Viaggi su misura

Amitaba offre il suo servizio in un numero limitato di Paesi
Nei luoghi dove siamo tra i migliori esperti

NEPAL

Il Nepal può essere definito il “primo amore” di Amitaba: i fondatori hanno iniziato a percorrerne i sentieri dal 1980, e ci si stanno ancora dedicando! Se chiedete ad uno di loro qual è il Paese al mondo che preferisce sentirete un entusiastico “il Nepal!”. È semplicemente un paese meraviglioso, che presenta un’infinita varietà di ambienti naturali, climi e culture ed offre la possibilità di organizzare percorsi diversissimi tra loro.

Amitaba, grazie ad anni di esperienza di viaggi e spedizioni in tutto il Nepal, fornisce un supporto operativo e consulenziale completo per ogni tipo di viaggio individuale o per gruppi di amici. In questi anni abbiamo esplorato gran parte del territorio: da Humla, nel remoto nord ovest, fino alle pendici settentrionali del Kanchendzonga, nel lembo più orientale. Oltre alle fantastiche esperienze di trekking ed alle salite alpinistiche, ci siamo dedicati ad un serio approfondimento della cultura locale, proponendo un gran numero di  itinerari misurati per chi vuole conoscere il Nepal ma non desidera fare del trekking; per chi non desidera camminare negli ultimi anni, tra le aree raggiungibili coi mezzi, si sono aggiunte anche alcune regioni dell'Alto Himalaia, dal Mustang a Manang.

In questa parte del sito abbiamo raccolto alcuni itinerari che possono essere seguiti come sono presentati o modificati come si preferisce. Vengono illustrati dall’arrivo a Katmandu alla ripartenza; Amitaba fornisce chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. Infatti è possibile organizzare viaggi che prevedono una parte in Nepal e la visita di altri paesi; questo è abbastanza usuale soprattutto per i viaggiatori che si recano in Bhutan o in Tibet partendo da Katmandu. Negli itinerari non sono riportati i prezzi perché i costi variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del prezzo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi organizzati da Amitaba includono una polizza assicurativa di viaggio.

Per il proprio viaggio “su misura”, oltre ad esaminare i programmi che si trovano qui, ci si può ispirare anche alle esperienze degli itinerari di gruppo già eseguiti: quasi tutti possono essere replicati o venir utilizzati come riferimento per ulteriori personalizzazioni – per questo si può consultare la sezione Storico viaggi. Nella sezione Calendario partenze trovate i viaggi condotti da nostre guide esperte che vengono periodicamente eseguiti in Nepal. Per indicazioni e suggerimenti sugli aspetti pratici di viaggio, può essere utile l'articolo Viaggiare in Nepal.

Per delle considerazioni generali inerenti i percorsi a piedi si consiglia di consultare la pagina Trekking in Nepal nella sezione Paesi e Tradizioni del sito.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

Il Nepal e la storia
Viaggio di 6 - 8 giorni
Questo itinerario consente la visita approfondita della valle di Katmandu che nelle sue tre antiche capitali di Patan, Bhaktapur e Katmandu contiene la quasi totalità delle parti storiche e culturali del paese. Ci si reca anche a Nagarkot per gustare un tramonto sulle vette himalaiane, il punto panoramico più spettacolare nei dintorni di Katmandu. Si suggerisce anche l'opzione di recarsi alla cittadina di Pokhara, prolungando il viaggio di due giorni. Pokhara è interessante per l'ambiente naturale che la circonda: posta nei pressi di un piccolo lago tropicale dove maturano manghi e banane, a circa 900 metri di quota, è cinta all’orizzonte dalle vette glaciali dell'Annapurna Sud, del Machapuchare e del gruppo del Manaslu, che supera gli 8000 metri di quota. Solitamente si raggiunge Pokhara in volo da Katmandu e si rientra in auto o minibus privato, avendo così l'opportunità di godere dei panorami delle valli himalaiane, tra la vegetazione lussureggiante, le coltivazioni a terrazze dei bei villaggi e i fiumi impetuosi che irrompono dai ghiacciai. Chi preferisce può comunque rientrare in volo o eseguire sia l’andata che il ritorno via terra. Organizzazione del viaggio La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. A Katmandu e Pokhara ci sono hotel di diverso standard. Amitaba utilizza alberghi di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare, per chi preferisce, hotel scelti dai partecipanti. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili anche guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana che vanno prenotate con un certo anticipo. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per dei consigli pratici di un viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo a Katmandu Arrivo a Katmandu e sistemazione in albergo; in funzione dell’orario di arrivo del volo internazionale il programma della prima giornata può variare. Usualmente dopo un po’ di riposo nel pomeriggio si visita Swayambunath, chiamato anche il "Tempio delle scimmie". Il grande Stupa, con i caratteristici occhi che guardano in ogni direzione, è il punto di interesse principale della collina dove sorge, che è ricca di un insieme di monasteri, statue e un gran numero di chorten (reliquiari). Alla base del colle un sentiero ne segue il perimetro, ornato da innumerevoli ruote di preghiera; al mattino e alla sera molti devoti lo percorrono recitando i loro mantra. Il tramonto dal grande Stupa, con il continuo richiamo della campane suonate dai devoti, è un momento di grande magia. 2°g. Bhaktapur e Changu Narayan Bhaktapur è una delle tre capitali della valle di Katmandu. Delle tre è quella che preserva meglio le tradizioni, e consente di rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della "civiltà" moderna. Bhaktapur significa "città dei devoti", e i segni della pratica religiosa effettivamente accompagnano i nostri passi. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre gli esempi eclatanti di architettura Newari, tra cui la stupenda Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Ci si reca poi a Changu Narayan, uno splendido villaggio che poggia su di un colle proteso panoramicamente sulla valle di Katmandu, impreziosito da un tempio induista che risale all’anno 325 d.c., incluso tra i monumenti protetti dall’Unesco. 3°g. Pashupatinath, Bodhnath e Durbar Pashupatinath è il luogo del Nepal più sacro agli induisti. Dedicato a Shiva, si estende su un’area di 260 ettari. Lungo i ghat, le gradinate sul fiume, nei pressi del tempio tra fedeli e Sadhu, i pittoreschi mistici indiani, vengono poste le pire funerarie. Da qui si raggiunge Bodnath. Il suo grande stupa, secondo la leggenda fu fondato per contenere le reliquie di Buddha Kashyapa, il Buddha che precedette Sakyamuni nel nostro evo cosmico. È molto simile come struttura a Swayambu e di dimensioni maggiori. Nei dintorni di Bodnath hanno trovato ospitalità molti rifugiati tibetani, che animano un interessante mercatino, e sono sorti numerosi monasteri appartenenti a tutte le principali scuole del buddismo tibetano. Prima di rientrare in hotel si visita quello che è considerato il cuore di Katmandu: Durbar, dove in uno dei palazzi che impreziosiscono questo magico spazio vive la Kumari, la dea vivente dei nepalesi. 4°g. Katmandu e Nagarkot Mattinata libera; la guida è a disposizione dei partecipanti. Si suggerisce di approfittare del tempo a disposizione per aggirarsi tra gli innumerevoli negozietti di artigianato locale del centro di Katmandu. Dopo pranzo si raggiunge il villaggio di Nagarkot per godere del tramonto sull’arco himalaiano; si rientra in hotel per la cena. 5°g. Budanilkanta e Patan La scultura del VII secolo della divinità sdraiata sui serpenti situata nei pressi di Katmandu a Budanilkanta, posta al centro di una grande vasca d'acqua, è considerata una forma di Avalokiteshvara dai buddisti Newari, mentre per gli induisti è Narayan, un’incarnazione di Vishnu. La città di Patan, la terza e più antica delle capitali della valle, conosciuta come la città della bellezza, è separata da Katmandu da un fiume. In corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed al suo centro sorgono cinque famosi stupa, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. Un monumento particolare di Patan è quello conosciuto come Mahabuddha, una curiosa replica del famoso tempio di Bodhgaya. Su ogni mattone dell’edificio, interamente realizzato in terracotta, è rappresentato il Buddha, come pure scene della vita dell’Illuminato. Per questa grande quantità d’immagini sacre, l’edificio è chiamato "il tempio dei mille Buddha". Il tempio d’oro, un altro dei siti maggiormente degni di nota, è un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni. 6°g. Partenza da Katmandu In funzione dell’orario di partenza si possono eseguire delle altre visite ai siti storici o curiosare nei negozietti del centro di Katmandu. Se si dispone di qualche giorno in più… 1°g. Katmandu – Pokhara (l’estensione è inserita di solito tra il 3° e il 4° giorno) Si raggiunge Pokhara in volo da Katmandu e ci si sistema in hotel. Dopo la visita della cittadina, con il caratteristico lago, si raggiunge una collina poco distante, ottimo punto di osservazione per ammirare le bellissime vette himalaiane che contornano Pokhara, l’Annapurna Sud, il Machapuchare e il massiccio del Manaslu. 2°g. Pokhara – Katmandu Rientro a Katmandu in auto o con minibus privato. Il tragitto consente di godere dei bellissimi panorami delle valli himalaiane, solcate da possenti fiumi tra la vegetazione lussureggiante e le coltivazioni a terrazze dei bei villaggi.
