Viaggi su misura

Amitaba offre il suo servizio in un numero limitato di Paesi
Nei luoghi dove siamo tra i migliori esperti

KIRGHIZISTAN

Il Kirghizistan è un paradiso per gli amanti della natura, ornato da colossali catene di monti inframmezzate da pasture, dove si vedono ancora le yurte bianche dei pastori, impreziosite da laghi tra cui il più pittoresco è forse il Son Kul. Ed è anche interessante da un punto di vista storico, infatti era attraversato da diversi percorsi della Via della Seta e vi si trovano luoghi come l'antica città di Osh, ai bordi orientali della fertile valle di Fergana, punto di incontro/scontro dei tre gruppi etnici principali della regione, il cui bazar, tutt’ora indimenticabile da visitare, è stato per secoli punto di arrivo e di partenza per gli scambi nell’Asia centrale.

Amitaba in Kirghizistan organizza periodicamente viaggi di gruppo condotti da nostre guide qualificate riportati nel Calendario partenze; questi quasi sempre prevedono dei circuiti che includono i Paesi limitrofi, inclusa la Via della Seta che conduce nel Sinkiang in Cina.  

Siamo a vostra disposizione per organizzare anche viaggi su misura; per valutare le diverse possibilità che il Kirghizistan ci offre, e farsi un’idea sui percorsi a cui potersi ispirare, oltre ai viaggi che trovate in questa parte del sito si possono esaminare nello storico i viaggi di gruppo eseguiti da Amitaba in Kirghizistan.

Tutti gli itinerari riportati sono ben calibrati e studiati in ogni dettaglio, ottimi così come sono, e possono essere presi anche come punto di riferimento per ulteriori aggiunte e varianti. Negli itinerari non sono riportati i prezzi perché i costi variano in funzione del numero dei partecipanti, del tipo di servizi richiesti e del prezzo dei voli; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel. 02 33614196

Scoprire il Kirghizistan
Viaggio di 8 giorni
Il Kirghizistan è un paese straordinario, dotato di una bellezza unica al mondo. Una piccola oasi nel cuore dell'Asia Centrale che vi colpirà per la grande varietà di paesaggi e per la maestosità dei suoi laghi di montagna, uno su tutti il lago di Issyk-Kul. Il Kirghizistan si è guadagnato il soprannome di "Svizzera dell'Asia" per via delle sue montagne vergini e della ricchezza della sua biosfera, ma offre moltissimo anche in termini di patrimonio culturale e eredità storica, mantenendo molti tratti della vita nomade. In estate è ancora possibile vedere sui prati le yurte, abitazioni portatili decorate con tappeti di feltro, e incontrare i nomadi, tradizionalmente ospitali e disposti ad accogliere i viaggiatori per un sorso della bevanda tradizionale kirghisa, il kymyz. NOTA TECNICA Il viaggio non presenta difficoltà particolari, richiede solo un minimo di spirito d’adattamento: in mancanza di hotel in Kirghizistan si utilizzano le case private convertite in guesthouse da famiglie locali. Alloggiando in famiglia si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga però presente che queste abitazioni - per quanto pulite e curate - non sono delle stanze d'albergo, per cui non avranno i servizi in camera e richiederanno di condividere gli spazi tra donne e uomini all'interno del gruppo.  Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO   1°g. Bishkek – Parco Nazionale di Ala Archa – Bishkek  Arrivo a Bishkek la mattina presto all'aeroporto internazionale di Manas, accoglienza da parte del corrispondente di Amitaba e trasferimento in città (circa 30-40 min) per il check-in in hotel. Un po' di riposo e una robusta colazione, poi partenza per il parco naturale di Ala Archa (40 km), destinazione molto popolare sia per i picnic che per le lunghe passeggiate, i percorsi di trekking e l'alpinismo. Dentro il parco, che ha un'estensione di 200 km quadrati, ci sono ben 20 ghiacciai e una quantità di gole spettacolari da osservare. Chi è più allenato può tentare il percorso che porta in cima alla cascata, percorrendo 3.75 km in circa 3 ore. Si torna a Bishkek in tempo per il pranzo, da consumare in un café del luogo, per poi iniziare il tour della città. Tra i punti di interesse della capitale spiccano il monumento all'eroe nazionale Manas, protagonista di un poema epico lungo venti volte l'Odissea e l'Iliade messe insieme, il monumento alla Regina delle Montagne, Kurmanjan Datka, e la caratteristica piazza della Vittoria, dedicata alla sconfitta della Germania nazista, con il cambio della Guardia d'Onore che ha il compito di tenere viva la Fiamma Eterna. Prima di andare al ristorante per la cena, c'è tempo per un po' di shopping allo ZUM. 2°g. Bishkek - Lago di Son Kul Dopo colazione inizia il lungo viaggio verso il lago di Son Kul (360 km, da percorrere in 6-7 ore), attraversando la gola di Boom, la riserva di Orto Tokoi e il suggestivo passo di Kalmak Ashuu, a 3445 metri d'altezza. Per pranzo, sosta al villaggio di Kochkor dove si verrà ospitati da una famiglia locale. Il lago di montagna di Son Kul si trova sulla catena del Tien Shan, ad un'altezza di 3016 metri, circondato da pascoli che sono ancora una meta abituale per le mandrie provenienti dal villaggio di Kochkor e dalle regioni di Naryn e Jumgal. Durante l'estate il pascolo di Son Kul è in assoluto quello più ambito dai pastori. La strada per il lago si snoda attraverso passi montani ventosi ed è così lunga che sembra quasi svanire verso il cielo: ecco perché nella lingua del luogo Son Kul significa "l'ultimo lago". Arrivati al campo ci si sistema in yurta per la cena e per la notte: il modo migliore per entrare in sintonia con lo stile di vita e con la cultura nomade è dormire in una di queste case di feltro, tipiche di tutta l'Asia Centrale. Gli strati di tessuto sono disposti su uno scheletro di legno, rendendola una soluzione pratica e veloce per le esigenze della gente del luogo. L'interno è decorato con tappeti e ricami tradizionali e ogni struttura può ospitare tre o quattro persone alla volta. 