STORICO VIAGGI

GEORGIA

 

GEORGIA

La Georgia è incastonata tra le catene del Caucaso Minore e Maggiore, con 4 milioni di abitanti circa che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura ed hanno mantenuto, nonostante le vicissitudini dei secoli, una forte identità culturale, religiosa e linguistica. I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè, e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Nel corso della storia ha vissuto dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi in cui i Regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Già divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 ed il 1200 fu il centro della cultura cristiana caucasica; importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, conventi e basiliche, incorniciati dagli splendidi paesaggi creati da una natura spesso intatta e selvaggia. Un grande orgoglio dei georgiani, che vantano una grande tradizione di viticoltori, è che il vino fu prodotto qui per la prima volta al mondo.

Amitaba in Georgia organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze. Su richiesta dei nostri amici viaggiatori siamo anche disponibili ad organizzare viaggi su misura; per farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba che si trovano qui nello storico.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
GEORGIA E ARMENIA 2019: Le perle del Caucaso
Vestigia storiche, popoli, culture e bellezze naturali
Periodo: 13 ago - 24 ago
Il tour è molto completo, attraversa gli antichi percorsi carovanieri collegati alla Via della Seta per scoprire l’intreccio di culture, religioni e tradizioni. Dagli altopiani armeni alle selvagge vette georgiane, percorrendo valli e canyon che ci conducono ad architetture religiose di inestimabile pregio, fulcro della diffusione della cristianità, s’incontrano siti archeologici e musei che svelano la ricchezza storica e culturale di questi due Paesi. Si scoprono città scavate nella roccia con mirabile abilità, che ci portano a cogliere anche la vita quotidiana del passato, castelli e fortezze che hanno sfidato invasioni ed affrontato battaglie per stagliarsi ancora oggi in scenari naturali ineguagliabili. Ed anche il fervore di Erevan e Tbilisi, vivaci piccole capitali che aprono la vista su uno spaccato di storia ed architettura moderna, quasi in contrasto con le forti tradizioni. Nel corso del viaggio sarà anche molto bello constatare come la durezza della storia di questi popoli non sembra aver intaccato in alcun modo lo spirito di ospitalità ed amichevolezza delle persone. Nota tecnica I servizi erogati sono molto validi sia in Armenia che in Georgia, sia per gli alloggi che per il cibo. Gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, e il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio; anche in Georgia la cucina è ricca e gustosa, accompagnata dai rinomati vini locali, passione nazionale. Ci si sposta utilizzando automezzi privati di buona qualità e il clima ad agosto è ottimale per una visita, perché giova del caldo secco estivo senza avere temperature opprimenti: è il mese con minori precipitazioni e la temperatura massima prevista arriva a 30°c. Non sono necessari visti turistici di entrata per gli italiani. Una breve nota sull'Armenia L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande come circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Erevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito dell’evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio l’“Illuminatore”, che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate al confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo. Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria, attraverso le montagne, d’inverno e a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari, formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”. Oggi l’Armenia è uno stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia fornisce al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni con cui confina a sud est e che fu teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 – alla data di oggi è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU. Una breve nota sulla Georgia La Georgia, situata tra Russia, Mar Nero, Turchia, Azerbaigian e Armenia nella Regione Caucasica, è un paese incastonato tra le due catene del Caucaso Minore e Maggiore, storica terra di passaggio di potenze straniere e di mercanti lungo le Vie della Seta, con 4 milioni di abitanti circa, che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura e che hanno mantenuto nonostante le vicissitudini dei secoli una forte identità culturale, religiosa e linguistica. I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè, e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Situata in posizione geografica storicamente cruciale, la Georgia ha vissuto da sempre passaggi di dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi d’oro in cui i Regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Già divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 e il 1200 la Georgia fu centro della cultura cristiana caucasica, il periodo di David il Costruttore. Importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, conventi e basiliche sono incorniciati da splendidi paesaggi creati da una natura spesso ancora intatta e selvaggia. La cultura di questo piccolo ed affascinante paese è quindi antica e formata con influenze diverse. Dal 1991 la Georgia è uno stato indipendente e ha vissuto da allora per un decennio fasi alterne di pace e sicurezza e guerre intestine, fino alla Rivoluzione delle Rose (così chiamata per via dei fiori in mano ai manifestanti), un colpo di stato incruento nel 2003. Dal 2008, anno della guerra con la Russia per la contesa della regione dell’Ossezia del Sud, i confini tra Georgia e Russia sono chiusi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Martedì 13 agosto, volo per Erevan Per arrivare a Erevan, capitale dell’Armenia, vi sono diverse possibilità di volo; i collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, sono, per partenze da Milano Malpensa, alle 20.00 con Austrian Airlines per Vienna con arrivo alle 21.30; da qui si prosegue alle 22.20 con arrivo a Erevan alle 3.35 del mattino. Da Roma Fiumicino, con Aeroflot, la partenza è alle 14.20 con arrivo a Mosca alle 18.55; da qui si riparte per Erevan alle 20.40 con arrivo alle 0.30. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Tufenkian Historic Erevan (4*). Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 14/8 Erevan, visita della città La giornata è dedicata alla città di Erevan; s’inizia con la visita al Museo di Storia Armena che, attraverso eccezionali testimonianze archeologiche, ci introduce alle culture che hanno caratterizzato l’altopiano armeno dalla Preistoria al Medioevo. Quindi il sito di Erebuni, città-fortezza degli Urartu dell’VIII-VII secolo a.C, dove possenti mura racchiudono palazzi, ambienti produttivi e templi affrescati. Si visitano infine il Memoriale e il Museo del Genocidio Armeno che presenta, grazie a fotografie e documenti, i fatti avvenuti nel 1915/16. Cena di benvenuto in ristorante tradizionale. 