Scoprire il Nepal
Viaggio di 8 - 9 giorni
Questo programma è particolarmente adatto a chi visita per la prima volta il Nepal. In 8 giorni si ha la possibilità di un incontro approfondito con la valle di Katmandu, che nelle sue tre antiche capitali di Patan, Bhaktapur e Katmandu contiene la quasi totalità delle parti storiche e culturali del paese, e di esplorare, guidati da esperti ranger anche a dorso di elefante, la giungla del Terai a Chitawan, dove vivono il rinoceronte bianco e la tigre. Chitawan si raggiunge da Katmandu solitamente con un veicolo privato per godere dei panorami delle valli himalaiane tra la vegetazione lussureggiante, i fiumi impetuosi che le solcano e le coltivazioni a terrazze dei bei villaggi sullo sfondo di altissime montagne. Chi è interessato può anche sperimentare il rafting lungo un tratto del fiume Trisuli. Il rientro a Katmandu si effettua in volo; è chiaramente possibile utilizzare l’aereo o un veicolo per entrambe le tratte. Durante la permanenza nella valle di Katmandu ci si reca anche a Nagarkot, il punto panoramico più spettacolare nei dintorni di Katmandu, per ammirare il tramonto sulle vette himalaiane. Si propone anche l'opzione di estendere la visita alla cittadina di Pokhara, che si raggiunge in volo (o, se si preferisce, in auto) da Chitawan, interessante per l'ambiente naturale che la circonda. Pokhara è posta nei pressi di un piccolo lago tropicale dove maturano manghi e banane, a circa 900 metri di quota, ed è cinta all’orizzonte dalle vette glaciali dell'Annapurna Sud, del Machapuchare e del gruppo del Manaslu, che supera gli 8000 metri di quota. Da Pokhara si rientra a Katmandu in volo (o, se si preferisce, con un veicolo privato). Organizzazione del viaggio La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. A Katmandu, Chitawan e Pokhara ci sono hotel di diverso standard. Amitaba utilizza alberghi di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare, per chi preferisce, hotel scelti dai partecipanti. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili anche guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana che vanno prenotate con un certo anticipo. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per dei consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo a Katmandu Arrivo e sistemazione in albergo; in funzione dell’orario di arrivo del volo internazionale il programma della prima giornata può variare. Usualmente dopo un po’ di riposo nel pomeriggio si visita di Swayambunath, chiamato anche il "Tempio delle scimmie". Il grande Stupa, con i caratteristici occhi che guardano in ogni direzione, è il punto di interesse principale della collina dove sorge, che è ricca di un insieme di monasteri, statue e un gran numero di chorten (reliquiari). Alla base del colle un sentiero ne segue il perimetro, ornato da innumerevoli ruote di preghiera; al mattino e alla sera molti devoti lo percorrono recitando i loro mantra. Il tramonto dal grande Stupa, con il continuo richiamo della campane suonate dai devoti, è un momento di grande magia. 2°g. Bhaktapur e Changu Narayan Bhaktapur è una delle tre capitali della valle di Katmandu. Delle tre è quella che preserva meglio le tradizioni, e consente di rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della "civiltà" moderna. Bhaktapur significa "città dei devoti", e i segni della pratica religiosa effettivamente accompagnano i nostri passi. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre gli esempi eclatanti di architettura Newari, tra cui la stupenda Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Ci si reca poi a Changu Narayan, uno splendido villaggio che poggia su di un colle proteso panoramicamente sulla valle di Katmandu, impreziosito da un tempio induista che risale all’anno 325 d.c., incluso tra i monumenti protetti dall’Unesco. 3°g. Katmandu – Chitawan Ci si reca a Chitawan con un veicolo privato; la strada è bellissima, attraversa un ambiente dove la vegetazione è lussureggiante, con coltivazioni a terrazze e molti villaggi, seguendo poi un grande fiume, il Trisuli, che sfocia nelle pianure della giungla del Terai, dove per i più avventurosi è anche possibile cimentarsi con il rafting. Sistemazione in un bel lodge nel mezzo della giungla. 4°g. Chitawan Giornata dedicata all’esplorazione dell’ambiente naturale alla ricerca degli animali. Ci si sposta guidati da esperti ranger anche a dorso di elefante, il mezzo più comodo per varcare senza problemi i tratti più fitti della foresta. È molto probabile avvistare i rinoceronti, mentre è difficilissimo incontrare la tigre. 5°g. Chitawan – Katmandu Si rientra a Katmandu in volo arrivando in hotel per l’ora di pranzo. Nel pomeriggio si raggiunge il villaggio di Nagarkot per godere del tramonto sull’arco himalaiano; si rientra in hotel per la cena. 6°g. Pashupatinath, Bodhnath e Durbar Pashupatinath è il luogo del Nepal più sacro agli induisti. Dedicato a Shiva, si estende su un’area di 260 ettari. Lungo i ghat, le gradinate sul fiume, nei pressi del tempio tra fedeli e Sadhu, i pittoreschi mistici indiani, vengono poste le pire funerarie. Da qui si raggiunge Bodnath. Il suo grande stupa, secondo la leggenda fu fondato per contenere le reliquie di Buddha Kashyapa, il Buddha che precedette Sakyamuni nel nostro evo cosmico. È molto simile come struttura a Swayambu e di dimensioni maggiori. Nei dintorni di Bodnath hanno trovato ospitalità molti rifugiati tibetani, che animano un interessante mercatino, e sono sorti numerosi monasteri appartenenti a tutte le principali scuole del buddismo tibetano. Prima di rientrare in hotel si visita quello che è considerato il cuore di Katmandu: Durbar, dove in uno dei palazzi che impreziosiscono questo magico spazio vive la Kumari, la dea vivente dei nepalesi. 7°g. Budanilkanta e Patan La scultura del VII secolo della divinità sdraiata sui serpenti situata nei pressi di Katmandu a Budanilkanta, posta al centro di una grande vasca d'acqua, è considerata una forma di Avalokiteshvara dai buddisti Newari, mentre per gli induisti è Narayan, un’incarnazione di Vishnu. La città di Patan, la terza e più antica delle capitali della valle, conosciuta come la città della bellezza, è separata da Katmandu da un fiume. In corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed al suo centro sorgono cinque famosi stupa, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. Un monumento particolare di Patan è quello conosciuto come Mahabuddha, una curiosa replica del famoso tempio di Bodhgaya. Su ogni mattone dell’edificio, interamente realizzato in terracotta, è rappresentato il Buddha, come pure scene della vita dell’Illuminato. Per questa grande quantità d’immagini sacre, l’edificio è chiamato "il tempio dei mille Buddha". Il tempio d’oro, un altro dei siti maggiormente degni di nota, è un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni. 8°g. Partenza da Katmandu In funzione dell’orario di partenza se si dispone di un po’ di tempo si possono eseguire delle altre visite ai siti storici o curiosare nei negozietti del centro di Katmandu. Se si dispone di qualche giorno in più… 1°g. Chitawan – Pokhara (l’estensione è inserita dal 5° giorno) Si raggiunge Pokhara in volo da da Chitawan e ci si sistema in hotel; è anche possibile eseguire il percorso con un veicolo. Dopo la visita della cittadina, con il caratteristico lago, si raggiunge una collina poco distante, ottimo punto di osservazione per ammirare le bellissime vette himalaiane che circondano Pokhara, l’Annapurna Sud, il Machapuchare e il massiccio del Manaslu. 2°g. Pokhara – Katmandu Rientro a Katmandu in volo; si arriva usualmente in mattinata,avendo a disposizione del tempo per aggirarsi tra gli innumerevoli negozietti di artigianato locale del centro di Katmandu. Nel pomeriggio si raggiunge il villaggio di Nagarkot per godere del tramonto sull’arco himalaiano; si rientra in hotel per la cena.
Nepal: Dalla giungla all’Himalaia
Viaggio di 10 - 12 giorni
La parte storica più importante ed il meglio dell’arte nepalese si trovano nella valle di Katmandu, da scoprire con una visita delle tre antiche capitali (Baktapur, Patan e Katmandu). Il misticismo himalaiano dimora invece a Bodnath e Swayambunath per i buddisti e a Pashupatinath per gli induisti. Tuttavia, i seguaci di entrambe le religioni sono ovunque ed il sincretismo incredibile del Nepal crea le forme più intricate e bizzarre di dei e demoni, gli intarsi più ricchi di dettagli. Ci si immerge in tutto questo appena giunti, godendo la prima sera del tramonto da Swayambu, la stupa con gli occhi del Budda, posta su una collina popolata da migliaia di scimmie. Andando a Chitawan per i più avventurosi è possibile farsi trasportare dalla corrente con le zattere per un tratto del fiume Trisuli, che si discende per raggiungere la pianura del Terai. È un’esperienza entusiasmante, con momenti di pace nel silenzioso fluire del fiume che scorre in una natura bucolica ma potente tra ripide montagne, e istanti di eccitazione nelle rapide, nel frastuono dell’acqua. Le guide Nepalesi conoscono ogni segreto del percorso, e governano con sicurezza; possiamo così gioire di questa esperienza senza timori. Per chi non ama bagnarsi, l'alternativa è utilizzare solo un comodo veicolo – o anche semplicemente un volo da Katmandu. Raggiunta la giungla di Chitawan, il parco naturale più importante del Terai, ci si sistema in un lodge nel folto della foresta, base per le esplorazioni nella giungla, dove si dorme due notti. I Rangers istruiscono sulla vita e l’ambiente, e conducono a dorso di elefante a cercare i rinoceronti bianchi e i mille animali che popolano la foresta, tra cui la tigre, che però è difficilissima da avvistare. Tornando nelle zone coltivate resta nel visitatore la sensazione di aver vissuto in un ambiente primordiale. Dalle pianure del Terai si raggiunge in volo Pokhara, una cittadina posta sulle sponde di un lago tropicale dove si specchiano altissime vette glaciali. Riposati in un bell’albergo, il mattino successivo con l’aereo si entra nella Kali Gandaki, la valle più profonda del mondo, i cui versanti passano dagli 800 metri di Tatopani, dove crescono le banane, agli 8167 metri della vetta artica del Daulaghiri. Di rimpetto si erge l’Annapurna, di 8091 metri. Due sentinelle gigantesche che segnano anche la transizione climatica dal caldo dell’India al deserto alto e freddo del Tibet. L’aereo offre una visuale indimenticabile. Oltre agli "ottomila", nel cuore resta forse più impresso il Macchapuchare, detto impropriamente il Cervino dell’Himalaia, monte sacro alle genti del Nepal, ed i villaggi che sembrano appesi ai costoni ripidi ed alti di queste valli profonde. Si atterra a Jomoson, 2713 metri di quota, ai piedi del Nilgiri, che supera i 7000 metri, propaggine occidentale del massiccio dell’Annapurna. A Jomoson ci si sistema in un alberghetto, un "lodge" equivalente come servizi ad un semplice hotel. Si prevede una giornata tranquilla, passeggiando e curiosando nel villaggio. La quota, per il Nepal, non è elevata, ma a 2700 metri è meglio comunque trascorrere la prima giornata con calma. Per chi se la sente, è possibile fare un’escursione (consigliatissima) al villaggio di Markha, un paesino molto interessante dove si trova un monastero Buddista, che dista circa 2 ore di cammino. Da Jomoson il giorno successivo ci si reca a Kagbeni con circa tre ore di cammino lungo il greto del fiume Kali Gandaki; quindi un percorso pressoché pianeggiante. Su questo tratto ora vi è anche una strada percorribile in jeep. Il villaggio di Kagbeni, posto a 2800 metri di quota, trasporta fuori dal tempo. È situato all’ingresso della valle del Mustang, e le persone, di stirpe Tibetana, condividono stile, abitudini e religione di quella remota regione. Anche a Kagbeni ci si accomoda in un lodge. Rientrati a Jomoson si torna con l’aereo, via Pokhara, a Katmandu arrivando in mattinata. In tempo per visitare la piazza di Durbar e recarsi a Bhaktapur, la meglio conservata delle tre antiche capitali della valle. Il giorno seguente ci si reca presto a Pashupatinath, il luogo del Nepal più sacro agli Induisti, ed una delle mete più sante del continente indiano per i seguaci di Shiva. Di solito qui, sulle gradinate che portano al fiume, si assiste alle cremazioni. Si prosegue per la vicina Bodnath, il grande Stupa, perennemente circumambulato da devoti che spingono le ruote di preghiera e recitano il mantra di Chenrezi. Nel pomeriggio la visita di Patan completa il sopralluogo dei più bei punti della valle. Estensione per Muktinath Si consiglia di estendere la permanenza nella zona del trekking per raggiungere con altri due giorni di cammino il santuario di Muktinath. Nel cuore dell’Himalaia a nord del massiccio dell’Annapurna, Muktinath è meta di pellegrinaggi da tempo immemorabile. In tempi antichi i Santi provenienti dall’India alla ricerca del mitico regno di Shambala scoprirono la misteriosa fonte d’acqua che sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne; la Terra poneva di fronte a loro la sintesi degli elementi: terra, acqua, fuoco e aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo remoto per meditare, rivelando solo a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte. A Muktinath l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche a 3660 mt di quota, formando un bosco ornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle; ci si sorprende a chiedersi se non sia qui la casa degli elfi. In questo giardino naturale si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India e i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente tanto che sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro e templi, che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti. Organizzazione del viaggio La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. A Katmandu, Chitawan e Pokhara ci sono hotel di diverso standard. Amitaba utilizza alberghi e lodge di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare, per chi preferisce, hotel scelti dai partecipanti. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio che nella valle di Katmandu è anche esperto dell’arte e della cultura. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati. Durante il trekking viaggia con i partecipanti un nostro Sirdar nepalese che parla la lingua inglese e che si occupa di ogni dettaglio per il percorso a piedi: reperimento dei portatori e / o dei cavalli, trasporto del bagaglio personale, ecc. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento (durante il trekking ed a Chitawan è usuale la “pensione completa"), alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per i consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO  1°g. Arrivo a Katmandu Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento in hotel. Usualmente dopo un po’ di riposo nel pomeriggio si visita Swayambunath, chiamato anche il "Tempio delle scimmie". Il grande Stupa, con i caratteristici occhi che guardano in ogni direzione, è il punto di interesse principale della collina dove sorge, che è ricca di un insieme di monasteri, statue e un gran numero di chorten (reliquiari). Alla base del colle un sentiero ne segue il perimetro, ornato da innumerevoli ruote di preghiera; al mattino e alla sera molti devoti lo percorrono recitando i loro mantra. Il tramonto dal grande Stupa, con il continuo richiamo della campane suonate dai devoti, è un momento di grande magia. 2°g. Katmandu – Chitawan Ci si reca a Chitawan con un veicolo privato; la strada è bellissima, attraversa un ambiente dove la vegetazione è lussureggiante, con coltivazioni a terrazze e molti villaggi, seguendo poi un grande fiume, il Trisuli, che sfocia nelle pianure della giungla del Terai, dove per i più avventurosi è anche possibile cimentarsi con il rafting. Sistemazione in un bel lodge nel mezzo della giungla. 3°g. Chitawan Giornata dedicata all’esplorazione dell’ambiente naturale alla ricerca degli animali. Ci si sposta guidati da esperti ranger anche a dorso di elefante, il mezzo più comodo per varcare senza problemi i tratti più fitti della foresta. È molto probabile avvistare i rinoceronti, mentre è difficilissimo incontrare la tigre. 4°g. Chitawan – Pokhara Si raggiunge in volo Pokhara, la cittadina più importante dell’ovest del Nepal, dove ci si sistema in un comodo albergo nei pressi del lago tropicale. È prevista una visita della cittadina e di un punto panoramico da cui ammirare le vicine montagne. 5°g. Pokhara – Jomoson Un volo stupendo che costeggia le falde dell'Annapurna e del Daulagiri, due giganti himalaiani di oltre 8000 metri, porta a Jomoson a 2713 metri d'altezza, dove ci si sistema in un lodge. Chi se la sente può recarsi a piedi fino al villaggio di Markha, molto bello e ben conservato, dominato da un monastero Buddista. È una passeggiata di circa 2 ore verso sud che si svolge in un ambiente vasto, tra montagne che troneggiano 5000 mt più in alto! Il sentiero è pianeggiante, attraversa una zona con coltivazioni e villaggi ancora arborea. 6°g. Jomoson - Kagbeni La meta dista circa tre ore i cammino lungo un sentiero che segue il greto del fiume, quasi sempre in piano; ci si alza di soli 100 mt., dai 2713 mt di Jomoson ai 2810 mt di Kagbeni; per il percorso in alternativa oggi è anche possibile utilizzare una jeep. Man mano che si procede verso nord l’ambiente è sempre più desertico. Il villaggio di Kagbeni sorge in un’oasi incastonata tra ripide montagne terrose ai bordi del vasto greto del fiume Kali Gandaki; è culturalmente parte del regno del Mustang e buona parte degli amichevoli abitanti veste l’abito tradizionale. È un luogo immerso in un altro secolo, con le caratteristiche tipiche dei villaggi d’alta quota tibetani e un interessante piccolo monastero di scuola Sakya. Agli ingressi del piccolo agglomerato più antico si notano degli strani feticci fallici, posizionati per tenere lontani gli spiriti malvagi, e le porte di molte case sono ornate con degli strani diagrammi di fili colorati, anch’essi parte del vasto patrimonio esorcistico di queste regioni. Si alloggia anche qui in un lodge. 7°g. Kagbeni – Jomoson Si torna indietro con calma, con le immense masse dei Nilgiri e la vetta del Daulagiri che dominano l’orizzonte. 8°g. Jomoson – Pokhara – Katamandu Da Jomoson con l’aereo si torna prima a Pokhara e da qui, con un secondo volo, si rientra a Katmandu arrivando in tarda mattinata. Ci si sistema in albergo e quindi nel pomeriggio ci si reca a visitare la piazza centrale di Katmandu, Durbar, e Bhaktapur, il cui nome significa “città dei devoti". Questa, tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu, è quella preservata meglio. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà’ moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. 9°g. Pashupatinath, Bodhnath e Patan Pashupatinath è il luogo del Nepal più sacro agli induisti. Dedicato a Shiva, si estende su un’area di 260 ettari. Lungo i ghat, le gradinate sul fiume, nei pressi del tempio tra fedeli e Sadhu, i pittoreschi mistici indiani, vengono poste le pire funerarie. Da qui si raggiunge Bodnath. Il suo grande stupa, secondo la leggenda fu fondato per contenere le reliquie di Buddha Kashyapa, il Buddha che precedette Sakyamuni nel nostro evo cosmico. È molto simile come struttura a Swayambu e di dimensioni maggiori. Nei dintorni di Bodnath hanno trovato ospitalità molti rifugiati tibetani, che animano un interessante mercatino, e sono sorti numerosi monasteri appartenenti a tutte le principali scuole del buddismo tibetano. La città di Patan, la terza e più antica delle capitali della valle, conosciuta come la città della bellezza, è separata da Katmandu da un fiume. In corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed al suo centro sorgono cinque famosi stupa, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. Un monumento particolare di Patan è quello conosciuto come Mahabuddha, una curiosa replica del famoso tempio di Bodhgaya. Su ogni mattone dell’edificio, interamente realizzato in terracotta, è rappresentato il Buddha, come pure scene della vita dell’Illuminato. Per questa grande quantità d’immagini sacre, l’edificio è chiamato "il tempio dei mille Buddha". Il tempio d’oro, un altro dei siti maggiormente degni di nota, è un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni. 10°g. Partenza da Katmandu In funzione dell’orario di partenza se si dispone di un po’ di tempo si possono eseguire delle altre visite ai siti storici o curiosare nei negozietti del centro di Katmandu. Se si dispone di qualche giorno in più… Da Kagbeni, il 7°giorno, anziché rientrare, si sale verso Jarkot e Muktinath; anche qui volendo è possibile utilizzare delle jeep. 1°g. Kagbeni - Jarkot (3400 mt) La salita per Jarkot inizia ripida per un tratto, con panorami meravigliosi sull’oasi di Kagbeni e la lunga e arida valle che porta verso nord in Mustang; si notano nelle falesie terrose molte piccole grotte artificiali scavate come luoghi di ritiro dagli yogi, che venivano utilizzate anche dalla gente della valle in caso di pericolo. Si raggiunge presto l’oasi d’alta quota di Jarkot su cui troneggia il monastero di questo stupendo villaggio. È la giornata più impegnativa, circa 5 ore di cammino. 2°g. Jarkot – Muktinath (3660 mt) Una breve salita porta al villaggio di Muktinath, dove si alloggia in un lodge, e con una passeggiate ci si reca per una accurata visita della zona del vicino santuario, uno dei luoghi più puri di tutto l’Himalaia. Chi lo desidera nel pomeriggio può recarsi ad esplorare i villaggi posti sul lato nord della valle, che rivelano alcuni piccoli antichissimi monasteri dove è ancora molto forte anche l’aspetto sciamanico Bön. Il più vicino è Chhuigur, che dista circa mezz’ora; i più allenati possono spingersi fino a Dzong (un’ora e mezza), che fu la capitale di un piccolo regno e conserva tutt’ora gli interessanti resti del castello. 3°g. Muktinath – Jomoson Giornata di facile discesa che impegna per circa 5 ore di cammino; non si passa da Kagbeni ma si raggiunge il fiume Kali Gandaki più a sud, percorrendo un panoramicissimo sentiero a mezza costa da cui si gode della vista delle immense masse di Nilgiri e Daulagiri (8167 mt) che dominano l’orizzonte a sud. Al mattino, prima di iniziare a scendere, è possibile eseguire un’ultima visita al santuario.
Nepal: magia di cultura, natura ed arte
Viaggio di 12 giorni
Il Nepal offre alcuni degli scenari naturali più coinvolgenti al mondo, passando dalla giungla, casa delle tigri e dei rinoceronti, alle inaccessibili vette glaciali, dove l’uomo ha intuito che vi fosse la dimora degli dei. In questo magico insieme vivono popoli che nel corso dei secoli hanno sviluppato forme artistiche uniche, con una plasticità delle forme che evidenzia la progressiva fusione di elementi induisti e buddisti, favorite dal non aver subito le tremende invasioni e sconvolgimenti che hanno afflitto le altre aree dell’Asia. Questa preziosa eredità, che si incontra sia nei palazzi storici che nel raffinato artigianato, si affianca ad una spiritualità che permea la vita ed il modo di pensare e di porsi della gente. Il viaggio si pone l’obbiettivo di unire in un unico percorso questo incredibile insieme, per una sintesi di ciò che il Nepal può offrirci. Arrivati a Katmandu ci si dedica alle visite dei siti più significativi. Si inizia salendo il colle dello Stupa di Swayambunath e, sulle rive del piccolo fiume Bagmati, ci si reca al santuario shivaita di Pashupatinath, completando da qui con il grande Stupa di Bodnath, il vivace cuore buddista della valle, circondato dai negozietti dei tibetani e da una profusione di monasteri. A Baktapur e Changu Narayan si incontrano alcuni degli esempi più elevati dell’arte e del mondo culturale nepalese, frammisti ad un ambiente dove pulsa una ricca vita artigiana e rurale, dove storia e vita quotidiana condividono il medesimo spazio. Il centro storico di Katmandu, con Durbar ed i suoi bei palazzi, stupisce per la preziosità delle sue forme, ed ospita la Kumari, la dea vivente dei nepalesi induisti. Si prosegue per Patan, la più antica delle capitali della valle, attiva già dai tempi Ashoka (III secolo a.C.), e da qui si sale sui monti di Daman per godere di una vista tra le più grandiose dell’arco himalaiano (se è limpido lo sguardo giunge fino all’Everest!), per scendere poi ai loro piedi ed immergersi nella giungla di Chitawan, dove con l’ausilio dei rangers ed utilizzando anche gli elefanti si esplora uno degli ultimi regni delle tigri. Si prosegue per Lumbini, luogo della nascita del Budda, ed oggi anche centro di pratica meditativa e religiosa, con templi e monasteri di gran parte delle tradizioni buddiste del mondo. Tornando verso i monti si sosta a Tansen, l’antica capitale del regno Magar, e da qui si raggiunge il lago di Pokhara, dove si sale sui monti che lo sovrastano per ammirare il tramonto e l’alba: lo scenario spazia dal Daulagiri ad ovest fino al Manaslu ad est, di fronte si hanno gli Annapurna ed il Machapuchare. Da qui, utilizzando dei fuoristrada e con una breve passeggiata, si arriva a Gandrung nella valle che fluisce dagli Annapurna, un villaggio tradizionale ai piedi dell’Annapurna Sud ed al cospetto del Machapuchare, con le case in pietra nel perfetto stile dell’etnia gurung. Poiché fino a ier l’altro si giungeva qui solo camminando, il luogo mantiene l’atmosfera dei mitici villaggi dei trekking. Rientrati a Pokhara si torna in volo a Katmandu, dove si avrà del tempo per gli acquisti, per i quali il Nepal è giustamente famoso, e si completerà con una serata di musica e danze nepalesi. ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. A Katmandu, Daman, Chitawan, Lumbini e Pokhara ci sono hotel di diverso standard; si segnala che nel villaggio di Gandrung si alloggia in un rifugio himalaiano dove le stanze non dotate di servizi.  Amitaba utilizza alberghi e lodge di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare, per chi preferisce, hotel scelti dai partecipanti. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili anche guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana che vanno prenotate con un certo anticipo. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per dei consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento in hotel. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata o allo Stupa di Bodnath o a quello di Swayambhunath, in funzione dell’hotel che si è scelto, per un primo incontro con la magia che si respira nei luoghi sacri di Katmandu. 2°g. Katmandu: Swayambhunath, Pashupatinath, Bodnath   Si iniziano le visite recandosi all’antichissimo Stupa di Swayambhunath, che si erge su di un panoramico colle adornato di tempietti, attorno alla cui base vi è un percorso di circumambulazione arricchito da muri Mani, ruote e bandiere di preghiera; nei pressi e sulle adiacenti colline di Manjushri e Saraswati vi sono diversi templi ed anche grandi statue con le figure principali del buddismo tibetano. Si prosegue per Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath (se lo si desidera è possibile arrivarci a piedi con un sentiero alle spalle del sito), nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri; ci sono anche alcuni panoramici ristorantini per una gradita pausa. Nei dintorni del grande Stupa si visita il monastero Nyingma di Sechen, sede della reincarnazione di Dilgo Kyentse Rinpoche, il “monastero bianco” Ka-Nying di tradizione Kagyu e Nyingma fondato da Urgyen Tulku e, tempo permettendo, anche altri. 3°g. Katmandu: Baktapur, Changu Narayan, Durbar   Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”, è la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della “civiltà” moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Dopo la visita ci raggiunge Changu Narayan, un villaggio che ha conservato in larga misura il suo aspetto tradizionale, posto su un’altura, con un bel panorama sulla valle, dove al suo apice è ubicato un magnifico santuario dedicato a Vishnu. Si completa la giornata con la visita del centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte. 4°g. Katmandu – Patan – Daman   Ci si reca a Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu. La piazzetta centrale, dove sono anche qui ancora evidenti i danni causati dal terremoto, è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Da Patan si parte per Danan, salendo le montagne in direzione sud ovest, un tratto di soli 55 km che può richiedere anche 3 ore o più. Qui si alloggia e si cena presso un panoramico albergo situato a circa 2300 mt. La posizione offre uno stupendo panorama sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte tra qui e l’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così una visuale ampissima che diventa ancor più bella con le luci del tramonto e dell’alba. 5°g. Daman – Chitawan   Si scende da Daman verso sud e, giunti nelle aree più pianeggianti alla base dei monti, si prosegue verso ovest per il Parco Nazionale di Chitawan, arrivando per il pranzo; il tragitto è di circa 130 km, approssimativamente 5 ore. Vi sono alcuni bei resort dove si può alloggiare che offrono programmi simili, ottime basi da cui si esplora il territorio, immersi nella foresta del parco. Quest’area naturale, dichiarata riserva nel 1970 e successivamente Parco Nazionale, si estende per 932 kmq e ospita; tra gli animali più celebri, un gran numero di rinoceronti e di tigri, oltre a diversi tipi di gazzelle, bufali, coccodrilli ed una grandissima varietà di uccelli (525 specie!). Nel corso del giorno e mezzo che si trascorre qui si seguiranno diverse attività con la guida degli esperti ranger, che istruiscono sulla vita e l’ambiente, e conducono a dorso di elefante a cercare i rinoceronti bianchi e i mille animali che popolano la foresta, tra cui la tigre, che però è difficilissima da avvistare. Tornando nelle zone coltivate resta nel visitatore la sensazione di aver vissuto in un ambiente. Si consumano tutti i pasti nel ristorante del resort. 6°g. Chitawan   Si inizia all’alba, quando è più facile vedere gli animali. I. Le attività previste durante il soggiorno a Chitawan sono diverse ed interessanti. Un safari di circa un’ora e mezza con gli elefanti nella foresta; la visita ad un villaggio dell’etnia Tharus utilizzando carri trainati dai buoi; una camminata guidata nella foresta - che presuppone di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal ranger; discendere il corso del fiume con le canoe, che è il modo migliore per osservare gli uccelli acquatici e gli animali sulle rive mentre si scivola in silenzio sull’acqua; la visita al centro di riproduzione dei coccodrilli; e si assiste al bagno degli elefanti nel fiume, dove chi vuole potrà aiutare a spazzolare i pachidermi! 7°g. Chitawan – Lumbini   Si seguono verso ovest le pianure che lambiscono in monti himalaiani arrivando a Lumbini, un viaggio di circa 140 km che richiede da 4 a 5 ore, e si dedica il pomeriggio alle visite. A Lumbini nacque il Budda; nel Giardino Sacro nel 1996 è stata portata alla luce una pietra che segna il punto dove si ritiene che sia avvenuta. Il sito è tranquillo ed è stata predisposta una vasta area protetta che si percorre a piedi o con i rikshò a pedali (meglio utilizzare questi perché è molto ampia) dove sono stati costruiti i monasteri di tante diverse tradizioni, molti dei quali interessanti da visitare; si ha così l’opportunità di vedere in un unico spazio i diversi stili dei templi buddisti dell’Asia. 8°g. Lumbini – Tansen   Nel corso della mattina si potranno completare le visite e, prima di partire, visitare le rovine di Kapilvastu, la capitale del regno dove nacque il Budda (vi è ‘concorrenza’ su questo: anche oltre il vicino confine dell’India ci sono delle rovine che là vengono considerate quelle “vere”…). Si procede quindi per Tansen, centro principale della regione di Palpa, 75 km a nord ovest di Lumbini, un percorso di circa 3 ore e mezza. Questa cittadina è un luogo interessante: il centro ha un aspetto medioevale con vicoli ripidi dove le auto non possono transitare e palazzi in stile Newari con le tipiche finestre finemente intagliate; in passato fu la capitale del regno Magar, che per un luogo periodo fu uno dei più potenti principati del Nepal. 9°g. Tansen – Shanti Stupa – Pokhara – Sarangkhot   Si parte per Pokhara che dista circa 123 km a nord ovest, un percorso che richiede circa 4 ore di guida. Giunti a destinazione ci si reca alla Pagoda della Pace, posizionata in bel punto panoramico sopra al celebre lago di Pokhara. Quindi si visita la cittadina, dove il lungolago (siamo a 800 metri ed il clima è quasi tropicale) è strapieno di ristorantini e negozietti con più o meno tutto quello che si può trovare in Nepal. Si sale quindi a Sarangkhot, sui monti a nord ovest del lago, dove si alloggia presso un hotel situato in posizione spettacolare a circa 1500 metri; dalla torre panoramica del colle se è limpido lo sguardo spazia dal Daulagiri ad ovest fino al Manaslu ad est e si vedono le cime dei 4 Annapurna, oltre all’Annapurna Sud ed al Machapuchare (o “Cervino dell’Himalaia”). 10°g. Sarangkhot – Birethanti – Gandrung   Si segue verso ovest il colle di Sarangkhot raggiungendo la strada principale che proviene da Pokhara; si valica un passo (1750 mt) e si prosegue per il villaggio di Birethanti, situato a 1100 mt lungo il fiume che scorre dall’Annapurna. Si risalgono le acque fino al punto in cui termina la strada; si impiegano in tutto circa 2 ore e mezza (sono pochi chilometri, ma la strada è lenta). Si lasciano qui i veicoli ed il bagaglio superfluo (viene custodito dagli autisti) e si prosegue a piedi per il villaggio di Gandrung, che dista circa mezz’ora di cammino [NB: questo all’atto della redazione di questo testo e ora potrebbe essere stata finita]. Gandrung (1940 mt) è forse il più bello dei villaggi gurung della regione, con le case tipiche costruite in pietra, ed è situato in un’ottima posizione panoramica di fronte alla vallata del Machhapuchare ed alla parete dell’Annapurna Sud. Si alloggia in un comodo rifugio; questa zona infatti da circa 50 anni è percorsa dai trekking e la gente del villaggio è abituata a curare i visitatori. 11°g. Gangdrung – Pokhara – Katmandu   Dopo aver goduto dell’alba e di una buona colazione si torna a valle e si rientra a Pokhara, dove si arriva indicativamente per l’ora di pranzo. Si rientra a Katmandu in volo, dove si alloggia nel medesimo hotel e si avrà il resto del tempo a disposizione. È prevista una serata folk con cena in un locale tipico. 12°g. Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino al trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.  
Nepal: da Gandrung a Manang, nuove strade himalaiane
Viaggio da 14 a 17 giorni
L’Himalaia nepalese preserva luoghi tra i più belli al mondo e alcuni di questi sono ora diventati raggiungibili anche da chi non ha la possibilità o il tempo di percorrere lunghi sentieri a piedi; in particolare, la regione dell’Annapurna è accessibile in fuoristrada, sia nella parte meridionale che in quella settentrionale: questo nuovo percorso è stato verificato con attenzione per fruire nel modo più intelligente di queste nuove opportunità! Giunti a Katmandu vi si sosta una notte cogliendo l’opportunità per visitare i grandi Stupa e Pashupatinath, il santuario induista che è anche il luogo delle cremazioni, e quindi si parte per i monti a sud della città arrivando a Danan; da qui si gode di una vista tra le più grandiose dell’arco himalaiano, che include anche l’Everest. Si torna a valle per immergersi nella giungla di Chitawan, dove, con l’ausilio dei rangers e degli elefanti, si esplora uno degli ultimi regni delle tigri. Si prosegue per lo Stupa della Pace ed il lago di Pokhara, entrato grazie al clima ed alla sua posizione tra le mete preferite dei giovani viaggiatori, e da qui si sale a Sarangkhot, un colle che lo sovrasta dove si ha un nuovo punto panoramico eccezionale (dal Daulagiri, ad ovest, fino al Manaslu, ad est). Si continua spostandosi un poco ad ovest arrivando al villaggio gurung di Gandrung (1940 mt), luogo di bellezza epica sia per la visuale, al cospetto dell’Annapurna Sud e del Machapuchare, che per la cura con cui gli abitanti mantengono lo stile tradizionale del posto, che offre intatta anche l’atmosfera dei mitici villaggi dell’escursionismo himalaiano. Per arrivarci è prevista una passeggiata di circa mezz’ora (la strada è in fase di completamento). Tornati a valle, si continua il viaggio con i fuoristrada transitando da Pokhara e iniziando ad aggirare il gruppo dell’Annapurna seguendo verso nord il fiume Marshyangdi, che scorre tra questi monti ed il Manaslu, arrivando prima a Timang (2750 mt) e quindi nella valle alta a nord dei monti, dove si trovano Pisang e Manang (3540 mt), un’aerea di straordinaria bellezza cinta a sud dalla catena degli Annapurna e ornata da pochi  villaggi, dove tra diversi Stupa e monasteri risiede la popolazione gurung, di religione buddista, che parla un dialetto tibetano. Si sosta qui tre notti per poter godere appieno del luogo e fare, se lo si desidera, piccole escursioni per scoprire gli angoli più belli di questo paradiso dell’Himalaia. Si ridiscendono quindi le valli rientrando fino a Katmandu, dove si avrà del tempo per gli acquisti per i quali la città è giustamente famosa, e si completerà con una serata di musica e danze nepalesi. ESTENSIONE STORICA Al termine è consigliata un’estensione di tre giorni ai siti storici della valle di Katmandu, che include le antiche capitali (Baktapur, Katmandu e Patan) e importanti luoghi meno turistici (Changu Narayan, Pharping, Kirtipur e Budanilkanta). ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO E NOTA TECNICA La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet.  