e meta di pellegrinaggio dei devoti che si bagnano lungo il Ramghat, centro dell’attività spirituale. Si percorre a piedi il circuito intorno alla collina di Kamadgiri (5 km), sulla cui cima era collocata la dimora di Rama e Sita, e si visitano gli altri luoghi sacri immersi in un ambiente naturale di suggestiva bellezza, con le sorgenti di Hanuman, la vasca di Janki Kund e così via. 7°g.  11/3 Chitrakoot – Kalinjar – Khajuraho   Partenza per Kalinjar (circa 80 km a sud ovest), dove si erge un’antica roccaforte fondata dalla dinastia Chandela nel IX secolo ed espugnata solo brevemente da Akbar nel XVI. In magnifica posizione sulle propaggini dei monti Vindya, al centro di una foresta che si estende a perdita d’occhio, l’estesa superficie della rocca racchiude tesori di arte induista e moghul la cui solitaria e straordinaria bellezza proietta i rari visitatori nella dimensione di un’India che è sempre più difficile trovare. In particolare le gigantesche sculture rupestri di Shiva Bhairav in corrispondenza di uno degli accessi alla rocca e nel tempio di Nilakanth sono di impressionante bellezza. Dopo la visita si prosegue per Khajuraho, circa 100 km, dove si alloggia presso l’hotel Radisson Jass (radisson.com/khajuraho-hotel-in/indkhaj). Nel XIX secolo nei pressi dell’allora piccolo villaggio di Kajuraho furono ritrovati i templi Chandela costruiti tra il X ed il XIII, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. È molto interessante anche il vicino sito jainista con i templi dedicati al Thirtankara Jaina. 8°g.  12/3 Khajuraho - Dhubela - Orchha   Orchha dista circa 170 km, che si percorrono in circa 4 ore attraverso un ambiente rurale con anche aree piuttosto selvagge; dopo una sessantina di chilometri si sosta a Dhubela dove nel vecchio forte si trova un interessante museo con reperti del periodo Chandela e statue dei culti Shakti, situato in un’area molto piacevole da esplorare anche camminando. Giunti ad Orchha ci si accomoda presso l’hotel Orchha Resort (orchharesort.com). Questo tranquillo paese nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i siti più interessanti per il connubio tra la realtà rurale dell’India, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, ambientata tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile. 9°g.  13/3 Orchha – Gwalior   Si parte in direzione nord ovest verso la città di Gwalior; dopo circa 60 km di guida con una breve deviazione a sud della strada si raggiunge Sonagiri, un luogo ritenuto dai jainisti di grande auspicio per l’ottenimento della liberazione dove si trovano diversi templi che originano dal IX secolo. Si prosegue il viaggio arrivando con altri 65 km di guida a Gwalior, dove ci si accomoda presso l’hotel Gwalior Residency (hotelregencygroup.com). Ci si reca a visitare il forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano delle splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre; nell’area del forte, le cui parti principali risalgono al XV secolo, si trovano anche alcuni antichi templi di squisita fattura. Tornati in città si visitano il tempio di Vishnu, Teli Ka Mandir, che risale al IX secolo, e il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere. 10°g.  14/3 Gwalior – Delhi e volo di rientro   Si prende il treno per Delhi, che dista da qui 330 km; si parte alle 8.10 con rivo alle 13.15. Alla stazione è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto. 11°g.  Martedì 15 marzo, arrivo a destinazione
INDIA 2016: Etnie dell’Orissa e parchi del Madya Pradesh
Estensione: Shivaratri e cultura gangetica
Periodo: 26 feb - 7 mar
Giunti a Bandhavgarh si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio per Varanasi, dove si arriva in occasione della ricorrenza più avvincente dell’anno: le celebrazioni di Shivaratri. Si rientra poi a Delhi seguendo un percorso che offre un compendio di quanto di più interessante ci offra il mondo gangetico, toccando luoghi intensamente spirituali, siti archeologici e storici anche fuori dagli usuali circuiti turistici, per godere di quanto di può vero possa regalarci un viaggio nella magica India.   Kanha, tigre Kanha Barasingha Nota tecnica Il clima previsto è secco e gradevole: nella regione di Jeypore in Orissa la media stagionale indica rare precipitazioni e temperature massime sui 20°c e minime sui 5°c.; nella regione dei parchi del Madya Pradesh ed a Varanasi troviamo le massime sui 30°c e mediamente un solo giorno al mese con possibili precipitazioni. Per i trasporti si usano sempre mezzi privati con anche un comodo tratto di treno tra Gwalior e Delhi per chi segue l’estensione e gli hotel sono di buona qualità (i siti dei medesimi sono indicati nel programma); le sistemazioni più semplici sono a Jeypore e Chitrakoot. Etnie dell’Orissa Lo stato indiano dell’Orissa (recentemente rinominato Odisha) ha il più grande numero di etnie di tutta l’India: si contano in tutto 62 gruppi diversi che costituiscono secondo i dati del governo indiano circa un quarto degli abitanti dello stato; la maggior parte di queste popolazioni abita le aree collinari delle ‘Eastern Ghats’. Ogni gruppo ha abitudini proprie, sia per l’organizzazione sociale che per le credenze politeiste ed animiste, si trova un’ampia varietà di costumi e il ceppo linguistico di origine dravidica ha sviluppato  grandissime differenze nei singoli idiomi, tanto da rendere i linguaggi pressoché incomprensibili tra gli uni e gli altri. Nel corso del viaggio si sosta per tre notti a Jeypore, il punto meglio posizionato della regione per effettuare delle interessanti visite. Per accedere alle aree tribali è necessario il rilascio di uno speciale permesso e si ricorda che esiste un divieto ufficiale di fotografare le persone.  Alcune note su Shivaratri La notte di Shivaratri, notte di luna nuova del mese lunare di febbraio-marzo (Phalgun), si celebra la festa per le nozze di Shiva e Parvati, la coppia divina dalla cui unione si manifesta l’energia del cosmo. Questa celebrazione dell’atto creativo che dà vita all’universo viene vissuta dai fedeli del Grande Dio e della Dea in uno spirito di totale, festoso abbandono, e trova il suo più naturale luogo di celebrazione a Varanasi, l’antica Kashi, la città sacra ancora esistente più antica al mondo, considerata nella tradizione vedica il ventre di Shiva. Qui, secondo il mito, il Dio stesso ha cercato l’espiazione e la liberazione dal peccato di brahamanicidio commesso con la decapitazione del dio vedico Daksha. La benevolenza della coppia divina che garantisce la liberazione dal ciclo delle rinascite si festeggia con una notte di purificazione (Yoga) e di ebbrezza (Bhoga), la cui indissolubile complementarità,  quintessenza dello spirito di Kashi, viene rappresentata in un antico rilievo del tempio di Kardameswara, dove, accanto al guru che sgrana il rosario immerso nella recitazione dei mantra, il discepolo prepara il bhang, l’inebriante mistura che è tradizionalmente consumata dai devoti durante Shivaratri.    Shivaratri, aarati Shivaratri Shivaratri, aarati   Panchakroshi A contorno della grande processione di Shivaratri viene eseguito il pellegrinaggio di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo e poi tornando alle rive del fiume Gange ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 26 febbraio, partenza per l’India   Per raggiungere Vishakapatnam nello stato dell’Andhra Pradesh in India si possono utilizzare diverse compagnie che arrivano a Delhi o Mumbai e da queste città si prende poi un volo di collegamento. 2°g.  27/2 Arrivo a Vishakapatnam   Arrivo a Delhi alle 10.15; si riparte per Vishakapatnam alle 15.20 con arrivo alle 17.30. Si viene ricevuti in aeroporto dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce all’hotel Fortune Inn Shreekanya (fortunehotels.in/hotel/Visakhapatnam-Fortune_Inn_Sree_Kanya.aspx) dove si incontrano il capogruppo ed i partecipanti giunti da Chennai. 3°g.  28/2 Vishakapatnam – Jeypore   Si parte in direzione nord ovest entrando nello stato dell’Orissa; Jeypore dista 234 km, un percorso che richiede circa 5 ore di guida. Uscendo dalla città ci si reca al tempio di Simhachalam, una bella costruzione di origini antichissime e secondo per importanza dello stato, immerso in un zona di foreste. Si riprende il viaggio e poco prima di arrivare si visita il mercato di Koratpur, dove si incontrano principalmente persone dell’etnia Paroja. È un gruppo che parla un linguaggio dravidico con una religione politeistica e totemica nel contesto di una società patriarcale. Si prosegue per Jeypore, che dista circa 20 km, dove si alloggia presso l’hotel Hello (hellojeypore.com) o simile; la cittadina è situata tra le colline dell’Eastern Ghats e di Araku, non lontano dallo stato di Chhattisgarh, in una regione dove vivono 52 differenti gruppi etnici. 4°g.  29/2 Jeypore   Si dedica la giornata alla visita delle aree etniche, con il mercato settimanale dei Desia Kondh, il villaggio di Kakariguma dove vivono i Mali e si effettua anche una visita del museo tribale di Koratpur. 5°g.  1/3 Jeypore   Si proseguono le visite nella regione; oggi si tiene il mercato settimanale dei Dhurva, uno dei gruppi tribali principali del distretto di Bastar, con una ventina di villaggi di Ramgiri.  Ci si reca anche alla grotta di Gupteswar, posizionata su di una panoramica collina in una zona naturale molto bella. 6°g.  2/3 Jeypore – Raipur   Si lascia Jeypore in direzione nord ovest per Raipur, capitale dello stato indiano di Chhattisgarh, che dista 366 km, un tragitto di circa 7 ore; sul percorso si arriva a Kondagaon, il posto migliore per trovare ogni tipo di prodotto artigianale etnico della regione, a prezzi anche vantaggiosi. A Raipur si alloggia presso il Gateway Hotel (thegatewayhotels.com/ge-road-raipur/overview.html). 7°g.  3/3 Raipur – Kanha Tiger Reserve   Si continua oltre Raipur sempre in direzione nord ovest arrivando in Madya Pradesh al Parco Nazionale di Kanha, che dista 200 km, circa 4 ore di viaggio; si alloggia al Kanha Jungle Lodge (kanhajunglelodge.com). Il parco ospita un gran numero di tigri e praticamente tutte le specie animali dell’India, tra cui i rarissimi Barasingha, un elegantissimo tipo di capriolo. Il parco, situato tra i 600 ed i 900 metri sul livello del mare, venne costituito nel 1933 e successivamente esteso, ora la sua area centrale copre 917 kmq e l’area di riserva che la circonda altri 1134 ed è. È considerato tra i parchi più pittoreschi dell’Asia, il luogo che ispirò a R. Kipling il celebre “Libro della giungla”. Nel pomeriggio tra le 15.00 e le 18.00 si effettua una prima esplorazione con le jeep alla ricerca degli animali. 8°g.  4/3 Kanha Tiger Reserve – Parco Nazionale di Bandhavgarh Il Parco riapre alle 6.30 del mattino; si cercherà di arrivare presto per la seconda escursione perché il mattino è ottimo per vedere gli animali. Si rientra quindi al Lodge e si parte per il Parco Nazionale di Bandhavgarh, situato circa 250 km più  nord, sempre nel Madya Pradesh, uno spostamento che richiede 5 o 6 ore. Ci si accomoda presso il Bandhavgarh Jungle Lodge (bandhavgarhjunglelodge.com). Questo parco è famoso perché ospita il maggior numero di tigri in India, all’ultimo censimento erano circa 50 esemplari; situato tra i monti del Vindhyan a circa 800 mt di quota era originariamente la riserva di caccia della dinastia dei Rewa, di cui si ammira il pittoresco castello posizionato su di un monte che domina la bellissima natura. Tra le colline coperte di foresta vi sono molti piani e radure con laghetti e stagni, dove vivono 37 specie diverse di mammiferi e 250 di uccelli, incluso il martin pescatore; la zona interna si estende su 694 kmq e l’area d contorno per altri 437. 9°g.  5/3 Parco Nazionale di Bandhavgarh   Nella giornata di oggi si effettuano due esplorazioni con le jeep nel Parco alla ricerca degli animali. Per chi rientra 10°g. 6/3 Bandhavgarh – Jabalpur – Delhi e volo di rientro   Si lascia il Parco accompagnati da un  autista che parla la lingua inglese alla volta dell’aeroporto di Jabalpur, che dista 160km, un viaggio di circa 3 ore. Il volo per Delhi parte alle 18.45 con arrivo alle 20.35 (SG 2452, orari d confermare). Da Delhi si prosegue con il volo di rientro. 11°g.  Lunedì 7 marzo, arrivo a destinazione Per chi prosegue per Shivaratri 10°g.  6/3 Bandhavgarh – Varanasi (Benares)   Si parte in direzione nord est per Varanasi, che dista 325 km, un viaggio di 7 o 8 ore. Giunti a Varanasi ci si accomoda presso l’hotel Clarks (clarkshotels.com) dove si incontrano i partecipanti giunti per seguire questa parte del programma. Chi lo desidera potrà iniziare già oggi l’esplorazione della città con il capogruppo; ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Benares, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i ricscio a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 11°g.  7/3 Varanasi: Shivaratri   Oggi è il giorno di Shivaratri e nella serata si svolge la grande processione. Per chi lo desidera, questa grandiosa giornata inizia alzandosi presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del Gange. Dopo la colazione ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, ci si trasferisce all’hotel Gateway Ganges (thegatewayhotels.com/ganges-varanasi/gallery.html) e ci si reca su Gange per l’aarati serale: al termine  si avvicina ai ghat la grande, coloratissima processione di Shivaratri, uno dei momenti più intensi del viaggio, dove ci si potrà immerge tra la folla dei devoti, tra rulli di tamburi, carri addobbati e personaggi che raffigurano il pantheon induista, condividendo l’ebbrezza della gente con molte persone piuttosto gioiose anche per aver bevuto abbondanti dosi di bhang. 12°g.  8/3 Varanasi: Panchakroshi   Oggi si svolge il circuito sacro di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo dalle rive del sacro fiume ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha. Si segue parte del circuito… con un veicolo privato. Si torna quindi sui ghat di Benares proseguendo l’esplorazione della parte più antica della città e godendo di un ultimo aarati al tramonto. 13°g.  9/3 Varanasi – Allahabad – Chitrakoot   Si lascia Varanasi in direzione ovest per Allahabad, che dista circa 120 km, circa 3 ore di guida. Allahabad, l’antichissima Prayaga, è un centro spirituale induista e città di grande importanza anche nella storia dell’India moderna, in quanto centro amministrativo del protettorato britannico e città d’origine della famiglia Nehru. Si visita Anand Bhawan, dove nacque Jawal Lal Nehru, e ci si reca al tempio di Nagavisuki dedicato al Re dei Serpenti e al Triveni, la confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e del mitico Saraswati. Questo è considerato il luogo più sacro dell’India del Nord, dove ogni 12 anni si celebra il ciclopico raduno mistico induista del Kumbhamela. Si prosegue il viaggio verso ovest arrivando a Chitrakoot, che dista 130 km, con altre 3 ore circa di viaggio; ci si accomoda nel semplice Tourist Bungalow, il meglio che qui si possa trovare, situato lungo la riva del fiume Mandakini. Ci si reca al Ramgath, cuore spirituale della cittadina, per assistere all’aarati. 14°g.  10/3 Chitrakoot Questa piccola cittadina adagiata lungo il fiume Mandakini è un importante centro per la spiritualità indiana, conosciuta come  la ’piccola Varanasi’ per i molti templi e Ghat: secondo l’epica è il luogo dove Rama e Sita trascorsero 14 anni di esilio nella foresta. È sede di ashram e meta di pellegrinaggio dei devoti che si bagnano lungo il Ramghat, centro dell’attività spirituale. Si percorre a piedi il circuito intorno alla collina di Kamadgiri (5 km), sulla cui cima era collocata la dimora di Rama e Sita, e si visitano gli altri luoghi sacri immersi in un ambiente naturale di suggestiva bellezza, con le sorgenti di Hanuman, la vasca di Janki Kund e così via. 15°g.  11/3 Chitrakoot – Kalinjar – Khajuraho   Partenza per Kalinjar (circa 80 km a sud ovest), dove si erge un’antica roccaforte fondata dalla dinastia Chandela nel IX secolo ed espugnata solo brevemente da Akbar nel XVI. In magnifica posizione sulle propaggini dei monti Vindya, al centro di una foresta che si estende a perdita d’occhio, l’estesa superficie della rocca racchiude tesori di arte induista e moghul la cui solitaria e straordinaria bellezza proietta i rari visitatori nella dimensione di un’India che è sempre più difficile trovare. In particolare le gigantesche sculture rupestri di Shiva Bhairav in corrispondenza di uno degli accessi alla rocca e nel tempio di Nilakanth sono di impressionante bellezza. Dopo la visita si prosegue per Khajuraho, circa 100 km, dove si alloggia presso l’hotel Radisson Jass (radisson.com/khajuraho-hotel-in/indkhaj). Nel XIX secolo nei pressi dell’allora piccolo villaggio di Kajuraho furono ritrovati i templi Chandela costruiti tra il X ed il XIII, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. È molto interessante anche il vicino sito jainista con i templi dedicati al Thirtankara Jaina. 16°g.  12/3 Khajuraho - Dhubela - Orchha   Orchha dista circa 170 km, che si percorrono in circa 4 ore attraverso un ambiente rurale con anche aree piuttosto selvagge; dopo una sessantina di chilometri si sosta a Dhubela dove nel vecchio forte si trova un interessante museo con reperti del periodo Chandela e statue dei culti Shakti, situato in un’area molto piacevole da esplorare anche camminando. Giunti ad Orchha ci si accomoda presso l’hotel Orchha Resort (orchharesort.com). Questo tranquillo paese nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i siti più interessanti per il connubio tra la realtà rurale dell’India, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, ambientata tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile. 17°g.  13/3 Orchha – Gwalior   Si parte in direzione nord ovest verso la città di Gwalior; dopo circa 60 km di guida con una breve deviazione a sud della strada si raggiunge Sonagiri, un luogo ritenuto dai jainisti di grande auspicio per l’ottenimento della liberazione dove si trovano diversi templi che originano dal IX secolo. Si prosegue il viaggio arrivando con altri 65 km di guida a Gwalior, dove ci si accomoda presso l’hotel Gwalior Residency (hotelregencygroup.com). Ci si reca a visitare il forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano delle splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre; nell’area del forte, le cui parti principali risalgono al XV secolo, si trovano anche alcuni antichi templi di squisita fattura. Tornati in città si visitano il tempio di Vishnu, Teli Ka Mandir, che risale al IX secolo, e il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere. 18°g.  14/3 Gwalior – Delhi e volo di rientro   Si prende il treno per Delhi, che dista da qui 330 km; si parte alle 8.10 con rivo alle 13.15. Alla stazione è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba; si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. 19°g.  Martedì 15 marzo, arrivo a destinazione
INDIA 2016: Magia del Kerala e ayurveda
Estensone: Shivaratri e cultura gangetica
Periodo: 26 feb - 6 mar
Il viaggio inizia da Kochi (o Cocin) con una visita della città, antico porto che ha visto l’avvento del periodo coloniale dell’India; da qui si raggiunge un centro ayurvedico molto bello situato nelle ‘backwaters’, il Backwater Ripples (backwaterripples.com), dove si sosta per due notti avendo così anche la possibilità di visitare i villaggi della zona per un incontro con l’affascinante mondo rurale che rende così speciale il Kerala. Si prosegue esplorando lagune, canali e mare interno utilizzando una comoda casa galleggiante su cui si pernotta e si consumano i pasti e si approda ad Alappuzha arrivando sulla costa oceanica al Marari Beach Resort (cghearth.com/marari-beach), un hotel che offre trattamenti ayurvedici posto su una spiaggia tra le più belle e pittoresche dell’India. Entrambi gli hotel sono di qualità ottima e collocati in un bel contesto naturale con ampi spazi, ideali per un momento di vero relax, e si contraddistinguono anche per la marcata attenzione al rispetto ambientale; oltre al piacere di fare dei bagni nell’oceano, nelle piscine e godersi il sole si potranno sperimentare i massaggi terapeutici e trattamenti curativi. Per le persone interessate vi sarà l’opportunità di seguire le lezioni di yoga che Lorena, la conduttrice, terrà al mattino. Nota tecnica La stagione è ideale con un clima piacevolmente caldo e secco: le medie stagionali del Kerala a fine febbraio – inizio marzo indicano una temperatura minima di 23°c ed una massima di 32°c con un unico giorno con possibilità di pioggia. Tutti gli spostamenti locali sono brevi ed eseguiti con veicoli privati.    Casa galleggiante Kumarakom, canale Kumarakom Alcune note sul Kerala Il Kerala è una lunga, verdissima striscia di terra situata sulla costa sud occidentale dell’India, dove la natura è molto rigogliosa: campi di riso, boschi di mango, di anacardi e palmeti di noci di cocco si alternano a fitte foreste tropicali che si estendono fino ai monti che ad oriente formano una barriera naturale separandola dal resto del subcontinente indiano. Questa peculiare conformazione ha contribuito a proteggere nel tempo la zona dalle invasioni e sconvolgimenti che hanno coinvolto la maggior parte delle altre popolazioni dell’India. Gli abitanti sono sempre stati protesi ai contatti via mare con il resto del mondo, ad esempio in Kerala vive tutt’ora una comunità di discendenti di palestinesi giunti qui 2000 anni or sono. La posizione dei porti del Kerala, situati sul lembo più meridionale dell’India a metà strada tra Europa e Cina, ne ha fatto un punto di incontro e scambi commerciali nei millenni: dai tempi più antichi, con fenici, romani, arabi e cinesi e quindi con le potenze coloniali europee. Ancora oggi i pescatori, per esempio, usano le reti costruite alla maniera cinese. Grazie a queste radici il Kerala offre un panorama culturale arricchito di una visione del mondo cosmopolita, dove nella matrice indiana si sono fusi tratti diversi. La storia ha fatto della gente del Kerala un popolo intraprendente e di viaggiatori, che ha saputo anche cogliere le opportunità offerte dalla grande estensione dell’impero britannico di cui era parte, formando comunità in varie parti del mondo. Il Kerala, nell’ambito dell’Unione Indiana, è stato costituito con gli attuali confini tra il ’56 e il ’57; vi venne eletto un governo locale molto incline allo sviluppo delle politiche sociali, tanto che qui il livello d’istruzione è tra i più elevati dell’India. Tutti i visitatori che vi si recano restano colpiti dall’atmosfera particolarmente rilassante data dall’ambiente naturale, dal clima e dalla pacatezza della gente.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  26/2 Volo per Kochi (Cocin) Per raggiungere Kochi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli per l’India parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; il pernottamento presso l’hotel Casino di Kochi la notte del 17/2 è compreso nel prezzo del viaggio. 2°g.  27/2 Kochi – Kumarakom   L’arrivo è previsto alle 3,25 del mattino; ci si trasferisce presso l’hotel Casino (cghearth.com/casino-hotel), dove saranno giunti la conduttrice del viaggio con i partecipanti provenienti da Chennai che hanno seguito il programma ‘Masimahan’. Si dedica la mattina alla visita di Kochi, una città con una lunga storia coloniale, iniziata con l’occupazione portoghese del 1504. Ci si reca al forte, dove si vedono i pescatori all’opera con le reti fisse, alla chiesa di San Francesco, che è la più antica dell’India, al palazzo di Mattancherry e nel quartiere ebraico. Si parte quindi per Kumarakom, situata circa 55 km a sud; si alloggia presso l’hotel Backwater Ripples (backwaterripples.com), un comodissimo resort ayurvedico dotato di ogni comfort che si affaccia su di una tranquilla laguna nelle famose ‘backwaters’ del Kerala. 3°g.  28/2 Kumarakom   Si dedica la giornata ad esplorare il mondo delle ‘backwaters’ e la vita dei villaggi, accompagnati da una guida locale; si utilizzano barche, biciclette e riksho a motore. Si vedranno le produzioni locali, dai diversi utilizzi delle palme da cocco alle coltivazioni e attività pastorizie e di pesca, incontrando le persone che vivono qui nei villaggi e nelle fattorie. 4°g.  29/2 Kumarakom – Navigazione nelle ‘backwaters’   Utilizzando una comoda casa galleggiante si esplorano i canali interni del Kerala pernottando a bordo. I vascelli sono dotati di aria condizionata ed hanno al massimo due cabine; si consumano i pasti sulla barca. 5°g.  1/3 Backwaters – Mararikullam   Si approda ad Alleppey (Alappuzha) e si procede da qui per Mararikullam, circa 14 km più a nord, dove si alloggia presso il Marari Beach Resort (cghearth.com/marari-beach), affacciato su una bella spiaggia dell’Oceano Indiano. 6°g.– 8°g. (2 – 4/3) Mararikullam Relax e possibilità di trattamenti ayurvedici presso il Marari Beach Resort; sono possibili escursioni in mare e si possono effettuare anche immersioni subacquee. 9°g.  5/3 Mararikullam – Kochi e volo di rientro   Da Mararikullam ci si reca direttamente all’aeroporto di Kochi, che da qui dista 75 km in direzione nord. Volo internazionale. 10°g.  Domenica 6 marzo, arrivo a destinazione   Estensione: Shivaratri e cultura gangetica 9°g.  5/3 Mararikullam Giornata presso il resort. 10°g.  6/3 Kochi – Delhi – Varanasi   Il collegamento per Varanasi con IndiGo parte da Kochi alle 12.40 con arrivo a Delhi alle 16.40; si riparte alle 18.25 con arrivo a Varanasi alle 19.45 (orari da confermare), dove si alloggia presso l’hotel Clarks (clarkshotels.com) e si incontrano i partecipanti giunti per Shivaratri e dal Madya Pradesh. 11°g. – 19°g. (7/3 – 15/3) Vedi programma Shivaratri e cultura gangetica
INDIA 2016: Mahamaham a Kumbakonam
Spiritualità dell’India meridionale e meraviglie del Tamil Nadu; estensioni: Kerala; Orissa – Madya P.; Shivaratri
Periodo: 17 feb - 27 feb
Il viaggio prevede la visita di gran parte dei siti più interessanti del Tamil Nadu, da Tirunchirapally e Thanjavur fino a Chidambaram, Tiruvannamali, Mahabalipuram ed altri ancora, e include Pondicherry ed Auroville. Si vedono alcuni dei templi più importanti dell’India, capolavori d’arte pregni di significati e leggende, ricchissimi di contenuti spirituali, che rivelano anche le simbologie astrologiche e degli elementi. La stagione è ottima, si prevede tempo secco e il caldo non è eccessivo: a Chennai (Madras) a febbraio la media stagionale indica la minima a 20°C e la massima a 31°C ed un unico giorno con possibilità di pioggia. Per i trasporti si usano sempre mezzi privati e gli hotel sono di buona qualità (i siti dei medesimi sono indicati nel programma).    Masimaham, processione Masimaham, processione Masimahan, processione Mahamaham a Kumbakonam Kumbakonam è la città sacra più importante dell’India meridionale. Ogni dodici anni, quando nel mese lunare di Masi (tra febbraio e marzo) il pianeta Giove entra nel segno del Leone, la celebrazione annuale del Masimaham assume una valenza eccezionale (divine appunto ‘Maha’ – ovvero, un ‘grande’ maham), un momento considerato di sommo auspicio per la purificazione delle azioni negative: per questa magica opportunità giungono qui masse di devoti e un gran numero di yogi e sant’uomini. La peculiarità del luogo è data dalle 20 fonti sacre che nutrono la grande vasca del Mahamaham: si ritiene che ciascuna di queste vi versi in occasioni particolari l’acqua di uno dei fiumi sacri dell’India, facendo si che un’abluzione eseguita qui durante la specifica congiunzione astrale equivalga ad un’abluzione eseguita contemporaneamente in tutte le acque sacre dell’India! Il rituale normalmente prevede una prima abluzione sul fiume Kaveri, che fluisce attraverso la città un poco più a nord, seguita dal bagno purificatore al Mahamaham. Verso mezzogiorno confluiscono le processioni dai templi che portano, con tutti gli onori necessari e intensa devozione, le effigi delle diverse divinità ospitate negli innumerevoli templi di Kumbakonam per il rito del Theerthavari: vengono immerse, così che anche gli dei possano trarre beneficio da questa fortunata possibilità, ed i presenti avranno la fortuna di condividere le acque con gli illustri ospiti divini.   Brihadeshwara, Nandi Kumbakonam - Kumbeshwara Suryanal Koil   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Mercoledì 17 febbraio, partenza in volo per Chennai (Madras)   Per raggiungere Chennai (Madras) Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli per l’India parte nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; il pernottamento presso l’hotel Radha Regent la notte del 17/2 è compreso nel prezzo del viaggio. Il volo consigliato, che fa da riferimento anche per i servizi di trasferimento inclusi, è della Etihad Airways che parte da Milano Malpensa alle 10.35 con arrivo ad Abu Dhabi alle 19.40 o da Venezia alle 10.55 con arrivo alle 19.50. Si riparte da qui alle 21.35. Per gli orari da altre città italiane contattare Amitaba. 2°g.  18/2 Chennai   L’arrivo è previsto alle 3,45 del mattino; ci si trasferisce presso l’hotel Radha Regent (adhahotels.com/radha-regent-chennai/index.asp). Nel pomeriggio è previsto un giro in città, capitale del Tamil Nadu e uno dei centri principali dell’India. Si visitano il tempio di Kabaleeswar, che qui è il più importante ed è dedicato a Shiva, con le impressionanti torri in tipico stile dravidico, fondato nel XIII secolo e poi rifatto nel XVI; il tempio di Parthsarthy, anche questo rielaborato nel XVI sec.; la chiesa di San Tommaso, che si dice custodisca le spoglie dell’Apostolo; e il Ramakrishna Math, uno dei centri principali della scuola di Ramakrishna, fondato nel 1897 da Swami Ramakrishnananda, uno dei suoi discepoli principali. 3°g.  19/2 Chennai – Tiruchirapalli (Trichy)   Si parte in volo per Tiruchirapalli, che dista circa 330 km a sud ovest di Chennai (Jet Airways, 10.25 – 11.50, orari da confermare); si alloggia presso l’hotel Sangam (sangamhotels.com/trichy). Entrando in città si sosta per una visita al Forte, edificato su di un colle alto circa 90 mt, un luogo che nella storia ha vissuto innumerevoli battaglie; alla base si trova il tempio di Thayumanavar (VI secolo) dedicato a Shiva e sulla cima del colle, con una bella visuale, il tempio di Ganesh, del VII secolo. Nel pomeriggio si visita l’antico complesso templare di Sri Rangam (Ranganatha) che pare abbia 2000 anni di storia e fu edificato nella forma attuale tra il XIII e il XIV secolo; è considerato il tempio più importante dell’India dedicato a Vishnu e contiene un suo tempio che la tradizione dice essersi autogenerato. Il luogo è famoso per le 7 mura concentriche attorno al tempio centrale ornate da 21 torri; si estende su un’area di 156 acri – è di fatto una cittadina religiosa, con innumerevoli avvenimenti quotidiani. Si continua andando al vicino tempio di Thiruvanaikoil (3km), anch’esso posizionato sull’isola formata dai fiumi Kaveri e Kollidam, dedicato a Shiva nella forma di Jambukeshwara, manifestazione dell’elemento acqua; è un sito maestoso, alcuni asseriscono che per interesse architettonico con le sue ciclopiche mura, le sale colonnate, le vasche e le torri superi addirittura Sri Rangam. Una nota redazionale: i templi degli altri 5 elementi sono a Chidambaram – spazio, Tiruvannamali – fuoco, Kanchipuram - terra (questi nel corso del viaggio si vedono) e Kalahasti in Andra Pradesh – aria. 4°g.  20/2 Tiruchirapalli – Thanjavur – Kumbakonam   Si lascia la cittadina verso est, arrivando con circa 60 km di guida a Thanjavur. Vi si trova il famoso tempio shivaita di Brihadeshwara o Rajarajeshwara; edificato nell’XI secolo, è paragonato per la maestosità della struttura alle cattedrali europee. Ci si reca anche al Palazzo, del XIV secolo, dove risiede tutt’ora la famiglia reale dei Maharata, e si potrà visitarne una parte. Si prosegue quindi per altri 43 km verso nord est per Kumbakonam, dove si alloggia presso l’hotel Quality Inn VHA (qualityinnviha.com); questa città tempio è il luogo di pellegrinaggio principale dell’India meridionale, viene considerata la Varanasi del sud. Si iniziano subito le prime visite. 5°g.– 6°g. (21 – 22/2) Kumbakonam e festival del Mahamaham   Queste due giornate saranno decisamente memorabili; il 22/2 i pellegrini si recano in massa alla grande vasca del Mahamaham per l’abluzione di purificazione, creando uno dei preziosi momenti che rende l’India unica al mondo; il punto saliente sono le processioni per il rituale del Theerthavari, quando le effigi divine vengono portate al kund per l’abluzione. Si seguiranno tutti questi eventi unendosi ai pellegrini e si effettueranno anche molte visite ai templi principali, ma è difficile dire prima di essere lì quali si vedranno, per via del grande afflusso di pellegrini. A Kumbakonam i templi più importanti a nostro avviso sono l’Adi Kumbeshwara, legato al simbolismo del nettare dell’immortalità, e sicuramente i templi di Sarangapani, Ramaswamy, Oppiliyappan, Nageshwara, Airavateshwara (Darasuram), Pattishwara e Tribhuvana; tra questi il Darasuram in particolare è curato dall’ASI (Archeological Survey of India) ed è considerato un tesoro nazionale riconosciuto dall’UNESCO. Il 21/2 si prevede un’escursione a Swamimalai (10 km), dove si trova il tempio della divinità che presiede e dà il nome al luogo: Swaminatha, una forma di Skanda o Muruga, figlio di Shiva. E’ uno dei 6 siti principali dedicati a Muruga, ed è particolarmente significativo perché si dice essere il luogo dove Skanda diviene ‘guru’ di suo padre Shiva, trasmettendogli il segreto del Pranava (l’Omkara – o suono primordiale) che Shiva aveva scordato. Una tradizione che probabilmente simboleggia una rivalutazione delle antiche tradizioni dravidiche rispetto a quelle ortodosse brahmaniche. Il tempio sorge su una collinetta artificiale a cui si accede salendo 60 gradini che rappresentano il ciclo di sessant’anni. Si prosegue l’esplorazione recandosi a Suryanar Koil (Suryanarayana), il tempio dedicato al dio Sole contornato dai tempietti dei pianeti. Il dio Surya (Sole) è considerato dai devoti la divinità suprema del pantheon indù, nella sua iconografia sono raffigurati simbolicamente tutti i concetti fondamentali dell’astronomia e dell’astrologia, è considerato il principale pianeta ed è proprio Surya che conferisce agli altri pianeti le loro caratteristiche peculiari. Surya è elargitore di salute, successo e prosperità; le due consorti di Surya sono Usha Devi e Chaya Devi, l’Alba e l’Ombra. 7°g.  23/2 Kumbakonam – Chidambaram – Pondicherry   Si parte per Chidambaram, che dista 70 km in direzione nord ovest. In questa località si trova il famoso tempio di Shiva Nataraja, il signore della danza cosmica che dà inizio, sviluppa e distrugge l’universo, e vi si celebra l’onnipervadente elemento dello spazio. Letteralmente Chidambaram significa ‘spazio della coscienza’. Oltre ad essere uno dei più bei complessi templari dell’India, questo luogo è importante nella tradizione vedica perché secondo i saggi custodisce l’invisibile lingam dell’etere. E’ altrettanto famoso per le rappresentazioni statuarie della danza di bharatanatyam che riepiloga con le 108 posture di Nataraja lo sviluppo dell’universo; impressiona il visitatore anche la sala delle mille colonne. Si prosegue quindi per Pondicherry, 63 km più a nord, sulla costa dell’Oceano Indiano; si alloggia presso l’hotel Anandha Inn (anandhainn.com). Pondicherry è stata un’enclave della Francia fino al 1954, quando è entrata a far parte dell’India indipendente; nella zona vivono ancora molti Tamil che hanno mantenuto la cittadinanza francese e si riscontrano caratteri culturali unici. Pondicherry è famosa per lo Sri Aurobindo Ashram, nei cui pressi si trova anche un bel tempio di Ganesh, due interessantissimi siti che visiteremo. Si avrà del tempo per passeggiare sul lungomare e nella zona francese e fare acquisti. 8°g.  24/2 Pondicherry – Auroville – Tiruvannamalai   Si raggiunge la vicina Auroville, un’enclave internazionale fondata nel 1968 attorno al tempio di Matrimandir, dedicato alla meditazione universale che prescinde da specifiche credenze, secondo un progetto delineato dall’architetto francese Roger Arger. Lo scopo di Auroville è la realizzazione di una sorta di città ideale basata sui principi promulgati da Aurobindo, un’idea che vede impegnate migliaia di persone provenienti da tutto il mondo con un ampio insieme di attività. Con un po’ di fortuna sarà possibile accedere al Matrimandir per una pratica di meditazione. Si prosegue verso est per Tiruvannamali, un viaggio di circa 120 km; si alloggia presso lo Sparsa Resort (sparsaresorts.com/index.php). Questo luogo è fondamentale nelle saghe del misticismo dell’India: secondo la tradizione mitica qui vi fu un incontro degli dei dove Brahma e Vishnu chiesero a Shiva, manifestatosi nella forma di una brillante colonna di luce che si estendeva all’infinito, di moderare il suo aspetto: egli acconsentì, generandosi istantaneamente nella forma del monte Arunachala, che per questa ragione è considerato il Kailash del Tamil Nadu. Per tutti gli induisti è un luogo di potenza mistica, in profondo rapporto con l’elemento fuoco nella sua forma divina Agni, forma suprema della divinità, l’elemento responsabile della trasformazione sia fisica che spirituale. Qui si trovano molti ashram; importanti sono le visite allo Sri Ramanashram (il famoso ashram di Ramana Maharshi) e allo Seshadri Ashram. Molto bello ed importante è il mistico tempio di Arunachaleshwar, dove Shiva si manifesta come Agnilingam, o elemento fuoco. Chi è interessato potrà salire col capogruppo per un tratto sul monte Arunachala seguendo un sentiero molto bello che parte dallo Sri Ramanashram e raggiunge la grotta sacra di Skandashram, dove Sri Ramana Maharshi ha passato molti anni della sua vita in ritiro, un luogo che ha una forza particolare; ci si fermerà a meditare o per stare semplicemente seduti in silenzio. Dalla terrazza di fronte alla grotta si domina la città e il tempio di Arunachaleshwar, posto alla sua base. 9°g.  25/2 Tiruvannamalai – Vellore – Kanchipuram – Mamallapuram (Mahabalipuram)   Si parte in direzione nord per Vellore, che dista 87 km. Qui si visitano il grande forte del XVI secolo, che era un bastione dell’impero Vijayanagara, ed il bellissimo tempio di Jalakandeswara, un magnifico esempio dello stile Nayak-Vijayanagara del XVI secolo. Si prosegue quindi per Kanchipuram, che dista 70 km verso est; è una delle 7 città sante dell’India dove secondo la teologia induista è possibile ottenere la liberazione. Qui nel pomeriggio si visitano 4 dei templi principali. L’Ekambareshwara, un grande complesso shivaita dove si celebra l’elemento terra, la cui fondazione fu nel VII secolo; il Kailasanatha, forse il più impressionante, dedicato a Shiva, dell’VIII secolo; il tempio della dea Kamakshi (Occhio del Desiderio), un antico sito menzionato nei Tantra buddhisti e induisti - alcuni studiosi come ad esempio S.K. Rao pensano che Kamakshi fosse originariamente la dea Tara, venerata da buddhisti e induisti; il Varadaraja Perumal, un grandissimo complesso in stile Chola dell’XI secolo, dove non si può accedere al sancta sanctorum. Si prosegue quindi per Mahabalipuram, 67 km ad est, dove si alloggia presso l’Ideal Beach Resort (idealresort.com).    Mahabalipuram Trichy, Sri Rangam Kanchipuram Per chi rientra 10°g.  26/2 Mahabalipuram – Chennai e volo di rientro   Mahabalipuram, antico porto della dinastia Chola, rinomata per la sua bella spiaggia, è famosa per i templi di piccole dimensioni, prototipi architettonici ideali in scala dei templi dravidici che sono stati presi ad esempio per la costruzione dei complessi templari del sud India. Di particolare bellezza è il tempio di Shiva costruito nel VII secolo che sorge sulle sabbie di fronte all’oceano, dichiarato dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”; e molto interessanti anche i 5 templi monolitici, i Pancha Rathas, dedicati ai fratelli Padavas. In loco si trova poi la famosa Discesa della Ganga, uno dei bassorilievi rupestri più declamati, entrato a far parte del repertorio fotografico dell’India. Completa le visite il tempio di Thirukadalmallai, dedicato a Vishnu. Nel pomeriggio si parte per Chennai (Madras) situata 60 km più a nord, dove ci si reca in aeroporto per il volo di rientro. Per chi è giunto con Etihad, la partenza per Abu Dhabi è alle 22.00 con arrivo alle 0.50. 11°g.  Sabato 27/2, arrivo a destinazione   Si riparte per Venezia alle 2.30 con arrivo alle 6.30; per Milano Malpensa alle 8.55 con arrivo alle 12.55. Per gli orari di altre città contattare Amitaba. Estensione in Kerala 10°g.  26/2 Mahabalipuram – Chennai – Kochi (Cocin)   Si segue il programma come sopra; quindi giunti a Chennai accompagnati da Lorena Trabucco, la conduttrice del viaggio in Kerala, ci si imbarca sul volo per Kochi (SG3627 19.50 – 21.40, orari da confermare). Trasferimento presso l’hotel Casino (cghearth.com/casino-hotel), dove arriveranno anche le persone che seguono solo questo programma. 11°g.  27/2 Kochi – Kumarakom   Si dedica la mattina alla visita di Kochi, una città con una lunga storia coloniale, iniziata con l’occupazione portoghese del 1504. Ci si reca al forte, dove si vedono i pescatori all’opera con le reti fisse, alla chiesa di San Francesco, che è la più antica dell’India, al palazzo di Mattancherry e nel quartiere ebraico. Si parte quindi per Kumarakom, situata circa 55 km a sud; si alloggia presso l’hotel Backwater Ripples (backwaterripples.com), un comodissimo resort ayurvedico dotato di ogni comfort che si affaccia su di una tranquilla laguna nelle famose ‘backwaters’ del Kerala. 12°g.  28/2 Kumarakom   Si dedica la giornata ad esplorare il mondo delle ‘backwaters’ e la vita dei villaggi, accompagnati da una guida locale; si utilizzano barche, biciclette e riksho a motore. Si vedranno le produzioni locali, dai diversi utilizzi delle palme da cocco alle coltivazioni e attività pastorizie e di pesca, incontrando le persone che vivono qui nei villaggi e nelle fattorie. 13°g.  29/2 Kumarakom – Navigazione nelle ‘backwaters’   Utilizzando una comoda casa galleggiante si esplorano i canali interni del Kerala pernottando a bordo. I vascelli sono dotati di aria condizionata ed hanno al massimo due cabine; si consumano i pasti sulla barca. 14°g.  1/3 Backwaters – Mararikullam   Si approda ad Alleppey (Alappuzha) e si procede da qui per Mararikullam, circa 14 km più a nord, dove si alloggia presso il Marari Beach Resort (cghearth.com/marari-beach), affacciato su una bella spiaggia dell’Oceano Indiano. 15°g. – 17°g. (2 – 4/3) Mararikullam   Relax e possibilità di trattamenti ayurvedici presso il Marari Beach Resort; sono possibili escursioni in mare e si possono effettuare anche immersioni subacquee. 18°g.  5/3 Mararikullam – Kochi e volo di rientro   Da Maraikullam ci si reca direttamente all’aeroporto di Kochi, che da qui dista 75 km in direzione nord. Per chi è giunto con Etihad, la partenza per Abu Dhabi è alle 20.55 con arrivo alle 23.50. NB: Chi è interessato può trattenersi a Mararikullam un giorno in più e da Kochi volare a Varanasi via Delhi il 6/3 per proseguire col programma Shivaratri e cultura gangetica. In questo caso si resta una notte in più a Mararikullam (la notte del 5/3) e il giorno successivo ci si reca a Kochi per l’imbarco sul volo per Varanasi della IndiGo che parte da Kochi alle 12.40 con arrivo a Delhi alle 16.40; si riparte alle 18.25 con arrivo a Varanasi alle 19.45 (orari da confermare), dove si alloggia presso l’hotel Clarks (clarkshotels.com) e si incontrano i partecipanti giunti per Shivaratri e dal Madya Pradesh. 19°g.  Domenica 6 marzo, arrivo a destinazione   Si riparte per Venezia alle 2.30 con arrivo alle 6.30; per Milano Malpensa alle 2.45 con arrivo alle 6.55. Per gli orari di altre città contattare Amitaba. Estensione in Orissa, Madya Pradesh ed oltre (NB: Per recarsi nelle aree etniche dell’Orissa è necessario il rilascio di un RAP (Restriced Area Permit): per questo documento il tempo richiesto è di circa 30 giorni e servono 2 foto tessera, copia del passaporto e copia del visto indiano - pertanto le iscrizioni per questa parte chiudono il 22/1/2016) 10°g.  26/2 Mahabalipuram – Chennai – partenza per Vishakhapatnam    A Mahabalipuram si segue il programma come sopra; quindi giunti a Chennai si prende il treno della notte per Vishakhapatnam in Andhra Pradesh. Vi sono due treni disponibili, con orari un poco diversi (23.00 – 16.15 o 23.40 – 13.00) – se i posti sono disponibili si prenoterà preferibilmente quello che arriva a destinazione prima, si utilizzano cuccette di seconda classe con aria condizionata. Chi preferisse non utilizzare del treno può fermarsi a Chennai presso l’hotel Radha Regent e volare la mattina successiva (IndiGo 6E511, 7.10 - 8.25); il costo di questa opzione è quotato su richiesta. 11°g.  27/2 Vishakhapatnam   L’arrivo col treno è previsto alle 13.00 o alle 16.15; si alloggia presso l’hotel Fortune Inn Shreekanya (fortunehotels.in/hotel/Visakhapatnam-Fortune_Inn_Sree_Kanya.aspx). Nel corso della giornata di oggi giungono qui anche le persone che seguono solo questo programma. 12°g. – 20°g. (28/2 – 7/3) Vedi programma Etnie dell’Orissa e parchi del Madya Pradesh 19°g. – 28°g. (6/3 – 15/3) Vedi programma Shivaratri e cultura gangetica