3°g. 15/8 Erevan ed escursioni a Echmiadzin e Zvartnots Si proseguono le visite della città con il Matenadaran, archivio che custodisce documenti storici e manoscritti impreziositi da straordinarie miniature. Ci si dedica quindi alla scoperta di due siti iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, simbolo della cristianità del paese: Echmiadzin, cuore della Chiesa Apostolica Armena dove si visita la Cattedrale, costruita nel 301-303 da Gregorio l'Illuminatore, e Zvartnots, sito archeologico con le rovine datata al VII secolo di una tra le più belle cattedrali armene. Si rientra quindi nella capitale, dove si cena in un ristorante tipico; si percorrono circa 50 km. 4°g. 16/8 Erevan, escursione a Khor Virap, Noravank e alla Grotta di Areni Nella valle dell’Ararat, sul cui sfondo si staglia il biblico Monte dove secondo la tradizione sarebbe approdata l’Arca di Noè, si visita il monastero di Khor-Virap. La fondazione risale al IV secolo e la sua importanza è strettamente connessa con Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia. Si continuano le visite con il monastero di Noravank, centro religioso e culturale del XII secolo spettacolarmente arroccato su formazioni rocciose di origine vulcanica. Si completa con la Grotta di Areni dove scavi archeologici hanno riportato in luce testimonianze di frequentazione umana dal Neolitico all’Età del Rame, con le eccezionali scoperte della più antica scarpa conosciuta al mondo e di strutture per la produzione di vino risalenti ad oltre 6000 anni fa. Rientro nella capitale per la cena in ristorante tipico; si percorrono circa 240 km. 5°g. 17/8 Erevan – Garni – Geghard – Lago Sevan – Dilijan Ci si sposta verso est per raggiungere Garni, sito che presenta una continuità di occupazione dall’Età del Bronzo al Medioevo; si ammirano i resti della cittadella/fortezza, l’unico tempio pagano con la suggestiva architettura ellenistica eccezionalmente conservata in seguito alla cristianizzazione del Paese, residenze signorili e impianti termali. A nord-est di Garni, lungo la gola del fiume Azat, si visita uno dei migliori esempi di architettura medievale armena, il monastero rupestre di Geghard, capolavoro scavato nella roccia tra il IV e il XIII secolo e iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Ci si sposta da qui verso il lago Sevan, un vastissimo lago alpino che copre circa il 5% della superficie del Paese, dove si visita il monastero di Sevan risalente all’VIII secolo e posizionato spettacolarmente su una penisola al centro del lago. Si prosegue da qui per Dilijan, definita la “Piccola Svizzera”, una località immersa nelle foreste e costellata dalle tradizionali case con balconi in legno. Cena e pernottamento presso l’hotel Paradise (4*); la tappa è di circa 160 km. 6°g. 18/8 Dilijan – Haghartsin – Haghpat – Akhtala – Sadakhlo – Tblisi Visita del monastero di Haghartsin, recentemente restaurato, la cui origine si colloca tra il X e il XIII secolo. Costituito da una serie di chiese, il complesso divenne famoso come sede di un’importante scuola di musica. Si prosegue con la visita del complesso monastico di Haghpat, inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO come apice dell’architettura religiosa armena. Fondato nel X secolo, successivamente si ampliò fino ad includere oltre venti chiese, cappelle, torri campanarie, edifici accademici dove ci si dedicava agli studi umanistici e scientifici, biblioteche e refettori. Prossima tappa, Akhtala, un monastero circondato da mura difensive e fortificazioni, unico per gli affreschi in stile bizantino, collocato in una posizione scenografica che domina la valle. Da qui si raggiunge la frontiera armeno - georgiana e si prosegue per Tbilisi, la capitale del Paese, dove si alloggia presso l’hotel Aerton (4*). Cena in ristorante; la tappa oggi è di circa 240 km. 7°g. 19/8 Tblisi Giornata dedicata alla visita della capitale della Georgia. Tbilisi oggi è un importante centro industriale, commerciale e socio/culturale, situata strategicamente al crocevia tra Europa e Asia, lungo la storica Via della Seta. Ci attendono le attrattive più importanti, cominciando dalla città vecchia con la chiesa di Metekhi risalente al XIII secolo; la Fortezza di Narikala, il complesso di fortificazioni più antiche di Tbilisi datate al IV secolo; le suggestive Terme Sulfuree con architetture in stile ottomano; la Sinagoga e la Cattedrale di Sioni dove si trova la preziosissima Croce di Santa Nino, la santa più venerata della Georgia, realizzata coi suoi capelli intrecciati a rami di vite; la Basilica di Anchiskhati, la più antica chiesa cittadina risalente al VI secolo. Si completa con la visita al Museo Nazionale di Storia della Georgia e una passeggiata nel centro moderno, lungo il Corso Rustaveli realizzato nel XIX secolo, che prende il nome dal grande poeta georgiano del XII secolo Shota Rustaveli. Cena in ristorante con spettacolo folcloristico. 8°g. 20/8 Tblisi – Mtsketa – Kazbegi – Gudauri Si raggiunge Mtsketa nelle vicinanze di Tbilisi, l’antica capitale religiosa dove nel IV secolo Santa Nino convertì il paese al cristianesimo. Cuore spirituale della Georgia, vi si trovano alcune delle chiese più antiche e importanti del paese, iscritte alla lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si visitano la Chiesa di Jvari e la Cattedrale di Svetitskhoveli sotto cui, secondo la tradizione, sarebbe sepolta la tunica di Cristo. Pfoseguendo, si attraversano i bellissimi paesaggi dei monti del Grande Caucaso percorrendo la Strada Militare Georgiana fino a giungere a Kazbegi, situata in posizione spettacolare e dominata ad ovest dalla cima innevata dell’omonimo monte (5047 m) su cui si staglia la sagoma inconfondibile della chiesa di Gergeti. Da qui, utilizzando le jeep 4x4, si arriva alla Chiesa della Trinità, situata a 2170 mt di altezza: lo scenario vale il viaggio! Al termine delle visite si torna indietro di alcuni chilometri fino a Gudauri per la cena ed pernottamento, presso l’hotel Carpediem (3*); la tappa è di circa 190 km. 9°g. 21/8 Gudauri – Ananuri – Gori – Uplistsikhe – Akhalstsikhe Si ripercorre la strada in direzione sud per visitare Ananuri, un complesso che risale al XVII secolo costituito da due castelli collegati da mura di cinta turrite che circondano due chiese, un luogo che nel corso dei secoli è stato teatro di numerose battaglie ed invasioni. Da qui ci si sposta verso Gori, luogo di nascita di Josef Stalin, con una breve sosta al museo a lui dedicato. Si prosegue per Uplistsikhe, la più antica città rupestre esistente in Georgia, fondata nel I millennio a. C. lungo un ramo della Via della Seta. Si cammina lungo le strade antiche, tra palazzi reali, templi pagani e chiese cristiane. Si possono osservare un teatro scavato nella roccia ed il banco di una farmacia, i resti degli ampi granai ed i recipienti di terracotta per la conservazione del vino, un’immersione nella vita quotidiana dell’epoca. Si prosegue ancora verso sud attraverso la provincia di Samtskhe-Javakhetim, suggestiva per gli splendidi panorami, dalle foreste alpine alle pianure erbose, e per i molteplici spunti d’interesse culturale, arrivando ad Akhaltsikhe. Sistemazione e cena presso l’hotel Lpmsia (4*); la tappa è di circa 320 km. 10°g. 22/8 Akhalstsikhe – Khertvisi – Vardzia – Tskaltubo Si parte per la visita della città rupestre di Vardzia (XII secolo), che ha avuto un ruolo significativo nella vita politica, culturale, educativa e spirituale georgiana. Si tratta di un insediamento fatto scavare attorno al 1180 da Tamar, la grande regina figlia di Giorgio III, come ampliamento di una precedente fortificazione. La città si espanse fino ad ospitare cinquantamila abitanti, conta centoventi abitazioni costituite da oltre quattrocento ambienti ben identificabili, oltre a una decina di chiese. L'interno della Chiesa dell'Assunzione, affrescata intorno al 1185, è sopravvissuto al tempo. Proseguendo, si effettua una breve sosta alla fortezza del X secolo di Khertvisi, che ebbe un ruolo vitale nella difesa della regione grazie alla sua posizione strategica in alto sopra la confluenza dei fiumi. Proseguendo verso ovest si arriva a Tskaltubo, dove si pernotta e si cena presso l’hotel Spa Resort (3*); la tappa è di circa 260 km. 11°g. 23/8 Tskaltubo – Prometeo – Kutaisi – Gelati – Tbilisi S’inizia la giornata con la visita della grotta carsica di Prometeo, solcata da uno scenografico fiume sotterraneo navigabile. Ci si sposta poi verso Kutaisi, antichissima città che a più riprese ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della Georgia. Fu tra i centri più importanti dell’antica Colchide, una regione abitata da 4000 anni, famosa per essere stata la destinazione di Giasone e degli Argonauti in cerca del Vello d’Oro. Si visita il grande complesso monumentale di Gelati, Patrimonio dell’UNESCO, che sovrasta il panorama delle colline di Kutaisi, un luogo particolarmente emozionante per la spettacolarità dell’architettura medievale della Cattedrale, delle Chiese, dell’Accademia di Filosofia e per i magnifici affreschi e mosaici ancora ben conservati. Da qui si rientra a Tbilisi, dove si cena in un ristorante tipico e di pernotta nel medesimo hotel; la tappa è di circa 280 km. 12°g. Giovedì 24 agosto, volo di rientro Tempo libero fino alla partenza. Per chi rientra su Milano Malpensa il volo della Austrian Airlines parte da Tiblisi per Vienna alle 16.30 con arrivo alle 18.05; si prosegue alle 20.40 con arrivo alle 21.55. Per Roma Fiumicino la partenza di Aeroflot è alle 13.05 con arrivo a Mosca alle 14.50; si prosegue alle 16.40 con arrivo alle 19.35.
