STORICO VIAGGI

EGITTO

 

EGITTO

Amitaba dal 2015 non organizza viaggi in Egitto a causa della situazione di instabilità del Paese. Fino a quella data le aree da noi maggiormente frequentate erano i deserti, in particolare il Deserto Occidentale e le sue oasi, da Siwa ad El Kharga, col Mare di Sabbia, il Deserto Bianco ed il Gilf Kebir, oltre a parti archeologiche solitamente incluse a completamento dei viaggi d’avventura. In attesa che la situazione migliori al momento non sono in programma viaggi a Calendario.

In aggiunta alle possibilità regalateci da una delle porzioni più belle del Sahara un viaggio in Egitto offre una vasta gamma di esperienze che possono appagare sia gli appassionati di storia che gli amanti della natura, o anche chi necessita solo di una pausa di relax. Troviamo resti archeologici che sono indubbiamente i più affascinanti al mondo, dai celeberrimi templi del Nilo alle immortali piramidi di Giza, siti storici stupendi ma meno conosciuti preservati nelle oasi ed anche testimonianze archeologiche immerse nella vastità del deserto, lontane dalle piste e raramente visitate, che regalano il piacere di un senso di scoperta. Egitto significa anche solo riposo e vacanza: un mare corallino tra i più rinomati al mondo, il clima salubre sempre soleggiato e secco, ideale per un momento di relax e l’offerta di servizi d’alto livello attraggono visitatori da tutta Europa, sia per una vera vacanza che per concedersi una pausa tra le esplorazioni del deserto e le visite ai siti archeologici.

Per avere un’idea delle fantastiche possibilità offerte dall’Egitto, auspicando che i nostri progetti qui si possano realizzare al più presto, si possono consultare lo storico, dove sono raccolti i viaggi e le spedizioni più interessanti di Amitaba degli ultimi anni, tutti condotti da nostre guide esperte, e gli itinerari dei viaggi su misura in Egitto. Tra i paesi nella sezione del sito ‘Paesi e tradizioni’ vi è una parte dedicata all’Egitto che raccoglie un insieme di informazioni riferite principalmente ai viaggi nel deserto.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
EGITTO 2015: Da Cairo ad El Alamein e all’oasi di Siwa
L’eco della storia nell’immensità del deserto
Periodo: 31 ott - 6 nov
Gli spostamenti vengono effettuati con un mezzo privato; le strade sono tutte ottime e si viaggia su asfalto; si seguono dei tratti sterrati e di fuoripista nel giorno esplorativo a Siwa, dove vengono utilizzate le jeep. Gli alberghi sono di buona qualità e il cibo è vario e sostanzioso; si consumano i pasti sempre in ristorante ad eccezione del 2/11, quando verrà predisposto un pranzo al sacco.   Siwa, Bir Wahid Siwa, carretto Siwa, Shali Breve nota storica su El Alamein Il durissimo confronto militare che avvenne nel 1942 ad El Alamein nella memoria dei posteri è uno dei momenti più cruenti ed avvincenti del secondo conflitto mondiale; al di là delle motivazioni e dell’esito delle battaglie, il ricordo di un numero infinito di gesta eroiche di giovani soldati di ambo i fronti ha toccato il cuore di tutti coloro che ne son venuti a conoscere anche solo una piccola parte. Sono così stati scritti un gran numero di libri e realizzati documentari e film, e la memoria ha così portato El Alamein tra le leggende del mondo. Entrare nel sacrario italiano è un’esperienza fortissima, l’eco quasi sacrale dei passi che rimbombano nell’alta torre di marmo bianco sembra rendere vive le migliaia di targhette di bronzo, ognuna di esse epitaffio di una vita dissolta. Così, nel 1942, successe che le forze dell'Asse erano penetrate in Egitto dalla Libia conquistando Marsa Matruh e gli Alleati si erano pertanto ritirati sulla linea di El Alamein dove il fronte si restringeva a65 kmtra il mare e la depressione di Al Quattara. Vi fu un susseguirsi di attacchi e contrattacchi finché Rommel decise di difendere questa linea. In un attacco gli inglesi riuscirono a sfondare e presero un migliaio di prigionieri italiani, ma i bersaglieri chiusero la breccia al colle di Ruweisat, al centro dello schieramento. La divisione corazzata Brescia nonostante la eroica resistenza venne travolta, ma il contrattacco di Rommel ristabilì la situazione. Seguirono altri tentativi degli alleati e dell'Afrika Korps, finché il 31 luglio Auchinleck, generale capo delle forze alleate, ordinò la fine delle offensive. Si creò una situazione di stallo e Mussolini, che si era recato in Africa convinto di poter presto entrare ad Alessandria a cavallo del suo destriero bianco, dovette rientrare in patria ignorato da Rommel. A questa prima ondata di confronti ne seguirono poi altri due, tra il 30 agosto e il 5 settembre la grande battaglia di Alam Halfa, e poi ancora tra il 23 ottobre e il 3 novembre.   Sfinge e Piramide di Chefren Cairo, la grande moschea Cairo, la grande moschea   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 31 ottobre, partenza per il Cairo   Al Cairo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce nella zona di Giza ad ovest della città, vicino alle Piramidi, presso il piacevole Oasys Pyramids Hotel (http://www.oasis.com.eg/), dove si alloggia e si cena. 2°g.  1/11 Cairo   Le visite iniziano dall’immortale Giza, con la visita delle piramidi e della sfinge. Ci si reca quindi al Museo del Cairo, dove tra gli innumerevoli reperti si trovano le inimmaginabili meraviglie del tesoro di Tutankhamon e, chi lo desidera, potrà vedere comprando un apposito biglietto le mummie di alcuni Faraoni. Si prosegue con la visita della cittadella, il cui punto saliente è la moschea di Mohammed Ali, ed in serata ci si reca allo spettacolo “Suoni e Luci” alle piramidi: vedere le piramidi e la sfinge illuminate è una cosa da non perdere. Si pranza in un ristorante in città e la sera in hotel. 3°g.  2/11 Cairo – El Alamein – Marsa Matrouk   Si lascia il Cairo in direzione ovest arrivando ad El Alamein, la distanza è di circa270 km lungo una strada diretta e veloce, un percorso di 3 - 4 ore; oggi si porta con se il pranzo al sacco. Si visitano il Mausoleo italiano e i diversi memoriali della seconda guerra mondiale, incluso il Museo di Rommel. Verso sera si continua per Marsa Matrouk seguendo la costa del mare verso ovest per circa180 km (2 ore); si alloggia e cena presso l’hotel Revira (3*). 4°g.  3/11 Marsa Matrouk – Siwa   Dopo colazione si parte verso sud attraversando il deserto fino all’oasi di Siwa, che dista310 km; la strada è buona e priva di traffico, si prevedono circa 4 ore di viaggio. Nell’oasi si alloggia presso il grazioso hotel Siwa Paradise. Nel pomeriggio si inizia ad esplorare l’oasi: la cittadella di Shali, nucleo originario di Siwa, è vicinissima all’hotel. 5°g.  4/11 Siwa   Si completano le visite dell’oasi. Lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro; l’archeologa Liana Souvalzi ritiene di aver individuato nell’oasi la tomba del grande condottiero. Chi lo desidera potrà fare un gradevole bagno alle “fonti di Cleopatra”. Si pranza presso l’Abdo Restaurant e nel pomeriggio si effettua un’escursione con le jeep tra le spettacolari dune di Bir Wahid, dove si trovano anche delle fonti di acque termali in cui ci si potrà immergere; si gode il tramonto dalle dune. Si rientra per la cena all’hotel Paradise. 6°g.  5/11 Siwa – Cairo   Si rientra al Cairo, un trasferimento di750 km che richiede da8 a 9 ore di guida; le strade sono asfaltate e veloci. Si alloggia presso il medesimo hotel, l’Oasys Pyramids; ci si reca per la cena su un grande vascello sul Nilo, dove si assiste ad uno spettacolo folcloristico. 7°g.  Venerdì 6 novembre, volo di rientro  
EGITTO 2014: Gilf Kebir, Silica e mare di sabbia
Una spedizione oltre i margini del mondo
Periodo: 26 dic - 6 gen
Campo al Djebel Uweinat Samir Lama Uadi Sura   Da Giza (Cairo) si parte in direzione sud est seguendo la comoda strada asfaltata attraverso una vasta porzione di deserto fino all’oasi di Dakhla; si transita dall’oasi di Baharyya, che preserva interessanti resti archeologici che si vedranno al ritorno, e dall’oasi di Farafra. Dakhla è l’ultimo punto abitato che si incontra per i prossimi 8 giorni; da qui ci si immerge negli spazi senza confini di una delle aree più vuote al mondo, dove è rarissimo incontrare altre spedizioni. Si toccano i punti naturali più spettacolari, iniziando dalle formazioni rocciose di Samir Lama, Abu Ballas e uadi Bagar, con le peculiari forme di terra chiamate ‘i leoni di fango’. Proseguendo lungo il lembo meridionale del Gilf Kebir si transita da Eight Bells e Kamal el Din, dove troviamo le tracce della presenza di militari ed esploratori del passato, giungendo ai crateri di Clayton. Poco più a sud si staglia il Djebel Uweinat, un monte del Sudan; si giunge ai suoi piedi e tra i uadi di rocce laviche si ammirano diversi graffiti e pitture preistoriche. Si punta quindi verso nord arrivando al lembo occidentale del Gilf Kebir, dove, oltre all’incredibile spettacolarità naturale, si vedono stupendi siti di arte preistorica al Uadi Sura e a Foggini. Attraverso il passo di Aqaba si sale sul plateau del Gilf per raggiungere gli intagli più spettacolari della regione nord occidentale del massiccio, scendendo verso nord nel uadi di Abdel el Malik, tra falesie e grandi dune che con l’aiuto del vento si insinuano tra le rocce, sicuramente uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Proseguendo verso nord si raggiunge la regione di Silica, una particolare area del Mare di Sabbia dove l’impatto di un meteorite generò una peculiare pietra lucida trasparente verde che nell’antico Egitto era considerata preziosissima, tanto da essere usata per il monile che adorna il cuore della mummia di Tutankhamon. Oltre Silica si affronta la traversata dei cordoni dunari in direzione nord ovest emergendo all’oasi di Farafra, il tratto con i passaggi su sabbia più entusiasmanti. Risalendo verso il Cairo con dei fuoripista si visitano le spettacolari falesie di Abu Tuyur e si pone l’ultimo campo nel Deserto Bianco, e, dopo l’esplorazione degli imponenti faraglioni di Agabat, si visita l’oasi di Baharyya e si rientra al Cairo. Nota tecnica Oltre l’oasi di Dakhla si pernotta in campo per otto notti consecutive; è quindi un viaggio per persone che abbiano esperienza o che quantomeno condividano la voglia di sperimentare una vera spedizione nel deserto. I partecipanti necessitano di spirito di collaborazione, ad esempio per montare la propria tenda in modo da lasciare più tempo agli assistenti per preparare i pasti ecc. I pranzi sono preparati freddi e cibo caldo viene offerto alla sera e a colazione. I mezzi utilizzati sono jeep Toyota Landcruiser. L’attrezzatura è tutta fornita ad esclusione del sacco a pelo; si prevede clima secco e temperature notturne che possono arrivare anche a pochi gradi centigradi. Tutto il tracciato è stato testato e mappato con il GPS, quindi gli spostamenti sono conosciuti e la guida dispone di un telefono satellitare per motivi di sicurezza, ad esempio per eventuali avarie dei mezzi ecc. Accompagnano il gruppo un ufficiale dell’esercito egiziano che viaggia sui nostri mezzi e una scorta miliare, che segue tutto il percorso da Dakhla in autonomia utilizzando propri landcruisers e ponendo il campo nei pressi del campo del gruppo, garantendo una sicurezza assoluta ma senza interferire col gruppo.   Campo a Silica Abu Tuyur Deserto Bianco   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 26 dicembre, partenza per il Cairo (Giza)  Per raggiungere il Cairo vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba prenota quella preferita dai viaggiatori; all'arrivo si viene accolti dal corrispondente locale e ci si trasferisce a Giza, nei pressi delle piramidi, presso l’hotel Oasys Piramids dove si consuma anche la cena. 2°g.  27/12 Giza - Oasi di Dakhla   Si lascia Giza verso le 7 in direzione sud ovest con le jeep che trasportano l’occorrente per il viaggio nel deserto. Oggi si percorre un lunga tappa di circa 850 km che porta fino all’oasi di Dakhla; la strada è tutta asfaltata e veloce, e si prevede di arrivare nel tardo pomeriggio. Si godono diversi tratti interessanti, si attraversa un mondo che diventa rapidamente sempre più vuoto. Oltre l’oasi di Baharyya e il deserto nero si osservano a sud le propaggini esterne del Deserto Bianco e in distanza a nord le falesie di Abu Tuyur. Superata l’oasi di Farafra la strada porta poi in direzione sud est, arrivando fino a Dakhla. Qui, grazie a centinaia di piccole sorgenti che formano anche dei laghetti, sono sorti alcuni interessanti villaggi; il più caratteristico è El Qasr, tutto costruito in mattoni di terra, con alcuni antichi palazzi e un’interessante moschea, dove le case edificate a ridosso le une alle altre per proteggersi dal sole formano un dedalo di viuzze tortuose a volte coperte. Gli spazi silenziosi avvolti nell’ombra dove si affacciano porte di legno, soffitti, muri e pavimenti sono tutti del medesimo quieto color beige; passeggiarvi induce un particolare senso di mistero. A Dakhla ci si sistema al Desert Lodge, un comodo e caratteristico albergo che sovrasta El Qasr. 3°g.  28/12 Oasi di Dakhla - Samir Lama - Abu Ballas   Si raggiunge il villaggio di Mut, centro principale dell’oasi, dove si incontrano l’ufficiale dell’esercito che viaggerà col gruppo e la scorta militare. Si parte da Dakhla in direzione sud lasciando presto l’asfalto per immergersi in direzione sud ovest nella vastità priva di strade e tracce umane che solo il Sahara riesce a regalarci; il primo importante punto di riferimento è la formazione rocciosa di Samir Lama, conosciuta anche come “Sugar loaf”, che forma una impressionante volta ad arco. Si tocca quindi Abu Ballas, un punto dove si trovano tracce di antichi insediamenti e cocci di terracotta; si pone il campo un poco oltre. Il terreno è solido con tratti di sabbia compatta; si procede quindi senza troppe difficoltà in un ambiente molto vario, seguendo il bordo di piccole alture che contornano l’orizzonte a nord, frammiste ad aree dove le sabbie ondulate creano prospettive affascinanti. 4°g.  29/12 Abu Ballas - Uadi Bagar - Eight Bells   In questo tratto colpiscono in modo particolare le peculiari formazioni del Uadi Bagar, che sembrano evocare una strana mandria di enormi animali: in inglese il luogo viene chiamato “Mud lions”, leoni d’argilla. Si passa a meridione del massiccio del Gilf Kebir toccando Eight Bells, “le otto campane", per la presenza di una fila di colline; in quest’area durante il secondo conflitto mondiale gli inglesi avevano posizionato una base aerea; si pone il secondo campo in questa regione. 5°g.  30/12 Eight Bells - Kamal el Din – Karkur Talh (Djebel Uweinat)   Si continua in direzione sud ovest tenendo le falesie del Gilf a nord e si transita da Kamal el Din, dove è stato creato un piccolo monumento in ricordo di questo leggendario esploratore e si trova una scatola metallica dove i rari viandanti hanno lasciato dei messaggi. Oltre l’area dei crateri di Clayton si prosegue ora verso sud in direzione dei monti del Djebel Uweinat, la cui sommità è in territorio sudanese e le cui pendici scendono anche verso la Libia. Arrivati a Karkur Talh si resta affascinati e sorpresi alla vista di alberi di acacia e tracce di piccoli animali, che qui riescono a sopravvivere grazie alle rarissime piogge che cadono sui vicini monti del Djebel Uweinat. Nell’area circostante nei uadi di roccia nera del Djebel Uweinat si trovano molte testimonianze di insediamenti antichissimi con pitture e graffiti. Si pone il campo tra le sabbie rosse. 6°g.  31/12 Djebel Uweinat - Crateri di Clayton - Uadi Sura – Grotta di Foggini   Si cambia la direzione tornando verso i Crateri di Clayton e continuando verso nord arrivando al lembo sud occidentale del Gilf Kebir, dove si trovano antichissime tracce di presenza umana che risalgono a un periodo di minore aridità. Si entra tra le falesie del massiccio per esplorare il Uadi Sura, dove si trovano interessanti pitture rupestri. Proseguendo sempre lungo il bordo occidentale delle falesie si raggiunge poi l’area della grotta di Foggini, anche questo un luogo con stupende pitture preistoriche, dove si pone il campo di oggi. 7°g.  1/1/2015 Foggini - Aqaba - Uadi Abdel el Malik   Si accede al plateau del Gilf Kebir attraverso il passaggio sabbioso di Aqaba, posto un poco a sud di Foggini, attraversando la vasta solitudine di questo mitico luogo. Anche qui l’ambiente naturale è di bellezza entusiasmante: le sabbie che si frangono sulle pareti del Gilf Kebir si insinuano nelle gole e cercano pian piano di scalare questa grande barriera naturale, che ne blocca il lento cammino verso sud. Il tracciato tocca il bordo occidentale del Gilf lungo la sommità di altissime falesie, con punti panoramici tra i più entusiasmanti di tutto il Sahara.  Si prosegue fino al lembo settentrionale delle alture dove si individuano i passaggi tra sabbie e roccia che consentono di penetrare nel uadi di Abdel el Malik, dove si dove si pone il campo. 8°g.  2/1 Uadi Abdel el Malik – Silica   Si continua verso nord, le alture gradatamente si immergono nella vastità di sabbia, e si inizia la traversata del Mare di Sabbia; l’obbiettivo di oggi è giungere nell’area di Silica, dove cadde un grande meteorite. Il tremendo impatto generò un calore elevatissimo che formò per fusione delle peculiari rocce verdi di roccia durissima ma trasparente; in diversi punti tra i cordoni dunari se ne individuano facilmente i frammenti. 9°g.  3/1 Silica – Mare di Sabbia   Dopo l’interessante esplorazione di Silica continua l’immensa vastità del Mare di Sabbia, con i lunghissimi cordoni dunari che corrono quasi sempre in direzione nord – sud, con la sabbia spesso compatta su cui si viaggia relativamente veloci. Si inizia a deviare verso est puntando verso l’oasi di Farafra, valicando un gran numero di cordoni dunari; qui gli autisti sfoggiano il meglio delle proprie capacità individuando i punti dove si riescono a risalire i passaggi tra i cordoni, per poi tuffarsi lungo le ripide discese di sabbia dell’altro versante. I tramonti sono particolarmente spettacolari, salendo sui cordoni dunari più alti lo sguardo spazia all’infinito e si ha l’impressione di essere stati catapultati su di un altro pianeta. 10°g.  4/1 Mare di Sabbia – Oasi di Farafra – Abu Tuyur – Deserto Bianco    Si completa la traversata del Mare di Sabbia arrivando all’oasi di Farafra, ritrovando la strada asfaltata che si era utilizzata per andare a Dakhla. La si segue verso nord est per un tratto; con una breve deviazione a nord si raggiunge la zona di Abu Tuyur, gioiello di bellezza naturale, caratterizzata da formazioni monolitiche imponenti e affiorazioni di gesso bianche. Si torna verso la strada e la si lascia di nuovo, stavolta verso sud, arrivando nello spettacolare ambiente del Deserto Bianco caratterizzato dai funghi di gesso, bizzarre formazioni di un candore abbagliante che sono il frutto del lavoro erosivo dei venti. Si pone l’ultimo campo in un luogo di indimenticabile bellezza. 11°g.  5/1 Deserto Bianco - Agabat – Baharyya – Giza   Si procede in fuori pista in direzione nord est arrivando nella regione di Agabat, dove si trovano imponenti formazioni monolitiche che si ergono dalla sabbia e un arco di roccia, anche questo un punto panoramico eccezionale. Si torna quindi sulla strada che porta verso il Cairo arrivando all’oasi di Baharyya, dove ci si visitano il museo, che custodisce alcune mummie, e 2 antiche tombe. Si prosegue quindi per Giza, dove si alloggia nel medesimo hotel. 12°g.  Martedì 6 gennaio, volo di rientro   Ci si reca all’aeroporto del Cairo per l’imbarco.
