I Balbali, tradizione ancestrale kirghiza
I Balbali sono delle antiche stele funerarie monolitiche ancestrali incise nella pietra dai nomadi per ricordare gli esponenti più eminenti della comunità; variano nelle loro dimensioni da trenta centimetri a circa tre metri di altezza. La parola “Balbal” deriva dalla lingua turca e significa “Antenato”. Le pietre raffigurano principalmente uomini, ma sono state trovate anche alcune figure femminili, che reggono una sorta di piatto o coppa con appeso alla cintura una spada o un pugnale.
Una prima interpretazione di studiosi e archeologi era che attraverso il piatto o la coppa si assicurasse che la persona deceduta non soffrisse la fame nell’aldilà. Un’altra interpretazione, tenendo conto della storia e delle tradizioni in Asia Centrale, menzionerebbe un guerriero con in mano una coppa dal preciso significato simbolico: la coppa è l’emblema della fedeltà al sovrano. La spada invece rappresentava un guerriero o un uomo con un grande potere, come un capo tribù, un sovrano o anche uno sciamano. Un’ulteriore interpretazione, ben diversa, cita che non siano state erette dove furono sepolte le persone più importanti e con maggior prestigio e potere, ma bensì che rappresentino l’immagine di un nemico ucciso in battaglia.
Uno degli aspetti più interessanti, e che ravviva l’alone di mistero che li circonda, è il fatto che nonostante la maggior parte delle pietre siano state scolpite in modo piuttosto primitivo e grossolano, presentano delle espressioni facciali fantasiose e molto diverse tra loro. La figura a volte ha solo un corpo piatto, altre volte indossa gioielli e possiede caratteristiche più definite. Secondo gli esperti le figure più dettagliate sono state realizzate in un periodo successivo.
Questi idoli in pietra si trovano fissati nel terreno con la funzione di ricordare le persone defunte, questo forse anche perché nel passato alcune tribù nomadi credevano che durante il primo anno dal decesso i defunti potessero ancora vivere nel corpo dei Balbali. Una volta costruiti infatti i Balbali venivano tenuti nella yurta di amici, parenti e familiari per un anno, per poi essere spostati e posizionati sulla tomba del defunto, sempre con lo sguardo rivolto verso est, poiché il sole ed il nuovo giorno nascono da oriente. Per le popolazioni nomadi che si spostavano da una regione all’altra, questi monumenti ancestrali avevano quindi anche lo scopo di segnalare dove si trovavano le tombe dei loro cari ed il luogo in cui riposavano i loro antenati, alla stregua delle lapidi dei giorni nostri.
I Balbali hanno così un valore storico fondamentale poiché sorgono in territori abitati dagli antichi nomadi della steppa di origine turca o mongola, che poco o nulla hanno lasciato come monumenti storici sul territorio, al contrario di popoli stanziali come gli egizi e le loro piramidi, per esempio. Queste genti non costruivano né case né edifici, vivevano nelle yurte e tutto ciò di cui avevano bisogno era smontato di volta in volta e caricato sui cavalli per spostarsi in una nuova regione, senza lasciare nessuna traccia della loro presenza sul territorio. I Balbali rappresentano quindi una importantissima memoria e reperto storico della vita nei tempi antichi in questi remoti territori dell’Asia Centrale.
INDICE DELLA SEZIONE
VIAGGI A CALENDARIO
Viaggi in partenza
I VIAGGI DI AMITABA
RICHIESTA INFORMAZIONI
Per qualsiasi domanda e curiosità,
compila tutti i campi del form: