Meditare in Myanmar

La pratica meditativa è parte integrante della cultura di questo Paese e per molti birmani è normale fare dei ritiri di meditazione in diversi momenti della loro vita, prendendo, a volte, i voti monastici, ma solo limitatamente alla durata del ritiro.

Queste esperienze possono essere accessibili ai visitatori, anche per pochi giorni se non si ha il tempo sufficiente per un lungo ritiro, e Amitaba può organizzare questa possibilità, che a volte viene anche proposta a coronamento dei viaggi culturali del Calendario. A tal fine abbiamo selezionato dei centri dove i laici sono ammessi e dove vengono trasmesse rigorose tecniche sperimentate da secoli e si usufruisce degli insegnamenti di monaci esperti. La partecipazione non richiede l’adesione al contesto religioso buddista e le attività sono focalizzate sull’acquisizione di metodi che consentano la consapevolezza ed il controllo dei flussi di pensiero, con lo scopo di portare le persone a familiarizzarsi con metodi che possono poi essere di aiuto nella vita.

Tra i centri accessibili agli stranieri uno dei migliori [indicazione scritta nel 2021] è il Chanmyay Yeiktha, che ha una sede a Hmawbi, a circa 45 km da Yangon. Questo luogo , facile da raggiungere, è particolarmente adatto in quanto ubicato in una zona rurale tranquilla e dispone di ampi spazi e giardini che si estendono su 10 ettari, con alberi ad alto fusto e piattaforme coperte, poste tra gli alberi, per la pratica solitaria, immerse nella natura in un contesto molto gradevole. Può essere accolto un numero limitato di stranieri, che vengono seguiti da monaci o monache che parlano inglese. Vi sono alloggi separati per uomini e donne.
Per i principianti l’attività proposta da questo centro si basa sull’Anapanna, ovvero su un approccio che porta a rafforzare la capacità concentrativa e di consapevolezza ponendo grande enfasi all’attenzione sul flusso naturale del respiro che viene utilizzato come fonte primaria per la focalizzazione della mente, in modo simile al Vipassana, ma senza estendersi eccessivamente agli aspetti contemplativi tipici di quest’ultimo.
Le giornate non hanno una scaletta di orari prefissata perché gli insegnanti organizzano le attività in funzione dell’esperienza della persona, ma è comunque un impegno molto serio: si inizia alle prime ore del mattino, si parla pochissimo, ogni attività è svolta con calma e presenza mentale, si consumano solo due pasti e la sera si beve solo un succo. In sintesi, è un’esperienza molto bella, ma intensa e forte, che necessita di una corrispondente motivazione.
Amitaba ha selezionato questo centro anche per la sua serietà, misurabile anche dal… costo: si segue il tutto a fronte di un’offerta libera, non vi è infatti un “costo” fissato perché nella tradizione l’insegnamento della meditazione non ha prezzo, in quanto ha un valore che trascende la sfera materiale e non può, ne deve, essere venduto.

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