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Turkmenistan, caratteristiche del paese

Il Turkmenistan è grande 1,6 volte l’Italia con una popolazione ufficialmente di poco superiore ai sette milioni (*), di cui oltre l’85% turkmeni di credo islamico sunnita. Tra i paesi dell’Asia Centrale è il meno frequentato e conosciuto, l’ultima statistica disponibile, pre-Covid, per il 2019 indicava circa 14.000 visitatori. Un fatto peculiare visto l’interesse che offre con deserti, siti naturali ed archeologici tra i più affascinanti al mondo ed anche nuove città corredate da un’impensabile retorica architetturale creata da oligarchi senza limiti di spesa che sfiorano, e forse superano, la follia, ma nel contesto di un mondo dove si individuano le tracce di antiche rotte carovaniere. Un Paese caratterizzato ancora oggi, nonostante la sedentarizzazione forzata imposta dal periodo sovietico, da una cultura fortemente tribale costituita da sei gruppi principali, di cui i Teke sono il più numeroso ed influente, un mondo dove conta ancora moltissimo il clan di appartenenza. Ciascuna tribù parla un proprio dialetto, ha costumi diversi ed utilizza specifici disegni e colori dei tappeti; lo spirito dei cavalieri nomadi pervade ancora i turcomanni!

(*) Secondo fonti indipendenti sembra essere un dato contraffatto dal governo per mascherare l’entità del fenomeno dell’emigrazione; secondo gli oppositori il dato veritiero è di circa di tre milioni…

ANDARE IN TURKMENISTAN

Il clima è molto asciutto di tipo continentale, con il deserto del Karakum che è tra i più secchi al mondo. Si registrano mediamente 240 giornate pienamente soleggiate all’anno, con temperature che possono essere caldissime nel pieno dell’estate, mentre in inverno l’assenza di catene montuose a nord consente a volte la discesa di venti gelidi. In sintesi i periodi migliori per una visita sono da marzo a giugno e da settembre a metà novembre.

GEOGRAFIA DEL PAESE

Il territorio si estende dal Mar Caspio ad ovest fino ai confini sudorientali con l’Afganistan, confinando a nord col Kazakistan ed a nord est con l’Uzbekistan, mentre a sud i monti del Kopet Dag delineano il confine con l’Iran. La gran parte dello spazio (oltre il 70%) è coperto dal deserto del Karakum, che occupa tutte le regioni centrali partendo dal bacino del Turan arrivando a nord fino al fiume Amu Darya (in latino Oxus) e con i rilievi montani del Kopet Dag, che si estendono per circa 650 km, che creano un limite naturale a sud, dove le cime arrivano fino ai 2912 mt del Rizeh, se pur la vetta più elevata del Paese è nel punto più orientale del confine con l’Uzbekistan, dove le ultime propaggini dei monti Koytendag entrano per un breve tratto in Turkmenistan, arrivando ai 3137 mt dell’Ayrybaba. Gli unici altri rilievi degni di nota del Paese sono nei pressi del Mar Caspio, con il monte Arlan (1880 mt) a sud est di Turkmenbasy, una prosecuzione della corrugazione che forma il Kopet Dag lunga una settantina di chilometri  conosciuta come il Grande Balkhan.

Il vasto deserto del Karakum nasconde una grande ricchezza, il gas naturale, che ha qui il 20% delle riserve mondiali ed è una fonte formidabile di introiti per il regime totalitario che domina il Paese.

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