Viaggi su misura

Amitaba offre il suo servizio in un numero limitato di Paesi
Nei luoghi dove siamo tra i migliori esperti

TAGIKISTAN

Il Tagikistan, incastonato nel centro dell’Asia, confina con l'Uzbekistan ed il Kirghizistan ad ovest ed a nord, con l'Afghanistan a sud e la Cina ad est. È un Paese prevalentemente montuoso dove la complessa orografia ha favorito la vicinanza di popoli con caratteristiche culturali ed etniche diverse: dai monti Fan che si affacciano verso Samarcanda e nascondono laghi molti pittoreschi, tra cui il celebre ‘lago di Alessandro’, alle possenti catene del Pamir che coprono gran parte dei territori occidentali con vette che superano i 7000 metri che si specchiano su laghi turchesi, con grandissimi ghiacciai, tra cui il Fedchenko, lungo 77 km. È una repubblica multietnica, la maggior parte della popolazione è di etnia tagika (circa il 68%), occupa in prevalenza le aree occidentali e parla una lingua che deriva dal persiano, mentre una gran parte della minoranza è costituita dai Pamiri che popolano le impervie regioni occidentali. I diversi gruppi (gli stessi Pamiri sono divisi in cinque gruppi principali) condividono una cosa molto importante per noi visitatori: la cordialità delle persone.

Amitaba in Tagikistan organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze; questi solitamente prevedono dei circuiti che includono i Paesi limitrofi, principalmente il Kirghizistan, ed a volte l’Uzbekistan con la parte di Fergana ed anche il Wakhan afgano. Per valutare le diverse possibilità che il Tagikistan ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, oltre ai viaggi che si trovano in questa sezione si possono esaminare i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba in Tagikistan.

Tutti gli itinerari riportati sono ben calibrati e studiati in ogni dettaglio, ottimi così come sono, e possono essere presi anche come punto di riferimento per ulteriori aggiunte e varianti. Negli itinerari non sono indicati i prezzi perché i costi variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del prezzo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

Scoprire il Tagikistan
Viaggio di 8 giorni
Il Tagikistan si trova nella parte sud-orientale dell'Asia Centrale. Confina con l'Uzbekistan ed il Kirghizistan a ovest e a nord, con l'Afghanistan a sud e con la Cina ad est. Tra le sue catene montuose ci sono i ghiacciai più grandi della regione, Fedchenko e Zaravshanskiy. Il ghiacciaio di Fedchenko, lungo 77 km, è in assoluto il più vasto del Pamir e porta questo nome in onore del famoso naturalista russo A.P. Fedchenko (1844 - 1873), grande esploratore dell'Asia Centrale. Sul ghiacciaio c'è anche una stazione idro-meteorologica, all'altezza di 4169 m. Il Tagikistan è una repubblica multietnica, costituita per la maggior parte da popolazione di etnia tagika (circa il 68%). La lingua ufficiale deriva dai linguaggi iranici occidentali, diffusi in tutta l'Asia Centrale: a partire dal IX - X secolo c'è stato un graduale consolidamento dei diversi gruppi di origine iranica in un'unica nazione, quella del Tagikistan. Nota tecnica Il Tagikistan ha aperto al turismo in tempi recenti. Spesso si alloggia presso le famiglie locali, potendo sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti; si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; si consiglia in ogni caso di portare con sé almeno un sacco lenzuolo e/o un sacco a pelo. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo a Dushanbe e tour della città Arrivo in aeroporto la mattina presto per il trasferimento in hotel e il check-in all'hotel Sheraton o simili. A seguire un po' di riposo per riprendersi dal lungo viaggio, prendendosi il tempo necessario per doccia e colazione, poi tour della città iniziando dal Museo Nazionale di Antichità del Tagikistan, che ospita la famosa statua di Budda nella tradizionale posa del "leone dormiente". Dopo la distruzione ad opera dei Talebani dei Budda di Bamiyan e del Budda di Kakrak, è uno dei pochi monumenti superstiti nel suo genere. La tappa successiva è il Palazzo di Navruz (Kokhi Navruz): originariamente questo edificio avrebbe dovuto diventare la più grande sala da té del mondo. Tuttavia, durante la sua costruzione - che ha richiesto l'intervento di centinaia di artigiani, provenienti da tutto il paese - è diventato sempre più evidente che lo splendore degli interni sarebbe stato più consono a una residenza governativa. Oggi la maggior parte delle stanze sono riservate a conferenze internazionali e riunioni ufficiali con ospiti provenienti dall'estero. Soltanto una stanza è di pubblico utilizzo, riservata solitamente ai matrimoni.  Dopo pranzo, visita alla statua di Ismail Samani: questo grandioso monumento commemora il 1100° anno dello stato Samanide, picco della civiltà tagika in cui fiorirono scienza e belle arti. Da qui ci si sposta al parco Rudaki, intitolato alla memoria del grande poeta persiano vissuto proprio nel IX secolo. Cena di benvenuto in un grazioso ristorante tagiko, durante la quale la guida vi illustrerà l'itinerario dandovi l'opportunità di fare domande e soddisfare le vostre curiosità. 2°g. Dushanbe – Iskander Kul Dopo colazione trasferimento al Lago di Iskander Kul, che deve il suo nome ad Alessandro il Grande. Questo lago dalla caratteristica forma triangolare è considerato uno dei più belli dell'ex Unione Sovietica, racchiuso tra i monti Fan a un'altitudine di 2200 metri. Il percorso, di circa 140 km, è reso molto piacevole dal paesaggio. Pic-nic in riva al lago e possibilità di fare una nuotata, poi breve passeggiata fino alla vicina cascata, il "Niagara" dei monti Fan. Tempo libero nel pomeriggio per godersi la serenità del lago e pernottamento in un cottage con stanze singole o doppie, toilette all'occidentale e doccia. 3°g. Iskander Kul – Sette Laghi – Noffin Colazione la mattina presto per dirigersi di buon'ora verso Panjakent (210 km, da percorrere in circa 6 ore). Le condizioni delle strade, già di per sé ripide, non sono ottimali: per questo ci affideremo ad austisti esperti e competenti. Circa mezz'ora prima dell'arrivo piccolo detour lungo una strada di montagna per attraversare la gola di Shing e ammirare le sette perle del Tagikistan, ovvero i sette laghi custoditi tra queste montagne, differenti l'uno dall'altro per la flora, il microclima e persino il colore. Si avrà la possibilità di fermarsi per scattare fotografie a ogni lago, con una sosta al villaggio di Noffin in prossimità del quarto lago per pranzare, ospiti di una guesthouse a conduzione familiare. Con un po' di fortuna, per pranzo si avrà pesce appena pescato dal lago. Dopo pranzo si riprende il viaggio verso il sesto lago, con una breve passeggiata al villaggio di Podrud e percorrendo a piedi il sentiero verso il settimo lago, Hazorchashma, a circa un'ora di distanza. Arrivati all'ultimo lago ci si riposa, ammirando il paesaggio e incontrando i pastori che conducono qui le greggi ogni estate. Ritorno alla guesthouse per cena e per la notte. In queste strutture è difficile ottenere stanze singole e i servizi, sempre all'occidentale, sono di solito in condivisione. 4°g.  Noffin – Panjakent Il viaggio riprende dopo colazione, in direzione di Panjakent. La distanza è di appena 70 km, ma per via delle condizioni delle strade si riuscirà a raggiungere la città poco prima di pranzo. Panjakent, la città dei cinque villaggi, si trova sulla rigogliosa valle del fiume Zeravshan. Costruita nel V secolo, era un fiorente centro regionale ai tempi della Via della Seta. Tra le sue attrattive principali ci sono il suo caratteristico mercato, la Moschea, il Museo di Storia locale e il sito archeologico di Sarazm, patrimonio UNESCO, con rovine risalenti al IV e al II secolo a.C. Pernottamento all'hotel Umariyon o simili. 