Il momento migliore per questo percorso è l’inizio dell’autunno o la tarda primavera; entrambi questi periodi, in particolare quello autunnale, godono di un clima solitamente secco. Si tenga comunque presente che possono sempre esserci piogge locali. In tutte le località fuori dalle aree himalaiane ci sono hotel di diverso standard, mentre nelle zone interne da Gandrung a Besisahar si alloggia in rifugi dove a volte le stanze non sono dotate di servizi e solitamente non sono riscaldate; il cibo nei rifugi himalaiani è vario, sostanzioso e gradevole. Il punto più freddo dell’itinerario è a Manang, dove si sosta a 3540 mt, il punto più alto del tour dove di notte è facile andare anche sotto lo zero termico; il rifugio qui è dotato di trapunte ma si consiglia, anche per motivi igienici, di portare con sé un proprio sacco a pelo, eventualmente acquistabile o noleggiabile a Katmandu. Amitaba utilizza ovunque possibile alberghi e lodge di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare, per chi preferisce, hotel scelti dai partecipanti. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati; nelle aree himalaiane si usano fuoristrada tipo Scorpio o Landcruiser. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili anche guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana che vanno prenotate con un certo anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per dei consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196    PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento in hotel. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata o allo Stupa di Bodnath o a quello di Swayambhunath, in funzione dell’hotel che si utilizza, per un primo incontro con la magia che si respira nei luoghi sacri di Katmandu. 2°g. Katmandu (Pashupatinath, Bodnath) – Daman   Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù, situato lungo le rive del fiume Bagmati e dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si può scegliere un panoramico ristorantino per il pranzo. Si parte quindi per i monti a sud ovest della città arrivando nella località di Daman, un viaggio di soli 65 km ma che può richiedere parecchio tempo. Qui si alloggia in un hotel panoramico situato a circa 2300 mt; la posizione offre una stupenda visuale sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte di fronte all’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così un panorama ampissimo che include l’Everest, che diventa ancor più bello con le luci del tramonto e dell’alba. 3°g. Daman – Chitawan   Si scende da Daman verso sud e, giunti nelle aree più pianeggianti alla base dei monti, si prosegue verso ovest per il Parco Nazionale di Chitawan, arrivando per il pranzo; il tragitto è di circa 130 km, approssimativamente 5 ore. Vi sono alcuni bei resort dove si può alloggiare che offrono programmi simili, ottime basi da cui si esplora il territorio, immersi nella foresta del parco. Quest’area naturale, dichiarata riserva nel 1970 e successivamente Parco Nazionale, si estende per 932 kmq e ospita; tra gli animali più celebri, un gran numero di rinoceronti e di tigri, oltre a diversi tipi di gazzelle, bufali, coccodrilli ed una grandissima varietà di uccelli (525 specie!). Nel corso del giorno e mezzo che si trascorre qui si seguiranno diverse attività con la guida degli esperti ranger, che istruiscono sulla vita e l’ambiente, e conducono a dorso di elefante a cercare i rinoceronti bianchi e i mille animali che popolano la foresta, tra cui la tigre, che però è difficilissima da avvistare. Tornando nelle zone coltivate resta nel visitatore la sensazione di aver vissuto in un ambiente. Si consumano tutti i pasti nel ristorante del resort. 4°g. Chitawan   Si inizia all’alba, quando è più facile vedere gli animali. I. Le attività previste durante il soggiorno a Chitawan sono diverse ed interessanti. Un safari di circa un’ora e mezza con gli elefanti nella foresta; la visita ad un villaggio dell’etnia Tharus utilizzando carri trainati dai buoi; una camminata guidata nella foresta - che presuppone di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal ranger; discendere il corso del fiume con le canoe, che è il modo migliore per osservare gli uccelli acquatici e gli animali sulle rive mentre si scivola in silenzio sull’acqua; la visita al centro di riproduzione dei coccodrilli; e si assiste al bagno degli elefanti nel fiume, dove chi vuole potrà aiutare a spazzolare i pachidermi! 5°g. Chitawan – Pokhara - Sarangkhot   Si parte per Pokhara che dista circa 150 km a nord ovest, un percorso che può richiedere anche 6 ore di guida. Ci si reca per una visita alla Pagoda della Pace, posizionata in punto molto panoramico sopra al celebre lago. Si visita la cittadina, dove il lungolago (siamo a 800 metri ed il clima è quasi tropicale) è strapieno di ristorantini e negozietti con più o meno tutto quello che si può trovare in Nepal. Si sale quindi a Sarangkhot, sui monti a nord ovest del lago, dove si alloggia in un hotel situato in posizione spettacolare a circa 1500 metri; dalla torre panoramica del colle se è limpido lo sguardo spazia dal Daulagiri ad ovest fino al Manaslu ad est e si vedono le cime dei 4 Annapurna, oltre all’Annapurna Sud ed al Machapuchare (o “Cervino dell’Himalaia”). 6°g. Sarangkhot – Birethanti – Gandrung  Si segue verso ovest il colle di Sarangkhot raggiungendo la strada principale che proviene da Pokhara; si valica un passo (1750 mt) e si prosegue per il villaggio di Birethanti, situato a 1100 mt lungo il fiume che scorre dall’Annapurna. Si risalgono le acque fino al punto in cui termina la strada; si impiegano in tutto circa 2 ore e mezza (sono pochi chilometri, ma la strada è lenta). Si lasciano qui i veicoli ed il bagaglio superfluo (viene custodito dagli autisti) e si prosegue a piedi per il villaggio di Gandrung, che dista circa mezz’ora di cammino [NB: questo all’atto della redazione di questo testo e ora potrebbe essere stata finita]. Gandrung (1940 mt) è forse il più bello dei villaggi gurung della regione, con le case tipiche costruite in pietra, ed è situato in un’ottima posizione panoramica di fronte alla vallata del Machapuchare ed alla parete dell’Annapurna Sud. Si alloggia in un comodo rifugio; questa zona infatti da circa 50 anni è percorsa dai trekking e la gente del villaggio è abituata a curare i visitatori. 7°g. Gangdrung – Pokhara – Besisahar   Dopo aver goduto dell’alba e di una buona colazione si torna a valle e si torna fino a Pokhara, dove si potrà sostare per il pranzo. Si prosegue quindi verso est per Besisahar, che da qui dista poco più di 100 km ma richiede un viaggio di quasi 4 ore. Si segue inizialmente la strada che porta verso Katmandu lasciandola poi in direzione nord per arrivare all’imbocco della grande valle che separa i gruppi dell’Annapurna e del Manaslu. Si alloggia in un alberghetto locale; la quota qui è di circa 950 mt. 8°g. Besisahar – Timang   Si inizia la risalita della valle che in due giorni porterà a nord degli Annapurna; oggi si seguono le acque del fiume Marshyangdi giungendo fino a Timang (2750 mt), superando costoni e villaggi tra le foreste ed i potenti torrenti che fluiscono dai lati della profonda valle. Superata Dharapani (circa 2000 mt), dove si dipana in direzione nord est la valle che porta verso il Manaslu, si sale piuttosto rapidamente arrivando al villaggio, dove si alloggia in un comodo rifugio – anche qui, come a Gandrung, il flusso del trekking è in corso da tantissimo tempo e i servizi oramai sono validi. Si prevedono circa 5 ore di guida. Da questa posizione è visibile la vetta del Manaslu. 9°g. Timang – Manang   Lasciata Timang ci si addentra nel cuore delle regioni più alte; la parete di Suarga Duari, un gigantesco muro di granito dove non attecchisce nulla, segna la svolta della valle che si apre verso Pisang e Manang. Si rivela al nostro sguardo un mondo dalla bellezza straordinaria; tra foreste di conifere immacolate che gradatamente si diradano, si trova una magica valle, cinta a sud dalla catena degli Annapurna che crea un peculiare microclima, dove occhieggiano maestose cime glaciali che solo l’Himalaia riesce a creare. Uno spazio naturale grandioso ornato da pochi, ben accuditi villaggi dove vive serena la popolazione gurung, di religione buddista, che parla un dialetto tibetano; all’intorno, l’ambiente è impreziosito dagli Stupa e da alcuni monasteri. Arrivati a Manang (3540 mt), centro principale della zona e punto di riferimento dei gurung, ci si accomoda in un rifugio; la tappa richiede circa 5 ore di viaggio. 10°g. – 11°g. Manang   Manang nel corso degli anni ha visto la nascita di diversi rifugi, fortunatamente edificati in modo tradizionale, e la parte vecchia del villaggio è intatta; la vita è un poco più comoda che un tempo, ma le abitudini delle persone sono rimaste le medesime. Sulle case svettano le bandiere di preghiera colorate e spesso si sentono i canti devozionali della gente. Qui si respira la bellissima atmosfera di una vera “base” himalaiana, con un colorato andirivieni di escursionisti e alpinisti che provengono da ogni parte del mondo; la maggior parte o giunge o si cimenta con la traversata verso la valle di Jomoson ad ovest, alcuni hanno ambizioni più difficili, con le molte vette della regione. Nei due giorni che si trascorrono qui, oltre a rilassarsi e godere del luogo, si potranno fare diverse escursioni a piedi, in funzione dei desideri dei partecipanti; vi è un’ampia scelta di possibilità. Per citarne alcune: recarsi al monastero di Braka, situato poco prima di Manang; raggiungere il vicino villaggio alto di Manang ed eventualmente proseguire fino a Gunsang (3890 mt) all’imbocco della valle che porta al passo per Jomoson; seguire la valle ad ovest verso il Tilicho fino al villaggio di Khangsar o poco oltre al Gompa di Thare (da qui ad est si vede anche il Manaslu); recarsi al lago terminale del Gangapurna, proprio di rimpetto a Manang; salire al Lago di Ghiaccio sulle pendici del Pisang; e così via! 12°g. Manang – Besisahar   Oggi si rientra fino a Besisahar, godendo ancora una volta dei panorami eccezionali del percorso. Si alloggia nel medesimo alberghetto. 13°g. Besisahar – Katmandu   Si segue verso sud la strada di collegamento fino a raggiungere la via principale che prosegue ad est fino a Katmandu; si percorrono in tutto circa 170 km in circa 6 ore. All’arrivo si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo; in serata cena in un ristorante tipico dove si assiste ad uno spettacolo folcloristico. PER CHI RIENTRA 14°g. Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino al trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.    ESTENSIONE STORICA 14°g. Katmandu, visita della città   Mattina libera. Nel pomeriggio si visita il centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; in uno dei palazzi che impreziosiscono il magico spazio di Durbar vive la Kumari, la dea vivente dei nepalesi. 15°g. Katmandu (Baktapur, Changu Narayan)   Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata, ma purtroppo anche la più danneggiata dal terremoto, delle tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della “civiltà” moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle da cui è molto bello godere del tramonto. 16°g. Katmandu (Patan, Pharping, Kirtipur)   Ci si reca a Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu; lo spazio storico è delineato da cinque Stupa, in corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed uno posizionato al suo centro, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro, un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni, e il Kumbeshwor. Si prosegue per il villaggio di Pharping, a sud di Patan, dove si trovano diversi monasteri di scuola tibetana ed alcuni interessanti templi, incluso quello (piccolo ma importantissimo) di Vajrayogini. Rientrando a Katmandu ci si reca a Kirtipur, posta su di un colle ai margini della valle. Nella parte centrale vi è l’importante tempio di Bagh Bairava, una forma irata del dio Shiva, il cui attuale edificio risale al XVI secolo; è interessante anche il tempio di Uma Maheshwar, sul colle che sovrasta la cittadina, una pagoda a tre livelli edificata originariamente nel XVII secolo, dove si notano anche diverse sculture erotiche. 17°g. Katmandu (Budanilkanta) e volo di rientro   Visita del tempio di Budanilkanta, situato nella parte settentrionale della città; l’artefatto più prezioso di questo interessante e venerato luogo è la statua monolitica di basalto nero del VII secolo che rappresenta una divinità serenamente adagiata sui serpenti. Per gli induisti questo è Narayana, incarnazione di Vishnu, che riposa sulle spire del serpente cosmico Shesha, mentre per i buddisti nepalesi newari rappresenta Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione; la connessione mistica è però vicina, perché il Budda viene ritenuto dagli induisti la nona incarnazione di Vishnu. Ci si reca quindi in aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.  
