Itinerari per il Kailash

ITINERARI PER RAGGIUNGERE IL KAILASH

INDICE:

  • Molte vie per una meta
  • Partenza da Lhasa
  • Partenza da Katmandu
  • A piedi dal Nepal
  • Percorsi che giungo al Kailash da ovest

Molte vie per una meta

Shisha Pangma da Pelkho Tso

Monti verso Saga

Dune di Paryang

Per arrivare al Kailash ci sono cinque possibilità:

  •  partire da Lhasa;
  •  partire da Katmandu;
  •  arrivare a piedi dalle valli occidentali del Nepal;
  •  partire dalla lontana Kashgar attraversando l’Aksai Chin fino a Senge Tsangpo (Shiquanhe) e da qui raggiungere il Kailash da est;
  •  andare a Draknak, una sperduta cittadina 450 chilometri a nord di Lhasa situata a 4600 metri di quota, e da lì seguire la strada che diramandosi verso ovest attraversa l’altopiano del Ciangtang coprendo una distanza di altri 1350 chilometri, arrivando a Senge Tsangpo, e da qui proseguire verso est per il Kailash.

Negli anni scorsi la via più utilizzata era quella da Katmandu, perché consentiva di portare provviste, attrezzature e gli aiutanti per i campi dal Nepal; oggi si reperisce tutto quello che può servire direttamente in Tibet e molti scelgono di partire da Lhasa, anche per la più facile acclimatazione che questa opzione offre, con un eventuale rientro su Katmandu. Solo pochi scelgono la via del trekking dal Nepal e quasi nessuno arriva o torna da occidente. Chiaramente si possono seguire due itinerari diversi per arrivare e rientrare.

Partenza da Lhasa

Arrivare a Lhasa in aereo vuol dire trovarsi ad una quota di 3600 metri, quindi è preferibile utilizzare almeno il giorno dell’arrivo per riposare. Il percorso più diretto che porta a Saga, dove ci si congiunge con l’itinerario seguito anche da chi arriva dal Nepal, porta inizialmente da Lhasa a Shigatse e quindi a Lhartse. È possibile eseguire questo tratto in una sola lunga giornata; ma solitamente si sceglie di sostare un po’ anche solo in alcuni dei siti principali da cui si transita, fermandosi per una notte a Shigatse, dove si trova il Tashilhumpo, e recandosi per la seconda notte a Sakya, deviando leggermente verso sud poco prima di Lhartse. Per arrivare a Shigatse alcuni preferiscono la strada che transita più a sud dal lago di Yamdrok Tso e Gyantse, aggiungendo una magnifica giornata di viaggio. Tra Shigatse e Lhartse un’alternativa interessante è la rotta che passa da Puntsholing e dal monastero Jonang.

Da Lhartse a Saga, dove è anche possibile arrivare con una lunghissima giornata di viaggio, vi sono due vie possibili. Il territorio che si attraversa è molto bello, ed è un peccato perdere l’opportunità di fare una minima esplorazione. Lungo la via più diretta, quella settentrionale, con una piccola deviazione sul percorso si può raggiungere Ngamring, ai bordi dell’omonimo lago, dove si trova un interessante monastero, e sostare per la notte a Zangzang, un paesino in mezzo ad una zona nomadica dove si trova anche una comunità monastica femminile. La visita di Ngamring è possibile anche se si parte da Sakya, che è un po’ più distante. Un’altra opzione estremamente interessante qui è la deviazione a sud, che si imbocca poco prima d Ngamring, per visitare Chung Riwoce, il Kumbum di Thang Tong Gyalpo, sulle rive dello Tsangpo. Il giorno seguente si arriva a Saga, dove è possibile proseguire un poco ponendo il campo presso il bel monastero di Jongba; da qui al lago Manosrovar ed al Kailash si impiegano poi uno o due giorni.
La seconda via tra Lharste e Saga porta a sud ovest oltre un primo passo nella valle di Shegar, dove si trova l’imperdibile ‘Montagna di Cristallo’, uno Dzong abbarbicato alle rocce dalla cui cima è visibile l’Everest, con un bel villaggio ed un interessante monastero. Da qui parte la strada che arriva a Rongbuk, alle falde dell’Everest, che può essere incluso nel tour, uscendo poi da lì verso il Cho Oyu ed arrivando a Tingri, da dove si prosegue per il lago del Pelkho Tso e si giunge infine a Saga; un percorso indimenticabile.

Da Saga al Kailash si segue uno spettacolare tragitto che passa a settentrione della catena himalaiana e richiede uno lungo giorno di viaggio, meglio se diviso in due giorni: il territorio è stupendo, si passano alcuni piccoli monasteri ed una zona dove le dune di sabbia giungono fino allo Tsangpo, avendo come sfondo le candide vette himalaiane.

Partenza da Katmandu

Partendo da Katmandu la distanza da coprire per arrivare al Kailash è minore rispetto a quella che si ha da Lhasa e la strada è più impervia ma spettacolare, con poche possibilità di soste per degli arricchimenti culturali. Uno svantaggio è la rapidissima progressione della quota, perché si arriva direttamente sull’altopiano tibetano con dei valichi che superano i 5000 metri e si sosta in aree dove si dorme sopra i 4000 metri; Saga, sulle sponde dello Tsangpo, usuale punto di sosta dopo che si è superata la barriera dei monti, è situata a 4300 metri.