5°g. Panjakent – Istarafshan – Khujand Da Panjakent ci si sposta verso Nord, prima a Istarafshan e poi a Khujand (270 km). La strada per Istarafshan è panoramica e porta attraverso il Passo di Shahriston. Istarafshan è stata fondata da Ciro il Grande nel VI secolo a.C. e ha da poco celebrato il suo 2500° anniversario: nel XIV secolo i Timuridi la chiamavano Ura-Tube ed era una città famosa per i suoi artigiani, richiesti in tutta l'Asia Centrale. Oggi Istarafshan è ancora molto conosciuta in Tagikistan per i suoi fabbri, che creano coltelli artigianali di altissima qualità. Durante la visita della città si potranno ammirare le loro botteghe e incontrare un famoso maestro nella lavorazione del legno, per saperne di più sul suo lavoro e sulla passione che lo guida. Lasciata la bottega si visitano il complesso di Hazrati Shoh e la fortezza di Mug-Tepa. Trasferimento verso Khujand, a un'ora e mezza di distanza, per il check-in al Grand Hotel o simili e per cena. 6°g. Tour di Khujand Khujand, la seconda città più grande del Tagikistan, si trova vicino alla valle di Fergana e al fiume Syr Darya. È una città antica, con una storia che risale ai tempi di Ciro il Grande di Persia e di Alessandro il Grande. Oggi ospita il mercato più grande di tutto il paese, il Bazaar di Panjashanbe. Il tour della città include una visita al bazaar e all'adiacente Moschea di Maslihaddin, al Museo di Storia e al Palazzo di Arbob. In serata, passeggiata al parco Kmaoli e visita alla statua di Lenin. Cena e pernottamento al Grand Hotel o simili. 7°g. Khujand – Dushanbe È il momento di affrontare il viaggio di ritorno a Dushanbe, 310 km da percorrere in circa 6 ore. Il viaggio è lungo ma panoramico e prevede una sosta per il pranzo. Arrivo a Dushanbe nel primo pomeriggio e tempo libero per visitare la capitale, poi cena d'addio. Pernottamento all'Hotel Sheraton o simili. 8°g. Volo di rientro da Dushanbe Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.   
Tagikistan: natura e storia
Viaggio di 11 giorni
Il Tagikistan si trova nella parte sud-orientale dell'Asia Centrale. Confina con l'Uzbekistan ed il Kirghizistan a ovest e a nord, con l'Afghanistan a sud e con la Cina nelle montagne dell'est. Tra le montagne del Tagikistan ci sono i ghiacciai più grandi della regione, Fedchenko e Zaravshanskiy. Il ghiacciaio di Fedchenko, lungo 77 km, è in assoluto il più vasto del Pamir e prende il suo nome dal famoso naturalista russo A.P. Fedchenko (1844 - 1873), grande esploratore dell'Asia Centrale. Sul ghiacciaio c'è anche una stazione idro-meteorologica, all'altezza di 4169 m. Il Tagikistan è una repubblica multietnica, costituita per la maggior parte da popolazione di etnia tagika (circa il 68%). La lingua ufficiale deriva dai linguaggi iranici occidentali, diffusi in tutta l'Asia Centrale: a partire dal IX - X secolo c'è stato un graduale consolidamento dei diversi gruppi di origine iranica in un'unica nazione, quella del Tagikistan. Nota tecnica Il Tagikistan ha aperto al turismo in tempi recenti. Spesso si alloggia presso le famiglie locali, potendo sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti; si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; si consiglia in ogni caso di portare con sé almeno un sacco lenzuolo e/o un sacco a pelo. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196     PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Dushanbe – Fortezza di Hisor La compagnia aerea solitamente utilizzata da Amitaba per volare a Dushanbe, capitale del Tagikistan, è la Turkish Airlines. Accoglienza in aeroporto da parte della guida e trasferimento in hotel per il check-in all'hotel Atlas o simili, poi pranzo e visita alla fortezza di Hisor, risalente al VII secolo d.C e situata a poca distanza dalla città. Un tempo era la residenza del rappresentante dell'Emiro di Bukhara e il suo aspetto riflette lo status elevato dei suoi antichi abitanti. Ritorno a Dushanbe per iniziare il tour della città, che comprende i suoi maggiori punti di interesse: il parco Rudaki, la Biblioteca Nazionale e la "Casa Bianca", ovvero il Palazzo della Nazione, con il vessillo nazionale. 