Uzbekistan, il paese e la storia
L’Uzbekistan è grande una volta e mezza l’Italia con una popolazione di circa 37 milioni, di cui 85% uzbechi ed il resto composto da altre popolazioni centro asiatiche tagike, kazake e Caracalpachi, un’etnia di origine turca, con un 2% di russi. Vi si riscontra un’identità culturale forte, con un orientamento laico se pur in un contesto dove la maggioranza è di credo musulmano sunnita, ma con la scrittura che utilizza i caratteri latini. Gli uzbeki sono anche orgogliosi della loro cucina, con il tipico piatto del plov a base di riso e l’ottimo pane che sfornano, e i viaggiatori concordano.
Indice della pagina:
Incastonato nel mezzo dell’Asia Centrale e senza sbocchi al mare, l’Uzbekistan confina con tutti i paesi che ne fan parte, ad ovest ed a nord col Kazakistan, ad est col Kirghizistan ed il Tagikistan, a sud con l’Afganistan ed il Turkmenistan.
Solo circa il 10% della superfice è coltivato e buona parte del territorio è occupato dal deserto del Kizilkum (significa ‘sabbie rosse’ in uzbeko), che si estende a nord del fiume Amu Darya (in latino Oxus), la più lunga via d‘acqua dell’Asia Centrale (2650 km) che origina nel Pamir e si spegne nell’Aral segnando qui buona parte dei confini meridionali col Turkmenistan, e sconfina verso nord nel Kazakistan, dove giunge fino all’altro grande affluente dell’Aral, il Syr Daria. Questo vasto spazio è per la gran parte una piana coperta da sabbie, con aree che presentano una vegetazione di tipo stepposo.
A sud est iniziano i contrafforti dei monti che poi, oltre confine, giungono fino al Pamir, con la vetta più alta del Paese (il Khazret Sultan) che raggiunge i 4.643 mt al confine con il Tagikistan, mentre a nord est, nel piccolo tratto di territorio incuneato tra Kazakistan e Kirghizistan, si trovano le propaggini più occidentali dei monti del Tien Shan. La zona più fertile del paese è la porzione più orientale, la valle di Fergana, i cui confini sono un piccolo rebus messo a punto nel periodo sovietico, con piccole parti uzbeke all’interno del Tagikistan e viceversa.
CITTA’ STORICHE E MERAVIGLIE DEL PASSATO
Per molti l’Uzbekistan è sinonimo delle città storiche di Khiva, Bukhara e Samarcanda e, in effetti, senza nulla voler togliere al resto, sono tre centri di interesse eccezionale, assolutamente imperdibili.
Partendo da ovest, la prima che incontriamo tra queste è Khiva, la cui parte antica, designata dall’Unesco ‘Patrimonio dell’Umanità’, è circondata da mura perimetrali e contiene i principali monumenti storici, tra cui il Palazzo del Khan e diverse madrasse e moschee, una città-museo. L’area all’interno delle mura è molto bella da percorre a piedi, regala la sensazione di essere fuori dal tempo; gli edifici sono stupendi, le maioliche colorate preziose, un insieme unico al mondo, dove si trovano anche interessanti negozi con dell’ottimo artigianato.
Bukhara, di origini più antiche, anch’essa sede di un Khanato che prima dell’avvento dell’Impero Russo si contendeva il dominio di queste regioni con Khiva, presenta un centro storico magnifico, parte del Patrimonio Mondiale Unesco, con la piazza di Lyabi Hauz, la moschea Maghoki-Attar, che è la più antica dell’Asia ed è anche il punto più sacro della città, i bazar coperti, il minareto di Kalon, le moschee di Kalon e Bolo-Khauz, le madrasse Chor Minar, Mir-i-Arab, Ulugbek e Abdul Aziz Khan, il palazzo di Ark ed i mausolei di Ismail Samani e Chashma Ayub. Se pur più grande di Khiva, anche qui si riesce ad ammirare questo infinito patrimonio passeggiando con tranquillità, a parte per l’interessante palazzo estivo dell’emiro ed il mausoleo del grande santo sufi Bakhoutdin Naqshbandi, entrambi posizionati fuori città.
Samarcanda è considerata il gioiello della Via della Seta, fondata circa 2700 anni fa, alle sue origini fu parte dell’impero persiano achemenide, ed è il luogo dove la munificenza di Tamerlano, che nel 1370 ne fece la capitale del suo immenso impero, consentì di realizzare opere uniche al mondo. Qui si riscontra un apice stilistico dell’arte centro asiatica nel mausoleo di Tamerlano, che fa a gara con gli altri siti per bellezza assoluta, e colpisce anche per la visuale che si ha della cupola al suo interno, nella colossale moschea di Bibi Khanym, la cui storia ha anche un fondo romantico, e soprattutto nel Registan, uno dei punti più esteticamente appaganti dell’Asia Centrale, con i tre magnifici edifici a contorno, un luogo che ci fa comprendere lo stupore che si riscontra nei racconti degli antichi viaggiatori. Oltre alla grandiosità dell’area centrale, vi sono diversi altri punti di valore come la necropoli di Shah-i-Zinda, dove i mausolei compongono una linea di edifici mirabilmente decorati, dalle proporzioni perfette, con molti dei meravigliosi interni visitabili.