3°g. Lago di Son Kul – Caravanserraglio di Tash Rabat Colazione al campo in yurta, poi partenza per il Caravanserraglio di Tash Rabat attraverso il passo di Kalmak Ashuu (3665 m). Il paesaggio da questa altezza è spettacolare, dalla catena montuosa del Tien Shan alla strada serpentina che avvolge le sue spire tra i monti fino alla città di Naryn, dove ci si fermerà per pranzo. Naryn è una città lunga e stretta, costruita sulle rive del fiume omonimo, che sorge tra queste montagne e si unisce al Kara Darya in Uzbekistan per formare uno dei fiumi più lunghi dell'Asia Centrale, il Syr Darya (2.290 km). Naryn è l'unica città in tutto il Kirghizistan dove la popolazione è al 90% kirghisa. La prossima tappa è la gola di Kara Koyun, dove ci si sistemerà nuovamente in yurta per la cena e per la notte (4-6 persone alla volta) e si avrà un po' di tempo libero per sgranchirsi le gambe con una passeggiata. L'escursione al Caravanserraglio di Tash Rabat può essere svolta al meglio il mattino successivo, quando il sole illuminerà la strada con i suoi raggi. Il Caravanserraglio (ovvero l'edificio che un tempo ospitava le carovane) si trova a 3200 metri d'altezza, non molto distante dal confine cinese di Torugart. Le sue origini sono avvolte nel mistero, tuttavia è plausibile che risalga al X secolo. Secondo alcuni storici è nato come monastero Nestoriano, secondo altri come taverna per i viaggiatori delle carovane, mentre altri ancora ritengono più probabile che avesse una funzione difensiva. Quello che è certo, in questa disputa accademica, è che nel passare dei secoli si è prestato a diverse funzioni, di cui porta ancora qualche traccia. 4°g. Caravanserraglio di Tash Rabat – Naryn – Villaggio di Kochkor Colazione e poi partenza verso il villaggio di Kochkor (230 km), attraversando questa volta il passo di Dolon (3000 m). Approfittando della sosta a Naryn per il pranzo in un café del luogo, si può trascorrere il primo pomeriggio esplorando la cittadina e i suoi maggiori punti di interesse, come la Moschea Blu, la piazza Centrale e il suo piccolo museo storico-etnografico. Una volta giunti a Kochor, invece, la prima visita sarà a una cooperativa femminile che produce i tradizionali tappeti di feltro (shyrdak) che ricoprono i pavimenti di tutte le abitazioni locali. Il processo di lavorazione tradizionale è stato riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità: è un lavoro duro, che richiede molta abilità e attenzione per i dettagli (dalla scelta del colore ai motivi dei ricami). Chi è interessato a cimentarsi in prima persona può partecipare a una piccola lezione, pagando una quota. Per cena e per la notte si è ospiti di una famiglia locale. 5°g. Villaggio di Kochkor village – Gola di Jety Oguz – Karakol Dopo colazione si saluta la famiglia e ci si dirige verso le sponde meridionali del lago Issyk Kul, per visitare la cittadina di Karakol (270 km). Piccola ma molto interessante, Karakol ha mantenuto la tradizionale architettura russa con cui è stata costruita nel XIX secolo, quando era un importante avamposto per le guarnigioni di stanza nella regione.  Il lago di Issik Kul, di origine tettonica, è il secondo lago di montagna più grande del mondo dopo il sudamericano Titicaca: è lungo 182 km e largo 58 km, con una profondità di 668 metri. Durante l'estate l'acqua raggiunge i 20-25 gradi. Durante il tragitto verso il lago ci si ferma per una breve passeggiata nell'incantevole canyon di "Skazka", ovvero "Fiaba": qui il vento ha trasformato il paesaggio, formando bizzarre sculture dall'aspetto quasi magico. Per pranzo, sosta al vicino villaggio di Tamga, in cui si sarà ospiti di una famiglia locale prima di riprendere il viaggio verso Jety Oguz. Questo luogo prende il nome da alcune delle sue formazioni rocciose, che somigliano a sette tori sdraiati sull'erba: a differenza di Skazka, questa gola è circondata da montagne con fitte foreste di abeti. Proprio all'inizio si trova la famosa "Roccia del cuore spezzato": la guida vi svelerà la leggenda locale legata a questi luoghi, che racconta la storia di una donna contesa tra due khan. Quando il Kirghizistan era una repubblica sovietica, qui c'era un sanatorio per trattamenti con l'acqua al radon che ha avuto tra i suoi ospiti anche molti cosmonauti in riabilitazione, tra cui Yuri Gagarin. Ritorno a Karakol entro sera, per effettuare il check-in in hotel e farsi ospitare per cena da una famiglia uighura o dungana (hui). 6°g. Karakol – Cholpon-Ata  Dopo colazione si visitano i due edifici più interessanti della città, la moschea dei musulmani dungani - che ricorda nello stile le pagode cinesi - e la chiesa ortodossa, la Cattedrale della Santa Trinità, costruita senza utilizzare neppure un chiodo. La cattedrale custodisce diverse icone sacre, tra cui una dedicata alla Madre di Dio, dipinta nel 1897. Ad appena 12 km dalla città si trova anche il Museo alla Memoria di N.M.Przhevalsky, grande esploratore russo autore di ricerche sull'intero continente asiatico: sarebbe un peccato non approfittarne prima di proseguire verso la prossima tappa, Cholpon-Ata, che si trova a 150 km di distanza. Arrivo a Cholpon-Ata per pranzo, poi visita del locale museo dei Petroglifi: si tratta di dipinti rupestri che risalgono al periodo Sak-Usun, tra il IX e il III secolo a.C. Il museo si trova alle pendici dei monti Ala-Too, con una splendida vista sul lago. Dopo la visita, check-in in hotel e tempo libero fino a cena. 7°g. Cholpon-Ata – Bishkek Dopo colazione, partenza per Bishkek (280 km) avendo cura di fermarsi lungo la strada per una visita al complesso archeologico della Torre di Burana, un minareto medievale patrimonio UNESCO che si trova a circa 12 km dalla città di Tokmok. La torre, insieme alle iscrizioni tombali e al mausoleo, è tutto ciò che rimane dell'antica città di Balasagun, capitale del khanato Karakhanide. Una leggenda locale racconta di una principessa che viveva confinata tra queste mura per sfuggire alla profezia di un veggente, che aveva predetto la sua morte quando era ancora neonata. Per proteggere la figlia il Khan fece costruire la torre e proibì a chiunque di avvicinarsi, eccetto alla serva che aveva il compito di portarle il cibo, ma non servì a nulla: il giorno del suo sedicesimo compleanno fu morsa da un ragno velenoso e morì. Salendo sulla cima si ha una vista spettacolare della vallata di Chuy, mentre ai suoi piedi c'è un piccolo museo all'aperto dove si possono osservare i "balbali", monumenti funerari ancestrali incisi nella pietra. Pranzo a Tokmok, gentilmente ospitati da una famiglia kazaka, e a scelta visita di al bazaar di Osh. Arrivo a Bishkek entro sera e check-in in hotel, prima di recarsi al ristorante per una cena d'addio e assistere a uno spettacolo di musica folk organizzato apposta per voi, con strumenti tradizionali e melodie ancestrali. 8°g. Volo di rientro da Bishkek Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.
