Turkmenistan: i nomadi del deserto

Itinerario di 9 giorni

Durata:9 giorni

Sintesi del viaggio

Un'avventura fuori pista per scoprire la cultura nomade dell'Asia Centrale, attraversando il deserto di Karakum fino alle vaste rovine delle antiche capitali dell'età del bronzo. 

Presentazione del viaggio

Il deserto di Karakum ricopre l'80% del territorio del Turkmenistan. La sua incomparabile vastità e il calore umano delle persone che lo abitano fanno sì che questo paese racchiuda sotto ogni aspetto le caratteristiche al cuore della vibrante cultura nomade dell'Asia Centrale, sullo sfondo di un magnifico paesaggio naturale. La mancanza di infrastrutture rende possibile l'esplorazione del territorio solo a bordo di una 4x4 o di mezzi pesanti: questo itinerario all'insegna dell'avventura prevede quattro giorni di viaggio fuori pista fino agli accampamenti nomadi più nascosti del Karakum. Attraverso il deserto si giungerà ai siti archeologici del sud del Turkmenistan, attualmente in lavorazione da parte di équipe internazionali, per visitare le rovine di Gonur Depe, antica capitale zoroastriana nel cuore delle dune, e i resti di Togolok e di Merv. Le rovine, parte del complesso battriano-margiano risalente all'età del bronzo (3.000 a.C.), sono state pazientemente riportate alla luce dagli archeologi, permettendo ai visitatori di riscoprire le tracce di un’antica civiltà delle oasi contemporanea a quella del Nilo o della Mesopotamia.

Per ogni chiarimento o richiesta, contattateci: amitaba@amitaba.net - 02 33614196
 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

1°g. Arrivo in Turkmenistan - Ashgabat
Per raggiungere Ashgabat, capitale del Turkmenistan, si possono utilizzare diverse compagnie; Amitaba può prenotare il volo prescelto dai viaggiatori. Un buon collegamento è quello della Turkish Airlines: la partenza da Milano Malpensa è alle 14.45 con arrivo a Istanbul alle 18.35; da Roma Fiumicino alle 13.45 con arrivo alle 17.10. Da Istanbul di parte per Ashgabat alle 20.20. (Per gli orari di altre compagnie e connessioni contattare Amitaba).

2°g. Arrivo ad Ashgabat
Si atterra ad Ashgabat alle 1.55; qui è in attesa il corrispondente locale di Amitaba. Trasferimento in hotel per il check-in e riposo. Dopo pranzo inizia il tour della città, con una visita ai parchi e ai monumenti realizzati dopo l'indipendenza (ottenuta dopo il crollo dell'Unione Sovietica del 1991), alla fortezza di Nissa (patrimonio UNESCO) e alla moschea Turkmenbashi Ruhy a Kipchak, la più grande del Turkmenistan. Terminate le visite, tempo libero fino a cena per rilassarsi e godersi la città.

2°g. Ashgabat – Darvaza
Tempo libero in mattinata per esplorare la città e andare a caccia di souvenir. Nel pomeriggio ci si rimette in viaggio, attraversando il deserto di Karakum in direzione di Darvaza: si prevede di percorrere circa 260 km, fermandosi lungo il tragitto per una sosta al villaggio di Erbent e per osservare da vicino i due crateri a situati a circa 100 metri di distanza dalla strada principale, uno pieno d'acqua e l'altro di fango, ribollenti di gas naturale proveniente dal sottosuolo. Arrivando al confine tra il Nord e il Sud del Turkmenistan si lascerà la strada principale per una piccola avventura fuori pista (8 km). Il viaggio si conclude a poche centinaia di metri dal cratere infuocato di Darvaza, dove si allestirà il campo per la cena e per la notte. Darvaza, conosciuto come la "Porta dell'Inferno", è un cratere largo circa 70 metri e profondo 30, che si è formato per il collasso del terreno in un’area dove si trova la più grande riserva di gas naturale del mondo. I fuochi che vi bruciano costantemente vennero iniziati dai geologi nel 1971 per evitare che il gas metano emesso dal terreno si propagasse; da allora ne è conseguito questo fenomeno spettacolare.

3°g. Damla 
Colazione al campo e inizio del secondo percorso fuori pista, che passerà accanto al letto del fiume Uzboy. Durante il tragitto ci saranno molte occasioni di fermarsi per scattare foto allo splendido panorama desertico. Una volta attraversato l'Uzboy, si prosegue verso l'insediamento di Damla, consumando un pranzo al sacco durante il viaggio oppure facendosi ospitare da una famiglia locale una volta arrivati al villaggio. Nel pomeriggio, esplorazione di Damla e allestimento del campo (in alternativa, si può passare la notte ospiti di una famiglia locale in yurta).

4°g. Akmolla - Murzachirla - Campo nel deserto
Dopo una robusta colazione, si riprende il percorso fuori pista su di un afoso plateau che cede piano piano il posto alle dune, incontrando sporadiche famiglie di pastori ai pozzi di acqua salata situati ogni 50 km. In circa quattro ore si raggiungono gli insediamenti di Akmolla e Murzachirla, dove si potrà osservare la quotidianità degli abitanti del luogo, fatta di lavorazione della lana, mungitura dei cammelli e abbeveraggio del bestiame. Gli amanti dei cani potranno scoprire le razze tipiche del luogo: i cani da caccia Tazi, levrieri famosi per la loro eleganza e velocità, e i massicci Alabai, cani da pastore e da guardia allevati in tutta l'Asia Centrale. 
Prima di esplorare questi due villaggi si avrà il tempo per un pic-nic.
Il viaggio riprende verso sud, in direzione dell'oasi di Mary, approfittando del clima più fresco della sera per allestire il campo lungo le dune di sabbia nera del deserto. Cena e pernottamento in tenda.

5°g. Gonur Depe - Togolok
Si continua verso sud in direzione delle vasto sito archeologico che include le rovine di Merv, designate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La visita inizia da Gonur Depe, scoperta, come racconta Andreas Steiner sulla rivista Archeo, dall'archeologo russo Viktor Sarianidi nel 1979, in un luogo che nessuno avrebbe mai immaginato potesse essere abitato, inerpicato su una grigia collina ai margini del deserto. L'amore di Sarianidi per le sabbie di Karkum era totale: "Sono tra quelli che non possono vivere senza il deserto, non c’è un posto simile al mondo; né moglie, né bambini, solo il silenzio, Dio e le rovine". Si visitano poi i templi e i santuari di Togolok, cuore di una civiltà che adorava il fuoco, tra le poche città sommerse dalla sabbia ad essere stata interamente riportata alla luce. Con un po' di fortuna si avrà la possibilità di allestire il campo in compagnia del gruppo internazionale di archeologi, dormendo sotto lo stesso cielo stellato degli abitanti lontani nel tempo di queste antiche civiltà.

6°g. Gonur Depe - Merv - Mary
La mattina è dedicata all'esplorazione dell'antica Necropoli, con siti funerari appartenenti a epoche diverse. Prossima tappa le rovine di Merv, una delle principali città-oasi dell’Asia centrale: il sito è composto da quattro città murate vicine, ognuna delle quali venne costruita in epoca diversa, quindi abbandonata e mai ricostruita. Nel periodo di maggior splendore Merv rivaleggiava con Il Cairo, Damasco e Bagdad come centro culturale dell’islam, fino alla sua definitiva distruzione a opera dei mongoli. In assoluto il sito archeologico più famoso del Turkmenistan, Merv ospita il mausoleo del Sultano Sanjar e la fortezza di Gyz-Gala, due importanti monumenti dell'architettura islamica dell'epoca. Da qui si prosegue quindi in macchina verso Mary, concedendosi a fine viaggio una notte in hotel.

7°g. Ritorno ad Ashgabat
Ritorno ad Ashgabat (360 km) su una strada asfaltata che attraversa le regioni di Tejen e Kaakhka, alle pendici dei monti Kopet Dagh. Lungo il tragitto, visita alle rovine della fortezza medievale di Abiverd a Kaakhka e alla moschea di Annau. L'arrivo ad Ashgabat è previsto per il pomeriggio; tempo libero fino a cena per riposarsi a bordo piscina o esplorare la città. Pernottamento in hotel ad Ashgabat.

8°g. Volo di rientro da Ashgabat
Trasferimento in aeroporto e volo di rientro.

 

Informazioni e iscrizione

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