INDIA 2016: La vita del Buddha
Luoghi santi della tradizione buddista
Periodo: 12 gen - 24 gen
Ci si sposta con un pulmino privato e si utilizzano alberghi di ottima qualità per tutto il percorso. La stagione è secca, ma si raccomanda di portare anche indumenti caldi perché di sera a gennaio nelle pianure gangetiche può esser freddo (ad es. a Varanasi le minime stagionali sono di 9°c e massime di 24).   Rajghir Nalanda Alice Project   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 12 gennaio 2016, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi in India Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Emirates, Lufthansa o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli parte in serata dall’Italia ed arriva a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. Se per via del scelta dei voli od altro fosse utile pernottare a Delhi Amitaba fornisce ogni servizio richiesto con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.  13/1 Delhi - Patna   Per raggiungere Patna il volo utilizzato per i servizi del viaggio è l’Air India delle 9.25 che arriva a Patna alle 11.10; all’arrivo è in attesa il corrispondente locale per il trasferimento presso l’hotel Maurya Patna (www.maurya.com). Nel corso della giornata giungono qui il capogruppo ed i partecipanti che giungono dal’Assam che hanno seguito il programma Tawang, terra dei Monpa. 3°g.  14/1 Patna – Nalanda – Rajghir - Bodhgaya   Si parte verso sud per Nalanda, che dista circa 85 km; si incontrano qui i partecipanti giunti con il programma Maharashtra - Bodhgaya. La grande università monastica di Nalanda secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Buddha. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. Tornando verso Bodhgaya si arriva a Rajghir; nella zona collinare nei pressi del paese sorge il “picco degli avvoltoi”, dove venne trasmessa la Prajnaparamita (il sutra della saggezza) che segna l’inizio della tradizione del cosiddetto ‘secondo giro della ruota del Dharma’, il sentiero buddista mahayana. È un luogo di pellegrinaggio ricco di templi e stupa di tutte le tradizioni. Arrivati a Bodhgaya si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, a distanza di passeggiata dal Mahabodi;  chi è interessato potrà recarsi già stasera col capogruppo per una prima visita al mistico giardino dell’illuminazione: è il sito di pellegrinaggio più importante in assoluto nella tradizione buddista, che tocca il cuore di tutte le persone che vi si recano 4°g.  15/1 Boghgaya e grotta di Mahakala   Si visitano i diversi siti di Bodhgaya. Il Mahabodi (lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha) regala a molti un’esperienza indimenticabile; ci si potrà immergere nel vortice di persone che circumambulano ad ogni ora il giardino sacro recitando mantra e preghiere, tra i molti stupendi stupa e le persone impegnate nel ritiro delle prostrazioni e nelle diverse pratiche del Dharma. L’onda devozionale che pervade ogni cosa è al di la di ogni forza descrittiva. All’intorno vi sono monasteri di diverse tradizioni buddiste e si potranno visitare i più interessanti.  Nel pomeriggio ci si reca alla piccola grotta detta di Mahakala, a forma di calotta cranica, in cui alcuni yogi tantrici si raccolsero in meditazione ed ebbero la visione di questo protettore del Dharma in forma terrifica, un sito che oggi è meta di pellegrinaggio. 5°g.  16/1 Bodhgaya - Varanasi   Si completano le visite a Bodhgaya e si parte con un veicolo privato per Varanasi, un viaggio di 260 km che richiede circa 6 ore; si alloggia presso l’hotel Taj Gateway o simile. 6°g.  17/1 Varanasi, escursione a Sarnath Il programma è simile a quello svolto il 12/1, è previsto di recarsi  in barca sul Gange per l’alba, quindi Sarnath e l’aarati sui ghat; se richiesto, con un modica cifra si potrà organizzare un programma diverso accompagnati da una guida locale. 7°g.  18/1 Varanasi – Kushinagar   Si lascia Varanasi verso nord coprendo la distanza di 265 km per Kushinagar in circa 8 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo. 8°g. 19/1 Kushinagar – Kapilvastu - Lumbini   Si parte per Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Prima di varcare il confine si visita la parte indiana del sito di Kapilvastu, la capitale del regno dei Shakya di cui il padre di Gautama era il sovrano. A Kapilavastu c’era la reggia che ospitò il giovane principe tra gli agi e le delizie finché Siddharta decise di intraprendere il sentiero spirituale. Sistemazione presso l’hotel Lumbini Hokke. 9°g.  20/1 Lumbini   Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto esatto dove avvenne la nascita. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. La nascita del Buddha Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque  circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto. 10°g.  21/1 Lumbini – Shravasti   Prima di partire si visitano le rovine della parte nepalese di Kapilvastu. Si rientra quindi in India prosegundo per Shravasti, che dista 225 km, un viaggio di circa 6 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Shravasti fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri e uno Stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli. 11°g.  22/1 Shravasti – Lucknow   Da Shravasti ci si sposta nella città di Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh che dista circa 220 km, un percorso di circa 6 ore. Lucknow è una città interessante, che per le sue caratteristiche culturali e ambientali si fregiava del nome di ‘Costantinopoli dell’India’. Si alloggia presso l’hotel Clarks Avadh (hotelclarks.com/clarks-avadhlucknow). 12°g.  23/1 Lucknow – Delhi e volo di rientro   Ci si reca a visitare sito di maggior interesse della città: il complesso di Bara Imambara, costruito nel 1784, dove la sala principale a volta, costruita senza pilastri di supporto, è tra le più ampie che si conoscano realizzate con mezzi tradizionali; la grande moschea e la parte chiamata ‘il labirinto’  completano questo unico insieme. Il volo per Delhi della Air India (AI 0812) parte alle 18.15 con arrivo alle 19.20 (orario da confermare), dove si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Se per motivi della scelta di volo od altro si preferisse pernottare a Delhi con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza ogni servizio necessario, trasferimenti, pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto. 13°g.  Domenica 24 gennaio, arrivo a destinazione
INDIA 2016: Tawang, terra dei Monpa; con il festival di Torgya
Estensione: la vita del Buddha
Periodo: 3 gen - 16 gen
Dirang Dzong Se La Urgyeling e Tawang G.   Tawang è raggiungibile in auto anche in gennaio perché l’India ha costruito una strada efficiente che viene tenuta aperta tutto l’anno per motivi strategici; è un percorso decisamente spettacolare, attraverso diversi villaggi e alcuni interessanti paesi. Si risalgono i monti occidentali dell’Arunachal valicando alcuni passi, con il più alto di 4050 mt dove è probabile trovare neve sulla strada, ma che è tenuto sempre aperto dall’esercito indiano; è quindi un percorso che regala un vero senso d’avventura.. Per la ricorrenza confluisce qui un gran numero di persone e sarà un momento speciale anche per ammirare i costumi locali e osservare danze, rappresentazioni e rituali eseguiti con ottima maestria dai monaci. Oltre a visitare le località si potrà così godere di un evento che viene visto da rarissimi visitatori; la regione è un’area tibetana che essendo all’interno dell’India non ha subito la fagocitazione cinese e le tradizioni permangono molto vive. Rientrati in Assam si completa il viaggio con la visita del Parco Nazionale di Kaziranga, dove si cercano tigri e rinoceronti anche a dorso di elefante, accompagnati da una nostra guida locale. In alternativa, chi è interessato potrà proseguire per Patna in Bihar, senza recarsi al Parco, per seguire il programma La vita del Buddha. Nota tecnica Si ricorda che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e che le carte di credito spesso non sono accettate. Gli alloggi sono puliti con stanze quasi sempre dotate di bagno con acqua calda e lenzuola, ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani e in alcune località possono richiedere un minimo di adattabilità (ad esempio l’acqua calda può venir fornita in un secchio). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli comodi, tipo Scorpio o Tata Safari. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono essere precipitazioni locali. Le temperature minime previste sono a Tawang, che è il punto più freddo dove si sosta, dove di notte ci possono anche essere punte di -8°C e le massime difficilmente superano gli 8 - 10°C.   Donna di Tawang Lumla Gorsam Chorten   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (NB: i tempi di tappa indicati possono a volte subire variazioni significative dovuti allo stato delle strade) 1°g.  Domenica 3 gennaio, partenza in volo per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi partono nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; se fosse utile disporre di un hotel la sera del 3/1 a Delhi Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g. 4/1 Delhi – Guwahati - Tezpur Il volo per Guwahati, capitale e centro principale dell’Assam, parte da Delhi alle 7.45 con arrivo alle 10.00 (IndiGo 6E743 - orario da confermare; se un viaggiatore scegliesse un altro vettore verranno addebitati eventuali costi aggiuntivi che fossero necessari per i trasferimenti). Si parte da qui con un veicolo privato attraverso le pianure dell’Assam in direzione est arrivando a Tezpur, che dista 180 km, in massimo 5 ore. Si alloggia presso l’hotel KRC Palace o simile, dove si incontrano le guide del viaggio e i partecipanti giunti da Ziro. 3°g.  5/1 Tezpur – Dirang  Si lascia la città procedendo verso nord; al punto di controllo di Bhalukpong si esibiscono i permessi di accesso e si entra nell’Arunachal Pradesh. Sul percorso a Tippi si trova un centro botanico dove vengono coltivate le orchidee; la strada si inoltra lungo un possente fiume e si inerpica nelle foreste fino al passo del Nechipu (circa 1650 mt), per poi ridiscendere ad un altro fiume a circa 630 mt, attraverso un ambiente naturale sempre caratterizzato da foreste rigogliose. Si risale il flusso delle acque fino al villaggio di Tenga (1250 mt circa) proseguendo fino a Bomdila (2350 mt circa), il centro principale del distretto di Kameng. Oltre Bomdila si valica un colle a circa 2500 mt, da dove si scende fino al villaggio di Munna (1325 mt circa) e da qui si risale la valle fino a Dirang (1640 mt circa), che dista da Bomdila 45 km. Si alloggia presso l'Awoo Resort; la tappa è di circa 200 km, da 7 a 8 ore. Dirang è un paese abitato in maggioranza da persone di etnia Monpa; è particolarmente interessante il paesello di Dirang Dzong, situato poco prima della nuova Dirang, con le vecchie case in pietra e la torre del Raj di circa 500 anni. Sui monti sopra il villaggio si trova il sito Nyingmapa di Dirang Kastung che presenta statue ed affreschi custoditi da una pittoresca comunità Gomchen. A Dirang nel 1983 venne tenuta l’iniziazione di Kalachakra dal XIV Dalai Lama, e si può visitare il veneratissimo piccolo tempio dove venne costruito il Mandala. 4°g.  6/1 Dirang – Tawang   Oltre Dirang la strada sale gradatamente verso il passo del Se che dista 65 km ed è posto a 4050 mt, incontrando un ambiente naturale tipico dell’alta quota con scenari spettacolari. La salita necessita usualmente circa 3 ore, ma se si trova la neve può richiedere più tempo; il passo è tenuto aperto tutto l’inverno dall’esercito indiano. Oltre il valico si entra nel territorio di Tawang; la discesa è molto bella, si transita dal mausoleo di Jaswantgarth, un eroico militare indiano che si era immolato nel 1962 per rallentare l’invasione delle truppe cinesi, e verso la base del passo si vedono le cascate di Nuranang. Giunti al fiume Tawangchu (1950 mt circa) si risale lungo l’altro versante della valle fino a Tawang (2900 mt), il centro più importante della regione, posto a 75 km dal passo del Se; il tempo di guida complessivo è normalmente di circa 7 o 8 ore. Si alloggia in un semplice hotel, il Tashi Gyatsel. Tawang è un centro abitato piuttosto grande e distribuito sulle coste dei monti, il cuore della comunità dei Monpa. Il punto di maggior interesse è il grande monastero tibetano Ghelupa, costituito da circa 60 costruzioni con alcuni grandi templi e case dove vive la comunità monastica, posto su di un colle a breve distanza dall’abitato: fondato nel 1643 è stato il più grande per numero di monaci in India fino all’arrivo dei rifugiati tibetani che ne hanno costruiti alcuni ancora più ampi nell’India meridionale; attualmente vi risiedono oltre 400 monaci. 5°g.  7/1 Tawang, escursione a Lumla e Gorsam Chorten Si segue la valle di Tawang verso sud fino al paese di Lumla, posto a circa 2250 mt (35 km), da dove lo sguardo spazia fino al confine col Bhutan, verso la regione di Trashigang e Gomkora. Da Lumla si risale una valle laterale che porta a Gorsam Chorten (1900 mt circa), che dista altri 43 km. Questo grande Chorten ha una datazione incerta, secondo alcune fonti risale al XII secolo, secondo altre al XVIII; è stato costruito seguendo lo stile dello Stupa di Bodnath in Nepal e di Chorten Kora in Bhutan. Ogni anno vi si svolge un festival simile a quelli dei vicini Cham bhutanesi di Gomkora e Chorten Kora dove le persone eseguono innumerevoli circumambulazioni. Poco oltre Gorsam si trova l’interessante villaggio di Hapman Kaleteng, nei cui pressi vi è un tempietto Nyingmapa custodito da una piccola comunità Gomchen che contiene statue molto belle; proseguendo altri 8 km oltre Zhimithang vi è il piccolo tempio di Zangopelri, rappresentazione della Terra Pura di Guru Rimpoce. 6°g.– 8°g. (8 – 10/1) Tawang, festival di Torgya (Dungyur)   Il festival di Torgya di gennaio 2016 è particolarmente importante perché è la ricorrenza che su base triennale diventa il “Dungyur”, un sofisticato rito dedicato alla purificazione dai demoni con l’evocazione di Palden Lhamo e l’esposizione di uno specifico Thongdrol, una gigantesca tanka. L’evento dura tre giorni e si tiene nel grande monastero di Tawang il cui nome significa “benedetto da un cavallo”, punto focale della vita culturale dei Monpa. Fondato nel XVII secolo da Lodre Gyatso per incarico del V Dalai Lama, coordina le attività spirituali di altri 17 monasteri minori diffusi in tutto il territorio. Pare che il punto dove è stato edificato sia stato prescelto da Lodre Gyatso, popolarmente conosciuto come Mera Lama, perché il suo cavallo gli sfuggì e si rifiutò di muoversi da lì dopo esserci giunto: il Lama prese questo come un segno divino che fosse questo il luogo dove sarebbe dovuto sorgere il grande Gompa. Posizionato su di un poggio in posizione ben difendibile, nei secoli passati era anche stato fortificato ed utilizzato da parte dei tibetani nei conflitti con i bhutanesi; questi ultimi occupano infatti la parte più meridionale della grande vallata del Tawangchu, il possente fiume che da qui scorre impetuoso verso le lontane pianure dell’India. Il Gompa è costituito da un gran numero di piccoli edifici arroccati attorno ad un grande spiazzo su cui si affacciano il tempio principale (il Dunkhang), la libreria (il Parkhang) ed il Rumkhang, che ospita le cucine; il Dunkhang è finemente affrescato e contiene molte statue di fattura raffinata, inclusa una gigantesca raffigurazione del Buddha storico. Nel Perkhang sono custoditi un gran numero di preziosi testi antichi scritti con caratteri d’oro e molti altri oggetti di eccellente valore artistico e nel monastero vengono custodite importanti reliquie. Questo spazio delimitato dai templi per il festival si anima di pellegrini giunti da tutta la regione, un’intensa opportunità anche per godere dei costumi e dei rituali tradizionali. Nel corso delle giornate si visiteranno anche gli altri siti importanti della valle: i conventi di Thukje Cheling, che ospita circa 30 monache, e di Jangchup Choling, che ne ospita circa 50, entrambi fondati nel XVII secolo; il venerato sito di Urgyeling Gompa dove nel 1683 nacque Tsangyang Gyatso, il VI Dalai Lama; e Choekhorling, di recente fondazione, dove si trova una piccola comunità di giovani monaci impegnati nello studio. 9°g.  11/1 Tawang – Bomdila  Si inizia il viaggio di ritorno, attraverso le spettacolari valli himalaiane ed il passo di Se fino a Bomdila, dove si alloggia presso l’hotel Tsepel Yongzom. Arrivando, se c’è tempo, o il mattino successivo, si visita Bomdila, un paese adagiato tra le montagne himalaiane dell’Arunachal con molte case costruite in legno e adornate di fiori ed un piccolo mercato; sono interessanti i due templi buddisti tibetani, Lower e Upper Gompa; il secondo, Gonte Gaden Rabgyeling, è un importante monastero retto dal 13° Tsona Gonpatse Rimpoce di Drepung.  La tappa è di 180 km, si prevedono da 7 a 8 ore di viaggio. 10°g.  12/1 Bomdila – Tezpur   Si ripercorre la strada fino a Tezpur, che da qui dista circa 160 km, un viaggio tra le 6 e le 7 ore; si alloggia nel medesimo hotel.   Bomdila, mercato Arrivando a Dirang Dirang Dzong Per chi rientra 11°g.  13/1 Tezpur – Kaziranga   Si prosegue accompagnati da una guida locale che parla la lingua inglese. Si lascia la città verso sud attraversando con un lungo ponte il Bramaputra e si prosegue verso est arrivando al Parco Nazionale di Kaziranga, dove si alloggia presso l’hotel Iora – The Retreat. Il Parco, inserito nella lista ‘World Heritage’ dell’ONU, è situato lungo la sponda meridionale del Brahmaputra ed  è particolarmente importante per il grande numero di rinoceronti asiatici, ospita una grandissima varietà di specie diverse tra cui circa 1000 elefanti e, all’ultimo censimento, 81 tigri. Si effettua una prima escursione nel parco con la jeep. 12°g.  14/1 Parco Nazionale di Kaziranga   La prima escursione è alle prime luci con l’elefante, alle 5.30 o alle 6.30 in base alla decisione dei rangers. Si proseguono le esplorazioni con le jeep; la prima può iniziare tra le 7.30 e le 9; la seconda tra le 13.30 e le 15.00. 13°g.  15/1 Kaziranga – Guwahati – Delhi e volo di rientro   Si parte per Guwahati percorrendo le pianure dell’Assam verso ovest; l’aeroporto dista 185 km, un viaggio di massimo 5 ore. Il volo per Delhi parte alle 17.05 con arrivo alle 19.35 (Air India 0890, orari da confermare - se un viaggiatore scegliesse un altro vettore verranno addebitati eventuali costi aggiuntivi che fossero necessari per i trasferimenti). All’arrivo a Delhi si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 15/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 14°g.  Sabato 16 gennaio, arrivo a destinazione Per chi si reca a Patna per il programma "La vita del Buddha" 11°g.  13/1 Tezpur – Guwahati – Calcutta – Patna Si prosegue verso ovest per la città di Guwahati (180 km, da 4 a 5 ore di guida) dove ci si imbarca sul volo delle 14.15 per Calcutta con arrivo alle 15.30 (IndiGo 6E322, orari da confermare); da qui ci si imbarca alle 18.20 sul volo per Patna con arrivo alle 19.20 (IndiGo 6E633, orari da confermare). Trasferimento presso l’hotel Maurya Patna. 12°g.  14/1 Patna – Bodhgaya   Da ora si segue il programma La vita del Buddha.
INDIA 2016: Arte e misticismo dal Maharashtra a Bodhgaya
Estensione: La vita del Buddha
Periodo: 1 gen - 17 feb
Il viaggio inizia da Mumbai (Bombay) con la visita della città, vero cuore pulsante dell’India che offre una miriade di siti d’interesse, e dell’isola di Elephanta, dove si trovano stupende sculture. Si parte quindi con un veicolo privato seguendo un itinerario che porta ai siti rupestri del Maharashtra: a Kanheri, Karla, Bhaja, Ellora ed Ajanta, dove si scoprono luoghi di ritiro spirituale ed interi templi scavati nella roccia, un lavoro che si è completato nel corso dei secoli tramandandoci alcuni dei più raffinati capolavori d’arte antica conosciuta; una testimonianza dell’evoluzione di stili e di contenuti rappresentativi. Negli spazi quieti ed ombrosi ricavati nel cuore delle falesie rivaleggiano per bellezza e plasticità figure di Bodhisattva, Thirtankara e divinità induiste, e si respira ancora la forte ispirazione che ha reso queste opere realizzabili. In questa regione si visita anche la città di Aurangabad, che ai tempi di Aurangazeb fu capitale dell’impero Moghul, con vestigia di particolare interesse. Ci si sposta quindi in treno a Bhopal nello stato del Madya Pradesh, un’interessante città ornata da due grandi laghi artificiali, punto di partenza per andare a Sanchi, uno dei principali siti buddisti dell’India, dove tra i resti di antichi templi si trova l’immortale stupa di Ashoka e, nei pressi, le grotte di Udaygiri. Si lascia Bhopal in treno per Varanasi, la città santa dell’India, dove si potrà toccare con mano l’intensità spirituale dell’induismo, e da qui si prosegue con un veicolo privato per Bodhgaya, cuore del mondo buddista e meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui si visiteranno anche Nalanda, Rajghir e la grotta di Mahakala. Si lascia Bodhgaya per Patna, da dove si prende il volo per Delhi e si rientra.   Kanheri Ajanta Ajanta   La stagione in Maharashtra e Madya Pradesh è ottima, con un clima secco e piacevolmente tiepido; anche nelle pianure gangetiche del nord gennaio è solitamente secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono arrivare anche vicine allo zero, mentre durante il giorno con il sole sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. È quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi.  Si utilizzano alberghi di buona qualità e, nelle località minori, i migliori disponibili. Estensione "La vita del Buddha" Si può arricchire ulteriormente il viaggio con un’estensione che porta nei principali luoghi di pellegrinaggio della tradizione buddista, dove si svolsero i momenti principali della vita del Buddha. Si torna a Varanasi e Sarnath (luogo del primo insegnamento) e da qui si raggiunge Kushinagar (luogo dove morì), Lumbini (dove nacque), Kapilvastu (dove visse come principe) e Shravasti (il sito dove soggiornò più a lungo trascorrendovi 25 stagioni delle piogge). Da Shravasti si raggiunge Lucknow e da qui Delhi in volo per il rientro. Ci si sposta con un pulmino privato e si utilizzano alberghi di ottima qualità per tutto il percorso.   Daulatabad Khuldabad, sufi Varanasi, aarati   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 1 gennaio 2016, partenza per l’India   Per raggiungere Mumbai Amitaba utilizza voli Air India, Etihad, Emirates, Lufthansa o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Il volo suggerito per questo viaggio è della Air India che parte da Roma Fiumicino alle 19.40 e da Milano Malpensa alle 22.30; se si utilizzano altri voli che richiedano servizi diversi per trasferimenti, pernottamento od altro Amitaba predispone tutto quanto necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.  2/1 Arrivo a Mumbai (Bombay)   Arrivo a Delhi alle 10.15; si riparte per Mumbai alle 13.00 con arrivo alle 15.10. Si viene ricevuti in aeroporto dal corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento all’hotel Fariyas (4 stelle), nei pressi del Gate of India, dove si incontra la guida del viaggio. 3°g.  3/1 Mumbai e isola di Elephanta  Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Tornati in città si visitano la casa di Gandhi e alcuni interessanti siti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali. 4°g.  4/1 Mumbai – Kanheri - Lonavla  Si lascia Mumbai utilizzando un veicolo privato, che verrà utilizzato fino a Jalgaon. Ci si reca a nord della città a Kanheri, un sito immerso nel bel parco di Borivali, che dista circa 40 km; immersi in una stupenda natura si scoprono un gran numero di luoghi di preghiera cesellati nella scura roccia basaltica, con alcune rappresentazioni artisticamente raffinate tra cui spicca una celebre raffigurazione di Avalokiteshvara. Si parte quindi in direzione sud est per Lonavla, che dista circa 120 km, un viaggio che dura 3 o 4 ore. Nei  pressi di Lonavla (12 km) ci si reca alle grotte di Karla che risalgono al II secolo a.C.; il tempio rupestre più interessante ha anche delle dimensioni ragguardevoli, profondo circa 40 metri e alto quasi 15, contiene uno stupa ed è ornato con 37 colonne e stupendi bassorilievi. Si alloggia presso l’hotel Sarovar Portico. 5°g.  5/1 Lonavla – Ellora    Prima di lasciare la zona di Lonavla ci si reca a visitare il sito di Bhaja (14 km), dove si trovano 18 grotte con alcune statue rupestri particolarmente belle, anch’esse del II secolo a.C. Ellora dista circa 320 km, un trasferimento attraverso i bei paesaggi del Maharashtra che richiede 7 ore. Ad Ellora si alloggia presso l’Hotel Kailash. 6°g.  6/1 Ellora  Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora i cui 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro raffinatezza e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. In serata ci si potrà recare al vicino tempio di Ghrishneswar, che custodisce uno dei 12 Jyotirlingam dell’India. 7°g.  7/1 Ellora – Aurangabad – Ajanta Tra Ellora e Aurangabad si incontrano due siti molto interessanti; nel paesello fortificato di Khuldubud si trova la semplice tomba dell’imperatore Aurangazeb, ma il posto è venerato per le reliquie di Maometto che vi sono conservate, motivo di un importante festival annuale in occasione dell’anniversario del Profeta. Proseguendo si incontra la splendida città fortificata di Daulatabad, le cui rovine molto estese e ben conservate arrivano fino alla sommità di un ripido colle dove si trova un antico palazzo. La cittadina di Aurangabad, che dista circa 30 km, fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo; si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani, la sua prima moglie, e la piscina sacra di Panchakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘Piccolo Taj’ ci si reca a visitare delle interessanti grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Lasciata Aurangabad si raggiunge il sito di Ajanta, che dista 102 km, con circa 2 ore di viaggio. Si alloggia alla MTDC Guest House dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile. 8°g. 8/1 Ajanta – Jalgaon  Il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. In serata ci si trasferisce a Jalgaon, che dista 52 km, dove si alloggia presso l’hotel Maitreya, il migliore disponibile. 9°g.  9/1 Jalgaon – Bhopal    Si lascia Jalgaon in treno alle 6.20 del mattino arrivando a Bhopal, che dista 423 km, verso le 15.10. Un viaggio in treno in India è sempre anche un viaggio nel viaggio, ci si immerge nel ritmo tranquillo del paese attraversando zone molto rurali, con le stazioni che assomigliano più a dei mercati che a dei luoghi di transito. Giunti a Bhopal si ha a disposizione un nuovo veicolo privato con autista con cui fare una visita della città; si alloggia presso l’hotel Noor-Us-Sabha Palace. Bhopal è una città ricca di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India. 10°g.  10/1 Bhopal: escursione a Sanchi e partenza per Varanasi    A Sanchi, che dista 50 km da Bhopal, si trovano i famosi stupa, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Non lontano da  Sanchi ci si reca alle grotte di Udaygiri che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e, nei pressi, si trova la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.C. per commemorare la sua conversione all’induismo. Si rientra quindi a Bhopal per prendere il treno della notte che parte alle 18.45 per Varanasi; la classe di cuccetta può essere AC2 o AC3 (ovvero, rispettivamente carrozza con aria condizionata con cuccette a castello o castello a 3 livelli; vengono fornite lenzuola pulite e coperte). Il tipo di cuccetta di cui si disporrà dipende dal momento dell’iscrizione al viaggio, perché i posti disponibili su AC2 vengono solitamente assegnati dalle ferrovie indiane parecchio tempo prima (i posti sono nominativi). 11°g.  11/1 Varanasi L’arrivo a Varanasi è previsto per le 11.10; si viene accolti alla stazione dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Taj Gateways. Nel pomeriggio ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’aarati, uno  splendido rito officiata dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 12°g.  12/1 Varanasi, escursione a Sarnath  Ci si alza presto per ammirare il sorgere del sole da una barca portata a remi sulle acque del fiume. Dopo la colazione ci si reca a Sarnath, ubicata a pochi chilometri dalla città, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Ci si reca a visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Si rientra quindi in città, dove si torna sul ghat principale per ammirare il rito dell’aarati. 13°g.  13/1 Varanasi – Bodhgaya Dopo colazione si parte con un veicolo privato alla volta di Bodhgaya, che dista circa 260 km, un viaggio di circa 6 ore. Si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko, a distanza di passeggiata dal giardino sacro. Ci si reca al Mahabodhi, lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha, il sito di pellegrinaggio più importante in assoluto nella tradizione buddista, che tocca il cuore di tutte le persone che vi si recano. 14°g.  14/1 Bodhgaya, escursione a Nalada e Rajghir   Si effettua un’escursione a Nalanda, che dista circa 90 km; si incontrano qui i partecipanti giunti per eseguire il programma ’La vita del Buddha’ con il capogruppo italiano che seguirà questa parte. La grande università monastica di Nalanda secondo la tradizione fu fatta costruire dall’imperatore buddista Ashoka nel II secolo a.C. intorno allo stupa contenente le reliquie di Sariputra, uno dei principali discepoli di Buddha. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di dieci monasteri, uno adiacente all’altro, e tre templi, oltre al maestoso stupa; Nalanda poteva ospitare circa diecimila studenti e pare che vi si tenessero fino a duecento corsi d’insegnamento al giorno su diversi temi. Fu certamente il centro di conoscenza più grande di quei tempi, dove studiarono alcune delle figure principali della tradizione buddista, tra cui: Nagarjuna, Shantideva, Aryadeva, Asanga e Naropa. All’inizio del XIII secolo le biblioteche furono incendiate, le sale di lettura e i monasteri saccheggiati dalle ripetute incursioni musulmane che misero così fine alla gloriosa storia di Nalanda. Tornando verso Bodhgaya si arriva a Rajghir; nella zona collinare nei pressi del paese sorge il “picco degli avvoltoi”, dove venne trasmessa la Prajnaparamita (il sutra della saggezza) che segna l’inizio della tradizione del cosiddetto ‘secondo giro della ruota del Dharma’, il sentiero buddista mahayana. È un luogo di pellegrinaggio ricco di templi e stupa di tutte le tradizioni Per chi rientra 15°g.  15/1 Boghgaya e grotta di Mahakala - Patna   Si visitano i diversi siti di Bodhgaya. Il Mahabodhi (lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha) regala a molti un’esperienza indimenticabile; ci si potrà immergere nel vortice di persone che circumambulano ad ogni ora il giardino sacro recitando mantra e preghiere, tra i molti stupendi stupa e le persone impegnate nel ritiro delle prostrazioni e nelle diverse pratiche del Dharma. L’onda devozionale che pervade ogni cosa è al di la di ogni forza descrittiva. All’intorno vi sono monasteri di diverse tradizioni buddiste e si potranno visitare i più interessanti.  Nel pomeriggio ci si reca alla piccola grotta detta di Mahakala, a forma di calotta cranica, in cui alcuni yogi tantrici si raccolsero in meditazione ed ebbero la visione di questo protettore del Dharma in forma terrifica, un sito che oggi è meta di pellegrinaggio. Si salutano i compagni che proseguono col programma ‘La vita del Buddha’ e si raggiunge Patna (circa 115 km), capitale del Bihar, dove si alloggia presso il Maurya Patna hotel (www.maurya.com). 16°g.  Sabato 16 gennaio, Patna - Delhi e volo di rientro   Si viene accompagnanti all’aeroporto dove il volo Air India per Delhi parte alle 9.25 con arrivo alle 11.10; si riparte da qui con il volo intercontinentale. Per chi prosegue con  l’estensione “La vita del Buddha” 15°g.  15/1 Bodhgaya e grotta di Mahakala  Si visitano i diversi siti di Bodhgaya e nel primo pomeriggio ci si reca alla piccola grotta detta di Mahakala, a forma di calotta cranica, in cui alcuni yogi tantrici si raccolsero in meditazione ed ebbero la visione di questo protettore del Dharma in forma terrifica, un sito che oggi è meta di pellegrinaggio. 16°g. 16/1 Bodhgaya - Varanasi   Si completano le visite a Bodhgaya e si parte con un veicolo privato per Varanasi, un viaggio di 260 km che richiede circa 6 ore; si alloggia presso l’hotel Taj Gateway o simile. 17°g. 17/1 Varanasi, escursione a Sarnath Il programma è simile a quello svolto il 12/1, è previsto di recarsi  in barca sul Gange per l’alba, quindi Sarnath e l’aarati sui ghat; se richiesto, con un modica cifra si potrà organizzare un programma diverso accompagnati da una guida locale. 18°g.  18/1 Varanasi – Kushinagar  Si lascia Varanasi verso nord coprendo la distanza di 265 km per Kushinagar in circa 8 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Kushinagar è un tranquillo villaggio dove i resti di un antico stupa segnano il luogo della cremazione del Buddha. Un giardino pieno di pace circonda il tempio dove una statua che lo ricorda sdraiato sul fianco destro segna il punto in cui lasciò il corpo; nei pressi i resti di un antico stupa indicano il luogo dove venne allestita la pira per la Sua cremazione. Kushinagar ispira momenti di tranquilla contemplazione; nel tempio spesso si svolgono piccole cerimonie eseguite dai pellegrini giunti fin qui da tutto il mondo. 19°g. 19/1 Kushinagar – Kapilvastu - Lumbini   Si parteper Lumbini, un percorso di circa 170 km che richiede circa 6 ore; il paese è in territorio nepalese a poca distanza dal confine. Prima di varcare il confine si visita la parte indiana del sito di Kapilvastu, la capitale del regno dei Shakya di cui il padre di Gautama era il sovrano. A Kapilavastu c’era la reggia che ospitò il giovane principe tra gli agi e le delizie finché Siddharta decise di intraprendere il sentiero spirituale. Sistemazione presso l’hotel Lumbini Hokke. 20°g.  20/1 Lumbini   Si dedica la giornata alle visite. A Lumbini nacque il Buddha; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto esatto dove avvenne la nascita. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. La nascita del Buddha Secondo la tradizione, il padre di Siddharta Gautama fu il re Shuddhodana e sua madre la regina Maya, che lo partorì nel parco di Lumbini, non lontano dalla città di Kapilavastu, capitale del piccolo regno dei Shakya. La data di nascita del Buddha è ancora oggetto di discussioni: secondo il pandit kashmiro Sakya Sri, che giunse in Tibet all’inizio del XIII secolo, il Buddha nacque  circa 2500 anni fa. Ciò concorda con la posizione generalmente accettata dalla tradizione Theravada ma, secondo alcuni studiosi tibetani, il Buddha apparve nel mondo più di 3000 anni fa.  C’è poi una terza opinione che fa risalire la nascita del Buddha all’VIII secolo a.C. Nonostante le contrastanti asserzioni sulla data di nascita del Buddha, la letteratura mostra generale accordo riguardo agli eventi principali della sua vita che, al di là della leggenda, esemplifica le immense potenzialità e capacità che sono intrinseche della natura umana. Si narra che Siddharta, dopo una serie innumerevole di esistenze in forma animale, umana e divina condotte compiendo azioni compassionevoli verso ogni essere vivente, fosse giunto all’ultima incarnazione durante la quale, per i meriti acquisiti, avrebbe conseguito l’Illuminazione e predicato la dottrina che ad essa conduce. Si racconta che egli, prima di rinascere nel parco di Lumbini, risiedesse nel paradiso di Tushita, il luogo in cui gli dei vivono in perfetta beatitudine. Qui, essendo maturato il tempo dell’ultima esistenza, decise di venire al mondo. La narrazione della nascita di Buddha è arricchita da particolari straordinari: egli nasce dal fianco destro della madre, la terra trema e soffiano leggere brezze che conducono nell’aria soavi profumi, mentre gli dei esprimono il loro compiacimento facendo cadere una pioggia di fiori di loto. La tradizione artistica raffigura generalmente questo avvenimento della vita di Buddha mostrando la madre Maya in piedi, sotto un albero, circondata dalle ancelle e sorretta dalla sorella, mentre il bimbo fuoriesce dal suo fianco. Al parto miracoloso partecipano anche due divinità del pantheon brahmanico: Brahma e Indra. Quest’ultimo accoglie il bimbo su un candido panno, a significare che la nascita di Gautama è un evento che coinvolge non solo le sorti del genere umano, ma l’intero cosmo. Gli stessi dei si prostrano dinnanzi al Buddha nascente poiché attendono ansiosi la predicazione del Dharma (la dottrina) che li renderà finalmente liberi. Al bambino vengono posti i nomi di Siddharta (Colui che ha raggiunto lo scopo) e di Gautama poichè egli deriva dalla stirpe brahmanica di Gotama. La mamma morì pochi giorni dopo il parto ed il bimbo venne allevato dalla sorella di lei, Mahaprajapati, che era, tra l’altro, la seconda moglie del re. Gautama era venuto al mondo recando sul proprio corpo dei segni straordinari che ne lasciavano intuire la grandezza. Interpretandoli, i veggenti che frequentavano il palazzo predissero a Shuddodana, il papà, che il bambino, qualora fosse rimasto nel mondo sarebbe divenuto un chakravartin, ossia un sovrano universale. Se diversamente, nel corso della sua esistenza, avesse deciso di abbandonare la vita di corte per intraprendere un sentiero spirituale, sarebbe giunto allo stato di Buddha perfettamente compiuto. 21°g.  21/1 Lumbini – Shravasti   Prima di partire si visitano le rovine della parte nepalese di Kapilvastu. Si rientra quindi in India prosegundo per Shravasti, che dista 225 km, un viaggio di circa 6 ore; si alloggia presso l’hotel Lotus Nikko. Shravasti fu capitale del Kosala ed è anche citata nel poema epico indiano della Mahabharata; le rovine di questa antica città sono venerate sia dai buddisti che dai jainisti perché qui predicò anche Mahavira, il loro maestro spirituale. Il Buddha vi risedette per 25 stagioni delle piogge, in un giardino nei pressi della città che gli fu donato da un ricco discepolo che, secondo la tradizione, per acquistare questo bel terreno dovette ricoprirlo di monete d’oro da consegnare poi al re. Qui si trovano i resti di diversi monasteri e uno Stupa costruito sul luogo in cui il Buddha compì dei miracoli. 22°g.    22/1 Shravasti – Lucknow   Da Shravasti ci si sposta nella città di Lucknow, capitale dello stato dell’Uttar Pradesh che dista circa 220 km, un percorso di circa 6 ore. Lucknow è una città interessante, che per le sue caratteristiche culturali e ambientali si fregiava del nome di ‘Costantinopoli dell’India’. Si alloggia presso l’hotel Clarks Avadh (hotelclarks.com/clarks-avadhlucknow). 23°g.    23/1 Lucknow – Delhi e volo di rientro   Ci si reca a visitare sito di maggior interesse della città: il complesso di Bara Imambara, costruito nel 1784, dove la sala principale a volta, costruita senza pilastri di supporto, è tra le più ampie che si conoscano realizzate con mezzi tradizionali; la grande moschea e la parte chiamata ‘il labirinto’  completano questo unico insieme. Il volo per Delhi della Air India (AI 0812) parte alle 18.15 con arrivo alle 19.20 (orario da confermare), dove si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse e per chi è partito dall’Italia con Air India che vola il 24/1 alle 14.20, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto. 24°g.    Domenica 24 gennaio, arrivo a destinazione.   Mumbai Aurangabad, Bibi-ka-Maqbar Sarnath
INDIA 2015: Etnie del Nord Est; un viaggio in Assam, Arunachal Pradesh e Nagaland
Estensione: Tawang terra dei Monpa, con il festival di Torgya; possibile prosecuzione: 'La vita del Buddha'
Periodo: 26 dic - 6 gen
Apatami Assam, Kaziranga Assam   (Per alcune informazioni sulla regione, clicca qui) L’itinerario prevede di raggiungere Delhi e di proseguire in volo per Dibrugarh nell’Assam orientale, base di partenza per raggiungere Mon nel Nagaland a ridosso del confine birmano, la patria dell’etnia Konyak; si sosta qui due notti per potersi spingere fino al villaggio di Longwa, sul confine con Myanmar. Si prosegue quindi verso nord ovest tornando sulle sponde del Bramaputra a Sivasagar in Assam e da qui raggiungere la bucolica isola di Majuli, Patrimonio dell’Unesco, dove si dedica una giornata alle visite. Si lascia il vasto bacino del Bramaputra verso nord arrivando nel distretto di Ziro, una regione orientale dell’Arunachal Pradesh dove risiedono gli Apatani, una tra le etnie più interessanti dell’Asia; si sosta qui tre notti per poter esplorare le aree tribali. Si lasciano i monti dell’Arunachal rientrando in Assam a Tezpur, dove chi completa qui il viaggio prende il volo per Delhi. Da Tezpur chi prosegue il viaggio si reca nella remota area himalaiana di Tawang nel nord ovest dell’Arunachal Pradesh, il territorio dove vive l’etnia tibetana dei Monpa incuneato tra il Bhutan, che ne segna il confine a sud, ed il Tibet a nord. L’area è raggiungibile in auto anche in gennaio perché l’India ha costruito una strada efficiente che viene tenuta aperta tutto l’anno per motivi strategici; è un percorso decisamente spettacolare, attraverso diversi villaggi e alcuni interessanti paesi. Si risalgono i monti occidentali dell’Arunachal valicando alcuni passi, con il più alto di 4050 mt dove è probabile trovare neve sulla strada, ma che è tenuto sempre aperto dall’esercito indiano; è quindi un percorso che regala un vero senso d’avventura. Si arriva nella valle di Tawang in un momento veramente speciale, durante la celebrazione più importante dei Monpa: il festival di Torgya presso il grande monastero di Tawang, che a gennaio 2016 sarà particolarmente sentito in quanto è un ‘Dungyur’, ovvero un momento di forte purificazione che ricorre ogni tre anni. Per la ricorrenza confluisce qui un gran numero di persone e sarà un momento speciale anche per ammirare i costumi locali e osservare danze, rappresentazioni e rituali eseguiti con ottima maestria dai monaci. Oltre a visitare le località si potrà così godere di un evento che viene visto da rarissimi visitatori; la regione è un’area tibetana che essendo all’interno dell’India non ha subito la fagocitazione cinese e le tradizioni permangono molto vive. Rientrati in Assam si completa il viaggio con la visita del Parco Nazionale di Kaziranga, dove si cercano tigri e rinoceronti anche a dorso di elefante, accompagnati da una nostra guida locale. In alternativa, chi è interessato potrà proseguire per Patna in Bihar, senza recarsi al Parco, per seguire il programma La vita del Buddha. Nota tecnica Si ricorda che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e che le carte di credito spesso non sono accettate. Gli alloggi sono puliti con stanze quasi sempre dotate di bagno con acqua calda e lenzuola, ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani e in alcune località possono richiedere un minimo di adattabilità (ad esempio l’acqua calda può venir fornita in un secchio). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli comodi, tipo Scorpio o Tata Safari. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere precipitazioni locali. Le temperature previste sono piuttosto fredde solo a Ziro, dove le minime notturne possono arrivare a 2°C, con massime di 10°-14°C. Chi segue l’estensione deve essere attrezzato per le condizioni della regione; a Tawang, che è il punto più freddo dove si sosta, di notte ci possono anche essere punte di -8°C e le massime difficilmente superano gli 8 - 10°C.   Tawang, Se La Tawang, Jangchup Choling Tawang Gompa   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (NB: i tempi di tappa indicati possono a volte subire variazioni significative dovuti allo stato delle strade) 1°g. Sabato 26 dicembre, partenza in volo per Delhi     Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli tra l’Italia e Delhi partono nel pomeriggio o alla sera con arrivo nelle prime ore del mattino successivo; se fosse utile disporre di un hotel la sera del 26/12 a Delhi Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 2°g.  27/12 Delhi – Dibrugarh   Il volo per Dibrugarh in Assam, una cittadina nell’estremo est dell’India adagiata sulle rive meridionali del maestoso fiume Bramaputra, parte da Delhi alle 10.40 con arrivo alle 13.15 (IndiGo 6E571 - orario da confermare; se un viaggiatore scegliesse un altro vettore verranno addebitati eventuali costi aggiuntivi che fossero necessari per i trasferimenti), dove è in attesa dei partecipanti la guida locale che parla la lingua inglese. Si alloggia presso i tipici Heritage Chang Bungalow, costruzioni coloniali di epoca britannica poste su palafitte, immersi in una tranquilla natura tra le piantagioni di tè. Si visitano le piantagioni, il mercato locale e un centro artigianale di produzione tessile; alla sera si vedranno le tipiche danze Bihu, tra le più popolari dell’Assam, ricche di vitalità ritmica, una celebrazione delle forze della primavera e dell’amore. 3°g.  28/12 Dibrugarh – Mon   Si parte in direzione sud per Mon nel Nagaland, che dista 170 km, un percorso di circa 6 ore; si alloggia presso la Paramount Guest House. Questo villaggio, posto a 900 mt di quota, è il centro dell’etnia dei Konyak Nagas, con i tipici tatuaggi sui volti e costumi tradizionali, particolarmente abili in diverse attività artigianali tra cui la scultura del legno; il governo dei vari gruppi è affidato agli Angh, ovvero a capi tribù a carica ereditaria. Nei pressi della cittadina si visita il villaggio di Chui, con molte case tradizionali Konyak ben preservate con gli usci ornati da corna di bufalo dipinte; si potrà visitare la magione dell’Angh, il capo villaggio, dove vengono conservati centinaia di teschi di cervi. 4°g.  29/12 Mon, esc. a Longwa   Ci si reca a Longwa, uno dei villaggi più importanti del distretto di Mon, che dista 60 km. È peculiarmente edificato tra l’India e la Birmania, con circa metà delle case oltre il confine. Ci si reca anche ai villaggi di Tang e Shenga Chingnyu dove si possono vedere alcune interessanti magioni tradizionali degli Angh. 5°g.  30/12 Mon – Sivasagar - Neematighat – Isola di Majuli   Si lascia Mon verso nord ovest arrivando nella località di Sivasagar in Assam, che dista circa 100 km. Questa cittadina fu per circa 600 anni la capitale dell’impero Ahom, fondato dagli Shan tailandesi nel XIII secolo; si visitano il tempio di Shiva e le rovine dei palazzi. Si raggiunge quindi Neematighat, il punto d’imbarco per il traghetto sul Bramaputra che porta all’isola di Majuli; si prevede circa un’ora e mezza di navigazione, ma la durata dipende molto dalla quantità del flusso d’acqua del fiume. Si alloggia presso il Mepo Okum Eco Camp. 6°g.  31/12 Isola di Majuli   Majuli è la più grande isola fluviale abitata della Terra eletta a Patrimonio dell’Unesco, con villaggi tradizionali delle etnie Assamese e Mishing, un mondo dall’aspetto bucolico, fuori dal tempo; dal XVI secolo, a seguito dell’opera di Srimanta Shankerdev, ha visto una fioritura di comunità vishnavite. Si visita uno dei monasteri più interessanti guidati da un monaco, che ci accompagna nei templi e tra le celle illustrandoci le attività e la vita della comunità; i monaci sono anche i custodi della Satriya, un’antica forma di danza. 7°g.  1/1/’16 Isola di Majuli – Ziro   Si attraversa il Bramaputra in traghetto verso nord arrivando a North Lakhimpur e si lascia l’Assam entrando nelle montagne dell’Arunachal Pradesh percorrendo le valli che portano a Ziro (120 km da Lakhimpur), una tappa che richiede circa 6 ore in tutto. Si alloggia presso il confortevole Hotel Blue Pine. Ziro è posto a circa 2000 mt su di un plateau tra monti coperti di foreste di pino, una delle zone più belle dell’Arunachal. È il territorio degli Apatani, un’importante etnia caratterizzata da molta amichevolezza; hanno un aspetto particolare per via dell’utilizzo di tatuaggi facciali e le donne portano inserti nasali tipici fatti col legno, la cui ampiezza è motivo di distinzione. 8°g. – 9°g. (2 – 3/1) Ziro   Si esplora l’altopiano degli Apatani, rientrando in hotel per le pause pranzo. Si visitano i villaggi di Hong, Hari, Hija e altri minori con i loro mercati locali, ed anche il museo di Ziro. Il principale è Hong, e ciascun villaggio evidenzia caratteristiche proprie. 10°g. 4/1 Ziro – Tezpur   Si ripercorre la strada fino a North Lakhimpur, nelle pianure dell’Assam; si prosegue da qui verso ovest per circa 200 km arrivando a Tezpur, una tappa che richiede da 6 a 7 ore. Sistemazione presso l’hotel KRC Palace. A Tezpur si visitano il tempio shivaita di Mahabhairab, le rovine di Bamuni, la collina di Agnigarh, punto panoramico sul Bramaputra e Tezpur il cui nome significa ”Fortezza di fuoco”, per via della leggenda che lega il luogo al mitologico amore tra Usha e Aniruddha, e il parco di Chitralekha Udyan. Per chi rientra 11°g.  5/1 Tezpur – Guwahati – Delhi e volo di rientro  Si prende commiato dai partecipanti e dalla guida che proseguono il viaggio. Si parte per Guwahati percorrendo le pianure dell’Assam verso ovest; l’aeroporto dista 180 km, un viaggio di massimo 5 ore. Il volo per Delhi parte alle 17.05 con arrivo alle 19.35 (Air India 0890, orari da confermare; se un viaggiatore scegliesse un altro vettore verranno addebitati eventuali costi aggiuntivi che fossero necessari per i trasferimenti). All’arrivo a Delhi si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 5/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 12°g.  Mercoledì 6 gennaio, arrivo a destinazione Per chi prosegue 11°g. 5/1 Tezpur – Dirang  Si lascia la città procedendo verso nord; al punto di controllo di Bhalukpong si esibiscono i permessi di accesso e si entra nell’Arunachal Pradesh. Sul percorso a Tippi si trova un centro botanico dove vengono coltivate le orchidee; la strada si inoltra lungo un possente fiume e si inerpica nelle foreste fino al passo del Nechipu (circa 1650 mt), per poi ridiscendere ad un altro fiume a circa 630 mt, attraverso un ambiente naturale sempre caratterizzato da foreste rigogliose. Si risale il flusso delle acque fino al villaggio di Tenga (1250 mt circa) proseguendo fino a Bomdila (2350 mt circa), il centro principale del distretto di Kameng. Oltre Bomdila si valica un colle a circa 2500 mt, da dove si scende fino al villaggio di Munna (1325 mt circa) e da qui si risale la valle fino a Dirang (1640 mt circa), che dista da Bomdila 45 km. Si alloggia presso l’Awoo Resort, una semplice locanda; la tappa è di circa 200 km, da 7 a 8 ore. Dirang è un paese abitato in maggioranza da persone di etnia Monpa; è particolarmente interessante il paesello di Dirang Dzong, situato poco prima della nuova Dirang, con le vecchie case in pietra e la torre del Raj di circa 500 anni. Sui monti sopra il villaggio si trova il sito Nyingmapa di Dirang Kastung che presenta statue ed affreschi custoditi da una pittoresca comunità Gomchen. A Dirang nel 1983 venne tenuta l’iniziazione di Kalachakra dal XIV Dalai Lama, e si può visitare il veneratissimo piccolo tempio dove venne costruito il Mandala. 12°g. 6/1 Dirang – Tawang   Oltre Dirang la strada sale gradatamente verso il passo del Se che dista 65 km ed è posto a 4050 mt, incontrando un ambiente naturale tipico dell’alta quota con scenari spettacolari. La salita necessita usualmente circa 3 ore, ma se si trova la neve può richiedere più tempo; il passo è tenuto aperto tutto l’inverno dall’esercito indiano. Oltre il valico si entra nel territorio di Tawang; la discesa è molto bella, si transita dal mausoleo di Jaswantgarth, un eroico militare indiano che si era immolato nel 1962 per rallentare l’invasione delle truppe cinesi, e verso la base del passo si vedono le cascate di Nuranang. Giunti al fiume Tawangchu (1950 mt circa) si risale lungo l’altro versante della valle fino a Tawang (2900 mt), il centro più importante della regione, posto a 75 km dal passo del Se; il tempo di guida complessivo è normalmente di circa 7 o 8 ore. Si alloggia in un semplice hotel, il Tashi Gyatsel. Tawang è un centro abitato piuttosto grande e distribuito sulle coste dei monti, il cuore della comunità dei Monpa. Il punto di maggior interesse è il grande monastero tibetano Ghelupa, costituito da circa 60 costruzioni con alcuni grandi templi e case dove vive la comunità monastica, posto su di un colle a breve distanza dall’abitato: fondato nel 1643 è stato il più grande per numero di monaci in India fino all’arrivo dei rifugiati tibetani che ne hanno costruiti alcuni ancora più ampi nell’India meridionale; attualmente vi risiedono oltre 400 monaci. 13°g.  7/1 Tawang, escursione a Lumla e Gorsam Chorten   Si segue la valle di Tawang verso sud fino al paese di Lumla, posto a circa 2250 mt (35 km), da dove lo sguardo spazia fino al confine col Bhutan, verso la regione di Trashigang e Gomkora. Da Lumla si risale una valle laterale che porta a Gorsam Chorten (1900 mt circa), che dista altri 43 km. Questo grande Chorten ha una datazione incerta, secondo alcune fonti risale al XII secolo, secondo altre al XVIII; è stato costruito seguendo lo stile dello Stupa di Bodnath in Nepal e di Chorten Kora in Bhutan. Ogni anno vi si svolge un festival simile a quelli dei vicini Cham bhutanesi di Gomkora e Chorten Kora dove le persone eseguono innumerevoli circumambulazioni. Poco oltre Gorsam si trova l’interessante villaggio di Hapman Kaleteng, nei cui pressi vi è un tempietto Nyingmapa custodito da una piccola comunità Gomchen che contiene statue molto belle; proseguendo altri 8 km oltre Zhimithang vi è il piccolo tempio di Zangopelri, rappresentazione della Terra Pura di Guru Rimpoce. 14°g. – 16°g. (8 – 10/1) Tawang, festival di Torgya (Dungyur)   Il festival di Torgya di gennaio 2016 è particolarmente importante perché è la ricorrenza che su base triennale diventa il “Dungyur”, un sofisticato rito dedicato alla purificazione dai demoni con l’evocazione di Palden Lhamo e l’esposizione di uno specifico Thongdrol, una gigantesca tanka. L’evento dura tre giorni e si tiene nel grande monastero di Tawang il cui nome significa “benedetto da un cavallo”, punto focale della vita culturale dei Monpa. Fondato nel XVII secolo da Lodre Gyatso per incarico del V Dalai Lama, coordina le attività spirituali di altri 17 monasteri minori diffusi in tutto il territorio. Pare che il punto dove è stato edificato sia stato prescelto da Lodre Gyatso, popolarmente conosciuto come Mera Lama, perché il suo cavallo gli sfuggì e si rifiutò di muoversi da lì dopo esserci giunto: il Lama prese questo come un segno divino che fosse questo il luogo dove sarebbe dovuto sorgere il grande Gompa. Posizionato su di un poggio in posizione ben difendibile, nei secoli passati era anche stato fortificato ed utilizzato da parte dei tibetani nei conflitti con i bhutanesi; questi ultimi occupano infatti la parte più meridionale della grande vallata del Tawangchu, il possente fiume che da qui scorre impetuoso verso le lontane pianure dell’India. Il Gompa è costituito da un gran numero di piccoli edifici arroccati attorno ad un grande spiazzo su cui si affacciano il tempio principale (il Dunkhang), la libreria (il Parkhang) ed il Rumkhang, che ospita le cucine; il Dunkhang è finemente affrescato e contiene molte statue di fattura raffinata, inclusa una gigantesca raffigurazione del Buddha storico. Nel Perkhang sono custoditi un gran numero di preziosi testi antichi scritti con caratteri d’oro e molti altri oggetti di eccellente valore artistico e nel monastero vengono custodite importanti reliquie. Questo spazio delimitato dai templi per il festival si anima di pellegrini giunti da tutta la regione, un’intensa opportunità anche per godere dei costumi e dei rituali tradizionali. Nel corso delle giornate si visiteranno anche gli altri siti importanti della valle: i conventi di Thukje Cheling, che ospita circa 30 monache, e di Jangchup Choling, che ne ospita circa 50, entrambi fondati nel XVII secolo; il venerato sito di Urgyeling Gompa dove nel 1683 nacque Tsangyang Gyatso, il VI Dalai Lama; e Choekhorling, di recente fondazione, dove si trova una piccola comunità di giovani monaci impegnati nello studio. 17°g.  11/1 Tawang – Bomdila Si inizia il viaggio di ritorno, attraverso le spettacolari valli himalaiane ed il passo di Se fino a Bomdila, dove si alloggia presso l’hotel Tsepel Yongzom. Arrivando, se c’è tempo, o il mattino successivo, si visita Bomdila, un paese adagiato tra le montagne himalaiane dell’Arunachal con molte case costruite in legno e adornate di fiori ed un piccolo mercato; sono interessanti i due templi buddisti tibetani, Lower e Upper Gompa; il secondo, Gonte Gaden Rabgyeling, è un importante monastero retto dal 13° Tsona Gonpatse Rimpoce di Drepung.  La tappa è di 180 km, si prevedono da 7 a 8 ore di viaggio. 18°g.  12/1 Bomdila – Tezpur   Si ripercorre la strada fino a Tezpur, che da qui dista circa 160 km, un viaggio tra le 6 e le 7 ore; si alloggia nel medesimo hotel. Per chi rientra 19°g.  13/1 Tezpur – Kaziranga   Si prosegue accompagnati da una guida locale che parla la lingua inglese. Si lascia la città verso sud attraversando con un lungo ponte il Bramaputra e si prosegue verso est arrivando al Parco Nazionale di Kaziranga, dove si alloggia presso l’hotel Iora – The Retreat. Il Parco, inserito nella lista ‘World Heritage’ dell’ONU, è situato lungo la sponda meridionale del Brahmaputra ed  è particolarmente importante per il grande numero di rinoceronti asiatici, ospita una grandissima varietà di specie diverse tra cui circa 1000 elefanti e, all’ultimo censimento, 81 tigri. Si effettua una prima escursione nel parco con le jeep. 20°g.  14/1 Parco Nazionale di Kaziranga   La prima escursione è alle prime luci con l’elefante, alle 5.30 o alle 6.30 in base alla decisione dei rangers. Si proseguono le esplorazioni con le jeep; la prima può iniziare tra le 7.30 e le 9; la seconda tra le 13.30 e le 15.00. 21°g.  15/1 Kaziranga – Guwahati – Delhi e volo di rientro   Si parte per Guwahati percorrendo le pianure dell’Assam verso ovest; l’aeroporto dista 185 km, un viaggio di massimo 5 ore. Il volo per Delhi parte alle 17.05 con arrivo alle 19.35 (Air India 0890, orari da confermare; se un viaggiatore scegliesse un altro vettore verranno addebitati eventuali costi aggiuntivi che fossero necessari per i trasferimenti). All’arrivo a Delhi si procede con l’imbarco sul volo intercontinentale. La maggior parte dei voli per l’Europa parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino; se la sera del 15/1 a Delhi fosse utile disporre di un hotel Amitaba potrà prenotarlo e predisporre ogni altro servizio necessario con un piccolo costo aggiuntivo. 22°g.  Sabato 16 gennaio, arrivo a destinazione Per chi si reca a Patna per il programma "La vita del Buddha" 19°g.  13/1Tezpur – Guwahati – Calcutta – Patna   Si prosegue verso ovest per la città di Guwahati (180 km, da 4 a 5 ore di guida) dove ci si imbarca sul volo delle 14.15 per Calcutta con arrivo alle 15.30 (IndiGo 6E322, orari da confermare); da qui ci si imbarca alle 18.20 sul volo per Patna con arrivo alle 19.20 (IndiGo 6E633, orari da confermare). Trasferimento presso l’hotel Maurya Patna (www.maurya.com). 20°g. 14/1 Patna – Nalanda – Rajghir - Bodhgaya   Da ora si segue il programma La vita del Buddha.
INDIA 2015: Gujarat e Rajasthan con Diwali e il festival di Pushkar
Gli infiniti volti dell'India
Periodo: 8 nov - 24 nov
Jambughoda Chota Udepur Pithora   Il programma inizia da Delhi, da dove si raggiunge Jaipur nel Rajasthan in occasione della ricorrenza del Diwali. Si prosegue in volo via Mumbai per Vadodara nel Gujarat arrivando nella regione di Jambughoda e Chhota Udepur, dove si incontrano le popolazioni Rathwas e Nayaks. Dopo la visita di Champaner ci prosegue per Bhavnagar e si visita Palitana, l’incredibile montagna sacra dei jainisti. Da qui inizia il percorso verso nord con Ahmedabad dove, oltre ai diversi siti incluso l’Ashram di Ghandi, ci si reca al museo Calico, e si toccano Modhera, Patan e Sidhpur giungendo a Balaram e rientrando in Rajasthan nel distretto Chanoud, dove si ha un primo incontro con i Rabaris. Dopo la visita di Ranakpur si esplora la regione di Rawla Jojawar, dove l’etnia dei Rabaris si dedica all’allevamento dei cammelli, e si arriva a Pushkar: un importante momento del viaggio perché il soggiorno avviene durante il pieno svolgimento della grande festa del Kartika Purnima e dell’Unt Mela. Da Pushkar ci si reca alla cittadina storica di  Nagaur ed a Nawalgarh, famosa per gli haveli, e rientrando a Delhi si visita il villaggio storico di Madawa. Il viaggio si svolge nella stagione migliore dell’anno, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Gli hotel utilizzati sono tutti di buon livello e i rispettivi siti sono indicati nel programma; buona parte sono palazzi storici riconvertiti dove si avrà anche l’occasione di incontrare le famiglie di origine nobile.   Pushkar da Savatri Devi Pushkar Chhota Uepur Pushkar: la grande festa del Kartika Purnima e dell’Unt Mela Pushkar, situata a 14 kmdalla città di Ajmer, è un paesino situato sul bordo di un mistico laghetto che la tradizione dice essere di origine divina. La grande fiera dei cammelli che vi si svolge ha una storia molto antica. Le sue origini vengono dall’Unt Mela, una festa iniziata a latere del grande raduno religioso del Kartika Purnima come momento di incontro tra i carovanieri che scambiavano merci e animali, che pian piano si è espansa fino a diventare la più grande fiera del mondo per lo scambio dei cammelli ed ha incluso eventi sportivi e culturali di cui i più popolari oggi sono le corse con i cammelli e i cavalli e le manifestazioni di musiche e danze del Rajasthan. L’importanza del raduno religioso del Kartika Purnima, che è all’origine di tutte queste manifestazioni, si rintraccia già in alcuni scritti del IV secolo dove troviamo menzione di questa località e riferimenti alle leggende che la permeano. Si racconta che Brahma, il Dio creatore del pantheon induista, fece cadere dalle proprie mani un fiore di loto per sconfiggere un demone; nei tre punti della Terra su cui si posarono i petali l’acqua sgorgò nel mezzo del deserto formando tre piccoli laghi blu. Sulle sponde del più grande di questi Brahma radunò per una celebrazione ben 900.000 esseri celesti, ovvero la gran parte delle divinità induiste. È così che da tempo immemorabile nella ricorrenza annuale di questo magico evento che cade nel Kartika Purnima, ossia i giorni del plenilunio tra ottobre e novembre, giungono folle di devoti al tempio di Brahma, lo Jagat Pita Shri Brahma Mandir, che è uno dei rari siti dell’India dedicati al Dio creatore induista, per rendere onore alla divinità con preghiere, cerimonie ed abluzioni nelle acque sacre del laghetto. Per i fedeli questi riti hanno il potere di purificare le negatività accumulate nel corso di infinite esistenze e possono condurre, nella prossima esistenza, direttamente nella Terra Pura di Brahma.   Palitana Jambughoda Ashram di Ghandi   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 8 novembre, volo per Delhi    2°g.  9/11 Delhi   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Ashok Country Resort. Nel pomeriggio si effettua una visita guidata di Delhi, iniziando dalla grande moschea di Jama Masjid (XVII secolo); da qui si prendono i riksho a pedali per un tuffo nel vecchio quartiere di Chandni Chowk, un dedalo di viuzze che pullula di variopinte attività, riemergendo al Forte Rosso, Patrimonio Mondiale Unesco. Si completa il tour al Raj Ghat, il sereno memoriale di Mahatma Gandhi dove il sant’uomo venne cremato. 3°g.  10/11 Delhi – Jaipur   Si parte con un mezzo privato per Jaipur, la celebre ‘Città rosa’ dell’India, così chiamata per la colorazione delle case nella città vecchia, che capitale dello stato del Rajasthan; la distanza è di275 km, un percorso di 5 o 6 ore. Si alloggia presso l’hotel Shahpura House, una casa nobiliare Rajput divenuta hotel. Si visitano i siti più importanti: il Palazzo Reale e il Jantan Mantar (l’osservatorio astronomico), Patrimonio Mondiale Unesco. 4°g. 11/11 Jaipu, Diwali   Si sosta al famoso Palace of Winds, luogo simbolo della città, da dove le donne di corte dalla loro lussuosa clausura potevano porre uno sguardo sul mondo, e con una breve escursione sui colli nei pressi della città si arriva al palazzo di Amber. Si potranno salire le scalinate che portano a questa affascinante reggia a dorso di elefante; anche questo magnifico sito è parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Rientrati in città si avrà del tempo libero per fare un giro in città o rilassarsi. Oggi ricorre la festa di Diwali, o ‘festa delle luci’, un’importante ricorrenza induista quando si celebra Lakshmi, dea del benessere, e le case vengono ripulite da cima a fondo, decorate con i fiori e ornate di luci. Si partecipa insieme alla famiglia nobile di Shahpura alla cerimonia che si tiene nell’hotel e al sontuoso banchetto allestito sulla terrazza del tetto. 5°g.  12/11 Jaipur – Vadodara – Jambughoda  Si parte in volo per Delhi (6.05 – 6.50, orari da confermare) e da qui si riparte in volo per la città di Vadodara in Gujarat (11.05 – 12.50, orari da confermare). Da qui si prosegue con un mezzo privato, con cui si segue tutto il circuito fino al rientro a Delhi, in direzione est per Jambughoda che dista 85 km, un viaggio di massimo 2 ore. Nella regione collinare di Jambughoda, immerse in una bella natura ricca di foreste di teak, vivono diverse minoranze etniche. Si alloggia e si cena presso l’hotel “A home for nature lovers”, la residenza del Raja della regione, che risiede in loco con la moglie. 6°g.  13/11 Jambughoda   Si visitano i villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif realizzati con colori naturali. Ci si reca quindi al mercato settimanale dove confluisce la popolazione locale con automezzi di ogni tipo stracarichi di gente, potendo ammirare i diversi costumi e gli interessanti gioielli delle donne nel contesto variopinto degli scambi di semplici prodotti locali, implementi di prima necessità e vendita di animali. Si avrà con sé un pranzo al sacco; nel pomeriggio si raggiunge la cittadina di Chhota Udepur (48 km), nei pressi del confine col Rajasthan. Situata sulle rive di un lago, era la sede di uno dei piccoli principati del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. Si rientra quindi in hotel per la cena. 7°g.  14/11 Jambughoda – Champaner – Bhavangar  Il sito di Champaner, Patrimonio Mondiale Unesco, dista circa 20 km. È una vasta area archeologica i cui siti datano dall’VIII al XIV secolo, si individuano le vecchie mura e sul monte che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista. I monumenti principali sono le due moschee, con la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Dopo le visite si parte per Bhavnagar, che dista 250 km, un tragitto di circa 6 ore; si alloggia presso il Nilam Bag Palace, una heritage property edificata nel 1859 che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città è situata vicino al mare ed ha un suo porto, ma la parte più interessante sono le stradine della parte vecchia, un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi. 8°g.  15/11 Bhavnagar, escursione a Palitana   Si parte presto per Palitana, che dista circa50 km a sud. Per esplorare il Shatrunjay (che significa ‘luogo della vittoria’), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Per salire si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa2 km, un lungo tragitto che non tutti percorrono interamente, ma se si riesce ne vale decisamente la pena. Se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono al galoppo arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere a parola la visione delle due cime del monte letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini jainisti vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, portando il tipico bastone a punta. Per la discesa è possibile seguire anche un altro sentiero più diretto che arriva in un altro lato del monte. Dopa la visita si rientra a Bhavanagar. 9°g.  16/11 Bhavnagar – Ahmedabad  Si parte in direzione nord per Ahmedabad, la capitale del Gujarat che dista circa180 km, un percorso di massimo 4 ore; si alloggia presso l’hotel Cama. Nel pomeriggio si visitano i punti di maggior interesse della città: l’Ashram di Ghandi, il tempio jainista di Hathisingh e le moschee di Jumma e Sidi Sayed. 10°g.  17/11 Ahmedabad – Modhera - Patan - Sidhpur - Balaram    Prima di lasciare la città se possibile si visita il Calico Museum, che raccoglie una collezione di tessuti antichi (è un’istituzione privata che da i permessi a propria discrezione). Si parte quindi in direzione nord per Balaram, che dista circa 190 km, con un percorso molto interessante; primo punto d’interesse è Modhera, a circa 100 km, dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, testimonianza dell’arte classica del Gujarat che purtroppo ha sofferto parecchi danni da parte dei musulmani. Da qui si raggiunge la cittadina fortificata di Patan, posta sul fiume Saraswati; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito forse più interessante è il Rani ki Vav, noto per la struttura architettonica e le statue; merita menzione anche la riserva d’acqua di Sahastralinga Talav. Proseguendo, s’incontra Sidhpur, anch’essa posta sulle rive del Saraswati, considerata santa nella tradizione indiana; ospita templi, ashram, vasche sacre ed anche gli haveli della comunità musulmana dei Bohra. Si continua il viaggio e dopo circa 44 km si arriva al Balaram Palace, un hotel che è un sito storico (“heritage classic hotel”). 11°g.  18/11 Balaram – Chanoud   Si prosegue verso nord entrando nel Rajashan meridionale; la meta è Chanoud (circa210 km, massimo 5 ore di guida), un piccolo villaggio rurale del distretto rajasthano di Pali, che si potrà esplorare con calma. Si alloggia presso il Chanoud Garh, la residenza nobiliare di questa regione; il palazzo fortificato, recentemente restaurato con cura, è composto da due cortili, di cui uno utilizzato dagli ospiti mentre il secondo è la residenza dei Singh. In serata si effettua un’escursione in jeep ai villaggi dell’etnia Rabari, dove si potranno visitare le case e osservare la vita di queste persone, e si arriva nelle luci del tramonto ad una pianura salata contornata dai colli Aravali, di peculiare bellezza. Si cena con la famiglia nobile che ci ospita. 12°g. 19/11 Chanoud – Ranakpur – Jojawar   Con una piacevole passeggiata si visita il villaggio, con il mercato e la scuola, godendo anche della vista del vecchio forte ai bordi di un laghetto. Si parte quindi per Ranakpur (circa 80 km) per visitare il tempio jainista, da alcuni ritenuto il più bel sito in assoluto di questa religione; apre ai visitatori alle 12.00, così si partirà con calma. Il tempio risale al XV secolo ed è dedicato ad Adinatha, il primo Tirthankara; lo compongono ben 1444 colonne cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. La struttura principale ha quattro lati simmetrici ciascuno con la statua di Adinatha, un modo di rappresentare la conquista delle quattro direzioni cardinali, ovvero la liberazione. Dopo la visita si continua verso nord per altri 65 km arrivando a Rawla Jojawar. Questo tradizionale forte tra le colline di Aravalli è ora un heritage hotel, dove si prende alloggio, ed è gestito dai due figli del Raja. Nel pomeriggio si effettua una ricognizione con la jeep; anche qui si incontrano i Rabari, che si dedicano all’allevamento dei cammelli. 13°g.  20/11 Jojawar – Pushkar  Prima di partire si effettua un giro col trenino rurale a vapore nelle colline Aravalli, passando un’oretta attraverso questo interessante ambiente rurale assieme alla gente dei villaggi. Continuando verso nord dopo 180 km (4 ore circa) si arriva a Pushkar, una delle importanti mete di pellegrinaggio dell’India. Sulle gradinate che portano alle acque del lago si assiepano i pellegrini che eseguono le abluzioni rituali e si trovano alcuni importanti templi, tra cui il principale è dedicato a Brahma, il Dio creatore del pantheon induista, oltre ad uno stuolo di tempietti minori. Al tramonto, quando il sole scende oltre le placide acque sacre, è molto suggestivo ascoltare i suoni delle cerimonie officiate dai bramini mentre i pellegrini posano dei lumini su foglie di loto che galleggiando sul laghetto, creando un’atmosfera veramente magica. Il viaggio porta a Pushkar nel momento più vivo dell’anno, quando una vasta folla si riunisce per la ricorrenza del Kartika Purnima e il grande festival dei cammelli, rendendo il luogo vibrante e vivo. Si alloggia presso il Pushkar Palace, un heritage hotel; il Palazzo, il cui nome era Kishangarh Kunj, fu costruito 400 anni or sono dal maharaja di Jaisalmer. 14°g.  21/11Pushkar, la grande fiera dei cammelli   Giornata dedicata al grande festival. È un momento di raduno per pellegrini e mistici induisti che giungono al laghetto sacro per le abluzioni purificatorie, con una profusione di cerimonie e atti devozionali. Ma l’insieme è reso ancora più interessante dalla vasta fiera degli animali, dove avvengono scambi e acquisti di cammelli, cavalli, asini, bufali ecc., e dal contorno variegato di gare di corsa di cammelli e cavalli, spettacoli e folklore, che fa ritenere il raduno di Pushkar uno degli eventi più interessanti dell’India. 15°g.  22/11 Pushkar – Nagaur - Nawalgarh   Si lascia Pushkar in direzione nord ovest per Nagaur, che dista circa 140 km; è un antico e pittoresco insediamento Rajput circondato da alte mura con stradine e palazzi che creano un’atmosfera sospesa nel tempo, dominato da un poderoso forte che risale al quarto secolo al cui interno si trovano interessanti palazzi, una moschea e una fontana costruita da Akbar. Si prosegue ora verso nord est arrivando a Nawalgarh (187 km) nella regione rajasthana di Shekhavati, dove si alloggia presso l’hotel Roop Niwas Kothi, un ‘heritage hotel’ ricavato in un palazzo fondato nel 1737. In questa cittadina ci sono circa 300 haveli, le tipiche magioni costruite dai nobili e dai mercanti con una profusione di dipinti e intarsi. 16°g.  23/11 Nawalgarh – Mandawa – Delhi e volo di rientro   Mandawa, circa 40 km più a nord, è uno storico paese della regione di Shekhawati che offre la possibilità di visitare molti haveli. Da Mandawa si prosegue verso est per Delhi recandosi direttamente all’aeroporto, che dista circa 240 km, un viaggio di circa 5 ore, dove la gran parte dei voli parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Se fosse utile disporre di un hotel per la notte Amitaba potrà prenotarlo con un piccolo coso aggiuntivo predisponendo tutti i servizi che possano essere richiesti. 17°g.  Martedì 24 novembre, arrivo a destinazione
INDIA 2015: Festa di Durga a Calcutta e Orissa
Folclore, storia e realtà etniche dell’India
Periodo: 19 ott - 2 nov
Calcutta festival Calcutta, tempio di Kali Calcutta, tempio di Kali   Puja di Durga a Calcutta Nel variopinto pantheon induista Durga, la Grande Madre, è l’impersonificazione della Shakti, la divina forza di natura femminile che nutre l’universo; ella emerse grazie all’unione degli sforzi di tutti gli dei, inclusa la Trimurti, per una missione che nessuno di loro poteva compiere: debellare il demone Mahishasura. Durga, il cui nome significa “inaccessibile” o “impenetrabile”, è così la salvatrice compassionevole dell’universo e di ogni cosa che esiste; ma è anche, grazie alla polivalenza così affascinante dell’induismo, la madre di Ganesh e Kartikeya, prole di Shiva, perchè lei è la forma irata di Parbati, consorte del grande dio. Per renderle adeguato onore si tiene questo festival annuale, che per gli induisti bengalesi è il più importante dell’anno. Le celebrazioni durano in tutto dieci giorni con un fervente crescendo devozionale che diventa sempre più effervescente e dall’8° è decisamente dirompente; per nove giorni si onorano le nove diverse manifestazioni di Durga e quindi nel decimo (quest’anno cade il 23/10) si celebra la sua vittoria contro il male e in quel giorno le sue effigi vengono portate in processione al fiume per un’abluzione, simbolico ricongiungimento della dea col consorte Shiva. La preparazione inizia già mesi prima, con la costruzione di una quantità enorme di idoli di terracotta eseguita da artigiani specializzati con dimensioni per lo più simili a quelle degli esseri umani, ma anche più piccole o grandi. Le statue vengono decorate in modo sfavillante e vengono costruiti un’infinità di pandals, o tempietti temporanei fatti di bambù ma finemente rifiniti, dove vengono poste. Questi altari sono oggetto di intense preghiere e il momento per molti è anche fortemente introspettivo e utile per la purificazione spirituale ed anche fisica: si modera la dieta e chi beve rinuncia all’alcool almeno per questi giorni in cui cercherà di avvicinarsi a Durga. Con la solenne processione al fiume si completa il cerimoniale e inizia un nuovo anno: il momento è ottimo e di buon auspicio per chi deve intraprendere nuove attività.   Orissa Orissa, Bhubaneshwar Orissa   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Lunedì 19 ottobre, partenza per l'India    2°g.  20/10 Arrivo a Calcutta   Si arriva a Delhi  e da qui si prosegue per Calcutta , dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba. Ci si accomoda presso l’hotel The Peerless Inn (www.peerlesshotels.com/Kolkata) o simile; chi è interessato potrà fare una prima passeggiata nel centro di Calcutta con la guida. 3°g. – 5°g. (21 - 23/10) Calcutta, Puja di Durga   Calcutta è una delle più grandi città dell’India e i palazzi principali ne caratterizzano l’origine coloniale; nella prima giornata durante la mattina ci si reca a far visita alla Casa di Madre Teresa e nel corso della permanenza si vedranno anche altri siti, tenendo presente che i musei sono chiusi per la festività in corso. Ci si immerge nella festa di Durga. Ovunque nella città si vedono i pandals, gli altari costruiti appositamente per la ricorrenza, e le strade sono percorse da vere fiumane di persone che si spostano da punto a punto, una sorta di intersecatissimo pellegrinaggio urbano tra le diverse migliaia di padals costruiti per onorare la dea Durga; anche con grande impegno se ne potrà ammirare solo una piccola parte! L’intera città è un mondo in festa, e la moltitudine delle persone esprime un momento di gioia collettiva; si faranno diversi percorsi a piedi, l’utilizzo dei veicoli è limitato e non ci si può avvicinare ai pandals con le auto. Nel corso della giornate vengono eseguiti diversi rituali; i momenti principali: si inizia al mattino con il pushpanjali, la recitazioni di preghiere e l’offerta di fiori alla dea, quindi il rituale del bhog, quando il cibo benedetto dalla dea viene servito alle persone, e l’immancabile aarati della sera con la danza di dhunuchi, eseguita di fronte alla dea al ritmo dei tamburi. Nell’ultimo giorno gli idoli vengono portati al fiume Hooghly e le donne si affollano attorno alle statue per porre sulla fronte della dea la polvere rossa rituale,  donarle dolci e foglie di betel, pregandola di tornare l’anno successivo. 6°g. 24/10 Calcutta – Bhubaneshwar   Si parte dalla stazione di Calcutta alle 6 per Bhubaneshwar in Orissa, che dista circa 450 km verso sud ovest; si utilizzano carrozze con aria condizionata e posti riservati, l’arrivo è previsto alle 12.40. La città è un importante centro di pellegrinaggio con un gran numero di templi perché è considerata la residenza di Shiva nella forma di Lingaraj. Si iniziano le visite dal tempio di Lingaraj, che origina nel XI secolo ed è il più importante, ci si reca poi agli altri siti più significativi: i templi di Rajarani, Muketeshwar e Parashurameswar, che è il più antico (VII secolo). Si alloggia presso l’hotel The New Marrion o simile. 7°g.  25/10 Bhubaneshwar - Konark – Puri   Si lascia Bhubaneshwar verso sud arrivando sulla costa a Konark, che dista 65 km; sul percorso si sosta nella cittadina di Pipli, famosa per le lavorazioni artigianali di appliqué che esposte fuori dai negozi con i colori variegati creano un insieme accattivante. A Konark si trova il grandioso Tempio del Sole, costruito nel XIII e sito Unesco; ora è a circa 3 km dal mare, mentre in origine si affacciava sulla costa. È un’opera magnifica: edificato nella forma di una gigantesca carrozza su cui troneggia il dio sole, presenta elaboratissimi bassorilievi. Si visita anche il museo e ci si reca al vicino villaggio di pescatori, un primo incontro con le realtà etniche. Si prosegue quindi seguendo la costa fino a Puri (circa 40 km), dove si alloggia presso l’hotel The Hans Coco Palms o simile. Anche questa è un’importante meta di pellegrinaggio: il tempio di Jagannath, signore dell’universo, è un’opera magnifica che risale al XII secolo; ma lo si può ammirare solo dall’esterno perché vi possono entrare solo gli adepti della religione induista. 8°g.  26/10 Puri – Lagune di Chilika - Mangalajodi – Gopalpura   A sud ovest di Puri si trova l’ampia regione lagunare di Chilika, caratterizzata da una grande biodiversità; dal villaggio di Mangalajodi si prende una barca per un’esplorazione. Si prosegue sempre verso sud ovest seguendo la direzione della costa arrivando a Gopalpura, località balenare sul Golfo del Bengala, che dista da Puri circa 180 km. Si alloggia presso il Swosti Palm Resort o simile. 9°g.  27/10 Gopalpura - Taptapani – Rayagada   Si lascia la zona costiera iniziando il circuito nelle regioni interne dell’Orissa; si sosta alle fonti termali di Taptapani (70 km da Gopalpura) e si continua per Rayagada (154 km) attraversando la regione dell’etnia Saora, un percorso di circa 6 ore. I gruppi tribali Saora hanno spiccate capacità artigianali e coltivano la pittura con cui rappresentano elementi della natura e attività della vita quotidiana; nelle loro credenze uniscono ad un pantheon di diverse divinità tradizioni sciamaniche con cui interagiscono con un complesso mondo di spiriti. A Rayagada si alloggia presso il semplice hotel Sai International o simile. 10°g.  28/10 Rayagada - Chatikona – Jeypore   Ci si reca al mercato settimanale di Chatikona dove confluisco le persone dell’etnia Dhongria Kondh, che nei tempi storici erano piuttosto temute per via dei sacrifici umani che a volte compivano; si dedica la mattina all’incontro con questo gruppo tribale che è uno dei gruppi autoctoni originari dell’Orissa. Si prosegue quindi per Jeypore (circa 130 km a sud ovest), nel cuore della regione tribale, dove si alloggia presso l’hotel Hello Jeypore o simile – le sistemazioni qui sono piuttosto modeste e necessitano di un certo spirito di adattamento. 11°g.  29/10 Jeypore (Onukudelli)   Nella giornata di oggi (giovedì) si svolge il mercato settimanale dell’etnia Bondas a Onukudelli, un gruppo di circa 6000 persone che vive molto isolato tra le colline delle regione e si incontra quasi esclusivamente in questa occasione. Una caratteristica del loro costume sono le abbondanti decorazioni di collane di perline, ottone e argento con cui le donne adornano il corpo e che collocano anche sul capo rasato. Nel corso della giornata si incontra anche il gruppo dei Gadabas, con le tipiche acconciature che uomini e donne eseguono oliando i lunghi capelli abbelliti con fiori e altri ornamenti, piuttosto conosciuti per la peculiare danza denominata Dhimsa che viene eseguita in cerchio dalle donne con un crescente fervore espressivo. Il tour di oggi prevede un percorso di circa 190 km, approssimativamente 4 ore di guida. 12°g.  30/10 Jeypore (Kunduli)   Ci si reca a Kunduli (150 km, circa 3 ore e mezza di guida) dove ogni venerdì si radunano alcune delle tribù dei Parajas, una grande etnia che si suddivide in gruppi minori come i Sodia, Jadia e Parenga; queste persone hanno credenze totemiche e l’animale prescelto viene rispettato e non può essere ucciso, oltre ad un pantheon di spiriti che risiedono nella natura. Nel corso della giornata si visita il tempio di Koratpur Jagannath, dove anche chi non è di credo induista può entrare. 13°g.  31/10 Jeypore (Gupeswar)   Si raggiunge Gupeswar, dove si trova un tempio rupestre di Shiva posto sulla cima di un colle roccioso che si potrà raggiungere con una passeggiata (si devono salire 1000 gradini). Qui il mercato odierno è frequentato dall’etnia Dhurva; circa 2000 membri di questo gruppo abitano una ventina di villaggi all’intorno. I Dhurva hanno uno spiccato senso della loro posizione di casta, sono piuttosto orgogliosi per questo motivo e si sentono superiori alla maggior parte degli altri gruppi, con cui tendono a non mischiarsi. Il percorso oggi è di circa 145 km, 3 ore e mezza di guida. 14°g.  1/11 Jeypore – Vishakapatnam – Delhi   Si lascia Jeypore per Koraput, circa 30 km ad est, dove oggi è giorno di mercato. Si parte quindi in direzione sud est per la città portuale di Vishakapatnam nell’Andra Pradesh, che da qui dista 220 km (circa 5 ore). Si alloggia presso l’hotel Fortune Inn Sree Kanya. 15°g. Lunedì 2 novembre, volo di rientro  
INDIA 2015: Kumbhamela a Nasik
Periodo: 10 set - 20 set