Conoscere il Kirghizistan
Viaggio di 10 giorni
Il Kirghizistan è la meta ideale per chi vuole allontanarsi dai flussi turistici per incontrare un popolo ospitale e accogliente, imparando a conoscerne ed apprezzarne la cultura. L'itinerario suggerito parte dalla capitale Bishkek per esplorare il parco naturale di Ala Archa, la città perduta di Balasagun, i laghi di Issyk-kul e Son-kul, alternando escursioni nella natura con interessanti lezioni di artigianato e di cucina. NOTA TECNICA Il viaggio non presenta difficoltà particolari, richiede solo un minimo di spirito d’adattamento: in mancanza di hotel in Kirghizistan si utilizzano le case private convertite in guesthouse da famiglie locali. Alloggiando in famiglia si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga però presente che queste abitazioni - per quanto pulite e curate - non sono delle stanze d'albergo, per cui non avranno i servizi in camera e richiederanno di condividere gli spazi tra donne e uomini all'interno del gruppo.  Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza per Bishkek Per raggiungere Bishkek, capitale del Kirghizistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Una volta arrivati all'aeroporto di Bishkek si viene accolti dalla guida locale e dall'autista. Trasferimento in città per la cena (circa 40 km) e check in in hotel. 2°g. Bishkek — Ala Archa — Bishkek Dopo colazione si procede con la visita al Parco Nazionale di Ala Archa, che si trova sulle montagne a circa 30 km dalla città. Dopo averme esplorato i sentieri principali per godere della meravigliosa vista e dell'aria aperta si torna a Bishkek per pranzare e si ha il pomeriggio a disposizione per una visita in centro. Cena in un ristorante locale e rientro in albergo per la notte. 3°g. Bishkek — Torre di Burana — Chon-Kemin Colazione in albergo e partenza per il villaggio di Don-Ayrk, dove si potrà assistere a un incontro del peculiare gioco a cavallo tipico di questa zona, l'Ulak Tartysh. Per certi versi simile al polo, questa competizione consiste nel disputarsi la carcassa di una capra (boz) e lanciarla oltre un segno di demarcazione. Ai cavalieri sono permessi molti colpi bassi verso gli avversari, incluso strattonarsi o colpire cavallo e cavaliere dell'altra squadra con un frustino. Per pranzo si è ospiti di una famiglia locale, per un assaggio dell'autentica cucina kirghisa e soprattutto del beshbarmak, piatto di pasta e carne da mangiare rigorosamente con le mani. Dopo mangiato si procede verso la vicina Tokmok (60 km a est di Bishkek) per visitare la Torre di Burana, minareto risalente al Medioevo. La torre, insieme alle iscrizioni tombali e al mausoleo, è tutto ciò che rimane dell'antica città di Balasagun, capitale del khanato Karakhanide. Una leggenda locale racconta di una principessa che viveva confinata tra queste mura per sfuggire alla profezia di un veggente, che aveva predetto la sua morte quando era ancora neonata. Per proteggere la figlia il Khan fece costruire la torre e proibì a chiunque di avvicinarsi, eccetto alla serva che aveva il compito di portarle il cibo, ma non servì a nulla: il giorno del suo sedicesimo compleanno fu morsa da un ragno velenoso e morì. Salendo sulla cima si ha una vista spettacolare della vallata di Chuy, mentre ai suoi piedi c'è un piccolo museo all'aperto dove si possono osservare i "balbali", monumenti funerari ancestrali incisi nella pietra. Lasciata Burana ci si addentra tra le montagne fino alla guesthouse Ashu nella valle di Chon-Kemin, dotata di doccia e di servizi interni alla struttura. Dopo aver effettuato il check-in è possibile esplorare il villaggio oppure dedicarsi al rafting. Si rientra alla guesthouse per cena e per la notte. 4°g. Chon-Kemin — Cholpon-Ata — Karakol  Dopo colazione inizia il trasferimento alla città di Karakol, che si trova sulla sponda settentrionale del lago Issyk-Kul, a circa 310 km (5-6 ore). Questo bacino di acqua salata si trova a 1600 metri d'altezza, completamente circondato dalle montagne del Tien Shan, ed è secondo come dimensioni soltanto al lago Titicaca. Per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. Sotto la sua superficie ci sono delle rovine che alcuni storici fanno risalire al II secolo a.C., probabilmente resti di un antico centro di scambio commerciale. A metà strada verso Karakol, nei pressi di Cholpon-Ata, ci si ferma per una piacevole gita in barca sul lago. Nel tardo pomeriggio si arriva a Karakol, cena e pernottamento alla guesthouse Greenyard o in un'altra struttura simile, con camere singole o doppie e servizi privati. 5°g. Karakol — Altyn Arshan — Karakol  La mattina è prevista un'escursione alla gola di Altyn Arashan (a circa 20 km), a bordo di un mezzo militare russo a quattro ruote motrici. Altyn Arashan (conosciuta come "golden spa") è una delle gole più famose di Karakol, per via delle sue fonti termali e delle fitte foreste di abeti. La giornata è dedicata a una passeggiata nella natura, dopodiché si torna in città per un po' di riposo. A cena si è ospiti di una famiglia uighura, per assistere a una master class di cucina e imparare l'arte degli spaghetti laghman. Dopo cena, concerto di musica folk. 6°g. Karakol —Jety Oguz  Dopo colazione ci si reca sulla sponda meridionale del lago Issyk Kul, nella valle di Jety Oguz (40 km, circa 1 ora). La valle prende il nome da alcune delle sue formazioni rocciose, che somigliano a sette tori sdraiati sull'erba. La guida vi svelerà la leggenda locale legata a questi luoghi, che racconta la storia di una donna contesa tra due khan. Si pranza in una yurta (la tradizionale casa di feltro dei nomadi) dopo una breve passeggiata, poi si assiste a una dimostrazione di caccia con l'aquila. Cena e pernottamento in una yurta: ognuna è in grado di ospitare tra le 4 e le 6 persone. 