2°g. Dushanbe – Panjakent (Driving 320km, ca. 5h) Lasciata la capitale, trasferimento verso Panjakent (320 km) passando per la gola di Varzob - destinazione frequente per i weekend fuori porta degli abitanti di Dushanbe - e per le pendici dei monti Fan, parte della cresta del Zarafshan. Dal finestrino potrete ammirare indisturbati la bellezza del panorama, lasciando vagare la mente e liberandovi dallo stress della vita quotidiana. Si raggiunge Panjakent giusto in tempo per il pranzo, in cui si assaggia uno dei piatti più famosi dell'Asia Centrale, il Plov: delizioso riso con carne e carote. Segue il check-in all'hotel Umariyon o simili, poi visita alla città. Panjakent, la città dei cinque villaggi, si trova sulla rigogliosa valle del fiume Zeravshan. Costruita nel V secolo, era un fiorente centro regionale ai tempi della Via della Seta. Tra le sue attrattive principali ci sono il suo caratteristico mercato, la Moschea, il Museo di Storia locale e il sito archeologico di Sarazm, patrimonio UNESCO, con rovine risalenti al IV e al II secolo a.C. 3°g. Panjakent – Sette laghi – Lago di Hazorchashma Il viaggio riprende lungo una strada di montagna attraverso la gola di Shing per ammirare le sette perle del Tagikistan, ovvero i sette laghi custoditi tra queste montagne, differenti l'uno dall'altro per la flora, il microclima e persino il colore. Non c'è fretta di raggiungere la prossima tappa: si avrà la possibilità di fermarsi per scattare fotografie a ogni lago, con una sosta al villaggio di Noffin in prossimità del quarto lago per pranzare, ospiti di una guesthouse a conduzione familiare. Con un po' di fortuna, per pranzo si avrà pesce appena pescato dal lago. Dopo pranzo si riprende il viaggio verso il sesto lago, con una breve passeggiata al villaggio di Podrud e percorrendo a piedi il sentiero verso il settimo lago, Hazorchashma, a circa un'ora di distanza. Qui troveremo ad attenderci lo staff di supporto e il cuoco per un pomeriggio di relax al lago, scegliendo se approfittarne per una nuotata o una lunga passeggiata. Si dorme in tenda, ad un'altitudine di 2400 metri. 4°g. Lago di Hazorchashma –  Passo di Tovassang – Danisher  La giornata inizia con una colazione nutriente al campo, per affrontare pieni di energia la salita verso il Passo di Tovassang, a ovest di Hazorchashma, ad un'altritudine di 3350 metri (circa 12 km, da percorrere in 6 ore). La vista incredibile sulla gola di Sarmat vi ripagherà ampiamente degli sforzi, così come lo splendore della gola di Danisher. Pernottamento in tenda lungo il percorso di trekking, ad un'altitudine di circa 2800 metri. 5°g. Danisher – Duoba  Per fortuna, a ogni salita corrisponde una discesa: il trekking di questa giornata è molto più riposante nonostante i suoi 14 km e conduce attraverso una fitta foresta al villaggio di Kohmori Goitan, prima di attraversare i fiumi Archamaidon e Sarmat. La presenza dello staff di supporto, con i muli per trasportare l'attrezzatura da campo, è una vera benedizione, permettendo di concentrarsi solo sulla bellezza del paesaggio. L'obiettivo è raggiungere il campo di Duoba, 1870 m. s.l.m., alla confluenza tra l'Archamaidon e il Sarmat. 6°g. Duoba – Villaggio di Voru – Villaggio di Zimtut Comincia un'altra giornata di trekking, piacevole e non particolarmente impegnativa. Il percorso abbraccia le rive del fiume Archamaidon, con i suoi prati lussureggianti. Si segue la strada principale attraverso i villaggi di Voru e Gaza, fermandosi per consumare il pranzo al sacco dove si preferisce lungo la passeggiata. Una volta raggiunto il villaggio di Zimtut (1900 metri d'altezza) si verrà accolti da un'ospitale famiglia locale per la cena e per la notte: la sistemazione in guesthouse richiede un certo spirito d'adattamento, per via della condivisione degli spazi e dei servizi alla turca esterni all'abitazione. In serata ci sarà tempo sufficiente per esplorare questo incantevole villaggio e fare conoscenza dei suoi abitanti. 7°g. Villaggio di Zimtut – Lago Chukurak – Campo Artuch (Trekking, 10km, ca. 6h) Questa giornata è dedicata al trek in salita verso il passo di Ghuytan (a 3000 metri d'altezza) per raggiungere il lago di Chukurak (2450 metri), percorrendo circa 10 km in 6 ore. Al lago si potrà riposare un po' prima di proseguire con una camminata di circa mezz'ora fino al campo Artuch, dove sarà possibile dormire in stanze doppie con bagno privato e doccia. 8°g. Campo Artuch – Laghi di Kulikalon – Lago di Bibijanat Dopo un sonno ristoratore è tempo di iniziare la salita verso i laghi di Kuikalon, un'area che raggiunge il plateau a un'altitudine di 2800 metri, ricca di fiumi e splendidi laghi di montagna. Sono in molti a considerare questi laghi tra i più belli dei monti Fan. Arrivando sul presto (10 km da percorrere in 6 ore) sarà possibile fermarsi per una nuotata o per darsi all'esplorazione dei dintorni. Pernottamento in tenda presso il Lago di Bibijanat, particolarmente pittoresco e adatto al nuoto. 9°g. Bibijanat – Lago di Alauddin Si lascia Bibijanat per affrontare l'arrampicata verso il Passo di Alauddin (3860 metri), il punto più elevato del nostro tour. La salita al Passo è piuttosto ripida, per cui ci si fermerà spesso per riprendere fiato, bere un po' d'acqua e mangiare qualcosa. Arrivati in cima sarete ricompensati da una vista spettacolare del ghiacciaio e delle vette dei monti. Guardando in basso si scorgono i laghi Alauddin: la discesa è da affrontare con cautela, per poi concedersi un bagno rinfrescante nelle acque degli Alauddin come conclusione delle sei ore di cammino per una distanza di 9 km. Pernottamento in tenda sulle rive del lago. 10°g. Campo Alauddin – Lago Iskander Kul – Dushanbe Questa mattina ci si dirige al campo di Alauddin (circa mezz'ora di distanza) per incontrare l'autista e iniziare il trasferimento al lago Iskander Kul. Dedicato ad Alessandro il Grande, questo placido lago di montagna offre la serenità necessaria per metabolizzare questa esperienza nella natura del Tagikistan. Nei pressi del lago c'è una famosa cascata, conosciuta come il "Niagara" dei monti Fan. Dopo un pranzo sulle rive del lago si torna a Dushanbe passando per il tunnel di Anzob e la gola di Varzog. Cena di addio e pernottamento all'hotel Atlas o simili. 11°g. Volo di rientro da Dushanbe Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.    
Conoscere il Tagikistan
Viaggio di 12 giorni
Si lascia Dushanbe, capitale del Tagikistan, in direzione est, entrando da subito nelle montagne del Pamir attraverso il passo di Khaburabad. Si segue il corso del fiume Panj e procedendo in direzione sud si arriva nel punto più meridionale del tour a Ishkashim, all’imbocco del corridoio del Wakhan, durante il giorno del mercato settimanale. Si procede ora in direzione nord est seguendo il versante tagiko del Wakhan e oltre Langar si valica il passo di Khargush arrivando al lago di Yashikul; quindi da Murgab si raggiunge la vallata di Rangkul, con due bei laghi e in vista del Muztagata, dove si può provare a montare i cammelli bactriani. L’itinerario ora continua verso nord, attraverso le regioni più desolate e forse più spettacolari, con le montagne ornate dai ghiacciai; si supera qui il punto più alto al passo di Ak Baital (4655 mt) che porta al lago Karakul, da dove si raggiunge il confine col Kirghizistan e si continua per Osh per il volo di rientro. Nota tecnica Il Pamir non è un’area turistica. Tra Ishkashim e Osh si alloggia presso le famiglie locali, potendo sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti; si tenga presente però che sono alloggi in case private, con le stanze senza servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; si consiglia in ogni caso di portare con sé almeno un sacco lenzuolo e/o un sacco a pelo. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196     PROGRAMMA DEL VIAGGIO ESTENSIONE INIZIALE 1°g.  Partenza per Dushanbe La compagnia aerea solitamente utilizzata da Amitaba per volare a Dushanbe, capitale del Tagikistan, è la Turkish Airlines, che offre un volo di rientro anche da Osh, il punto di arrivo del viaggio; ed anche da Almaty, per chi continua fino in Kazakistan. I possibili collegamenti dall’Italia per Istanbul sono da: Bologna (11.25 – 14.55), Genova (13.20 – 17.10), Milano Malpensa (15.00 - 18.50), Roma Fiumicino (10.55 – 14.30), Venezia (14.20 – 17.45); si riparte da Istanbul per Dushanbe alle 21.10. 2°g. Dushanbe – Sarytag (Iskanderkul)   L’arrivo a Dushanbe è previsto alle 3.45 del mattino. È in attesa dei partecipanti la guida locale; si sbrigano le formalità per il rilascio del visto e dei permessi. Si parte dall’aeroporto verso nord per il lago di Iskanderkul, tra i monti Fan, che dista circa 140 km, un viaggio di 3 o 4 ore. Ci si accomoda in una locanda nel villaggio di Sarytag, posto sul lago a 2195 mt; nel pomeriggio con una tranquilla passeggiata si raggiunge lo ‘Snake lake’, nei pressi del lago principale. 3°g. Sarytag – Penjikent – Marguzor (Sette laghi)   Si procede per Penjikent dove si visitano gli scavi di Sarazm, “World heritage” dell’Unesco, conosciuti da molti come la “Pompei dell’Asia Centrale”. Ci si addentra quindi nei monti a sud della cittadina risalendo la valle dei 7 laghi, la più pittoresca della catena dei monti Fan. I laghi, incastonati tra i monti, hanno tutti diversi colori. Si alloggia in una locanda del villaggio di Marguzor, ai bordi del 6° lago, situato a 2400 mt di quota. La tappa è di circa 260 km, e richiede circa 6 ore. 4°g. Marguzor – Hissar – Dushanbe   Si rientra a Dushanbe; nei pressi della città con una deviazione di circa 15 km si visita la fortezza di Hissar. Nella capitale si alloggia presso l’hotel Lotus; la tappa è di 310 km, tra 7 e 8 ore di guida. PROGRAMMA PRINCIPALE 1°g.  Partenza per Dushanbe La compagnia aerea solitamente utilizzata da Amitaba per Dushanbe è la Turkish Airlines, che offre un volo di rientro anche da Osh, il punto di arrivo del viaggio; ed anche da Almaty, per chi continua fino in Kazakistan. I possibili collegamenti dall’Italia per Istanbul sono da: Bologna (11.25 – 14.55), Genova (13.20 – 17.10), Milano Malpensa (15.00 - 18.50), Roma Fiumicino (10.55 – 14.30), Venezia (14.20 – 17.45); si riparte da Istanbul per Dushanbe alle 21.10. L’arrivo a Dushanbe è previsto alle 3.45 del mattino. È in attesa dei partecipanti la guida locale; si sbrigano le formalità per il rilascio del visto e dei permessi e si raggiungono presso l’hotel Lotus i partecipanti che hanno seguito l’estensione iniziale. Si parte da qui per Kalai Khumb. 2°g. Dushanbe – Kalai Khumb   Si parte in direzione est seguendo la “Highway M41”, la mitica strada che porta fino al cuore del Pamir. Si transita da Tawildara e si valica il passo di Sagirdasht (o Khaburabad) di 3252 mt arrivando a Kalai–Khumb, posta sulle rive del fiume Panj. Man mano che ci si allontana dalla capitale la gente veste in modo più tradizionale, e si riscontra una forte benevolenza nei confronti dei viaggiatori. Si alloggia in una locanda; la tappa è di 350 km, 7 / 8 ore. 3°g. Kalai Khumb – Khorog (2100 mt) Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan seguendo a tratti il fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya. Si arriva a Khorog, che è il centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti lungo il precipitoso fiume Gunt; si visitano il giardino botanico e il museo. Si alloggia in hotel; la tappa è di 260 km, 6 / 7 ore. 4°g. Khorog – Ishkashim (2350 mt) Si lascia la “Highway M41” procedendo in direzione sud per raggiungere i remoti territori più meridionali del Tagikistan. Dopo circa 50 km si trovano le fonti termali di Garm Chashma, dove è possibile fare il bagno, e le miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, situata all’imbocco del corridoio