EGITTO 2013: Gilf Kebir, Silica e Mare di Sabbia
Una spedizione oltre i margini del mondo
Periodo: 30 nov - 15 dic
Oasi di Siwa, Tempio di Amon Oasi di Siwa, Shali Oasi di Dakhla   Da Giza (Cairo) si parte in direzione sud est e si oltrepassa Fayum arrivando ai uadi di Rayan e Heitan dove si pone un primo campo; oltre l’oasi di Baharyya, che preserva interessanti resti archeologici, si segue un bellissimo percorso fuoripista che attraverso Agabat giunge al Deserto Bianco, dove si pone il secondo campo; da qui, dopo una visita delle falesie di Abu Tuyur, si transita da Farafra arrivando all’oasi di Dhakla, ultimo punto abitato che si incontra per i prossimi 9 giorni. Ci si immerge negli spazi senza confini di una delle aree più vuote al mondo, dove è rarissimo incontrare altre spedizioni; si toccano i punti naturali più spettacolari, iniziando dalle formazioni rocciose di Samir Lama, Abu Ballas e uadi Bagar, con le peculiari forme di terra chiamate ‘i leoni di fango’. Proseguendo lungo il lembo meridionale del Gilf Kebir si transita da Eight Bells e Kamal el Din, dove troviamo le tracce della presenza di militari e esploratori del passato, giungendo ai crateri di Clayton. Poco più a sud si erge il Djebel Uweinat, un monte del Sudan; si giunge ai suoi piedi e tra i uadi di rocce laviche si ammirano diversi graffiti e pitture preistoriche. Si prosegue quindi verso nord arrivando al lembo occidentale del Gilf Kebir, dove, oltre all’incredibile spettacolarità naturale, si vedono stupendi siti di arte preistorica al Uadi Sura e a Foggini. Attraverso il passo di Aqaba si sale sul plateau del Gilf per raggiungere gli intagli più spettacolari della regione nord occidentale del massiccio, con i uadi di Abdel el Malik e Homra, tra falesie e grandi dune che con l’aiuto del vento si insinuano tra le rocce, sicuramente uno dei luoghi più affascinanti al mondo; proseguendo quindi verso nord si raggiunge la regione di Silica, una particolare area del Mare di Sabbia dove l’impatto di un meteorite generò una peculiare pietra lucida verde che nell’antico Egitto era considerata preziosissima, tanto da essere usata per il monile che adorna il cuore della mummia di Tutankhamon. Seguendo la pura vastità dei cordoni dunari si arriva all’oasi di Siwa, nei cui pressi tra le sabbie del deserto si trovano emergenze di acque termali, ideali per un magico momento di relax. Siwa è reputata tra le oasi più belle del Sahara, dove tra rigogliosi palmeti e fonti di acque calde si trova il famoso tempio dell’oracolo di Amon. Il rientro al Cairo segue da qui una comoda strada asfaltata che raggiunge il Mediterraneo e transita dal mausoleo di El Alamain. Nota tecnica Lasciata Giza si pernotta in campo per due notti e oltre Dakhla per altre nove notti consecutive; è quindi un viaggio per persone cha abbiano esperienza o che quantomeno condividano la voglia di sperimentare una spedizione nel deserto. I partecipanti necessitano di spirito di collaborazione, ad esempio per montare la propria tenda in modo da lasciare più tempo agli assistenti per preparare i pasti ecc. I pranzi sono preparati freddi e cibo caldo viene offerto alla sera e a colazione. L’attrezzatura è tutta fornita ad esclusione del sacco a pelo; si prevede clima secco e temperature notturne che possono arrivare anche a pochi gradi centigradi. Tutto il tracciato è stato testato e mappato con il GPS, quindi gli spostamenti sono conosciuti e la guida dispone di un telefono satellitare per motivi di sicurezza, ad esempio per eventuali avarie dei mezzi ecc.; accompagna il gruppo anche un ufficiale dell’esercito egiziano. I mezzi utilizzati sono jeep Toyota Landcruiser.   Samir Lama Uadi Sura Uadi Sura   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 30 novembre, partenza per il Cairo (Giza)  2°g.  1/12 Giza - Fayum - Uadi Rayan - Uadi Heitan   Si lascia Giza in  direzione sud ovest con le jeep che trasportano tutto l’occorrente per il viaggio nel deserto. Si transita dall’oasi di Fayum, un’area che veniva coltivata già all’epoca dei faraoni, e dal Uadi Rayan, dove una diramazione del Nilo si immette nel lago Qarun, arrivando quindi nel Parco Nazionale di Uadi Heitan. Il luogo è interessante per gli impressionanti fossili di animali preistorici. Si pone il primo campo in quest’area. 3°g.  2/12 Uadi Heitan – Oasi di Baharyya - Agabat – Deserto Bianco   Raggiunta l’oasi di Baharyya si visitano il museo, 2 antiche tombe e il tempio di Alessandro. Proseguendo, si segue la strada che porta a Farafra per un tratto poi, con un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia dove si insinuano le sabbie, si arriva ad Agabat, al margine settentrionale del Deserto Bianco. È un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; procedendo oltre si arriva nello spettacolare ambiente del Deserto Bianco caratterizzato dai funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante che sono il frutto del lavoro erosivo dei venti. Si pone il campo in un luogo di indimenticabile bellezza. 4°g.  3/12 Deserto Bianco - Abu Tuyur – Oasi di Farafra – Oasi di Dakhla   Si torna sulla strada che transita a nord del Deserto Bianco; con una breve deviazione si raggiunge la zona di Abu Tuyur, gioiello di bellezza naturale, caratterizzata da formazioni meno sagomate e più imponenti. Si prosegue quindi per l’oasi di Farafra e quindi per l’oasi di Dakhla; la strada è asfaltata e veloce, si segue solo un tratto fuoripista lanciandosi veloci sulla sabbia. Tra le dune della zona di Dakhla, grazie a centinaia di piccole sorgenti che formano anche dei laghetti, sono sorti alcuni splendidi villaggi. Il più caratteristico è El Qasr, tutto costruito in mattoni di terra, con alcuni antichi palazzi e un’interessante moschea, dove le case edificate a ridosso le une alle altre per proteggersi dal sole formano un dedalo di viuzze tortuose a volte coperte. Gli spazi silenziosi avvolti nell’ombra dove si affacciano porte di legno, soffitti, muri e pavimenti sono tutti del medesimo quieto color beige; passeggiarvi induce un particolare senso di mistero. A Dakhla ci si sistema al Desert Lodge, un comodo e tipico alberghetto che sovrasta El Qasr. 5°g. 4/12 Oasi di Dakhla - Samir Lama - Abu Ballas - Uadi Bagar   Si lascia l’oasi di Dakhla in direzione sud lasciando presto l’asfalto per immergersi in direzione sud ovest nella vastità priva di strade e tracce umane che solo il Sahara riesce a regalarci; il primo importante punto di riferimento è la formazione rocciosa di Samir Lama, conosciuta anche come “Sugar loaf”, che forma una impressionante volta ad arco. Si tocca quindi Abu Ballas, un punto dove si trovano tracce di antichi insediamenti e cocci di terracotta. Il terreno è solido con tratti di sabbia compatta; si procede quindi senza troppe difficoltà in un ambiente molto vario, seguendo il bordo di piccole alture che contornano l’orizzonte a nord, frammiste ad aree dove le sabbie ondulate creano prospettive affascinanti. In questo tratto colpiscono in modo particolare le peculiari formazioni del Uadi Bagar, che sembrano evocare una strana mandria di enormi animali: in inglese il luogo viene chiamato “Mud lions”, leoni d’argilla; si pone qui il primo campo di questa spettacolare traversata. 6°g.  5/12 Uadi Bagar - Eight Bells - Kamal el Din – Crateri di Clayton   Si passa a meridione del massiccio del Gilf Kebir toccando Eight Bells, “le otto campane", per la presenza di una fila di colline; in quest’area durante il secondo conflitto mondiale gli inglesi avevano posizionato una base aerea. Oltre, si transita da Kamal el Din, il nome di un esploratore, arrivando all’area dei crateri di Clayton. 7°g.  6/12 Crateri di Clayton - Karkur Talh (Djebel Uweinat)   Si prosegue ora verso sud in direzione dei monti del Djebel Uweinat, la cui sommità è in territorio sudanese e le cui pendici scendono anche verso la Libia. Arrivati a Karkur Talh si resta affascinati e sorpresi alla vista di alberi di acacia e tracce di piccoli animali che qui riescono a sopravvivere grazie alle rarissime piogge che cadono sui vicini monti del Djebel Uweinat. Nell’area circostante si trovano molte testimonianze di insediamenti antichissimi con pitture e graffiti. 8°g. 7/12 Djebel Uweinat - Uadi Sura – Grotta di Foggini   Si cambia la direzione del percorso muovendosi ora verso nord arrivando al lembo sud occidentale del Gilf Kebir, dove si trovano antichissime tracce di presenza umana che risalgono a un periodo di minore aridità. Si entra tra le falesie del massiccio per esplorare il Uadi Sura, dove si trovano interessanti pitture rupestri. Proseguendo sempre lungo il bordo occidentale delle falesie si raggiunge poi l’area della grotta di Foggini, anche questo un luogo con stupende pitture preistoriche, dove si pone il campo di oggi. 9°g. 8/12 Foggini - Aqaba - Uadi Abdelmalek   Si accede al plateau del Gilf Kebir attraverso il passaggio sabbioso di Aqaba, posto un poco a sud di Foggini, attraversando la vasta solitudine di questo mitico luogo. Anche qui in un ambiente naturale di bellezza entusiasmante: le sabbie che si frangono sulle pareti del Gilf Kebir si insinuano nelle gole e cercano pian piano di scalare questa grande barriera naturale, che ne blocca il lento cammino verso sud. Proseguendo ora lungo il lembo settentrionale delle alture si individuano i passaggi tra sabbie e roccia che consentono di penetrare nel Uadi di Abdel el Malik, dove si trovano anche graffiti e pitture preistorici. 10°g. 9/12 Uadi Abdel el Malik - Uadi Gubba - Uadi Homra   L’entusiasmante esplorazione del Gilf Kebir prosegue tra i uadi nord occidentali, la parte più spettacolare in assoluto. Da Uadi Abdel el Malik si arriva a Uadi Gubba e quindi a Uadi Homra. 11°g.  10/12 Uadi Homra – Silica   Nella giornata di oggi inizia la grande traversata del Mare di Sabbia; obbiettivo di oggi è giungere nell’area di Silica, dove cadde un grande meteorite. Il tremendo impatto generò un calore elevatissimo che formò per fusione delle peculiari rocce verdi. 12°g.  11/12 Silica – Mare di Sabbia   Dopo l’interessante esplorazione di Silica di fronte a noi continua l’immensa vastità del Mare di Sabbia, con i lunghissimi cordoni dunari che corrono fortunatamente quasi sempre in direzione nord – sud, che consentono così di percorrere la regione abbastanza celermente senza un eccessivo numero di scalate delle dune, con sabbia spesso compatta su cui si viaggia relativamente  veloci. 13°g. 12/12 Mare di Sabbia   La traversata prosegue sempre in direzione nord; vi sono alcuni punti di riferimento, nati in buona parte dall’uso del GPS e che rendono un poco più semplice navigare in questo oceano di sabbia. I tramonti sono particolarmente spettacolari, salendo sui cordoni dunari più alti lo sguardo spazia all’infinito e si ha l’impressione di essere stati catapultati su di un altro pianeta 14°g. 13/12 Mare di Sabbia – Oasi di Siwa   Si completa oggi la traversata del Mare di Sabbia; nei pressi dell’oasi di Siwa tra le formazioni e dune di Bir Wahid si trovano fonti di acque termali nelle quali ci si potrà anche immergere! Si cercherà di arrivare nell’oasi non troppo tardi, e si utilizzerà il tempo disponibile per visitarla: lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano anche i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro. Ci si sistema presso il grazioso hotel Paradise. 15°g.  14/12 Oasi di Siwa – Giza (Cairo)   Da Siwa si segue ora una veloce strada asfaltata che porta a nord fino alla costa del Mediterraneo, che si segue poi verso est. Si sosta per una visita al mausoleo italiano di El Alamain e si prosegue fino alla capitale, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 16°g.  Domenica 15 dicembre, volo di rientro   Ci si reca all’aeroporto del Cairo per l’imbarco.   Uadi Bagar Gebel Uwainat, Karkur Talh Il Mare di Dune
EGITTO 2013: Da Siwa al Deserto Bianco