Ma l’interesse per l’Uzbekistan storico non si esaurisce con Khiva, Bukhara e Samarcanda. Oltre a queste mete più note, tra i punti di interesse principale è utile citare che ad ovest tra Nukus e Khiva le regioni storiche della Corasmia che sfumano verso il bacino dell’Aral, con le impressionanti rovine di Toprak Kala, che ne fu la capitale nel III secolo, e di Ayas Khala, l’antica fortezza che domina il deserto di Kyzylkum, A sud di Samarcanda troviamo invece Shakhrisabz, il luogo natale di Tamerlano, con i resti del palazzo di Ak-Saray, i mausolei di Jehangir e Dorut Tilovat e la moschea di Kok-Gumbaz. La capitale stessa, Tashkent, che è il centro urbano più grande dell’Asia centrale, presenta il grande complesso di Khast Imom, centro religioso del paese con la madrassa Barak-Khan, la moschea Tilla Sheikh, il mausoleo di Abu Bakr Kaffal Shashi e l’istituto islamico dell’Imam al-Bukhari. Infine, nell’est del Paese, troviamo la valle di Fergana con la città storica di Kokand.
Ma, … solo siti storici? Stante la fortissima attrattiva che ci offre il passato, da un punto di vista naturalistico sono sicuramente molto interessanti i monti Nurata, la catena che separa Samarcanda dal lago Aydarkul, dove vivono dei montanari kirghisi che hanno organizzato anche dei tranquilli agriturismi. Poi, a nord di Nukus è molto particolare la regione del lago d’Aral, da Muynak, con le navi appoggiate sulla sabbia, al plateau di Ustyurt, tra pittoreschi canyon e luoghi rivelati dal ritiro delle acque, con diversi depositi salini, un insieme che ispira alla fotografia.
Il nome ‘Uzbekistan’ compare per la prima volta in ambito letterario verso il XVI secolo; infatti questa regione nel corso dei millenni era stata oggetto di domini, lotte, scambi e conquiste. L’identità attuale, come la si conosce oggi, è emersa in tempi relativamente recenti.
Tempi antichi – I primi insediamenti conosciuti della regione che oggi è l’Uzbekistan furono degli Sciti, una popolazione nomadica di cavalieri di ceppo iranico che giungeva dalle aree più interne dell’Asia Centrale, che a partire dall’VIII secolo a.C. vi fondò i regni di Corasmia, Bactriana e Sogdiana e successivamente di Fergana e Margiana. Le città di Bukhara e Samarcanda furono tra i centri più importanti di quel periodo. La regione era poi diventata parte dell’impero persiano Achemenide, quando qui giunse il grande condottiero macedone, Alessandro Magno, che nel IV secolo a.C. la conquistò regione e sposò Roxane, la figlia di un signore locale nei pressi di Samarcanda, per poi proseguire nella sua campagna di conquista verso l’India. Dopo questo interludio greco – bactriano vi fu l’avvento dei Parti a cui seguirono i persiani dell’Impero Sassanide, fino all’avvento degli arabi.
Arabi, mongoli, Tamerlano e khanati – Gli arabi dall’VIII secolo si impadronirono dell’area affermando con forza l’Islam su popoli che fino ad allora avevano praticato lo Zoroastrismo. Il prossimo sconvolgimento fu poi portato dalle orde mongole dei Gengis Khan e dei suoi successori che invasero la regione nel XIII secolo. Nel 1336 nasce a Shakhrisabz Tamerlano che riassemblò le capacità militari dei popoli nativi riuscendo a fondare un colossale impero, sostituendosi di fatto alla dinastia mongola Chagatai, con Samarcanda come capitale, facendola diventare uno dei più grandi centri di cultura e di commerci di tutta l’Asia Centrale. Alla sua morte i successori non seppero tenere unito l’enorme impero così la regione cominciò a frammentarsi in stati e staterelli finché a partire dal XVI secolo non si formarono un mosaico di khanati, simili a delle città stato, governati da pittoreschi quanto spesso crudeli e belligeranti signori locali, con Khiva, Bukhara e Kokand che governarono la regione fino all’arrivo dei russi.
L’arrivo dei russi – L’impero zarista nel XIX secolo cominciò ad espandersi in Asia Centrale, riuscendo gradatamente a prenderne il controllo, ed i russi posero a Tashkent il proprio centro per le regioni che venivano chiamate Turkestan. Dagli zar si passò ai bolscevichi ed all’Unione Sovietica, dove il paese divenne una della Repubbliche Socialiste Sovietiche dal 1924 fino al 1991, quando, dopo la caduta dell’URSS, ottenne l’indipendenza. Il primo presidente del Paese divenne Islam Karimov, ex segretario del partito comunista, una figura autoritari che rimase al potere fino alla sua morte nel 2016; il successore è stato il suo Primo Ministro Shavkat Mirziyoyev, che poi nel 2021 è stato riconfermato per un secondo mandato di presidenza.
INDICE DELLA SEZIONE
VIAGGI A CALENDARIO
Viaggi in partenza
I VIAGGI DI AMITABA
RICHIESTA INFORMAZIONI
Per qualsiasi domanda e curiosità,
compila tutti i campi del form: