STORICO VIAGGI

BHUTAN

 

BHUTAN

Il Bhutan è tra i Paesi maggiormente frequentati da Amitaba; i viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate sono riportati nel Calendario partenze.

Siamo a vostra disposizione per organizzare anche viaggi su misura. Per valutare le diverse possibilità che il Bhutan ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, si può iniziare consultando la parte dedicata ai viaggi su misura in Bhutan. E si possono esaminare i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba che si trovano nello storico dei nostri viaggi di gruppo: ve ne sono un gran numero e toccano ogni luogo ed aspetto, anche culturale, del Paese. Chi è interessato ai percorsi a piedi può consultare la pagina Bhutan: Trekking.

Nel sito trovate una sezione con informazioni generali per un viaggio in Bhutan che fornisce in modo sintetico anche un utile compendio della storia e della cultura del Paese.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

 

LE NOSTRE ESPERIENZE DI VIAGGIO

I viaggi in calendario sono stati tutti condotti da una nostra guida per favorire la conoscenza, oltre che dei luoghi, della cultura.
BHUTAN 2020: I festival di primavera
Talo, Gasa, Paro e Dongdraka, tradizioni del Paese del Drago
Periodo: 29 mar - 11 apr
I dettagli del tour e i luoghi che si visitano sono tutti indicati nella descrizione del Programma. I quattro Cham si svolgono a Talo, Gasa, a Paro (l’evento folcloristico più famoso del Paese) ed al villaggio di Dzongdraka. Il primo si svolge presso il collegio monastico di Talo tra i bucolici villaggi dei monti ad ovest di Punakha, in un ambiente rurale tra i più belli; si sarà presenti qui per l’apertura, per un primo breve assaggio di questo affascinate mondo culturale. Il secondo, lo Tsechu di Gasa, si svolge tra i monti a nord di Punakha, dove una strada di recente costruzione consente ora di raggiungere coi mezzi questo remoto Dzong, dove per l’occasione confluisce molta gente dell’etnia Laya che proviene dalle vallate settentrionali a ridosso del Tibet, agghindata con i particolari costumi tradizionali. Ci si ferma qui due notti per seguire i momenti salienti dell’evento, che è particolarmente suggestivo ed ancora poco frequentato dal turismo. Il menù non è ‘fisso’; ma solitamente viene svolta una coloratissima processione dal tempio posto più in alto sul monte fino alla fortezza (dzong), dove viene anche esposta una gigantesca tanka che raffigura lo Shabdrung, fondatore di Druk Yul. La località è di per sé splendida, tra monti pristini, e le persone presenti molto disponibili ed interessanti da incontrare. A Paro, la cui fama non richiede introduzioni, si sarà presenti per le fasi più importanti del grande festival, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. L’ultima giornata nel Paese del Drago si trascorre a Dzongdraka, dove tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie si svolge un evento fuori dal calendario ufficiale, molto ben svolto ma con una partecipazione fortemente rurale, con un’atmosfera più vicina a quella di una grande festa in famiglia che alla elegante pomposità di Paro. Nota tecnica All’inizio di aprile in Bhutan e nella valle di Katmandu il clima è secco e le piogge sono rare. S’incontrano le temperature più basse a Gasa, situata a 2700 mt, con massime di circa 20 gradi e minime notturne che possono arrivare anche a 4 gradi, mentre a Paro e Thimpu le minime notturne possono arrivare a 7 gradi; la massima stagionale prevista è a Punakha con 25. Per gli spostamenti si utilizzano comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Solo a Gasa in Bhutan, una località raggiunta dalla strada solo in tempi recenti e non molto frequentata dal turismo, la sistemazione è spartana: si alloggia in una casa bhutanese dove vengono messe a disposizione delle stanze ed i servizi sono in comune. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….. Un cenno sui cham (festival) del Bhutan È limitativo chiamare un Cham "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. I Cham sono composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 29 marzo, partenza per il Nepal Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g. 30/3 Arrivo a Katmandu Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’hotel Manaslu (hotelmanaslu.com). Dopo un poco di relax ci si si reca allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si cena in panoramico ristorantino. 3°g. 31/3 Katmandu – Paro - Punakha Il volo della Druk Air per Paro parte alle 10.15 con arrivo alle 11.45 (orari da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano, dall’Everest ed il Makalu fino al Kanchendzonga ed al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si avrà modo di visitarlo nei prossimi giorni. Si parte dall’aeroporto per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dopo pranzo si prosegue verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli, e chiedono qui con fiducia questa grazia, vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri o simile, posto sui colli nei pressi di Punakha. 4°g. 1/4 Punakha – Talo - Gasa Si utilizza la mattina per un’escursione sui monti ad ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi, una delle aree rurali più belle della regione, luogo d’origine delle quattro consorti del IV re del Bhutan. Qui ci si reca alla scuola monastica di Talo dove oggi inizia il festival; si avrà così un primo bell’incontro con il folclore del Paese con danze rituali ed un lieto assiepamento di persone agghindate nei migliori abiti tradizionali, nel contesto molto speciale di questo luogo. Tornati a valle si pranza e si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del Paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito durante i sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Si lascia lo Dzong risalendo acque cristalline del possente fiume Mo Chu, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada che per un lungo tratto è sterrata, giungendo allo Dzong di Gasa, dove si alloggia in una locanda, come specificato nella nota tecnica. 5°g. – 6°g. (2/4 – 3/4) Gasa Tsechu e rientro a Punakha Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si estendono a nord fino al confine col Tibet includendo il territorio di Laya. Si trascorrono qui due giornate, potendo godere di quanto di più bello e magico Druk Yul, il Pease del Drago, possa offrire. Per questa ricorrenza scendono fin qui anche folti gruppi della popolazione Laya, le cui donne si riconoscono anche per il peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang, o tempio. Il programma degli eventi non è del tutto “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale ed alloggia presso lo Dzong. Si seguono gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Il fulcro del Cham è lo Dzong, ma alcune celebrazioni vengono eseguite anche nel Lhakhang, sul monte sopra il villaggio; in particolare è molto bella la processione con cui viene portata una venerata statua dal tempio allo Dzong. Il 3/4 al mattino nello Dzong viene esposta la gigantesca tanka dello Shabdrung, l’attesa cerimonia del Thongdrol; nel pomeriggio si lascia il villaggio di Gasa, molto probabilmente a malincuore… Si raggiunge gradatamente il fiume e seguendone le acque purissime si torna a Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 7°g. 4/4 Punakha – Thimpu Si transita dallo Dzong di Punakha, stupendo da ammirare anche solo dall’esterno, e si prosegue per un tratto verso nord lungo la strada che porta a Gasa e si sale quindi sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sopra la valle del fiume Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Tornati a valle si prosegue il viaggio ripercorrendo la strada che porta al passo di Dochu; giunti nella vallata di Thimpu, capitale del Paese, si sosta allo dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi è una scuola monastica. A Thimpu si alloggia presso l’hotel Pedling o simile. 8°g. 5/4 Thimpu Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung, quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Poco oltre si visita il grazioso convento femminile. Dopo pranzo ci si reca al parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan, ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i devoti vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. 9°g. 6/4 Thimpu – Paro Si completano le visite a Thimpu salendo alla gigantesca statua di Buddha che da pochi anni adorna la valle all’ingresso della cittadina. Si sosta quindi al Memorial Chorten, che è divenuto un luogo dove si trovano molti devoti bhutanesi, in particolare anziani, per le preghiere e le recitazioni dei mantra. Prima di pranzo si visitano anche alcuni centri artigianali. Si parte quindi per Paro e, arrivati, si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Rema Resort o simile. 10°g. 7/4 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 11°g. 8/4 Paro Tsechu Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono dei corni conduce la processione che porta a spalle, solennemente e con grande reverenza, la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte all’edificio dove viene esposto è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo in hotel si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze di questa magnifica giornata conclusiva del festival. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 12°g. 9/4 Paro, Dzongdraka Tsechu Ci si reca al villaggio di Dzongdraka nei pressi di Paro, dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale. Nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava; la prima inizia dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite ed i costumi molto belli. Si fa qui un pic nic e nel pomeriggio, prima di rientrare a Paro, ci si reca a Yoeto Gompa, un antico tempio sui monti di rimpetto a Dzongdraka dove si posano gli ultimi raggi del sole. Qui vivono alcuni giovani monaci e con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di ritiro di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Per chi rientra 13°g. 10/4 Paro – Katmandu e volo di rientro Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 8.15 con arrivo alle 9.15 (orari da confermare); si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo, se non si parte subito in transito con il volo di rientro, si avrà a disposizione un mezzo con l’autista per un giro in città fino al momento della partenza. 14°g. Sabato 11 aprile, arrivo a destinazione ESTENSIONE A KATMANDU 13°g. 10/4 Paro – Katmandu: Pashupatinath, Durbar, Swayambunath Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 8.15 con arrivo alle 9.15 (orari da confermare); si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida nepalese che parla italiano; ci si reca direttamente a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Completata la visita si va in hotel, il medesimo utilizzato all’arrivo, e si pranza. Nel pomeriggio si visita il centro storico di Katmandu: la piazza di Durbar e dintorni con i magnifici templi; quindi si raggiunge il ‘colle delle scimmie’ per la visita di Swayambhunath, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Si cena in un ristorante della vivace zona di Tamel, epicentro dei negozietti e del mondo del trekking. 14°g. 11/4 Katmandu: Batkapur, Patan Ci si reca a Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”. È la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya, Si pranza qui e si prosegue quindi per Patan, la più antica delle tre capitali. La piazzetta centrale, dove sono anche qui ancora visibili i danni causati dal recente terremoto, è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Alla sera è prevista una serata folk con musiche, danze nepalesi e cena in un locale tipico. 15°g. 12/4 Katmandu e volo di rientro Tempo libero fino alla partenza, ottima occasione per fare gli ultimi acquisti, un’attività per cui la città è giustamente famosa. 16°g. Lunedì 13 aprile, arrivo a destinazione
BHUTAN E NEPAL 2019: Druk Yul e i Festival di Thimpu e Gangte
Con la visita della valle di Katmandu
Periodo: 6 ott - 18 ott
I dettagli di questo interessantissimo viaggio sono indicati nel “Programma di Viaggio”; per ulteriori informazioni si possono consultare le pagine del sito di Amitaba dedicate al Bhutan ed alle sue ricorrenze. Conduce il viaggio in Bhutan Dawa Penjore, che parla fluentemente italiano; per le visite a Katmandu si viene accompagnati da una nostra guida nepalese che parla l’italiano. Si prevede un massimo di 12 partecipanti. Nota tecnica La stagione è ottima, solitamente secca e soleggiata; a Paro la media stagionale indica una temperatura minima di 8 gradi e massima di 19, si possono avere valori un poco più bassi solo a Gangte, mentre a Punakha, il punto più caldo del tour, si ha una media minima di 18 gradi e massima di 27. Si alloggia in hotel di buona qualità; si avrà una sistemazione piuttosto semplice ma pulita solo a Gangte, la località rurale dove si segue uno dei festival. Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati utilizzando mezzi moderni. Il cibo è valido, in Nepal chi vuole può anche trovare pietanze europee e in Bhutan lo stile è tra l’indiano e l’internazionale con qualche preparazione locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Nepal e Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Un cenno sui cham (festival) del Bhutan E’ limitativo chiamare un Cham "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. I Cham sono composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 6 ottobre, partenza in volo per il Nepal Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. I collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, sono con Turkish Airlines con partenza da Milano Malpensa alle 14.45 per Istanbul con arrivo alle 18.35; da Roma Fiumicino alle 15.25 con arrivo a Istanbul alle 19.00. Si parte da qui per Katmandu alle 20.45. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g. 7/10 Arrivo a Katmandu L’arrivo a Katmandu è previsto alle 6.20. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’hotel Manaslu; riposo e tempo libero. 3°g. 8/10 Katmandu – Paro - Thimpu Il volo per Paro parte alle 9.45 con arrivo alle 11.05 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest ed il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Giunti nel piccolo aeroporto di Paro, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti da Ugyen Tsering, la guida bhutanese che parla la lingua italiana. Dall’aeroporto ci si reca al bel villaggio di Dzongdraka, dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che secondo la tradizione fu utilizzato da Guru Padmasambhava. Tornati a valle si pranza a Paro, un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Nel pomeriggio ci si reca a visitare lo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci. Si parte quindi per Thimpu, che dista circa 65 km, la capitale del Bhutan che sta ingrandendosi, mantenendo però uno stile tradizionale nelle costruzioni, dove si alloggia presso l’hotel Pedling. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi; la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. 4°g. 9/10 Thimpu Tsechu (festival) Ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove vi sono la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, e dove oggi nel grande spazio a nord dello Dzong di Trashichhoe si tiene l’ultima e principale giornata del grande Tsechu di Thimpu, uno dei momenti più importanti di tutto l’animato folclore del Bhutan. Sulle balconate del grande Dzong si affiancano al Je Kempo (l’Abate a capo della scuola Drukpakagyu bhutanese) i diversi dignitari ed i membri della famiglia reale, e, spesso, lo stesso Re. Le danze in costume occupano buona parte della giornata; il momento più atteso è la sfarzosa rappresentazione delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce (Padamsambhava) ma ognuna delle danze ed anche le scene a sfondo comico sono eseguite con grande maestria dai monaci, che utilizzano costumi e maschere di fattura squisita, accompagnati da musiche tradizionali. Assiste all’evento con grande attenzione una grande folla di persone agghindate con gli abiti più belli, sembra quasi una gara a chi ha il broccato più pregiato; ma lo spirito di tutti è molto gioviale, non austero, e partecipare è interessantissimo. Nell’arco della giornata si eseguiranno anche alcune visite, in funzione di quanto tempo si dedica al festival: al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, il luogo dove le persone del luogo portano i nuovi nati per essere benedetti, un vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci; al Memorial Chorten, dove spesso si vedono gli anziani di Thimpu che effettuano le circumambulazioni recitando i mantra; ed alla gigantesca statua di Buddha, particolarmente ben realizzata, che troneggia dalla collina. 5°g. 10/10 Thimpu – Punakha Ci si reca un poco a nord della città a Pangri Zampa, il monastero che oggi funge da scuola astrologica e fu la prima residenza dello Shabdrung, il sant’uomo che giunse nel XVII secolo da Ralung in Tibet e diede al Bhutan l’imprimatur che si riscontra ancora oggi, a cui memoria si erge un gigantesco albero che venne da lui piantato ai margini di un bel muro Mani. Nei pressi vi è un tempio perfettamente decorato dedicato a Tara, l’entità per la buona salute, e più vicino ai monti il tempio di Dechen Phu. Ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Prima di lasciare Thimpu, tempo permettendo, si visitano i negozi e i centri di produzione artigianale. Si parte per Punakha salendo al passo di Dochu, alto 3166 mt, dove col tempo limpido si gode di un grandioso panorama. Il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nell’ampia vallata dove, poco più a nord, si trova lo Dzong di Punakha. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile; si percorrono 80 km con circa 3 ore di viaggio. 6°g. 11/10 Punakha - Gangte Si dedica la mattina alla visita dello Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Dopo pranzo si prosegue lungo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; la vallata è anche il punto d’arrivo delle gru dal collo nero che migrano qui dal Tibet, ed a ottobre solitamente si vedono già le prime. In questa bellissima natura tra le case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte retto da Lama Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo: il Dewachen o simile; la tappa è di circa 90 km, approssimativamente 3 ore e mezza di viaggio. 7°g. 12/10 Gangte Tsechu (festival) Il festival di Gangte è un evento molto interessante e di ottima qualità, si tengono diverse rappresentazioni di danze con costumi tradizionali e a cui solitamente presenzia l’Abate; i monaci, che qui sono di scuola Nyingmapa, hanno un altissimo livello di preparazione. Ma l’evento non è formale come al grande Tsechu di Thimpu, qui prevale l’atmosfera di villaggio e, pur senza nulla togliere alla sacralità dell’insieme, si ha la sensazione di condividere con le persone un lieto momento comune; tutti vestono gli abiti tradizionali più belli e anche nel cortile del Gompa ai margini delle danze le famiglie siedono in serenità con i bimbi che giocano. All’intorno del monastero e nel villaggio si crea un vivace mercatino dove si trovano anche oggetti d’artigianato e vi sono diversi banchetti dove i bhutanesi si cimentano con diversi tipi di semplici giochi d’azzardo, con piccole puntate e grandi bevute in compagnia. Si trascorre questa bella giornata seguendo gli eventi e curiosando tra la gente ed il mercatino. 8°g. 13/10 Gangte, esposizione del Thongdrol – Punakha Nel corso della mattina si svolge la cerimonia più attesa del festival, quando viene esposta sulla facciata del tempio una grande tanka, un gigantesco drappo di tessuto che viene issato e srotolato, su cui qui è rappresentata l’immagine di Guru Rimpoce (Padamsambhava). Tutti i presenti si accalcano per riceverne la benedizione: il nome dell’oggetto di venerazione, “Thongdrol”, significa ‘illuminazione con lo sguardo’, e le persone sentono che anche solo ammirarlo sia molto propizio. Si trascorre qui la mattina e si pranza; si parte quindi per Punakha, ridiscendendo attraverso le splendide foreste che portano fino alla valle di Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel. 9°g. 14/10 Punakha – Paro Prima di lasciare la valle di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Si sale quindi al passo del Dochu, dove si è transitati il 10/10, e si sosta per il pranzo, avendo così una seconda opportunità per godere dei panorami. Oltre il passo giunti nella vallata di Thimpu si visita lo dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi è una scuola monastica. Si prosegue per Paro, dove, prima di andare in hotel, ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal celebre Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso il Rema Resort, si percorrono circa 140 km in 4 ore o poco più. 10°g. 15/10 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo di ritiro più famoso del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati e dove si sosta anche per il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, uno dei 108 templi geomantici del Tibet la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, il Bodhisattva della compassione. 11°g. 16/10 Paro – Katmandu: Bodnath e Pashupatinath Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 7.40 con arrivo alle 8.40 (orari da confermare); si potrà così godere ancora una volta della visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest, Cho Oyu e Shisha Pangma – per menzionare solo i sei ‘8000’ - oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo ci si reca allo Stupa di Bodnath, che è poco distante dall’aeroporto nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si potranno visitare quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si pranza e quindi si prosegue per il vicino sito di Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Ci si reca quindi nel medesimo albergo utilizzato all’arrivo. 12°g. 17/10 Katmandu: Baktapur, Patan e Durbar Oggi si vedono le tre antiche capitali, le città storiche della valle di Katmandu; in molti punti sono ancora evidenti i danni causati dal recente terremoto, ma fortunatamente la stupenda spettacolarità e raffinatezza degli edifici si coglie molto bene. Si inizia recandosi a Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, è la meglio preservata tra le tre capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Ci si reca quindi a Patan, la più antica delle tre, dove si pranza. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Ci si sposta quindi nel centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte. 13°g. Venerdì 18 ottobre, rientro in Italia Il volo della Turkish Airlines parte alle 7.35 con arrivo a Istanbul alle 12.55; si parte da qui per Milano Malpensa alle 16.25 con arrivo alle 18.15 e per Roma Fiumicino alle 17.15 con arrivo alle 18.55.
BHUTAN E NEPAL 2019: Paro, Gasa e Dzongdraka - I Festival di Primavera
Un grandioso incontro con le tradizioni di Druk Yul, il Paese del Drago
Periodo: 10 mar - 24 mar
I tre Cham si svolgono a Gasa, a Paro (l’evento folcloristico più famoso del Paese) ed al villaggio di Dzongdraka. Il primo, lo Tsechu di Gasa, si svolge tra i monti a nord di Punakha, dove una strada di recente costruzione consente ora di raggiungere coi mezzi questo remoto Dzong, dove per l’occasione confluisce molta gente dell’etnia Laya che proviene dalla vallate settentrionali a ridosso dl Tibet, agghindata con i particolari costumi tradizionali. Ci si ferma qui due notti per seguire i momenti salienti dell’evento, che è particolarmente suggestivo ed ancora poco frequentato dal turismo. Il menù non è ‘fisso’; ma solitamente viene svolta una coloratissima processione dal tempio posto più in alto sul monte fino alla fortezza (dzong), dove viene anche esposta una gigantesca tanka che raffigura lo Shabdrung, fondatore di Druk Yul. La località è di per sé splendida, tra monti pristini, e le persone presenti molto disponibili ed interessanti da incontrare. A Paro, la cui fama non richiede introduzioni, si sarà presenti per le fasi più importanti del grande festival, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. L’ultima giornata nel Paese del Drago si trascorre a Dzongdraka, dove tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie si svolge un evento fuori dal calendario ufficiale, molto ben svolto ma con una partecipazione fortemente rurale, con un’atmosfera più vicina a quella di una grande festa in famiglia che alla elegante pomposità di Paro. Nota tecnica Nel mese di marzo in Bhutan e nella valle di Katmandu il clima è secco e le piogge sono rare. S’incontrano le temperature più basse a Gasa, situata a 2700 mt, con massime di circa 18 gradi e minime notturne che possono arrivare anche a 3 gradi, mentre a Paro e Thimpu le minime notturne possono arrivare a 6 gradi; la massima stagionale prevista è a Punakha con 25. Per gli spostamenti si utilizzano comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Solo a Gasa in Bhutan, una località raggiunta dalla strada solo in tempi recenti e non molto frequentata dal turismo, la sistemazione è spartana: si alloggia in una casa bhutanese dove vengono messe a disposizione delle stanze ed i servizi sono in comune. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto… Un cenno sui cham (festival) del Bhutan È limitativo chiamare un Cham "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. I Cham sono composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Domenica 10 marzo, partenza per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.    11/3 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’hotel Manaslu (hotelmanaslu.com), dove ci incontra la guida del viaggio. Dopo un poco di relax ci si reca con la guida nepalese Jamba Bahadur Rai che parla italiano e che segue il gruppo per la parte del viaggio che si svolge in Nepal, allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si cena in panoramico ristorantino. 3°g.    12/3 Katmandu: Pashupatinath, Swayambunath, Durbar   Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il “colle delle scimmie” per la visita di  Swayambhunath, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: la piazza di Durbar e dintorni con i magnifici templi; si tiene anche del tempo disponibile per fare acquisti, un’attività per cui la città è giustamente famosa. 4°g.    13/3 Katmandu – Paro – Punakha   Il volo della Druk Air per Paro parte alle 9.10 con arrivo alle 10.30 (orari da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano, dall’Everest ed il Makalu fino al Kanchendzonga ed al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese Urgyen Tsering che parla la lingua italiana. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si avrà modo di visitarlo nei prossimi giorni. Si parte dall’aeroporto per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dopo pranzo si prosegue verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli, e chiedono qui con fiducia questa grazia, vengono quasi sempre esaudite... pare anche gli stranieri! Ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri o simile, posto sui colli nei pressi di Punakha. 5°g.    14/3 Punkaha – Gasa   Si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del Paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito durante i sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Al termine, si prosegue per un tratto verso nord e si sale quindi sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sopra la valle del fiume Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Tornati a valle si risalgono le acque cristalline del possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada, che per un lungo tratto è sterrata, giungendo allo Dzong di Gasa, dove si alloggia in una locanda, come specificato nella nota tecnica. 6°g. – 7°g. (15/3 – 16/3) Gasa Tsechu e rientro a Punakha   Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si estendono a nord fino al confine col Tibet includendo il territorio di Laya. Si trascorrono qui due giornate, potendo godere di quanto di più bello e magico Druk Yul, il Pease del Drago, possa offrire. Per questa ricorrenza scendono fin qui anche folti gruppi della popolazione Laya, le cui donne si riconoscono anche per il peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang, o tempio. Il programma degli eventi non è del tutto “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale ed alloggia presso lo Dzong. Si seguono gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Il fulcro del Cham è lo Dzong, ma alcune celebrazioni vengono eseguite anche nel Lhakhang, sul monte sopra il villaggio; in particolare è molto bella la processione con cui viene portata una venerata tatua dal tempio allo Dzong. Il 16/3 al mattino nello Dzong viene esposta la gigantesca tanka dello Shabdrung, l’attesa cerimonia del Thongdrol; nel pomeriggio si lascia il villaggio di Gasa, molto probabilmente a malincuore… Si raggiunge gradatamente il fiume e seguendone le acque purissime si torna a Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata.    8°g.    17/3 Punakha – Thimpu   Si utilizza la mattina per un’escursione sui monti ad ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi, una delle aree rurali più belle della regione, luogo d’origine delle quattro consorti del IV re del Bhutan. Si torna quindi verso ovest risalendo al passo di Dochu; giunti nella vallata di Thimpu, capitale del Paese, si visita lo dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi è una scuola monastica. A Thimpu si alloggia presso l’hotel Pedling o simile. 9°g.    18/3 Thimpu   Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung, quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Poco oltre  si visita il grazioso convento femminile. Dopo pranzo ci si reca al parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan, ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i devoti vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci  Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. 10°g.    19/3 Thimpu – Paro   Si completano le visite a Thimpu salendo alla gigantesca statua di Buddha che da pochi anni adorna la valle all’ingresso della cittadina. Si sosta quindi al Memorial Chorten, che è divenuto un luogo dove si trovano molti devoti bhutanesi, in particolare anziani, per le preghiere e le recitazioni dei mantra. Prima di pranzo si visitano anche alcuni centri artigianali. Si parte quindi per Paro e, arrivati, si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi  Si alloggia presso l’hotel Rema Resort o simile. 11°g.    20/3 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 12°g.    21/3 Paro Tsechu   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono dei corni conduce la processione che porta a spalle, solennemente e con grande reverenza, la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte all’edificio dove viene esposto è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo in hotel si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze di questa magnifica giornata conclusiva del festival. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 13°g.    22/3 Paro, Dzongdraka Tsechu   Ci si reca al villaggio di Dzongdraka nei pressi di Paro, dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale. Nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava; la prima inizia dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite ed i costumi molto belli. Si fa qui un pic nic e nel pomeriggio, prima di rientrare a Paro, ci si reca a Yoeto Gompa, un antico tempio sui monti di rimpetto a Dzongdraka dove si posano gli ultimi raggi del sole. Qui vivono alcuni giovani monaci e con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di ritiro di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. 14°g.    23/3 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 11.30 con arrivo alle 12.30 (orari da confermare); si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo, se non si parte subito in transito con il volo di rientro, si avrà a disposizione un mezzo con l’autista per un giro in città fino al momento della partenza. 15°g.    Domenica 24 marzo, arrivo a destinazione
BHUTAN E NEPAL 2018: Druk Yul e valle di Katmandu
Capodanno nel Paese del Drago
Periodo: 26 dic - 6 gen
Nota tecnica Nel mese di dicembre In Bhutan e nella valle di Katmandu il clima è solitamente secco ed il cielo è limpido. Si incontrano le temperature più basse a Daman in Nepal e a Paro in Bhutan, dove di notte possono raggiungere lo zero termico e di giorno arrivano ad un massimo di 14; ma anche qui il sole è caldo e di giorno si effettuano le visite senza particolari problemi. Il luogo più caldo è Lumbini, dove si soggiorna se si segue l’estensione iniziale. Sia in Nepal che in Bhutan gli alberghi sono riscaldati e puliti con stanze dotate di lenzuola e bagno con acqua calda. Il cibo è valido, in Nepal chi vuole può anche trovare pietanze europee e in Bhutan lo stile è tra l’indiano e l’internazionale con qualche preparazione locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Nepal e Bhutan con noi non hanno perso un etto… Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Mercoledì 26 dicembre, partenza in volo per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.    27/12 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Manaslu. Ci si incontra qui con la guida del viaggio, Janga Rai. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una visita al "colle delle scimmie", dove si erge il magnifico Stupa di Swayambhu. 3°g.  28/12 Katmandu: Pashupatinath, Bodnath, Durbar   Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si sceglierà un panoramico ristorantino per il pranzo. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte. 4°g.  29/12 Katmandu – Patan – Pharping – Daman   Ci si reca a Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale, dove sono ancora evidenti i danni causati dal recente terremoto, è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Si prosegue quindi per il villaggio di Pharping, a sud di Patan, per incontrare presso la sua residenza Lama Champa Monlam. Si prosegue da Pharping per Daman, salendo le montagne in direzione sud ovest, un viaggio che da Pharping è di soli 57 km ma che può richiedere anche 3 ore o più. Qui si alloggia e si cena presso l’Everest Panoramic View Resort, situato a circa 2300 mt. La posizione offre uno stupendo panorama sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte di fronte all’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così una visuale ampissima che diventa ancor più bella con le luci del tramonto e dell’alba. 5°g.  30/12 Daman – Katmandu e visita di Baktapur   Si gode (… chi si alza!) dell’alba sulla catena himalaiana. Si rientra quindi a Katmandu, dove si alloggia nel medesimo hotel. Nel pomeriggio ci si reca a Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata, ma purtroppo anche la più danneggiata dal recente terremoto, delle tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Si alloggia nel medesimo hotel e alla sera si cena in un locale tipico che offre uno spettacolo folk. 6°g.  31/12  Katmandu – Paro   Il volo della Druk Air per Paro parte alle 9.30 con arrivo alle 10.50 (orari da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest e il Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Subito dopo pranzo ci si reca allo Dzong, reso celebre anche dal film “Il piccolo Buddha” giratovi da Bertolucci, e quindi al Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Dopo un giro del paese si va in hotel per festeggiare il Capodanno. Si alloggia presso l’hotel rema Resort o Dewachen 7°g.  1/1/2019 Paro – Punakha   La giornata inizia con la visita dello dell’eremo di Dzongdraka, che si raggiunge con una breve passeggiata oltre l’omonimo bucolico villaggio dove si trova un interessante Lhakang, seguendo una spettacolare falesia: è uno dei luoghi santi del Bhutan, dove su di una precipitosa parete di roccia si trovano un Chorten (reliquiario) e un piccolo monastero che fu luogo di meditazione di alcuni importanti mistici. Si inizia quindi il percorso verso est transitando dai pressi di Thimpu, la capitale, (circa 65 km che richiedono quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, avendo così modo di gustare gli stupendi panorami). Si prosegue il viaggio per Punakha (77 km) attraverso il passo di Dochu (3166 metri), dove si sosta per il pranzo in un piacevole rifugio. Il passo è contornato da una foresta lussureggiante che contorna 108 Chorten ed offre una stupenda visuale dell’arco himalaiano bhutanese; si osservano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove con una passeggiata che transita per un bel villaggio ci si reca al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto su di una panoramica collina al centro della bella valle. Questo tempio fu fondato da Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche quelle straniere! Dopo la visita si raggiunge in breve tempo l’hotel, il Zangtopelri o simile. 8°g.  2/1 Punakha   Si inizia la giornata con la visita dello Dzong di Punakha, il sito più bello e storicamente importante del Paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede nei sei mesi più freddi dell’anno con i molti monaci del suo seguito, essendo il clima di questa valle molto mite. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano le scuole monastiche di Talo e Nalanda ed il tempio di Nabgang tra tipici e ben curati villaggi. 9°g. 3/1 Punakha – Thimpu – Paro   Si torna verso ovest risalendo al passo di Dochu e arrivando a Thimpu, il centro amministrativo del Bhutan che sta rapidamente crescendo mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si visitano il grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del Re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del Ggoverno prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, ed il grazioso convento femminile, situato poco lontano. Prima di lasciare Thimpu ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si sistema nel medesimo hotel. 10°g. 4/1 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sè dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 11°g. 5/1  Paro – Katmandu – Italia   Il volo per Katmandu parte alle 7.40 con arrivo alle 8.10. In funzione del volo intercontinentale utilizzato si proseguirà da Katmandu per l’Italia o ci si recherà prima in volo da qui a Delhi, da dove la scelta dei possibili collegamenti per l’Italia è molto ampia. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba effettuerà l’eventuale prenotazione del volo per Delhi e predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. 12°g. Domenica 6 gennaio, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2018: Druk Yul e i festival di Thimpu e Gangte
Con la visita della valle di Katmandu
Periodo: 18 set - 29 set
Si alloggia in hotel di buona qualità; si avrà una sistemazione piuttosto semplice solo a Gangte, la località rurale dove si segue uno dei festival; a Katmandu si alloggia in un hotel storico, con un grande fascino ma che alcuni trovano un poco vetusto. Gli spostamenti vengono effettuati con veicoli privati utilizzando mezzi moderni.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Martedì 18 settembre, partenza in volo per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. I collegamenti suggeriti per il viaggio, che fanno da riferimento per i servizi di trasferimento aeroportuale, sono, per partenze da Milano Malpensa, con Air India alle 20.00 per Delhi o da Roma Fiumicino con Qatar alle 16.40 con arrivo a Doha alle 23.35. Per gli orari da altre località o di altre compagnie contattare Amitaba. 2°g.    19/9 Arrivo a Katmandu   Con Air India da Malpensa si arriva a Delhi alle 7.45 e s riparte da qui per Katmandu alle 12.50 con arrivo alle 14.35; con Qatar da Doha si parte alle 3.15 per Katmandu con arrivo alle 10.35. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio con una passeggiata, da qui si raggiunge facilmente il “colle delle scimmie” che dista circa 15 minuti dall’hotel, dove si erge il magnifico Stupa di Swayambhu. I compagni di viaggio e la guida italiana provenienti dal Tibet (programma “Da Lhasa all’Everest”) arrivano in hotel nel tardo pomeriggio. 3°g.    20/9 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo per Paro parte alle 8.45 con arrivo alle 10.20 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 “8000”, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Arrivati nel piccolo aeroporto di Paro, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti dalla guida bhutanese che parla la lingua inglese. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi; la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Paro è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca a visitare lo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e si pranza. Si parte quindi per Thimpu, che dista circa 65 km, la capitale del Bhutan che sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove vi sono la sede del governo, la sala del trono del Re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, dove sono in corso le rappresentazioni del festival annuale, per un primo assaggio del grande festival. Si alloggia presso l’hotel Pedling. 4°g.    21/9 Thimpu (festival)    Oggi nel grande spazio a nord dello Dzong di Trashichhoe si tiene l’ultima e principale giornata del grande Tsechu di Thimpu, uno dei momenti più importanti di tutto l’animato folclore del Bhutan. Sulle balconate del grande Dzong si affiancano al Je Kempo (l’Abate a capo della scuola Drukpakagyu bhutanese) i diversi dignitari ed i membri della famiglia reale, e, spesso, lo stesso Re. Le danze in costume occupano buona parte della giornata; il momento più atteso è la sfarzosa rappresentazione delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce (Padamsambhava) ma ognuna delle danze ed anche le scene a sfondo comico sono eseguite con grande maestria dai monaci che utilizzano costumi e maschere di fattura squisita accompagnati da musiche tradizionali. Assiste all’evento con grande attenzione una grande folla di persone agghindate con gli abiti più belli, sembra quasi una gara a chi ha il broccato più pregiato; ma lo spirito di tutti è molto gioviale, non austero, e partecipare è interessantissimo. Nell’arco della giornata si eseguiranno anche alcune visite, in funzione di quanto tempo si dedica al festival; i luoghi di maggior interesse sono Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica ed il vicino tempio di Dechen Phu, oltre a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe, ed al tempio di Changangkha Lhakhang. 5°g.    22/9 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano le bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si sosta in un rifugio per consumare la colazione e si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando fino a valle, dove si trova lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del Paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è… nel presente. Nel pomeriggio, se ci sarà tempo sufficiente, si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano le scuole monastiche di Talo e Nalanda ed il tempio di Nabgang tra tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile. 6°g.    23/9 Punakha – Gangte   Prima di lasciare la valle ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche gli stranieri! Si prosegue lungo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; la vallata è anche il punto d’arrivo delle gru dal collo nero che migrano qui dal Tibet, e a volte a fine settembre si vedono già le prime. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte retto da Lama Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo: il Dewachen, il Thegchenprodrang o simile 7°g.    24/9 Gangte (festival)   Il festival di Gangte è un evento molto interessante e di ottima qualità, si tengono diverse rappresentazioni di danze con costumi tradizionali e a cui solitamente presenzia l’Abate; i monaci, che qui sono di scuola Nyingmapa, hanno un altissimo livello di preparazione. Ma l’evento non è formale come al grande Tsechu di Thimpu, qui prevale l’atmosfera di villaggio e, pur senza nulla togliere alla sacralità dell’insieme, si ha la sensazione di condividere con le persone un lieto momento comune; tutti vestono gli abiti tradizionali più belli e anche nel cortile del Gompa ai margini delle danze le famiglie siedono in serenità con i bimbi che giocano. All’intorno del monastero e nel villaggio si crea un vivace mercatino dove si trovano anche oggetti d’artigianato e vi sono diversi banchetti dove i bhutanesi si cimentano con diversi tipi di semplici giochi d’azzardo, con piccole puntate e grandi bevute in compagnia. Si trascorre questa bella giornata seguendo gli eventi e curiosando tra la gente e il mercatino. 8°g.    25/9 Gangte – Paro   Oggi si rientra a Paro, un percorso di circa 190 km che richiede circa sei ore, ma allietato dai magnifici paesaggi che includono un secondo transito dal passo del Dochu, dove si sosta al rifugio del passo per il pranzo. Oltre il passo giunti nella vallata di Thimpu si visita lo dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi è una scuola monastica. Si prosegue per Paro, dove, prima di andare in hotel, ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal celebre Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso il Rema Resort. 9°g.    26/9 Paro, escursione a Taktshang   A nord di Paro si trova Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo di ritiro più famoso del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati e dove si sosta anche per il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 10°g.    27/9 Paro – Katmandu   Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.40 con arrivo alle 12.25 (orari da confermare); si potrà così godere ancora una volta della visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest, Cho Oyu e Shisha Pangma – per menzionare solo i sei “8000” - oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo ci si reca per il pranzo allo Stupa di Bodnath, che è poco distante dall’aeroporto, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si potranno visitare quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si prosegue per il vicino sito di Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Ci si reca quindi nel medesimo albergo utilizzato all’arrivo. 11°g.    28/9 Katmandu   Ci si reca a Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale, dove sono ancora evidenti i danni causati dal recente terremoto, è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Ci si sposta quindi nel centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte. 12°g.    Sabato 29 settembre, volo di rientro   Per chi è giunto con Air India da Milano la partenza è alle 10.25 con arrivo a Delhi alle 11.45; si parte da qui per Milano Malpensa alle 14.20 con arrivo alle 18.30. Chi è giunto da Roma con Qatar parte alle 11.45 per Doha con arrivo alle 14.35 e parte da qui per Roma Fiumicino alle 15.45 con arrivo alle 21.15.
BHUTAN 2018: Tradizioni antiche, Domkhar e Ura Yakchoe
Incontro con la cultura del Druk Yul, il Paese del Drago
Periodo: 21 apr - 5 mag
Il tour include la visita degli Dzong più importanti del Bhutan: Paro, Trashichhoe, Semtokha, Punakha, Trongsa e Jakar. Siti importanti intrisi di leggende: Dungtse Chorten, Chimi Lhakhang, Chorten Nyinpo, Chendebji, Mebartso. Monasteri, templi e luoghi di ritiro spirituale: Kichu Lhakhang, Dzongdraka, Yoeto, Gangte, Nymalung e tantissimi altri. E … l’immancabile “Nido della Tigre”, Taktshang, luogo simbolo di Druk Yul. I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma. Per maggiori informazioni sul Paese, vedi anche: Bhutan e Druk Yul. Domkhar e Ura Yakchoe Il Cham di Domkhar e lo Ura Yakchoe si svolgono nelle regioni centrali Bumthang, dove ebbe origine la civiltà bhutanese e permangono molto radicate le tradizioni antecedenti la costituzione del nuovo ordinamento basato sugli Dzong, che fu voluto dallo Shabdrung nel XVII secolo; tra queste valli è anche particolarmente forte la presenza della scuola buddista tibetana dei Nyingmapa, o scuola antica, che giunse qui ben prima della diffusione dei lignaggi dei Drukpa. Domkhar inizia al calar della notte con interessanti rituali che culminano con un processione dal piccolo tempio al luogo del Mewang, la cerimonia di purificazione eseguita con l’arco di fuoco, le cui origini si confondono con la notte dei tempi e che viene ancora utilizzata solo un queste regioni. Lo Ura Yakchoe inizia con una processione con cui viene portata dalla casa del Lama al tempio la preziosa statua di Vajrapani che, secondo la tradizione orale, Guru Padmasambhava lasciò per proteggere il villaggio dopo che, nel lontano VIII secolo, lo ebbe liberato dalla peste; nella serata viene poi eseguita nel tempio una cerimonia a scopo esorcistico, mentre nel cortile divampano dei falò e vengono eseguite particolari danze. Mentre qui si ha un riferimento di origine temporale, se pur mitico, per Domkhar non è stata trasmessa un’origine certa, ma il fatto che abbia un avvio con uno sfondo fortemente sciamanico porta a ritenere che sia di poco successivo ad Ura. Per entrambi poi la parte delle danze contiene elementi comuni a tutta la vasta tradizione bhutanese, con l’incredibile ricchezza di costumi, forme, musiche e contenuti che è dato trovare solo in Bhutan. Nota tecnica In Bhutan tra fine aprile ed inizio maggio il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che possono sempre esserci piogge locali. Le statistiche per le temperature minime notturne nella regione centrale del  Bumthang, che è l’area più fredda del percorso, indicano che possono scendere anche a 5 gradi, mentre le massime previste qui sono 20°C; a Punakha, il punto più caldo, si possono avere fino a 25 gradi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini e gli alloggi sono puliti con camere dotate di bagno con acqua calda e lenzuola; il luogo più spartano, ma forse anche più bello, è Urgyen Choeling. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan ed in Nepal con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 21 aprile, partenza in volo per il Bhutan   Per arrivare a Paro in Bhutan i porti di collegamento più comodi giungendo dall’Italia sono Delhi o Katmandu; Amitaba può procedere alla prenotazione del collegamento preferito, vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva, va solo tenuto presente di combaciare in modo opportuno gli orari di arrivo a Delhi o a Katmandu per poter eseguire un trasferimento senza dover espletare le formalità doganali; si evita così la necessità di doversi munire del visto di ingresso in India o in Nepal. Se per qualsivoglia motivo fosse utile o preferibile sostare la note del 21/4 a Delhi o a Katmandu Amitaba può fornire ogni servizio che possa essere richiesto. 2°g.    22/4 Paro – Thimpu   Il volo della Druk parte da Delhi alle 6.30 e fa scalo a Katmandu alle 8.30; riparte poi da qui alle 9.10 con arrivo a Paro alle 10.25. Dall’aereo la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 “ottomila”, tra cui l’Everest ed il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, la montagna sacra del Bhutan. Arrivati nel piccolo aeroporto di Paro, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti dalla guida bhutanese che parla la lingua inglese. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi; la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Paro è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca a visitare lo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, ed il museo posto presso la torre di Ta Dzong, situata sull’altura alle sue spalle. Ci si reca quindi al Dungtse Chorten, costruito da Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Ci si accomoda in un hotel del centro, il Pedling o simile, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 3°g.    23/4 Thimpu – Gangte   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, dove si consuma la colazione in un rifugio per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano ed è ornato da 108 Chorten (reliquiari) attorno ai quali transitano i mezzi; si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove si segue il flusso del fiume arrivando al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare di nuovo i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo, il Dewachen o simile. 4°g.    24/4 Gangte – Trongsa – Domkhar – Jakar   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt) arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si raggiunge quindi Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente, storicamente importante, Dzong: è da qui che origina l’attuale dinastia reale. Proseguendo, si valica il passo dello Yotong (3425 mt) che si apre sulle valle di Chumey in Bumthang; in funzione dell’orario oltre il valico si potrà sostare per una visita a Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio – in alternativa si viene qui nella giornata di domani. Poco oltre lungo la valle si erge il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Nei pressi si trova il tempio di Domkhar, dove dopo il tramonto ha inizio il festival, che oggi prevede anche il rituale del Mewang, dalle antichissime origini, con la cerimonia dell’arco di fuoco. Tempi e modalità non sono ‘scritti’, è un evento i cui tempi sono regolati dal Lama che conduce le cerimonie; ci si fermerà il tempo necessario per gustare con calma tutto quanto e quasi sicuramente si arriverà a Jakar molto tardi. Si alloggia presso il Peling hotel o simile. 5°g.    25/4 Jakar: Domkhar e visite   Nella giornata odierna ed anche domani ci si reca a Domkhar per ammirare le danze ed il colorato momento di aggregazione generato dal Cham; all’intorno infatti si crea un mercatino per le persone locali, tutti indossano i costumi più belli, e ci sono improvvisati baretti dove le persone bevono importanti quantità di birra e chang, con anche tavoli per diversi tipi di giochi d’azzardo – le puntate sono molto modeste, e se si vuole giocare si è sempre benvenuti, tra l’allegria generale. Nel cortile del tempio nel frattempo procedono le rappresentazioni, con un attento ma rilassato assiepamento di gente, al suono delle musiche eseguite dai monaci. In funzione di come si svolge il programma si decide quando effettuare alcune interessanti visite, iniziando da Buli Lhakhang ,se non lo si è già visto arrivando. Ci si reca al villaggio di Paker, posto all’ingresso della valle di Chumey, dove si trova un piccolo tempio e da qui con una passeggiata (circa mezz’ora ) si raggiunge il monastero di Nymalung, posto sul monte sopra al villaggio – il luogo dove trovò rifugio il grande maestro Dilgo Kientsen quando fuggì dal Tibet, noto per la qualità spirituale dei monaci che vi risiedono. Si rientra infine a Jakar. 6°g.    26/4 Jakar: Domkhar e visite   Ci si reca a Domkhar ed anche oggi, in funzione di come si svolge il programma, si decide quando effettuare le visite, che oggi si concentrano nella di valle di Choskhor, dove è ubicata Jakar. Si inizia dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata, con i cortili interni piuttosto austeri che rivelano alcuni templi ben affrescati. Quindi Tamshing, il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa che come Gangte è retto dalla sua attuale reincarnazione; è il più importante tempio Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti. Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 3/5, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. I templi di Kurjey, considerati uno dei siti più sacri del Bhutan, il cui edificio più antico fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo. Infine Tangbi Lhakhang, che si raggiunge attraversando un ponte poco più a nord di Kurjey, tra le piante e gli orti verdi di un bel villaggio situato su una piana contornata da monti coperti da rigogliose foreste. L’origine di Tangbi risale al 1470, quando fu fondato dal IV Shamar Rimpoce, uno dei Lama principali della scuola tibetana dei Karmakagyu (i Karmakagyu appartengono, come i monaci presenti in maggior numero in Bhutan che sono Drukpakagyu, all’insieme delle scuole che si ispirano al grande mistico tibetano Milarepa, create dall’opera dei suoi discepoli). 7°g.    27/4 Jakar – Ura (Yakchoe) – Urgyen Choeling   Si parte per il bel villaggio di Ura dove oggi hanno inizio le celebrazioni dello Ura Yakchoe; la distanza è di 50 km, circa un’ora e mezza. A Ura l’evento inizia con una processione con cui viene portata al tempio la preziosa statua di Vajrapani che secondo la tradizione orale Guru Padmasambhava lasciò per proteggere il villaggio quando, nel lontano VIII secolo, lo ebbe liberato dalla peste, esaudendo così prima di ripartire le preghiere degli abitanti. Nel pomeriggio si parte per la valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il laghetto di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo, ai bordi di un bucolico villaggio che presenta un esempio bellissimo della vita rurale bhutanese. Si alloggia qui nella semplice locanda di Ugencholing. 8°g.    28/4 Urgyen Choeling – Ura (Yakchoe) – Jakar   Si torna ad Ura per ammirare le danze in costume del Cham; il luogo è particolarmente bello, anche solo per passeggiare tra le case del villaggio, ed anche qui, come a Domkhar, oltre alle rappresentazioni è molto interessante vivere il contesto di folclore all’intorno del cortile del tempio. Si rientra quindi a Jakar, dove si utilizza il medesimo albergo, e tempo permettendo si completa la giornata con delle visite. 9°g.    29/4 Jakar – Punakha   Si parte per Trongsa, riattraversando verso ovest il passo dello Yutong ripercorrendo le stupende vallate himalaiane; si transita da Chendebji Chorten e si valica il Pele arrivando nella valle di Punakha. Qui ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche gli stranieri! Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile 10°g.    30/4 Punakha   Lo Dzong di Punakha, situato a solo 1250 mt, è il più bello e storicamente importante del paese. Viene curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala difficili da trovare altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è… nel presente. Al termine della visita si prosegue per un tratto verso nord e si sale sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sui monti sopra la valle del Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Nel pomeriggio si effettua un’escursione sui monti della valle, dove si trovano le scuole monastiche di Talo e Nalanda ed il tempio di Nabgang tra tipici, ben curati villaggi. 11°g.    1/5 Punakha – Thimpu   Si lascia la valle di Punakha valicando verso ovest il passo del Dochu arrivando a Thimpu, la capitale, dove si alloggia nel medesimo hotel. Ci si dedica alle visite iniziando da Dechen Podrang, un palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; nei pressi ci si reca a vedere il convento femminile. È molto interessante il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, il luogo dove le persone del luogo portano i nuovi nati per essere benedetti, un vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più caldi dell’anno (la sede invernale è Punakha). Tempo permettendo ci si reca anche al Memorial Chorten, dove spesso si vedono gli anziani di Thimpu che effettuano le circumambulazioni recitando i mantra, ed alla gigantesca statua di Buddha, particolarmente ben realizzata, che troneggia dalla collina. 12°g.    2/5 Thimpu – Paro   Si parte per Paro e, nei pressi di Thimpu, si sosta per una visita a Semtokha Dzong, che fu il primo degli Dzong bhutanesi ad essere costruito dallo Shabdrung nel XVII secolo; ha giovato di recenti restauri ed è ora sede di una scuola monastica. Giunti nella valle di Paro ci si reca al bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Tornati a valle si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Ci si reca quindi in hotel, si alloggia al Rema Resort o simile. 13°g.    3/5 Paro: escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo che porta fino ad un rifugetto situato a oltre metà della strada da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 14°g.    4/5 Paro, volo di rientro   Chi rientra via Katmandu parte alle 8.30 con arrivo alle 9.15; per Delhi la partenza è alle 8.50 con arrivo alle 9.15. Amitaba può organizzare ogni servizio che possa essere richiesto per i trasferimenti sia a Katmandu che a Delhi, ed anche organizzare delle interessanti estensioni in Nepal o in India. La maggior parte dei voli di rientro prevede di viaggiare la notte arrivando a destinazione il giorno successivo. 15°g.    Sabato 5 maggio, arrivo a destinazione
BHUTAN E NEPAL 2018: Festival di Paro e Cham rurale
Estensione: Natura e vette himalaiane del Nepal – rientro l’8/4
Periodo: 24 mar - 3 apr
I dettagli del viaggio sono indicati nella descrizione del Programma. Per maggiori informazioni sul Paese, vedi anche: Bhutan e Druk Yul. Al termine si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio con il programma “Natura e vette himalaiane del Nepal”, un percorso che dona visioni imperdibili della catena himalaiana, a Daman ed al tipico villaggio di Dampus, situato ai piedi dell’ardito Machhapuchare, e nel Parco Nazionale di Chitawan, dove si eseguono diverse esplorazioni naturalistiche, anche a dorso d’elefante. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici eseguiti da monaci, ed anche laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo delineato dalla mente razionale scompare e spiritualità, emozioni e pensiero si fondono creando un immaginario che evoca le dimensioni di mondi sottili dove sogno e realtà sembrano condividere un medesimo spazio, un insieme che in Bhutan costituisce la chiave di accesso ad una realtà culturale che include diversi aspetti di leggenda e misticismo. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Nota tecnica In Nepal e Bhutan tra fine marzo ed inizio aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che possono sempre esserci piogge locali. Le temperature minime notturne a Paro, che è il punto più freddo del percorso, possono scendere anche a 5 gradi, mentre le massime previste qui sono 18°C. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini e gli alloggi sono puliti con camere dotate di bagno con acqua calda e lenzuola, tranne che nel villaggio di Dampus, per chi segue l’estensione, dove si alloggia in un rifugio himalaiano in stanze non dotate di servizi. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan ed in Nepal con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 24 marzo, partenza in volo per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu e alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.    25/3 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata al ‘colle delle scimmie’ che dista circa 15 min dall’hotel, dove si erge il magnifico Stupa di Swayambhu. 3°g.    26/3 Katmandu   Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte.    4°g.    27/3 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo per Paro parte alle 9.10 con arrivo alle 10.25 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Nel piccolo aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti dalla guida bhutanese che parla la lingua inglese e si parte per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Nel primo pomeriggio si visitano Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; e Dechen Podrang, un palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Ci si reca quindi al grandioso Trashichhoe Dzong, dove vi sono la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Prima di recarsi in hotel, tempo permettendo, si visita il tempio di Changangkha Lhakang, uno sei siti più antichi della valle. dove le persone portano i nuovi nati per essere benedetti. Si alloggia presso l’hotel Galingkha o Pedling. 5°g.    28/3 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha il cui Dzong, situato a solo 1250 mt, è il più bello e storicamente importante del paese. Viene curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala difficili da trovare altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si effettua un’escursione sui monti della valle, dove si trovano le scuole monastiche di Talo e Nalanda ed il tempio di Nabgang tra tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile. 6°g.    29/3 Punkaha – Paro   Prima di lasciare la valle di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche gli stranieri! Si prosegue quindi verso ovest, risalendo al passo di Dochu (3166 mt) e tornando nella valle di Thimpu, dove si pranza. Si parte poi per Paro e, nei pressi di Thimpu, si sosta per una visita a Semtokha Dzong, che fu il primo degli Dzong bhutanesi ad essere costruito dallo Shabdrung nel XVII secolo; ha giovato di recenti restauri ed è ora sede di una scuola monastica. Giunti a Paro si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; ci si reca quindi in hotel, si alloggia al Dewachen o al Rema Resort. 7°g.    30/3 Paro: escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 8°g.    31/3 Paro, il grande Cham   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove viene issato il Thongdrol. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione alle diverse classi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 9°g.    1/4 Paro: cham rurale di Dzongdraka   Ci si reca al villaggio di Dzongdraka tra i monti della valle di Paro, dove oggi si svolge un interessantissimo Cham rurale. Sono molto belle le processioni eseguite nella parte iniziale dell’evento, che si muovono a ridosso di una falesia dove meditò Guru Rimpoce (Padmasambhava). Completati i cortei ed i cerimoniali iniziali che si svolgono tra l’eremo ed il tempio del villaggio iniziano le danze in costume nell’area sovrastante il tempio; si consuma qui un picnic, mescolati all’allegra e rilassata comunità locale, dove molti non disdegnano delle sane bevute in compagnia, una situazione molto genuina e poco formale rispetto al festival di ieri. Tornati a valle si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Per chi rientra 10°g.    2/4 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.50 con arrivo alle 12.35; si potrà così godere ancora una volta della visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest, Cho Oyu e Shisha Pangma – per menzionare gli “8000” - oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo ci si imbarca sul volo di rientro; Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali servizi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. 11°g.    Martedì 3 aprile, arrivo a destinazione. Per chi segue l’estensione “Natura e vette himalaiane del Nepal” 10°g.    2/4 Paro – Katmandu – Daman   Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.50 con arrivo alle 12.35;  si parte dall’aeroporto per i monti a sud ovest della città arrivando nella località di Danan, un viaggio di soli 65 km ma che può richiedere parecchio tempo. Qui si alloggia presso l’Everest Panoramic View Resort, situato a circa 2300 mt; la posizione offre uno stupendo panorama sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte di fronte all’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così una visuale ampissima che diventa ancor più bella con le luci del tramonto e dell’alba. 11°g.    3/4 Daman – Chitawan   Si scende da Daman verso sud e giunti nelle aree più pianeggianti alla base dei monti si prosegue verso ovest per il Parco Nazionale di Chitawan, arrivando per pranzo al Safari Nayani, comoda base da cui si esplora il territorio, immersi nella foresta del parco su di un colle che sovrasta il fiume Rapti, il corso d’acqua che segna il confine occidentale del Parco. Quest’area naturale, dichiarata riserva nel 1970 e successivamente Parco Nazionale, copre un’area di 932 kmq e ospita, tra gli animali più celebri, un gran numero di rinoceronti e di tigri, oltre a diversi tipi di gazzelle, bufali, coccodrilli e una grandissima varietà di uccelli (525 specie!). Nel corso del giorno e mezzo che si trascorre qui si seguiranno diverse attività con la guida degli esperti ranger, iniziando con un’introduzione al luogo che solitamente si tiene presso le stalle degli elefanti. Si consumano tutti i pasti nel ristorante del resort. 12°g.    4/4 Chitawan   Nella giornata di oggi si inizia all’alba, quando è più facile vedere gli animali. Le attività previste durante il soggiorno a Chitawan sono diverse ed interessanti. Un safari di circa un’ora e mezza con gli elefanti nella foresta; la visita ad un villaggio dell’etnia Tharus utilizzando carri trainati dai buoi; una camminata guidata nella foresta - che presuppone di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal ranger; si segue il corso del fiume Rapti per circa 5 km con le canoe tradizionali, il modo migliore per osservare gli uccelli acquatici e gli animali sulle rive mentre si scivola in silenzio sull’acqua; la visita al centro di riproduzione dei coccodrilli; assistere al bagno degli elefanti nel fiume, dove chi vuole potrà aiutare a spazzolare i pachidermi! 13°g.    5/4 Chitawan – Pokhara – Dampus   Si parte presto per Pokhara che dista circa 150 km a nord ovest, un percorso che può richiedere anche 6 ore di guida. Ci si reca per una breve visita alla Pagoda della Pace, posizionata in punto molto panoramico sopra al celebre lago della cittadina. Si riparte quindi da Pokhara utilizzando delle jeep locali con cui si raggiunge in circa un’ora o poco più il villaggio di Dampus, edificato nel tipico stile locale su di un costone dei monti da dove si ha una visuale formidabile sulla catena himalaiana, ed in particolare dell’ardito Machhapuchare, il monte conosciuto come “il Cervino dell’Himalaia”. Si alloggia in un casa – rifugio tipica di questa regione, dove si segnala che non si hanno i servizi in camera, ma si assapora l’atmosfera magica che sanno regalare questi luoghi che fino a pochissimo tempo addietro erano raggiungibili solo a piedi. 14°g.    6/4 Dampus – Pokhara – Katmandu   Tornati a valle con le jeep si procede per l’aeroporto di Pokhara per il volo di rientro a Katmandu, dove si arriva indicativamente per l’ora di pranzo. Si alloggia nel medesimo hotel e si avrà il resto del tempo a disposizione; se vi fosse qualche visita d’interesse od altro che richiedesse un aiuto, il capogruppo potrà organizzare tutto quanto serve per questi extra. 15°g.    7/4 Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino al trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono in serata con arrivo nella giornata successiva. 16°g.    Domenica 8 aprile, arrivo a destinazione.
BHUTAN 2017: Festival autunnali di Druk Yul
Da Genekha e Dechen a Jambay e Paker, esplorando il Paese del Drago
Periodo: 26 ott - 10 nov
Per chi fosse interessato, è possibile seguire anche una versione più lunga del viaggio aggiungendo una parte iniziale in Nepal con il programma Bhutan e Nepal: Natura, cultura ed arte dell’Himalaia. Nota tecnica In Bhutan tra fine ottobre ed inizio novembre la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è a Gangte dove di notte si può anche arrivare a 5°C, mentre qui la massima può essere di circa 20; il luogo più caldo in Bhutan è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei confortevoli pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Il visto bhutanese viene predisposto a cura di Amitaba, mentre quello nepalese viene rilasciato all’aeroporto. Il passaporto deve avere minimo ancora 6 mesi di validità. Un cenno sui Cham bhutanesi e sul Lhakhang Drup in particolare I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci e anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il tema principale a Genekha, Dechen e Paker è l’evocazione della mitica figura di Padmasambhava, o Guru Rimpoce, con diversi aspetti dei suoi insegnamenti ed episodi tipici in ognuno dei tre eventi, e gli eventi hanno lo scopo primario di purificare le interferenze e gli ostacoli sottili nella vita delle persone e a questo fine vengono dedicate molte esecuzioni, tra cui  la celebre danza dei Cappelli Neri (lo Sha-Na Cham). Il Lhakhang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: il Macham o Mewang, ovvero la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco, e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio, condotta da uomini del villaggio nudi coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, vengono eseguite danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Giovedì 26 ottobre, partenza in volo per Katmandu   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ma vi è un’ampia scelta di compagnie aeree che giungono in Nepal via Delhi o via Medio Oriente e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento; la maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Qatar Airways con partenza da Roma Fiumicino alle 17.35 ed arrivo a Doha alle 23.55; sono disponibili collegamenti da diverse città, per chi parte da Milano da Linate alle 14.00 con arrivo a Fiumicino alle 15.10. Per gli orari di altre partenze contattare Amitaba. 2°g.    27/10 Arrivo a Katmandu   Si parte da Doha alle 3.25 con arrivo a Katmandu alle 10.45. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio Giuseppe Tommasi. L’hotel, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Nel pomeriggio ci si reca con una passeggiata a visitare il vicino Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle. 3°g.    28/10 Katmandu – Paro   Il volo di linea delle Druk Air per Paro in Bhutan parte alle 8.15 con arrivo alle 9.30 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. A Paro è in attesa dei partecipanti la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan posto a 2280 mt di quota, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito allo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Si completa la mattinata visitando il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Dopo pranzo ci effettua una breve escursione a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli che è diventato una scuola per giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro, si alloggia presso l’hotel Dewachen, situato nei pressi. 4°g.    29/10 Paro, Tsechu di Genekha - Thimpu   Da Paro si segue il deflusso della valle e, poco oltre la confluenza col fiume che scorre da Thimpu, si sale al monastero di Chishing Samten Choeling dove oggi si svolge l’interessante Cham di Genekha, con l’esecuzione di danze tradizionali eseguite con musiche, maschere e variopinti abbigliamenti rituali. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le rilassate attività e i piccoli commerci a contorno; il tutto regala una bella immersione in un folclore sincero. Si trascorre qui buona parte della giornata seguendo le diverse fasi dell’evento, immergendosi nella simpatica atmosfera del festival. Si prosegue per Thimpu (2320 mt), il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni dove ci si reca direttamente al grandioso Trashichhoe Dzong, accessibile solo dopo le ore 16.30, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si accomoda quindi presso l’hotel Pendling, nel centro della cittadina, ben posizionato anche per curiosare tra i negozietti. 5°g.    30/10 Thimpu, Tsechu di Dechen    Il festival di oggi si svolge a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; in funzione dello svolgimento della manifestazione si effettueranno alcune visite interessanti: Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; ed il vicino tempio di Dechen Phu, sede della principale entità di protezione del Bhutan. Tempo permettendo, ci si recherà anche al convento femminile, situato nei pressi di Dechen Phodrang, ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un piccolo gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 6°g.    31/10 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile. 7°g.    1/11 Punakha – Gangte   Si parte per Gangte seguendo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, posto su di un monte che domina il fiume, che sfortunatamente nel 2012 è stato devastato da un incendio, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella bucolica valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; in autunno giungono qui migrando dal Tibet le gru dal collo nero e con un minimo di fortuna si potranno vedere. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo, il Thegchen Prodrang o il Dewachen; la quota è di 2830 mt. 8°g.    2/11 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, luogo di origine dell’attuale dinastia reale, e si alloggia al Yangkhil Resort. 9°g.    3/11 Trongsa – Kuengarupten - Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e con anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il vicino passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valle di Chumey nel Bumthang; superatolo, si visita Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio. Poco oltre si sosta al palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar (2580 mt), il centro principale di queste regioni, ricco di siti interessanti, si alloggia al semplice hotel Pelling. 10°g.    4/11 Jakar: valle di Tang e Lhakhang Drup      Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi della vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar dove ci si reca al veneratissimo tempio di Jambay Lhakhang la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu (che si visita l’8/11), che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Qui si potrà assistere all’inizio delle celebrazioni del Cham; dopo alcuni rituali alla presenza del Lama viene dato fuoco ad un grande arco fatto di legno e rami di pino con la gente che si lancia impavida attraverso le fiamme che divampano sempre più furiosamente. È un rito di purificazione, che diventa un momento di forte eccitazione ed emulazione, con grande ilarità generale e qualcuno che finisce con piccole ustioni. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione; nonostante il tipico freddo notturno, la convinzione comune è che se si effettua questo rituale si sarà liberi per un intero anno da ogni possibile malattia. 11°g.    5/11 Jakar: Cham e visite   Oggi si seguono le parti più interessanti del festival che è in corso e si visitano i siti più importanti della valle. Si inizia dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto, come Gangte, dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti). 12°g.    6/11 Jakar, Paker Tsechu – Trongsa   Si riprende la strada che ci ha portati fin qui arrivando nella valle di Chumey, al cui ingresso di trova il grazioso villaggio di Paker. Oggi si svolge la seconda giornata dello Tsechu locale al tempio del villaggio; è un evento molto bello perché unisce la rilassata atmosfera rurale ad un’ottima esecuzione delle danze ed anche i costumi sono molto belli: infatti buona parte delle esecuzioni è tenuta dai monaci del monastero nyingmapa di Nimalung, posto sul monte alle spalle delle paesello. Nel pomeriggio si parte per rientrare a Trongsa, attraverso il passo dello Yotong; ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 13°g.    7/11 Trongsa – Paro   Oggi si effettua la tappa di rientro verso ovest,  circa 250 km, un viaggio allietato dai grandiosi panorami che richiede circa 7/8 ore di guida. Si ripercorre la strada seguita arrivando a  Chedenbji Chorten, quindi il passo del Pele (3390 mt) che porta nella valle di Wangdi Phodrang e si prosegue sempre verso ovest, risalendo al passo di Dochu (3166) arrivando nella valle di Thimpu e quindi a Paro. Nei pressi di Thimpu si sosta per una visita a Semtokha Dzong, che fu il primo degli Dzong bhutanesi ad essere costruito dallo Shabdrung nel XVII secolo, ha giovato di recenti restauri ed è ora sede di una scola monastica. A Apro si alloggia presso il medesimo hotel. 14°g.    8/11 Paro: escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 15°g.    9/11 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.40 con arrivo alle 12.25; si potrà così godere ancora una volta delle spettacolari visuali sull’Himalaia dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest e Cho Oyu fino allo Shisha Pangma: ben 6 degli ‘8000’, oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo si ha a disposizione fino all’imbarco sul volo di rientro un veicolo con autista per delle visite e un giro di acquisti (Pashupatinath e Bodanth sono vicinissimi all’aeroporto). Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali ulteriori servizi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. Il volo suggerito della Qatar Airways parte alle 20.45 con arrivo a Doha alle 23.40. 16°g.    Venerdì 10 novembre, arrivo a destinazione   Si riparte da Doha alle 1.25 con arrivo a Roma Fiumicino alle 5.30; per chi continua per Milano si parte con Alitalia alle 7.00 con arrivo a Linate alle 8.10. Per gli orari di altre destinazioni o i servizi offerti da altre compagnie contattare Amitaba.
BHUTAN e NEPAL 2017: Natura, cultura ed arte dell’Himalaia
Festival autunnali, da Genekha e Dechen a Jambay e Paker
Periodo: 20 ott - 10 nov
 Per chi avesse un interesse maggiore per una delle due parti del viaggio, in Nepal o in Bhutan, queste sono entrambe eseguibili anche come programmi singoli, in Nepal con Natura e tesori d’arte e in Bhutan con Festival autunnali di Druk Yul. I dettagli del viaggio sono riportati nella descrizione delle tappe del Programma. Per maggiori informazioni si trovano parecchie pagine ed anche immagini sul sito di Amitaba; alcuni suggerimenti per il Bhutan: Druk Yul, Cham del Bhutan. Per il Nepal: Nepal.   Nota tecnica In Bhutan ed in Nepal tra fine ottobre ed inizio novembre la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è a Gangte dove di notte si può anche arrivare a 5°C, mentre qui la massima può essere di circa 20; il luogo più caldo in Bhutan è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei confortevoli pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. A Katmandu il clima è un poco più caldo in particolare nel Parco di Chitawan; visite e spostamenti in Nepal si effettuano utilizzando un pulmino privato, gli hotel puliti con servizi propri, la cucina è varia e, oltre al cibo locale che è simile a quello indiano, si trovano facilmente pietanze di tipo europeo e cinese.   Un cenno sui Cham bhutanesi e sul Lhakhang Drup in particolare I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci e anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il tema principale a Genekha, Dechen e Paker è l’evocazione della mitica figura di Padmasambhava, o Guru Rimpoce, con diversi aspetti dei suoi insegnamenti ed episodi tipici in ognuno dei tre eventi, e gli eventi hanno lo scopo primario di purificare le interferenze e gli ostacoli sottili nella vita delle persone e a questo fine vengono dedicate molte esecuzioni, tra cui  la celebre danza dei Cappelli Neri (lo Sha-Na Cham). Il Lhakhang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: il Macham o Mewang, ovvero la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco, e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio, condotta da uomini del villaggio nudi coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, vengono eseguite danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 20 ottobre, partenza in volo per Katmandu   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ma vi è un’ampia scelta di compagnie aeree che giungono in Nepal via Delhi o via Medio Oriente e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento; la maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. Il volo suggerito per questo viaggio, che fa da riferimento per i servizi offerti, è quello della Qatar Airways con partenza da Roma Fiumicino alle 17.35 ed arrivo a Doha alle 23.55; sono disponibili collegamenti da diverse città, per chi parte da Milano da Linate alle 14.00 con arrivo a Fiumicino alle 15.10. Per gli orari di altre partenze contattare Amitaba. 2°g.    21/10 Arrivo a Katmandu   Si parte da Doha alle 3.25 con arrivo a Katmandu alle 10.45. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio Massimo Tommasi. L’hotel, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Nel pomeriggio ci si reca con una passeggiata a visitare il vicino Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle. 3°g.    22/10 Katmandu: Durbar, Pashupatinath, Bodnath   Si inizia questa interessantissima giornata di visite dal centro storico della città di Katmandu, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Si raggiunge quindi Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si continua andando allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. 4°g.    23/10 Katmandu – Chitawan   Si parte in volo al mattino (orario da confermare, volo di circa 35 minunti) per il Parco Nazionale di Chitawan, dove si alloggia presso il Chitawan Safari Jungle Resort, arrivando verso l’ora di pranzo. Il Parco copre un’ampia zona di giungla (932 chilometri quadrati) ai piedi della catena himalaiana, un territorio selvaggio e ricco di fauna tra cui il rinoceronte e la tigre. Il programma delle attività include l’esplorazione della giungla a dorso d’elefante. 5°g.    24/10 Chitawan – Katmandu   Si iniziano le esplorazioni nel Parco di prima mattina, momento ottimale per vedere gli animali. Nel pomeriggio di rientra poi in volo a Katmandu (orario da confermare) dove si avrà del tempo libero; si alloggia presso l’hotel Vajra. In serata si cena in un locale tipico dove si assiste ad uno spettacolo culturale. 6°g.    25/10 Katmandu – Baktapur - Changu Narayan – Namoboudha   Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, è la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Dopo la visita ci raggiunge Changu Narayan, un villaggio tradizionale posto su un’altura che domina la valle dove è ubicato un magnifico santuario dedicato a Vishnu. Da qui si prosegue per Namoboudha, un sito molto panoramico posto a circa 1700 mt da cui si vede il Gauri Shankar, una stupenda montagna sacra del Nepal. È un luogo di pellegrinaggio buddista dove attorno all’importante Chorten si trova un piccolo villaggio e, nei pressi, un bel monastero: secondo la leggenda fu qui che l’Illuminato in una precedente incarnazione donò il suo corpo a una tigre affamata. Si alloggia presso il Farm House Resort. 7°g.    26/10 Namoboudha – Panauti – Patan – Katmandu   Si lascia Namoboudha per recarsi alla vicina Panauti, una cittadina medioevale; qui nella piazza centrale di Durbar si erge il tempio a pagoda di Indreswor, che risale al XIII secolo, un luogo che è meta di pellegrinaggio per gli induisti. Ci si sposta poi a Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Si prosegue quindi per Katmandu dove si alloggia all’hotel Vajra. 8°g.    27/10 Katmandu   Giornata libera a Katmandu. Oggi giungono in Nepal i partecipanti che seguono la parte bhutanese del programma. 9°g.    28/10 Katmandu – Paro   Il volo di linea delle Druk Air per Paro in Bhutan parte alle 8.15 con arrivo alle 9.30 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. A Paro è in attesa dei partecipanti la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan posto a 2280 mt di quota, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito allo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Si completa la mattinata visitando il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Dopo pranzo ci effettua una breve escursione a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli che è diventato una scuola per giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro, si alloggia presso l’hotel Dewachen, situato nei pressi. 10°g.    29/10 Paro, Tsechu di Genekha - Thimpu   Da Paro si segue il deflusso della valle e, poco oltre la confluenza col fiume che scorre da Thimpu, si sale al monastero di Chishing Samten Choeling dove oggi si svolge l’interessante Cham di Genekha, con l’esecuzione di danze tradizionali eseguite con musiche, maschere e variopinti abbigliamenti rituali. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le rilassate attività e i piccoli commerci a contorno; il tutto regala una bella immersione in un folclore sincero. Si trascorre qui buona parte della giornata seguendo le diverse fasi dell’evento, immergendosi nella simpatica atmosfera del festival. Si prosegue per Thimpu (2320 mt), il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni dove ci si reca direttamente al grandioso Trashichhoe Dzong, accessibile solo dopo le ore 16.30, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si accomoda quindi presso l’hotel Pendling, nel centro della cittadina, ben posizionato anche per curiosare tra i negozietti. 11°g.    30/10 Thimpu, Tsechu di Dechen    Il festival di oggi si svolge a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; in funzione dello svolgimento della manifestazione si effettueranno alcune visite interessanti: Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; ed il vicino tempio di Dechen Phu, sede della principale entità di protezione del Bhutan. Tempo permettendo, ci si recherà anche al convento femminile, situato nei pressi di Dechen Phodrang, ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un piccolo gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 12°g.    31/10 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile. 13°g.    1/11 Punakha – Gangte   Si parte per Gangte seguendo la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, posto su di un monte che domina il fiume, che sfortunatamente nel 2012 è stato devastato da un incendio, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella bucolica valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli; in autunno giungono qui migrando dal Tibet le gru dal collo nero e con un minimo di fortuna si potranno vedere. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo, il Thegchen Prodrang o il Dewachen; la quota è di 2830 mt. 14°g.    2/11 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, luogo di origine dell’attuale dinastia reale, e si alloggia al Yangkhil Resort. 15°g.    3/11 Trongsa – Kuengarupten - Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e con anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il vicino passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valle di Chumey nel Bumthang; superatolo, si visita Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio. Poco oltre si sosta al palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar (2580 mt), il centro principale di queste regioni, ricco di siti interessanti, si alloggia al semplice hotel Pelling. 16°g.    4/11 Jakar: valle di Tang e Lhakhang Drup      Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi della vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar dove ci si reca al veneratissimo tempio di Jambay Lhakhang la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu (che si visita l’8/11), che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Qui si potrà assistere all’inizio delle celebrazioni del Cham; dopo alcuni rituali alla presenza del Lama viene dato fuoco ad un grande arco fatto di legno e rami di pino con la gente che si lancia impavida attraverso le fiamme che divampano sempre più furiosamente. È un rito di purificazione, che diventa un momento di forte eccitazione ed emulazione, con grande ilarità generale e qualcuno che finisce con piccole ustioni. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione; nonostante il tipico freddo notturno, la convinzione comune è che se si effettua questo rituale si sarà liberi per un intero anno da ogni possibile malattia. 17°g.    5/11 Jakar: Cham e visite   Oggi si seguono le parti più interessanti del festival che è in corso e si visitano i siti più importanti della valle. Si inizia dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto, come Gangte, dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti). 18°g.    6/11 Jakar, Paker Tsechu – Trongsa   Si riprende la strada che ci ha portati fin qui arrivando nella valle di Chumey, al cui ingresso di trova il grazioso villaggio di Paker. Oggi si svolge la seconda giornata dello Tsechu locale al tempio del villaggio; è un evento molto bello perché unisce la rilassata atmosfera rurale ad un’ottima esecuzione delle danze ed anche i costumi sono molto belli: infatti buona parte delle esecuzioni è tenuta dai monaci del monastero nyingmapa di Nimalung, posto sul monte alle spalle delle paesello. Nel pomeriggio si parte per rientrare a Trongsa, attraverso il passo dello Yotong; ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 19°g.    7/11 Trongsa – Paro   Oggi si effettua la tappa di rientro verso ovest, circa 250 km, un viaggio allietato dai grandiosi panorami che richiede circa 7 / 8 ore di guida. Si ripercorre la strada seguita arrivando a Chedenbji Chorten, quindi il passo del Pele (3390 mt) che porta nella valle di Wangdi Phodrang e si prosegue sempre verso ovest, risalendo al passo di Dochu (3166) arrivando nella valle di Thimpu e quindi a Paro. Nei pressi di Thimpu si sosta per una visita a Semtokha Dzong, che fu il primo degli Dzong bhutanesi ad essere costruito dallo Shabdrung nel XVII secolo, ha giovato di recenti restauri ed è ora sede di una scola monastica. A Apro si alloggia presso il medesimo hotel. 20°g.    8/11 Paro: escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 21°g.    9/11 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 11.40 con arrivo alle 12.25; si potrà così godere ancora una volta delle spettacolari visuali sull’Himalaia dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Lhotse, Everest e Cho Oyu fino allo Shisha Pangma: ben 6 degli ‘8000’, oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo si ha a disposizione fino all’imbarco sul volo di rientro un veicolo con autista per delle visite e un giro di acquisti (Pashupatinath e Bodanth sono vicinissimi all’aeroporto). Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali ulteriori servizi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. Il volo suggerito della Qatar Airways parte alle 20.45 con arrivo a Doha alle 23.40. 22°g.    Venerdì 10 novembre, arrivo a destinazione   Si riparte da Doha alle 1.25 con arrivo a Roma Fiumicino alle 5.30; per chi continua per Milano si parte con Alitalia alle 7.00 con arrivo a Linate alle 8.10. Per gli orari di altre destinazioni o i servizi offerti da altre compagnie contattare Amitaba.
BHUTAN 2017: Druk Yul, il Paese del Drago; estensione NEPAL
Da Paro al Bumthang, l'incontro con il gioello dell'Himalaia
Periodo: 5 ago - 19 ago
Si visitano i più importanti siti ed i monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle rigogliose vallate enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro storico ruolo difensivo; queste costruzioni non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi e amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, l’itinerario porta in molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Al termine è prevista un’estensione ai siti storici della valle di Katmandu in Nepal. Per maggiori dettagli sul Paese, vedi Bhutan. Raggiunta Katmandu in Nepal ci si reca il giorno successivo in volo a Paro, l’unico aeroporto internazionale bhutanese, dove si incontra la guida locale che parla la lingua inglese, e si raggiunge la vicina Thimpu, capitale del Paese, che è di fatto l’unica cittadina del Bhutan. Ci si reca subito allo Dzong di Trashichhoe, dove si trova anche la sala del trono del re, e si completando le visite dei molti luoghi d’interesse nella giornata successiva. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area, in funzione della durata delle visite precedenti, si potrà effettuare anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Oltre il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey, Choekhor e Tang, un insieme di templi, monasteri e villaggi posti fuori dal fluire del tempo. Si rientra quindi a Trongsa e da qui si prosegue diretti per la valle di Paro, dove si visitano il Dungtse Chorten, il celebre Dzong e ci si reca al pittoresco villaggi di Dzongdraka, dove si trova un interessante  eremo abbarbicato alle falesie dei monti. L’ultima giornata è dedicata a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza, Drukyel e lo storico Kyuchu Lhakhang. L’estensione in Nepal Si rientra quindi in volo a Katmandu da dove si prosegue con il volo di rientro o ci si può fermare per seguire un’estensione di tre giorni che prevede la visita di gran parte dei siti artistici e storici più importanti della valle di Katmandu con l’ausilio di una guida locale che parla la lingua italiana. Una domanda che si potrebbe porre è se l’estensione meriti, visti i gravi danni portati dal terremoto del 2015 quando molti siti sono stati gravemente danneggiati ed alcuni distrutti: si consideri che in realtà non tutti i luoghi d’interesse sono stati danneggiati, che l’opera di restauro è in corso e molti dei punti storici più belli ora sono a posto – in sintesi, riteniamo che valga la pena assolutamente. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 5 agosto, partenza per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu e molti viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.    6/8 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio. L’hotel, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan;  offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. 3°g.    7/8 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 12.45 per Paro con arrivo alle 14.00 (orario da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest e il Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Dall’aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore; per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Arrivati nella cittadina ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più caldi dell’anno (la sede invernale è Punakha). Ci si accomoda in un hotel del centro, il Pendling o simile, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.    8/8 Thimpu   Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan, e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 5°g.    9/8 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano e si ammirano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); si trovano anche tanti piccoli tsa tsa impastati con le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si sosta in un rifugio per consumare la prima colazione e si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha, il Zangtopelri o simile. 6°g.    10/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, posto su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere su cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo, il Dewachen o simile. 7°g.    11/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e e si alloggia presso l’hotel Yangkhil Resort o simile. 8°g.    12/8 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache dove vi è anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visitano due interessanti siti della vallata di Chumey, appena oltre il passo: Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio, e il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar, centro principale del Bumthang, si alloggia in un semplice albergo, il Pelling o simile. 9°g.    13/8 Jakar   Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi della vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar. 10°g.    14/8 Jakar - Trongsa   Si iniziano le visite dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Si prosegue con Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 17/8, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo) ed a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti). Completate le visite si parte per Trongsa, riattraversando verso ovest il passo dello Yutong, dove si alloggia nel medesimo hotel. 11°g.    15/8 Trongsa – Paro   Si continua il viaggio verso ovest, ripercorrendo le stupende vallate himalaiane; si transita da Chendebji Chorten e si valicano il Pele e il Dochu La. A Paro prima di accomodarsi in albergo si visita il Dungtse Chorten, costruito da Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Dewachen o il Rema Resort. 12°g.    16/8 Paro   Paro è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca a visitare lo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e il museo posto presso la torre di Ta Dzong, situata sull’altura alle sue spalle. Se vi sarà tempo, con una breve passeggiata ci si reca quindi al bucolico villaggio di Drangchok, posto appena sopra Paro, dove si trova un antico tempio. Dopo pranzo si raggiunge il bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava; rientrati a Paro si avrà del tempo per curiosare tra i negozietti del villaggio. 13°g.    17/8 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo di ritiro più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Per chi rientra 14°g.    18/8 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 11.00 con arrivo alle 11.45 (orario da confermare). A Katmandu sono in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba ed un mezzo con autista con cui poter effettuare visite o acquisti fino al momento dell’imbarco sul volo internazionale; quasi tutti i voli partono in serata con arrivo nella giornata successiva. 15°g.    Sabato 20 agosto, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione in Nepal (si segnala che a seguito del terremoto del 2015 diversi siti sono stati gravemente danneggiati ed alcuni distrutti; l’opera di restauro è in corso e molti dei punti storici più belli ora sono a posto) 14°g.    18/8 Paro – Katmandu e visita di Patan e Kirtipur   Il volo per Katmandu parte alle 11.00 con arrivo alle 11.45 (orario da confermare). A Katmandu sono in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba e la guida locale che parla la lingua italiana che seguirà il programma dei prossimi giorni; trasferimento presso l’hotel Vajra, il medesimo utilizzato all’arrivo. Oggi si visita Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Al termine ci si reca al vicino villaggio storico di Kirtipur (il cui nome significa “città della gloria”). Fu una capitale minore dalla sua fondazione nell’XI secolo fino alla conquista Gurkha del XVIII; tra i diversi siti è molto bello il tempio di Bagh Bhairab, adiacente alla piazza centrale, e particolarmente interessante l’Uma Maheshwar, sulla cima del panoramico colle, dove si notano anche sculture lignee fortemente erotiche. 15°g.    19/8 Katmandu: Pashupatinath, Bodnath, Durbar   Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; tempo permettendo ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. 16°g.    20/8 Katmandu: Baktapur e Changu Narayan   Visita di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, che tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu è dove è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle. Si segnala che queste due località nel 2015 hanno subito danni particolarmente gravi. 17°g.    21/8 Katmandu e volo di rientro   Giornata libera fino al trasferimento dall’hotel all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono in serata con arrivo nella giornata successiva. 18°g.    Martedì 22 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN 2017: Festival di Paro e cham rurale
Estensione: Sikkim, regno himalaiano – rientro il 23/4
Periodo: 8 apr - 16 apr
Al termine si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio con il capogruppo con il programma “Sikkim, regno himalaiano”, un tour completo delle vallate a ridosso del Kanchedzonga, da Rumtek a Gangtok, Tashiding e Pemayangtse che include anche le cittadine storiche di Kalimpong e Darjeeling.   Passo di Chile Chomolhari verso Chile Gompa Chile Gompa   Un cenno sui cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Per maggiori informazioni, vedi Druk Yul e Cham del Bhutan.   Eremo di Drakarpo Paro, Guru Tshen Gye Darjeeling col Kanchendzonga   Nota tecnica In Bhutan all’inizio di aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Le temperature minime notturne a Paro possono scendere anche a 5 gradi, mentre le massime previste sono 18°C. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Alcune note sul Sikkim Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. A est le propaggini meridionali della catena marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali tra giugno e agosto, che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, e a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale. In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti ad un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo.   Paro, lo Dzong Cham a Dzongdraka Monachella a Chile Gompa   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Sabato 8 aprile, partenza in volo per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu e alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.    9/4 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba (la guida parla l’italiano) e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. 3°g.    10/4 Katmandu – Paro; esc. a Thimpu   Il volo per Paro parte alle 10.20 con arrivo alle 11.45 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 "ottomila", tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Nel piccolo aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Bhutan, si viene accolti dalla guida bhutanese che parla la lingua inglese e si parte per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Nel primo pomeriggio si visitano Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; e Dechen Podrang, un palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Ci si reca quindi al grandioso Trashichhoe Dzong, incontrando la guida del viaggio ed i partecipanti giunti fin qui dal remoto Bhutan orientale. Nel grande Dzong vi sono la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Dopa la visita si rientra a Paro, dove ci si accomoda presso l’hotel Dewachen o il Rema Resort. 4°g.    11/4 Paro, il grande Cham   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 5°g.    12/4 Paro: cham rurale di Dzongdraka   Ci si reca al villaggio di Dzongdraka tra i monti della valle di Paro, dove oggi si svolge un interessantissimo Cham rurale. Sono molto belle le processioni eseguite nella parte iniziale dell’evento, che si muovono a ridosso di una falesia dove meditò Guru Rimpoce (Padmasambhava). Completati i cortei ed i cerimoniali che si svolgono tra l’eremo ed il tempio del villaggio, nell’area sovrastante iniziano le danze in costume; si consuma qui un picnic, mescolati all’allegra e rilassata comunità locale, dove molti non disdegnano delle sane bevute in compagnia, una situazione molto genuina e poco formale rispetto al festival di ieri. Si torna quindi a valle ed arrivati a Paro si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; se si avrà tempo, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. 6°g.    13/4 Paro: escursione a Chile, Yoeto e Drakarpo   Si risalgono i monti del versante meridionale della valle di Paro arrivando fino al passo del Chile, a quasi 4000 metri di quota. Da qui parte un panoramico sentiero che porta in circa un’ora all’eremo di Chile, dove vive isolata tra i monti una piccola comunità di monache. Chi preferisse, può arrivare all’eremo anche partendo da sotto: una breve diramazione dalla strada del passo consente di arrivare alla base di una salita che richiede circa 40 minuti a piedi. Si consuma qui un picnic. Tornati a valle si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. 7°g.    14/4 Paro: escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Per chi rientra 8°g.    15/4 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 8.25 con arrivo alle 9.30; il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Everest e Cho Oyu fino allo Shisha Pangma: ben 5 degli ‘8000’, oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo si ha a disposizione fino all’imbarco sul volo di rientro un veicolo con autista per delle visite e un giro di acquisti (Pashupatinath e Bodanth sono vicinissimi all’aeroporto). Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. 9°g.    Domenica 16 aprile, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione “Sikkim, regno himalaiano” 8°g.    15/4 Paro – Puntsholing   Si parte verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione presso il Druk o il Lhaki hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 9°g.    16/4 Puntsholing – Kalimpong   Accompagnati dalla nuova guida locale e dall’autista giunti dal Sikkim si entra in India; giungendo dal Bhutan, che alcuni amano chiamare ‘Tirolo dell’Himalaia’, il cambiamento è notevole: poche centinaia di metri e si è immersi nella tipica confusione dell’India. Si segue il lembo meridionale dell’Himalia in direzione ovest per circa 130 km attraversando alcuni fiumi e, raggiunto l’impetuoso Tista nei pressi del villaggio di Sevoke, se ne risale il corso entrando di nuovo tra i monti in una regione che oggi è parte del Bengala Occidentale; si lascia quindi il fiume risalendo il versante orientale della grande vallata arrivando a Kalimpong, situata a circa 1200 mt. Si percorrono in tutto 175 km in 5 ore circa. Si alloggia presso l’Himalaya hotel, immerso in un bel giardino e piacevolmente arredato in stile coloniale, dove si viene raggiunti dai partecipanti che seguono solo questa parte del viaggio. Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale. 10°g.    17/4 Kalimpong – Rumtek - Gangtok   A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok; si ridiscende al fiume e poco più a nord si incontra la confluenza con il fiume Ranjeet, che con il Tista delimita il confine meridionale dell’attuale territorio dello Stato del Sikkim. Si prosegue lungo il Tista entrando nel territorio sikkimese; si lascia la vallata di questo fiume verso nord est seguendo un affluente e con una deviazione sul versante occidentale della valle si arriva (in tutto 74 km di strada) all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono interessanti templi e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. Si riparte per Gangotk (circa 20 km) tornando a valle e risalendo il versante opposto verso nord est; qui si alloggia presso all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina – la quota è di 1700 mt. 11°g.    18/4 Gangtok   Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione della città. 12°g.    19/4 Gangtok – Yuksom   Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundraling, che contiene affreschi molto interessanti e i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Tashigang; la quota qui è di 1750 mt. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida. 13°g.    20/4 Yuksom - Pelling   Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari, conosciuto come “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. A Pelling (1500 mt) si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga. Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse. 14°g.    21/4 Pelling – Darjeeling   La strada per Darjeeling (2134 mt), se pur vicina come distanza, richiede quasi 5 ore di guida; si inizia scendendo al fiume Ranjeet che score impetuoso ai piedi di Pelling e lo si segue verso sud attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste; si lascia il Sikkim rientrando nel Bengala Occidentale e si lascia il fiume per salire sulle creste dei monti incontrando piantagioni di tè ed arrivando a Darjeeling, dove si alloggia all’hotel New Elgin, che evoca gli splendori dell’era coloniale. Ci si reca a visitare il mercato, il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano. 15°g.    22/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi e volo di rientro   Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13.45 con arrivo alle 16.10 (orari da confermare). A destinazione si procede per gli imbarchi internazionali per il volo di rientro. Amitaba predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti a Delhi con un piccolo costo aggiuntivo: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. 16°g.    Domenica 23 aprile, arrivo a destinazione
BHUTAN 2017: Conoscere Druk Yul da Gomkora al festival di Paro
Estensione: Sikkim, regno himalaiano – rientro il 23/4
Periodo: 2 apr - 16 apr
Jakar Dzong Trongsa Dzong Punakha Dzong   Da Paro si potrà decidere se rientrare o proseguire il viaggio con il capogruppo con il programma “Sikkim, regno himalaiano”, un tour completo delle vallate a ridosso del Kanchedzonga, da Rumtek a Gangtok, Tashiding e Pemayangtse che include anche le cittadine storiche di Kalimpong e Darjeeling. Per maggiori informazioni sul Sikkim, si può consultare India himalaiana orientale: Sikkim. Un cenno sui cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Per maggiori informazioni, vedi Druk Yul e Cham del Bhutan.   Tashiyangtse Chorten Kora Tashiyangtse Dzong, monachelli Trashigang Dzong   Nota tecnica In Bhutan all’inizio di aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang ed a Paro, dove di notte si possono avere anche solo 5 gradi, mentre le massime previste sono a Sandrup Jongkhar, situata ai margini delle pianure indiane, ed a Trashigang, dove si può arrivare fino a circa 27 gradi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola; nelle regioni orientali sono piuttosto spartani, in particolare a Tashiyangtse, mentre man mano che ci si sposta verso ovest la qualità migliora. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   Gomkora, danza delle divinità Gomkora, donna Monpa Sikkim, Kanche da Gangtok   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 2 aprile, volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; la maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo, consentendo di proseguire in transito per Guwahati. Se in funzione della scelta dei voli fosse utile usufruire di servizi a Delhi in andata o ritorno (trasferimenti, hotel o altro) Amitaba potrà soddisfare ogni richiesta. 2°g. 3/4 Delhi - Guwahati - Samdrup Jongkhar Il volo per Guwahati in Assam parte da Delhi alle 9.50 ed arriva alle 13.35 (orario da confermare), dove è in attesa del gruppo la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Si prosegue il viaggio verso il confine del Bhutan, che dista circa 110 km, un percorso che si effettua in circa 3 ore. Superato il confine ci si accomoda nel primo alberghetto bhutanese di questo bellissimo viaggio, il Menjong o il TLT. 3°g. 4/4 Samdrup Jongkhar – Trashigang La strada per Trashigang serpeggia per 180 km tra valli rigogliose, dove via via che si sale verso le regioni più interne del Bhutan orientale si osserva una lenta metamorfosi delle foreste; si percorrono 180 km in circa 6 ore. Trashigang è un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una locanda, Druk Dejung Lodge (la migliore disponibile, con la maggior parte delle stanze con servizi privati e un ristorante che solitamente è ben apprezzato) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla ripida vallata. 4°g. 5/4 Trashigang – Gomkora (festival) – Tashiyangtse Il tempio di Gomkora è situato a poco più di mezz’ora di guida da Trashigang, lungo la sponda occidentale del possente fiume che fluisce da Tashiyangtse e da Tawang in Arunachal Pradesh; è costruito in un luogo dove secondo la tradizione meditò Guru Rimpoce e vi risiede una piccola comunità di monaci. E’ un sito tranquillissimo tutto l’anno ma per il festival si riempie di persone che giungono dai diversi distretti del Bhutan orientale: si radunano, oltre ai bhutanesi, le genti di Sakten, folti gruppi di Monpa provenienti da Lumla e Tawang in Arunachal Pradesh ed altre etnie minori. Il programma non è sempre fisso, è un evento vivo che di volta in volta presenta delle varianti: nella giornata di oggi si prevedono diverse cerimonie nel tempio ed alcune danze. La gente fa ressa per visitare la fonte d’acqua che si dice sia stata fatta sgorgare dal grande Guru; ma il Cham è anche un’occasione di incontro per i giovani che giungono qui con la speranza di trovare un’anima gemella, se non per la vita, almeno per il festival… Tutti eseguono innumerevoli volte la circumambulazione del sito fino a tarda notte, secondo le regole di una antica tradizione; attorno alla zona sacra vi sono tantissimi banchetti che offrono cibi, birra, chang e merci, oltre ad un gran numero di diversi giochi d’azzardo – che prevedono piccole puntate – a cui i bhutanesi non sanno assolutamente rinunciare: non di rado si vedono anche dei monaci impegnati nelle scommesse! L’insieme è decisamente folcloristico e vivace. Dopo questa prima immersione nel festival si procede proseguendo lungo il fiume alla volta di Tashiyangtse (dista in tutto 52 km da Trashigang) seguendo una strada che offre panorami belli e selvaggi; il tempo di percorrenza è di circa due ore. Si visitano il vecchio Dzong che risale al 1656, situato su di un colle che si erge nel centro della valle prima del paese, che oggi ospita una scuola monastica; quindi, rientrati sulla strada principale, il famoso stupa di Chorten Kora costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso, il nuovo Dzong amministrativo ed il tempio di Rinchengang. Si alloggia in una locanda a gestione famigliare, con semplici stanze dotate di servizi. 5°g. 6/4 Tashiyangtse – Gomkora (Thongdrol) – Mongar Si parte presto per tornare a Gomkora: verso le 8 del mattino si svolge infatti la grande cerimonia del Thongdrol, l’esposizione della sacra tanka che è di ottimo auspicio ammirare. Il grande rotolo di tessuto viene portato dal tempio in processione con grande solennità circumambulando il terreno sacro della fonte d’acqua e fino allo spazio delle danze rituali, con un elegante seguito di monaci e dignitari bhutanesi. La grande tanka viene quindi issata e la gente forma una lunghissima coda per poterla toccare mentre iniziano le cerimonie e quindi le danze. Nel pomeriggio si parte per Mongar, iniziando il percorso verso ovest che porterà fino a Paro. Si segue il flusso del vorticoso fiume fino all’imbocco del passo di Kori (2300 mt); lungo la salita si transita dalla Shedra di Ngatshang, una piccola scuola monastica carinissima da visitare, e poco dopo il valico si arriva a Mongar, un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove si trova uno Dzong di costruzione piuttosto recente. Si alloggia in un semplice albergo, il Druk Zhongar o il Wangchuk. 6°g. 7/4 Mongar – Jakar Jakar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Da Mongar si scende fino al fiume Kuru (650 mt) e da qui ci si inerpica pian piano osservando diversi tipi di ambienti arborei, dalle foreste tropicali ai boschi di rododendri e pini himalaiani, seguendo la strada che in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime fino al passo di Thrumshing (3750 mt); con il tempo limpido si godono spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo verso il Bumthang si visita il villaggio di Ura, dove si trova un bel tempio e, se sono presenti, ci si potrà recare a visitare una famiglia che detiene un importante lignaggio Nyingmapa. Arrivati a Jakar, che è il centro principale della regione centrale bhutanese del Bumthang, ci si accomoda allo Yugarling Resort, o al Peling Hotel o al Dendup Ling Lodge. 7°g. 8/4 Jakar – Trongsa A Jakar si visita Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo e conserva antichissimi affreschi; il tempio è uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare la mitica orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 14/4, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Si prosegue con la visita dell’austero Dzong, posto panoramicamente sopra la villaggio, dove nella parte monastica si trovano templi con belle pitture. Si parte quindi per Trongsa (68 km) attraverso il passo dello Yotong (3425 mt); qui ci si reca all’imponente Dzong, bello ed importante anche perché è il luogo di origine dell’attuale dinastia reale, ed a Ta Dzong, la torre che lo sovrasta, ottimamente restaurata e trasformata con l’aiuto degli europei in un interessante e ben congeniato museo. Si alloggia presso il Yangkhil Resort. 8°g. 9/4 Trongsa – Punakha Si lascia Trongsa seguendo i costoni delle vallate coperti di foreste con diverse aree più aperte dove si vedono bucolici villaggi; si sosta al bellissimo sito di Chendenbji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nella valle ripida e verdeggiante, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. Si prosegue valicando il passo del Pele (3390 mt), da dove si scende fino a Wangdi Phodrang (1250 mt, 129 km da Trongsa) godendo ancora una volta delle diversissime tipologie arboree, questa volta in discesa. Da qui si risale per un tratto il corso del fiume e con una passeggiata che transita per un bel villaggio si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per il vicino hotel, nella valle di Punakha, il Zangtopelri o il Meri Phunsum Resort. 9°g. 10/4 Punakha – Thimpu - Paro Si visita lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, che fu anche la sede del governo fino agli anni ’50 e dove è conservato il preziosissimo Chorten dello Shabdrung, fondatore del Bhutan; oggi è la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che risiede qui nei sei mesi più freddi con un seguito di 1600 monaci. Situato a 1250 mt alla confluenza di due fiumi, lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. Si parte quindi per Thimpu (77 km), la capitale, ripercorrendo la medesima strada per il breve tratto fino a Chimi Lhakhang; da qui inizia la salita al passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa verso Thimpu (2320 mt) è più breve. Si incontrano qui i partecipanti giunti per seguire la parte successiva del programma e con loro ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Dopa la visita si prosegue per Paro, circa due ore di viaggio, dove ci si accomoda presso l’hotel Dewachen o il Rema Resort. 10°g. 11/4 Paro, il grande Cham Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 11°g. 12/4 Paro: cham rurale di Dzongdraka Ci si reca al villaggio di Dzongdraka tra i monti della valle di Paro, dove oggi si svolge un interessantissimo Cham rurale. Sono molto belle le processioni eseguite nella parte iniziale dell’evento, che si muovono a ridosso di una falesia dove meditò Guru Rimpoce (Padmasambhava). Completati i cortei ed i cerimoniali che si svolgono tra l’eremo ed il tempio del villaggio, nell’area sovrastante iniziano le danze in costume; si consuma qui un picnic, mescolati all’allegra e rilassata comunità locale, dove molti non disdegnano delle sane bevute in compagnia, una situazione molto genuina e poco formale rispetto al festival di ieri. Si torna quindi a valle ed arrivati a Paro si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; se si avrà tempo, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. 12°g. 13/4 Paro: escursione a Chile, Yoeto e Drakarpo Si risalgono i monti del versante meridionale della valle di Paro arrivando fino al passo del Chile, a quasi 4000 metri di quota. Da qui parte un panoramico sentiero che porta in circa un’ora all’eremo di Chile, dove vive isolata tra i monti una piccola comunità di monache. Chi preferisse, può arrivare all’eremo anche partendo da sotto: una breve diramazione dalla strada del passo consente di arrivare alla base di una salita che richiede circa 40 minuti a piedi. Si consuma qui un picnic. Tornati a valle si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. 13°g. 14/4 Paro: escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.) ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Per chi rientra 14°g. 15/4 Paro – Katmandu e volo di rientro Il volo per Katmandu della Druk Air parte alle 8.25 con arrivo alle 9.30; il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari al Kanchendzonga, Makalu, Everest e Cho Oyu fino allo Shisha Pangma: ben 5 degli ‘8000’, oltre ad un’infinità di altri picchi! All’arrivo si ha a disposizione fino all’imbarco sul volo di rientro un veicolo con autista per delle visite e un giro di acquisti (Pashupatinath e Bodanth sono vicinissimi all’aeroporto). Amitaba con un piccolo costo aggiuntivo predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transita da qui dopo Katmandu: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. 15°g. Domenica 16 aprile, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione “Sikkim, regno himalaiano” 14°g. 15/4 Paro – Puntsholing Si parte verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione presso il Druk o il Lhaki hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 15°g. 16/4 Puntsholing – Kalimpong Accompagnati dalla nuova guida locale e dall’autista giunti dal Sikkim si entra in India; giungendo dal Bhutan, che alcuni amano chiamare ‘Tirolo dell’Himalaia’, il cambiamento è notevole: poche centinaia di metri e si è immersi nella tipica confusione dell’India. Si segue il lembo meridionale dell’Himalia in direzione ovest per circa 130 km attraversando alcuni fiumi e, raggiunto l’impetuoso Tista nei pressi del villaggio di Sevoke, se ne risale il corso entrando di nuovo tra i monti in una regione che oggi è parte del Bengala Occidentale; si lascia quindi il fiume risalendo il versante orientale della grande vallata arrivando a Kalimpong, situata a circa 1200 mt. Si percorrono in tutto 175 km in 5 ore circa. Si alloggia presso l’Himalaya hotel, immerso in un bel giardino e piacevolmente arredato in stile coloniale, dove si viene raggiunti dai partecipanti che seguono solo questa parte del viaggio. Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale. 16°g. 17/4 Kalimpong – Rumtek - Gangtok A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok; si ridiscende al fiume e poco più a nord si incontra la confluenza con il fiume Ranjeet, che con il Tista delimita il confine meridionale dell’attuale territorio dello Stato del Sikkim. Si prosegue lungo il Tista entrando nel territorio sikkimese; si lascia la vallata di questo fiume verso nord est seguendo un affluente e con una deviazione sul versante occidentale della valle si arriva (in tutto 74 km di strada) all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono interessanti templi e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. Si riparte per Gangotk (circa 20 km) tornando a valle e risalendo il versante opposto verso nord est; qui si alloggia presso all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina – la quota è di 1700 mt. 17°g. 18/4 Gangtok Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione della città. 18°g. 19/43 Gangtok – Yuksom Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundraling, che contiene affreschi molto interessanti e i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Tashigang; la quota qui è di 1750 mt. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida. 19°g. 20/4 Yuksom - Pelling Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari, conosciuto come “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. A Pelling (1500 mt) si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga. Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse. 20°g. 21/4 Pelling – Darjeeling La strada per Darjeeling (2134 mt), se pur vicina come distanza, richiede quasi 5 ore di guida; si inizia scendendo al fiume Ranjeet che score impetuoso ai piedi di Pelling e lo si segue verso sud attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste; si lascia il Sikkim rientrando nel Bengala Occidentale e si lascia il fiume per salire sulle creste dei monti incontrando piantagioni di tè ed arrivando a Darjeeling, dove si alloggia all’hotel New Elgin, che evoca gli splendori dell’era coloniale. Ci si reca a visitare il mercato, il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano. 21°g. 22/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi e volo di rientro Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13.45 con arrivo alle 16.10 (orari da confermare). A destinazione si procede per gli imbarchi internazionali per il volo di rientro. Amitaba predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti a Delhi con un piccolo costo aggiuntivo: assistenza in aeroporto, trasporti locali, pernottamento e visite. 22°g. Domenica 23 aprile, arrivo a destinazione
BHUTAN 2016: Il Paese del Drago con il Festival di Thimpu
Un attento incontro con la bellezza e la cultura di Druk Yul
Periodo: 30 set - 9 ott
Thimpu, scuola di pittura Punakha Dzong, l'Utse Thimpu, Drubchen   È un percorso che porta ad un bell’incontro con Druk Yul – il “Paese del Drago Tonante” - questo è il vero nome del Paese per i bhutanesi, l’unica civiltà sopravvissuta agli sconvolgimenti del XX secolo dove permane un ordine sociale e ambientale ispirato ai principi del buddismo tibetano. Questa peculiarità culturale è ancora viva grazie alla tenacia di questo popolo himalaiano che nella storia è riuscito sempre a respingere le ingerenze esterne: neppure gli inglesi, durante il loro lungo dominio coloniale nel subcontinente indiano, riuscirono a prenderne il controllo. Le tradizioni sono state amorevolmente preservate con uno spirito di illuminato isolamento, cercando di utilizzare ciò che di buono viene oggi offerto dalla tecnologia ma senza stravolgere i fondamenti, la vita e le tradizioni della popolazione. L’itinerario è stato messo a punto per consentire una visione d’insieme che abbraccia tutti i diversi aspetti di un mondo così lontano da noi; sarà interessante per questo anche seguire lo svolgimento del Thimpu Drubchen. Nota tecnica In Bhutan a inizio ottobre il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse del viaggio a Paro, dove le minime stagionali notturne possono arrivare a 10°c. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   Dechen Phu Drakarpo Nabgang   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 30 settembre, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta nel terminal dei voli internazionali proseguendo con l’imbarco per il Bhutan. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto. Se si sceglie questa opzione è necessario disporre del visto indiano. 2°g. 1/10 Delhi – Paro (Dzong, Dungtse Chorten, Kyuchu L.) Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 10.20 con arrivo alle 13.10 (orari da confermare). Giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano; a Paro, unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si viene accolti dalla guida locale. Ci si reca per il pranzo nel villaggio, che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali, e si iniziano le visite dallo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, un primo incontro con la particolare arte costruttiva e decorativa di Druk Yul. La solennità di questi luoghi è enfatizzata dall’obbligo che i butanesi hanno di accedervi agghindati nel costume tradizionale, mentre per i visitatori è sufficiente stare con il capo scoperto. Si prosegue con la visita del Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che rivela all’interno una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Tempo permettendo (se non si riesce si farà la visita il 3/10 dopo Taktshang) ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Si alloggia presso il Rema Resort o il Drukchen Hotel, situati poco oltre il paese. 3°g. 2/10 Paro (Chile, Dzongdraka, Yoeto, Drakarpo) Si segue la panoramica strada che sale sui monti a sud della valle attraverso magnifiche foreste fino a circa 3300 metri, dove si imbocca una deviazione che si inerpica verso il convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace, che si raggiunge con una breve passeggiata. Si potrà valutare anche la possibilità di arrivarci partendo dal passo per Haa, con una magnifico percorso un pò più lungo. Tornando a valle si visita il bucolico villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Nel pomeriggio si sale a Yoeto Gompa, posto sul lato opposto della vallata, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. 4°g. 3/10 Paro (esc. a Taktshang) - Thimpu A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. I più allenati potranno anche recarsi col capogruppo ai templi di Machi e Zangtopelri, posti un pò più in alto, con indimenticabili panorami. Tornati a valle si parte per Thimpu, capitale e centro amministrativo che sta rapidamente crescendo mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dista circa 65 km, un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è moderata per via delle curve ma il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare appieno gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, il Pedling o il Galingkha, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 5°g. 4/10 Thimpu – Dochu La - Punakha Si inizia un’altra interessantissima giornata andando a Pangri Zampa, un monastero posto un pò più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica. Nei pressi si ammira poi il mistico edificio rossastro di Dechen Phu, ritenuto la sede dell’entità protettrice del Bhutan. Ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; si completano le visite con il grazioso convento femminile. Dopo pranzo si lascia la cittadina verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri, posto sui colli in vista del villaggio. 6°g. 5/10 Punakha (Dzong, Nabgang, Talo, Nalanda) Ci si reca allo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Dopo pranzo si effettua un’escursione sui monti ad ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi, una delle aree rurali più belle della regione, luogo d’origine delle regine del IV re del Bhutan. 7°g. 6/10 Punakha – Chimi L. – Semtokha - Thimpu Prima di lasciare la valle di Punakha ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Si risale quindi al passo di Dochu, dove si sosta al rifugio per il pranzo, e si prosegue quindi verso Thimpu sostando nei pressi della cittadina per visitare lo Dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si completa la giornata con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, sede del governo, del trono del re e sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si alloggia presso il medesimo hotel. 8°g. 7/10 Thimpu (Festival del Drubchen) – Paro Oggi si svolge la seconda giornata del festival del Thimpu Drubchen; le rappresentazioni si tengono nell’apposito spazio che è stato costruito sul lato settentrionale dello Dzong. In funzione dello svolgimento si trascorre qui parte della giornata e dedicando il resto del tempo al completamento delle visite: il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati, il Memorial Chorten e la grande statua di Buddha che domina la valle. Si avrà del tempo anche per visitare i negozi e i centri di produzione artigianale. Si parte quindi per Paro, dove si alloggia nel medesimo hotel. 9°g. 8/10 Paro – Delhi e volo di rientro Ci si imbarca sul volo per Delhi alle 7.30 dove si giunge alle 9.20 (orari da confermare). A destinazione chi non ha il visto indiano rimane nell’area transiti del’aeroporto fino alla partenza del volo di rientro; chi dispone del visto indiano viene ricevuto dal corrispondente di Amitaba ed ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino al momento del trasferimento in aeroporto, dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort nei pressi dell’aeroporto o in altre strutture richieste dai viaggiatori. 10°g. Domenica 9 ottobre, arrivo a destinazione
BHUTAN 2016: Il Paese del Drago, da Paro al misterioso Bumthang
Un viaggio completo, per conoscere Druk Yul
Periodo: 7 ago - 20 ago