Periodo: 24 apr - 1 mag
Abu Tuyur Abu Tuyur   L’itinerario ripercorre i tracciati delle antiche carovaniere e attraversa i tratti più spettacolari del Deserto Occidentale dell’Egitto. Si visitano le oasi di Siwa – una delle più belle e interessanti di tutto il Sahara – e di Baharyya effettuando anche dei tratti di percorso fuori pista. Tutti questi territori non presentano alcun problema di sicurezza: non sono mai stati registrati inconvenienti e neanche atteggiamenti ostili verso i visitatori; ci si può andare in perfetta tranquillità, godendo anzi del fatto che il flusso turistico ora è molto ridotto. Arrivati al Cairo ci si sistema in un comodo hotel di Giza, nei pressi delle piramidi. Si parte verso ovest seguendo la costa mediterranea transitando da El Alamain per poi immergersi nel deserto da Marsa Matru. Raggiunta Siwa ci si ferma due notti per godere di questa splendida oasi e del deserto circostante. Si riparte seguendo la strada tracciata sul percorso carovaniero che congiunge Siwa a Baharyya, abbastanza buona ma con dei tratti spesso invasi dalla sabbia. Si tiene questa direttrice lasciandola per delle deviazioni esplorative che portano nei luoghi più spettacolari, che consentono di ammirare la bellezza più pura del vastissimo deserto. A Baharyya si sosta per due notti potendo così apprezzare questa zona di deserto, che è peculiare per il contrasto tra sabbie e le rocce scure dei monti, e ammirare i resti archeologici frutto di recenti scavi. Da qui si raggiunge il Deserto Bianco con un percorso fuori pista con spunti panoramici spettacolari e si pone un campo; dopo un’esplorazione e la visita alle meraviglie naturali di Abu Tuyur, si rientra al Cairo. È un itinerario ben sperimentato da Amitaba; pur essendo avventuroso non presenta pericoli e i tratti fuori pista si svolgono a distanze non eccessive dalle strade di collegamento. E’ un viaggio ideale per chi desidera conoscere il deserto e per chi ha visitato i siti archeologici dell’Egitto e voglia approfondire la conoscenza di questo paese avvicinandosi alla sua incredibile bellezza naturale. Questo programma è stato apprezzato da conoscitori esperti del Sahara sia per l’assoluta magnificenza dei luoghi dove si svolge che per la capacità organizzativa che abbiamo saputo offrire. E’ stato eseguito anche con dei ragazzi: la più giovane aveva solo 6 anni!   Siwa Bir Wahid   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.   Mercoledì 24 aprile, volo per Cairo e trasferimento a Giza   Al Cairo si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci si trasferisce nella zona di Giza ad ovest della città, vicino alle Piramidi, presso l’Oasys Pyramids Hotel. 2°g. 25/4 Giza (Cairo) – Oasi di Siwa Partenza con le jeep che trasportano tutto l’occorrente per il viaggio nel deserto. Si segue la costa mediterranea transitando dal mausoleo italiano di El Alamain e pranzando lungo il percorso. Nel pomeriggio inizia la traversata del deserto in direzione sud verso l’oasi di Siwa; la strada è ancora asfaltata e dritta. Si raggiunge l’oasi in serata e ci si sistema al grazioso hotel Paradise. 3°g.  26/4 Siwa   Esplorazione dell’oasi. Lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro; l’archeologa Liana Souvalzi ritiene di aver individuato nell’oasi la tomba del grande condottiero. Chi lo desidera potrà fare un gradevole bagno alle “fonti di Cleopatra”, dove si sosta per il pranzo. Nel pomeriggio escursione tra le spettacolari dune di Bir Wahid, dove si trovano anche delle fonti di acque termali in cui ci si potrà immergere; si gode il tramonto dalle dune. Si rientra per la cena all’hotel Paradise. 4°g.  27/4 Siwa – El Arag – Setra – Oasi di Baharyya Si lascia Siwa in direzione est costeggiando uno dei pittoreschi laghi salati dell’oasi. L’ambiente diventa sempre più selvaggio, si lascia la strada per raggiungere l’incantevole bacino di El Arag, dove tra i pinnacoli di roccia rossa si trovano miliardi di conchiglie fossili che donano una sfumatura argentea a un luogo di inimmaginabile bellezza; nascoste tra le pareti si trovano antiche tombe rupestri. Tornati sulla direttrice principale si prosegue verso sud est; si transita sul bordo meridionale della depressione di Al Qattara e con un tratto di fuoripista si raggiunge la zona dunaria di Setra, posta ai bordi del Gran Mare di Sabbia. Si prosegue quindi per l’oasi di Baharyya, dove si alloggia presso l’hotel El Beyt. 5°g.  28/4 Baharyya   Si inizia la giornata con le visite archeologiche, frutto di scavi interessanti e molto recenti che hanno portato alla luce diverse mummie e sepolcri con diversi reperti esposti nel museo dell’oasi; si visitano quindi i templi di Muftella e Alessandro. Per pranzo è previsto un picnic nei palmeti di Marun; da qui ci si sposta al lago salato e si procede attraverso le dune transitando dalla piccola oasi di Gebel Dist Maghrafa, tra i monti tipici di quest’area. Prima di rientrare si visita un allevamento di cammelli immerso nella natura del deserto. 6°g.  29/4 Baharyya – Deserto Bianco   A sud di Bahariyya un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia dove si insinuano le sabbie porta ad Agabat, sul bordo settentrionale del Deserto Bianco. E’ un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; si raggiunge la “fonte magica” per il pranzo. Nel pomeriggio ci si addentra nello spettacolare ambiente dei funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti. Si pone il campo in un luogo di indimenticabile bellezza. 7°g.  30/4 Deserto Bianco – Abu Tuyur - Baharyya – Giza (Cairo)   A nord del Deserto Bianco si raggiunge la zona di Abu Tuyur, gioiello di bellezza naturale, caratterizzata da formazioni meno sagomate e più imponenti. Si torna poi sulla strada iniziando il tragitto di rientro, lasciandola per una breve deviazione che porta a uno spettacolare arco di roccia (Gabel el Mahrum) dove si sosta per il pranzo. Lungo la strada la “montagna di cristallo” stupisce per l’abbondanza dei quarzi. Si transita dall’oasi di Baharyya e si completa il viaggio nel deserto raggiungendo in serata Giza, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 8°g.  Domenica 15 aprile, volo di rientro 
EGITTO 2012: Magia del Sahara, dall'oasi di Siwa al Deserto Bianco
Periodo: 7 apr - 15 apr
  La scelta dei luoghi e dei tempi di questo percorso sono il frutto dei molti viaggi esplorativi effettuati da Amitaba in queste zone; si visitano le parti più suggestive del deserto egiziano calibrando al meglio gli spostamenti: le distanze maggiori si coprono nel primo e ultimo giorno su strade asfaltate dove ci si muove rapidamente e senza scossoni. Arrivati al Cairo ci si sistema in un comodo hotel di Giza, nei pressi delle piramidi. Si parte dal Cairo seguendo la costa mediterranea transitando da El Alamain per poi immergersi nel deserto da Marsa Matru. Raggiunta Siwa ci si ferma due notti per godere di questa splendida oasi e del deserto circostante. Si riparte seguendo la strada tracciata sul percorso carovaniero che congiunge Siwa a Baharyya, abbastanza buona ma con dei tratti spesso invasi dalla sabbia. Si tiene questa direttrice lasciandola per delle deviazioni esplorative che portano ai punti scelti per i campi, attraverso luoghi che consentono di ammirare la bellezza più pura del vastissimo deserto. Da Baharyya si raggiunge il Deserto Bianco con un percorso fuori pista che scorre a sud della strada che porta verso l’oasi di Farafra con spunti panoramici spettacolari e, dopo un’esplorazione del Deserto Bianco e una visita alle meraviglie naturali di Abu Tuyur, si rientra al Cairo. È un itinerario ben sperimentato da Amitaba; pur essendo avventuroso non presenta pericoli e i tratti fuori pista si svolgono a distanze non eccessive dalle strade di collegamento. E’ un viaggio ideale per chi desidera conoscere il deserto e per chi ha visitato i siti archeologici dell’Egitto e voglia approfondire la conoscenza di questo paese avvicinandosi alla sua incredibile bellezza naturale. Questo programma è stato apprezzato da conoscitori esperti del Sahara sia per l’assoluta magnificenza dei luoghi dove si svolge che per la capacità organizzativa che abbiamo saputo offrire. E’ stato eseguito anche con dei ragazzi: la più giovane aveva solo 6 anni!     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 7 aprile, volo per il Cairo Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba; ci si sistema nella zona di Giza, vicino alle Piramidi, presso l’Oasys Pyramids Hotel o il Cataract Hotel. 2°g. 8/4 Giza (Cairo) – oasi di Siwa Partenza con le jeep che trasportano tutto l’occorrente per il viaggio nel deserto. Si segue la costa mediterranea transitando dal mausoleo italiano di El Alamain e pranzando lungo il percorso. Nel pomeriggio inizia la traversata del deserto in direzione sud verso l’oasi di Siwa; la strada è ancora asfaltata e dritta. Si raggiunge l’oasi in serata e ci si sistema al grazioso hotel Paradise. 3°g. 9/4 Siwa Esplorazione dell’oasi. Lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro; l’archeologa Liana Souvalzi ritiene di aver individuato nell’oasi la tomba del grande condottiero. Chi lo desidera potrà fare un gradevole bagno alle “fonti di Cleopatra”, dove si sosta per il pranzo. Nel pomeriggio escursione tra le spettacolari dune di Bir Wahid, dove si trovano anche delle fonti di acque termali in cui ci si potrà immergere; si gode il tramonto dalle dune. Si rientra per la cena all’hotel Paradise. 4°g. 10/4 Siwa – El Arag Si lascia Siwa in direzione est costeggiando uno dei pittoreschi laghi salati dell’oasi. L’ambiente diventa sempre più selvaggio, si lascia la strada per raggiungere l’incantevole bacino di El Arag, dove si pone il primo campo. Tra i pinnacoli di roccia rossa si trovano miliardi di conchiglie fossili che donano una sfumatura argentea ad un luogo di inimmaginabile bellezza, dove nascoste tra le pareti si trovano antiche tombe rupestri. Il riverbero del fuoco del campo sotto un’indimenticabile volta di stelle sarà la cornice di questo primo campo. 5°g. 11/4 El Arag – Al Qattara Parte del percorso avviene fuori dalle piste, nella vastità del deserto; meta di oggi è il bordo meridionale della depressione di Al Qattara, ai margini della zona dunaria di Setra, posta ai bordi del Gran Mare di Sabbia, dove si pone il campo in un’area che impressiona per il senso di vastità. 6°g. 12/4 Al Qattara – Baharyya Raggiunta la strada si prosegue verso l’oasi di Baharyya, lasciando di nuovo la strada carrozzabile per esplorare Alam el Gard, un bacino di formazioni erose dove ci si ferma per il pranzo. Si arriva all’oasi nel pomeriggio in tempo per una visita; sistemazione presso l’hotel El Beyt. 7°g. 13/4 Baharyya – Deserto Bianco A sud di Bahariyya un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia dove si insinuano le sabbie porta ad Agabat, sul bordo settentrionale del Deserto Bianco. E’ un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; si raggiunge la “fonte magica” per il pranzo. Nel pomeriggio ci si addentra nello spettacolare ambiente dei funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti. Si pone il campo in un luogo di indimenticabile bellezza. 8°g. 14/4 Deserto Bianco – Baharyya – Giza (Cairo) A nord del Deserto Bianco si raggiunge la zona di Abu Tuyur, gioiello di bellezza naturale, caratterizzata da formazioni meno sagomate e più imponenti. Si torna poi sulla strada iniziando il tragitto di rientro, lasciandola per una breve deviazione che porta ad uno spettacolare arco di roccia (Gabel el Mahrum) dove si sosta per il pranzo. Lungo la strada la “montagna di cristallo” stupisce per l’abbondanza dei quarzi. Raggiunta Baharyya si completa il viaggio nel deserto raggiungendo in serata Giza, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 9°g. Domenica 15 aprile, volo di rientro Partenza in volo dal Cairo.
