Viaggi su misura

Amitaba offre il suo servizio in un numero limitato di Paesi
Nei luoghi dove siamo tra i migliori esperti

MONGOLIA

In queste pagine sono riportate alcune nostre ben sperimentate proposte per viaggiatori individuali e per gruppi autonomi che hanno l’obbiettivo di consentire una buona conoscenza della Mongolia, cercando di usare al meglio il tempo disponibile; sono dei percorsi ottimali, che comprendono quanto secondo la nostra opinione “non può non essere visto” da un viaggiatore attento lungo i percorsi esplorativi principali di questo Paese ed includono alcune proposte per il trekking, anche a cavallo.

Per tutti i viaggi “su misura” ci si può ispirare anche alle esperienze degli itinerari di gruppo già eseguiti: quasi tutti possono essere replicati o venir utilizzati come riferimento per ulteriori personalizzazioni – per questo si può consultare la sezione Storico viaggi. La Mongolia copre un’area vasta 5 volte l’Italia, e non è pensabile ‘divorarla’ tutta con una sola visita: si spazia dalle remote regioni occidentali degli Altai abitate dai kazaki, alla regione vulcanica di Dariganga nell’estremo est, alle regioni ricche di laghi e foreste del nord, alle steppe ed al grandioso deserto del Gobi, il più vasto dell’Asia: un grandioso palcoscenico naturale che offre moltissime possibilità. Per avvicinarne la cultura si possono poi realizzare degli itinerari che mirano a soddisfare interessi specifici e ad incontrare gli eventi principali e più caratteristici, partendo da uno dei viaggi suggeriti aggiungendo le opportune estensioni: per questo, può essere d’aiuto consultare la sezione Paesi e tradizioni.

Gli itinerari sono stati studiati dalla guida italiana Alfredo Savino e vengono organizzati con una cooperativa mongola appositamente fondata da Alfredo ed Amitaba; si distinguono da quelli proposti dal normale circuito turistico per la scelta di luoghi non conosciuti e dare la possibilità al viaggiatore di portare a casa non solo fotografie, ma emozioni ed esperienze date da un vero contatto con la realtà locale. Questo senza dimenticare che una vacanza non si deve trasformare in un incubo, dove la stanchezza regna sovrana a causa di fatiche insopportabili, ma che è soprattutto, per quanto riguarda la Mongolia, la possibilità di riscoprire un rapporto con la natura e gli uomini più semplice e profondo. I viaggi suggeriti possono quindi essere modificati a piacere, ridotti, estesi e integrati da tratte aeree, dove possibile: lo scopo di Amitaba è di mettere a disposizione le proprie competenze per aiutare i viaggiatori a realizzare con tranquillità i propri desideri.

Per tutti i viaggi viene descritta solo la parte che si svolge in Mongolia; Amitaba fornisce anche gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, voli di collegamento da altri paesi e tutto quanto possa essere necessario nel caso si tocchino più destinazioni internazionali. Non sono riportati i prezzi perché variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del prezzo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i nostri viaggi sono sempre coperti da assicurazione.

Amitaba organizza anche viaggi di gruppo condotti da nostre guide; potete trovarli nella sezione Calendario partenze del sito.

Gli itinerari descritti di seguito sono di durata e contenuto diversi; per chi è interessato al trekking può essere utile consultare la pagina Trekking in Mongolia. Per una valutazione delle condizioni ambientali e climatiche si consiglia di consultare le pagine Viaggiare in Mongolia.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

Mongolia: Capodanno lunare ed i festival delle aquile e del ghiaccio
Viaggio di 11 giorni
In Mongolia la ricorrenza più attesa e suggestiva dell’anno è la celebrazione di “Tsagaan Tsar” (“Luna bianca”), il tradizionale Capodanno mongolo. È un momento profondamente sentito; le famiglie iniziano a preparare le proprie tende molti giorni prima perché si ritiene che una perfetta organizzazione dello Tsagaan Tsar porti prosperità, ricchezza e rafforzi l’unità familiare ed i legami sociali, grazie ai caratteristici rituali che si svolgono nei 3 giorni di festeggiamenti all’interno delle “mura domestiche” delle gher, le tradizionali tende. In questa ricorrenza ognuno indossa il vestito migliore e si reca in visita dai membri più anziani della famiglia per porgere loro gli auguri e dimostrare rispetto tramite il rituale dello Zolgokh, in cui la persona più anziana, con le braccia tese, impone le mani sulle braccia della persona più giovane ed entrambi recitano una formula di buon auspicio sfiorandosi le guance. Questo rito significa che la persona più anziana può contare sull’aiuto e sul rispetto di quella più giovane. In questa occasione tutti i membri della famiglia si riuniscono intorno ad una tavola riccamente imbandita per condividere la cena. Per vivere a fondo questi momenti si trascorrono insieme a una famiglia di nomadi due ricorrenze importanti: l’ultimo giorno dell’anno mongolo, il Bituun, ovvero la vigilia del nuovo anno lunare, ed il primo giorno del nuovo anno lunare. ll viaggio prevede la visita di Ulaanbaatar, la capitale, nel momento più vivo del suo folklore, con il principale monastero buddista della Mongolia e l’antica residenza invernale del suo antico signore teocratico, il Bogdo Khan. Dalla capitale ci si sposta nel Parco Nazionale di Terelj per assistere alla “Festa delle Aquile”; qui, la cerimonia di apertura comincia con la parata dei partecipanti che sfilano a cavallo con le proprie aquile. In seguito ogni cacciatore kazako esibisce il proprio equipaggiamento da caccia, le aquile vengono lasciate libere da un’altura e, al segnale del proprio padrone, devono tornare ed appoggiarsi sul suo braccio come avviene durante la caccia. Poi gli imponenti rapaci vengono lasciati liberi un’altra volta, per riportare al padrone la pelle di una volpe che il cacciatore esporrà come trofeo sul proprio cavallo. Dal parco si farà ritorno ad Ulaanbaatar, per poi ripartire alla volta del villaggio di Khatgal con uno spostamento aereo, dove si assiste al festival del ghiaccio, un’avvincente maratona con i pattini sulle acque ghiacciate dell’incantevole lago Khubsugul, uno dei più profondi laghi di acqua dolce dell'Asia Centrale. Gli spettatori possono dilettarsi con passeggiate a cavallo, corse su slitte trainate da renne o cani e improvvisarsi scultori dei ghiacci o lottatori. Dopo il rientro, si trascorrerà l’ultimo giorno in Mongolia visitando i musei e facendo acquisti. Organizzazione del viaggio Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici; ci potrà essere della neve sul percorso, ma non sono necessarie le catene da neve. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola, asciugamani e sono, soprattutto, riscaldate. In questi campi fissi si trovano anche servizi, docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. Questo viaggio in Mongolia richiede quindi un buon spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, esplorare la Mongolia in questa stagione dell’anno è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo. Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 Nota tecnica Tra fine febbraio e marzo il clima è molto freddo, anche se secco, ed è indispensabile prevedere un abbigliamento adeguato con temperature che possono scendere anche a – 18° gradi sotto lo zero. Si consigliano: giacca invernale molto pesante, pantaloni pesanti, calzamaglie, maglioni o pile spessi, guanti imbottiti, cappello caldo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaanbaatar il mattino del giorno successivo. 2°g. Ulaanbaatar All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, e del Museo di Storia Naturale. Ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Budda. Pernottamento in Hotel. 3°g. Ulaanbaatar, escursione per Bituun Trasferimento in campagna a circa 100 km dalla capitale per trascorre con una famiglia nomade Bituun, la celebrazione per il nuovo anno; sistemazione in campo gher attrezzato. 4°g. Ulaanbaatar, escursione per Bituun Si partecipa alla cerimonia del primo giorno dell’anno con la stessa famiglia nomade. Nel pomeriggio ritorno a Ulaanbaatar. Pernottamento in hotel. 5°g. Ulaanbaatar, Parco Nazionale di Terelj Escursione al Parco Nazionale di Terelj, a circa 80 km dalla capitale, per la Festa delle Aquile; si potranno anche vedere la tipica tartaruga di pietra e, sulla via del ritorno, il nuovo monumento dedicato a Gengis Khan. Pernottamento ad Ulaanbaatar. 6°g. Ulaanbaatar – Khubsgul Volo (circa un’ora e mezza) per la regione del lago di Khubsugul, che si raggiunge con circa 3 ore di guida dall’aeroporto; sistemazione in campo gher. 7°g. Khubsgul Alle 10 di mattina si svolge la grande cerimonia di apertura del Festival del Ghiaccio e la prima parte della maratona di pattinaggio. Si potrà assistere al rito sciamanico sacrificale per la Regina delle Acque del Lago e per il Re dei Monti che lo circondano. Nel primo pomeriggio seguirà una competizione di guida di automobili su ghiaccio. In serata si assiste ad uno spettacolo dedicato ai costumi nazionali e all’arte tradizionale. Pernottamento in gher. 8°g. Khubsgul In questo giorno si svolgono la corsa delle renne, le corse sui pattini su brevi distanze, lotta libera sul ghiaccio, il tiro alla fune e la seconda parte della maratona. Conclude la giornata una cerimonia celebrativa. 9°g. Khubsgul – Ulaanbaatar In mattinata volo per Ulaanbaatar; la sera si assiste ad uno spettacolo folcloristico nel Teatro Nazionale. Pernottamento in hotel. 10°g. Ulaanbaatar Ultimo giorno in città; si prevede la visita del Museo Nazionale di Storia mongola e si avrà del tempo libero per acquisti. 11°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata.
