Kazakistan, memorie del passato, città e natura
Il passato e la cultura del Kazakistan sono quelle di un popolo intrinsecamente nomade, costituito da tempi immemori da genti a cavallo che seguivano le greggi: è quindi naturale che non vi si trovino reperti monumentali e tracce antichissime come in paesi limitrofi, ad esempio l’Uzbekistan. Inoltre, nel corso della storia la regione che corrisponde all’odierno Kazakistan è stata invasa dai Mongoli, che hanno distrutto i centri urbanizzati dell’epoca. Lo stile di vita della gente venne poi fagocitato, nel secolo scorso, dall’invasione russa, che portò alla sedentarizzazione forzata dei nomadi, imponendo un cambio radicale del modo di vivere.
Tutto ciò premesso, il territorio preserva alcune importanti perle storiche, come il Mausoleo di Khawaja Ahmed Yasawi a Turkistan od il Mausoleo di Arystanbab a Simkent, a cui si affianca il parco archeologico di Otrar, antica cittadina posta lungo le Vie della Seta. Alle parti storiche si mescola il moderno, in particolare nella capitale Astana, con le sue torri e costruzioni futuristiche, ed Almaty, la città più grande, è interessante anche per il suo antico bazar, i cimeli sovietici, la cattedrale ortodossa, e, non ultimo, per essere il punto di partenza per visitare la zona circostante, dove il Parco Nazionale di Charyn ed il Parco nazionale dei laghi Kolsay sono due arre naturali da non perdere.
Indice della pagina:
- Almaty
- Astana, capitale del Kazakistan
- Otrar
- Parco Nazionale di Charyn
- Parco Nazionale dei laghi Kolsay
- Simkent
- Turkistan
Almaty è la città più verde, più popolata (2,2 milioni di abitanti) e più multietnica e multiculturale del Kazakistan: vivono qui più di cento gruppi etnici diversi; lo si percepisce anche solo passeggiando nel grande bazar, dove si trova ogni tipo di cibo e dove i locali dicono che si possa comprare il miglior cioccolato del mondo (secondo loro più buono anche di quello torinese, ma noi non ci crediamo!). Qui d’inverno si può anche sciare utilizzando un’ovovia che, dai bordi dell’abitato, arriva fino a 3168 mt sui monti del Tien Shan. Nella parte centrale sono interessanti la cattedrale ortodossa in legno ed il Parco delle 28 Guardie Panfilov, in onore dei soldati dell’unità di fanteria di Almaty che morirono durante la Seconda guerra mondiale.
La città venne fondata da un gruppo di cosacchi proveniente da Omsk nel 1854 ai piedi settentrionali delle montagne del Tien Shan. Le diedero il nome di Forte Zailiysky, ma un anno dopo fu ribattezzata Vernyj e mantenne tale nome fino al 1921, per venir poi denominata Alma-Ata.
A causa di un devastante terremoto nel 1887 venne quasi completamente rasa al suolo: solo la cattedrale russo-ortodossa rimase in piedi. Fu poi negli anni Venti, a seguito del completamento della ferrovia tra la Siberia ed il Turkestan, il nome che i russi diedero a queste regioni, che conobbe un certo benessere economico e, nel 1929, Alma-Ata divenne la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka.
Nel 1991 il trattato che pose fine all’Unione Sovietica e istituì la Comunità degli Stati Indipendenti venne firmato ad Alma-Ata: alla fine di quello stesso anno la città, che acquisì la denominazione kazaka di Almaty, divenne capitale della nuova repubblica e rimase tale fino al 1997, quando le funzioni furono trasferite ad Astana. Almaty rimane comunque la più grande città kazaka ed il più importante centro commerciale della nazione, ed è anche sede di un’università e di un’Accademia delle scienze.
Astana, capitale del Kazakistan
Le prime tracce di un insediamento nell’area dell’attuale Astana risalgono all’VIII secolo, quando era stato posto qui un fortino per controllare le rotte di transito commerciale delle Vie della Seta. Il primo vero insediamento è però più recente. Nel 1830 i Russi vi stabilirono un avamposto militare per prevenire gli attacchi dei clan nomadi kazaki che cercavano di contrastare la loro avanzata nella regione. Da avamposto si trasformò poi in piccolo villaggio e quindi in cittadina, divenuta tristemente famosa durante gli anni di Stalin come luogo di deportazione, di cui restano, poco distante dalla città, i resti di uno dei più duri campi di deportazione dell’era sovietica.
Nel 1998 il presidente Nursultan Nazarbayev decise di trasferire qui la capitale da Almaty ed alla città fu conferito un nuovo nome, “Astana”, che significa semplicemente “capitale”. Venne così affidato all’architetto giapponese Kisho Kurokawa la realizzazione di un piano urbanistico che trasformò completamente il disegno della città, che è una delle capitali del mondo appositamente progettata per questo ruolo. La quantità di edifici contemporanei e di architetture avveniristiche è notevole, ed Astana è diventata una meta turistica per chi ha interesse nell’edilizia moderna, con i palazzi ultramoderni che si mescolano ad edifici con svettanti torri in vetro e acciaio.
Una curiosità: il 23 marzo 2019 la città era stata rinominata Nur-Sultan con decreto presidenziale in onore del presidente della repubblica uscente Nursultan Nazarbayev, ma il 14 settembre 2022 è stato ripristinato il vecchio nome.
La città, ubicata nella parte centro meridionale del Paese, fu uno dei centri principali dell’Impero di Corasmia, assai fiorente grazie alla posizione lungo le Vie della Seta. Il luogo vide alcuni importanti eventi legati alla figura di Gengis Khan in Asia Centrale: nel 1218 avvenne qui il celebre episodio dell’uccisione, da parte del governatore locale che agiva per conto degli scià di Corasmia, degli ambasciatori dell’imperatore mongolo. Utilizzando l’evento come casus belli, l’anno successivo Otrar fu attaccata e completamente rasa al suolo dai mongoli. La distruzione di Otrar è uno dei primi episodi della campagna di invasione e sterminio provocati dall’espansione dell’Impero Mongolo. Successivamente la città venne ricostruita, ma fu poi definitivamente abbandonata nei primi anni del XVIII secolo, dopo essere stata nuovamente saccheggiata dagli zungari.
Il parco archeologico di Otrar oggi è conosciuto come Otyrar-Tobe. L’area dell’insediamento era di circa due chilometri quadrati, con gli strati più bassi databili al I secolo d.C., mentre i resti più recenti sono tra il XII ed il XV secolo. Gli scavi hanno riportato alla luce un bastione, un tratto della cinta muraria, le basi dei pilastri della moschea principale, alcune case, due terme e le mura del Palazzo di Berdibek, dove nel 1405 morì Tamerlano. La città era densamente popolata: le case erano schiacciate una sull’altra formando veri e propri quartieri.
Il periodo di massimo splendore della città avvenne tra il I e il XIII secolo; all’inizio del XIII secolo, quando giunsero i mongoli, la popolazione ammontava a circa duecentomila persone e la città era in piena attività.
Il Parco Nazionale di Charyn, situato circa 200 km ad est di Almaty, è stato istituito nel 2004. Il progetto è nato attorno allo splendido canyon di Charyn, una spettacolare fenditura con una profondità che arriva fino a 370 mt lunga circa 50 km. E’ stato formato dal fiume Charyn che scorre dalle montagne Tien Shan attraverso questo territorio di rocce d’arenaria rosse stratificate, creando formazioni geologiche spettacolari che hanno dato al luogo anche il nome di “Valle dei Castelli”. Alcuni lo comparano al Gran Canyon degli Stati Uniti, anche se quest’ultimo è più profondo ed ampio; ma … la bellezza non si misura col metro.
Parco Nazionale dei laghi Kolsay
Il Parco Nazionale dei laghi Kolsay si trova sul versante settentrionale dei Tien Shannon lontano da Almaty in una magnifica regione di foreste, a sud-est del Kazakistan, a ridosso della linea di monti che segna il confine con il Kirghizistan. I laghi si formarono per smottamenti e fenomeni sismici negli anni 1887 e 1911 lungo il corso dei fiumi Chilik e Kolsay, degli specchi d’acqua che, per la loro bellezza vengono spesso denominati “Le Perle del Tien Shan”.
Lago Kolsay inferiore: un bacino naturale di montagna formato da alcune frane che bloccarono il fiume Kolsay. Misura circa 1 km di lunghezza, 400 metri di larghezza e 80 metri di profondità; si trova ad una altitudine di 1818 m. È accessibile dalla strada e dispone di alcune pensioni e campeggi.
Lago Kolsay centrale o Mynzholky: cinque chilometri a monte del lago inferiore, il lago centrale, o Mynzholky (che significa “mille anni”), è il più grande dei tre, raggiunge una profondità di 50 metri e si trova ad una altitudine di 2252 m. Si raggiunge con una magnifica passeggiata partendo dal lago inferiore; è considerato il più panoramico dei tre laghi Kolsay.
Lago Kolsay superiore: sei chilometri oltre il lago centrale, è circondato da abeti rossi e prati alpini, ad una altitudine di 2850 m; è posizionato a circa 6 km dal passo di Sara-Buluk che si affaccia sul Kirghizistan.
Lago Kaindy: situato 11 km ad est dei Kolsay, il lago Kaindy si trova sul fiume Chilik ed è noto per il riflesso cristallino delle acque specchio e i tronchi di abete rosso che furono sommersi e sorgono ancora dalle sue acque. Si formò nel 1911 a causa di un terremoto che provocò la frana che bloccò un’estremità della gola.
Tra la fauna della riserva si annoverano: la lontra dell’Asia centrale, la lince del Turkistan, il leopardo delle nevi, il gipeto, l’aquila reale, il falco sacro, l’avvoltoio dell’Himalaia.
Sımkent, collocata a sud est di Otrar nelle parte più meridionale del Kazakistan centrale, ebbe origine nel XII secolo come un caravanserraglio sulle Vie della Seta. Seguì un certo sviluppo e, nel corso della storia, la città fu distrutta più volte: da Gengis Khan, dai soldati dei khanati meridionali e dagli attacchi dei nomadi. All’inizio del XIX secolo divenne parte del khanato di Kokand prima di essere conquistata dai russi nel 1864. Fino al 2018 fungeva da centro amministrativo della regione del Kazakistan meridionale, prima di passare lo scettro alla cittadina di Turkistan, da cui la regione prende il nome.
In questa località è molto interessante il Mausoleo di Arystanbab, un importante luogo di pellegrinaggio edificato sulla tomba del XII secolo di Arystan Baba, un importante santo sufi locale. La costruzione del mausoleo risale al XIV secolo, ma l’opera è stato ricostruita più volte fino al XVIII secolo, e la maggior parte dell’attuale struttura è del primo decennio del XX secolo, in quanto i terremoti dei secoli precedenti avevano danneggiato gravemente la struttura. Del monumento originale rimangono i pilastri di legno intagliato.
Turkistan, è una città di oltre 160.000 abitanti che sorge nei pressi del fiume Syr Darya ed è il centro amministrativo della omonima regione del Kazakistan. In seguito alla scomparsa definitiva di Otrar divenne un importante snodo commerciale e, nel periodo medievale, era conosciuta come Iasy o Shavgar e successivamente, dal XVI secolo, come Turkistan o Hazrat. Questi due ultimi nomi derivano entrambi dal titolo “Hazrate Turkistan”, che letteralmente significa “il Santo del Turkistan” e si riferisce a Khoja Ahmed Yassawi, lo sceicco sufi che visse qui durante l’XI secolo e che è sepolto nella città. Grazie alla sua influenza ed in sua memoria la città divenne un importante centro di spiritualità e di apprendimento islamico per i popoli delle steppe kazake. Nel 1389, il signore della guerra turco-mongola e fondatore della dinastia timuride Timur, da noi conosciuto come Tamerlano, eresse una cupola sulla sua tomba, che rimane il monumento architettonico più significativo del Kazakistan.
Quando venne conquistata dai Russi nel 1863 la città divenne parte del comparto del Syr-Darya del Governatorato Generale del Turkestan Russo. Fece poi parte della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan, ed infine, nel 1924, fu incorporata nella repubblica Socialista Sovietica.
La città ancora oggi attira migliaia di pellegrini: secondo una tradizione regionale, tre pellegrinaggi in questa città equivalgono ad un pellegrinaggio alla Mecca. Il santo era tenuto in tale riverenza che la città era conosciuta come la Seconda Mecca d’Oriente, una visione che ha contribuito a plasmare l’identità spirituale dei musulmani in Kazakistan. Ed infatti il bene storico e culturale più importante qui è il Mausoleo di Khoja Ahmed Yassawi, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Fu edificato tra il 1389 e il 1405, anno della morte di Tamerlano, ed a seguire non fu mai completata. A pianta rettangolare ed alto 38 metri, il mausoleo è uno degli esempi più grandi e meglio conservati di costruzione timuride. Si dice che Timur stesso abbia partecipato alla sua costruzione e che esperti artigiani persiani siano stati impiegati per lavorare al progetto. Le sue innovative soluzioni, le volte, le cupole e le decorazioni erano prototipi che servirono da modello per altri importanti edifici del periodo timuride, in particolare a Samarcanda. Il mausoleo è costruito con mattoni cotti e contiene trentacinque stanze che ospitano una serie di funzioni, sia come mausoleo che di moschea. Una cupola conico-sferica, la più grande dell’Asia centrale, si trova sopra alla sala principale. Altre decorazioni degne di nota sono numerosi frammenti di pitture murali originali nella moschea, stalattiti di alabastro o muqarnas, piastrelle smaltate con motivi geometrici sia sulle pareti esterne che interne, belle iscrizioni in caratteri cufici sulle pareti e testi dal Corano. L’ingresso principale e parti dell’interno, essendo rimasti incompiuti, forniscono un’eccezionale testimonianza dei metodi di costruzione del periodo.
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