EGITTO 2011: Da El Alamain al Mare di Sabbia
Memorie storiche e spazi infiniti dell'erg
Periodo: 29 ott - 6 nov
Il viaggio porta nei luoghi che testimoniano le vicende della seconda guerra mondiale e, dopo questo momento di riflessione storica, si immerge nella grande vastità del Mare di Sabbia, l’immensa distesa di dune che copre buona parte del Deserto Occidentale d’Egitto e la parte orientale della Libia. Dal Cairo si segue la costa mediterranea fino ad El Alamein e, dopo le visite, si raggiunge l’oasi di Siwa, da dove inizia la spedizione nel Mare di Sabbia in direzione sud est fino ad emergere nella zona delle antiche fonti di Ain Della. Si pernotta per tre notti consecutive in campo usufruendo solo delle proprie scorte di acqua, cibo e combustibile, in totale autonomia. In queste remotissime aree esistono solo alcune esili tracce carovaniere che i nomadi del deserto percorrevano un tempo per andare da Siwa o da Bahrein a Farafra; gran parte del percorso è completamente fuori pista, in un’immensità immacolata dove l’uomo è umile ospite. Oltre Ain Della si raggiunge la strada carrozzabile, e, dopo un tragitto nel celebre Deserto Bianco, si rientra al Cairo dove si dedica una giornata alle visite archeologiche recandosi alle piramidi, al Museo ed alla cittadella, concludendo questa bella giornata con lo spettacolo di ‘suoni e luci’ alle piramidi. Il tracciato nel Mare di Sabbia è stato testato e mappato con il GPS, quindi gli spostamenti sono conosciuti e la guida può sempre comunicare la propria posizione all’ufficio del Cairo utilizzando il telefono satellitare, che non viene però utilizzato per motivi personali dei partecipanti, ed accompagna la spedizione anche un ufficiale dell’esercito egiziano. Gli autisti e la guida sono esperti: devono potersi districare dagli insabbiamenti, individuare i passaggi tra le dune e scavalcarne gli alti cordoni utilizzando dei mezzi pesanti. Non sussistono quindi rischi di perdersi o morire di sete in avaria nel deserto; è importante che i partecipanti abbiano un buono spirito di adattamento e disponibilità alla collaborazione. I campi nel deserto, clima e attrezzatura richiesta La traversata del deserto si svolge utilizzando delle moderne jeep (Toyota Land Cruiser o tipi equivalenti). Il viaggio prevede tre campi consecutivi: si transita in territori privi di qualsiasi struttura. E’ quindi necessario essere dotati di una certa adattabilità, perché le scorte d’acqua sono preziose e non consentono di fare delle docce. La logistica è ben collaudata ed il materiale necessario è tutto fornito, compresi i materassini; ogni partecipante deve solo portare il proprio sacco a pelo per il quale si consiglia un gradiente termico di comfort di 5 gradi. Gli assistenti egiziani allestiscono e cucinano per il gruppo, preparando cibo caldo semplice ma gustoso; è buona norma nel deserto che i partecipanti aiutino ad allestire le proprie tende, pur non essendo ‘obbligati’. Sono previste tende a due posti, utilizzabili individualmente da chi ha versato il supplemento per la stanza singola. Il clima è secco e caldo, ma di notte la temperature nel deserto può scendere mediamente anche a 10 – 12 gradi. Si consiglia di portare vestiario comodo; è meglio avere delle scarpe adatte a camminare anche su terreni sassosi, occhiali da sole, cappello, costume da bagno e un fazzoletto per proteggersi dalla polvere.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 29 ottobre 2011, partenza per il Cairo (Giza)   Partenza per il Cairo dove è in attesa dei partecipanti la guida locale; sistemazione all’Oasis Pyramid hotel, nei pressi delle Piramidi di Giza. 2°g. 30/10 Giza – El Alamein   Partenza con le jeep che trasportano tutto l’occorrente per la spedizione nel deserto. Ci si sposta in direzione occidentale verso El Alamein, dove si arriva verso l’ora di pranzo. Ci si reca al Mausoleo italiano e successivamente al Museo della Seconda Guerra Mondiale. Si alloggia presso il Beausite Hotel, un ‘4 stelle’ posto sulla riva del Mediterraneo a Marsa Matru. 3°g.  31/10 El Alamein – Siwa   Dopo colazione ci si reca a visitare i Memoriali  del Commonwealth e Tedesco. Si inizia quindi la traversata del deserto in direzione sud verso l’oasi di Siwa; la strada è ancora asfaltata e rettilinea e si raggiunge l’oasi nel pomeriggio. Si alloggia presso il grazioso hotel Safari Paradise. Nell’oasi è molto gradevole passeggiare verso la fortezza di Shali, dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, ed agli adiacenti negozietti; la sommità del vecchio villaggio fortificato è un punto magnifico da cui godere il tramonto. 4°g. – 6°g. (1/11 – 3/11) Siwa – Ain Della, traversata del Grande Mare di Sabbia   Prima di immergersi nel Grande Nulla dell’infinito Erg si esplora l’oasi di Siwa: lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo, che fu consultato anche dal grande Alessandro. Lasciata Siwa ci si immerge nel grande Erg, il ‘Mare di Dune’ che si estende nella sua vastità immensa fino alla Libia. Si percorrono circa 300 chilometri in 3 giorni, tenendo come riferimento verso sud la posizione GPS della roccia di Sakhret al-Amud, ponendo un primo campo nella zona di Bir Wahid; il secondo campo verrà poi posto lungo il percorso, quasi sicuramente prima di Sakhret, in funzione delle tempistiche di spostamento. Oltre Bir Wahid si transita da un sito che conserva molte palme fossili e procedendo sulla sabbia compatta si arriva ai grandi cordoni dunari che delimitano una base militare, da anni abbandonata. Proseguendo verso sud ci si sposta celermente cercando con attenzione i tratti di sabbia compatta e si superano gli alti cordoni dunari che si stendono anche per decine di chilometri e formano delle lunghissime onde di sabbia che sembrano arrivare oltre il limiti dell’orizzonte. Arrivati alla solitaria roccia di Sakhret al-Amud si prosegue quindi verso est, attraversando ancora degli alti cordoni dunari e arrivando dopo un tratto di deserto sassoso allo spettacolare bacino di Ain Della, dove si trova una miracolosa fonte nascosta tra le sabbie, antico luogo utilizzato per rifornirsi d’acqua da chi osava affrontare il deserto e dove sopravvive un minuscolo avamposto militare. Da qui si segue per un tratto una pista fino a formazioni rocciose che sembrano piramidi naturali, dove sarà allestito l’ultimo campo. 7°g.  4/11 Deserto Bianco – Cairo (Giza)   Si transita dalla zona di Abu Tuyur, un luogo di potente bellezza naturale con imponenti formazioni rocciose, dove iniziano ad affiorare anche stupende formazioni candide di gesso bianco che annunciano il Deserto Bianco. Raggiunta quindi la strada asfaltata che arriva dal Cairo la si attraversa per seguire un percorso fuoripista nel Deserto Bianco, dove formazioni di gesso di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti, formano strane sculture e bizzarri funghi di gesso, creando un luogo di indimenticabile bellezza. Lasciate le formazioni plastiche del Deserto Bianco e raggiunta la strada di procede verso nord est fino all’oasi di Baharyya per proseguire sulla veloce strada asfaltata fino a Giza, dove si alloggia all’Oasis Pyramid, il medesimo dell’arrivo. 8°g.  5/11 Cairo   Le visite iniziano dall’immortale Giza, con la visita delle piramidi e della sfinge. Ci si reca quindi al Museo del Cairo, dove tra gli innumerevoli reperti si trovano le inimmaginabili meraviglie del tesoro di Tutankhamon e, chi lo desidera, potrà vedere comprando un apposito biglietto le mummie di alcuni Faraoni. Si prosegue con la visita della cittadella, il cui punto saliente è la moschea di Mohammed Ali, ed in serata ci si reca allo spettacolo “Suoni e Luci” alle piramidi: vedere le piramidi e la sfinge illuminate è una cosa da non perdere. 9°g. Domenica 6 novembre, volo di rientro
EGITTO 2010: Da Siwa a Luxor
Magia del Sahara e fascino dei Faraoni
Periodo: 28 dic - 8 gen
La scelta dei luoghi e dei tempi dell’itinerario nel deserto è il frutto di molti viaggi eseguiti da Amitaba, che hanno consentito di sviluppare un percorso avventuroso ma che non presenta pericoli, con tratti fuoripista incredibilmente spettacolari ma che si svolgono a distanze non eccessive dalle strade di collegamento. Pur consentendo una splendida esperienza nel deserto non richiede notti di campo: nelle oasi si alloggia in comodi e graziosi alberghetti. Si utilizzano mezzi di buona qualità, tipo Toyota Land Cruiser, e conduce il viaggio, assieme all’accompagnatore italiano, una nostra guida egiziana esperta dei percorsi in fuoripista. Per la parte storica a Luxor, Abydos, Dendera, Cairo, Giza e Saqqara accompagna il gruppo anche una guida egiziana che parla la lingua italiana. Gli spostamenti in queste aree si effettuano utilizzando un pulmino.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 28 dicembre, partenza per il Cairo Al Cairo ci si sistema nella zona di Giza, vicino alle Piramidi, presso l’Oasys Pyramids Hotel o il Cataract Hotel. 2°g.  29/12 Giza (Cairo) – oasi di Siwa   Partenza con le jeep; si segue la costa mediterranea transitando dal mausoleo italiano di El Alamain e pranzando lungo il percorso. Nel pomeriggio inizia la traversata del deserto in direzione sud verso l’oasi di Siwa; la strada è ancora asfaltata e rettilinea. Si raggiunge l’oasi in serata e ci si sistema al grazioso hotel Paradise. 3°g.  30/12 Siwa  Esplorazione dell’oasi. Lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro; l’archeologa Liana Souvalzi ritiene di aver individuato nell’oasi la tomba del grande condottiero. Chi lo desidera potrà fare un gradevole bagno alle “fonti di Cleopatra”, dove si sosta per il pranzo. Nel pomeriggio escursione tra le spettacolari dune di Bir Wahid, dove si trovano anche delle fonti di acque termali in cui ci si potrà immergere; si gode il tramonto dalle dune. Si rientra per la cena all’hotel Paradise. 