Mongolia: Dal deserto alla steppa
Viaggio di 11 - 13 giorni
Questo viaggio è ottimo per coloro che hanno poco tempo per visitare la Mongolia o che volessero abbinare una visita a questo paese nell’ambito di un viaggio che tocchi anche la Russia siberiana o la Cina. Con questo programma si avrà la possibilità visitare bene la capitale, di esplorare le parti più belle del deserto del Gobi ed i siti storici più importanti della steppa mongola, dove fiorì il cuore del grande impero fondato da Gengis Khan.  La visita dei siti più importanti di Ulaanbaatar inizia all’arrivo e continua con un'intera giornata, frapposta tra l’esplorazione del deserto e la parte di itinerario rivolta ai siti storici della steppa. Si prevede di raggiungere il cuore del deserto del Gobi in volo da Ulaanbaatar, eseguendo delle escursioni che ne rivelano le aree naturali più belle. L’itinerario nella steppa si segue invece partendo dalla capitale con un automezzo per la regione di Elsen Tasarkhai e da qui a Kharkhorin (Karakorum), centro focale della storia mongola, rientrando poi ad Ulaanbaatar attraverso il Parco Nazionale dei Monti Khustai. L’estensione suggerita ad Amarbayasgalant completa molto bene questa visione d’insieme del paese. Organizzazione del viaggio Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo. Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 Nota tecnica I mesi consigliati per questo viaggio vanno da maggio a settembre; per un riferimento alle condizioni ambientali si consulti la pagina “Clima e attrezzatura“. È necessario portare un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. I campi turistici attrezzati presenti fuori dalla capitale mettono a disposizione lenzuola e coperte pulite. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie. NB: Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaanbaatar il mattino del giorno successivo. 2°g. Arrivo a UlaanBaatar All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Nella giornata di oggi si visita la piazza Sukhbaatar, il monastero di Gandan, che è il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, del Museo di storia naturale, si sale sulla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e della regione circostante e si trova una enorme statua di Buddha, e si visita il Museo di Bogdo Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. 3°g. Ulaanbaatar – Bulagta (Deserto del Gobi) Dopo colazione si prende l’aereo per Bulagta, nella regione di Omnogobi nel deserto del Gobi, dove si alloggia in un campo Gher. Dopo il pranzo partenza per la zona delle dune di sabbia di Khongoryn Els, dove si trovano le dune più alte e spettacolari della Mongolia. Si fa un’escursione tra le dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza, e si rientra al campo per la cena. 4°g. Bulagta, escursione a Bayanzag Ci si reca alle formazioni arenarie di Bayanzag, conosciute come le “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Roy Chapman Andrews nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova, componenti e scheletri interi di dinosauri di tante specie fino ad allora sconosciute. 5°g. Bulagta – Gurvan Saikhan Si consiglia di alzarsi presto per godere dell’alba nel deserto. Dopo colazione si parte per il Parco Nazionale Gobi Gurvan Saikhan, famoso per la presenza di animali. Il parco copre il territorio di tre grandi montagne, per un totale di 4100 kmq con un’estensione in lunghezza di oltre 100 km. La cima più alta raggiunge i 2815 metri, e nell’area del monte Zuun Saikhan si trova la bellissima valle di Yoliin am, che offre uno scenario di grande suggestione, dove non è raro camminare su enormi lastroni di ghiaccio e con un po’ di fortuna si vedono gli stambecchi e l’aquila. Pernottamento in campo Gher. 6°g. Gurvan Saikhan – Ulaanbaatar Rientro in volo ad Ulaanbaatar. Visita del museo-monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali dei Tsam e splendide sculture di Zanabazar. Tempo libero a disposizione e sistemazione in hotel. 7°g. Ulaanbaatar Visita al Museo di Storia Nazionale: fondato nel 1924 espone circa 46.000 reperti archeologici, storici ed etnografici che illustrano la storia della Mongolia e dei popoli che vi hanno vissuto dalla preistoria sino all’epoca moderna. Si prosegue con la visita del Museo delle Belle Arti Zanabazar, così nominato in onore di Bogdo Khan Zanabazar, fondato nel 1966. Zanabazar (1635-1723) fu il grande capo religioso e politico della Mongolia, nonché artista, pittore, architetto e scultore di grande qualità, tanto che alcuni lo hanno nominato il Leonardo da Vinci dell’Asia. Il museo ha una ricca collezione d’arte, con circa 10,000 oggetti risalenti a varie epoche storiche, dalla preistoria fino alla fine del XX secolo, con molti reperti di grande pregio tra cui pitture, appliqué di seta, thanka e alcune stupende sculture di Budda realizzate da Zanabazar e dai suoi seguaci. 8°g. Ulaanbaatar - Elsen Tasarkhai Dopo colazione si parte per la zona di Elsen Tasarkhai, dove si visitano il monastero di Erdene Khamba e le rovine del monastero Ovgon Khiid, situati nella bellissima valle di Khogno Khaan Uul. Si prevede anche un picnic tra le dune di Elsen Tasarkhai in posizione panoramica. Pernottamento in un campo Gher. 9°g. Elsen Tasarkhai – Kharkhorin (Karakorum) Da Elsen Tasarkhai si prosegue per l’antica capitale di Kharkhorin, dove si visita il Monastero Erdene Zuu, il più antico dei monasteri sopravissuti alle distruzioni della dominazione sovietica, situato nella bellissima valle del fiume Orkhon. Visita alle leggendarie Tartarughe di Kharkhorin, basi delle colonne delle quattro porte della capitale. Tra le rovine si può immaginare la capitale di un impero della steppa in massima espansione, con i palazzi di principi e generali, regine e principesse, i mercati di commercianti provenienti da tutto il mondo, insieme ai templi buddisti, alle chiese cristiane e alle moschee mussulmane. Una delle meraviglie architettoniche di Karakorum fu la famosa fontana a forma di albero costruita davanti al Palazzo delle Mille Paci di Ogodei Khan dall’architetto francese Guillaume Boucher, fatta di argento e d’oro, con quattro leoni che distribuivano vino, airag (latte di giumenta fermentato), idromele e birra. Cena e pernottamento in campo Gher. 10°g. Kharkhorin - Khustai Nuruu – Ulaanbaatar Raggiunto il Parco Nazionale dei Monti Khustai si potranno vedere i cavalli selvatici. Proseguendo, si visita l’antico cimitero di Ongot, testimonianza importante dell’impero Uigur dell’VIII secolo. Rientro a Ulaanbaatar e pernottamento in hotel. 11°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da UlaanBataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata. Se si dispone di qualche giorno in più… Chi dispone di due giorni in più può arricchire l’itinerario con un’escursione a nord di Ulaanbaatar che porta verso la città di Darkhan. Poco prima di entrare in città si devia verso ovest arrivando al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della Mongolia, dove ci si accomoda in un campo Gher situato a pochi chilometri dal sito. Il giorno seguente si visita il monastero, costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama la cui salma venne traslata qui nel 1779. Con un‘escursione nei dintorni si raggiunge la montagna degli otto stupa e il cimitero degli Unni, il “khirgisuur”, e si rientra verso la capitale.