Una potenziale difficoltà per le partenze dal Nepal possono essere le frane, che a volte bloccano il traffico anche per lunghi periodi. Oggi si percorre la valle che risale il fiume Trisuli entrando nella regione tibetana di Gyirong e si supera la catena himalaiana ad ovest del Langtang, nei pressi del lago di Pelkho Tso, arrivando a Saga, e ci si raccorda con le vie che giungono da Lhasa. Da qui fino al Kailash si segue uno spettacolare tragitto, il medesimo che si utilizza arrivando da Lhasa, che passa a settentrione della catena himalaiana e richiede uno o due giorni di viaggio.

La strada che si usava precedentemente … è franata. Le frane erano sempre state la norma nella gola di Kodari, ma il grande terremoto del 2015 sembra avergli dato il colpo di grazia, e da allora si è ancora in attesa di una riapertura, se mai avverrà! Questo bel percorso storico si inerpicava lungo le gole himalaiane portando al confine di Kodari dove attraverso il ‘ponte dell’amicizia’ si entrava in Tibet. Qui si lasciavano i mezzi nepalesi e si raggiungevano a piedi i mezzi tibetani trasbordando tutto il materiale con l’ausilio di portatori locali. Dal posto di confine di Zangmu si arrivava presto a Nyalam e, superato il tempio di Milarepa, si scavalcava l’Himalaia al passo di Lalung, a 5200 mt, dove le vaste pendici dello Shisha Pangma dominano la vista a sud ovest, e ad est un mare di monti glaciali culmina nella vetta del Cho Oyu. Dal secondo colle del passo una strada conduce direttamente verso il lago di Pelko Tso, un meraviglioso specchio d’acqua turchese a circa 4700 metri di quota situato alle pendici settentrionali dello Shisha Pangma e, attraverso una stupenda zona nomadica, arriva al nuovo ponte sullo Tsangpo a Saga. Un altro percorso, più lungo, prosegue dal passo di Lalung per Tingri e Lhartse, dove ci si connette all’itinerario che giunge da Lhasa e da qui si arriva sempre a Saga. La via di Tingri è più lunga e veniva utilizzata quando non c’era il ponte a Saga ed a volte le piene dello Tsangpo impedivano al rudimentale traghetto a carrucola l’attraversamento del fiume; questa variante era valida anche per chi desiderava vedere le pendici settentrionali dell’Everest e spingersi fino al monastero di Sakya.

A piedi dal Nepal

Il trekking che porta dal Nepal occidentale a Purang in Tibet, nella regione a sud dei laghi sacri del Kailash, richiede 7/8 giorni, compresi i voli interni nepalesi. Si parte in aereo da Katmandu verso ovest per Nepalganj, una cittadina immersa in un caldo tratto della stretta fascia di pianura nepalese che confina con l’India. Da qui con un piccolo aeroplano, che vola a vista tra profonde valli coperte da foreste dove i villaggi sono rari, si arriva a Simikhot, dove per l’atterraggio devono essere spostati gli animali che brucano l’erba di una pista ricavata su di una conca in cima ad un monte. Il sentiero da qui al confine sale gradualmente fino ad un passo da cui si scende verso Purang. Il controllo della zona da parte dei maoisti implicava, fino a tempi recenti, il pagamento di una tassa di transito che si aggirava intorno ai 150 dollari per persona; ma fortunatamente questa gabella non c’è più. Da Purang in jeep si arriva al Kailash in poche ore. Chi sceglie questa opzione solitamente rientra da Lhasa o direttamente a Katmandu.

Il punto critico di questa opzione è il volo per Simikhot perché essendo un volo a vista nelle montagne non può essere effettuato se la giornata non è limpida. A volte quindi c’è il rischio di restare bloccati anche per giorni a Nepalganj! Calcolando che devono essere mandati dei mezzi da Lhasa fino a Purang per ricevere i partecipanti, con il relativo carico di provviste ed attrezzature (trasportare tutte le provviste via Simikhot sarebbe molto oneroso), è possibile arrivare con gran ritardo in Tibet pur avendo organizzato tutto perfettamente e dover così rinunciare a una parte del viaggio. È importante quindi scegliere per questo itinerario i mesi più sicuri, che sono certamente maggio e la seconda metà di settembre.

Percorsi che giungono al Kailash da ovest

Alcuni viaggiatori desiderano vedere il Ciangtang e quindi da Lhasa raggiungo verso nord la località di Draknak dove inizia la strada che porta verso ovest a Senge Tsangpo (Shiquanhe), un percorso di 1800 chilometri. Da qui si procede verso est per il Kailash, con la possibilità di visitare prima Gughe. L’attrattiva di questa opzione può essere data dal fatto che, se per il ritorno si utilizza la strada più diretta, non si percorre per due volte lo stesso itinerario.

Senge Tsangpo è anche raggiungibile da Kashgar con una lunga traversata dell’altopiano dell’Aksai Chin. Questo percorso è forse più interessante come opzione per il rientro, dopo il pellegrinaggio al Kailash, in particolare se da Kashgar si prosegue per il Pakistan attraverso il passo del Kunjerab, o se si segue la “via della seta” verso est, o se di procede in direzione ovest verso il Kirghizistan e oltre, fino a Samarcanda, realizzando con questo un sogno che fu di molti esploratori.

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