Nota tecnica: Kailash e Amnye Machen

Nota tecnica: Kailash e Amnye Machen

INDICE:

  • Importanza di un’attrezzatura adeguata
  • L’alta quota
  • Elenco del materiale consigliato

Importanza di un’attrezzatura adeguata

Quando ci si reca al Kailash o all’Amnye Machen, e, più in generale, in regioni dove le quote sono elevate e si prevede l’utilizzo dei campi mobili, è importante avere una attrezzatura adeguata che consenta di vivere comodamente anche alle basse temperature, completa ma non eccessiva. Nel periodo estivo raramente si scende sotto lo zero termico, ma lungo il sentiero del Kailash, soprattutto sul versante nord, possono sempre verificarsi dei cali di temperatura che rischiano di portare di notte anche a –10°c e la neve può cadere in ogni mese dell’anno. Al Kailash la maggior parte delle notti si passa in tenda; per i campi viene fornito tutto da Amitaba tranne il sacco a pelo. Molti viaggiatori portano anche un proprio materassino tipo Term-a-rest per un maggiore confort. È necessario un buono spirito di adattamento per la diversità dell’ambiente, l’alta quota ed i possibili imprevisti; recarsi in queste regioni non è mai un viaggio “normale”, ma una vera e magnifica avventura!

L’alta quota

Il problema principale da affrontare è l’alta quota, tenendo presente che al Kailash la base delle valli attorno al monte è già oltre i 4000 metri e che durante la circumambulazione si raggiungono i 5600 mt. Un periodo di adattamento è quindi fondamentale; fortunatamente le quote delle tappe di avvicinamento e il tempo necessario per arrivare alla montagna fa sì che spesso i problemi principali quando si giunge all’imbocco dei sentieri siano già almeno in parte superati. Chiaramente al Kailash, quando sul versante nord si arranca oltre i 5000 mt del campo di Dirapuk verso il passo di Dolma, ognuno ha sempre delle difficoltà personali per l’affaticamento. Per questo, spesso ci aiuta vedere le vecchie donne tibetane che procedono lungo il sentiero sacro in scarpe da tennis appoggiate al loro bastone recitando il mantra di Chenresi, tenendo magari per mano la nipotina: loro non hanno con sé neanche il sacco a pelo…!
Molti hanno avuto un riscontro positivo nell’attenuazione dei sintomi dell’alta quota con l’utilizzo del diuretico Diamox, somministrato in dosi minime ma preventive (1/2 pastiglia mattino e sera da 36 ore prima della salita in quota e per le prime 36 ore in quota: totale 3 pastiglie) accompagnato dall’ingerimento di almeno 2/3 litri di liquidi al giorno. Il farmaco si è inoltre rivelato utile anche per un uso successivo al manifestarsi dei sintomi del mal di montagna. Per l’utilizzo di Diamox è necessario però rivolgersi al proprio medico. Per l’ipertensione invece alcuni hanno trovato un buon ausilio nell’agopuntura e nella medicina tibetana; anche in questo caso è comunque sempre necessario un parere del proprio medico. Ci si aspetti comunque di avere qualche disagio nei primi 2 o 3 giorni. A Lhasa è anche facile trovare dei preparati naturali che mitigano i sintomi dell’altitudine; quasi tutte le farmacie nella zona del Barkor ne hanno diversi tipi in vendita. La nostra esperienza ha riscontrato un effetto positivo di queste cure.

Elenco del materiale consigliato

Vestiario:

  • 1 paio di sandali con suola forte (tipo Birkenstock), 1 paio di scarpe tipo tennis/corsa, 1 paio di scarponcini tipo trekking caldi possibilmente con interno in goretex, 1 paio di ciabatte di plastica (per la doccia o l’igiene quotidiana), 2 paia di calzettoni caldi (tipo trekking);
  • pantaloni in cotone leggero comodi, pantaloni caldi e comodi, eventualmente pantaloni tipo tuta, sottopantaloni in pile o eventualmente calzamaglia. Possono essere utili dei copripantaloni in goretex;
  • 2 magliette a manica lunga calde, felpa, 2 pile caldi, 1 giacca comoda in goretex o comunque antivento/acqua – rispetto al classico piumino è più versatile, perché si usa anche quando fa più caldo e la termicità è ottenuta indossando più strati di vestiario;
  • copricapo per il sole, copricapo caldo, occhiali da sole di buona qualità, guanti tipo pile o tipo da sci leggeri.

Pulizia, cosmesi e medicine:

  • asciugamani e occorrente per l’igiene personale;
  • creme protettive per il sole e per le labbra;
  • l’elenco di farmaci dipende dai problemi personali, e necessita della consultazione con il proprio medico; le profilassi preventive sono a discrezione, ma si tenga presente che le zone d’alta quota del Tibet non sono zona malsane o malariche. Solitamente si consigliano farmaci per disturbi digestivi, anti dolorifici e anti infiammatori, disinfettante e cerotti. È utile avere dello iodio per purificare l’acqua.

Attrezzatura:

  • materassino termico (tipo Therm-a-rest autogonfiabile), sacco a pelo di piuma caldo – nella classificazione standard va bene il “-10”. Alcuni trovano utile avere anche un sacco lenzuolo da usare se fa caldo o come rivestimento interno del sacco di piuma;
  • pila possibilmente frontale (che si tiene sulla testa) con pile di riserva, borraccia;
  • zaino con capienza media per portare oggetti di uso personale durante gli spostamenti a piedi. Per il bagaglio si possono utilizzare zaini, borsoni od anche valige; queste ultime però sono un po’ ingombranti in tenda. Si tenga presente che tutti i contenitori subiscono parecchia usura durante il trasporto, specialmente se vengono issati sugli yak.

Varie:

  • attrezzatura fotografica o film. Sono utili delle pile di riserva – non si trovano ricambi e la ricarica di pile durante i percorsi a piedi non è possibile.

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