Per informazioni culturali e approfondimenti: Kumbhamela. Il Kumbhamela è al centro della spiritualità e della cultura dell’India,  intrecciato in modo inestricabile con miti e leggende; è la forza che produce i più grandi raduni che si conoscano nella storia dell’uomo. Milioni di persone motivate da una potente fede accorrono per essere presenti nel momento propizio, quando si attiva la mistica congiunzione astrale che li connette con l’amrita, nettare dell’immortalità: i più preparati potranno ottenere mukhti, la liberazione; e tutti gli altri almeno una potente purificazione del karma.   Abluzione al Ramkund Campi vishvaiti Abluzione a Trimbakeshwar   Nel mese di settembre a Nasik, che condivide con Prayaga (Allahabad), Haridwar e Ujjain la fortuna di essere uno dei quatto siti del Kumbhamela, avvengono le abluzioni di maggior auspicio di questo Kumbhamela: il 13/9 la più riverita, Amavasya Dwitiya, e il 18/9 Rushipanchami Dwitiya, seconda per importanza. Una peculiarità del Kumbhamela di Nasik sta anche nel fatto che vi sono due punti di sacralità assoluta, il Ramkund e il Trimbakeshwar: il primo è prescelto dai vishvaiti e dalla massa principale dei devoti, il secondo dagli shivaiti. Con il programma che abbiamo studiato potremo seguire gli eventi in entrambi i punti Amitaba aveva partecipato in precedenza al Kumbhamela di Nasik del 2003. Si prevede di arrivare la sera dell’11/9 nella cittadina di Nasik, dove il 13/9 ai ghat del Ramkund avviene l’Amavasya, l’abluzione principale di questo Kumbhamela. Si avrà la possibilità di eseguire diverse visite tra i campi del Kumbhamela, i diversi templi della città santa, e, nei dintorni, alle grotte dei Pandava, al tempio di Saptashringi, alle grotte jainiste di Gajapanth e al sito rupestre di Pandu Lena. Il 16/9 ci si trasferisce al Trimbakeshwar, il tempio dove secondo la tradizione nacque Ganesh e nei cui pressi si trova la sorgente mitica del Godavari, ritenuto un ramo del Gange. Custodisce uno dei dodici preziosi Jyotirlingam del subcontinente indiano e all’intorno si concentrano i campi degli yogi shivaiti. Il 18/9 si seguirà qui la grande abluzione del Rushipanchami. Quindi il giorno successivo inizia il viaggio di ritorno. Partecipare al Kumbhamela Il Kumbhamela è un evento epico dove molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue questa grande saga dell’India dal Mahakumbhamela di Prayag del 2001, dove produsse anche un documentario cercando di ritrarre i contorni di un evento che coinvolse circa 50 milioni di persone. Successivamente andammo a Nasik nel 2003, a Ujjain nel2004, a Prayag per l’Ardhmela del 2007 (il Kumbha che si tiene a metà del ciclo astrale), ad Haridwar nel 2010 ed ancora a Prayag nel 2013. Ognuna di queste occasioni è stata memorabile e ricca di spunti per gli amici viaggiatori che l’hanno condivisa con noi; nel sito di Amitaba si possono trovare diverse testimonianze fotografiche e materiale che ha l’obbiettivo di avvicinarci ai contenuti di questa incredibile saga. Possiamo definirci ormai dei ‘veterani’ di questi grandi eventi; l’esperienza acquisita ce li fa affrontare con tutta l’accortezza ed attenzione che richiedono, affinché non vi sia da temere questa ciclopica aggregazione: faremo in modo di godere assieme di uno dei momenti più vasti e intensi che la cultura dell’uomo è riuscita a creare. Partecipare richiede comunque un buon senso di adattabilità, il viaggio è per persone che amano l’India e desiderano incontrarla in uno dei suoi momenti più intensi e veri.   Pellegrini Yogi vishvaita Nasik, rituale Kumbhamela, oceano del Sanatana Dharma Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Così egli facilita il raggiungimento degli obiettivi spirituali che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per tutti i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. Il Kumbhamela è il momento più propizio, determinato da attenti studi astrologici: il sacro nettare dell’immortalità che cadde durante la mitica saga di dei e demoni che se ne contesero il possesso, genera un’apertura sottile verso i regni celesti. Quando gli astri lo indicano, un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutti i peccati. Per questa ricorrenza così d’auspicio genti da tutte le parti dell’India confluiranno nella città santa di Nasik, che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore del festival è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia per il Kumbhamela dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, spesso anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni. Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile. Partecipare a questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo e la potenza di aggregazione rituale. È un’esperienza che richiede però di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere difficile diventare un goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Il programma può essere seguito in prosecuzione del viaggio Rajasthan, Gujarat, Madya Pradesh e Maharashtra, con partenze previste il 29 agosto o il 2 settembre. NB: lo svolgimento delle giornate al Kumbhamela potrà essere modificato sul posto con l’obbiettivo di seguire gli eventi nel modo migliore. Nel programma sono indicate alcune visite a siti nei dintorni di Nasik e del Trimbakeshwar, ma si tenga presente che si dovrà valutarne di volta in volta la fattibilità in funzione del possibile affollamento delle strade e / o di blocchi alla circolazione. Nel caso qualche escursione risultasse impossibile o troppo difficile vi sono infiniti spunti da seguire in loco, e non si avrà certo modo di annoiarsi!! 1°g. Giovedì 10 settembre, partenza per Mumbai 2°g. 11/9 Mumbai – Nasik   La partenza per Nasik, che dista circa 180 km in direzione nord est, è prevista verso le ore 10.00 dall’Hotel Kohinoor. Arrivati a Nasik si alloggia presso l’hotel Panchavati, ben posizionato per raggiungere il Ramkund, uno dei due punti focali del Kumbhamela di Nasik, quello che attira il più forte afflusso di pellegrini per via delle vicende del Ramayana che si svolsero qui (il secondo punto è a Trimbakeshwar). Il capogruppo, Alessandro Tsering Dorje, e le persone che seguono con lui il viaggio “Rajasthan, Gujarat, Madya Pradesh e Maharashtra” arriveranno in serata. 3°g.  12/9 Nasik ed escursione alle grotte Pandava   Si effettua una prima ricognizione dell’area del Ramkund, dove avvengono le abluzioni, e dei templi circostanti. Nel corso della giornata è in programma un’escursione a Pandav Lani e al tempio di Someshwar. Pandava (Pandav Lani), un sito situato nelle vicinanze di Nasik, consiste di 29 grotte scavate nella roccia tra il I e il II secolo con diverse rappresentazioni scolpite di entità, sia buddiste che jainiste. Il tempio di Someshwar, sulle rive del Godavari, è uno dei templi indiani più antichi dedicato a Shiva e a Hanuman. 4°g.  13/9 Amavasya Dwitiya al Ramkund di Nasik   Oggi è il giorno santo, quando si svolge l’abluzione principale del Kumbhamela di Nasik. Si dedica la giornata a seguire l’evento. 5°g.  14/9 Nasik ed escursione alle grotte di Gajapantha   Si proseguono le esplorazioni a Nasik; si visitano i campi dei pellegrini all’intorno dell’area di Panchavati, formati in gran parte dagli aderenti alle scuole vishvaite. Nel corso della giornata ci si reca ai templi rupestri jainisti di Gajapantha, che distano circa16 km. 6°g.  15/9 Nasik ed escursione a Vani   Ci si reca a Vani, che dista circa55 km, per visitare il tempio di Saptashringi, considerato la residenza della dea Bhagwati. Nel tempo restante si continuano le esplorazioni di Nasik e dintorni, immergendosi nel fantastico folclore dei campi dove sono alloggiate le diverse scuole mistiche. 7°g.  16/9 Nasik (Trimbakeshwar)   Ci si sposta nella zona del tempio di Trimbakeshwar, che dista circa35 km, dove si alloggia presso l’hotel Sai Krupa. Sul percorso si visita il tempio jainista di Dharmachakra Prabhav Tirth. Si inizia a perlustrare i campi shivaiti nei pressi del tempio di Trimbakeshwar, luogo di grande sacralità che conserva uno dei 12 Jyotirlingam dell’India. Il sito è importantissimo perché è considerato il luogo dove nacque Ganesh, figlio di Shiva, la veneratissima divinità dalla testa di elefante, ed anche dove si manifestò la figura leggendaria di Gorakhnath. 8°g. 17/9 Nasik (Trimbakeshwar)   Si proseguono le visite; una delle parti più interessanti è la visita ai campi degli Akhara shivaiti. 9°g.  18/9 Rushipanchami Dwitiya a Trimbakeshvar   L’abluzione di oggi è la seconda per importanza di questo Kumbhamela. Si seguono le processioni che si recano alla vasca sacra, il Kushavarta Kunda di Trimbakeshwar, che iniziano già prima dell’alba. Si dedica la giornata a seguire gli eventi. 10°g.  19/9 Nasik – Mumbai e volo di rientro   Si parte per Mumbai, che dista circa 180 km; si va direttamente all’aeroporto dove si arriva in serata per imbarcarsi sul volo di rientro. Gran parte dei voli partono nella notte o nelle prime ore del mattino. Se per via degli orari di volo o altro fosse utile disporre di un hotel a Mumbai Amitaba può prenotarlo e organizzare quanto necessario per i trasferimenti e ogni altro servizio richiesto. 11°g.  Domenica 20 settembre, arrivo a destinazione
INDIA 2015: Dharamsala, insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama
Visita di Amritsar (Tempio d’Oro) e dell’Himachal Pradesh
Periodo: 4 set - 15 set
Amritsar MacLeodganj MacLeodganj   Dharamsala è uno dei luoghi più speciali e santi del buddismo perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di S.S. il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo. Durante il soggiorno a Dharamsala, dove si rimane per cinque giorni, si visiteranno i diversi istituti: dal Norbulingka al Menzikhang e al Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library e il tempio di Nechung. Il testo di Shantideva che verrà commentato da S.S. il Dalai Lama è disponibile in un’ottima versione in italiano di Chiara Luce edizioni, “Bodhisattvacharyavatara” di Geshe Yeshe Tobden. Lo scritto delinea molto precisamente i contenuti delle sei saggezze (Paramita) sia dal punto di vista comportamentale che del loro fondamento nella più profonda visione filosofica della vacuità. Pur entrando nel merito anche dei temi più raffinati d’interpretazione filosofica, il percorso delineato da Shantideva mantiene però sempre un riferimento con ciò che in fondo più conta, l’indicazione di come inserire queste visioni di saggezza in una pratica personale. Seguire le spiegazioni che S.S. il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti dalla sua entusiastica e cristallina esposizione, consente  di avvicinarne il significato più vivo e profondo. Il Monastero del Namgyal con il tempio di Tekcen Cioeling Il tempio di Tekcen Cioeling (adiacente al monastero Namgyal) è un luogo molto speciale, voluto da S. S. il XIV Dalai Lama quando nel 1967 ricevette le preziose reliquie portate in segreto dal Tibet dei resti della statua di Avalokiteshvara che era rimasta nell’ala settentrionale del Jokhang, la cattedrale di Lhasa, per 1300 anni: era ora necessario costruire un luogo dove poterle ospitare. Quella veneratissima statua era considerata autogenerata e secondo la tradizione conteneva al suo interno al cuore un’altra statuetta in legno di sandalo, anch’essa autogenerata, che era stata portata a Lhasa dall’Imperatore del Tibet; per i Tibetani in essa vi era poi anche la presenza spirituale dello stesso imperatore Songtsen Gampo e delle sue due consorti – per questo venne chiamata “il nobile auto-generato dotato di cinque”. Degli undici volti originali ne furono portati a Dharamsala alcuni e tre, se pur danneggiati, sono stati inseriti nella nuova statua, che rivolge lo sguardo ad est per significare l’auspicio che il popolo tibetano possa tornare ad essere libero nella sua terra. Il tempio venne completato nel 1970, e ad Avalokiteshvara vennero aggiunte le statue di Sakyamuni e Guru Padmasambhava. Il tempio è stato costruito in modo semplice ma secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama. Il monastero Namgyal è aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica di diversi insegnamenti tantrici come quello di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Al tempio è stata aggiunta successivamente un'ala chiamata 'Tempio di Kalachakra' le cui pareti sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Nel monastero attualmente vivono centinaia di monaci.   Namgyal G. e casa DL Tibetan Children Village Tibetan Children Village   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 4 settembre, partenza per Delhi   2°g.  5/9 Delhi – Amritsar   Si lascia Delhi verso nord entrando nello stato indiano del Punjab; Amritsar dista circa 450 km, un viaggio che richiede da 7 a 8 ore. Ci si accomoda presso l’hotel Hyatt Amritsar e ci si reca con una guida locale per una prima visita serale al Tempio d’Oro, che con le luci notturne è particolarmente suggestivo. 3°g.  6/9 Amritsar - Dharamsala (MacLeodganj)  Accompagnati dalla guida locale si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Dopo pranzo si parte per Dharamsala, che dista circa200 km, un tragitto di 4 – 5 ore. Si lasciano le pianure e, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj, dove è in attesa dei partecipanti Teresa Bianca. Questo piccolo centro, situato a 1800 mt di quota sopra a Dharamsala, è il cuore della comunità tibetana, con la residenza del Dalai Lama, il tempio di Tekcen Cioeling e il monastero del Namgyal. Si alloggia presso l’hotel Surya, tra i migliori disponibili. 4°g.  7/9 Dharamsala (MacLeodganj)   Tra le attività di oggi ci si occuperà anche della registrazione necessaria per partecipare agli insegnamenti. Ci reca alla biblioteca tibetana, che contiene una vasta raccolta di testi con lo scopo di preservare nel tempo la tradizione, e al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di Stato del Tibet. Si visita poi il Menzinkhang, che è la scuola di astrologia e di medicina tibetane. Per chi è interessato è possibile chiedere un consulto; sono in vendita incensi, creme, tisane, ecc. prodotti naturali che vengono realizzati. 5°g. - 7°g. (8 – 10/9) Insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama al monastero di Namgyal  Gli insegnamenti impegnano buona parte della giornata; per chi è interessato poi Teresa Bianca dopo le lezioni potrà ripercorrere i contenuti esposti da S. S. il Dalai Lama. Nel corso di queste giornate si effettueranno alcune visite interessanti, al Tushita, posto a circa 2000 mt sopra MacLeodganj, un importante centro di ritiri dove è conservato lo stupa di Lama Yeshe. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si può arrivare al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato spesso in Italia, anche a Pomaia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Un’altra visita molto interessante sarà al Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi, che sono rifugiati e orfani tibetani. 8°g.  11/9 Dharamsala (MacLeodganj)   Ci si reca all’istituto del Norbulingka, situato a circa20 kmda MacLeodganj; questo centro è stato istituito per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka e un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Ci si reca quindi al convento di Drolma Ling che raccoglie monache di diverse tradizioni e al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi. 9°g.  12/9 Dharamsala – Khangra - Tso Pema   Si parte per Khangra (21 km da Dharamsala), dove si trovano un forte e i templi di Khangra e Jawalamukti, considerato santo anche nella tradizione tibetana. Si prosegue quindi per Tso Pema; sul percorso si transita da Mandi (126 km da Khangra), una cittadina situata a 750 mt di altitudine; qui si trovano due piccoli templi rupestri del XII secolo, purtroppo situati vicino alla strada. Proseguendo, in circa mezz’ora si sale al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema, dove si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor o simile. Tso significa lago e Pema loto: l’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato anche con l'appellativo di 'Colui che è nato dal loto' (Guru Rimpoce). 10°g.  13/9 Tso Pema   Il laghetto sacro è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce finita da pochi anni e all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh; sulla collina vi è un complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce, dove vive sparpagliata una comunità di meditatori e monache. 11°g.  14/9 Tso Pema – Delhi e volo di rientro Si lascia Tso Pema per Delhi dove si arriva in serata e ci si reca direttamente in aeroporto, che da qui dista circa 450 km. La gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata con arrivo il mattino successivo; se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto. 12°g.  Martedì 15 settembre, arrivo a destinazione.
INDIA 2015: Rajasthan, Gujarat, Madya Pradesh e Maharashtra
Estensione: Kumbhamela a Nasik, rientro il 20 settembre
Periodo: 29 ago - 13 set
Il viaggio inizia con la visita di Udaipur con i sui celebri Palazzi e prosegue con la visita del tempio jainista di Ranakpur, di sorprendente bellezza artistica ma altrettanto attraente per la serena spiritualità che infonde; si segue quindi un percorso che porta a contatto con il mondo fiabesco dei villaggi tradizionali dell’India, alloggiando nelle case nobiliari e incontrando la gente ed i membri della nobiltà locale, approdando in Gujarat a Balaram, dove gravitano diverse etnie tribali. Dopo la visita della piccola città santa di Sidhpur, del Tempio del Sole di Modhera e di Patan e si arriva ad Ahmedabad, il punto dove è possibile raggiungere il viaggio per chi parte dopo, dove si visitano l’ashram di Ghandi e altri siti. Si continua verso sud est arrivando a Champaner, Patrimonio dell’Unesco, e a Jambugodha, nel cuore di un’interessante area tribale dell’India, dove si alloggia presso la residenza del Raja e si esplorano mercati, villaggi e la cittadina di Chhota Udepur, un piccolo gioiello dell’India. Si procede quindi verso est e si entra nel Madya Pradesh arrivando a Mandu, luogo di ineguagliabile fascino situato in un’area naturale molto bella, su di un altopiano, che dal XV secolo fu prescelto come capitale da diverse dinastie reali che sembrano aver gareggiato nella realizzazione di grandiosi palazzi e mausolei. Si torna a valle e lungo il fiume Narmada si visitano Maheshwar, con l’incantevole palazzo ed i templi lungo i ghat del fiume, e Omkareshwar, la città santa lungo il fiume Narmada, venerata in particolare dagli shivaiti. Si procede quindi per il Maharashtra arrivando ad Ajanta, iniziando da qui la visita dei siti d’arte rupestre più importanti dell’India; si prosegue con Aurangabad e Daulantabad arrivando ad Ellora, che è il sito forse più celebre. Da qui si può rientrare o proseguire per Nasik, per partecipare al Kumbhamela.   Jambugodha Aurangabad Omkareshwar   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 29 agosto, partenza per Udaipur Per raggiungere Udaipur, nel sud del Rajasthan, vi sono diverse possibilità di volo. Si può arrivare sia a Delhi che a Mumbai e proseguire da una di queste città con il volo per Udaipur; i transiti da Delhi oggi sono più comodi perché non vi è necessità di cambiare terminal. Molti voli arrivano nelle prime ore del mattino successivo; se per via degli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel la sera del 29/8 Amitaba può prenotarlo e organizzare quanto necessario per i trasferimenti e ogni altro servizio richiesto.    2°g.  30/8 Delhi - Udaipur  Il volo da noi suggerito da Delhi a Udaipur parte alle 5.35 con arrivo alle 7.15; vi sono voli anche più tardi e diversi collegamenti possibili da Mumbai per chi arriva lì. All’arrivo a Udaipur si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Amet Haveli (una “Heritage Noble House”). Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”. Nel pomeriggio si visita il grandioso candido palazzo del Maharaja che si erge sulle acque; fu iniziato da Udai Singh nel XVI secolo quando mosse qui la capitale del potente regno di Mewar e fu successivamente ampliato ma con ottima uniformità di stile. Si gode del tramonto percorrendo in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat, le scalinate per le abluzioni, arrivando al Palazzo di Jag Mandir, nel mezzo del lago. 3°g.  31/8 Udaipur – Ranakpur – Jojawar   Si completano le visite della città recandosi al tempio di Jagdish dedicato a Vishnu, edificato nel 1651, e si visita il Saheliyon-ki-Bari, il giardino delle cortigiane. Si lascia quindi Udaipur arrivando al tempio jainista di Ranakpur, forse il sito più bello tra tutte le splendide realizzazioni della religione jain. Il tempio risale al XV secolo, è edificato con 1444 colonne, cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso è dedicato alla mitica figura di Adinatha, il primo Tirthankara (“colui che aiuta gli altri ad attraversare l’oceano dell’esistenza”) della religione Jain; sorge in un’area naturale selvaggia, gode di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Dopo la visita si prosegue per Jojawar, dove si alloggia presso il Rawla Jojawar, una casa nobiliare situata tra le colline di Aravalli; costruita nel XVIII secolo, era in origine una fortezza, ora trasformata in albergo, un “heritage hotel”. Il percorso complessivo è di circa 170 km, da 3 a 4 ore di guida. 4°g.  1/9 Jojawar – Chanoud   Si utilizza la mattina per un percorso tra i villaggi utilizzando il treno rurale, godendo del mondo bucolico che l’India conserva tra queste remote colline del Rajasthan, una realtà fuori dal divenire del tempo. Si parte quindi per Chanoud, circa 95 km, da 2 a 3 ore di guida, un piccolo villaggio rurale del distretto rajasthano di Pali, che si potrà esplorare con calma. Si alloggia presso il Chanoud Garh, la residenza nobiliare di questa regione; il palazzo fortificato, recentemente restaurato con cura, è composto da due cortili, di cui uno utilizzato dagli ospiti mentre il secondo è la residenza dei Singh. In serata si effettua un’escursione in jeep ai villaggi dell’etnia Rabari, dove si potranno visitare le case e osservare la vita di queste persone, e si arriva nelle luci del tramonto ad una pianura salata contornata dai colli Aravali, di peculiare bellezza. Si cena con la famiglia nobile che ci ospita. 5°g.  2/9 Chanoud – Balaram   Con una piacevole passeggiata si visita il villaggio, con il mercato e la scuola, godendo anche della vista del vecchio forte ai bordi di un laghetto. Si lascia lo splendido ambiente rurale del Rajasthan meridionale entrando in Gujarat a Balaram, una regione dove risiedono diversi gruppi tribali che dista 210 km, un percorso che richiede da 4 a 5 ore; si alloggia presso il Balaram Palace, che è un sito storico (“heritage classic hotel”).    Pithora, Nakyas Maheshwar Jambugodha, Rathwas   Programma breve Mercoledì 2 settembre, partenza per Mumbai   Per raggiungere Mumbai Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM, Turkish o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti voli arrivano a Mumbai nelle prime ore del mattino successivo; se per via degli orari di arrivo o altro fosse utile disporre di un hotel a Mumbai per il 2/9 Amitaba può prenotarlo e organizzare quanto necessario per i trasferimenti e ogni altro servizio richiesto. 3/9 Mumbai – Ahmedabad   Ci si imbarca sul volo per Ahmedabad (orari da confermare), dove si viene accolti dal corrispondente locale di Amitaba; si alloggia presso l’hotel Cama, dove giungeranno in serata le persone che seguono il programma completo col capogruppo. Programma comune 6°g. 3/9 Balaram – Sidhpur – Patan – Modhera – Ahmedabad Da Balaram si procede per la capitale del Gujarat, Ahmedabad, che dista in tutto 185 km. Il percorso è molto interessante; si inizia con la visita di Sidhpur, posta sulle rive del Saraswati, considerata santa nella tradizione indiana. Ospita templi, ashram, vasche sacre ed anche gli haveli della comunità musulmana dei Bohra. Quindi si sosta alla cittadina fortificata di Patan, posta anch’essa sul fiume Sarasawati; le viuzze del centro nascondono un centinaio di templi jainisti, di cui il principale è il Panchasara Parasvanath. Il sito forse più interessante è il Rani ki Vav, noto per la struttura architettonica e le statue; merita menzione anche la riserva d’acqua di Sahastralinga Talav. Prossimo punto di interesse è Modhera, dove si trova il Tempio del Sole, dell’XI secolo, un’interessante testimonianza dell’arte classica del Gujarat, che purtroppo ha sofferto parecchi danni da parte dei musulmani. Giunti ad Ahmedabad si alloggia in città presso l’hotel Cama. 7°g.  4/9 Ahmedabad – Champaner - Jambughoda   Ahmedabad, fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, è il centro principale del Gujarat. Si effettuano alcune visite, iniziando dal Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume. Mahatma Ghandi vi risedette fino al 1930 e fu qui che ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India; sono interessanti anche il Museo e la mostra fotografica. Ci si reca quindi al tempio jainista di Hathisingh, e alla moschea di Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura. Si lascia quindi la città, meta di oggi è Jambughoda, che dista 255 km, un viaggio che richiede da 4 a 5 ore: si segue l’autostrada verso sud fino a Vadodara e da qui si continua in direzione est. Poco prima di giungere a destinazione si visita Champaner, Patrimonio Mondiale Unesco; i siti di questa vasta area archeologica datano dall’VIII al XIV secolo. Si individuano le vecchie mura e sul monte di Pavagadh che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista; i monumenti principali sono le due moschee, con la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Si procede quindi per la regione collinare di Jambughoda, dove immerse in una bella natura ricca di foreste di teak vivono diverse minoranze etniche. Si alloggia presso l’hotel “A home for nature lovers”, la residenza di Vikramsinhji, il Raja della regione, che risiede in loco con la moglie. 8°g.  5/9 Jambughoda,escursione a Chhota Udepur Si raggiunge verso est la cittadina di Chhota Udepur (48 km), situata sulle rive di un lago; era la sede di uno dei piccoli principati del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. Oggi vi si svolge il mercato settimanale, dove confluisce la popolazione locale con automezzi di ogni tipo stracarichi di gente, potendo ammirare i diversi costumi e gli interessanti gioielli delle donne nel contesto variopinto degli scambi di semplici prodotti locali, implementi di prima necessità e vendita di animali. Rientrati a Jambughoda, nel pomeriggio si visitano i villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif eseguiti con colori naturali, che vengono realizzati in occasione di una ricorrenza di buon auspicio come una nascita, un matrimonio o una festa importante. 9°g. 6/9 Jambughoda – Mandu   Si prosegue per il Madya Pradesh; sul percorso si sosta a visitare il forte di Dhar. La meta è Mandu, che dista in tutto 255 km, un viaggio che richiede da 5 a 6 ore; è posta in magnifica posizione a 650 metri di quota su di un altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya, 200 ettari di natura incontaminata che si affacciano sulla valle della Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. Si alloggia presso il Malwa Resort. 10°g.  7/9 Mandu   Si dedica la giornata all’esplorazione dello straordinario ambiente naturale e artistico di Mandu, un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo. L’origine di questo incredibile insieme risale alla dinastia afgana dei Ghauri, che conquistò l’indipendenza nel 1401 dal sultanato di Delhi e si dedicò ad una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori architettonici, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, si visitano il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo e importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo. Quindi il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il tempio di Nilakanth e il Rewa Kund. 11°g.  8/9 Mandu – Maheshwar – Omkareshwar   Maheshwar dista 50 km e si raggiunge con meno di due ore di guida. Posto sulle rive della Narmada, Maheshwar è un luogo di antichissime origini, menzionato anche nelle epiche classiche, ma legato più saldamente alla memoria di Rani Ahilya Bhai, una principessa vissuta nel XVIII secolo ancora oggi straordinariamente venerata per le sue molte opere benefiche, tra cui i molti restauri di templi e luoghi sacri finanziati durante la sua vita. Questo piccolo gioiello di architettura preziosamente ornato e incastonato lungo la riva del fiume, che raggiunge in quel punto una vasta ampiezza, consiste di un’alta cinta di mura con alcune verande sui sottostanti ghat che contornano due templi e un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani; il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso a un’industria locale di artigianato tessile, che ancora oggi fa della cittadina un importante centro per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Si prosegue il viaggio per la città santa di Omkareshwar, che dista circa 70 km, dove si alloggia presso il Narmada Resort. Qui, su un’isola formata dal fiume Narmada, vi è il tempio shivaita di Shri Omkareshwar Mahadev che ospita uno dei due Jyotirlingam del Madya Pradesh, costante oggetto di venerazione da parte di una folla interminabile di pellegrini. Vi sono anche altri templi, tra cui è particolarmente interessante la visita a quello di Vardheshwar. 12°g.  9/9 Omkareshwar – Ajanta   Si parte presto per Ajanta in Maharashtra, che dista 260 km, un viaggio che richiede circa 5 ore. Si transita da Burhampur, una cittadina sulle rive del fiume Tapti dall’intenso passato storico che traspare dai palazzi, in particolare il forte di Asirgarth. Ad Ajanta si alloggia presso l’MTDC Resort Fardapur dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile. Ci si reca subito a visitare il sito; realizzato tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici ed austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. 13°g.  10/9 Ajanta – Aurangabad – Daulatabad – Ellora   Si parte per la cittadina di Aurangabad, che dista 105 km, un percorso di 2 o 3 ore. Fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo; si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani, la sua prima moglie, e la piscina sacra di Pancakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘Piccolo Taj’ ci si reca a visitare le grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Da Aurangabad si prosegue per Ellora, che dista da qui 40 km. Si sosta a Daulatabad per visitare le straordinarie rovine della città, con le possenti mura che giungono fino alla sommità del monte. Giunti ad Ellora si alloggia presso l’Hotel Kailash, nei pressi del sito archeologico. Per chi rientra 14°g. 11/9 Ellora   Si dedica la giornata alla visita di Ellora; si trascorre la prima parte della giornata coi compagni e il capogruppo che proseguono per il Kumbhamela e lasceranno Ellora dopo pranzo. Dopo la loro partenza si proseguono le visite accompagnati da una guida locale indiana. Il sito presenta 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica, uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. 15°g. 12/9 Ellora – Aurangabad – Mumbai e volo di rientro   Chi lo desidera potrà tornare al sito di Ellora per un ultimo sguardo. Nei pressi si visita il tempio induista di Grishneshwar, che custodisce il 12° dei Jyotirlingam dell’India. Andando ad Aurangabad si sosta a Khuldabad, un paese circondato dalle rovine delle mura che vi fece erigere l’imperatore Aurangazeb, che fu poi seppellito qui. In questo interessate sito islamico si trovano anche le tombe di due maestri sufi, Burhan-ud-din e Zain-ud-din, e vi vengono conservate alcune reliquie attribuite a Maometto, un suo  vestito e dei capelli, motivo per cui qui ricorrono alcuni importanti festival religiosi islamici. Il luogo ispira un senso di purezza e santità, e non è raro incontrarvi dei sufi indiani in pellegrinaggio. Arrivati ad Aurangabad ci si imbarca sul volo per Mumbai (17.20 – 18.10; orari da confermare). A Mumbai si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba, che accompagna i partecipanti con un mezzo privato al terminal internazionale per l’imbarco sul volo di rientro; se fosse utile o necessario sostare a Mumbai Amitaba può fornire ogni servizio richiesto (hotel, trasporti, guida). 16°g.  Domenica 13 settembre, arrivo a destinazione Per chi prosegue per il Kumbhamela di Nasik (per maggiori dettagli su questa parte, vedi il programma Kumbhamela a Nasik) NB: nel programma sono indicate alcune visite a siti nei dintorni di Nasik e del Trimbakeshwar, ma si tenga presente che si dovrà valutarne di volta in volta la fattibilità in funzione del possibile affollamento delle strade e / o di blocchi alla circolazione. Nel caso qualche escursione risultasse impossibile o troppo difficile vi sono infiniti spunti da seguire in loco, e non si avrà certo modo di annoiarsi!! 14°g.  11/9 Ellora – Nasik   Si dedica la mattina alla visita del sito di Ellora; si parte quindi per Nasik, che dista circa240 km, un tragitto che richiede da5 a 6 ore di guida. Si alloggia presso l’hotel Panchavati, ben posizionato per raggiungere il Ramkund, uno dei due punti focali del Kumbhamela di Nasik, quello che attira il più forte afflusso di pellegrini per via delle vicende del Ramayana che si svolsero qui (il secondo punto è a Trimbakeshwar). 15°g.  12/9 Nasik ed escursione alle grotte Pandava   Si effettua una prima ricognizione dell’area del Ramkund, dove avvengono le abluzioni, e dei templi circostanti. Nel corso della giornata è in programma un’escursione a Pandav Lani e al tempio di Someshwar. Pandava (Pandav Lani), un sito situato nelle vicinanze di Nasik, consiste di 29 grotte scavate nella roccia tra il I e il II secolo con diverse rappresentazioni scolpite di entità, sia buddiste che jainiste. Il tempio di Someshwar, sulle rive del Godavari, è uno dei templi indiani più antichi dedicato a Shiva e a Hanuman. 16°g.  13/9 Amavasya Dwitiya al Ramkund di Nasik   Oggi è il giorno santo, quando si svolge l’abluzione principale del Kumbhamela di Nasik. Si dedica la giornata a seguire l’evento. 17°g.  14/9 Nasik ed escursione alle grotte di Gajapantha   Si proseguono le esplorazioni a Nasik; si visitano i campi dei pellegrini all’intorno dell’area di Panchavati, formati in gran parte dagli aderenti alle scuole vishvaite. Nel corso della giornata ci si reca ai templi rupestri jainisti di Gajapantha, che distano circa16 km. 18°g.  15/9 Nasik ed escursione a Vani   Ci si reca a Vani, che dista circa55 km, per visitare il tempio di Saptashringi, considerato la residenza della dea Bhagwati. Nel tempo restante si continuano le esplorazioni di Nasik e dintorni, immergendosi nel fantastico folclore dei campi dove sono alloggiate le diverse scuole mistiche. 19°g.  16/9 Nasik (Trimbakeshwar)   Ci si sposta nella zona del tempio di Trimbakeshwar, che dista circa35 km, dove si alloggia presso l’hotel Sai Krupa. Sul percorso si visita il tempio jainista di Dharmachakra Prabhav Tirth. Si inizia a perlustrare i campi shivaiti nei pressi del tempio di Trimbakeshwar, luogo di grande sacralità che conserva uno dei 12 Jyotirlingam dell’India. Il sito è importantissimo perché è considerato il luogo dove nacque Ganesh, figlio di Shiva, la veneratissima divinità dalla testa di elefante, ed anche dove si manifestò la figura leggendaria di Gorakhnath. 20°g.  17/9 Nasik (Trimbakeshwar)   Si proseguono le visite; una delle parti più interessanti è la visita ai campi degli Akhara shivaiti. 21°g.  18/9 Rushipanchami Dwitiya a Trimbakeshvar   L’abluzione di oggi è la seconda per importanza di questo Kumbhamela. Si seguono le processioni che si recano alla vasca sacra, il Kushavarta Kunda di Trimbakeshwar, che iniziano già prima dell’alba. Si dedica la giornata a seguire gli eventi. 22°g.  19/9 Nasik – Mumbai e volo di rientro   Si parte per Mumbai, che dista circa 180 km; si va direttamente all’aeroporto dove si arriva in serata per imbarcarsi sul volo di rientro. Gran parte dei voli partono nella notte o nelle prime ore del mattino. Se per via degli orari di volo o altro fosse utile disporre di un hotel a Mumbai Amitaba può prenotarlo e organizzare quanto necessario per i trasferimenti e ogni altro servizio richiesto. 23°g.  Domenica 20 settembre, arrivo a destinazione
INDIA 2015: Gyaton, celebrazioni per l’80° compleanno di S.S. il XIV Dalai Lama
Visita di Amritsar (Tempio d’Oro) e dell’Himachal Pradesh
Periodo: 16 giu - 27 giu
Accorreranno così a Dharamsala un gran numero di persone, e, unendosi a loro, si potrà vivere un momento magico, oltre l’ordinario divenire del mondo. Infatti la località di MacLeodganj è uno dei luoghi più speciali e santi del buddismo perché in questi ultimi cinquant'anni il suo tempio principale, situato nel monastero del Namgyal di fronte alla residenza di S.S. il Dalai Lama, è stato teatro del conferimento di innumerevoli insegnamenti, rituali speciali, trasmissioni delle parole di Buddha e dei grandi dotti indiani da parte del Dalai Lama, diventando un prezioso faro di saggezza per il mondo.   Amritsar MacLeodganj MacLeodganj   Il viaggio consente di seguire le celebrazioni del Gyaton e di visitare tutti i siti più interessanti della regione di Dharamsala in un momento di particolare vitalità, potendo apprezzare appieno anche il folclore tibetano. Sarà una grande immersione nella cultura del Tibet: oltre a partecipare alle feste e celebrazioni si visiteranno i diversi istituti, dal Norbulingka al Menzikhang e al Tibetan Children Village; monasteri, dal Namgyal a al Drolma Ling; luoghi di pura spiritualità, come il Tushita e gli Stupa di Trijiang Rimpoce e di Yeshe Tobden; e siti istituzionali, come la Library e il tempio di Nechung. Il percorso è poi arricchito da un pernottamento ad Amritsar all’andata, per poter godere del meraviglioso Tempio d’Oro dei Sikh, da un’escursione a Khangra e, al termine, ci si reca a Tso Pema, un lago la cui sacralità è legata a Guru Padmasambhava. Una curiosità: la data del 21 giugno In occidente il compleanno di S.S. il Dalai Lama è indicato il 6 di luglio…. Questa data ‘fissa’ riflette il pragmatismo del saggio Maestro: per non complicare le cose a chi lo conosce e gli vuole bene, va bene dirci ‘sono nato il 6 luglio’. Infatti questa data corrisponde al giorno in cui egli nacque se si traduce la data del lieto evento nel nostro calendario del 1935. La data tibetana è invece calcolata come il 5° giorno del 5° mese del calendario lunare, quindi, per il ‘nostro’ 2015, il 21 giugno. Ma così è ancora meglio, non vi sembra? La festa in famiglia è il 21/6; poi, si potrà rifare un brindisi con tutti il 6 luglio!   Namgyal G. e casa DL Tibetan Children Village Tibetan Children Village   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 16 giugno, partenza per Delhi     All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba e ci si reca in hotel, l’Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto. 2°g.  17/6 Delhi – Amritsar   Si lascia Delhi verso nord entrando nello stato indiano del Punjab; Amritsar dista circa450 km, un viaggio che richiede da7 a 8 ore. Ci si accomoda presso l’hotel Hyatt Amritsar e ci si reca con una guida locale per una prima visita serale al Tempio d’Oro, che con le luci notturne è particolarmente suggestivo. 3°g.  18/6 Amritsar  - Dharamsala (MacLeodganj)   Si visita con calma il Tempio d’Oro, uno dei luoghi magici dell’India, centro della sacralità per la religione Sikh. Nel tempio costruito sull’acqua della grande vasca è custodito il Guru Grant, il testo religioso dei Sikh, che viene recitato con toni melodiosi che pervadono lo spazio santo, ispirando i presenti ad un’apertura spirituale. Attorno vi sono devoti e pellegrini, un insieme molto bello; chi lo desidera può mangiare qui, il cibo è offerto a tutti i visitatori. Dopo pranzo si parte per Dharamsala, che dista circa 200 km, un tragitto di 4 – 5 ore. Si lasciano le pianure e, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj. Questo piccolo centro, situato a 1800 mt di quota sopra a Dharamsala, è il cuore della comunità tibetana, con la residenza del Dalai Lama e il monastero del Namgyal. Si alloggia presso l’hotel Fortune Park Moksha, che è ritenuto il migliore disponibile. 4°g.  19/6 Dharamsala (MacLeodganj)   Ci si reca all’istituto del Norbulingka, situato a circa20 km da MacLeodganj; questo centro è stato istituito per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka e un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Ci si reca quindi al convento di Drolma Ling che raccoglie monache di diverse tradizioni e al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi. 5°g.  20/6 Dharamsala (MacLeodganj), escursione a Khangra   Escursione a Khangra, con la visita dei templi di Khangra e Jawalamukti, considerato santo anche nella tradizione tibetana. 6°g.  21/6 Dharamsala (MacLeodganj), celebrazioni di Gyaton  Oggi al monastero del Namgyal si svolgono le celebrazioni di Gyaton alla presenza di S.S. il XIV Dalai Lama, che includono l’offerta della puja di lunga vita e la benedizione delle Tanke. 7°g.  22/6 Dharamsala (MacLeodganj)  Oggi vengono eseguiti i dibattiti ed allestita una mostra; il sito al degli eventi al momento della redazione del programma non è ancora stato fissato. Nel corso della giornata si visita il centro Tushita, posto a circa 2000 mt di quota, sul monte sopra a MacLeodganj; in questo importante centro di ritiri è conservato lo stupa di Lama Yeshe. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si arriva al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato spesso in Italia ed anche a Pomaia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Da qui in un’altra mezz’ora si arriva sempre a piedi al Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi. 8°g.  23/6 Dharamsala (MacLeodganj)   Il grande raduno dei tibetano dell’Amdo è previsto oggi, presso il Tibetn Children Village. Si volgono diversi eventi; nel tempo che resta si completeranno le altre visite e si avrà modo di visitare i molti negozietti di MacLeodganj. 9°g.  24/6 Dharamsala – Tso Pema   Ci reca alla biblioteca tibetana, che contiene una vasta raccolta di testi con lo scopo di preservare nel tempo la tradizione, e al tempio di Nechung, sede dell’Oracolo di Stato del Tibet. Si visita poi il Menzinkhang, che è la scuola di astrologia e di medicina tibetane. Per chi è interessato è possibile chiedere un consulto; sono in vendita incensi, creme, tisane, ecc. prodotti naturali che vengono realizzati Si parte quindi per Tso Pema; si transita da Mandi, una cittadina situata a 750 mt di altitudine che dista circa 126 km; qui si trovano due piccoli templi rupestri del XII secolo, ma il sito non è molto accattivante per via della posizione vicina alla strada. Proseguendo, in circa mezz’ora si sale al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema, dove si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor o simile. Tso significa lago e Pema loto: l’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato anche con l'appellativo 'Colui che è nato dal loto' (Guru Rimpoce). 10°g.  25/6 Tso Pema   Il laghetto sacro è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce finita da pochi anni e all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh; sulla collina vi è un complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce, dove vive sparpagliata una comunità di meditatori e monache. 11°g.  26/6 Tso Pema – Delhi e volo di rientro Si lascia Tso Pema per Delhi dove si arriva nel pomeriggio e ci si reca direttamente in aeroporto; la gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata con arrivo il mattino successivo; se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto. 12°g.  Sabato 27 giugno, arrivo a destinazione
INDIA 2015: Tour del Gujarat
Nella ricorrenza di Holi, una visita completa del Gujarat
Periodo: 1 mar - 15 mar