Nepal: Mustang e Muktinath, nel Regno di Lho
Viaggio da 9 a 15 giorni
Dal 2015 la regione nepalese del Mustang è raggiungibile con la jeep, consentendo di arrivare in modo più semplice in questo meraviglioso territorio, rendendolo accessibile anche a chi non poteva affrontare i tempi o la fatica di un lungo percorso a piedi. Il percorso prevede una visita completa della regione del Mustang, che conserva un prezioso mondo culturale immerso nell’affascinate ambiente naturale del deserto trans himalaiano. DURATA DEL VIAGGIO Viaggio completo, 12 giorni Il tour prevede un percorso via terra da Katmandu con un rientro in volo da Jomoson, il piccolo aeroporto posizionato alle porte del Mustang: l’idea è di godere del territorio nepalese arrivando gradatamente nelle remote aree trans himalaiane a ridosso del confine tibetano. Percorso ridotto, fino ad un minimo 9 giorni Per chi avesse la necessità di abbreviare i tempi si possono ridurre i tempi così:  -    Arrivati a Pokhara / Sarangkot (che volendo si può raggiungere in volo da Katmandu, ma è sconsigliato di pianificare una prosecuzione in volo lo stesso giorno per Jomoson in quanto solitamente su questa seconda tratta si vola solo nella prima parte del mattino) il giorno seguente si vola a Jomoson e si parte da qui per Muktinath (11 giorni). -    Da Jomoson si va direttamente a Chhusang saltando Muktinath (10 giorni). -    Si sosta a Lho Manthang solo due notti (9 giorni) Estensioni, fino a 15 giorni Per ampliare il percorso del viaggio completo nella regione del Mustang (non considerando quindi estensioni in altre parti del Nepal o a Katmandu) se non si vogliono inserire nel programma dei percorsi a piedi, per arrivare ad esempio a Luri Gompa o all’eremo di Rechung, si consigliano tre possibili soste: una notte in più a Muktinath (o a Jarkot, posizionato appena sotto) per visitare i villaggi nella parte settentrionale della vallata. Una notte a Tsarang, per godere di questo bel villaggio prima di arrivare a Lho Mantang. Passare tre noti a Lho Mantang per avere più tempo, anche per esplorare più a fondo le vallate ed i siti circostanti. DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA COMPLETO Giunti in volo a Katmandu inizia subito il viaggio attraverso l’Himalaia che porta fino al Mustang; la prima tappa è sui monti sopra Pokhara a Sarangkot, dove si gode di un tramonto stupendo sui monti, dal Machhapuchare al Manaslu. Da qui si prosegue ancora verso ovest in jeep per Baglung e arrivati all’imbocco della valle del Kali Gandaki si inizia a percorrerla verso nord. Questa valle presenta il maggior dislivello al mondo: un intaglio tra il Daulagiri ad ovest e l’Annapurna ad est, che superano gli 8000 metri, con il fondovalle che nella parte iniziale parte da circa 800 metri. L’aspetto più incredibile è il velocissimo cambiamento ambientale che si incontra percorrendola: iniziando dalla vegetazione tropicale che ci accompagna fino a Tatopani, ad ogni svolta della valle troviamo un ambiente diverso iniziando dai banani, quindi alberi di agrumi, poi di mele fino alle foreste di conifere. Oltre ancora, inizia poi gradatamente il deserto trans himalaiano di alta quota che caratterizzerà il viaggio oltre Tukuche, il grazioso paesello di pietra situato ai piedi della spettacolare cascata di ghiaccio del Daulagiri. Oltre Marpha e Jomoson si risalgono i versanti meridionali della Kali Gandaki arrivando a Jarkot e quindi a Muktinath, uno dei luoghi di pellegrinaggio più celebri dell’Himalaia, stupendo anche per i bei panorami che offre verso il Daulagiri. A Kagbeni si entra nel territorio ad accesso ristretto dell’Alto Mustang; si seguono profonde gole che stupiscono per la cromia delle rocce, godendo di un crescendo della bellezza naturale che nelle guglie di roccia rossa di Tramar va oltre l’immaginabile, fino a giungere nelle zone più aperte adiacenti al Tibet. Si incontrano villaggi e isolati monasteri, tra cui Lo Gekar, che secondo la tradizione orale pare essere il più antico del Nepal in quanto la sua fondazione è attribuita a Padmasambhava (Guru Rimpoce). Oltre Tsarang si arriva nella vallata dove sorge Lho Manthang, la capitale, cinta da mura che conservano un mondo ancora fuori dal divenire del tempo, dove la gente vive con i propri greggi seguendo modi ed abitudini antiche: vi sorgono l’antico palazzo del re ed alcuni templi che sorprendono per la preziosità delle opere d’arte. Durante la permanenza a Lho Manthang si visitano anche i diversi siti della vallata e ci si spinge con un’escursione verso nord a Garphu ed alle grotte di Jhong, dove si potrà visitare un antico paese rupestre potendo sporgersi da una finestrella intagliata a picco sulle rocce, simile alle molte altre che, poste in luoghi altrettanto inavvicinabili, ci avranno incuriositi ed affascinati fin qui. Tornando verso sud si segue la medesima strada fino a Kagbeni e da qui si segue il corso del fiume fino a Jomoson (all’andata si era giunti a Kagbeni scendendo da Jarkot) dove si prende un aereo per tornare a Pokhara e da qui, con un altro volo, si prosegue per Katmandu per il rientro. ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO E NOTA TECNICA Il Mustang, aperto al turismo dal 1992, è una delle zone del Nepal ad accesso ristretto; il numero di permessi rilasciati ogni anno è limitato e richiede il pagamento di cospicue tasse giornaliere, il cui costo viene conteggiato da Amitaba nel prezzo del viaggio. La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili anche guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana che vanno prenotate con un certo anticipo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per il tour da Pokhara (o da Katmandu: spesso fino a Pokhara si usano normali pulmini per risparmiare un poco sui costi)  vengono utilizzate jeep tipo Land Cruiser, Nissan Patrol o Pajero. Il clima nell’Alto Mustang è normalmente secco, ma è sempre necessario essere attrezzati in modo opportuno per eventuali piogge in particolare nel periodo monsonico, quando la pioggia nelle parti basse del percorso è di norma. Le temperature variano in funzione del mese in cui si fa il viaggio, con punte sotto lo zero termico all’inizio ed alla fine del periodo ottimale per una visita, che va da fine aprile a metà novembre. In tutto il tratto himalaiano oltre Sarangkot e fino al rientro a Katmandu si alloggia e si consumano i pasti nei ‘lodge’, le locande - rifugio himalaiane, che dopo decenni di trekking e passaggio di visitatori sono diventate dignitose e sufficientemente pulite; viene servito cibo gradevole con una discreta scelta. Ciascuna di queste viene selezionata tra le migliori disponibili; ma si tenga presente che i  servizi sono quasi sempre comuni, solitamente non vi sono stanze singole e l’acqua calda non è sempre disponibile ed a volte viene fornita solo col pagamento di un piccolo extra. È necessario portare un proprio sacco a pelo; si suggerisce di avere con sé un sacco che offra un gradiente termico minimo di -5°c, stante che i valori citati dai produttori sono sempre stimati in modo molto ottimistico; nelle locande  sono comunque disponibili coperte e trapunte, ma per motivi igienici solitamente si preferisce avere il proprio sacco a pelo. Per dei consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196  UN BREVE CENNO SUL REGNO DEL MUSTANG Il Regno del Mustang è una regione nel Nepal settentrionale situata a nord dei giganteschi massicci himalaiani del Daulagiri e dell’Annapurna a ridosso dell’altopiano tibetano del Ciangtang, che preserva un raro microcosmo dell’antica cultura tibetana himalaiana. Grazie all’inaccessibilità e remotezza dei luoghi il lignaggio reale, che conserva un ruolo di autorevolezza e di riferimento rispetto ai valori tradizionali più che di potere effettivo, è rimasto intatto dal 1400 giungendo oggi al 25° discendente di questa nobile dinastia. L’isolamento ha evitato i traumi subiti dalle regioni confinanti: dal passaggio dei Mongoli, alla conquista del Raja di Jumla e al dominio dei Gurkha. La predominanza di monasteri tibetani appartenenti alla scuola dei Sakya è la testimonianza di legami con il Tibet che risalgono al XIII secolo, quando Sakya Pandita fu nominato tutore del Tibet da Kublai Khan, ed enfatizzano con la loro presenza la mancanza di successive interferenze. Gli appassionati d’arte trovano a Lho Manthang affreschi originali di stupefacente fattura, che esibiscono rarissimi mandala e figure tipiche di questa esoterica tradizione. Nel passaggio dei secoli la diminuzione delle opportunità offerte dal commercio del sale dal Tibet unitamente al progressivo inaridirsi dei territori trans himalaiani ha contribuito a porre questa regione sempre più ai margini del divenire del mondo, portandolo ad un’economia di sussistenza che ha impedito una crescita demografica. Ma questi fattori fortunatamente non sono riusciti ad estinguerne la cultura, come la storia ha invece testimoniato per i vicini regni tibetani di Shangshung e Gughe. La gente del Mustang, costituita da stirpi Bothia e tibetane, vive della coltivazione della tsampa (orzo) e di pastorizia. Ogni villaggio è essenzialmente autosufficiente; la gente è abituata da secoli a ritenere che nulla e nessuno sarà in grado di offrire un aiuto in condizioni avverse. Ma la durezza della vita non ne ha influenzato il carattere: troviamo un popolo miracolosamente sorridente ed ospitale, dei volti sereni, degli sguardi profondi. Un contributo a questa tranquillità giunge sicuramente dalla forte fede religiosa, immersa in una cultura esoterica che permea ogni cosa, un mondo spirituale dove si intrecciano il potente sciamanesimo himalaiano con il misticismo del buddismo tantrico: due anime fuse armoniosamente in un unico immaginario, i cui diversi tratti sono riconoscibili in modo distinto solo all’occhio di un esperto. Le figure dei Lama, i simboli ed i rituali forniscono un forte sostegno, proteggendo dalle influenze negative e dai pericoli naturali. Attraggono lo sguardo del visitatore le trappole per gli spiriti fatte con fili colorati ed i teschi di animali posti a difesa dell’ingresso di molte case, o le statue falliche che proteggono l’entrata di alcuni villaggi; ma la forza maggiore, che spesso si rivela nello sguardo amorevole di molti anziani, è la potenza del mantra della compassione universale, Om Mani Padme Hum, salmodiato da tutti e scolpito sulle rocce di queste incantevoli valli. MUKTINATH Nel cuore dell’Himalaia a nord del massiccio dell’Annapurna, Muktinath è meta di pellegrinaggi da tempo immemorabile. In tempi antichi i Santi provenienti dall’India alla ricerca del mitico regno di Shambala scoprirono la misteriosa fonte d’acqua che qui sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne; la Terra poneva di fronte a loro la sintesi degli elementi: terra, acqua, fuoco ed aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo per meditare, rivelando solo a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte. A Muktinath l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche se ci si trova a 3660 mt di quota, formando un bosco ornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle; ci si sorprende a chiedersi se non sia qui la casa degli elfi. In questo giardino si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India e i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente, sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro e templi che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g.  Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento in hotel. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata o allo Stupa di Bodnath o a quello di Swayambhunath, in funzione dell’hotel che si utilizza. 2°g.  Katmandu – Pokhara - Sarangkot   Si lascia la valle di Katmandu superando il piccolo passo che la cinge ad ovest raggiungendo il fiume Trisuli, di cui si segue la corrente per un tratto; all’intorno si vedono diversi villaggi con i tipici campi terrazzati. Si continua sempre verso ovest incontrando diversi fiumi e valli fino a Pokhara, la cittadina più importante della regione posta sulle rive dell’omonimo lago (siamo a 800 metri ed il clima è quasi tropicale), il lungolago è strapieno di ristorantini e negozietti con più o meno tutto quello che si può trovare in Nepal. Si sale quindi a Sarangkhot, sui monti a nord ovest del lago, dove si alloggia in un hotel situato in posizione spettacolare a circa 1500 metri; dalla torre panoramica del colle se è limpido lo sguardo spazia dal Daulagiri ad ovest fino al Manaslu ad est e si vedono le cime dei 4 Annapurna, oltre all’Annapurna Sud ed al Machapuchare (o “Cervino dell’Himalaia”). La tappa è di circa 220 km e richiede approssimativamente 7 ore, offrendo un percorso molto interessante attraverso il mondo rurale del Nepal. 3°g.  