Tibet trekking, il Kham

Presentazione del viaggio

Regioni del Kham

Il Kham copre gran  parte del Tibet sudorientale ed è solcato da possenti fiumi, con gole sempre più impressionanti man mano che ci si avvicina ai confini storici con la Cina.

Una tra le regioni più interessanti per il trekking si trova nella parte più interna, vicino all’Amdo, dove si erge la catena granitica del Kawalungring tra lo Yangtse e le valli di Dzochen e Kandze, un territorio pressoché inesplorato che è stato testimone di una storia molto viva e battagliera, con lo scontro tra diversi potenti feudi arroccati tra i monti. La remotezza dei luoghi si evince anche dal fatto che in molte valli è predominante la scuola monastica antica dei Nyingmapa, con importanti monasteri; ed è anche la zona dove secondo i tibetani nacque la mitica figura di Gesar di Ling, il personaggio della più importante saga letteraria del Paese delle Nevi la cui storia leggendaria spesso popola i Cham (i festival religioso – folcloristici) della regione.

TREKKING IN KHAM

Un percorso stupendo parte dal monastero di Pelpung, nella regione di Derge, ed arriva con circa una settimana di cammino al lago Yilhun Lhatso, scavalcando la spina centrale dei monti incontrando in quota anche aree di pasture nomadiche; il trek può essere un poco abbreviato se di parte dal monastero di Dzongsar.

 

 

Tsedru Bon Gompa
Dzochen, Zangtopelri
Nomade dello Zhara Lhatse

 

 

Se si seguono i margini esterni del Kham patendo da sud est e risalendo a nord est verso l’Amdo si incontra un insieme incredibile di zone che meritano un’esplorazione; lungo le rive del Mekong è stato istituito un parco nazionale dove svetta il gruppo del Kawa Karpo, la cui vetta principale è di 6740 mt. Qui merita anche solo salire sotto le grandi seraccate fino ai templi tibetani di Melong e Go To.

Più ad est troviamo poi la regione del Ringsum Gompo, un gruppo di monti che il V Dalai Lama ribattezzò “Dabda Lhari” perché le tre montagne glaciali che si fronteggiano come fossero un treppiede, ciascuna che si specchia su di un lago, per i devoti sono una manifestazione di tre dei Bodhisattva principali del buddismo tibetano: Chenrezi (6032 mt) a nord, Jampeyang (5958 mt) a sud e Chakna Dorje (anch’esso di 5958 mt) a est. La zona è ricca di fauna selvatica, e anche qui è stato istituito un parco naturale per preservarla. Vi sono alcuni sentieri che contornano i tre monti sacri e la zona è particolarmente spettacolare all’inizio dell’autunno perché vi sono grandi foreste di larici che s’infiammano di colore. Si tenga solo presente che l’organizzazione va preparata parecchio tempo prima.

 

 

Il Kawa Karpo
Melong, Kawa Karpo
Minyak Gankar da Yako La

 

 

Ancora più ad est, ai bordi del Tibet storico, si erge poi il massiccio più impressionante, la catena del Minyak Rabgang, una selva di monti che si estende per 290 kmq con circa 20 vette che superano i 6000 metri di quota, il cui apice è il Minyak Gangkar, un massiccio di rocce granitiche che si staglia a ben 7556 mt. Vi sono diverse escursioni possibili; il versante tibetano offre ad esempio una valle molto bella che si snoda ai suoi piedi ed a cui si accede coi mezzi dal passo di Yako; percorrendola si può anche deviare verso le falde del monte arrivando alle seraccate ed a un isolato monastero, e proseguendo a piedi verso nord si emerge nella zona di Kanding. Ad est del massiccio, verso la Cina, si può invece arrivare tra i seracchi che fluiscono dalla vetta anche con una ovovia della Leitner!

Infine, a nord ovest di questo paradiso naturale troviamo lo Zhara Lhatse (5820 mt), considerato il trono del protettore locale, attorno a cui vivono molti nomadi di stirpe Golok. Qui è molto bello fare delle escursioni a cavallo partendo da Lhalung accompagnati dai Golok, anche di più giorni se lo si desidera.

Per un’idea generale può essere utile anche consultare la pagina Kham e Amdo nella sezione di ‘Paesi e Tradizioni’ dedicata al Tibet.

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