Da qui si prosegue per Lothal, Bhavnagar e Palitana, il monte sacro jainista ornato da ben 863 templi, e si arriva sulla costa dell’oceano a Diu, cittadina di origine portoghese. Ci si reca quindi al Parco Nazionale di Sasan Gir e, dopo un’esplorazione con le jeep, si continua per Junagadh, base di partenza per salire la montagna sacra di Girnar, coronata di templi induisti e jainisti, meta di pellegrinaggio da tutta l’India. Proseguendo, dopo la visita di Gondal si arriva nella regione di Bhuj nel Gujarat occidentale fino ai margini del deserto bianco del Kutch, una regione dove risiedono diverse etnie e alcuni gruppi nomadici.   Rann of Kutch Sasan Gir Diu   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 1 marzo, volo per Mumbai  2°g.  2/3 Mumbai – Ahmedabad   Accoglienza da parte del nostro corrispondente presso il terminal degli arrivi internazionali di Mumbai e trasferimento alle partenze nazionali per l’imbarco sul volo per Ahmedabad. Vi sono diverse possibilità di volo, a partire dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio; verrà quindi scelto il volo più idoneo in funzione dell’orario di arrivo a Mumbai. Ad Ahmedabad è in attesa dei partecipanti il corrispondente per il trasferimento in hotel; si alloggia presso l’hotel Cama (www.camahotelsindia.com). 3°g.  3/3 Ahmedabad   Ahmedabad, fondata nel 1411 dal sultano Ahmed Shah, è il centro principale del Gujarat. Si dedica la giornata alle visite; si inizia dal tempio jainista di Hathisingh, quindi ci si reca al Calico Museum (www.calicomuseum.com), che raccoglie una fantastica collezione di tessuti antichi. Si vedono le tre moschee principali: Sidi Sayed, che risale al 1573, famosa per il fine lavoro di cesellatura; Jama Masjid, del 1423, edificata da Ahmed Shah; Rani Rupmati, del 1430, famosa per lo stile con diversi tratti di origine induista. Un’importanza particolare ha il Sabarmati Ashram, posto sulla riva del fiume: Mahatma Ghandi vi risedette fino al 1930 e fu qui che ebbe inizio la lotta per l’indipendenza dell’India; sono interessanti anche il Museo e la mostra fotografica. 4°g.  4/3 Ahmedabad – Champaner – Jambughoda   La meta di oggi è Jambughoda che dista 190 km, un viaggio di circa 4 ore: si segue l’autostrada verso sud fino a Vadodara e da qui si continua in direzione est. Poco prima di giungere a destinazione si visita Champaner, Patrimonio Mondiale Unesco; i siti di questa vasta area archeologica datano dall’VIII al XIV secolo. Si individuano le vecchie mura e sul monte di Pavagadh che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista; i monumenti principali sono le due moschee, con la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Nella regione collinare di Jambughoda, immerse in una bella natura ricca di foreste di teak, vivono diverse minoranze etniche. Si alloggia presso l’hotel “A home for nature lovers” (www.jambughoda.com), la residenza del Raja della regione, Vikramsinhji, che risiede in loco con la moglie. 5°g.  5/3 Jambughoda   Ci si reca al mercato settimanale dove confluisce la popolazione locale con automezzi di ogni tipo stracarichi di gente, potendo ammirare i diversi costumi e gli interessanti gioielli delle donne nel contesto variopinto degli scambi di semplici prodotti locali, implementi di prima necessità e vendita di animali. Si raggiunge quindi la cittadina di Chhota Udepur (48 km), nei pressi del confine col Rajasthan. Situata sulle rive di un lago, era la sede di uno dei piccoli principati del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. In serata si partecipa alla celebrazione del Holika Dahan, che completa la prima giornata del festival di Holi, in un villaggio vicino alla residenza del Raja: unico nostro dovere sarà lanciare un cocco nel falò al momento opportuno; si ricorda con questo come si preservò dal fuoco il principe Prahalada, protetto dalle vesti magiche di Holika, la malvagia sorella di un re cattivo che cercò di usurpare Vishnu.   Champaner Jambughoda Junagadh, Mahabat M.     6°g. 6/3 Jambughoda   Si celebra Holi con la famiglia del Raja. Holi è fondamentalmente un festival del raccolto con diverse interpretazioni religiose, tra queste: la storia di Holika e Prahalada; l’eliminazione del demone Putana da parte di Krishna; o la celebrazione di Kama, divinità del piacere e del destino. Nella giornata di oggi è usanza bagnarsi con acqua colorata e spargersi di polveri colorate, con danze e canti, un momento conviviale tra amici e parenti. Nel pomeriggio si visitano i villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif eseguiti con colori naturali, che vengono realizzati in occasione di una ricorrenza di buon auspicio come una nascita, un matrimonio o una festa importante. Rientrati a Jambughoda si cena con la famiglia del Raja. 7°g.  7/3 Jambugodha – Lothal – Bhavnagar   Si parte per Bhavnagar, che dista 250 km, un tragitto di circa 6 ore. Sul percorso con una breve deviazione di raggiunge Lothal, un antichissimo sito archeologico della civiltà di Harappa che risale al secondo millennio prima di Cristo, con il bacino portuale che è particolarmente ben preservato. Si alloggia presso il Nilam Bag Palace (www.nilambagpalace.com), una heritage property, edificata nel 1859, che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città è situata vicino al mare ed ha un suo porto, ma la parte più interessante sono le stradine della parte vecchia, un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi. 8°g.  8/3 Bhavnagar – Palitana   Si parte presto per Palitana, che dista circa 50 km a sud. Per esplorare il Shatrunjay (che significa ‘luogo della vittoria’), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Per salire si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km, un lungo tragitto che non tutti percorrono interamente, ma se si riesce ne vale decisamente la pena. Se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono al galoppo arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere in parole la visione delle due cime del monte letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini jainisti vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, portando il tipico bastone a punta. Per la discesa si segue un altro sentiero più diretto che arriva in un altro lato del monte; si alloggia nei pressi al Vijay Vilas, una vecchia casa nobiliare che ci riporta indietro nel tempo. La sistemazione è decisamente affascinante ma manca di adeguata manutenzione, è un poco come essere alloggiati per una notte in un vetusto museo; la gestione è famigliare e le persone molto cortesi. 9°g.  9/3 Palitana – Diu – Sasan Gir   Da Palitana si raggiunge la costa dell’oceano a Diu, che dista 164 km, circa 3,5 ore di viaggio. Questa cittadina è stata parte del Portogallo fino al 1961; le tranquille stradine del centro testimoniano la recente presenza portoghese e il grande forte che si affaccia sul mare, interessante da visitare, ne fu il motivo. Costruito nel XVI secolo, era una base navale molto importante per il controllo dei traffici commerciali. Nel pomeriggio di prosegue per il Parco Nazionale di Sasan Gir che dista 80 km, circa due ore, in direzione nord. Si alloggia presso il Lion Safari Camp (www.campsofindia.com/lion_safari_camp.php), un lussuoso campo situato lungo il fiume Hiran tra gli alberi di mango; le tende sono pienamente arredate, dotate di bagno proprio, acqua calda e aria condizionata, da far invidia agli ufficiali del vecchio Raj britannico! 10°g.  10/3 Sasang Gir – Junagadh   Il parco Nazionale di Sasan Gir è l’ultima casa del leone asiatico, e, oltre al ‘re della foresta’, ospita leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nella acque si vedono i coccodrilli. Si effettua un’escursione in jeep al mattino presto per vedere gli animali, partendo prima di colazione; non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. Si lascia il parco dirigendosi a Junagadh, che dista 80 km, circa 2 ore di viaggio, dove si alloggia presso il Leo Resort (www.leoresorts.com), il migliore disponibile in questa località. Si esplora la cittadina, dominata da un forte dove si trovano cisterne d’acqua che impressionano per la qualità e magnitudine del lavoro ingegneristico; sul monte si trovano anche alcuni templi rupestri buddisti. Nella città vecchia il sito più interessante è il mausoleo di Mahabat Makbarn, con i minareti ornati da scalinate a spirale e una profusione di decorazioni in pietra, e meritano una visita le tombe dei Babi Nawabs, la dinastia che ottenne l’indipendenza dai Mughal nel 1748. 11°g.  11/3 Junagadh Si dedica la giornata all’esplorazione del monte sacro di Girnar, un vulcano estinto situato ad est delle città, alto circa 1100 mt, che i jainisti chiamano Monte Neminath. È uno dei siti magici dell’India, poco visitato dai turisti, ininterrotta meta di pellegrinaggio per jainisti ed induisti a partire almeno dal III secolo. Lungo la salita e sulle vette del monte si trovano diversi templi; il sito più importante per i jainisti è il tempio di Neminath, posto sulla prima cima, che fu edificato nel XII secolo. Secondo la tradizione jainista fu qui che il 22° guru, il Tirthankara Neminath, lasciò il corpo dopo aver vissuto su questo sacro monte per 700 anni; il tempio, costruito in marmo bianco e riccamente cesellato, sarebbe edificato esattamente in quel punto e conserva una sua rappresentazione in marmo nero. Sono molto interessanti anche il tempio di Mallinath, il tempio di Amba, e, sulla cima di Gorakhnath, che è il punto più alto, si trovano le impronte di questo grande rishi. Per chi lo desidera, per la salita è possibile affittare una portantina; ci sono 8500 gradini e il tempo richiesto è di circa 4 ore. 12°g.  12/3 Junagadh – Gondal – Bhuj (Rann of Kutch) Si parte per Gondal, che dista 65 km, un tragitto di circa un’ora e mezza. La famiglia reale di Gondal è nota anche per la grande passione per le automobili; presso il palazzo si potrà ammirare una bella collezione d’auto d’epoca. Si visitano il Palazzo sul fiume, l’antica Farmacia Ayurvedica e ci si reca al Palazzo di Naulakha per il pranzo. Si prosegue quindi per Bhuj, che dista 270 km, un viaggio di circa 5 ore. Si alloggia al The Kutch Safari Lodge, ai bordi del mare di sale del Rann of Kutch (www.kutchsafaribhuj.com/#), situato circa 15 km fuori città. 13°g.  13/3 Bhuj (Rann of Kutch)  Nella regione di Bhuj e nel Rann of Kutch vivono diversi gruppi etnici, specializzati in una vasta produzione artigianale e tessile. Si utilizza la giornata per esplorare la zona ed incontrare i gruppi etnici principali. In serata ci si reca ai margini delle vaste distese di sale bianco per ammirare il tramonto. 14°g.  14/3 Bhuj – Mumbai e volo di rientro   Si visita la cittadina di Bhuj, dove la parte vecchia è ancora circondata dalle mura. Il volo per Mumbai parte alle 18.25 con arrivo alle 19.55 (orari da confermare). A Mumbai è in attesa dei partecipanti il corrispondente di Amitaba che si occupa del trasferimento alle partenze internazionali. I voli di rientro partono quasi tutti nelle tarde ore della sera, arrivando a destinazione la mattina successiva. Se per i voli prescelti o altro fosse utile pernottare a Mumbai, Amitaba potrà predisporre ogni servizio richiesto. Domenica 15 marzo, arrivo a destinazione
INDIA 2015: Etnie del Nord Est
Un viaggio in Assam, Arunachal Pradesh e Nagaland
Periodo: 2 gen - 14 gen
Assam, Kaziranga Assam Assam, Kaziranga Dal parco di Kuziranga si raggiungono i monti della parte orientale dell’Arunachal Pradesh, arrivando nel distretto di Ziro dove risiedono gli Apatani, una tra le etnie più interessanti dell’Asia; si sosta qui due giorni potendo esplorare a fondo le aree tribali. Si rientra poi in Assam arrivando in traghetto nella bucolica isola del Brahmaputra di Majuli, Patrimonio dell’Unesco, dove si dedica una giornata, e si prosegue per Sivasagar riattraversando il grande fiume e lasciando il vasto bacino del Brahmaputra per accedere alla regione di Mon nel Nagaland, a ridosso del confine birmano. È la patria dell’etnia Konyak, dove si sosta a Mon due notti per potersi spingere fino al villaggio di Longwa, sul confine con la Birmania, e si rientra quindi in Assam a Dibrugarh per il volo di rientro. Nota tecnica Si ricorda che in molte delle aree visitate non è possibile effettuare cambio valuta e che le carte di credito spesso non sono accettate. Gli alloggi sono puliti con stanze quasi sempre dotate di bagno con acqua calda e lenzuola, ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani e in alcune località possono richiedere un minimo di adattabilità (ad esempio l’acqua calda può venir fornita in un secchio). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli comodi, tipo Scorpio o Tata Safari. Il clima previsto è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere precipitazioni locali. Le temperature previste sono piuttosto fredde solo a Ziro, dove le minime notturne possono arrivare a 2°C, con massime di 10°-14°C.   Konyak Nagas   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (NB: i tempi di tappa indicati possono a volte subire variazioni significative dovuti allo stato delle strade) 1°g.  Venerdì 2 gennaio, partenza in volo per Delhi   2°g.  3/1 Delhi – Guwahati - Kaziranga   Il volo per Guwahati in Assam, nell’estremo est dell’India,  parte da Delhi alle 9.50 con arrivo alle 12.15 (orario da confermare), dove è in attesa dei partecipanti la guida locale che parla la lingua inglese. Si lascia l’aeroporto in direzione est per Tezpur e da qui si prosegue per il Parco Nazionale di Kaziranga, dove si alloggia presso l’hotel Iora – The Retreat. La tappa è di 185 km e richiede massimo 5 ore di viaggio. 3°g.  4/1 Parco Nazionale di Kaziranga   Il Parco Nazionale di Kaziranga, situato lungo la sponda meridionale del Brahmaputra, è inserto nella lista ‘World Heritage’ dell’ONU. È particolarmente importante per il grande numero di rinoceronti asiatici, ed ospita una grandissima varietà di specie diverse, tra cui circa 1000 elefanti e, all’ultimo censimento, 81 tigri. Si effettua una prima escursione alle prime luci con l’elefante, sono possibili due orari, alle 5.30 o alle 6.30 – decidono i rangers l’assegnazione. Si proseguono le esplorazioni con le jeep; la prima può iniziare tra le 7.30 le 9; la seconda tra le 13.30 e le 15.00. 4°g.  5/1 Kaziranga – Ziro   Si attraversa il Bramaputra tornado a Tezpur a da qui si procede a settentrione del grande fiume in direzione est fino a Narayanpur; si lascia la cittadina in direzione nord entrando in Arunachal Pradesh, iniziano a percorre le valli che conducono a Ziro, con una tappa di circa 340 km che richiede almeno 7 ore di viaggio. Si alloggia presso il confortevole Hotel Blue Pine. Ziro è posto a circa 2000 mt su di un plateau tra monti coperti di foreste di pino, una delle zone più belle dell’Arunachal. È il territorio degli Apatani, un’importante etnia caratterizzata da molta amichevolezza; hanno un aspetto particolare per via dell’utilizzo di tatuaggi facciali e le donne portano inserti nasali tipici fatti col legno, la cui ampiezza è motivo di distinzione. 5°g. – 6°g. (6 – 7/1) Ziro   Si esplora l’altopiano degli Apatani, rientrando in hotel per le pause pranzo. Si visitano i villaggi di Hong, Hari, Hija e altri minori con i loro mercati locali, ed anche il museo di Ziro. Il principale è Hong, e ciascun villaggio evidenzia caratteristiche proprie. 7°g.  8/1 Ziro – Isola di Majuli   Si segue la strada utilizzata per giungere qui fino al bivio che conduce in direzione sud ovest verso North Lakhimpur, rientrando in Assam. Si attraversa il Bramaputra in traghetto arrivando all’isola di Majuli, eletta a Patrimonio dell’Unesco. Si alloggia presso il Mepo Okum Eco Camp; la tappa richiede circa 6 ore in tutto. 8°g.  9/1 Isola di Majuli   Majuli è la più grande isola fluviale abitata della Terra, con villaggi tradizionali delle etnie Assamese e Mishing, un mondo dall’aspetto bucolico, fuori dal tempo; dal XVI secolo, a seguito dell’opera di Srimanta Shankerdev, ha visto una fioritura di comunità vishnavite. Si visita uno dei monasteri più interessanti guidati da un monaco, che ci accompagna nei templi e tra le celle e illustrerà le attività e vita della comunità; i monaci sono anche i custodi della Satriya, un’antica forma di danza. 9°g.  10/1 Isola di Majuli - Neematighat – Mon   Si raggiunge il punto d’imbarco per il traghetto che porta a Neematighat; si prevede circa un’ora e mezza di navigazione, ma la durata dipende molto dalla quantità del flusso d’acqua del fiume. Si prosegue da qui verso est per la vicina Sivasagar. Questa cittadina fu per circa 600 anni la capitale dell’impero Ahom, fondato dagli Shan tailandesi nel XIII secolo; si vistano il tempio di Shiva e le rovine dei palazzi. Si prosegue quindi per Mon, che dista da qui circa 100 km; si alloggia presso la Paramount Guest House. Questo villaggio del Nagalad, posto a 900 mt di quota, è il centro dell’etnia dei Konyak Nagas, con i tipici tatuaggi sui volti e costumi tradizionali, particolarmente abili in diverse attività artigianali tra cui la scultura del legno; il governo dei vari gruppi è affidato agli Angh, ovvero a capi tribù a carica ereditaria. 10°g. 11/1 Mon, esc. a Longwa   Ci si reca a Longwa, uno dei villaggi più importanti del distretto di Mon, che dista 60 km. È peculiarmente edificato tra l’India e la Birmania, con circa metà delle case oltre il confine. Ci si reca anche ai villaggi di Tang e Shenga Chingnyu dove si possono vedere alcune interessanti magioni tradizionali degli Angh, i capitribù. 11°g. 12/1 Mon – Dibrugarh   Si visita il vicino villaggio di Chui, con molte case tradizionali Konyak ben preservate con gli usci ornati con corna di bufalo dipinte; si potrà visitare la magione dell’Angh, il capo villaggio, dove vengono conservati centinaia di teschi di cervi. Si parte quindi in direzione nord per Dibrugarth, che dista 170 km, un percorso di circa 6 ore. Si alloggia presso i tipici Heritage Chang Bungalow, costruzioni coloniali di epoca britannica poste su palafitte, immersi in una tranquilla natura tra le piantagioni di tè. Si vedranno le tipiche danze Bihu, tra le più popolari dell’Assam, ricche di vitalità ritmica, una celebrazione delle forze della primavera e dell’amore. 12°g.13/1 Dibrugarh – Delhi e volo di rientro Nel corso della mattina, prima del pranzo, si potranno visitare le piantagioni di tè, il mercato locale e un centro artigianale di produzione tessile. Il volo per Delhi parte alle 15.25 con arrivo alle 18.05 (orari da confermare; effettua uno scalo). All’arrivo si ha a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città per visite o acquisti fino al trasferimento in aeroporto, dove la buona parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. 13°g. Mercoledì 14 gennaio, arrivo a destinazione
INDIA 2014: Gujarat, Rajasthan e Unt Mela
Con la festa di Dewali e la fiera di Pushkar
Periodo: 22 ott - 6 nov
Jaipur, Amber Chota Udepur Ahmedabad, Jain temple   Il programma inizia da Delhi, da dove si raggiunge Jaipur nel Rajasthan in occasione della ricorrenza del Diwali. Si prosegue in volo per Ahmedabad, capitale del Gujarat, e ci si sposta nella regione di Jambughoda e Chhota Udepur, dove si incontrano le popolazioni Rathwas e Nayaks. Dopo la visita di Champaner ci prosegue per Bhavnagar e da qui si visita Palitana, l’incredibile montagna sacra dei jainisti; arrivati poi al Parco Nazionale di Sasan Gir, dove vive il leone asiatico, si fanno due safari con la jeep. Da qui inizia il percorso verso nord; si rientra ad Ahmedabad, dove oltre ai diversi siti, incluso l’Ashram di Ghandi, ci si reca al museo Calico, e si continua per il Rajasthan a Udaipur, gemma dell’India. Dopo la visita di Ranakpur si esplora la regione di Rawla Jojawar, dove risiedono i Rabaris, un’etnia dedita all’allevamento dei cammelli si arriva a Pushkar, anche questo un importante momento del viaggio, perché il soggiorno avviene durante il pieno svolgimento della grande festa del Kartika Purnima e dell’Unt Mela. Da Pushkar torna a Delhi per il volo di rientro. Il viaggio si svolge nella stagione migliore dell’anno, soleggiata e piacevolmente calda. Per i trasporti si utilizzano veicoli comodi, dotati di aria condizionata e di recente immatricolazione. Gli hotel utilizzati sono tutti di buon livello e i rispettivi siti sono indicati nel programma; buona parte sono palazzi storici riconvertiti, dove si avrà anche l’occasione di incontrare le famiglie di origine nobile.   Sasan Gir Sasan Gir Sasan Gir Pushkar: la grande festa del Kartika Purnima e dell’Unt Mela Pushkar, situata a 14 km dalla città di Ajmer, è un paesino situato sul bordo di un mistico laghetto che la tradizione dice essere di origine divina. La grande fiera dei cammelli che vi si svolge ha una storia molto antica. Le sue origini vengono dall’Unt Mela, una festa iniziata a latere del grande raduno religioso del Kartika Purnima come momento di incontro tra i carovanieri che scambiavano merci e animali, che pian piano si è espansa fino a diventare la più grande fiera del mondo per lo scambio dei cammelli ed ha incluso eventi sportivi e culturali. Oggi sono molto popolari ad esempio le corse con i cammelli e i cavalli e le manifestazioni di musiche e danze del Rajasthan. L’importanza del raduno religioso del Kartika Purnima, che è all’origine di tutte queste manifestazioni, si rintraccia già in alcuni scritti del IV secolo dove troviamo menzione di questa località e riferimenti alle leggende che la permeano. Si racconta che Brahma, il Dio creatore del pantheon induista, fece cadere dalle proprie mani un fiore di loto per sconfiggere un demone; nei tre punti della Terra su cui si posarono i petali l’acqua sgorgò nel mezzo del deserto formando tre piccoli laghi blu. Sulle sponde del più grande di questi Brahma radunò per una celebrazione ben 900.000 esseri celesti, ovvero la gran parte delle divinità induiste. È così che da tempo immemorabile nella ricorrenza annuale di questo magico evento che cade nel Kartika Purnima, ossia i giorni del plenilunio tra ottobre e novembre, giungono folle di devoti al tempio di Brahma, lo Jagat Pita Shri Brahma Mandir, che è uno dei rari siti dell’India dedicati al Dio creatore induista, per rendere onore alla divinità con preghiere, cerimonie ed abluzioni nelle acque sacre del laghetto. Per i fedeli questi riti hanno il potere di purificare le negatività accumulate nel corso di infinite esistenze e possono condurre, nella prossima esistenza, direttamente nella Terra Pura di Brahma.   Palitana Ranakpur Udaipur   PROGRAMMA DEL VIAGGIO NB: Chi fosse interessato ad effettuare una visita di Delhi, è possibile partire prima o fermarsi dopo il tour; per ogni dettaglio contattare Amitaba. 1°g.  Mercoledì 22 ottobre, volo per Delhi    Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Swiss o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Plazzio Gurgaon (5*). 2°g.  23/10 Delhi – Jaipur, Diwali Si parte con un mezzo privato per Jaipur, la celebre ‘Città rosa’ dell’India, così chiamata per la colorazione delle case nella città vecchia; la distanza è di 275 km, un percorso di 5 o 6 ore. Si alloggia presso l’hotel Shahpura House (www.shahpurahouse.com), una casa nobiliare Rajput divenuta hotel; si avrà del tempo libero per fare un giro nella città o rilassarsi. Oggi ricorre la festa di Diwali, o ‘festa delle luci’, un’importante ricorrenza induista quando si celebra Lakshmi, dea del benessere, e le case vengono ripulite da cima a fondo, decorate con i fiori e ornate di luci. Si partecipa insieme alla famiglia nobile di Shahpura alla cerimonia che si tiene nell’hotel e al sontuoso banchetto allestito sulla terrazza del tetto. 3°g.  24/10 Jaipur Giornata dedicata alla visita di Jaipur. Si inizia con un’escursione sui colli nei pressi della città con il palazzo di Amber, situato su di un colle nei pressi della città, dove si potranno salire le scalinate che portano a questa affascinante reggia a dorso di elefante; il magnifico sito è parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Rientrati, tra i siti principali si ammirano il celebre Palace of Winds, il Palazzo Reale e il Jantan Mantar, l’osservatorio astronomico, anche questo parte del Patrimonio Mondiale Unesco. 4°g.  25/10 Jaipur – Ahmedabad – Jambughoda  Si parte in volo per Ahmedabad (9.35 – 10.45, orari da confermare), capitale dello stato indiano del Gujarat. Da qui si prosegue con un mezzo privato, con cui si segue tutto il circuito fino a Delhi; la meta di oggi è Jambughoda che dista 190 km, un viaggio di circa 4 ore: si segue l’autostrada verso sud fino a Vadodara e da qui si continua in direzione est. Nella regione collinare di Jambughoda, immerse in una bella natura ricca di foreste di teak, vivono diverse minoranze etniche. Si alloggia presso l’hotel “A home for nature lovers”, la residenza del Raja della regione, che risiede in loco con la moglie. 5°g.  26/10 Jambughoda Si visitano i villaggi di etnia Rathwas e Nakyas, dove le attività sono l’agricoltura tradizionale e alcune semplici forme di artigianato; l’ambiente e le case sono molto ben curati e dall’aspetto umile ma pulito. Tra i Rathwas è diffusa una particolare forma d’arte, conosciuta come Pithora, che consiste nella decorazione della stanza principale delle case con vivaci dipinti naif realizzati con colori naturali. Ci si reca quindi al mercato settimanale dove confluisce la popolazione locale con automezzi di ogni tipo stracarichi di gente, potendo ammirare i diversi costumi e gli interessanti gioielli delle donne nel contesto variopinto degli scambi di semplici prodotti locali, implementi di prima necessità e vendita di animali. Nel pomeriggio si raggiunge la cittadina di Chhota Udepur (48 km), nei pressi del confine col Rajasthan. Situata sulle rive di un lago, era la sede di uno dei piccoli principati del Gujarat orientale. Vi sono alcune case nobiliari, non sempre visitabili, e diversi templi tra cui è particolarmente interessante quello jainista per il connubio di stili che lo compongono. 6°g.  27/10 Jambughoda – Champaner – Bhavangar   Il sito di Champaner, Patrimonio Mondiale Unesco, dista circa 20 km. È una vasta area archeologica i cui siti datano dall’VIII al XIV secolo, si individuano le vecchie mura e sul monte che funge da sfondo vi è il tempio di Kalikamata, un’importante meta di pellegrinaggio induista. I monumenti principali sono le due moschee, con la più grande situata in un bel giardino e impreziosita da un bacino d’acqua. Dopo le visite si parte per Bhavnagar, che dista 250 km, un tragitto di circa 6 ore; si alloggia presso il Nilam Bag Palace (www.nilambagpalace.com), una heritage property, edificata nel 1859, che ospitava la famiglia reale di Bhavnagar. La città è situata vicino al mare ed ha un suo porto, ma la parte più interessante sono le stradine della parte vecchia, un vero pullulare di negozietti di ogni tipo frammisti a vetusti ma affascinanti palazzi. 7°g.  28/10 Bhavanagar – Palitana – Sasan Gir   Si parte presto per Palitana, che dista circa 50 km a sud. Per esplorare il Shatrunjay (che significa ‘luogo della vittoria’), il monte sacro alla religione jainista ornato da ben 863 templi edificati nel corso di 900 anni. Per salire si percorre un lungo sentiero gradinato con 3950 scalini su uno sviluppo di circa 2 km, un lungo tragitto che non tutti percorrono interamente, ma se si riesce ne vale decisamente la pena. Se servisse, alla base è possibile assoldare 4 portatori che fanno accomodare su una sedia e partono al galoppo arrivando sulla cima del monte! Difficile rendere a parola la visione delle due cime del monte letteralmente coperte di templi che formano un insieme straordinariamente armonico, protetto da fortificazioni. Si incontrano molti pellegrini jainisti vestiti di bianco; lungo la via procedono a piedi nudi con un portamento nobile, portando il tipico bastone a punta. Per la discesa è possibile seguire anche un altro sentiero più diretto che arriva in un altro lato del monte. Dopa la visita si prosegue, ora in direzione sud ovest, per il Parco Nazionale di Sasan Gir, che dista circa 3 ore, 160 km, arrivando in serata. Si alloggia presso il Lion Safari Camp (www.campsofindia.com), un lussuoso campo situato lungo il fiume Hiran tra i manghi; le tende sono pienamente arredate, dotate di bagno proprio, acqua calda e aria condizionata, da far invidia agli ufficiali del vecchio Raj britannico! 8°g.  29/10 Sasan Gir  Il parco Nazionale di Sasan Gir è l’ultima casa del leone asiatico, e, oltre al ‘re della foresta’, ospita molti leopardi, iene, cinghiali, pavoni, innumerevoli caprioli e vari tipi di erbivori, mentre nella acque si vedono i coccodrilli. Si effettuano due escursioni in jeep per vedere gli animali, una al mattino presto, partendo prima di colazione, e la seconda nel pomeriggio. Nell’arco di due esplorazioni non vi è mai la certezza di vedere i leoni, ma una buona probabilità. 9°g.  30/10 Sasan Gir – Ahmedabad Si parte in direzione nord est per Ahmedabad, che dista 330 km, un percorso di circa 6 ore; si alloggia presso l’hotel The Gateway Ummed (www.thegatewayhotels.com). Nel pomeriggio si visitano i punti di maggior interesse della città: l’Ashram di Ghandi, il tempio jainista di Hathisingh e le moschee di Jumma e Sidi Sayed. 10°g. 31/10 Ahmedabad – Udaipur  Si visita il Calico Museum, che raccoglie una fantastica collezione di tessuti antichi. Si parte quindi per Udaipur nel Rajasthan, un percorso di 260 km che richiede circa 4 ore. Si alloggia presso l’hotel Amet Haveli (www.amethaveliudaipur.com), un heritage hotel situato sulle rive del lago Pichola con vista sul Palazzo di Udaipur e del Lake Palace. 11°g. 1/11 Udaipur  Udaipur è una delle perle dell’India, conosciuta come la “città dei laghi”, con il grandioso candido palazzo del Maharaja che si erge sulle acque. Si potrà percorrere in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat, le scalinate per le abluzioni, visitando anche il palazzo lacustre, il Jag Mandir. In città si vistano il Palazzo del Maharaja e il tempio di Jagdish. 12°g. 2/11 Udaipur – Ranakpur – Jojawar  Circa 90 km a nord di Udaipur si visita il tempio jainista di Ranakpur, da alcuni ritenuto il più bel sito in assoluto di questa religione; apre ai visitatori alle 12.00, così si partirà con calma. Il tempio risale al XV secolo ed è dedicato ad Adinatha, il primo Tirthankara; lo compongono ben 1444 colonne cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema, disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. La struttura principale ha quattro lati simmetrici ciascuno con la statua di Adinatha, un modo di rappresentare la conquista delle quattro direzioni cardinali, ovvero la liberazione. Dopo la visita si continua verso nord per altri 65 km arrivando a Rawla Jojawar. Questo tradizionale forte tra le colline di Aravalli è ora un heritage hotel, dove si prende alloggio, ed è gestito dai due figli del Raja (www.jojawar.com). Nel pomeriggio si effettua una ricognizione con la jeep; si incontrano i Rabaris, un’etnia che si dedica all’allevamento dei cammelli. 13°g. 3/11 Jojawar – Pushkar  Prima di partire si effettua un giro col trenino rurale a vapore nelle colline Aravalli, passando un’oretta attraverso questo interessante ambiente rurale assieme alla gente dei villaggi. Continuando verso nord dopo 180 km (4 ore circa) si arriva a Pushkar, una delle importanti mete di pellegrinaggio dell’India. Sulle gradinate che portano alle acque del lago si assiepano i pellegrini che eseguono le abluzioni rituali e si trovano alcuni importanti templi, tra cui il principale è dedicato a Brahma, il Dio creatore del pantheon induista, oltre ad uno stuolo di tempietti minori. Al tramonto, quando il sole scende oltre le placide acque sacre, è molto suggestivo ascoltare i suoni delle cerimonie officiate dai bramini mentre i pellegrini posano dei lumini su foglie di loto che galleggiando sul laghetto, creando un’atmosfera veramente magica. Il viaggio porta a Pushkar nel momento più vivo dell’anno, quando una vasta folla si riunisce per la ricorrenza del Kartika Purnima e il grande festival dei cammelli, rendendo il luogo vibrante e vivo. Si alloggia presso il Pushkar Palace (www.hotelpushkarpalace.com), un heritage hotel; il Palazzo, il cui nome era Kishangarh Kunj, fu costruito 400 anni or sono dal maharaja di Jaisalmer. 14°g. 4/11Pushkar, la grande fiera dei cammelli   Giornata dedicata al grande festival. È un momento di raduno per pellegrini e mistici induisti che giungono al laghetto sacro per le abluzioni purificatorie, con una profusione di cerimonie e atti devozionali. Ma l’insieme è reso ancora più interessante dalla vasta fiera degli animali, dove avvengono scambi e acquisti di cammelli, cavalli, asini, bufali ecc., e dal contorno variegato di gare di corsa di cammelli e cavalli, spettacoli e folklore, che fa ritenere il raduno di Pushkar uno degli eventi più interessanti dell’India. 15°g. 5/11 Pushkar – Delhi e volo di rientro   Si rientra a Delhi, che dista 410 km, un viaggio di 6 o 7 ore. Ci si reca in centro dove si può cenare prima di raggiungere l’aeroporto internazionale, dove la gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. 16°g. Giovedì 6 novembre, arrivo a destinazione
INDIA 2014: Shivaratri, le nozze di Shiva e Parvati; est. Losar in Nepal
Periodo: 21 feb - 2 mar
Shivaratri, aarati Shivaratri Shivaratri, aarati   Il programma inizia con una visita guidata di Delhi e si lascia la capitale in treno per Gwalior, una cittadina famosa per il palazzo del Maharaja e il forte che la domina, il cui accesso è adornato con splendide sculture rupestri jainiste. Si prosegue utilizzando da qui e fino a Khajuraho un veicolo privato. A Datya si visita il magnifico palazzo reale a struttura mandalica, vero capolavoro dell’arte indiana, e si sosta a Orchha potendo godere di questo magico microcosmo dell’India. Proseguendo verso est si incontra Shital Gardhi, dove fanno da sfondo alle casupole di un villaggio rurale i resti di una cittadella reale con palazzi e mausolei tra cui brucano tranquilli gli animali, un’altra perla dell’India sconosciuta. Si giunge a Khajuraho: in questo villaggio sono stati scoperti nel XIX secolo i templi Chandela, capolavori dell’arte indiana universalmente celebri per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. Si prosegue quindi in volo per Benares, dove si alloggia 3 notti presso l’hotel Taj Gateway, ritenuto il migliore della città. Qui ci si immerge nell’atmosfera incredibilmente spirituale e piena di contrasti di questa antichissima città, che in questa occasione è particolarmente amplificata, e si avrà anche l’opportunità di visitare la vicina Sarnath, il luogo del primo insegnamento conferito da Gautama Buddha. Si inizierà esplorando le viuzze della città vecchia e percorrendo i sacri Ghat, le gradinate che portano al fiume, tra i pellegrini e i Sadhu, gli affascinanti mistici che hanno rinunciato agli aspetti esteriori dell’esistenza e giungono fin qui per festeggiare le nozze del loro Dio. Ci si potrà sedere al tramonto sulle rive del Gange osservando l’arati, la splendida cerimonia officiata dai bramini sul ghat principale con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte, ascoltando i suoni delle salmodie vediche mentre sul fiume scivolano migliaia di lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Si dedicherà una giornata a seguire il pellegrinaggio di Panchakroshi, quando migliaia di persone, in gran parte giovani, si cimentano in una lunga corsa a piedi nudi ai bordi del Kashi Kshetra, ovvero il territorio sacro della città, marcato da una serie di templi e luoghi di culto che hanno specifiche valenze per la spiritualità del luogo. Ma, più di ogni altra cosa, il momento in cui si concentra l’incredibile potenza mistica del luogo sarà la grande processione di Shivaratri che conclude le celebrazioni. Alcune note su Shivaratri La notte di Shivaratri, notte di luna nuova del mese lunare di febbraio-marzo (Phalgun), si celebra la festa per le nozze di Shiva e Parvati, la coppia divina dalla cui unione si manifesta l’energia del cosmo. Questa celebrazione dell’atto creativo che dà vita all’universo viene vissuta dai fedeli del Grande Dio e della Dea in uno spirito di totale, festoso abbandono, e trova il suo più naturale luogo di celebrazione a Varanasi, l’antica Kashi, la città sacra ancora esistente più antica al mondo, considerata nella tradizione vedica il ventre di Shiva. Qui, secondo il mito, il Dio stesso ha cercato l’espiazione e la liberazione dal peccato di brahamanicidio commesso con la decapitazione del dio vedico Daksha. La benevolenza della coppia divina che garantisce la liberazione dal ciclo delle rinascite si festeggia con una notte di purificazione (Yoga) e di ebbrezza (Bhoga), la cui indissolubile complementarità,  quintessenza dello spirito di Kashi, viene rappresentata in un antico rilievo del tempio di Kardameswara, dove, accanto al guru che sgrana il rosario immerso nella recitazione dei mantra, il discepolo prepara il bhang, l’inebriante mistura che è tradizionalmente consumata da tutti i devoti durante Shivaratri. Panchakroshi Prima della grande processione si Shivaratri viene eseguito il pellegrinaggio di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo dalle rive del fiume Gange ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha. Estensione: Losar (Capodanno tibetano) a Katmandu Al termine del soggiorno a Varanasi ci sarà la possibilità di recarsi a Katmandu in Nepal, che si raggiunge da qui con circa un’ora di volo, dove saranno in pieno svolgimento le celebrazioni del Losar, il capodanno tibetano. E’ un’occasione molto particolare e gioiosa, che enfatizza e impreziosisce la peculiare bellezza dei siti storici della valle con un ampio insieme di eventi che vanno dalle danze con maschere e costumi, officiate nei grandi monasteri della valle, alle attività rituali collettive delle diverse comunità, dagli Sherpa ai rifugiati tibetani.   Varanasi Ghat Varanasi Ghat Varanasi Ghat   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 21 febbraio, volo per Delhi    Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, KLM, Swiss o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi il mattino successivo. 2°g.  22/2 Delhi  Arrivo a Delhi e accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Oggi si prevede la visita dei siti classici della città, iniziando dal Red Fort e dalla grande moschea, con la guida di Aijit Sing cha accompagna tutto il viaggio in India. La sistemazione è presso l’hotel Ashok Country Resort; se per via degli orari di volo fosse necessario o preferibile utilizzare una notte di hotel anche il 21/2 questa verrà addebitata a parte. 3°g.  23/2 Delhi – Gwalior    Il treno per Gwalior parte alle 6,00 con arrivo previsto alle 9,35. Qui è in attesa dei partecipanti l’autista con il mezzo che verrà utilizzato fino a Khajuraho; si alloggia presso l’hotel Gwalior Regency. Ci si reca a visitare il forte costruito sul monte che domina la città, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano delle splendide statue jainiste, capolavori di scultura rupestre; nell’aera del forte, le cui parti principali risalgono al XV secolo, si trovano anche alcuni antichi templi di squisita fattura. Tornati in città si visitano il tempio di Vishnu, Teli Ka Mandir, che risale al IX secolo, e il sontuoso palazzo di Jai Vilas, tutt’ora residenza della famiglia reale dei Scindia, che all’interno espone un misto di stili tipicamente eccessivi, ma che proprio per questo creano un ambiente unico nel suo genere. 4°g.  24/2 Gwalior – Datya – Orchha  Si lascia Gwalior in direzione est arrivando dopo circa 50 km di guida a Datya, un interessante villaggio dove si trova il magnifico Palazzo Govinda costruito nel 1620 da Bir Singh sul bordo di un laghetto, vero gioiello dell’architettura indiana, con corridoi e ponti che intersecandosi tra ricami di pietra su più piani sovrapposti formano un grandioso Mandala tridimensionale. Si prosegue da qui per Orchha, che dista circa 75 km, dove si alloggia presso l’hotel Orchha Resort. Orchha è un tranquillo villaggio che nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. Orchha è un luogo che i conoscitori dell’India annoverano tra i siti più interessanti per il connubio tra la realtà rurale dell’India, fatta di una vita semplice ma animata da forti momenti di devozione, ambientata tra i magnifici resti di un passato che rivela una gloria impensabile. 5°g.  25/2 Orchha - Khajuraho  Khajuraho dista circa 170 km, che si percorrono in circa 4 ore attraverso un ambiente rurale con anche aree piuttosto selvagge; all’arrivo sistemazione presso l’hotel Usha Bundela. Sul percorso è molto interessante dedicare un po’ di tempo ad esplorare camminando l’area di Shital Ghardi, dove si trovano alcuni antichi mausolei e i resti di un palazzo reale. A Khajuraho si visita il sito jainista con i templi dedicati al Thirtankara Jaina. 6°g.  26/2 Khajuraho – Benares (Varanasi)   Si visitano i famosi templi di epoca Chandela, costruiti tra il X e il XIII secolo, capolavori del medioevo indiano universalmente celebri per le sculture che rappresentano il maithuna, la congiunzione mistica del principio maschile e femminile. Il volo per Benares parte alle 15.05 con arrivo alle 15.55 (orari da confermare). Accoglienza in aeroporto da parte del nuovo autista; per tutto il soggiorno si alloggia presso l’hotel Taj Gateway. Si iniziano subito le esplorazioni con una passeggiata verso il Gange fino al Dasashvamedh, il gath principale, per l’arati serale, che è un momento particolarmente intenso e coinvolgente. 7°g.  27/2 Benares   Oggi si svolge il circuito sacro di Panchakroshi. Stuoli di giovani cercano di percorrere in 24 ore gli 88 km del Kashi Kshetra, un percorso a semicerchio che partendo dalle rive del sacro fiume ingloba il territorio sacro della città. Il significato esoterico di questo yatra è descritto in un testo del XVI secolo, il Kashi Rahasya: lungo il percorso ci sono 108 templi, di cui i 5 più importanti (Kardamesvara, Bhimachandi, Ramesvara, Sivapur e Kapiladhara) corrispondono alle principali stazioni del circuito; in questa occasione le immagini sacre vengono coperte di foglie di bilwa, frutti di datura e collane di erba kusha. Si segue parte del circuito… con un veicolo privato. Si torna quindi sui ghat proseguendo l’esplorazione della parte più antica e godendo dell’arati al tramonto. 8°g.  28/2 Benares  Oggi è il giorno di Shivaratri e nella serata si svolge la grande processione. Dopo colazione ci si reca a Sarnath nei pressi di Varanasi (10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Qui ha la sede l’organizzazione umanitaria Progetto Alice, diretta da Valentino Giacomin, che potrà essere visitata. Svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. Rientrati in città, dopo l’arati serale si avvicina ai ghat la grande, coloratissima processione di Shivaratri, uno dei momenti più intensi del viaggio, dove ci si potrà immerge tra la folla dei devoti, tra rulli di tamburi, carri addobbati e personaggi che raffigurano il pantheon induista, condividendo l’ebbrezza della gente con molte persone piuttosto gioiose anche per aver bevuto abbondanti dosi di bhang. Per chi rientra 9°g.  1/3 Benares – Delhi e volo di rientro   Chi vorrà, oggi potrà iniziare la giornata godendo dell’alba sul Gange dalla barca. Dopo colazione, mattina di relax con l’opportunità di fare anche degli acquisti. Il volo per Delhi parte alle 16.15 con arrivo alle 17.50 (orari da confermare); Aijit Singh rientra a Delhi coi partecipanti. A Delhi è in attesa il corrispondente di Amitaba per il trasferimento alle partenze internazionali, dove la buona parte dei voli parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. 10°g.  Domenica 2 marzo, arrivo a destinazione Per chi prosegue, estensione in Nepal per il Losar (Capodanno Tibetano) 9°g.  1/3 Benares   Chi vorrà potrà iniziare la giornata godendo dell’alba sul Gange dalla barca. Dopo colazione, tempo libero. 10°g.  2/3 Benares – Katmandu   Il volo per Katmandu parte alle 12.30 con arrivo alle 13.40; i partecipanti vengono accompagnati all’aeroporto dal corrispondente locale di Amitaba. All’arrivo è in attesa il corrispondente nepalese di Amitaba; trasferimento presso l’hotel Vajra. Incontro con i partecipanti al programma ‘Losar a Katmandu’, giunti in Nepal l’1/3, con cui si seguiranno le attività di questi giorni (NB: per un maggior dettagli su “Nepal 2014: Losar a Katmandu” si consulti quel programma). 11°g. – 15°g (3 - 7/3) Losar a Katmandu  Il programma di questi giorni è piuttosto flessibile, per poter seguire gli eventi di maggior interesse man mano che si svolgono: le celebrazioni non avvengono secondo un ‘calendario ufficiale’ rigidamente formale. Si parteciperà a un ampio numero di eventi che vanno dalle cerimonie rituali per la purificazione delle azioni negative dell’anno trascorso, che presso alcuni dei grandi monasteri buddisti prevedono danze rituali con maschere e costumi, alle festività delle diverse comunità. Oltre a seguire le parti più interessanti delle celebrazioni nel corso di questi giorni ci si reca a visitare gran parte dei siti storici più interessanti, e vi sarà anche la possibilità di incontrare alcuni importanti Lama. 16°g.  8/3 Katmandu e volo di rientro  Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto. In funzione dei voli intercontinentali scelti ci si imbarcherà sul volo di rientro da Katmandu o ci si recherà prima in volo a Delhi, da dove la scelta dei possibili collegamenti è molto ampia. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba effettuerà l’eventuale prenotazione del volo per Delhi e predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. 17°g.  Domenica 9 marzo, arrivo a destinazione   Gwalior Shital Gardhi Khajuraho
