Nepal: da Gandrung a Manang, nuove strade himalaiane

Viaggio di 14 o 17 giorni. Periodo consigliato: primavera o autunno

Durata:14 - 17 giorni

Sintesi del viaggio

Partendo da Katmandu, dopo aver esplorato la giungla di Chitawan ed aver spaziato con lo sguardo gli imperdibili panorami di Danan e Sarangkhot, si giunge al villaggio di Gandrung, al cospetto dell’Annapurna Sud e del Machhapuchare; da qui si aggira poi il massiccio degli Annapurna arrivando alla celeberrima Manang, situata nel cuore dei monti a 3540 metri di quota, meta principale del viaggio. Al termine viene suggerita una breve estensione ai siti storici più importanti del Nepal.

LE TAPPE

1 Katmandu
2 Bodnath
3 Daman
4 Chitawan
5 Pokhara
6 Sarangkot
7 Gandrung
8 Besisahar
9 Manang
10 Baktapur
11 Patan

Presentazione del viaggio

L’Himalaia nepalese preserva luoghi tra i più belli al mondo e alcuni di questi sono ora diventati raggiungibili anche da chi non ha la possibilità o il tempo di percorrere lunghi sentieri a piedi; in particolare, la regione dell’Annapurna è accessibile in fuoristrada, sia nella parte meridionale che in quella settentrionale: questo nuovo percorso è stato verificato con attenzione per fruire nel modo più intelligente di queste nuove opportunità!

Giunti a Katmandu vi si sosta una notte cogliendo l’opportunità per visitare i grandi Stupa e Pashupatinath, il santuario induista che è anche il luogo delle cremazioni, e quindi si parte per i monti a sud della città arrivando a Danan; da qui si gode di una vista tra le più grandiose dell’arco himalaiano, che include anche l’Everest. Si torna a valle per immergersi nella giungla di Chitawan, dove, con l’ausilio dei rangers e degli elefanti, si esplora uno degli ultimi regni delle tigri. Si prosegue per lo Stupa della Pace ed il lago di Pokhara, entrato grazie al clima ed alla sua posizione tra le mete preferite dei giovani viaggiatori, e da qui si sale a Sarangkhot, un colle che lo sovrasta dove si ha un nuovo punto panoramico eccezionale (dal Daulagiri, ad ovest, fino al Manaslu, ad est). Si continua spostandosi un poco ad ovest arrivando al villaggio gurung di Gandrung (1940 mt), luogo di bellezza epica sia per la visuale, al cospetto dell’Annapurna Sud e del Machapuchare, che per la cura con cui gli abitanti mantengono lo stile tradizionale del posto, che offre intatta anche l’atmosfera dei mitici villaggi dell’escursionismo himalaiano. Per arrivarci è prevista una passeggiata di circa mezz’ora (la strada è in fase di completamento). Tornati a valle, si continua il viaggio con i fuoristrada transitando da Pokhara e iniziando ad aggirare il gruppo dell’Annapurna seguendo verso nord il fiume Marshyangdi, che scorre tra questi monti ed il Manaslu, arrivando prima a Timang (2750 mt) e quindi nella valle alta a nord dei monti, dove si trovano Pisang e Manang (3540 mt), un’aerea di straordinaria bellezza cinta a sud dalla catena degli Annapurna e ornata da pochi  villaggi, dove tra diversi Stupa e monasteri risiede la popolazione gurung, di religione buddista, che parla un dialetto tibetano. Si sosta qui tre notti per poter godere appieno del luogo e fare, se lo si desidera, piccole escursioni per scoprire gli angoli più belli di questo paradiso dell’Himalaia.
Si ridiscendono quindi le valli rientrando fino a Katmandu, dove si avrà del tempo per gli acquisti per i quali la città è giustamente famosa, e si completerà con una serata di musica e danze nepalesi.

ESTENSIONE STORICA

Al termine è consigliata un’estensione di tre giorni ai siti storici della valle di Katmandu, che include le antiche capitali (Baktapur, Katmandu e Patan) e importanti luoghi meno turistici (Changu Narayan, Pharping, Kirtipur e Budanilkanta).

ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO E NOTA TECNICA

La descrizione del programma parte dall’arrivo a Katmandu e fornisce i dettagli fino alla ripartenza. Amitaba predispone chiaramente anche tutti gli altri servizi necessari, se richiesti: voli internazionali dall’Italia, collegamenti aerei dall’India, dal Bhutan, dal Tibet e da altre destinazioni o collegamenti terrestri dall’India o dal Tibet. 