del Wakhan, tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica; si alloggia in una locanda. Qui oggi è il giorno del mercato settimanale, che attira i piccoli commercianti della regione e dall’Afganistan; è quindi molto interessante da osservare, non tanto per le merci trattate, ma per l’ambiente umano unico. La tappa è di 110 km, da 2 a 3 ore. 5°g. Ishkashim – Langar (2450 mt) Si prosegue il viaggio in direzione est, seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan. Lungo il percorso a Namadgut si visitano la vecchia fortezza e la casa di un santo sufi, quindi lo Stupa buddista di Vrang, le fonti termali di Bibi Fatima Zahra, dove si può fare un bagno, e le rovine della fortezza di Yamchun. A Langar si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di 150 km, 4 / 5 ore.  6°g. 6/7 Langar – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt) Nel corso della mattina si possono raggiungere a piedi gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio. Dopo pranzo si lascia la valle in direzione nord attraverso il passo di Khargush, entrando in zone ora molto più aride e desolate, un territorio abitato dai nomadi kirghisi. Si arriva al lago di Burunkul, dove si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di 120 km, 3 / 4 ore. 7°g. Burunkul, escursione a Yashikul Si effettua un’escursione a piedi al lago Yashikul, che dista circa 4 km; posto a 3700 mt di quota, uno specchio di acqua purissima pieno di pesci lungo 19 km e largo 4, con una profondità massima di 50 mt, è una rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. 8°g. Burunkul – Murgab (3630 mt) Oltre Burunkul ci si ricongiunge con la “Highway M41”, e procedendo in direzione nord est si arriva a Murgab, dove si alloggia presso una famiglia che aderisce a un progetto locale di ecoturismo; la tappa è di 140 km, 3 / 4 ore. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, la popolazione della regione è kirghisa ma nel paese una metà sono tagiki; a nord est nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. 9°g. Murgab, escursione a Rankul (3784 mt) Si effettua un’escursione alla spettacolare valle di Rankul, ornata dai laghi di Shor e Rang, da dove si godono stupendi panorami sul Muztagh Ata; qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani. Si percorrono in tutto circa 120 km, 4 ore di guida. 10°g. Murgab – Ak Baital pass (4655 mt) – Lago Karakul – Sary-Tash (Kirghizistan) La salita verso nord al passo di Ak Baital offre panorami fantastici sui monti coperti dai ghiacci; la discesa, sempre in direzione nord, procede a ridosso del confine cinese arrivando al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche. Si giunge al punto di confine di Kyzyl-Art, dove si salutano la guida e gli autisti tagiki e, superate le formalità di frontiera, si prosegue con la nuova guida e i mezzi kirghisi per Sary-Tash. Si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di circa 240 km in tutto, 6 / 7 ore. 11°g. Sary-Tash (3150 mt) – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt) Si valica verso nord est un’ultima catena di monti attraverso il passo di Taldyk, da dove si scende in direzione nord ovest alla città di Osh, situata a breve distanza della grande vallata di Fergana dell’Uzbechistan. Si alloggia presso l’hotel Sunrise; la tappa è di 190 km, circa 4 ore. Si visitano il ‘Trono di Salomone’, importante luogo di pellegrinaggio musulmano e il museo; si esplora il bazar di Jayma, ritenuto tra i più interessanti dell’Asia Centrale, dove si affollano kirghisi, tagiki e uzbechi e si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 12°g. Volo di rientro da Osh Il volo della Turkish Airlines per Istanbul parte solitamente alle 5.30 del mattino, con arrivo alle 8.10; i diversi collegamenti per l’Italia sono come segue: Bologna (14.05 – 17.45), Genova (10.30 – 12.20), Milano Malpensa (12.05 - 14.00), Roma Fiumicino (12.45 – 14.25), Venezia (11.50 – 13.20).    