INDIA 2014: Arte e misticismo dell'India, dal Maharashtra a Bodhgaya
Un viaggio con Lama Ciampa Monlam
Periodo: 4 gen - 12 gen
Lama Ciampa Monlam Sanchi Sanchi   A Mumbai (Bombay), vero cuore pulsante dell’India, si visitano l’isola di Elephanta, Kanheri e alcuni luoghi nella città. Si parte quindi con un veicolo privato seguendo un itinerario che porta ai siti rupestri del Maharashtra: a Karla, Bhaja, Ellora ed Ajanta, dove si scoprono luoghi di ritiro spirituale e interi templi scavati nella roccia, un lavoro che si è completato nel corso dei secoli tramandandoci alcuni dei più raffinati capolavori d’arte antica conosciuta; una testimonianza dell’evoluzione di stili e di contenuti rappresentativi. Negli spazi quieti e ombrosi ricavati nel cuore delle falesie rivaleggiano per bellezza e plasticità figure di Bodhisattva, Thirtankara e divinità induiste, e si respira ancora la forte ispirazione che ha reso queste opere realizzabili. In questa regione si visitano anche il tempio di Ghrishneswar, il mausoleo di Khuldabad, la fortezza di Daulatabad e la città di Auragabad, che ai tempi di Aurangazeb fu capitale dell’impero Moghul, con vestigia di particolare interesse. Da qui, per chi non ha la possibilità di seguire l’intero percorso, è possibile rientrare in volo a Mumbai. Proseguendo, da Jalgaon, nei pressi di Ajanta, si prende  il treno per Bhopal nello stato del Madya Pradesh, un’interessante città ornata da due grandi laghi artificiali che è il punto di partenza per andare a Sanchi, uno dei principali siti buddisti dell’India dove tra i resti di antichi templi si trova l’immortale stupa di Ashoka e, nei pressi, le grotte di Udaygiri. Si lascia Bhopal in treno per Varanasi, la città santa dell’India, dove ci alloggia nella vicina Sarnath, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo; la visita di Varanasi consentirà di toccare con mano l’intensità spirituale dell’induismo. Da qui si prosegue con un veicolo privato per Bodhgaya, cuore del mondo buddista e meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni, il luogo dove il Buddha si sedette sotto l’albero della bodhi raggiungendo l’illuminazione completa. Da qui si prosegue per Patna per prendere un volo per Delhi per il rientro. Lama Ciampa Monlam Lama Ciampa Monlam, nato Lhasa, è un maestro tibetano di 86 anni. Entrò da bambino nel monastero di Tsecholing a Lhasa, un gompa tra le cui attività vi erano le celebrazioni dei rituali quotidiani al Potala; il Lama divenne così ‘maestro di cerimonia’. Quando i cinesi invasero Lhasa rimase lì per qualche anno travestito da laico fino a che riuscì a fuggire in India a Dharamsala. Si spostò quindi a Bodnath in Nepal e si stabilì infine a Pharping, sempre in Nepal, luogo sacro a Vajrayoghini, benedetto dalla meditazione di Guru Padmasambava, visitato da Marpa Lotsava e caro a tutte le tradizioni tibetane, dove ha completato un lunghissimo periodo di ritiri di pratica meditativa. Ha conosciuto per la prima volta l’occidente nel 2002 tramite gli amici che lo hanno invitato in Italia in occasione del Kalachakra in Austria; da allora è tornato in Europa, ed anche negli Usa, diverse volte conducendo ritiri e insegnamenti a Pomaia e in molti altri centri di Dharma. Lama Monlam parla solo tibetano ed è accompagnato, assistito e tradotto in inglese e anche in italiano dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan. Nota tecnica Per l’intero percorso vengono utilizzati hotel di buona qualità; solo a Jalgaon, per chi fa il tour completo, la sistemazione – pur la migliore disponibile - è piuttosto spartana, mentre a Sarnath si soggiorna presso la scuola del Progetto Alice, un luogo di eccezionale valore ma che per l’appunto non è un hotel e va quindi vissuto con lo spirito giusto. La stagione in Maharashtra e Madya Pradesh è ottima, con un clima secco e piacevolmente tiepido; anche nelle pianure gangetiche del nord gennaio è solitamente secco ma può essere freddo, con temperature che in alcune occasioni di notte possono arrivare anche vicine allo zero, mentre durante il giorno con il sole sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi.   Elephanta Ellora Elephanta   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 4 gennaio, partenza per Mumbai   Per raggiungere Mumbai vi sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dai viaggiatori. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; ci si trasferisce presso l’hotel Fariyas (4 stelle). 2°g.  5/1 Mumbai   L’arrivo di Lama Monlam è previsto verso le 8 del mattino. Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Rientrati a Mumbai ci si reca al museo Prince of Wales. 3°g.  6/1 Mumbai   Ci si reca a Kanheri, un sito immerso nel bel parco di Borivali, che dista circa 40 km; immersi in una stupenda natura si scoprono un gran numero di luoghi di preghiera cesellati nella scura roccia basaltica, con alcune rappresentazioni artisticamente raffinate tra cui spicca una celebre raffigurazione di Avalokiteshvara. Rientrati a Mumbai ci visitano la casa di Gandhi e alcuni interessanti siti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali. 4°g.  7/1 Mumbai – Lonavla   Si lascia Mumbai utilizzando un veicolo privato, che verrà utilizzato fino a Jalgaon. Questa tappa, di circa 120 km, dura 3 o 4 ore. Nei  pressi di Lonavla ci si reca alle grotte di Karla che risalgono al II secolo a.C.; il tempio rupestre più interessante ha anche delle dimensioni ragguardevoli, profondo circa 40 metri e alto quasi 15, contiene uno stupa ed è ornato con 37 colonne e stupendi bassorilievi. Si alloggia presso l’hotel Sarovar Portico. 5°g.  8/1 Lonavla – Ellora   Prima di lasciare la zona di Lonavla ci si reca a visitare il sito di Bhaja, dove si trovano 18 grotte con alcune statue rupestri particolarmente belle, anch’esse del II secolo a.C. Ellora dista circa 300 km, un trasferimento attraverso i bei paesaggi del Maharashtra che richiede 7 ore. Ad Ellora si alloggia presso l’Hotel Kailash. 6°g.  9/1 Ellora   Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora i cui 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro raffinatezza e la  grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. In serata ci si potrà recare al vicino tempio di Ghrishneswar, che custodisce uno dei 12 Jyotirlingam dell’India. 7°g.  10/1 Ellora – Aurangabad - Ajanta   Tra Ellora e Aurangabad si incontrano due siti molto interssanti; nel paesello fortificato di Khuldubud si trova la semplice tomba dell’imperatore Aurangazeb, ma il posto è venerato per le reliquie di Maometto che vi sono conservate, motivo di un importante festival annuale in occasione dell’anniversario del Profeta. Proseguendo si incontra la splendida città fortificata di Daulatabad, le cui rovine molto estese e ben conservate arrivano fino alla sommità di un ripido colle dove si trova un antico palazzo. La cittadina di Aurangabad, che dista circa 30 km, fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo; si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani, la sua prima moglie, e la piscina sacra di Panchakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘Piccolo Taj’ ci si reca a visitare delle interessanti grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Lasciata Aurangabad si raggiunge il sito di Ajanta, che dista 102 km, con circa 2 ore di viaggio. Si alloggia alla MTDC Guest House dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile. Per chi rientra 8°g.  11/1 Ajanta – Aurangabad - Mumbai e volo di rientro    Il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. Dopo la visita si torna a Aurangabad (circa 2 ore di viaggio) per imbarcarsi sul volo per Mumbai (17.15 - 18.10; orario da confermare); qui ci si imbarca sul volo di rientro. 9°g.     Domenica 12 gennaio, arrivo a destinazione Per chi prosegue il viaggio 8°g.  11/1 Ajanta – Jalgaon   Dopo la visita del sito in serata ci si trasferisce a Jalgaon, che dista 52 km, dove si alloggia presso l’hotel Mahindra, il migliore disponibile. 9°g.  12/1 Jalgaon – Bhopal   Si lascia Jalgaon in treno alle 6.24 del mattino arrivando a Bhopal, che dista 423 km, verso le 15.10. Un viaggio in treno in India è sempre anche un viaggio nel viaggio, ci si immerge nel ritmo tranquillo del paese attraversando zone molto rurali, con le stazioni che assomigliano più a dei mercati che a dei luoghi di transito. Giunti a Bhopal si ha a disposizione un nuovo veicolo privato con autista con cui fare una visita della città; presso l’hotel Palash Residency. Bhopal è una città ricca di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India. 10°g.  13/1 Bhopal, visita di Sanchi A Sanchi, che dista 50 km da Bhopal, si trovano i famosi stupa, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Ci si recherà anche alle vicine grotte di Udaygiri che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e dove, nei pressi, si trova la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.C. per commemorare la sua conversione all’induismo. Si rientra quindi a Bhopal, dove ci si accomoda in hotel. 11°g.  14/1 Bhopal - Varanasi – Sarnath   Il treno per Varanasi parte alle 3.10 del mattino; sul treno si utilizzano carrozze con aria condizionata e cuccette vengono fornite lenzuola pulite e coperte). L’arrivo a Varanasi è previsto per le 19.25; si viene accolti alla stazione dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce alla vicina Sarnath, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Si alloggia presso la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. 12°g.  15/1 Sarnath e visita di Varanasi  Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Dopo le visite ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Si rientra quindi a Sarnath. 13°g.  16/1 Sarnath – Bodhgaya   Si parte con un veicolo privato alla volta di Bodhgaya, che dista circa 260 km, un viaggio di circa 6 ore. Si alloggia presso l'hotel Mahayana. Ci si recherà per una prima visita al fantastico giardino sacro del Mahabodhi, lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha; giungere qui è un’esperienza indimenticabile. 14°g.  17/1 Bodhgaya   A Bodhgaya sembra non essersi mai spento l’eco della presenza del Buddha che vi giunse camminando lungo le rive del fiume Nairanjana e si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) raggiungendo l’illuminazione completa, realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato il Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka. Il villaggio di Bodhgaya è cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, giapponesi, tailandesi, ecc.). 15°g.  18/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro   Lasciando Bodhgaya ci si reca con una breve escursione alla grotta di Mahakala, un luogo ricco di energia spirituale. Si prosegue quindi per Patna (120 km, 3 o 4 ore di guida) per imbarcarsi sul volo per Delhi (14.30 - 16.10; orario da confermare); qui ci si imbarca sul volo di rientro. 16°g.  Domenica 19 gennaio, arrivo a destinazione   Ellora, Kailash Ajanta Samath
INDIA 2013: Capodanno a Goa
E visita di Hampi, gioiello del Karnataka
Periodo: 26 dic - 6 gen
Il programma prevede di arrivare in volo a Mumbai, dove si sosta per due notti, potendo così visitare l’isola di Elephanta e alcuni dei punti più evocativi della città. Da Bombay si raggiunge Goa in volo e dopo cinque notti ci si reca a Hampi in treno; si torna quindi a Goa completando il proprio soggiorno e si rientra in volo passando da Mumbai. Nel periodo di Capodanno il clima previsto è ottimo: secco, con temperature tra i 20° e i 30°C. A Goa la temperatura dell’oceano è calda e consente piacevoli bagni.   Mare dell'India Elephanta Elephanta   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Giovedì 26 dicembre, partenza per Mumbai   Per raggiungere Mumbai vi sono diverse opzioni di volo e Amitaba può prenotare quella preferita dai viaggiatori. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; ci si trasferisce presso l’hotel l’hotel Fariyas (4 stelle). 2°g.  27/12 Bombay   Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Tornati in città si visitano alcuni siti interessanti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India, tra cui la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali. Tutte le visite sono accompagnate da una guida locale. 3°g.  28/12 Bombay – Goa   Partenza in volo per Goa; il volo è di circa un’ora e l’orario di partenza tra le 12.15 e le 13.00. A  Goa ci si accomoda presso l’hotel Casa Vagator, molto confortevole, tranquillo e ben posizionato. L’hotel è dotato di piscina e ha una spiaggia privata, la temperatura dell’oceano è calda, piacevolissima per i bagni. 4°g. – 7°g. (29/12 – 1/1/2014) Goa   Si trascorrono quattro giorni di tranquillo relax a Goa, avendo modo di rilassarsi ed esplorare la zona, che fu l’enclave portoghese in India; questo passato si riflette nel peculiare insieme architettonico e nella presenza di una grande comunità cristiana. 8°g.  2/1 Goa – Hampi  Ci si reca con un pulmino privato alla stazione di Goa per prendere il treno delle 7.05 per Hospet, il mezzo più veloce e comodo per raggiungere Hampi; si utilizzano carrozze con posti numerati e dotate di aria condizionata. La ferrovia segue un panoramico percorso lasciando la costa verso oriente, attraverso vaste foreste e passando dalle cascate di Dudhsagar. Il territorio diventa pian piano più arido, fino a raggiungere il plateau del Karnataka che in questa regione è caratterizzato da pittoresche formazioni rocciose. Si arriva a Hospet alle 14.55, dove si viene ricevuti dalla guida locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Malligi Home, molto comodo e dotato anche di piscina  (www.malligihotels.com). Ci si reca a Hampi, che dista da qui solo 12 chilometri,  per una prima visita e per godere delle luci del tramonto. 9°g.  3/1 Hampi   Si dedica la giornata all’esplorazione del sito archeologico di Hampi. Qui, nei pressi di un fiume che scorre tranquillo tra formazioni di rocce rosse dalle forme plastiche, si trovano i resti di un’antica capitale, con una moltitudine di templi e resti di edifici immersi in una natura stupenda. Il piccolo villaggio tra le rovine, dove sorge un grande tempio induista che i pellegrini raggiungono per i loro riti, è quello che rimane di quello che fu il centro di un grande impero del XIV secolo. I punti artistici più celebri sono tantissimi, con i templi di Virupaksha, Vithala, Hazara Rama, Achuta Raya e il palazzo del Lotus Mahal e così via; ma la magia di Hampi si coglie anche solo passeggiando in questo grandioso insieme di storia e natura che ne fa uno dei luoghi più evocativi dell’India. 10°g. 4/1 Hampi – Goa   Il treno che rientra a Goa parte alle 6.30 con arrivo alle 13.55; trasferimento in pulmino privato presso all’hotel Casa Vagator e pomeriggio di relax. 11°g.  5/1 Goa – Mumbai e volo di rientro   Si trascorre questa ultima giornata a Goa; il volo per Mumbai parte verso le 17.00. All’arrivo ci si trasferisce alle partenze internazionali per il volo di rientro. 12°g.  Lunedì 6 gennaio, arrivo a destinazione   Hampi Hampi Hampi
INDIA 2013: Insegnamenti del Dalai Lama al monastero di Sera
Al termine, pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam: Maharashtra, Sanchi, Sarnath e Bodhgaya
Periodo: 22 dic - 6 gen
Contenuto e modalità degli insegnamenti Il Lam Rim, l’esposizione degli stadi del sentiero per l’illuminazione, espone e spiega l’intero cammino spirituale che conduce una persona verso la piena realizzazione della natura di Buddha. Nel corso dei secoli molti Maestri hanno esplicato questo percorso componendo un vasto insieme di testi e commentari; tra questi ve ne sono 18 che sono ritenuti tra i più profondi ed efficaci, e sono l’oggetto di questo grande evento. Da 25 dicembre al 3 gennaio 2014 S.S. il XIV Dalai Lama darà la trasmissione orale di 13 dei testi, avendola già data lo scorso anno per i primi 5. Tra i testi di quest’anno, diversi sono tradotti in inglese mentre in  italiano è disponibile “La liberazione nel palmo della tua mano” di Pabongka Rinpoche (Chiara Luce edizioni). S.S. il Dalai Lama eseguirà per buon parte del tempo una lettura in tibetano dei testi, che non viene tradotta. Ciò che verrà tradotto in italiano sono i commenti che il Dalai Lama darà qui e là nei testi e tutti i suoi consigli, istruzioni, ecc. Nella tradizione buddista la trasmissione orale è una grane opportunità per il praticante perché lascia nella mente di chi ascolta delle impronte importantissime per lo sviluppo delle realizzazioni. Proprio come nel caso del grande Maestro Vasubandhu che era solito recitare i testi dell'Abhidharma ad alta voce ogni giorno: un piccione che aveva il nido vicino alla finestra della sua stanza udiva queste recitazioni che, pur non avendo per lui nessun significato, lasciarono delle tracce nel suo continuum mentale. Dopo la morte del piccione fu lo stesso Vasubandhu che ordinò la ricerca della reincarnazione del piccione che, nato umano, divenuto adulto e monaco, divenne uno dei più grandi conoscitori dell'Abhidharma pur non avendolo studiato approfonditamente. L’importanza e la fiducia data a questa trasmissione è resa evidente dal fatto che lo scorso anno per la prima parte parteciparono circa 20.000 persone, sia monaci che laici, compresi molti grandi Lama. I commenti e note che S.S. il Dalai Lama dà sui testi sono poi di estrema importanza ed efficacia. A contorno, grazie alla collaborazione con l’Istituto Lama Tzong Khapa (Pomaia) e la FPMT, avremo la possibilità di frequentare delle classi di revisione e di avere delle udienze con S.S. il Dalai Lama, Lama Zopa Rinpoche, Khandro-La e altri grandi Maestri.   Monastero di Sera Monastero di Sera Nota importante Durante gli insegnamenti si prevede di alloggiare in un monastero; per chi non se la sentisse, vi è la possibilità di alloggiare anche all’esterno dell’enclave tibetana o anche in una ‘SPA’ a 4 stelle nella vicina Kushalnagar organizzando un trasporto quotidiano per il monastero di Sera. Soggiornare presso la comunità è un’esperienza molto bella, che ci può avvicinare molto allo spirito degli insegnamenti, ma necessita di una certa capacità di adattamento e di rispetto nei confronti della Comunità Monastica; e non ci si può aspettare di avere dei servizi equiparabili a quelli di un hotel. La luce spesso ‘salta’ e può essere assente anche per parecchio tempo; la maggior parte delle stanze ha il bagno in comune e non sempre c’è acqua calda, ma le temperature sono buone: siamo a 790 mt con minime previste di 16° e massime di 30°. Serve portare asciugamano e lenzuola, anche un sacco lenzuolo va bene, o ancor meglio un sacco a pelo di tipo estivo; è necessario avere una pila. Nell’enclave tibetana vi sono negozi per acquistare oggetti d’uso e cibi, si tenga però presente che vi saranno molte persone e non è detto che si trovi tutto. Durante gli insegnanti verrà offerto il tè sia al mattino che nel pomeriggio e anche un semplice pasto a mezzogiorno, ma non vengono fornite posateria, piatti e scodelle; tutti gli altri pasti si consumano nel monastero dove si alloggia. Per seguire la traduzione degli insegnamenti serve una radiolina FM; bisogna avere un proprio cuscino e, chi non può sedersi a terra, deve avere un suo seggiolino. Ci si accomoda in uno spazio a noi riservato che viene utilizzato per tutta la durata degli insegnamenti.   Lama Ciampa Monlam Sanchi Bodhgaya Pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam: Maharashtra, Sanchi, Sarnath e Bodhgaya Al termine degli insegnamenti vi è la possibilità di partecipare a un pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam ai siti storici più importanti e belli del buddismo in India. Da Bylakuppe si rientra a Bangalore e si vola a Mumbai, dove si inizia con una visita dell’isola di Elephanta, di Kanheri e della città. Si parte quindi con un pulmino privato seguendo un itinerario che porta ai templi rupestri del Maharashtra: Karla, Bhaja, Ellora e Ajanta. Da Ajanta è possibile tornare rientrando in volo a Mumbai; oppure proseguire in treno per Bhopal e Sanchi e quindi, sempre in treno, arrivare a Sarnath e Varanasi. Si completa il pellegrinaggio andando con un pulmino privato a Bodhgaya da dove si prosegue per Patna per prendere un volo per Delhi per il rientro. Per l’intero percorso vengono utilizzati hotel di buona qualità; solo a Jalgaon, per chi fa il tour completo, la sistemazione – pur la migliore disponibile - è piuttosto spartana, mentre a Sarnath si soggiorna presso la scuola del Progetto Alice, un luogo di eccezionale valore ma che per l’appunto non è un hotel e va quindi vissuto con lo spirito giusto. Lama Ciampa Monlam Lama Ciampa Monlam, nato Lhasa, è un maestro tibetano di 86 anni. Entrò da bambino nel monastero di Tsecholing a Lhasa, un gompa tra le cui attività vi erano le celebrazioni dei rituali quotidiani al Potala; il Lama divenne così ‘maestro di cerimonia’. Quando i cinesi invasero Lhasa rimase lì per qualche anno travestito da laico fino a che riuscì a fuggire in India a Dharamsala. Si spostò quindi a Bodnath in Nepal e si stabilì infine a Pharping, sempre in Nepal, luogo sacro a Vajrayoghini, benedetto dalla meditazione di Guru Padmasambava, visitato da Marpa Lotsava e caro a tutte le tradizioni tibetane, dove ha completato un lunghissimo periodo di ritiri di pratica meditativa. Ha conosciuto per la prima volta l’occidente nel 2002 tramite gli amici che lo hanno invitato in Italia in occasione del Kalachakra in Austria; da allora è tornato in Europa, ed anche negli Usa, diverse volte conducendo ritiri e insegnamenti a Pomaia e in molti altri centri di Dharma. Lama Monlam parla solo tibetano ed è accompagnato, assistito e tradotto in inglese e anche in italiano dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan.   Shravanabelagola Shravanabelagola Shravanabelagola   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 22 dicembre, volo per Bangalore   2°g.  23/12 Bangalore – Mysore   Si parte per Mysore, che dista 150 km, verso mezzogiorno, per avere così modo di riposare dopo il viaggio. Poco prima di Mysore (19 km) si sosta per una visita del grandioso tempio vishnuita di Ranganatha, costruito durante la dinastia Ganga nel IX secolo sull’isola di Srirangapatnam, formata dal fiume Kaveri. Nei pressi ci si reca poi al palazzo estivo e al mausoleo di Tippu Sultan, magnifici esempi di architettura islamica. Si alloggia presso l’hotel Regaalis Mysore. 3°g.  24/12 Mysore – Bylakuppe   Si visita il Palazzo del Maharaja e quindi si parte per Bylakuppe che dista 105 km, un viaggio di 2 – 3 ore. Raggiunta l’enclave tibetana ci si sistema nelle case dove abbiamo riservato le rispettive stanze, tutte vicine le une alle altre e posizionate nei pressi del tempio dove si svolgono gli insegnamenti. Essere qui sarà una grande opportunità di condividere un momento eccezionale di intensa e profonda aggregazione di un vasto numero di monaci, praticanti e studiosi del Dharma buddista: si pensi che nell’edizione del 2012 si riunirono ben 20.000 persone! Sarà presente anche un gran numero di importanti Lama. 4°g.– 13°g. 25/12 – 3/1/2014 Bylakuppe, monastero di Sera   Insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama. Le sessioni si svolgono sia al mattino che al pomeriggio; nel tempo libero si potranno visitare i diversi monasteri del distretto tibetano, seguire incontri di analisi e discussione sui contenuti e si avrà l’opportunità di essere ricevuti da diversi Lama. 14°g.  4/1 Bylakuppe – Shravanabelagola - Bangalore  Per tornare a Bangalore si segue una strada più settentrionale che consente di sostare a Shravanabelagola, antico sito jainista dove sulla sommità di un colle si raggiunge con una scalinata la colossale statua monolitica di Bahubali, alta 18 metri, che raffigura Bhagavan Gomatheshwara. È la più grande statua monolitica del mondo, una vera e propria meraviglia. Shravanabelagola si sviluppò durante la dinastia Ganga, tra i secoli IX e X; ci sono due colline sacre, la Doddabetta o Vindyagiri su cui si trova la grande statua, e la Chikkabetta o Chandragiri dove si trovano diversi templi jainisti. A Shravanabelagola si trova anche la sede dei Bhattaraka o capi supremi della tradizione jainista Digambara, dei “Vestiti di Cielo” (asceti nudi). Dopo la visita ci si separa dai partecipanti che seguono l’estensione e si prosegue per Bangalore, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata; il percorso complessivo è ci 255 km, da 5 a 6 ore. Per chi rientra 15°g.  5/1 Bangalore, volo di rientro  16°g.  Lunedì 6 gennaio, arrivo a destinazione Per chi segue il pellegrinaggio con Lama Ciampa Monlam 15°g.  5/1 Bangalore – Mumbai    Il volo per Mumbai parte di prima mattina (6.15 – 7.55; orario da confermare); a destinazione si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba. Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Rientrati a Mumbai ci si reca al museo Prince of Wales e dopo la visita ci si accomoda presso l’hotel Fariyas (4 stelle). 16°g.  6/1 Mumbai   Ci si reca a Kanheri, un sito immerso nel bel parco di Borivali, che dista circa 40 km; immersi in una stupenda natura si scoprono un gran numero di luoghi di preghiera cesellati nella scura roccia basaltica, con alcune rappresentazioni artisticamente raffinate tra cui spicca una celebre raffigurazione di Avalokiteshvara. Rientrati a Mumbai ci visitano la casa di Gandhi e alcuni interessanti siti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali. 17°g.  7/1 Mumbai – Lonavla    Si lascia Mumbai utilizzando un veicolo privato, che verrà utilizzato fino a Jalgaon. Questa tappa, di circa 120 km, dura 3 o 4 ore. Nei  pressi di Lonavla ci si reca alle grotte di Karla che risalgono al II secolo a.C.; il tempio rupestre più interessante ha anche delle dimensioni ragguardevoli, profondo circa 40 metri e alto quasi 15, contiene uno stupa ed è ornato con 37 colonne e stupendi bassorilievi. Si alloggia presso l’hotel Sarovar Portico. 18°g.  8/1 Lonavla – Ellora    Prima di lasciare la zona di Lonavla ci si reca a visitare il sito di Bhaja, dove si trovano 18 grotte con alcune statue rupestri particolarmente belle, anch’esse del II secolo a.C. Ellora dista circa 300 km, un trasferimento attraverso i bei paesaggi del Maharashtra che richiede 7 ore. Ad Ellora si alloggia presso l’Hotel Kailash. 19°g.  9/1 Ellora   Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora i cui 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro semplicità e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. 20°g.  10/1 Ellora – Aurangabad - Ajanta   La cittadina di Aurangabad, che dista circa 30 km, fu la capitale di Aurangazeb, il grande imperatore Moghul del XVIII secolo; si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito da Aurangazeb per Rabia-Ud-Durrani, la sua prima moglie, e la piscina sacra di Pancakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘Piccolo Taj’ ci si reca a visitare delle interessanti grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Lasciata Aurangabad si raggiunge il sito di Ajanta, che dista 102 km, con circa 2 ore di viaggio. Si alloggia alla MTDC Guest House dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile. Per chi rientra 15°g.  11/1 Ajanta – Aurangabad - Mumbai e volo di rientro     Il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. Dopo la visita si torna a Aurangabad (circa 2 ore di viaggio) per imbarcarsi sul volo per Mumbai (17.15 - 18.10; orario da confermare); qui ci si imbarca sul volo di rientro. 16°g.  Domenica 12 gennaio, arrivo a destinazione Per chi prosegue il viaggio 21°g.  11/1 Ajanta – Jalgaon    Dopo la visita del sito in serata ci si trasferisce a Jalgaon, che dista 52 km, dove si alloggia presso l’hotel Mahindra, il migliore disponibile. 22°g.  12/1 Jalgaon – Bhopal    Si lascia Jalgaon in treno alle 6.24 del mattino arrivando a Bhopal, che dista 423 km, verso le 15.10. Un viaggio in treno in India è sempre anche un viaggio nel viaggio, ci si immerge nel ritmo tranquillo del paese attraversando zone molto rurali, con le stazioni che assomigliano più a dei mercati che a dei luoghi di transito. Giunti a Bhopal si ha a disposizione un nuovo veicolo privato con autista con cui fare una visita della città; si alloggia presso l’hotel Palash Residency. Bhopal è una città ricca di verde costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India. 23°g.  13/1 Bhopal, visita di Sanchi A Sanchi, che dista 50 km da Bhopal, si trovano i famosi stupa, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina città di Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Ci si recherà anche alle vicine grotte di Udaygiri che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e dove, nei pressi, si trova la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.C. per commemorare la sua conversione all’induismo. Si rientra quindi a Bhopal, dove ci si accomoda in hotel. 24°g.  14/1 Bhopal - Varanasi – Sarnath   Il treno per Varanasi parte alle 3.10 del mattino; sul treno si utilizzano carrozze con aria condizionata e cuccette vengono fornite lenzuola pulite e coperte). L’arrivo a Varanasi è previsto per le 19.25; si viene accolti alla stazione dal corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce alla vicina Sarnath, il luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Si alloggia presso la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il  Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. 25°g.  15/1 Sarnath e visita di Varanasi  Il museo archeologico di Sarnath, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Dopo le visite ci si tuffa  nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Si rientra quindi a Sarnath. 26°g.  16/1 Sarnath – Bodhgaya    Si parte con un veicolo privato alla volta di Bodhgaya, che dista circa 260 km, un viaggio di circa 6 ore. Si alloggia presso l'hotel Mahayana. Ci si recherà per una prima visita al fantastico giardino sacro del Mahabodhi, lo Stupa dell’Illuminazione del Buddha; giungere qui è un’esperienza indimenticabile. 27°g.  17/1 Bodhgaya   A Bodhgaya sembra non essersi mai spento l’eco della presenza del Buddha che vi giunse camminando lungo le rive del fiume Nairanjana e si sedette sotto l’albero della bodhi (un ficus religiosa o pipal) raggiungendo l’illuminazione completa, realizzando la mente dell’onniscienza. Accanto all’albero venne eretto dall’imperatore Ashoka, illustre pellegrino del II sec. a.C., un tempio (il bodhigara - da cui il nome di Bodhgaya) che esiste tuttora: il grande stupa, chiamato il Mahabodhi, si trova al centro di un magnifico parco disseminato di stupa e di stele con sculture del Buddha. Questo è il cuore del mondo buddista, meta di pellegrinaggio ininterrottamente da 2500 anni; qui anche la terra sembra risuonare delle preghiere accumulate in millenni di devozione e spesso tra gli stupa del giardino s’incontrano praticanti impegnati nell’esecuzione delle prostrazioni. L’albero che vi è custodito non è lo stesso di venticinque secoli or sono, poiché la pianta originale fu sradicata dai musulmani, ma è comunque un discendente diretto nato da un pollone del pipal originario che era stato portato anticamente a Sri Lanka. Il villaggio di Bodhgaya è cosparso di templi e monasteri di tutte le tradizioni buddiste (tibetani, birmani, giapponesi, tailandesi, ecc.). 28°g.  18/1 Bodhgaya – Patna – Delhi e volo di rientro   Lasciando Bodhgaya ci si reca con una breve escursione alla grotta di Mahakala, un luogo ricco di energia spirituale. Si prosegue quindi per Patna (120 km, 3 o 4 ore di guida) per imbarcarsi sul volo per Delhi (14.30 16.10; orario da confermare); qui ci si imbarca sul volo di rientro. 29°g.  Domenica 19 gennaio, arrivo a destinazione
INDIA 2013: Tesori del Madya Pradesh e del Maharashtra
Arte e tradizioni delle regioni centrali dell'India
Periodo: 9 nov - 23 nov
Ellora, il Kailash Ajanta, un tempio Ajanta   Un percorso completo, ideale per chi desidera conoscere le parti più vere dell’India, ma che fruisce di strutture alberghiere comode inclusi diversi hotel ‘heritage’. Per i trasporti vengono utilizzati comodi pulmini privati e si prevede un tratto diurno in treno (poco più di 3 ore); tutti i servizi locali (vitto, guida, ingressi, trasporti) e assicurazione di viaggio sono inclusi.   Gwalior, il forte Datia Orchha   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 9 novembre, partenza per Delhi   2°g.  10/11 Delhi   All’arrivo sono in attesa dei partecipanti la guida e il corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento presso l’hotel Ashok Country Resort (www.ashokcountryresort.com); giornata di riposo. Su richiesta può essere organizzata una visita guidata di Delhi. 3°g.  11/11 Delhi – Bateshwar Si lascia Delhi con un pulmino privato in direzione sud arrivando con 4 - 5 ore di viaggio a Bateshwar, situata a sud est di Agra su di un’ansa del fiume Yamuna, un luogo di pellegrinaggio che dista circa 285 km. Il sito è prezioso sia agli induisti che ai jainisti, con il tempio principale di Bateshwarnath dedicato al dio Shiva e i templi jainismi di Shouripur posti un poco più a nord; è un luogo ricco di leggende, abitato da circa 5000 anni, con resti di case nobiliari e haveli che testimoniano i passaggi storici e di stile con decine di tempietti che sovrastano i lunghi ghat, le gradinate che consentono ai pellegrini di bagnarsi nel fiume. Si alloggia nei pressi di Bateshwar presso il Chambal Safari Lodge (www.chambalsafaris.com/index.html), una casa tradizionale immersa in una riserva naturale all’imbocco della vallata di Chambal. 4°g.  12/11 Bateshwar – Gwalior Si inizia la giornata esplorando in barca le tranquille acque del panoramico fiume Chambal, un luogo dove si vede un gran numero di animali, inclusi i delfini di acqua dolce. Si parte quindi per Gwalior, che dista circa 160 km, un viaggio di 3 - 4 ore; qui si alloggia presso l’Usha Kiran Palace, un “heritage hotel”. Si iniziano le visite con il celebre palazzo del Maharaja, il Man Singh; si sale quindi allo storico forte posto sul colle che domina la cittadina, che si raggiunge risalendo una valle contornata da ripide falesie che rivelano splendidi templi rupestri e statue jainisti, capolavori di scultura. Sulla vasta spianata sopra la collina si trovano anche alcuni antichissimi templi. 5°g.  13/11 Gwalior – Datia – Sonagiri - Orchha  Lasciata Gwalior, dopo una cinquantina di chilometri si arriva a Datia, dove si trova il Palazzo Govinda costruito nel 1620 da Bir Singh, vero gioiello dell’architettura indiana costruito ispirandosi a un gigantesco mandala, che si erge tra un laghetto e le case ammassate del paese. Ci si reca quindi a Sonagiri, dove si ammirano diversi templi jainisti, e si prosegue per Orchha; lo spostamento è di circa 160 km in tutto, 3 - 4 ore di viaggio. Si alloggia presso l’Orchha Resort. 6°g.  14/11 Orchha Orchha, vero microcosmo di quanto di bello e sincero l’India può offrire, è un tranquillo villaggio che nel XVII secolo fu la capitale di un regno Bundela creato dal condottiero rajput Bir Singh Deo sotto la protezione dei Moghul. Del suo periodo d’oro restano palazzi e templi di grande bellezza, tra cui il Palazzo Jahangir, costruito per una visita dell’imperatore, in un caratteristico stile dove elementi architettonici induisti si integrano in un’architettura d’impronta moghul. 7°g.  15/11 Orchha – Jhansi – Bhopal; Sanchi Si raggiunge la vicina stazione di Jhansi (25 km) dove si prende il treno per Bhopal alle 10.50; l’arrivo è previsto alle 14.10. Giunti a Bhopal ci si reca con un pulmino privato a Sanchi, che dista circa 50 km, dove su di una collina si trovano i grandi Stupa, capolavori dell’arte Maurya fatti costruire nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, originario della vicina città di Vidisha, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici. Le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione sono quelle originali; sugli architravi delle porte si osservano magnifiche sculture che rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Dopo le visite si rientra a Bhopal, dove si alloggia presso il Noor us Sabha Palace, un “heritage hotel”. 8°g.  16/11 Bhopal – Ujjain – Amla La città santa di Ujjain dista circa 200 km, un tragitto che richiede da 4 a 5 ore di guida. È uno dei centri spirituali principali dell’India, situata in uno dei punti del subcontinente dove secondo la tradizione caddero le gocce del nettare dell’immortalità: motivo per cui è una delle quattro località in cui periodicamente si svolge il colossale raduno del Kumbhamela. È molto interessante da visitare: troviamo la vivacità che si riscontra nella cultura tradizionale induista, ancora immune dalle trasformazioni imposte dalla veloce modernizzazione. Testimonia l’importanza culturale di Ujjain anche la circostanza che la sua longitudine costituisce il meridiano di origine nei calcoli orari dell’astronomia indiana tradizionale; l’osservatorio astronomico costruito qui nel 1733 dal Maharaja Jai Singh II, che edificò anche i due famosi osservatori di Jaipur e Varanasi, a differenza di questi ultimi due è ancora attivo. Si iniziano le visite dal tempio di Mahakaleshwar, che contiene uno dei due Jotyrlingam del Madya Pradesh, simbolo della inestinguibile forza generatrice del dio Shiva. Ci si reca quindi al Ramghat, gli argini del fiume sacro Shipra costellati di tempietti e Ashram, dove avvengono, quotidianamente e in occasioni delle grandi feste religiose, i riti di purificazione dei fedeli. Si lascia quindi la città per Amla (45 km), dove si alloggia presso il Fort Amla, residenza del Maharaja. 9°g.  17/11 Amla – Dhar – Mandu   Mandu, posta in magnifica posizione a 650 metri di quota, dista circa 155 km, 3 - 4 ore di viaggio; sul percorso si sosta a visitare il forte di Dhar. Arrivati a Mandu, dove si alloggia presso il Malwa Resort, si inizia a esplorare lo straordinario ambiente naturale e artistico di questo magico altipiano costituito da una propaggine dei monti Vindhya, 200 ettari di natura incontaminata che si affacciano sulla valle della Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio.   Fiume Narmada Maheshwar Mandu, Hosang Shah     10°g.  18/11 Mandu A Mandu si trova un grande complesso di palazzi, moschee e mausolei di architettura afgana del XV e XVI secolo risalenti alla dinastia afgana dei Ghauri, che conquistò l’indipendenza nel 1401 dal sultanato di Delhi, e si dedicò a una lunga stagione di straordinarie realizzazioni architettoniche che proseguì con la dinastia dei Khalji e, dopo la conquista della roccaforte da parte di Akbar, con quella dei Moghul, il cui sultano Jahangir elesse Mandu a scenario di alcuni tra i più sfarzosi eventi di celebrazione della sua grandezza. Tra i molti capolavori architettonici, collocati in un ambiente naturale di straordinaria bellezza e quiete, si visitano il mausoleo marmoreo di Hoshang Shah, costruito nella metà del XV secolo e importante fonte d’ispirazione per la costruzione del Taj Mahal, il Padiglione di Rupamati, a strapiombo sulla valle della Narmada e battuto dai venti, legato alle memorie del tragico destino d’amore e morte del sultano Khalji Baz Bahadur e di Rupamati, la fanciulla dalla voce d’argento: certamente uno tra i luoghi più belli e romantici del mondo. Quindi il Recinto Reale con il Palazzo della Nave, la Grande Moschea, il tempio di Nilakanth e il Rewa Kund. 11°g.  19/11 Mandu – Maheshwar  Maheshwar dista 50 km e si raggiunge in meno di due ore di viaggio; si potrà così partire con tranquillità e godere di un’ultima visita dei siti che si sono maggiormente apprezzati. Posto sulle rive della Narmada, Maheshwar è un luogo legato alla memoria di Rani Ahilya Bhai, una principessa vissuta nel XVIII secolo ancora oggi straordinariamente venerata per le molte opere benefiche, tra cui i molti restauri di templi e luoghi sacri finanziati durante la sua vita. Questo piccolo gioiello di architettura preziosamente ornato e incastonato nella riva del fiume, che raggiunge in quel punto una vasta ampiezza, consiste di un’alta cinta di mura con alcune verande sui sottostanti ghat che contornano due templi e un piccolo borgo con la modesta dimora della Rani; il fascino del luogo è indimenticabile. La Rani diede anche impulso a una industria locale di artigianato tessile, che fa ancora oggi della cittadina un importante centro per la manifattura di caratteristici tessuti in seta e cotone. Si alloggia presso il Narmada Retreat. 12°g.  20/11 Maheshwar - Omkareshwar – Burhanpur Ci si reca ad Omkareshwar, sito del tempio shivaita di Shri Omkareshwar Mahadev, collocato su un’isola della Narmada, che ospita l’altro dei due Jotirlingam del Madya Pradesh, costante oggetto di venerazione da parte di una folla interminabile di pellegrini. Si prosegue quindi per Burhampur, una cittadina sulle rive del fiume Tapti dall’intenso passato storico che traspare dai palazzi, in particolare il celebre Shahi Qila che si affaccia sul fiume Tapti; si alloggia presso il Tapti Resort. La Tappa è di 203 km, 4 - 5 ore di viaggio. 13°g.  21/11 Burhanpur – Ajanta – Ellora Ajanta dista circa 130 km, 2 - 3 ore di viaggio. Il sito, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. Dopo la visita si prosegue per Ellora, che dista 103 km, 3 - 4 ore di viaggio; si alloggia presso l’hotel Kailash. 14°g.  22/11 Ellora – Aurangabad – Mumbai (Bombay) e volo di rientro   L’incredibile sito di Ellora contiene 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica, uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro semplicità e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. Nel pomeriggio ci si reca ad Aurangabad, che dista circa 30 km, per imbarcarsi sul volo per Mumbai (17.15 – 18.15; orari da confermare); si saluta qui la guida che torna in volo a Delhi. Da Mumbai si prosegue con il volo di rientro; se fosse utile o necessario sostare a Mumbai Amitaba può fornire ogni servizio richiesto (hotel, trasporti, guida). 15°g.  Sabato 23 novembre, arrivo a destinazione 