ARMENIA 2017: Perla del Caucaso; con estensione in GEORGIA
Un viaggio nella storia di popoli tenaci, tra le vestigia storiche e le bellezze naturali del Caucaso
Periodo: 20 ago - 28 ago
Estensione GEORGIA: vigneti, monasteri e montagne immacolate Per apprezzare appieno le bellezze inaspettate della regione caucasica è molto interessante l’estensione prevista in Georgia, un Paese di cui spesso si studia e conosce poco, uno dei tre piccoli stati (quattro col non ancora riconosciuto Nagorno Karabakh) che compongono questa regione ancora europea, ma geograficamente asiatica e storicamente più legata al vicino Oriente. La Georgia è un paese con una forte identità culturale, ma che ospita culture diverse, presenta paesaggi spettacolari ed è ornato di vestigia storiche molto interessanti. Si lascia l’Armenia andando a Tbilisi, una capitale che è crogiuolo di ricchi passati e anche di slancio verso il futuro, e si raggiungono dapprima le regioni del nord, fino alla imponente catena del Caucaso Maggiore, ricca di gole rocciose, villaggi sperduti tra monti sormontati da immacolati ghiacciai e piccole chiese su cocuzzoli fiabeschi: un paesaggio alpino di una volta, con il fascino esotico di leggende antiche, come quella di Prometeo. Quindi ci si reca al sud dove si trova la catena del Caucaso Minore, ricca di foreste, praterie e verdi valli impreziosite da antiche cittadelle, forti e monasteri di epoca medievale. Per completare il circuito si visita infine la regione orientale del Kakheti, famosa per i bei castelli, le residenze nobiliari, gli affascinanti villaggi e soprattutto per le colline di vigneti, che originano a ben 7.000 anni fa: un quarto delle varietà delle uve del mondo originano da qui e molti dei vitigni originali sono ancora oggi utilizzati dalle numerose aziende vinicole della zona, che vanta con giusto orgoglio il primato di essere il luogo di origine storica del vino. Nota tecnica I servizi erogati sono molto validi sia in Armenia che in Georgia, sia per gli alloggi (nel programma sono indicati i siti internet) che per il cibo. Gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, e il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio; anche in Georgia la cucina è ricca e gustosa, accompagnata dai rinomati vini locali, passione nazionale. Ci si sposta utilizzando automezzi privati di buona qualità e il clima ad agosto è ottimale per una visita, perché giova del caldo secco estivo senza avere temperature opprimenti: è il mese con minori precipitazioni e la temperatura massima prevista arriva a 30°c. Non sono necessari visti turistici di entrata per gli italiani. Una breve nota sull’Armenia L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande come circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Yerevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito dell’evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio "l'Illuminatore", che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate dal confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo. Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria, attraverso le montagne, d’inverno e a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari, formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”, di cui ricorre nel 2015 il centenario. Oggi l’Armenia è uno stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia fornisce al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni con cui confina a sud est e che fu teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 – alla data di oggi è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU. Una breve nota sulla Georgia La Georgia, situata tra Russia, Mar Nero, Turchia, Azerbaigian e Armenia nella Regione Caucasica, è un paese incastonato tra le due catene del Caucaso Minore e Maggiore, storica terra di passaggio di potenze straniere e di mercanti lungo le Vie della Seta, con 4 milioni di abitanti circa, che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura e che hanno mantenuto nonostante le vicissitudini dei secoli una forte identità culturale, religiosa e linguistica. I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Situata in posizione geografica storicamente cruciale, la Georgia ha vissuto da sempre passaggi di dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi d’oro in cui i Regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Già divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 e il 1200 la Georgia fu centro della cultura cristiana caucasica, sotto David il Costruttore. Importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, conventi e basiliche sono incorniciati da splendidi paesaggi creati da una natura spesso ancora intatta e selvaggia. La cultura di questo piccolo ed affascinante paese è quindi antica e formatasi su influenze diverse. Dal 1991 la Georgia è uno stato indipendente e ha vissuto da allora per un decennio fasi alterne di pace e sicurezza e guerre intestine, fino alla Rivoluzione delle Rose (per via dei fiori in mano ai manifestanti), un colpo di stato incruento nel 2003. Dal 2008, anno della guerra con la Russia per la contesa della regione dell’Ossezia del Sud, i confini tra Georgia e Russia sono chiusi.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 20 agosto, partenza per Yerevan   Per raggiungere Yerevan, capitale dell’Armenia, vi sono diverse possibilità; se ci si reca solo in Armenia il volo da noi suggerito è della Austrian che raggiunge l’Armenia via Vienna con collegamenti da Bologna, Firenze, Milano Malpensa (partenza 20,00 arrivo a Vienna alle 21.30), Roma e Venezia (per gli orari delle diverse connessioni contattare Amitaba); da Vienna si riparte per Yerevan alle 22.20. Per chi segue l’estensione, se si utilizza Austrian il rientro è eseguito con Lufthansa. 2°g.  21/8 Yerevan ed escursione a Echmiadzin e Zvartnots   L’arrivo è previsto alle 3.35; si viene ricevuti dal corrispondente locale e ci si trasferisce in hotel per riposare. Per tutte le notti a Yerevan si utilizzerà l’hotel Republica, un comodo 4*. La storia della capitale armena inizia nell’VIII secolo a.C. ma della città originaria è sopravissuta solo una piccola parte; in tempi recenti era preponderante lo stile dell’era sovietica ed oggi vi è un rifiorire di costruzioni più moderne. Verso le 10 ci si reca a Echmiadzin (18 km) – il Vaticano armeno che ospita anche la Santa Sede del Catolicos, capo supremo della Chiesa Armena. Si partecipa alla grande liturgia domenicale che inizia alle 11 e si visita la cattedrale. Rientrando si visitano le rovine della cattedrale di Zvartnots, perla d’architettura armena del VII secolo, sito dell’UNESCO. Tornati a Yerevan si effettua un giro della città e si pranza nel corso dell’escursione: Piazza della Repubblica, progettata secondo lo stile dell’architettura tradizionale, il palazzo del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, l'Ufficio postale centrale, la Galleria d’Arte, l’Opera del teatro e del balletto, il Parco della Vittoria con la statua di Madre Armenia, il Complesso sportivo e dei concerti, il ponte Kievyan, Baghramyan Avenue, il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Scienze, il Parlamento (Assemblea Nazionale), l’Unione degli Scrittori, il mercato della frutta, dove si può trovare la famosa frutta secca armena, e infine il Tsitsernakaberd, l’altura dove sono stati costruiti il Memoriale e il Museo delle vittime del Genocidio. Cena di benvenuto in un ristorante tipico. 