Karma Drubdey Dechen Podrang Thimpu, scuola di pittura Per informazioni sul Paese, vedi Bhutan. Il viaggio esplora il Bhutan occidentale e porta fino ai monti della zona centrale, nel misterioso Bumthang, culla della civiltà bhutanese, dove tra valli rigogliose che traboccano di storia si incontrano le radici della cultura e spiritualità di Druk Yul, come i bhutanesi chiamano la loro magica terra: il “Paese del Drago”. L’itinerario tocca i più importanti siti e monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi e amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, si visitano molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Raggiunta Katmandu in Nepal, dove si visita Swayambhunath, ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto internazionale bhutanese, dove si incontra la guida locale che parla la lingua inglese. Si inizia il tour dal celebre Dzong di Paro e si prosegue per Thimpu, la capitale del Paese, con la visita dello Dzong di Trashichhoe, dove si trova anche la sala del trono del re, e si esplorano i molti siti di quella che è di fatto l’unica cittadina del Bhutan. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area, in funzione della durata delle visite precedenti, si potrà effettuare anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Oltre il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey, Choekhor e Tang, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Si rientra quindi a Trongsa e da qui si prosegue diretti per la valle di Paro, dove si visita il Dungtse Chorten e si dedica l’ultima giornata a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza, e Kyuchu Lhakhang. Si torna quindi in volo a Katmandu, dove, in attesa di ripartire con il volo di rientro, si effettua una visita a Pushupatinath e Bodnath. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   Bhutan Donkhar Tsichholing Bhutan   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 7 agosto, partenza per il Nepal   Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu e molti viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.  8/8 Arrivo a Katmandu Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, dove è in attesa dei partecipanti la guida del viaggio. L’hotel, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan;  offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. In serata ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle. 3°g.  9/8 Katmandu – Paro - Thimpu Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 8.45 per Paro con arrivo alle 10.05 (orario da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest e il Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito a visitare lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo pranzo si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore; per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Arrivati nella cittadina ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più caldi dell’anno (la sede invernale è Punakha). Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.  10/8 Thimpu Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed oggi ospita la scuola astrologica; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan, e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 5°g.  11/8 Thimpu – Punakha Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano. Ci sono migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari) e si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si sosta in un rifugio per consumare la prima colazione e si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 6°g.  12/8 Punakha – Gangte Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, che si erge su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 7°g.  13/8 Gangte – Trongsa  Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un albergo. 8°g.  14/8 Trongsa – Jakar  Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache dove vi è anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visitano due interessanti siti della vallata di Chumey, Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio, e il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar si alloggia in un semplice albergo. 9°g.  15/8 Jakar Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi della vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar. 10°g.  16/8 Jakar - Trongsa Si iniziano le visite dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Si prosegue con Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 18/8, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo) ed a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti). Completate le visite si parte per Trongsa, riattraversando verso ovest il passo dello Yutong. 11°g.  17/8 Trongsa – Paro Si continua il viaggio verso ovest, ripercorrendo le stupende vallate himalaiane; si transita da Chendebji Chorten e si valicano il Pele e il Dochu La. A Paro prima di accomodarsi in albergo si visita il Dungtse Chorten, costruito da Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 12°g.  18/8 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo di ritiro più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 13°g.  19/8 Paro – Katmandu e volo di rientro Il volo per Katmandu parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orario da confermare). È in attesa dei partecipanti un mezzo con autista con cui ci si reca per una visita a Pashupatinath e a Bodanth. Si torna quindi in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo internazionale; la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio. 14°g.  Sabato 20 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN 2016: Festival di Paro e Cham di villaggio
Folclore del Paese del Drago
Periodo: 19 mar - 27 mar
Pangri Zampa Pangri Zampa Punakha Dzong   In Bhutan l’inizio della primavera, quando i monti iniziano a colorarsi con la fioritura dei rododendri, è un momento ricco di importanti ricorrenze. Si seguono le fasi più importanti del grande festival di Paro, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. Un alto intenso incontro culturale si avrà a Dzongdraka, dove tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie si svolge un evento con una partecipazione fortemente rurale, dove le coloratissime processioni lungo i bordi rocciosi del monte si intrecciano con un’atmosfera simile a quella di una grande festa in famiglia. Oltre a questi intensi momenti d’incontro si visitano i siti più importanti delle vallate di Paro, Thimpu e Punakha estendendo l’itinerario anche a luoghi meno conosciuti, ma importanti per i bhutanesi, come l’eremo di Drakarpo, Yoeto Gompa ed altri. Per il rientro si vola da Paro a Delhi il 26/3; per chi fosse interessato, è possibile estendere il programma proseguendo per il Sikkim con la capogruppo con l’itinerario Da Paro al Kanchendzonga. Nota tecnica In Bhutan a fine marzo il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse del viaggio a Paro, dove le minime stagionali notturne possono arrivare a 4°c. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Un cenno sui cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.    Dzongdraka Tsechu Dzongdraka Tsechu Paro Tsechu   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 19 marzo, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta nel terminal dei voli internazionali proseguendo con l’imbarco per il Bhutan. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto. 2°g.  20/3 Delhi – Paro – Thimpu   Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 6.35 con arrivo alle 9.25; giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. A Paro, unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si viene accolti dalla guida locale e si parte con un pulmino provato per Thimpu, capitale e centro amministrativo che sta rapidamente crescendo mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dista circa 65 km, un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, il Pedling o il Galingkha, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. Dopo pranzo ci si reca a Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, il grazioso convento femminile e il grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, sede del governo, del trono del re e sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si completa la giornata con una visita del tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati. 3°g.  21/3 Thimpu – Punakha   Si lascia la cittadina verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Dopo pranzo si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri, posto sui colli nei pressi di Punakha. 4°g.  22/3 Punakha - Paro   Si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu; si visita nei pressi di Thimpu lo Dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si reca allo Dzong per un primo sopralluogo all’area del festival e si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che rivela all’interno una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Dewachen o il Dekyed Resorts. 5°g.  23/3 Paro Tsechu   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 6°g.  24/3 Paro, Dzongdraka Tsechu Ci si reca al villaggio di Dzongdraka dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale; nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. La prima parte dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è particolarmente rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite e i costumi molto belli. Si consuma qui un picnic e quindi si prosegue lungo la strada che porta a Haa salendo attraverso magnifiche foreste fino a circa 3300 metri, dove si imbocca una deviazione che si inerpica verso il convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace, che si raggiunge con una breve passeggiata. 7°g.  25/3 Paro (esc. a Taktshang)  A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 8°g.  26/3 Paro – Delhi e volo di rientro   Si salutano i compagni di viaggio che seguono il programma esteso Da Paro al Kanchendzonga e alle 11.25 accompagnati da una guida locale ci si imbarca sul volo per Delhi, dove si giunge alle 13.15 (orari da confermare). A destinazione si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto. 9°g.  Domenica 27 marzo arrivo a destinazione
BHUTAN e SIKKIM 2016: Da Paro al Kanchendzonga
Un affascinante incontro con le culture himalaiane
Periodo: 19 mar - 3 apr
Per informazioni generali, vedi Bhutan e Sikkim.    Sikkim, Kabi Sikkim Tashiding Gompa   In Bhutan l’inizio della primavera, quando i monti iniziano a colorarsi con la fioritura dei rododendri, è un momento ricco di importanti ricorrenze. Si seguono le fasi più importanti del grande festival di Paro, con la processione notturna per il Thongdrol e le danze più spettacolari. Un alto intenso incontro culturale si avrà a Dzongdraka, dove tra il piccolo villaggio ed un eremo adagiato in modo spettacolare sulle falesie si svolge un evento con una partecipazione fortemente rurale, dove le coloratissime processioni lungo i bordi rocciosi del monte si intrecciano con un’atmosfera simile a quella di una grande festa in famiglia. Oltre a questi intensi momenti d’incontro si visitano i siti più importanti delle vallate di Paro, Thimpu e Punakha estendendo l’itinerario anche a luoghi meno conosciuti, ma importanti per i bhutanesi, come l’eremo di Drakarpo, Yoeto Gompa ed altri. Giunti al confine con l’India a Punsholing si seguono per un tratto verso ovest le propaggini dell’Himalaia e si sale quindi a Kalimpong, una cittadina collinare con un lungo passato coloniale. Si prosegue da qui per Gangtok, la capitale del Sikkim posta a circa 1700 mt, nelle cui vicinanze è situato il monastero di Rumtek, il sito buddista principale della regione. A nord di Gangtok si visita l’area di Phodang, con villaggi e monasteri fuori dal tempo poco toccati dal turismo. Un piacevole trasferimento verso ovest porta poi a Yuksom, l’antica capitale della regione, con il sito di Tashiding e il lago sacro di Kancheopari, conosciuto come il “lago che esaudisce i desideri”, e quindi a Pelling, dove tra una natura impareggiabile sopra cui occhieggiano le vette glaciali del Kanchendzonga si trovano gli interessantissimi monasteri di Sangacholing e Pemayangste e. Si prosegue quindi verso sud visitando Darjeeling, una simpatica cittadina di origine coloniale ben posizionata sulla vetta dei monti (2134 mt), e da qui si rientra a Bagdogra proseguendo per Delhi in volo. Nota tecnica In Bhutan e in Sikkim tra fine marzo ed inizio aprile il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse del viaggio a Paro in Bhutan, dove le minime stagionali notturne possono arrivare a 4°c.; a Gangtok in Sikkim le minime stagionali sono di circa 9°c.. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi e in Sikkim auto tipo Innova o Tata. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. In Sikkim la cucina è indiana con diversi piatti internazionali spesso disponibili negli hotel.    Punakha Dzong Chile Gompa Drakarpo Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Alcune note sul Sikkim Il territorio del Sikkim forma un grande anfiteatro incuneato tra Nepal, Tibet e Bhutan. Ad ovest, verso il Nepal, è delimitato dalla catena impenetrabile del Kanchendzonga, una gigantesca montagna che supera gli 8500 metri, la terza al mondo per altezza, ricca di leggende, che viene venerata e considerata da tutti i sikkimesi come una viva divinità protettrice. A nord e nord-est la catena del Chola segna il confine con il Tibet; anche questa è una catena impervia, valicabile solo attraverso altissimi passi, di cui il più accessibile è alto 4328 metri. A est le propaggini meridionali della catena marcano il confine con il Bhutan. A sud, i fiumi Teesta e Rangeet delineano il confine con le zone collinari del Bengala indiano. Il clima di queste valli è monsonico, con piogge torrenziali tra fine maggio e agosto, che favorisce una varietà botanica eccezionale: si contano quasi mille tipi di orchidee, e a quote più alte le foreste di rododendri sono un paradiso naturale. In Sikkim vivono circa 500.000 persone appartenenti a un caleidoscopio di etnie diverse. Le popolazioni originarie, Lepcha, Limbu e Bhotia, oggi sono numericamente in minoranza (in tutto circa 150.000 persone) e sono di tradizione buddista tibetana con forti tendenze animistiche tra i Lepcha. La maggioranza è costituita dalle genti di origine nepalese, principalmente Newari, Sherpa, Gurung, Rais, ecc.; e da nord si sono aggiunti i rifugiati tibetani. A seguito dell’afflusso dei nepalesi la maggioranza della popolazione è oggi induista, religione vissuta spesso in forme sincretiche con il Buddismo.    Sikkim, Yuksom Chile Gompa Paro Tsechu   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Sabato 19 marzo, partenza in volo per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Etihad, Lufthansa, Swiss, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. La maggior parte dei voli giunge a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta nel terminal dei voli internazionali proseguendo con l’imbarco per il Bhutan. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto. 2°g.  20/3 Delhi – Paro – Thimpu  Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 6.35 con arrivo alle 9.25; giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. A Paro, unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si viene accolti dalla guida locale e si parte con un pulmino provato per Thimpu, capitale e centro amministrativo che sta rapidamente crescendo mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dista circa 65 km, un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, il Pedling o il Galingkha, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. Dopo pranzo ci si reca a Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, il grazioso convento femminile e il grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, sede del governo, del trono del re e sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si completa la giornata con una visita del tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati. 3°g.  21/3 Thimpu – Punakha   Si lascia la cittadina verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Dopo pranzo si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri, posto sui colli nei pressi di Punakha. 4°g.  22/3 Punakha - Paro   Si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu; si visita nei pressi di Thimpu lo Dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si reca allo Dzong per un primo sopralluogo all’area del festival e si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che rivela all’interno una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Dewachen o il Dekyed Resorts. 5°g.  23/3 Paro Tsechu   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 6°g.  24/3 Paro, Dzongdraka Tsechu   Ci si reca al villaggio di Dzongdraka dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale; nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. La prima parte dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è particolarmente rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite e i costumi molto belli. Si consuma qui un picnic e quindi si prosegue lungo la strada che porta a Haa salendo attraverso magnifiche foreste fino a circa 3300 metri, dove si imbocca una deviazione che si inerpica verso il convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace, che si raggiunge con una breve passeggiata. 7°g.  25/3 Paro (esc. a Taktshang)   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 8°g.  26/3 Paro – Puntsholing   Si salutano i compagni di viaggio che seguono il programma breve (Bhutan, festival di Paro) che oggi rientrano a Delhi. Si utilizza la mattina  per salire a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si parte quindi verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione presso l’hotel Laki, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 9°g.  27/3 Puntsholing – Kalimpong   Si incontra la guida locale del Sikkim e si entra in India utilizzando i veicoli giunti da Gangtok. Si segue verso ovest il lembo meridionale dell’Himalaia per circa 130 km e giunti al villaggio di Sevoke si procede verso nord entrando di nuovo nelle montagne, Kalimpong dista da qui circa 45 km. Si alloggia all’Himalaya Hotel immerso in un bel giardino, piacevolmente arredato in stile coloniale; arriveranno qui nel corso della giornata anche i partecipanti che seguono il programma che si svolge solo in Sikkim (Alle porte del Kanchendzonga). Per le luci della sera ci si reca al monastero di Zong Dog, un importante centro Nyingmapa fondato da Dudjom Rimpoce che contiene interessantissimi affreschi e un mandala tridimensionale. 10°g.  28/3 Kalimpong – Rumtek - Gangtok A Kalimpong si visitano i monasteri di Tharpa Choeling, di scuola Ghelupa, che si raggiunge con una piacevole passeggiata e di Thongsa, originariamente fondato dai bhutanesi nel 1692. Si parte quindi per Gangtok (1700 mt), un percorso che richiede circa 3 ore. Prima di giungere a destinazione ci si reca all’importantissimo monastero di Rumtek, il principale sito della scuola Karma Kagyu, dove vi sono interessanti templi e viene conservato lo Stupa d’oro che contiene il corpo del XVI Karmapa. A Gangtok ci si sistema all’Hotel Tibet, ben posizionato tra i negozietti della zona centrale della cittadina. 11°g.  29/3 Gangtok  Per chi lo desidera si prevede di recarsi sui monti sopra la cittadina per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Dopo colazione si parte per un’escursione a nord di Gangtok, dove tra valli rigogliose sorgono bei villaggi e si trovano i monasteri di Kabi, Phodang, Phesang e Labrang. Tornati a Gangtok, ci si reca a visitare l’interessante monastero di Ngor, l’unico di scuola Sakya del Sikkim, e il tempio di Enchey, il principale della cittadina, dove in una cappella alloggiano anche le divinità di protezione del luogo. 12°g.  30/3 Gangtok – Yuksom  Da Gangtok si attraversa la valle verso ovest risalendo al passo di Ravang (2200 mt); lungo la discesa si incontra il grazioso monastero Bon di Yungdrung Kundraling, che contiene affreschi molto interessanti e i cui monaci sono gentili e ben disposti a fornire delucidazioni in merito alla loro esoterica scuola. Si prosegue fino al fondovalle e si risale sul versante opposto arrivando all’imbocco del sentiero che porta in meno di un’ora al monastero Nyingmapa di Tashiding, uno dei siti più sacri del Sikkim, posto in una stupenda posizione panoramica in cima ad un colle, tra un mare di bandiere di preghiera, muri Mani e Chorten. Il paese di Yuksom non è molto distante; ci si accomoda all’hotel Tashigang. La tappa richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore di guida. 13°g.  31/3 Yuksom - Pelling Si lascia Yuksom per il lago sacro di Khencheopari, conosciuto come “il lago che esaudisce i desideri”: pare che questo tranquillo specchio, immerso nella foresta, non abbia mai delle foglie che vi galleggiano perché gli uccelli guardiani lo ripuliscono appena vi si posano. A Pelling si alloggia al Norbugang Resort, in vista del Kanchendzonga. Una piacevole passeggiata (circa 40 min.) porta al monastero Nyingmapa di Sangacholing, costruito sulle falde di un monte che è un importante luogo di cremazione per la gente di etnia Lepcha e Bhutia, posto in una stupenda posizione con panorami sulle valli circostanti e sul Kanchendzonga. Successivamente ci si reca al monastero di Pemayangtse, anch’esso di scuola Nyingmapa, che risale all’inizio del XVIII secolo; contiene, tra le cose più interessanti, un modello tridimensionale del paradiso di Guru Rimpoce che con i suoi sette livelli riempie fino al soffitto la stanza superiore del monastero. Completa la giornata la visita delle rovine del palazzo reale di Rabdentse. 14°g.  1/4 Pelling – Darjeeling La strada per Darjeeling (2134 mt) richiede circa 5 ore di guida attraverso un magnifico ambiente naturale dominato da imponenti foreste solcate da fiumi impetuosi. A Darjeeling si alloggia all’hotel New Elgin, che evoca gli splendori dell’era coloniale; ci si reca a visitare il mercato, il monastero di Bhutia Busty e il museo himalaiano. 15°g.  2/4 Darjeeling – Bagdogra – Delhi e volo di rientro Al mattino chi lo desidera può recarsi a Tiger Hill per godere dell’alba sul Kanchendzonga. Lasciando Darjeeling si visita il monastero di Ghoom (Yogachoeling), spesso citato nella letteratura del Raj, che ospitò anche A. Govinda; si scende all’aeroporto di Bagdogra (90 km, circa 3 ore), dove si prende il volo per Delhi alle 13.45 con arrivo alle 16.10 (orari da confermare). A destinazione si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e si ha a disposizione un veicolo con autista per un giro in città fino a momento del trasferimento in aeroporto dove la maggior parte dei voli di rientro parte tra le tarde ore della sera e le prime del mattino. Per chi preferisse, con un piccolo costo aggiuntivo Amitaba organizza i trasferimenti e il pernottamento presso l’hotel Ashok Country Resort o altri nei pressi dell’aeroporto. 16°g.  Domenica 3 aprile arrivo a destinazione
BHUTAN 2015: Genekha Tsechu e festival del Bumthang
Estensione: siti storici della valle di Katmandu
Periodo: 18 ott - 31 ott
Per informazioni generali, vedi Bhutan.   Drakarpo Jakar e Dzong Kuengarupten Il programma prevede di raggiunge il Bhutan in volo dal Nepal; si segue un itinerario completo che copre le regioni occidentali e centrali del Paese, come descritto nel programma dettagliato. In sintesi, i punti salienti: si visitano i siti principali da Paro fino al Bumthang con i grandi Dzong di Paro, Trashichhoe, Punakha, Trongsa, Jakar e includendo Gangte Gompa nella valle di Phobjikha; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il “Nido della Tigre”, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese, e antichi, come Kyuchu, Jambay e Tamshing; siti culturalmente importanti come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley; e luoghi contemplativi come l’eremo di Drakarpo e le scuole monastiche di Kuengarupten e Buli Lhakang. La partecipazione agli Tsechu di Genekha e Paker e al Jambay Lhakhang Drup apre uno spiraglio importante sulla complessa realtà culturale del Bhutan. Come accennato nelle note che seguono, origini e stili di questi tre Cham sono molto diversi, con lo Tsechu che è più vicino ai dettami dell’attuale tradizione monastica, con un’enfasi sul lignaggio nobile degli insegnamenti di Dharma e la storia della loro affermazione, mentre nel Lhakhangh Drup si individuano più facilmente forme arcaiche legate in modo ancora più diretto all’esorcizzazione della negatività e delle difficoltà dell’esistenza. Accomuna gli eventi la coralità con cui la gente vive i contenuti dei valori tradizionali e religiosi, con una partecipazione intensa ma gioiosa; l’aspetto conviviale degli incontri, al cui contorno si svolgono tantissime attività, come piccoli commerci, giochi anche d’azzardo, serene bevute e picnic di famigliari, a volte anche supera il complesso significato esoterico che viene esposto, che è comunque sempre mitigato dal sorriso e dal gioco dei bimbi all’intorno. Rientrati in Nepal vi è la possibilità, da noi assolutamente raccomandata, di seguire un’interessante estensione che prevede di trascorrere tre notti a Katmandu per una visita guidata ai siti principali: alle tre capitali (Katmandu, Patan e Baktapur), ai luoghi di maggior intensità spirituale (Bodnath e Pashupatinath) e anche a due bei villaggi storici, Kitipur e Changu Narayan. Una nota tecnica In Bhutan a ottobre la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile è a Gangte dove di notte si può anche arrivare a5°C, mentre qui la massima può essere di circa 20; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei confortevoli pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. A Katmandu il clima è più caldo e anche qui la stagione è secca; visite e spostamenti in Nepal si effettuano utilizzando un pulmino privato. Per le visite nella valle di Katmandu ci si avvale di una nostra guida locale che parla molto bene l’italiano; in Bhutan oltre a Teresa Bianca accompagna il gruppo una guida locale che parla la lingua inglese. Un cenno sui Cham e sul Lhakhang Drup in particolare (vedi anche “Cham") I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci e anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il tema a Genekha e Paker è l’evocazione della mitica figura di Padmasambhava, o Guru Rimpoce, con diversi aspetti dei suoi insegnamenti ed episodi tipici in ognuno dei due eventi, con lo scopo primario di purificare le interferenze e gli ostacoli sottili nella vita delle persone a cui vengono dedicate molte esecuzioni, tra cui  la celebre danza dei Cappelli Neri (lo Sha-Na Cham). Il Lhakhang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: il Macham o Mewang, ovvero la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco, e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio, condotta da uomini del villaggio nudi coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, vengono eseguite danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.   Paker Tsechu Dungtse Chorten Paker Tsechu PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 18 ottobre, partenza in volo per il Nepal   2°g.  19/10 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. L’hotel, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Nel pomeriggio chi lo desidera può recarsi con una passeggiata a visitare il vicino Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle. 3°g. 20/10 Katmandu– Paro Il volo di linea delle Druk Air per Paro in Bhutan parte alle 8.25 con arrivo alle 9.40 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. A Paro è in attesa dei partecipanti la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan posto a 2280 mt di quota, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito allo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo pranzo si effettua una breve escursione a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli che è diventato una scuola per giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro, prima di recarsi in albergo si vede il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 4°g.  21/10 Paro, escursione a Taktshang   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati e dove solitamente si pranza. Per i più allenati, dopo la visita è possibile salire a Machi Phuk, un bel tempio tra le rocce, ed anche oltre. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Tempo permettendo, ci si potrà recare in paese per un giro tra i negozietti. 5°g.  22/10 Paro, Tsechu di Genekha - Thimpu   Da Paro si segue il deflusso della valle e, poco oltre la confluenza col fiume che scorre da Thimpu, si sale al monastero di Chishing Samten Choeling dove oggi si svolge l’interessante Cham di Genekha, con l’esecuzione di danze tradizionali eseguite con musiche, maschere e variopinti abbigliamenti rituali. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le proprie attività e i piccoli commerci; il tutto regala una bella immersione in un folclore autentico. Si trascorre qui buona parte della giornata seguendo le diverse fasi dell’evento, immergendosi nella simpatica atmosfera del festival. Si prosegue per Thimpu (2320 mt), dove ci si reca direttamente al grandioso Trashichhoe Dzong, accessibile solo dopo le ore 16.30, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si accomoda quindi in hotel. 6°g.  23/10 Thimpu – Punakha   Prima di lasciare Thimpu si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e il convento femminile; si parte quindi per Punakha salendo al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si pranza nel rifugio vicino al passo e si inizia la discesa verso est che, tra scenari grandiosi, porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...pare anche gli stranieri! Ci si accomoda in hotel a Punakha. 7°g.  24/10 Punakha – Gangte   Si visita lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con un seguito di circa 1600 monaci nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita si parte per Gangte; si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang (sfortunatamente devastato nel 2012 da un incendio) posto su di un monte che domina il fiume e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento arboreo delle foreste, formate nelle parti più elevate di gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella bucolica valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak pascolare tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo; la quota qui è di 2830 mt. 8°g. 25/10 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, luogo di origine dell’attuale dinastia reale, e si alloggia in albergo. 9°g.  26/10 Trongsa – Jakar, riti notturni del Jambay Lhakhang Drup   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli novizi. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e con un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando a Jakar (2580 mt), il centro principale di queste regioni ricco di siti interessanti che dista 68 km, dove si alloggia in un semplice albergo. Ci si reca al veneratissimo tempio di Jambay Lhakhang la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu (visita del 21/10), che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Qui si potrà assistere all’inizio delle celebrazioni del Cham; dopo alcuni rituali alla presenza del Lama viene dato fuoco ad un grande arco fatto di legno e rami di pino con la gente che si lancia impavida attraverso le fiamme sempre più furiosamente divampanti. È un rito di purificazione che diventa un momento di forte eccitazione ed emulazione, con grande ilarità generale e qualcuno leggermente ustionatoer chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione; nonostante il tipico freddo notturno, la convinzione comune è che se si effettua questo rituale si sarà liberi per un intero anno da ogni possibile malattia. 10°g.  27/10 Jakar e Lhakhang Drup    Oggi si seguiranno le parti più interessanti del festival che è in corso e si visiteranno i siti più importanti della valle. Si inizia dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti), e all’antico tempio di Konchogsum. 11°g.  28/10 Jakar, Paker Tsechu – Trongsa    Si riprende la strada che ci ha portati fin qui arrivando nella valle di Chumey, al cui ingresso si trova il grazioso villaggio di Paker. Oggi inizia lo Tsechu e si trascorre qui la mattina osservando l’evento. Nel pomeriggio si parte per rientrare a Trongsa; prima di lasciare il Bumthang si visitano il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Quindi Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio. Valicato il passo dello Yotong si scende a Trongsa, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 12°g.  29/10 Trongsa – Paro   Oggi si effettua la tappa di rientro verso ovest,  circa 250 km, allietatidai grandiosi panorami che richiede circa 7 / 8 ore di guida. Si ripercorre la strada seguita arrivando a  Chedenbji Chorten, quindi il passo del Pele (3390 mt) che porta nella valle di Wangdi Phodrang, poi sempre verso ovest il pao di Dochu (3166) arrivando nella valle di Thimpu e quindi a Paro. Per chi rientra 13°g.  30/10 Paro - Katmandu e volo di rientro   Ci si reca all’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.45 (orari da confermare). A Katmandu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Si avrà a disposizione un veicolo per recarsi in centro per visite o acquisti fino al trasferimento in aeroporto, dove la maggior parte dei voli parte in tarda serata con arrivo nella giornata successiva. 14°g. Sabato 31 ottobre, arrivo a destinazione   Patan Durbar Swayambunath Baktapur Per chi prosegue 13°g.  30/10 Paro – Katmandu    Ci si reca all’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.45 (orari da confermare). A Katmandu sono in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba e la guida locale che seguirà il programma dei prossimi giorni; trasferimento presso l’hotel Vajra, il medesimo utilizzato all’arrivo. Oggi si visita Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Al termine ci si reca al vicino villaggio storico di Kirtipur (il cui nome significa “città della gloria”). Fu una capitale minore dalla sua fondazione nell’XI secolo fino alla conquista Gurkha del XVIII; tra i diversi siti è molto bello il tempio di Bagh Bhairab, adiacente alla piazza centrale, e particolarmente interessante l’Uma Maheshwar, sulla cima del panoramico colle dove si notano anche sculture lignee fortemente erotiche. 14°g.  31/10 Katmandu: Pashupatinath, Bodanth, Durbar   Ci si reca a Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; tempo permettendo ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. 15°g.  1/11 Katmandu: Baktapur e Changu Narayan   Visita di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle. 16°g.  2/11 Katmandu e volo di rientro   Giornata libera fino al trasferimento dall’hotel all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono in tarda serata con arrivo nella giornata successiva. 17°g.  Martedì 3 novembre, arrivo a destinazione
BHUTAN 2015: Il Paese del Drago, da Paro al misterioso Bumthang
Estensione valle di Katmandu, rientro il 25/8
Periodo: 9 ago - 22 ago
Kuengarapten, Shedra Paro, Chuzum Negozio   Il viaggio esplora il Bhutan occidentale e porta fino ai monti della zona centrale, nel misterioso Bumthang, culla della civiltà bhutanese, dove tra valli rigogliose che traboccano di storia si incontrano le radici della cultura e spiritualità di Druk Yul, come i bhutanesi chiamano la loro magica terra: il “Paese del Drago”. L’itinerario tocca i più importanti siti e monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi e amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, si visitano molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Raggiunta Katmandu in Nepal ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto internazionale bhutanese, dove si incontra la guida locale che parla la lingua inglese. Si inizia il tour dal celebre Dzong e si prosegue per Thimpu, la capitale del Paese, con la visita dello Dzong di Trashichhoe, dove si trova anche la sala del trono del re, e si esplorano i molti siti di quella che è di fatto l’unica cittadina del Bhutan. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area, in funzione della durata delle visite precedenti, si potrà effettuare anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Oltre il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey, Choekhor e Tang, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Si rientra quindi a Trongsa e da qui si prosegue diretti per la valle di Paro, dove si visita il Dungtse Chorten e si dedica l’ultima giornata a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza, e Kyuchu Lhakhang. Si rientra quindi in volo a Katmandu da dove si prosegue con il volo di rientro o ci si può fermare, seguendo un’estensione di tre giorni che prevede la visita di gran parte dei siti artistici e storici più importanti della valle di Katmandu. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   Buli Lhakhang Tamshing Tamshing   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 9 agosto, partenza per il Nepal   2°g. 10/8 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan;  offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. In serata ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle. 3°g. 11/8 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 9.20 per Paro con arrivo alle 10.40 (orario da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest e il Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari. All’arrivo sono in attesa dei partecipanti l’accompagnatrice, Jan Hardie, e la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito a visitare lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo pranzo si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore; per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Arrivati nella cittadina ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più caldi dell’anno (la sede invernale è Punakha). Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.  12/8 Thimpu Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan, e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 5°g.  13/8 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano. Ci sono migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari) e si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si sosta in un rifugio per consumare la prima colazione e si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 6°g.  14/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, che si erge su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 7°g.  15/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un albergo. 8°g.  16/8 Trongsa – Jakar  Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e con anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visitano due interessanti siti della vallata di Chumey, Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio, e il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar si alloggia in un semplice albergo. 9°g.  17/8 Jakar   Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi di una vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar. 10°g.  18/8 Jakar - Trongsa   Si iniziano le visite dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Si prosegue con Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 14/8, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti), e all’antico tempio di Konchogsum. Completate le visite si parte per Trongsa, riattraversando verso ovest il passo dello Yutong. 11°g.  19/8 Trongsa – Paro   Si continua il viaggio verso ovest, ripercorrendo le stupende vallate himalaiane; si transita da Chendebji Chorten e si valicano il Pele e il Dochu La. A Paro prima di accomodarsi in albergo si visita il Dungtse Chorten, costruito da Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 12°g.  20/8 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Per chi rientra 13°g.  21/8 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orario da confermare). È in attesa dei partecipanti la guida nepalese di Amitaba. Ci si reca per una visita a Pashupatinath e a Bodanth assieme ai partecipanti che resteranno a Katmandu. Si lascia il gruppo in tempo utile per recarsi in aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale accompagnati da una guida locale; la maggior parte dei voli di rientro parte nel pomeriggio o in serata. 14°g.  Sabato 22 agosto, arrivo a destinazione Per chi prosegue 13°g.  21/8 Paro – Katmandu (Pashupatinath, Bodanth)   Il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.55 (orario da confermare). È in attesa dei partecipanti la guida nepalese di Amitaba, che parla la lingua italiana. Si iniziano le visite da Pashupatinath, che è situata nei presi dell’aeroporto: un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si terrà del tempo a disposizione anche per curiosare tra i negozietti del quartiere di Thamel, un vasto paradiso per gli acquisti. Si alloggia presso l’hotel Vajra, già utilizzato il 4/8. 14°g.  22/8 Katmandu (Budanilkantal, Durbar, Patan)   Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per il centro storico della città, la piazza di Durbar e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Si completa la giornata a Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. 15°g.  23/8 Katmandu (Baktapur, Changu Narayan)   Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle contornato da un bel villaggio tradizionale. 16°g.  24/8 Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto, dove la maggior parte dei voli di rientro parte nel pomeriggio o in serata. 17°g.  Martedì 25 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN 2015: Folclore di primavera - Paro, Gasa e Dzongdraka
Estensione: valle di Katmandu
Periodo: 25 mar - 7 apr
Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Estensione in Nepal Al termine del tour in Bhutan è prevista un’estensione in Nepal, dove si incontreranno sia l’anima storico artistica che quella più bucolica che ancora può offrire la valle di Katmandu, grazie anche a un breve percorso a piedi (2 ore, che chi preferisce potrà comunque evitare) tra Namoboudha e Panauti. Ornata dalle tre antiche capitali (Baktapur, Patan e Katmandu) e costellata da innumerevoli luoghi di culto, la valle di Katmandu si apre come un prezioso mandala tra le vette della catena himalaiana e le giungle del subcontinente indiano. Le religioni animista, induista e buddista qui vengono praticate da millenni senza soluzione di continuità e senza aver subìto, a differenza dell’India, le distruzioni perpetrate dagli invasori musulmani. La fitta trama di relazioni intessuta tra gli dei, i demoni ed i guru che l’hanno popolata nel corso dei secoli è tutt’ora riflessa nel tantrismo, il peculiare indirizzo rituale qui sviluppato dalle due grandi religioni indiane, che offre una spettacolare ed illuminante fioritura di manufatti artistici in pietra, legno e metallo, frutto anche della raffinata abilità rappresentativa degli artisti Newari. Nota tecnica In Bhutan a fine marzo / inizio aprile il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse a Gasa, situata a 2700 mt, con massime di circa 18 gradi e minime che possono arrivare anche a 3 gradi, mentre a Paro e Thimpu le minime notturne possono arrivare fino a 6 gradi; la massima stagionale prevista è a Punakha con 25. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. A Gasa, nel cuore dei monti a nord di Punakha dove non esistono strutture ricettive, si prevedono tre notti di campo. Vengono utilizzate tende a due posti o singole per chi ha scelto questa opzione, tenda comune per i pasti e tende per i servizi; il campo viene allestito dai nostri assistenti e viene trovato già pronto all’arrivo a Gasa; i pasti al campo vengono preparati da un cuoco professionista. Vengono forniti i materassini ma non il sacco a pelo; chi ne avesse necessità, avvisando per tempo, potrà noleggiarlo localmente. Anche in Nepal il clima previsto è ottimo, con temperature intermedie tra quelle previste per Paro e Punakha.   Paro Dzong Dochu La Taktshang PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Mercoledì 25 marzo, partenza in volo per il Nepal   2°g. 26/3 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. 3°g. 27/3 Katmandu – Paro - Punakha   Il volo per Paro parte alle 9.25 con arrivo alle 10.40 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Dal piccolo aeroporto, che è l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, si parte per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso  che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dopo pranzo si prosegue verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Ci si accomoda in un hotel posto sui colli nei pressi di Punakha. 4°g. 28/3 Punakha – Gasa Si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Al termine, si prosegue per un tratto verso nord e si sale quindi sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sui monti sopra la valle del Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Rientrati a valle, si seguono le acque cristalline del possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada che per un lungo tratto è sterrata, giungendo allo Dzong di Gasa. Qui si troverà il campo già allestito e si viene accolti con un buon tè nella tenda comune. 5°g. – 6°g (29 – 30/3) Gasa Tsechu   Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si stendono a nord fino al confine col Tibet e includono il territorio di Laya. Per il Cham scendono fin qui folti gruppi di questa popolazione, le cui donne si riconoscono dal peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang. Il programma degli eventi non è del tutto  “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale e alloggia presso lo Dzong. Quindi si seguono gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Il fulcro del Cham è lo Dzong, ma alcune celebrazioni vengono eseguite a volte nel Lhakhang, sul monte sopra il villaggio. Il 30/3 al mattino viene esposta nello Dzong la gigantesca tanka dello Shabdrung, l’attesa cerimonia del Thongdrol. Si trascorrono qui due giornate, potendo godere di quanto di più bello e magico Druk Yul, il Pease del Drago, ci possa offrire. 7°g. 31/3 Gasa – Punakha   Si lascia il villaggio di Gasa, molto probabilmente a malincuore… Si raggiunge gradatamente il fiume e seguendone le acque purissime si torna a Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata.  Dopo pranzo si effettua un’escursione sui monti a ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi, una delle aree rurali più belle della regione, luogo d’origine delle regine del IV re del Bhutan. 8°g. 1/4 Punakha – Thimpu   Si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu e arrivando a Thimpu. Dopo pranzo si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città si visita il grazioso convento femminile e il parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan. Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. 9°g. 2/4 Thimpu – Paro   Ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; quindi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove  spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Prima del pranzo si visiteranno anche alcuni centri artigianali. Si parte poi per la valle di Paro, dove si sale a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si prosegue per Paro, un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si alloggia in un hotel poco oltre il paese. 10°g. 3/4 Paro (esc. a Taktshang)   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 11°g. 4/4 Paro Tsechu   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 12°g. 5/4 Paro, Dzongdraka Tsechu   Ci si reca al villaggio di Dzongdraka dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale; nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. La prima parte dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra la villaggio, un punto bello anche per il panorama. L’atmosfera è particolarmente rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite e i costumi molto belli. Si fa qui un pic nic e nel pomeriggio si rientra verso Paro; prima di recarsi in hotel si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Per chi rientra 13°g. 6/4 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orari da confermare). Si segue il programma dei partecipanti che eseguono l’estensione fino a che ci si trasferisce in aeroporto per il volo di rientro. 14°g. Martedì 7 aprile, arrivo a destinazione   Baktapur Pashupatinath Bodnath Per chi segue l’estensione 13°g.6/4 Paro – Katmandu   Il volo per Katmandu parte alle 9.00 con arrivo alle 9.55 (orari da confermare). All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida locale, che parla anche italiano. Si iniziano subito le visite dal sito, vicinissimo all’aeroporto, di Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù dedicato a Shiva posto lungo le rive del fiume Bagmati. È un luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu, e l’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume, di fronte al tempio di Shiva, avvengono le cremazioni. Ci si reca quindi allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen e il “monastero bianco” Ka-Nying, di tradizione Kagyu e Nyingma, fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si alloggia presso l’hotel Vajra, già utilizzato all’arrivo. 14°g. 7/4 Katmandu – Namoboudha   Si inizia la giornata esplorando il centro storico di Katmandu, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Completate le visite ci si reca a Namoboudha, posto a circa 1700 mt ad est di Katmandu, un sito molto panoramico da cui si vede il mitico Gauri Shankar; è un luogo di pellegrinaggio buddista dove attorno al sacro Chorten si trova un piccolo villaggio e, nei pressi, un bel monastero: secondo la tradizione fu qui che l’Illuminato in una precedente incarnazione donò il suo corpo ad una tigre affamata. Si alloggia presso il Kanodanda Resort (namobuddharesort.com). 15°g. 8/4 Namoboudha – Panauti – Baktapur – Katmandu   Una bella passeggiata che attraversa diversi villaggi porta con meno di due ore di cammino a Panauti; chi preferisce, può comunque giungere fin qui con il pulmino. Panauti è una interessante cittadina medioevale; nella piazza centrale di Durbar si trova il tempio a pagoda di Indreswor, che risale al XIII secolo, un luogo che è meta di pellegrinaggio per gli induisti. Dopo la visita si raggiunge Baktapur, la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Completate le visite si prosegue per Katmandu, dove si alloggia presso l’hotel Vajra. 16°g. 9/4 Katmandu (Budanilkantal, Patan)  Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. Completate le visite si rientra in hotel; il resto della giornata è libero – chi è interessato potrà raggiungere con una breve passeggiata la vicina ‘collina delle scimmie’, dove si trova l’antichissimo Stupa di Swayambunath. 17°g. 10/4 Katmandu e volo di rientro   Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggioci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti. 18°g. Sabato 11 aprile, arrivo a destinazione
BHUTAN 2015: Il grande festival di Punakha
Druk Yul, Paese del Drago
Periodo: 20 feb - 2 mar
Per maggiori informazioni sui Cham bhutanesi, clicca qui. Nota tecnica In Bhutan a fine febbraio il clima è secco e le piogge sono rare. Si incontrano le temperature più basse a Paro e Thimpu, con una possibile minima notturna che può scendere fino a 2 - 3 gradi; la massima stagionale è a Punakha con 20. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   Punakha Tsechu Sha Nha Cham Dromche, i Panzaps   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 20 febbraio, partenza in volo per il Nepal   2°g. 21/2 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. Nel pomeriggio chi lo desidera potrà unirsi ai compagni di viaggio che sono già a Katmandu con il programma “Nepal, Shivaratri e Losar”: è prevista la visita di Patan, una delle tre antiche capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor, ed è molto stimolante anche il museo di scultura. Un aspetto interessantissimo di Patan sono anche le botteghe artigiane che producono le famose immagini sacre, che potranno essere visitate. 3°g. 22/2 Katmandu – Paro   Si utilizza la mattina per il centro storico di Katmandu, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Il volo per Paro parte alle 15.30 con arrivo alle 16.45 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; prima di recarsi in hotel si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 4°g. 23/2 Paro   Si visitano lo Dzong di Paro, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e il museo posto presso la torre di Ta Dzong, situata sull’altura alle sue spalle. Con una breve passeggiata ci si reca quindi al bucolico villaggio di Drangchok, posto appena sopra Paro, dove si trova un antico tempio. Dopo pranzo si raggiunge il bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Si completa la giornata andando a Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. 5°g. 24/2 Paro (esc. a Taktshang) – Thimpu   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso  che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni.   Nabgang Semtokha Dzong Drakarpo   6°g.25/2 Thimpu   Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Quindi Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; il grazioso convento femminile; il parco dei takins – che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan; il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. 7°g. 26/2 Thimpu – Punakha   Si sale di prima mattina al passo di Dochu, di 3166 mt, e si fa colazione al rifugio vicino al passo, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ... pare anche gli stranieri! Dopo pranzo si effettua un’escursione col pulmino sui monti a ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi. Sistemazione in hotel. 8°g. 27/2 Punakha   Lo Dzong di Punakha è il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Oggi nel cortile principale di fronte all’Utse (la torre) si svolgono le danze in maschera e costume; lo Dzong è affollato di persone che indossano gli abiti più belli di cui dispongono, un momento rituale ma molto festoso. Vi è forte attesa per la grande processione che si forma all’interno dello Dzong, aperta tra lo scoppio di petardi dai soldati, che sono poi seguiti con grande solennità dal corpo monastico, e arriva al fiume dove viene lanciata nelle acque una replica di un’importantissima reliquia – si evoca con questo lo stratagemma che portò alla chiusura di un conflitto coi tibetani. Al termine, si completa questa ricca giornata con la visita di Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sui monti sopra la valle del Mo Chu. Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. 9°g. 28/2 Punakha – Thimpu   Allo Dzong oggi si svolge la cerimonia del Thongdrol, l’esposizione prima del sorgere del sole dall’alta torre dell’Utse di un gigantesco drappo con raffigurazioni sacre; è il momento più atteso dello Tsechu, i devoti si accalcano per poterlo toccare e riceverne la benedizione. Seguono pittoresche cerimonie rituali e danze in costume e maschere. Dopo pranzo si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu, visitando nei pressi di Thimpu lo Dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato il 25/2. 10°g. 1/3 Thimpu – Katmandu e volo di rientro   Si raggiunge in circa un’ora e mezza l’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 11.45 con arrivo alle 12.40 (orari da confermare). A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista fino al momento della partenza; in funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti. 11°g. Lunedì 2 marzo, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2014: Meraviglie dell'Himalaia
Bhutan Occidentale e Valle di Katmandu
Periodo: 26 dic - 5 gen
Bhutan, Dochu La Bhutan, Dechen Podrang Bhutan, Dungtse Chorten   In Bhutan e nella valle di Katmandu in dicembre il clima è solitamente secco con il cielo limpido. Si incontrano le temperature minime in Bhutan a Paro, dove di notte possono raggiungere lo zero termico e di giorno arrivano ad un massimo di 14; il sole è caldo e di giorno si effettuano le visite senza particolari problemi di freddo; sia in Nepal che in Bhutan gli alberghi sono riscaldati. A Katmandu si alloggia presso l’hotel Vajra, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu. L’hotel è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici. Gli alloggi in Bhutan sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola. Il cibo è valido, in Nepal chi vuole può anche trovare pietanze europee, e in Bhutan lo stile è tra l’indiano e l’internazionale con qualche preparazione locale e cinese; tutti gli amici che hanno viaggiato in Nepal e Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini.   Nepal, Swayambu Nepal, Changu Narayan Nepal, Baktapur   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 26 dicembre, partenza in volo per il Nepal   2°g.  27/12 Arrivo a Katmandu e Swayambhu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, dove è in attesa dei partecipanti la guida. Nel pomeriggio ci si reca a Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. 3°g.  28/12 Katmandu: Durbar, Patan   Ci si reca nel centro storico della città, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Si prosegue per Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. 4°g.  29/12 Katmandu: Budanilkhantal, Pashupatinath, Bodnath   Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i riti. Si prosegue per Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si completa il tour di oggi allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. 5°g.  30/4 Katmandu: Baktapur, Changu Narayan   Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; è la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle. 6°g.  31/12 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air per Paro parte alle 11.50 con arrivo alle 13.25 (orario da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest ed il Makalu fino al Kanchendzonga ed al Chomolhari. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si visita lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci, e ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Ci si trasferisce quindi a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 7°g. 1/1/2015 Thimpu – Punakha   Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung, quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; si prosegue con Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, ed il grazioso convento femminile. Si completa con il tempio di Changangkha Lhakhang, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Dopo pranzo si lascia la cittadina; si sosta per una visita a Semtokha Dzong, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue da qui per Punakha (77 km) attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari). Si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha (1250 mt), dove ci si sistema in hotel. 8°g. 2/1 Punakha – Paro   Si inizia la giornata con la visita dello Dzong di Punakha, il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede nei sei mesi più freddi dell’anno con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, essendo il clima di questa valle meno rigido. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è … nel presente. Tornando verso l’imbocco della salita al passo del Dochu ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina al centro della bella valle. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi verso ovest, risalendo al passo di Dochu, e giunti a Thimpu ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong (apre al pubblico alle 16.30, motivo per cui non lo si visita l’1/1), dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi per Paro, ove ci si sistema in hotel. 9°g.  3/1 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 10°g. 5/1 Paro – Katmandu e volo di rientro    Il volo per Katmandu parte alle 11.00 con arrivo alle 11.55 (orario da confermare). A Katmandu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo per recarsi in centro per visite o acquisti fino al trasferimento in aeroporto. 11°g. Lunedì 5 gennaio, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2014: Genekha Tsechu e festival del Bumthang; est. Nepal
Con partenza il 26/10, visita della valle di Katmandu
Periodo: 26 ott - 9 nov
Jambay Lhakhang Drup Mewang   Si visitano i siti principali da Paro fino al Bumthang con i grandi Dzong di Paro, Trashichhoe, Punakha, Trongsa, Jakar, Semtokha e includendo Gangte Gompa nella valle di Phobjikha; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il “Nido della Tigre”, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese; e siti culturalmente importanti come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley. La partecipazione allo Tsechu di Genekha e al Jambay Lhakhang Drup apre poi uno spiraglio importante sulla complessa realtà culturale del Bhutan. Origini e stili di questi due Cham sono molto diversi, con lo Tsechu che è vicino ai dettami dell’attuale tradizione monastica, con un’enfasi sul lignaggio nobile degli insegnamenti di Dharma  e la storia della loro affermazione. Nel Lhakhangh Drup si individuano forti forme arcaiche legate in modo ancora più diretto all’esorcizzazione della negatività e delle difficoltà dell’esistenza. Accomuna entrambi gli eventi la coralità con cui la gente vive i contenuti dei valori tradizionali e religiosi, con una partecipazione intensa ma gioiosa; l’aspetto conviviale degli incontri, al cui contorno si svolgono tantissime attività, come piccoli commerci, giochi anche d’azzardo, serene bevute e picnic delle famiglie, a volte anche supera il complesso significato esoterico che viene esposto, che è comunque sempre mitigato dal sorriso e dal gioco dei bimbi all’intorno. Si potrà così, vedendo quanto di meglio il Bhutan ci offre e avvicinandone alcuni dei momenti più intimi, avere un vero contatto con il suo mondo misterioso.   Jakar Dzong Jakar Dzong Buli Lhakhang   In Bhutan tra fine ottobre e inizio novembre la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile è a Gangte dove di notte si può anche  arrivare vicini allo zero, mentre qui la massima può essere circa 18/20; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei confortevoli pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. A Katmandu il clima è più caldo e anche qui la stagione è secca; visite e spostamenti in Nepal si effettuano utilizzando un pulmino privato. Per le visite nella valle di Katmandu ci si avvale di una nostra guida locale che parla molto bene l’italiano; in Bhutan oltre a Teresa Bianca accompagna il gruppo una guida locale che parla la lingua inglese. Un cenno sui Cham e sul Lhakhang Drup in particolare I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci e anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il tema principale dell’evento di Genekha è l’evocazione della mitica figura di Padmasambhava, o Guru Rimpoce, con diversi aspetti dei suoi insegnamenti ed episodi, con il fine di purificare le interferenze e gli ostacoli sottili nella vita delle persone. Il Lhakhang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: il Macham, ovvero la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco eseguita nella prima notte del Cham, e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio, condotta da uomini del villaggio nudi coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, vengono eseguite danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa.   Chishing Gompa Chishing Gompa   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 26 ottobre, partenza in volo per il Nepal   2°g.  27/10 Arrivo a Katmandu e Swayambhu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan;  offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Nel pomeriggio ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. 3°g.  28/10 Katmandu: Pashupatinath, Bodanth, Durbar   Ci si reca a Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; tempo permettendo ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. 4°g.  29/10 Katmandu: Baktapur e Changu Narayan   Visita di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle. Partenza martedì 28 ottobre  Chi preferisce può partire oggi arrivando a Katmandu mercoledì 29/10. Si viene ricevuti all’aeroporto dal corrispondente locale di Amitaba e si alloggia presso l’hotel Vajra, dove in serata si incontrano gli altri partecipanti. A seguire il programma è il medesimo. 5°g.  30/10 Katmandu – Paro Il volo per Paro in Bhutan parte alle 12.55 con arrivo alle 14.10 (orari da confermare); la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. A Paro è in attesa dei partecipanti la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese e seguirà tutto il tour. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan posto a 2280 mt di quota, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito allo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo la visita prima di recarsi in albergo si vede il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 6°g.  31/10 Paro, Tsechu di Genekha   Da Paro si segue il deflusso della valle e, poco oltre la confluenza col fiume che scorre da Thimpu, si sale al monastero di Chishing Samten Choeling dove oggi si svolge l’interessante Cham di Genekha, con l’esecuzione di danze tradizionali eseguite con musiche, maschere e variopinti abbigliamenti rituali. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le rilassate attività e i piccoli commerci a contorno; il tutto regala una bella immersione in un folclore sincero. Si trascorre qui la giornata seguendo le diverse fasi dell’evento, immergendosi nella simpatica atmosfera del festival; si rientra in serata a Paro. 7°g.  1/11 Paro, escursione a Taktshang - Thimpu    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Ci si trasferisce quindi a Thimpu (2320 mt), la capitale, un percorso di 65 km che richiede quasi 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Giunti nella piccola capitale ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 8°g.  2/11 Thimpu – Punakha   Prima di lasciare Thimpu si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e il convento femminile; si parte quindi per Punakha salendo al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si pranza nel rifugio vicino al passo e si inizia la discesa verso est che, tra scenari grandiosi, porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...pare anche gli stranieri! Ci si accomoda in hotel a Punakha. 9°g.  3/11 Punakha – Gangte   Si visita lo Dzong di Punakha (1250 mt), il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita si parte per Gangte; si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, posto su di un monte che domina il fiume, che sfortunatamente nel 2012 è stato devastato da un incendio, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella bucolica valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo; la quota qui è di 2830 mt. 10°g.  4/11 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, luogo di origine dell’attuale dinastia reale, e si alloggia in albergo. 11°g. 5/11 Trongsa – Jakar, riti notturni del Jambay Lhakhang Drup   Si continua il viaggio verso est valicando il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, il centro principale di queste regioni, ricco di siti interessanti. Si iniziano le visite dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata, e si prosegue per il complesso templare di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa corpo e jey impronta), e Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti). Dopo il calar del sole ci si reca al veneratissimo tempio di Jambay Lhakhang per assistere all’inizio delle celebrazioni del Cham; dopo alcune celebrazioni rituali alla presenza del Lama viene dato fuoco ad un grande arco fatto di legno e rami di pino con la gente che si lancia impavida attraverso le fiamme che divampano sempre più furiosamente. È un rito di purificazione, che diventa un momento di forte eccitazione ed emulazione, con grande ilarità generale e qualcuno che finisce con piccole ustioni. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione; nonostante il tipico freddo notturno, la convinzione comune è che se si effettua questo rituale per un intero anno si sarà liberi da ogni possibile malattia. 12°g.  6/11 Jakar, Jambay Lhakhang Drup – Trongsa   Ci si reca al tempio di Jambay per assistere alle danze rituali. Nel pomeriggio si parte per rientrare a Trogsa; nella vallata di Chumey, prima di lasciare il Bumthang, si visita Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio. Valicato il passo dello Yotong si scende a Trongsa, dove ci si accomoda nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 13°g.  7/11 Trongsa – Thimpu   Oggi la tappa di rientro verso ovest è di circa 200 km, un viaggio allietato dai grandiosi panorami che richiede circa 7 ore di guida. Si ripercorre la strada seguita arrivando:  Chedenbji Chorten, quindi il passo del Pele (3390 mt) che porta nella valle di Wangdi Phodrang e si prosegue sempre verso ovest, risalendo al passo di Dochu (3166) arrivando a Thimpu. Nei pressi della cittadina si visita Semtokha Dzong, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Giunti a Thimpu ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, accessibile solo dopo le ore 16.30, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. 14°g.  8/11 Thimpu - Katmandu e volo di rientro   Ci si reca all’aeroporto di Paro, dove il volo per Katmandu parte alle 10.40 con arrivo alle 11.45 (orari da confermare). A Katmandu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Si avrà a disposizione un veicolo per recarsi in centro per visite o acquisti fino al trasferimento in aeroporto. 15°g. Domenica 9 novembre, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2014: Misterioso Bumthang; est. valle di Katmandu