INDIA 2013: Insegnamenti del XIV Dalai Lama a Dharamsala
Con la visita di Tso Pema
Periodo: 28 mag - 8 giu
Il testo di Shantideva è disponibile in un’ottima versione in italiano edita da Chiara Luce edizioni, “Bodhisattvacharyavatara” di Geshe Yeshe Tobden. Lo scritto delinea molto precisamente i contenuti delle sei saggezze (Paramita) sia dal punto di vista comportamentale che del loro fondamento nella più profonda visione filosofica della vacuità. Pur entrando nel merito anche dei temi più raffinati d’interpretazione filosofica, il percorso delineato dal grande maestro Shantideva mantiene però sempre un riferimento con ciò che in fondo più conta, l’indicazione di come inserire queste visioni di saggezza in una pratica personale. Seguire le spiegazioni che S.S. il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti dalla sua entusiastica e cristallina esposizione, consente di avvicinarne il significato più vivo e profondo.   Tibetan Children's Village Tibetan Children's Village Tibetan Children's Village   Prima degli insegnamenti si visitano diversi siti di Dharamsala e si effettua un’escursione a Khangra; al termine ci si reca a Tso Pema, un lago la cui sacralità è legata a Guru Padmasambhava, dove si sosta per due notti. Seguire gli insegnamenti Gli insegnamenti impegnano solitamente parte della mattina e il primo pomeriggio; per partecipare è necessario iscriversi all’arrivo a MacLeodganj (portare 1 foto, è solitamente gratuito o richiede poche rupie). Vengono tenuti al Monastero di Namgyal, edificato di fronte alla residenza di S.S. il XIV Dalai Lama; in origine il Namgyal a Lhasa era situato all’interno del Potala, ed era il monastero del Dalai Lama. È stato costruito secondo un preciso disegno mandalico, voluto espressamente dal Dalai Lama, che lo ha aperto ai monaci di tutte le scuole del buddismo Vajrayana con lo scopo di approfondire la conoscenza e la pratica del Tantra di Kalachakra e del complesso rituale che accompagna questa importante iniziazione. Le pareti del monastero sono decorate con affreschi coloratissimi e di fine fattura, che includono preziose rappresentazioni di una buona parte dei contenuti esoterici del Kalachakra. Attualmente ci vivono centinaia di monaci.   McLeodganj Namgyal Gompa   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 28 maggio, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. All’arrivo è in attesa dei partecipanti il corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento presso l’hotel Taurus. 2°g.  29/5 Delhi – Dharamsala (MacLeodganj)  Si parte per Dharamsala con un mezzo privato con autista (jeep tipo Innova o simile, che verrà utilizzato per tutti gli spostamenti indicati nel programma). Il tragitto richiede circa 11 ore; si attraversano le pianure verso nord fino a Chandigart (4/5 ore) e poi, con panorami sempre più belli, si arriva ai lembi dell’arco himalaiano a MacLeodganj, dove è in attesa dei partecipanti Teresa Bianca. Questo piccolo centro, situato a 1800 mt di quota, è il cuore della comunità tibetana, con la residenza del Dalai Lama e il monastero del Namgyal. Si alloggia presso l’hotel Imperial 9. 3°g.  30/5 Dharamsala (MacLeodganj)  Tra le attività di oggi ci si occuperà anche della registrazione necessaria per partecipare agli insegnamenti. Le visite nell’arco della mattina iniziano dall’istituto del Norbulingka, situato a circa 20 km da MacLeodganj; questo centro è stato istituito per preservare la cultura e l'artigianato tibetano. Si possono visitare i diversi atelier per la costruzione di statue in metallo, falegnameria, sartoria, pittura di tanka e un piccolo grazioso museo dove sono ricostruite scene di vita nel Tibet storico con pupazzi di stoffa; il giardino è stato disegnato da un architetto giapponese. Ci si reca quindi al convento di Drolma Ling che raccoglie monache di diverse tradizioni e al monastero di Kamtrul Rinpoche, che è riccamente affrescato con pitture murali eseguiti da artisti bhutanesi. Nel pomeriggio si visita il centro Tushita, posto a circa 2000 mt sopra MacLeodganj; in questo importante centro di ritiri è conservato lo stupa di Lama Yeshe. Da qui con una bella passeggiata tra i boschi di circa mezz’ora si arriva al sito degli stupa di Trijang Rimpoce, uno dei tutori del XIV Dalai Lama, e di Yeshe Tobden, che è stato spesso in Italia ed anche a Pomaia; all’intorno vi sono le casette di fango dei meditatori. Da qui in un’altra mezz’ora si arriva sempre a piedi al Tibetan Children Village, dove si potranno visitare le classi e le case dove vivono i bimbi. 4°g.  31/5 Dharamsala (MacLeodganj), escursione a Khangra   Escursione al forte di Khangra e ai templi di Khangra e Jawalamukti, considerato santo anche nella tradizione tibetana. 5°g. - 8°g. (1 – 4/6) Insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama al monastero di Namgyal  9°g.  5/6 Dharamsala – Tso Pema Per raggiungere Tso Pema si va prima a Mandi, una cittadina situata a 750 mt di altitudine che dista circa 126 km; qui si trovano due piccoli templi rupestri del XII secolo, ma il sito non è molto accattivante per via della posizione vicina alla strada. Proseguendo, in circa mezz’ora si sale al lago di Rewalsar, il cui nome tibetano è Tso Pema, dove si alloggia presso l’Himachal Tourist Hotel Rewalsor. Tso significa lago e Pema loto: l’appellativo Pema, la cui altra trascrizione è Padme, è stato prescelto in ossequio a Guru Padmasambhava, che dai tibetani viene chiamato Guru Rimpoce. 10°g. 6/6 Tso Pema Il laghetto sacro è sovrastato da una grande statua di Guru Rinpoce finita da pochi anni e all’intorno vi sono parecchi monasteri tibetani e un tempio sikh; sulla collina vi è un complesso di grotte dove secondo la tradizione meditò Guru Rinpoce dove vive sparpagliata una comunità di meditatori e monache. 11°g. 7/6 Tso Pema – Delhi e volo di rientro   Si lascia Tso Pema per Delhi dove si arriva nel pomeriggio e ci si reca direttamente in aeroporto; se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può prenotare un hotel e predisporre ogni altro servizio richiesto. 12°g. Sabato 8 giugno, arrivo a destinazione
INDIA 2013: Fiera di Nagaur e festival di Jaisalmer
Storia e folclore dell'India Rajput
Periodo: 16 feb - 27 feb
Le città del deserto rajasthano risuonano ancora delle gesta gloriose del loro passato bellicoso, quando i guerrieri dei Rajput sono riusciti a contrastare l’immenso potere degli imperatori islamici Mughal, preservando le tradizioni più antiche ma vivendo un continuo susseguirsi di battaglie e alleanze, costruendo città e palazzi che primeggiavano per lo splendore e la raffinatezza della arti. Oggi troviamo così un vasto insieme di testimonianze di inestimabile valore artistico, immerse in un bell’ambiente naturale dove il costume locale è rimasto legato alle tradizioni, sia nel vestire che nelle rappresentazioni di musica e danza. I momenti più intensi di questa forte cultura si incontrano nei festival, occaasione di aggregazione e scambio, festosi e ricchi anche di rappresentazioni di genuino folclore. Il viaggio prevede di partecipare a due interessanti eventi: la fiera di Nagaur e il festival di Jaisalmer. È condotto da Vikram Singh, rajasthano di stirpe Rajput che parla perfettamente l’italiano e lavora da parecchi anni con Amitaba: la guida ideale per scoprire il meglio della cultura e delle tradizioni dei luoghi che si incontrano. La fiera di Nagaur La cittadina di Nagaur è un antico insediamento Rajput circondato da alte mura e dominato da un poderoso forte che risale al quarto secolo, con pittoresche stradine e palazzi che creano un’atmosfera sospesa nel tempo. Ogni anno vi si svolge uno dei principali mercati di bestiame del Rajasthan, dove si riuniscono tutte le popolazioni rurali del distretto con carri trainati da buoi, bufali e cammelli, ed a volte i greggi al seguito. Ognuno sfoggia i  migliori abiti tradizionali, gli uomini portano coloratissimi turbanti e le donne esibiscono una profusione di collane, cavigliere d’argento e svolazzanti veli colorati. Uno degli eventi di maggior richiamo sono le corse dei cammelli, ma il grande raduno è soprattutto occasione di incontri con momenti festosi di musica e danza. Piace molto ai visitatori anche il bazar di Mirchi, dove la merce principale sono i… peperoncini rossi. Il festival di Jaisalmer Jaisalmer è la città fortificata del deserto più pittoresca che si conosca; goderne la bellezza nel momento dell’anno in cui si svolge il suo festival è un’esperienza unica. In particolare alla sera si svolgono rappresentazioni di musica e danza tradizionale, anche tra le dune di Sam, mentre di giorno vengono svolte diverse gare utilizzando i cammelli, bardati con vivaci colori e montati da altrettanto pittoreschi cavalieri. È anche un momento di mercato per l’artigianato del deserto, si trovano gioielli, ricami, variopinte bardature per le montature e così via. Nota tecnica La stagione è secca e si prevede bel tempo. I trasferimenti si effettuano tutti con un comodo veicolo privato dotato di aria condizionata e si viene accompagnati per l’intero viaggio dalla guida che parla l’italiano. Si alloggia in hotel di qualità, di cui alcuni sono parte dell’esotico insieme degli “heritage hotels” indiani, di valore anche storico. A Nagaur si utilizza per due notti un campo allestito in modo molto confortevole: le tende sono a casetta arredate con letti e lenzuola, mobiletti, dotate di elettricità e servizi; simili a quelle che utilizzavano gli ufficiali britannici del Raj. Al campo è incluso il servizio di cucina, curato con igiene. Durante il corso della fiera questa sistemazione offre il modo più rilassante per godersi l’evento, perché nella cittadina ci sono poche sistemazioni che divengono sovraffollate e rumorose.   Pushkar Bikaner   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 16 febbraio, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. 2°g.  17/2 Delhi   Arrivo a Delhi e accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento presso l’hotel Ashok Country Resort e incontro con la guida e gli altri partecipanti. 3°g.  18/2 Delhi – Pushkar   Si parte presto per Pushkar, che dista circa 400 km dalla capitale. Questo incantevole paese situato a 14 km dalla città di Ajmer contorna il bordo di un mistico laghetto che la tradizione dice essere di origine divina. Già in alcuni scritti del IV secolo troviamo menzione di questa località e riferimenti a leggende che la permeano: si racconta che Brahma, il Dio creatore del pantheon induista, fece cadere dalle proprie mani un fiore di loto per sconfiggere un demone. Nei tre punti della Terra su cui si posarono i petali l’acqua sgorgò nel mezzo del deserto formando tre piccoli laghi blu. Sulle sponde del più grande di questi – il lago di Pushkar - Brahma radunò per una celebrazione ben 900.000 esseri celesti, ovvero buona parte delle divinità induiste. È un sito meta di pellegrinaggi, bello e interessante da esplorare. Si alloggia presso il Pushkar Palace. 4°g.  19/2 Pushkar – Nagaur   Nagaur dista circa 140 km; è una cittadina è molto pittoresca, cinta da alte mura e all’interno del forte che risale al IV secolo si trovano interessanti palazzi, una moschea e una fontana costruita da Akbar. Si alloggia in un comodo campo allestito nei pressi della città (in occasione della fiera il centro diventa estremamente caotico: meglio recarvisi per curiosare piuttosto che alloggiarci). 5°g.  20/2 Nagaur   Giornata dedicata alla fiera di Nagaur. 6°g.  21/2 Nagaur – Bikaner   Bikaner dista circa 110 km; prima di giungere in città si sosta per una visita al tempio di Deshnok, dedicato alla figura di un mistico che incarnava la dea Durga, dove si venerano anche  …i topi, perché sono considerati reincarnazioni di devoti della dea. Nel pomeriggio ci si reca a visitare la fortezza di Junagarth, edificata nel XVI secolo che contiene magnifici palazzi molti dei quali visitabili, e il tempio di Bhadeshwar. Si alloggia presso un hotel storico, il Lallgarth Palace, che originariamente era il  palazzo di un Maharaja. 7°g.  22/2 Bikaner – Jaisalmer   Tappa di 325 km attraverso il deserto rajasthano, che richiede al massimo 6 ore di guida. Questa magnifica città è la perla del deserto del Thar, cinta da mura di pietra color ocra si erge su di un colle e preserva pienamente il fascino della grandiosa capitale del deserto dei tempi passati. Si alloggia presso l’hotel Desert Tulip. 8°g. – 9°g. (23 e 24/2) Jaisalmer   Giornate dedicate al festival, punto focale della visita. A prescindere da questo, Jaisalmer merita una visita approfondita: oltre al piacere di passeggiare tra le viuzze di una città fuori dal tempo si potranno visitare gli Haveli più significativi, tra cui quelli di Salim Singh, Patwon e Nathmalji, il magnifico tempio jainista di Parswanath, che offre un incredibile esempio di qualità degli intarsi su pietra, con figure particolarmente belle di uomini ed animali, il forte e la cittadella. In una di queste due giornate nel tardo pomeriggio ci si reca alle dune di Sam, nel deserto del Thar a circa 40 km ad ovest della città, dove chi lo desidera potrà fare un’escursione con i cammelli. 10°g. 25/2 Jaisalmer – Jodhpur   Jodhpur dista 285 km, un percorso che richiede da 5 a 6 ore. Conosciuta come la “città blu” per il colore delle sue case, è dominata dal forte del XV secolo che si erge imponente sulla città e custodisce il palazzo dei grandi principi Rajput della dinastia dei Rathore, tra i più rinomati dell’India. si alloggia all’hotel Ratan Vilas (una “Heritage Noble House”). 11°g. Jodhpur – Delhi e volo di rientro Mattina libera. Il volo per Delhi parte alle 15.30 con arrivo alle 16.40 (orari da confermare). Giunti nella capitale in funzione dell’orario di partenza del volo si va direttamente agli imbarchi internazionali in aeroporto o ci si reca prima a fare un giro in città. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. 12°g. Mercoledì 27 febbraio, arrivo a destinazione    Jodhpur Jaisalmer
INDIA 2013: Kumbhamela, oceano del Sanatana Dharma
Periodo: 3 feb - 18 feb
Il Kumbhamela è un evento epico dove molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue questa grande saga dell’India dal 2001, dove proprio a Prayag produsse anche un documentario cercando di ritrarre i contorni di un evento che coinvolse circa 50 milioni di persone; successivamente andammo a Nasik nel 2003, a Ujjain nel 2004, a Prayag per l’Ardhmela del 2007 (il Kumbha che si tiene a metà del ciclo astrale) e ad Haridwar nel 2010. Ognuna di queste occasioni è stata memorabile e ricca di spunti per gli amici viaggiatori che l’hanno condivisa con noi. Il prossimo colossale appuntamento è a febbraio 2013, che si prevede di dimensioni analoghe se non addirittura superiori a quelle del 2001; ma non c’è da temere per questo: siamo ormai dei veterani e faremo in modo di godere assieme di uno dei momenti più vasti e intensi che la cultura dell’uomo è riuscita a creare.  Per partecipare abbiamo previsto due opzioni: questa,  che prevede 9 notti nel cuore del Kumbhamela e di essere presenti quando si svolgono le due abluzioni principali, il Magh Amavasya e il Basant Panchami; e un’opzione più breve (Kumbhamela a Prayag) che prevede di trascorrervi solo 4 notti a cavallo del Magh Amavasya. Questo viaggio inizia con una visita guidata di Delhi e di proseguire in volo per Varanasi, dove comincia il forte incontro con l’anima più profonda dell’India e si avrà anche l’opportunità di visitare Sarnath. Ci si tuffa quindi nel Kumbhamela raggiungendo Allahabad, l’antica Prayag, in pulmino. Qui si alloggia in un campo posizionato in modo opportuno per raggiungere i luoghi di abluzione e le aree di interesse principale della sterminata distesa di campi, popolati da milioni di pellegrini e dove risiedono i Maestri di tutte le scuole mistiche dell’India. Il nostro campo ha caratteristiche che lo rendono fruibile anche per noi occidentali; si dispone di luce elettrica, tende ampie dove si sta in piedi arredate con letti e lenzuola, poltroncine e tavolini, con servizi igienici privati a cui si accede direttamente dalla tenda stessa: una struttura tipo quelle a casetta che venivano utilizzate dagli ufficiali del Raj britannico. Il cibo, che al Kumbha è rigorosamente vegetariano, viene preparato e servito nel campo stesso nel rispetto delle regole igieniche. In sintesi, un luogo reso il più possibile accogliente, per consentire dei momenti di relativa tranquillità. Da Allahabad si rientra poi a Varanasi e da qui si torna a Delhi in volo.   Informazioni generali In merito ai contenuti del Kumbhamela abbiamo raccolto un insieme completo di informazioni sul sito di Amitaba; consigliamo di consultare inizialmente la pagina Kumbhamela della sezione Cultura. Partecipare al Kumbhamela, oceano del Sanatana Dharma Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Così egli facilita il raggiungimento degli obiettivi spirituali che costituiscono il fine ultimo dell’esistenza per tutti i fedeli del Sanatana Dharma, la legge eterna, come essi stessi definiscono la loro religione. Prayag, dove il sacro Gange, lo Yamuna e il mitico Saraswati confluiscono, è il punto dove al momento propizio, determinato da attenti studi astrologici, il sacro nettare dell’immortalità che qui cadde durante la mitica saga di dei e demoni che se ne contesero il possesso, genera un’apertura sottile verso i regni celesti: in quel mentre un solo bagno nelle acque è in grado di pulire e purificare da tutti i peccati. Per questa ricorrenza così d’auspicio genti da tutte le parti dell’India confluiranno nella città santa di Prayag [Allahabad], che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore del festival è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia per il Kumbhamela dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, spesso anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere funeraria. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni. Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente. Partecipare a questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo e la potenza di aggregazione rituale. È un’esperienza che richiede però di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere difficile diventare un goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…   Nota tecnica Si raccomanda di portare indumenti caldi perché specialmente quando ci si reca in riva al fiume all’alba può essere piuttosto freddo e umido. Le tende non hanno riscaldamento ma i letti sono comodi e caldi; di giorno è piuttosto caldo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 3 febbraio, partenza per Delhi    Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. Se si preferisse o fosse utile per motivi di scelta del volo pernottare a Delhi in andata e/o al ritorno una notte in più Amitaba organizza tutto quanto necessario in funzione delle richieste dei viaggiatori. 2°g.  4/2 Delhi   Si effettua una visita guidata di Delhi accompagnati da una guida indiana che parla la lingua italiana per ammirare i siti principali della città vecchia e di Nuova Delhi: il Forte Rosso, la moschea di Jama Masjid, India Gate e così via. Si alloggia presso l’hotel Ashok Country Resort o simile. 3°g.  5/2 Delhi – Varanasi  Il volo per Varanasi parte 10.30 con arrivo alle 11.45 (orario da confermare); si alloggia presso l’hotel Taj Gateway o simile. Nel pomeriggio ci si tuffa nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno  splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 4°g.  6/2 Varanasi, escursione a Sarnath   Chi lo desidera potrà alzarsi presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca a Sarnath (circa 10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà anche visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, chi lo desidera avrà il tempo per un altro tuffo nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi e partecipare all’arati sul Gange. 5°g.  7/2 Varanasi – Allahabad (PRAYAG)   Si parte dopo colazione in pulmino per Allahabad, un tragitto che usualmente richiede meno di tre ore; ma durante il Kumbhamela non si possono fare stime di tempo perché l’ingresso all’area dove si svolge può essere molto lungo. Prudentemente, porteremo con noi un pranzo al sacco e bevande. Il grande raduno mistico inizia già qui, entrando a far parte del fiume di persone che vi confluiscono, con un tranquillo caos dove in effetti i flussi sono piuttosto ben organizzati. Giunti al campo, dopo un poco di relax si inizia ad esplorare l’area dell’evento. 6°g. – 13°g. (8 – 15/2) KUMBHAMELA a PRAYAG  Dal 9 febbraio la vasta distesa del Kumbhamela viene chiusa all’accesso dei mezzi meccanici; noi saremo già lì e tutte le esplorazioni si effettuano a piedi: passeggiare in questo contesto offre una grandiosa opportunità di vivere a contatto con l’India più vera e intensa, immersi in un mistico e sereno caos, contornati da personaggi dall’aspetto archetipo tra miriadi di situazioni interessanti. Le date più importanti sono il 10 febbraio, quando avviene l’abluzione del Magh Amavasya, e il 15 febbraio, che è la ricorrenza del Basant Panchami. Per avvicinare i momenti rituali sulle rive di Gange e Yamuna non è però necessario attendere questi giorni di grande auspicio, perché ogni mattina già da prima dell’alba moltitudini di pellegrini si recano alle acque sacre per abluzioni e pratiche rituali, continuando con intensità diversa per tutto il giorno. A parte questi momenti anche spettacolari di natura collettiva la nostra permanenza nell’area del Sangam, la sacra confluenza, ci darà l’opportunità di conoscere un ampio spettro delle diverse realtà e contenuti di questo incredibile e vasto raduno, potendo spaziare dai colorati, pittoreschi, vari e strabilianti contorni ambientali che coinvolgono la vita di milioni di pellegrini agli eventi culturali e rituali, piccoli o grandi come le offerte vediche eseguite con 108 fuochi, visitando anche i campi dove risiedono i più importanti Maestri spirituali dell’India e gli ordini monastici, compresi i mitici Akhara dei Naga. Si cercherà di organizzare anche degli incontri con alcuni di loro e con persone di riferimento culturale. Si effettueranno anche alcune visite, come ai templi nel forte Moghul che si affaccia ai bordi del Sangam, e chi lo desidera potrà andare in barca col capogruppo ad esplorare la confluenza, unendosi alle centinaia di piccole imbarcazioni stracolme di pellegrini. 14°g.  16/2 Prayag (Allahabad) – Varanasi   Si parte in pulmino alla volta di Varanasi in tarda mattinata per poter godere di un’ultima perlustrazione delle cose che più ci avranno colpito; si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo - i tempi del trasferimento non sono pianificabili. Alla sera, tempo permettendo, chi lo desidera potrà recarsi sui Ghat col capogruppo per assistere all’arati. Per chi rientra 15°g.  17/2 Varanasi – Delhi e volo di rientro   La mattina è libera per riposo, acquisti o un giro sul Gange il volo per Delhi parte alle 14.50 con arrivo alle 16.20 (orario da confermare). Giunti a Delhi ci si trasferisce alle partenze internazionali proseguendo con il volo di rientro. Se si preferisse o fosse utile per motivi di scelta del volo pernottare a Delhi Amitaba organizza tutto quanto necessario in funzione delle richieste dei viaggiatori. 16°g.  Lunedì 18/2, arrivo a destinazione Estensione BHUTAN Per il programma dettagliato, vedi Bhutan: Tsechu di Punakha. 15°g. 17/2 Varanasi – Delhi   16°g. 18/2 Delhi – Paro   17°g.– 20°g. (19 – 22/2) Visita del Bhutan con il festival di Punakha 21°g. 23/2 Paro – Delhi e volo di rientro 22°g.  Domenica 24 febbraio, arrivo a destinazione Prosecuzione Nepal 21°g. 23/2 Paro – Katmandu 22°g.– 27°g. (24/2 – 1/3) Visita del Nepal 28°g.  2/3 Katmandu – Delhi e volo di rientro 29°g.  Domenica 3 marzo, arrivo a destinazione Estensione INDIA Per il programma dettagliato, vedi Storia e folclore dell’India Rajput 15°g.  17/2 Varanasi – Delhi 16°g.– 23°g. (18 – 25/2) Visita del Rajasthan con i festival di Nagaur e Jaisalmer 24°g.  26/2 Jodhpur – Delhi e volo di rientro 25°g.  Mercoledì 27 febbraio, arrivo a destinazione
INDIA 2013: Kumbhamela a Prayag
Periodo: 3 feb - 13 feb
Il Kumbhamela è un evento epico a cui molti appassionati della cultura indiana e dei grandi accadimenti del mondo ha desiderio di partecipare, almeno una volta nella vita. Amitaba segue questa vasta saga dell’India dal 2001, dove proprio a Prayag produsse anche un documentario cercando di ritrarre i contorni di un evento che coinvolse circa 50 milioni di persone; successivamente andammo a Nasik nel 2003, a Ujjain nel 2004, a Prayag per l’Ardhmela del 2007 (il Kumbha che si tiene a metà del ciclo astrale) e ad Haridwar nel 2010. Per gli amici viaggiatori con cui abbiamo condiviso queste esperienze ognuna di queste occasioni è stata memorabile e ricca di spunti. Il prossimo colossale appuntamento è a febbraio 2013, che si prevede di dimensioni analoghe se non addirittura superiori a quelle del 2001; ma non c’è da temere per questo: siamo ormai dei veterani e faremo in modo di godere assieme di uno dei momenti più vasti e intensi che la cultura dell’uomo è riuscita a creare. Per partecipare abbiamo previsto due opzioni: questa, che prevede 4 notti nel cuore del Kumbhamela a cavallo del Magh Amavasya, l’abluzione di massa principale; e un’opzione più estesa (Kumbhamela, Oceano del Sanata Dharma) che prevede di trascorrervi 9 notti e di essere a Prayag anche per il Basant Panchami, la seconda abluzione per importanza. Questo viaggio inizia con una visita di Delhi, mirata a coglierne e ritrarne alcuni degli aspetti più peculiari, e di proseguire in volo per Varanasi, dove comincia il forte incontro con l’anima più profonda dell’India e si avrà anche l’opportunità di visitare Sarnath. Ci si tuffa quindi nel Kumbhamela raggiungendo Allahabad, l’antica Prayag, in pulmino. Qui si alloggia in un campo posizionato in modo opportuno per raggiungere i luoghi di abluzione e le aree di interesse principale della sterminata distesa di campi, popolati da milioni di pellegrini e dove risiedono i Maestri di tutte le scuole mistiche dell’India. Il campo ha caratteristiche che lo rendono fruibile anche per noi occidentali; si dispone di luce elettrica, tende ampie dove si sta in piedi arredate con letti e lenzuola, poltroncine e tavolini dotate di servizi igienici privati a cui si accede direttamente dalla tenda stessa: una struttura tipo quelle a casetta che venivano utilizzate dagli ufficiali del Raj britannico. Il cibo, che al Kumbha è rigorosamente vegetariano, viene preparato e servito nel campo stesso nel rispetto delle regole igieniche. In sintesi, un luogo reso il più possibile accogliente, per consentire dei momenti di relativa tranquillità. Da Allahabad si rientra poi a Varanasi e da qui si torna a Delhi in volo.   Informazioni generali In merito ai contenuti del Kumbhamela abbiamo raccolto un insieme completo di informazioni sul sito di Amitaba; consigliamo di consultare inizialmente la pagina Kumbhamela della sezione Cultura.  Partecipare al Kumbhamela Genti da tutte le parti dell’India confluiranno nella città santa di Prayag (Allahabad), che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia. Il cuore del festival è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia per il Kumbhamela dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, spesso anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere funeraria. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni. Nel Kumbhamela i diversi aspetti di festa religiosa, evento culturale, mercato e circo delle meraviglie si mescolano armoniosamente tra canti dei Kirtana, rappresentazione teatrali delle epiche tradizionali, danze e concerti, esibizione di Yogin, satsang di insegnamento tenuti dai più importanti maestri di ogni tradizione, pellegrinaggi ai templi, abluzioni collettive tra offerte di luci e fiori, coloratissime processioni, incessanti celebrazioni dei sacrifici prescritti dai Veda, il tutto con una partecipazione di massa che ha dell’inverosimile ma che, grazie ad una esperta organizzazione, riesce a svolgersi in un’armonia sorprendente. Partecipare a questo incredibile evento è un’opportunità eccezionale per immergersi nella realtà più vitale dell’antica cultura dell’India, toccandone le vette del più sottile misticismo e la potenza di aggregazione rituale. È un’esperienza che richiede però di amare l’India accettandone anche le contraddizioni e le difficoltà; per un occidentale può essere difficile diventare un goccia in un fiume di persone, circondato a volte da un frastuono inverosimile e muovendosi nell’assoluto caos. Ma questo, per chi conosce bene l’India, è un invito…   Nota tecnica Si raccomanda di portare indumenti caldi perché specialmente quando ci si reca in riva al fiume all’alba può essere piuttosto freddo e umido. Le tende non hanno riscaldamento ma i letti sono comodi e caldi; di giorno è piuttosto caldo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 3 febbraio, partenza per Delhi    Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. Se si preferisse o fosse utile per motivi di scelta del volo pernottare a Delhi in andata e/o al ritorno una notte in più Amitaba organizza tutto quanto necessario in funzione delle richieste dei viaggiatori. 2°g.  4/2 Delhi   Si alloggia presso l’hotel Ashok Country Resort o simile; si effettua una visita guidata di Delhi. 3°g.  5/2 Delhi – Varanasi Il volo per Varanasi parte alle 10.30 con arrivo alle 11.45 (orario da confermare); si alloggia presso l’hotel Haiffa, nei pressi di Assi Ghat. L’esplorazione della città inizia passeggiando sui Ghat lungo il Gange, le lunghe gradinate che portano alle acque del fiume, fino a raggiungere il cuore della città vecchia dove si trova il luogo di cremazione più sacro dell’India. Qui, tra gli stretti vicoli dove non transitano neppure i rikshò a pedali ma tra negozietti e persone convivono bufali e vacche, si incontrano il tempio di Shiva e anche un sito nepalese. Sul Ghat principale al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno  splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. 4°g.  6/2 Varanasi   Chi lo desidera potrà alzarsi presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca a Sarnath (circa 10 km), luogo legato alla memoria della prima predicazione del Buddha e centro di irradiazione della cultura buddista nel mondo. Il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. Si potrà anche visitare la scuola dell’organizzazione umanitaria del Progetto Alice diretta da Valentino Giacomin, che ha qui la propria sede principale. Il Progetto Alice svolge la propria missione mettendo a disposizione delle ragazze e dei ragazzi dei villaggi una scuola non confessionale con un completo programma di istruzione ispirato ai principi di consapevolezza propri dell’insegnamento buddista, formando anche insegnanti per la diffusione della scolarizzazione nell’India rurale. La sede di Sarnath è molto bella, con centinaia di bambini dall’aspetto sorridente e sereno, belli, puliti e ordinati con le eleganti divise blu. Qui si trovano anche uno Stupa e un tempio dedicato a Tara; il prossimo progetto è la costruzione di una grande statua di Maitreya. Rientrati in città, chi lo desidera avrà il tempo per un altro tuffo nell’incredibile realtà della città vecchia di Varanasi e partecipare all’arati sul Gange. 5°g.  7/2 Varanasi – Allahabad (PRAYAG)   Si parte dopo colazione in pulmino per Allahabad, un tragitto che usualmente richiede meno di tre ore; ma durante il Kumbhamela non si possono fare stime di tempo perché l’ingresso all’area dove si svolge può essere molto lungo. Prudentemente, porteremo con noi un pranzo al sacco e bevande. Il grande raduno mistico inizia già qui, entrando a far parte del fiume di persone che vi confluiscono, con un tranquillo caos dove in effetti i flussi sono piuttosto ben organizzati. Giunti al campo, dopo un poco di relax si inizia ad esplorare l’area dell’evento. 6°g. – 8°g. (8 – 10/2) KUMBHAMELA a PRAYAG   Dal 9 febbraio la vasta distesa del Kumbhamela viene chiusa all’accesso dei mezzi meccanici; noi saremo già lì e tutte le esplorazioni si effettuano a piedi: passeggiare in questo contesto offre una grandiosa opportunità di vivere a contatto con l’India più vera e intensa, immersi in un mistico e sereno caos, contornati da personaggi dall’aspetto archetipo tra miriadi di situazioni interessanti. La data più importante è il 10 febbraio, quando avviene l’abluzione del Magh Amavasya, ma per avvicinare i momenti rituali sulle rive di Gange e Yamuna non è però necessario attendere questo giorno, perché ogni mattina già da prima dell’alba moltitudini di pellegrini si recano alle acque sacre per abluzioni e pratiche rituali, continuando con intensità diversa per tutto il giorno. A parte questi momenti anche spettacolari di natura collettiva la permanenza nell’area del Kumbhamela darà l’opportunità di conoscere un ampio spettro delle diverse realtà e contenuti di questo incredibile e vasto raduno, potendo spaziare dai colorati, pittoreschi, vari e strabilianti contorni ambientali che coinvolgono la vita di milioni di pellegrini agli eventi culturali e rituali, piccoli o grandi come le offerte vediche eseguite con 108 fuochi, visitando anche i campi dove risiedono gli yogi. 9°g.  11/2 Prayag (Allahadab) – Varanasi   Si parte in pulmino alla volta di Varanasi in tarda mattinata per poter godere di un’ultima perlustrazione delle cose che più ci avranno colpito; si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo - i tempi del trasferimento non sono pianificabili. Alla sera, tempo permettendo, chi lo desidera potrà fare un giro in città col capogruppo. 10°g.  12/2 Varanasi – Delhi e volo di rientro La mattina è libera per riposo, acquisti o un giro sul Gange; il volo per Delhi parte alle 14.50 con arrivo alle 16.20 (orario da confermare). Giunti a Delhi ci si trasferisce alle partenze internazionali per il volo di rientro. Se si preferisse o fosse utile per motivi di scelta del volo pernottare a Delhi Amitaba organizza tutto quanto necessario in funzione delle richieste dei viaggiatori. 11°g.  Mercoledì 1372, arrivo a destinazione
INDIA 2013: Insegnamenti di S.S. il XIV Dalai Lama a Sarnath
Estensione: Sanchi e Maharashtra
Periodo: 4 gen - 13 gen
Questo importantissimo testo di Shantideva è disponibile in un’ottima versione in italiano edita da Chiara Luce edizioni, “Bodhisattvacharyavatara” di Geshe Yeshe Tobden. I contenuti delineano molto precisamente i contenuti delle sei saggezze (Paramita) sia dal punto di vista comportamentale che del loro fondamento nella più profonda visione filosofica della vacuità. Pur entrando nel merito anche dei temi più raffinati d’interpretazione filosofica, il percorso delineato dal grande maestro Shantideva mantiene però sempre un riferimento con ciò che in fondo più conta, l’indicazione di come inserire queste visioni di saggezza in una pratica personale. Seguire le spiegazioni che S.S. il XIV Dalai Lama darà di questi temi, rese ancor più limpide e forti grazie alla sua incredibile ed entusiastica capacità espositiva, è una fortunatissima e rara opportunità. In più, Sarnath è un luogo molto speciale perché fu dove il Buddha diede avvio alla Ruota del Dharma, iniziando a comunicare il sentiero di liberazione. E’ quindi di ottimo auspicio seguire questi insegnamenti qui, in uno dei primi luoghi di pellegrinaggio per i buddisti, con la grande opportunità di avvicinarne il significato più vivo e profondo grazie all’esposizione cristallina e semplice che S.S. il Dalai Lama, più di chiunque altro, riesce a trasmettere. A Sarnath si alloggia presso la scuola del Progetto Alice (www.aliceproject.org), fondata da Valentino Giacomin, posta a distanza di passeggiata dal luogo degli insegnamenti dove si potranno consumare anche i pasti, con la garanzia di igiene e pulizia. Per chi preferisce, è prevista anche la possibilità di alloggiare presso l’hotel Taj Gateways di Varanasi, tra i migliori della città, dove si verrà poi raggiunti dal resto dei partecipanti il 10/1; chi sceglie questa opzione avrà a disposizione un’auto con conducente per i trasferimenti dall’hotel al luogo degli insegnamenti.   Sanchi Sanchi Estensione a Sanchi e in Maharashtra Al termine degli insegnamenti è prevista un’estensione che porta in alcuni dei siti più affascinanti dell’India, attraverso le parti naturali più belle del Maharashtra e del Madya Pradesh arrivando a Mumbai (Bombay): da Varanasi si raggiunge Bhopal nello stato del Madya Pradesh, un’interessante città ornata da due grandi laghi artificiali, punto di partenza per andare a Sanchi, uno dei principali siti buddisti dell’India dove tra i resti di antichi templi si trova l’immortale stupa di Ashoka. Si prosegue per il Maharashtra, dove si segue un itinerario che porta ai siti rupestri di Ajanta, Ellora, Bhaja, Karla, Kanheri e dell’isola di Elephanta, scoprendo luoghi di ritiro spirituale e interi templi scavati nella roccia che presentano alcuni dei più raffinati capolavori d’arte antica conosciuta. Negli spazi quieti e ombrosi ricavati nel cuore delle falesie rivaleggiano per bellezza e plasticità figure di Bodhisattva, Thirtankara, divinità induiste e si respira ancora la forte ispirazione che ha reso queste opere realizzabili. Si prevedono anche la visita di Auragabad e Mumbai. Si utilizzano alberghi di buona qualità e, nelle località minori, i migliori disponibili; sono previsti due trasferimenti in treno e l’utilizzo di mezzi privati per tutti gli altri spostamenti; per le visite dei siti ci si avvarrà di guide locali. Seguire gli insegnamenti Gli insegnamenti impegnano solitamente parte della mattina e il primo pomeriggio; per partecipare è necessario iscriversi all’arrivo a Sarnath (portare 1 foto, è solitamente gratuito o richiede poche rupie). Vengono tenuti in un vasto spiazzo dove viene allestito un grande palco e l’area è quasi tutta coperta da tendoni, sotto cui si assiepa una vasta folla di pellegrini giunti da tutta l’India oltre a un folto numero di persone di tutti i paesi del mondo. Dagli altoparlanti si sentono il tibetano e spesso la traduzione in hindi, mentre la traduzione in italiano si ascolta con una normale radiolina, reperibile anche in loco. Gli ospiti occidentali si raccolgono tutti assieme e ci si accomoda per terra. Per stare più comodi a Sarnath si possono acquistare a poco prezzo dei cuscini. Clima Nelle pianure gangetiche del nord gennaio è solitamente secco ma può essere freddo, con temperature che in rare occasioni di notte possono arrivare anche vicine allo zero, mentre durante il giorno con il sole sono normalmente equivalenti alle nostre primaverili. E’ quindi necessario avere con sé anche degli indumenti caldi.  La stagione in Maharashtra e Madya Pradesh è ottima, con un clima secco e piacevolmente tiepido.   Ellora Ajanta   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 4 gennaio, partenza per l’India  Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. 2°g.  5/1 Arrivo a Delhi   Trasferimento presso l’hotel Florence Inn o simile, dove si incontra la guida del viaggio. 3°g.  6/1 Delhi – Varanasi – Sarnath   Partenza in treno per Varanasi alle 650 con arrivo alle 1810 (si tenga presente che in India i treni spesso non sono puntuali). Trasferimento presso l’hotel Taj Gateways a Varanasi o a Sarnath presso la scuola del Progetto Alice. Presso la scuola sono disponibili sistemazioni da due e alcune singole, per la maggior parte dotate di servizi; la cucina è semplice e igienica e da qualche tempo è anche possibile avere la pizza. Per i viaggiatori che conoscono l’India sono alloggi ottimi; per chi è abituato al comfort europeo potrebbero essere troppo spartane. Al di là della posizione comoda perché si è vicini al luogo degli insegnamenti, alloggiare presso la scuola darà ai partecipanti l’opportunità di vivere per qualche giorno a contatto con una realtà educativa dove è stata realizzata una nuova metodologia didattica che applica in modo universale i principi della filosofia buddista, un lavoro che sta dando risultati molto positivi  Presso la scuola è stato fondato anche un tempio dedicato a Tara che viene curato da un gruppo di monache della FPMT. 4°g. –  6°g.   (7/1 – 9/1) Sarnath, insegnamenti del Dalai Lama   Chi alloggia presso l’hotel Taj Gateways avrà a disposizione autovettura con autista per recarsi giornalmente agli insegnamenti; orario di partenza e rientro da Sarnath verranno decisi con Teresa in funzione degli orari di insegnamento previsti. Chi lo desidera, concordando la cosa con Teresa, potrà pranzare presso la scuola con gli altri membri del gruppo; si tenga presente che il costo del pranzo per chi alloggia presso l’hotel non è incluso nella quota del viaggio e dovrà essere regolato con una donazione libera alla scuola. Il luogo degli insegnamenti verrà allestito nei pressi della sede dell’Istituto di Studi Tibetani. Si seguiranno tutte le lezioni; nel tempo libero ci si dedicherà allo studio dei contenuti e si potranno effettuare delle visite ai siti di Sarnath dove il museo archeologico, il primo ad essere stato istituito in India, possiede inestimabili tesori d’arte dell’epoca Maurya (II secolo a.C.) e il Dhamekha Stupa nel Parco delle Gazzelle è di straordinaria suggestione; tutt’attorno vi sono monasteri buddisti di ogni tradizione. 7°g.  10/1 Insegnamenti a Sarnath e Varanasi   Oggi al termine degli insegnamenti tutti i partecipanti si trasferiscono a Varanasi presso l’hotel Taj Gateways. Ci si reca sulle riva del Gange, dove sarà molto interessante percorrere a piedi gli antichissimi Ghat, le grandi gradinate che portano al sacro Gange, e al calar del sole ci si potrà sedere sulle rive del fiume per osservare l’arati, uno splendido rito officiato dai bramini vestiti con abiti da gran cerimonia tra i suoni di campanelle e salmodie vediche, con i bracieri fiammeggianti ruotati ad arte dagli officianti, mentre sul fiume scivolano i lumi appoggiati su foglie, un’offerta alla dea Ganga. Per chi rientra 8°g.  11/1 Varanasi e partenza per Delhi   Chi lo desidera potrà alzarsi presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca per una visita nella parte più antica della città, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! La capogruppo saluta i partecipanti. Accompagnati da una guida locale ci si reca in stazione e si parte con il treno della notte per Delhi alle 19.15; si utilizzano cuccette in carrozze dotate di aria condizionata, vengono fornite lenzuola pulite e coperte. 9°g.  12/1 Delhi e volo di rientro   L’arrivo a Delhi, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente indiano di Amitaba, è previsto alle 7.40 del mattino. Trasferimento presso l’hotel Ashok Country Resort dove si ha a disposizione una stanza per la giornata; la maggior parte dei voli parte nella tarda serata. Trasferimento in aeroporto. 10°g.  Domenica 13 gennaio, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione 8°g.  11/1 Varanasi e partenza per Bhopal   Chi lo desidera potrà alzarsi presto per andare ad ammirare l’alba sul Gange con la barca. Dopo colazione ci si reca per una visita nella parte più antica della città, dove i vicoli sono così stretti che non circolano neppure i rikshò a pedali… ma dove riescono comunque a transitare vacche e bufali, con nonchalance, tra la moltitudine di gente e i banchetti che vendono di tutto. Colpiscono molto il visitatore i luoghi di cremazione, in particolare il più antico, dove tra tempietti, devoti, cani randagi, bovini e altissime cataste di legna polverosa ci sono sempre un gran numero di pire accese e spesso spuntano dai vicoli delle piccole processioni che portano fin qui i defunti: si dice che in questo posto, tra i punti più sacri di tutta l’India, le pire siano al lavoro da oltre 10.000 anni! Si parte con il treno della notte per Bhopal alle 15.50; si utilizzano cuccette in carrozze dotate di aria condizionata, vengono fornite lenzuola pulite e coperte. 9°g.  12/1 Bhopal: escursione a Sanchi   L’arrivo a  Bhopal è previsto alle 7.35 del mattino. Ci si reca a Sanchi che dista 50 km; qui si trovano i famosi stupa, capolavori dell’arte Maurya costruiti nel II secolo a.C. dall’imperatore Ashoka, che era originario della vicina Vidisha. I grandi stupa sulla collina, considerevolmente restaurati dopo la riscoperta avvenuta nel XIX secolo da parte di militari britannici, conservano ancora le palizzate e le porte cardinali dei circuiti di circumambulazione originali. Sugli architravi delle porte magnifiche sculture rappresentano episodi delle vite precedenti del Buddha. Non lontano da  Sanchi ci si reca alle grotte di Udaygiri che rivelano una famosa rappresentazione di Varaha (Vishnu nella sua incarnazione in forma di cinghiale) e, nei pressi, si trova la colonna di Eliodoro, fatta erigere in onore di Vishnu da un ambasciatore alessandrino di Taxila (Pakistan) nel IX secolo a.C. per commemorare la sua conversione all’induismo. Rientrando, ci si ferma al villaggio di Vidisha dove si trovano alcuni imponenti resti di un grande tempio di epoca Gupta, successivamente trasformato in moschea. A Bhopal si alloggia presso l’hotel Palash Residency, un bel ‘Heritage hotel’ posto in posizione panoramica; questa cittadina è costruita intorno a due grandi laghi artificiali dominati dalla collina di Shamla, in cui la preponderante presenza musulmana è evidenziata dalle tre grandi moschee, la maggiore delle quali, Taj-ul-Masjid, è la più grande dell’India. 10°g.  13/1 Bhopal - Jalgaon – Ajanta   Si lascia Bhopal in treno alle 7.00 con arrivo a Jalgaon, che dista 420 km, alle 13.30. Giunti a destinazione si prosegue per Ajanta, che dista 52 km con un veicolo privato, che verrà utilizzato per tutto il resto del viaggio. Qui si alloggia presso la MTDC Tourist Bungalow dello Stato del Maharashtra, l’alloggio migliore disponibile. Ci si reca a visitare il sito di Ajanta, costruito tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., che rivela 30 grotte suddivise tra monasteri e 5 templi di preghiera. Le grotte di tradizione Hinayana sono piuttosto semplici e austere, mentre i 3 templi Mahayana e i monasteri di questa tradizione presentano stupendi affreschi, alcuni ottimamente preservati. Il sito rimase sconosciuto per secoli, e fu individuato per caso da dei coloni inglesi nel 1819. 11°g.  14/1 Ajanta – Aurangabad – Ellora   Si completa la visita di Ajanta e si parte per la cittadina di Aurangabad che dista 102 km, circa 2 ore di viaggio. In questa cittadina, che nel XVIII secolo fu la capitale del grande imperatore Moghul Aurangazeb, si assapora il fascino dell’India classica visitando il Bibi-ka-Maqbar, il “piccolo Taj Mahal” costruito dall’imperatore per Rabia-Ud-Durrani, sua prima moglie, e la piscina sacra di Pancakki dove, accanto alla tomba del santo sufi Baba Shah Muzaffar, ancora oggi è in funzione un mulino del XVII secolo. Sulle colline a nord del ‘Piccolo Taj’ ci si reca a visitare delle interessanti grotte di meditazione buddiste che risalgono al VI e VII secolo. Lasciata Aurangabad si prosegue per Ellora, che dista circa 30 km, dove si alloggia presso l’Hotel Kailash. 12°g.  15/1 Ellora   Giornata dedicata all’esplorazione dell’incredibile sito di Ellora i cui 34 templi rupestri scavati nella roccia vulcanica sono uno dei grandi capolavori artistici dell’India. Di questi, i 12 che appartengono alla tradizione buddista furono scolpiti tra il VII e il IX secolo, includono monasteri e cappelle con molte raffigurazioni statuarie e bassorilievi. Tra i 17 luoghi di culto induista, costruiti nello stesso periodo, spicca il tempio del Kailash, una celeberrima, gigantesca costruzione interamente ricavata cesellando la montagna. Vi sono infine 5 templi jainisti, costruiti tra il IX e il XII secolo, che ispirano per la loro semplicità e la grazia con cui sono state scolpite le figure del Mahavir e degli animali. 13°g.  16/1 Ellora – Lonavla   Lonavla dista 300 km, un viaggio che richiede 7 ore circa. Prima di arrivare ci si reca a visitare il sito di Bhaja, dove si trovano 18 grotte con alcune statue rupestri particolarmente belle che risalgono al II secolo a.C. Si alloggia presso l’hotel Sarovar Portico. 14°g.   17/1 Lonavla Mumbai (Bombay)   Nei  pressi di Lonavla ci si reca alle grotte di Karla che risalgono al II secolo a.C.; il tempio rupestre più interessante ha anche delle dimensioni ragguardevoli, profondo circa 40 metri e alto quasi 15, contiene uno stupa ed è ornato con 37 colonne e stupendi bassorilievi. Si prosegue per Mumbai, che dista circa 120 km. Nei pressi della città ci si reca a Kanheri, un sito immerso nel bel parco di Borivali, dove immersi in una stupenda natura si scoprono un gran numero di luoghi di preghiera cesellati nella scura roccia basaltica, con alcune rappresentazioni artisticamente raffinate tra cui spicca una celebre raffigurazione di Avalokiteshvara. A Mumbai si alloggia presso l'hotel Frivas. 15°g.  18/1 Mumbai e isola di Elephanta   Ci si reca con un traghetto che parte dal ‘Gate of India’ all’isola di Elephanta, che conserva alcuni dei templi rupestri più belli dell’India, tra cui splende una magnifica statua di Shiva nella forma di Trimurthi, i cui tre volti designano i ruoli divini di creatore, preservatore e distruttore, una rappresentazione scultorea di tale bellezza che sembra generare la presenza stessa della divinità. Tornati in città ci si reca alla casa di Gandhi e in alcuni interessanti siti che ci avvicinano all’anima di questa grande metropoli dell’India: la piscina sacra di Banganga, il tempio di Mahalakshmi e la moschea di Hanaji Ali. 16°g.  19/1 Mubai e volo di rientro La gran parte dei voli parte in tarda serata con arrivo il mattino successivo, si avrà così del tempo a disposizione per completare le visite indicate e per acquisti. Ci si reca quindi in aeroporto per l’imbarco. 17°g.  Domenica 20 gennaio, arrivo a destinazione   Elephanta Elephanta  