Il momento migliore per questo percorso è l’inizio dell’autunno o la tarda primavera; entrambi questi periodi, in particolare quello autunnale, godono di un clima solitamente secco. Si tenga comunque presente che possono sempre esserci piogge locali. In tutte le località fuori dalle aree himalaiane ci sono hotel di diverso standard, mentre nelle zone interne da Gandrung a Besisahar si alloggia in rifugi dove a volte le stanze non sono dotate di servizi e solitamente non sono riscaldate; il cibo nei rifugi himalaiani è vario, sostanzioso e gradevole. Il punto più freddo dell’itinerario è a Manang, dove si sosta a 3540 mt, il punto più alto del tour dove di notte è facile andare anche sotto lo zero termico; il rifugio qui è dotato di trapunte ma si consiglia, anche per motivi igienici, di portare con sé un proprio sacco a pelo, eventualmente acquistabile o noleggiabile a Katmandu. Amitaba utilizza ovunque possibile alberghi e lodge di buona qualità che offrono anche tipicità ambientale e può comunque prenotare, per chi preferisce, hotel scelti dai partecipanti. Gli spostamenti interni in Nepal vengono sempre eseguiti con veicoli privati; nelle aree himalaiane si usano fuoristrada tipo Scorpio o Landcruiser.

È prevista sempre la presenza di un accompagnatore locale per l’intero viaggio e ci sono disponibili anche guide locali esperte dell’arte e della cultura che parlano la lingua italiana che vanno prenotate con un certo anticipo.

Il costo del viaggio varia in funzione del numero dei partecipanti (è possibile svolgerlo anche individualmente), del tipo di servizi, trattamento, alberghi e voli richiesti; sarà nostra cura fornire una valutazione economica in tempi brevi. I preventivi di viaggio di Amitaba includono sempre la polizza assicurativa Europ Assistance e non richiedono costi extra per iscrizione o altro.

Per dei consigli pratici di viaggio consultare la pagina Viaggiare in Nepal; per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - tel.: 02 33614196 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Arrivo a Katmandu  
Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente nepalese di Amitaba e trasferimento in hotel. Per chi desidera sgranchirsi dopo il viaggio è prevista una passeggiata o allo Stupa di Bodnath o a quello di Swayambhunath, in funzione dell’hotel che si utilizza, per un primo incontro con la magia che si respira nei luoghi sacri di Katmandu.

2°g. Katmandu (Pashupatinath, Bodnath) – Daman  
Ci si reca a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù, situato lungo le rive del fiume Bagmati e dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu. L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Da qui si raggiunge il vicino Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si può scegliere un panoramico ristorantino per il pranzo. Si parte quindi per i monti a sud ovest della città arrivando nella località di Daman, un viaggio di soli 65 km ma che può richiedere parecchio tempo. Qui si alloggia in un hotel panoramico situato a circa 2300 mt; la posizione offre una stupenda visuale sulla catena himalaiana, perché si è un poco arretrati a sud e non si hanno cime più alte di fronte all’arco dei giganteschi monti che contornano l’altopiano del Tibet; si ha così un panorama ampissimo che include l’Everest, che diventa ancor più bello con le luci del tramonto e dell’alba.

3°g. Daman – Chitawan  
Si scende da Daman verso sud e, giunti nelle aree più pianeggianti alla base dei monti, si prosegue verso ovest per il Parco Nazionale di Chitawan, arrivando per il pranzo; il tragitto è di circa 130 km, approssimativamente 5 ore. Vi sono alcuni bei resort dove si può alloggiare che offrono programmi simili, ottime basi da cui si esplora il territorio, immersi nella foresta del parco. Quest’area naturale, dichiarata riserva nel 1970 e successivamente Parco Nazionale, si estende per 932 kmq e ospita; tra gli animali più celebri, un gran numero di rinoceronti e di tigri, oltre a diversi tipi di gazzelle, bufali, coccodrilli ed una grandissima varietà di uccelli (525 specie!). Nel corso del giorno e mezzo che si trascorre qui si seguiranno diverse attività con la guida degli esperti ranger, che istruiscono sulla vita e l’ambiente, e conducono a dorso di elefante a cercare i rinoceronti bianchi e i mille animali che popolano la foresta, tra cui la tigre, che però è difficilissima da avvistare. Tornando nelle zone coltivate resta nel visitatore la sensazione di aver vissuto in un ambiente. Si consumano tutti i pasti nel ristorante del resort.

4°g. Chitawan  
Si inizia all’alba, quando è più facile vedere gli animali. I. Le attività previste durante il soggiorno a Chitawan sono diverse ed interessanti. Un safari di circa un’ora e mezza con gli elefanti nella foresta; la visita ad un villaggio dell’etnia Tharus utilizzando carri trainati dai buoi; una camminata guidata nella foresta - che presuppone di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dal ranger; discendere il corso del fiume con le canoe, che è il modo migliore per osservare gli uccelli acquatici e gli animali sulle rive mentre si scivola in silenzio sull’acqua; la visita al centro di riproduzione dei coccodrilli; e si assiste al bagno degli elefanti nel fiume, dove chi vuole potrà aiutare a spazzolare i pachidermi!