3°g.  22/8 Yerevan: escursione a Garni e Geghard   Ci si reca in mattinata a Garni, 30 km ad est della città, dove si visitano la cittadella e il tempio pagano di Garni, un suggestivo monumento del periodo ellenistico, impressionante esempio dell’architettura antica armena. Si pranza in una casa locale dove si potrà partecipare alla preparazione del pane nazionale armeno, il "Lavash", che si cuoce in una stufa tradizionale posta sotto terra chiamata "tonir". A nord-est di Garni (10 km), nella valle superiore della gola del fiume Azat, si completa la giornata con la visita di un magnifico monumento d’architettura medievale armeno, il monastero di Geghard, iscritto nel patrimonio mondiale di UNESCO. Rientro nella capitale e cena in ristorante tipico. 4°g.  23/8 Yerevan - Khor Virap - Noravank – Goris   Inizia il viaggio verso sud est; dopo 45 km si arriva al monastero di Khor Virap. Il sito ha una storia ricca e  lunghissima, compresa tra il VII e il XVII secolo: si trova nella valle del monte biblico Ararat, sul quale la leggenda narra sia discesa l’Arca di Noè, e la sua importanza è legata alla figura di Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia e divenne il primo Catolicos (Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena). Si prosegue e sul percorso si sosta presso l’azienda vinicola di Areni per una degustazione del vino locale. Prima di giungere nella cittadina di Yeghengnadzor una breve deviazione porta al monastero di Noravank (84 km da Khor Virap), un grande centro religioso e culturale del XIII secolo il cui nome significa "Monastero Nuovo". Si trova in un luogo inaccessibile, immerso in un paesaggio stupendo. Dopo pranzo in una località rupestre vicino al monastero si transita da Yeghengnadzor e si arriva con gli ultimi 115 km di guida a Goris, dove si cena e si alloggia presso l’hotel Mirhav. 5°g.  24/8 Goris - Monastero di Tatev - Khndzoresk – Karahunje - Jermuk   Nelle regioni sud orientali dell’Armenia Goris è il punto di partenza per visitare tre interessantissimi siti. Si inizia con il monastero di Tatev (32 km) che si raggiunge utilizzando una funivia. E’ un sito UNESCO, una delle gemme dell’architettura medievale dell’Armenia, situato in uno scenario fantastico: gola profondissima, picchi montani e rocce selvagge che ne hanno fatto un convento inaccessibile. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue per Khndzoresk, anche questo situato nei pressi del confine con il Nagorno-Karabakh - un villaggio rupestre insediato già dai tempi preistorici, che venne usato anche come nascondiglio durante le ribellioni indipendentiste del XVIII secolo. Si continua poi oltre Goris verso Karahunje, l’antico osservatorio astronomico situato ad est del paese che risale al VI millennio a.C., che alcuni hanno voluto chiamare “la Stonehenge armena”. Si trova a 1770 metri sopra il livello del mare e occupa 7 ettari di territorio, si compone di 223 lastre di basalto di cui 84 hanno delle aperture lunghe 4 - 5 centimetri mirabilmente intagliate nella pietra. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti molti petroglifi e graffiti che indicano un grande interesse per l’astronomia. Si prosegue per Jermuk, località termale della regione meridionale armena di Vayots Dzor; si alloggia presso l’albergo Armenia. 6°g.  25/8 Jermuk - Caravanserraglio di Selim - Noratus - Lago Sevan   A Jermuk ci si reca alla cascata di Mermaid. Si torna quindi fino a Yeghengnadzor (74 km) e prosegue verso nord per 30 km arrivando al passo di Selim, conosciuto anche come passo di Vardenyats, storicamente uno dei possibili passaggi della Via della Seta. Si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; gli armeni storicamente partecipavano al commercio internazionale con i propri prodotti esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro, ecc. Si prosegue poi per il vasto Lago Sevan, che copre il 5% della superficie dell’Armenia ed è posto a 2,000 metri sopra il livello del mare; si raggiunge dopo 64 km la piccola penisola del bordo meridionale dove si trova il cimitero medioevale di Noratus, che preserva la più grande collezione di khachkars (croci su pietra) dell’Armenia, risalenti dal VII al X secolo. Si segue infine la costa passando dalla località di Sevan, la più popolare località di villeggiatura ai bordi del grande lago, e proseguendo per un tratto lungo la costa settentrionale si arriva all’hotel Avan Marak Tspatagh, posto in posizione panoramica. 7°g.  26/8 Lago Sevan - Dilijan - Goshavank – Sanahin - Haghpat - Dzoraget   Dal lago Sevan si prosegue verso nord ovest fino a Dilijan. uno dei luoghi di villeggiatura più famosi dell’Armenia: da queste parti si dice che: "Se il paradiso avesse delle montagne, boschi e sorgenti minerali, sarebbe proprio come Dilijan"; la località viene anche chiamata "Piccola Svizzera Armena". Da qui, con una deviazione di circa 20 km si raggiunge il monastero di Goshavank (XII o XIII secolo), che fu fondato da un famoso personaggio medievale, Mkhitar Gosh, autore del primo Codice armeno, un sito famoso anche per la rarissima croce-pietra armena che vi è conservata. Si pranza in un ristorante locale. Si prosegue quindi verso Dzoraget, nella regione del Lori, con una sosta ai monasteri di Sanahin (966 d.C.) e Haghpat (976 d.C.), ritenuti tra le opere più belle dell’architettura medievale armena ed entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. I dettagli architettonici e le decorazioni dei monumenti hanno molto in comune e si ha motivo di supporre che siano stati creati da architetti della stessa scuola. Cena e pernottamento presso l’hotel Avan Dzoraget. Per chi rientra 8°g.  27/8 Dzoraget – Saghmossavank – Fortezza di Amberd  - Yerevan   Partenza presto da Dzoraget verso nord e la vicina frontiera.  Lasciati al confine georgiano i compagni di viaggio che proseguono col programma “Georgia” si riparte verso sud e la capitale, che dista circa 200 km, sostando al monastero di Saghmossavank; risale al XIII secolo e il suo nome significa "Monastero dei Salmi", è posto sopra la spettacolare gola di Qasagh e dal sito si gode di una bellissima vista su tutta la gola e fino al monte Ararat a sud. Proseguimento per Amberd (c.a. 55 km a nord ovest) chiamata la "fortezza tra le nuvole" per la posizione a 2300 mt di quota sulle pendici del Monte Aragats (che è la cima più alta in Armenia, di 4095 mt – infatti l’Ararat, la vetta sacra per gli armeni alta 5137 mt e ben visibile da Yerevan, è oltre il confine meridionale in Turchia). Rientro nella capitale, cena di arrivederci in ristorante tipico, pernottamento presso il medesimo hotel dell’arrivo e trasferimento nella tarda notte all’aeroporto internazionale. 9°g.  Lunedì 28 agosto, volo di rientro   Il volo della Austrian parte alle 4.25 con arrivo alle 6.25 a Vienna; da qui si riparte per le diverse destinazioni: Bologna, Firenze, Milano Malpensa (7.50 – 8.35), Roma e Venezia (per gli orari delle connessioni contattare Amitaba). Per chi prosegue con il programma “Georgia: vigneti, monasteri e montagne immacolate” 8°g.  27/8 Dzoraget - Tbilisi   Partenza da Dzoraget in direzione del confine settentrionale con la Georgia. Lasciati i compagni di viaggio che rientrano verso Yerevan, e cambiato il mezzo di trasporto alla frontiera georgiana, si riparte verso nord e la capitale Tbilisi: circa 100 km, due ore di strada. Tbilisi, fondata nel V secolo e situata lungo la Via della Seta, fu nei secoli contesa da vari imperi e potenze rivali. Passeggiata nella città vecchia, ricca di basiliche, moschee e sinagoghe, compresa la Cattedrale di Sioni, e lungo il Corso principale, intitolato al poeta nazionale Rustaveli. Visita al Museo Nazionale. Se il tempo e le condizioni lo permettono, salita con la funivia per la visita alla fortezza Narikala, risalente alla dominazione persiana del IV secolo. Cena in ristorante tipico georgiano e pernottamento al Mercure Hotel, o similare, 4 stelle. 