Un profondo incontro con Druk Yul, il Paese del Drago
Periodo: 3 ago - 16 ago
Dochu La Trongsa Dzong Kuengarapten   (Per informazioni  generali vedi Bhutan) Il viaggio esplora il Bhutan occidentale e porta fino ai monti della zona centrale, nel misterioso Bumthang, culla della civiltà bhutanese, dove tra valli rigogliose che traboccano di storia si incontrano le radici della cultura e spiritualità di Druk Yul, come i bhutanesi chiamano la loro magica terra: il “Paese del Drago”. L’itinerario tocca i più importanti siti e monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi e amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, si visitano molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Raggiunta Katmandu in Nepal ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto internazionale bhutanese, dove si incontra la guida locale che parla la lingua inglese. Si inizia il tour dal celebre Dzong e si prosegue per Thimpu, la capitale del Paese, con la visita dello Dzong di Trashichhoe, dove si trova anche la sala del trono del re, e si esplorano i molti siti di quella che è di fatto l’unica cittadina del Bhutan. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area, in funzione della durata delle visite precedenti, si potrà effettuare anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Oltre il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey, Choekhor e Tang, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Si rientra quindi a Trongsa e da qui si prosegue diretti per la valle di Paro, dove si visita il Dungtse Chorten e si dedica l’ultima giornata a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza, e Kyuchu Lhakhang. Si rientra quindi in volo a Katmandu da dove si prosegue con il volo di rientro o ci si può fermare seguendo un’estensione di tre giorni che prevede la visita di gran parte dei siti artistici e storici più importanti della valle di Katmandu.   Buli Lhakhang Jambay Lhakhang Karma Drubdey Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 3 agosto, partenza per il Nepal   Per raggiungere Katmandu molti viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree e Amitaba può prenotare quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.  4/8 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan;  offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. In serata ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle. 3°g. 5/8 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 8.45 per Paro con arrivo alle 10.20 (orario da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest e il Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; ci si reca subito a visitare lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci. Dopo pranzo si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore; per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Arrivati nella cittadina ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più caldi dell’anno (la sede invernale è Punakha). Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.   6/8 Thimpu Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan, e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 5°g.  7/8 Thimpu – Punakha   Si parte presto per salire al passo di Dochu, alto 3166 mt, per godere del grandioso panorama: il valico è situato in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano. Ci sono migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari) e si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si sosta in un rifugio per consumare la prima colazione e si prosegue la discesa tra scenari grandiosi arrivando nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, situato a 1250 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 6°g.   8/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, recentemente distrutto da un incendio, che si erge su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 7°g.  9/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un albergo. 8°g. 10/8 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e con anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visitano due interessanti siti della vallata di Chumey, Buli Lhakhang, un delizioso tempio e scuola monastica fondato nel XV secolo tra le case di un bucolico villaggio, e il palazzo di Donkhar Tsichholing, che si può vedere solo nelle parti esterne perché è ancora utilizzato dalla famiglia reale. Arrivati a Jakar si alloggia in un semplice albergo. 9°g. 11/8 Jakar   Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Oggi ci si reca nella valle di Tang, la più selvaggia e remota del Bumthang. Oltrepassato il piccolo lago di Mabertso, intriso di leggende, si incontrano alcuni piccoli villaggi immersi nelle foreste incontaminate arrivando al tempio di Ta Rimoce, appoggiato ad un colossale masso al margine della vallata. Dopo una visita si prosegue per Urgyen Choling, una preziosa casa nobiliare dove all’interno è stato allestito un piccolo museo; si pranzerà qui, ospiti del custode. Il villaggio all’intorno è uno dei più begli esempi di una vita rurale bhutanese, assolutamente estraneo al transito del tempo. Completate le esplorazioni si rientra a Jakar. 10°g.  12/8 Jakar - Trongsa   Si iniziano le visite dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Si prosegue con Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 14/8, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti), e all’antico tempio di Konchogsum. Completate le visite si parte per Trongsa, riattraversando verso ovest il passo dello Yutong. 11°g. 13/8 Trongsa – Paro   Si continua il viaggio verso ovest, ripercorrendo le stupende vallate himalaiane; si transita da Chendebji Chorten e si valicano il Pele e il Dochu La. A Paro prima di accomodarsi in albergo si visita il Dungtse Chorten, costruito da Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 12°g.  14/8 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei templi più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Per chi rientra 13°g.  15/8 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.55 (orario da confermare). È in attesa dei partecipanti la guida nepalese di Amitaba, che parla la lingua italiana. Ci si reca per una visita a Pashupatinath e a Bodanth assieme ai partecipanti che resteranno a Katmandu. Si lascia il gruppo in tempo utile per recarsi in aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale accompagnati da una guida locale; la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio. 14°g.  Sabato 16 agosto, arrivo a destinazione Per chi prosegue 13°g.  15/8 Paro – Katmandu (Pashupatinath, Bodanth)   Il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.55 (orario da confermare). È in attesa dei partecipanti la guida nepalese di Amitaba, che parla la lingua italiana. Si iniziano le visite da Pashupatinath, che è situata nei presi dell’aeroporto: un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si terrà del tempo a disposizione anche per curiosare tra i negozietti del quartiere di Thamel, un vasto paradiso per gli acquisti. Si alloggia presso l’hotel Vajra, già utilizzato il 4/8. 14°g. 16/8 Katmandu (Budanilkantal, Durbar, Patan)   Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per il centro storico della città, la piazza di Durbar e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Si completa la giornata a Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. 15°g.  17/8 Katmandu (Baktapur, Changu Narayan)   Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle contornato da un bel villaggio tradizionale. 16°g. 18/8 Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto, dove la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio. 17°g.  Martedì 19 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2014: Paro, Cham di villaggio e valle di Katmandu
Un viaggio per avvicinare la cultura himalaiana
Periodo: 6 apr - 19 apr
Baktapur, Dattatraya Paro Tsechu Drakarpo   Si sarà presenti ai momenti salienti del Cham di Paro, dove si può constatare la forza anche istituzionale del peculiare mondo religioso del Bhutan, con la partecipazione di una vasta folla di persone che sfoggia le proprie vesti tradizionali migliori in un’atmosfera di convivialità, regalando così un magnifico colpo d’occhio sulla vita del paese. E si parteciperà a due Cham di villaggio di particolare interesse non presenti nel calendario ufficiale, si avrà il pregio di essere tra i pochi testimoni esterni, sperimentando appieno un' immersione nella cultura e folclore del Bhutan, con un contatto più diretto con l’immaginario e la realtà esoterica di questo straordinario popolo himalaiano. Il tour è arricchito dalla visita di luoghi fuori dalle rotte turistiche, tra cui un interessante eremo dove attorno a una grotta di meditazione di Guru Rimpoce vive una serena comunità di anziani meditatori. In sintesi, è un viaggio che porta ad un vero contatto con il misterioso mondo del Bhutan. In Bhutan ad aprile la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile è a Gangte dove di notte la minima può arrivare vicina allo zero, mentre qui la massima può essere di circa 18; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. A Katmandu il clima è più caldo e anche qui la stagione è secca; visite e spostamenti in Nepal si effettuano utilizzando un pulmino privato. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci e anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   Paro Tsechu Dzongdraka Cham Nezergang Tsechu   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 6 aprile, partenza in volo per il Nepal   2°g. 7/4 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan;  offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici e dispone di un’interessante biblioteca. Nel pomeriggio ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo Stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Partenza martedì 8 aprile Chi preferisce può partire oggi arrivando a Katmandu mercoledì 9 (la maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva). Si viene ricevuti all’aeroporto dal corrispondente locale di Amitaba e si alloggia presso l’hotel Vajra, dove in serata si incontrano gli altri partecipanti. A seguire il programma è il medesimo. 3°g.  8/4 Katmandu: Pashupatinath, Bodanth, Patan   Ci si reca a Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata a Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. 4°g. 9/4 Kamandu: Baktapur e Changu Narayan   Visita di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle. 5°g.  10/4 Katmandu – Paro – Thimpu   Il volo per Paro in Bhutan parte alle 9.25 con arrivo alle 10.40; la visuale della catena himalaiana a nord è stupefacente, si vedono ben 6 ‘ottomila’, tra cui l’Everest e il Kanchendzonga, e arrivando anche il Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. A paro è in attesa dei partecipanti la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese e seguirà tutto il tour. Ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede quasi 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Giunti nella piccola capitale ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. Nel pomeriggio si visitano Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica; Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; il grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan; il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 6°g.  11/4 Thimpu – Punakha   Si sale di prima mattina al passo di Dochu, di 3166 mt, e si fa colazione al rifugio vicino al passo. dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Si conclude questa ricca giornata con la visita di Chorten Nyinpo che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto sui monti sopra la valle del Mo Chu, costruito nel XIV secolo, che contiene una statua di Maitreya. Si torna quindi a Punakha dove si alloggia in hotel. 7°g.  12/4 Punakha, Cham di villaggio   Si dedica la mattina a un interessante Cham che si svolge in un villaggio situato sui monti alle spalle di Wangdi; le danze si svolgono nello spiazzo antistante il piccolo tempio, al cui interno si ammirano interessanti affreschi. Il sito vanta una storia importante ed è sede di un lignaggio di tulku, i Lama reincarnati. La gente osserva lo sviluppo delle rappresentazioni e segue in modo altrettanto intenso le rilassate attività e i piccoli commerci a contorno, il tutto regala una bella immersione in un folclore sincero. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti a ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi. Si alloggia nel medesimo hotel. 8°g.  13/4 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang posto su di un monte che domina il fiume, che sfortunatamente nel 2012 è stato devastato da un incendio, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella bucolica valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 9°g.  14/4 Gangte – Paro   Si ripercorre la strada fino a Wangdi Phodrang e si prosegue il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu e arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentemente restaurato, che fu il primo a essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Dopo la visita si prosegue per Paro, dove prima di recarsi in albergo si vede il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 10°g.  15/4 Paro, il grande Cham   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 11°g.  16/4 Paro, Cham rurale ed eremi Ci si reca a un villaggio dove oggi si svolge un bellissimo Cham rurale, con una processione che si muove a ridosso di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava, seguita da diverse rappresentazioni di danze in costume. Nel pomeriggio si raggiunge Yoeto Gompa, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori; rientrati a Paro con una breve passeggiata ci si reca su di un colle sopra la cittadina al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. 12°g.  17/4 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 13°g.  18/4 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.45. A Katmandu è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale di Amitaba. Si avrà a disposizione un veicolo per recarsi in centro per visite o acquisti fino al trasferimento in aeroporto, dove la maggior parte dei voli parte nel pomeriggio. 14°g.  Sabato 19 aprile, arrivo a destinazione   Taktshang Punakha Phobjikha
BHUTAN 2013: Oltre i confini del tempo
Estensione Nepal
Periodo: 31 ott - 10 nov
Paro Dzong Punakha Dzong   L’itinerario prevede di raggiungere Katmandu in Nepal, dove si sosta una notte, e di volare da qui a Paro in Bhutan, che è l’unico punto d’ingresso aereo del Paese. Dopo una visita di Paro e del Dungtse Chorten ci si sposta a Thimpu, la capitale, dove si dedica un’intera giornata alle visite, incluso lo Dzong di Trashichhoe dove si trova anche la sala del trono del re. Si prosegue verso est valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trovano il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang e il magico monastero di Chorten Nyinpo. Oltre Chimi e Wangdue si raggiunge la valle di Phobjikha nella riserva naturale delle Colline Nere, luogo di rifugio invernale per le gru dal collo nero, dove un monastero Nyingmapa troneggia sul bellissimo villaggio di Gangte. Nei pressi di Wangdue ci si reca al tempio di Nezergang, vero archetipo del mondo bhutanese, e tornando verso Paro si vede Semthoka, il più antico Dzong. Nella valle di Paro si visitano il celebre Paro Dzong, e anche Ta Dzong e il tempio di Zangtopelri; sarà poi particolarmente interessante la visita dei siti di Dzongdraka, Yoeto e Drakarpo, antichissimi luoghi di ritiro dove vivono piccole comunità. L’ultima giornata è riservata alla salita a Taktshang, il monastero "nido della tigre" di Guru Rimpoce, luogo simbolo di Druk Yul. Il percorso tocca così i più importanti monasteri-fortezza, gli Dzong, costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi e amministrativi dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale, e molti siti poco conosciuti che rivelano nel modo più efficace le peculiari caratteristiche di un mondo che sembra effettivamente “oltre i confini del tempo”.   Sadhu a Pashupatinath Swayambunath Estensione in Nepal Al termine del tour bhutanese si rientra a Katmandu in volo da Paro; qui si ha la possibilità di fermarsi per alcuni giorni in Nepal. Questa parte è stata predisposta per offrire una visione d’insieme molto completa dei tesori storici e artistici del Nepal e prevede anche un tour nella giungla di Chitawan, dove vivono la tigre e il rinoceronte bianco, per apprezzarne anche la natura più selvaggia e dove ci si muoverà nella giungla anche a dorso di elefante. Nota tecnica In Bhutan a inizio novembre il clima è secco e le piogge sono rare; si gode quasi sempre di cieli tersi. Si incontrano le temperature più basse a Paro, con un possibile minima notturna che può scendere fino a 4 - 5 gradi e una massima stagionale di 18. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola e acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto… Anche in Nepal la stagione è secca e le temperature più miti a Katmandu che a Paro; a Chitawan è piacevolmente caldo.   Donna bhutanese Monachello bhutanese Bimbi bhutanesi   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Giovedì 31 ottobre, partenza in volo per il Nepal    2°g.  1/11 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, immerso in un bel giardino a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu. L’hotel dispone di buoni servizi, è costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan ed è dotato di piacevoli spazi comuni; relax e riposo. 3°g.  2/11 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air parte alle 14.10 con arrivo alle 15.35 (orario da confermare); giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano, dall’Everest al Kanchendzonga fino al Chomolhari, montagna sacra del Bhutan. All’arrivo sono in attesa dei partecipanti l’accompagnatore italiano e la guida locale bhutanese che parla la lingua inglese. Si visita il piccolo centro di Paro, un paese fatto di case tradizionali con anche diversi negozietti, e ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi, un primo contatto con l’arte sacra bhutanese. Si parte quindi per Thimpu, capitale del Bhutan, un percorso di 65 km che richiede quasi 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.  3/11 Thimpu   Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile e il parco dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale e ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i bhutanesi vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si completa la giornata al Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. 5°g.  4/11 Thimpu – Punakha   Si sale al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima a una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Si conclude questa ricca giornata con la visita di Chorten Nyinpo che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto sui monti sopra la valle del Mo Chu, costruito nel XIV secolo che contiene una statua di Maitreya. Si trona quindi a Punakha dove si alloggia in hotel. 6°g. 5/11 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. La valle di Phobjikha è un rifugio invernale per le gru del collo nero che giungono qui in volo dal Tibet. Si alloggia in un semplice albergo. 7°g.  6/11 Gangte – Paro   Si ripercorre la strada fino a Wangdi Phodrang; questo Dzong nel 2012 ha subito un devastante incendio, quindi potrebbe non essere ancora visitabile. Nei pressi di Wangdi ci si reca a Nezergang, un piccolo villaggio dove si trova un interessante tempio. Si prosegue quindi il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu e arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo a essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Dopo la visita si prosegue per Paro, dove si alloggia in hotel. 8°g.  7/11 Paro   La valle di Paro è colma di interessanti siti; si iniziano le visite recandosi allo Dzong, reso celebre anche dal film “Piccolo Buddha” di Bertolucci, e a Ta Dzong, dove è alloggiato un museo. Da qui con una passeggiata di circa 20 minuti si giunge al tempio di Zangtopelri. Ci si reca quindi al bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo; secondo la tradizione bhutanese fu un luogo che venne utilizzato da Guru Padmasambhava nell’VIII secolo. Ci chiude la giornata andando a Yoeto Gompa, un tempio dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, anche questo uno dei mitici siti di ritiro di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. 9°g. 8/11 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei siti più antichi del Bhutan che è anche uno dei 108 punti geomantici tibetani, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.); il tempio contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Per chi rientra 10°g.  9/11 Paro – Katmandu e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.55 (orari da confermare). A Katmandu si salutano i partecipanti che seguono l’estensione e ci si imbarca sul volo di rientro. 11°g.  Arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione 10°g.  9/11 Paro – Katmandu; Swayambhu e Durbar   Il volo per Katmandu parte alle 8.00 con arrivo alle 8.55 (orari da confermare); a Katmandu si alloggia presso l’hotel Vajra, già utilizzato l’1/11. Ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Nel pomeriggio si visita il centro storico della città, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Per le visite ci si sposta con un pulmino privato. 11°g.  10/11 Katmandu: Baktapur e Changu Narayan   Ci si reca a Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, è la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Dopo la visita ci raggiunge Changu Narayan, un villaggio tradizionale posto su un’altura che domina la valle dove è ubicato un magnifico santuario dedicato a Vishnu. Si rientra da qui in hotel. 12°g.  11/11 Katmandu – Chitawan   Si lascia la valle di Katmandu diretti a Chitawan, il vasto Parco Nazionale nepalese del Terai, un percorso di circa 140 km. L’itinerario è interessante, si transita da molti villaggi e si segue il grande fiume Trisuli finché sfocia nel Terai; a Chitawan ci si accomoda al Rhino Residency, dove si consuma anche il pranzo. Il Parco copre un’ampia zona di giungla ai piedi della catena himalaiana, un territorio selvaggio e ricco di fauna tra cui il rinoceronte e la tigre. Nel pomeriggio si iniziano le esplorazioni con un primo tour del resort e della zona. 13°g.  12/11 Chitawan   La giornata inizia di prima mattina aprendosi la via nella foresta a dorso di elefante, un momento in cui si vedono molti animali e spesso si riesce a individuare il rinoceronte bianco. Le esplorazioni proseguono nel corso della giornata; a scelta dei partecipanti si possono eseguire passeggiate guidate nella foresta, dei giri con la jeep, percorsi in canoa e osservazione degli uccelli. 14°g.  13/11 Chitawan – Katmandu   Nel corso della mattina si prende un volo per rientrare a Katmandu, dove si alloggia al Vajra hotel. Pomeriggio libero. 15°g.  14/11 Katmandu: Pashupatinath, Bodnath, Patan   Ci si reca a Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Si completa la giornata a Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. 16°g. 15/11 Katmandu e volo di rientro   Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggio ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. 17°g.  Sabato 16 novembre, arrivo a destinazione   Gangte, gru dal collo nero Mandala a Punakha Passo del Dochu
BHUTAN 2013: Misterioso Bumthang
Un viaggio completo, per conoscere Druk Yul
Periodo: 11 ago - 24 ago
Takabu Lhakhang Tabaku Lhakang   Il viaggio, accompagnato da un'esperta guida italiana, esplora il Bhutan occidentale e porta fino ai monti della zona centrale, nel misterioso Bumthang, culla della civiltà bhutanese, dove tra valli rigogliose che traboccano di storia si incontrano le radici della cultura e spiritualità di Druk Yul, come i bhutanesi chiamano la loro magica terra: il “Paese del Drago”. L’itinerario tocca i più importanti siti e monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi e amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, si visitano molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Raggiunta Delhi in India ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto bhutanese, dove si inizia il tour con Dungtse Chorten, il celebre Dzong e altri importanti luoghi; si prosegue per Thimpu, la capitale del Paese, con la visita dello Dzong di Trashichhoe, dove si trova anche la sala del trono del re, e si esplorano i molti siti di quella che è di fatto l’unica cittadina del Bhutan. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area, in funzione della durata delle visite precedenti, si potrà effettuare anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti posti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Oltre il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey e Choekhor, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Tornando verso ovest si visitano gli Dzong di Wangdi Phodrang e di Semtokha e, rientrati nella valle di Paro, ci si reca Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza, e Kyuchu Lhakhang. Si rientra quindi in volo a Delhi e si prosegue per l’Italia. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…   Penjor, Pele La Wangdi Phodrang   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 11 agosto, partenza per Delhi   All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile. 2°g.  12/8 Delhi – Paro   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 11.45 per Paro con arrivo alle 15.35 (orario da confermare); giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. Si visita il piccolo centro di Paro, un paese fatto di case tradizionali con anche diversi negozietti, e si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi, un primo contatto con l’arte sacra bhutanese. Sistemazione in hotel. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano pulmini giapponesi. 3°g.  13/8 Paro - Thimpu   Ci visita lo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e al museo posto nella torre sovrastante di Ta Dzong. Si lascia Paro andando a un vicino villaggetto, nei cui pressi sul bordo di una falesia rocciosa si trova l’eremo di Dzongdraka, dove la leggenda tramanda essersi fermato Guru Rimpoce. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Arrivati nella cittadina ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.  14/8 Thimpu   Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci 5°g.  15/8 Thimpu – Punakha   Si sale al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 6°g.  16/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 7°g.  17/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un semplice hotel.   Bhutan Buli Lhakhang   8°g.  18/8 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visita il villaggetto di Praker, dove si trova un bel tempio; sistemazione in una buona guest house. 9°g.  19/8 Jakar   Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Si iniziano le visite dallo Dzong, edificato su di un colle al bordo della vallata. Si prosegue con Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. È considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nell’11° giorno, e sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti), all’antico tempio di Konchogsum ed allo Dzong. Una breve escursione a nord di Jakar consente di visitare anche il tempio di Tangbi, tra le piante e gli orti verdi di un bel villaggio situato su una piana contornata da monti coperti da rigogliose foreste; fondato nel 1470 dal IV Shamar Rimpoce, uno dei Lama principali della scuola tibetana dei Karmakagyu, divenne poi di Pema Lingpa: la catena di metallo esposta all’ingresso del tempio si dice essere stata posta proprio da quest'ultimo quando prese possesso del tempio. 10°g.  20/8 Jakar – Wangdi Phodrang   Si vedono due interessanti siti della valle di Chumey, posta tra Jakar e il passo di Yutong: il palazzo di Donkhar e Buli, arricchendo così l’esplorazione del Bumthang. Buli Lhakhang si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Si prosegue quindi per Trongsa e Wangdue; oggi si copre una distanza di quasi 200 km che richiede circa 7 ore di guida, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. Sistemazione in hotel. 11°g.  21/8 Wangdi Phodrang – Paro   La giornata inizia con una visita dello Dzong di Wangdi Phodrang, o quantomeno dei suoi resti, perché nel 2012 è stato devastato da un incendio. Si prosegue quindi il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu, arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove si raggiunge il Gompa di Iti, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Tabaku Lhakhang, uno dei mitici siti di ritiro di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Sistemazione in hotel. 12°g.  22/8 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 13°g. 23/8 Paro – Delhi e volo di rientro   Il volo per Delhi parte alle 8.00 con arrivo alle 10.45 (orario da confermare). A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. In serata ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli di rientro parte nelle ultime ore del giorno o nelle primissime del mattino. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti, che non sono però compresi nel prezzo del viaggio. 14°g.  Sabato 24 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN 2013: Festival di primavera in Bumthang; est: Trek in Sikkim
Possibile estensione: trekking al Lago Verde in Sikkim
Periodo: 14 apr - 25 apr
Le radici culturali più antiche del Bhutan si incontrano nella regione centrale del Bumthang, dove permangono tradizioni antecedenti la costituzione nel XVII secolo del peculiare ordinamento basato sugli Dzong voluto dallo Shabdrung. Il viaggio porta a due eventi molto interessanti che ne esemplificano al meglio bellezza e contenuti, lo Ura Yakchoe e un altro, fuori dal calendario ufficiale, che inizia al calar della notte con la cerimonia del Mewang (l’arco di fuoco). Lo Yakchoe secondo i saggi di Ura risale all’VIII secolo e viene ricondotto alla mistica figura di Guru Padmasambhava; non è stata invece trasmessa un’origine certa per l’altro, ma il fatto che abbia un inizio con uno sfondo fortemente sciamanico porta a ritenere che sia di poco successivo. Per entrambi poi la parte delle danze contiene elementi comuni a tutta la vasta tradizione bhutanese, con l’incredibile ricchezza di costumi, forme, musiche e contenuti che è dato trovare solo in Bhutan.   Pema Sherub Dorji   L’itinerario prevede la visita dei siti più importanti compresi tra Paro, ad ovest, e Ura, il punto più orientale; il rientro è fatto in volo da Jakar (una novità del progresso!), alleggerendo così i trasferimenti in auto. Nel programma dettagliato che segue sono indicate le attività previste giorno per giorno. Al termine si avrà la possibilità di proseguire col capogruppo italiano per il Sikkim, dove è previsto un trekking alla parete est del Kanchendzonga che segue un sentiero raramente battuto (anche per le difficoltà inerenti i permessi di accesso) che porta al Lago Verde, tra i monti altissimi che separano questa remota valle dal Nepal, al cospetto di una delle pareti glaciali più impressionanti del pianeta Terra.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 14 aprile, partenza per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. Molti voli giungono a Delhi nelle prime ore del mattino successivo e all’arrivo si resta nel terminal dei voli internazionali proseguendo con l’imbarco per il Bhutan. Se fosse utile, in funzione degli orari di volo o altro, Amitaba può predisporre un servizio di accoglienza all’aeroporto e prenotare un hotel e ogni altro servizio richiesto; solitamente per i trasferimenti viene utilizzato l’Ashok Country Resort che è vicino all’aeroporto. 2°g.  15/4 Delhi – Paro – Thimpu   Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 6.35 con arrivo alle 9.25; giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. Paro, unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Ci si reca subito allo Dzong, reso celebre anche dal film giratovi da Bertolucci, e al museo posto nella torre sovrastante di Ta Dzong. Si visita anche il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Nel pomeriggio si raggiunge il Gompa di Iti, un antico tempio con statue e affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Tabaku Lhakhang, uno dei mitici siti di ritiro di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 3°g.  16/4 Thimpu   Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue per Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e al vicino convento femminile.  Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; completa questa intensa giornata una visita al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 4°g.  17/4 Thimpu – Punakha   Si sale presto al mattino al passo di Dochu, di 3166 mt, e si fa colazione lì presso un rifugio per avvantaggiarsi del momento panoramico migliore della giornata. Al Dochu, in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano, si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari) e anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 5°g.  18/4 Punakha – Trongsa   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Si valica il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong, bello e anche importante perché è il luogo dove ha origine l’attuale dinastia reale; si alloggia in un semplice hotel. 6°g.  19/4 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Proseguendo lungo la valle si arriva a Endu Choeling, anche questo un palazzo della dinastia reale. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida. Valicato il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valle di Chumey in Bumthang, tempo permettendo si potrà visitare Buli Lhakhang, un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. In questa zona, presso un sito particolarmente suggestivo, dopo il tramonto ha inizio un festival dalle antichissime origini, con la cerimonia dell’arco di fuoco. Tempi e modalità non sono ‘scritti’, è un evento fuori dal calendario ufficiale; ci si fermerà il tempo necessario per gustare con calma tutto quanto e quasi sicuramente si arriverà a Jakar molto tardi.   Karma Drubdey   7°g. 20/4 Jakar   In funzione degli orari in cui iniziano le danze più importanti del festival, che dista da Jakar meno di un’ora, verrà deciso dal capogruppo quando effettuare le visite nei dintorni; oggi sono previste sei esecuzioni, tra cui l’interessante danza dei Cappelli Neri (Sha-Na Cham). Nell’area di Jakar ci si recherà ai templi di Kurjey, considerati uno dei siti più sacri del Bhutan, il cui edificio più antico fu fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo. Tempo permettendo si sale a Petsheling Gompa, di scuola Nyingmapa fondato nel 1769 dalla prima incarnazione di Padtselling Tulku Rimpoce; l’attuale abate è la quarta manifestazione e se sarà presente al monastero ci riceverà. Il sito offre anche un bel panorama sulla valle del Choskor. 8°g. 21/4 Jakar – Ura   Si parte per il bel villaggio di Ura dove oggi hanno inizio le celebrazioni dello Ura Yakchoe; la distanza è di 50 km, circa un’ora e mezza, e in funzione di come si svolgerà l’evento verrà deciso l’orario dal capogruppo. Se si ha del tempo disponibile si effettuano alcune visite nella valle di Choskor. A Ura l’evento inizia con una processione con cui vien portata al tempio la preziosa statua di Vajrapani che secondo la tradizione orale Guru Padmasambhava lasciò per proteggere il villaggio quando, nel lontano VIII secolo, lo ebbe liberato dalla peste. In serata viene eseguita un’interessante cerimonia a scopo esorcistico nel tempio, mentre nel cortile divampano dei falò e vengono eseguite delle particolari danze. Si alloggia presso la casa dell’abate; un luogo molto spartano ma assolutamente unico, posizionato in modo eccellente tra le persone che conducono l’evento. 9°g. 22/4 Ura – Jakar   Si segue lo svolgimento del Cham per tutta la mattina; si rentra quindi a Jakar. Qui si utilizza il resto del tempo per alcune visite (che potrebbero essere in parte anticipate al giorno precedente). Il primo sito è Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nella giornata di domani, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi Tamshing, il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti. Tempo permettendo, ci si reca al piccolo, antico tempio di Konchogsum. 10°g.  23/4 Jakar – Paro   Si prende un volo interno della Druk per Paro, che parte alle 8.25 con arrivo alle 9.25. Arrivati, si procede subito verso nord per recarsi al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Per chi rientra 11°g.  24/4 Paro - Calcutta - Delhi e volo di rientro   Il volo per Calcutta parte alle 7.20 con arrivo alle 8.00; il capogruppo da qui prosegue per il Sikkim. Si resta in aeroporto e ci si imbarca sul volo per Delhi (orario da confermare). A Delhi è in attesa dei partecipanti il corrispondente locale  di Amitaba; si avrà a disposizione autista e veicolo fino al momento della partenza. 12°g.  Giovedì 25 aprile, arrivo adestinazione   Petsheling Kanchendzonga Per chi si reca in Sikkim 11°g.  24/4 Paro – Puntsholing   Si raggiunge il bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Dopo la visita si parte verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione in hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 12°g.  25/4 Puntsholing – Gangtok   Si entra in India nello stato del Bengala e dopo un tratto si arriva in Sikkim, dove si seguono le tortuose strade tra i monti coperti di foreste che portano a Gangtok, capitale dello stato. Si alloggia presso l’hotel Tibet o simile e si incontrano i compagni di viaggio giunti dall’Italia per il trekking al Kanchendzonga. 13°g. – 24°g. (26/4 – 7/5) Vedi programma “Sikkim: alle falde del Kanchendzonga, trekking al lago Verde”. 14°g.  Mercoledì 8 maggio, arrivo a destinazione
BHUTAN 2013: Tsechu di Punakha
Estensione: Conoscere il Nepal
Periodo: 17 feb - 24 feb
Durante questo Tsechu, che viene presenziato dal Je Khempo, abate del Bhutan, le musiche rituali e danze in maschera e costume sono eseguite impeccabilmente dai monaci del suo seguito e nel giorno propizio viene issato il gigantesco Thongdrol sulla torre principale. È una ricorrenza importante anche perché lo Dzong, che custodisce il Chorten con i resti dello Shabdrung fondatore del Bhutan, è quello storicamente più importante e in questa stagione vi risiedono i monaci del Je Khempo. Tutti i partecipanti sfoggiano gli abiti tradizionali più preziosi, condividendo le celebrazioni con partecipazione e godendo con serenità di un momento di gioiosa convivialità collettiva. Per maggiori informazioni vedi: Cham bhutanesi. Estensione “Conoscere il Nepal” Al termine della visita del Bhutan è prevista l’opzione di un’estensione in Nepal che offre una visione completa dei tesori storici e artistici ed anche un incontro coi luoghi dove l’intensità spirituale è più forte; l’escursione a Namoboudha avvicina al pittoresco mondo rurale dei villaggi himalaiani e l’esplorazione della giungla di Chitawan eseguita anche a dorso di elefante completa il viaggio con un’immersione nella natura selvaggia di questo stupendo Paese.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 17 febbraio, partenza per Delhi    Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet, KLM o di altre compagnie scelte dai viaggiatori. A Delhi si cena e alloggia presso l’hotel Ashok Country Resort o simile, dove è in attesa dei partecipanti la guida italiana assieme alle persone che hanno seguito il programma del Kumbhamela. 2°g.  18/2 Delhi - Paro   Il volo della Druk Air parte da Delhi alle 6.35 con arrivo alle 9.25; giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Ci si reca subito allo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci, e al museo posto nella torre sovrastante di Ta Dzong. Dopo pranzo si raggiunge il bel villaggio di Dzongdraka dove si trova un piccolo tempio e, lungo una ripida falesia, un panoramico eremo che la tradizione dice essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava; rientrati a Paro si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. 3°g.  19/2 Paro (esc. a Taktshang) – Thimpu   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso  che richie quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Ci si accomoda in un hotel del centro della cittadina, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g. 20/2 Thimpu – Punakha   Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi con Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e il grazioso convento femminile. Prima di lasciare Thimpu ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang. Si parte quindi per Punakha (77 km) attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, contornato da una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano; si vedono migliaia di bandiere di preghiera colorate e 108 Chorten (reliquiari) e si osservano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si accomoda in hotel. 5°g.  21/2 Punakha Techu; Chimi L. e Wangdue   Lo Dzong di Punakha è il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Oggi sono in corso le danze in maschera e costume dei monaci e lo Dzong è affollato di persone che indossano gli abiti più belli di cui dispongono; un momento rituale ma molto festoso. Nel pomeriggio (chi preferisce godersi le danze può fermarsi presso lo Dzong) ci si reca al tempio di Chimi Lhakhang, posto su di una panoramica collina al centro della bella valle; fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue per lo Dzong di Wangdi Phodrang (dista solo 21 km da Punakha); è costruito su di un ripido colle che sovrasta il fiume, con un aspetto austero e ricco d’atmosfera al suo interno. Si rientra quindi in hotel 6°g.  22/2 Punakha Techu - Paro   Allo Dzong oggi si svolge la cerimonia del Thongdrol, l’esposizione prima del sorgere del sole dall’alta torre dell’Utse di un gigantesco drappo con raffigurazioni sacre; è il momento più atteso dello Tsechu, i devoti si accalcano per poterlo toccare e riceverne la benedizione. Seguono pittoresche cerimonie rituali e danze in costume e maschere. Si lascia la valle di Punakha risalendo al passo di Dochu, arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro; sistemazione in hotel. Per chi rientra 7°g. 23/2 Paro – Delhi e volo di rientro Il volo per Delhi parte alle 11.25 con arrivo alle 13.20. A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. In serata ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti. 8°g. Domenica 24/2, arrivo a destinazione Per chi prosegue 7°g.  23/2 Paro – Katmandu (Swayambunath e Durbar)   Il volo per Katmandu parte da Paro alle 7.00 con arrivo alle 8.05; è molto spettacolare, perché la rotta costeggia le più alte montagne himalaiane, dal Kanchendzonga all’Everest e innumerevoli altre. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra posizionato a un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, immerso in un bel giardino e costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan. Oggi ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Nel pomeriggio si visita il centro storico della città, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Per le visite ci si sposta con un pulmino privato. Nel corso della giornata si viene raggiunti dai partecipanti che seguono solo questa parte del viaggio. 8°g.  24/2 Katmandu: Budanilkantal, Pashupatinath, Bodnath   Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si completa il tour di oggi allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. 9°g.  25/2 Katmandu – Chitawan   Si lascia la valle di Katmandu utilizzando un pulmino privato diretti a Chitawan, il grande Parco Nazionale nepalese del Terai, un percorso di circa 140 km. L’itinerario è interessante, si transita da molti villaggi e si segue il grande fiume Trisuli finchè sfocia nel Terai; giunti a Chitawan ci si accomoda nel lodge Green Mansion. Il Parco copre un’ampia zona di giungla ai piedi della catena himalaiana, un territorio selvaggio e ricco di fauna tra cui il rinoceronte e la tigre. Si iniziano le esplorazioni della giungla guidati dai ranger nepalesi. 10°g.  26/2 Chitawan   La giornata inizia di prima mattina aprendosi la via nella foresta a dorso di elefante, un momento in cui si vedono molti animali e spesso si riesce ad individuare il rinoceronte bianco. Le esplorazioni proseguono nel corso della giornata; a scelta dei partecipanti si possono eseguire passeggiate guidate nella foresta, dei giri con la jeep, percorsi in canoa e osservazione degli uccelli. 11°g.  27/2 Chitawan - Katmandu – Changu Narayan - Baktapur    Si parte in volo per Katmandu al mattino verso le 10.00 (orario da confermare). Dall’aeroporto si va direttamente a Changu Narayan, un magnifico santuario dedicato a Vishnu posto su un’altura che domina la valle. Dopo la visita ci si reca a Baktapur, dove si alloggia presso l’Hotel Heritage; si inizia a esplorare la cittadina oggi e si completa il tour nella mattina di domani. Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, è la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. 12°g.  28/2 Baktapur – Panauti - Namoboudha   Si lascia Baktapur per recarsi alla vicina Panauti,  una splendida cittadina medioevale; qui nella piazza centrale di Durbar si erge il tempio a pagoda di Indreswor, che risale al XIII secolo, un luogo che è meta di pellegrinaggio per gli induisti. Si prosegue da qui con una bella passeggiata che attraversa diversi villaggi e porta con meno di due ore di cammino a Namoboudha; chi preferisce, può comunque giungere fin qui con il pulmino. Namoboudha è un sito molto panoramico posto a circa 1700 mt da cui si vede il Gauri Shankar, una stupenda montagna sacra del Nepal; è un luogo di pellegrinaggio buddista dove attorno all’importante Chorten si trova un piccolo villaggio e, nei pressi, un bel monastero: secondo la leggenda fu qui che l’Illuminato in una precedente incarnazione donò il suo corpo a una tigre affamata. Si alloggia presso il Kanodanda Resort. 13°g.  1/3 Namoboudha - Patan – Pharping - Katmandu   Ci si sposta in pulmino a Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. A Pharping si ammirano il tempio di Vajrayoghini e il monastero di Pema Osel, presso la grotta degli Asura (titani) dove meditò Guru Padmasambhava. Si torna quindi a Katmandu, dove si alloggia presso l’hotel Vajra. 14°g.  2/3 Katmandu e volo di rientro Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggio ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione dei voli prescelti Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti. 15°g.  Domenica 3 marzo, arrivo a destinazione   Dechen Podrang Patan
BHUTAN e NEPAL 2012: Bhutan occidentale e valle di Katmandu
Periodo: 26 dic - 6 gen
È un percorso ricchissimo che in Nepal permette di incontrare, mentre ci si immerge nella fantastica vivacità e nei colori unici di questo paese, il meglio dell’arte Newari, la tradizione che ha creato alcune tra le forme più belle dell’arte raffigurativa dell’Asia ed è stata la raffinatissima matrice storica dell’iconografia tibetana. In Bhutan si visitano i siti storici principali della regione occidentale: gli stupendi Dzong di Paro, Thimpu, Punakha e Wangdi Phodrang; e luoghi importanti nel mondo culturale bhutanese, tra cui il tempio della fertilità di Chimi e l’immortale ‘Nido della tigre’ di Taktshang, luogo simbolo di questo microcosmo himalaiano. Si godrà così di una intensa esperienza del mondo di Druk Yul, il ‘Paese del Drago Tuonante’.   Nota tecnica In Bhutan e nella valle di Katmandu in dicembre il clima è solitamente secco con il cielo limpido. Si incontrano le temperature in Bhutan a Paro, dove di notte possono raggiungere lo zero termico e di giorno arrivano ad un massimo di 14; il sole è caldo e di giorno si effettuano le visite senza particolari problemi di freddo; sia in Nepal che in Bhutan gli alberghi sono riscaldati. A Katmandu si alloggia presso l’hotel Vajra immerso in un bel giardino ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu. L’hotel è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici. Gli alloggi in Bhutan sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola. Il cibo è valido, in Nepal chi vuole può anche trovare pietanze europee e in Bhutan lo stile è tra l’indiano e l’internazionale con qualche preparazione locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Nepal ed Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Mercoledì 26 dicembre, partenza in volo per il Nepal    2°g.  27/12 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. Nel pomeriggio ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Per le visite nella valle di Katmandu ci avvale di una guida nepalese che parla la lingua italiana e ci si sposta con un pulmino privato. 3°g. 28/12 Katmandu: Durbar, Patan   Ci si reca nel centro storico della città, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Si prosegue per Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. 4°g.  29/12 Katmandu: Budanilkhantal, Pashupatinath, Bodnath   Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si completa il tour di oggi allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione del grande Lama Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. 5°g. 30/4 Katmandu: Baktapur, Changu Narayan   Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cuila Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle. 6°g. 31/12 Katmandu – Paro   Mattina libera. Il volo della Druk Air per Paro parte alle 12.55 con arrivo alle 14.10; è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest e il Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali. Ci si reca subito allo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci, e quindi al Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Dopo un giro del paese ci va in hotel per festeggiare la fine dell’anno. 7°g.  1/1/’13 Paro - Punakha   La giornata inizia con la visita dello dell’eremo di Dzongdraka, che si raggiunge con una breve passeggiata oltre l’omonimo bucolico villaggio dove si trova un interessante Lhakang, seguendo una spettacolare falesia: è uno dei luoghi santi del Bhutan, dove su di una precipitosa parete di roccia si trovano un Chorten e un piccolo monastero che fu luogo di meditazione di alcuni importanti mistici. Si inizia quindi il percorso verso est transitando dai pressi di Thimpu, la capitale,  (circa65 km che richiedono quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di40 km/h - si ha così modo di gustare gli stupendi panorami). Si prosegue il viaggio per Punakha (77 km) attraverso il passo di Dochu, di3166 metri, dove si sosta per il pranzo in un piacevole rifugio. Il passo è contornato da una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano; si vedono migliaia di bandiere di preghiera colorate e 108 Chorten (reliquiari) e si osservano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove con una passeggiata che transita per un bel villaggio ci si reca al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto su di una panoramica collina al centro della bella valle. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite... anche gli stranieri! Dopo la visita si raggiunge in breve tempo l’hotel. 8°g.  2/1 Punakha   Si inizia la giornata con la visita dello Dzong di Punakha, il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede nei sei mesi più freddi dell’anno con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, essendo il clima di questa valle molto mite. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è… nel presente. Nel pomeriggio ci si reca allo Dzong di Wangdi Phodrang, che dista 21 km verso sud; è costruito su di un ripido colle che sovrasta il fiume, con un aspetto austero e ricco d’atmosfera. 9°g.  3/1 Punakha – Paro   Si torna verso ovest risalendo al passo di Dochu e arrivando a Thimpu, il centro amministrativo del Bhutan che sta rapidamente crescendo mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite nella capitale dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi con Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e il grazioso convento femminile. Prima di lasciare Thimpu ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si sistema in hotel. 10°g.  4/1 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Per questa escursione si consiglia di portare con se dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 11°g.  5/1 Paro – Katmandu - e volo di rientro   Il volo per Katmandu parte alle 10.40 con arrivo alle 11.45. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba effettuerà l’eventuale prenotazione del volo per Delhi e predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. 12°g.  Domenica 6 gennaio, arrivo a destinazione  
BHUTAN 2012: Cham di Thimpu Dromce, Wangdi Phodrang, Gasa e Tangbi
Periodo: 22 set - 4 ott
Il viaggio consente così un contatto approfondito con il mondo e la cultura del Bhutan. Si viaggia utilizzando un moderno pulmino, il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto. Gli alberghi sono comodi e puliti in tutte le località con stanze dotate di bagno, lenzuola e acqua calda, tranne a Gasa, dove non esistono strutture ricettive e si trascorrono due notti in campo. Situazione questa da non temere, ma da attendere con gioia: si avranno comode tende da due posti o singole, materassini, assistenti al seguito che si occupano del montaggio e della cucina. I partecipanti devono avere il proprio sacco a pelo, che può eventualmente essere noleggiato in loco, avvisando però prima della partenza. Sono previste due escursioni a piedi, una a Chimi che richiede una breve passeggiata, e una più impegnativa: la salita a Taktshang, dove chi lo desidera con una modica spesa può però noleggiare un cavallo per arrivare su. Nota tecnica Il clima a fine settembre è usualmente secco e le temperature previste a Gasa, il punto più freddo, possono arrivare ad una minima di 10 gradi. Si tenga però presente che in Bhutan può sempre piovere. Si consiglia di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Si ricorda che il viaggio prevede due notti di campo a Gasa, dove non esistono strutture ricettive. L’organizzazione dei campi prevede tende a due posti o singole per chi ha scelto questa opzione, tenda comune per i pasti e tende per i servizi; il campo viene allestito dai nostri assistenti e viene trovato già pronto all’arrivo a Gasa; i pasti vengono preparati da un cuoco professionista. Vengono forniti i materassini ma non il sacco a pelo; chi ne avesse necessità, avvisando per tempo, potrà noleggiarlo localmente.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 22 settembre, partenza in volo per Delhi  Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Jet Airways, Lufthansa, Swissair, KLM o di altre compagnie richieste dai viaggiatori. La maggior parte dei voli arriva a Delhi nelle prime ore del mattino successivo; normalmente si resta quindi nell’area transiti in attesa dell’imbarco per il Bhutan. Se fosse necessario o conveniente per via degli orari del volo prescelto pernottare una notte a Delhi, Amitaba fornisce tutti i servizi necessari. 2°g. 23/9 Delhi – Paro - Thimpu Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 10.50 con arrivo a Paro alle 13.50 (orari da confermare). Arrivando in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano, dal Kanchendzonga al Chomolhari; all’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del paese, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si visitano lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci, e si completa questo primo assaggio dei siti con Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si parte quindi per Thimpu, capitale del Bhutan, un percorso di 65 chilometri che richiede quasi 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. 3°g. 24/9 Thimpu (Dromche) – Wangdi Phodrang A Thimpu presso il grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, oggi si svolgono le danze dell’ultima giornata del Thimpu Dromche, il momento più importante della fase preparatoria per lo Tsechu; tra i diversi festival che si incontreranno, questo è l’evento di natura più formale: dalla balconata dello Dzong assistono l’Abate del Bhutan e spesso dei membri della famiglia reale. Nell’arco della mattina ci si reca anche a visitare il vicino Dechen Phodrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Nel pomeriggio si prosegue il viaggio attraversando verso est il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari). Qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Wangdi Phodrang, che dista in tutto circa 70 km, dove ci si sistema in hotel. 4°g. 25/9 Wangdi Phodrang – Gasa  La giornata inizia prestissimo: l’esposizione del Thongdrol allo Dzong viene eseguita prima del sorgere del sole. Questa grande tanka è molto importante, il nome significa “liberazione con lo sguardo”, e i bhutanesi sentono che osservando questo grande dipinto con la corretta motivazione pongono nella mente i semi che li porteranno ad ottenere sicuramente la liberazione dal ciclo della rinascita condizionata. Dopo che il dipinto è stato issato viene eseguita una colorata cerimonia religiosa e le persone si accalcano per toccare il Thongdrol ricevendo con questo gesto la benedizione e la salvaguardia da parte dei grandi maestri spirituali. In mattinata si raggiunge poi il vicino villaggio dove su di una panoramica collina sorge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang. Fu fondato dal mitico Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si pranza e si prosegue verso nord oltrepassando il meraviglioso Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, dove si entrerà per una visita tornando. Si seguono le acque cristalline del possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada, che per un lungo tratto è sterrata, giungendo allo Dzong di Gasa; si prevede di arrivare in serata e ci sistema in campo. 5°g. 26/9 Gasa  Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si stendono a nord fino al confine col Tibet, includendo il territorio di Laya. Per le festività scendono fin qui folti gruppi di questa popolazione, le cui donne si riconoscono subito dal peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang, dove si svolgono parte delle danze rituali e cerimonie. Il programma degli eventi non è “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale e alloggia presso lo Dzong. Quindi bisogna essere pronti a seguire gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Ma le parti più interessanti sono le cerimonie preliminari con le danza in costume che si tengono al Lhakhang, e in modo particolare la processione con cui viene trasporta la sacra statua di Buddha dal Lhakhang allo Dzong, con canti, balli e un seguito fatto dalle locali autorità e dalla gente. 6°g. 27/9 Gasa – Valle di Punakha  Oggi, se il Lam Nittam da il suo placet come dovrebbe, si svolgono le celebrazioni dell’ultimo giorno dello Tsechu di Gasa, con i riti e le danze più coreografici e la processione. A contorno di questo evento la situazione è molto più ‘paesana’ che non a Thimpu e Wangdue, molte persone colgono l’occasione della festa per fare anche delle sane bevute e non di rado si vedono capannelli di uomini che masticano il betel e giocano a dadi, in un insieme rilassato e tranquillamente gioioso. Nel pomeriggio si parte, procedendo fino al fondovalle, dove si alloggia presso un campo fisso in riva al fiume, un luogo semplice ma secondo noi molto bello e pulito, che è il punto più vicino dove si può alloggiare. 7°g. 28/9 Punakha – Jakar  Si continua lungo il fiume fino allo Dzong di Punakha, che all’andata con la sua bellezza avrà lasciato a tutti l’acquolina in bocca per una visita! Si continua poi fino a Wangdi Phodrang, da dove si prosegue verso est con questo lungo ma bel trasferimento fino al Bumthang, che da Wangdue dista circa 200 km. Risalendo dai 1200 mt del fondovalle si gode del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni; superato il passo del Pele (3390 mt), che segna il punto d’ingresso nelle regioni centrali del Bhutan, si transita da Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Oltrepassata Trongsa si valica il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando oltre la vallata di Chumey a Jakar (2580 mt), dove ci sistema in albergo. 8°g. 29/9 Jakar: Tangbi Mani Oggi sono in corso le rappresentazioni del Tangbi Mani; l’aspetto più eclatante delle rappresentazioni per un visitatore è sicuramente costituito dalla cerimonia del Mecham che si svolge usualmente nella prima giornata (l’orario può variare e si saprà solo in loco, anche se ‘dovrebbe essere’ alle 11 del mattino, ma a volte avviene dopo il calar del sole): viene costruito un grande arco con il legno di pino a cui viene dato fuoco e le persone presenti ci passano sotto correndo, pensando di purificare in questo modo le negatività. Questa forma rituale è tipica della regione del Bumthang. Per via della pericolosità, da qualche tempo i bhutanesi stanno pensando di sostituire l’arco con un falò; per ora non è stato fatto, speriamo che rimandino anche per questa edizione…! Il Tangbi Mani è l'unico Cham del Bhutan a trarre le proprie nobili origini dalla scuola Karmakagyu; questa matrice, difficile da discernere per un osservatore poco preparato, traspare nella rappresentazione che onora ed evoca l’entità di protezione tipica del lignaggio dei Lama Shamar, Gom Bar Ngak. E’ interessante da osservare il rilassato mercatino che si tiene a contorno dell’evento rituale, con le persone che si cimentano anche in diversi giochi d’azzardo e in sane bevute di chang e birra: un ambiente rurale molto lontano dalla formalità degli Tsechu più grandi! La vallata di Jakar offre anche la possibilità di visitare un gran numero di siti importanti; oggi ci si recherà al complesso di Kurjey, considerato uno dei siti più sacri del Bhutan: fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo. Quindi la prossima meta è Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio infatti è uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet; questo sito si dice che sia posizionato sul ginocchio sinistro del demone ed è considerato il più antico del Bhutan in quanto pare sia stato edificato pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 4/10, che sarebbe invece posto sul piede sinistro dell’orchessa. Tempo permettendo, è interessante visitare anche Tamshing, un monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con alcuni affreschi storicamente importanti. 9°g. 30/9 Jakar: escursione a Ura  Nella giornata di oggi la capogruppo valuterà quanto tempo dedicare al Cham di Tangbi Mani, in funzione delle attività che vi si svolgono. Si prevede un’escursione al villaggio di Ura, situato a circa 50 km da Jakar, nella valle più orientale Bumthang. E’ forse il più bello, con tradizionali case di pietra disposte in modo ordinato vicino al Lhakhang. Se saranno presenti in paese, si prevede l’incontro con la famiglia di lignaggio Nyingmapa del Lama di Ura, il cui figlio, sfortunatamente paralizzato, parla ottimo inglese: un’opportunità unica per un colloquio con un detentore di lignaggio spirituale bhutanese. (Nella Galleria Fotografica del Bhutan nella rappresentazione del Cham di Ura Yakchoe si trovano alcune immagini del Lama e del suo nipotino, anche lui ritenuto un piccolo tulku). 10°g. 1/10 Jakar – Paro  Oggi è una lunga giornata di guida, perché si copre tutto il percorso di rientro; i magnifici panorami e la natura pristina faranno da sfondo. Si sosta a Trongsa per la visita dello Dzong, bello e storicamente importante perché è da qui che trae origine l’attuale dinastia reale del Bhutan. Poi da qui a Paro, dove si alloggia in hotel, la distanza è di circa 270 km. 11°g. 2/10 Paro, escursione a Taktshang  A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 12°g. 3/10 Paro - Delhi e volo di rientro Il volo per Delhi parte alle 8.00 con arrivo alle 9.50 (orari da confermare). A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. In serata ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti. 13°g. Giovedì 4 ottobre, arrivo a destinazione   Trongsa Dzong Un cenno sui cham del Bhutan (Per informazioni più dettagliate di consulti la sezione sui Cham) I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. E’ improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.