4°g.  31/12 Siwa – Baharyya   Si lascia Siwa in direzione est costeggiando uno dei pittoreschi laghi salati dell’oasi. L’ambiente diventa sempre più selvaggio, si lascia la strada per raggiungere l’incantevole bacino di El Arag, dove si sosta per il pranzo; tra i pinnacoli di roccia rossa si trovano miliardi di conchiglie fossili che donano una sfumatura argentea ad un luogo di inimmaginabile bellezza, dove nascoste tra le pareti si trovano antiche tombe rupestri. Proseguendo verso sud est si transita lungo il bordo meridionale della depressione di Al Qattara, dove ci si reca alle dune di Setra al bordo del Gran Mare di Sabbia. Arrivati a Baharyya ci si sistema presso l’hotel El Beyt. 5°g.  1/1 Baharyya – Deserto Bianco - Farafra   A sud di Bahariyya un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia dove si insinuano le sabbie porta ad Agabat, sul bordo settentrionale del Deserto Bianco. E’ un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; si raggiunge la “fonte magica” per il pranzo. Nel pomeriggio ci si addentra nello spettacolare ambiente dei funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti. Si prosegue quindi per la vicina oasi di Farafra, dove si alloggia presso l’hotel Aqua Sun. 6°g.  2/1 Farafra – Dakhla – Kharga  Lasciando Farafra la strada è asfaltata e si procede veloci; a Dakhla grazie a centinaia di piccole sorgenti che formano anche dei laghetti sono sorti alcuni interessanti villaggi. Il più caratteristico è El Qasr, con alcuni antichi palazzi e un’interessante moschea, tutto costruito in mattoni di terra e le case poste vicine una all'altra per proteggersi dal sole formando viuzze tortuose a volte coperte, creando degli spazi silenziosi avvolti nell’ombra dove si affacciano porte di legno con soffitti, muri e pavimenti del medesimo quieto color beige; passeggiarvi induce un particolare senso di mistero. Dall’oasi si prosegue in direzione sud est per El Kharga; si lascia la direttrice principale seguendo un tragitto fuoripista che porta ad Am al Dabadeb attraverso una bella area di deserto formata da sabbie e formazioni rocciose, dove abbondano le stelle del deserto. In questo sito archeologico in antichità sorgeva una città; i resti del forte di origine romana sono ancora ben conservati e dalle alture circostanti, tra le rade piante che ancora crescono, si individua molto bene la planimetria della città; è  un luogo incantato e sconosciuto, interessante da esplorare. Giunti all’oasi di Kharga si alloggia presso l’hotel Kharga o al Solymal. 7°g.  3/1 Kharga – Luxor A Kharga vi sono diverse possibilità per visite di interesse storico, in particolare i templi di Hibis e di an-Nadura e la necropoli di al-Bagawat. Da Kharga con un percorso di circa quattro ore su strada asfaltata si raggiunge Luxor, per immergersi nell’atmosfera evocativa dei sacri templi del Nilo e delle tombe dei Faraoni, iniziando con la visita del tempio di Luxor nella magia del tramonto. Si alloggia presso l’hotel Sofitel Karnak. 8°g.  4/1 Luxor  Si dedica la mattina alla visita della Valle dei Re, dove si potrà entrare in alcune delle tombe sotterranee dei Faraoni, ed ammirare templi grandiosi. Nel pomeriggio si visitano il tempio di Karnak, il principale sito templare d’Egitto, ed il museo. 9°g.  5/1 Luxor: escursione ad Abydos e Dendera   Ci si dirige verso nord per visitare due dei siti storici più importanti ed interessanti dell’antico Egitto: i complessi templari di Abydos e Dendera. Tornati a Luxor, dopo cena ci si reca al tempio di Karnak per ammirare lo spettacolo “Suoni e Luci”: forse un pò turistico, ma è una buona opportunità per passeggiare di notte tra i giganteschi colonnati di questo tempio immortale. 10°g.  6/1 Luxor – Cairo    Partenza in volo per il Cairo alle 10.00 con arrivo alle 11.00. Ci si reca a visitare il museo, dove tra gli innumerevoli reperti trovano le inimmaginabili meraviglie del tesoro di Tutankhamon e, chi lo desidera, potrà vedere le mummie di alcuni Faraoni. Ci si reca poi alla cittadella, il cui punto saliente è la moschea di Mohammed Ali; quindi ci si tuffa nel vecchio, pittoresco mercato di Khan al Khalili. In serata si cena su di un battello sul Nilo; si alloggia presso l’Oasys Pyramids Hotel o il Cataract Hotel. 11°g.  7/1 Cairo Le visite iniziano dall’immortale Giza, con le piramidi e la sfinge. Si procede quindi con il sito di Saqqara situato a sud del Cairo, necropoli dell'antica capitale di Memphis nota per la piramide a gradoni di Zoser ed alcune tombe di notabili, dove si ammirano pitture stupende. In serata ci si reca allo spettacolo “Suoni e Luci” alle piramidi: vedere le piramidi e la sfinge illuminate è una cosa da non perdere. 12°g.  Sabato 8 gennaio, volo di rientro  
EGITTO 2010: Dall'oasi di Siwa al deserto bianco
Magia del Sahara
Periodo: 3 apr - 11 apr
La scelta dei luoghi e dei tempi di questo percorso sono il frutto dei molti viaggi esplorativi effettuati da Amitaba in queste zone; si visitano le parti più suggestive del deserto egiziano calibrando al meglio gli spostamenti: le distanze maggiori si coprono nel primo e ultimo giorno su strade asfaltate dove ci si muove rapidamente e senza scossoni. Arrivati al Cairo ci si sistema in un comodo hotel di Giza, nei pressi delle piramidi. Si parte dal Cairo seguendo la costa mediterranea transitando da El Alamain per poi immergersi nel deserto da Marsa Matru. Raggiunta Siwa ci si ferma due notti per godere di questa splendida oasi e del deserto circostante. Si riparte seguendo la strada tracciata sul percorso carovaniero che congiunge Siwa a Baharyya, abbastanza buona ma con dei tratti spesso invasi dalla sabbia. Si tiene questa direttrice lasciandola per delle deviazioni esplorative che portano ai punti scelti per i campi, attraverso luoghi che consentono di ammirare la bellezza più pura del vastissimo deserto. Da Baharyya si raggiunge il Deserto Bianco con un percorso fuori pista che scorre a sud della strada che porta all’oasi di Farafra con spunti panoramici spettacolari e, dopo un’esplorazione del Deserto Bianco e una visita alle meraviglie naturali di Abu Tuyur, si rientra al Cairo. È un itinerario ben sperimentato da Amitaba; pur essendo avventuroso non presenta pericoli e i tratti fuori pista si svolgono a distanze non eccessive dalle strade di collegamento. È un viaggio ideale per chi desidera conoscere il deserto e per chi ha visitato i siti archeologici dell’Egitto e voglia approfondire la conoscenza di questo paese avvicinandosi alla sua incredibile bellezza naturale. Questo programma è stato apprezzato da conoscitori esperti del Sahara sia per l’assoluta magnificenza dei luoghi dove si svolge che per la capacità organizzativa che abbiamo saputo offrire. È stato eseguito anche con dei ragazzi: la più giovane aveva solo 6 anni!   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 3 aprile, partenza per il Cairo    Al Cairo ci si sistema nella zona di Giza, vicino alle Piramidi, presso l’Oasys Pyramids Hotel o il Cataract Hotel. 2°g.  4/4 Giza (Cairo) – oasi di Siwa  Partenza con le jeep che trasportano tutto l’occorrente per il viaggio nel deserto. Si segue la costa mediterranea transitando dal mausoleo italiano di El Alamain e pranzando lungo il percorso. Nel pomeriggio inizia la traversata del deserto in direzione sud verso l’oasi di Siwa; la strada è ancora asfaltata e dritta. Si raggiunge l’oasi in serata e ci si sistema al grazioso hotel Paradise. 3°g.  5/4 Siwa   Esplorazione dell’oasi. Lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro; l’archeologa Liana Souvalzi ritiene di aver individuato nell’oasi la tomba del grande condottiero. Chi lo desidera potrà fare un gradevole bagno alle “fonti di Cleopatra”, dove si sosta per il pranzo. Nel pomeriggio escursione tra le spettacolari dune di Bir Wahid, dove si trovano anche delle fonti di acque termali in cui ci si potrà immergere; si gode il tramonto dalle dune. Si rientra per la cena all’hotel Paradise. 4°g.  6/4 Siwa – El Arag Si lascia Siwa in direzione est costeggiando uno dei pittoreschi laghi salati dell’oasi. L’ambiente diventa sempre più selvaggio, si lascia la strada per raggiungere l’incantevole bacino di El Arag, dove si pone il primo campo. Tra i pinnacoli di roccia rossa si trovano miliardi di conchiglie fossili che donano una sfumatura argentea ad un luogo di inimmaginabile bellezza, dove nascoste tra le pareti si trovano antiche tombe rupestri. Il riverbero del fuoco del campo sotto un’indimenticabile volta di stelle sarà la cornice di questo primo campo. 5°g.  7/4 El Arag – Al Qattara Parte del percorso avviene fuori dalle piste, nella vastità del deserto; meta di oggi è il bordo meridionale della depressione di Al Qattara, ai margini della zona dunaria di Setra, posta ai bordi del Gran Mare di Sabbia, dove si pone il campo in un’area che impressiona per il senso di vastità. 6°g.  8/4 Al Qattara – Baharyya  Raggiunta la strada si prosegue verso l’oasi di Baharyya, lasciando di nuovo la strada carrozzabile per esplorare Alam el Gard, un bacino di formazioni erose dove ci si ferma per il pranzo. Si arriva all’oasi nel pomeriggio in tempo per una visita; sistemazione in un grazioso e pulito alberghetto, il Beshmo Lodge. 7°g.  9/4 Baharyya – Deserto Bianco  A sud di Bahariyya un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia, dove si insinuano le sabbie porta ad Agabat, sul bordo settentrionale del Deserto Bianco. E’ un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; si raggiunge la “fonte magica” per il pranzo. Nel pomeriggio ci si addentra nello spettacolare ambiente dei funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti. Si pone il campo in un luogo di indimenticabile bellezza. 8°g. 10/4 Deserto Bianco – Baharyya – Giza (Cairo)   A nord del Deserto Bianco si raggiunge la zona di Abu Tuyur, gioiello di bellezza naturale, caratterizzata da formazioni meno sagomate e più imponenti. Si torna poi sulla strada iniziando il tragitto di rientro, lasciandola per una breve deviazione che porta ad uno spettacolare arco di roccia (Gabel el Mahrum) dove si sosta per il pranzo. Lungo la strada la “montagna di cristallo” stupisce per l’abbondanza dei quarzi. Raggiunta Baharyya si completa il viaggio nel deserto raggiungendo in serata Giza, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 9°g.  Domenica 11 aprile, volo di rientro  