Mongolia: Festival di Naadam
Viaggio di 16 giorni
Ogni anno tra l’11 e il 12 luglio si svolge il festival del Naadam, che dal 1921 ha assunto la forma di una celebrazione dell’indipendenza della Mongolia; in questa ricorrenza si possono ammirare i contesti tradizionali di lotta, corsa dei cavalli e tiro con l’arco. A Ulaanbaatar le rappresentazioni si svolgono in un grande stadio e oggi sono organizzate come un fenomeno di massa, ma in altre località vi sono dei Naadam che spesso risultano più veri, meno imbrigliati dai tempi televisivi e dalle esigenze del turismo. Questo ci ha portato a costruire un viaggio che permetta di partecipare ad un Naadam genuino, in mezzo alle steppe sconfinate, dove per avvicinare i lottatori o i cavalli non sia necessario possedere un pass e dove ci si possa sedere di fianco ad un gruppo di anziani e scambiare con loro del tabacco da fiuto. La meta è Dalanzadgad, capoluogo dell'Aimag (regione) di Omnogov, una cittadina ai bordi del deserto del Gobi con 15.000 abitanti, ben posizionata anche per la visita di molti siti d'interesse. L’itinerario tocca un ampio insieme di siti storici e naturali seguendo un percorso che da Ulaanbaatar porta in direzione ovest fino a Kharkhorin (Karakorum) e da qui punta verso sud arrivando fino al deserto del Gobi, dove se ne esplorano le aree più belle, giungendo a Dalanzadgad per le celebrazioni del Naadam. Si rientra poi verso nord seguendo un percorso più orientale, che consente di visitare il parco di Ikh Gazryn Chuluu ed il lago di Sangiin Dalai. Organizzazione del viaggio Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano, ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti entro i 100 chilometri, tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di circa 300. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo. Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 Nota tecnica Il mese di luglio è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 8 gradi. È necessario portare un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie. NB: Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare a richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaanbaatar il mattino del giorno successivo. 2°g. Arrivo a Ulaanbaatar All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Nella giornata di oggi si visita il monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, e del Museo di Storia Naturale. Ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Budda. 3°g. Ulaanbaatar - Parco Nazionale di Khustai Partenza per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, ad ovest della capitale, dove si ha la possibilità di vedere i cavalli selvatici. È prevista un’escursione nel parco, pernottamento in campo Gher. 4°g. Parco Nazionale di Khustai - Kharkhorin (Karakorum) Al mattino si parte presto proseguendo in direzione ovest per Kharkhorin, antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin, ai templi ed al monastero adiacente. Pernottamento in campo Gher. 5°g. Kharkhorin – Monastero di Onghiin Inizia il percorso verso sud che porta al deserto del Gobi, il più grande deserto asiatico. La tappa di oggi porta fino al monastero di Onghiin, recentemente restaurato. Sistemazione in un campo Gher poco distante dal monastero. 6°g. Monastero di Onghiin – Bayanzag Proseguendo per il deserto di Gobi si arriva a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate”, dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora. Si esplora la zona e ci si sistema in un campo Gher. 7°g. Bayanzag – Parco Nazionale di Khongoryn Els Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo Gher. 8°g. Parco Nazionale di Khongoryn Els Escursione a Tsonjiin Khotgor, altra località dove si trovano fossili di dinosauri. Si prosegue per Chono Shurguul, dove si trovano dei boschi di saxaul, tipici piccoli arbusti del deserto, quindi si raggiunge la montagna di Sevrei Sumdove, dove si trovano dei graffiti, e da qui si rientra al campo Gher. Nel pomeriggio si visita una famiglia di allevatori di cammelli, e si avrà la possibilità di provare a cavalcarli. Anche questa sera si godrà del tramonto nel deserto. 9°g. Khongoryn Els - Dalanzadgad Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yolyn Am, la “Valle delle aquile”, sempre fresca in contrasto con il deserto, dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi e l’aquila. Si arriva poi a Dalanzadgad, capoluogo della regione di Omnogov, dove si visita il mercato locale prima di andare al campo Gher. 10°g. Dalanzadgad, festa nazionale di Naadam Oggi si celebra la festa nazionale di Naadam, dove si potranno ammirare da vicino le corse dei cavalli e la lotta tradizionale. È un’ottima occasione anche per assaggiare i tipici piatti e le bevande mongole, condividendo la situazione con la gente del luogo. In serata si torna al campo Gher. 11°g. Dalanzadgad - Parco Nazionale di Ikh Gazryn Chuluu Partenza verso nord per la capitale; la meta di oggi è Ikh Gazryn Chuluu, uno dei parchi naturali più belli della Mongolia. Pernottamento in campo Gher. 12°g. Ikh Gazryn Chuluu e Erlug Uul Visita di Ikh Gazryn Chuluu, dove le rocce alte fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Si sale poi sul monte Erlug, dove si sosta per un picnic; nei pressi del monte vi è un antico monumento. Si rientra quindi al campo Gher. 13°g. Ikh Gazryn Chuluu - Parco Nazionale di Baga Gazryn Chuluu Partenza per Baga Gazryn Chuluu – una formazione di roccia granitica nel centro delle pianure; arrivo ed escursione nei dintorni. Si prosegue per il lago di Sangiin Dalai, ricco di molte specie di uccelli, tra cui aquile, oche, cigni, ecc.; al centro del lago ci sono le rovine di un tempio costruito nel X secolo. Si alloggia in campo Gher situato nei pressi. 14°g. Baga Gazryn Chuluu – Ulaanbaatar Si prosegue del viaggio per Ulaanbaatar, arrivo e sistemazione in albergo. Ad Ulaanbaatar si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. Ci si reca per la cena a Gachuurt all’Hotel Mongolia, dove è stata costruita una riproduzione in miniatura dell’antica capitale Karakorum; si rientra quindi a Ulaanbaatar. 15°g. Ulaanbaatar Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. 16°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata.
Mongolia: Terre del Signore Oceanico
Viaggio di 16 - 20 giorni
Il percorso abbina l'approfondimento storico alla fruizione di una fra le più belle aree naturali del paese. Si sale su una delle montagne più sacre per i mongoli, il Burkhan Halduun, grande protettore di Gengis Khan e luogo probabile della sepoltura dell’imperatore, che si erge nel vasto parco naturale del Khentii Khan Nuruu, ad est di Ulaanbaatar. Ci si reca a Avraga, la prima capitale e luogo di incoronazione a Khan del giovane Temugin, e altri luoghi connessi alla giovinezza del grande imperatore situati nell'aimag (regione) del Khentii. Questo vasto territorio è caratterizzato a nord dalla foresta sub siberiana e, più a meridione, dalla presenza di meravigliose, immense foreste solcate da fiumi pescosi. Se la grande divinità dei mongoli Khoke Mongke Tengrii, l'Eterno Cielo Azzurro, arriderà ai partecipanti, si potrà incontrare uno sciamano mongolo; non si vuole cadere in uno spettacolo organizzato, ma si cerca un rendez-vous con colui che i mongoli chiamano un “viaggiatore dei tre mondi”, il sotterraneo, il terrestre e quello degli spiriti. L’itinerario segue un grande anello che porta a nord est di Ulaanbaatar fino a Dadal, da dove si prosegue ancor più ad oriente fino ai monti di Deluun Boldog, luogo natale di Gengis Khan, iniziando da qui il percorso di rientro. Buona parte del viaggio si svolge in aree selvagge, che richiedono in tutto 7 campi: in molti dei luoghi non esistono strutture ricettive, neppure dei campi Gher. Si prevedono diverse escursioni a piedi con rientro in un punto di campo raggiungibile con le jeep; ci si porta all’imbocco dei sentieri con i veicoli e ci si allontana a volte per un’intera giornata, portando con sé solo l’occorrente per la passeggiata e per il picnic. Non si prevedono guadi e i sentieri non sono particolarmente impegnativi, ma il viaggio è maggiormente adatto a persone che abbiano già avuto delle precedenti esperienze di questo tipo o che siano almeno sufficientemente adattabili ed un poco allenate. Organizzazione del viaggio Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano, ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 100 e i 150 chilometri. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 7 notti in tenda (per tre notti consecutive all’inizio, poi per due campi consecutivi altre due volte), una notte in un alberghetto locale, pulito, che ricorda i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere, a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e per 3 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati dal nostro personale. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo. Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo. Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 Nota tecnica I mesi consigliati per questo viaggio vanno da giugno e settembre. Il periodo più comunemente utilizzato va da luglio ad agosto, quando il clima è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra gli 11 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 4 gradi. Si consulti per riferimento il capitolo “Clima e attrezzatura”. È necessario portare un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaanbaatar il mattino del giorno successivo. 2°g. Arrivo a Ulaanbaatar All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Nella giornata di oggi si visita il monastero di Gandan, che è il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, si sale sulla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e della regione circostante e si trova una enorme statua di Buddha, poi si visita il Museo di Bogdo Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. 3°g. Ulaanbaatar – Mungunmorit Si lascia Ulaanbaatar in direzione est portando con sé l’attrezzatura necessaria per i campi. La prima tappa porta a Mungunmorit, vicino al monte Burkhan Khalduun. Si monta il primo campo nella steppa. 4°g. Burkhan Khalduun Inizia il cammino verso il Burkhan Khalduun, il monte che si trova nel Parco Nazionale di Khan Khentii a nord est di Ulaanbaatar, ritenuto il possibile luogo di sepoltura di Genghis Khan. Secondo campo nella steppa. 5°g. Burkhan Khalduun Si lascia fisso il campo e si completa il percorso a piedi al Burkhan Khalduun esplorandone i dintorni. 6°g. Burkhan Khalduun - Khentii - Lago Khukh Partenza per il lago Khukh - il luogo dove Temujin è stato proclamato ed incoronato come Genghis Khan, l'Imperatore della Mongolia. Cena e pernottamento in campo Gher. 7°g. Lago Khukh - Binder Continuando verso est si transita dal lago di Khangal arrivando alle rovine del monastero di Baldanbereeven, che era stato costruito nel 1700 ed era uno dei più grandi della Mongolia. Proseguendo per Binder si passa da un sito militare di Gengis Khan, Tulgyn Gurvan Chuluu. Cena e pernottamento in campo Gher. 8°g. Binder - Lago Tsagaan Possibilità di incontrare uno sciamano e di seguirne i riti. Spostamento fino al lago Tsagaan, dove si pongono le tende nei pressi del lago e si eseguono delle escursioni nei dintorni. 9°g. Lago Tsagaan – Parco Nazionale Onon e Balj Partenza verso Dadal, sempre verso est, una zona ricca di laghi e fiumi, di cui i più grandi sono i fiumi Onon e Balj. Si pone il campo nella steppa, nei pressi dei corsi d’acqua. 10°g. Parco Nazionale Onon e Balj - Deluun Boldog Si raggiunge Dadal da dove si piega verso sud proseguendo verso il monte Deluun Boldog, il luogo natale di Temuujin, il futuro Genghis Khan, il punto più orientale del percorso. Cena e pernottamento in campo Gher. 11°g. Deluun Boldog – Undurkhaan Inizia il percorso verso ovest, seguendo la vallata di Genghis Khan fino a Undurkhaan, dove si visita il museo e ci si accomoda in un semplice hotel locale. 12°g. Undurkhaan - Avraga Toson Proseguimento del viaggio di rientro fino al villaggio di Avraga Toson nei pressi dell’omonimo lago, dove vi trova il monumento dedicato al 750° anniversario della Storia Segreta dei mongoli. Si pone il campo nella steppa. 13°g. Avraga Toson Visita del monumento ed escursione alle sorgenti di Avraga Toson, si trascorre la giornata sulla riva del lago Avraga. Si pone il campo nella steppa. 14°g. Avraga Toson - Ulaanbaatar Rientrando ad Ulaanbaatar una breve deviazione porta a Gachuurt, dove si trova l’Hotel Mongolia, con la riproduzione in miniatura dell’antica Karakorum. All’arrivo, sistemazione in hotel. 15°g. Ulaanbaatar Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole, si trovano numerosi oggetti della cultura nomade e una raccolta completa di costumi e gioielli tradizionali delle varie etnie mongole, oltre ad interessanti reperti storici; del Museo dell’Arte, ricco di opere di Zanabazar e di altri importanti artisti mongoli; del museo-monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali degli Tsam e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà anche del tempo a disposizione per gli acquisti. 16°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata. Se si dispone di qualche giorno in più… Chi dispone di alcuni giorni in più può arricchire l’itinerario con alcune interessanti visite che completano molto bene un viaggio in Mongolia. Ci sono diverse opzioni ma dal punto di vista della completezza un nostro suggerimento è di recarsi a Kharkhorin (Karakorum), transitando dalla cittadina di Khujirt, dove si sosta utilizzando un campo Gher. Da qui si raggiungono le omonime cascate ed il meraviglioso monastero di Tovkhon Khiid, situato alle pendici della catena montuosa dei Khangai, che marcano il confine con la valle dell’Orkhon. Fondato da Zanabazar nel 1653, il monastero è stato ricostruito di recente e nei dintorni si trovano diversi luoghi di pellegrinaggio ed eremi rupestri. Arrivati nell’antica capitale dell’Impero di Genghis Khan - che dista 350 km da Ulaanbaatar, ma è collegata per il rientro con una strada asfaltata in buone condizioni da percorrere in circa 5 ore - si visitano il monastero-museo di Erdene Zuu e, a circa 20 km, il monastero di Shankh.
Mongolia classica
Viaggio di 17 - 23 giorni
Questo viaggio è eccezionale per coloro che si avvicinano alla Mongolia per la prima volta e sono interessati ad avere una visione d’insieme degli aspetti principali di questa terra, avvicinandone la cultura attraverso i monasteri più importanti ed incontrandone la natura senza confini. Gli spazi immensi offrono un'incredibile varietà di paesaggi: dalle montagne innevate ai laghi immensi, dalle sterminate praterie alle dune del deserto del Gobi. In questo scenario grandioso la storia e le tradizioni dei fieri mongoli perdurano e sono tutt’ora legate ai ritmi ancestrali della transumanza nomadica. Il percorso è stato attentamente studiato per poter sperimentare questi molteplici aspetti. La versione breve del viaggio si concentra maggiormente sulle regioni centrali e utilizza meno tempo nelle aree desertiche.  Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti entro i 100 chilometri, tranne alcune nel deserto e nella steppa che arrivano ad un massimo di circa 300. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. Una notte viene trascorsa in un semplice alberghetto locale. Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 Nota tecnica I mesi consigliati per questo viaggio vanno da giugno a settembre; per un riferimento alle condizioni ambientali si consulti la pagina “Clima e attrezzatura“. Tra luglio ed agosto il clima è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 8 gradi, ma sono possibili variazioni straordinarie, come una nevicata in Agosto al lago Khubsugul. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie. NB: Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaanbaatar il mattino del giorno successivo. 2°g. Arrivo a Ulaanbaatar All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Nella giornata di oggi si visita il monastero di Gandan, che è il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, con l’enorme statua di Megjid Janraisig, la divinità protettrice del paese, si prosegue con il Museo di Storia Naturale, che oltre alle sezioni dedicate alla flora e alla fauna, presenta importanti reperti paleontologici provenienti dal deserto del Gobi. Ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti. 3°g. Ulaanbaatar – Monastero di Amarbayasgalant Partenza con un veicolo privato verso la città di Darkhan, situata a nord di Ulaanbaatar. Una deviazione poco prima di entrare in città porta fino al campo gher, dove si trascorre la notte, a pochi chilometri dal monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della Mongolia. 4°g. Monastero di Amarbayasgalant - Bulgan Visita al monastero costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. Escursione nei dintorni del monastero fino alla montagna degli otto stupa e visita del cimitero degli unni – il “khirgisuur”. La tappa di oggi prosegue verso ovest transitando da Erdenet, la città delle miniere di rame, e a breve distanza oltre Bulgan ci si sistema in un campo di gher. 5°g. Bulgan – Morun Partenza per Murun, capoluogo della provincia di Khubsugul, dove si visita il mercato locale e si avrà del tempo libero per curiosare; sistemazione in un semplice albergo locale. 6°g. Morun - Parco Nazionale del Lago Khubsugul Oggi si entra nel Parco Nazionale del lago Khubsugul, tra i più profondi laghi di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt), uno dei luoghi più incantevoli della Mongolia, dove si trascorre la giornata godendo della natura del luogo. Ci si accomoda in un campo Gher, che sarà la base per i prossimi due giorni di esplorazioni. 