Bhutan 2012: Misterioso Bumthang
Periodo: 12 ago - 26 ago
Raggiunta Delhi in India ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto bhutanese, e si prosegue per Thimpu, la capitale del Paese, iniziando questo affascinante viaggio con la visita dello Dzong di Trashichhoe, dove si trova anche la sala del trono del re, e si esplorano i molti siti di quella che è di fatto l’unica cittadina del Bhutan. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area, in funzione della durata delle visite precedenti, si potrà effettuare anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti posti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Oltre il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey e Choekhor, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Tornando verso ovest si visitano gli Dzong di Wangdi Phodrang e di Semtokha e, rientrati nella valle di Paro, ci si reca Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza, al celebre Dzong e altri importanti siti, tra cui Ta Dzong, Dungtse e Kyuchu Lhakhang. Si procede quindi verso sud arrivando a Puntsholing, una cittadina di confine dove in pochi metri si “cambia mondo”, con un netto passaggio dal mondo himalaiano del Bhutan al colorato caos dell’India, e si vola da Bagdogra a Delhi. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Domenica 12 agosto, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli KLM, Jet Airways, Lufthansa, Swissair o altre compagnie gradite dai viaggiatori. All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile. 2°g. 13/8 Delhi – Paro - Thimpu Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 12.10 per Paro con arrivo alle 15.00; gli orari possono però variare e vengono confermati a Delhi. Giungendo in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano; Teresa Bianca, l’accompagnatrice, sarà in attesa dei partecipanti all’aeroporto bhutanese. Ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve e il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Arrivati nella cittadina ci si reca direttamente al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 3°g. 14/8 Thimpu Si dedica la giornata alla visita di Thimpu iniziando da Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica e si completano le visite della mattina con il convento femminile. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 4°g. 15/8 Thimpu – Punakha Si sale al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio se ci sarà tempo sufficiente si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 5°g. 16/8 Punakha – Gangte Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano è frequente vedere gli yak che pascolano tranquilli. In questa bellissima natura tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 6°g. 17/8 Gangte – Trongsa Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta a est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un semplice hotel. 7°g. 18/8 Trongsa – Jakar Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache e ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visita il villaggetto di Praker, dove si trova un bel tempio; sistemazione in una buona guest house. 8°g. 19/8 Jakar Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Si visitano Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nell’11° giorno, e sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti), all’antico tempio di Konchogsum ed allo Dzong. Una breve escursione a nord di Jakar consente di visitare anche il tempio di Tangbi, tra le piante e gli orti verdi di un bel villaggio situato su una piana contornata da monti coperti da rigogliose foreste; fondato nel 1470 dal IV Shamar Rimpoce, uno dei Lama principali della scuola tibetana dei Karmakagyu, divenne poi di Pema Lingpa: la catena di metallo esposta all’ingresso del tempio si dice essere stata posta proprio da quest'ultimo quando prese possesso del tempio. 9°g. 20/8 Jakar – Wangdi Phodrang Si vedono due interessanti siti della valle di Chumey, posta tra Jakar e il passo di Yutong: il palazzo di Donkhar e Buli, arricchendo così l’esplorazione del Bumthang. Buli Lhakhang si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Si prosegue quindi per Trongsa e Wangdue; oggi si copre una distanza di quasi 200 km che richiede circa 7 ore di guida, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. Sistemazione in hotel. 10°g. 21/8 Wangdi Phodrang – Paro La giornata inizia con la visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si prosegue quindi il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu, arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove tempo permettendo ci si reca a un prezioso villaggetto, nei cui pressi sul bordo di una falesia rocciosa si trova l’eremo di Dzongdraka, dove la leggenda tramanda essersi fermato Guru Rimpoce. Sistemazione in hotel. 11°g. 22/8 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge a un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 12°g. 23/8 Paro – Puntsholing Dopo la visita di Dungtse Chorten, dello Dzong di Paro e di Ta Dzong, dove si trova un interessante museo, si parte verso sud scendendo verso le pianure indiane; si transita da Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e si prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione in hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 13°g. 24/8 Puntsholing – Bagdogra – Delhi L’aeroporto indiano di Bagdogra dista circa 170 chilometri, ma in pianura si procede molto più velocemente e si impiegano al massimo 5 ore. Il volo per Delhi è nelle prime ore del pomeriggio (l’orario viene confermato a Thimpu). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista fino al momento della partenza. 14°g. Sabato 25 agosto, arrivo a destinazione  
BHUTAN 2012: Festival di Paro e Cham di villaggio
Periodo: 31 mar - 9 apr
Si sarà presenti ai momenti salienti del Cham di Paro, dove si può constatare la forza anche istituzionale del peculiare mondo religioso del Bhutan, con la partecipazione di una vasta folla di persone che sfoggia le proprie vesti tradizionali migliori in un’atmosfera di convivialità, regalando così un magnifico colpo d’occhio sulla vita del paese. La partecipazione a due Cham di villaggio di particolare interesse non presenti nel calendario ufficiale (il secondo fa parte del programma esteso), dove avremo il pregio di essere tra i pochi testimoni esterni, ci permetterà anche un contatto più diretto con l’immaginario e la realtà esoterica di questo straordinario popolo himalaiano. In Bhutan ad aprile la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è di 5 gradi a Paro, mentre qui la massima può essere di 18; il luogo più caldo è Wangdue dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Il viaggio è condotto fino al 9/4 da Christine Harris, profonda conoscitrice della cultura buddista che anima ogni aspetto della vita di questo Paese. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   Estensione Nepal Il programma prevede un’opzione di prosecuzione del viaggio che consente di avere un giorno in più a disposizione in Bhutan, in quanto il volo per Katmandu parte il 9/4; si avrà così la possibilità di utilizzare una giornata per seguire un interessante festival di villaggio e per visitare alcuni siti della valle di Paro raramente toccati dai visitatori. La guida per questa giornata sarà un nostro collaboratore bhutanese che parla la lingua inglese. In Nepal si effettua un’approfondita visita delle parti storiche e dei luoghi legati alla profonda cultura mistica della valle di Katmandu, unita alla visita di caratteristici villaggi dove si incontra lo spirito nepalese più vero; è anche prevista una facile passeggiata in un luogo di incomparabile bellezza, per apprezzare quella che è forse la dimensione più bella offerta da questo stupefacente Paese, un mondo rurale dall’aspetto bucolico incorniciato dagli sfavillanti ghiacciai dell’Himalaia. A Katmandu si alloggia presso l’Hotel Manaslu o presso il Vajra, ben posizionati e che dispongono anche di un bel giardino, a Namoboudha si utilizza un comodo Resort e a Baktapur la Shiva Guest House, anche questa di buona qualità. Gli spostamenti avvengono con un pulmino privato.     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Sabato 31 marzo, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; se in base alla scelta dei voli fosse utile usufruire di servizi a Delhi in andata o nel ritorno (trasferimenti, hotel o altro) Amitaba potrà soddisfare ogni richiesta. 2°g. 1/4 Delhi – Paro - Wangdue Il volo per Paro parte alle 6.35 con arrivo alle 9.25 (orari da confermare). Giunti in Bhutan ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Dopo il pranzo ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si parte quindi per Wangdue (70 km, circa 3 ore di viaggio), valicando il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta a Wangdue (1250 mt), dove ci si sistema in un comodo hotel. 3°g. 2/4 Wangdue Si visita lo Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e ci si immerge in un festival rurale che si svolge in un vicino villaggio, dove si giunge con una stretta mulattiera; i veicoli non sempre riescono ad arrivare fino al tempio, nel qual caso si cammina per un tratto, al massimo circa mezz’ora. 4°g. 3/4 Wangdue – Punakha Si risale per un breve tratto la strada del passo del Dochu e ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’Illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una stupenda scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 5°g. 4/4 Punakha - Thimpu Si torna verso ovest, risalendo al passo di Dochu; prima di arrivare a Thimpu si visita Semtokha Dzong, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. A Thimpu si iniziano le visite dal monastero di Pangri Zampa, posto un poco più a nord della città, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; quindi ci si reca al grazioso convento femminile, al giardino dove si vedono i takin, l’animale eletto a simbolo del Bhutan, e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 6°g. 5/4 Thimpu – Paro Si visita Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Da qui si risale a piedi un crinale che porta in circa mezz’ora di cammino a Wandigtse, un tempio del XV secolo che contiene 8 chorten, una magnifica statua del Buddha e affreschi di mandala. Dopo pranzo si parte per Paro, dove si alloggia in un comodo hotel e si cerca di coricarsi presto. 7°g. 6/4 Paro, il grande Cham Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle solennemente con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. Per chi rientra 8°g. 7/4 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 9°g. 8/4 Paro – Delhi Il volo per Delhi parte alle 11.25 con arrivo alle 12.30 (orari da confermare). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città fino al trasferimento all’aeroporto internazionale per l'imbarco sul volo di rientro. 10°g. Lunedì 9 aprile, arrivo a destinazione Per chi segue l’estensione 8°g. 7/4 Paro, cham rurale ed eremi Ci si reca accompagnati dalla guida bhutanese, che parla la lingua inglese, ad un villaggio dove oggi si svolge un bellissimo Cham rurale, con una processione che si muove a ridosso di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. Nel pomeriggio si raggiunge il Gompa di Iti, un antico tempio con statue ed affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Tabaku Lhakhang, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro si visita Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; se si avrà tempo, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. 9°g. 8/4 Paro, escursione a Taktshang Si svolge quanto previsto dal programma breve del 7/4. 10°g. 9/4 Paro – Katmandu; Patan e Pharping Il volo per Katmandu parte alle 7.00 con scalo a Bagdogra e arrivo alle 8.05 orario nepalese (orari di volo da confermare). A Katmandu è in attesa dei partecipanti il corrispondente nepalese; trasferimento in hotel, al Manaslu o al Vajra. Si incontrano la guida, Gambhir Man Shrestha, e i partecipanti già presenti a Katmandu che seguono il programma ‘Scoprire il Nepal’. Si iniziano le visite da Patan, che è la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. A Pharping, un centro tradizionale newari nei cui pressi si trova il tempio di Dakshikali, si ammirano il tempio di Vajrayoghini ed il monastero di Pema Osel, presso la grotta degli Asura (titani) dove meditò Guru Padmasambhava.     11°g. 10/4 Katmandu – Namoboudha Si inizia la giornata esplorando il centro storico di Katmandu, Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale, la galleria nazionale d’arte e il grande mercato di Indra Chowk. Completate le visite ci si reca a Namoboudha, posto a circa 1700 mt ad est di Katmandu, un sito molto panoramico da cui si vede il mitico Gauri Shankar; è un luogo di pellegrinaggio buddista dove attorno al sacro Chorten si trova un piccolo villaggio e, nei pressi, un bel monastero: secondo la leggenda fu qui che l’Illuminato in una precedente incarnazione donò il suo corpo ad una tigre affamata. Si alloggia presso il Kanodanda Resort (namobuddharesort.com). 12°g. 11/4 Namoboudha – Panauti – Baktapur Una bella passeggiata che attraversa diversi villaggi porta a Panauti con meno di due ore di cammino; chi preferisce, può comunque giungere fin qui con il pulmino. Paunati è una splendida cittadina medioevale, nella piazza centrale di Durbar si erge il tempio a pagoda di Indreswor, che risale al XIII secolo, un luogo che è meta di pellegrinaggio per gli induisti. Nel pomeriggio ci si sposta a Baktapur, dove si alloggia presso la Shiva Guest House (www.shivaguesthouse.com). 13°g. 12/4 Baktapur - Changu Narayan - Katmandu Visita di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle; ci si sposta poi a Katmandu, dove si alloggia presso l’hotel Manaslu o Vajra. 14°g. 13/4 Katmandu: Budhanilkantal, Pashupatinath e Bodanth Ci si reca a Budhanilkantal per ammirare la statua di Vishnu addormentato sul serpente, adagiata in una vasca d’acqua dove i bramini officiano i loro riti. Si prosegue per Pashupatinath, un antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si completa il tour di oggi allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri. Si visitano quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione del grande Lama Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. Alla sera è prevista la cena in un ristorante tipico di Katmandu, il Thamel House o simile, dove si svolge un programma di intrattenimento culturale. 15°g. 14/4 Katmandu e volo di rientro Mattina a disposizione anche per eventuali acquisti; nel pomeriggio ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. 16°g. Domenica 15 aprile, arrivo a destinazione  
BHUTAN 2012: Da Gomkora allo Dzong di Lhuentse
Periodo: 29 mar - 7 apr
Un cenno sui Cham del Bhutan Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Nota tecnica In Bhutan a fine marzo e inizio aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Le temperature previste sono confortevoli, con una possibile minima a Lhuentse, il punto più freddo, che può scendere fino a circa 12 gradi e le massime previste al confine e a Trashigang, dove si può arrivare fino a circa 25 gradi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze quasi sempre dotate di bagno con acqua calda e lenzuola ma si segnala che in queste remote regioni orientali spesso sono piuttosto spartani. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Giovedì 29 marzo, partenza in volo per Delhi Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Lufthansa, Swiss, Jet o di altre compagnie scelte dai viaggiatori; se in base alla scelta dei voli fosse utile usufruire di servizi a Delhi in andata o nel ritorno (trasferimenti, hotel o altro) Amitaba potrà soddisfare ogni richiesta. 2°g. 30/3 Delhi – Guwahati - Samdrup Jongkhar Il volo per Guwahati in Assam parte da Delhi alle 9.50 ed arriva alle 13.35 (orario da confermare), dove sono in attesa del gruppo la guida bhutanese che parla la lingua inglese e il capogruppo italiano che avrà finito di condurre il programma ‘Arunachal e Nagaland’, abbinabile a questo e che parte dall’Italia il 18/3. Si prosegue il viaggio verso il confine del Bhutan, che dista circa 110 km, un percorso che si effettua in circa 3 ore. Superato il confine ci si accomoda nel nostro primo alberghetto bhutanese. 3°g. 31/3 Samdrup Jongkhar – Trashigang La strada per Trashigang serpeggia per 180 km tra valli rigogliose, dove via via che si sale verso le regioni più interne del Bhutan orientale si osserva una lenta metamorfosi delle foreste; si percorrono 180 km in circa 6 ore. Trashigang è un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una locanda (la migliore disponibile, con la maggior parte delle stanze con servizi privati e un ristorante che solitamente è ben apprezzato) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla ripida vallata. 4°g. 1/4 Trashigang – Gomkora (festival) – Tashiyangtse Il tempio di Gomkora è situato a poco più di mezz’ora di guida da Trashigang, lungo la sponda occidentale del possente fiume che fluisce da Tashiyangtse e da Tawang in Arunachal Pradesh; è costruito in un luogo dove secondo la tradizione meditò Guru Rimpoce e vi risiede una piccola comunità di monaci. E’ un sito tranquillissimo tutto l’anno ma per il festival si riempie di persone che giungono dai diversi distretti del Bhutan orientale: si radunano, oltre ai bhutanesi, le genti di Sakten, folti gruppi di Monpa provenienti da Lumla e Tawang in Arunachal Pradesh ed altre etnie minori. Il programma non è sempre fisso, è un evento vivo che di volta in volta presenta delle varianti: nella giornata di oggi si prevedono diverse cerimonie nel tempio ed alcune danze. La gente fa ressa per visitare la fonte d’acqua che si dice sia stata fatta sgorgare dal grande Guru; ma il Cham è anche un’occasione di incontro per i giovani che giungono qui con la speranza di trovare un’anima gemella, se non per la vita, almeno per il festival… Tutti eseguono innumerevoli volte la circumambulazione del sito fino a tarda notte, secondo le regole di una antica tradizione; attorno alla zona sacra vi sono tantissimi banchetti che offrono cibi, birra, chang e merci, oltre ad un gran numero di diversi giochi d’azzardo – che prevedono piccole puntate – a cui i bhutanesi non sanno assolutamente rinunciare: non di rado si vedono anche dei monaci impegnati nelle scommesse! L’insieme è così decisamente folcloristico e vivace, ben diverso da quanto troviamo nelle celebrazioni dei grandi Dzong, che sono molto più formali. Dopo questa prima immersione nel festival si procede proseguendo lungo il fiume alla volta di Tashiyangtse (dista in tutto 52 km da Trashigang) seguendo una strada che offre panorami belli e selvaggi; il tempo di percorrenza è di circa due ore. Si visitano il vecchio Dzong che risale al 1656, situato su di un colle che si erge nel centro della valle prima del paese, che oggi ospita una scuola monastica, il famoso stupa di Chorten Kora costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso, il nuovo Dzong amministrativo ed il tempio di Rinchengang. Si alloggia in una locanda a gestione famigliare, con semplici stanze dotate di servizi.     5°g. 2/4 Tashiyangtse – Gomkora (Thongdrol) – Mongar Si parte presto per tornare a Gomkora: verso le 8 del mattino si svolge infatti la grande cerimonia del Thongdrol, l’esposizione della sacra tanka che è di ottimo auspicio ammirare. Il grande rotolo di tessuto viene portato dal tempio in processione con grande solennità circumambulando il terreno sacro della fonte d’acqua e fino allo spazio delle danze rituali, con un elegante seguito di monaci e dignitari bhutanesi. La grande tanka viene quindi issata e la gente forma una lunghissima coda per poterla toccare mentre iniziano le cerimonie e quindi le danze. Nel pomeriggio si parte per Mongar, seguendo il flusso del vorticoso fiume fino all’imbocco del passo di Kori (2300 mt); lungo la salita si transita dalla Shedra di Ngatshang, una piccola scuola monastica carinissima da visitare, e poco dopo il valico si arriva a Mongar, un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove si trova uno Dzong di costruzione piuttosto recente. Si alloggia in un semplice albergo. 6°g. 3/4 Mongar - Lhuentse - Mongar Da Mongar si prosegue lungo la valle fino al fiume, di cui si risalgono le acque attraverso ripide valli fino allo Dzong di Lhuentse, che dista da Mongar 76 km. E’ uno degli Dzong più isolati del Bhutan, situato in modo spettacolare sopra la vallata, ed anche il villaggio è interessante. Completate le visite si torna a Mongar, dove si visita lo Dzong e si alloggia nel medesimo alberghetto. 7°g. 4/4 Mongar - Drametsi – Trashigang Risaliti al passo del Kori si scende al fiume che fluisce da Gomkora, e si imbocca una stradina sterrata che risale un panoramico spigolo della valle arrivando a Drametsi, che dista 85 km. E’ un villaggio di bellezza archetipa dove si trova anche un importante monastero e scuola di tradizione Nyingmapa ove risiede una vivace comunità di giovani monaci; il luogo ha dato il nome ad una tipica danza Cham, quella dei 16 suonatori di tamburo denominata appunto di ‘Drametsi’, che rievoca la visione che ebbe Kunga Gyeltshen, Lama storico del monastero, del paradiso di Guru Rimpoce, quando gli attendenti del Guru si trasformarono in cento divinità pacifiche e cento divinità terrifiche che ballavano tenendo un tamburo nella mano sinistra. Completate le visite si riparte per Trashigang, che da qui dista 96 km, dove si alloggia nella medesima locanda utilizzata il 31/3. 8°g. 5/4 Trashigang – Samdrup Jongkhar Si ripercorrono le ripide valli che portano fino a Samdrup Jongkhar, godendo una seconda volta degli stupendi panorami; sul percorso si sosta al villaggio di Narphung, abbarbicato tra le ripide selle dei monti. Al confine si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 9°g. 6/4 Samdrup Jonkhar – Guwahati - Delhi Raggiunto l’aeroporto ci si imbarca sul volo per Delhi che parte alle 14.25 con arrivo alle 17.00 (orario da confermare). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città fino al trasferimento all’aeroporto internazionale per l'imbarco sul volo di rientro. 10°g. Sabato 7 aprile, arrivo a destinazione  
BHUTAN trek 2011: Dal Chomolhari a Lingshi e Laya
Periodo: 8 ott - 25 ott
Il sentiero che da Paro conduce al Chomolhari e segue il bordo dell’arco himalaiano verso lo Dzong di Lingshi ed il remoto villaggio di Laya, centro di questa piccola etnia, è tra i più affascinanti in assoluto al mondo. Si cammina ai piedi delle altissime montagne che contornano il confine nord occidentale tra Bhutan e Tibet, una maestosa barriera di monti impenetrabili che ha favorito il mantenimento dell’indipendenza del Paese. Si  valicano una serie di passi spettacolari, ma non tecnici o eccessivamente duri, che offrono panoramiche indimenticabili su una miriade di vette glaciali, dal Jichu Drake allo Tsering Kang. Si incontrano alcuni remotissimi villaggi, abitati da persone di indole ospitale e gentile: tra i più belli, oltre a Lingshi dove si trova anche lo Dzong, ci sono Goyak,  Chebisa e soprattutto Laya, con anche molte aree di pasture d’alta quota come Robluthang. La natura è assolutamente incontaminata, come possiamo trovare solo in Bhutan, dove il rispetto per l’ambiente è parte della cultura di ognuno; spesso lungo i sentieri, oltre ai greggi di yak, si avvistano animali selvatici. E’ la zona del leopardo delle nevi, ma vederli è molto difficile, fino ad oggi uno solo tra gli amici di Amitaba ha avuto questa fortuna. Il trekking si svolge nel periodo dell’anno in cui il clima è ottimale: dopo le piogge, prima delle grandi nevicate e con la prospettiva di cieli sgombri da nubi. Si tenga però sempre presente che ogni valutazione ‘media’ delle condizioni previste non sempre si avvera, bisogna essere attrezzati in modo adeguato ed essere pronti anche al brutto tempo, con temperature notturne che in condizioni sfortunate possono anche sfiorare i -10 gradi. Il cammino richiede 12 giorni, esplora l‘intero arco himalaiano del nord ovest e, giunti a Laya, si piega a sud per lo Dzong di Gasa, dove ora giunge la strada. L’attrezzatura è tutta fornita da Amitaba ad eccezione del sacco a pelo, si utilizzano tende a due posti (chi richiede la singola ne ha a disposizione una solo per se), seguono il gruppo un sirdar e un cuoco professionista, il bagaglio è trasportato coi cavalli, il montaggio dei campi è eseguito dagli assistenti e si dispone di tenda comune per consumare i pasti. Giunti a Paro dall’Italia si utilizza la prima giornata per visitare Taktshang, il “Nido della Tigre”, appollaiato a picco sui monti, che è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese; si effettua così una prima escursione per ‘sgranchirsi’ un poco dopo il viaggio. Se le condizioni e la forma dei partecipanti lo consentono, il trekking può essere seguito anche in soli 11 giorni, lasciando in questo caso del tempo per visitare alcuni interessanti siti.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO NB: i tempi di tappa riportati sono indicativi, riferiti a escursionisti di capacità media 1°g.  Sabato 8 ottobre, partenza in volo per Delhi   2°g.  9/10 Delhi – Paro   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 13.50 con arrivo a Paro alle 16.40 (orari da confermare). Arrivando in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano: dall’Everest e Makalu fino al Kanchendzonga e al Chomolhari; all’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del paese, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; sistemazione in albergo e riposo. 3°g.  10/10 Paro, escursione a Taktshang   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. La salita richiede circa 2 ore ed un poco di più se si esplorano i siti di Machi e Zangtopelri, sui monti sopra il Gompa; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 4°g.  11/10 Paro – Drukyel Dzong (2500 mt) – Shimkarap (3100 mt)   Il trekking inizia da Drukyel Dzong, a nord di Paro, dove sono in attesa dei partecipanti gli assistenti con i cavalli per il trasporto di provviste, materiali e bagaglio personale. Il sentiero all’inizio è largo, come una comoda mulattiera, e segue la valle che resta piuttosto ampia fino al punto di controllo di Shana. Si continua poi per un tratto seguendo il fiume, risalendo le acque spumeggianti nella valle che ora è più ripida, arrivando al primo campo; si percorrono in tutto circa 20 km in circa 6 ore. 5°g.  12/10 Shimkarap – Thangthangkha (3550 mt)   La tappa di oggi continua lungo il fiume attraverso l’ambiente incontaminato delle foreste bhutanesi, si percorrono circa 19 km in circa 6 ore. 6°g. 13/10 Thangthangkha - Jangothang (4000 mt)   Si emerge dalle foreste  arrivando nell’ambiente d’alta quota di Jangothang, al cospetto della grandiosa parete est del Chomolhari; il tramonto e l’alba qui sono particolarmente spettacolari. Anche questa tappa è di circa 19 km, che richiedono circa 5 ore. 7°g.  14/10 Jangothang - Passo di Nyile (4750 mt) – Lingshi (3900 mt)   Si sale gradatamente al passo di Nyle attraverso le pasture d’alta quota, dove gli yak hanno il proprio habitat naturale; in questo tratto è facile avvistare dei branchi di caprioli himalaiani. Le vette del Jichu Drake e dello Tsering Kang sono vicinissime e oltre il passo si ha presto la visuale dello Dzong di Lingshi, che sorge sulla cima di un colle dominando i vasti orizzonti delle valli. Si pone il campo nei pressi; la tappa è di circa 18 km, 6 – 7 ore. 8°g.  15/10 Lingshi - Goyak - Chebisa (3800 mt)   Dopo la visita dello Dzong, che ospita una piccola comunità monastica, si seguono i panoramici costoni che proseguono verso nord e si scende al villaggio di Goyak; oltre un altro costone si arriva alla valle di Chebisa, dove si pone il campo presso il bel villaggio; tappa di 14 km, da 4 a 5 ore. 9°g. 16/10 Chebisa – Colle di Gombu (4300 mt) – Shakshepasa (3900 mt)   Le valli oltre Chebisa diventano ancora più selvagge, e sono virtualmente disabitate: da qui a Laya si incontrano solo pastori che curano dei rari greggi di yak, un mondo dove la natura è signora assoluta. Tappa di 19 km, circa 6 ore. 10°g.  17/10 Shakshepasa - Passo di Jari (4620 mt) – Jholethang (3880 mt) – Robluthang (4080 mt)   Dal passo di Jari si ha un’ultima grandiosa visuale sullo Tsering Kang e il Jichu Drake; a nord del passo con una mezz’oretta di cammino si può salire su di una cima che offre uno dei panorami più spettacolari del percorso. Verso nord emergono le vette ardite di Tiger Mountain, e, attraversata la stupenda vallata di Jholethang che presenta panorami di tipo alpino, si arriva all’alpeggio di Robluthang, dove si pone il campo. La tappa è di circa 16 km, massimo 7 ore. 11°g.  18/10 Robluthang – passo di Sinche (4900 mt) – Lemithang (4050 mt)   Si sale gradatamente al passo di Sinche attraverso tipiche pasture d’alta quota, arrivando al punto più alto del percorso. Oltre il passo, le valli verso nordest sono contornate da una foresta di vette glaciali che le separano dal Tibet, e su tutte domina la possente sagoma di Tiger Mountain. Anche questa regione è virtualmente disabitata; si pone il campo alla base del passo, dove il sentiero piega ora verso est; la tappa è di circa 18 km, massimo 7 ore. 12°g.  19/10 Lemithang – Laya (3700 mt)   Procedendo verso est si incontrano ancora le foreste e presto si arriva al villaggio di Laya, centro principale dell’omonima etnia, un gruppo etnico composto da un migliaio di persone che hanno una propria lingua e costumi; le solide costruzioni in pietra del bel villaggio sono ornate con dipinti colorati che raffigurano simboli di buon auspici di protezione e le donne portano il tipico piccolo copricapo conico di bambù. Si pone il campo nel villaggio; la tappa è di circa 11 km, circa 3 o 4 ore. 13°g.  20/10 Laya   Giornata di riposo e di esplorazione della zona; è un giorno tenuto ‘di riserva’ per recuperare eventuali ritardi di tappa. Il capogruppo potrà valutare se omettere questa sosta e proseguire oggi stesso per Koena: nel qual caso si arriverebbe a Gasa un giorno prima e si farebbe sosta il 22/10 a Punakha, avendo così l’opportunità di visitare lo Dzong e, il giorno successivo, di arrivare a Paro in tempo utile per visitare anche qui lo Dzong e Ta Dzong, dove è alloggiato il museo. 14°g.  21/10 Laya – Koena (3200 mt)   Inizia il percorso verso sud, si segue la profonda valle intagliata tra i monti dove scorre impetuoso il fiume, risalendo a più riprese sui costoni del versante sud. La tappa è di circa 19 km, che richiedono circa 6 ore di cammino. Il campo di Koena è un poco sacrificato, perché il terreno è fangoso e lo spazio disponibile piuttosto angusto; spesso per la notte si preferisce utilizzare l’unica casa che di fatto funge da rifugio. 15°g.  22/10 Koena - Gasa (2700 mt)   Si sale alti sui versanti meridionali della valle, proseguendo sempre verso sud attraverso grandiose foreste. Gasa dista circa 14 km, che richiedono circa 5 ore di cammino. Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si stendono a nord fino al confine col Tibet, includendo il territorio di Laya. Lo Dzong ospita una fiorente comunità monastica ed è interessante da visitare. Si pone qui l’ultimo campo. 16°g.  23/10 Gasa -  Paro   La strada che giunge a Gasa per questa data dovrebbe essere stata completata, se no per arrivare ai mezzi si cammina meno di un’ora. Si prende commiato dalle persone che hanno accompagnato fin qui il gruppo e con i veicoli si segue in discesa il corso del fiume fino allo Dzong di Punakha e proseguendo si valica verso ovest il passo del Dochu arrivando poi a Paro. E’ un percorso piuttosto lungo anche perché nella parte iniziale la strada è sterrata e tortuosa; si prevede così di arrivare a Paro in serata, dove si alloggia in un comodo albergo, il medesimo utilizzato all’andata. 17°g.  24/10 Paro - Delhi   Il volo per Delhi parte alle 7.30 con arrivo alle 9.20 (orari da confermare). A Delhi si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città; in serata ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per l'imbarco sul volo di rientro. 18°g.  Martedì 25 ottobre, arrivo a destinazione
BHUTAN 2011: Festival di Wangdi, Gasa e Tangbi
I cham di Wangdi Phodrang, Gasa Tsechu e Tangbi Mani
Periodo: 2 ott - 15 ott
Questo percorso mette a frutto una conoscenza molto approfondita del paese. I un tempo relativamente breve, ma senza fretta, si ha l’opportunità di visitare i siti principali della parte occidentale del Bhutan: i grandi Dzong di Trashichhoe, Punakha, Wangdue e Paro; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il “Nido della Tigre”, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese, e siti culturalmente importanti come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley; il viaggio si estende anche a luoghi della tradizione spirituale che non sono indicati nelle guide. Si parteciperà a tre stupendi Cham: allo Dzong di Wangdi Phodrang si assiste alla cerimonia dell’esposizione del Thongdrol, il grande dipinto su stoffa che viene issato sull’Utse, il torrione centrale, che è il momento più solenne ed intenso delle celebrazioni di questo Tsechu. Ci si reca quindi a Gasa, un remoto Dzong incastonato tra i monti a nord di Punakha, a cui affluisce la gente dell’etnia Laya che vive isolata nelle valli himalaiane a ridosso del Tibet; qui si vedono interessanti rappresentazioni e si esplora il tradizionale villaggio. Nel Bumthang, la regione centrale cuore della civiltà bhutanese, si partecipa al Tangbi Mani, l’unico Cham della scuola Karmakagyu, intriso di elementi antichissimi, tra cui primeggia per interesse la cerimonia del Mecham, o arco di fuoco. Il viaggio consente così un incontro approfondito con il mondo e la cultura del Bhutan. Si viaggia utilizzando un moderno pulmino, il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto. Gli alberghi sono comodi e puliti in tutte le località con stanze dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda, tranne a Gasa, dove non esistono strutture ricettive e si trascorrono due notti in campo. Situazione questa da non temere, ma da attendere con gioia: si avranno comode tende da due posti o singole, materassini, assistenti al seguito che trasportano il bagaglio personale e si occupano del montaggio e della cucina. I partecipanti devono avere il proprio sacco a pelo, che può eventualmente essere noleggiato in loco, avvisando però prima della partenza. Per raggiungere Gasa potrebbe essere necessario un breve tratto a piedi: la strada attualmente (marzo ’11) termina a circa mezz’ora di cammino dallo Dzong; i nostri amici bhutanesi sostengono che per ottobre sarà terminata – in ogni caso, se non lo fosse, la distanza non è lunga e si possono anche reperire dei docili cavallini per eseguire il tratto. Il fatto che la carrozzabile non sia ancora finita fa si che non ci saranno molti visitatori stranieri ad attendere le festività, un fatto che in futuro è destinato a cambiare. Oltre al possibile tratto a piedi per raggiungere Gasa, sono previste altre piccole escursioni, di cui solo una è impegnativa: la salita a Taktshang, dove si può anche noleggiare un cavallo. Non è un viaggio riservato agli “sportivi”, serve solo una minima forma fisica e la voglia di esplorare questo stupendo Paese! Nota tecnica Il clima ad ottobre è usualmente secco e le temperature previste a Gasa, il punto più freddo, possono arrivare ad una minima di 8 gradi. Si tenga però presente che in Bhutan può sempre piovere. Si consiglia di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Si ricorda che il viaggio prevede due notti di campo a Gasa, dove non esistono strutture ricettive. L’organizzazione dei campi prevede tende a due posti o singole per chi ha scelto questa opzione, tenda comune per i pasti e tende per i servizi; il campo viene allestito dai nostri assistenti e viene trovato già pronto all’arrivo a Gasa; i pasti vengono preparati da un cuoco professionista. Vengono forniti i materassini ma non il sacco a pelo; chi ne avesse necessità, avvisando per tempo, potrà noleggiarlo localmente.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 2 ottobre, partenza in volo per Delhi  Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Jet Airways, Lufthansa, Swissair, KLM o di altre compagnie richieste dai viaggiatori. La maggior parte dei voli arriva a Delhi nelle prime ore del mattino successivo; normalmente si resta quindi nell’area transiti in attesa dell’imbarco per il Bhutan. Se fosse necessario o conveniente per via degli orari del volo prescelto pernottare una notte a Delhi, Amitaba fornisce tutti i servizi necessari che però sono esclusi dal prezzo del viaggio 2°g.  3/10 Delhi – Paro   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 10.20 con arrivo a Paro alle 13.10 (orari da confermare). Arrivando in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano: dall’Everest ed il Makalu fino al Kanchendzonga ed al Chomolhari; all’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del paese, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si visitano lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci, e Ta Dzong, la sovrastante torre di guardia dove si trova un interessante museo, e si completa questo prima assaggio dei siti con Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Sistemazione in albergo. 3°g.  4/10 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.     4°g.  5/10 Paro – Thimpu – Wangdi Phodrang   Si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede quasi 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. A Thimpu si visita il grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si pranza in un ristorante tipico e si prosegue il viaggio attraversando verso est il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari). Qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Wangdi Phodrang, che dista in tutto circa 70 km, dove ci si sistema in hotel. 5°g.  6/10 Wangdi Phodrang – Gasa   La giornata inizia prestissimo: l’esposizione del Thongdrol allo Dzong viene eseguita prima del sorgere del sole. Questa grande tanka è molto importante, il nome significa “liberazione con lo sguardo”, ed i bhutanesi sentono che osservando questo grande dipinto con la corretta motivazione pongono nella mente i semi che li porteranno ad ottenere sicuramente la liberazione dal ciclo della rinascita condizionata. Dopo che il dipinto è stato issato viene eseguita una colorata cerimonia religiosa e le persone si accalcano per toccare il Thongdrol ricevendo con questo gesto la benedizione e la salvaguardia da parte dei grandi maestri spirituali. In mattinata si raggiunge poi il vicino villaggio dove su di una panoramica collina sorge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang. Fu fondato dal mitico Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si pranza al sacco e si prosegue verso nord oltrepassando il meraviglioso Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, dove si entrerà per una visita tornando. Si seguono le acque cristalline del possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada, che per un lungo tratto è sterrata; al momento della redazione del programma i veicoli arrivano a circa mezz’ora di cammino dsallo Dzong; stanti i lavori incorso, per ottobre i bhutanesi sostengono che la strada sarà finita… vedremo! A Gasa, dove si prevede di arrivare in serata, ci sistema in campo. 6°g.  7/10 Gasa   Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, e pur piccolo ed isolato vi trova anche una ben strutturata scuola perché è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si stendono a nord fino al confine col Tibet, includendo il territorio di Laya. Per le festività scendono fin qui folti gruppi di questa popolazione, le cui donne si riconoscono subito al peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang, dove si svolgono parte delle danze rituali e cerimonie. Il programma degli eventi non è “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale ed alloggia presso lo Dzong. Quindi bisogna essere pronti a seguire gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Ma le parti più interessanti sono le cerimonie preliminari con le danza in costume che si tengono al Lhakhang, ed in modo particolare la processione con cui viene trasporta la sacra statua di Buddha dal Lhakhang allo Dzong, con canti, balli ed un seguito fatto dalle locali autorità e dalla gente. 7°g.  8/10 Gasa – Valle di Punakha   Oggi, se il Lam Nittam da il suo placet come dovrebbe,  si svolgono le celebrazioni dell’ultimo giorno dello Tsechu di Gasa, con i riti e le danze più coreografici e la processione. A contorno di questo evento la situazione è molto più ‘paesana’ che non a Wangdue, molte persone colgono l’occasione della festa per fare anche delle sane bevute e non di rado si vedono capannelli di uomini che masticano il betel e giocano a dadi, in un insieme rilassato e tranquillamente gioioso. Nel pomeriggio si parte, procedendo fino al fondovalle, dove si alloggia presso un campo fisso in riva al fiume, un luogo semplice ma secondo noi molto bello e pulito, che è il punto più vicino dove si può alloggiare. 8°g.  9/10 Punakha – Jakar   Si continua lungo il fiume fino allo Dzong di Punakha, che all’andata con la sua bellezza avrà lasciato a tutti l’acquolina in bocca per una visita! Si continua poi fino a Wangdi Phodrang, da dove si prosegue verso est con questo lungo ma bel trasferimento fino al Bumthang, che da Wangdue dista circa 200 km. Risalendo dai 1200 mt del fondovalle si gode del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni; superato il passo del Pele (3390 mt), che segna il punto d’ingresso nelle regioni centrali del Bhutan, si transita da Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Oltrepassata Trongsa si valica il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando oltre la vallata di Chumey a Jakar (2580 mt), dove ci sistema in albergo. 9°g.  10/10 Jakar: Tangbi Mani   Oggi sono in corso le rappresentazioni del Tangbi Mani; l’aspetto più eclatante delle rappresentazioni per un visitatore è sicuramente costituito dalla cerimonia del Mecham che si svolge usualmente nella prima giornata (a volte nel pomeriggio, a volte di notte): viene costruito un grande arco con il legno di pino a cui viene dato fuoco e le persone presenti ci passano sotto correndo, pensando di purificare in questo modo le negatività. Questa forma rituale è tipica della regione del Bumthang. Per via della pericolosità, da qualche tempo i bhutanesi stanno pensando di sostituire l’arco con un falò; per ora non è stato fatto, speriamo che rimandino anche per questa edizione…! Il Tangbi Mani è l'unico Cham del Bhutan a trarre le proprie nobili origini dalla scuola Karmakagyu; questa matrice, difficile da discernere per un osservatore poco preparato, traspare nella rappresentazione che onora ed evoca l’entità di protezione tipica del lignaggio dei Lama Shamar, Gom Bar Ngak. E’ interessante da osservare il rilassato mercatino che si tiene a contorno dell’evento rituale, con le persone che si cimentano anche in diversi giochi d’azzardo e in sane bevute di chang e birra: un ambiente rurale molto lontano dalla formalità degli Tsechu più grandi! La vallata di Jakar offre anche la possibilità di visitare un gran numero di siti importanti; oggi ci si recherà al complesso di Kurjey, considerato uno dei siti più sacri del Bhutan: fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo. Quindi la prossima meta è Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio infatti è uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet; questo sito si dice che sia posizionato sul ginocchio sinistro del demone ed è considerato il più antico del Bhutan in quanto pare sia stato edificato pochi anni prima di Kyuchu, che si visita il 4/10, che sarebbe invece posto sul piede sinistro dell’orchessa. Tempo permettendo, è interessante visitare anche Tamshing, un monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con alcuni affreschi storicamente importanti. 10°g.  11/10 Jakar: escursione a Ura   Nella giornata di oggi il capogruppo valuterà quanto tempo dedicare al Cham di Tangbi Mani, in funzione delle attività che vi si svolgono. Si prevede un’escursione al villaggio di Ura, situato a circa 50 km da Jakar, nella la valle più orientale Bumthang. E’ forse il più bello, con tradizionali case di pietra disposte in modo ordinato vicino al Lhakhang. Se saranno presenti in paese, si prevede l’incontro con la famiglia di lignaggio Nyingmapa del Lama di Ura, il cui figlio, sfortunatamente paralizzato, parla ottimo inglese: un’opportunità unica per un colloquio con un detentore di lignaggio spirituale bhutanese. (Nella Galleria Fotografica del Bhutan nella rappresentazione del Cham di Ura Yakchoe si trovano alcune immagini del Lama e del suo nipotino, anche lui ritenuto un piccolo tulku). 11°g.  12/10 Jakar – Wangdi Phodrang   Inizia il percorso di rientro; si sosta a Trongsa per la visita dello Dzong, bello e storicamente importante perché è da qui che trae oigine l’attuale dinastia reale del Bhutan. A Wangdue sistemazioni n albergo. 12°g.  13/10 Wangdi Phodrang – Paro   Si prosegue il viaggio verso ovest risalendo al passo di Dochu e proseguendo fino alla valle di Paro, dove ci si reca al villaggio di Dzongdraka. Su di una falesia qui si trova uno eremo dove meditò Guru Rimpoce, un luogo santo molto bello da visitare, con diversi edifici ed un grande Chorten bianco lungo il sentierino che segue le ripide rocce. Ci si sposta quindi sul versante opposto della valle per raggiunge il Gompa di Iti, un antico tempio con statue ed affreschi di grande interesse dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Tabaku Lhakhang, anche questo uno dei mitici siti di meditazione del grande Guru, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Si prosegue quindi per il villaggio di Paro e ci si sistema in albergo. 13°g.  14/10 Paro - Delhi   Il volo per Delhi parte alle 7.30 con arrivo alle 9.20 (orari da confermare). A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti, che non sono però compresi nel prezzo del viaggio. 14°g.  Lunedì 15 ottobre, arrivo in Italia
BHUTAN 2011: Misterioso Bumthang
Periodo: 7 ago - 20 ago
L’itinerario tocca i più importanti siti e monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi ed amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, si visitano molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Raggiunta Delhi in India ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto bhutanese, dove si comincia questo affascinante viaggio con la visita di questa cittadina, del suo celebre Dzong e del museo posto nella torre di Ta Dzong giungendo in serata a Thimpu, la capitale del paese, a cui si dedica il giorno successivo per esplorarne i molti siti. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area si effettuerà anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti posti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey e Choekhor, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Tornando verso ovest si visitano gli Dzong di Wangdi Phodrang e di Semtokha e, rientrati a Paro, ci si reca Dzongdraka ed a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza. Si procede quindi verso sud incontrando sul percorso lo Dzong di Chhuka e arrivando a Puntsholing, una cittadina di confine dove in pochi metri si “cambia mondo”, con un netto passaggio dal mondo himalaiano del Bhutan al colorato caos dell’India, e si vola da Bagdogra a Delhi. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.     Domenica 7 agosto, partenza in volo per Delhi 2°g.     8/8 Delhi – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 7.00 per Paro con arrivo alle 9.40; gli orari possono però variare e vengono confermati a Delhi. Arrivando in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano; Christine Harris, l’accompagnatrice, sarà in attesa dei partecipanti all’aeroporto bhutanese. Dopo la visita della cittadina di Paro, dello Dzong e di Ta Dzong, dove si trova un interessante museo, ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 3°g.     9/8 Thimpu   Si dedica la giornata alla visita di Thimpu, iniziando dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi per Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; si completano le visite della mattina con Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi ed ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 4°g.     10/8 Thimpu – Punakha   Si sale al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 5°g.     11/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano pascolano tranquilli gli yak. In questa bellissima natura, tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 6°g.     12/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un semplice hotel. 7°g.     13/8 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache ed ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visitano il monastero di Nyimalung e il villaggetto di Praker, dove si trova un bel tempio; sistemazione in una buona guest house. 8°g.     14/8 Jakar   Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Si visitano Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nell’11° giorno, e sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti) ed allo Dzong. Una breve escursione a nord di Jakar consente di visitare anche il tempio di Tangbi, tra le piante e gli orti verdi di un bel villaggio situato su una piana contornata da monti coperti da rigogliose foreste; fondato nel 1470 dal IV Shamar Rimpoce, uno dei Lama principali della scuola tibetana dei Karmakagyu, divenne poi di Pema Lingpa: la catena di metallo esposta all’ingresso del tempio si dice essere stata posta proprio da quest'ultimo quando prese possesso del tempio. 9°g.     15/8 Jakar – Wangdi Phodrang   Si visitano i siti più interessanti della valle di Chumey: Buli e Tharpaling, arricchendo così l’esplorazione del Bumthang. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in auto: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose ed alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitabha. Si prosegue quindi per Trongsa e Wangdue; oggi si copre una distanza di quasi 200 km che richiede circa 7 ore di guida, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. Sistemazione in hotel. 10°g.  16/8 Wangdi Phodrang – Paro   La giornata inizia con la visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si prosegue quindi il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu, arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si reca ad un prezioso villaggetto, nei cui pressi sul bordo di una falesia rocciosa si trova l’eremo di Dzongdraka, dove la leggenda tramanda essersi fermato Guru Rimpoce. Sistemazione in hotel. 11°g.  17/8 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 12°g.  18/8 Paro – Puntsholing   La strada che porta a sud scendendo verso le pianure indiane transita dal Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione in hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 13°g.  19/8 Puntsholing – Bagdogra – Delhi   L’aeroporto indiano di Bagdogra dista circa 170 chilometri, ma in pianura si procede molto più velocemente e si impiegano al massimo 5 ore. Il volo per Delhi è nelle prime ore del pomeriggio (l’orario viene confermato a Thimpu). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città e cenare. In tarda serata si torna all’aeroporto internazionale per imbarcarsi sul volo di rientro. 14°g.  Sabato 20 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2011: Meraviglie dell'Himalaia
Visita del Bhutan occidentale e della valle di Katmandu
Periodo: 22 apr - 1 mag
È un percorso ricchissimo che in Nepal permette di incontrare, mentre ci si immerge nella fantastica vivacità e nei colori unici di questo paese, il meglio dell’arte Newari, la tradizione che ha creato alcune tra le forme più belle dell’arte raffigurativa dell’Asia ed è stata la raffinatissima matrice storica dell’iconografia tibetana. In Bhutan si visitano i siti storici principali della regione occidentale: gli stupendi Dzong di Paro, Thimpu, Punakha e Semtokha; e luoghi importanti nel mondo culturale bhutanese, dal tempio della fertilità di Chimi all’immortale ‘Nido della tigre’ di Taktshang, luogo simbolo di questo microcosmo himalaiano. Si godrà così di una intensa esperienza del mondo di Druk Yul, il ‘Paese del Drago Tuonante’. Nota tecnica In Bhutan e nella valle di Katmandu in aprile il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Si incontrano le temperature minime a Paro ed a Thimpu, dove di notte si possono avere anche solo 8 - 10 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha dove si può arrivare fino a circa 25 gradi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini. A Katmandu si alloggia presso l’hotel Vajra immerso in un bel giardino ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu. L’hotel è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan; offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici. Gli alloggi in Bhutan sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola. Il cibo è valido, in Nepal chi vuole può anche trovare pietanze europee e in Bhutan lo stile è tra l’indiano e l’internazionale con qualche preparazione locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Nepal ed Bhutan con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.    Venerdì 22 aprile, partenza per Katmandu  2°g.   23/4 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. Nel pomeriggio ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Per le visite nella valle di Katmandu ci avvale di una guida nepalese che parla la lingua italiana e ci si sposta con un pulmino privato. 3°g.    24/4 Katmandu: Pashupatinath, Bodnath e Patan   Si inizia l’esplorazione da Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si prosegue con lo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, tra cui i più importanti sono quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione del grande Lama Dilgo Kyentse Rinpoce, ed il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku. Da Bodnath ci sposta a Patan, una delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. 4°g.    25/4 Katmandu: Baktapur e Durbar   Si dedica la giornata alle altre due capitali della valle iniziando da Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Si rientra a Katmandu dove nel pomeriggio ci si dedica alla visita del centro storico, Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. 5°g.   26/4 Katmandu – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air per Paro parte alle 9.20 con arrivo alle 10.25 (orario da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dall’Everest ed il Makalu fino al Kanchendzonga ed al Chomolhari. Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale del Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si visitano lo Dzong, reso celebra anche dal film giratovi da Bertolucci, e Ta Dzong, la sovrastante torre di guardia dove si trova un interessante museo. Si pranza in un ristorante tipico del paese e ci si reca al Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Ci si trasferisce quindi a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 6°g.   27/4 Thimpu – Punakha   Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi per Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; si completano le visite della mattina con Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, ed il grazioso convento femminile. Dopo pranzo, prima di lasciare Thimpu, ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci; si parte quindi per Punakha (77 km) attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari). Qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si sistema in hotel. 7°g.   28/4 Punakha – Paro   Si inizia la giornata con la visita dello Dzong di Punakha, il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede nei sei mesi più freddi dell’anno con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, essendo il clima di questa valle meno rigido. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è … nel presente. Tornando verso l’imbocco della salita al passo del Dochu ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina al centro della bella valle. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi il rientro verso ovest, risalendo al passo di Dochu, e nei pressi di Thimpu ci si reca a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, ove ci si sistema in hotel. 8°g.    29/4 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. 9°g.    30/4 Paro – Katmandu – Volo di rientro   Il volo della Buddha Air parte per Katmandu alle 11.55 con arrivo alle 12.50 (orario da confermare). In funzione dei voli intercontinentali scelti si proseguirà da Katmandu o ci si recherà prima in volo da qui a Delhi, da dove la scelta dei possibili collegamenti è molto ampia. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba effettuerà l’eventuale prenotazione del volo per Delhi e predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. 10°g. Domenica 1 maggio, arrivo a destinazione