Sarangkot – Marpha (2600 mt)   Oggi la meta è Marpha che dista circa 146 km. A Baglung (80 km) si arriva al fiume Kali Gandaki; da qui se ne risalgono le acque in direzione nord. Questo possente corso d’acqua scorre nella valle più profonda del mondo, che si apre tra l’Annapurna e il Daulagiri e conduce fino in Mustang e poi in Tibet, con i ciclopici versanti dei monti che passano dagli 800 metri del fondovalle di Tatopani, dove crescono le banane, agli 8167 della vetta artica del Daulagiri ad ovest. Dirimpetto si erge l’Annapurna, di 8091 metri. Si attraversa un’incredibile varietà di aree climatiche, iniziando dalla natura tropicale e, ad ogni svolta della vallata, si trovano nuove forme arboree: dopo le banane troviamo prima gli agrumi, quindi le mele e si arriva infine tra le foreste d’alta quota. Si transita da diversi paeselli, di cui i principali sono Beni, Tatopani, Ghasa, Larjhung e Tukuche, quest’ultimo situato ai piedi dell’immensa cascata di ghiaccio del Daulagiri. Giunti a Marpha (2600 mt), un pittoresco villaggio con strette viuzze tra le case di pietra chiara sopra cui occhieggia un interessante Gompa, ci si accomoda in una pittoresca locanda; ad est troneggiano le incredibili pareti del Nilgiri, che svetta a 7000 metri di quota. La tappa richiede indicativamente da 5 a 7 ore di guida. 4°g.  Marpha – Muktinath (3660 mt)   Si continua verso nord transitando da Jomoson (2790 mt), centro principale della regione dove vi è un piccolo aeroporto, da cui si prenderà il volo di rientro per Pokhara al termine del tour. Proseguendo si lascia la base della vallata risalendone il versante orientale verso Jarkot; da Tukuche a qui la transizione climatica è oramai completata: si è giunti nel territorio trans himalaiano caratterizzato da un clima prevalentemente secco, quasi desertico, con i monti privi di manto arboreo che rivelano la struttura geologica ed i colori della terra. Le case di Jarkot, un bel villaggio tradizionale con un interessante monastero, hanno ora l’aspetto tipico delle regioni occidentali del Tibet. Poco oltre si giunge al villaggio di Muktinath dove ci si accomoda in una locanda;  la tappa richiede circa 4 ore. Ci si reca al santuario, a breve distanza di cammino, uno dei luoghi più venerati dell’Himalaia; la vista spazia a sud ovest sul Daulagiri ed il Tukuche. Nei pressi di Muktinath, per chi è interessato, è possibile raggiungere il villaggio di Chhaingur, situato sul lato settentrionale della vallata, dove si trova un piccolo Gompa di scuola Nyingma. 5°g.  Muktinath – Kagbeni (2810 mt) – Chhusang (2980 mt)   Si torna a Jarkot e si prosegue la discesa fino al fiume, potendo ammirare le ripide falesie terrose dove si individuano le aperture create da chi è riuscito ad abitarle, un tratto caratteristico di tutto il Mustang. Da Kagbeni (2810 mt) si entra nel territorio ad accesso ristretto dell’Alto Mustang; ci si immerge già da qui nella cultura di questo meraviglioso angolo del mondo. Si prosegue verso nord seguendo ora il corso del fiume, godendo verso sud della visuale dei ghiacci del Nilgiri e sul versante ovest del villaggio di Ty. Una breve salita impreziosita da muri Mani e chorten porta al villaggio di Tange (3060 mt), dove si trovano anche i resti di un antico castello. Si prosegue seguendo due grandiose anse della valle giungendo in breve a Chhusang (2980 mt), dove si alloggia in una locanda. Sulle pendici di un colle dietro al villaggio si può visitare un interessante tempio; ai piedi di Chele, poco lontano da Chhusang, il fiume scava il proprio percorso formando un tunnel nelle rocce, e dalle pareti di roccia rossa a picco occhieggiano le finestre di un antico rifugio rupestre. 6°g.  Chhusang – Ghami (3520 mt)   Si prosegue il viaggio risalendo il versante occidentale della valle arrivando a Samar (3660 mt); si valica quindi un costone, il passo di Yamda (3860 mt), e si transita dal minuscolo villaggio di Shyammochen e poco oltre si supera l’omonimo passo (3850 mt) che segna l’ingresso nella regione di Lho. Si scende al villaggio di Geling (3570 mt), dove si trovano un monastero ed alcuni stupendi Stupa decorati nello stile del Mustang; si transita dal villaggio di Jhite (3820 mt) e si valica il passo di Nya (4010 mt), da cui si accede al villaggio di Ghami, dove si alloggia. Nei pressi del villaggio si trova il muro Mani più lungo del Nepal. 7°g.  Ghami –Tsarang – Lo Gekar – Lho Manthang (3810 mt)   Si continua verso nord superando un altro costone, il passo di Chinggel (3970 mt); gli scorci panoramici dai punti più alti del percorso sono eccezionali: lo sguardo spazia sul vasto orizzonte incorniciato a sud dall’Annapurna e dalle cime “minori” del Thorong, Tilicho e Nilgiri – per menzionare solo le principali! In questa zona vi è la possibilità di raggiungere con circa un’ora di cammino Tramar (Dhakmar), un piccolo villaggio con un tempio buddista dove si ammirano spettacolari formazioni di roccia rossa. Arrivati nella vallata di Tsarang, uno dei centri principali del Mustang, si visitano il monastero ed il vecchio palazzo reale. Si risale quindi la vallata per raggiungere il monastero di Lo Gekar, che si dice risalire all'VIII secolo e la cui fondazione è attribuita a Guru Rimpoce; all’interno vi sono interessantissime e decorative figure in pietra scolpita. Si prosegue quindi verso nord per Lho Manthang, l’antica capitale del Regno del Mustang, una cittadella di fiaba situata in un plateau contornato da rocce erosive che da qui dista circa un’ora di guida. Ci si accomoda presso una locanda che farà da base per le prossime 3 notti. 8°g. – 9°g.  Lho Manthang ed escursioni Lho Manthang è molto interessante da visitare, all’interno delle mura vi sono alcuni antichi monasteri di scuola Sakya con affreschi originali, il Palazzo Reale con la piazzetta dove si svolge il festival annuale (il Tiji). Camminando tra i viottoli ci si sente fuori dal tempo, incontrando la gente sorridente impegnata nelle proprie attività tradizionali. L’escursione più importante porta a nord di Lho Manthang per visitare il villaggio di Garphu, dove si trova un piccolo Gompa, ed il monastero di Chhoser, abbarbicato su una rupe. Da qui con una breve passeggiata si arriva alle grotte di Jhong, ben incastonate in una parete di roccia colorata, dove è possibile entrare; servivano da rifugio alla popolazione della valle in caso di incursioni ostili ed erano anche usate dagli eremiti. Nei pressi di Lho Manthang ci si può recare con una passeggiata, eseguibile anche a cavallo, a visitare Serkang, un luogo di ritiro dove si trovano anche diversi antichi Chorten situato sui monti ad ovest di Lho; da qui si può poi raggiungere il villaggio di Thingar dove si trovano le rovine di uno Dzong e rientrando a Lho passare dal monastero di Namgyal. 10°g.  Lho Manthang  – Jomoson   Si parte presto per ripercorre la panoramicissima strada che porta a sud; giunti a Kagbeni si procede direttamente per Jomoson, seguendo il fiume (non è necessario salire fino a Muktintah ). Il percorso richiede circa 7 ore di viaggio; si alloggia in un alberghetto. 11°g.  Jomoson – Pokhara – Katmandu    Partenza in volo per Pokhara nelle prime ore del mattino; la panoramicissima rotta contorna le falde del Daulagiri e dell'Annapurna. Con un secondo volo di raggiunge quindi Katmandu; sistemazione presso il medesimo hotel e pomeriggio libero. 12°g. Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino a quando ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transitasse dall’India.  
Nepal trek: Alto Mustang - Rechung, Lho Manthang, Garphu e Luri; est. Muktinath
Viaggio da 18 a 21 giorni
Da Katmandu si raggiunge in volo Pokhara e da qui, sempre in volo, la valle di Jomoson, da dove si inizia il trekking percorrendo inizialmente il versante occidentale della valle del fiume Kaligandaki. Si seguono profonde gole che stupiscono per la cromia delle rocce, godendo di un crescendo della bellezza naturale che nelle guglie di roccia rossa di Tramar va oltre l’immaginabile, e si giunge con alcuni giorni di cammino nelle zone più aperte adiacenti al Tibet. Si incontrano villaggi e isolati monasteri, tra cui Rechung e Lo Gekar, che secondo la tradizione orale è ritenuto essere il più antico del Nepal in quanto la sua fondazione è attribuita a Padmasambhava. Oltre Tsetang si arriva nella vallata dove sorge Lho Manthang, la capitale, cinta da mura che conservano un mondo fuori dal divenire del tempo, dove la gente vive con i propri greggi seguendo modi ed abitudini antiche: vi sorgono l’antico palazzo del re e alcuni templi che sorprendono per la preziosità delle opere d’arte. Da Lho Manthang ci si spinge con un’escursione a Garphu e alle grotte di Jhong, dove si potrà visitare un antico paese rupestre potendo sporgersi da una finestrella intagliata a picco sulle rocce, simile alle molte altre che, poste in luoghi altrettanto inavvicinabili, ci avranno incuriositi ed affascinati fin qui. Tornando verso sud si utilizza una giornata per raggiungere Luri Gompa, uno dei monasteri più antichi di Lho, appeso alle rocce in modo spettacolare, che nasconde uno Stupa finemente affrescato. Il sentiero del ritorno, raramente percorso, porta sui versanti orientali del grande bacino del fiume Kali Gandaki consentendo di visitare alcuni isolatissimi villaggi e di percorrere alcuni dei tratti più spettacolari dell’Himalaia tra Yara e Tange e lungo l’incredibile cresta di Siyarko, dove le profondissime erosioni colorate non trovano un confronto al mondo. Ridiscesi al fiume si può quindi scegliere se proseguire con un giorno di facile cammino per l’aeroportino di Jomoson, iniziando il rientro, o risalire il versante est della valle arrivando al santuario himalaiano di Muktinath. Per un quadro sintetico sulla storia e la gente del Mustang è interessante consultare la pagina NEPAL: La regione del Mustang  La descrizione del programma si limita alla parte che si svolge in Mustang; solitamente i partecipanti arricchiscono il tour con delle estensioni per visitare siti d’interesse storico e culturale nella valle di Katmandu o in altre aree. Amitaba è a disposizione per modulare come si preferisce tutte queste esigenze, per le quali vi sono anche diverse indicazioni nel sito, e predispone anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO E NOTA TECNICA Con il trekking si raggiugono diversi punti remoti dove non vi sono le caratteristiche locande himalaiane; si avrà quindi con sé tutto quel che serve per essere autonomi. L’organizzazione è curata meticolosamente, oltre alle tende biposto per dormire si dispone di una tenda comune per i pasti e la convivialità, i campi vengono montati dagli assistenti Sherpa, la cucina è curata in modo adeguato da un cuoco professionista ed il bagaglio è trasportato da cavalli o portatori. Si dorme nella propria tenda ma sovente i pasti preparati dal nostro cuoco si consumano nelle case dei villaggi, avendo così un’occasione in più per vivere a contatto con la gente del Mustang; quando si è in cammino solitamente il pranzo è al sacco. In alcuni dei villaggi si potrà anche alloggiare nelle locande, usufruendo però sempre del proprio servizio di cucina. È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana, che vanno prenotate con un certo anticipo. Ci si muove in un ambiente naturale stupendo dove il terreno arido viene irrigato dallo scioglimento delle nevi, a nord di una cintura di monti glaciali che formano un’imponente barriera al flusso monsonico. A Katmandu vi sono diverse possibilità per la scelta degli hotel; Amitaba ne predilige alcuni ma possiamo riservare quelli preferiti se diversi. Il clima nell’Alto Mustang è normalmente secco, ma è sempre necessario essere attrezzati in modo opportuno per eventuali piogge, in particolare nel periodo monsonico, quando le precipitazioni nelle parti basse del percorso sono di norma. Le temperature variano in funzione del mese in cui si fa il viaggio, con punte sotto lo zero termico all’inizio ed alla fine del periodo ottimale per una visita, che va da fine aprile a metà novembre. È necessario portare un proprio sacco a pelo; si suggerisce di avere con sé un sacco che offra un gradiente termico minimo di -5°c, stante che i valori citati dai produttori sono sempre stimati in modo molto ottimistico; nelle locande  sono comunque disponibili coperte e trapunte, ma per motivi igienici solitamente si preferisce avere il proprio sacco a pelo. Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro. Per dei consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196  DURATA DEL VIAGGIO Il viaggio completo richiede 18 giorni. Per l’estensione a Muktinath ne servono altri 3, riducibili a due se si sosta lì una sola notte facendo le visite tra il giorno dell’arrivo e la prima parte del giorno successivo. Se si giunge a Lho Manthang in occasione del festival annuale è consigliabile sostarvi un giorno in più (quindi quattro notti anziché tre) potendo così seguire le celebrazioni senza rinunciare alle interessanti visite nella zona. Se si vuole ridurre la durata del percorso si può sostare una notte in meno a Lho Manthang ed è anche possibile scegliere di effettuarne una parte con le jeep, tenendo presente però che questa opzione è possibile solo lungo il versante occidentale del Kaligandaki, tra Jomoson e Lho Manthang (il sentiero segue quasi sempre una traccia diversa dalla mulattiera jeeppabile, ma in più punti la interseca).  