Tagikistan e Kirghizistan: Pamir e Tien Shan, cuore dell’Asia Centrale
Viaggio di 16 giorni
Programma di 16 giorni in Tagikistan e Kirghizistan, tra le maestose catene di monti dell'Asia Centrale in un intreccio di culture ed etnie. Lasciata Dushambe, capitale del Tagikistan, si risale il fiume Panj, orlato da vette che superano i 7000 metri, per incontrare le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan nel punto più meridionale dell'itinerario: oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. Procedendo poi verso nord, si accede all’altopiano del Pamir, scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Questa regione è ricca di laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente: qui i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto Karakul. Più a nord, le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi dei kirghisi, portando ai bordi della fertile valle di Fergana, polmone agricolo dell'Asia Centrale, che fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e le sorprendenti foreste secolari di noce e le cascate di Arslanbob che contornano questa valle. Proseguendo tra i monti selvaggi del Tien Shan, si ritrovano i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, per molti, il punto più bello del Kirghizistan, arrivando all’Issikul, uno dei laghi montani più grandi al mondo, e da qui a Bishkek, la capitale del Kirghizistan. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   Fiume Panj Hissar Monti verso Osh Sistemazioni alberghiere Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma tutto inadatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono infatti semplici e spartane; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); si prevedono pertanto pernottamenti presso case private e locande. Al Campo Base del Lenin si utilizzano tende fisse (dotate di letti), e si alloggia per due notti nelle yurte (qui vengono posti i materassi su dei tappeti) a Son Kul e Issikul. Alloggiando in famiglia si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga però presente che sono case private, con le stanze prive di servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è consigliabile portare con sé almeno un sacco a pelo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza per Dushambe 2°g. Dushambe Arrivo a Dushambe in mattinata. Nel pomeriggio si effettua una visita della città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la più importante antica fortezza del Tagikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il Museo Archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) e il Museo Nazionale (che ritrae la storia del Tagikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent). 3°g. Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbekistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del "mondo moderno" e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? La tappa è di circa 380 km. 4°g. Kalai Khumb – Khorog (2100 mt) Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branca dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico e il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. La tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio. 5°g. Khorog – Yangm Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah e il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6750 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni straniere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm: qui è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun. 6°g. Yangm – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt) Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km). Da qui salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere a piedi gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 minuti circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle. Dopo pranzo si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels; si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi e attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “Highway M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al villaggio di Burunkul, a breve distanza dall’omonimo lago. Da Langar sono circa 120 km, 3 / 4 ore. 7°g. Burunkul – Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt) Ci si reca al vicino lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41”, e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione. La tappa è di 140 km, 3 / 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in… container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà sono tagiki. 8°g. Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt) Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab, ornata dai laghi di Shor e Rang e da dove nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord al passo di Ak Baital con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). La tappa è di circa 200 km. 9°g. Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Achik Tash (3600 mt) [Campo Base del Picco Lenin] Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art c'è il confine superate le formalità di uscita, si prosegue il viaggio in Kirghizistan. Si entra in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Si segue per un tratto la grande vallata verso ovest e si sale quindi a sud fino a Achik Tash, il campo base del Picco Lenin posto a circa 3600 mt, nello scenario grandioso dei monti glaciali. Si dorme nelle tende del campo fisso che è stato allestito qui; la tappa è di circa 150 km. 10°g. Achik Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt) Tornati a valle si segue verso est la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang e giunti a Sary-Tash si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata a breve distanza dalla grande vallata di Fergana dell’Uzbekistan. La tappa è di 290 km. Si esplora il bazar di Jayma, tra i più interessanti dell’Asia Centrale, dove si affollano kirghisi, tagiki e uzbeki e si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 11°g. Osh – Arslanbob (1700 mt) Si lascia Osh contornando il confine uzbeko che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, dove ci si ferma per una visita del magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km. 12°g. Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt) Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si torna a Jalal Adab e si procede poi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman. La tappa è di circa 250 km. 13°g. Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt) Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. Si percorrono circa 240 km. 14°g. Son Kul – Issikul Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si prosegue arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issykul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Si alloggia a Beltan (160 km da Kochkor) in un campo di yurte posto sulle rive del lago. 15°g. Issikul – Bishkek Si lascia il vasto lago di Issikul in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 300 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città, si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. 16°g. agosto, volo di rientro Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.