BHUTAN e NEPAL 2011: Gomkora e festival di Paro, la traversata del Druk Yul
Estensione per Katmandu
Periodo: 11 mar - 23 mar
Il viaggio prevede di raggiungere in volo Guwahati da Delhi e di seguire un percorso via terra che attraversa il Bhutan da est ad ovest. Si inizia andando da Samdrup Jonkhar a Trashigang, nell’estremo est, in occasione della ricorrenza di Gomkora, un festival dalle origini arcaiche che conserva le caratteristiche di una celebrazione della fertilità, seppur intessuto negli ultimi secoli da elaborati riti di carattere religioso, una ricorrenza che richiama i diversi gruppi etnici che abitano le aree circostanti. Si sarà presenti nei momenti salienti dell’evento, avendo però anche modo di visitare bene la stessa Trashigang con lo splendido Dzong ed il remoto villaggio di Tashyangtse. Dopo Gomkora inizia il percorso che porta pian piano verso ovest arrivando a Mongar e da qui, oltre l’alto passo del Trumshing, nella regione centrale del Bumthang dove si visitano Ura e Jakar, un villaggio che è il centro amministrativo della regione. Proseguendo si arriva allo Dzong di Trongsa, a Chendebji Chorten e, oltre il passo del Pele, nel Bhutan occidentale, alla grande vallata di Wangdi Phodrang e Punakha, che è considerato il sito storico più bello ed importante del paese. Un ultimo passo porta poi a Thimpu, la capitale, e da qui ci si sposta a Paro, arrivando nel momento saliente del grande Cham, l’evento più celebre del ricco calendario bhutanese. Oltre a questa grandiosa ricorrenza si avrà l’opportunità di partecipare ad un festival di villaggio, di antichissima origine ma fortunatamente non incluso nella lista ufficiale, a cui attendono pochi visitatori stranieri e di visitare alcuni preziosi siti ignorati dal turismo. Nell’ultima giornata si esegue la visita di Taktshang, il famosissimo “nido della tigre”. Si parte quindi in volo da Paro per Katmandu e, chi preferisce, invece di proseguire da qui per l’Italia potrà fermarsi col capogruppo per visitarne i siti più interssanti. Il percorso darà così una grandiosa visione d’insieme del paese: si partecipa a tre eventi del folclore bhutanese, ciascuno con caratteristiche peculiari e molto diversi tra loro, incontrando anche diversi gruppi etnici; si percorrono le diverse regioni del Bhutan, godendo di una natura incontaminata che va dalle foreste tropicali del confine assamese ai boschi di rododendro himalaiano; si vedranno i principali Dzong ed i siti più antichi del paese; e si avrà anche modo di visitare alcuni luoghi pressoché sconosciuti, non inclusi nelle guide turistiche. L’opzione dei giorni a Katmandu offrirà poi un’occasione per vedere, od anche il piacere di rivedere, i luoghi mistici della sua valle ed i siti dove risplende la magnifica arte newari. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Nota tecnica In Bhutan a marzo il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang ed a Paro, dove di notte si possono avere anche solo 5 gradi, mentre le massime previste sono a Trashigang, dove si può arrivare fino a circa 25 gradi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola; nelle regioni orientali sono piuttosto spartani, mentre man mano che ci si sposta verso ovest la qualità migliora. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Venerdì 11 marzo, partenza in volo per Delhi   A Delhi accoglienza in aeroporto da parte del nostro corrispondente locale e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile. 2°g.  12/3 Delhi – Guwahati - Samdrup Jonkhar   Il volo per Guwahati in Assam parte da Delhi alle 10.10 ed arriva alle 13.50 (orario da confermare), dove è in attesa del gruppo la guida bhutanese che parla la lingua inglese. Si prosegue il viaggio verso il confine, che dista circa 110 km, un percorso che si effettua in circa 3 ore. Superato il confine ci si accomoda nel nostro primo alberghetto bhutanese. 3°g.  13/3 Samdrup Jonkhar – Trashigang   La strada per Trashigang serpeggia tra valli rigogliose, dove via via che si sale verso le regioni più interne del Bhutan orientale si osserva una lenta metamorfosi delle foreste; si percorrono 180 km in circa 6 ore. Trashigang è un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una locanda (la migliore disponibile, con la maggior parte delle stanze con servizi privati) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla ripida vallata. 4°g.  14/3 Trashigang – Gomkora (festival) – Tashyangtse   Il tempio di Gomkora è situato a poco più di mezz’ora di guida da Trashigang, lungo la sponda occidentale del possente fiume che fluisce da Tashyangtse e da Tawang in Arunachal Pradesh; è costruito in un luogo dove secondo la tradizione meditò Guru Rimpoce e vi risiede una piccola comunità di monaci. E’ un sito tranquillissimo tutto l’anno ma per il festival si riempie di persone che giungono dai diversi distretti del Bhutan orientale: si radunano, oltre ai bhutanesi, le genti di Sakten, folti gruppi di Monpa provenienti da Lumla e Tawang in Arunachal Pradesh ed altre etnie minori. Il programma non è sempre fisso, è un evento vivo che di volta in volta presenta delle varianti: nella giornata di oggi si prevedono diverse cerimonie nel tempio ed alcune danze. La gente fa ressa per visitare la fonte d’acqua che si dice sia stata fatta sgorgare dal grande Guru; ma il festival è anche un’occasione di incontro per i giovani che giungono qui con la speranza di trovare un’anima gemella, se non per la vita, almeno per il festival… Tutti eseguono innumerevoli volte la circumambulazione del sito fino a tarda notte, secondo le regole di una antica tradizione; attorno alla zona sacra vi sono tantissimi banchetti che offrono cibi, birra, chang e merci, oltre ad un gran numero di diversi giochi d’azzardo – che prevedono piccole puntate – a cui i bhutanesi non sanno assolutamente rinunciare: non di rado si vedono anche dei monaci impegnati nelle scommesse! L’insieme è così decisamente folcloristico e vivace, ben diverso da quanto troviamo nelle grandi celebrazioni dei grandi Dzong, che sono molto più formali. Dopo questa prima immersione nel festival si procede alla volta di Tashyangtse seguendo una strada che offre panorami particolarmente belli e selvaggi, arrivando per il pranzo; il tempo di percorrenza è di circa due ore. Si visitano il vecchio Dzong che risale al 1656, situato su di un colle che si erge nel centro della valle prima del paese, che oggi ospita una scuola monastica, il famoso stupa di Chorten Kora costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso, il nuovo Dzong amministrativo ed il tempio di Rinchengang. Si rientra quindi a Trashigang. 5°g.  15/3 Trashigang – Gomkora (Thongdrol)– Mongar   Si parte presto per tornare a Gomkora: verso le 8 del mattino si svolge infatti la grande cerimonia del Thongdrol, l’esposizione della sacra tanka che è di ottimo auspicio ammirare. Il grande rotolo di tessuto viene portato dal tempio in processione con grande solennità circumambulando il terreno sacro della fonte d’acqua e fino alla spazio delle danze rituali, con un elegante seguito di monaci e dignitari bhutanesi. La grande tanka viene quindi issata e la gente forma una lunghissima coda per poterla toccare mentre iniziano le cerimonie e quindi le danze. Nel pomeriggio si parte per Mongar, seguendo il flusso del vorticoso fiume fino all’imbocco del passo di Kori (2300 mt); lungo la salita si transita dalla Shedra di Ngatshang, una piccola scuola monastica, e poco dopo il valico si arriva a Mongar, un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe, dove si trova uno Dzong di costruzione piuttosto recente. Si alloggia in un semplice albergo. 6°g. 16/3 Mongar – Jakar Jakar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Da Mongar si scende fino al fiume Kuru (650 mt) e da qui ci si inerpica pian piano osservando diversi tipi di ambienti arborei, dalle foreste tropicali ai boschi di rododendri e pini himalaiani, seguendo la strada che in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime fino al passo di Thrumshing. Si arriva a 3750 mt, il punto più alto di tutto il percorso; con il tempo limpido si godono spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo verso il Bumthang si visita il villaggio di Ura, dove risiede la famiglia che detiene un importante lignaggio Nyingmapa e si trova un bel tempio, e, arrivati a Jakar ci si accomoda in un albergo piuttosto semplice ma pulito e caratteristico. 7°g.  17/3 Jakar – Wangdi Phodrang A Jakar si visita Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. Si parte quindi per Trongsa (68 km) attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), dove si trova uno Dzong bello ed importante, il luogo di origine dell’attuale dinastia reale. Si prosegue verso il passo del Pele (3390 mt), da dove si scende fino a Wangdi Phodrang (1250 mt) che dista 129 km. Prima del valico si incontra il bellissimo sito di Chendenbji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in un comodo hotel. 8°g. 18/3 Wangdi Phodrang - Punakha – Paro   Si inizia la giornata risalendo il corso del fiume fino a Punakha (21 km), il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede nei sei mesi più freddi dell’anno con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, essendo il clima di questa valle meno rigido. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è… nel presente. Completata la visita si parte per Thimpu (77 km) attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa verso Thimpu (2320 mt), la capitale, è più breve; ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Dopa la visita si prosegue per Paro, circa due ore di viaggio, dove ci si accomoda in hotel. 9°g.  19/3 Paro, il grande Cham   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni guida la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene posizionata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Si torna quindi in hotel e dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 10°g. 20/3 Paro, cham rurale ed eremi   Ci si reca ad un villaggio dove oggi si svolge un bellissimo Cham rurale, con una processione che si muove a ridosso della falesia dove meditò Guru Padmasambhava. Nel pomeriggio si raggiunge il Gompa di Iti, un antico tempio con statue ed affreschi molto belli dove vivono alcuni giovani monaci; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Tabaku Lhakhang, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Tornati a Paro si visita Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi; se si avrà tempo, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. 11°g. 21/3 Paro, escursione a Taktshang A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Per chi rientra: 12°g. 22/3 Paro – Katmandu – Volo di rientro   Il volo della Druk Air parte per Katmandu alle 11.10 con arrivo alle 12.05 (orario da confermare). Il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari e dal Kanchendzonga fino al Makalu ed all’Everest. In funzione dei voli intercontinentali scelti si proseguirà in volo da Katmandu o ci si recherà prima in volo da qui a Delhi, da dove la scelta dei possibili collegamenti è molto ampia. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba effettuerà l’eventuale prenotazione del volo per Delhi e predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. Il capogruppo saluta i partecipanti che rientrano all’aeroporto di Katmandu. 13°g. Mercoledì 23 marzo, arrivo a destinazione Per chi prosegue: 12°g. 22/3 Paro – Katmandu   Il volo della Druk Air parte per Katmandu alle 11.10 con arrivo alle 12.05 (orario da confermare). Il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari e dal Kanchendzonga fino al Makalu ed all’Everest. All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente nepalese di Amitaba e ci trasferisce presso l’hotel Vajra, immerso in un bel giardino ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu; è costruito nello stile tradizionale Newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan e pitture del maestro tamang Bimal Moktan ed offre diversi servizi inclusi i massaggi ayurvedici. Nel pomeriggio ci si reca a visitare Swayambhu, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Per le visite nella valle di Katmandu ci avvale di una guida nepalese che parla la lingua italiana e ci si sposta con un pulmino privato. 13°g. 23/3 Katmandu: Pashupatinath, Bodanth e Patan   Si inizia l’esplorazione da Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Si prosegue con lo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, tra cui i più importanti sono quello Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione del grande Lama Dilgo Kyentse Rinpoche, ed il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku. Da Bodnath ci sposta a Patan, una delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. 14°g. 24/3 Katmandu: Baktapur, Durbar   Si dedica la giornata alle altre due capitali della valle iniziando da Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Si rientra a Katmandu dove nel pomeriggio ci si dedica alla visita del centro storico, Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. In serata ci si reca presso un ristorante tipico dove si assisterà ad uno spettacolo culturale di musica e danza. 15°g. 25/3 Katmandu e volo di rientro   In funzione dei voli intercontinentali scelti ci si imbarcherà sul volo di rientro da Katmandu o ci si recherà prima in volo a Delhi, da dove la scelta dei possibili collegamenti è molto ampia. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba effettuerà l’eventuale prenotazione del volo per Delhi e predisporrà eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi. 16°g. Sabato 26 marzo, arrivo a destinazione
BHUTAN 2010: Da Paro al Bumthang, i Cham di Jambay e Paker
Avvicinando le profonde radici della cultura di Druk Yul
Periodo: 17 ott - 28 ott
Raggiunto il Bhutan in volo da Delhi si inizia con le visite dello Dzong e del museo di Paro; ci si sposta quindi a Thimpu, la capitale, con il celebre palazzo di Trashichhoe ed altri importanti siti e, valicato il passo del Dochu, ci si reca al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang ed a Punakha. Questo meraviglioso Dzong è il fulcro storico del Bhutan, sorge alla confluenza di due fiumi ed è la sede invernale del corpo monastico e del Je Khempo, l'abate capo del Bhutan. Dopo la visita di Wangdue si prosegue verso il passo del Pele andando ad esplorare la valle di Phobjikha, dove si trovano pasture di bambù nano, di cui van ghiotti gli yak, ed il bel villaggio di Gangte con un grande monastero Nyingmapa. Oltre il passo si giunge a Chendebji ed a Trongsa, un paese immerso tra foreste incontaminate dominato da un imponente Dzong; in questa regione si visita uno dei palazzi della dinastia reale, oggi trasformato in una scuola monastica, ed un bucolico convento femminile. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei siti più antichi delle valli di Chumey e Choekhor e soprattutto nei due festival. Tornando nelle regioni occidentali ci si reca a Semtokha, all’eremo di Tabaku e si conclude questo affascinante itinerario con la visita di Taktshang (il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, il luogo più celebre del Paese), di Drukyel e di Kyuchu Lhakhang, uno splendido tempio che risale all’VIII secolo. Il viaggio prevede di essere in Bumthang quando avvengono i due festival più interessanti della regione, Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu. Durante questi eventi, il cui nome più corretto è ”Cham”,  si assiste ad un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Partecipare ad un Cham offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Alcuni cenni sul Lhakang Drup di Jambay e sullo Tsechu di Paker Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il Lhakang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è anche uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco eseguita nella prima notte del Cham e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio condotta da uomini del villaggio nudi, coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, nel corso delle giornate vengono eseguite molte danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, secondo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa. Il Paker Tsechu è un altro Cham molto interessante, che si svolge nel piccolo cortile del tempio di un villaggio, Paker, e segue le forme tipiche degli Tsechu, un insieme di rappresentazioni che si ispira alla vita di Padmasambhava e ne espone alcuni degli insegnamenti. Parte della trama è dedicata alla purificazione dal demone del male con dei riti che spesso sono inclusi nel contesto del Sha-Na Cham, la danza dei “cappelli neri”. Pur essendo un Cham di villaggio, animato dal tipico folclore bhutanese, la qualità esecutiva è ottima in quanto danzatori, maschere e costumi provengono dal monastero di Nymalung, posto sul monte sopra il villaggio a circa mezz’ora di cammino – il luogo dove trovò rifugio il grande maestro Dilgo Kientsen quando fuggì dal Tibet, noto per la qualità spirituale dei monaci che vi risiedono. Nota tecnica In Bhutan a ottobre la stagione è secca, con cieli solitamente tersi – si tenga però presente che può sempre piovere. Le temperature minime possibili nel viaggio sono a Jakar, dove di notte ci possono essere anche solo 6 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Si trova anche dell’ottima birra di produzione locale, le stellette sono state date in questo caso alla “Red Panda”.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 17 ottobre, partenza per Delhi  Partenza in volo per Delhi; da Delhi si prosegue in transito per Paro. 2°g. 18/10 Delhi – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 10.35 con arrivo a Paro alle 13.15; avvicinandosi al Bhutan dall’aereo si gode di una vista stupenda sull’arco himalaiano, dal Kanchedzonga al Chomolhari, e l’aeroporto è incastonato tra ripidi monti coperti di foreste. All’arrivo (l’altezza qui è di 2300 mt) si viene accolti dalla guida bhutanese che seguirà il viaggio con Ermanno Nerini e ci si reca a visitare il celebre Dzong ed il museo situato a Ta Dzong, una torre che lo sovrasta. Si parte quindi per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede quasi 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per le curve e perché il limite ufficiale è di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. A Thimpu, capitale del Bhutan, si alloggia in un hotel nel centro della cittadina, ben posizionato vicino ai negozietti. 3°g.  19/10 Thimpu   Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, ci si reca poi al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante, ed un convento femminile. Nel pomeriggio ci si reca anche in un centro di produzione artigianale e si completa la giornata con il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci; si segnala che da Dechen Podrang una passeggiata in salita di circa 30 min. porta al tempio di Wandigtse (XV secolo) che contiene 8 Stupa rappresentanti la vita Sakyamuni e degli interessanti  mandala affrescati; nei pressi gravita una piccola comunità Gomchen. 4°g.  20/10 Thimpu – Punakha – Wangdue  Si lascia Thimpu di prima mattina salendo al passo di Dochu (3116 mt), dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten (reliquiari); si consuma la prima colazione nel rifugio panoramico posto nei pressi del passo. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove con una passeggiata di circa 30 min. che transita per un bel villaggio, si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue per lo Dzong di Punakha (1250 mt), che riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan ed a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni ‘50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito, utilizzano Punakha nei mesi più freddi dell’anno. Completata la visita si procede verso Wangdue, dove si visita l’imponente Dzong che si erge sul fiume e ci si sistema in hotel; si percorrono in tutto circa 100 km. 5°g.  21/10 Wangdue – Trongsa   Si prosegue il viaggio risalendo la strada verso est che sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri; giunti sulle creste dei monti con una deviazione verso sud si arriva alla valle di Phobjikha, dove su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso dei Santi bhutanese, che visse nel XV secolo. Rientrati sulla strada principale si prosegue valicando il passo del Pele (3390 mt) e transitando dal Chendebji Chorten. Arrivati a Trongsa (2180 mt) si vista lo Dzong e ci si sistema in hotel. La distanza tra Wangdue e Trongsa è di 129 km. 6°g.  22/10 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della lunga educazione per loro prevista. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita circa 80 giovani monache ed anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte verso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando a Jakar (2580 mt), il villaggio principale della regione dove ci si sistema in una buona guest house. La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km. In serata ci si reca nei pressi del tempio di Jambay per assistere alla cerimonia dell’arco di fuoco, quando la gente del villaggio sfida le fiamme in un allegro rito di purificazione. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione. 7°g.  23/10 Jakar: Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu  Si dedica la giornata alla partecipazione ai due Cham (festival) che si svolgono a Jambay e Paker. Il monastero di Jambay è situato nei pressi di Jakar; Paker è posto all’ingresso della vicina valle di Chumey, a una mezz’ora di guida da Jakar, e si raggiunge con una brevissima passeggiata. Nel corso del soggiorno a Jakar si visiteranno anche il complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti) e lo Dzong. 8°g.  24/10 Jakar – Wangdue Nella mattina si completano le visite e quindi si parte per Wangdue; lungo il percorso si sosta a Chendebji Chorten. Oggi si copre una distanza di quasi 200 km, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. A Wangdue sistemazione in hotel. 9°g.  5/10 Wangdue – Paro  Lasciata Wangdue si risale il passo del Dochu ed oltre il valico si visita lo Dzong di Semtokha, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung. Si prosegue quindi per Paro dove si sale sui bordi della valle al Gompa di Iti, un antico tempio dove vivono alcuni giovani monaci che contiene statue ed affreschi molto belli; da qui con una breve passeggiata (20 min) si raggiunge l’eremo di Takabu Lhakhang, uno dei mitici siti di meditazione di Guru Padmasambhava, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori. Giunti a Paro, se si avrà tempo, con una breve passeggiata ci si reca al bucolico villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. Sistemazione in hotel. 10°g.  26/10 Paro  Escursione al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.). 11°g.  27/10 Paro – Delhi e volo di rientro Il volo per Delhi parte alle 10.35 con arrivo alle 13.15. A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti. 12°g.  Giovedì 28 ottobre, arrivo a destinazione
BHUTAN 2010: Cham di Thimpu e Tangbi Mani
Cultura, siti classici e luoghi sconosciuti
Periodo: 16 set - 28 set
Il percorso tocca tutti i siti irrinunciabili del Bhutan, dal “nido della tigre”, divenuto il simbolo di questo esoterico paese, agli Dzong di Paro, Thimpu, Semtokha, Punakha, Wangdue Phodrang, Trongsa e Jakar, e posti celebri per la bellezza naturale, come la valle di Phobjikha con il Gompa di Gangte. Oltre ai luoghi più noti di celebrata bellezza si avrà modo di godere di un insieme di siti dove raramente si incontrano altri visitatori, recandosi in preziosi templi ed eremi dove si preserva l’essenza della cultura mistica e religiosa che permea questo sorprendente Paese. Nota tecnica In Bhutan nella seconda metà di settembre il clima è mediamente secco ma sono a volte possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 12 gradi, mentre le massime previste sono a Wangdue, dove il massimo stagionale è di circa 27 gradi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Giovedì 16 settembre, partenza per Delhi   2°g. 17/9 Delhi – Paro   Arrivati a Delhi si resta nell’area transiti dell’aeroporto, dove ci si imbarca sul volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, che parte alle 7.00 per Paro con arrivo alle 9.40 (orario da confermare). La parte finale del volo offre una stupenda vista dell’arco himalaiano. A Paro è in attesa dei partecipanti la guida bhutanese; ci si reca in hotel e quindi si iniziano le visite recandosi al Chorten di Dungtse, eretto dal mitico Tamtok Gyalpo, il celebre costruttore di ponti metallici, che nasconde dei dipinti fantastici ed alcune segrete cappelle nella parte interna. Si prosegue con il famoso Dzong e Ta Dzong, dove si trova un interessante museo. Completa la giornata la visita del piccolo villaggio di Drangchok, un bucolico gruppetto di antiche case poste su di un colle dove si trova un antico tempio. 3°g.  18/9 Paro – Thimpu  A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. Nel tardo pomeriggio si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 4°g.  19/9 Thimpu   Oggi presso il grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, è in corso l’ultima giornata di rappresentazioni dello Tsechu, quando si celebra il momento più atteso: la danza delle 8 manifestazioni di Guru Rimpoce. Il cortile delle danze, posizionato a nord delle grandi mura dello Dzong, è attorniato da una folla di persone festose ma attente, agghindate con i propri vestiti tradizionali più belli. Nel tempo che potrà avanzare si visitano alcuni dei siti più interessanti; si avrà poi modo il 25/9 di completare l’esplorazione di Thimpu. Tra i luoghi che si cercherà di toccare oggi vi sono il piccolo convento femminile ed il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 5°g. 20/9 Thimpu – Wangdue   Si parte presto per arrivare con le luci del mattino al passo di Dochu, a 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. Si potrà fare la prima colazione presso il comodo rifugio che è stato aperto recentemente, da dove si gode di un’ottima visuale. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1350 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita ci si sposta verso sud ripercorrendo un tratto della strada, arrivando a Wangdue, dove si alloggia in hotel. Per coronare la giornata con un’ultima visita ci si reca allo Dzong che si erge imponente su di un monte che domina il fiume. 6°g.  21/9 Wangdue – Trongsa   Si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano pascolano tranquilli gli yak. In questa bellissima natura, tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in hotel. 7°g. 22/9 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, dove sono ospitati circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache ed ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Arrivati a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visita il tempio di Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nel 3° giorno, e sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Sistemazione in un semplice albergo. In serata ci si reca con un breve tratto di guida al tempio di Tangbi Lhakhang, fondato nel 1470 dal IV Shamar Rimpoce, dove si svolge la cerimonia del Mecham nell’ambito delle rappresentazioni del Tangbi Mani: viene costruito un grande arco con il legno di pino a cui viene dato fuoco e le persone ci passano sotto correndo, pensando di purificare in questo modo le negatività: un momento di gioiosa eccitazione collettiva. 8°g.  23/9 Jakar   Oggi sono in corso le rappresentazioni del Tangbi Mani. Questo Cham è l'unico in Bhutan a trarre le proprie nobili origini dalla scuola Karmakagyu; questa matrice, difficile da discernere per un osservatore poco preparato, traspare nella rappresentazione che onora ed evoca l’entità di protezione tipica del lignaggio dei Lama Shamar, Gom Bar Ngak. E’ interessante da osservare il rilassato mercatino che si tiene a contorno dell’evento rituale, con le persone che si cimentano anche in diversi giochi d’azzardo e in sane bevute di chang e birra: un ambiente rurale molto lontano dalla formalità che si era incontrata allo Tsechu di Thimpu! Se lo si desidera, con poco più di un’ora di cammino sui monti ad est del tempio si può raggiungere l’eremo di Shok Drag: immerso nella foresta ed appeso ad una sporgenza rocciosa, in una pace primordiale, il luogo emana ancora la forza della presenza di Guru Rimpoce, che, secondo la tradizione orale, fece qui alcuni ritiri di meditazione. Nel corso della giornata ci si reca a visitare due importanti siti: il complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), e Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti). 9°g.  24/9 Jakar – Wangdue   Prima di iniziare il percorso di rientro verso ovest ci si reca per una visita allo Dzong. Lasciata Jakar arrivati nella vallata di Chumey ci si reca a Buli Lhakhang che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min.; è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Si prosegue quindi per Trongsa e Wangdue; oggi si copre una distanza di quasi 200 km che richiede circa 7 ore di guida, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. Sistemazione in hotel. 10°g.  25/9 Wangdue – Thimpu   Si prosegue il viaggio verso ovest risalendo al passo di Dochu, arrivando nei pressi di Thimpu a Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Arrivati a Thimpu si utilizza il tempo disponibile per completare le visite della città e per recarsi al mercato che si svolge al sabato. Tra i siti di maggior interesse ci si reca a Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo ed a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Per chi lo desiderasse, da qui si può risalire a piedi un crinale che porta in circa mezz’ora di cammino a Wandigtse, un tempio del XV secolo che contiene 8 chorten, una magnifica statua del Buddha e affreschi di mandala. Sistemazione in hotel. 11°g.  26/9 Thimpu – Paro  Raggiunta la valle di Paro ci si reca all’eremo di Dzongdraka, che si raggiunge con una breve passeggiata oltre l’omonimo bucolico villaggio dove si trova un interessante Lhakang, seguendo una spettacolare falesia: è uno dei luoghi santi del Bhutan, dove su di una precipitosa parete di roccia si trovano un Chorten ed un piccolo monastero che fu luogo di meditazione di alcuni importanti mistici. Si prosegue lungo la strada che sale attraverso magnifiche foreste dai circa 2300 mt del fondovalle verso il passo che porta a Haa. Arrivati a circa 3300 metri di quota lungo la salita si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. Tornati verso valle ci si sistema in hotel. 12°g.  27/9 Paro – Delhi e volo di rientro  Il volo per Delhi parte alle 10.35 con arrivo alle 13.15 (orario da confermare). A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti. 13°g.  Martedì 28 settembre, arrivo a destinazione
BHUTAN 2010: Misterioso Bumthang
Un approfondito incontro con Druk Yul, il Paese del Drago
Periodo: 8 ago - 21 ago
L’itinerario tocca i più importanti siti e monasteri-fortezza, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi ed amministrativi, dove la gente si reca indossando esclusivamente il costume tradizionale. Oltre ai luoghi più celebri, che costituiscono l’irrinunciabile bagaglio di un viaggiatore, si visitano molti siti fuori dal circuito delle guide turistiche, arrivando ad avere un vero contatto con l’inafferrabile mondo del Bhutan. Raggiunta Delhi in India ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto bhutanese, dove si comincia questo affascinante viaggio con la visita di questa cittadina, del suo celebre Dzong e del museo posto nella torre di Ta Dzong giungendo in serata a Thimpu, la capitale del paese, a cui si dedica il giorno successivo per esplorarne i molti siti. Il percorso verso est inizia valicando il passo del Dochu che porta nella grande valle di Punakha, dove oltre al meraviglioso Dzong si trova il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang; in quest’area si effettuerà anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dalla sorprendente bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche alcuni interessanti siti posti a sud del villaggio: Kuengarapten e il convento di Karma Drubdey. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey e Choekhor, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Tornando verso ovest si visitano gli Dzong di Wangdi Phodrang e di Semtokha e, rientrati a Paro, ci si reca a Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza. Si procede quindi verso sud incontrando sul percorso lo Dzong di Chhuka e arrivando a Puntsholing, una cittadina di confine dove in pochi metri si “cambia mondo”, con un netto passaggio dal mondo himalaiano del Bhutan al colorato caos dell’India, e si vola da Bagdogra a Delhi. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 8 agosto, partenza per Delhi   A Delhi accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile. 2°g.  9/8 Delhi – Paro - Thimpu   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 7.00 per Paro con arrivo alle 9.40; gli orari possono però variare e vengono confermati a Delhi; arrivando in Bhutan dall’aereo si gode una stupenda vista dell’arco himalaiano. Dopo la visita della cittadina di Paro, dello Dzong e di Ta Dzong, dove si trova un interessante museo, ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 km che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 3°g.  10/8 Thimpu   Si dedica la giornata alla visita di Thimpu, iniziando dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi per Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; e si completano le visite della mattina con Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Nel pomeriggio si tiene a disposizione del tempo libero per visite ai negozi ed ai centri di produzione artigianale; ci si reca anche al giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 4°g. 11/8 Thimpu – Punakha   Si sale al passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1350 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 5°g.  12/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 mt del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano pascolano tranquilli gli yak. In questa bellissima natura, tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 6°g.  13/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un semplice hotel. 7°g.  14/8 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache ed ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si visitano il monastero di Nyimalung e il villaggetto di Praker, dove si trova un bel tempio; sistemazione in una buona guest house. 8°g.  15/8 Jakar   Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Si visitano Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, che si visita nell’11° giorno, e sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti) ed allo Dzong. Una breve escursione a nord di Jakar consente di visitare anche il tempio di Tangbi, tra le piante e gli orti verdi di un bel villaggio situato su una piana contornata da monti coperti da rigogliose foreste; fondato nel 1470 dal IV Shamar Rimpoce, uno dei Lama principali della scuola tibetana dei Karmakagyu, divenne poi di Pema Lingpa: la catena di metallo esposta all’ingresso del tempio si dice essere stata posta proprio da quest'ultimo quando prese possesso del tempio. 9°g.  16/8 Jakar – Wangdi Phodrang  Si visitano i siti più interessanti della valle di Chumey: Buli e Tharpaling, arricchendo così l’esplorazione del Bumthang. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in jeep: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose e alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitabha. Si prosegue quindi per Trongsa e Wangdue; oggi si copre una distanza di quasi 200 km che richiede circa 7 ore di guida, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. Sistemazione in hotel. 10°g.  17/8 Wangdi Phodrang – Thimpu   La giornata inizia con la visita dello Dzong di Wangdi Phodrang. Si prosegue quindi il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu, arrivando nei pressi di Thimpu a  Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. Si prosegue quindi per Paro, dove ci si reca ad un prezioso villaggetto che si raggiunge con una breve passeggiata, nei cui pressi sul bordo di una falesia rocciosa si trova l’eremo di Dzongdraka, dove la leggenda tramanda essersi fermato Guru Rimpoce.Sistemazione in hotel. 11°g.  18/8 Paro, escursione a Taktshang   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 12°g.  19/8 Paro – Puntsholing   La strada che porta a sud scendendo verso le pianure indiane transita dal Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 km, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione in hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 13°g.  20/8 Puntsholing – Bagdogra – Delhi   L’aeroporto indiano di Bagdogra dista circa 170 chilometri, ma in pianura si procede molto più velocemente e si impiegano al massimo 5 ore. Il volo per Delhi è nelle prime ore del pomeriggio (l’orario viene confermato a Thimpu). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città e cenare. In tarda serata si torna all’aeroporto internazionale per imbarcarsi sul volo di rientro. 14°g. Sabato 21 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN e INDIA 2010: Gomkora e festival di Paro; estensione: Amritsar (India)
La grande traversata di Druk Yul
Periodo: 21 mar - 2 apr
Si inizia andando da Samdrup Jonkhar a Trashigang, nell’estremo est del Bhutan, in occasione della ricorrenza di Gomkora, un festival dalle origini arcaiche che conserva le caratteristiche di una celebrazione della fertilità, seppur intessuto negli ultimi secoli da elaborati riti di carattere religioso, una ricorrenza che richiama i diversi gruppi etnici che abitano le aree circostanti. Si sarà presenti ai momenti salienti dell’evento, avendo però anche modo di visitare bene la stessa Trashigang ed il remoto villaggio di Tashyangtse. Dopo Gomkora inizia il percorso che porta pian piano verso ovest arrivando a Mongar e da qui, oltre l’alto passo del Trumshing, nella regione centrale del Bumthang, dove si visitano Ura e Jakar, un villaggio che è il centro amministrativo principale. Proseguendo, si arriva allo Dzong di Trongsa, a Chendebji Chorten e, oltre il passo del Pele, nel Bhutan occidentale, giungendo nella grande vallata di Wangdi Phodrang e Punakha, che è considerato il sito storico più bello ed importante del paese. Un ultimo passo porta poi a Thimpu, la capitale, dove si ammirano i siti principali, e da qui ci si sposta a Paro, arrivando nel momento saliente del grande Cham, l’evento più celebre del ricco calendario bhutanese. Oltre a questa grandiosa ricorrenza si avrà l’opportunità di partecipare ad un festival di villaggio, di antichissima origine ma fortunatamente non incluso nella lista ufficiale, a cui attendono pochi visitatori stranieri; o, in alternativa, di eseguire la visita di Taktshang, il famosissimo “nido della tigre”. Si parte quindi in volo da Paro per Delhi. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Nota tecnica In Bhutan a fine marzo il clima è solitamente secco; si tenga comunque presente che ci possono sempre essere delle piogge locali. Si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang ed a Paro, dove di notte si possono avere anche solo 5 gradi, mentre le massime previste sono a Trashigang, dove si può arrivare fino a circa 25 gradi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alloggi sono puliti con stanze dotate di bagno con acqua calda e lenzuola; nelle regioni orientali sono piuttosto spartani, mentre man mano che ci si sposta verso ovest la qualità migliora. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Domenica 21 marzo, partenza per Delhi  All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile. 2°g. 22/3 Delhi – Guwahati - Samdrup Jonkhar  Il volo per Guwahati parte da Delhi alle 10.15 ed arriva alle 12.25 (orario da confermare). Giunti in Assam si prosegue il viaggio verso il confine bhutanese, che dista circa 110 km, un percorso che si effettua in circa 3 ore. Superato il confine ci si accomoda nel nostro primo alberghetto bhutanese. 3°g.  23/3 Samdrup Jonkhar – Trashigang  La strada per Trashigang serpeggia tra valli rigogliose, dove via via che si sale verso le regioni più interne del Bhutan orientale si osserva una lenta metamorfosi delle foreste; si percorrono 180 km in circa 6 ore. Trashigang è un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una locanda (la migliore disponibile, con stanze con servizi privati) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla ripida vallata. 4°g.  24/3 Trashigang – Gomkora (festival) – Tashyangtse  Il tempio di Gomkora è situato a poco più di mezz’ora di guida da Trashigang, lungo la sponda occidentale del possente fiume che fluisce da Tashyangtse e da Tawang in Arunachal Pradesh; è costruito in un luogo dove secondo la tradizione meditò Guru Rimpoce e vi risiede una piccola comunità di monaci. È un sito tranquillissimo tutto l’anno che per il festival si riempie di persone che giungono dai diversi distretti del Bhutan orientale: si radunano, oltre ai bhutanesi, le genti di Sakten, folti gruppi di Monpa provenienti da Lumla e Tawang ed altre etnie minori. Il programma non è sempre fisso, è un evento vivo che di volta in volta presenta delle varianti: nella giornata di oggi si prevedono diverse cerimonie nel tempio, alcune danze in costume e la celebre “danza dello yak”. La gente fa ressa per visitare la fonte d’acqua che si dice sia stata fatta sgorgare dal grande Guru; ma il festival è anche un’occasione di incontro per i giovani, che giungono qui con la speranza di trovare un’anima gemella, se non per la vita, almeno per il festival… Tutti eseguono innumerevoli volte la circumambulazione del sito, fino a tarda notte, secondo le regole di una antica tradizione; attorno alla zona sacra vi sono tantissimi banchetti che offrono cibi, birra, chang e merci, oltre ad un gran numero di diversi giochi d’azzardo – che prevedono piccole puntate – a cui i bhutanesi non sanno assolutamente rinunciare: non di rado si vedono anche i monaci impegnati nelle scommesse! L’insieme è così molto folcloristico e vivace, ben diverso da quanto troviamo nelle grandi celebrazioni dei grandi Dzong, che sono molto più formali. Nel primo pomeriggio si procede alla volta di Tashyangtse, seguendo una strada che offre panorami particolarmente belli e selvaggi; il tempo di percorrenza è di circa due ore. Si visitano il vecchio Dzong che risale al 1656, situato su di un colle che si erge nel centro della valle prima del paese, che oggi ospita una scuola monastica, il famoso stupa di Chorten Kora costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso,  il nuovo Dzong amministrativo ed il tempio di Rinchengang. Ci si accomoda in una locanda, la migliore disponibile; sempre con stanze dotate di servizi. 5°g.  25/3 Tashyangtse – Gomkora (Thongdrol) – Mongar Si parte presto per tornare a Gomkora: verso le 8 del mattino si svolge infatti la grande cerimonia del Thongdrol, l’esposizione della sacra tanka che è di ottimo auspicio ammirare. Seguono poi varie rappresentazioni di danze in costume e maschere, di cui la più importante rappresenta le otto manifestazioni di Guru Rimpoce. Nel pomeriggio si parte per Mongar, seguendo il flusso del vorticoso fiume fino all’imbocco del passo di Kori (2300 mt); lungo la salita si transita dalla Shedra di Ngatshang, una piccola scuola monastica, e poco dopo il valico si arriva a Mongar, un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe dove si trova uno Dzong di costruzione piuttosto recente. Si alloggia in un semplice albergo. 6°g.  26/3 Mongar – Jakar  Jakar dista quasi 200 km, un tragitto che richiede circa 7 ore. Da Mongar si scende fino al fiume Kuru (650 mt) e da qui ci si inerpica pian piano osservando diversi tipi di ambienti arborei, dalle foreste tropicali ai boschi di rododendri e pini himalaiani, seguendo la strada che in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime fino al passo di Thrumshing. Si arriva a 3750 mt, il punto più alto di tutto il percorso; con il tempo limpido si godono spettacolari visioni della catena himalaiana dell’est del Bhutan. Scendendo verso il Bumthang si visita il villaggio di Ura, dove si trova un bel tempio, e, arrivati a Jakar ci si accomoda in albergo, piuttosto semplice ma pulito e caratteristico. A Jakar si visita Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. Se si avrà tempo sufficiente ci si reca poi a Kurjey ed a Tamshing. 7°g.  27/3 Jakar – Wangdi Phodrang  Visita dello Dzong di Jakar e partenza per Trongsa (68 km) attraverso il passo dello Yotong (3425 mt), dove si trova uno Dzong bello ed importante, il luogo di origine dell’attuale dinastia reale. Si prosegue quindi verso il passo del Pele (3390 mt), da dove si scende fino a Wangdi Phodrang (1250 mt), che dista 129 km. Prima del valico si incontra il bellissimo sito di Chendenbji Chorten, una candida costruzione in stile nepalese immersa nelle foreste, edificata da un Lama nel XVIII secolo per imprigionare il demone che aveva reso intransitabile la regione. A Wangdue sistemazione in un comodo hotel. 8°g.  28/3 Wangdi Phodrang - Punakha – Thimpu  Si inizia la giornata con la visita dello Dzong e si prosegue quindi risalendo il corso del fiume fino a Punakha (21 km), il sito più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, essendo il clima di questa valle meno rigido. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra nella qualità dei restauri fatti nel tempio principale, danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici; l’antica arte iconografica qui è … nel presente. Completata la visita si parte per Thimpu (77 km) attraverso il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa verso Thimpu (2320 mt) è più breve e presto si arriva nella cittadina, capitale del Bhutan, dove ci si accomoda in un hotel del centro, ben posizionato anche per visitare i negozietti nei dintorni. Per completare questa bella giornata, chi vuole può recarsi col capogruppo al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra l’abitato, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 9°g.  29/3 Thimpu – Paro  Ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si proseguono le visite andando a Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, ed a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Si parte quindi per Paro, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore. Nella vallata di Paro con una breve deviazione si raggiunge il monastero di Itica e da qui in circa mezz’ora a piedi si arriva all'eremo di Takabu Lhakhang, attribuito a Guru Rimpoce, dove risiede una piccola comunità. Giunti a Paro ci si sistema in hotel. 10°g.  30/3 Paro, il grande Cham  Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che al suono dei corni conduce la processione che porta a spalle solennemente e con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 11°g.  31/3 Paro, Cham di villaggio o Taktshang  Per la giornata di oggi i partecipanti potranno scegliere tra due diversi programmi. Il primo prevede di recarsi ad un villaggio dove oggi si svolge un bellissimo Cham rurale, con una processione che si muove a ridosso di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. Si utilizza il resto della giornata percorrendo la strada per Haa, che sale attraverso magnifiche foreste dai 2300 mt del fondovalle a circa 3300 metri, dove si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. Rientrati a Paro con una breve passeggiata si raggiunge il villaggetto di Drangchok, dove si trova un antico tempio. La seconda opzione conduce a nord di Paro dove si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Per i più allenati è possibile andare anche all’eremo di Machi Phuk ed al tempio di Zangtopelri. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita, come per Jambay Lhakhang a Jakar, al re tibetano Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet. Per chi rientra 12°g.  1/4 Paro – Delhi  Il volo per Delhi parte alle 8.00 con arrivo alle 10.00 (orario da confermare). Il volo è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano dal Chomolhari e dal Kanchendzonga fino al Makalu ed all’Everest. A destinazione si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale per il volo di rientro. 13°g.  Venerdì 2 aprile, arrivo a destinazione Per chi prosegue 12°g. 1/4 Paro – Delhi – Amritsar  Giunti a Delhi si ha a disposizione un veicolo con autista per una visita della città ed alle 16.30 si prende il treno per Amritsar, utilizzando carrozze con aria condizionata. L’arrivo è previsto alle 22.35; si alloggia presso l’hotel Ritz. 13°g. 2/4 Amritsar  Visita delle cittadina; si trascorre la gran parte del tempo al grandioso Tempio d’Oro, il centro principale della religione Sikh, un sito famoso per la sublime atmosfera di pura spiritualità che lo pervade, con la dolce salmodia del Guru Grant che sembra sospesa alle acque del laghetto interno. Alla sera si assisterà alla cerimonia della chiusura del confine col Pakistan a Wagha, un evento che ha assunto tutte le connotazioni del folclore indiano. 14°g.  3/4 Amritsar – Delhi  Il treno per Delhi parte alle 5.10 del mattino con arrivo alle 11.15. Se si preferisce è possibile arrivare a Delhi in aereo, nel qual caso il costo (massimo € 120) va pagato come extra. A Delhi si ha a disposizione un veicolo con autista per completare le visite della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale .per il volo di rientro 15°g.  Domenica 4 aprile, arrivo a destinazione
BHUTAN 2009: Da Paro al Bumthang, Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu
Druk Yul, un mondo da scoprire
Periodo: 27 ott - 7 nov
Raggiunto il Bhutan in volo da Delhi si inizia con le visite di Paro, di Taktshang (il "nido della tigre" di Guru Rimpoce), di Drukyel e di Kyuchu Lhakhang, uno splendido tempio che risale all’VIII secolo. Ci si sposta quindi a Thimpu, la capitale, con il celebre palazzo di Trashichhoe ed altri importanti siti e, valicato il passo del Dochu, ci si reca al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang ed a Punakha. Questo meraviglioso Dzong è il fulcro storico del Bhutan, sorge alla confluenza di due fiumi ed è la sede invernale del corpo monastico e del Je Khempo, l'abate capo del Bhutan. Dopo la visita di Wangdue si prosegue verso il passo del Pele andando ad esplorare la valle di Phobjikha, dove si trovano pasture di bambù nano, di cui van ghiotti gli yak, ed il bel villaggio di Gangte con un grande monastero Nyingmapa. Oltre il passo si giunge a Chendebji ed a Trongsa, un paese immerso tra foreste incontaminate dominato da un imponente Dzong; in questa regione si visita uno dei palazzi della dinastia reale, oggi trasformato in una scuola monastica, e un bucolico convento femminile. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei siti più antichi delle valli di Chumey e Choekhor e soprattutto nei due festival. Tornando nelle regioni occidentali ci si reca a Semtokha, all’eremo di Dzongdraka ed a Thimpu si vedono alcune botteghe artigiane. Il viaggio prevede di essere in Bumthang quando avvengono i due festival più interessanti della regione, Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu. Durante questi eventi, il cui nome più corretto è ”Cham”,  si assiste ad un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Partecipare ad un Cham offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Alcuni cenni sul Lhakang Drup di Jambay e sullo Tsechu di Paker Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il Lhakang Drup di Jambay risale all’VIII secolo, quando fu fondato il tempio, uno dei più antichi siti buddisti del Bhutan, che è anche uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato da alcuni riti: la corsa della gente sotto ad un grande arco di fuoco eseguita nella prima notte del Cham e la danza notturna che si svolge attorno ad un fuoco nel cortile del tempio condotta da uomini del villaggio nudi, coperti solo da una sciarpa bianca sul volto, un rituale questo che viene svolto unicamente a Jambay. Oltre a queste esibizioni piuttosto rare, nel corso delle giornate vengono eseguite molte danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, seguendo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa. Il Paker Tsechu è un altro Cham molto interessante, che si svolge nel piccolo cortile del tempio di un villaggio, Paker, e segue le forme tipiche degli Tsechu, un insieme di rappresentazioni che si ispira alla vita di Padmasambhava e ne espone alcuni degli insegnamenti. Parte della trama è dedicata alla purificazione dal demone del male con dei riti che spesso sono inclusi nel contesto del Sha-Na Cham, la danza dei “cappelli neri”. Pur essendo un Cham di villaggio, animato dal tipico folclore bhutanese, la qualità esecutiva è ottima in quanto danzatori, maschere e costumi provengono dal monastero di Nymalung, posto sul monte sopra il villaggio a circa mezz’ora di cammino – il luogo dove trovò rifugio il grande maestro Dilgo Kientsen quando fuggì dal Tibet, noto per la qualità spirituale dei monaci che vi risiedono. Nota tecnica In Bhutan a ottobre la stagione è secca, con cieli solitamente tersi – si tenga però presente che in Bhutan può sempre piovere. Le temperature minime possibili nel viaggio sono a Jakar, dove di notte ci possono essere anche solo 6 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Si trova anche dell’ottima birra di produzione locale, le stellette sono state date in questo caso alla “Red Panda”.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 27 ottobre, partenza per Delhi   Partenza in volo per Delhi; Amitaba utilizza voli Luftansa, Swiss o altre compagnie scelte dai viaggiatori. A Delhi, dove molti voli intercontinentali giungono nelle prime ore del mattino, è previsto di proseguire in transito per Paro. E’ anche possibile pernottare a Delhi, nel qual caso il corrispondente locale di Amitaba accoglie i viaggiatori all’arrivo e si occupa di quanto necessario fino alla ripartenza per Paro. 2°g.  28/10 Delhi - Paro   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte da Delhi alle 10.50 con arrivo a Paro alle 13.35; avvicinandosi al Bhutan dall’aereo si gode di una vista stupenda sull’arco himalaiano, dal Kanchedzonga al Chomolhari, e l’aeroporto è incastonato tra ripidi monti coperti di foreste. All’arrivo (l’altezza qui è di 2300 mt) si viene accolti dalla guida bhutanese che seguirà il viaggio; ci si sistema in hotel e si dedica il pomeriggio alla visita dello Dzong di Paro e del museo situato a Ta Dzong, una torre che lo sovrasta. Completa la giornata una breve passeggiata (c.a. 30 min.) al villaggio di Drangchok, dove si trova un antico tempio. 3°g. 29/10 Paro  Escursione al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.). 4°g. 30/10 Paro – Thimpu   Ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. A Thimpu, capitale del Bhutan, si alloggia in un hotel nel centro della cittadina. Si iniziano le visite dal grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, ci si reca poi al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo, quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante; si completa la giornata con il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 5°g. 31/10 Thimpu – Punakha – Wangdue   Si lascia Thimpu salendo alpasso di Dochu (3116 mt), dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten (reliquiari). La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove con una passeggiata di circa 30 min. che transita per un bel villaggio si raggiunge il tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue per lo Dzong di Punakha (1250 mt), che riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan ed a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni ‘50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito utilizzano Punakha nei mesi più freddi dell’anno. Completata la visita si procede verso Wangdue, dove si visita l’imponente Dzong e ci si sistema in hotel; si percorrono in tutto circa 100 km. 6°g.  1/11 Wangdue – Trongsa   Si prosegue il viaggio risalendo la strada verso est che sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri; giunti sulle creste dei monti con una deviazione verso sud si arriva alla valle di Phobjikha, dove su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso dei Santi bhutanese, che visse nel XV secolo. Rientrati sulla strada principale si prosegue valicando il passo del Pele (3390 mt) e transitando dal Chendebji Chorten. Arrivati a Trongsa (2180 mt) si vista lo Dzong e ci si sistema in un semplice hotel. La distanza tra Wangdue e Trongsa è di 129 km. 7°g. 2/11 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del I e II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della lunga educazione per loro prevista. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita circa 80 giovani monache ed anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte verso il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, arrivando a Jakar (2580 mt), il villaggio principale della regione dove ci si sistema in una buona guest house. La distanza tra Trongsa e Jakar è di 68 km. In serata ci si reca nei pressi del tempio di Jambay per assistere alla cerimonia dell’arco di fuoco, quando la gente del villaggio sfida le fiamme in un allegro rito di purificazione. Per chi è interessato, durante la notte nel cortile interno di Jambay Lhakhang si può assistere alle danze rituali svolte dagli uomini del villaggio che si muovono nudi attorno ad un fuoco, seguendo i dettami delle antiche tradizioni sciamaniche della regione. 8°g.  3/11 Jakar: Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu  Si dedica la giornata alla partecipazione ai due Cham (festival) che si svolgono a Jambay e Paker. Il monastero di Jambay è situato nei pressi di Jakar; Paker è posto all’ingresso della vicina valle di Chumey, a una mezz’ora di guida da Jakar, e si raggiunge con una brevissima passeggiata. Nel corso del soggiorno a Jakar si visiteranno anche il complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti) e lo Dzong. 9°g.  4/11 Jakar – Wangdue   Nella mattina si completano le visite e quindi si parte per Wangdue; lungo il percorso si sosta a Chendebji Chorten. Oggi si copre una distanza di quasi 200 km, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. A Wangdue sistemazione in hotel. 10°g.  5/11 Wangdue – Paro   Lasciata Wangdue si risale il passo del Dochu; prima di Thimpu si visita lo Dzong di Semtokha, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung. In città si sosta per il pranzo e si visitano alcune botteghe artigiane. Si prosegue quindi per Paro, dove prima di andare in hotel ci si reca ad un prezioso villaggetto che si raggiunge con una breve passeggiata, nei cui pressi sul bordo di una falesia rocciosa si trova l’eremo di Dzongdraka, dove la leggenda tramanda essersi fermato Guru Rimpoce. 11°g.  6/11 Paro – Delhi e volo di rientro   Il volo per Delhi parte alle 8.00 con arrivo alle 10.00. A destinazione si avrà a disposizione un veicolo con autista per una visita della città. Dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli di rientro parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino. Chi preferisce può fermarsi a Delhi più a lungo, e Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti. Sabato 7 novembre, arrivo a destinazione