PROGRAMMA DEL VIAGGIO (I tempi delle tappe sono indicativi, valutati per una persona mediamente allenata) 1°g.  Arrivo a Katmandu   Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento in hotel. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata o allo Stupa di Bodnath o a quello di Swayambhunath, in funzione dell’hotel che si utilizza. 2°g.  Katmandu – Pokhara  Nel corso della mattina si prende il volo per Pokhara dove ci si sistema in hotel. Giornata libera. 3°g.  Pokhara – Jomoson (2713 mt) – Kagbeni (2810 mt)  Si parte con un piccolo aereo da Pokhara per Jomoson con un volo spettacolare alle pendici dell’Annapurna. Inizia il trekking con una breve tappa di circa tre ore di cammino fino al bel villaggio di Kagbeni, dove si respira già la cultura del Mustang e si trova un piccolo monastero di scuola Sakya. Già nel breve percorso fino a Kagbeni si completa la transizione climatica dalle regioni arboree meridionali alla zona arida transhimalaiana; da ora si vivrà nel tipico ambiente del deserto d’alta quota. Sistemazione in tenda o in una semplice guest house. 4°g.  Kagbeni - Tangbe (3060 mt) – Chhusang (2980 mt) Si prosegue verso nord seguendo il corso del fiume, godendo verso sud della visuale sui ghiacci del Nilgiri e sul versante ovest del villaggio di Ty. Una breve salita impreziosita da muri Mani e chorten porta al villaggio di Tangbe a circa due ore da Kagbeni, dove si trovano anche i resti di un antico castello. Si consuma qui il pranzo al sacco portato dalla guida nepalese, avendo così la possibilità di visitare il villaggio. Si prosegue seguendo due grandiose anse della valle giungendo in breve a Chhusang, dove si montano le tende. Sulle pendici di un colle dietro al villaggio si può visitare un interessante tempio. 5°g.  Chhusang - Chele (3050 mt) – Samar (3660 mt)   Per chi è interessato, al mattino una breve passeggiata porta al villaggio di Tetang, tra campi terrazzati incastonati in una spettacolare valle. Da Chhusang al villaggio di Chele, dove si sosta per il pranzo, si impiega circa un’ora; ai piedi di Chele il fiume scava il proprio percorso formando un tunnel nelle rocce, e dalle pareti di roccia rossa a picco occhieggiano le finestre di un antico rifugio rupestre. La salita per Samar (almeno 2 ore) si inerpica lungo una profonda gola dove sopravvive il villaggio di Gyakar, emergendo tra le alte pasture del villaggio di Samar, dove si pone il campo. 6°g.  Samar - Rechung Gompa – Shyammochen La (3850 mt) – Geling (3570 mt)    Superata una piccola gola si raggiunge un panoramico colle da cui si vede la catena dell’Annapurna; ci si immerge in un profondo intaglio che conduce all’eremo di Rechung, che rivela nella grotta la presenza di alcuni Stupa. Dopo la visita si pranza e si sale quindi alle case di Shyammochen e all’omonimo passo, che segna l’ingresso nella regione di Lho, da cui si vede il villaggio di Geling, dove si trovano un monastero e alcuni stupendi Stupa decorati nello stile del Mustang. La tappa fino a Geling, dove si monta il campo, è di circa 5 ore. 7°g.  Geling – Nya La (4010 mt) – Ghami (3520 mt) – Tramar (3820 mt)   Una graduale salita porta in meno di  due ore al passo di Nya, da cui si accede alla valle di Ghami, dove si sosta per il pranzo; nei pressi del villaggio si trova il muro Mani più lungo del Nepal, visibile anche dal sentiero. Nel pomeriggio si risale il costone sul versante opposto della vallata di Ghami arrivando in breve all’area di Tramar (Dhakmar), dove si trovano stupende formazioni di roccia rossa. Una tappa di circa 5 ore; si pone il campo a Tramar. 8°g.  Tramar – Mui La (4170 mt) - Lo Gekar – Tsarang (3560 mt)   Il sentiero lascia ripido le guglie rosse di Tramar emergendo da una stretta gola sulle alte pasture che portano al passo di Mui, da cui lo sguardo spazia sul vasto orizzonte incorniciato a sud dall’Annapurna e dalle cime “minori” del Thorong, Tilicho e Nilgiri – per menzionare solo le principali! La discesa porta all'antico monastero di Lo Gekar, la cui fondazione è attribuita dalla tradizione orale a Guru Rimpoce nell'VIII secolo. All’interno vi sono interessantissime e decorative figure in pietra scolpita; si sosta qui per il pranzo. La discesa transita dal villaggio di Gekar arrivando al massimo in due ore al campo nel bel villaggio di Tsarang, uno dei centri principali del Mustang, dove si trovano un monastero ed un vecchio palazzo reale. 9°g.  Tsarang - Lho Manthang (3809 mt)   Si scende al fiume che fluisce dalla valle di Lo Gekar; dal versante a nord si godono ottimi panorami di Tsarang e del vasto arco himalaiano che circonda il villaggio. Si sale gradualmente ad un passo (3950 mt) che si apre sulla valle di Lho Manthang, che si erge come una cittadella di fiaba su di un plateau contornato da rocce erosive; la tappa richiede circa 4 ore e mezza. Dopo pranzo si dedica il pomeriggio all’esplorazione di questo splendido luogo. Lho Manthang è molto interessante da visitare, all’interno delle mura vi sono alcuni antichi monasteri di scuola Sakya con affreschi originali, il Palazzo Reale con la piazzetta dove si svolge il festival annuale (il Tiji). Camminando tra i viottoli ci si sente fuori dal tempo, incontrando la gente sorridente impegnata nelle proprie attività tradizionali. 10°g. Lho Manthang e dintorni Nei pressi di Lho Manthang ci si può recare con una passeggiata, eseguibile anche a cavallo, a visitare Serkang, un luogo di ritiro dove si trovano anche diversi antichi Chorten, situato sui monti ad ovest di Lho; da qui si raggiunge il villaggio di Thingar, dove si trovano le rovine di uno Dzong. Rientrando a Lho si passa dal monastero di Namgyal. 11°g.  Lho Manthang, escursione a Garphu, Chhoser e Jhong    Per questa escursione a nord di Lho si possono noleggiare dei cavalli; il percorso richiede in tutto tra le 4 e le 5 ore. Si lascia Lho lungo la mulattiera sterrata che congiunge il Mustang al Tibet. Si vedono alcuni bei villaggi; a Garphu c’è anche un piccolo monastero e nei pressi, a Chhoser, dove si transita per andare a Jhong, se ne trova un secondo, abbarbicato su una piccola rupe. Le grotte di Jhong, ben incastonate su di una parete di roccia colorata, sono accessibili; servivano da rifugio alla popolazione della valle in caso di incursioni ostili ed erano anche usate dagli eremiti.  12°g.  Lho Manthang - Dhi (3300 mt c.a.) – Yara (3500 mt c.a.)  Si ripercorre il sentiero utilizzato arrivando fin poco oltre il passo, dove se ne imbocca uno poco battuto che segue la cresta dei monti spostandosi pian piano verso est. I panorami dalla cresta, che a tratti supera i 4000 mt di quota, sono inimmaginabili, con una visuale che spazia dall’Annapurna al Daulagiri verso sud e a tutte le montagne del Mustang attorno. Si scende lungo un ripido canyon con formazioni colorate di rocce erose che porta al fiume presso il villaggio di Dhi, dove si sosta per il pranzo; fin qui si impiegano circa 4 ore. Il sentiero per il piccolo villaggio di Yara, dove si pone il campo, risale un canyon formato da caratteristiche erosioni a canna d’organo, tipiche della regione che si attraversa, e impegna per circa un’ora e mezza. 13°g.  Yara, escursione a Luri Gompa  Il sentiero prosegue lungo la valle, si può seguire il letto del fiume oppure salire ad un villaggio sul versante nord. In meno di due ore si arriva all’eremo di Luri, abbarbicato su di una rupe. La squisitezza degli interni sembra quasi incongrua con un luogo così selvaggio! Ai piedi della rupe sorge anche un tempio più recente e nelle pareti dei dintorni vi sono molti rifugi rupestri – se si esplorano, bisogna farlo con molta attenzione, perché sono molto friabili. 14°g.  Yara – Tangge (3240 mt)   Si sale ad un plateau procedendo verso sud fino ad un profondo intaglio che porta con una discesa di 260 mt al guado sul fiume Dhechyang; se la corrente è forte si può attraversarlo montando un cavallo. Si sale quindi ad un passo che riporta a circa 3900 mt per poi raggiungere l’intaglio del fiume Tangge, dove si scende all’omonimo isolatissimo villaggio, un luogo molto bello con Chorten e muri Mani ad est dell’abitato. Si pone il campo; la tappa è di circa 6 ore. 15°g.  Tangge – Pa (4050 mt c.a.)   Il sentiero risale per un breve tratto la valle ad est e porta ad un guado; superato il fiume si sale ad un passo di circa 4150 mt che offre avvincenti panorami verso nord, impiegando in tutto circa 3 ore e mezza. Oltre, si prosegue mantenendo la quota raggiunta fino al campo che dista circa mezz’ora, il luogo di sosta più alto del viaggio. 16°g.  Pa – Chhusang (2980 mt)   Si raggiunge camminando senza molti saliscendi la cresta di Siyarko Tangk Danda, la cui spettacolarità non è descrivibile, dire “gran canyon” non basta! La si segue per un lungo tratto e si inizia poi la discesa seguendone il bordo, passando alti sopra al villaggio di Tetang. Si scende quindi fino a Chhusang, con una vasta panoramica verso sud e una visuale ad ovest sul sentiero di Chele percorso all’andata. La tappa fino al campo di Chhusang è di circa 5 ore (si fa sosta qui se si opta per andare a Muktinath). Per chi rientra 16°g.  Chhusang – Jomoson (2713 mt)   Da Chhusang per arrivare a Jomoson si può utilizzare una jeep locale, scendendo lungo il corso del fiume Kali Gandaki che si era seguito all’inizio e transitando da Kagbeni; a Jomoson, dove si alloggia in una guest house. Se si desidera fare tutto il tratto a piedi (si può richiedere un mezzo anche solo da Kagbeni) vanno calcolate al massimo 6 ore. 17°g.  Jomoson – Pokhara – Katmandu     Partenza in volo per Pokhara nelle prime ore del mattino; la panoramicissima rotta contorna le falde del Daulagiri e dell'Annapurna. Con un secondo volo di raggiunge quindi Katmandu; sistemazione presso il medesimo hotel e pomeriggio libero. 18°g. Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino a quando ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transitasse dall’India. Estensione a Muktinath 17°g.  Chhusang - Muktinath (3600 mt) Il sentiero risale una valle laterale verso Tetang e da qui si inerpica sul versante meridionale giungendo ad un passo che si apre sull’anfiteatro tra i monti dove è ubicata Muktinath. La tappa è di circa 6 ore. Qui si alloggia in un lodge himalaiano (non serve un campo). 18°g.  Muktinath Muktinath è' meta di pellegrinaggi da tempo immemorabile. In tempi antichi i Santi provenienti dall’India alla ricerca del mitico regno di Shambala scoprirono la misteriosa fonte d’acqua che sgorga tra le fiamme tenui di un fuoco perenne; la Terra poneva di fronte a loro la sintesi degli elementi, terra, acqua, fuoco e aria. Iniziarono così a raggiungere questo luogo remoto per meditare, rivelando solo a pochi discepoli l’ubicazione della sacra fonte. A Muktinath l’acqua miracolosa consente alle piante di crescere anche se ci si trova a 3660 mt, formando un bosco adornato da bandiere di preghiera, dove l’aria purissima è impreziosita dal suono di campanelle. In questo giardino naturale si siedono i Sadhu giunti scalzi dall’India e i monaci tibetani; le fedi convivono armoniosamente e sono sorti alcuni piccoli luoghi di ritiro, che appartengono a induisti, sia vishvaiti che shivaiti, e buddisti. Nei pressi di Muktinath, per chi è interessato, è possibile esplorare i villaggi posti sul lato nord della valle, che rivelano alcuni piccoli, antichissimi monasteri dove è ancora molto forte l’aspetto sciamanico Bön. Il più vicino è Chhuigur, di scuola Nyingma, che dista circa mezz’ora; proseguendo un poco ci si può spingere fino a Dzong (un’ora e mezza), che fu la capitale di un piccolo regno e conserva tutt’ora gli interessanti resti del castello. 19°g.  Muktinath – Jomoson (2713 mt)  Facile e graduale discesa verso il fiume; si transita dal bel villaggio di Jarkot. La vista dall’alto di Kagbeni, con lo sguardo che spazia dalla vetta del Dhaulagiri al Mustang, lascia un ultimo, profondo ricordo. Tappa di circa 5 ore. 20°g.  Jomoson – Pokhara – Katmandu     Partenza in volo per Pokhara nelle prime ore del mattino; la panoramicissima rotta contorna le falde del Daulagiri e dell'Annapurna. Con un secondo volo di raggiunge quindi Katmandu; sistemazione presso il medesimo hotel e pomeriggio libero. 21°g. Katmandu e volo di rientro   Tempo libero fino a quando ci si reca all’aeroporto per l’imbarco sul volo internazionale. In funzione del volo di rientro utilizzato Amitaba predisporrà gli eventuali servizi aggiuntivi richiesti sia a Katmandu che a Delhi per chi transitasse dall’India.