9°g.  28/8 Tbilisi – Mtskheta – Ananuri - Kazbegi – Stepantsminda   In mattinata si parte in direzione nord ovest per Mtskheta (25 km), che fu capitale del Regno della Georgia nel terzo secolo prima di Cristo ed è il centro religioso e culturale della Georgia. Qui si visitano due siti Patrimoni Mondiali dell’Unesco: la chiesa Monastero di Jvari, un vero capolavoro architetturale del primo periodo medievale, situata in un punto che domina dalla cima di una collina la confluenza dei fiumi Aragvi e Mtkvari; e la Cattedrale Svetitskhoveli (letteralmente “La colonna che dà vita”), chiesa principale di Mtshkheta e luogo sacro dove sono conservate le vesti di Cristo. Si visita poi la parte antica della città situata al di là del fiume, con gli scavi archeologici comprendenti rovine dei palazzi reali, i bagni romani, le tombe dei nobili e governanti del periodo precristiano. Si prosegue poi verso nord seguendo la famosa Strada Militare Georgiana, attraverso la catena montuosa del Caucaso Maggiore, un percorso utilizzato nei millenni e celebrato da poeti e scrittori, che tra paesaggi aspri e scoscesi conduce fino a Gudauri (120 km), stazione sciistica, non prima però di aver fatto una sosta a Ananuri, affascinante cittadella del XIII – XVI secolo posta in posizione dominante sul lago artificiale di Zhinvali. La strada, magnifica da Gudauri lungo il Fiume Tergi, porta poi a Kazbegi, vicino al confine con la Russia. Il mitico Monte Kazbegi, la più alta cima della Georgia, è un vulcano spento di 5047 mt, noto anche per la leggenda che voleva l’eroe Prometeo incatenato sulla sua vetta come punizione per aver rubato il fuoco agli dei. Da qui con un fuoristrada si raggiunge la chiesa di Stepantsminda, o chiesa della Santa Trinità di Gergeti, a 2170 mt di quota, raggiungibile in alternativa con una facile passeggiata di massimo due ore. Il paesaggio montano è di grande bellezza e purezza ed è per questo divenuto il simbolo georgiano; in estate le valli scoscese ammantate di foreste offrono lo spettacolo dei pascoli fioriti. Cena e pernottamento a Stepantsminda, al panoramico Rooms Kazbegi Hotel. 10°g.  29/8 Stepantsminda – Uplistsikhe – Gori – Borjomi - Akhaltsikhe   Si riparte in direzione sud verso la città di Gori, luogo natale di Stalin, a cui è dedicato un museo. Si prosegue poi in direzione ovest lungo la Via della Seta per l’antichissima città rupestre di Uplistsikhe, le cui origini risalgono alla preistoria e i cui resti più recenti giungono fino al tardo Medio Evo; è il più antico insediamento della Georgia, molto interessante da esplorare, con alcune delle abitazioni rupestri con i soffitti a volta, ammirevole per la combinazione di stili diversi e la co-esistenza di architettura pagana e cristiana. Si continua sempre verso est per 102 km attraverso la splendida regione del Samtskhe Javakheti, con magnifici paesaggi, transitando da Borjomi, famosa per le sue fonti e il suo parco, dove si potrà assaggiare l’acqua minerale ed arrivando infine alla bella cittadina di Akhaltsikhe, dove si alloggia presso l’hotel Gino Rabati, all’interno delle mura antiche. 11°g.  30/8 Akhatstikhe – Sapara – Vardzia – Tbilisi   Il percorso di oggi porta tra i paesaggi spettacolari della regione più meridionale della Georgia a ridosso della Turchia. Da Akhaltsikhe, dopo aver visitato lo splendido monastero di Sapara (IX secolo), situato in modo ardito a picco su un dirupo, si lasciano le foreste e le praterie alpine per i brulli e selvaggi canyon dalla regione di Vardzia (60 km). Si visita la fortezza di Khertvisi, una delle più antiche della Georgia: origina dal II secolo e la chiesa dal 985, con le attuali mura del 1354. Si continua quindi lungo la valle, incontrando le dimore rupestri medievali di Getsunda e dopo circa 15 km in tutto si arriva all’impressionante monastero rupestre di Vardzia, ricavato scavando le rupi del monte Erusheti lungo le rive del fiume Mtkvarila. In origine il complesso contava oltre 3.000 grotte e poteva contenere 50.000 persone. Dopo aver pranzato in una dimora familiare, si torna fino a Tbilisi, un bel percorso in direzione est di circa 200 km lungo cui si costeggiano il lago di Paravani e la riserva idrica di Tsalka. Cena in ristorante tradizionale e pernottamento all’Hotel Mercure o similare. 12°g.  31/8 Tblisi – Regione di Kakheti (Sighnaghi – Velistsikhe – Gavazi - Telavi)   Dalla capitale si parte alla volta del Kakheti, la patria del vino georgiano, dove il clima è più mite. Dopo 100 km e un paio d’ore di strada si arriva a Sighnaghi, forse la più ridente cittadina del Kakheti, conosciuta come “città dell’amore” e “città reale”, crocevia della Via della Seta, circondata da alte mura difensive con ben 23 torri, da cui godere splendidi panorami sui monti caucasici. Si visitano poi a Velistsikhe delle antiche cantine, dove avviene ancora la vinificazione tradizionale con vecchie giare di terracotta. Si pranza nella casa di un contadino, dove si potranno assaggiare alcuni piatti fatti in casa tra cui il pane tipico georgiano “puri”, il dessert nazionale churchkhela e differenti tipi di squisiti vini locali. Ci si reca poi, se i monaci ce lo permettono, a visitare la vicina cattedrale di Alaverdi, un esempio magnifico di architettura medievale georgiana dell’XI secolo. A Telavi, il centro storico e amministrativo della regione, qualche chilometro più in là, si passeggia nelle affascinanti viuzze della vecchia città fino al monumento a Erekli II. Cena e pernottamento presso lo Chateau Mere a Telavi. 13°g.  1/9 Telavi –  Gremi – Nekresi - Kvareli - Tsinandali – Tbilisi   Da Telavi si prosegue il circuito nella splendida regione dell’est georgiano, visitando il complesso architetturale di Gremi, residenza reale e capitale del Regno di Kakheti nel XVI secolo, il Museo Regionale e il vicino Monastero di Nekresi, altro bell’esempio di antica architettura georgiana immerso in uno splendido bosco, da cui la vista spazia sulla valle e i vigneti sottostanti. Pochi chilometri oltre Nekresi si giunge alla cittadina di Kvareli, per visitare un deposito di vino famosissimo durante l’Impero Sovietico, dove pranziamo. Si prosegue attraverso paesaggi di dolci, verdi colline e vigneti fino a Tsinandali, la residenza dei duchi di Georgia, con un bellissimo giardino all’inglese, un museo e la cantina di vini che appartenne al principe Chavchavadze, poeta e personaggio pubblico nel XIX secolo. Si lascia quindi la “patria del vino” tornando a Tiblisi seguendo la bella strada che attraversa il passo di Gombori’. 14°g.  Domenica 2 settembre, volo di rientro   Trasferimento all’aeroporto di Tbilisi per volo di rientro; per chi è giunto a Yerevan con Austrian si utilizza il volo Lufthansa che parte alle 4.35 che arriva a Monaco alle 6.45; per gli orari delle diverse connessioni per l’Italia contattare Amitaba.