7°g. Jety Oguz — Kyzyl-Tuu — Kochkor Una volta fatto colazione è il momento di trasferirsi a Kochkor (270 km, circa 6 ore). La prossima tappa è il canyon di "Skazka", ovvero "Fiaba": qui il vento ha trasformato il paesaggio, formando bizzarre sculture dall'aspetto quasi magico. Durante il tragitto ci si ferma al villaggio di Kyzyl-Tuu, dove vengono fabbricate le yurte: collaborando con un maestro di questa antica tradizione si avrà la possibilità di seguire l'intero processo, un'esperienza unica per cui si verrà ricompensati a lavoro terminato con un pranzo in famiglia. Si riprende il viaggio verso Kochkor, insediamento della Via della Seta oggi conosciuto per il suo artigianato locale e per il rispetto dello stile di vita tradizionale. Qui si potrà assistere alla fabbricazione dei tappeti di feltro ("shyrdak") e, volendo, acquistarne uno come ricordo. Cena e pernottamento in una guesthouse, Adamkalyi o simili: non è garantita la possibilità di avere una stanza singola, ma è segnalata la presenza di doccia e servizi all'interno della struttura. 8°g. Kochkor — Lago Son-kul  Colazione in guesthouse e partenza verso un altro lago di montagna, il Son-kul. Questo lago non è molto distante da Kochkor, ma date le condizioni non ottimali delle strade ci vorrà un po' di pazienza (e qualche scossone) per arrivare a destinazione, percorrendo 130 km in circa 3 ore. Il bacino si trova a 3016 metri sul livello del mare, nella zona del pascolo estivo ("jailoo") dei pastori nomadi. Potrete osservare mandrie di cavalli e greggi di pecore pascolare su prati ammantati di stelle alpine. Chi lo desidera, può approfittarne per una cavalcata. Per cena e per la notte si è ospiti di una tradizionale yurta kirghisa, in cui potrete assaggiare il kymyz (latte di giumenta) e osservare la moglie del pastore mentre prepara pane e formaggio. Così in alto, sembrerà quasi di poter toccare le stelle con un dito. 9°g. Lago Son-kul — Kyzyl-Oi — Bishkek Salutata la famiglia di pastori e fatto colazione si torna a Bishkek, passando per il villaggio di Kyzyl-Oi. Si trova all'interno di una stretta gola sulle sponde del fiume Kokomeren, a circa 40 km a sud di Suusamyr e a 200 km da Bishkek, a 1800 metri d'altezza. Durante il tragitto si attraversa uno dei paesaggi più affascinanti del paese: le montagne che circondano il villaggio, con il loro caratteristico colore rosso, formano un anello che ha ispirato il nome del luogo: "kyzyl", rossa, e "oi", scodella. Ci si ferma per il pranzo, ospiti di una famiglia locale, prima di riprendere il viaggio per Bishkek attraverso la splendida valle di Suusamyr e il passo di Too-Ashu, a 3000 metri d'altezza. Arrivo a Bishkek la sera per il check-in in hotel e una cena in un ristorante locale. 10°g. Volo di rientro da Bishkek Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.
Kirghizistan: tra i monti del Tien Shan
Viaggio di 14 giorni
Questo itinerario parte dalla gola di Chunkurchak per poi salire tra le vette del Tien Shan. Durante il viaggio si visiteranno siti storici come la Torre di Burana e il museo dei Petroglifi di Cholpon-Ata, ma anche fonti termali e laghi di montagna. La parte più interessante del viaggio rimane l'incontro con una popolazione ospitale e con le sue affascinanti tradizioni. NOTA TECNICA Il viaggio non presenta difficoltà particolari, richiede solo un minimo di spirito d’adattamento: in mancanza di hotel in Kirghizistan si utilizzano le case private convertite in guesthouse da famiglie locali. Alloggiando in famiglia si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga però presente che queste abitazioni - per quanto pulite e curate - non sono delle stanze d'albergo, per cui non avranno i servizi in camera e richiederanno di condividere gli spazi tra donne e uomini all'interno del gruppo.  Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Bishkek — Gola di Chunkurchak Accoglienza all'aeroporto di Bishkek da parte del corrispondente di Amitaba e trasferimento in città per cenare in un ristorante locale. Dopo cena si procede verso la gola di Chunkurchak, prima tappa di questo itinerario (45 km). Si tratta di un luogo a dir poco unico, una vallata ricca di vegetazione - dalle macchie di ginepro ai maestosi pini, passando per larici, betulle e sorbo  - circondata da montagne innevate. Una volta arrivati, si procede al check-in nell'albergo Supara Chunkurchak, dotato di doccia. 2°g. Gola di Chunkurchak — Chon-Kemin Colazione in albergo e traserimento a Chon-Kemin (200 km), con una sosta al villaggio di Don-Aryk per osservare un incontro di Ulak Tartysh (detto anche Buzkashi), suggestivo sport a cavallo diffuso in tutta l'Asia centrale. Per pranzo si è ospiti di una famiglia kirghisa, che darà ai viaggiatori la possibilità di assaggiare il piatto tipico del paese, il beshbarmak: un piatto di pasta, cipolle e carne da mangiare rigorosamente con le mani. Nel pomeriggio è prevista una visita alla Torre di Burana, minareto medievale che insieme alle iscrizioni tombali e al mausoleo è tutto ciò che rimane della città perduta di Balasagun, fondata dalla dinastia Karakhanide intorno al X-XI secolo. Lasciata la Torre, si prosegue verso Chon-Kemin per effettuare il check-in nella guesthouse (sempre dotata di doccia) e godersi un po' di tempo libero prima di cena. 3°g. Chon-Kemin — Tamchy — Cholpon-Ata e Rukh-Ordo Colazione alla guesthouse e partenza per Cholpon-Ata, sulla riva settentrionale del lago Issyk-Kul (180 km). Durante il percorso ci si ferma al villaggio di Tamchy per visitare una famiglia di