STORICO VIAGGI

CIAD

 

CIAD

Il Ciad ha una superficie 4 volte più grande di quella dell’Italia ed una popolazione di 14 milioni di abitanti. È suddiviso in 3 grandi zone climatiche, deserto del Sahara a nord, Sahel al centro e pianure tropicali al sud; solo il 4% del territorio è coltivabile. Molte aree, soprattutto al nord, sono pressoché disabitate e non raggiunte dalla rete stradale. Annoverato tra i Paesi considerati “culla dell’umanità” in seguito al ritrovamento dei resti di un ominide vissuto 7 milioni di anni fa, fu colonia francese dal 1891 al 1960. Nel 1975 venne invaso dalla Libia e dopo 12 anni di guerra sanguinaria e con l’appoggio di Francia e Stati Uniti l’esercito libico è stato sconfitto e l’indipendenza ottenuta nuovamente. Oggi il Ciad è una repubblica presidenziale con capitale a N’Djamena, ha come lingue ufficiali il francese e l’arabo ed una popolazione in maggioranza mussulmana (54%) con un 36% di cristiani.

L’interesse primario che ci ha portati ad organizzare spedizioni in Ciad è la zona dei deserti settentrionali, la vasta regione situata tra il Niger ed il Sudan, a meridione della Libia. Dai primordiali monti del Tibesti ad ovest, che arrivano fino a 3414 mt di altezza, attraverso il Bourku, tra guglie rocciose multiformi e sabbie, fino all’Ennedi ad est, con mitici laghi, formazioni sedimentarie e sabbie, s’incontra una delle aree più belle in assoluto del Sahara. Un territorio che nasconde tesori d’arte preistorica ed è anche in parte abitato dai tenaci nomadi Toubou. Sono tutte zone molto lontane da un aeroporto che richiedono un’organizzazione attenta e guide molto competenti; le spedizioni richiedono tempi lunghi perché solo per arrivare alle oasi che sono il punto d’ingresso di quelle regioni servono almeno tre giorni di guida dalla capitale (fortunatamente il percorso per arrivare è già bello di per sé).