7°g. Lago Khubsugul e Monti Saridag Escursione sulla catena montuosa di Saridag, situata nelle vicinanze del lago Khubsugul, che raggiunge i 2500 metri di altezza, da cui si gode un bellissimo panorama delle montagne che la compongono. Le jeep portano non lontano dal punto più alto, che si raggiunge a piedi. Si avrà la possibilità di incontrare alcune famiglie dell’etnia Tsaatan, il “popolo delle renne”. Ritornati al campo turistico, c’è la possibilità di noleggiare cavalli o di affittare una barca per godersi il lago. 8°g. Lago Khubsugul – Zuun nuur – Jargalant Si ripassa da Morun e si prosegue verso il lago di Zuun nuur, quindi, oltre Shine Ider, si arriva al campo Gher di Jargalant. 9°g. Jargalant - Parco Nazionale di Terkhiin Tsagaan Trasferimento verso il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più "giovane" dei quali è il Khorgo. La strada si snoda tra monti e vallate, e dal punto più alto si può godere di un panorama fantastico. All’arrivo ci si sistema in un campo Gher nei pressi del lago. 10°g. Parco Nazionale di Terkhiin Tsagaan Giornata dedicata all’esplorazione della zona, iniziando dal Khorgo, un vulcano spento che si trova ad est del lago Terkhiin Tsagaan Nuur; il cratere è largo 200 metri e profondo 100, e si riesce a raggiungerne la sommità in pochi minuti. Il Terkhiin Tsagaan Nuur è un lago di sorprendente bellezza, con acque limpide e cristalline, ed è abitato da numerosi uccelli rari. I torrenti di lava provenienti dal vulcano Khorgo hanno bloccato il fiume Terkh sia a nord sia a sud, formando così il lago Terkhiin Tsagaan Nuur ad una altitudine di 2.060 metri sul livello del mare. Il lago è largo 16 km, profondo da 4 a 10 metri e lungo più di 20 km. Si potranno vedere anche le grotte di ghiaccio di Shar Nokhoi. Per passeggiare attorno al lago è possibile noleggiare dei cavalli. 11°g. Terkhiin Tsagaan - Tsenkher Dopo la colazione, partenza per Tsetserleg, situata nella provincia dell'Arkhangay, dove si visita il tempio di Zayayn Gegeenii Sum, costruito nel 1586, che nel suo fulgore ospitava oltre 1000 monaci; si avrà anche la possibilità di visitare il mercato che qui si tiene ogni giorno. Si prosegue per le terme di Tsenkher, dove le acque hanno una temperatura che raggiunge i 60-80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il bagno nelle terme e sperimentare i massaggi e le cure tradizionali mongole. Si potrà fare un’escursione nella zona termale, pernottamento in campo Gher. 12°g. Tsenkher - Kharkhorin (Karakorum) Partenza per Kharkhorin (Karakorum), antica capitale dell’Impero di Genghis Khan. Qui si visita il monastero di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin, e il monastero di Shankh. Pernottamento in campo Gher. 13°g. Kharkhorin – Ongiin Si prosegue per il Gobi, il più grande deserto asiatico. Arrivo al campo turistico Gher nelle vicinanze di Saikhan Ovoo, un piccolo paesino a ovest della provincia di Dundgobi. Visita alle rovine del monastero di Ongiin. 14°g. Ongiin - Bayanzag Proseguendo per il deserto di Gobi si arriva a Bayanzag, le “Vette infuocate”, dove la spedizione di Roy Chapman Andrews nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova, ossai e scheletri interi di dinosauri di molte specie sconosciute fino ad allora. Pernottamento in campo Gher. 15°g. Bayanzag - Parco Nazionale di Khongoryn Els Partenza ed arrivo al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza: un luogo molto speciale per godere del tramonto. Pernottamento in campo Gher. 16°g. Parco Nazionale di Khongoryn Els Si prevede una magnifica escursione che porta inizialmente a Tsonjiin Khotgor, un’altra località dove si trovano fossili di dinosauri. Si prosegue per Chono Shurguul, con un bosco di leggendari saxaul (piccoli arbusti del deserto) e per la montagna di Sevrei, dove si trovano degli antichi graffiti risalenti all'età del bronzo. Tornati al campo Gher ci si reca a visitare una famiglia di allevatori di cammelli, con la possibilità di noleggiarli per fare una giro. 17°g. Khongoryn Els - Gurvan Saikhan Il percorso verso Gurvan Saikhan passa da Dalanzadgad, il capoluogo dell’aimag di Omnogobi. Arrivati al Parco Nazionale si visita la valle di Yolyn Am, la “valle delle aquile” dove si possono avvistare stambecchi e aquile. Il campo Gher dove si sosta per la notte è vicino ai monti Gurvan Saikhan, che significa “Tre Bellezze”. 18°g. Gurvan Saikhan - Tsagaan Suvraga Partenza per Tsagaan Suvraga (stupa bianco): una roccia di calce, situata sul territorio di Ulziit sum, alta 30 metri con una particolare conformazione causata dall’opera di erosione dell'acqua e del vento. Ecursione nella zona circostante, dove da lontano sembra di trovarsi tra le rovine di una antica città. Questi luoghi sono molto ricchi di fossili marini e nel 2000 gli archeologi hanno scoperto dei graffiti rupestri che risalgono all'Età del Bronzo. Pernottamento in campo Gher. 19°g. Tsagaan Suvraga - Baga Gazriin Chuluue Partenza per Baga Gazriin Chuluu, situato nella prfettura del Dundgov (Gobi Centrale). Durante questo trasferimento su sterrato iniziano gli infiniti paesaggi fatti di steppe, di deserto e di sorprendenti colori che solo la Mongolia può regalare. Pernottamento in campo Gher. 20°g. Baga Gazriin Chuluu Visita del parco di Baga Gazriin Chuluu, dove si trova una formazione rocciosa granitica situata nella pianura desertica, meta di pellegrinaggio della gente locale, e del lago di Sum Khukh Burd. 21°g. Baga Gazriin Chuluu – Ulaanbaatar Ultimo giorno di viaggio lungo le piste mongole: nel pomeriggio arrivo ad Ulaanbaatar e sistemazione in albergo. In serata si assiste ad un spettacolo folcloristico. 22°g. Ulaanbaatar Si visitano il Museo di Storia che espone numerosi oggetti etnici della cultura nomade, una raccolta completa di costumi e gioielli tradizionali delle varie etnie mongole ed interessanti reperti storici; e il museo-monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti, che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali degli Tsam e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo libero a disposizione per girare in città e fare acquisti. 23°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata. Se si dispone di meno tempo Il viaggio può essere ridotto a 16 giorni. La parte iniziale resta uguale ma, dopo la visita del lago Terkhiin Tsagaan Nuur e del vulcano Khorgo, dall’11° giorno il viaggio si concentra sulla Mongolia centrale. Arrivati ad Ulaanbataar, nulla osta nel fermarsi un giorno in più per completare le visite della città, portando in questo caso la durata del viaggio a 17 giorni. Ecco come varia l’itinerario 11°g. Terkhiin Tsagaan – Taikhar Chluut Proseguendo il viaggio verso est il paesaggio cambia, e le montagne lasciano il posto alle praterie sterminate. Sulle rive del fiume Tamir si incontra un pinnacolo di granito dalle origini misteriose: il Taikhar Chuluut, alto 25 metri. La tappa è di 170 km, pernottamento in campo gher. 12°g. Taikhar Chluut - Kharkhorin (Karakorum) Passando per Tsetserleg si giunge a Kharkhorin, l’antica capitale di Gengis Khan, le cui pietre sono state utilizzate per costruire il monastero di Erdene Zuu, il più grande della Mongolia. Il complesso è circondato da un muro di 108 “stupa” bianchi (lo stupa è un monumento utilizzato per conservare reliquie, tipico della religione buddista). Di più di 600 costruzioni presenti in origine, le distruzioni degli anni ‘30 ne hanno risparmiate soltanto 3. Il tempio è nuovamente in funzione e si potrà assistere ad una cerimonia nella sala di preghiera più importante. La tappa è di 140 km; si alloggia in un campo Gher. 13°g. Kharkhorin - Bayangobi Si parte da Kharakorum per andare a Bayangobi (chiamato anche Elsen Tasarkhai), un luogo dal panorama unico poiché qui coesistono deserto, steppa e foresta. La tappa è di 90 km; pernottamento in campo Gher. 14°g. Bayangobi - Parco Nazionale di Hustain Nuruu una tappa di 230 km porta al Parco Nazionale di Hustain Nuruu. Qui, a partire dal 1993, sono stati reintrodotti i Takhi, chiamati anche cavalli di Prezewalski, ultimi esemplari di cavalli selvaggi esistenti al mondo. Sono cavalli di taglia piccola e corporatura robusta, con mantello color beige e crini neri, geneticamente differenti dai cavalli domestici: per questo è importante che si riproducano tra loro. Attualmente il parco ospita un centinaio di esemplari. I momenti migliori per osservarli sono l’alba e il tramonto, quando si muovono in branco per abbeverarsi sulle rive del fiume Tuul. Pernottamento in campo Gher. 15°g. Hustain Nuruu – Ulaanbaatar La capitale dista 120 km: all’arrivo, trasferimento in albergo. Pomeriggio libero con possibilità di fare acquisti e di assistere ad uno spettacolo folkloristico di musica e danza mongola prima di cena. 16°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot la partenza da Ulaanbataar è al mattino, con arrivo in Italia in giornata.  