BHUTAN 2009: I grandi Cham del Bhutan
Thimpu Drupchen, Wangdi Phodrang e Gasa Tsechu
Periodo: 22 set - 5 ott
Il tour porta ai grandi Dzong di Trashichhoe, Punakha, Wangdue e Paro; alcuni dei templi più belli, di cui Taktshang, il “Nido della Tigre”, è divenuto il luogo simbolo di questo esoterico paese, e siti culturalmente importanti come il tempio della fertilità fondato da Drukpa Kunley; il viaggio si estende anche a luoghi sconosciuti della tradizione mistica, non indicati nelle guide. Si parteciperà a tre stupendi Cham: a Thimpu si seguono le rappresentazioni del Drupchen, il momento preliminare dello Tsechu che si tiene allo Trashichhoe Dzong, il cuore pulsante del Paese dove si trovano la sala del trono, gli uffici dei ministri e la sede estiva del Je Khempo, l’abate dei Drukpakagyu bhutanesi, massima autorità religiosa del paese. Le danze rituali vengono svolte dai monaci del Je Khempo, una sorta di elite monastica, e sono di eccellente qualità. Allo Dzong di Wangdue Phodrang si assisterà alla cerimonia dell’esposizione del Thongdrol, il grande dipinto su stoffa che viene issato sull’Utse, il torrione centrale, che è il momento più solenne ed intenso delle celebrazioni di questo Tsechu. Ci si reca infine al Cham che di Gasa, un remoto Dzong incastonato tra i monti a nord di Punakha che si raggiunge con circa un’ora e mezza di cammino, dove si trascorrerà un’interessante giornata tra le rappresentazioni e l’esplorazione del villaggio. Questo Cham èuestQ anche un’ottima opportunità per incontrare le persone dell’etnia Laya, che vive isolata nelle valli himalaiane a ridosso del Tibet. Il viaggio consente così un incontro approfondito con il mondo e la cultura del Bhutan. Si viaggia utilizzando un moderno pulmino, il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto. Gli alberghi sono comodi e puliti in tutte le località con stanze dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda, tranne a Gasa, dove non esistono strutture ricettive e si trascorrono due notti in campo. Situazione questa da non temere, ma da attendere con gioia: si avranno comode tende da due o singole, materassini, assistenti al seguito che trasportano il bagaglio personale e si occupano del montaggio e della cucina. I partecipanti devono avere il proprio sacco a pelo, che può eventualmente essere noleggiato in loco, avvisando però prima della partenza. Oltre al tratto a piedi per raggiungere Gasa, sono previste altre piccole escursioni, di cui le più impegnative sono la salita a Taktshang, dove si può anche noleggiare un cavallo, e all’eremo di Chile, di circa 45 min. Non è un viaggio riservato agli “sportivi”, serve solo una minima forma fisica e la voglia di esplorare questo stupendo Paese! Nota tecnica Il clima tra fine settembre ed inizio ottobre è già secco e le temperature previste a Gasa, il punto più freddo, possono arrivare ad una minima di 8 gradi. Si tenga però presente che in Bhutan può sempre piovere. Si consiglia di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Martedì 22 settembre, partenza per Katmandu    2°g.  25/9 Arrivo a Katmandu     Arrivo e trasferimento all’Hotel Vajra. Immerso in un bel giardino ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, l’hotel è costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan ed è dotato di piacevoli spazi comuni. 3°g.  24/9 Katmandu: Bhaktapur, Patan e Durbar   Le visite previste oggi iniziano dalla città di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; delle tre antiche capitali della valle di Katmandu è quella preservata meglio. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Ci si reca quindi a Patan, la più antica delle tre capitali, dove la piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. Si completano le visite recandosi al centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la Galleria Nazionale d’arte; ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. 4°g.  25/9 Katmandu – Paro   Il volo per Paro parte al mattino; l’orario esatto viene confermato a Katmandu. Dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan ci si accomoda in hotel a Paro e si iniziano le visite, recandosi allo Dzong ed a Ta Dzong, dove è collocato un interessante museo. 5°g.  26/9 Paro – Thimpu   Ci si reca a visitare una scuola monastica sui monti della valle, da dove si gode una bella visuale su Paro. Tornati, si prosegue recandosi ad un tempio da cui ci reca a piedi in una ventina di minuti ad un piccolo eremo, che la tradizione locale tramanda essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Dopo pranzo si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. A Thimpu si alloggia in un hotel nel centro, ben posizionato anche per curiosare tra i negozietti. Si completa la giornata con la visita dell’antico tempio di Changangkha Lhakhang, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 6°g.  27/9 Thimpu – Wangdi   Oggi si svolge il Thimpu Drupchen; si segue la manifestazione per tutta la mattina. Dopo il pranzo si parte per Wangdue (70 km, circa 3 ore di viaggio), valicando il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta a Wangdue (1250 mt), dove ci si sistema in un comodo hotel. 7°g.  28/9 Wangdi – Punakha – Gasa   La giornata inizia prestissimo: l’esposizione del Thongdrol allo Dzong viene eseguita prima del sorgere del sole. Questa grande tanka è molto importante, il nome significa “liberazione con lo sguardo”, ed i bhutanesi sentono che osservando questo grande dipinto con la corretta motivazione pongono nella mente i semi che li porteranno ad ottenere sicuramente la liberazione dal ciclo della rinascita condizionata. Dopo che il dipinto è stato issato viene eseguita una colorata cerimonia religiosa e le persone si accalcano per toccare il Thongdrol ricevendo con questo gesto la benedizione e la salvaguardia da parte dei grandi maestri spirituali. In mattinata si parte poi per Punakha, circa 20 chilometri più a nord lungo la stessa valle, il cui Dzong è il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Dopo pranzo si prosegue sempre verso nord, risalendo le acque cristalline di un possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada, che per un lungo tratto è sterrata; a breve distanza vi sono delle acque termali: chi lo desidera può recarvisi a fare un bagno. Da qui si prosegue a piedi lungo il sentiero che porta allo Dzong di Gasa, a 2700 mt di quota, dove ci si sistema in campo. 8°g.  29/9 Gasa   Oggi si svolgono le celebrazioni dell’ultimo giorno dello Tsechu, con i riti e le danze più coreografici. A contorno di questo evento la situazione è molto più ‘paesana’ che non a Thimpu od anche a Wangdue, molte persone colgono l’occasione della festa per fare anche delle sane bevute e non di rado si vedono capannelli di uomini che masticano il betel e giocano a dadi, in un insieme rilassato e tranquillamente gioioso. Si incontrano molti gruppi di Layapa, giunti fin qui per la ricorrenza dalle loro remote valli, le cui donne portano il caratteristico copricapo di legno conico. 9°g.  30/9 Gasa – Punakha   L’accompagnatore italiano saluta i partecipanti, e prosegue verso nord per la regione di Lunana. La guida bhutanese, che parla la lingua inglese, torna con i partecipanti a Punakha, dove ci si accomoda in hotel. Nel pomeriggio ci si reca con il pulmino sui monti circostanti a visitare due stupendi templi, situati tra alcuni dei villaggi più bucolici del Bhutan. 10°g.  1/10 Punakha – Thimpu   Prima di risalire al passo del Dochu ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si torna quindi verso ovest a Thimpu, dove si visita il monastero di Pangri Zampa, posto un poco più a nord della città, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; quindi ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 11°g.  2/10 Thimpu – Paro   Tornati nella valle di Paro ci si reca con una breve passeggiata ad un villaggio dove su di una falesia rocciosa si trovano un grande Chorten e un piccolo monastero, che fu luogo di meditazione di alcuni importanti mistici. Si prosegue seguendo la strada per Haa, che sale attraverso magnifiche foreste dai 2300 mt del fondovalle a circa 3300 metri, dove si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. Tornati a valle, ci si potrà recare per un’ultima visita al bel villaggio di Damchok, dove vi è un antico tempio. Si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. 12°g.  3/10 Paro, escursione a Taktshang   A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 13°g.  4/10 Paro - Katmandu   Il volo per Katmandu parte al mattino e arriva a destinazione in meno di un’ora; si viene ricevuti dal corrispondente nepalese di Amitaba, trasferimento in hotel e giornata a disposizione. 14°g.  Lunedì 5 ottobre, Katmandu e volo di rientro  
BHUTAN trek 2009: Spedizione a Lunana
Il sentiero dei “pupazzi di neve”
Periodo: 22 set - 22 ott
Il percorso a piedi inizia risalendo la valle di Punakha nel Bhutan occidentale arrivando allo Dzong di Gasa e proseguendo attraverso profonde gole verso nord fino al remoto villaggio di  Laya (3700 mt), dove un piccola etnia di origine tibetana vive a ridosso delle altissime montagne glaciali che formano il grande arco che separa a nord queste valli dal Tibet. Si sosta qui un giorno per favorire la necessaria acclimatazione. Si prosegue quindi verso est in una regione scarsamente popolata dai pastori di yak seguendo per sei giorni l’arco della colossale barriera dei monti settentrionali. Si valicano tre alti passi arrivando a Thanza (4070 mt), il villaggio principale di Lunana. Qui ci si reca con un’escursione verso nord al lago di Raphstreng, vera gemma di questi monti. Da Thanza ci sono due vie possibili per rientrare; abbiamo scelto il percorso che prosegue verso sud est perché offre i panorami più belli con lunghi tratti tra altissime creste a ridosso delle più alte vette del Bhutan, ed arriva verso la valle di Jakar, il centro principale del Bumthang nel Bhutan centrale. L’altra opzione era il sentiero meridionale che richiede solo un giorno in meno e procede per buona parte immerso nelle foreste. Da Thanza al Bumthang si cammina per sette giorni valicando alcuni passi oltre i 5000 metri di quota in una regione selvaggia e disabitata, facendo anche un campo dopo i primi 5 giorni alle fonti termali di Dur. Per motivi di prudenza organizzativa sono stati calcolati due giorni di riserva, nel caso si venisse bloccati a causa del brutto tempo. Se tutto procede come dovuto si utilizzeranno queste due giornate per visitare  Jakar ed esplorare la valle di Tang. Il viaggio prevede anche l’incontro con tre momenti di grande interesse del folclore bhutanese: la giornata d’apertura del grande Cham che si svolge a Timphu, la capitale, l’esposizione del Thongdrol, una tanka gigantesca, nello Dzong di Wangdi Phodrang, e il Cham di Gasa (2700 mt), dove si sosta per un giorno. In questa parte iniziale si viaggia con anche altre persone che poi da Gasa rientrano verso Punakha, seguendo il programma “I grandi Cham del Bhutan”. Un commento sulla via di Lunana, il “Sentiero dei pupazzi di neve” La traversata della remotissima regione di Lunana ha la fama di essere uno dei percorsi di trekking più difficili di tutta la catena himalaiana: è stato battezzato “The snowman trek”, il “sentiero dei pupazzi di neve”, perché se arrivano delle nevicate pesanti sui passi, in special modo nelle regioni a sud e sud est di Thanza, sentirsi trasformati in pupazzi di neve è piuttosto naturale, vista la fatica che si deve fare per guadagnare la via di casa attraverso le immacolate montagne bianche! Senza nulla togliere all’aura di inespugnabilità della regione, l’accompagnatore di questo viaggio ha una lunga esperienza di trekking in Bhutan e può riferire che gran parte dei problemi riscontrati dalle molte spedizioni fallite è data in primo luogo dal fatto del ‘nome’: infatti proprio perché è una meta difficile, molti di coloro che ci hanno provato avevano il denaro sufficiente ma non la saggezza e la preparazione necessari. La scopo principale era di poter poi raccontare l’avventura! Un altro aspetto è la qualità dello staff: se cade della neve sui passi la maggior parte delle guide dirà che gli yak non possono passare ecc. In realtà prima di fermare un carovana di yak, che sono le montature utilizzate per i carichi oltre il villaggio di Laya, non basta una normale nevicata; il problema del fermarsi e desistere è quindi spesso dovuto al fatto che guide e pastori non vogliono fare una fatica eccessiva … tanto i denari ormai li hanno presi! Consapevoli di questi fattori abbiamo elevate probabilità di successo avendo a disposizione dei collaboratori tenaci e si desisterà solo in caso di nevicate estreme, sufficientemente abbondanti da bloccare oggettivamente l’avanzamento degli yak; chi partecipa deve essere quindi determinato e condividere questo fermo obbiettivo. Partecipare alla spedizione Per partecipare bisogna essere persone preparate, con esperienza di trekking e delle condizioni di vita in alta montagna; è indispensabile riuscire ad essere a proprio agio in situazioni di fatica prolungata in condizioni climatiche avverse e senza possibilità di supporto esterno. Il viaggio è anche costoso perché, a parte gli oneri organizzativi, si trascorrono 26 giorni in Bhutan dovendo quindi versare una cifra elevata per le tasse di ingresso e soggiorno. Tutto questo è detto non per scoraggiare, ma perché sia chiaro che una spedizione a Lunana è un’esperienza eccezionale, condivisibile da poche persone. Le data prescelta è, secondo i dati storici, la migliore possibile dell’anno; quindi se la fortuna assiste si potranno trovare buone condizioni metereologiche, tali da rendere questo trekking, dopo la dovuta premessa fatta sopra, assolutamente meraviglioso. L’attrezzatura richiesta è solo quella personale e il proprio sacco a pelo; il materiale per i campi e la logistica sono forniti dall’organizzazione. Durante il cammino ognuno deve trasportare solo quanto necessario per sé stesso per la giornata. Per la scelta del proprio materiale si calcoli la possibilità sia di pioggia che di neve per periodi prolungati e temperature minime teoriche di –20°c e massime di +25°c nelle foreste all’inizio del cammino.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO NB: I tempi di tappa sono approssimativi e variano in funzione delle condizioni; le altitudini sono indicative. 1°g.  Martedì 22 settembre, partenza per Katmandu   2°g.  25/9 Arrivo a Katmandu   Arrivo a Katmandu; accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra. Immerso in un bel giardino ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, l’hotel è costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan ed è dotato di piacevoli spazi comuni. 3°g.  24/9 Katmandu: Bhaktapur, Patan e Durbar   Le visite previste oggi vengono eseguite con una guida nepalese che parla lingua italiana. Si inizia dalla città di Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; delle tre antiche capitali della valle di Katmandu è quella preservata meglio. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Ci si reca quindi a Patan, la più antica delle tre capitali, dove la piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro ed il Kumbeshwor. Si completano le visite recandosi al centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni, con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la Galleria Nazionale d’arte; ci si reca anche a Indra Chowk, il grande mercato con tantissimi negozi circostanti. 4°g.  25/9 Katmandu – Paro Il volo per Paro parte al mattino; l’orario esatto viene confermato a Katmandu. Dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan ci si accomoda in hotel a Paro e si iniziano le visite, recandosi allo Dzong ed a Ta Dzong, dove è collocato un interessante museo. 5°g.  26/9 Paro – Thimpu   Ci si reca a visitare una scuola monastica sui monti della valle, da dove si gode una bella visuale su Paro. Tornati, si prosegue recandosi ad un tempio da cui ci reca a piedi in una ventina di minuti ad un piccolo eremo, che la tradizione locale tramanda essere stato utilizzato da Guru Padmasambhava. Dopo pranzo si parte per Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. A Thimpu si alloggia in un hotel nel centro, ben posizionato anche per curiosare tra i negozietti. Si completa la giornata con la visita dell’antico tempio di Changangkha Lhakhang, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. 6°g.  27/9 Thimpu – Wangdi   Oggi si svolge il Thimpu Drupchen; si segue la manifestazione per tutta la mattina. Dopo il pranzo si parte per Wangdue (70 km, circa 3 ore di viaggio), valicando il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta a Wangdue (1250 mt), dove ci si sistema in un comodo hotel. 7°g.  28/9 Wangdi – Punakha – Gasa   La giornata inizia prestissimo: l’esposizione del Thongdrol allo Dzong viene eseguita prima del sorgere del sole. Questa grande tanka è molto importante, il nome significa “liberazione con lo sguardo”, ed i bhutanesi sentono che osservando questo grande dipinto con la corretta motivazione pongono nella mente i semi che li porteranno ad ottenere sicuramente la liberazione dal ciclo della rinascita condizionata. Dopo che il dipinto è stato issato viene eseguita una colorata cerimonia religiosa e le persone si accalcano per toccare il Thongdrol ricevendo con questo gesto la benedizione e la salvaguardia da parte dei grandi maestri spirituali. In mattinata si parte poi per Punakha, circa 20 chilometri più a nord lungo la stessa valle, il cui Dzong è il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Dopo pranzo si prosegue sempre verso nord, risalendo le acque cristalline di un possente fiume, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada, che per un lungo tratto è sterrata; a breve distanza vi sono delle acque termali: chi lo desidera può recarvisi a fare un bagno. Da qui si prosegue a piedi lungo il sentiero che porta allo Dzong di Gasa, a 2700 mt di quota, dove ci si sistema in campo. 8°g.  29/9 Gasa   Oggi si svolgono le celebrazioni dell’ultimo giorno dello Tsechu, con i riti e le danze più coreografici. A contorno di questo evento la situazione è molto più ‘paesana’ che non a Thimpu od anche a Wangdue, molte persone colgono l’occasione della festa per fare anche delle sane bevute e non di rado si vedono capannelli di uomini che masticano il betel e giocano a dadi, in un insieme rilassato e tranquillamente gioioso. Si incontrano molti gruppi di Layapa, giunti fin qui per la ricorrenza dalle loro remote valli, le cui donne portano il caratteristico copricapo di legno conico. 9°g.  30/9 Gasa – Koena (3200 mt)   Da Gasa ci si immerge nelle profonde foreste che coprono i ripidi versanti del fiume, salendo ad un colle posto a circa 3700 mt, da cui attraverso vari saliscendi nella foresta si arriva a Koena, uno dei posti meno interessanti per un campo, ma di fatto l’unica sosta fattibile. Qui si trova anche una casa, dove è spesso preferibile accomodarsi se il terreno è fangoso. Il percorso è di circa 6 ore. 10°g.  1/10 Koena – Laya (3700 mt)   Si prosegue il cammino nella foresta, da cui si emerge dopo circa 7 ore arrivando al bel villaggio di Laya, dove vive l’omonima etnia di origine tibetana, un popolo costituito da poco più di 1000 abitanti. 11°g.  2/10 Laya   Giornata di acclimatazione. Si avrà l’opportunità di visitare l’interessante villaggio e di fare brevi escursioni sui monti a nord del villaggio. 12°g.  3/10 Laya – Rodofu (4130 mt) Si torna per un tratto lungo il sentiero utilizzato per salire a Laya imboccando poi una valle che conduce verso est a Rodofu; tappa di circa 7 ore. 13°g.  4/10 Rodofu – passo di Tsimo (4760 mt) – Narithang (4500 mt) Tappa di circa 7 ore. 14°g.  5/10 Narithang – passo di Karchung (5120 mt) – Tarina (4020 mt) Tappa di circa 7 ore. 15°g. 6/10 Tarina – Woche (3900 mt)  Tappa di circa 7 ore. 16°g.  7/10 Woche – passo di Keche (4550 mt) – Lhedi (3900)  Tappa di circa 7 ore. 17°g.  8/10 Lhedi – Thanza (4070 mt) Tappa di circa 6 ore. 18°g.  9/10 Thanza Escursione al lago di Raphstreng (4500 mt). 19°g.  10/10 Thanza – Tsorim (5035 mt) Tappa di circa 6 ore. 20°g.  11/10 Tsorim - passo di Gofu (oltre i 5000 mt) – Zanam (4900 mt) Tappa di circa 6 ore. 21°g.  12/10 Zanam – Phodang (4652 mt) Tappa di circa 6 ore. 22°g.  13/10 Phodang - passo di c.a. 5000 mt – Uretang (4455 mt)  Tappa di circa 5 ore. 23°g.  14/10 Uretang - Dur Tsachhu (3590 mt)   Tappa di circa 4 ore; a Dur si pone il campo nei pressi delle fonti d’acqua termali. 24°g.  15/10 Dur Tsachhu - passo di Gokthong (4327 mt) - passo di Juli (4700 mt) – Tsochechen (3920)   Tappa di circa 7 ore; tra i due passi c’è circa di un’ora e mezzo di cammino. 25°g.  16/10 Tsochechen – Minchugang (4212 mt) – Jakar (2580 mt)  Tappa di circa 8 ore; a Minchugang è in attesa una vettura con cui si raggiunge Jakar, dove ci si sistema in un semplice hotel. 26°g. 17/10 Giornata di riserva (Jakar – Ugyen Choeling)   Se non ci sono stati ritardi nel percorso oggi si visitano alcuni dei siti della valle di Jakar (Kurjey, Jambay e Tamshing); nel pomeriggio ci si sposta nella valle di Tang al maniero di Ugyen Choeling (2870 mt) , un luogo molto suggestivo dove alloggiare. 27°g. 18/10 Giornata di riserva (Ugyen Choeling: escursione a Thowadra)   Escursione all’eremo di Thowadra (3400 mt), uno dei luoghi sacri più antichi del Bhutan, dove si ritirò in meditazione il grande Guru Padmasambhava; il percorso in andata è di circa 4 ore e di meno di tre il ritorno. 28°g.  19/10 Ugyen Choling - Gangte   Sul percorso di visita lo Dzong di Trongsa e ci si ferma a Chendebji Chorten; oltre il passo del Pele una deviazione porta alla valle di Gangte, dove si trova un bel villaggio con un monastero di scuola Nyingmapa. 29°g.  20/10 Gangte – Paro   Si transita da Wangdue ed oltre il passo del Dochu si arriva a Paro. 30°g.  21/10 Paro - Katmandu   Il volo per Katmandu parte al mattino e arriva a destinazione in meno di un’ora; si viene ricevuti dal corrispondente nepalese di Amitaba, trasferimento in hotel e giornata a disposizione. 31°g.  Giovedì 22 ottobre, Katmandu e volo di rientro  
BHUTAN 2009: Misterioso Bumthang
Periodo: 9 ago - 23 ago
Raggiunta Delhi in India ci si reca in volo a Paro, l’unico aeroporto, dove si comincia questo affascinante viaggio con la visita di Taktshang, il "nido della tigre" di Guru Rimpoce, considerato il luogo simbolo del Bhutan per la sua impareggiabile bellezza. Completata l’esplorazione della valle di Paro e dopo una prima visita di Thimpu, la capitale, si valica il passo del Dochu giungendo al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang ed a Punakha, il meraviglioso Dzong sede invernale del corpo monastico e del Je Khempo, l'abate capo del Bhutan; in quest’area si effettuerà anche un’escursione ai villaggi dei monti circostanti, dall’inaspettata bellezza bucolica. Oltre Wangdue si visita la valle di Phobjikha, riserva naturale delle Colline Nere dove si trova il monastero Nyingmapa di Gangte, e si prosegue valicando il passo del Pele per Chendebji Chorten fino a Trongsa nel Bhutan Centrale, un paese immerso tra foreste pristine dominato da un imponente Dzong, dove si esplorano anche altri interessanti siti. Scavalcato il passo di Yotong si entra in Bumthang, dove ci si immerge nei luoghi più antichi delle valli di Chumey e Choekhor, un insieme di templi, monasteri e villaggi che sembrano posti fuori dal fluire del tempo. Tornando verso ovest si visitano lo Dzong di Wangdi Phodrang, il piccolo monastero di Nezergang, vero archetipo della realtà bhutanese, e lo Dzong di Semtokha. Prima della discesa verso l’India si trascorre una giornata a Thimpu per completare le visite, tenendo del tempo a disposizione anche per l’artigianato locale ed i negozietti. Il rientro a Delhi è via Puntsholing, una cittadina di confine dove in pochi metri si “cambia mondo”, arrivando in India all’aeroporto di Bagdogra. Nota tecnica In Bhutan in agosto il clima è variabile; si incontrano le temperature minime a Jakar nel Bumthang, dove di notte si possono avere anche solo 13 gradi, mentre le massime previste sono a Punakha, dove si possono sfiorare i 30 gradi. La regione centrale del Bumthang ad agosto è più secca ma sono sempre possibili delle piogge, che raramente però hanno una lunga durata. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto….   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.     Domenica 9 agosto, partenza in volo per Delhi   Per raggiungere Delhi Amitaba utilizza voli Air India, Luftansa, Swissair o altre compagnie gradite dai viaggiatori. All’arrivo, accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente di Amitaba e sistemazione in hotel nei pressi dell’aeroporto; si utilizza l’Ashok Country Resort o simile. 2°g.  10/8 Delhi - Paro   Il volo della Druk Air, linea di bandiera bhutanese, parte alle 12.50 per Katmandu, dove atterra alle 14.45 e riparte per Paro alle 15.25 con arrivo alle 16.40; gli orari possono però variare e vengono confermati a Delhi. Dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: tra Katmandu e Paro si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. All’arrivo (l’altezza qui è di 2300 mt) si viene accolti dalla guida bhutanese. Si utilizza il resto della giornata per visitare il villaggio di Paro e recarsi con una breve passeggiata al villaggetto di Drangchok, dove si trova un antico tempio. Sistemazione e cena in hotel. 3°g.  11/8 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 4°g. 12/8 Paro – Thimpu   Dopo la visita dello Dzong di Paro e di Ta Dzong, dove è alloggiato un interessante museo, ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore. La velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h, si ha così modo di gustare gli stupendi panorami; per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Dopo il pranzo ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si prosegue quindi per Pangri Zampa, un monastero posto un poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; quindi ci si reca al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 5°g.  13/8 Thimpu – Punakha   Si sale al passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1350 metri di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 6°g.  14/8 Punakha – Gangte   Si segue la valle fino al vicino Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e si prosegue verso est risalendo dai 1200 metri del fondovalle fino a superare i 3000, godendo del graduale cambiamento della tipologia arborea delle foreste, formate nelle parti più elevate da gigantesche conifere a cui si aggrappano argentei licheni. Una strada che scavalca le creste dei monti verso sud porta nella valle di Phobjikha, dove tra le piante di bambù nano pascolano tranquilli gli yak. In questa bellissima natura, tra graziose case di campagna si erge su di un colle, attorniato dalle abitazioni tradizionali del villaggio, il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un semplice albergo. 7°g.  15/8 Gangte – Trongsa   Lasciata la valle di Phobjikha ci si ricongiunge alla strada che porta ad est verso le regioni del Bhutan Centrale e si supera il passo del Pele (3390 mt), arrivando a Chendebji Chorten, una classica costruzione bianca tra muri mani e bandiere di preghiera: venne posta qui per tenere a bada i demoni che secondo la leggenda rendevano periglioso il transito in queste rigogliose foreste. Si prosegue per Trongsa (2180 mt) dove si visita l’imponente Dzong e si alloggia in un semplice hotel. 8°g.  16/8 Trongsa – Jakar   Un’escursione verso sud porta in meno di un’ora a Kuengarapten, il palazzo invernale del I e II re Wangchuk, che ora ospita circa 50 monachelli che seguono gli studi iniziali della loro lunga educazione. Nel palazzo è di particolare interesse la stupenda cappella del re. Da qui, in circa 15 min. a piedi si raggiunge il convento femminile di Karma Drubdey Gompa, che ospita un’ottantina di giovani monache ed ha anche un'area chiusa per i ritiri; è tenuto magnificamente. Rientrati a Trongsa per il pranzo, nel pomeriggio si parte per il passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang. Prima di arrivare a Jakar (2580 mt), che dista 68 km, circa 2 ore e mezzo di guida, si vistano il monastero di Nyimalung e il villaggetto di Praker, dove si trova un bel tempio; sistemazione in una buona guest house. 9°g.  17/8 Jakar   Jakar è il centro principale del Bumthang, ricco di siti interessanti. Si visitano Jambay Lhakhang, la cui origine risale all'VIII secolo: il tempio è infatti uno dei 108 edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo per domare l’orchessa del Tibet, e si dice essere posizionato sul ginocchio sinistro del demone. E’ considerato il più antico sito buddista del Bhutan, costruito pochi anni prima di Kyuchu, visitato nel 3° giorno, che sarebbe invece posto sul piede sinistro del demone. Quindi ci si reca al complesso di Kurjey (considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo - ku significa roccia e jey corpo), a Tamshing (il monastero fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, che è il più importante centro Nyingmapa del paese, con affreschi storicamente importanti) ed allo Dzong. Una breve escursione a nord di Jakar consente di visitare anche il tempio di Tangbi, tra le piante e gli orti verdi di un bel villaggio situato su una piana contornata da monti coperti da rigogliose foreste; fondato nel 1470 dal IV Shamar Rimpoce, uno dei Lama principali della scuola tibetana dei Karmakagyu, divenne poi di Pema Lingpa: la catena di metallo esposta all’ingresso del tempio si dice essere stata posta proprio da quest'ultimo quando prese possesso del tempio. 10°g.  18/8 Jakar – Wangdi Phodrang   Si visitano i siti più interessanti della valle di Chumey: Buli e Tharpaling, arricchendo così l’esplorazione del Bumthang. Buli Lhakhang, che si raggiunge con una facile passeggiata di 15 min., è un delizioso tempio tra le case di un bel villaggio, fondato nel XV secolo. Tharpaling, situato più in alto sulla montagna a circa 3400 mt di quota, si raggiunge in jeep: è un monastero fondato nel XIV secolo da Longchen Rabjampa, uno dei maestri più importanti del lignaggio Dzogchen; vi si trovano statue preziose e alcuni interessanti affreschi che rappresentano la terra pura di Amitabha. Si prosegue quindi per Trongsa e Wangdue; oggi si copre una distanza di quasi 200 km che richiede circa 7 ore di guida, transitando per una seconda volta dagli stupendi passi di Yotong e Pele. Sistemazione in hotel. 11°g. 19/8 Wangdi Phodrang – Thimpu   La giornata inizia con la visita dello Dzong di Wangdi Phodrang e del villaggio di Nezergang dove si trova un bellissimo tempio. Si prosegue quindi il viaggio verso ovest, risalendo al passo di Dochu; prima di arrivare a Thimpu si visita Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. A Thimpu si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 12°g.  20/8 Thimpu   Si visita Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Da qui si risale a piedi un crinale che porta in circa mezz’ora di cammino a Wandigtse, un tempio del XV secolo che contiene 8 Chorten, una magnifica statua del Buddha e affreschi di mandala. Rientrando a Thimpu si passa dal giardino dove vivono i takin, animale simbolo del Bhutan. Pomeriggio libero, per visite ai negozi e ai centri di produzione artigianale. 13°g.  21/8 Thimpu – Puntsholing   La strada che porta a sud scendendo verso le pianure indiane transita dal Chhuka, dove è stato costruito un nuovo Dzong, e prosegue zigzagando fino a Puntsholing al bordo delle pianure gangetiche, che dista circa 180 chilometri, un percorso di circa 6 ore. Sistemazione in hotel, dove si trascorre l’ultima notte in Bhutan. 14°g.  22/8 Puntsholing – Bagdogra – Delhi e volo di rientro   L’aeroporto indiano di Bagdogra dista circa 170 chilometri, ma in pianura si procede molto più velocemente e si impiegano al massimo 5 ore. Il volo per Delhi è nelle prime ore del pomeriggio (l’orario viene confermato a Thimpu). A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente indiano di Amitaba; si avrà a disposizione un veicolo con autista per recarsi in città e cenare. In tarda serata si torna all’aeroporto internazionale per imbarcarsi sul volo di rientro. 15°g.  Domenica 23 agosto, arrivo a destinazione
BHUTAN 2009: Festival di Paro e Cham di villaggio
Druk Yul, un mondo da scoprire
Periodo: 2 apr - 13 apr
Si sarà presenti ai momenti salienti del Cham di Paro, dove si può constatare la forza anche istituzionale del peculiare mondo religioso del Bhutan, con la partecipazione di una vasta folla di persone che sfoggia le proprie vesti tradizionali migliori in un’atmosfera di convivialità, regalando così un magnifico colpo d’occhio sulla vita del paese. La partecipazione a due Cham di villaggio di particolare interesse non presenti nel calendario ufficiale, dove avremo il pregio di essere tra i pochi testimoni esterni, ci permetterà anche un contatto più diretto con l’immaginario e la realtà esoterica di questo straordinario popolo himalaiano. In Bhutan ad aprile la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è di 5 gradi a Paro, mentre qui la massima può essere di 18; il luogo più caldo è Wangdue dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Giovedì 2 aprile, partenza per Katmandu   Partenza in volo per il Nepal; la maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva. 2°g.  3/4 Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento all’Hotel Vajra, immerso in un bel giardino ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu. L’hotel è costruito nello stile tradizionale newari con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan ed è dotato di piacevoli spazi comuni. Resto della giornata a disposizione. 3°g.  4/4 Katmandu – Paro - Wangdue   Il volo per Paro parte alle 8.20 con arrivo alle 9.35; gli orari possono però variare e vengono confermati a Katmandu. Dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan ci si trasferisce a Thimpu, la capitale, un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Dopo il pranzo ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si parte quindi per Wangdue (70 km, circa 3 ore di viaggio), valicando il passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta a Wangdue (1250 mt), dove ci si sistema in un comodo hotel. 4°g.  5/4 Wangdue   Si visita lo Dzong di Wangdi Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume, e ci si immerge in un festival rurale che si svolge in un vicino villaggio, dove si giunge con una stretta mulattiera; i veicoli non sempre riescono ad arrivare fino al tempio, nel qual caso si cammina per un tratto, al massimo circa mezz’ora. 5°g.  6/4 Wangdue – Punakha   Si risale per un breve tratto la strada del passo del Dochu e ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per lo Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Nel pomeriggio si effettua un’escursione col pulmino sui monti della valle, dove si trovano una stupenda scuola monastica e tipici, ben curati villaggi. Si alloggia in un hotel nei pressi del villaggio di Punakha. 6°g.  7/4 Punakha - Thimpu   Si torna verso ovest, risalendo al passo di Dochu; prima di arrivare a Thimpu si visita Semtokha Dzong, recentissimamente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung nel 1631. A Thimpu si iniziano le visite dal monastero di Pangri Zampa, posto un poco più a nord della città, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; quindi ci si reca al grazioso convento femminile, al giardino dove si vedono i takin, l’animale eletto a simbolo del Bhutan, e al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 7°g.  8/4 Thimpu – Paro   Si visita Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica. Da qui si risale a piedi un crinale che porta in circa mezz’ora di cammino a Wandigtse, un tempio del XV secolo che contiene 8 chorten, una magnifica statua del Buddha e affreschi di mandala. Dopo pranzo si parte per Paro, dove si alloggia in un comodo hotel e si cerca di coricarsi presto. 8°g.  9/4 Paro, il grande Cham   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle  solennemente con grande reverenza la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 9°g. 10/4 Paro   Ci si reca ad un villaggio dove oggi si svolge un bellissimo Cham rurale, con una processione che si muove a ridosso di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava. Si utilizza il resto della giornata percorrendo la strada per Haa, che sale attraverso magnifiche foreste dai 2300 mt del fondovalle a circa 3300 metri, dove si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. 10°g.  11/4 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un rifugetto da cui si gode una vista stupenda, il punto dove si fermano i meno allenati. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 11°g.  12/4 Paro - Katmandu   Il volo per Katmandu parte verso le 10.40 del mattino e arriva a destinazione in meno di un’ora; trasferimento in hotel e giornata a disposizione. 12°g.  Lunedì 13 aprile, volo di rientro
BHUTAN 2008: Festival di Paro e Cham di villaggio
Folclore del Paese del Drago
Periodo: 12 mar - 24 mar
In Bhutan a marzo la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è di 5 gradi a Paro, mentre qui la massima può essere di 18; il luogo più caldo è Wangdue dove ci possono essere fino a 23 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto… Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Il programma descritto prevede tutti i servizi necessari dall’arrivo alla ripartenza da Katmandu; viene indicato come possibile volo intercontinentale quello da Milano Malpensa effettuato da Qatar Airways. Amitaba può anche servirsi di altre compagnie ed è possibile seguire il programma in Bhutan arrivando inizialmente a Delhi in India anziché in Nepal; infatti il volo della Druk Air per Paro parte da Delhi e fa scalo a Katmandu. Se ci si imbarca a Delhi si incontra il capogruppo italiano all’arrivo in Bhutan, e nella capitale indiana si viene accolti e seguiti dal corrispondente di Amitaba. 1°g.  Mercoledì 12 marzo, partenza per Katmandu    2°g.  13/3 Arrivo a Katmndu   Arrivo a Katmandu e trasferimento al Vajra hotel. Pomeriggio a disposizione. 3°g.  14/3 Katmandu   Giornata a disposizione. Per le persone interessate possono essere organizzate delle viste guidate usufruendo di una delle nostre guide nepalesi che parlano la lingua italiana. 4°g.  15/3 Katmandu – Paro - Punakha   Il volo per Paro parte alle 9.35 con arrivo alle 10.55; gli orari possono però variare e vengono confermati a Katmandu. Lasciata Katmandu dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan si parte per Punakha. E’ un percorso di 143 chilometri che richiede circa 4 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare panorami stupendi. Per raggiungere Punakha si transita dalla valle di Thimpu e la si lascia risalendo al passo di Dochu, di 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano migliaia di bandiere di preghiera colorate che circondano 108 Chorten [reliquiari]; qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa  contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove ci si sistema in un comodo hotel. 5°g.  16/3 Punakha, Cham di villaggio   Si dedica la giornata a seguire lo svolgimento di un Cham che si svolge presso il monastero di uno splendido villaggio; nella giornata che abbiamo scelto viene solitamente svolta la cerimonia del Thongdrol, l’esposizione di un grande dipinto che, in questo caso, rappresenta lo Shabdrung, il mistico fondatore dello stato bhutanese. 6°g.  17/3 Punakha – Wangdue   La giornata inizia con la visita dello Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Ci si reca poi con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per un breve tratto verso sud per visitare lo Dzong di Wangdue Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume. Sistemazione in hotel. 7°g.  18/3 Wangdue – Gangte   Da Wangdue si risale la valle che porta verso est al passo del Pele, tra grandiose foreste di rododendri; si arriva con circa due ore di guida nella valle di Phobjikha tra i monti che segnano il confine con il Bhutan centrale, dove nella bellissima natura trovano rifugio le rare gru dal collo nero. Su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione di Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si alloggia in un comodo hotel. 8°g.  19/3 Gangte – Thimpu   Si torna verso ovest, transitando prima da Wangdue e risalendo poi al passo di Dochu, dove si sosta per il pranzo in un bel rifugetto posto in posizione panoramica. Giunti a Thimpu, la capitale del Bhutan, ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan; quindi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Ci si accomoda in un hotel del centro, comodo anche per visitare i negozietti nei dintorni. 9°g. 20/3 Thimpu – Paro   Si completano le visite a Thimpu, iniziando a nord di Thimpu dal monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo; quindi ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica, e al grazioso convento femminile. Si parte quindi per Paro, che dista 65 chilometri, un percorso di circa 2 ore; sistemazione in hotel. 10°g.  21/3 Paro, il grande Cham   Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono di corni conduce la processione che porta a spalle  solennemente e con grande la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, quando vengono esposte con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per poter portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi. 11°g.  22/3 Paro, escursione a Taktshang    A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi. 12°g. 23/3 Paro - Katmandu   Il volo per Katmandu  arriva a destinazione in meno di un’ora; trasferimento in hotel e giornata a disposizione. Lunedì 24 marzo volo di rientro  
BHUTAN 2008: Punakha Dromche
Nel cuore del Druk Yul, il paese del drago
Periodo: 8 feb - 18 feb
Nota tecnica In Bhutan a febbraio la stagione è secca, con cieli solitamente tersi. Le temperature sono un po’ fredde ma l’aria è salubre e secca e ci si sistema in hotel riscaldati; le temperature medie previste in questo periodo sono: Paro min. 1,5 max. 13,4, Thimpu min. 0,6 max. 14,4; Wangdi Phodrang e Punakha min. 5,3 max. 19,6. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. I grandi cham del Bhutan: Punakha Dromche In Bhutan i Cham sono il veicolo principale per le espressioni artistiche di musica, canto e danza, con un utilizzo di costumi e maschere molto elaborati. Questa forma era presente già all’inizio dei tempi storici del Paese: il primo Cham è attribuito a Guru Rimpoce (Padmasambhava), che prima di recarsi in Tibet nell’VIII secolo eseguì una danza dove oggi sorge il monastero di Kurjey in Bumthang per domare lo spirito di una divinità locale. La diffusione del Cham in Bhutan è parallela all’ingresso della cultura buddista in un mondo sciamanico ed esprime molto concretamente la sintesi delle due anime himalaiane: l’unione del misticismo adottato dai saggi buddisti dell’India con le potenti capacità di divinazione e di rapporto con l’occulto, che furono sviluppate in un contesto naturale animato da forze soverchianti, dei devoti del Bon. Il Cham esprime il contenuto della religione in modo teatrale e simbolico ed è utilizzato soprattutto come un potente mezzo per esorcizzare le negatività. Molti dei personaggi rappresentano delle entità convertite al bene e le trame nel loro insieme ottengono la sconfitta dei demoni che infliggono sfortune e calamità. La dinamica con cui viene svolto questo dramma varia e ciascuna rappresentazione si è arricchita e resa unica grazie all’inserimento nelle trame di diversi eventi storici e di personaggi non solo religiosi che hanno lasciato delle impronte nella località dove viene svolta; il contenuto è quindi anche un metro che può aiutare ad individuarne origine ed evoluzione. Lo Dzong di Punakha Lo Dzong di Punakha riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan e a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni 50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito utilizzano Punakha nei sei mesi più freddi dell’anno, per il clima meno rigido di questa valle: lo Dzong è situato a 1350 metri di quota, mentre Thimpu, dove è situata la loro sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione. Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è … nel presente! Punakha Dromche Il Punakha Dromche raccoglie in un unico grande momento le profonde tematiche religiose del Bardo, lo stadio intermedio tra rinascite, e i fatti storici legati alla fondazione dello stato del Bhutan. Per coglierne il significato bisogna ripercorrere i racconti intrisi di leggenda dei primi giorni della storia di Druk Yul, il paese del Drago Tonante. Lo Dzong di Punakha venne costruito dallo Shabdrung in seguito alla visione che egli ebbe di Guru Rimpoce mentre campeggiava sul greto della confluenza dei fiumi Pho e Mo, dove il grande Guru gli rivelò la propria profezia in cui un santo avrebbe un giorno costruito una grandiosa fortezza proprio in quel punto. All’epoca li si trovava solo un tempio costruito nel XIV secolo, tutt’oggi esistente, lo Dzongchung. La profezia fece intuire allo Shabdrung che quello era il luogo dove sarebbe riuscito a custodire una preziosissima reliquia che aveva portato con se dal monastero di Ralung in Tibet, una statuetta di Avalokiteshvara che era stata rinvenuta tra le ceneri della cremazione di Tsangpa Gyare, il fondatore della scuola buddista tibetana Drukpa, che si dice essersi autogenerata da una sua vertebra. Questo oggetto è così prezioso che i tibetani inviarono diverse spedizioni militari per recuperarlo; ma i bhutanesi ebbero la meglio e l’episodio conclusivo del confronto ha dato corpo al Punakha Dromche. Lo Shabdrung agì d’astuzia: con una grande processione si recò sul bordo del fiume di fronte allo Dzong e fece un cerimoniale di auspicio per la pace gettando infine la … copia della statuetta della discordia in acqua. I tibetani a questo punto rinunciarono all’assedio e tornarono a mani vuote. Per celebrare la fine di queste tensioni con il Tibet, che per i bhutanesi era di fatto una vittoria, nella giornata culminante del Dromche 136 Pazaps (guerrieri) vestiti con l'uniforme rossa e nera dei tempi dello Shabdrung, guidati da quattro generali che indossano elmi di metallo esplodono dei petardi nei cortili interni, simulando con questo i suoni della guerra, e lasciano lo Dzong correndo e lanciando le grida di battaglia. Al cancello i generali montano i propri cavalli, e partono nelle quattro direzioni cardinali per lanciarsi nel confronto. La qualità del Cham di Punakha è molto elevata perché le rappresentazioni sono eseguite dai monaci del Je Khempo: essere parte di questo selezionato gruppo è un grande onore: vengono scelti coloro che hanno le più elevate qualità di apprendimento spirituale. L’atmosfera è quindi molto forte, tutti gli atti rituali vengono svolti con precisa disciplina e attenzione ad ogni dettaglio anche formale e le cerimonie sono solitamente condotte dall’abate personalmente, a volte anche alla presenza del re. Svolgimento del Dromche Il Cham di Punakha ha una durata indicata nel calendario ufficiale di 5 giorni. Le prime giornate sono dedicate ai riti e alle pratiche meditative necessarie per generare la presenza delle forze sottili che animano l’evento. Il programma solitamente prevede che nel terzo e quarto giorno il Je Khempo si rechi con una piccola processione al tempio interno posto tra Utse (la torre centrale) e tempio principale per officiare dei riti ricchi di canti e musica in cui vengono anche eseguite delle danze in costume e maschere. Questa parte può essere vista abbastanza bene dalla balconata sovrastante o dalle finestre del tempio che danno sul cortile, gomito a gomito con una folla di bhutanesi. In entrambe le giornate, tra le varie danze spicca Sha-na Cham, la danza dei cappelli neri, eseguita normalmente da 5 monaci anziché dai canonici 21 per via dello spazio ristretto disponibile. La cerimonia di distruzione del demone viene ripetuta in ciascuna delle sezioni di Sha-na Cham che vengono eseguite. La giornata più interessante per il pubblico è quando avvengono la grande danza rituale nel primo grande cortile interno e l’evocazione dell’azione militare dei Pazaps. La rappresentazione principale si svolge al mattino e racchiude in un unico grande atto i temi dell’apparizione delle divinità del Bardo, lo stadio intermedio tra le rinascite, e la purificazione del sito; forse per la solennità dell’insieme, sono assenti figure di giullari o pagliacci. L’esorcismo del male e la purificazione del luogo vengono eseguite in forma molto elaborata con la partecipazione di decine di divinità agghindate con costumi stupendi e maschere di squisita fattura. I personaggi più venerati rappresentano le due potentissime entità tutelari principali del Bhutan: il Dharmapala (“difensore della dottrina”) Mahakala e Palden Lhamo, entità protettrice anche del Tibet. L’atto si conclude con delle processioni eseguite da tutte le divinità presenti che raggiungono il centro del cerchio di danza con delle spirali, eseguite in uscita anche in senso antiorario. Sulla balconata di destra del grande cortile si accomodano il Je Khempo con i monaci di alto rango, sulla balconata del lato sinistro i monaci musicisti e ai piedi di questa si sistemano i Pazaps (guerrieri) con indosso il costume da battaglia. La gente siede tutt’attorno, all’esterno di uno spazio delimitato con delle righe bianche disegnate sulle pietre del cortile. Al termine della danza sacra, dopo un cerimoniale eseguito all’interno di un tempio, tocca ai Pazaps, che si lanciano in battaglia tra scoppi di petardi e grida di guerra. La giornata di solito si chiude con un rito officiato dal Je Khempo all’interno del medesimo tempio utilizzato nelle due giornate precedenti, con un’ulteriore Sha-na Cham e un cerimoniale di circumambulazione dell’altare del tempio. A queste parti, che vengono sempre eseguite, si aggiungono a volte delle importanti varianti che possono essere o meno viste di anno in anno, senza che di fatto nessuno al di fuori del Je Khempo e di pochi altri possa scrutarne le ragioni. Di queste, la più significativa è l’esposizione del Thongdrol, una tanka gigantesca che viene stesa dalla cima dell’Utse, la torre centrale dello Dzong, coprendone completamente la parete che è alta quasi 30 metri! Raffigura lo Shabdrung circondato da una ventina dei maestri del suo lignaggio (incluso l’attuale Je Khempo); fu completata nel 1993 - quella precedente era stata distrutta da un incendio. Tra gli altri atti interessanti che a volte sono eseguiti ed altre no, citiamo anche la processione al fiume condotta dal Je Khempo, il quale getta delle arance in acqua a ricordo dello Shabdrung che lanciò la finta statuetta di Avalokiteshvara; e il trionfo dei generali che tornano vittoriosi dalle quattro direzioni e vengono portati in trionfo nello Dzong.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Il programma prevede di raggiungere Katmandu e di procedere da lì per il Bhutan con il volo della Druk Air per Paro. E’ anche possibile, se si preferisce, prendere il volo Druk Air che parte e torna da Delhi nella stesse date, incontrando il capogruppo all’arrivo a Paro; anche in questo caso Amitaba può fornire tutti i servizi richiesti (volo intercontinentale e servizi in India). 1°g.  Venerdì 8 febbraio,partenza per Katmandu 2°g.  9/2 Arrivo a Katmandu   Trasferimento in albergo; si alloggia all’Hotel Vajra, dove si incontra l’accompagnatore italiano, che è già a Katmandu per il Losar. 3°g.  10/2 Katmandu   Giornata a disposizione. 4°g.  11/2 Katmandu – Paro – Thimpu   Il volo Druk Air parte alle 11.45 con arrivo alle 13.05; dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan ci si trasferisce a Thimpu, la capitale. E’ un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. Sul percorso una deviazione nella valle di Tseluna porta all’antico Dzong che fu fondato dal fratello di Drupa Kunley. A Thimpu, capitale del Bhutan, si alloggia in un buon hotel nel centro della cittadina. 5°g.  12/2 Thimpu – Wangdue   Da Thimpu si parte presto, per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten [reliquiari]; qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha e di Wangdue, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si prosegue quindi per un breve tratto verso sud per visitare lo Dzong di Wangdue Phodrang, che si erge imponente su di un monte che domina il fiume. L’hotel è nelle vicinanze dello Dzong. E’ possibile, per le persone più sportive, recarsi nel tardo pomeriggio con una passeggiata di circa mezz’ora al tempio di Nezergang, appollaiato sui monti ad est di Wangdue. 6°g.  13/2 Wangdue – Gangte – Punakha   Escursione alla valle di Phobjikha, attraverso immense foreste di rododendri; nella bellissima natura di questa regione al confine con il Bhutan centrale trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero. Su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione Pema Lingpa, il più famoso dei Santi bhutanese, che visse nel XV secolo. Si torna quindi a Wangdue e si prosegue per Punakha, dove si alloggia in hotel. 7°g.  14/2 Punakha   Giornata dedicata alla vista dello Dzong ed a seguire lo svolgimento del grande Cham di Punakha Dromche. Lo Dzong di Punakha da molti è ritenuto il più bello del Bhutan e sicuramente, dal punto di vista storico, è il più importante del paese. 8°g. 15/2 Punakha – Paro   Da Punakha si attraversa il passo del Dochu arrivando a Thimpu; si visita il grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Ci si reca quindi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica che presenta un tempio molto interessante; si completano le visite recandosi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove a volte è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Per i più sportivi, in alternativa è possibile recarsi a piedi all’eremo di Dorje Drak. Al termine delle visite ci si trasferisce a Paro. 9°g.  16/2 Paro   Escursione al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo. Tornati a valle ci si reca a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan considerato uno dei 108 templi geomantici del Tibet, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.). Si conclude la giornata con la visita dello Dzong di Paro. 10°g. 17/2 Paro – Katmandu   Il volo per Katmandu parte alle 11.10 con arrivo alle 12.05; a Katmandu si viene ricevuti dal corrispondente nepalese di Amitaba; trasferimento in hotel e pomeriggio a disposizione. 11°g. Lunedì 18 febbraio, Katmandu e volo di rientro   Macchina a disposizioni fino al momento della partenza.  
