Algeria, riflessioni dall’Assekrem
Con questo piacevole racconto Bepi Magrin ci dipinge il volto e l’anima di un grande personaggio del deserto sahariano, beatificato da Papa Benedetto XVI. Chi ha avuto la fortuna di sedersi lassù all’Assekrem ammirando i selvaggi monti dell’Hoggar, dove questo sant’uomo pose il suo eremo, ne ha potuto cogliere, almeno in parte, la profonda ispirazione.

CHARLES DE FOUCAULD 1858-1916
Vita ed opere di Charles de Foucauld
A cura di Bepi Magrin
La vita
Il sacerdote francese Charles de Foucauld, pioniere del dialogo con altre culture e religioni ed in particolare con l’Islam, fu beatificato da Papa Benedetto XVI nel 2005.
Era nato a Strasburgo nel 1858, rimase orfano di entrambi i genitori quando aveva solo 5 anni e fu allevato dal nonno (un colonnello dell’esercito francese: Beaudet de Marlet) che lo avviò alla carriera militare. La famiglia si era stabilita a Nancy dopo l’annessione dell’Alsazia alla Germania 1871. Ma Charles aveva avuto una giovinezza inquieta. Al liceo si era appassionato agli autori del XVIII secolo ed ai filosofi della Luce. Si diploma nel 1874 ma non termina gli studi seguenti a Sainte Genevieve di Parigi, lasciandosi andare ad una facile vita di piaceri. Nel 1876 entra nella scuola militare di Saint Cyr ma non sopporta la vita di caserma, tuttavia nel 1879 lo troviamo alla Scuola di Cavalleria di Samur ma dove non raggiunge subito la promozione. Intanto, l’eredità della famiglia gli permette ancora una vita dissoluta di piaceri. Nel 1880 finalmente col grado di sottotenente è a Ponte de Mousson con il IV Ussari e con questo viene trasferito a Setif in Algeria, dove si accompagna ad una signorina che presenta come sua moglie. Una indisciplina di troppo che lo fa rimandare al corpo di appartenenza. “Facevo del male ma non approvavo me stesso e questo mi provocava una vita dolorosa ed una tristezza che mai avevo provato prima (Meditazioni di Nazareth)”. “Dio mio, se esisti, fai che io ti conosca!”.
Durante un soggiorno a Evian viene a sapere che il suo reggimento è impegnato in Tunisia e chiede di essere reintegrato per partecipare a questa campagna, ma viene invece inviato a Mascara con un altro reggimento che è impegnato a sedare la rivolta di Bou Amama. Passa sei mesi sul Plateau e così scopre la realtà del Sahara. Comincia ad interessarsi alla lingua araba e nel 1882 si dimette volontariamente dall’esercito. Quindi si istalla ad Algeri per preparare un viaggio.
1883-84 Si avventura in un viaggio nel Marocco travestito da ebreo e accompagnato da un rabbino di nome Mardochée così attraversa i monti del Medio e dell’Alto Atlante e conosce il sud marocchino, raggiungendo le rive dell’Atlantico. Si trattava di regioni ancora sconosciute agli europei abitate da popoli che vivevano in eterno dissidio. Durante questo viaggio, durato un anno, alcuni incontri lo impressionarono molto, così come la fede dei mussulmani. Scrive: “la conoscenza dell’Islam ha prodotto in me un profondo sconvolgimento. La vista di questa fede e di queste anime che vivono nella continua presenza di Dio, mi fece intravvedere qualcosa di più grande e di più vero delle comuni occupazioni mondane.” Si trattava di una conversione radicale.
1889. Da questo anno conduce una vita fuori dal mondo. Entra in un convento di Notre Dame de Neiges in Francia dal quale viene inviato prima ad Akbes presso Aleppo in Siria, dove passerà 7 anni. Lascerà il convento nel 1896 per raggiungere Nazareth dove si occupa al servizio di un convento di Clarisse. Per 3 anni trascorre il suo tempo in lavori manuali in lunghe ore di adorazione silenziosa meditando sulle Sacre Scritture: molti dei suoi scritti spirituali sono datati a quel tempo. Rientra in Francia nel 1901 e il 9 giugno viene ordinato sacerdote a Vivers nell’Ardeche, quindi chiede di poter vivere nel Sahara e raggiunge Beni Abbes contando di poter tornare sulle montagne del Marocco che non ha mai dimenticate. “Quando compresi che esisteva un Dio, capii che non potevo far altro che vivere per lui, la mia vocazione religiosa nasce con la mia fede.”
