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Storia del buddismo amidista (o della Terra Pura)

A cura di Riccardo Marini di Villafranca

Da un punto di vista storiografico il culto di Amitābha si è probabilmente sviluppato alla fine del I secolo d.C., poco tempo dopo la resa scritta dei primi sutra Mahayana. L’Amidismo si fonda sui 3 Sutra della Terra Pura:

  • il Sutra della Vita Infinita o Sukhāvatīvyūha Sūtra lungo, detto anche Sutra lungo della Terra Pura o Sutra lungo del Budda Amitabha;
  • il Sutra di Amitabha o Sukhāvatīvyūha Sūtra corto/Amitābha Sutra, chiamato anche Sutra breve della Terra Pura;
  • il Sutra della Contemplazione o Amitayurdhyana Sutra, tradotto anche come Sutra della consapevolezza di Amitabha.

Inoltre, altri sutra parlano in modo approfondito di Amitabha. Essi sono:

  • Il Sutra del Loto al capitolo VII, nomina Amitābha come uno dei sedici “figli” del Budda Mahâbhijñā Jñānâbhibhū, assieme a Gautama Budda (Sakyamuni);
  • il Pratyutpanna Samādhi Sūtra.

Tutti questi sutra, la cui origine indiana è dubbia, apparvero in Cina nel 150 d.C. circa. Essi descrivono il Budda Amitabha, tramite un discorso di Gautama Budda ai discepoli prediletti, e la sua paradisiaca Terra Pura, chiamata Sukhavati.

La futura scuola della Terra Pura cominciò ad acquisire la sua influenza in ambito Mahayana nel II-III secolo e la fama di Amitabha si diffuse rapidamente in Cina. Nel 402, il monaco Huìyuan radunò un’assemblea di praticanti devoti ad Amitabha e diede origine formalmente, in Cina, alla corrente autonoma della Terra Pura (in cinese Jingtu), fondando un monastero sulla cima del Monte Lushan. Il lignaggio è fatto però risalire a Nāgārjuna, il monaco indiano del II secolo, fondatore della scuola dei Mādhyamika e considerato il primo patriarca delle scuole Mahāyāna.

La prima testimonianza scritta del nome Amitābha (letteralmente “Luce senza fine”) è costituita dalla dedica incisa su una statua del II secolo trovata a Govindnagar, Pakistan, ora al museo di Mathura, dedicata a “Amitābha Budda” da una famiglia di mercanti nel “28° anno del regno di Huviṣka”, cioè nella seconda metà del secondo secolo, durante l’impero Kuṣāṇa.

I rituali furono sistematicizzati ad opera di Shan-tao (613–681), un maestro considerato dai fedeli un’incarnazione del Budda Amitabha e il più importante maestro del lignaggio cinese; non a caso oggi ci si riferisce al principale lignaggio della Jingtu come al lignaggio di Shandao (in giapponese Zendō; egli è considerato il quinto patriarca).

La religione amidista procedette poi a diffondersi in Giappone attorno al 1150 d.C., dove crebbe più lentamente. Honen Shonin (1133–1212), un monaco Tendai, costituì ufficialmente il buddismo della Terra Pura, come una setta indipendente in Giappone, con il nome di Jodo Shu (1175), avendo un grande seguito. Dagli insegnamenti del suo discepolo Shinran nacque la Jodo Shinshu o buddismo Shin, il secondo gruppo amidista del Giappone.

Oggi la “Terra Pura” è, insieme al Chán (Zen), una delle scuole buddiste più praticate e quella dominante in: Cina, Giappone, Taiwan, Hong Kong, Macao, Vietnam e Corea del Sud. In Cina e Giappone il buddismo della Terra Pura è spesso praticato in sincretismo religioso con Chán e Zen, o con le religioni locali, come lo shintoismo giapponese. In Giappone tale scuola contende la maggioranza alla scuola Nichiren, di origine Tendai, che è storicamente rivale della Terra Pura. Secondo alcune stime, il 40 % dei buddisti giapponesi segue stabilmente la scuola della Terra Pura (il 25 % dell’intera popolazione, circa 18 milioni di persone).

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