Turkmenistan, cenni storici
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TEMPI ANTICHI – I primi insediamenti in quello che oggi è il territorio turkmeno risalgono dal 7000 al 5000 a.C., ma fino al VI secolo a.C., quando divenne parte dell’Impero Achemenide di Ciro il Grande, non vi sono testimonianze scritte di queste regioni. Dopo i persiani giunse Alessandro Magno ed i Parti che ebbero la capitale dell’impero a Nissa, a 25 km dall’odierna capitale Aşhgabat, tra il III ed il I secolo a. C.
PENETRAZIONE ARABA E GLI OGHUTZ – Durante il VII secolo il territorio fu conquistato dagli arabi che vi diffusero la religione islamica, e, negli anni successivi, calarono qui le tribù mongole turcofone degli Oghutz, che formarono la base etnica dei turcomanni che incontriamo oggi, adottando nel contempo l’Islam sunnita e completando la transizione di questa regione da un mondo culturale persiano ad uno turco. Queste tribù nomadi e guerriere divennero una colonna portante del vasto impero islamico sunnita selgiuchide, che tra l’’XI ed il XII secolo divenne il più vasto regno dei tempi, nel cui ambito sorse il regno vassallo di Corasmia (Khwārizm), che copriva anche l’area del Turkmenistan.
ARRIVO DEI MONGOLI – I potentati di queste regioni nel XIII secolo cercarono vanamente di opporsi alla conquista dei mongoli, che divennero gli incontrastati signori per oltre 150 anni. Il loro arrivo decretò anche la fine di Merv, antichissima città che gli storici indicano essere stata, nel XII secolo, la più popolosa al mondo, importante centro lungo le Vie della Seta, che venne distrutta nel 1221 dalle armate mongole di Tolui, figlio di Gengis Khan, che uccisero tutti gli abitanti e demolirono anche il complesso sistema d’irrigazione che permetteva alla città d’esser rigogliosa. Il Turkmenistan a seguire entrò a far parte del Khanato Chagatai, e nel XIV secolo divenne uno dei domini di Tamerlano.
ZAR E SOVIET – I secoli che seguirono videro varie sottomissioni, contese e conquiste con diversi cambi di alleanze tra le tribù turkmene, fino all’avvento dell’Impero Russo che iniziò a penetrare il territorio alla fine del XIX secolo partendo dalla loro base di Krasnovodsk sul Mar Caspio, città che oggi è stata ribattezzata Turkmenbaşhy. La conquista non fu semplice, le tribù turcomanne diedero del filo da torcere alle truppe zariste riuscendo ad ottenere anche una vittoria sul campo nel 1879, ma a Geok Tepe nel 1881 vennero definitivamente sconfitte e la corona zarista coprì anche questa parte dell’Asia Centrale. Con la presa di potere bolscevica a Mosca vi fu un tentativo di rivolta contro il nuovo governo, che riprese però il controllo completo ed istituì nel 1921 la Repubblica della Transcaspia ed a seguire, nel 1924, istituì la Repubblica Socialista Sovietica Turkmena. Con Stalin venne imposta la sedentarizzazione dei nomadi e ridisegnata la produzione agricola, con un pieno controllo di Mosca della vita politica.
REPUBBLICA TURKMENA – Con il crollo del sistema sovietico il capo del Soviet turkmeno e primo ministro Saparmurat Niyazov nel 1991 indisse un referendum che decretò l’indipendenza del Turkmenistan, ed il despota rimase il capo assoluto anche della nascente nuova nazione. Ha poi tenuto in mano il potere col pugno di ferro fino alla sua improvvisa morte nel 2006, favorendo anche il culto della personalità in modo quasi esasperato, ci si chiede se fosse del tutto ‘normale’. Un esempio: scrisse un testo di pensieri che fu fatto diventare obbligatorio per tutto, utilizzato come la base del sistema educativo, usato anche per l’esame della patente di guida con le frasi che venivano apposte pure nelle moschee, dove il Corano doveva essere esposto pariteticamente con il suo libro … A Niyazov è succeduto il suo primo ministro Gurbanguly Berdimuhamedow, con conferme del 97% riscontrate nelle elezioni del 2012 e 2017, e, dulcis in fundo, nel 2022 l’elezione ha confermato presidente il di lui figlio Serdar Berdimuhamedow; nessuno al mondo ovviamente ha mai ritenuto queste delle effettive ‘elezioni’. E’ nata così una nuova ‘dinastia’ centro asiatica.
Questi capi hanno nelle loro mani un patrimonio immenso dato dalle risorse naturali del Paese, che detiene il 20% delle riserve mondiali di gas naturale, oltre a delle riserve di greggio; dispongono così dei mezzi necessari per mantenere stabilmente il controllo, ma ben poco di questi introiti contribuisce al benessere dei turkmeni.
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