BHUTAN trek 2007: Festival di Paro e Cham rurali; est. sentiero di Druk
Esplorazione culturale e naturale del Druk Yul, con la possibilità di visitare Donala e del trekking Paro - Thimpu
Periodo: 22 mar - 5 apr
Per sperimentare la cultura e il folclore bhutanesi si sarà presenti ai momenti salienti del Cham di Paro, dove si può constatare la forza anche istituzionale del peculiare mondo religioso del Bhutan, con la partecipazione di una vasta folla di persone che sfoggia le proprie vesti tradizionali migliori in un’atmosfera di convivialità, regalando così un magnifico colpo d’occhio sulla vita del paese. La partecipazione a due Cham di villaggio di particolare interesse non presenti nel calendario ufficiale, dove avremo il pregio di essere tra i pochi testimoni esterni, ci permetterà anche un contatto più diretto con l’immaginario e la realtà esoterica di questo straordinario popolo himalaiano. E’ previsto un programma alternativo per chi ritenesse sufficiente presenziare solo a parte di questi eventi od eventualmente solo ad uno dei due. Si avrà la possibilità di visitare alcuni eremi; per arrivare si cammina nell’ambiente pristino della natura incontaminata dei monti, qualche ora per raggiungere quelli più accessibili e due giorni per arrivare ai siti più lontani; l’escursione più lunga prevede di sostare per la notte in un tempio bhutanese. Per chi non se la sentisse di camminare troppo a lungo, o per chi non fosse in grado di adattarsi ad un pernottamento in un luogo sacro privo di qualsiasi servizio, è stato anche previsto un ottimo programma alternativo. I luoghi prescelti dagli asceti buddisti sono ricchi di pace ed energia, e sono fonte di grande ispirazione; in Bhutan sono giustamente protetti dalle intrusioni dei visitatori, e chi ha la fortuna di conoscerne l’ubicazione vi si reca con il tranquillo rispetto di chi cammina in un tempio. Nota tecnica In Bhutan tra fine marzo ed aprile la stagione è secca, con cieli solitamente limpidi – si tenga però presente che può sempre piovere. La temperatura minima prevedibile nel viaggio è di 5 gradi a Paro, mentre qui la massima può essere di 18; il luogo più caldo è Punakha dove ci possono essere fino a 25 gradi. Si consiglia quindi di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking leggere e vestiti comodi. Per gli spostamenti si utilizzano dei comodi pulmini giapponesi. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda; solo a Haa il bagno è esterno. Il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con anche qualche pietanza locale e cinese; tutti gli amici italiani che hanno viaggiato in Bhutan con noi non hanno perso un etto…. Il trekking di Druk Se si estende il programma investendo altri quattro giorni di tempo si avrà la possibilità di fare un trekking che segue l’antico sentiero che collegava Paro a Thimpu, transitando dallo Dzong di Jele incontrando un ambiente naturale di foreste e pasture di yak con bei tratti panoramici e stupendi laghetti (Jimilangtso, Genetso, Simkota). Sui monti sopra la valle di Thimpu si visitano poi l’eremo di Thujidrag Lhakang e l’antico sito di Phajoding, che risale al XIII secolo, dove si trovano tre templi, vivono circa 30 monaci e vi è anche una zona di ritiro riservata ad una quindicina di asceti impegnati in un ritiro che dura tre anni. Durante il trekking si dorme per tre notti consecutive in tenda; viene fornito tutto il materiale da campo ad esclusione del sacco a pelo. Il materiale viene trasportato con i cavalli e i partecipanti devono portare solo quanto può essere utile durante il cammino. Bisogna essere mediamente allenati: la seconda tappa richiede da 6 a 7 ore di cammino, le altre massimo 5; il campo più alto (il terzo) è a 4040 mt. La stagione è ottima e non ci si aspettano delle precipitazioni, ma bisogna disporre comunque di un’attrezzatura adeguata anche alla pioggia che preveda un temperatura minima teorica sotto lo zero termico. Un cenno sui Cham del Bhutan I Cham sono uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge e ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce. È improprio e limitativo chiamare questi eventi "festival", perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Giovedì 22 marzo, partenza per Delhi   2°g.  23/3 Delhi   A Delhi si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba che si prende cura anche del trasferimento in aeroporto del giorno seguente, e trasferimento in hotel (Ashok Country Resort o simile). Giornata a disposizione. 3°g.  24/3 Delhi – Paro - Thimpu  l volo per Paro parte usualmente verso le 11 del mattino e fa scalo a Katmandu arrivando a destinazione verso le 15.00. Lasciata Katmandu dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e, ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Giunti in Bhutan ci si trasferisce a Thimpu, la capitale. E’ un percorso di 65 chilometri che richiede circa 2 ore: la velocità qui è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h; si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Per gli spostamenti si utilizzano pulmini giapponesi. A Thimpu, capitale del Bhutan, si alloggia in un buon hotel nel centro della cittadina. 4°g.  25/3 Thimpu – Punakha   Da Thimpu si parte presto, per godere della vista dell’arco Himalaiano dal passo di Dochu, a 3166 metri, dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten [reliquiari]; qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove si scende per un breve tratto verso sud per visitare lo Dzong di Wangdue Phodrang che si erge imponente su di un monte che domina il fiume. Tornando verso nord ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina, a metà strada tra Punakha e Wangdue. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite ...anche gli stranieri! Si completa la giornata con la visita dello Dzong di Punakha, il più bello e storicamente importante del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Si alloggia in un comodo hotel posto sui colli vicino allo Dzong. 5°g.  26/3 Cham rurale  Si dedica la giornata a seguire lo svolgimento di un Cham che si svolge presso il monastero di uno splendido villaggio. Ci si reca anche a visitare una vicina scuola monastica. 6°g.  27/3 Valle di Gangte Possibile escursione alla valle di Phobjikha, accompagnata dalla nostra guida bhutanese che parla la lingua inglese, attraverso immense foreste di rododendri; nella bellissima natura qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero. Su di un colle, attorniato dalle belle case del villaggio, poggia il monastero Nyingmapa di Gangte che, assieme a Tamshing in Bumthang, è retto da Kunzang, l’abate riconosciuto come la nona reincarnazione Pema Lingpa, il più famoso Santo bhutanese che visse nel XV secolo. Si rientra all’hotel in serata; il percorso è di circa 140 km. Chi è interessato a seguire tutto lo svolgimento del Cham rurale potrà invece recarsi anche nella giornata di oggi con l’accompagnatore italiano al villaggio in cui si svolge. 7°g.  28/3 Rientro a Paro Alle prime luci dell’alba si assiste all’esposizione del Thongdrol, una grande tanka che si dice abbia un potere di purificazione per coloro che la osservano con il giusto stato d’animo e si segue con la gente del villaggio la parte conclusiva del Cham. Nel pomeriggio si torna verso occidente raggiungendo Paro, dove si alloggia in hotel. 8°g.  29/3 Paro   Inizia oggi lo Tsechu di Paro, il Cham più famoso del Bhutan. In questa prima giornata si svolgono le cerimonie preliminari nel tempio all’interno dello Dzong, un’ottima opportunità per assistere alle attività dei monaci, che utilizzano strumenti musicali tradizionali per ritmare e dare enfasi alle loro recitazioni. In Bhutan è raro potervi assistere e di solito è unicamente durante questa fase del Cham che si ha libero accesso. Nel pomeriggio ci si reca con una breve passeggiata (40 min., con poche salite) attraverso meravigliosi boschi al villaggio di Drangchok, dove c’è anche un antico  tempio. 9°g.  30/3 Paro – Haa o Donala   E’ possibile scegliere tra due programmi, recarsi a Haa o andare a piedi agli eremi sui monti tra Paro e Thimpu; il primo programma è seguito dalla guida bhutanese ed il secondo dall’accompagnatore italiano. Il distretto di Haa, aperto da pochissimo al turismo, si raggiunge con una panoramica strada che scavalca i monti a sud di Paro. La strada sale attraverso magnifiche foreste dai circa 2300 mt del fondovalle ad un passo di 3700 mt. Arrivati a circa 3300 metri di quota lungo la salita si imbocca un sentiero che porta con una passeggiata di circa 45 min. al convento femminile di Chile, posto a 3500 mt in un panoramico luogo di rara pace. Oltre il passo si prosegue poi per Haa, dove si visita lo Dzong monastico e si alloggia in una guest house. Se si decide invece di recarsi agli eremi da Paro si imbocca in auto la stradina che porta al monastero di Chakabo. Da qui inizia il cammino verso i monasteri di Mindu e Phude, impiegando circa 4 ore. Si prosegue poi per il monastero di Donala, che sorge in vetta ad un monte a circa 3500 metri di quota impiegando circa altre 3 ore, dove si dorme in una casetta del tempio. Ognuno deve portare con sé quanto necessario ed il proprio sacco a pelo. 10°g.  31/3 Haa o Donala – Thimpu Chi si reca a Haa giunge alla cittadina di Thimpu per l’ora di pranzo; arrivando nei pressi della capitale si visita Semtokha, che  fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung nel 1631, l’abate proveniente da Ralung in Tibet che pose le basi della struttura religiosa e politica del Bhutan. Nel pomeriggio ci si reca al grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan. Si avrà poi del tempo a disposizione per esplorare Thimpu e fare acquisti. Chi si è recato agli eremi ed inizia così la giornata da Donala scende dal monte verso nord est transitando dal tempio di Taluna per arrivare infine alla strada, dove è in attesa l’auto con cui si raggiunge Thimpu. Tutti i partecipanti si ritrovano per la cena nel comodo hotel dove si alloggia. 11°g.  1/4 Thimpu – Paro   Ci si reca a nord di Thimpu al monastero di Pangri Zampa, che fu la prima residenza dello Shabdrung quando giunse in Bhutan nel XVII secolo. Si raggiunge quindi un sentiero che conduce con una passeggiata alla scuola monastica di Dorje Dra; proseguendo si arriva poi al monastero di Du, un tranquillo luogo di ritiro dove vivono 2 o 3 monaci. Tornati ai veicoli si completano le visite recandosi a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica con un tempio molto interessante; si completa il giro della valle recandosi al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Si parte quindi per Paro, dove ci si sistema in hotel. 12°g.  2/4 Paro A Paro si svolge oggi l’ultima giornata del grande Cham. Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate, che tra il suono di corni conduce la processione che procedendo solennemente e con grande fasto porta a spalle la gigantesca tanka fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte al palazzo su cui viene issata la tanka è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo. Dopo un breve riposo si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze che chiudono il Cham. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti, e si trascorre qui la giornata mescolati alla folla di bhutanesi. 13°g.  3/4 Paro   Sono possibili due programmi: delle visite a nord di Paro o la partecipazione alla giornata di chiusura di un Cham rurale; il primo programma è seguito dalla guida bhutanese ed il secondo dall’accompagnatore italiano. L’escursione a nord di Paro porta al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo con cui si giunge fino ad un bel rifugetto da cui si gode una vista stupenda. Da qui si prosegue portandosi ai piedi del monastero in meno di un’ora. Tornati a valle ci si reca al villaggio e al forte di Drukyel e poi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.). Chi predilige la possibilità di restare ancora in contatto con il mondo dei Cham si reca ad un eremo dove oggi è in corso l’ultima giornata di rappresentazioni, immersa in una vera atmosfera rurale. Per chi rientra 14°g.  4/4 Paro - Delhi   Il volo per Delhi, che fa scalo a Katmandu, parte usualmente verso le 7.30 del mattino arrivando a destinazione verso le 10.15. All’arrivo si viene accolti dal corrispondente indiano di Amitaba; trasferimento in hotel e giornata a disposizione. 15°g.  Giovedì 5 aprile, Delhi – Italia  Partenza con volo Air India alle 7.20 con arrivo a Francoforte alle 12.15. Prosecuzione per Milano Malpensa alle 16.10 con arrivo alle 17.20; per gli orari su Linate o altre destinazioni contattare Amitaba. Per chi prosegue il viaggio (trekking di Druk) 14°g.  4/4 Paro – Jele Dzong (3450 mt)  Si arriva in auto oltre Ta Dzong, la torre dello Dzong di Paro che ora è un museo, iniziando il cammino a circa 2700 mt di quota. Tutta l’attrezzatura necessaria e il bagaglio personale vengono trasportati dai cavalli; seguono i partecipanti anche un cuoco e un assistente per il montaggio delle tende. Si consumano colazione e cena caldi mentre i pranzo durante il trekking sono sempre al sacco. Questa prima giornata richiede solo circa 4 ore di cammino; si pone il campo nei pressi dello Dzong di Jele, godendo di un ottimo panorama sulle valli circostanti. 15°g.  5/4 Jele Dzong – Passo di Jangchu (4180 mt) – Lago di lago di Jimilangtso (3880 mt)   Il percorso di oggi richiede tra le 6 e le 7 ore di cammino, che si svolgono attraversando un ambiente naturale stupendo. Tra foreste e pasture di yak si guadagna un dislivello in salita di circa 730 metri. Dal passo si scende gradatamente fino al lago di Jimilangtso dove si pone il campo sulle rive. 16°g.  6/4 Jimilangtso - Lago di Genetso - Lago di Simkota (4040 mt)   Una tranquilla tappa di circa 4 ore porta dalle rive del Jimilangtso ad un primo lago: Genetso e quindi al lago di Simtoka, dove si pone il campo. 17°g.  7/4 Simkota – Thujidrag (3760) - Phajoding (3450 mt) – Thimpu (2320) - Paro   L’ultima tappa si svolge principalmente in discesa, con un tempo di cammino di circa 5 ore. Superata la cresta che si apre sulla valle di Thimpu si transita dall’eremo di Thujidrag Lhakang, uno dei santi luoghi di ritiro di queste montagne, e si prosegue per il magnifico monastero di Phajoding. Seguendo il sentiero principale ad un certo punto c’è una diramazione che si snoda per buona parte lungo una cresta nella foresta arrivando al tempio di Chokuze; se i partecipanti non sono stanchi recarvisi è assolutamente consigliabile, serve solo una mezz’ora di cammino in più. Da Chokuze volendo si può poi raggiungere Wandigtse, un tempio del 1400 dove si trovano 8 magnifici stupa  con una statua di Sakyamuni e mandala affrescati, ed a qui si scende poi a Dechen Podrang (circa 2 ore) … ma se manca il fiato, da Chokuze si arriva alla strada in meno di un’ora. Al termine del trekking ci si trasferisce a Paro, dove si alloggia in hotel. 18°g.  8/4 Paro - Delhi   Il volo per Delhi, che fa scalo a Katmandu, parte usualmente verso le 7.30 del mattino arrivando a destinazione verso le 10.15. All’arrivo trasferimento in hotel e giornata a disposizione. 19°g.  Lunedì 9 aprile, volo di rientro
BHUTAN 2005: Bhutan Orientale e Cham di Jambay e Paker
Traversata di Druk Yul, il Paese del Drago: da Paro a Tashi Yangtse
Periodo: 7 ott - 24 ott
L’itinerario tocca tutti i principali centri e monasteri-fortezza del Bhutan, chiamati Dzong, che sorgono in posizione dominante sulle valli himalaiane enunciando anche con l’imponenza della struttura il loro ruolo difensivo; costruzioni che non sono soltanto un simbolo del paese ma sono tutt'oggi i centri religiosi ed amministrativi, dove la gente entra con grande contegno indossando esclusivamente il proprio costume tradizionale. Oltre a queste parti stupende ma più note, si toccano luoghi sconosciuti, tra cui l’importante monastero Nyingmapa di Dametsi e l’isolatissimo Belling Chubum. Nelle valli dell’estremo est si avrà l’opportunità di avvicinare le persone di una comunità Gomchen, ponendo un campo nei pressi del loro monastero e piccolo villaggio. I Gomchen sono laici che si dedicano con grande impegno alle pratiche di misticismo ispirate direttamente da Guru Padmasambhava, il leggendario essere che portò il buddismo in Tibet, intrecciandole con forti componenti sciamaniche. Il viaggio prevede di essere in Bumthang quando avvengono i due ”Cham” più interessanti della regione, Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu. In questi eventi si assiste ad un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. Partecipare ad un Cham offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni e alla storia. Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Alcuni cenni sul Lhakang Drup di Jambay e sullo Tsechu di Paker Ogni Cham ha delle caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame. Il Lhakang Drup di Jambay risale all’VIII° secolo, quando fu fondato il tempio, il più antico sito buddista del Bhutan che è anche uno dei 108 luoghi sacri edificati dal re del Tibet Songtsen Gampo; si dice che Jambay sia posizionato sul ginocchio sinistro di una mitica orchessa che impediva l’apertura al buddismo. La tradizione orale tramanda che i demoni continuavano ad interferire impedendone la costruzione; vennero quindi eseguite delle potenti cerimonie di esorcizzazione tramandate fino ad oggi, che liberarono l’area dalle presenze negative. L’evento dimostra una forte radice nella tradizione sciamanica, come testimoniato dalla danza notturna che si svolge attorno ad un gran falò ed è eseguita da monaci nudi, coperti solo da una sciarpa bianca. Queste azioni che consentirono la sconfitta dei demoni vengono ripetute annualmente fin da quei lontani giorni per rigenerare il vigore energetico del luogo, compresa la danza dei monaci nudi, che quando viene eseguita scatena un gran turbinio di uomini e donne che danzano attorno al fuoco invocando un anno di buona fortuna e prosperità. Oltre a questa esibizione piuttosto rara, che si trova in questa forma solo a Jambay, nel corso delle giornate vengono eseguite molte danze in costume e maschere, accompagnate da tipici strumenti rituali, seguendo le antiche prescrizioni della scuola Nyingmapa. Il Paker Tsechu è un altro Cham molto interessante, che si svolge nel piccolo cortile del tempio di un villaggio, Paker, e segue le forme tipiche degli Tsechu, un insieme di rappresentazioni che si ispira alla vita di Padmasambhava e ne espone alcuni degli insegnamenti. Parte della trama è dedicata alla purificazione dal demone del male con dei riti che spesso sono inclusi nel contesto del Sha-Na Cham, la danza dei “cappelli neri”. Pur essendo un Cham di villaggio, animato dal tipico folclore bhutanese, la qualità esecutiva è ottima in quanto danzatori, maschere e costumi provengono dal monastero di Nymalung, posto sul monte sopra il villaggio a circa mezz’ora di cammino – il luogo dove trovò rifugio il grande maestro Dilgo Kientsen quando fuggì dal Tibet, noto per la qualità dei monaci che vi risiedono.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Venerdì 7 ottobre, partenza per Katmandu 2°g. 8/10 Arrivo a Katmandu  Arrivo a Katmandu dove si viene ricevuti dal corrispondente di Amitaba e ci sistema in albergo. Si alloggia all’hotel Vajra, immerso in un bel giardino e posto ad un quarto d’ora di cammino dal centro della città e dallo Stupa di Swayambhu, costruito nello stile tradizionale newari, con decorazioni in legno eseguite dall’artista Utam Raj di Patan, dotato di piacevoli spazi comuni. 3°g.  9/10 Katmandu  Giornata libera. 4°g.  10/10 Katmandu – Paro - Punakha  Partenza in volo per il Bhutan alle 11.35 [orario da confermare] con arrivo a Paro alle 12.50; dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano: si ammirano l’Everest e il Makalu, e ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. A Paro (posto a 2280 mt di quota) ci si reca a visitare lo Dzong, e quindi si parte in pulmino privato per Punakha, valicando il passo di Dochu (3116 mt), dove in una foresta lussureggiante migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano 108 Chorten [reliquiari] costruiti per commemorare le recenti battaglie svoltesi ai confini con l’Assam; qui si trovano anche tanti piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico. La discesa tra scenari grandiosi porta alla valle di Punakha, dove ci si sistema in hotel. Si copre una distanza di circa 143 km, un percorso di circa 5 ore. 5°g.  11/10 Punakha – Jakar  Si visita lo Dzong di Punakha (1250 mt), che riveste un ruolo centrale nella storia del Bhutan e a detta di molti è anche il più bello del paese. Fu uno dei primi Dzong ad essere costruito dallo Shabdrung nel 1637 ed è il luogo dove egli morì mentre si trovava immerso in uno stato di meditazione; i suoi resti sono conservati qui in un preziosissimo Stupa posto in uno dei templi interni. Punakha ha visto l’incoronazione dei re del Bhutan, fu la sede invernale del governo bhutanese fino agli anni ‘50 (quando fu deciso di mantenere la capitale fissa a Thimpu) ed è la sede amministrativa della regione. Ancora oggi l’Abate del Bhutan, il Je Khempo, e i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito utilizzano Punakha nei mesi più freddi dell’anno. Lasciato Punakha si transita da Wangdue, dove si erge l’imponente Dzong di Wangdi Phodrang, e si sale pian piano tra foreste rigogliose ricche di giganteschi rododendri verso il passo del Pele. Oltre il Pele La (3390), si transita dal Chendebji Chorten e quindi da Trongsa, un paese dominato dall’imponente Dzong, quindi, superato il  passo dello Yotong (3425 mt), che si apre sulle valli del Bumthang, si arriva a Jakar (2580 mt), il villaggio principale della regione dove ci si sistema in una buona guest house. La distanza che si copre è di 218 km e richiede circa 7 ore di guida. 6°g.  12/10 Jakar – Mongar  Oggi si svolge il tratto più spettacolare dell’avvincente itinerario che porta nell’est del Bhutan raggiungendo Mongar, che dista quasi 200 km. Dopo circa 40 km si arriva al villaggio di Ura, uno dei più belli del Bumthang, dove si visita un bel tempio. Si attraversano quindi i passi di Shertang (3573 mt) e di Thrumshing (3750 mt); con il cielo limpido si godono delle spettacolari visioni della catena himalaiana. Scendendo dal passo di Thrumshing la strada in alcuni tratti sembra letteralmente sospesa alle pareti ripidissime dei monti; si attraversano diversi tipi di zone arboree, dai boschi di rododendri e pini fino alle foreste tropicali, calando fino a soli 650 mt di quota. Superato il ponte sul fiume Kuru, che fluisce da Lhuentse, si sale a Mongar (1650 mt), un paesello con le case costruite in stile tradizionale che ospitano varie botteghe dove ci si sistema in una guest house piuttosto modesta, la migliore disponibile. 7°g.  13/10 Mongar – Trashigang  Dopo la visita dello Dzong si lascia Mongar superando il passo di Kori (2300 mt), in un ambiente naturale che è sempre pristino, con foreste rigogliose non toccate dalla mano dell'uomo; lungo la discesa si visita il tempio di Ngatshang, sede di una piccola scuola monastica. Giunti all'impetuoso fiume che porta a Trashigang, una deviazione di circa 20 km porta a Dametsi, posto all’apice di un colle a 2400 mt; fondato nel XVI° secolo, è il monastero storicamente più importante dell’est del Bhutan. Giunti a Trashigang (1070 mt), un paesino grazioso con una piccola piazzetta circondata da case tradizionali, ci si sistema in una guest house di modesta qualità (comunque la migliore disponibile) e ci si reca a visitare lo Dzong, una bella struttura posta in posizione dominante sulla valle. La distanza da Mongar è di 96 km (circa 3 ore di guida), più l’escursione a Dametsi. 8°g.  14/10 Trashigang – Tashi Yangtse  La strada per Tashi Yangtse serpeggia verso nord risalendo le acque turbolente del fiume che si fa largo tra ripide foreste, e transita dal bel tempio di Gom Kora, costruito in uno dei luoghi dove meditò Guru Rimpoce; vi risiede una piccola comunità di monaci. I panorami verso Tashi Yangtse sono particolarmente belli e selvaggi; il tempo di guida per arrivare fin qui è di circa due ore. Il vecchio Dzong, che risale al 1656, è situato su di un colle che si erge in centro alla valle, prima del paese, e ospita una scuola monastica; la parte amministrativa è stata trasferita in un nuovo Dzong a Tashi Yangtse. Qui si trova il famoso stupa di Chorten Kora, costruito in stile nepalese, una gemma bianca che si erge sul bordo del fiume che scorre impetuoso. A Tashi Yangtse (1850 mt) è prevista un’escursione al monastero di Belling Chubum, un luogo di ritiro immerso tra i monti, che si raggiunge con circa 1 ora e mezza di cammino. Ci si sistema in un’umile ma pulita guest house. 9°g. 15/10 Tashi Yangtse – Shakshing  Si lascia la strada carrozzabile e con un percorso a piedi di circa un’ora e mezza si arriva a Chorten Kadam; proseguendo, con circa un’altra ora di cammino si arriva al monastero di Shakshing, dove vive un’isolatissima comunità Nyingmapa, e si pone un campo per la notte. Chi lo desidera potrà poi recarsi ad un eremo che dista circa un’altra ora e mezza. 10°g.  16/10 Shakshing – Mongar  Tornati sulla strada, dove è in attesa il pulmino, si parte per Mongar, che dista circa 4 ore di guida, iniziando il percorso verso occidente. 11°g.  17/10 Mongar – Jakar  Si ripercorre l’itinerario del 7° giorno; la bellezza naturale del percorso rende un secondo passaggio assolutamente gradito! Se si arriva in tempo ci si reca a visitare lo Dzong di Jakar. Sistemazione in guest house. 12°g. – 13°g. 18 - 19/10 Jakar: Jambay Lhakang Drup e Paker Tsechu  In queste giornate si svolgono i festival di Jambay e Paker; si seguiranno i momenti più interessanti di questi eventi e nel tempo che resterà disponibile si visitano i siti più interessanti della zona. Il monastero di Jambay è situato nei pressi di Jakar; Paker è posto all’ingresso della vicina valle di Chumey, a una mezz’ora di guida da Jakar, e si raggiunge con una brevissima passeggiata. Tra le visite più importanti ci sono quelle al complesso di Kurjey, considerato uno dei siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul luogo intriso di leggende dove Guru Rimpoce aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo (ku significa roccia; jey corpo) ed a Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa e retto dalla sua attuale reincarnazione, il più importante centro Nyingmapa del paese che rivela affreschi storicamente importanti, mai ritoccati e magnificamente conservati. 14°g.  20/10  Jakar – Trongsa  Si trascorre buona parte della giornata tra i Cham e le visite, partendo nel pomeriggio per e Trongsa, che dista 68 chilometri e si raggiunge con circa 2 ore e mezzo di guida. A Trongsa (2180 mt) ci si sistema in un alberghetto, il migliore disponibile. 15°g.  21/10 Trongsa – Thimpu  Dopo la visita dello Dzong si parte per Thimpu, la capitale del Bhutan, un viaggio di circa sette ore (sono circa 200 chilometri), ripercorrendo la bella strada che valica i passi del Pele e del Dochu. A Thimpu sistemazione in hotel. 16°g.  22/10 Thimpu – Paro  Dopo la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan, si parte per Paro (65 chilometri, circa 2 ore di viaggio) e si prosegue verso nord arrivando al sentiero che porta al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso sulle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto) chi vuole può noleggiare un cavallo. A Paro sistemazione in hotel. 17°g.  23/10 Paro – Katmandu  Partenza in volo alle 9.30 [orario da confermare] con arrivo a Katmandu alle 10.25 e sistemazione in albergo. Giornata libera. 18°g.  Lunedì 24 ottobre, volo di rientro
BHUTAN 2004: Ura Yakchoe, nel Bumthang
Tour delle regioni centrali ed occidentali di Druk Yul, con un Cham di antichissima origine
Periodo: 26 apr - 10 mag
Lo Yakchoe di Ura si sviluppa in modo simile a un tradizionale Tsechu: il nome dell’evento può variare per alcune differenze apparenti solo all’occhio esperto, legate alle divinità evocate o a fatti di storia locale. Partecipare agli Tsechu (“festival” è un termine limitativo) trasporta nel cuore della realtà esistenziale del popolo Bhutanese, dove il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e spirito, emozioni e pensiero si fondono in un immaginario dove si generano le dimensioni dei mondi sottili che animano la cultura di questo popolo straordinario. Si può così trovare un contatto con persone che vivono un contenuto esistenziale assolutamente diverso dal nostro. I vecchi di Ura raccontano che l’origine dello Yakchoe risale all’incirca all’anno 750. In quel periodo ci fu una tremenda epidemia di lebbra, ma fortunatamente venne in aiuto della gente della valle Guru Padmasambhava che vinse un confronto con i demoni che avevano scatenato il disastro, riuscendo così a liberare tutti dalle afflizioni in cui erano caduti. Il grande Guru donò poi una sua statua al villaggio, un potente amuleto per i secoli a seguire. Per commemorare questi fatti ogni anno si celebra Yakchoe; non si tratta di un’opera di teatro, ma di una rievocazione e un rinnovo dell’esorcismo che il maestro fece per proteggere tutti dalle energie del male. Andare in Bhutan, Druk Yul (paese del Drago Tonante) per i Bhutanesi, è il sogno di tutti gli appassionati delle culture himalaiane. E’ un paese che per ragioni storiche consente di avvicinare l'unica civiltà superstite fondata sui principi del Buddismo Vajrayana. Grande poco più della Svizzera, con due terzi del territorio coperti da foreste e la parte restante costituita da grandiosi massicci montani, è abitato da circa 600.000 persone, in maggioranza discendenti di stirpi di origine Tibetana o Birmana, amalgamate dalla fede nel Buddismo di scuola Kagyupa e Nyingmapa. Gli Dzong, i monasteri fortezza che dominano le valli himalaiane, sono rimasti tuttora i centri religiosi e amministrativi. Nota tecnica In Bhutan all’inizio di maggio la stagione è secca e si gode ancora della fioritura dei rododendri; può comunque sempre piovere, perché siamo vicini all’inizio del periodo monsonico. Si consiglia di portare felpe calde per la sera, giacca in goretex, scarpe da trekking, vestiti comodi. Le temperature medie previste in questo periodo sono min. 14,8 max. 27,2 a Punakha, il punto più caldo toccato dall’itinerario, e di min. 9,5 max 21,3 a Jakar e Ura, la zone più fredde. Per gli spostamenti in Bhutan si utilizzano dei comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti e dotati di lenzuola ed acqua calda; si pernotta in tenda per due notti a Ura, l’attrezzatura è tutta fornita da Amitaba, bisogna solo portare il proprio sacco a pelo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1° g.    Lunedì 26 aprile, partenza per Katmandu 2° g.    27/4 Arrivo a Katmandu Arrivo e sistemazione in albergo. 3° g.    28/4 Katmandu   Giornata libera 4° g.    29/4 Katmandu – Paro – Wangdue   Partenza in volo per il Bhutan alle 10.45; dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco himalaiano. Si ammirano l’Everest e il Makalu, e ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Si arriva a Paro alle 12.00 e si prosegue in pulmino oltre Thimpu, la capitale, valicando il passo di Dochu a 3116 metri, dove migliaia di bandiere di preghiera colorate circondano un Chorten su cui vengono adagiati dei piccoli Tsa Tsa che contengono le ceneri dei defunti. La discesa tra scenari grandiosi porta allo Dzong di Wangdue, dove si alloggia in un carinissimo hotel sul fiume in vista dello Dzong. 5° g.    30/4 Wangdue – Trongsa - Jakar  Valicato il passo del Pele La (3390 mt) dove le foreste di rododendri in questo periodo dell’anno sono in fioritura si visita il candido Chendebji Chorten, che fu costruito in un luogo isolato per commemorare la sconfitta di un pericoloso demone che terrorizzava un tempo queste valli rigogliose. Si sosta per il pranzo a Trongsa, un paesino situato a 129 km da Wangdue, dominato da un imponente Dzong, che si potrà visitare. Da Trongsa a Jakar restano 68 km, attraverso le foreste di rododendri del passo dello Yotong (3425 mt), che porta nelle valli del Bhumtang. Giunti a Jakar, a circa 2600 metri di altitudine, ci si sistema in un Lodge. 6° g.    1/5 Jakar – Ura  La valle di Choskor è il cuore della regione del Bumthang, dove ebbe origine la civiltà bhutanese. Vi si trovano moltissimi siti interessanti; visiteremo lo Dzong di Jakar, il Kurjey Lhakhang, il monastero principale della regione dove in una grotta su una roccia è impressa l’impronta del corpo di Guru Rimpoche e Jambey Lhakang, uno dei più antichi monasteri del Bhutan costruito nell’anno 659 da Songtsen Gampo, il re del Tibet. Nel pomeriggio con un trasferimento di circa 50 km ci si reca al villaggio di Ura, dove ci si sistema in tenda nei pressi del monastero – in questo remoto angolo del mondo non esistono gli alberghi! Dopo il calar del sole iniziano le prime cerimonie nel tempio. 7° g.    2/5 Ura Yakchoe  Giornata dedicata allo Yakchoe; le cerimonie vengono eseguite nel tempio e le danze nel cortile antistante. Durante lo Yakchoe vengono rappresentati molti personaggi che attraverso un crescendo di scene e movimenti sviluppati attraverso molti episodi generano una cerimonia di esorcizzazione per estirpare i mali del villaggio. Le danze sono ben eseguite, i costumi e le maschere colorati e pittoreschi, le musiche semplici ma efficaci. Partecipa l’intero paese, dai bimbi ai vecchi, tutti si stringono nel tempio la notte in cui vengono iniziati i riti propiziatori, ma non con un ruolo di “pubblico”: alcuni dei danzatori sono monaci, ma molte parti sono eseguite da persone del villaggio, nelle pause le donne eseguono danze cantando brani popolari e le cerimonie coinvolgono ognuno dei presenti. La figura rappresentata più riverita è sempre Mahakala, la potentissima entità tutelare del Bhutan, considerata un Dharmapala (“difensore della dottrina”), interpretato con una maschera scura dall’aspetto spaventoso – deve infatti riuscire a terrorizzare i demoni! Vengono utilizzate molte figure di animali, di guerrieri e anche di giullari dall’aspetto vagamente demoniaco, ma volutamente grossolane e simpaticamente provocatorie, che spesso inseguono i bimbi o le fanciulle del villaggio tra le risate generali. Conduce le varie fasi dell’esorcismo l’Abate di Ura, che assiste ieratico alle danze e osserva l’evolversi della cerimonia con grande concentrazione, officiando all’interno del tempio, di notte o al mattino e al pomeriggio prima delle danze, i complessi riti necessari ad evocare le forze sottili che animano l’evento. Il finale della seconda giornata è molto dinamico, i guerrieri si lanciano dalle finestre del piano superiore del tempio (… trattenuti fortunatamente per i piedi!) e vengono messi in fuga tutti i demoni tra il ritmo dei tamburi e una generale euforia. A Ura oltre al piacere di seguire lo Yakchoe si avrà anche il tempo di esplorare con calma il bel villaggio. 8° g.    3/5 Ura Yakchoe – Jakar  Le rappresentazioni dello Yakchoe si concludono nel primo pomeriggio; si ha così modo di rientrare a Jakar sistemandosi nel Lodge. 9° g.    4/5 Jakar - Gangte  Si segue il percorso dell’andata fino al passo del Pele, da dove una strada attraverso immense foreste di rododendri porta alla valle di Phobjikha. Nella natura bellissima qui trovano rifugio le rarissime gru dal collo nero. Su di un colle poggia il monastero Nyingmapa di Gangte, retto da Kunzang, un abate riconosciuto come la nona reincarnazione del maestro Pema Lingpa che visse nel XVI secolo. Ci si sistema in un caratteristico alberghetto bhutanese. 10° g.    5/5 Gangte - Punakha  Tornati sulla strada principale si discende la valle fino a Wangdue. Dopo la visita del grandioso Dzong ci si reca a Chimi Lhakhang, tempio della fertilità fondato dall’”illuminato pazzo”, il grande Lama Kunley, il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli e chiedono qui con fiducia questa grazia vengono quasi sempre esaudite… anche gli stranieri! Si alloggia in un hotel nei pressi dello Dzong di Punakha. 11° g.    6/5 Punakha - Thimpu  Si inizia la giornata con la visita di Punakha Dzong, il più bello del paese, meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan. Si parte poi verso Thimpu, dove si arriva nel pomeriggio dopo aver scavalcato il passo del Dochu e visitato Semtokha Dzong, che fu il primo Dzong costruito dallo Shabdrung, l’abate di Ralung che nel 1600 pose le basi dell’attuale struttura religiosa e politica del Bhutan. 12° g.    7/5 Thimphu - Paro  Con un salita a piedi di un’oretta nelle montagne a nord di Thimphu ci si reca al monastero di Tango, retto da un giovane abate considerato la reincarnazione del fondatore di Taktshang, dove vengono formati i monaci più capaci della scuola Kagyupa del Bhutan; chi di loro supera con successo un durissimo corso di studi e il successivo ritiro in isolamento di tre anni e tre mesi ottiene il titolo di Kempho e sarà autorizzato ad insegnare la parola del Buddha. Tornati a Thimphu si visita il Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva del Je Khempo, l’Abate del Bhutan; poi il tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimphu, dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. In serata si raggiunge Paro. 13° g.    8/5 Paro  Salita al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre del Bhutan, sospeso alle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita, chi vuole può noleggiare un cavallo. Ridiscesi si visita il Kichu Lhakhang, uno dei più antichi monasteri del Paese. Conclude la giornata la visita degli Dzong di Paro. 14° g.    9/5 Paro – Katmandu  Partenza in volo di prima mattina; all’arrivo sistemazione in albergo e giornata a disposizione. 15° g.    Lunedì 10 maggio, volo di rientro
BHUTAN trek 2003: Sentieri del Bumthang e festival di Ura
Un percorso che avvicina ail misterioso mondo del Paese del Drago
Periodo: 5 mag - 20 mag
Si pongono due campi, il primo nei pressi del monastero di Ngang e il secondo al villaggio di Tahung. Si partecipa poi al festival del villaggio di Ura, che richiama le popolazioni delle valli circostanti agghindate con i costumi più belli, per un momento di aggregazione festosa oltre che di interesse culturale e religioso: A Ura si alloggia per due giorni in una casa bhutanese. L’insieme di queste esperienze consentirà di immergersi nella peculiare atmosfera di questo paese, che speso sfugge il contatto dei visitatori. Gli spostamenti avvengono in pulmino, si utilizzano comodi alberghi a Wangdue, Punakha, Thimpu e Paro e un lodge a Jakar. I due campi del trekking sono attrezzati con materiale fornito da Amitaba, basta portare un sacco a pelo per temperature medie; a Ura l’alloggio in una casa bhutanese è accogliente ma spartano. Il clima è caldo con possibili brevi piogge (il monsone non sarà ancora iniziato). A Katmandu si utilizza un bell’albergo. Thechu, "festival" del Bhutan Il Bhutan, Druk Yul (paese del Drago Tuonante) per i bhutanesi, è un paese che per ragioni storiche consente di avvicinare l'unica civiltà superstite fondata sui principi del Buddismo Vajrayana. Grande poco più della Svizzera, con due terzi del territorio coperti da foreste e la parte restante costituita da grandiosi massicci montani, è abitato da circa 600.000 persone, in maggioranza discendenti di stirpi di origine Tibetana o Birmana, amalgamate dalla fede nel Buddismo di scuola Kagyupa e Nyingmapa. Gli Dzong, i monasteri fortezza che dominano le valli himalaiane, sono rimasti tuttora i centri religiosi e amministrativi. I momenti più interessanti per una visita in Bhutan sono gli Tsechu. Questa rappresentazione viene eseguita in molti Dzong e la si trova anche in altri luoghi, citando ad esempio quella abbastanza nota di Hemis in Ladakh. Partecipare agli Tsechu - “festival” è un termine limitativo - trasporta nel cuore della realtà esistenziale del popolo Bhutanese, dove il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare e spirito, emozioni e pensiero si fondono in un immaginario dove si generano le dimensioni dei mondi sottili che animano la cultura di questo popolo straordinario. Lo Tsechu è una manifestazione di più giorni in cui si rievocano la vita e gli insegnamenti di Guru Rimpoche, in sanscrito Padmasambhava, universalmente riconosciuto come il fondatore delle scuole del Buddismo Tibetano. L’insieme delle rappresentazioni può variare per la sequenza, per la scelta dei contenuti esposti e per gli intrecci con eventi legati alla storia e al folklore locale. Si tratta di un percorso che segue le tappe della vita di Padmasambhava ed espone alcuni degli insegnamenti principali. Chi partecipa, anche come spettatore,  entra direttamente e personalmente nella storia e nella parola del maestro. I Bhutanesi durante lo Tsechu sentono anche la presenza fisica del grande Guru, che è li, precisamente li, con loro. La coscienza di questa predisposizione ci aiuta a comprendere la grande attenzione che ognuno dei presenti pone a tutte le sfumature dell’evento. Non è ne danza ne musica, questi sono gli strumenti che rendono percepibile nella materialità ciò che ne costituisce l’essenza. Ognuno vive la rappresentazione nella propria interiorità; i vecchi prestano ad esempio particolare attenzione al Raksha Mangcham, la danza che espone la dimensione degli “stati intermedi”, il Bardo, per prepararsi alla propria morte fisica. Tsechu è il momento che è stato creato dai maestri spirituali per esporre alla gente i contenuti dell’insegnamento: ognuno percepisce ciò che è visibile al suo grado di purificazione interiore, e trova lo stimolo per approfondire la propria ricerca.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Lunedì 5 maggio, partenza per Katmandu 2°g.  6/5 Arrivo a Katmandu Accoglienza in aeroporto e sistemazione in albergo. Visita di Swayambunath. 3°g.  7/5 Katmandu Giornata libera 4°g.  8/5 Katmandu – Paro – Wangdue Partenza in volo per il Bhutan alle 10.45; dall’aereo si gode la vista della parte più spettacolare dell’arco Himalaiano. Si ammirano l’Everest e il Makalu, e ormai a destinazione, il Kanchendzonga ed il Chomolhari. Si arriva a Paro alle 12.00 e si prosegue in pulmino oltre Thimpu, la capitale che si visiterà al ritorno, valicando il passo di Dochu, a 3116 metri per giungere allo Dzong di Wangdue. Gli spostamenti interni in Bhutan vengono effettuati in comodi pulmini; la velocità massima consentita è di 40 km/h. 5°g.  9/5 Wangdue – Trongsa - Jakar  Si valica il passo del Pele La (3390 mt) transitando dal Chendebji Chorten e si visita Trongsa, un paesino dominato dall’imponente Dzong a 129 km da Wangdue. Da Trongsa a Jakar oltre il passo dello Yotong (3425 mt) restano 68 km da percorrere. A Gaytsa si potrà visitare il Gompa; giunti a Jakar ci si sistema in un Lodge. 6°g.  10/5 Jakar – Toktu Zampa – Ngang Lhakhang  Da Toktu Zampa (2560 mt), nei pressi di Jakar, inizia il trekking con un percorso di circa 12 chilometri attraverso bellissime pinete che impegna per circa 4 ore. Si raggiunge il monastero di Ngang (2800 mt), dove si pone il primo campo. Per chi non fosse allenato è possibile noleggiare un cavallo. 7°g.  11/5 Ngang Lhakhang – Phephe La - Tahung  Salita al passo di Phephe (3360 mt), il punto più alto del trekking, attraverso foreste rigogliose, un ambiente naturale assolutamente incontaminato. Si pone il campo a Tahung (2790 mt), coprendo 16 chilometri in circa 6 ore. 8°g.  12/5 Tahung – Gamling – Ura  Con circa 2 ore di cammino si raggiunge Gamling, da dove chi lo desidera può raggiungere il monastero di Ugyyen Chholing; la strada dove attendono i veicoli dista da qui circa un’ora. Raggiunto il villaggio di Ura ci si sistema in una tipica casa bhutanese – in questo remoto angolo del mondo non esistono ancora gli alberghi! 9°g. / 10°g. (13 e 14/5) Ura Yakchoe Oltre alla partecipazione allo Tsechu (che qui prende il nome di Yakchoe) si avrà la possibilità di visitare i luoghi più interessanti della valle di Choskhor, cuore del Bumthang, dove ebbe origine la civiltà bhutanese: i monasteri di Kurjey, dove in una grotta su una roccia è impressa l’impronta del corpo di Guru Rimpoche, e di Tamshing, fondato nel 1501 da Pema Lingpa, il più importante centro Nyingmapa del Paese, e altri  importanti siti. L’ultimo giorno in serata si rientra a Jakar. 11°g.  15/5 Jakar - Punakha  Si ripercorre la strada che serpeggia tra foreste rigogliose e montagne, gli scenari meritano almeno un secondo transito! Superato lo Dzong di Wangdue si risale la valle fino a Punakha Dzong, la meravigliosa sede invernale dell’Abate del Bhutan, il Je Kempo. 12°g.  16/5 Punakha – Thimpu  Dopo la visita del grandioso Dzong ci si reca a Chimi Lhakhang, tempio della fertilità fondato dall’”illuminato pazzo”, il grande Kunley, il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Nei pressi di Thimpu si visita lo Dzong di Simtokha, un antico monastero dedicato al significato dei mantra segreti, oggi sede di una scuola monastica. 13°g.  17/5 Thimpu – Paro  Visita del Trashichhoe Dzong, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate; poi del tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, vero gioiello dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci. Nel pomeriggio  si raggiunge Paro. 14°g.  18/5 Paro  Salita al monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più fotografato del Bhutan, sospeso com’è alle rocce sopra la valle. Per facilitare la salita, chi vuole può noleggiare un cavallo. Ridiscesi si visita il Kichu Lhakhang, uno dei più antichi monasteri del Paese. Conclude la giornata la visita dello Dzong di Paro. 15°g.  19/5 Paro – Katmandu  Partenza di prima mattina; dall’aereo si ammira per una seconda volta l’incredibile spettacolo delle grandi vette himalaiane. A Katmandu sistemazione in albergo e giornata a disposizione. 16°g.  Martedì 20 maggio, volo di rientro