EGITTO 2009: Oasi del deserto
Da Siwa al deserto bianco
Periodo: 29 dic - 6 gen
Si visitano le parti più suggestive del deserto egiziano calibrando gli spostamenti: le distanze maggiori si coprono nel primo e ultimo giorno su strade asfaltate dove ci si muove rapidamente e senza scossoni. Arrivati al Cairo ci si sistema in un comodo hotel di Giza, nei pressi delle piramidi. Si parte il mattino seguente verso la costa mediterranea transitando da El Alamain per poi immergersi verso sud nel deserto. Raggiunta Siwa ci si ferma due notti per godere di questa splendida oasi e del deserto circostante. Si riparte seguendo la strada tracciata sul percorso carovaniero che congiunge Siwa a Baharyya; anche questa strada è abbastanza buona, a tratti invasa dalle sabbie. La si lascia per due deviazioni esplorative in fuoripista che portano al Uadi di El Arag e verso le dune di Setra, ai margini della depressione di Qattara. Oltre l’oasi di Baharyya si segue un percorso fuori pista verso Farafra che scorre a sud della strada con punti panoramici spettacolari e, dopo una prima esplorazione nel Deserto Bianco, si arriva a quest’oasi, che servirà da base per un’esplorazione del Grande Mare di Sabbia. Tornando verso nord si esplora sempre in fuoripista un’altra area del Deserto Bianco e si raggiunge da qui l’arco di roccia di Gebel el Mahrum, e, rientrati sulla strada principale, si arriva a Baharyya; dopo una visita dei siti dell’oasi, si prosegue per il Cairo. È un itinerario ben sperimentato da Amitaba che pur essendo avventuroso non presenta pericoli e i tratti fuori pista si svolgono a distanze non eccessive dalle strade di collegamento. È un viaggio ideale per chi desidera conoscere il deserto e per chi ha visitato i siti archeologici dell’Egitto e voglia approfondire la conoscenza di questo paese avvicinandosi all’incredibile bellezza naturale del Sahara, ma senza dover ricorrere all’utilizzo di campi mobili. Questo programma è stato apprezzato da conoscitori esperti del Sahara sia per l’assoluta magnificenza dei luoghi che per la capacità organizzativa che abbiamo saputo offrire. È stato eseguito anche con dei ragazzi: la più giovane aveva solo 6 anni!   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 29 dicembre, volo per il Cairo   All’arrivo Cairo ci si sistema nella zona di Giza, vicino alle Piramidi, presso l’Oasys Pyramids Hotel o il Cataract Hotel. 2°g.  30/12 Giza (Cairo) – oasi di Siwa   Partenza con le jeep che verranno utilizzate per tutto l’itinerario; si segue la costa mediterranea transitando dal mausoleo italiano di El Alamain e pranzando lungo il percorso. Nel pomeriggio inizia la traversata del deserto in direzione sud verso l’oasi di Siwa; la strada è ancora asfaltata e dritta. Si raggiunge l’oasi in serata e ci si sistema al grazioso hotel Paradise. 3°g.  31/12 Siwa   Esplorazione dell’oasi. Lo scenario è idilliaco, con palmeti e colline erose dal vento dove sopravvivono piccole abitazioni costruite con mattoni di fango crudi, tra dune e specchi d’acqua salata su cui domina la fortezza di Shali. Qui si trovano i resti del tempio di Amon, famoso nell’antichità per il suo oracolo che fu consultato anche dal grande Alessandro; l’archeologa Liana Souvalzi ritiene di aver individuato nell’oasi la tomba del grande condottiero. Chi lo desidera potrà fare un gradevole bagno alle “fonti di Cleopatra”, dove si sosta per il pranzo. Nel pomeriggio escursione tra le spettacolari dune di Bir Wahid, dove ci si potrà immergere nelle fonti di acque termali e godere il tramonto dalle dune. Si rientra per la cena all’hotel Paradise. 4°g.  1/1/2010 Siwa – Baharyya   Si lascia Siwa in direzione est costeggiando uno dei pittoreschi laghi salati dell’oasi. L’ambiente diventa sempre più selvaggio, si lascia la strada per raggiungere l’incantevole bacino di El Arag, dove si sosta per il pranzo. Tra i pinnacoli di roccia rossa si trovano miliardi di conchiglie fossili che donano una sfumatura argentea ad un luogo di inimmaginabile bellezza, dove nascoste tra le pareti si trovano antiche tombe rupestri. Tornati sulla strada si prosegue verso l’oasi di Baharyya, lasciando di nuovo la strada carrozzabile per esplorare le dune della zona di Setra, nella regione della depressione di Qattara, ai bordi del Mare di Sabbia. Si arriva all’oasi in serata in un grazioso e pulito alberghetto, il Beshmo Lodge. 5°g.  2/1 Baharyya – Farafra   A sud di Bahariyya un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia dove si insinuano le sabbie porta ad Agabat, sul bordo settentrionale del Deserto Bianco. E’ un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; si raggiunge la “fonte magica” per il pranzo. Nel pomeriggio ci si addentra nello spettacolare ambiente dei funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti. Si torna quindi sulla strada asfaltata che porta velocemente all’oasi di Farafra, dove si alloggia all’hotel Aqua Sun, il migliore disponibile. 6°g.  3/1 Farafra   Si dedica la giornata ad un’escursione con le jeep nel vasto Mare di Sabbia, le cui propaggini arrivano a poca distanza ad ovest dell’oasi di Farafra, con dune molto spettacolari, tra le più belle del deserto sahariano. 7°g.  4/1 Farafra – Baharyya   Si trascorre parte della mattina esplorando le meraviglie del Deserto Bianco, risalendo verso nord fino allo spettacolare arco di roccia (Gabel el Mahrum), che si erge tra sabbie dorate e placche di gesso bianco. Proseguendo poi lungo la strada asfaltata si sosta alla “montagna di cristallo”, che stupisce per l’abbondanza dei quarzi. Raggiunta Baharyya ci si accomoda al Beshmo Lodge. 8°g.  5/1 Baharyya – Cairo (Giza)   Si dedica la mattina alla visita dell’oasi, dove sono state recentemente scoperte delle mummie e reperti dell’epoca faraonica. Si parte quindi per il Cairo, dove si alloggia presso il medesimo hotel utilizzato all’andata. In serata ci si reca alle piramidi di Giza per assistere allo spettacolo di “Suoni e luci”. 9°g.  Mercoledì 6 gennaio ’10, volo di rientro  
EGITTO 2009: Magia del Sahara e fascino dei faraoni
Periodo: 11 apr - 19 apr
Il programma prevede di arrivare in volo al Cairo sistemandosi in un comodo hotel di Giza, nei pressi delle piramidi. Si lascia la città partendo verso sud con le jeep che portano tutto quanto necessario per il viaggio nel deserto e si sosta per la visita del magnifico sito archeologico di Saqqara. Dopo pranzo si prosegue per Baharyya dove si sosta per la notte; quest’oasi offre diversi punti d’interesse e in anni recenti gli archeologi vi hanno trovato delle preziose mummie. Da Baharyya seguendo un percorso fuoripista che scorre a sud della strada si raggiunge il Deserto Bianco, dove si pone il primo campo tra le stupende formazioni di gesso che hanno reso celebre questa magica zona del deserto. Si torna quindi sulla strada arrivando all’oasi di Farafra e si prosegue fino a Dakhla, un’oasi molto interessante dove si alloggia in un bell’albergo del deserto nei pressi dell’antico villaggio di El Qasr. Oltre Dakhla si procede verso est raggiungendo una zona archeologica situata in pieno deserto, dove si pone un campo e si potrà sperimentare il piacere di esplorare delle rovine ben preservate tutt’ora oggetto di ricerca. Superata El-Kharga si arriva a Luxor, dove si visitano i sacri templi del Nilo e la Valle dei Re con le tombe dei Faraoni. Si rientra a Cairo in volo e si dedica l’ultima giornata alle visite, iniziando dalle piramidi a Giza, recandosi al Museo Archeologico ed alla cittadella; in serata chi lo desidera potrà assistere allo spettacolo “suoni e luci” alle piramidi. L’itinerario prevede due campi non consecutivi, intervallati da notti in albergo. I campi sono il modo migliore per assaporare il fascino del deserto, sono uno dei momenti che, chi ha già viaggiato con noi, ricorda con maggior piacere, perché permettono di godere appieno dei luoghi più affascinanti. Un campo consente di vivere a contatto con quanto di più bello possa offrirci il deserto: basta solo un minimo di adattabilità, poichè il clima secco e salubre, dove gli insetti sono rari, facilita questa esperienza. Nei viaggi scorsi molti dei partecipanti erano alla prima esperienza di questo modo un po’ avventuroso di viaggiare, ma grazie alla buona organizzazione non ne hanno sofferto. Chi ne ha fatto esperienza ha sempre dimostrato entusiasmo per quei momenti passati nel silenzio di notti stellate, allietati da un fuoco con del buon cibo preparato dai nostri, ormai esperti, collaboratori egiziani. Nei campi abbiamo ospitato sia persone anziane che ragazzi, il più giovane di 6 anni. La logistica è ben collaudata e il materiale necessario è tutto fornito fino alle stoviglie ed ai materassini, ad eccezione solo del sacco a pelo. Si utilizzano tende da due, utilizzabili anche singolarmente, che vengono montate dagli assistenti (ma l’aiuto dei partecipanti, quando si partecipa ad un viaggio nel deserto, è gradito, seguendo lo spirito di fratellanza tipico del deserto) e il cuoco sorprende per la capacità di cucinare tante cose buone, in mezzo al nulla. Per i pasti ci si siede a terra utilizzando delle stuoie. Chiaramente non è possibile allestire delle docce per la carenza d’acqua, che deve essere trasportata; viene quindi predisposto un contenitore con rubinetto per lavarsi le mani ecc. Le tende solitamente vengono poste su terreni sabbiosi, morbidi, ma si ha comunque a disposizione un materassino di gommapiuma; chi lo desidera può portare anche un proprio materassino da sovrapporre.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 11 aprile, partenza per il Cairo   Giunti al Cairo ci si sistema nella zona di Giza, vicino alle Piramidi, presso l’Oasys Pyramids Hotel o il Cataract Hotel. 