5°g. Chitawan – Pokhara - Sarangkhot  
Si parte per Pokhara che dista circa 150 km a nord ovest, un percorso che può richiedere anche 6 ore di guida. Ci si reca per una visita alla Pagoda della Pace, posizionata in punto molto panoramico sopra al celebre lago. Si visita la cittadina, dove il lungolago (siamo a 800 metri ed il clima è quasi tropicale) è strapieno di ristorantini e negozietti con più o meno tutto quello che si può trovare in Nepal. Si sale quindi a Sarangkhot, sui monti a nord ovest del lago, dove si alloggia in un hotel situato in posizione spettacolare a circa 1500 metri; dalla torre panoramica del colle se è limpido lo sguardo spazia dal Daulagiri ad ovest fino al Manaslu ad est e si vedono le cime dei 4 Annapurna, oltre all’Annapurna Sud ed al Machapuchare (o “Cervino dell’Himalaia”).

6°g. Sarangkhot – Birethanti – Gandrung 
Si segue verso ovest il colle di Sarangkhot raggiungendo la strada principale che proviene da Pokhara; si valica un passo (1750 mt) e si prosegue per il villaggio di Birethanti, situato a 1100 mt lungo il fiume che scorre dall’Annapurna. Si risalgono le acque fino al punto in cui termina la strada; si impiegano in tutto circa 2 ore e mezza (sono pochi chilometri, ma la strada è lenta). Si lasciano qui i veicoli ed il bagaglio superfluo (viene custodito dagli autisti) e si prosegue a piedi per il villaggio di Gandrung, che dista circa mezz’ora di cammino [NB: questo all’atto della redazione di questo testo e ora potrebbe essere stata finita]. Gandrung (1940 mt) è forse il più bello dei villaggi gurung della regione, con le case tipiche costruite in pietra, ed è situato in un’ottima posizione panoramica di fronte alla vallata del Machapuchare ed alla parete dell’Annapurna Sud. Si alloggia in un comodo rifugio; questa zona infatti da circa 50 anni è percorsa dai trekking e la gente del villaggio è abituata a curare i visitatori.

7°g. Gangdrung – Pokhara – Besisahar  
Dopo aver goduto dell’alba e di una buona colazione si torna a valle e si torna fino a Pokhara, dove si potrà sostare per il pranzo. Si prosegue quindi verso est per Besisahar, che da qui dista poco più di 100 km ma richiede un viaggio di quasi 4 ore. Si segue inizialmente la strada che porta verso Katmandu lasciandola poi in direzione nord per arrivare all’imbocco della grande valle che separa i gruppi dell’Annapurna e del Manaslu. Si alloggia in un alberghetto locale; la quota qui è di circa 950 mt.

8°g. Besisahar – Timang  
Si inizia la risalita della valle che in due giorni porterà a nord degli Annapurna; oggi si seguono le acque del fiume Marshyangdi giungendo fino a Timang (2750 mt), superando costoni e villaggi tra le foreste ed i potenti torrenti che fluiscono dai lati della profonda valle. Superata Dharapani (circa 2000 mt), dove si dipana in direzione nord est la valle che porta verso il Manaslu, si sale piuttosto rapidamente arrivando al villaggio, dove si alloggia in un comodo rifugio – anche qui, come a Gandrung, il flusso del trekking è in corso da tantissimo tempo e i servizi oramai sono validi. Si prevedono circa 5 ore di guida. Da questa posizione è visibile la vetta del Manaslu.

9°g. Timang – Manang  
Lasciata Timang ci si addentra nel cuore delle regioni più alte; la parete di Suarga Duari, un gigantesco muro di granito dove non attecchisce nulla, segna la svolta della valle che si apre verso Pisang e Manang. Si rivela al nostro sguardo un mondo dalla bellezza straordinaria; tra foreste di conifere immacolate che gradatamente si diradano, si trova una magica valle, cinta a sud dalla catena degli Annapurna che crea un peculiare microclima, dove occhieggiano maestose cime glaciali che solo l’Himalaia riesce a creare. Uno spazio naturale grandioso ornato da pochi, ben accuditi villaggi dove vive serena la popolazione gurung, di religione buddista, che parla un dialetto tibetano; all’intorno, l’ambiente è impreziosito dagli Stupa e da alcuni monasteri. Arrivati a Manang (3540 mt), centro principale della zona e punto di riferimento dei gurung, ci si accomoda in un rifugio; la tappa richiede circa 5 ore di viaggio.

10°g. – 11°g. Manang  
Manang nel corso degli anni ha visto la nascita di diversi rifugi, fortunatamente edificati in modo tradizionale, e la parte vecchia del villaggio è intatta; la vita è un poco più comoda che un tempo, ma le abitudini delle persone sono rimaste le medesime. Sulle case svettano le bandiere di preghiera colorate e spesso si sentono i canti devozionali della gente. Qui si respira la bellissima atmosfera di una vera “base” himalaiana, con un colorato andirivieni di escursionisti e alpinisti che provengono da ogni parte del mondo; la maggior parte o giunge o si cimenta con la traversata verso la valle di Jomoson ad ovest, alcuni hanno ambizioni più difficili, con le molte vette della regione. Nei due giorni che si trascorrono qui, oltre a rilassarsi e godere del luogo, si potranno fare diverse escursioni a piedi, in funzione dei desideri dei partecipanti; vi è un’ampia scelta di possibilità. Per citarne alcune: recarsi al monastero di Braka, situato poco prima di Manang; raggiungere il vicino villaggio alto di Manang ed eventualmente proseguire fino a Gunsang (3890 mt) all’imbocco della valle che porta al passo per Jomoson; seguire la valle ad ovest verso il Tilicho fino al villaggio di Khangsar o poco oltre al Gompa di Thare (da qui ad est si vede anche il Manaslu); recarsi al lago terminale del Gangapurna, proprio di rimpetto a Manang; salire al Lago di Ghiaccio sulle pendici del Pisang; e così via!

12°g. Manang – Besisahar  
Oggi si rientra fino a Besisahar, godendo ancora una volta dei panorami eccezionali del percorso. Si alloggia nel medesimo alberghetto.

13°g. Besisahar – Katmandu  
Si segue verso sud la strada di collegamento fino a raggiungere la via principale che prosegue ad est fino a Katmandu; si percorrono in tutto circa 170 km in circa 6 ore. All’arrivo si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo; in serata cena in un ristorante tipico dove si assiste ad uno spettacolo folcloristico.

PER CHI RIENTRA

14°g. Katmandu e volo di rientro  
Tempo libero fino al trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.   

ESTENSIONE STORICA

14°g. Katmandu, visita della città  
Mattina libera. Nel pomeriggio si visita il centro storico di Katmandu: Durbar Square e dintorni con i magnifici templi, l’antico palazzo reale e la galleria nazionale d’arte; in uno dei palazzi che impreziosiscono il magico spazio di Durbar vive la Kumari, la dea vivente dei nepalesi.

15°g. Katmandu (Baktapur, Changu Narayan)  
Visita di Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”; la più preservata, ma purtroppo anche la più danneggiata dal terremoto, delle tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della “civiltà” moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya. Nel pomeriggio si prosegue per Changu Narayan, magnifico santuario dedicato a Vishnu, posto su un’altura che domina la valle da cui è molto bello godere del tramonto.

16°g. Katmandu (Patan, Pharping, Kirtipur)  
Ci si reca a Patan, la più antica delle tre capitali della valle di Katmandu; lo spazio storico è delineato da cinque Stupa, in corrispondenza dei quattro punti cardinali della città ed uno posizionato al suo centro, eretti secondo la tradizione dall’imperatore Asoka. La piazzetta centrale è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro, un monastero a forma di pagoda che nasconde un grande vajra dorato, a cui si accede passando tra due leoni, e il Kumbeshwor. Si prosegue per il villaggio di Pharping, a sud di Patan, dove si trovano diversi monasteri di scuola tibetana ed alcuni interessanti templi, incluso quello (piccolo ma importantissimo) di Vajrayogini. Rientrando a Katmandu ci si reca a Kirtipur, posta su di un colle ai margini della valle. Nella parte centrale vi è l’importante tempio di Bagh Bairava, una forma irata del dio Shiva, il cui attuale edificio risale al XVI secolo; è interessante anche il tempio di Uma Maheshwar, sul colle che sovrasta la cittadina, una pagoda a tre livelli edificata originariamente nel XVII secolo, dove si notano anche diverse sculture erotiche.

17°g. Katmandu (Budanilkanta) e volo di rientro  
Visita del tempio di Budanilkanta, situato nella parte settentrionale della città; l’artefatto più prezioso di questo interessante e venerato luogo è la statua monolitica di basalto nero del VII secolo che rappresenta una divinità serenamente adagiata sui serpenti. Per gli induisti questo è Narayana, incarnazione di Vishnu, che riposa sulle spire del serpente cosmico Shesha, mentre per i buddisti nepalesi newari rappresenta Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione; la connessione mistica è però vicina, perché il Budda viene ritenuto dagli induisti la nona incarnazione di Vishnu. Ci si reca quindi in aeroporto per il volo di rientro. Quasi tutti i voli partono nel pomeriggio con arrivo nella giornata successiva.
 

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storia e tradizione

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza "Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio" fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza "Filodiretto Protection" fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.