Il Tagikistan e le sue meraviglie
Indice della pagina:
- Un breve cenno storico
- Magnificenze del Tagikistan, a nord della capitale
- Dushambe e dintorni
- Magnificenze del Tagikistan, il Pamir
Il Tagikistan vede le origini storiche sin dal periodo Neolitico e, nei pressi di Panjakent, si trova l’importante sito dell’Età del Bronzo di Sarazm, patrimonio UNESCO, dove i resti arrivano fino al IV millennio a.C. Poi, in epoche storiche più vicine, qui si sono succeduti diversi imperi, culture e religioni, partendo dall’Impero Achemenide della Persia fino al regno Samanide, che vide l’indipendenza delle regioni dell’attuale Tagikistan dalla fine del IX secolo fino all’invasione mongola, a cui seguì l’impero di Tamerlano, la cui capitale Samarcanda dista solo circa 60 km da Panjakent. Nel periodo successivo i khanati di Bukhara e Kokand presero il controllo fino all’avvento della Russia zarista che, tra il 1864 ed il 1885, conquistò tutta la regione e, durante il periodo sovietico nel 1929, vennero fissati i confini della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan, che corrispondono al territorio del Tagikistan moderno, indipendente dal 1991. Con l’autonomia scoppiò una violenta guerra civile che contrappose i diversi gruppi etnici e si protrasse dal 1992 al 1997, quando fu trovato un difficile accordo ed un nuovo equilibrio di forze, un conflitto terribile che costò la vita ad un numero stimato tra le 20.000 e le 150.000 persone con oltre un milione di profughi e fenomeni di pulizia etnica. Da allora il Paese ha iniziato la sua ripresa, con buona parte del sostegno economico che deriva ancor oggi dalle rimesse estere dei lavoratori tagiki emigrati, principalmente in Russia. Viaggiando in Tagikistan oggi non si riesce a credere che ci siano stati questi sconvolgimenti così recenti, le persone sono infatti molto cordiali e pacifiche, aperte e disponibili verso i visitatori.
Magnificenze del Tagikistan, a nord della capitale
La gran parte del Tagikistan è coperta da stupendi monti. A nord della capitale si erge la catena che separa queste regioni dalla grande piana di Fergana, ovvero l’area più fertile dell’Asia Centrale, su cui si affaccia anche il Tagikistan, un territorio che è prevalentemente incluso nell’Uzbekistan con parti anche in Kirghizistan (qui i confini delineati nel periodo sovietico, in parte dovuti ad una necessità di suddivisioni etniche di complessità inestricabile, sono tra i più complicati e tortuosi al mondo). La parte occidentale tagika di questo ampio insieme di rilievi, approssimativamente delimitato a nord dal fiume Zeravshan ed a sud dal Kyzyl-Suu, entrambi affluenti dell’Amu Darya, è conosciuta come la catena dei Monti Fan, dove la cima più alta arriva ai 5489 mt del Chimtarga, una bella regione meno arida delle parti circostanti con aree di foreste e pasture estive per i pascoli. Il massiccio del Chimtarga è situato tra il lago di Iskanderkul o “Lago di Alessandro”, il condottiero macedone che, secondo il folclore locale, soggiornò in questa regione, un cristallino specchio d’acqua dalla caratteristica forma triangolare che era considerato tra i più belli dell’ex Unione Sovietica, racchiuso tra i monti ad un’altitudine di 2200 metri, e la “Valle dei Sette Laghi”. Partendo da Panjakent, questa pittoresca valle oltre la gola di Shing presenta una sequenza di sette laghi, preziosi specchi turchesi incastonati tra gli imponenti monti, differenti l’uno dall’altro per la flora, il microclima e persino il colore; si arriva in auto fino al villaggio di Marguzor sul bordo del sesto lago, situato a 2400 mt di quota, dove un bel sentiero porta con circa un’ora di cammino al settimo lago, lo Hazorchashma. Per gli appassionati, da qui si può poi proseguire con un percorso di trekking di circa sei giorni arrivando fino all’Iskanderkul.
In quest’area settentrionale, oltre alla stupenda natura, vi sono luoghi di valore storico importanti. Tra questi, la cittadina di Panjakent si trova nella rigogliosa valle del fiume Zeravshan, a breve distanza dall’uzbeka Samarcanda (60 km ad est). Fondata nel V secolo, era un fiorente centro regionale ai tempi delle Vie della Seta; presenta un caratteristico mercato, una bella moschea ed il Museo di Storia; nei pressi si trova il sito archeologico di Sarazm, patrimonio UNESCO, con resti che risalgono fino al quarto millennio a.C.