artigiani locali, che darà una dimostrazione dei processi di lavorazione del feltro a cui si può partecipare e che ospiterà i viaggiatori per pranzo. Salutata la famiglia, si procede con la visita al museo dei Petroglifi e al complesso culturale di Rukh-Ordo, che racconta l'intreccio di religioni e culture del Kirghizistan attraverso un'eterogenea collezione di sculture, dipinti e artefatti. Si prosegue con una piacevole gita in barca di circa un'ora sulla superficie del lago Issyk-Kul, segue il check-in nell'hotel a tre stelle Corony o simili. Prima di cena si può scegliere tra un po' di tempo libero e una nuotata nel lago. 4°g. Cholpon-Ata — Karakol e Altyn Arashan Una volta fatta colazione si parte per Karakol, una delle prime cittadine costruite dai cosacchi russi nel XIX secolo (150 km). Una volta arrivati si visitano i maggiori punti di interesse del centro, la moschea dei musulmani dungani - che ricorda nello stile le pagode cinesi - e la chiesa ortodossa, la Cattedrale della Santa Trinità, costruita senza utilizzare neppure un chiodo. La cattedrale custodisce diverse icone sacre, tra cui una dedicata alla Madre di Dio, dipinta nel 1897. L'atmosfera che si respira è davvero affascinante, tra finestre bordate di blu e casette che sembrano fatte di pan di zenzero. Dopo aver pranzato in un ristorante locale si cambia mezzo, abbandonando il pulmino per una 4x4, necessaria per raggiungere le sorgenti termali naturali di Altyn Arashan. Il primo pomeriggio è dedicato a una passeggiata nella natura, rientrando poi a Karakol per cenare al ristorante e assistere a un concerto di musica folk kirghisa. Si pernotta in guesthouse, dotata di doccia. 5°g. Karakol — Passo di Tosor — Valle di Eki-Naryn Colazione e trasferimento alla valle di Eki-Naryn, attraverso il Passo di Tosor (a circa 3900 metri d'altezza) e le cime innevate delle montagne del Tien Shan. Sulle vette soleggiate dei monti Teskey Ala è stata costruita una strada per collegare il lago di Issyk-Kul alle regioni di Naryn. Il percorso non è dei più facili: si tratta di sentieri ripidi e coperti di neve, ma una volta in cima si è colti da un senso di serenità tale che sembra di poter sentire il respiro delle montagne. Lungo la strada per il villaggio di Tosor è possibile osservare una battuta di caccia con l'aquila, una delle tradizioni più antiche di questo popolo. Si pranza con un pic-nic all'aria aperta oppure ospiti di un pastore in una yurta, per poi riprendere il viaggio dopo pranzo verso Eki-Naryn. Cena e pernottamento in yurta. 6° g. Valle di Eki-Naryn — Lago di Kol-Suu Dopo colazione si prosegue verso il lago di Kol-Suu (160 km), avvicinandosi sempre di più al confine cinese. Il lago di Kol-Suu, annidato tra le montagne, si trova a 3500 metri d'altezza all'interno di una stretta gola rocciosa. La strada per arrivare al lago è piuttosto imprevedibile e, a seconda delle condizioni climatiche, è possibile che il tragitto venga svolto in jeep. Normalmente invece si opta per una passeggiata a cavallo, per poi montare il campo vicino al lago oppure fermarsi a dormire in una yurta ospitati da una famiglia locale. In ogni caso, questa parte del viaggio richiede un po' di spirito di adattamento per via dell'assenza di servizi interni e di docce. 7*g. Lago di Kel-Suu — Caravanserraglio di Tash Rabat — Città di Naryn Dopo colazione si inizia un percorso di trekking di circa 2 ore per godere a pieno del bellissimo paesaggio che circonda il lago, fermandosi per un pic-nic o per un pranzo al sacco. Nel pomeriggio si riparte alla volta di Naryn (250 km), attraverso il caravanserraglio di Tash Rabat, monumento alla Via della Seta del XV-XVI secolo. Arrivati a Naryn, check-in all'hotel a tre stelle Khan Tengri (ovvero "signore del cielo") o simili e cena. Nella struttura sono presenti le docce. 8°g. Città di Naryn — Lago di Son-Kul Colazione in guesthouse e poi in macchina verso il lago di Son-Kul (170 km), il secondo lago più grande del Kirghizistan. La vista che garantisce sulla gola di Karatal è splendida e per raggiungerlo si costeggerà il fiume Naryn, il più lungo del territorio con i suoi 535 km, che sfocia nel mare di Aral. Una volta arrivati a Son-Kul (3.013 m s.l.m.) si avrà un po' di tempo libero per riprendersi dal lungo viaggio in auto e chi lo desidera può partecipare a un'escursione a cavallo. Cena e pernottamento in yurta. 9°g. Lago di Son-Kul — Kyzyl-Oi — Valle di Suusamyr Dopo colazione si parte per la valle di Suusamyr, attraversando il villaggio di Kyzyl-Oi. Questo villaggio, situato in una stretta gola accanto al potente fiume di Kokomeren, può vantare uno dei paesaggi più belli e affascinanti del paese: le montagne che lo circondano, con il loro caratteristico colore rosso, formano un anello che ha ispirato il nome del luogo: "kyzyl", rossa, e "oi", scodella. La vallata di Suusamyr, prossima tappa dell'itinerario, è invece conosciuta come meta di pascolo estivo per cavalli e pecore. Per cena e per la notte ci si ferma al Mare's Milk Remedial Center di Baytur o simili, struttura dotata di doccia. 10°g. Valle di Suusamyr — Lago di Sary-Chelek Per raggiungere il lago di Sary-Chelek, a 360 km di distanza, è richiesta un'intera giornata (7-8 ore). Durante il tragitto si passerà accanto all'impressionante serbatoio di Toktogul, uno dei più belli dell'Asia Centrale, che porta l'acqua del fiume Naryn a una centrale idroelettrica. La riserva naturale di Sary-Chelek, che ne protegge la biosfera, è situata nella gola di Arkit e circondata dai monti Chatkal. Qui si può osservare una grande varietà di flora e fauna, in particolare fiori selvatici. Per cena e per la notte si è ospiti di una famiglia locale, in un'abitazione privata pulita e curata dove però bisognerà condividere servizi e spazi. 