Conoscere la Mongolia
Viaggio di 23 giorni
Questo viaggio unisce la voglia di scoprire angoli nuovi e aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi impossibili da ignorare, come i monasteri di Amarbayansgalant e di Erdene Zuu. Si spazia dalle bellezze paesaggistiche e naturali del lago Khubsugul, dove vive l’etnia Tsaatan, alle dune di sabbia di Elsen Tasarkhai nella regione di Kharkhorin, giungendo fino al parco di Khustai, dove sarà possibile osservare il takhi, il cavallo selvaggio mongolo, e ci si spinge fino alla montagna sacra di Otgontenger, situata nel remoto ovest in uno scenario di altissima suggestione. Si avrà così una visione d’insieme completa della variegata realtà di questo vasto paese, giungendo a conoscere almeno in parte la Mongolia. L’itinerario segue un ampio anello che inizia portando a nord ed a ovest di Ulaanbaatar fino al lago Khubsugul per poi scendere verso sud ovest fino ad Uliastai; da qui si torna verso sud est arrivando al deserto del Gobi rientrando poi alla capitale passando da Karakorum e dal parco di Khustai. È un percorso di quasi 3000 chilometri, attraverso tutti i diversi ambienti naturali della Mongolia. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di una giornata. Per chi avesse la possibilità di utilizzare più giorni, il viaggio può essere esteso dal lago Khubsugul sino all’estremo ovest negli Altai, con possibile ritorno via terra o in volo. Un’altra opportunità può essere un’estensione che partendo da Uliastai prosegue in direzione sud est verso il cuore del Gobi. Il viaggio viene accompagnato da una guida mongola esperta del territorio che parla la lingua inglese; sono anche disponibili guide che parlano l’italiano ma vanno richieste con largo anticipo. Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. Il percorso complessivo previsto è di quasi 3000 chilometri con le tappe di spostamento mediamente di circa 250 chilometri. Organizzazione del viaggio Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 7 notti in tenda (una volta per tre notti consecutive e per due campi consecutivi altre due volte), per tre notti in alberghetti locali, puliti ma che ricordano i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e per 8 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi fissi si trovano anche servizi e docce con acqua calda e viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati dal nostro personale. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo. Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando sempre in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo. Il prezzo del viaggio non è riportato perché varia in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di veicoli utilizzati, dei servizi richiesti e del costo dei voli internazionali; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. Tutti i viaggi sono coperti da assicurazione. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 Nota tecnica I mesi consigliati per questo viaggio vanno da giugno e settembre; per un riferimento alle condizioni ambientali si consulti la pagina “Clima e attrezzatura“. Tra luglio ed agosto il clima è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 8 gradi, ma sono possibili variazioni straordinarie, come una nevicata in Agosto al lago Khubsugul. È necessario portare un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie. NB: Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza dall’Italia Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse che Amitaba potrà verificare su richiesta. Si parte usualmente nel pomeriggio del primo giorno arrivando ad Ulaanbaatar il mattino del giorno successivo. 2°g. Arrivo a Ulaanbaatar All’arrivo si viene ricevuti dal corrispondente mongolo di Amitaba e dalla guida; trasferimento in hotel. Nella giornata di oggi si visita il monastero di Gandan, che è il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, si sale sulla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama della città e della regione circostante e si trova una enorme statua di Budda, e poi si visita il Museo di Bogdo Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. 3°g. Ulaanbaatar - Monastero di Amarbayasgalant Partenza con la jeep verso la città di Darkhan, situata a nord di Ulaanbaatar. Poco prima di entrare in città si devia verso ovest arrivando al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della Mongolia. Ci si accomoda in un campo Gher situato a pochi chilometri dal sito. 4°g. Monastero di Amarbayasgalant - Bulgan Visita al monastero costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. Escursione nei dintorni del monastero fino alla montagna degli otto stupa e visita del cimitero degli Unni – il “khirgisuur”. La tappa di oggi prosegue verso ovest transitando da Erdenet, la città delle miniere di rame, e dopo aver superato Bulgan si monta il primo campo del nostro viaggio. 5°g. Bulgan – Murun Partenza per Murun, capoluogo della provincia di Khubsugul, dove si visita il mercato locale e si avrà del tempo libero per curiosare. Si prosegue quindi verso nord in direzione del lago Khubsugul, ponendo il secondo campo sul percorso. 6°g. Parco Nazionale del Lago Khubsugul Oggi si entra nel Parco Nazionale del lago Khubsugul, tra i più profondi laghi di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt), uno dei luoghi più incantevoli della Mongolia, dove si trascorre la giornata godendo della natura del luogo. Ci si accomoda in un campo Gher, che sarà la base per i prossimi due giorni di esplorazioni. 7°g. Lago Khubsugul e Monti Saridag Escursione sulla catena montuosa di Saridag, situata nelle vicinanze del lago Khubsugul, che raggiunge i 2500 metri di altezza, da cui si gode un bellissimo panorama delle montagne che la compongono. Le jeep arrivano non lontano dal punto più alto, che si raggiunge a piedi. Si avrà la possibilità di incontrare alcune famiglie dell’etnia Tsaatan, il “popolo delle renne”. Ritornati al campo turistico, c’è la possibilità di noleggiare cavalli o di affittare una barca per godersi il lago. 8°g. Lago Khubsugul Giornata libera, con la possibilità di incontrare alcune famiglie degli Tsaatan. 9°g. Lago Khubusugul - Tsagaan Uul Sum Si torna verso sud fino quasi a Murun, deviando verso ovest prima del capoluogo per dirigersi a Tsagaan Uul Sum, dove si pone il campo. 10°g. Tsagaan Uul Sum - Zavkhan Aimag Partenza per i laghi di Bust, Khunt e Kholboo situati nella regione di Zavkhan; nel mezzo delle acque purissime di Bust si trova un’isola. Si passa la notte in campo. 11°g. Laghi Bust, Khunt e Kholboo Si tiene il campo fisso e si prosegue l’esplorazione della regione recandosi a piedi ai laghi gemelli di Khunt e di Kholboo, che sono collegati da uno stretto istmo. 12°g. Laghi – Uliastai Si completa l’esplorazione del lago Kholboo e quindi si parte per Uliastai, capoluogo dell’Aimag di Zavkhan, un paese circondato dalle montagne; lungo la strada si sosta al lago salato di Telmen. Arrivo e sistemazione in un albergo locale. 13°g. Uliastai, escursione al parco di Otgontenger Escursione al parco nazionale dei monti Otgontenger, il punto più occidentale dell’itinerario, dove troneggia un monte sacro ai mongoli alto circa 3900 metri sulla cui vetta regna la neve perenne. Arrivati al lago di Khukh, dai monti che lo circondano si può ammirare la montagna sacra di Otgontenger. Ritorno a Uliastai e pernottamento nel medesimo hotel locale. 14°g. – 16°g. Uliastai – Tsetserleg Inizia il percorso di rientro verso est. In questi primi tre giorni, tra Uliastai e Tsetserleg, si pongono due campi. Si transita da Bor Khyaryn Els (Tsagaankhairkhan Sum), dove si trovano le dune settentrionali del deserto del Gobi, e si prosegue valicando un passo a 2100 metri che si apre su un grande vallata solcata da innumerevoli fiumi per Bayankhongor, dove si visita il paese e il mercato, arrivando infine a Tsetserleg nella provincia di Arkhangay, dove si alloggia in un hotel locale. 17°g. Tsetserleg - Terme di Tsenkher Visita del tempio di Zayayn Gegeenii Sum, costruito nel 1586 che nel suo fulgore ospitava oltre 1000 monaci, e del mercato quotidiano. Si prosegue poi per le terme di Tsenkher, dove le acque raggiungono temperature tra i 60 e gli 80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il bagno nelle terme e si possono provare il massaggio e le cure tradizionali mongole. Si farà un’escursione nella zona termale. Sistemazione in campo Gher. 18°g. Terme di Tsenkher – Kharkhorin Partenza per Kharkhorin (Karakorum), antica capitale dell’Impero di Genghis Khan. Visita del monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin e del monastero di Shankh. Erdene Zuu è il monastero più grande della Mongolia, il complesso è circondato da un muro di 108 “stupa” bianchi (lo stupa è un monumento utilizzato per conservare reliquie, tipico della religione buddista). Di più di 600 costruzioni presenti in origine, le distruzioni degli anni ‘30 ne hanno risparmiate soltanto 3. Oggi è nuovamente in funzione e si potrà assistere ad una cerimonia nella sala di preghiera più importante. 19°g. Khakrhorin - Parco Nazionale di Khustai Partenza per il Parco Nazionale Khustai; si transita dalle dune di Elsen Tasarkhai. Arrivati al parco ci si accomoda in un campo Gher. 20°g. Parco Nazionale di Khustai Esplorazione della zona; si potranno osservare i cavalli selvatici mongoli (i takhi), il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul e altri animali. Escursione sulle dune di Moltsog Els e visita ad una famiglia locale. 21°g. Parco Nazionale di Khustai – Ulaanbaatar Ultimo giorno del viaggio lungo le piste mongole e arrivo ad Ulaanbaatar. Sistemazione in albergo. A Ulaanbaatar si visita il Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole, si trovano numerosi oggetti della cultura nomade e una raccolta completa di costumi e gioielli tradizionali delle varie etnie mongole, oltre ad interessanti reperti storici. Sistemazione in hotel. 22°g. Ulaanbaatar Visita del Museo dell’Arte, ricco di opere di Zanabazar e di altri importanti artisti mongoli e del museo-monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali dei Tsam e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà anche del tempo a disposizione per gli acquisti. 23°g. Volo per l’Italia Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è al mattino con arrivo in Italia in giornata.