Il 28 ottobre 1901 arriva a Beni Abbes sei mesi dopo l’arrivo del Reggimento francese. Qui compra un piccolo terreno con giardino e vi costruisce una casa che esiste ancora. Si tratta di un piccolo monastero con muro di recinzione che egli raramente superava. Nel Sahara volle stare tra i poveri quindi si stabilì a Tamanrasset dove vivono i Tuareg dell’Hoggar. Dal 1° giugno 1905 si istalla all’Assekrem a poco meno di 2800 metri di altezza e da quel momento fino alla sua morte conduce la stessa vita dei Tuareg studiandone la lingua ed i costumi. Si dedicò al silenzio ed alla preghiera desiderando essere di tutti il fratello universale. La sua giornata era così divisa: Sveglia alle h. 3,30, preghiera h 3,45, lavoro h. 10,45, pasto h. 14, riposo dalle h. 20,00, sonno h. 7,30. In una lettera inviata a Marie de Blondy scriveva: “La mia vita si spartisce nella preghiera, Messa, Breviario, recita ad alta voce perché il mio povero corpo dia lode così al Signore come può! Orazioni, meditazioni sul Vangelo con scritti ordinari, cammino con la croce, qualche preghiera vocale, rosario, letture, teologia, lavoro manuale, sacrestia e giardino. Poi, ciò che richiede molto tempo: ricevere le visite: qualche ufficiale, molti soldati, molti arabi, molti poveri ai quali dò del cibo e i datteri nella misura che mi è possibile.”
L’opera geografica
Nel 1885, i rilievi geografici riferiti al suo viaggio esplorativo in Marocco, gli valsero la medaglia d’Oro della Società Geografica di Parigi. Egli realizzò una serie di schizzi del Sahara algerino che voleva confrontare con quello marocchino.
Installò un osservatorio meteorologico sull’Assekrem e si interessò della modernizzazione della regione compiendo viaggi fino al 1916 con traversate da Algeri al Niger e poi a Zinder. Contribuì ad installare a Djanet, In Salah e Beni Abbes la Unione Telegrafica che si auspicava potesse presto collegare Algeri a Timbuctu.
Il lavoro linguistico
De Foucauld fu il primo a realizzare il dizionario Francese-Tuareg pubblicato nel 1908 con 392 pagine con il nome di Motylinski. Fece poi ancora 2 volumi di 652 e di 791 pagine dal Tuareg al francese. Un dizionario dei nomi propri: Tuareg-Francese di 362 pagine che fu poi pubblicato nel 1940. Testi tuareg di prosa e di poesia con introduzione storica comprendenti 575 poesie, 6mila versi con note e saggi di grammatica Tuareg.
L’impegno per la giustizia
Si impegnò a fondo per il grave problema della schiavitù, difese i diritti dei popoli colonizzati: “Queste popolazioni dovranno essere trattate in un regime di giustizia. Esse hanno diritto alla equità sociale, alla soppressione delle caste, abolendo gli abusi e proteggendole dalle violenze e dalle ingiuste imposte!” . Egli disapprovava la condotta di alcuni ufficiali che pure accolse fraternamente con una stretta di mano, ma che lasciò partire senza salutarli, perché non poteva in alcun modo partecipare a certe infamie di cui era stato testimone. Così fece conoscere la verità e denunciò le ingiustizie.
La fine
Sospettato di essere una spia francese durante la insurrezione dei Senussi, venne fatto prigioniero e rinchiuso in un forte di Tamanrasset. Qui il 1° dicembre 1916, mentre stava per essere portato fuori dall’ingresso del forte, la sentinella fece partire da vicino un colpo che colpì De Foucauld alla testa uccidendolo. Aveva 58 anni.
Beato
Il 13 novembre 2005 Charles de Foucauld viene elevato da Papa Benedetto XVI al rango di beato, alla presenza di un delegato speciale della presidenza algerina e di amici Tuareg. Considerato un Vangelo vivente, l’uomo a mani nude, nelle ultime immagini che abbiamo di lui, si mostra con una semplice veste bianca priva di simboli religiosi. Forse la pagina più bella della sua esistenza e della fede professata, poiché egli diceva di portare la sua croce interiore che esprimeva nel suo sorriso e nel viso, che sono quelli di un uomo che guarda l’altro con grande comprensione, con simpatia e con riconoscenza.