INDIA 2012: Kerala e Tamil Nadu
Periodo: 28 dic - 6 gen
La stagione è ideale con un clima piacevolmente caldo e secco; a Kovalam si hanno usualmente temperature tra i 24° e i 30°C. Per gli spostamenti si utilizza un comodo pulmino privato dotato di aria condizionata e gli hotel sono di buona qualità.     Il viaggio inizia da Kovalam, dove si sosta per cinque notti in un hotel che offre trattamenti ayurvedici posto su una spiaggia tra le più belle e pittoresche dell’India. Il Kerala infatti è anche conosciuto per la qualità della propria cultura ayurvedica, l’antica medicina indiana di cui oggi si stanno riscoprendo le eccellenti qualità e apprezzando i massaggi eseguiti con oli ed essenze profumate. Durante la permanenza in questo centro, oltre al piacere di fare dei bagni nell’oceano, nelle piscine e godersi il sole, si potranno così sperimentare i massaggi terapeutici o recarsi al vicinissimo villaggio di Kovalam, dove s’incontra un’atmosfera viva con anche tanti interessanti negozietti, o alla vicina capitale di Trivandrum, una città che offre l’atmosfera di un grande villaggio. Per la notte di Capodanno è prevista una grande festa sulla spiaggia con banchetto, spettacoli e fuochi d’artificio, divertente e di stile marcatamente indiano. Si lascia quindi Kovalam arrivando ad Allapay, dove si esplorano lagune, canali e mare interno utilizzando una comoda casa galleggiante su cui si pernotta si e consumano i pasti. Si prosegue quindi per la pittoresca città di Cocin, uno dei centri più interessanti del Kerala; anche qui si alloggia in un hotel che offre servizi di ayurveda. Si rientra da qui in Italia o si può proseguire con Ajit Singh Shekhawat per il Tamil Nadu. L’estensione nel Tamil Nadu segue un grande arco che porta inizialmente nella città di Madurai e da qui esplora l’intera regione risalendo gradatamente verso nord fino a Chennai. Nella descrizione del ‘Programma di viaggio’ sono riportati molti dettagli inerenti ai luoghi. In sintesi, si avrà l’opportunità di avvicinare il caleidoscopico e profondo mondo culturale di questa regione, che ha preservato nel modo più puro e intenso il cuore essenziale dell’induismo. Ci si immerge in una profusione di magnifici templi e luoghi santi dove da secoli affluiscono moltitudini di pellegrini e si potrà assistere a diverse coloratissime celebrazioni e rituali, oltre a esplorare luoghi meno conosciuti ma preziosi, tutto nel cotesto unico per vivacità umana che solo l’India può offrire. Alcune note sul Kerala Il Kerala è una lunga, verdissima striscia di terra situata sulla costa sud occidentale dell’India, dove la natura è molto rigogliosa: campi di riso, boschi di mango, di anacardi e palmeti di noci di cocco si alternano a fitte foreste tropicali che si estendono fino ai monti che ad oriente formano una barriera naturale separandola dal resto del subcontinente indiano. Questa peculiare conformazione ha contribuito a proteggere nel tempo la zona dalle invasioni e sconvolgimenti che hanno coinvolto la maggior parte delle altre popolazioni dell’India. Gli abitanti sono sempre stati protesi ai contatti via mare con il resto del mondo, e in Kerala vive tutt’ora una comunità di discendenti di palestinesi giunti qui 2000 anni or sono. La posizione dei porti del Kerala, situati sul lembo più meridionale dell’India a metà strada tra Europa e Cina, ne ha fatto un punto di incontro e scambi commerciali nei millenni: dai tempi più antichi, con fenici, romani, arabi e cinesi e quindi con le potenze coloniali europee. Ancora oggi i pescatori, per esempio, usano le reti costruite alla maniera cinese. Grazie a queste radici il Kerala offre un panorama culturale arricchito di una visione del mondo cosmopolita, dove nella matrice indiana si sono fusi tratti diversi. La storia ha fatto della gente del Kerala un popolo intraprendente e di viaggiatori, che ha saputo anche cogliere le opportunità offerte dalla grande estensione dell’impero britannico di cui era parte, formando comunità in varie parti del mondo. Il Kerala, nell’ambito dell’Unione Indiana, è stato costituito con gli attuali confini tra il ’56 e il ’57; vi venne eletto un governo locale molto incline allo sviluppo delle politiche sociali, tanto che qui il livello d’istruzione è tra i più elevati dell’India. Tutti i visitatori che vi si recano restano colpiti dall’atmosfera particolarmente rilassante data dall’ambiente naturale, dal clima e dalla pacatezza della gente. Alcune note sul Tamil Nadu Il Tamil Nadu è una parte dell’India dove l’influenza mussulmana è arrivata solo marginalmente, dove i riti arcaici dell’induismo si sono conservati in modo integro e si trovano i complessi templari più maestosi del subcontinente. Qui troviamo una miriade di siti di importanza storica e mistica, dalla città santa di Kanchipuram, che dal IX secolo è sede di un Acharya, ai templi dei pianeti dell’astrologia vedica. Da Madurai, Tirunchirapalli, Thanjavur, Swamimalai e Mahabalipuram: è un mondo ricco di interesse sia per la profondità dei miti e delle leggende, rese immortali nelle inimmaginabili rappresentazioni in pietra e sculture di gran pregio artistico che ornano con profusione i templi, che per la vivacità religiosa che si manifesta nelle cerimonie e nelle feste, e anche negli Ashram, come ad Auroville, nonché per la diversità culturale che riscontriamo a Pondicherry e nella regione di Chettinad. Il viaggio porta nella gran parte dei siti più belli seguendo un percorso che ne rivela alcuni dei luoghi più segreti.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 28 dicembre, partenza per Trivandrum in India   Per arrivare in Kerala Amitaba utilizza solitamente voli della Emirates, Jet Airways e Qatar; tutte queste compagnie dispongono anche di convenienti collegamenti per il ritorno, sia da Cocin che da Chennai per chi segue l’estensione. La maggior parte dei voli giunge a Trivandrum nelle prime ore del mattino successivo. Se si preferisse o fosse utile per motivi di scelta del volo utilizzare una data di partenza e/o di ritorno diversa Amitaba organizza tutto quanto necessario in funzione delle richieste dei viaggiatori: prenotazione volo e tutti i servizi a terra. 2°g.    29/12 Trivandrum – Kovalam   Arrivo a Trivandrum dove si viene ricevuti dal corrispondente locale di Amitaba; trasferimento presso l’hotel Uday Samudra a Kovalam, dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio. 3°g. – 6°g. (30/12 – 2/1/’13) Kovalam   Si trascorrono quattro giorni di tranquillo relax a Kovalam, per godere del clima tropicale, fare dei bagni o concedersi dei trattamenti di massaggio ayurvedico. Chi lo desidera può recarsi a visitare il villaggio di Kovalam, dove si trovano anche molti bei negozietti, o alla città di Trivandrum. La guida, Ajit Singh Shekhawat, potrà coordinare queste richieste. La sera del 31 dicembre si partecipa a una grande festa sulla spiaggia antistante l’hotel, con grandi varietà di cibi, spettacoli e a volte anche fuochi d’artificio, animata dalla spontanea e tranquilla allegria della gente. 7°g.  3/1 Kovalam – Allapay   Un piacevole viaggio attraverso la bella natura del Kerala utilizzando un pulmino privato porta in circa 4 ore ad Allepey (180 km), dove ci si sistema in una comoda House Boat, una casa galleggiante. Allepey è una cittadina dove si trovano alcuni templi e chiese cristiane, situata tra l’oceano e una miriade di laghi e fiumi d’acqua dolce contornati da una rigogliosa natura tropicale, dove sono ormeggiate le case galleggianti. Un gradevolissimo territorio da esplorare con la barca. 8°g.  4/1 Allapay – Cocin   Tornati all’approdo si raggiunge in pulmino la cittadina di Cochin, che dista circa 80 km, un gradevole viaggio di due ore circa. Posta sulle costa dell’oceano con una bella spiaggia tropicale ornata da un antico forte, Cochin rivela la natura cosmopolita del Kerala con la presenza di molte case di vecchio stile europeo, chiese e anche sinagoghe. Un luogo dove è gradevolissimo e rilassante anche solo passeggiare, curiosando tra mercatini e negozietti. Si alloggia all’hotel Fort House (http://www.hotelforthouse.com). Alla sera si assiste ad un programma di danze Kathakali, l’antica arte espressiva del Kerala. Per chi rientra: 9°g.  5/1 Cocin   Giornata a disposizione a Cochin; l’utilizzo della stanza è previsto anche per la notte di oggi. L’hotel è tranquillo e posto sul mare; vengono effettuati anche trattamenti ayurvedici e massaggi professionali. 10°g.  Domenica 6 gennaio, volo di rientro     Tamil Nadu Per chi si reca in Tamil Nadu 9°g.  5/1 Cocin – Madurai   Madurai dista 315 km, un percorso di circa 6 o 7 ore che consente di assaporare la bellezza dell’entroterra del Kerala. Oltre i monti che ne delimitano i confini si entra nel Tamil Nadu, un territorio molto più arido e di cultura più marcatamente induista. A Madurai ci si sistema presso l’hotel Fortune Pandiyan. Ci si reca al tempio di Menakashi dedicato al dio Shiva; ha una storia di 2000 anni che risale ai tempi della dinastia dei Panda, e la costruzione nella forma attuale con le quattro torri perimetrali decorate con migliaia di statue è dovuta alla dinastia dei Nayaks del XVI secolo. Vi si svolgono continuamente cerimonie religiose e rituali a cui è molto interessante assistere,  un luogo eccezionale per ammirare il colorato vigore induista; in particolare alla sera quando viene portata a spalla dai bramini con un seguito di devoti e tridenti fiammeggianti l’effige di Shiva per condurla tra il rullare di tamburi nel tempio della dea Parbati, sua consorte, per trascorrervi la notte. 10°g.  6/1 Madurai – Tiruchirapalli   Prima di lasciare la città si visita il palazzo di Tirumala Nayak, che impressiona per i grandi colonnati. Si parte quindi per Tiruchirapalli; sul percorso si sosta a Karaikudi, il villaggio principale della regione di Chettinad, una zona rurale che ha una storia particolare perché è la patria della comunità dei Nattukottai Chettiars, una ricca comunità di finanzieri che ramificò i propri interessi in tutta l’Asia. Questi benestanti personaggi hanno edificato un gran numero di dimore di classe, rivaleggiando tra loro e sviluppando un particolare stile, e molte di queste si possono oggi visitare, tra cui il palazzo di Kanadikathanm. Proseguendo, con un breve deviazione ci si immerge in un bucolico ambiente rurale arrivando allo sconosciuto tempio di Allankudi Ayenand: si entra in un bosco elfico dove un gran numero di bizzarre statue di cavalli e altri soggetti con anche alcune tematiche tantriche accompagnano ad un altare silvestre dove, oltre a statue più classiche, si vedono diversi ex voto. Giunti a Tiruchirapalli si alloggia presso l’hotel Sangam; la tappa è di circa 220 km. 11°g.  7/1 Tiruchirapalli – Thanjavur   Visita dell’imponente complesso templare (si potrebbe definirlo una città) di Sri Ranganathswamy, famoso per le 7 mura concentriche attorno al tempio centrale ornate da 21 torri, edificato tra il XIII e il XIV secolo. È un luogo molto frequentato da stuoli di pellegrini e nelle parti più esterne assomiglia quasi più a un mercato che a un luogo di culto; un insieme stupendamente indiano. Ci si reca successivamente a vicino monte di Arulmigu Thayumanasamy; solitamente si viene accolti da un ben decorato elefante, a ricordo di Ganesh, che per buon auspicio a chi vuole in cambio di una moneta tocca la testa con la proboscide – un rito che in Tamil è abbastanza frequente. Lungo le gradinate si trovano alcuni templi anche rupestri e dalla cima  si gode di una bella visuale verso la città e il tempio. Ci si trasferisce quindi a Thanjavur, che dista circa 65 km, dove si alloggia presso l’Ideal River View. 12°g.  8/1 Thanjavur – Swamimalai   Thanjavur è l’antica capitale della dinastia Chola; vi si trova il tempio shivaita di Brihadishwara edificato nell’XI secolo, che è stato paragonato per la maestosità della sua struttura alle cattedrali europee; dopo la visita ci si reca anche al Palazzo. Si prosegue per Swamimalai, che dista circa 40 km, dove si trova un tempio dedicato a Muruga (o Skanda), figlio di Shiva, che sorge su di una collinetta artificiale a cui si accede salendo 60 gradini che rappresentano il ciclo di sessant’anni. È uno dei 6 siti principali dedicati a Muruga ed è particolarmente significativo perché si dice essere il luogo dove egli diviene “guru” di suo padre, trasmettendogli il segreto del Pranava (l’Omkara – il suono primordiale) che Shiva aveva scordato. Una tradizione che simboleggia probabilmente una rivalutazione delle antiche tradizioni dravidiche rispetto a quelle ortodosse brahmaniche. Si alloggia presso l’hotel Indeco. Swamimalai è nel cuore di una regione tra le più affascinanti dell’India, che letteralmente pullula di siti di primario interesse con anche molti templi dedicati alle entità astrali. 13°g.  9/1 Swamimalai   La maggior parte dei siti più importanti è nei dintorni o nella vicina città santa di Kumbakonam. Tra i principali si visitano il Tirunageshwaram, luogo di culto del pianeta Rahu: l’influenza di Rahu e Ketu, ovvero delle eclissi, secondo l’astrologia può essere drammatica, e questo tempio è il sito più importante dove compiere gli appropriati riti di pacificazione. Si prosegue per Kanjanur Sukran, luogo di culto del pianeta Venere. Qui il dio Brahma ebbe la visione del matrimonio tra il dio Shiva e Parvati; in seguito il luogo divenne famoso per la il culto del pianeta Venere, simbolo della vita sessuale e della procreazione. Si visitano poi i siti di Alangudi (Giove), con il tempio di Sri Abathsagayeswara (ovvero ‘il signore che elargisce benedizioni’, caratteristica che rispecchia gli effetti del pianeta), e di Suryanal Koil, con il tempio dedicato al sole. Il dio Surya (Sole) è considerato dai devoti la divinità suprema del pantheon indù, nella sua iconografia sono raffigurati simbolicamente tutti i concetti fondamentali dell’astronomia e dell’astrologia, è considerato il principale pianeta ed è proprio Surya che conferisce agli altri pianeti le loro caratteristiche peculiari. Completa il percorso la visita del tempio vishvaita di Sri Sarangapani Swami. 14°g.  10/1 Swamimalai - Chidambaram – Pondicherry   Chidambaram dista circa 75 km; in questa località si trova il famoso tempio di Shiva Nataraja, il signore della danza cosmica che dà inizio, sviluppa e distrugge l’universo, e vi si celebra l’onnipervadente elemento dello spazio. Letteralmente Chidambaram significa ‘il fluire della coscienza’. Oltre a essere uno dei più bei complessi templari dell’India, questo luogo è importante nella tradizione vedica perché secondo i saggi custodisce l’invisibile lingam dell’etere. Il complesso è altrettanto famoso per il tempio di Gopuram dove è rappresentata la danza di bharatnathyam che riepiloga con le 108 posture di Nataraja lo sviluppo dell’universo; impressiona il visitatore anche la sala delle mille colonne. Completata la visita si prosegue Auroville, fondata nel 1968 attorno al Matrimandir secondo un progetto delineato dall’architetto francese Roger Arger; lo scopo è la realizzazione di una sorta di città ideale basata sui principi promulgati da Aurobindo. Si arriva quindi a Pondicherry (circa 80 km da Chidambaram); questa cittadina è stata un’enclave della Francia fino al 1954, quando è entrata a far parte dell’India indipendente, e nella zona vivono ancora circa 10.000 persone di origine francese e si riscontrano caratteri culturali unici. Si visita il celebre ashram di Aurobindo e il vicino tempio di Ganesh; si alloggia presso l’hotel Anandha Inn. 15°g.  11/1 Pondicherry - Kanchipuram – Mahabalipuram   Kanchipuram, situata a circa km 135 verso nord, è una delle 7 città sacre dell’induismo, famosa anche per la produzione della seta. Vi si trova un gran numero di templi; tra i principali vi sono quello di Ekambaranathar, dedicato all’elemento terra, il Vaikundaperumal, edificato tra il VII e il IX secolo, dedicato a Vishnu, il Kamakshiamman che risale al XV secolo, dedicato a Parvati, uno dei tre siti principali dell’India per il culto della Shakti, e il Varadarajaswami, anche questo dedicato a Vishnu, famoso per la grande sala sostenuta da cento pilastri e la qualità dei bassorilievi. Terminate le visite si prosegue per Mahabalipuram (65 km), antico porto della dinastia Chola; rinomata per la sua bella spiaggia, era conosciuta come la città delle 7 pagode. Si alloggia presso l’Ideal Beach Resort. 16°g.  12/1 Mahabalipuram – Chennai (Madras)   Mahabalipuram è famosa per i templi di piccole dimensioni, prototipi architettonici ideali in scala dei templi dravidici che sono stati presi a esempio per la costruzione dei complessi templari del sud India. Di particolare bellezza è il tempio di Shiva, costruito nel VII secolo, che sorge sulle sabbie di fronte all’oceano, dichiarato dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. In loco si trovano anche magnifici bassorilievi scolpiti sulla roccia, tra i quali la splendida e famosa rappresentazione della discesa della Ganga, uno dei bassorilievi rupestri più declamati, entrato a far parte del repertorio fotografico dell’India. Completate le visite ci si trasferisce a Chennai, un tragitto di circa un’ora, dove si alloggia presso l’hotel Radha Regent. Tempo permettendo, ci si reca a visitare il tempio di Kabaleeswar. 17°g. Domenica 13 gennaio, volo di rientro                                                                                                                                                                            Kerala
INDIA 2012: Festival del Rajasthan - Matasya, Dussehara e Marwar
Periodo: 20 ott - 4 nov
Il viaggio porta nella maggior parte dei siti più importanti e include molte stupende località fuori dagli usuali circuiti turistici; soprattutto, si partecipa a tre interessanti festival godendo del meglio che il coloratissimo folclore del Rajasthan offre ai visitatori culturalmente attenti: saremo presenti per il Matasya a Alwar, il Dussehara a Kota e il  Marwar a Jodhpur. Il percorso è molto completo. Si parte da Delhi seguendo un ampio anello che partendo verso sud per Alwar esplora le regioni orientali, ancora ricche di foreste, e quindi, sposandosi verso ovest, raggiunge gradatamente il deserto del Thar fino a Jaisalmer; da qui si riprende la via verso nord tornando via Bikaner e Mandawa a Delhi. Per gli spostamenti si utilizza un comodo veicolo privato dotato di aria condizionata con cui si segue l’intero circuito; si alloggia in hotel di qualità, di cui alcuni sono parte dell’esotico insieme degli “heritage hotels” indiani, di valore anche storico (il sito internet degli hotel è indicato nel programma). Il periodo autunnale in cui si svolge è la stagione migliore per una visita, con il clima secco e mite; Il festival di Matasya ad Alwar Il Matsya è una delle ricorrenze più importanti della pittoresca cittadina rajasthana di Alwar, che è stata capitale di un potente regno Rajput. Situata tra le verdi colline di Aravali, che preservano alcune zone ancora selvagge dove vivono ancora le tigri, è ornata da un bel lago e ricorda ad ogni sguardo il passato glorioso, con l’imponente forte di Bala Quila e i molti palazzi in stile Rajput. In questo bel contesto nel corso del festival si svolgono diversi eventi interessanti con competizioni sportive, mostre e molte rappresentazioni di musiche e danze in costume che vendono tenute per la maggior parte nella serata, tra le 7 e 10. Il festival di Dussehara a Kota Kota è stata parte del regno Rajput di Bundi e in epoca più recente si emancipò nel1624 aprincipato indipendente, motivo che la rende molto interessante anche da un punto di vista architetturale e storico. Il festival di Dushera è una ricorrenza molto sentita localmente, vibrante di energia e colore. La motivazione della celebrazione è mitica, si festeggia il trionfo del dio Rama sul demone Ravana, uno dei passaggi più forti e amati della grande saga del Ramayana. Lo scontro decisivo che portò al trionfo del bene viene rappresentato in forme teatrali che sono vissute in prima persona con entusiasmo dai partecipanti, e spesso sia i vecchi che i bimbi cantano lodi e slogan in sostegno al loro dio; il momento più atteso è l’intervento decisivo dell’esercito delle scimmie capitanato da Hanuman. Il punto culminante si ha quando vengono date alle fiamme le grandissime effigi dei demoni, costruite in bambù e carta che contengono anche mortaretti. A contorno di questo evento si svolge una grande fiera del bestiame e si tengono diversi eventi minori. Il festival di Marwar a Jodhpur Con la luna piena del mese indù di ashwin si svolge il festival di Mawar a Jodhpur, l’affascinante ‘città azzurra’ del Rajasthan, chiamata così per il colore della case dei quartieri vecchi situati attorno alla poderosa reggia di Mehrangarh. La parte principale della ricorrenza sono le rappresentazioni di musiche, danze e canti popolari eseguite in stile classico maand, che evocano la parte romantica della vita dei principi rajastani e le loro gesta eroiche. È una grande celebrazione dove si incontra il meglio delle tradizioni folcloristiche  di questa coloratissima regione dell’India.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 20 ottobre, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo. Se si preferisse o fosse utile per motivi di scelta del volo pernottare a notte a Delhi in andata e/o al ritorno (si suggerisce l’Ashok Country Resort) Amitaba organizza tutto quanto necessario in funzione delle richieste dei viaggiatori, incluso se richiesto una visita guidata della città. 2°g.  21/10 Delhi - Alwar   Arrivo a Delhi e accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba. Si parte per Alwar; la tappa è di circa255 km e richiede all’incirca 4 ore. Ad Alwar si alloggia presso l’Alwar Bagh. 3°g.  22/10 Alwar: festival di Matsya   Si dedica la giornata al festival e alle visite nella cittadina. 4°g.  23/10 Alwar – Kota   Oggi si percorre la più lunga tappa del viaggio: 335 km, che richiedono da 6 a 7 ore. All’arrivo si alloggia presso l’Umed Bhawan Palace. A Kota i principali elementi di interesse storico e artistico sono il Palazzo che ospita oggi un interessante museo con miniature e diversi reperti di arte Rajput e il Jag Mandir, un bel palazzo edificato nel 1740 da una maharani, posizionato su un’isoletta del lago artificiale di Kishore. 5°g.  24/10 Kota: festival di Dusshara   Si dedica la giornata al festival e alle visite nella cittadina. 6°g.  25/10 Kota – Menal – Bijapur   Si lascia Kota in direzione di Menal, un villaggio dove si trova il magnifico tempio shivaita di Mahanal che risale all’XI secolo con alcune parti dell’VIII.  Si prosegue per Bijapur,  un villaggio tradizionale di bellezza bucolica immerso in una natura stupenda, un luogo che consente un bell’incontro con la vita serena dei villaggi dell’india. Si alloggia presso il castello del XVI secolo dove risiede la famiglia di lignaggio nobile (Castle Bijapur, un “Heritage hotel” ). La tappa è di 295 km attraverso una regione dove la natura è molto bella; richiede approssimativamente 5 ore. 7°g.  26/10 Bijapur - Chittogarh – Udaipur   Cittorgarth conserva i resti di un immenso forte, il più celebre e cantato nelle saghe del Rajasthan per le sue vicende storiche, con le mura lunghe 5 chilometri che cingono un alto colle Giunti a Udaipur si alloggia presso il bellissimo Amet Haveli (una “Heritage Noble House”); la tappa è di circa 155 km e richiede da 3 a 4 ore.. 8°g.  27/10 Udaipur   Udaipur è una delle perle del Rajasthan, conosciuta come la “città dei laghi”, con il grandioso candido palazzo del Maharaja che si erge sulle acque. Si potrà percorrere in barca il lago Pichola, ai piedi del palazzo reale e dei Ghat, le scalinate per le abluzioni, visitando anche uno dei due palazzi lacustri, il Jag Mandir. Si completano le visite della città recandosi al palazzo del Maharaja ed al tempio di Jagdish. 9°g.  28/10 Udaipur – Ranakpur – Jodhpur   Si fa tappa a Ranakpur, un tempio jainista che risale al XV secolo di rara bellezza, con ben 1444 colonne cesellate ognuna in modo diverso con raffinatezza estrema disposte in 29 sale tenute con meticolosa pulizia, dove i sacerdoti lucidano anche le pietre dei pavimenti. Il complesso sorge in un’area naturale selvaggia, di una pace assoluta, tra i suoni di piccoli cimbali mossi dal vento. Si prosegue quindi per Jodhpur, conosciuta come la “città blu” per il colore delle sue case: il forte del XV secolo che si erge imponente sulla città custodisce il magnifico palazzo dei grandi principi Rajput della dinastia dei Rathore, tra i più rinomati dell’India. La tappa è di circa 300 km e richiede un massimo di 7 ore; si alloggia all’hotel Ratan Vilas (una “Heritage Noble House”). 10°g.  29/10 Jodhpur: festival di Marwar   Si dedica la giornata al festival e alle visite nella città. 11°g.  30/10 Jodhpur – Jaisalmer   Jaisalmer dista 285 km, un percorso che richiede da 5 a 6 ore. Questa magnifica città è la perla del deserto del Thar, cinta da mura di pietra color ocra si erge su di un colle e preserva pienamente il fascino della grandiosa capitale del deserto dei tempi passati. Si alloggia al Gorbandh Palace. 12°g.  31/10 Jaisalmer   Oltre al piacere di passeggiare tra le viuzze di una città fuori dal tempo, si potranno visitare gli Haveli più significativi, tra cui quelli di Salim Singh, Patwon e Nathmalji, il magnifico tempio jainista di Parswanath, che offre un incredibile esempio di qualità degli intarsi su pietra, con figure particolarmente belle di uomini ed animali, il forte e la cittadella. Nel tardo pomeriggio ci si reca alle dune di Sam, nel deserto del Thar circa 40 km ad ovest della città, dove chi lo desidera potrà fare  un’escursione con i cammelli. 13°g.  1/11 Jaisalmer – Bikaner   Si parte per Bikaner, una lunga tappa di 325 km attraverso il deserto rajasthano, che richiede al massimo 6 ore di guida. Ci si reca a visitare la fortezza di Junagarth, edificata nel XVI secolo, che contiene magnifici palazzi molti dei quali visitabili, e il tempio di Bhadeshwar. Si alloggia all’hotel Laxmi Niwas Palace. 14°g.  2/11 Bikaner – Mandawa   Nei pressi della città si sosta per una visita al tempio di Deshnok, dedicato alla figura di un mistico che incarnava la dea Durga dove si venerano anche i …topi, perché sono considerati reincarnazioni di devoti della dea. Mandawa dista da Bikaner circa 200 km, un trasferimento di circa 4 ore. Situata al centro della regione rajasthana di Shekhawati, ai margini del grande deserto del Thar, è una cittadina dove la modernità non è ancora giunta e offre la possibilità di visitare molti haveli, le tipiche magioni costruite dai nobili e dai mercanti con una profusione di dipinti e intarsi. Si alloggia all’hotel Castle (un “Heritage Noble Castle”). 15°g.  3/11 Mandawa – Delhi e volo di rientro   Delhi dista 260 km in direzione nord est, un trasferimento di 5 o 6 ore. Giunti nella capitale in funzione dell’orario di partenza del volo di rientro si va direttamente in aeroporto o ci si reca prima a fare un giro in città. Si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. 16°g.  Domenica 4 novembre, arrivo a destinazione
INDIA 2012: Yoga e misticismo, città sante di Haridwar e Rishikesh
Un incontro con le tradizioni dell'India
Periodo: 5 ago - 19 ago
Amitaba ha avuto l’opportunità di incontrare un certo numero dei grandi mistici di questa regione, soprattutto a seguito del grande raduno del Kumbhamela che si svolse qui ad aprile 2010. Il viaggio è giunto alla terza edizione, è stato ulteriormente sviluppato sulla base delle belle esperienze trascorse e fruisce dei contatti che sono stati coltivati in questi anni. Verrà focalizzato in modo particolare l’incontro con alcune importanti tradizioni spirituali viventi (Shakta, Natha, Shaktipat Mahayoga, Kriya Yoga e anche Jain e Sikh) visitando siti a esse legati e contattandone gli esponenti; si ricorda che gli incontri con le persone dedite alla vita spirituale non possono essere rigidamente fissati, potranno verificarsene di non pianificati e può succedere che qualcuno di quelli indicati non avvenga. Il viaggio prevede anche dello spazio per il relax, la pratica yoga, gli acquisti e la possibilità di terapie di massaggio. Dopo un interesssante tour di Delhi, dove il capogruppo presenterà i siti di maggior interesse spirituale, ci si reca a Haridwar dove si sosta per 6 notti e quindi a Rishikesh dove si sosta per 4. Si alloggia negli Ashram da noi già utilizzati per il Kumbhamela ad aprile 2010 e nelle due edizioni precedenti di questo viaggio: a Haridwar presso il Parmarth Ganesh Gyan Mandir Ashram, situato nella zona di Kankhal di fronte al tempio di Daksh dedicato a Parbati che è ritenuto uno più importanti della regione, posto a pochi metri dal Mahasamadhi di Anandamayi Ma. L’Ashram fa capo a Swami Chinmayananda, persona rispettata in tutta l’India per le sue qualità, tanto da aver detenuto per alcuni anni il ruolo di Ministro degli Interni. A Rishikesh si alloggia presso il Parmarth Niketan Ashram, condotto da Swami Chidanandaji, una figura nota sia come Maestro che per le molte opere di beneficienza da lui coordinate; l’Ashram si affaccia direttamente sul Gange, senza veicoli attorno. Entrambi gli Ashram fanno parte del novero dei più rinomati centri di pratica spirituale dell’India: sono puliti, ben organizzati, con stanze dotate di servizi igienici, impianti di raffreddamento dell’aria e vi si consumano pasti semplici ma igienicamente sicuri. Dopo il soggiorno a Rishikesh si rientra a Delhi recandosi direttamente in aeroporto per la partenza; per tutto il percorso e per le visite nella località di Haridwar e di Rishikesh si utilizza il medesimo veicolo, un comodo pulmino dotato di aria condizionata. Alcune note sulle principali tradizioni che si incontrano La tradizione Shakta La tradizione Shakta è legata al simbolismo della Dea come principio divino femminile o energia primordiale. I ‘luoghi di potere’ legati alla Shakti o Devi sono chiamati Shakti Pitha (Peeth); i praticanti Shakta sono principalmente focalizzati sull’aspetto dinamico della divinità. Le radici dello Shaktismo penetrano molto profondamente nella preistoria dell’India e dell’umanità in generale; troviamo tracce del culto della Dea Madre risalenti alla civilizzazione di Harappa - Mohenjo Daro, considerata precedente alla fase vedica. In seguito ci sarà una ri-emergenza del femminino nella tradizione induista sanscritizzata e brahmanica con culti come lo Sri Vidya e la tradizione Kaula. Nel tour già a Delhi si visitano dei siti molto importanti dello Shaktismo: nella zona chiamata Mehrauli, nel sud di Delhi, che era anticamente conosciuta come Yoginipura (la Città delle Yogini), ci si reca al tempio di Yogamaya che è uno dei pochissimi in India dove le sacerdotesse sono donne. Sempre a sud si visita il famoso Chchattarpur Shakti Peeth, dedicato alla dea Adya Katyayani (una delle dieci Mahavidya), che fu fondato dal mistico shakta contemporaneo Durga Charanuragi Baba Sant Sri Nagpalji Maharaj. Nagpalji aveva passato molti anni in Kashmir e nell’Himalaia immerso in pratiche ascetiche; si dice che la Dea stessa gli apparve ordinandogli di recarsi a Delhi in quella zona particolare e costruirle una dimora. E’ rimarchevole il fatto che lo Yogi riuscì in un periodo di meno di vent’anni a trasformare una regione semipaludosa in uno dei più grandi complessi templari dell’India, e questo nonostante l’opposizione politica delle autorità locali e l’assoluta mancanza di fondi. Lo Shakti Peeth è molto vasto e comprende il tempio di Adya Katyayani, un museo, la residenza del Maestro e il suo Samadhi (sepolcro) dove sono raffigurate le forme delle dieci Mahavidya e un’impressionante forma di Mahakali. Ancora a Delhi si visita anche un tempio di Kali vicino al famoso Birla Mandir. Sempre nell’ambito degli Shakti Pitha a Haridwar si alloggia nella zona di Kankhal, a pochi passi dall’ashram/samadhi della santa bengalese Sri Anandamayee Ma, che era considerata un avatar o incarnazione di Sri Devi stessa; qui l’arati serale in stile bengalese è molto suggestivo. Sempre a Haridwar ci si reca in uno dei più antichi Shakti Pitha in India, sulla vicina collina chiamata Neela Parvata (la Montagna Blu): si tratta del tempio di Sri Chandi Devi, che si raggiunge con la funivia; da qui si ammira dall’alto il Gange che si dipana attraverso le varie parti di Haridwar. Un altro Shakti Pitha importante a Haridwar è quello di Mansa Devi. Si dice che Chandi Devi e Mansa Devi siano sorelle e questi siti sono anche considerati dei Siddha Peeth, ovvero luoghi anticamente frequentati dai Siddha (Maestri Perfetti dotati di poteri miracolosi) dove i desideri dei devoti vengono realizzati. La tradizione Natha (Gorakhnathi) Questa è un’antica tradizione iniziatica, yogica e sciamanica fondata da Guru Gorakhnath (Gorakshanatha), discepolo del grande yogi Matsyendranatha, venerato anche dai Tibetani col nome di Luipa. La tradizione Natha ha radici antichissime ed è legata a culti pre-ariani e pre-vedici. Lo Hatha Yoga, molto conosciuto in occidente, si è sviluppato inizialmente nell’ambito di questa tradizione. Matsyendranatha è anche il fondatore della tradizione tantrica Kaula ed è l’autore del Kaulajnana Nirnaya. Con Gorakhnath la scuola è diventata più ascetica, pur mantenendo il suo carattere magico-sciamanico. A Haridwar si visita un’importante sede Natha chiamata ‘Bhesh Bhagavan’, ovvero ‘Il luogo sotto la roccia di Mansa Devi’. Qui anticamente c’era soltanto una grotta (guha) abitata dal grande Siddha Mast Nath, che si potrà visitare attraverso un tunnel dalla sala principale, dove si tiene l’arati di Gorakhnath. Avremo la possibilità di assistere alla cerimonia serale dell’arati tenuta da Sri Yogi Vilasnathji e dagli altri iniziati Natha presenti che al momento cruciale soffieranno nel loro fischio rituale di corno creando un effetto molto suggestivo e vagamente tribale. Un’altra caratteristica distintiva dei Natha sono le orecchie perforate con degli orecchini chiamati ‘Kundal’ che hanno valenza magica e si dice aprano tutte le nadi o canali sottili del corpo. La fase della perforazione delle orecchie è quella finale e irreversibile dell’iniziazione Natha, e vi si riscontra anche un simbolismo legato all’ ‘audizione mistica’. Al Bhesh Bhagavan nel 2011 si ebbe la preziosa opportunità di conoscere e intervistare Yogi Vilasnath che è l’autore di diversi libri oltre che artista e ha completato diverse difficili sadhana della scuola Nath. Yogi Vilasnath è discepolo del Maestro Natha Anandanath, del ramo Pantha Ayi della Nath Sampradaya, a cui Alberto è connesso tramite Yogiji col nome di Niranjananath. La tradizione dello Shaktipat Mahayoga Lo Shaktipat Mahayoga è una forma di Kundalini Yoga in cui questa energia viene risvegliata da una trasmissione effettuata da un maestro chiamata Shaktipat. Con riferimento a questa tradizione nel tour del 2011 abbiamo avuto la fortuna di passare una mezza giornata con un Maestro, Dr. Ravindra Kumar, che ci ha gentilmente concesso un’intervista, una sessione di pratica con lui e alla fine ci ha anche invitato a pranzo; si cercherà di ripetere quest’esperienza anche quest’anno. Ravindraji è autore di diversi libri in inglese sulle sue esperienze di risveglio della Kundalini. Era un accademico, professore di matematica in diverse università in Africa e negli Stati Uniti; il risveglio di Kundalini avvenne spontaneamente (ma aveva praticato a lungo yoga, meditazione e mantra) e in seguito visitò diversi Maestri e ottenne la trasmissione Shaktipat e l’autorizzazione a iniziare da un Maestro della linea di Vishnu Tirth Maharaj. Anche a Rishikesh si avranno contatti con esponenti dello Shaktipat Mahayoga e ci si reca a visitare lo Yogi Shree Peeth, l’ashram originario di Vishnu Tirth, conoscendo gli Swami attuali. Inoltre speriamo di poter incontrare Mataji, la consorte centenaria del leggendario Yogendra Vijnani, che era il Maestro di Vishnu Tirth, un grande Kundalini Yogi. Incontreremo Mita, la nipote di Vijnani, una persona molto interessante che è in contatto anche con Rudraji, un bravissimo insegnante di Hatha Yoga discepolo diretto del grande BKS Iyengar di Puna. A Haridwar si visita lo Shanti Mandir, che è l’ashram di Swami Nityananda, un altro Maestro Shaktipat discepolo del famoso Baba Muktananda. Kriya Yoga Nella tradizione Kriya cercheremo di incontrare la grande Yogini centenaria Sri Rani Ma che vive in ritiro nel suo Tapasthali Vatika ashram, nei pressi di Haridwar. Nel 2011 abbiamo avuto un bellissimo incontro con Rani Ma, che è discepola di Lahiri Mahashay, il guru del guru del famoso Paramahansa Yogananda. Speriamo di poter ripetere questa esperienza. Ovviamente quando si parla di personaggi ultracentenari non si può avere la garanzia di incontrarli, ma attualmente Rani Ma gode ancora di buona salute e negli ultimi tour è sempre stato possibile. Altre tradizioni: Jain e Sikh Nel corso del viaggio si avrà modo di visitare dei siti legati a due altre importanti tradizioni indiane: il Jainismo e il Sikhismo. A Mehrauli (sud di Delhi) si visita l’antico tempio Jain conosciuto come Dadabari, legato a un famoso yogi jainista, Sri Manidhari Jinachandra Suriji. Il tem