Mongolia trek: nomadi Kazaki del Bayan Ulgii
Viaggio di 13 giorni
Da Ulaanbaatar si raggiunge in volo Khovd nella Mongolia occidentale e si prosegue in auto per Ulgii, punto di partenza per il primo trekking di quattro giorni che si svolge nel Parco nazionale di Altai Tavan Bogd, situato tra la Mongolia ed il confine cinese. La seconda esplorazione a piedi porta al Tsamba-Garav (4208 mt), una stupenda cima sempre innevata, ed al ghiacciaio dello Tsambagarav Uul, tra i luoghi più spettacolari della Mongolia. Si rientra quindi in volo alla capitale, dove normalmente vengono eseguite delle visite. Per maggiori dettagli sul Paese, vedi Mongolia. LA REGIONE DI BAYAN ULGII (ALTAI) La regione mongola di Bayan Ulgii offre una grande varietà ambientale ed è coronata dalla catena dei monti Altai, che distano 2000 chilometri da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui si trova la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, "i cinque illuminati"), un’area che forma il confine tra i tre paesi; la cima più alta è il monte Belukha (4,506 mt), posizionato oltre il confine negli Altai russi. Sparsi tra questi stupendi monti si trovano una ventina di grandi ghiacciai, tra i quali il Potanina è il più esteso. Una delle aree più belle è il parco nazionale di Altai Tavan Bogd, che si estende tra la Mongolia ed il confine cinese e raccoglie numerosi laghi tra cui l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.               Gli abitanti sono in maggioranza kazaka, di religione musulmana; hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 per pascolare pecore e capre nel periodo estivo e all’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine. La moschea di Ulgii dopo la caduta del socialismo è stata riaperta ed il pellegrinaggio alla Mecca ha ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non devono usare il velo e gli uomini amano consumare alcolici. Dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan, con un considerevole flusso di persone durato alcuni anni, e ci sono state lunghe trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di avere la doppia cittadinanza, risolta per ora con il permesso a loro concesso di entrare in Kazakistan senza visto. Questa parte della Mongolia, anche perché dista un lungo viaggio di quattro giorni da Ulaanbaatar, ha maggiori contatti con le regioni confinanti russe e cinesi. La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante; durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli profonde utilizzando case di legno, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna. Questi pastori utilizzano tende molto simili alle grandi gher mongole, con alcune differenze che le rendono tipiche. ORGANIZZAZIONE DI AMITABA IN MONGOLIA I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa “buona idea”) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola. Amitaba in Mongolia è attiva con diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito. MODALITÀ DEL VIAGGIO Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; i tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune arterie stradali principali. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. Fuori da Ulaanbaatar, dove si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle, si pernotta in semplici hotel e una o due notti in gher. Si utilizza la tenda per 6 notti (per quattro notti consecutive all’inizio, poi altre due); i campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati dal nostro personale. Viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Tutta l’attrezzatura necessaria è fornita, ad eccezione del sacco a pelo. Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la “civiltà” non si trovano più hotel di qualità e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree, camminando e pernottando in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo. PARTECIPARE AL TREKKING Per partecipare al trekking bisogna avere una discreta forma fisica, ma non servono precedenti esperienze di trekking difficili o di preparazione alle condizioni di vita in alta montagna; è però importante potersi sentire a proprio agio in situazioni di fatica anche prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse. Si percorrono tappe giornaliere con il supporto di cavalli che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura. Per chi preferisce, c’è la possibilità di effettuare il percorso utilizzando un cavallo (pagando un piccolo extra di circa € 15 al giorno); si usano animali docili facilmente cavalcabili anche dai meno esperti, rendendo così il percorso alla portata della gran parte delle persone. Si consiglia in questo caso di portare con se ghette o stivali per coprire l’interno della parte inferiore delle gambe. CLIMA E ATTREZZATURA Questi percorsi vengono eseguiti tra giugno e settembre. Il clima che si incontra è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 0 gradi. È necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi; Amitaba può procurarlo sia a noleggio, fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Arrivo a Ulaanbaatar   Arrivo a trasferimento in centro città in hotel. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova un’enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. 2°g. Ulaanbaatar – Khovd - Ulgii   Partenza verso le 11.30 (orario da confermare) per Khovd, capoluogo del Bayan Ulgii, che dista dalla capitale quasi 2000 km, un volo di circa tre ore; questa cittadina fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città ad essere stata liberata dai cinesi nel 1912. All’arrivo si parte in auto per Ulgii, che da qui dista circa 260 km; giunti a destinazione ci si sistema presso il semplice hotel Duman o simile e nel tempo restante si visita questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. In alternativa all’albergo locale si potrebbe utilizzare per una notte un campo attrezzato con le gher, le tipiche tende mongole; si trascorrerà sicuramente una notte del viaggio così, o nella data di oggi o in alternativa il 7° o 10° giorno: è infatti interessante utilizzare le tende tradizionali almeno una volta! 3°g. Ulgii – Parco Nazionale di Tavan Bodg   Si raggiunge il paese di Tsengel, reso famoso dal libro “Dove volano gli uccelli” di Louisa Waugh; è il più occidentale della Mongolia e punto di partenza per il parco di Tavan Bogd. Il percorso è di circa 180 km. Si posiziona il campo all’attacco del sentiero che porta al campo base della cima più alta della Mongolia; pernottamento in tenda. 4°g. Parco Nazionale di Tavan Bodg   Oggi inizia il trekking che porta al Campo Base, si lasciano al campo i bagagli in eccesso e cammelli e cavalli trasportano il necessario. L’avvicinamento al campo base è un percorso di circa 7 ore lungo falsipiani, non si attraversano creste e non si incontrano passaggi esposti. Si posizionano le tende al Campo Base, dove si ammirano il ghiacciaio Potanina e tutte e cinque le vette del Tavan Bodg. 5°g. Parco Nazionale di Tavan Bodg   Giornata dedicata all’esplorazione della zona; lo Shiveet Hairhan Uul dista da qui ancora circa 6 km. Pernottamento in tenda. 6°g. Parco Nazionale di Tavan Bodg - Shiveet Hairhan Uul    Si prosegue il trekking in direzione del monte Shiveet Hairhan Uul, oggi si prevede una tappa di circa 5 ore. Tutta l’area è abitata dalle genti di Tuva, una popolazione di lingua turcofona e di religione sciamanica che proviene dalla Repubblica Popolare di Tuva, una delle 21 repubbliche della Federazione Russa, che fu annessa solo nel 1944. Qui potremo osservare i più grandi petroglifi del periodo Xiongnu, l’epoca in cui l’imperatore Qin Shi Huangdi iniziò la costruzione della grande muraglia cinese (200 a.C circa). Si viene raggiunti dalle jeep e si prosegue per Shiveet Hairban Uul (40 km); pernottamento in tenda. 7°g. Shiveet Hairhan Uul – Ulgii   Si parte per Ulgii (160 km circa), dove si pernotta di nuovo presso l’hotel Duman o simile; in serata cena tipica kazaka presso una famiglia locale. 8°g. Ulgii - Parco del Tsambagarav Uul   Spostandosi con le vetture verso est si raggiungono le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), una delle più belle cime sempre innevate della Mongolia ubicata al confine di tre aimag (regioni mongole): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina; il percorso è di circa 50 km. Pernottamento in tenda. 9°g. Tsambagarav Uul: famiglia di cacciatori con le aquile   Con una semplice passeggiata si raggiunge il ghiaccio dello Tsambagarav Uul, uno dei luoghi più spettacolari della Mongolia. Si viene raggiunti dalle jeep e ci si sposta di circa 120 km; si giunge in una località dove si visita una famiglia kazaka i cui componenti maschili sono dei cacciatori con le aquile. I periodi venatori sono l’autunno e la primavera, d’estate questi maestosi rapaci sono tenuti a riposo. Pernottamento in tenda. 10°g. Tsambagarav Uul - Gurvan Tsenheriin Agui – Città di Khovd   Ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando nella caverna di Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell'Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune preziosissime pitture che risalgono al Paleolitico (dai 12.000 ai 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, dove si pernotta presso il piccolo hotel Tsambagarav Hovd o in campo gher; il percorso è di circa 250 km. 11°g. Khovd –  Ulaanbaatar   Partenza in volo per Ulaanbaatar in mattinata (orario da confermare). Arrivo in città e sistemazione presso il medesimo albergo utilizzato all’arrivo; nel tardo pomeriggio si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canti tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. 12°g. Ulaanbaatar   Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. 13°g. Volo di rientro  
Mongolia trek: a cavallo dagli Tsaatan
Viaggio di 15 giorni