11°g. Lago di Sary-Chelek — Arslanbob Colazione di buon mattino e partenza per il lago (circa 45 min) per una passeggiata in mezzo alla natura incantevole del posto. Dopo pranzo inizia il trasferimento verso Arslanbob, a circa 5 ore di viaggio, attraversando campi, frutteti e fattorie al confine con l'Uzbekistan. Si prevede di raggiungere il villaggio di Arslanbob entro sera: gli abitanti di questa zona sono di etnia uzbeka, generalmente più conservatori rispetto ai kirghisi ma ugualmente ospitali. Anche qui infatti è possibile fermarsi per cena e per la notte presso una famiglia locale, condividendo servizi e spazi. 12°g. Arslanbob — Osh In estate e in primavera il villaggio di Arslanbob è una delle mete preferite di turisti e pellegrini, grazie alla bellezza del paesaggio - incluse le due imponenti cascate - e al clima piacevole e temperato. Dopo colazione, trasferimento con un veicolo a noleggio fino ai piedi delle cascate per iniziare il percorso di trekking. Per pranzo invece si verrà accompagnati per un pic-nic in un luogo davvero spettacolare, la più grande foresta di noci al mondo, di cui la popolazione locale si prende cura con un riguardo solitamente riservato ai luoghi sacri. Lasciata la foresta, si riparte per un viaggio di circa 180 km verso Osh. Durante il tragitto, si attraversa la fertile valle di Fergana e si effettua una breve sosta a Uzgen per visitarne il mausoleo e il minareto. La città è stata una capitale del khanato Karakhanide tra l'XI e il XII secolo. Una volta arrivati a Osh, pernottamento in guesthouse, al Sun Rise hotel o simili. 13°g. Osh - Bishkek (in aereo) Colazione e visita dei luoghi d'interesse di Osh, la seconda città più grande del Kirghizistan. La leggenda narra che sia stata fondata dal saggio Re Salomone ed è stata a lungo uno dei luoghi di transito più importanti della Via della Seta. La montagna di Salomone ("Sulaiman-Too"), patrimonio dell'Unesco, è stata per più di un millennio un punto di riferimento per viaggiatori e pellegrini: oggi ospita un museo con più di cento petroglifi. Si potrà visitare anche il bazaar di Osh, mercato in funzione dai tempi d'oro della Via della Seta. Pranzo in un ristorante locale e nel pomeriggio trasferimento in aeroporto dove si prenderà un volo interno per Bishkek. Una volta arrivati, check-in al Grand Hotel o simili e cena in un ristorante della città. 14°g. Bishkek - Parco Nazionale di Ala Archa - Volo di rientro Prima di rientrare in Italia c'è tempo per visitare lo splendido parco naturale di Ala Archa, prendendosi tutto il tempo che serve per una passeggiata in questa gola mozzafiato con prati ricoperti di stelle alpine, macchie di ginepro e foreste di pini, larici e sorbo. Pranzo sul tardi in un ristorante locale e ritorno a Bishkek, per visitare la città e dedicarsi allo shopping. Tra i punti di interesse, la piazza centrale di Ala-Too, il museo di Storia, i parchi di Oak e Panfilov il bazaar Osh, organizzato in stile mediorientale. La sera, trasferimento in aeroporto e volo di rientro.
Kirghizistan e Tagikistan: Pamir e Tien Shan, cuore dell’Asia Centrale
Viaggio di 16 giorni
Programma di 16 giorni in Tagikistan e Kirghizistan, tra le maestose catene di monti dell'Asia Centrale in un intreccio di culture ed etnie. Lasciata Dushambe, capitale del Tagikistan, si risale il fiume Panj, orlato da vette che superano i 7000 metri, per incontrare le sorridenti popolazioni ismailite del Wakhan nel punto più meridionale dell'itinerario: oltre il fiume si ergono le spettacolari vette dell’Hindo Kush. Procedendo poi verso nord, si accede all’altopiano del Pamir, scarsamente popolato da tenaci gruppi semi nomadici, orgogliosissimi dei loro peculiari cappelli bianchi. Questa regione è ricca di laghi che contrastano con l’aridità dell’ambiente: qui i monti glaciali della catena del Picco Lenin si specchiano sulle acque turchesi del vasto Karakul. Più a nord, le pasture coprono le vallate e le yurte punteggiano l’orizzonte tra le grandi greggi dei kirghisi, portando ai bordi della fertile valle di Fergana, polmone agricolo dell'Asia Centrale, che fu punto di incontro/scontro storico dei gruppi etnici principali della regione. Ammirevoli sono l’antica città di Osh, i bazar fuori dal tempo, come Uzgen, e le sorprendenti foreste secolari di noce e le cascate di Arslanbob che contornano questa valle. Proseguendo tra i monti selvaggi del Tien Shan, si ritrovano i nomadi tra le yurte che contornano il lago di Son Kul, per molti, il punto più bello del Kirghizistan, arrivando all’Issikul, uno dei laghi montani più grandi al mondo, e da qui a Bishkek, la capitale del Kirghizistan. Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196   Fiume Panj Hissar Monti verso Osh Sistemazioni alberghiere Il viaggio si svolge in gran parte in aree non turistiche e si richiede quindi un certo grado di adattabilità: tutto perfetto per un viaggiatore, ma tutto inadatto per un “turista”. Fuori dalle città le sistemazioni sono infatti semplici e spartane; lungo il Panj solo a Khorog c’è un alberghetto considerabile tale (acqua calda e bagno in stanza); si prevedono pertanto pernottamenti presso case private e locande. Al Campo Base del Lenin si utilizzano tende fisse (dotate di letti), e si alloggia per due notti nelle yurte (qui vengono posti i materassi su dei tappeti) a Son Kul e Issikul. Alloggiando in famiglia si potrà sperimentare l’ottima ospitalità di queste persone che, pur abitando in territori selvaggi, sono molto accoglienti. Si tenga però presente che sono case private, con le stanze prive di servizi e dove spesso ci si divide tra donne e uomini del gruppo utilizzando due o tre stanze in tutto. La pulizia è di norma accettabile e il cibo che viene proposto è sostanzioso e saporito; è consigliabile portare con sé almeno un sacco a pelo.   PROGRAMMA DEL VIAGGIO 1°g. Partenza per Dushambe 2°g. Dushambe Arrivo a Dushambe in mattinata. Nel pomeriggio si effettua una visita della città e ci si reca nella vicina località di Hissor (23 km) per vedere la più importante antica fortezza del Tagikistan, oggi restaurata, l’adiacente madrassa del XVI secolo e la tomba di un santo sufi. A Dushambe sono particolarmente interessanti il Museo Archeologico (con reperti che includono una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che iniziano dal periodo greco – bactriano) e il Museo Nazionale (che ritrae la storia del Tagikistan includendo reperti degli scavi di Penjikent). 3°g. Dushambe – Kulyab - Kalai Khumb Si lascia Dushambe entrando nei monti ad est ed incontrando presto il grande lago artificiale formato dalla diga che ha creato forti dissapori con l’Uzbekistan, per il problema del controllo delle acque e l’irrigazione. Si transita da Kulyab, dove si vede il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, e sul percorso si visitano le rovine della città di Hulbuk (IX – XI secolo). Superata un’altra barriera di monti si arriva nella spettacolare valle del fiume Panj, uno dei grandi affluenti dell’Amu Darya, e raggiunte le rive si inizia a risalirne il corso; sul versante opposto si vedono i villaggi afgani, da dove non traspare alcun segno del "mondo moderno" e si osservano delle coltivazioni fatte su pendii di una pendenza estrema - è veramente difficile comprendere quale arte contadina possa riuscire a ricavare dei raccolti in tali posizioni, forse le più scomode al mondo? La tappa è di circa 380 km. 4°g. Kalai Khumb – Khorog (2100 mt) Si procede in direzione sud est contornando il confine con l’Afganistan seguendo il corso del fiume Panj. Dal villaggio di Rushan inizia il territorio a predominanza ismailita; a Parshinev vi è il tempio dedicato a Nosiry Khusrav, che diffuse per primo questa branca dell’islam nella regione. Arrivati a Khorog, centro amministrativo della regione del Gorno-Badakshan, una cittadina situata tra ripidi monti alla confluenza del precipitoso fiume Gunt con il Panj, si visitano il giardino botanico e il museo, dove si resterà sorpresi nel vedere tra i numerosi oggetti i grandi ritratti dei padri della rivoluzione russa ed anche di Stalin. La tappa è di circa 260 km, da 5 a 6 ore di viaggio. 5°g. Khorog – Yangm Si continua in direzione sud arrivando nei remoti territori più meridionali del percorso. Dopo circa 50 km si passa dalle fonti termali di Garm Chashma e dalle miniere di rubini di Khi i Lal, aperte nel XIV secolo. Si arriva quindi a Ishkashim nel punto più a sud dell’itinerario, all’imbocco del corridoio del Wakhan tra il Pamir e l’Indokush, in una zona molto panoramica. Oltre, si prosegue ora in direzione est seguendo il bordo tagiko del corridoio del Wakhan con i ripidi monti del dell’Indokush che orlano il versante afgano del fiume Panj, e si vedono le prime caratteristiche case pamire. A Namadgut si visita la vecchia fortezza di Kakh-Kah e il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon (XI sec); vi è anche un piccolo museo, a volte … aperto. Procedendo si ha la visuale del monte Karl Marx (6750 mt) che si erge sul bordo settentrionale della grande vallata; si sale con una panoramica deviazione alla fortezza di Yamchun, e, poco oltre, si arriva alle fonti termali di Bibi Fatima Zahra dove è possibile fare un bagno (è stata costruita un’apposita struttura con fondi da donazioni straniere). Tornati a valle si prosegue per il villaggio di Yangm: qui è molto interessante e bello il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni, dove con un pizzico di fortuna si verrà accompagnati dal suo stesso pronipote, l’uomo interessante e geniale che lo ha realizzato. La tappa è di circa 190 km, più la salita a Yamchun. 6°g. Yangm – Passo di Khargush (4286 mt) – Burunkul (3700 mt) Continuando verso est di incontra il sito buddista con lo stupa di Vrang e quindi il villaggio di Langar (circa 100 km). Da qui salendo a piedi sul versante del monte si possono raggiungere a piedi gli interessanti graffiti rupestri sopra al villaggio; vi è un primo sito abbastanza vicino (30 minuti circa) e uno più in alto (poco più di un’ora), che è più lontano ma più interessante e con una vista magnifica sulla valle. Dopo pranzo si parte in direzione nord avendo una visuale a ovest verso il picco Engels; si entra in zone ora molto più aride e desolate, un territorio che inizia ad essere abitato dai nomadi kirghisi e attraverso il passo di Khargush si lascia la regione del Wakhan arrivando sull’altopiano del Pamir. Oltre il passo superato un bel lago si incrocia la “Highway M41” che arriva da Khorog. La si segue per un breve tratto verso ovest e con una deviazione si arriva al villaggio di Burunkul, a breve distanza dall’omonimo lago. Da Langar sono circa 120 km, 3 / 4 ore. 7°g. Burunkul – Yashikul – Shakthy - Murgab (3630 mt) Ci si reca al vicino lago di Yashikul, posto a 3700 mt di quota oltre un colle ad ovest del villaggio, uno specchio di acqua purissima, rara gemma di bellezza tra le montagne selvagge del Pamir. Si continua il viaggio tornando sulla “Highway M41”, e procedendo ora in direzione nord est si transita dal villaggio di Ali Chor, dove si visita la piccola moschea, e prima di Murgab si effettua una deviazione seguendo una traccia sterrata che porta verso sud tra le stupende ampie valli semidesertiche del Pamir fino al sito di Shakthy, dove in un anfratto del monte si trovano delle semplici pitture rupestri. Rientrati sulla strada principale si arriva quindi a Murgab, il paese più importante della regione. La tappa è di 140 km, 3 / 4 ore, più la deviazione. In questo paese si possono acquistare manufatti artigianali realizzati col feltro, passeggiando nello stranissimo mercato con le botteghe alloggiate in… container; la popolazione della regione è kirghisa ma in questo paese una metà sono tagiki. 