A nord dei monti Fan, superato il passo di Shahriston che immette verso la valle di Fergana, si trova Istarafshan, fondata da Ciro il Grande nel VI secolo a.C. che ha da poco celebrato il suo 2500° anniversario. Nel XIV secolo con Tamerlano si chiamava Ura-Tube ed era famosa per i suoi artigiani, richiesti in tutta l’Asia Centrale, ed ancora oggi Istarafshan è molto conosciuta in Tagikistan per i suoi fabbri, che nelle loro botteghe creano coltelli artigianali di altissima qualità. Si trovano qui il complesso di Hazrati Shoh e la fortezza di Mug-Tepa.
Proseguendo verso Fergana si giunge infine a Khujand, la seconda città del Tagikistan posta sul fiume Syr Darya, con una storia che risale ai tempi di Ciro il Grande e di Alessandro Magno. Oggi ospita il mercato più grande del paese, il bazar di Panjashanbe, e qui sono interessanti la moschea di Maslihaddin, il Museo di Storia, il Palazzo di Arbob ed il parco Kmaoli.
Dushambe, capitale del Tagikistan, conta oggi circa 1.200.000 abitanti. Offre diversi punti d’interesse, iniziando dal Museo Nazionale, con reperti che includono una statua del Budda del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano. Dopo la distruzione ad opera dei Talebani dei Budda di Bamiyan e del Budda di Kakrak, la statua che si vede è una delle poche opere superstiti di quel periodo. Il Palazzo di Navruz (Kokhi Navruz), un edificio che sarebbe dovuto diventare la più grande sala da tè del mondo. Tuttavia, durante la costruzione, che ha richiesto l’intervento di centinaia di artigiani provenienti da tutto il paese, è diventato sempre più evidente che lo splendore degli interni sarebbe stato più consono ad una residenza governativa. Oggi la maggior parte delle sale sono riservate a conferenze internazionali e riunioni ufficiali con ospiti provenienti dall’estero. Soltanto una stanza è di pubblico utilizzo, riservata solitamente ai matrimoni. In città è importante la statua di Ismail Saman, il monumento che commemora il 1100° anno dello stato Samanide, picco della civiltà tagika in cui fiorirono scienza e belle arti. Infine, la moschea ed il parco Rudaki, intitolato alla memoria del grande poeta persiano del IX secolo, che nacque nei pressi di Panjakent.
A breve distanza dalla capitale si trova l’antica fortezza di Hissor, la più importante del Tajikistan, oggi restaurata, con l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi risalente al VII secolo. Per un periodo è stata anche la residenza del rappresentante dell’Emiro di Bukhara, ed il suo aspetto riflette lo status elevato dei suoi antichi abitanti.
Magnificenze del Tagikistan, il Pamir
Le regioni orientali del Tagikistan ospitano il cuore della grande catena del Pamir, un universo di monti splendidi che sorgono dall’altopiano pamiro, dove l’altitudine media supera i 3000 metri, arrivando nel loro punto più alto ai 7495 mt del monte Ismail Samoni, precedentemente conosciuto come Picco del Comunismo, la vetta che segnava anche il punto più alto di tutta l’Unione Sovietica. La parte più orientale del Paese ha pochi collegamenti stradali, ed è un vero paradiso per gli appassionati del trekking e dell’esplorazione. Infatti, risalendo la valle del fiume Kyzyl-Suu si possono raggiungere con dei mezzi i versanti settentrionali dei monti che culminano nell’Isamil Samoni ma, proseguendo lungo la valle, si entra poi in Kirghizistan tra le alte pasture di Sary Tash, a nord del Picco Lenin. Più a sud, da Bini Kamar una carrozzabile si inoltra verso nord est dal fiume Panj seguendo la vallata di Vench, arrivando verso le falde dei monti principali, ma ancora nella loro parte occidentale. Per raggiungere il lago Karakul e gli altopiani della splendida parte nordorientale si può procedere solo da Korog, centro principale della regione del Gorno-Badakhshan posto alla confluenza del Panj con il fiume Gunt, risalendo quest’ultimo con la ‘M41’, la mitica rotta militare di epoca sovietica che arriva da qui verso est a Murghab, da dove ci si inoltra poi a nord attraverso l’alto passo di Ak Baital (4655 mt) arrivando alla vastità turchese del Karakul e da qui in Kirghizistan. Un’ottima alternativa è anche seguire la bellissima variante che da Korog contorna i confini con l’Afganistan ed i margini del corridoio del Wakhan risalendo il flusso del fiume Panj, ai bordi della catena dell’Indokush e, superato il passo di Khargush, arriva alla ‘M41’ nei pressi dei laghi di Bulungkul e Yashikul, prima di Murgab. Oltre Murgab, verso est, sono molto belli i laghi di Rangkul, in vista del possente Muztagata, che fa capolino dall’adiacente Sinkiang a dominio cinese, dove si ammirano le mandrie di cammelli bactriani.
Queste regioni dalle bellezze naturali entusiasmanti sono popolate in buona parte da popolazioni pamire che utilizzano le tipiche case col lucernario centrale, con una quota importante di ospitalissimi e sereni ismailiti, in particolare a ridosso dei confini afgani.
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