Da Ulaanbaatar si raggiunge in volo Murun e si parte da qui con mezzi 4x4 per esplorare il lago Khuvsgul e raggiungere Tsagaannuur, da dove si parte coi cavalli per raggiungere il territorio degli Tsaatan. Completata l'esplorazione ci si dirige verso sud nelle zone vulcaniche del lago Terkhiin Tsagaan Nuur, e, rientrando a Ulaanbaatar, si completa con le parti storiche classiche di Kharkhorin, Erdenee Zuu e Shank. Per maggiori dettagli sul Paese, vedi Mongolia. Tra gli Tsaatan In Mongolia gli Tsaatan sono meno di 300 individui e vivono in luoghi di eccezionale bellezza, accessibili solo a cavallo, dove sono rimaste molto vive le tradizioni ancestrali sciamaniche. Pur essendo così in pochi, il loro nome è conosciuto fuori dalla Mongolia per via di alcuni approcci giornalistici che li hanno designati alla stregua del ‘buon selvaggio’, esaltandone l’isolamento; ma, stante la loro remotissima ubicazione, che richiede vera autosufficienza per la sopravvivenza, oggi fortunatamente possono usufruire di alcuni dei benefici dell’epoca moderna: mandano i figli a studiare in paese, possono usufruire del presidio medico e stanno cercando di promuovere il turismo come forma di sussistenza a fianco dell’allevamento di renne. Questo sviluppo nulla toglie all’interesse che regala un incontro con loro, anzi, pone il rapporto su basi reciproche più eque; si è così deciso di trasformare le nostre belle esperienze personali in questi luoghi in una proposta di viaggio da condividere con altri. In questa regione i gruppi potranno essere al massimo di 8 partecipanti, per non fagocitare con una presenza eccessiva di visitatori. Organizzazione di Amitaba in Mongolia I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola. Amitaba in Mongolia è attiva in diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito. Modalità del viaggio Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; i tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune arterie stradali principali. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 1900 km. Fuori da Ulaanbaatar, dove si alloggia per due notti in hotel a tre stelle, si pernotta due notti in hotel locali, quattro notti consecutive in tenda (campo mobile) durante il trekking a cavallo, due presso famiglie locali che mettono a disposizioni delle semplici gher, le tipiche tende mongole, tre nei campi fissi di gher forniti di letti con lenzuola e asciugamani (in questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana). I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo. La cucina proposta è semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Partecipare al trekking a cavallo Per partecipare al trekking a cavallo bisogna avere una discreta forma fisica, ma non servono precedenti esperienze come cavallerizzi; è però importante potersi sentire a proprio agio in situazioni di fatica anche prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse. Si percorrono due tappe giornaliere a cavallo per un totale da 4 a 6 ore al massimo, con il supporto di altri equini accuditi dai nomadi locali, che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura. Vengono utilizzati animali docili, facilmente cavalcabili anche dai non esperti, rendendo così il percorso alla portata della gran parte delle persone. Si consiglia di portare con sé ghette o stivali per coprire l’interno della parte inferiore delle gambe, giacca e pantaloni antipioggia. Clima e attrezzatura Questo percorso viene eseguito tra giugno e settembre. Il clima che si incontra è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 20 gradi, con possibili punte minime notturne sotto lo zero; le regioni più settentrionali, la Taiga, il lago Khuvsgul e fino al lago Terkhin Tsagaan presentano un ambiente più umido, dove sono possibili piogge. Per le notti in tenda, presso le gher famigliari a Tsagaannuur e al monastero di Shank è necessario avere a disposizione un sacco a pelo il cui gradiente termico minimo consigliato sia di -5°C; °; Amitaba può procurarlo sia a noleggio, fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo. Nelle gher (ma non in quelle di Tsagaannuur) vengono fornite lenzuola pulite e coperte. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO Si ricorda che l’itinerario e le sistemazioni previste possono subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici 1°g. Arrivo a Ulaanbaatar Arrivo e trasferimento in centro città in hotel. Si viene accolti da una nostra guida locale che parla la lingua italiana. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa; ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova una enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha. Pernottamento presso l’hotel Office nel centro cittadino. 2°g. Ulaanbaatar – Volo per Murun – Parco Nazionale del lago Khuvsgul In mattinata volo per Murun, capoluogo della regione di Khuvsgul; da qui con una comoda strada asfaltata si raggiunge il Parco Nazionale del lago Khuvsgul, situato circa 120 km a nord. E’ uno dei più profondi specchi di acqua dolce dell'Asia Centrale (262 mt), contornato da monti ricchi di foreste che ricordano la vicinanza della Siberia, annoverato tra i luoghi più incantevoli della Mongolia; già qui a volte si possono incontrare gli allevatori di renne, la popolazione degli Tsaatan. Si trascorre la giornata godendo della natura del luogo; ci si accomoda in un campo gher, il Dul o simile. 3°g. Lago Khuvsgul – Murun Escursione sulla catena montuosa di Saridag, situata nelle vicinanze del lago Khuvsgul, che raggiunge i 2500 metri di altezza, un’area che offre bellissimi panorami. Le jeep portano non lontano dal punto più alto, che si raggiunge a piedi. Nel pomeriggio si ritorna a Murun, dove si alloggia all’hotel Tenkleg. 4°g. Murun – Tsagaannuur Questa bella tappa di trasferimento attraversa la depressione di Darkhad, ricca di acque fluviali e laghi, arrivando a Tsagaannuur, una dei paesi più isolati della Mongolia, adagiato nelle vicinanze dell’omonimo lago, da cui prende il nome. La maggior parte della popolazione locale qui è di etnia Darkhad, appartenente al ceppo mongolo, dove sono rimaste molto vive le tradizioni ancestrali autoctone, seguite anche dagli Tsaatan, conosciute come “sciamanesimo nero”, per distinguerle dallo “sciamanesimo giallo” dove si trova un connubio con il mondo filosofico buddista. Sistemazione presso una famiglia locale che mette a disposizione delle semplici gher; la tappa è di circa 180 km. 5°g. Tsagaannuur, ingresso nella taiga: inizio del trekking a cavallo Inizia il trekking a cavallo, si entra nella taiga dove si piazza il primo campo tendato. La prima parte della passeggiata si svolge attraverso vasti pianori erbosi, ed è utile anche per prendere confidenza con i cavalli. Si pone il primo campo. In queste giornate si prevede di cavalcare da 4 a 6 ore, divise in due tappe. 6°g. Taiga e incontro con una famiglia Tsaatan Oggi si raggiungerà una famiglia tsaatan, dove si sarà ospiti. Gli Tsaatan sono un popolo nomade di origine turca che vive nella provincia del Khuvsgul, tra le conifere della taiga; è un gruppo etnico molto piccolo, attualmente sono rimasti solamente in 280. “Tsaatan” in lingua mongola significa “uomo-renna”, un nome molto calzante perché qui la sopravvivenza dipende dall'allevamento delle renne: la carne e il latte sono gli unici alimenti, la pelle è utilizzata per le calzature e per le tende, mentre le corna sono una preziosa merce di scambio. La renna per gli Tsaatan è sacra: quella più vecchia viene eletta spirito-guida della famiglia ed è ornata con nastri colorati. Gli Tsaatan compiono fino a sei migrazioni ogni anno ed il nuovo terreno dell'accampamento viene benedetto con latte di renna.. Pernottamento in tenda. 7°g. Famiglia Tsaatan Si passerà la giornata con la famiglia allevatrice di renne, si potrà vedere come vivono e compiono i lavori quotidiani, passeggiare e rilassarsi. Chi lo desidera potrà fare delle escursioni a cavallo nei dintorni. Pernottamento in tenda. 8°g. Famiglia Tsaatan e inizio del percorso di rientro Si lascia la famiglia iniziando il percorso di ritorno tra le conifere e le distese di torba, si seguono sentieri tracciati dai cavalli che portano a valle delle montagne che delimitano la taiga. Pernottamento in tenda. 9°g. Tsagaannuur Dopo l’esperienza tra gli Tsaatan si ripercorre l’immenso pianoro erboso a cavallo; chi ha preso abbastanza dimestichezza con la propria montatura potrà lanciarsi al galoppo. Nel pomeriggio si ritorna a Tsagaannur, con del tempo a disposizione per lavarsi e sistemare le proprie cose. Pernottamento nelle medesime gher utilizzate nel giorno dell’arrivo qui. 10°g. Tsagaannuur – Murun La tappa di oggi ci riporta verso la “civiltà”, nel pomeriggio si arriva a Murun, dove se vi sarà tempo si visita il mercato locale. Si alloggia presso il medesimo hotel; la tappa è di circa 180 km. 11°g. Murun – Lago Zuun Spostamento verso sud di circa 170 km; si valicano diversi passi attraverso un territorio dove predominano le foreste boreali, solcate da diversi fiumi. La meta è lo Zuun Nuur, un bellissimo lago abitato da una ricca avifauna dove pongono il campo alcune famiglie nomadi. Si alloggia presso il campo gher Zuun Nuur o simile. 12°g. Lago Zuun – Lago Terkhin Tsagaan Nuur Si prosegue verso sud est attraverso foreste boreali, la strada si dipana tra monti e vallate; dal punto più alto del percorso si gode di un panorama d'inimmaginabile bellezza. Arrivati al lago di Terkhin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, si visita il vulcano Khorgo, che è quello di formazione più recente, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e, scendendo all’interno, si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (traduzione “cane giallo”). Si pernotta in campo gher, l’Ikh Khorgo o simile; la tappa è di 250 km. 13°g. Terkhiin Tsagaan Nuur – Kharkhorin – Monastero di Shank Al mattino si parte presto in direzione sud est percorrendo una buona strada asfaltata che costeggia per un lungo tratto il fiume Chuluut, attraverso un ambiente in gran parte di steppa con canyon formati da antiche eruzioni magmatiche, e si arriva a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po' spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. Si percorrono circa 350 km. 14°g. Monastero di Shankh - Ulaanbaatar Dopo aver assistito alla cerimonia che si tiene tutte le mattine, si prosegue per Ulaanbaatar che dista circa 360 km, dove si alloggia presso il medesimo hotel. Tempo libero. 15°g. Volo di rientro