ARMENIA 2016, perla del Caucaso; con estensione in GEORGIA
Un viaggio nella storia di popoli tenaci, tra le vestigia storiche e le bellezze naturali del Caucaso
Periodo: 13 ago - 21 ago
Georgia, Kazbebi Georgia, Ananuri Georgia, Sighnagi Estensione GEORGIA: vigneti, monasteri e montagne immacolate Per apprezzare appieno le bellezze inaspettate della regione caucasica è molto interessante l’estensione prevista in Georgia, un Paese di cui spesso si studia e si conosce poco, uno dei tre piccoli stati (quattro col non ancora riconosciuto Nagorno Karabakh) che compongono questa regione ancora europea, ma geograficamente asiatica e storicamente più legata al vicino Oriente. La Georgia è un paese con una forte identità culturale, ma che ospita culture diverse, presenta paesaggi spettacolari ed è ornato di vestigia storiche molto interessanti. Si lascia l’Armenia andando a Tbilisi, una capitale che è crogiuolo di ricchi passati e anche di slancio verso il futuro, e si raggiungono dapprima le regioni del nord, fino alla imponente catena del Caucaso Maggiore, ricca di gole rocciose, villaggi sperduti tra monti sormontati da immacolati ghiacciai e piccole chiese su cocuzzoli fiabeschi: un paesaggio alpino di una volta, con il fascino esotico di leggende antiche, come quella di Prometeo. Quindi ci si reca al sud dove si trova la catena del Caucaso Minore, ricca di foreste, praterie e verdi valli impreziosite da antiche cittadelle, forti e monasteri di epoca medievale. Per completare il circuito si visita infine la regione orientale del Kakheti, famosa per i bei castelli, le residenze nobiliari, gli affascinanti villaggi e soprattutto per le colline di vigneti, che originano a ben 7.000 anni fa: un quarto delle varietà delle uve del mondo originano da qui e molti dei vitigni originali sono ancora oggi utilizzati dalle numerose aziende vinicole della zona, che vanta con giusto orgoglio il primato di essere il luogo di origine storica del vino. Nota tecnica I servizi erogati sono molto validi sia in Armenia che in Georgia, sia per gli alloggi (nel programma sono indicati i siti internet) che per il cibo. Gli armeni sono molto orgogliosi della loro cucina, e il piacere di sperimentarla è parte delle gioie del viaggio; anche in Georgia la cucina è ricca e gustosa, accompagnata dai rinomati vini locali, passione nazionale. Ci si sposta utilizzando automezzi privati di buona qualità e il clima ad agosto è ottimale per una visita, perché giova del caldo secco estivo senza avere temperature opprimenti: è il mese con minori precipitazioni e la temperatura massima prevista arriva a 30°c. Non sono necessari visti turistici di entrata per gli italiani. Una breve nota sull’Armenia L’Armenia, situata nella bellissima regione del Caucaso meridionale, è grande come circa un decimo dell’Italia ed ha una popolazione che supera di poco i 3 milioni di abitanti. Ha una storia antichissima e la sua capitale Yerevan è tra le poche antiche città del mondo di cui si conosce con esattezza la data di origine: l’iscrizione in caratteri cuneiformi che venne qui rinvenuta indica nell’estate del 782 a.C. la sua fondazione da parte del Re di Urartu, Arghishti I, che la battezzò col nome di Erebuni. Fu anche il primo stato ufficialmente cristiano della storia a seguito della evangelizzazione nel IV secolo di Gregorio l’“Illuminatore”, che divenne il primo Catolicos, o Patriarca Supremo della chiesa apostolica armena. In tempi più recenti le vicende furono legate dal confronto tra i potenti imperi ottomano e persiano, con alterne vicende fino alla conquista russa a metà del XIX secolo. Il momento più traumatico per gli armeni fu però il fatidico 1915, quando nel corso del primo conflitto mondiale gli ottomani ordinarono la deportazione di tutti gli armeni nell’est della Siria, attraverso le montagne, d’inverno e a piedi, un’azione che fu messa in atto molto crudelmente da truppe e milizie irregolari, formate in gran parte dai curdi, nemici storici degli armeni: quello che il mondo conosce come il “genocidio armeno”. Oggi l’Armenia è uno stato indipendente, pacifico e bello da visitare; lo strascico della storia si evince dai confini chiusi con Turchia e Azerbaigian e dal supporto che l’Armenia fornisce al Nagorno-Karabakh, la regione abitata in prevalenza da armeni con cui confina a sud est e che fu teatro dei conflitti di secessione dall’Azerbaigian tra il 1988 e il 1994 – alla data di oggi è uno stato non ancora riconosciuto dalla comunità internazionale anche per le pressioni della componente islamica dell’ONU. Una breve nota sulla Georgia La Georgia, situata tra Russia, Mar Nero, Turchia, Azerbaigian e Armenia nella Regione Caucasica, è un paese incastonato tra le due catene del Caucaso Minore e Maggiore, storica terra di passaggio di potenze straniere e di mercanti lungo le Vie della Seta, con 4 milioni di abitanti circa, che vivono ancor oggi in prevalenza di agricoltura e che hanno mantenuto, nonostante le vicissitudini dei secoli, una forte identità culturale, religiosa e linguistica. I georgiani si considerano discendenti di Kartlos, pronipote di Noè e chiamano la loro nazione Saqartvelo, la terra dei Kartveli, mentre Georgia deriverebbe dalla parola persiana Gurj. Situata in posizione geografica storicamente cruciale, la Georgia ha vissuto da sempre passaggi di dominazioni diverse (greci, arabi, turchi selgiuchidi, mongoli, persiani, russi) intervallate da periodi d’oro in cui i Regni locali resistettero ad invasioni, assedi e stermini. Già divenuto nel IV secolo il secondo stato cristiano della storia, dopo l’Armenia, tra il 1000 e il 1200 la Georgia fu centro della cultura cristiana caucasica, sotto David il Costruttore. Importanti vestigia di quest’epoca d’oro sono ancor oggi disseminate in tutto il paese: cittadelle, fortificazioni, torri, castelli, monasteri, conventi e basiliche sono incorniciati da splendidi paesaggi creati da una natura spesso ancora intatta e selvaggia. La cultura di questo piccolo ed affascinante paese è quindi antica e formatasi su influenze diverse. Dal 1991 la Georgia è uno stato indipendente e ha vissuto da allora per un decennio fasi alterne di pace e sicurezza e guerre intestine, fino alla Rivoluzione delle Rose (per via dei fiori in mano ai manifestanti), un colpo di stato incruento nel 2003. Dal 2008, anno della guerra con la Russia per la contesa della regione dell’Ossezia del Sud, i confini tra Georgia e Russia sono chiusi.   Tatev Garni Geghard PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 13 agosto, partenza per Yerevan Per raggiungere Yerevan, capitale dell’Armenia, vi sono diverse possibilità; se ci si reca solo in Armenia, il volo da noi suggerito è quello della Austrian che raggiunge l’Armenia via Vienna con collegamenti da Bologna, Firenze, Milano Malpensa, Roma e Venezia (per gli orari delle diverse connessioni contattare Amitaba); da Vienna si riparte per Yerevan alle 22.20. Per chi segue l’estensione, se si utilizza Austrian, il rientro è eseguito con Lufthansa. 