2°g.  12/4 Giza (Cairo) – Saqqara - Baharyya Partenza con le jeep che trasportano tutto l’occorrente per il viaggio nel deserto. Si procede verso sud arrivando al bellissimo sito di Saqqara, necropoli dell'antica capitale di Memphis nota per la piramide a gradoni di Zoser ed alcune tombe di notabili, dove si ammirano pitture stupende. Dopo il pranzo si prosegue per l’oasi di Baharyya, iniziando la traversata del deserto in direzione sud ovest. Si alloggia al El Beshmo, un gradevole e pulito alberghetto, e si visita l’oasi. 3°g.  13/4 Baharyya – Deserto Bianco   A sud di Bahariyya un percorso fuori pista ai bordi di una frastagliata falesia dove si insinuano le sabbie porta ad Agabat, sul bordo settentrionale del Deserto Bianco. E’ un punto panoramico eccezionale nei cui pressi si trova una particolare formazione forata; si raggiunge la “fonte magica” per il pranzo. Nel pomeriggio ci si addentra nello spettacolare ambiente dei funghi di gesso, bizzarre formazioni rocciose di un candore abbagliante, frutto del lavoro erosivo dei venti. Si pone il campo in un luogo di indimenticabile bellezza. 4°g.  14/4 Deserto Bianco – Farafra - Dakhla   Con le jeep si prosegue l’esplorazione del Deserto Bianco e si prosegue poi per l’oasi di Farafra, dove si pranza nei pressi di un piccolo museo etnico. Verso Dakhla la strada è asfaltata e si procede veloci, con un solo tratto di fuoripista dove ci si lancia speditamente sulla sabbia piatta. Tra le dune di sabbia della zona di Dakhla, grazie a centinaia di piccole sorgenti che formano anche dei laghetti, sono sorti alcuni splendidi villaggi. Il più caratteristico è Mut, con alcuni antichi palazzi e un’interessante moschea, tutto costruito in mattoni di terra e le case poste vicine una all'altra per proteggersi dal sole formando viuzze tortuose a volte coperte, creando degli spazi silenziosi avvolti nell’ombra dove si affacciano porte di legno con soffitti, muri e pavimenti del medesimo quieto color beige; passeggiarvi induce un particolare senso di mistero. Si alloggia all’hotel Desert Lodge, nei pressi del villaggio di Mut. 5°g.  15/4 Dakhla – Am al  Dabadeb   Si lascia l’oasi di Dakhla seguendo una traccia fuoripista che si snoda a nord della strada carrozzabile transitando da Ain Amur, la strategica fonte d’acqua posta sul plateau dell’Abu Tartur, dove i romani costruirono un forte e si individuano tracce storiche e graffiti che coprono due millenni di storia. Proseguendo, scesi dal plateau si arriva ad Am al Dabadeb, dove si pone il campo. In questo sito archeologico in antichità sorgeva una città; i resti del forte di origine romana sono ancora ben conservati e dalle alture circostanti, tra le rade piante che ancora crescono, si individua molto bene la planimetria della città. E’ un luogo incantato e sconosciuto, interessante da esplorare. 6°g. 16/4 Am al Dabadeb - El Kharga – Luxor   Si proseguono le esplorazioni in fuoripista, arrivando agli sperduti siti archeologici di Qasr Labeka, sito della più grande tra le antiche fortezze della zona, dove si trovano due templi, l’acquedotto e tombe di epoca romana, e di Al Deir, che risale all’epoca di Diocleziano. Si transita quindi dall’oasi di Kharga, che offre diverse possibilità per visite di interesse storico, in particolare i templi di Hibis e di an-Nadura e la necropoli di al-Bagawat. Da Kharga con un percorso di circa quattro ore su strada asfaltata si raggiunge Luxor, dove si alloggia all’hotel Sofitel o all’Hilton. 7°g.  17/4 Luxor – Cairo   Visita della Valle dei Re, l’indimenticabile sito che preserva le tombe sotterranee di molti faraoni, del tempio di Luxor e di Karnak, il più grandioso tempio d’Egitto. Dopo cena si parte in volo per il Cairo dove ci si sistema nel medesimo hotel di Giza utilizzato all’arrivo. 8°g. 18/4 Cairo   Le visite iniziano dall’immortale Giza, con le piramidi e la sfinge, poi ci si reca al grandioso Museo del Cairo, dove tra i mille reperti brilla l’incredibile tesoro di Tutankhamon. Nel pomeriggio si esplora la città; i punti salienti sono la cittadella con la moschea di Mohammed  Ali, ma anche il bel mercato di Khan al Khalili. In serata chi lo desidera si potrà recare allo spettacolo “Suoni e Luci” alle piramidi: è molto turistico, ma vedere le piramidi e la sfinge illuminate è una cosa da non perdere. 9°g.  Domenica 19 aprile, volo di rientro  
EGITTO 2006: Spedizione a Gilf Kebir
Grande avventura nel deserto
Periodo: 26 dic - 7 gen
La spedizione parte dal Cairo e raggiunge nella prima giornata l’oasi di Dakhla, dove si alloggia in albergo. Oltre l’oasi si viaggia in totale autonomia: ogni veicolo trasporta scorte di carburante, acqua e cibo. Si pernotta in campo per otto notti consecutive, non avendo a disposizione una doccia. Per partecipare è meglio avere già avuto esperienza di viaggi avventurosi; sono anche indispensabili un buon spirito di adattamento e la disponibilità ad aiutarsi reciprocamente. Tutto il tracciato è stato testato e mappato con il GPS, quindi gli spostamenti sono conosciuti e la guida dispone di un telefono satellitare, che viene utilizzato solo per eventuali comunicazioni di emergenza. Clima e attrezzatura richiesta Il clima è secco e mite, tranne la sera, quando la temperatura può scendere anche fino ai 5 gradi. La traversata del deserto si svolge utilizzando le jeep più idonee (Toyota Land Cruiser o tipi equivalenti). Si consiglia di portare vestiario comodo; è meglio avere delle scarpe adatte a camminare anche su terreni sassosi, occhiali da sole, cappello e un fazzoletto per proteggersi dalla polvere. Si pernotta per otto notti consecutive in tenda. L’attrezzatura per i campi è fornita da Amitaba, compresi i materassini; ogni partecipante deve solo portare il proprio sacco a pelo. Sono previste tende a due posti, utilizzabili individualmente da chi ha versato il supplemento per la stanza singola.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Martedì 26 dicembre, volo per il Cairo   All’arrivo ci si accomoda in un comodo hotel nell’area di Giza. 2°g.  27/12 Cairo (Giza) – Dakhla   Si lascia Giza di prima mattina partendo con le jeep che trasportano tutta l’attrezzatura ed i rifornimenti necessari per la spedizione. Si transita dall’oasi di Bahariyya e quindi ci si addentra nel Deserto Bianco, dove si sosta per il pranzo. Si prosegue per l’oasi di Farafra e quindi per l’oasi di Dakhla. Le strade sono tutte ben asfaltate e veloci, si eseguono solo due tratti di fuoripista: per entrare nel Deserto Bianco e oltre Farafra dove ci si lancia veloci sulla sabbia piatta. Tra le dune della zona di Dakhla, grazie a centinaia di piccole sorgenti che formano anche dei laghetti, sono sorti alcuni splendidi villaggi. Il più caratteristico è El Qasr, tutto costruito in mattoni di terra, con alcuni antichi palazzi e un’interessante moschea e case edificate a ridosso le une alle altre per proteggersi dal sole formando un dedalo di viuzze tortuose a volte coperte. Gli spazi silenziosi avvolti nell’ombra dove si affacciano porte di legno, soffitti, muri e pavimenti sono tutti del medesimo quieto color beige; passeggiarvi induce un particolare senso di mistero. A Dakhla ci si sistema alla Desert Lodge, un comodo alberghetto. 3°g.  28/12 Dakhla – Abu Ballas   Si parte dall’oasi di Dakhla in direzione sud lasciando presto la strada asfaltata per seguire la pista che porta ad ovest verso Abu Ballas, dove si trovano molte tracce di antichi insediamenti e cocci di terracotta. 4°g.  29/12 Abu Ballas – Wadi Mashi   Si procede in direzione sud ovest verso il Grande Mare di Sabbia avvicinandosi al Gilf el Kebir ponendo il campo nei pressi di formazioni di roccia piramidali. 5°g.  30/12 Wadi Mashi – Aqaba (Gilf el Kebir)   Si accede al plateau del Gilf el Kebir attraverso il passaggio sabbioso di Aqaba ponendo il campo nella vasta solitudine di questo mitico luogo, dove si trovano antichissime tracce di presenza umana che risalgono a un periodo di minore aridità. 6°g.  31/12 Aqaba – Wadi Wasi’a – Gebel Makhroum – Wadi Sura   Oltre il plateau del Gilf el Kebir si scende verso le vallate di Wasi’a e Sura transitando dal Gebel di Makhroum. Wadi Sura nasconde delle grotte dove si trovano graffiti e pitture preistorici; un luogo magnificamente evocativo per passare l’ultima notte dell’anno. 7°g.  1/1/2007 Wadi Sura – Peter & Paul – Karkur Talh   Procedendo ancora verso sud ovest si esplorano i vulcani di Peter e Paul, un paradiso per gli appassionati di geologia. Arrivati a Karkur Talh si resta affascinati e sorpresi alla vista di alberi di acacia e tracce di piccoli animali che qui riescono a sopravvivere grazie alle rarissime piogge che cadono sui vicini monti del Djebel Uweinat. Nell’area circostante si trovano molte testimonianze di insediamenti antichissimi con pitture e graffiti. 8°g. 2/1 Karkur Talh – Djebel Uweinat   Con le jeep ci si reca ad esplorare i monti del Djebell Uweinat, che si ergono dalla sabbia piatta al confine tra Egitto, Sudan e Libia, una delle regioni più remote del mondo. 9°g.  3/1 Djebel Uweinat - Kamal el Din – Eight Bells   Il percorso di rientro inizia in direzione est, transitando da Kamal el Din fino ad un luogo conosciuto come “le otto campane" per la presenza di una fila di otto colline; in quest’area durante il secondo conflitto mondiale gli inglesi avevano posizionato una base aerea. 10°g.  4/1 Eight Bells – Bir Tarfawi   Si prosegue verso est fino a Bir Tarfawi, dove si pone l’ultimo campo. 11°g.  5/1 Bir Tarfawi – Dakhla   Oltre Bir Tarfawi verso nord si segue la strada per Dakhla che è in buona parte asfaltata. All’oasi di Dakhla ci si sistema all’albergo Desert Lodge. 13°g. 6/1 Dakhla – Cairo (Giza)  Si segue la strada asfaltata, con un unico tratto sulla sabbia prima di Farafra, e superate le oasi di Farafra e Bahariyya si arriva al Cairo, dove ci si sistema nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 14°g.  Domenica 7 gennaio, volo di rientro