Asia Centrale, cenni storici
Indice della pagina:
TEMPI ANTICHI – Nel nostro curriculum scolastico non si accenna molto a questa parte del mondo, che attraverso i secoli ha visto imperi cadere ed altri sorgere. Grandi condottieri come Alessandro Magno e Gengis Khan, per citare i due più famosi, hanno conquistato queste regioni, mentre altri nacquero qui, primo tra questi Tamerlano. L’Asia Centrale, iniziando già in epoca precristiana, per un periodo di oltre mille anni fu il ponte di comunicazione tra oriente ed occidente, e diversi dei suoi abitanti divennero anche abili mercanti gestendo gli scambi tra i due mondi. Dopo la morte di Tamerlano, nel 1405 d.C., l’Asia Centrale cominciò a perdere di importanza perché i traffici commerciali delle Vie della Seta si spostarono sulle rotte oceaniche e, con la scoperta delle Americhe, parte dei traffici a seguire cambiarono completamente direzione, Seguì così un lungo periodo che vide la trasformazione dei territori in un mosaico di khanati, simili a città stato, governati da pittoreschi quanto crudeli e belligeranti khan locali.
IL GRANDE GIOCO – L’Asia Centrale tornò al centro dei grandi confronti storici nel XIX secolo durante il Grande Gioco, o torneo delle ombre, la battaglia diplomatica combattuta tra Russia e Inghilterra per contendersene il dominio. L’espansione russa alla fine ebbe la meglio ed il dominio zarista coprì tutti i territori, che divennero poi parte dell’Unione Sovietica.
PERIODO SOVIETICO – A partire dal 1924 Stalin divise le genti di queste terre creandovi delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Inizialmente erano quattro ma, visto che nella parte meridionale del territorio definito da Stalin “uzbeko” vi erano insediati i tagiki, popolazione di stirpe persiana, venne poi istituita la Repubblica Socialista Sovietica autonoma del Tajikistan con capitale Dushanbe, che fu parte della repubblica socialista uzbeka fino alla sua costituzione come repubblica pienamente autonoma nel 1929. Le suddivisioni di confine pensate dal regime socialista spesso non corrispondevano alla presenza etnica effettiva dei territori, un problema che all’epoca non era alla fine rilevante in quanto tutto era in ogni caso sotto il controllo del Soviet. Alcuni analisti adducono che Stalin abbia volutamente scelto di non amalgamare pienamente i diversi gruppi etnici principali per impedire la creazione di comunità in grado di competere con Mosca. Il risultato di queste politiche fa sì che ancora oggi alcuni dei confini siano dibattuti tra queste nazioni, oggi indipendenti.
TEMPI MODERNI – A seguito del collasso dell’Urss i segretari regionali del partito comunista diventarono i nuovi presidenti delle Repubbliche appena nate, creando una sorta di continuità con quello che c’era prima; il caso più evidente lo si vede ad esempio in Uzbekistan dove Islam Karimov dopo lo scioglimento dell’impero comunista rimase al potere per quasi 25 anni.
Ognuno dei Paesi della regione oggi sta anche rivalutando le specificità del proprio passato, dando maggior enfasi anche alle tradizioni locali, sviluppando così un maggior senso di identità. Alcune regioni sono ricche di risorse naturali, in particolare in Turkmenistan e Kazakistan, e si sta cercando un modello di sviluppo che contribuisca a costruire un futuro più prospero.
Uno dei temi importanti della regione sono poi i rapporti da tenere con la Federazione Russa, dove tutt’ora lavora un gran numero di persone proveniente dagli “Stan”, e con la forza espansionistica dei cinesi che stanno penetrando fortemente i territori con la politica della “Nuova via della Seta” voluta dal premier.
INDICE DELLA SEZIONE
VIAGGI A CALENDARIO
Viaggi in partenza
I VIAGGI DI AMITABA
RICHIESTA INFORMAZIONI
Per qualsiasi domanda e curiosità,
compila tutti i campi del form: