Il grande viaggio

Giuseppe Cederna
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  Autore

Giuseppe Cederna

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Il grande viaggio

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Il libro narra il viaggio che l’autore compie in compagnia di alcuni amici verso le sorgenti del fiume sacro agli indù, il Gange.
Bellissima la descrizione dei luoghi attraversati e dei paesaggi, dalla città di Delhi dove l’avventura ha inizio, alle Hills, il fiume con le sue confluenze, gli spazi sconfinati e l’Himalaya con le sue vette a fare da sfondo. Non meno coinvolgenti gli incontri con la variegata umanità che popola quei luoghi: eremiti, santoni, mendicanti, donne e bambini, viaggiatori alla ricerca di sé, gente comune. Ognuno di loro dona allo scrittore l’occasione per riflettere sul proprio procedere, per riportare alla memoria gli affetti più cari che diventano a loro volta compagni del protagonista nei momenti più intimi del viaggio.
La narrazione ha inizio con la promessa di un appuntamento che fa da filo conduttore alla storia e si conclude con un incontro diverso da quello auspicato, l’incontro con un destino inesorabile e impensato.
Emanuela Cucchi


Nel novembre del 1999 Giuseppe Cederna parte, con alcuni amici, per il Nord-Ovest dell’India (le Hills Himalayane), meta di un pellegrinaggio hindu, ancora vivissimo, verso le sorgenti del fiume sacro per eccellenza, il Gange. Guidato, come in ogni grande viaggio di iniziazione, da una serie di coincidenze (un generoso interferire di letture, mappe, personaggi letterari e persone in carne e ossa, memorie e sogni), percorre in auto e a piedi la via delle Sorgenti e delle Confluenze. E, al ritorno a Delhi, ha un appuntamento con l’amica Paola: non l’ha seguito ma, alla fine di un suo viaggio parallelo in Kosovo, sarà là ad aspettarlo. Questi i patti, questa l’attesa. Questa la premessa di un dolore.
Il grande viaggio è una storia, un racconto in cui si fondono lo stupore del cammino dentro una natura che ancora si manifesta come ignota e miracolosa (le cime, gli dei che le abitano, le acque purificatrici dei fiumi, il trotto di un leopardo), gli incontri straordinari (con nomadi ed eremiti ma anche con i movimenti che si battono contro le grandi dighe e per la conservazione degli equilibri naturali), la riconquista – proprio attraverso il filtro della distanza – di una dolcissima vicinanza al sé più profondo e alle immagini dell’infanzia (i monti della Valtellina, la casa di famiglia, la figura del padre che torna per un simbolico passaggio di testimone).
Un libro emozionante, visivo, spirituale. Un libro speciale come il “pellegrino” che lo ha scritto: negli interstizi del racconto appaiono immagini, segni grafici, stilizzati profili di catene montuose, foto di famiglia, biglietti ferroviari, santini, fogli vergati da mani amiche.

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