2°g.  14/8 Yerevan ed escursione a Echmiadzin e Zvartnots   L’arrivo è previsto alle 3.35; si viene ricevuti dal corrispondente locale e ci si trasferisce in hotel per riposare. Per tutte le notti a Yerevan si utilizzerà l’hotel Republica, un comodo 4*. La storia della capitale armena inizia nell’VIII secolo a.C. ma della città originaria è sopravissuta solo una piccola parte; in tempi recenti era preponderante lo stile dell’era sovietica ed oggi vi è un rifiorire di costruzioni più moderne. Verso le 10 ci si reca a Echmiadzin (18 km) – il Vaticano armeno che ospita anche la Santa Sede del Catolicos, capo supremo della Chiesa Armena. Si partecipa alla grande liturgia domenicale che inizia alle 11 e si visita la cattedrale. Rientrando si visitano le rovine della cattedrale di Zvartnots, perla d’architettura armena del VII secolo, sito dell’UNESCO. Tornati a Yerevan si effettua un giro della città e si pranza nel corso dell’escursione: Piazza della Repubblica, progettata secondo lo stile dell’architettura tradizionale, il palazzo del Governo, il Ministero degli Affari Esteri, l'Ufficio postale centrale, la Galleria d’Arte, l’Opera del teatro e del balletto, il Parco della Vittoria con la statua di Madre Armenia, il Complesso sportivo e dei concerti, il ponte Kievyan, Baghramyan Avenue, il Palazzo Presidenziale, l’Accademia delle Scienze, il Parlamento (Assemblea Nazionale), l’Unione degli Scrittori, il mercato della frutta, dove si può trovare la famosa frutta secca armena, e infine il Tsitsernakaberd, l’altura dove sono stati costruiti il Memoriale e il Museo delle vittime del Genocidio. Cena di benvenuto in un ristorante tipico. 3°g.  15/8 Yerevan: escursione a Garni e Geghard Ci si reca in mattinata a Garni, 30 km ad est della città, dove si visitano la cittadella e il tempio pagano di Garni, un suggestivo monumento del periodo ellenistico, impressionante esempio dell’architettura antica armena. Si pranza in una casa locale dove si potrà partecipare alla preparazione del pane nazionale armeno, il "Lavash", che si cuoce in una stufa tradizionale posta sotto terra chiamata "tonir". A nord-est di Garni (10 km), nella valle superiore della gola del fiume Azat, si completa la giornata con la visita di un magnifico monumento d’architettura medievale armeno, il monastero di Geghard, iscritto nel patrimonio mondiale di UNESCO. Rientro nella capitale e cena in ristorante tipico. 4°g.  16/8 Yerevan - Khor Virap - Noravank – Goris   Inizia il viaggio verso sud est; dopo 45+ km si arriva al monastero di Khor Virap. Il sito ha una storia ricca e lunghissima, compresa tra il VII e il XVII secolo: si trova nella valle del monte biblico Ararat, sul quale la leggenda narra sia discesa l’Arca di Noè, e la sua importanza è legata alla figura di Gregorio l'Illuminatore, che introdusse il cristianesimo in Armenia e divenne il primo Catolicos (Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena). Si prosegue e sul percorso si sosta presso l’azienda vinicola di Areni per una degustazione del vino locale. Prima di giungere nella cittadina di Yeghengnadzor una breve deviazione porta al monastero di Noravank (84 km da Khor Virap), un grande centro religioso e culturale del XIII secolo il cui nome significa "Monastero Nuovo". Si trova in un luogo inaccessibile, immerso in un paesaggio stupendo. Dopo pranzo in una località rupestre vicino al monastero si transita da Yeghengnadzor e si arriva con gli ultimi 115 km di guida a Goris, dove si cena e si alloggia presso l’hotel Mirhav. 5°g.  17/8 Goris - Monastero di Tatev - Khndzoresk – Karahunje - Jermuk   Nelle regioni sud orientali dell’Armenia Goris è il punto di partenza per visitare tre interessantissimi siti. Si inizia con il monastero di Tatev (32 km) che si raggiunge utilizzando una funivia. E’ un sito UNESCO, una delle gemme dell’architettura medievale dell’Armenia, situato in uno scenario fantastico: gola profondissima, picchi montani e rocce selvagge che ne hanno fatto un convento inaccessibile. Si pranza in un ristorante locale e si prosegue per Khndzoresk, anche questo situato nei pressi del confine con il Nagorno-Karabakh - un villaggio rupestre insediato già dai tempi preistorici, che venne usato anche come nascondiglio durante le ribellioni indipendentiste del XVIII secolo. Si continua poi oltre Goris verso Karahunje, l’antico osservatorio astronomico situato ad est del paese che risale al VI millennio a.C.; che alcuni hanno voluto chiamare “la Stonehenge armena”. Si trova a 1770 metri sopra il livello del mare e occupa 7 ettari di territorio, si compone di 223 lastre di basalto di cui 84 hanno delle aperture lunghe 4 - 5 centimetri mirabilmente intagliate nella pietra. Nel 2001 nelle vicinanze sono stati scoperti molti petroglifi e graffiti che indicano un grande interesse per l’astronomia. Si prosegue per Jermuk, località termale della regione meridionale armena di Vayots Dzor; si alloggia presso l’albergo Armenia. 6°g.  18/8 Jermuk - Caravanserraglio di Selim - Noratus - Lago Sevan  A Jermuk ci si reca alla cascata di Mermaid. Si torna quindi fino a Yeghengnadzor (74 km) e si prosegue verso nord per 30 km arrivando al passo di Selim, conosciuto anche come passo di Vardenyats, storicamente uno dei possibili passaggi della Via della Seta. Si visita il Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 dal principe Cesare Orbelyan; gli armeni storicamente partecipavano al commercio internazionale con i propri prodotti esportando cavalli, sale, frutta secca, argento, oro, ecc. Si prosegue poi per il vasto Lago Sevan, che copre il 5% della superficie dell’Armenia ed è posto a 2,000 metri sopra il livello del mare; si raggiunge dopo 64 km la piccola penisola del bordo meridionale dove si trova il cimitero medioevale di Noratus, che preserva la più grande collezione di khachkars (croci su pietra) dell’Armenia, risalenti dal VII al X secolo. Si segue infine la costa passando dalla località di Sevan, la più popolare località di villeggiatura ai bordi del grande lago, e proseguendo per un tratto lungo la costa settentrionale si arriva all’hotel Avan Marak Tspatagh (www.tufenkianheritage.com), posto in posizione panoramica. 7°g.  19/8 Lago Sevan – Dilijan – Goshavank – Sanahin – Haghpat – Dzoraget Dal lago Sevan si prosegue verso nord ovest fino a Dilijan, uno dei luoghi di villeggiatura più famosi dell’Armenia: da queste parti si dice che: "Se il paradiso avesse delle montagne, boschi e sorgenti minerali, sarebbe proprio come Dilijan"; la località viene anche chiamata "Piccola Svizzera Armena". Da qui, con una deviazione di circa 20 km, si raggiunge il monastero di Goshavank (XII o XIII secolo), che fu fondato da un famoso personaggio medievale, Mkhitar Gosh, autore del primo Codice armeno, un sito famoso anche per la rarissima croce-pietra armena che vi è conservata. Si pranza in un ristorante locale. Si prosegue quindi verso Dzoraget, nella regione del Lori, con una sosta ai monasteri di Sanahin (966 d.C.) e Haghpat (976 d.C.), ritenuti tra le opere più belle dell’architettura medievale armena ed entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. I dettagli architettonici e le decorazioni dei monumenti hanno molto in comune e si ha motivo di supporre che siano stati creati da architetti della stessa scuola. Cena e pernottamento presso l’hotel Avan Dzoraget. Per chi rientra 8°g.  20/8 Dzoraget – Saghmossavank – Fortezza di Amberd  – Yerevan   Partenza presto da Dzoraget verso nord e la vicina frontiera.  Lasciati al confine georgiano i compagni di viaggio che proseguono col programma “Georgia” si riparte verso sud e la capitale, che dista circa 200 km, sostando al monastero di Saghmossavank; risale al XIII secolo e il suo nome significa "Monastero dei Salmi", è posto sopra la spettacolare gola di Qasagh e dal sito si gode di una bellissima vista su tutta la gola e fino al monte Ararat a sud. Proseguimento per Amberd (c.a. 55 km a nord ovest) chiamata la "fortezza tra le nuvole" per la posizione a 2300 mt di quota sulle pendici del Monte Aragats (che è la cima più alta in Armenia, di 4095 mt – infatti l’Ararat, la vetta sacra per gli armeni alta 5137 mt e ben visibile da Yerevan, è oltre il confine meridionale in Turchia). Rientro nella capitale, cena di arrivederci in ristorante tipico, pernottamento in hotel e trasferimento nella tarda notte all’aeroporto internazionale. 9°g.  Domenica 21 agosto, volo di rientro  Il volo della Austrian parte alle 4.25 con arrivo alle 6.25 a Vienna; da qui si riparte per le diverse destinazioni: Bologna, Firenze, Milano Malpensa, Roma e Venezia (per gli orari delle connessioni contattare Amitaba). Per chi prosegue con il programma “Georgia: vigneti, monasteri e montagne immacolate” 8°g.  20/8 Dzoraget – Tbilisi   Partenza da Dzoraget in direzione del confine settentrionale con la Georgia. Lasciati i compagni di viaggio che rientrano verso Yerevan, e cambiato il mezzo di trasporto alla frontiera georgiana, si riparte verso nord e la capitale Tbilisi: circa 100 km, due ore di strada. Tbilisi, fondata nel V secolo e situata lungo la Via della Seta, fu nei secoli contesa da vari imperi e potenze rivali. Passeggiata nella città vecchia, ricca di basiliche, moschee e sinagoghe, compresa la Cattedrale di Sioni e lungo il Corso principale, intitolato al poeta nazionale Rustaveli. Visita al Museo Nazionale. Se il tempo e le condizioni lo permettono, salita con la funivia per la visita alla fortezza Narikala, risalente alla dominazione persiana del IV secolo. Cena in ristorante tipico georgiano e pernottamento al Mercure Hotel, o similare, 4 stelle. 9°g.  21/8 Tbilisi – Mtskheta – Ananuri - Kazbegi – Stepantsminda In mattinata si parte in direzione nord ovest per Mtskheta (25 km), che fu capitale del Regno della Georgia nel terzo secolo prima di Cristo ed è il centro religioso e culturale della Georgia. Qui si visitano due siti Patrimoni Mondiali dell’Unesco: la chiesa Monastero di Jvari, un vero capolavoro architetturale del primo periodo medievale, situata in un punto che domina dalla cima di una collina la confluenza dei fiumi Aragvi e Mtkvari; e la Cattedrale Svetitskhoveli (letteralmente “La colonna che dà vita”), chiesa principale di Mtshkheta e luogo sacro dove sono conservate le vesti di Cristo. Si visita poi la parte antica della città situata al di là del fiume, con gli scavi archeologici comprendenti rovine dei palazzi reali, i bagni romani, le tombe dei nobili e governanti del periodo precristiano. Si prosegue poi verso nord seguendo la famosa Strada Militare Georgiana, attraverso la catena montuosa del Caucaso Maggiore, un percorso utilizzato nei millenni e celebrato da poeti e scrittori, che tra paesaggi aspri e scoscesi conduce fino a Gudauri (120 km), stazione sciistica, non prima però di aver fatto una sosta a Ananuri, affascinante cittadella del XIII – XVI secolo posta in posizione dominante sul lago artificiale di Zhinvali. La strada, magnifica da Gudauri lungo il Fiume Tergi, porta poi a Kazbegi, vicino al confine con la Russia. Il mitico Monte Kazbegi, la più alta cima della Georgia, è un vulcano spento di 5047 mt, noto anche per la leggenda che voleva l’eroe Prometeo incatenato sulla sua vetta come punizione per aver rubato il fuoco agli dei. Da qui con un fuoristrada si raggiunge la chiesa di Stepantsminda, o chiesa della Santa Trinità di Gergeti, a 2170 mt di quota, raggiungibile in alternativa con una facile passeggiata di massimo due ore. Il paesaggio montano è di grande bellezza e purezza ed è per questo divenuto il simbolo georgiano; in estate le valli scoscese ammantate di foreste offrono lo spettacolo dei pascoli fioriti. Cena e pernottamento a Stepantsminda, al panoramico Rooms Kazbegi Hotel.   10°g.  22/8 Stepantsminda – Uplistsikhe – Gori – Borjomi - Akhaltsikhe  Si riparte in direzione sud verso la città di Gori, luogo natale di Stalin, a cui è dedicato un museo. Si prosegue poi in direzione ovest lungo la Via della Seta per l’antichissima città rupestre di Uplistsikhe, le cui origini risalgono alla preistoria e i cui resti più recenti giungono fino al tardo Medio Evo; è il più antico insediamento della Georgia, molto interessante da esplorare, con alcune delle abitazioni rupestri con i soffitti a volta, ammirevole per la combinazione di stili diversi e la co-esistenza di architettura pagana e cristiana. Si continua sempre verso est per 102 km attraverso la splendida regione del Samtskhe Javakheti, con magnifici paesaggi, transitando da Borjomi, famosa per le sue fonti e il suo parco, dove sio potrà assaggiare l’acqua minerale ed arrivando infine alla bella cittadina di Akhaltsikhe, dove si alloggia presso l’hotel Gino Rabati, all’interno delle mura antiche.   11°g.  23/8 Akhatstikhe – Sapara – Vardzia – Tbilisi  Il percorso di oggi porta tra i paesaggi spettacolari della regione più meridionale della Georgia a ridosso della Turchia. Da Akhaltsikhe, dopo aver visitato lo splendido monastero di Sapara (IX secolo), situato in modo ardito a picco su un dirupo, si lasciano le foreste e le praterie alpine per i brulli e selvaggi canyon dalla regione di Vardzia (60 km). Si visita la fortezza di Khertvisi, una delle più antiche della Georgia: origina dal II secolo e la chiesa dal 985, con le attuali mura del 1354. Si continua quindi lungo la valle, incontrando le dimore rupestri medievali di Getsunda e dopo circa 15 km in tutto si arriva all’impressionante monastero rupestre di Vardzia, ricavato scavando le rupi del monte Erusheti lungo le rive del fiume Mtkvarila. In origine il complesso contava oltre 3.000 grotte e poteva contenere 50.000 persone. Dopo aver pranzato in una dimora familiare, si torna fino a Tbilisi, un bel percorso in direzione est di circa 200 km lungo cui si costeggiano il lago di Paravani e la riserva idrica di Tsalka. Cena in ristorante tradizionale e pernottamento all’Hotel Mercure o similare. 12°g.  24/8 Tblisi – Regione di Kakheti (Sighnaghi – Velistsikhe – Gavazi - Telavi) Dalla capitale partiamo alla volta del Kakheti, la patria del vino georgiano, dove il clima è più mite. Dopo 100 km e un paio d’ore di strada si arriva a Sighnaghi, forse la più ridente cittadina del Kakheti, conosciuta come “città dell’amore” e “città reale”, crocevia della Via della Seta, circondata da alte mura difensive con ben 23 torri, da cui godere splendidi panorami sui monti caucasici. Si visitano poi a Velistsikhe delle antiche cantine, dove avviene ancora la vinificazione tradizionale con antiche giare di terracotta. Si pranza nella casa di un contadino, dove si potranno assaggiare alcuni piatti fatti in casa tra cui il pane tipico georgiano “puri”, il dessert nazionale churchkhela e differenti tipi di squisiti vini locali. Ci si reca poi, se i monaci ce lo permettono, a visitare la vicina cattedrale di Alaverdi, un esempio magnifico di architettura medievale georgiana dell’XI secolo. A Telavi, il centro storico e amministrativo della regione, qualche chilometro più in là, si passeggia nelle affascinanti viuzze della vecchia città fino al monumento a Erekli II. Cena e pernottamento presso lo Château Mere a Telav. 13°g.  25/8 Telavi – Gremi – Nekresi - Kvareli - Tsinandali – Tbilisi Da Telavi si prosegue il circuito nella splendida regione dell’est georgiano, visitando il complesso architetturale di Gremi, residenza reale e capitale del Regno di Kakheti nel XVI secolo, il Museo Regionale e il vicino Monastero di Nekresi, altro bell’esempio di antica architettura georgiana immerso in uno splendido bosco, da cui la vista spazia sulla valle e i vigneti sottostanti. Pochi chilometri oltre Nekresi si giunge alla cittadina di Kvareli, per visitare un deposito di vino famosissimo durante l’Impero Sovietico, dove pranziamo. Si prosegue attraverso paesaggi di dolci, verdi colline e vigneti fino a Tsinandali, la residenza dei duchi di Georgia, con un bellissimo giardino all’inglese, un museo e la cantina di vini che appartenne al principe Chavchavadze, poeta e personaggio pubblico nel XIX secolo. Si lascia quindi la “patria del vino” tornando a Tiblisi seguendo la bella strada che attraversa il passo di Gombori. Possibilità su richiesta di prolungare di una notte il soggiorno. 14°g.    Venerdì 26 agosto, volo di rientro  Trasferimento all’aeroporto di Tbilisi per volo di rientro; per chi è giunto a Yerevan con Austrian si utilizza il volo Lufthansa che parte alle 4.35 che arriva a Monaco alle 6.45; per gli orari delle diverse connessioni per l’Italia contattare Amitaba.