8°g. Murgab – Rankul (3784 mt) – Passo di Ak Baital (4655 mt) - Karakul (3823 mt) Si prosegue il viaggio verso il passo che porta nel bacino del grande lago Karakul; con una deviazione si entra nella valle di Rankul, a circa 60 km da Murgab, ornata dai laghi di Shor e Rang e da dove nei giorni limpidi si ammira la vetta del Muztagh Ata (7546 mt), situato oltre il confine cinese. Qui è possibile provare a cavalcare i cammelli bactriani. Tornati sulla “M41” si prosegue la salita verso nord al passo di Ak Baital con panorami fantastici; si resta stupefatti dalla barriera che in molti tratti accompagna ed in diversi punti arriva a lambire la strada ad est: è il nuovo confine marcato dai cinesi dopo che hanno comprato un pezzo di territorio del paese dall’attuale governo, annettendolo così agli altri territori da loro conquistati in questo remoto angolo di mondo … La discesa, sempre in direzione nord, porta in breve al grande lago di Karakul, la vasta gemma di queste regioni nomadiche: oltre le acque turchesi a nord ovest si erge il Picco Lenin (7134 mt). La tappa è di circa 200 km. 9°g. Karakul – Passo di Kizil-Art (4336 mt) – Ingresso in Kirghizistan – Achik Tash (3600 mt) [Campo Base del Picco Lenin] Si lascia il vasto bacino del Karakul procedendo verso nord. Al passo di Kizil-Art c'è il confine superate le formalità di uscita, si prosegue il viaggio in Kirghizistan. Si entra in un nuovo mondo fatto di vaste praterie punteggiate dalle yurte dove pascolano grandi greggi, un radicale cambiamento dall’arido Pamir. Si segue per un tratto la grande vallata verso ovest e si sale quindi a sud fino a Achik Tash, il campo base del Picco Lenin posto a circa 3600 mt, nello scenario grandioso dei monti glaciali. Si dorme nelle tende del campo fisso che è stato allestito qui; la tappa è di circa 150 km. 10°g. Achik Tash – Passo di Taldyk (3615 mt) – Osh (950 mt) Tornati a valle si segue verso est la strada che porta verso Kashgar nel Sinkiang e giunti a Sary-Tash si valicano verso nord est i monti attraverso il passo di Taldyk, da dove si scende in direzione nord ovest incontrando vallate spettacolari anche policrome, dove si vedono i primi insediamenti di coltivatori. Si supera quindi il passo di Chyrchyk (2381 mt) arrivando nella città di Osh, la seconda per dimensioni del Paese, situata a breve distanza dalla grande vallata di Fergana dell’Uzbekistan. La tappa è di 290 km. Si esplora il bazar di Jayma, tra i più interessanti dell’Asia Centrale, dove si affollano kirghisi, tagiki e uzbeki e si trova ogni tipo di mercanzia e oggetti. 11°g. Osh – Arslanbob (1700 mt) Si lascia Osh contornando il confine uzbeko che delimita la parte più orientale della valle di Fergana transitando da Uzgen, dove ci si ferma per una visita del magnifico mercato, che è più piccolo ma forse anche più bello di quello di Osh. Oltre Jalal Abad (104 km) si prosegue per Arslanbob, dove si trova la più grande foresta di alberi di noce del mondo: si estende su un’area di 600.000 ettari. Si inizia quindi ad esplorare la zona con una passeggiata attraverso un ambiente di grande bellezza naturale dove si incontrano anche due cascate. La tappa è di circa 240 km. 12°g. Arslanbob – Passo di Ak Moinok (2940 mt) – Kazarman (1310 mt) Ci si reca a vedere la cascata più alta utilizzando una jeep Uaz locale (circa mezz’ora) a cui si aggiunge un tratto a piedi. Quindi si torna a Jalal Adab e si procede poi in direzione nord est attraversando la catena di Fergana con il passo di Ak Moinok e, seguendo gli spettacolari costoni dei monti, si arriva a Kazarman. La tappa è di circa 250 km. 13°g. Kazarman – Passo Moldu-Ashu (3346 mt) - Lago di Son-Kul (3016 mt) Si procede in direzione est seguendo la strada che porta a Naryn; la si lascia andando a nord superando attraverso il passo di Moldu-Ashu la barriera di monti che cingono le alte pasture del bacino del Son-Kul. Questo stupendo e vasto lago è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva dove si vedono anche diversi animali selvaggi; si alloggia nelle yurte, l’abitazione utilizzata da tutti i kirghisi che passano i mesi caldi attorno al lago. Per esplorare i dintorni è possibile noleggiare un cavallo. Si percorrono circa 240 km. 14°g. Son Kul – Issikul Dopo pranzo si parte verso nord est per Kochkor (120 km) dove si vedono le produzioni artigianali di tappeti di feltro. Si prosegue arrivando in breve al lembo occidentale del vasto lago Issykul: lungo 170 km e largo 70, è un bacino d’acqua senza emissari che per via del contenuto salino e delle attività termali non gela mai. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, e i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Si alloggia a Beltan (160 km da Kochkor) in un campo di yurte posto sulle rive del lago. 15°g. Issikul – Bishkek Si lascia il vasto lago di Issikul in direzione nord ovest per Bishkek, la capitale del Kirghizistan che dista circa 300 km. Sul percorso si visita il minareto di Burana, dell’XI secolo. Giunti in città, si effettua una visita: le piazze Ala-Too e Pobeda, il parco Duboviy e la Galleria d’Arte. 16°g. agosto, volo di rientro Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.