Amitaba in Ciad organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze. Siamo a vostra disposizione per organizzare anche viaggi su misura. Per valutare le diverse possibilità che il Ciad ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si possono esaminare nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
CIAD 2019: Tibesti, Borkou, Ennedi e Zakouma
Una grande esplorazione, oltre i confini del mondo
Periodo: 27 ott - 24 nov
Il percorso viene svolto seguendo questa direttrice in considerazione di fattori climatici e paesaggistici. Conduce la spedizione Alessandro Zuzic, fondatore di Amitaba; si prevede un minimo di 5 ed un massimo di 12 partecipanti. Nota tecnica La stagione secca in Ciad inizia in ottobre e tra fine ottobre ed inizio novembre solitamente i venti che interessano le parti nord occidentali del Paese sono tranquilli; il periodo prescelto per il viaggio è così il migliore dell’anno. Lasciata N’Djamena si dorme sempre in campo mobile; vengono fornite tende individuali, si hanno a disposizione tavolo, sedie e viaggia col gruppo un bravo cuoco per la preparazione del cibo. È necessario portare con sé il sacco a pelo. Alcune note sul Ciad Il Ciad ha una superficie 4 volte più grande di quella dell’Italia ed una popolazione di appena 14 milioni di abitanti . È suddiviso in 3 grandi zone climatiche, deserto del Sahara a nord, Sahel al centro e pianure tropicali al sud; solo il 4% del territorio è coltivabile. Molte aree, soprattutto al nord, sono pressoché disabitate e non raggiunte dalla rete stradale. Annoverato tra i Paesi considerati “culla dell’umanità” in seguito al ritrovamento dei resti di un ominide vissuto 7 milioni di anni fa, fu colonia francese dal 1891 al 1960. Nel 1975 venne invaso dalla Libia e dopo 12 anni di guerra sanguinaria e con l’appoggio di Francia e Stati Uniti l’esercito libico è stato sconfitto e l’indipendenza ottenuta nuovamente. Oggi il Ciad è una repubblica presidenziale con capitale a N’Djamena, ha come lingue ufficiali il francese e l’arabo ed una popolazione in maggioranza mussulmana (54%) con un 36% di cristiani.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO (Si segnala che i punti di sosta indicati nel programma possono essere variati in funzione dell’andamento del viaggio o di difficoltà incontrate sul percorso) 1°g.    Domenica 27 ottobre, partenza per il Ciad   Per raggiungere N’Djamena, capitale del Chad, vi sono diverse possibilità di volo e Amitaba può prenotare quello preferito dai viaggiatori. Un volo valido, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Ethiopian via Addis Abeba; gli orari indicati dovranno essere riverificati nell’estate del 2019. Con Ethiopian la partenza da Milano Malpensa è alle 22.30. 2°g.    28/10 Arrivo a N’Djamena   Si atterra ad Addis Abeba alle 6.30 e da qui si prosegue per N’Djamena alle 10.15 con arrivo alle 12.20, dove è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba e ci si trasferisce presso l’hotel Ibis N’Djamena o simile. Prima parte: N’Djamena - Oasi di Faya Si lascia la capitale, fondata dai francesi nel 1900 con il nome di Fort-Lamy e ribattezzata N’Djamena nel 1973 dal primo presidente della Repubblica (significa “il luogo del riposo”), e ci si dirige verso nord est. Dopo circa 300 km di comoda strada asfaltata (4/5 ore di viaggio), a Moussoro si prende una pista che, attraversando il Sahel, porta fino a Salal, da dove inizia la vera avventura: ci si addentra nell’Erg di Djourab, un vasto deserto caratterizzato dalle “barkane”, grandi dune dorate a forma di mezzaluna. In questi luoghi, nei primi anni 2000, vennero ritrovati i resti di uno dei più antichi ominidi, il Sahelanthropus Tchadensis, risalente a circa 7 milioni di anni fa e chiamato “Toumai”, che in lingua gorane significa “speranza di vita”. L’attraversata si conclude con l’arrivo all’oasi di Faya, tra le più grandi del Sahara con una lunghezza di circa 70 km, dove vivono i Kamadja, che un tempo lavoravano come schiavi al servizio dei Toubou, occupandosi della manutenzione dei giardini dell’oasi, e che ora vivono grazie al commercio di sale e datteri. Queste le tappe: 3°g.    29/10 N’Djamena - Moussoro – Verso Salal    4°g.    30/10 Salal - Kouba – Diatomé   5°g.    31/10 Diatomé – Erb Djourab – Verso Faya   Si pone il campo presso il Camp de Passage. 6°g.    1/11 Faya – Kaortchi   Seconda parte: Tibesti Oltre Faya e Kaortchi si prosegue verso nord ovest per il Tibesti, la grande regione vulcanica dove i coni arrivano fino ai 3415 mt dell’Emi Koussi, un ambiente selvaggio formato da colate laviche, sedimenti basaltici e di arenaria. Il tempo e gli agenti atmosferici hanno lavorato ed eroso questi luoghi creando canyon, gole e guglie dalle forme surreali. Vi sono crateri ancora attivi, stratificazioni di carbonato di sodio all’interno di caldere profonde, ma anche vallate di acacie e giardini fertili, pendii scoscesi a perdita d’occhio dove crescono le palme, gole e crepacci che arrivano a lambire le sabbie che circondano l’intero massiccio. Tra i momenti più speciali, l’imperdibile ascensione al Tarso Tousside, dal cui cratere si può ammirare 700 metri più in basso il Trou au Natron, una distesa di cristalli bianchi intervallata da piccoli coni vulcanici neri. Nei dintorni di Bardai, l’area più settentrionale che si tocca, si vedono le pitture rupestri di Gonoa, risalenti al neolitico, che  raffigurano, tra gli altri, elefanti, giraffe e “l’uomo di Gonoa” in scala 1 ad 1. Oltre Bardai si