Madagascar
Il Madagascar è tra i paradisi naturali più belli al mondo con un buon clima, risorse idriche sufficienti ed un territorio in gran parte fertile; è quindi un Paese dove le condizioni materiali di base per una vita sufficientemente prospera sussistono in pieno. Ciò nonostante la maggior parte della popolazione vive in situazioni di povertà, avendo poco più di quello che serve alla sopravvivenza quotidiana e, nei nascenti centri urbani, spesso anche questo solo a stento.
Amitaba aveva così deciso di proporre viaggi in Madagascar sia di gruppo che individuali avendo anche l’obbiettivo di contribuire alle iniziative di sostegno in corso. Furono presi dei contatti con un’organizzazione Onlus gestita da italiani, la Omeo Bob Bon, il cui nome in lingua malgascia significa “mi dai una caramella?” – un nome che fu scelto perché queste sono le parole con cui spesso i bimbi di strada avvicinano i visitatori. Si era deciso di devolvere una parte degli introiti dei viaggi di Amitaba all’organizzazione. Il primo viaggio di gruppo venne realizzato nel 2016 ed ebbe un grande successo, con ottimo gradimento dei partecipanti e la raccolta di una donazione. La collaborazione è poi durata diversi anni, fino a quando nel 2025 i sostenitori italiani si sono dovuti purtroppo ritirare per le difficoltà locali inerenti alla gestione.
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Omeo Bon Bon era partita nel 2005. Ha iniziato la propria attività con i bambini di strada distribuendo loro pane in una piazza di Antananarivo, la capitale, e medicinali nelle zone rurali dell’isola. Successivamente ha fondando a Fianarantsoa, nell’altopiano malgascio a sud della capitale, una casa famiglia che ospitava fino a 20 bambini in affido temporaneo, in accordo coi servizi sociali locali.
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Parallelamente sono poi sorte diverse altre iniziative che garantivano ad altri 130 bambini vitto, scolarizzazione e cure mediche. In particolare era stato avviato il centro di accoglienza diurna denominato “Classes rapides” che offre una prima formazione scolastica ai bambini di strada al fine di inserirli poi nella scuola statale, oltre ad un servizio di doposcuola per chi frequentava già la scuola ufficiale. A tutti questi bimbi venivano dati anche i tre pasti giornalieri e le cure mediche necessarie.
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Successivamente erano state avviate anche altre attività, una di scolarizzazione nelle strade (scuola all’aria aperta): le insegnanti “raccoglievano” i bambini e organizzavano delle attività didattiche con lo scopo di favorirne l’ingresso nel “Classes rapides” e successivamente nelle scuole. L’altra attività di pura assistenza (“La cantine scolaire“) consisteva nella distribuzione di un pasto giornaliero ai piccoli studenti di un remoto villaggio.
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Lo spirito che animava Omeo Bon Bon non era però limitato al solo ed indispensabile aiuto immediato, la Onlus aveva anche l’obbiettivo di dare a questi bambini gli strumenti necessari per costruirsi una vita libera e responsabile. Per questo era stato avviato grande un progetto che portò all’acquisto di 15.000 mq di terreno su cui edificare una casa famiglia, una scuola, dei laboratori per l’insegnamento di attività manuali e un’infermeria; erano inoltre previste coltivazioni e piccoli allevamenti al fine di garantire il più possibile un sistema di auto sostentamento. Purtroppo tutti gli investimenti fatti, che erano giunti quasi alla conclusione del progetto, sono – come sfortunatamente a volte succede in queste regioni del mondo – caduti nelle mani di persone locali che non hanno mantenuto lo spirito umanitario che fu d’ispirazione per tutte queste fatiche.
Con l’abbandono nel 2025 del progetto da parte dei sostenitori italiani anche Amitaba ha sospeso le contribuzioni che aveva qui.
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