continua ora verso sud est, passando a nord dei monti più alti della regione. Nel corso dell’esplorazione si cercherà anche di conoscere i Toubou, gli unici depositari dei segreti di queste montagne, che da millenni vivono in piccoli villaggi dalle capanne circolari. Queste le tappe:   7°g.    2/11 Kaortchi – Tigui Palmiers – Onur     8°g.    3/11 Onur – Ehi Atroun – Dune di Ouarkakora     9°g.    4/11 Dune di Ouarkakora - Marmer – Zouar   10°g.    5/11 Zouar - Oued As - Trou au Natron   11°g.    6/11 Trou au Natron – Gravures Gonoa – Bardai   12°g.    7/11 Bardai – Zoumri – Yebbi Souma   13°g.    8/11 Yebbi Souma – Yebbi Bou – Kezen Terza parte: il Bourku ed i suoi laghi, tra Tibesti ed Ennedi La regione di deserto che separa il Tibesti dall’Ennedi, conosciuta come il Borkou, presenta una stupenda area lacustre: vi sono in tutto 18 specchi d’acqua di diverse dimensioni circondati da palmeti, dune di sabbia dorate e strane formazioni rocciose, suddivisi in due gruppi distanti tra loro un sessantina di km, con una superficie totale di circa 20 kmq. I principali sono Ounianga Kébir e Ounianga Sèrir, patrimonio dell’umanità dell’Unesco per via della loro incredibile bellezza e varietà cromatiche, dovute al differente tasso di salinità ed al plancton. Lasciati i laghi ci si sposta prima a Teguedei, un palmeto abitato solo durante il guetna, la stagione della raccolta dei datteri, poi a Demi, un villaggio la cui economia è basata sul commercio del “sale rosso”, arrivando alla depressione di Mourdi, un “mare” di sabbia bianca ricco di reperti neolitici, situato a nord dell’Ennedi. Queste le tappe: 14°g.    9/11 Kezen – Beni Herda – Gouro    15°g.    10/11 Gouro – Ounianga Kebir    16°g.    11/11 Ounianga Kebir – Ounianga Serir – Taguedei    17°g.    12/11 Taguedei – Demi – Depression Mourdi (Bogaro) Quarta parte: Ennedi L’Ennedi, vasto quanto la Svizzera, è il secondo massiccio montuoso del Ciad per dimensione, ma a detta di molti è il primo per bellezza dell’intero Sahara: si tratta di un vasto altopiano di arenaria, non facilmente accessibile e quindi giunto incontaminato fino ai nostri giorni, ricco di acque nascoste trattenute nelle guelte, che valgono a questa regione gli appellativi di “giardino sahariano” o “Eden”. In questo ambiente, che fa strabiliare tutti gli appassionati dei deserti, si scopre un ampio insieme di aree particolarmente interessanti. L’itinerario tocca la gran parte dei punti più belli, iniziando dalle grandi, misteriose figure rupestri di Niola Doa; ma la meta forse più attesa è la famosa guelta degli Archei, il letto di un antico fiume che si snoda per una trentina di chilometri e termina in un anfiteatro naturale caratterizzato da muraglie rossastre che si restringono fino al luogo dove è presente uno dei punti d’acqua più importati della regione. Qui, ancora oggi, i nomadi Gaeda e Bideyat portano le loro mandrie ad abbeverarsi ed al mattino presto è possibile ammirare lo spettacolo dell’abbeverata di centinaia di dromedari, che si ammassano lungo le pozze d’acqua. Ad Archei sopravvive anche una colonia di coccodrilli nilotici, ultimi sopravvissuti dell’antica fauna sahariana, fossili viventi che ricordano come questa regione aspra ed arida fosse, più di quattromila anni fa, una rigogliosa savana. Questi rettili, considerati sacri dai Bideyat, possono superare i 3 metri di lunghezza. Altra curiosità  imperdibile, tra le tante, è Terkei, dove grotte e ripari naturali celano un’impressionante quantità di pitture rupestri, rappresentanti scene di vita quotidiana o di caccia, inestimabili opere risalenti fino al 4.000 anni a.C. Queste le tappe: 18°g.    13/11 Mourdi - Diona - Niola Doa  19°g.    14/11 Niola Doa - Erdébé (Baokachuna - Niallah)    20°g.    15/11 Erdébé - Toli - Chebi - Arco di Aluba - Bachikélé - La Dent  21°g.    16/11 La Dent - Oui - Oyo – Archei  22°g.    17/11 Archei - Bab 40 – Elephant  23°g.    18/11 Elephant - Tokou - Terkei - Oued Haouache Quinta parte: rientro, con il Parco Nazionale di Zakouma Si lascia la regione dell’Ennedi in direzione sud; la rotta di rientro passa a nord del Parco Nazionale di Zakouma; così, con una breve estensione, si include quest’area. Dopo questa lunga spedizione nel deserto si resterà piacevolmente sorpresi da tanto verde: la boscaglia occupa infatti il 51% della superficie del parco e, grazie alla stagione delle piogge da poco conclusa, le praterie sono ricoperte d’erba. Questo permetterà sicuramente di vedere grandi mandrie di erbivori che pascolano e… con un po’ di fortuna anche qualche leone in agguato! Il Parco è ampio, con un’estensione di 3000 kmq a cui si sommano gli altri 20.000 della “zona di cuscinetto”; è la più importante riserva naturalistica dell’Africa saheliana: ospita elefanti, bufali, antilopi, grandi felini, svariate specie di uccelli e conserva intatta la flora originaria della regione. Queste le tappe: 24°g.    19/11 Oued Haouache - Kalait - Biltine – Ouara  25°g.    20/11 Ouara - Abeché - Mangalmé – Aboudea  26°g.    21/11 Aboudea – Zakouma  27°g.    22/11 Zakouma – Mongo    28°g.    23/11 Mongo – N’Djamena  Giunti a N’Djamena ci si accomoda presso il medesimo hotel. Volo di rientro 29°g.    24/11 N’Djamena e volo di rientro   La partenza di Ethiopian da N’Djamena è alle 13.50 con arrivo ad Addis Abeba alle 19.50. 30°g.    Lunedì 25 novembre, arrivo a destinazione   Si riparte da Addis Abeba alle 0.10 con arrivo a Milano Malpensa alle 7.10 (l’aviogetto fa scalo a Roma Fiumicino).